15 – AKHENATEN, IL “MAAT” E L’ORDINE COSMICO.

Ogni tanto un pò di numeri che “non contano”. Allacciatevi le cinture e tenetevi forti. Sembra che, dopo Cleopatra, il regnante dell’antico Egitto di cui si è parlato di più sia stato Akhenaten (detto anche Akhenaton), faraone  della XVIII^ dinastia. vissuto come tale verso il 1350 A.C. Le statue rappresentanti la sua figura mostrano fisicamente un uomo quasi deforme, con un viso eccesivamente oblungo e dei fianchi e cosce dai rigonfiamenti femminili. Ciò ha fatto sorgere il sospetto che fosse malato nella mente e nel fisico e molti archeologi si sono soffermati sulle sue presunte patologie, mettendole in relazione con le riforme rivoluzionarie da lui avviate nel paese. Akhenaten era il marito della bellissima Nefertiti, il cui busto facciale è conservato in un museo di Berlino.

Di Akhenaten si è detto di tutto e di più. Oltre alle sue vere o presunte patologie di impotenza e di sessualità distorta o di degenerazione totale, si è detto che la sua più importante riforma sia stata quella di aver avviato o iniziato il monoteismo, il credo in un Dio unico, in opposizione al politeismo normalmente praticato ai suoi tempi. Si è detto che questo monoteismo venisse rappresentato dall’adorazione del Dio Sole o del Sole. Al di là di una sterminata critica storiografica, e di numerose teorie originate dalla sua persona e dal suo operato, cerchiamo invece di raccontare i semplici e soli fatti relativi a quest’uomo.

Akhenaten prima di diventare faraone si chiamava Amenofi IV.  Cambiò il suo nome in Akhenaten in omaggio alla parola Aten (o Aton) che già dall’antichità a lui anteriore di migliaia di anni significava il Sole ed era rappresentato da Ra, il dio Sole. Contro la volontà dei notabili e dei “sacerdoti” dei suoi tempi, Akhenaten, una volta asceso alla carica suprema, in sostituzione della capitale d’Egitto che era Tebe, avviò la costruzione di una nuoca capitale, Akhet-Aten, “orizzonte di Aten” o “orizzonte del Sole”, esattamente al centro dell’Egitto, in una località che oggi si chiama El Amarna o Tel El Amarna. Migliaia di anni prima di Akhenaten, un pò come l’antichità greca, o più, è rispetto a noi, la configurazione dell’Egitto fu scelta e decisa perchè l’Egitto doveva essere una rappresentazione del cielo, o del Cosmo, sulla Terra, in base al noto principio “come sopra così sotto”.

Quando furono definiti i confini dell’Egitto l’inclinazione dell’asse terrestre sull’eclittica era di 24° 00′. Oggi tale inclinazione è di 23° 27′. Pertanto il confine meridionale dell’Egitto fu stabilito a rappresentare questa inclinazione alla latitudine di 24° 00′ Nord che corrispondeva al bordo superiore della prima cataratta del Nilo. Il confine settentrionale fu scelto alla latitudine di 31° 30′ Nord, sede della capitale predinastica dell’Egitto, cioè Behdet (oggi forse sotto le sabbie della costa o sott’acqua).  L’estensione dell’Egitto quindi era di 7° 30′ cioè 1/12mo dell’angolo meridiano fra l’equatore ed il polo (90°/12 = 7,5), includendo anche la larghezza della fascia zodiacale della calotta celeste settentrionale, per l’appunto di 7°00′, aumentata di 00° 30′ che è il diametro del Sole. In pratica il confine meridionale dell’Egitto corrispondeva alla latitudine del Tropico del Cancro ove il Sole raggiungeva lo Zenith una volta all’anno, al solstizio d’estate. La fascia zodiacale che era considerata la zona viva ed abitata del cielo ove si svolgevano le “corse” dei pianeti , Luna e Sole, oltre la quale c’era l’eremo espanso cosmico, era quindi rappresentata dall’Egitto oltre il quale (24 + 7 = 31) iniziava  corrispondentemente l’espanso vuoto del Mare Mediterraneo.

