34 – CRISTOFORO COLOMBO, LA BUSSOLA MAGNETICA E LA SCOPERTA DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE.

Le origini della bussola magnetica sembrano un pò avvolte nel mistero. La sua scoperta fu inizialmente attribuita a Flavio Gioia, cittadino della Repubblica di Amalfi, ma poi questa informazione fu ritenuta errata per cui la storiografia ufficiale sembra essersi attestata sull’idea che essa sia stata importata dalla Cina attraverso gli arabi durante il medioevo. Il fatto che i viaggi oceanici dei grandi navigatori della storia siano iniziati tutti nella penisola iberica, sotto influenza e dominio degli arabi fino al XVI° secolo, avvalora notevolmente questa ipotesi. Ma rimane pur sempre, in tal caso, un interrogativo senza risposta, e cioè perchè gli arabi, in possesso di un tale importante strumento di navigazione, non effettuarono con esso alcun viaggio oceanico???

Sembra che già dall’antichità esistesse la conoscenza che alcuni minerali, manufatti e rocce avessero la proprietà di attrazione, o di repulsione, di altri materiali, ed esprimessero cioè delle proprietà “magnetiche”, ma, oltre alla denominazione di questa proprietà, niente di scientifico ci è pervenuto su questo argomento. Molto forse dipende dalle difficoltà di traduzione e di interpretazione da antiche lingue morte di concetti e conoscenze che gli arcaici, da quel poco o molto che sappiamo di loro, esprimevano in modo diverso da come facciamo noi oggi o da come facevano i classici greci. Essi, gli arcaici, forse per comunicare meglio alle menti più che alle orecchie, usavano sintetizzare con poche parole, o con pochi numeri, o con qualche disegno allegorico e/o pittorico, concetti che oggi necessiterebbero interi trattati per la loro divulgazione.

Per esempio dalle raffigurazioni egiziane antiche risulta che essi, nel rappresentare la divinità “Sokar” che era il dio dell’Orientamento,  usavano delle pietre a forma semisferica allungata, dette “Onfalo” o “Omphalos” dai greci, per indicare i loro centri oracolari che erano anche dei centri geodetici, da dove partivano le misurazione del paese e della Terra, e spesso coincidevano con le capitali o importanti città e località del Paese. La raffigurazione di queste pietre “Onfalo” è accompagnata sempre da due colombe, colombe viaggiatrici, con le zampe sull'”onfalo” e una di fronte all’altra, colombe che sono il simbolo per eccellenza dell’Orientamento. L’importanza dell’orientamento e del sapersi orientare quando ci si muove è più che fondamentale, è essenziale. L’accoppiamento delle due cose, dell’orientamento e dei punti di riferimento, ci dà istantaneamente la possibilità di essere dei “navigatori”, galattici o semplici cittadini. Quando chiediamo “Dov’è piazza Garibaldi?” e ci viene risposto “Sempre dritto dopo cinque palazzi” stiamo usando inconsciamente queste due descritte caratteristiche, “orientamento” più “riferimento”, che rendono possibile il movimento o viaggio.

Quanto ci sia stato dietro questa così chiara manifestazione di sapienza per il momento non è dato sapere. Sappiamo solo che i colombi hanno la capacità di volare seguendo delle linee rette da e per le destinazioni prefisse, e per lunghe distanze di centinaia di chilometri. Gli antichi romani, e gli stessi greci classici, di questo binomio, “onfalo” più colombe, ne presero solo la metà, la pietra “onfalo”, e la usarono per l’istituzione della “pietra miliare”, la pietra dei mille passi, che ancora oggi si trova su molte strade extraurbane. Sembra quindi che l’Uomo ritenne solo la capacità di “riferirsi” a qualcosa, perdendo però la capacità di “orientarsi” con mezzi diversi che non fossero la stella Polare., e ciò fino agli avvenimenti citati e occorsi nella penisola iberica da dove Cristoforo Colombo partì con una delle prime bussole magnetiche.

Durante il medioevo e durante il periodo dei grandi navigatori c’era però la convinzione che l’ago della bussola magnetica fosse attirato dalla Stella Polare e fu proprio Cristoforo Colombo a fare la p’iù grande scoperta di tutti i tempi, di tutti i tempi moderni, per caso ed a sua insaputa, proprio come gli accadde con la scoperta del continente americano. Nei suoi diari di bordo Colombo annotò che in quei mari succedeva una strana cosa: l’ago della bussola che lui seguiva di giorno, di notte non indicava più il Nord indicato dalla Stella Polare. Questa convinzione errata era un dato acquisito, come diremmo noi oggi, perchè vari letterati, fra cui Dante Alighieri nel 12° canto del Paradiso, hanno testimoniato sul fatto che l’ago della bussola fosse attratto ed indicasse la Stella Polare!!!

