Archivio per gennaio, 2011

28 – L’INCAPACITA’ A RICONOSCERE LA REALTA’ – DUE – ISRAELE E PALESTINA

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, PREGIUDIZI MILLENARI, PROPOSTE MILLENARIE, RELIGIONE, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , on gennaio 27, 2011 by beautiful41

La seconda notizia-bomba è il ricordo della Shoah, l’olocausto degli ebrei nelle camere a gas per mano del nazismo. Si dice che la gente è stanca di sentire queste notizie in continuazione e a valanga. Effettivamente non se ne può più. Il troppo è troppo. E sarebbe meglio celebrarne la memoria il prossimo 27 Gennaio con il silenzio totale di tutta la stampa, televisioni e uomini politici del mondo. I quali potrebbero impiegare questo silenzio totale piuttosto a riflettere sull’incapacità a riconoscere la realtà dell’uomo occidentale moderno. Insistere su questa storia dell’olocausto senza tener conto delle moderne ricerche sul popolo ebreo significa voler cancellare la verità e significa alimentare i pregiudizi di peculiaretà di questo popolo favorendo il ripetersi di tali tragedie magari con altri popoli o etnie nel fosco futuro che si presenta davanti all’umanità per il rifiuto pervicace a riconoscere la realtà.

Il popolo ebreo moderno non esiste. Esso è una costruzione del pensiero distorto dell’uomo occidentale moderno, come già spiegato nell’articolo sulla Bibbia e gli Ebrei. Di conseguenza le persone trucidate nell’olocausto e nelle camere a gas naziste non erano ebrei, ma nostri concittadini italianissimi, assiene ad altri cittadini tedeschi, polacchi, francesi, ungheresi, eccetera. Insomma si trattava di cittadini europei che, oltre la religione, niente avevano a che fare con il popolo ebreo. Essi erano cittadini europei al pari delle tante altre persone trucidate e gettate nelle tante fosse comuni in tanti atti criminali perpetrati durante l’ultima guerra. Ricordando solo loro fra i tanti milioni di persone vittime di tanti atti criminali sembra, oltre tutto, voler relegare la loro memoria in un perenne ghetto prolungantesi ai loro discendenti di oggi.

Le ricerche scientifiche, archeologiche e storiche, hanno, come già descritto all’articolo 17, portato alla luce che gli odierni ebrei su tutto il pianeta nulla hanno a che fare con il popolo ebreo della Bibbia i cui veri discendenti sono forse oggi alcuni palestinesi di religione musulmana. Le storie bibliche dei “patriarchi”. da Abramo a Salomone, non sono corroborate dalle ricerche archeologiche condotte per tanti anni e sono solo dei miti o leggende che nulla hanno a che fare con la storia reale, come pure la famosa schiavitù e l’esodo dall’Egitto. Pertanto il popolo prescelto da Dio è solo un credo religioso come tanti altri credi e fedi.

In questa nuova realtà storica, già supposta oltre un secolo addietro ed ora confermata e corroborata dalla scienza, fare i finti tonti, come se questa realtà non esistesse, non depone a favore del pensiero europeo ed alimenta lo spirito anti-occidentale diffusosi negli ultimi anni in buona parte del pianeta. Questa nuova realtà storica venutasi a creare espone il popolo di Israele a nuove impreviste sfide e nuovi pericoli che potrebbero mettere a rischio la sua stessa esistenza.

Non avendo gli israeliani di religione ebraica alcuna connessione storica sulla terra che occupano, cioè essendo essi per lo più dei cittadini europei o loro discendenti, essi ora si trovano a fronteggiare un nuovo potenziale nemico, ben oiù grande e potente dei disastrosi rapporti con i palestinese finora intercorsi. Questo nuovo potente nemico è l’opinione pubblica mondiale.

Il problema è gravoso e va affrontato e risolto con la Ragione guardando avanti anzichè guardare indietro. Avanti ci sono solo due prospettive: continuare nell’odio e nella violenza o progredire su un nuovo cammino di pace e giustizia. Quest’ultima prospettiva si può concretizzare ad una sola condizione, quella della CONDIVISIONE di un solo Stato Israelo-Palestinese valevole per tutti gli abitanti delle due aree. In qualche modo sarebbe il ripetersi di un esempio già fornitoci con l’unificazione fra le due Germanie. Difficile ma possibile. E questo principio della condivisione, al di là del caso specifico di israeliani e palestinesi, riguarda il mondo intero globalizzato che potrà progredire pacificamente solo a questa unica e sola condizione.

Il miglior contributo di solidarietà e rispetto verso tutti i cittadini di religione ebraica è di considerarli uguali a tutti gli altri cittadini del mondo, aiutandoli così a spezzare le catene del loro ghetto ove per tanto tempo sono stati rinchiusi per ignoranza e pregiudizi assurdi. La nuova umanità del terzo millennio che sta venendo fuori con internet è una nuova umanità arcistufa dei pregiudizi, tanti pregiudizi, del passato, e vuole guardare AVANTI, verso una nuova concezione di civiltà planetaria nella quale tutti i cittadini del mondo abbiano la stessa dignità, senza privilegi o priorità di alcuni su altri.

Ma per guardare avanti bisogna riconoscere la realtà. Il rifiuto a riconoscere la realtà che sta sotto i nostri occhi, da parte di buona parte della sfera dirigenziale dei paesi occidentali, si spiega solo con gli interessi personali in gioco e con i privilegi che ad essi si accompagnano.

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27 – L’INCAPACITA’ A RICONOSCERE LA REALTA’ – UNO – LIBERTA’ INFINITA O REGOLATA????

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , on gennaio 25, 2011 by beautiful41

Due notizie-bomba di questi giorni.

La prima notizia-bomba, questa numero uno, è il riconoscimento da parte di un grande economista americano “out-sider” che il potere autocorrettivo del libero mercato è un “mito”, a conferma di quanto più specificatamente già esposto in questo blog all’articolo “I paradigmi della follia”. Questo mito che il libero mercato si regoli autonomamente senza alcuna normativa  è duro a morire e riflette abbastanza chiaramente l’incapacità di guardare la realtà e l’incapacità di guardare avanti del pensiero occidentale odierno. Il fatto però che la parola “mito” venga pronunciata dalla “intelligentia” americana che conta è di per sè rivoluzionario.

Per illustrare meglio la situazione in cui centinaia di milioni di cittadini occidentali e non occidentali  si trovano immaginiamo di rappresentare questa umanità guidando una autovettura a marcia indietro sull’autostrada da Roma a Milano, contromano, nella carreggiata diretta verso Sud, cercando di scansare quindi continuamente le autovetture provenienti da Nord, velocissime.