La nuova capitale di Akhet-Aten  fu costruita alla latitudine di 27° 45′ Nord, esattamente a metà strada fra il confine settentrionale di Behdet a 31° 30′ Nord ed il confine meridionale a 24° 00′ Nord perchè Akhenaten, richiamandosi ad un concetto di giustizia, verità, centralità, armonia (io aggiungerei amore nel senso di saggezza cosmica) della vita e dello stesso Egitto secondo l’ordine cosmico, il “Maat” o “Maet”, concetto che è un pò stato il cuore della concezione della vita durante tutta la plurimillenaria civiltà egiziana, e che lo stesso Akhenaten ha lasciato per iscritto su tanti geroglifici per tutti da leggere, riteneva giusto materializzare visivamente questo concetto di centralità, giustizia e verità con la costruzione della capitale “al centro” dello stesso Egitto.

Non contento di ciò, Akhenaten fece erigere alla periferia della nuova capitale tante stele gigantesche con delle grandi iscrizioni. Queste iscrizioni, ripetute, oltre che sulle stesse stele, anche su rocce di collina in periferia, compongono un testo sostanzialmente identico e trovato su 14 di tali stele finora rinvenute. Queste iscrizioni proclamano al mondo intero quella che era l’idea portante e conduttrice di tutto l’operato di Akhenaten, sopra descritto, enfatizzando inoltre il posizionamento di due pilastri di confine, uno a nord della capitale ed uno a sud di essa ad una distanza di “””6 ATUR, 3/4 KHE, 4 CUBITI””” l’uno dall’altro. Questa menzione di numeri così precisi e dettagliati in riferimento ad una grande distanza, e ripetuti tante volte, avrebbe dovuto essere causa di studio ed investigazione, o semplice curiosità, da parte degli archeologi. Ma nessuno di essi si è mai curato di discernerne il significato dato che, come abbiamo visto nei precedenti articoli, i numeri dell’antichità “non contano”.

L’estensione dell’Egitto, fra 24° 00′ Nord e 31° 30′ Nord, 7,5 gradi pari a (7,5 x 60) 450 primi di arco terrestri, era per tradizione composta di 1.800.000  CUBITI GEOGRAFICI oppure di 106 ATUR. Costruendo la capitale esattamente al centro dell’Egito al fine di conformarsi alla concezione del “Maat”, o ordine cosmico, perchè l’Egitto doveva duplicare o rappresentare o essere una copia di questo ordine cosmico ed universale, Akhenaten lasciò 50 ATUR tra il pilastro di confine a nord della nuova capitale ed il confine settentrionale dell’ìEgitto a Behdet a 31° 30′ Nord. E lasciò 50 ATUR tra il pilastro di confine a sud della nuova capitale ed il confine meridionale del Tropico del Cancro a 24°  00′ Nord. Un ATUR era considerato 17.000 cubiti geografici cioè 7848,73 metri.

I rimanenti 6 ATUR,  per arrivare all’estensione totale di 106 ATUR dell’Egitto, rimasero a marcare la lunghezza del distretto di Akhet-Aten, compreso fra i due pilastri, distretto che però fu aumentato di “”3/4 di KHE e 4 CUBITI”” per conformarsi all’ordine cosmico. Il KHE era la misura di uno stadio di 184,68 metri o 400 cubiti geografici, mentre un CUBITO GEOGRAFICO corrispondeva a 0,46169 metri. L’incremento di Akhenaten quindi fu di 3/4 di Khe, cioè 300 cubiti geografici, più 4 altri cubiti, il tutto quindi uguale a 304 cubiti geografici pari a (304 x 0,46169) 140,4 metri. Una aggiunta quindi di circa 140 metri su una distanza di 47.092,4 metri rappresentati dai 6 Atur e che porta il totale di questo distretto a 47.232,8 metri fra i due pilastri di confine. Perchè tutto questo????

