3 – CHI SIAMO

Solo sull’orlo dell’abisso, quando siamo ad un passo dal disastro e dalla morte certa, possiamo avere la visione di chi noi veramente siamo. Immaginiamoci mentre siamo sull’orlo di una montagma rocciosa alta 4 o 5 mila metri innalzantesi  perpendicolarmente su altro terreno roccioso tanto lontano ed in basso che non riusciamo a scorgerne il fondo anche perchè la nostra vista è impedita dalle nuvole sottostanti a noi, mentre dietro di noi, che siamo sull’orlo del baratro, una immensa folla che è tutta l’umanità, ignara del pericolo, preme sempre di più perchè è convinta di raggiungere la salvezza. Cerchiamo di gridare, cerchiamo di avvisare  di fermarsi chi sta dietro di noi, cerchiamo di impuntarci per non essere spinti verso la morte, ma invano. Precipitiamo e voliamo verso la morte assieme a tutta l’umanità dietro le nostre spalle. Si salveranno solo gli ultimi che, non sospinti da nessuno dietro le loro spalle, riusciranno a fermarsi in tempo sull’orlo dell’abisso.

Come sempre capita quando siamo in un grave pericolo di vita, tutto il nostro corpo, il nostro essere e la nostra mente danno il meglio di sè stessi, cercando istintivamente una soluzione ed una spiegazione della situazione in cui improvvisamente ci siamo trovati. Ed è così che mentre stiamo volando verso la morte vediamo con assoluta lucidità che stiamo assistendo alla meraviglia dell’annullamento degli opposti e dei contrari, in questo caso alto e basso, strumenti di morte quando non governati dall’intelligenza divina che pure era dentro di noi ma che non abbiamo voluto o saputo riconoscere ed usare quando stavamo in tempo per farlo.

Ricordiamo, mentre voliamo verso la morte, che migliaia di anni fa questo mistero degli opposti e dei contrari era già stato svelato all’uomo. L’uomo era stato informato ed istruito sul fatto che dopo il big bang della nascita dell’Universo  nel caos iniziale si erano formate infinite particelle sottili che poi col tempo piano piano si agglomerarono ed andarono a formare tutti i corpi celesti che noi conosciamo. Con la formazione dei corpi celesti si formarono anche i loro cicli cosmici con i loro opposti ed i loro contrari per cui si rese necessario l’intervento di una Intelligenza Divina a governare questo nuovo ordinato divenire, secondo un piano ed un disegno razionale in una concezione di Armonia quale causa ed effetto della bellezza e meraviglia di tutti gli elementi della Natura. Per fondere gli opposti ed i contrari in un unico divenire l’Intelligenza Divina si servì dell’Amore, forza spirituale e materiale contemporaneamente, per mantenere insieme ed in equilibrio e parti di un tutt’uno gli opposti ed i contrari.

In questo processo di razionalizzazione l’Intelligenza Divina decise di rendere partecipe l’Uomo della sua divinità a causa di una Sua particolare concezione del divenire, e cioè la concezione del “Come sopra così sotto”. L’uomo, formatosi nel lungo cammino evolutivo con il progressivo agglomerarsi delle sole particelle sottili e quindi sottoposto alle leggi della natura e della selezione naturale, un bel giorno ricevette in dono dall’Intelligenza Divina gli strumenti che lo rendevano simile ad Essa: la Parola, la Logica e l’Amore Spirituale, i tre costituenti di quella che noi chiamiamo comunemente la Ragione ed il suo Pensiero e che ci distingue da tutti gli altri esseri viventi dell’Universo. L’Intelligenza Divina, con magnanimità d’animo, volle concedere all’Uomo anche la libertà di usare questi strumenti potentissimi, e quindi la libertà di governare gli opposti ed i contrari, ma lo preavvertì o lo avvertì che qualora con questi nuovi strumenti egli non fosse stato in grado o all’altezza di governare gli opposti ed i contrari del suo mondo, questi lo avrebbero distrutto, annientato, se non addirittura reso estinto.