Fino all’era del presidente Reagan, con la sua “deregulation”, e fino agli inizi della globalizzazione, un mondo ancora tranquillo, la nostra autovettura procedeva a marcia indietro da Roma a Milano e contromano ad una velocità di 20 o 30 chilometri all’ora e per questa poca velocità evitava più facilmente di scontrarsi contro il traffico proveniente da Milano. Con la attuazione e la concretizzazione della “deregulation”, un mondo senza regole, e la conseguente idea di libertà senza limiti su un pianeta intero, fidando sul falso ideologico del potere autocorrettivo del mercato, la nostra autovettura, adeguandosi a questa nuova mentalità ed atmosfera, ha incrementato la sua velocità a marcia indietro a 100 km/h. Con una tale folle velocità contromano ed a marcia indietro prima o poi doveva per forza avvenire una catastrofe, cosa che è avvenuta impoverendo centinaia di milioni di persone e rovinando interi Stati o Nazioni, provocando migliaia di miliardi di danni. Tranne le relativamente poche persone che si sono suicidate, i milioni di morti non ci sono ancora stati.

Ora, come accennato dall’inizio, il fine di questo blog è rivoluzionario nel senso che vuole mostrare all’Uomo la giusta strada sulla quale incamminarsi per salvarsi. Buona parte dell’umanità sta correndo verso il disastro perchè non si vuole riconoscere la realtà. Non riconoscendo la realtà questa umanità non riesce a ricavare i giusti insegnamenti dalle passate esperienze e quindi continua a correre a marcia indietro ed a 100 km/h contromano. Dopo i tanti danni fatti all’economia principalmente occidentale dal recente collasso finanziario in pratica assistiamo al rifiuto di correggere il sistema adeguatamente. Perchè quello che è successo e sta succedendo negli Stati Uniti d’America ed in Europa è di rinnovare lo status quo della libertà infinita, magari con solo qualche piccolo palliativo. Per cui, paventa il rinomato economista, rischiamo di infrangerci contro un altro colossale disastro. Errare è umano ma perseverare è diabolico.

La Rivoluzione Francese, che molti conoscono per averla studiata, potrebbe essere considerata un piccolo litigio di condominio a fronte di quello che succederà al verificarsi del prossimo colossale disastro finanziario o economico per il quale niente si potrà fare per evitarne le conseguenze. I governi delle nazioni sono eletti per governare, e governare significa assumersi delle responsabilità evitando la formazione degli eccessi degli opposti e dei contrari che sono sempre distruttivi. Governare non significa proclamare solo diritti e raccomandazioni di vogliamoci bene. Per quello che concerne il mercato governare significa fissare i prezzi al pari di come si fissano i costi. Dov’è la logica, dov’è la Ragione quando da un lato ci si accapiglia per mesi o anni in infinite costose conferenze o riunioni per fissare, per esempio, 50 euro di aumento nella busta paga, mentre dall’altro lato si vanifica tutto ciò lasciando la libertà di far aumentare tutti i prezzi in assoluta libertà????

La Germania ed altri paesi nordeuropei forse si salvano o forse si salveranno in buona parte perchè i loro governi, operanti in parlamenti impostati nello spirito della conciliazione anzichè contrapposizione, già da decenni hanno fissato, oltre ai costi, anche prezzi e tariffe pur essendo paesi liberi e democratici. I loro governi governano perchè sanno guardare la realtà molto meglio che nel Sud Europa, in Inghilterra e negli Stati Uniti, rimasti prigionieri, per motivi storici e di distorsione del pensiero culturale venuto delineando in questo blog, di un concetto di libertà assoluta ed a senso unico alla base del capitalismo “puro” all’origine della globalizzazione e di quel pò pò di disastri sopra accennati. Disastri che naturalmente hanno anche creato immense ricchezze nelle mani di poche sparute persone. Ma ci dobbiamo convincere che il pianeta è di tutti e non di poche persone. Pertanto non sarà mai troppo tardi quando anche i nostri governi si sveglieranno, se non vi saranno costretti prima.

E’ chiaro che questa incapacità di guardare la realtà non è dovuta all’incapacità di comprendere un teorema o un assioma difficile come potrebbe essere per esempio la teoria della relatività di Einstein, ma è dovuta principalmente alla volontà di non comprendere per interessi personali, essendo il concetto della follia della autoregolamentazione di costi e prezzi in un libero mercato estremamente facile da capire da parte di tutti e non solo degli economisti.

La libertà del mercato infinita e senza regole condurrà inevitabilmente ad una sola persona, la più brava, essere proprietaria di tutto il pianeta avendo tutti gli altri uomini suoi schiavi. E’ ciò eticamente e filosoficamente giusto????

26 – IL BLOG RIVOLUZIONARIO!!!

Posted in ARMONIA, EVOLUZIONE, PUBBLICITA', SPIRITUALITA', TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , on gennaio 23, 2011 by beautiful41

Attenzione! Questo è un blog rivoluzionario poco adatto a chi crede ciecamente nelle moderne spiegazioni e conquiste dello status quo. Questo blog scardina dalle fondamenta tante nozioni alla base del moderno pensiero occidentale degli ultimi 500 anni. Questo è un blog adatto a chi ama la luce e vuole riempire la propria casa e la propria anima di luce di Ragione, di Amore e Spiritualità. Questo blog è fatto per alimentare la fede, la fiducia, l’autostima e la confidenza di tutti gli uomini coraggiosi che avranno la volontà, la determinazione, il destino e l’onore di cambiare questo mondo malato, riportando l’umanità sulla giusta perduta strada, in questo millennio già iniziato.

25 – IL GRANDE PAN E’ MORTO!!!

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, PROPOSTE MILLENARIE, RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , on gennaio 17, 2011 by beautiful41

Una storia illuminante e sempre attuale.

Circa un paio di millenni orsono una antica nave attraversava il Mediterraneo proveniente dall’Oriente e  dalla Grecia, diretta a Roma, allora governata dall’imperatore Tiberio. La nave, oltre alle merci, ospitava molti passeggeri. Il capitano si chiamava Thamus ed era un egiziano, ma il suo nome, oltre l’equipaggio, non lo sapeva nessuno a bordo. A quei tempi il Mediterraneo orientale era come l’autostrada del Sole Milano-Napoli per noi oggi. Roma viveva sulle spalle delle sue province fra cui l’Egitto che forniva il grano, ed il commercio di vino, olio e prodotti grezzi e manufatti di qualsiasi genere vi era fiorentissimo.

Giunta all’altezza delle isole Curzolari (Echinades) verso l’imbrunire il vento calmò e la nave derivò pigramente lungo l’isola Paxi da dove si sentì una potente voce chiamare Thamus. Due volte la voce chiamò senza avere risposta perchè il capitano non si spiegava tanta notorietà. Alla terza forte chiamata il capitano rispose e la potente voce disse: “”QUANDO SARAI ALL’ALTEZZA DI PALODES ANNUNCIA CHE IL GRANDE PAN E’ MORTO””!!. Tutti a bordo cominciarono a chiedersi chi fosse questo Pan ed i passeggeri suggerirono che forse conveniva non curarsi dell’ordine ricevuto tirando dritto per la propria strada. Alla fine Thamus decise che se ci fosse stata calma di vento e di mare quando sarebbero passati vicino alla detta località avrebbe assecondato la richiesta.