Cristoforo Colombo aveva invece scoperto, oggi lo sappiamo, con la sua testimonianza, il Campo Magnetico Terrestre!!!!

Se la Stella Polare indicava una direzione e l’ago della bussola ne indicava un’altra ciò poteva significare solo una cosa, e cioè che l’ago della bussola fosse attratto da forze misteriose diverse dalla Stella Polare. Nei secoli successivi queste forze misteriose, appartenenti al campo magnetico terrestre, furono gradualmente definite e misurate finchè, nel XIX° secolo, con l’avvento delle costruzioni delle prime navi metalliche, si arrivò ad una completa enunciazione di una teoria del magnetismo navale, e del magnetismo in genere, in vigore ancora oggi e che permise l’installazione e la “compensazione” di belle. forti e potenti bussole magnetiche a due aghi sottostanti la rosa dei venti, il tutto immerso in un liquido a base di alcool e glicerina e scevro, proprio perchè “compensato”, da influenze nefaste prodotte dall’enorme quantità e dalle tante qualità di metallo che compongono una nave, ad eccezione delle “deviazioni” residue che si determinano periodicamente con i “giri di bussola”.

Grazie a Cristoforo Colombo si è capito quindi che la Terra è un enorme magnete. La caratteristica dei magneti è che essi hanno, alle loro estremità, due polarità diverse: una polarità  detta Nord o Azzurra, ed una polarità detta Sud o Rossa. La polarità azzurra attrae sempre e solamente la polarità rossa di un metallo o di un magnete immerso nel campo magnetico terrestre e respinge sempre e solamente la polarità azzurra dello stesso magnete. L’estremità dell’ago di una bussola diretto verso il Nord è quindi il polo sud o rosso dell’ago che solo impropriamente viene chiamato nord perchè rivolto verso il nord. E’ un pò come quello che comunemente si dice “i lontani si attraggono ed i vicini si respingono”. Queste due polarità, azzurra e rossa, o nord e sud, riferite alla Terra, generano infinite “linee di forza” che vanno da una polarità all”altra e lungo le quali i magneti si orientano. L’insieme di queste infinite linee di forza compone una enorme nuvola magnetica, invisibile, che avvolge tutta la Terra fino a centinaia o migliaia di chilometri di altezza e nella quale noi siamo immersi.

I magneti convenzionalmente, per facilità teoriche ed operative,  si sono categorizzati in due diversi tipi: i magneti temporanei ed i magneti permanenti. I primi sono anche chiamati “ferri dolci” e sono in genere ferri privi di carbonio, come acciaio tenero, ferro omogeneo, ghisa. Questi “ferri dolci” o magneti temporanei hanno la proprietà di magnetizzarsi istantaneamente quando avvicinati ad un magnete, ma hanno nello stesso tempo la caratteristica di smagnetizzarsi istantaneamente quando ne sono allontanati. I secondi sono anche chiamati “ferri duri” e sono in genere barrette di ferro fucinato, acciaio temperato, acciaio al tungsteno o al molibdeno, o ferri e acciai composti con una piccola percentuale di carbonio. Questi “ferri duri” o magneti permanenti impiegano molto tempo a magnetizzarsi ma altrettanto a smagnetizzarsi, perciò si chiamano permanenti. Il nostro ago magnetico è del tipo permanente di “ferro duro”.

L’asse magnetico fra le due polarità, nord o azzurra e sud o rossa, terrestri non coincide però con l’asse geografico terrestre perchè mentre questo è ben fisso e saldo nello spazio e nel tempo per migliaia di anni e comunque dagli spostamenti prevedibili dai noti movimenti della Terra a lungo termine come la precessione degli equinozi, la stessa cosa non si può dire per l’asse magnetico terrestre che si sposta continuamente, senza preavviso e senza indicazioni di dove vuole andare. Insomma per capirci possiamo dire che l’asse magnetico terrestre fa continuamente i capricci, è mobile ed imprevedibile. Oggi l’angolo sotteso fra i due assi, geografico e magnetico, è di circa 5 gradi nell’emisfero nord e di circa 26 gradi nell’emisfero sud, il che significa che oggi il nord magnetico dista di circa 600 chilometri dal polo Nord e che il sud magnetico dista di circa 2900 chilometri dal Polo Sud. Come si vede l’asse magnetico terrestre non è neanche dritto come invece lo è l’asse geografico, ed è pertanto semplicemente “storto”. Sembra che i due poli magnetici si muovano ad una velocità di circa 10 chilometri all’anno.

