9 – COMPETIZIONE

L’idea di competizione nacque, come tante altre concezioni e nozioni, nel Cosmo. Il Cosmo, nelle menti dei giganti dall’intelligenza geniale dell’antichità, era sorgente di vita e di sapienza e per questo motivo essi lo rispettavano, lo studiavano e lo veneravano, cercando di duplicarne i movimenti e gli avvenimenti sulla Terra secondo la concezione del “come sopra così sotto”. Erano quelli i tempi lontani e remoti quando questi nostri antichissimi antenati gettavano le basi della civiltà umana.

Osservando continuamente il cielo notturno essi si accorsero che fra le tante stelle che vi erano nel cielo ce n’erano alcune che cambiavano posizione di giorno in giorno, di mese in mese, di tempo in tempo. Erano quelle che all’osservazione sembravano delle stelle vaganti. Queste stelle “vaganti” sono quelli che noi oggi chiamiamo pianeti. Ed anche oggi ad un osservatore casuale che guardi il cielo notturno ad occhi nudi risulta impossibile distinguere tra stelle e pianeti, essendo la lucentezza di alcune stelle addirittura superiore a quella di alcuni pianeti.

Queste stelle vaganti proprio perchè vagavano furono chiamate “vagabondi”. I vagabondi di quei tempi, visibili ad occhio nudo, erano Marte, Mercurio, Giove, Venere e Saturno i quali poi furono aggiunti al Sole ed alla Luna in modo che tutti, complessivamente, rappresentassero i soli astri del firmamento che si muovevano, vagando, sullo sfondo delle stelle fisse o “imperiture” ed “indistruttibili” come le chiamavano gli egiziani proprio perchè le vere stelle erano sempre ferme e fisse. E’ da questi sette corpi celesti che in seguito furono denominati i sette giorni della settimana.

Notando che questi vagabondi si muovevano tutti in una zona di cielo a cavallo dell’eclittica essi, questi nostri remoti antenati, ne definirono i confini e ne delimitarono l’area che andava da 7° a nord dell’eclittica fino a 7° a sud dell’eclittica. Nacque così la fascia zodiacale o lo zodiaco che esiste ancora oggi ed esisterà sempre. In questa nuova fascia celeste, un pò come su di una pista di “Formula Uno” dei giorni nostri, i “vagabondi” sembravano rincorrersi l’uno con l’altro nei loro movimenti cosmici per cui si assisteva a delle vere e proprie “corse” astrali. Fu così che, per imitare le corse astrali dei vagabondi del cielo, furono istituite sulla Terra le Olimpiadi o Giochi Olimpici le cui origini risalgono appunto a molto prima della Grecia Classica e si perdono nella notte dei tempi.

Inizialmente, proprio perchè era una imitazione di quello che succedeva nel Cosmo, ai Giochi Olimpici si effettuava una sola gara: la corsa degli uomini, proprio perchè gli uomini, che stavano “sotto”, erano una miniatura degli dei che stavano “sopra”. Ed affinchè i partecipanti alla corsa non fossero discriminati si stabilì sin dall’inizio che essi partissero da una linea di base comune e si istituì la nomina di un giudice di gara che aveva potere e facoltà di annullare la gara qualora la comune base di partenza non fosse stata rispettata. Questa fu l’origine della competizione e del suo significato .

L’essenza di questa idea è rimasta invariata attraverso i millenni. Nata come competizione solo di corse, poi ampliata per includere altri avvenimenti sportivi, quest’idea si è poi propagata ad altri settori delle attività umane ed in particolare, a partire dal XIX° e XX° secolo, è entrata con forza ed a pieno titolo nel mondo commerciale ed industriale. Questa competizione in settori non sportivi però fin dall’inizio è stata caratterizzata dalla mancanza di un giudice di gara. Tale mancanza, fino a circa gli anni 70 o 80 dello scorso secolo, non ha comportato grossi inconvenienti perchè queste competizioni si svolgevano all’interno di una nazione o fra nazioni dove essendo i sistemi di vita più o meno omogenei per tipo di cultura, religione, costumi sociali ed economie, i vari partecipanti o concorrenti alla competizione erano allineati implicitamente su una stessa base comune di partenza.