A Palodes vi fu calma piatta per cui Thamus, a gran voce, dalla poppa della nave e rivolto verso la terra, annunciò: “IL GRANDE PAN E’MORTO”!! Non finì di completare la frase che tutti a bordo della nave sentirono provenire da terra un lamentoso pianto non di una ma di molte persone, misto ad esclamazioni di stupore. All’arrivo a Roma i molti passeggeri comunicarono l’avvenimento ai romani per cui anche l’imperatore Tiberio ne venne a conoscenza. Tiberio, dopo aver ascoltato Thamus, convocò i sapienti e gli esperti di Roma per sapere chi fosse questo Pan ed i sapienti dissero che Pan era il figlio di Penelope e di Hermes (Mercurio).

Questo racconto ci fu trasmesso e fatto conoscere da Plutarco nel suo trattato sulla fine degli oracoli ma dopo due millenni stiamo ancora a domandarci chi mai fosse questo Grande Pan. Plutarco e gli antichi romani, oltre a quanto riportato, non forniscono ulteriori spiegazioni su questa storia che appare, anche a distanza di millenni, piuttosto singolare. Plutarco è reputato dagli studiosi uno scrittore ed uno storico della massima serietà. I suoi scritti riflettono uno spirito di pacatezza, sobrietà ed imparzialità derivatigli dall’avere avuto una vita gradevole in una confortevole e serena famiglia. L’aver riportato questa storia, descritta abbastanza minuziosamente, ma senza grandi spiegazioni, a testimonianza forse che neanche lui aveva la benchè minima idea sul suo significato, ha acceso però la curiosità degli studiosi dei tempi moderni.

Le moderne interpretazioni si possono considerare come rappresentate da due filoni di pensiero principali e contrastanti. Il primo filone di pensiero ritiene che Pan sia Tammuz, legato al culto di Adonis, ove entrambi contribuirono alla formazione del mito della morte e della rinascita della natura in un mondo legato ancora solo all’agricoltura ed alla pastorizia. In questa visione la morte di Pan rappresentava la fine del paganesimo, un mondo che si incentrava sui riti di fertilità della natura agricola, e l’inizio di un mondo nuovo basato sulle conquiste intellettuali e spirituali. Il secondo filone di pensiero ha interpretato questa storia come la morte di Cristo, il figlio di Dio che era tutto, dall’Alfa all’Omega, identificato pertanto da “Pan” che ha il significato di “Tutto” nella lingra greca.

A queste spiegazioni ed interpretazioni in tempi recenti se ne è aggiunta una terza di carattere astronomico. Questa terza interpretazione e spiegazione è forse la più interessante in quanto legata più strettamente alle parole di questa storia di Plutarco. Thamus è un nome egiziano e ricorda un re, o faraone, citato da Platone, che osò criticare i vantaggi dell’invenzione della scrittura di Thot (o Mercurio). Ma, più indiscutibilmente, Thamus è il capitano di una nave che lancia il suo messaggio dalla poppa della nave. Questo capitano ricorda molto il capitano della nave Argo la cui esistenza è rappresentata in cielo dalla costellazione Argo, oggi divisa in tre costellazioni denominate Vela, Carina e Puppis, e il capitano di questa nave del cielo è la grossa stella Canopo, situata sulla poppa di questa nave del cielo, di fronte alla stella Sirio. La conclusione degli studiosi che hanno avanzato questa interpretazione è che il Grande Pan della storia di Plutarco sia la stella Sirio, la stella di riferimento astronomico per i cicli del tempo e della natura della plurimillenaria civiltà egiziana. La sua caduta, precessionale o metaforica, avrebbe rappresentato la morte del Grande Pan di Plutarco.

Questi ultimi grandi studiosi apripista avrebbero però, con un pò più di riflessione, potuto raggiungere una spiegazione ancora più soddisfacente. Stabilito che il mito era di origine egiziana, la morte del Grande Pan doveva essere qualcosa di più della semplice caduta di una stella, per quanto importante e grande che sia il suo riferimento astronomico. La morte del Grande Pan era la morte di una concezione di vita, di evoluzione e di progresso ed anche la morte di una civiltà nel suo significato più intimo e spirituale. Thamus era il capitano di una nave, un vettore in movimento, e lanciava il suo messaggio ad un punto sulla terra ferma. Non solo. Lo stesso messaggio fu anche ricevuto dalla terra ferma.

Era il messaggio di un sovvertimento planetario. Una nave sul mare prende i suoi riferimenti di navigazione rispetto a punti “fissi” e stabili sulla terra ferma, oltrechè nel cielo. Quando questi punti fissi vengono scardinati da sconvolgimenti sociali o della natura, la nave sul mare perde i suoi giusti riferimenti rischiando la catastrofe ed anzi infilandovisi dentro. L’umanità intera è come l’umanità imbarcata sulla nave di Thamus. L’umanità intera è sempre in movimento per effetto della vita e dell’evoluzione ma, proprio a causa di questo perenne divenire, ha bisogno di punti di riferimento certi ed immortali per non perdersi.

La morte del Grande Pan era la morte dell’umana concezione degli insegnamenti di civiltà immortali che erano stati creati ed impartiti dal primo grande Pan di cui l’Uomo abbia avuto conoscenza, il Pan citato da Erodoto nelle sue storie e vissuto oltre 15000 anni prima di Amasis. Questo Pan fu l’inventore del concetto del “Maat”, il pilastro fondante della parola civiltà e del suo significato di Giustizia, Verità, Equilibrio e Centralità dell’Uomo nel suo mondo, concetto rappresentato dalla Misura, con l’asta misuratrice come suo simbolo e portata da Iside, rappresentata dalla stella Sirio, durante la plurimillenaria civiltà egiziana.

Sirio non fu scelta a caso. Sirio fu scelta a rappresentare Iside con la sua asta misuratrice perchè era un punto fermo nel cosmo, una stella con assenza o quasi di movimenti precessionali e quindi era particolarmente adatta a rappresentare ed essere un punto “fisso” di riferimento sicuro per il divenire dell’umanità nella sua evoluzione nella civiltà, ove civiltà significa progresso nella pace e nei valori eterni del “Maat”. Ma l’Uomo, resosi sempre più superbo ed intollerante, cullandosi sempre più nell’oblio del glorioso passato, già da prima dei tempi di Akhenaten, iniziò gradualmente a far tramontare la luce di questi insegnamenti immortali del Grande Pan fino a decretarne la morte dentro di sè.

Morendo la conoscenza dei concetti profondi degli insegnamenti di civiltà di Pan, il Grande Pan, rappresentati dal “Maat” e dal noto detto “Tutto è Uno”, moriva anche la conoscenza dei punti di riferimento tangibili di queste concezioni come Sirio ed Iside con la sua asta misuratrice, e Thamus, dalla poppa della sua nave del cielo, la informava di questo catastrofico avvenimento, come pure avvisava tutta l’umanità della nuova situazione venutasi a creare. La conoscenza di queste nozioni era ormai svanita e non esisteva più. Il “Tutto è Uno” era stato massacrato e frantumato a tutto vantaggio di un mondo senza più riferimenti precisi, ma solo riferimenti mutevoli, fittizi ed irreali. E lo abbiamo visto nel precedente articolo come per 2000 anni siamo stati incapaci di riconoscere la vera stella di Natale, sostituendola con una non precisata esplosione di una stella nova, o forse una cometa, o forse una meteora, o forse questo o forse quello, insomma l’abbiamo sostituita con quel tanto temuto abracadabra della scienza, per non parlare della religione.