Il Cosmo è bello, ci affascina, e guardandolo e misurandolo da tanto lontano ci sembra ed è perfetto. I suoi movimenti sono perfetti. La sua anima e le sue armonie sono perfette. Le sue cosmometrie sono perfette. Insomma il Cosmo è la perfezione tangibile e l’aspirazione dell’umana esistenza. Con questo sentimento di ammirazione per questa perfezione quando rivolgiamo gli occhi alla Terra e cerchiamo di replicarne o duplicarne la perfezione secondo il concetto “Come sopra così sotto” cominciamo ad andare in difficoltà. Vediamo la bruttezza invece della bellezza. Gli uomini, per me che sono maschio, sono tutti brutti, i loro pensieri e le loro facce da cretini quasi sempre sono rivoltanti. Ci salva solo di tanto in tanto l’apparizione di una Monna Lisa che ci dà una boccata di ossigeno per farci respirare prima di essere rigettati di nuovo sott’acqua.

Con la Terra è la stessa cosa. Vista da lontano sembra bella e sferica e rotonda, ma non è così. Come un pallone sgonfio e deforme dai calci subiti, la Terra è lontana dall’essere sferica. Ha varie protuberanze. E’ schiacciata ai poli ma non è neanche un ellissoide per cui oggi lo si chiama geoide, ma un geoide senza nessuna forma geometrica precisa. La circonferenza equatoriale è 40.076.000 metri mentre la circonferenza polare o meridiana è 40.009.000 metri con una differenza quindi di circa 70 chilometri.

Le unità di misura ricavate dalle dimensioni della Terra perciò si sono sempre riferite all’arco meridiano fra l’equatore ed il polo, nell’antichità prendendo in considerazione la misura angolare di quest’arco, gradi, primi e secondi, sulla superficie terrestre, mentre in tempi moderni, col sistema metrico decimale, prendendo in considerazione solo la lunghezza dello stesso arco. Ciò perchè un primo di latitudine all’equatore è 1842,9 metri. A 30° di latitudine è 1847,5 metri. A 45° è 1852,2 metri. A 60° è 1856,9 metri. Al polo è 1861,5 metri. Per aggirare questo ostacolo noi oggi adottiamo il primo di arco medio, relativo a 45° di latitudine, di 1852 metri valevole per tutta la Terra, anche se sappiamo che ciò comporta un errore quando siamo in latitudini diverse.

Per una maggiore aderenza alla realtà gli antichi, quando delinearono il piano dell’Egitto, scelsero di riferirsi alla latitudine media dell’Egitto stesso, cioè 27° 45′, la latitudine di Akhet-Aten, dove un primo di latittudine era ed è 1846,76 metri o 4000 cubiti geografici. Questa fu l’origine della lunghezza del CUBITO GEOGRAFICO (1846,76 diviso 4000 = 0,46169 metri = 1 cubito).  L’estensione dell’Egitto era 7° 30′ pari a 450 primi per cui la lunghezza di questa estensione era 450 x 4000 di questi cubiti = 1.800.000 CUBITI GEOGRAFICI pari a 831.042 metri (1.800.000 x 0,46169). Poichè l’estensione del distretto di Akhet-Aten era 6 ATUR senza l’aggiunta, essa era in misura angolare di 0° 25′ 30″ (102.000 cubiti Diviso 4000, oppure 47.092,4 diviso 1846,76 metri). Con l’aggiunta dei 3/4 di KHE e 4 CUBTI la stessa estensione di 25′ 30″ o 25′,5 di  Akhet-Aten fu incrementata a 102.304 cubiti o 47.232,8 metri portando la lunghezza di un primo “cosmico”, valevole di media per tutta la Terra, a 1852,2 metri (47.232,8 diviso 25,5).

Il primo di latitudine di 1852,2 metri alla latitudine di 45°, che solo i moderni satelliti oggi ci hanno confermato, e che viene usato come primo di arco di media generale sulla superficie terrestre composta in realtà di tanti primi di lunghezza diversa a causa della sua deformità, è in pratica il primo di circonferenza unico per tutta la Terra e a tutte le latitudini, una Terra sollevata quindi dalla sua deformità per essere considerata sferica e perfetta  in rispondenza alla concezione del “Maat” ed all’ordine cosmico di duplicare la perfezione del Cosmo sulla Terra ed in Egitto, una concezione che era conosciuta agli antichi di Akhenaten ed ai quali egli voleva ispirarsi con il cubito,  relativo ad una perfetta sfera terrestre, di 0,463 metri (1852 diviso 4000)..