Con l’avvento degli anni 70 o 80 e fino ai giorni nostri, con lo spostamento dei centri produttivi nei più diversi angoli della Terra, questo concetto di competizione ha gradualmente perso, dopo il giudice di gara, il secondo più importante elemento che giustificava ed era all’origine della parola “competizione”, e cioè la partenza dei concorrenti da una base comune. Questo nuovo tipo di competizione è quella che viene anche chiamata concorrenza sleale. In omaggio ad una libertà senza senso dovuta ad una Ragione mancante e della razionalità dei numeri e della spiritualità, come già descritto, ognuno dei concorrenti parte da dove vuole o da dove può partire e come vuole partire. E’ come se in una gara di Formula Uno alcuni concorrenti partano già da metà gara, altri decidano di partire da pochi giri dalla fine, altri ancora partano con un motore da 6000 cc e da centomila cavalli di potenza, altri ancora con 3 ruote invece di 4, eccetera.

Ma questa non è più una competizione nel significato originale che abbiamo descritto ed il termine per descrivere questo tipo di competizione non è stato ancora inventato o coniato ma possiamo solo renderne l’idea usando altre parole dai significati che più potrebbero avvicinarvisi come rapina, arrembaggio, imbroglio, furto, eccetera ma, soprattutto, cecità nel lasciare ingovernabili gli eccessi degli opposti e dei contrari con tutti i rischi che ciò comporta e contro i quali l’Uomo moderno occidentale sta andando inconsapevolmente ed inesorabilmente ad infrangersi.

4 Risposte to “9 – COMPETIZIONE”

  1. DrawingSam89 Says:

    ottimo punto di vista su questa importante tematica! questo blog è una fonte di saggezza inesauribile! ancora una volta hai puntato il riflettore sulla distorsione che l’uomo moderno ha di alcuni concetti provenienti dall’antichità e che nell’antichità stessa erano chiari e semplici e pertanto inequivocabili nella loro messa in pratica. è come se la conoscenza anzichè consolidarsi nei secoli e nei millenni, si sia progressivamente e inesorabilmente sgretolata. ed in realtà noi di competizione ne parliamo di continuo riconoscendola cm uno dei principali elementi contraddistintivi della nostra società, ma questa comune credenza in realtà non è corretta: proprio perchè non partiamo tutti dalla stessa linea! ma c’è un altro concetto ke va di pari passo con questo: quello di meritocrazia. i greci partivano da una linea comune perchè solo in questo modo avrebbero scoperto chi era il più meritevole, ki aveva più capacità, chi a parità di possibilità era capace di arrivare per primo. oggi se nei vari settori in cui il concetto di competizione è stato trasposto nessuno si preoccupa di ergere un giudice per assicurarsi ke tutti partano dalla stessa linea è perchè nella nostra società a nessuno gliene frega un cavolo del merito! la gente è più preoccupata di favoreggiare ki gli può garantire i beni materiali più disparati, dal bonus di fine anno, in tema di crisi finanziaria, ai favori sessuali in uno dei casi più pietosi. allora poi non c’è da meravigliarsi ke i palazzi crollano, che i titoli crollano trascinando con sè tutto l’apparato economico, che le dighe cedono, che i governi cadono! perchè è tutto collegato! e l’umanità che fa di fronte a questo caos di problemi? semplicemente si distrae, perdendosi nelle infinite cose del mondo, nella chiacchiera dei giornalisti ke ci bombardano di raffiche di notizie contrastanti e nella infinitamene inutile chiacchiera di facebook. heidegger la definirebbe vita inautentica e ci scriverrebbe un un altro trattato sulla caduta dell’uomo sul piano delle cose. cito quest’ ultima espressione anche perchè non saprei come definire meglio la vita nella nostra società…🙂

  2. Analisi acuta, profonda ed esauriente delle debolezze dell’umanità, ricorrenti in cicli alterni, corsi e ricorsi, come detto dal buon Vico.
    E necessarie, come ha dimostrato il medioevo, per rinnovare la creatività e procedere nell’evoluzione.
    E quando ci siamo detti che tutto va male, anzi va a rotoli, e abbiamo sviscerato tutte le cause di tutti i problemi….cambia qualcosa?
    Mi piacerebbe che qualcuno facesse qualche pubblica proposta su come cambiare…o raccontasse la sua esperienza di come ha cambiato…
    Perchè ci sono segni di cambiamento, anche se i mass media non fanno audience se ne parlano.
    C’é un vecchio film ” Un sogno per domani” nel quale un insegnante dà ai suoi alunni un tema: Cosa faresti per cambiare il mondo?
    E un bambino ha una idea singolare…e la mette in pratica…e ottiene ciò che si era proposto. Credendoci!
    Io credo in ciò che faccio. Lo faccio con amore. Basta incominciare!
    E pensare che si può!

  3. blog interessante il tuo……ripasserò

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: