16 – I PARADIGMI DELLA FOLLIA

In un’intervista concessa al Times di Londra dopo il cataclisma del recente collasso finanziario principalmente dei paesi occidentali, Alan Greenspan, capo della banca centrale americana per circa 20 anni e fino a poco prima della crisi, ammise con riluttanza, a proposito della validità del potere auto-correttivo del libero mercato, che il loro errore è stato quello di  credere nella “razionalità” dell’uomo. Alan Greenspan fu nominato a capo della Federal Reserve americana, l’equivalente della nostra Banca d’Italia o, con l’euro, della Banca Centrale Europea, dal presidente Reagan, convinto assertore della “deregulation”, cioè di un mondo senza regole, in base ai principi di un capitalismo “puro” agente in una libera economia, senza intervento da parte delle istituzioni statali.

E quali sono questi principi del capitalismo “puro” alla base del “libero mercato” che ha causato questo pò pò di pandemonio??? Essi sono:
1) – Le istituzioni degli Stati e delle Nazioni si devono fare i fatti loro e non devono intervenire nelle faccende economiche dei cittadini. In pratica devono occuparsi solo dell’anagrafe, cioè redigere gli atti di nascita e di morte, magari aggiungendovi quelli di matrimonio, ma niente altro o quasi.
2) – Il progresso agisce secondo una linea retta ascendente, per cui domani sarà sempre meglio dell’oggi. Ciò giustifica di “finanziare” una qualsiasi impresa o attività con il 100%, o più, di debiti. Che è la crescita infinita.
3) – Il mercato, “libero” così da qualsiasi restrizione, è di per sè “razionale”, significando che esso autonomamente regola costi e prezzi sulla base della libera competizione.
4) – L’Uomo è sempre un essere “razionale” il quale, agendo in un sistema già di per sè “razionale”, rende l’intero sistema a prova di bomba, infallibile ed eterno.

Chiaramente Alan Greenspan ed i tantissimi come lui non hanno letto la storia di Giuseppe in Egitto o, se l’hanno letta, non hanno potuto discernerne i significati reconditi perchè resi ciechi dal pregiudizio moderno che vede nell’antichità solo dei trogloditi sognatori. Ed è una tristezza pensare che questi signori sono laureati in università prestigiose americane e che molti o alcuni di essi sono finanche stati insigniti di Premi Nobel. I quattro punti menzionati, la spina dorsale ed i pilastri sui quali è fondata l’economia attuale e moderna, sono dei falsi e semplicemente irrazionali anche per un bambino perchè il primo punto non tiene conto che le Nazioni hanno una costituzione dove si parla di cittadinanza, di lavoro, di diritti e di tanto altro di cui non si può non tenere conto.

Il secondo punto è pura follia perchè si scommette sulla certezza del futuro. Come dire che domani, o fra una settimana, o fra un mese, siamo sicuri che pioverà o che non pioverà, cosa notoriamente impossibile da prevedere nonostante gli sforzi dei meteorologi che a stento si raccapezzano per un giorno solo. E la follia è tanto più impervia e tracotante nel ritenere tale certezza del futuro come un continuo miglioramento.

Il terzo punto dell’autogestione di costi e prezzi in modo razionale in un libero mercato è, se non vogliamo usare la parola follia, semplicemente ridicolo. Basti pensare all’istantaneo cambio di mille lire per un euro deciso da tante persone di propria iniziativa in palese spregio di qualsiasi forma di “razionalità”, senza contare i tantissimi ingiustificati aumenti di tanti prodotti e servizi avulsi da qualsiasi idea di mercato.

Il quarto punto, che l’uomo sia sempre un essere razionale, è solo un sogno, sempre per non chiamarlo follia. Basti pensare all’esistenza dei tanti terroristi, per non parlare dei tanti ladri, ladroni, ladrini, corrotti, eccetera. Il fatto che la follia di tale punto sia stata confermata da Alan Greenspan ci conforta molto poichè esso, da solo, invalida l’intera impalcatura della giustezza e “razionalità” del libero mercato.

L’uomo occidentale moderno ha chiaramente perso il contatto con la realtà. Preso nelle sue teorie e montaggi cerebrali irrazionali di modernità ormai non stà più, come si dice, coi piedi per terra.  Ciò mi rammenta che molto tempo fa ebbi la fortuna di conoscere alcuni uomini, fra coloro che erano stati i fondatori del benessere, ora svanente, dell’Italia di oggi. Molti di essi avevano solo la quinta elementare ma conoscevano l’importanza dei numeri e della spiritualità. Ciò ne faceva degli uomini coi piedi per terra, attenti alla realtà, i padroni di loro stessi ed i signori del loro mondo. Essi inconsapevolmente erano dei “creatori”, nel senso rinascimentale del termine e nel senso dei remoti e antichi fondatori della civiltà umana. col “Maat” come loro Stella Polare. Ricordo uno di essi che portava nel taschino della giacca un’agendina sulla quale annotava i numeri economici della giornata. L’agendina era il suo segretario. il suo ragioniere e il suo computer, e con la sua quinta elementare aveva le idee chiare, idee che Alan Greenspan non immagina neanche, nonostante la sua laurea americana e le tante onoreficenze ricevute.

Visti pertanto gli incommensurabili danni prodotti a centinaia di milioni di persone ed a tante nazioni intere potremmo ritenere a ragione che se al posto di Alan Greenspan, e al posto di tanti come lui, l’Uomo avesse nominato delle persone di buona reputazione e con la quinta elementare, magari un contadino che conosce il valore del lavoro e della terra, o un marinaio di quelli che sulle navi da pesca di altura stanno mesi all’intemperia prima di rientrare, avremmo avuto un risultato senz’altro migliore, risparmiando finanche sui costi di istruzione. Al punto in cui siamo arrivati appare pertanto necessario una presa di coscienza generale ed una sterzata coraggiosa verso un mondo più equilibrato fatto di Giustizia, Amore, Misura e Libertà, una nuova concezione dell’umana convivenza che rinneghi tutti gli estremismi, i pregiudizi ed i folli paradigmi del passato e  dove l’Uomo, liberato dalle sue odierne schiavitù, possa ritornare ad essere il padrone di sè stesso ed il signore del suo mondo, e, eliminando tutti gli eccessi, il governatore degli opposti e dei contrari.

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