Da quei tempi, la nostra storia conosciuta, coi suoi infiniti disastri, è un pò la prova della veridicità di quest’ultima interpretazione. Ed è chiaro che secondo questa interpretazione noi ora siamo nella parte più buia della notte degli insegnamenti di civiltà del Grande Pan. Ma, per quanto egli oggi sia un lontano defunto, il fatto che il suo ricordo sia ancora esistente è la grande speranza dell’umanità intera che sogna di poter ritornare a veleggiare un giorno con Thamus e con i perduti fissi punti di riferimento immortali della civiltà.

La morte del Grande Pan è corroborata dall’evoluzione della Misura come esposto all’articolo n. 23 sull’origine della Misura.

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POST SCRIPTUM del 12.09.2012 – Nel penultimo paragrafo, dopo “Sirio ed Iside con la sua asta misuratrice” converrebbe leggere: e Thamus, sulla poppa della sua nave del cielo, veniva informato di questo catastrofico avvenimento, come pure avvisava tutta l’umanità della nuova situazione venutasi a creare. 

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24 – CHIESA E SCIENZA UNITE NELL’IGNORANZA DELLA STELLA DI NATALE

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, PREGIUDIZI MILLENARI, RELIGIONE, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE, VERITA' RISCOPERTA with tags , , , , , , on gennaio 11, 2011 by beautiful41

Questa è la storia di come per 2000 anni di pregiudizi scompare la più brillante stella del cielo di Natale, Capodanno ed Epifania.

La stella più lucente del firmamento, Sirio, non esiste nè per la Chiesa e nè per la Scienza. Di Sirio queste due prestigiose istituzioni hanno semplicemente paura e vergogna. Vediamo perchè.

Come abbiamo visto nei precedenti articoli la storia conosciuta dell’Uomo è molto sinteticamente la storia dell’allontanamento progressivo dello stesso Uomo dall’ideale della Verità, nel senso di Giustizia, Misura e Centralità del “Maat” citato tante volte. Le guerre infinite ed i disastri che quest’uomo si è continuato a procurare, principalmente, se non esclusivamente, concernenti l’uomo europeo, sono tanti, periodici e di intensità crescenti, come abbiamo visto. Questi disastri sono continuati, e continuano, per millenni interi perchè l’uomo non vuole, rifiuta di riconoscere la realtà che è la Verità, rifiutando di trarre la giusta lezione dagli errori del passato.

Insomma è un pò come quei bambini viziati che pretendono l’impossibile dai propri genitori. Questi uomini si comportano come dei bambini viziati per aver assimilato un pensiero culturale distorto, come venuto enumerando in questo blog, Questo problema, del pensiero occidentale distorto, riguarda principalmente buona parte delle persone  rivestenti anche le cariche più prestigiose in tutti i settori delle attività umane, dalla scienza alla politica ed alla religione, nelle società occidentali. La distorsione di questo pensiero, in tempi moderni, è iniziata dopo il Rinascimento dando sempre più risalto all’idea di “Contrapposizione”. Iniziò con la contrapposizione, ereditata dai tempi dell’antica Roma, fra i cristiani contro i “pagani” proseguendo con le contrapposizioni di eliocentrismo contro geocentrismo, ateismo contro disegno intelligente, capitalismo contro marxismo, fascismo contro comunismo, dittatura contro democrazia, sinistra contro destra, progressismo contro conservatorismo, eccetera per altre contrapposizioni nei vari campi.

Lo spirito delle contrapposizioni è il contrario dello spirito di “Conciliazione” alla base del “Maat” dell’antico passato. La conciliazione non significa eliminare le opposizioni ma essa evita che le contrapposizioni divengano distruttive attraverso i loro eccessi che, proprio in quanto tali, diventano inconciliabili ed esplosivi. Ciò non vuol dire che dobbiamo ritornare all’antico passato ma al suo spirito sì se vogliamo evitare guerre e disastri. Dovrebbe essere una cosa facile da capire ma non lo è. Qualcuno però lo ha capito, come la Germania, e va avanti imperterrita mentre il resto di noialtri va indietro. Lo spirito di conciliazione non è un abracadabra di religione ma la condizione unica che consente di guardare in faccia la realtà o la verità che è anche la centralità o il perno delle contrapposizioni. Insomma lo spirito conciliatorio consente di mantenere l’equilibrio fra le opposte esigenze e di conseguenza l’armonia e la civiltà del “Maat”. Non solo. La centralità della conciliazione consente di guardare avanti mentre lo spirito di contrapposizione consente di guardare solo indietro.

Quando degli ottantenni o novantenni, all’apice della loro saggezza dell’esperienza di una vita, rivestenti altissime cariche nelle loro occupazioni, come un Papa ed una rinomata Astronoma, di opinioni divergenti sull’esistenza o meno dell’Intelligenza Divina, a proposito della Stella di Natale dicono di tutto tranne la realtà che, è il caso di dire, si schianta sotto gli occhi di pressocchè tutti gli abitanti della Terra ed è Sirio, la stella più bella e più lucente di tutto il firmamento che nei giorni di Natale e Capodanno verso mezzanotte è al centro del cielo stellato e si autoidentifica da sola tanto è splendente, e ciò da millenni, allora si rimane veramente interdetti. Perchè questo è veramente un brutto segno e significa che siamo proprio rovinati senza speranza di un ricovero. E la stessa cosa è accaduta in un programma televisivo di Rai Uno del 6 Gennaio mattina, con la presenza di esperti e religiosi, ove sempre a proposito della Stella dfi Natale si è detto di tutto tranne che pronunciare il nome della vera Stella di Natale che è Sirio.

Perchè Sirio, una stella, fa tanta paura a tutti gli esponenti dello status quo????  Non è possibile non conoscerla data la sua lucentezza e la sua storia, quindi il silenzio su di essa nasconde la volontà di rifiutare la realtà a causa degli opposti pregiudizi. E quali sarebbero questi opposti pregiudizi???? I pregiudizi della Chiesa possono solo essere quelli del “paganesimo”. Essendo Sirio rappresentata da Iside nella plurimillenaria civiltà egiziana ed essendo Iside finanche nella Roma imperiale rappresentata come una Dea con il bambino in braccio, come meglio descritto nel precedente articolo su Sirio, essa fa paura per essere strettamente connessa alla “paganità”, da sempre condannata dalla Chiesa. Pertanto meglio è fare finta che non esiste, ignorando la realtà. Ma mi chiedo e chiedo a tutto il mondo se è mai possibile che nell’anno 2011 dell’era spaziale ci dobbiamo sorbire questi ridicoli credi di pregiudizi di paganesimo o non paganesimo del lontano passato????????? La storia è pur storia e non possiamo cancellarla. E vogliamo eliminare o cancellare anche le stelle del firmamento pur di non conciliarci con il paganesimo??????? Svegiamoci e svegliatevi!!!!!!!