Così l’Uomo, da essere governato dalla natura e dalle sue ferree leggi della selezione naturale, passò ad essere il Governatore della Natura ed il Padrone di sè stesso in piena libertà diventando in breve il signore del suo mondo. Dopo milioni di anni di asservimento alla natura, questo nuovo Uomo rinato alla Ragione in breve tempo ed in relativamente poche migliaia di anni fece conquiste a dir poco prodigiose: l’addomesticamento degli animali e l’invenzione dell’agricoltura con prodotti non selvatici, costruzione di città, scrittura, astronomia, misura, metallurgia e mineralogia, matematica e geometria, musica, letteratura, storia, arte, giustizia, religione, ingegneria, architettura e tanto altro fiorirono come in un baleno uno dietro l’altro. Fu un periodo idilliaco durante il quale l’Uomo, forte del suo Pensiero Razionale, con la memoria ancora fresca delle regole ferree sulle quali era fondata la sua creatività e divinità, profuse tutte le sue energie per la creazione e la nascita della civiltà umana, con l’Armonia scaturita dal controllo continuo e dal saggio uso del governo degli opposti e dei contrari a mezzo dell’Amore spirituale.

Col passare del tempo però l’Uomo perse questa memoria e si ritenne simile al Divino ma senza le condizioni che rendevano ciò possibile.  Fu così che gli opposti ed i contrari, non più regolati o governati, lasciati a loro stessi, cominciarono a produrre gli infiniti effetti deleteri della millenaria storia dell’Uomo, con guerre, conquiste, crimini e disastri che continuano e perdurano ai giorni nostri. Solo per guardare agli ultimi secoli forse vale la pena di menzionare i danni prodotti dalla mancata regolazione degli opposti e dei contrari: schiavitù, colonialismo, furto di interi continenti, imperialismo, rivoluzioni, marxismo, fascismo, nazismo, comunismo,  genocidi ed olocausti,  fosse comuni, gulag e gas nervini, due terrificanti guerre mondiali,  camere a gas e foibe, costruzione ed uso ripetuto di bombe atomiche su civili inermi, ed ora quale ciliegina sulla torta una crisi economica planetaria in omaggio al “libero mercato” dagli esiti tutt’altro che certi.

Ci appare quindi chiaro, mentre stiamo volando verso la morte, riscoprendo una antica svelata verità e nozione di vita, chi noi veramente siamo.  Siamo i regolatori ed i Governatori degli opposti e dei contrari a mezzo della Ragione e dell’Amore spirituale che è la sola imprescindibile ed ineludibile condizione per la crescita pacifica dell’Uomo nel suo cammino evolutivo ed è anche l’unica condizione per la sua stessa esistenza.

6 Risposte to “3 – CHI SIAMO”

  1. Se per morte intendi la paura che l’essere umano ha di ciò che non conosce ancora, allora sì che l’ignoto appare come un abisso nel quale è inevitabile annientarsi…
    Se per morte ti riferisci alla solitudine che l’essere umano prova quando si separa dal resto della manifestazione, da quel Tutto del quale è parte indispensabile e operante nel cammino verso l’Evoluzione…
    Se per morte descrivi la sensazione del buio che l’essere umano ha quando è accecato dalla luce dell’Amore che non è ancora pronto a distinguere come l’unico artefice e causa prima della sua esistenza…
    Il dualismo è il mezzo per l’essere umano di evoluzione, il concepire la sua realtà attraverso gli opposti, il separare come sopra così sotto e la sua coscienza dal corpo.
    Tutti gli eventi che lo hanno portato ad essere l’homo noeticus sono stati e sono l’opposto della sua stessa vera natura.
    Ma ciò che all’occhio umano appare come una distruzione, per il mondo delle cause è solo il dissolversi delle forme cristallizzate che impediscono la visione della luce.
    Quella luce che che è dentro ogni essere in manifestazione, la scintilla divina che genera la vita per sua volontà d’amore per farne esperienza e arricchire l’Unità.
    La morte è solo un cambio di stato da una dimensione ad un’altra.
    Del resto cosa è tutto questo nell’ottica dell’eternità?
    Siamo da sempre e per sempre.

    • Un commento sublime che illumina la mente ed esprime con molta più chiarezza il pensiero di “chi siamo”. Devo riconoscere che sei ad un livello superiore, il livello superiore dell’homo noeticus verso il quale la maggior parte dei mortali sta ancora lentamente transitando. Quantunque la nascita e la morte determinino solo il passaggio da uno stato all’altro dell’eterno divenire la coscienza di questo passaggio comporta inevitabilmente paura, e solitudine per la separazione dal tutto, e buio provocato dall’accecamento dalla luce dell’Amore. Ciò fa parte forse degli strumenti di cui l’Intelligenza Divina ci ha voluto dotare per evitare che, senza di essi. l’Uomo sia tentato di cercare continuamente la morte per accelerare il raggiungimento del mondo delle cause.

