4 – DOVE ANDARE

Per decidere dove dirigere i nostri passi forse varrebbe la pena di immaginarci di essere dei grandi personaggi istituzionali investiti della responsabilità storica di dare una speranza nel futuro a tutti gli abitanti del pianeta sulla base della necessità di governare gli opposti ed i contrari in modo armonico. Che cosa faremmo??? Appronteremmo un piano o programma adatto alle esigenze che ci siamo preposti e lo presenteremmo all’umanità intera affinchè essa, con il suo voto di accettazione o meno, ci dia il mandato alla realizzazione dello stesso piano. In virtù di quanto abbiamo esposto nei precedenti articoli ci è apparso chiaro che il nostro punto di riferimento verso il quale dovremmo incamminarci e dirigerci  sia un mondo dove vi sia l’armonia tra gli opposti ed i contrari, armonia che dovrà essere da noi governata.

Gli opposti ed i contrari lasciati a sè stessi, senza governo, e quindi pericolosissimi, sono tanti e molti di essi sono ben noti ma nessuno ha il coraggio di affrontarli vuoi per interesse personale, vuoi per mancanza di coraggio e vuoi per una assenza di visione globale impegnativa e di lungo termine. Si fa finta quindi di non vedere e di non sapere e si tira a campare preferendo lo status quo del politicamente corretto anche perchè gli abissi che dividono gli opposti ed i contrari sono talmente vasti che fanno paura solo a guardarli. Vale la pena però citarne alcuni per il momento solo per informazione riservandoci di ritornare sull’argomento dopo una più approfondita riflessione e per poter indicare quali misure concrete intraprendere.

Gli opposti ed i contrari quando non sono governati producono inevitabilmente quelli che noi chiamiamo semplicemente gli eccessi. Nostro primo dovere dovrebbe pertanto essere, se vogliamo controllare gli opposti ed i contrari, di eliminare gli eccessi. Gli eccessi sono all’origine dei fondamentalismi e sono tanti ed oggi sono ben messi in risalto. I più importanti sono forse l’estrema ricchezza di pochi e l’ estrema povertà di molti. Competizione sleale. Retribuzioni dalle differenze stratosferiche fra il primo e l’ultimo della scala sociale. Divisione fra cittadini di serie A e cittadini di serie B , dove il mondo dei senza “certezze”, che è fondamentalmente un mondo di “precari”, deve mantenere i privilegi eterni dei tanti privilegiati. Eccessi di comunicazioni televisive. Eccessi di pubblicità. Eccessi di libertà e di “libertà di mercato”. E tanti altri.

Gli eccessi di libertà sulle comunicazioni si sono tramutati in eccessi di spionaggio che associati agli eccessi di informazione hanno ormai reso l’uomo uno schiavo ed il suo pianeta un posto invivibile. E di conseguenza la buona fede è stata soppiantata dalla mala fede perchè tutti sospettano di tutti. L’uomo, invece di vedere nel suo simile un interlocutore innocuo con cui scambiare delle idee, vede in lui un potenziale nemico, e quindi tace e si rintana nel suo guscio, di qualsiasi tipo, cercando di proteggersi. E’ come se all’uomo sia stata tolta la parola, parola che pur era la base della sua umanità, del suo essere uomo. Esiste solo la parola roboante ed assordante di coloro che detengono lo status quo ed il potere e che ci vogliono convincere che questo è il migliore dei mondi possibili, Anche se bisogna dire, per onestà, che la parola scritta, con internet, è un benvenuto e giusto tentativo di riequilibrare gli eccessi degli sproloqui televisivi della parola orale dei privilegiati. E così siamo entrati e viviamo nel mondo delle porte chiuse. Per capire il nostro mondo delle porte chiuse vale la pena di descrivere il suo opposto, il mondo delle porte aperte.

C’era una volta.  Tanto tempo fa mi capitò di trovarmi su una nave ove le porte delle cabine degli ufficiali, dell’equipaggio e dei passeggeri erano sempre aperte. Era un periodo di sobrietà allorchè la parola “eccessi” sembrava non essere ancora stata inventata. Le porte si chiudevano solamente durante la notte per motivi di pudicizia e riservatezza. Ma durante il giorno, con le porte aperte, chiunque, passando, poteva sbirciare all’interno delle cabine, salutare o scambiare quattro chiacchiere con l’anima che la occupava. Anche quando ci si allontanava dalla propria cabina per lavoro o altre incombenze le porte rimanevano sempre aperte. Il furto e lo spionaggio e la mala fede vi erano sconosciuti per cui le tante persone a bordo, pur di diverse nazionalità europee, erano accomunate da un senso di estrema fiducia nell’altrui persona. Era un mondo in cui nessuno aveva il timore dell’altro e tutti erano i benvenuti e la disponibilità ad aiutarsi in cambio di niente era tanta. Mi piace ricordarlo come il mondo delle porte aperte.

Questo mondo delle porte aperte non capitò per una scelta o decisione dell’Uomo, ma fu una naturale fase della convivenza umana che sempre segue la fine di una grande catastrofe dell’umanità intera. Essendo una fase naturale e non una imposizione l’Uomo non si curò, nè si cura ancora oggi, di studiare o registrare le armonie che il mondo delle porte aperte intrinsicamente ed implicitamente possedeva. L’armonia, oltre che esprimersi matematicamente e geometricamente come il risultato di un rapporto tra dimensioni diverse, viene espressa anche come il risultato di un rapporto fra le diverse condizioni dell’Uomo, in una singola nazione e sul pianeta intero.

Pertanto compito dell’Uomo dovrebbe essere quello di intervenire con leggi adeguate alla fine di ogni stato o periodo di armonia naturale al fine di preservare nel tempo gli stessi rapporti armonici fra le condizioni degli uomini, rapporti armonici che sono i soli a poter prevenire il graduale formarsi degli eccessi fra gli opposti ed i contrari. Un lungo, decennale, centenario o millenario periodo di prosperità, progresso e pace può avvenire solo alla condizione che l’Uomo riesca a governare e tener sotto controllo sempre gli opposti ed i contrari, e la durata di una civiltà è direttamente ad esso connessa.

Oggi il menzionato breve racconto del mondo delle porte aperte sembra quasi una fiaba, ma è una favola-verità, come qualcuno  mi dice sempre. E’ il mondo perduto dell’armonia fra gli opposti ed i contrari verso il quale l’uomo dovrà dirigersi per ritrovare sè stesso e la sua spiritualità e di conseguenza la sua umanità.

Una Risposta to “4 – DOVE ANDARE”

  1. Sono affascinata da come scrivi..

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