Per la rinomata Astronoma che non crede nell’Intelligenza Divina tanto di rispetto per le proprie idee. Essendo il tema del contendere la Stella di Natale, anche quì però sorge la domanda del perchè una professionista del Cosmo e delle stelle, pur proclamandosi una scienziata “osservatrice” dell”Universo e delle sue leggi, non fa alcuna menzione sulla più splendente stella del firmamento che a mezzanotte di Natale e Capodanno ed Epifania si pone davanti ai nostri occhi, al centro del cielo??????  Anche in questo caso sembra che c’è il rifiuto di riconoscere la realtà a causa di pregiudizi contrapposti. Forse perchè Sirio è strettamente connessa alla cosiddetta “pseudoscienza”, alla Massoneria, all’esoterismo, all’astrologia ed altre “misteriose” credenze dagli scienziati ritenute abracadabra e da cui essi cercano di stare bene alla larga per non contaminarsi e per la paura di quel mondo e per il timore di essere così declassati. O forse perchè Sirio, sempre allo stesso posto da circa 6000 anni, è la prova inconfutabile che il ciclo di precessione di Copernico con l’asse terrestre effettuante un giro in 26.000 anni è solo una fantasiosa bufala colossale???. Mi rammentano gli “intoccabili”.

Per lo status quo quindi le realtà di Sirio e Iside non sono mai esistite e sono entrambe scomparse!!!

La scomparsa, dalla conoscenza della mente dell’Uomo, di una stella, la più lucente del firmamento, può essere dovuta pertanto solo al potere distruttivo dello spirito di contrapposizione ideologica che ha il potere di annullare la realtà.

Grande opera di magia!!!

Questa è la dimostrazione di come la verità scompare, si cancella, preferendo mettere la testa sotto la sabbia pur di non vedere, non sentire e non parlare, quando le azioni dell’Uomo sono dettate da uno spirito di contrapposizione anzichè di conciliazione. Ed ho il timore che prima che si possa concretizzare lo spirito di conciliazione, in occidente ma specialmente in Italia, passeranno ancora molti secoli se non millenni, se l’Uomo non avrà decretato la sua estinzione già prima. Ci dobbiamo pertanto rassegnare a future guerre e futuri disastri perchè la contrapposizione porta l’odio e la guerra, al contrario del suo opposto che porta la pace ed il progresso.

Naturalmente il discorso è ampio e vale in tanti campi tra cui spicca quello dell’economia, che è anche il più sfacciato e visibile, ove i fautori del libero mercato e commercio globale su un pianeta però diviso in 194 diverse nazioni con sistemi istituzionali, economie, monete e usanze diverse, continuano a credere e a far credere che i paesi occidentali ricaveranno benefici dalla globalizzazione. Essi ammettono candidamente però che “il lavoro va dove costa meno”. Secondo questi grandi cervelli però i soldi di questo lavoro dovrebbero andare dove il lavoro non c’è. Evviva!! Si ripete il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci di Gesù!!

Questi accenni su questi argomenti attuali iniziano a portare alla luce quanto sia importante che il pensiero dell’Uomo occidentale non venga distorto da tanti falsi paradigmi. Ma ormai, dopo tanti lavaggi del cervello durati circa mezzo millennio non è neanche ragionevole pensare che l’uomo riacquisti subito la Ragione per effetto di un miracolo o per opera dello Spirito Santo. E questo blog, iniziato come un blog di speranza, temo che finirà per essere il Blog di Cassandra. Ma la Speranza è sempre l’ultima a morire!

Vedi anche n. 21 su Sirio.

E  n. 61 sul vero movimento di precessione.

23 – L’ORIGINE DELLA MISURA E L’ORIGINE DEL “MAAT” – GIUSTIZIA E ORDINE COSMICO – ANCORA AKHENATEN

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Questa è la storia della misura lineare, del tempo ed angolare, derivate dall’Uomo e dalla Terra al centro del Cosmo, tutte interconnesse. E’ la storia del cubito e del piede originario da cui discesero tutte le altre misure.

Spinto dalla curiosità, diventata poi passione, per gli avvenimenti dell’antico passato, sono sempre rimasto affascinato dalla genialità e superiorità del pensiero arcaico. Oltre alle tante leggende e miti narranti le epopee di questo perduto pensiero, molti suoi tangibili elementi sono arrivati pressocchè intatti fino a noi attraverso le costruzioni e le dimensioni dei tanti monumenti sopravvissuti alle traversie del tempo e degli uomini, oltre ad una vastità di reperti ritrovati durante le campagne archeologiche, mentre alcuni di questi importantissimi elementi li usiamo tutti i giorni, ma ne abbiamo perso il significato presi come siamo dalla rapace e turbolenta “modernità”.

Il concetto del “Maat”, di cui abbiamo parlato nell’articolo su Akhenaten, un concetto basato su un pensiero filosofico altamente sofisticato e di grande valore morale, spirituale ed intuitivo concernente il vivere nella verità, nell’equilibrio, nella giustizia, nell’onestà e nell’armonia, nell’ordine e nel rispetto, nell’integrità di propositi e sentimenti, in una centralità equidistante dagli opposti eccessi, secondo una estrema saggezza, comporta che una grande importanza e rilevanza venga attribuita alla Misura. Senza Misura non ci sarebbe nè Giustizia, nè Verità, nè Equilibrio, nè Armonia e nè Centralità. Insomma senza la Misura non sarebbe esistito il “Maat”. Il “Maat” rappresentava anche il supremo ordine cosmico di perfezione ed equilibrio.

La felicità sulla Terra poteva essere vissuta solo seguendo il “Maat”, senza eccessi e nella giusta Misura. E questo “Maat” non era un qualcosa di irragiungibile, ma era possibile realizzarlo nella vita di tutti i giorni sulla Terra, tanto è vero che all’origine del significato della parola “Maat” vi era proprio una asta per misurare. Questa asta per misurare è raffigurata infinite volte nelle immagini pittoriche egiziane principalmente di Iside e Nephtys aventi in una mano l’asta misuratrice del “Maat” e nell’altra mano il simbolo della vita, la “ankh”. Il “Maat” era anche un concetto di religione poichè quando si moriva si veniva giudicati nella hall, o salone, o stanza, del “Maat”, presieduta da Osiride, affiancato da Iside e dalla sorella Nephtys, oltre ad altre 42 divinità. Il “Maat” quindi era un concetto immortale, realizzabile e valevole sia nella vita quotidiana di tutti i giorni e sia nell’eternità dopo la morte. Ed oggi è forse ancora attualissimo perchè solo se riusciremo ad eliminare i tanti eccessi che ci dividono, realizzando la giusta misura, potremo riuscire a vivere pacificamente, nell’Amore, nella Pace e nella Giustizia  anzichè nella guerra e nelle contrapposizioni ideologiche devastanti.