      La stessa Intelligenza Divina si è munita del concetto di Armonia, di cui ci ha voluto rendere partecipi, proprio per far sì che la permanenza nel luogo e nel tempo fra due passaggi di stato consecutivi sia la più confortevole, piacevole, lunga, piena e ricca possibile. I miei articoli vertono più che altro solo su questa permanenza affinchè essa possa avvenire nel modo più salutare e naturale possibile che si può realizzare solo tenendo presente il concetto di Armonia dell’Intelligenza Divina. Ciò significa naturalmente tenere gli opposti ed i contrari continuamente sotto controllo senza il quale, con gli eccessi e gli estremismi, la detta permanenza diventa breve e tutt’altro che piacevole.

      Questo tuo commento comunque è molto di più di un semplice commento. E’ una specie di dichiarazione universale di “Chi siamo” dell’Uomo ed andrebbe scolpita su lastre di granito da esporre per l’eternità all’entrata dei più importanti e sacri luoghi e monumenti affinchè si ricordi all’Uomo la sua essenza e la Scintilla Divina che è in lui.

      E di conseguenza sono d’accordo con te che “siamo da sempre e per sempre”.

  2. Cose facili che noi complichiamo ! Se solo ci abbandonassimo, prediligendo sensazioni, percezioni,essenza, ascoltando senza commento la nostra anima, e rischiarandoci di luce interiore..? Io ci trovo qualcosa di magico in questo abbandono..
    Abbandono che non significa lasciarsi vivere ma, sentirsi parte di una realtà per interpretarla dandole risposte con semplicità, naturalezza, leggerezza di cuore. Basterebbe considerarsi parte di essa, sentirne il suo abbraccio, vivendo e respirando il suo stesso battito al pari del viaggiatore che si mescola e assapora con naturalezza usi , cibi e danze degli indigeni dei luoghi che via via visita
    Ognuno di noi affronta il percorso interiore verso la propria Itaca combattendo con demoni, mostri o dei e, ogni traguardo spesso è il nuovo punto di partenza.La vita è un viaggio, e come tale andrebbe vissuta, con tutte le incognite, le sorprese, le difficoltà, le batoste, gli incanti. Un lungo viaggio di ricerca che dura tutta la
    vita..molto dipende dal mezzo di “trasporto” che si usa o si sceglie.
    E’ un piacere sottile leggere le tue riflessioni.. davvero!!

    • Ti ringrazio del tuo intervento ed apprezzamento.
      L’articolo, senza volerlo, verte sull’importanza del vivere in Equilibrio.
      Come tu dici, ciascuno di noi affronta un viaggio, il viaggio della vita, durante il quale incontra tante esperienze fra ambienti e persone diversi dai diversi valori e grandezze.
      Come si fa ad orientarsi ed a non perdersi commettendo passi sbagliati ed a volte irreparabili???
      Si cerca di mantenersi in equilibrio, di vivere in equilibrio cercando di governare e tenere a bada le forze intorno a noi che ci tirano o ci respingono verso false realtà.
      Queste forze, gli opposti ed i contrari, possono essere tante, come alto e basso, citati nell’articolo, ma anche amore e odio, ricchezza e povertà, solidarietà e indipendenza, perdono e vendetta, contrapposizioni e conciliazioni, guerra e pace, e mille altre.
      Quando queste forze non si riescono a governare esse producono gli eccessi, e gli eccessi sono sempre dannosi.
      Finanche l’Amore, che pure è un sentimento alla base della vita e della sua nascita e rinascita, può essere impetuoso e travolgente, trascinando con sè uomini, nazioni, continenti e pianeti interi, come la storia ci ha mostrato con Elena di Troia e con Cleopatra.
      E noi oggi siamo immersi in un mondo di eccessi dai quali nasce la pericolosità della nostra condizione.
      Al di là della mia volontà, quasi autonomamente, forse lo scopo generale degli articoli di questo blog è di mettere in risalto l’importanza del vivere in equilibrio, parola oggi forse dimenticata ma che era ben conosciuta nelle più remote antichità.
      Un caro saluto

  3. la vita è come una strada fatta di piastelle bianche e nere ,la via giusta è quella sottile liena di congiunzione fra le piastrelle, un via dificile,stretta da parcorrere con attenzione un passo dopo l’altro,nella semplicità, camminare sulle piastrelle bianche porterebbe alla santità,sulle piastrelle nere alla prigione,la perdita della libertà fisica,non va dimenticato che stare in mezzo non vuol dire essere vili o opportunisti,ma significa essere coscienti della realtà,e saper vedere il trascendente in ogni cosa,il grande architetto dell’universo ha previsto tutto e l’uomo può solo scoprirlo,senza mai dimenticare che l’Eterno è presente anche nel silenzio fra le parole.

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