La costruzione della nuova capitale Akhet-Aten era pertanto doppiamente rappresentativa del “Maat” del quale il Faraone era sempre stato per tradizione il supremo difensore ed il più importante suo rappresentante. Era al centro dell’Egitto e dell’Egitto cosmico e nel punto geodetico ove era basata la lunghezza del cubito geografico locale e centrato alla latitudine di 27° 45′ Nord. Questo cubito geografico era per Akhenaten, ed anche per noi oggi, della massima importanza perchè da questo cubito discesero tutte le misure dell’antichità, come descritto al n. 23. E la nuova estensione del distretto di Akhet-Aten ricordava a tutto il mondo che esisteva un altro cubito, di 0,463 metri, un poco più grande del cubito geografico, ancora più importante e riferito a tutta la Terra, resa sferica e perfetta secondo la concezione del “Maat” e del “Come sopra così sotto”, perchè la Misura e la giusta Misura era fondamentale per realizzare i profondi concetti di Giustizia, Verità, Amore, Armonia del “Maat”.

Non si costruisce una nuova capitale per semplice vanagloria o stupidaggini come l’adorazione del Sole, o l’adorazione degli dei, o per il monoteismo, attribuiti ad Akhenaten. C’erano tante buone ragioni di grande importanza, come abbiamo visto, ieri e ancora oggi. Senza Akhenaten e la sua nuova capitale avremmo perso, a distanza di tanti millenni, una valida testimonianza sull’origine della misura e della Civiltà che, alla latitudine di 27° 45′ di Akhet-Aten, col cubito di 0,46169 metri all’origine di tutte le misure dell’antichità, collegava la Terra con il Cosmo.

Ma l’Egitto già da lungo tempo, con il cubito reale, basato su un sistema di misure settenario,  si era già avviato, con  questo sistema settenario invece che sessagesimale, verso la “modernità”, allontanandosì così dalla concezione del “Maat”, ed ormai non si poteva più tornare indietro. Il sistema settenario poi gradualmente porterà alla degenerazione delle misure ed alla babele dei piedi e cubiti fino a che il sistema metrico decimale inaugurò una nuova concezione della misura. Fu così che Akhenaten fu costretto ad abdicare ed a scappare e di lui non abbiamo saputo più niente, oltre alle tante leggende e teorie sulla sua esistenza.

Per concludere questo articolo, lungo più del solito, mi sembra però doveroso rigettare l’idea propagata, non solo con Akhenaten, che la religione egiziana fosse politeista. Se lo era, lo era alla stessa stregua con cui il mondo cristiano cattolico oggi venera la sterminata schiera di santi. Perchè fin dalle sue origini questa antica e nobile civiltà credeva in un Dio unico, immortale, omnisciente, onnipotente, invisibile, autogenerato, autoesistente, inscrutabile, origine del tutto ed Akhenaten anche in questo voleva solo ripristinare ciò che si stava dimenticando. Da Akhenaten ci sarebbero altri insegnamenti da ricavare ma li rimandiamo ad un’altra occasione.

Per una maggiore comprensione vedi il n. 23 sull’origine della misura e l’origine delle mitiche misure oltre PIEDI e CUBTI come ARTABA, STADIA, PINTA, SHEQEL, QEDET, CUBITO REALE, PIEDE E CUBITO ROMANO, TALENTO.

Vedi anche n, 33 “I fiori, i confini dell’Egitto e l’Intelligenza Divina” per i confini orientale e occidentale dell’Egitto.

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Una Risposta to “15 – AKHENATEN, IL “MAAT” E L’ORDINE COSMICO.”

  1. Sempre interessante ed illuminante ciò che scrivi e come lo proponi!
    E fonte di stimoli per approfondire ed arricchire la Conoscenza.
    Per chi ne sente la necessità ed il piacere…
    Grazie di esserci!
    A bientot

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