La nascita di questo concetto risale alla notte dei tempi perchè finanche Akhenaten, vissuto verso il 1350 A.C., ha ripetuto tante volte sulle sue famose stele di confine che lui anelava riferirsi o rifarsi al “Maat” dei suoi padri. Dal che si deduce che la nostra storia conosciuta non è altro che la storia di un progressivo allontanamento dell’Uomo da questo eterno valore del “Maat”. Ciò spiega anche l’apparente stranezza e contraddizione, conosciuta e rilevata dai grandi studiosi di metrologia antica, del fatto che più si va indietro nel tempo antico e più si nota una maggiore precisione delle costruzioni, mentali o di monumenti, razionali. Più era forte, vivo e sentito il sentimento del “Maat” e più precisa era la Misura e l’Unità di Misura. Perchè la Misura era il fondamento della Civiltà stessa, civiltà che voleva essere, come vorrebbe esserlo tuttora, una semplice espressione del “Maat”. Se vi è “Maat” vi è civiltà, ma se non vi è “Maat” c’è solo la barbarie.  Come per dire, civiltà è amore mentre la barbarie è odio e guerre.

L’origine del “Maat” pertanto é anche l’origine della Misura perchè nessuno dei due poteva fare a meno dell’altro. Derivando il “Maat” da un concetto profondo di perfezione e di equilibrio cosmico ed avendo gli arcaici uomini creatori dato a questo concetto di “Maat” tanta importanza per tante migliaia di anni ne consegue pertanto che sia ragionevole pensare che la più grande importanza ed il massimo delle loro capacità creative e di sapienza sia stato impiegato nello stabilire un sistema di misure, rappresentative della MISURA, semplice e valido per l’eternità, come eterno è il concetto di “Maat”.

Come il “Maat” esprimeva un concetto di centralità dell’Uomo nel suo mondo, fisico, morale e metafisico e nel cosmo intero, così la Misura esprimeva un sofisticato concetto di centralità dell’Uomo al centro del suo Universo, con i suoi tre principali parametri di MISURE TEMPORALI, MISURE ANGOLARI e MISURE LINEARI, tutti scaturenti ed incernierati sull’Uomo e tutti, opera chiaramente di un pensiero sublime e geniale, interconnessi fra di loro, assieme alle dimensioni della Terra e quelle del Cosmo, mettendo in relazione lo spazio con il tempo e con il movimento della Terra e del Cosmo, con l’Uomo al suo centro ed a sua percezione. Un capolavoro di architettura perfetto secondo il noto arcaico postulato “Tutto é Uno”.

Pur conoscendo, gli arcaici fondatori della civiltà umana, il sistema di numerazione decimale, come attestato dalle ricerche sui sumeri, nel disegno di questa opera architettonica perfetta essi scelsero fin dall’inizio l’uso del sistema di numerazione sessagesimale a causa degli insuperabili vantaggi di questo sistema quali facilità ad usare sempre e solo numeri interi, massima divisibilità con e per ottenere numeri interi usando la base 60 divisibile per 1-2-3-4-5-6-10-12-15-20-30-60 cioè ben 12 numeri, massima precisione con numeri interi nelle micromisurazioni perchè il primo numero della numerazione sessagesimale è scomposto in 60 “primi” mentre il primo numero di quest’ultima numerazione di base 60 a sua volta è scomposto in altri 60 “secondi”. Tale sistema permette inoltre di ottenere ancora dei numeri interi per tutti i loro decimi, dei numeri sessagesimali, di 0,1 – 0,2 – 0,3 – …. – 0,9  come 6 – 12 – 18 – 24 – 30 – 36 – 42 – 48 – 54. Oltre all’enorme vantaggio della massima facilità di memorizzazione in tempi in cui penna e carta non erano alla portata di tutti.

LA MISURA TEMPORALE. Iniziando dalla parte più importante dell’Uomo, il cuore, l’elargitore della vita, se ne contarono i battiti. Il cuore di una persona normale, in buona forma fisica, allora come oggi, produce 86400 battiti in un giorno, uno al secondo, se riferito al movimento del Sole.  Che in termini sessagesimali fanno 24 ore dove una ora è composta di 60 minuti “primi” ed un minuto primo è composto di 60 “secondi”. Questa fu l’unità di MISURA TEMPORALE. Con un pò di attitudine speculativa non saremmo tanto lontano dal vero se dicessimo che l’attenzione di Akhenaten per il Sole e per il “Maat” era proprio che il Sole, oltre che essere all’origine della vita, col suo calore, era anche all’origine del “Maat” e della corrispondente Misura.

La MISURA ANGOLARE di 360 gradi fu decisa perchè in un sistema sessagesimale integrato dalle cifre  6 – 60 – 360  il Sole, riferimento fondamentale di tutto il sistema, vi si confaceva alla perfezione dato che in una circonferenza cosmica o della sfera celeste ci sono 720 dischi solari. Questa estensione di 360 gradi si confaceva inoltre ai vincoli di percettività dell’occhio umano  nel senso che ad occhi nudi si doveva essere in grado di percepire la più piccola parte di un angolo appartenente alla più grande circonferenza in natura, appunto quella del Cosmo o Sfera Celeste. Il disco solare ha un diametro apparente variabile fra 31′ 28″ e 32′ 30″ secondo le stagioni, ma, apportandovi la correzione per l’irradiazione, ha un diametro reale vicinissimo a 30′ 00″ che è quello che si considera normalmente e a ragione. L’estensione della misura angolare di 360° si conformava quindi in modo perfetto col sistema sessagesimale e per quanto riguardava la percettività dell’occhio.

L’occhio umano e la percezione visiva, studiati dalla scienza medica, dalla neurologia e dalla scienza dell’ottica e della chimica e fisica, è di una complessità veramente incredibile e gli stessi studiosi ammettono che, nonostante i progressi finora conseguiti, stabilire con certezza i limiti di percettività dell’occhio umano per ora non è possibile. Si ritiene però che allo stato attuale delle cose il limite angolare minimo percepibile. con un buon contrasto, sia di circa 30″ (trenta secondi di arco). Sugli allineamenti la percezione dell’occhio nudo scende a circa 4″ (quattro secondi di arco). Con telescopio a 400 di potenza il minimo angolo discernibile fra due stelle binarie è di 1″ o  2″ (uno o due secondi di arco). Appare pertanto che gli ideatori di questa estensione per la misura angolare di 360 gradi siano stati più che all’altezza del loro non facile compito.

MISURA LINEARE. Stabilito quindi che una rotazione del Cosmo riferito al Sole, pari ad una rotazione della Terra sempre con riferimento del Sole, è di 360 gradi e che il periodo di un giorno è numericamente di 24 ore o di 86400 secondi, la terza MISURA LINEARE ne è una semplice conseguenza, considerando la Terra sferica e perfetta ad imitazione del Cosmo. Fu pertanto stabilito che la circonferenza, sia essa meridiana o equatoriale o qualsiasi altra circonferenza massima, della Terra sferica e perfetta, fosse composta di 86.400.000 unità, cioè mille volte i battiti del cuore in un giorno riferito al Sole. Queste unità furono chiamate “CUBITI” non perchè rappresentassero la dimensione del braccio di questo o quel personaggio, ma perchè esse più si avvicinavano alla percezione misurativa con elementi del corpo umano, come per il cuore e come per l’occhio.