Queste differenze fra i poli geografici e magnetici fanno sì che gli aghi delle bussole magnetiche indichino una direzione diversa da quella del nord geografico. Questa differenza varia con la posizione geografica e col tempo, e bisogna tenerne conto per riferirsi al Nord geografico. Essa, questa differenza, si chiama “declinazione magnetica” in lingua italiana e si chiama “variation” in lingua inglese, la si trova su tutte le carte nautiche ed è la correzione, positiva o negativa e algebrica, che bisogna apportare alla bussola per poterci dirigere nella direzione da noi prescelta. Questa era la strana faccenda riscontrata da Cristoforo Colombo!! Se per esempio stiamo seguendo con la nostra bussola una rotta di 315° e dalla carta rileviamo che la “declinazione magnetica” per la nostra zona è di 10°W, ovest e cioè negativa, stiamo in realtà seguendo una rotta vera, rispetto al nord geografico, di 315° – 10° = 305°.

Questa declinazione magnetica, positiva o negativa, nelle nostre zone è relativamente contenuta ma in altre zone del mondo, come l’oceano Indiano, raggiunge e supera i 40° di differenza. In genere essa aumenta con l’avvicinarsi ai poli fino a raggiungere il massimo valore di 180° se ci si dovesse trovare fra la posizione del polo nord o sud geografico e la posizione del polo nord o sud magnetico.

Nonostante che i poli magnetici si muovano continuamente per la loro sensibilità a fattori come la temperatura del pianeta, estati, inverni, movimenti del magma e lave vulcaniche all’interno della Terra, fattori endogeni perenni che fanno parte di essa da sempre, l’inversione delle polarità del magnetismo terrestre, di cui tanto si parla, è solo una molto ipotetica, suggestiva e remota possibilità che potrebbe concretizzarsi solo per cause esterne, cioè per eccezionali radiazioni elettromagnetiche fortissime provenienti dal Sole, l’unica fonte di tali possibili forti radiazioni vicino alla Terra, Terra che è un magnete permanente, che in tal caso si comporterebbe allo stesso modo come noi sappiamo che si comporta un altro magnete permanente, quello dell’ago di una bussola magnetica che può invertire istantaneamente le polarità in presenza di una fortissima scarica di un fulmine meteorologico che cada nelle vicinanze della stessa bussola. Per quanto questa probabilità esista, essa non può non essere che estremamente infinitesimale.

In tutte le eventualità rimane sempre, per indicarci il Nord vero, la Stella Polare che ancora per secoli a venire indica ed indicherà tale direzione con la massima affidabilità e precisione, allontanadosi, ai nostri giorni ed ogni rotazione giornaliera, al massimo solo 2 (due) gradi dal perno del Cosmo intorno al quale tutto l’Universo gira.

…….

Per la già avvenuta inversione delle polarità terrestri vedi l’Articolo correlato:

127 – IL CARRO DI HELIOS

Una Risposta to “34 – CRISTOFORO COLOMBO, LA BUSSOLA MAGNETICA E LA SCOPERTA DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE.”

  1. laurin42 Says:

    Fantasticamente esauriente!
    Quante cose diamo per scontato di sapere per poi accorgerci che la nostra conoscenza è molto limitata.
    Ad esempio la Stella Polare è oggi l’indiscusso riferimento del Nord.
    Quando in astrologia si parla di Grande Zodiaco ci si riferisce al periodo di 26.000 anni circa determinato dal tempo che impiega la Terra, girando intorno al Sole, per tornare al punto di inizio della prima costellazione a causa del fenomeno della precessione degli equinozi.
    Durante il Grande Zodiaco o Grande Anno anche l’asse terrestre traccia un cerchio nello spazio e il punto del Nord viene indicato alternativamente da quattro stelle nello stesso arco di tempo..
    Nel 3000 a.C. la stella che indicava il Nord era Alpha Draconis.
    Nel 7500 d.C. sarà Alpha Cephei.
    Nel 14.000 d.C. sarà Vega.
    E solo nel 28.000 d.C. tornerà ad essere la Stella Polare.
    Fortuna che tutto si muove! Non è meraviglioso?
    Al prossimo

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