Un grado, pertanto, sulla superficie terrestre, era di 240.000 unità (86.400.000 diviso 360), ed un primo di arco sulla stessa superficie era di 4000 unità (240.000 diviso 60). Al fine di uniformare la numerazione sessagesimale di 1 – 6 – 60 – 360 e 3600, per i vantaggi già enumerati, oltre che per i gradi e per il tempo. anche per la misura lineare, si istituì il “PIEDE”, stabilito come essere sempre in rapporto di 1,5 con l’unità del cubito. Cioè un cubito era sempre uguale a 1,5 piedi. Il rapporto di 1,5  derivava dal rapporto di 15 fra la misura in gradi di 360 e la misura temporale di 24 ore (360 : 24 = 15). Di conseguenza un grado sulla superficie terrestre era anche di 360.000 piedi (240.000 x 1,5) ed un primo di arco sulla superficie terrestre era anche 6000 piedi (4000 x 1,5), mentre un secondo di arco era di 100 piedi. Diventava quindi un gioco da ragazzi muoversi con la massima facilità fra queste misure. Un secondo di tempo era così 1000 cubiti, un minuto era 60.000 cubiti, una ora era 3.600.000 cubiti. Parimenti un secondo di arco era 100 piedi, un primo di arco era 6000 piedi, un grado era 360.000 piedi.

Una volta stabilita l’impalcatura della Misura, forse anche contemporaneamente, gli arcaici procedettero alla determinazione della lunghezza del cubito relativo alle varie latitudini sfruttando l’ombra del Sole lungo l’arco meridiano fra l’equatore ed il polo. A causa della deformità della Terra queste misurazioni variano col variare della latitudine per cui, volendo ottenere la massima precisione, bisogna riferirsi alla latitudine media della zona dove si opera o si vive. Essendo gli arcaici creatori di questo sistema egiziani, essi si riferirono alla latitudine media di 27° 45′ Nord dello stesso Egitto dove un primo di arco di meridiano sulla superficie terrestre è 1846,76 metri e di conseguenza un cubito era 0,46169 metri (1846,76 diviso 4000).

Da tali misurazioni risultò che il primo di arco di meridiano sulla superficie terrestre alla latitudine di 45° era 1852 metri di oggi pari a 4000 cubiti ciascuno di 0,463 metri. Pur se questo cubito di 0,463 metri era di un grande valore teorico, perchè relativo alla media di tutta la Terra, considerata così sferica e perfetta, essi, gli arcaici, ai fini pratici di operatività nell’area geografica dove vivevano, si riferirono al cubito, detto “geografico”, già menzionato di 0,46169 metri relativo alla latitudine media dell’Egitto di 27° 45′.

Questo cubito “geografico” di 0,46169 metri, da cui deriva il piede di 0,3077957 metri (0,46169 diviso 1,5) è della MASSIMA IMPORTANZA perchè da questa misura, derivata come abbiamo visto dal cosmo e dalla rotazione della Terra rispetto al Sole e riferita alla latitudine media dell’Egitto antico, ove fu poi costruita da Akhenaten la nuova capitale di Akhet-Aten, la Tell El Amarna di oggi,  nacquero TUTTE LE MISURE, LINEARI, di VOLUME e di PESO, dell’ANTICHITA’, a cominciare dalla misura che ha attraversato molti millenni e denominata ARTABA.  L’unità di volume veniva trasformata in unità di peso considerando il volume pieno di acqua dolce. Cubando il piede di 0,3077957 metri si ottiene, in tal modo , il peso di (0,3077957 x 0,3077957 x 0,3077957 =) una ARTABA di 29.160 grammi. Questa ARTABA era una unità di misura fondamentale ed era usata in tutto il mondo arcaico fino alla Cina. Essa era la razione standard mensile di grano (e di riso in Cina) per ogni maschio adulto. Trattandosi di una unità di misura di un sistema sessagesimale un sessantesimo di essa (29.160 : 60 =) fu la “PINTA” di 486 grammi.

La “PINTA” la si trova descritta fra i caratteri cuneiformi dei sumeri, “SILA” in sumero, come un sessantesimo di una artaba, assieme al suo sottomultiplo, uno “SHEQEL”, che era un sessantesimo di una pinta, e cioè 486 grammi diviso 60 = 8,10 grammi, comunemente usata per pesare oro e argento. Uno dei più importanti multipli del sistema lineare fu lo STADIA di 400 cubiti (0,46169 x 400) o 600 piedi (0,3077957 x 600) pari a 184,68 metri che era un decimo di un primo di arco terrestre. Il primo stadio di Atene o uno dei primi aveva questa lunghezza che poi col tempo diede origine al nome “STADIO” non più come unità di misura bensì come luogo per avvenimenti sportivi. Questo cubito e questo piede vennero usati per le grandi distanze e pertanto furono chiamati, per distinguerli dagli altri, “geografici”.

Questo STADIA era considerato anche l’unità per 2 minuti di marcia ciò che implica che un uomo copriva un passo di 5 di tali piedi al secondo (5 x 120 = 600). Un uomo in marcia cioè copriva 30 STADIA all’ora (5540 metri). Questa velocità e questa distanza nell’antichità era considerata la stessa per una nave mossa da remi. Poichè si considerava che un uomo, in normali condizioni, potesse marciare o remare per 10 ore al giorno, la distanza coperta in entrambi i casi era ritenuta di 300 STADIA.  Ci sono molti testi egiziani e del mondo antico che non si sono capiti perchè menzionano 1 – 2 – 3 – 4 ……giorni di marcia quando vogliono significare invece 30′ – 1° – 1° 30′ – 2° …..di distanza geografica. La velocità di una nave a vela era considerata 5/4 di una nave a remi , cioè  37,5 STADIA in un’ora e quindi 900 STADIA in 24 ore.

Questo sistema di misure esposto, per quanto semplice e geniale, integrato, come diremmo noi oggi, è vincolato però dall’impossibilità di allontanarsi dalla numerazione sessagesimale senza perdere la convertibilità fra una misura e l’altra. Per esempio un primo di arco terrestre di 4000 cubiti o 6000 piedi nel momento in cui diventa 3994 o 5991, rispettivamente, perde tutti i vantaggi della numerazione sessagesimale e diventerebbe estremamente laborioso e complicato ottenere gli stessi risultati di facile integrazione. Tutto ciò perchè la Terra non è perfettamente sferica, come accennato nell’altro articolo su Akhenaten.

Noi oggi, col metro, diciamo che un primo di arco di meridiano alla latitudine 0 o equatoriale è di 1842,9 metri e diciamo che lo stesso primo di arco alla latitudine di 45 gradi è di 1852 metri. Assegnamo cioè due numeri diversi allo stesso primo di arco a causa della deformità della Terra. Ciò col sistema sessagesimale geniale e integrato degli arcaici non era possibile perchè un primo di arco non poteva discostarsi dal numero di 4000 cubiti o 6000 piedi per quanto sopra detto. Essi, gli arcaici, pertanto, non potendo variare il numero, variavano la lunghezza dell’unità di misura quando necessitavano una precisione riferita alla località. Ecco perchè proliferarono tanti cubiti diversi con il passare del tempo.

Le misure menzionate finora erano tutte incentrate sul sistema sessagesimale ed interconnesse e rappresentavano un pensiero arcaico che si può sintetizzare con “Tutto è Uno”. Ma le cose cambiano, e cambiarono, a volte anche per subentrate visioni e necessità diverse. In questa fase assistiamo alla graduale agonia del pensiero arcaico e l’inizio del pensiero post arcaico, già migliaia di anni prima del classicismo greco.

Si cominciò col dividere l’ARTABA in 64 parti anzichè 60, perchè la cubatura iniziò a prevalere sullo spirito sessagesimale, ottenendo una “PINTA” STANDARD egiziana di (29.160 : 64 =) 455,6 cc o grammi. Tale pinta  diviso 50 dava un “QEDET” di 9,1125 grammi, impiegato per pesare oro e argento. Dalla radice cubica di 5 volte una artaba (29.160 x 5) derivò il CUBITO REALE egiziano di 0,5263 metri il cui cubo conteneva pertanto 16.000 “qedet” ciascuno di 9,1125 grammi. Per motivi pratici e di matematica questo “qedet” fu moltiplicato per 10.000, ed estraendone la sua radice cubica si ottenne il CUBITO ORDINARIO egiziano di 0,450 metri ed il suo corrispondente PIEDE ORDINARIO di 0,300 metri. La misura settenaria di questo cubito diede origine ad un secondo CUBITO REALE di 0,525 metri (450 + 1/6 = 525). Un terzo CUBITO REALE si ottenne considerando 16.000 “qedet” di 9 grammi, anzichè 9,1125, ciascuno che formavano quindi un cubo la cui radice è di 0,5241483 metri. Comunemente indicato come 0,524. Per distinguerlo, quest’ultimo cubito reale, vi aggiungo io l’aggettivo di “geografico”, perchè questo cubito reale fu impiegato in prevalenza nelle grandi distanza e nella costruzione dei più importanti monumenti egiziani fra cui la Grande Piramide.

Dalla radice cubica di una unità di 3 ARTABA (29.160 x 3) derivò il CUBITO ROMANO di 0,4439 metri da cui derivò il PIEDE ROMANO di 0,2959 metri.

Dalla cubatura del piede ordinario egiziano di 0,300 metri  nacque la popolare misura del “TALENTO” di 27.000 cc o grammi.

L’istituzione del sistema settenario, come descritto, del cubito reale egiziano, basato su sette palmi anzichè sei, contribuì a scardinare l’antico sistema così sublime. La babele di cubiti e piedi che ne derivò fece esclamare un grande studioso; “La metrologia antica è un incubo!”. Ed in effetti volendo risalire nel tempo nello studio di queste misure è un incubo. E’ più facile partire dall’origine, come fatto in quest’articolo, e dalle misure che usiamo noi ancora oggi, oltrechè appoggiarsi alle dimensioni indubbie dei tanti monumenti ed alle preziose testimonianze lasciate, fra cui quelle di Akhenaten. Fu così che assieme all’astronomia ed al “Maat”, l’uomo gradualmente dimenticò l’origine della Misura e la centralità dell’uomo e della sua Terra nel Cosmo. La spiritualità e la bellezza di queste anime e queste menti nostri antichi antenati e maestri che con tre semplici unità di misura, ciascuna in relazione con l’altra, con la massima economicità di spiegazioni, sintetizzavano l’Uomo e la sua Terra roteante nel Cosmo, è svanita per sempre.

Il “Maat” e la Misura erano e sono paramount per evitare la distorsione del pensiero dell’Uomo. Il “Maat” è l’unione fra spiritualità e scienza. Perso il “Maat” non possiamo più capire i messaggi di Giustizia, Amore, importanza del Sole e della Misura di Akhenaten.  Ma senza il “Maat” non comprendiamo e nè comprenderemo la realtà che ci circonda, come ha dimostrato una intera storiografia di assurde fantasie dette su Akhenaten.

Vedi anche l’articolo n. 15 su Akhenaten.

E vedi anche l’articolo n. 96 – Omphalos – L’unione fra Cielo e Terra

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NOTA CHIARIFICATRICE DEL 22 AGOSTO (MESE D’ORA IN POI DENOMINATO CLEOPATRA) 2011 DIREI DOVEROSA.

L’illustrazione della Misura originaria ed integrata sopra riportata è, che mi risulti, la prima e unica al mondo, vista dall’origine e poi seguendone gli sviluppi principali con il passare dei millenni.

Lo studio della metrologia antica, a partire dal Rinascimento o dopo di esso, verso il 1600, ha sempre seguito per necessità la direzione opposta di risalire nel tempo alla ricerca della misura originaria comune a tutte le misure.

Anche se quest’idea è sempre stata sospettata dai grandi studiosi di metrologia antica e che nel Cosmo si potesse trovare la risposta definitiva, essa non è mai stata concretizzata appieno.

Lo sviluppo di questa ricerca ha coinvolto in modo affascinante i migliori cervelli del pianeta degli ultimi secoli.

L’impresa di risalire nel tempo in questo studio è stata una impresa titanica per le enormi immaginabili difficoltà e l’ultimo grande studioso che è arrivato ad un passo dalla vetta è stato Livio Catullo STECCHINI, professore di storia delle scienze in America, che mi ha fornito i numeri che leggete su questo blog.

Stecchini, risalendo nel tempo, arrivò alla misura di lunghezza fondamentale del cubito di 0,46169 metri ed il corrispondente piede di 0,3077957 metri ma non mi risulta che riuscisse a valutare appieno la grandezza del disegno architettonico perfetto a cui i suoi studi lo avevano portato.

E’ come se gli mancasse un acino di sale.

E, come si sa e si dice, a volte per un acino di sale si perde la minestra.

Lo scrivente ha avuto la fortuna ed il privilegio di fornire, dopo e con un quindicennio di riflessione, questo piccolo acino di sale.

Per la completezza dell’informazione bisogna anche dire che, principalmente durante lo scorso secolo, le cose sono cambiate drammaticamente perchè, forse per predominio culturale della “modernità”, forse per la crescente difficoltà a soffermarsi sui numeri, forse perchè il cielo è scomparso dalle nostre esistenze, forse per la crescente incapacità a riflettere, molto fango è stato gettato sugli studi che riguardavano l’antichità. E Stecchini, e altri, ne ha fatto le spese. Ma quest’aberrazione è una cosa relativamente recente ed ha tutta l’apparenza di gettare la scienza nel pregiudizio più totale.

Questo articolo pertanto è dedicato alla memoria di Livio Catullo STECCHINI.