44 – LA DETERMINAZIONE DELLA LONGITUDINE CON LA LUNA

Un tavolo coperto da una tovaglia di lino finissimo, ricamata con tanti disegni di fiori di loto colorati e bellissimi lungo i bordi della tovaglia e formanti un cerchio al centro della stessa tovaglia, e imbandito con belle ed appetitose pietanze. Cibi raffinati. Pane croccante di tante qualità. Formaggi deliziosi. Frutta locale ed esotica invitante. Salse gustose. Dolci squisiti. Vini prelibati. Birra spumeggiante. Acqua purissima. Stoviglie di ceramica finissima e posate di oro e altre d’argento. Bicchieri a calice di cristallo. Vasi di alabastro ripieni di fiori multicolori ancora freschi. Al centro e pendente dall’alto un grande candelabro di giada a forma di 4 triangoli MR dal quale discendevano 4 pergamene con la “Confessione Negativa” per coloro che sapevano leggere. La grande sala era illuminata da grandi finestre addobbate con ampie coppie di tende profumate e ricamate ciascuna con una grossa “ankh” di colore dell’oro da un lato ed una asta per misurare dall’altra, entrambi questi segni circondati da fiori di loto e stelle a 5 punte azzurrine, fluttuanti con leggiadria all’alito della piacevole brezza proveniente dal mare Mediterraneo.

All’improvviso la porta si aprì ed una orda di uomini scarna, magra ed affamata si materializzò nella sala. Questi uomini erano dei semi-selvaggi e non avevano mai visto una tale simile ricchezza per cui, intimiditi da tutto quel ben di Dio, cominciarono lentamente e con rispetto e circospezione a prendere posizione intorno al tavolo e, nonostante la fame, osservavano con reverenza le tante prelibatezze sul tavolo imbandito, iniziando timidamente a saggiarne i sapori mai conosciuti prima. Piano piano essi si acclimatarono e, finalmente liberi e disinvolti, mangiarono e bevvero a sazietà dimenticando chi erano e da dove venivano. I cuochi e gli chefs che avevano creato e preparato queste prelibatezze erano già morti da vari millenni ed i loro discendenti erano spariti, emigrati in tanti paesi in giro per il mondo, per cui l’orda di semi-selvaggi non conobbe mai questi creatori artisti da “cordon bleu” e nè i loro nomi. Anzi, non gli interessava proprio, tanto erano ormai pieni solo di loro stessi.

Il tavolo imbandito era il tavolo imbandito della conoscenza della biblioteca di Alessandria d’Egitto a cui tutti i classici greci si erano nutriti di quelli che erano solo i resti dei relitti della sapienza salvati dalla distruzione del centro universale della conoscenza millenaria di On (Heliopolis). Essendo i cuochi autori originali spariti essi, i classici greci, rubando i “diritti di autore”, come diremmo noi oggi, vi si sostituirono compiendo così uno dei più clamorosi plagi della storia. Alcuni si dichiararono i creatori delle salse, altri delle varie pietanze, altri dei formaggi, altri dei dolci, e così via di seguito per tutta la ricchezza giacente nella sala della sapienza e sul tavolo della conoscenza. Ma non durò molto. Mancando le istituzioni lungimiranti e solide della Civiltà, il tavolo e la sala della sapienza dopo poco fu abbandonato ed il mondo precipitò nella Barbarie per oltre 1500 anni.

Dopo tali circa 1500 anni accadde, per le coincidenze del destino, che una seconda orda di uomini semi-selvaggi, scarna, magra ed affamata, allenata solo a pregare ed a combattere con la spada e senza idea di Civiltà, venisse a conoscenza delle tante ricette di pietanze, cibi e dolci prelibati che i classici greci avevano appreso al tavolo imbandito della sapienza e delle quali si erano dichiarati autori. Questa seconda orda di uomini semi-selvaggi era l’orda dell’uomo europeo medioevale che, grazie agli scritti degli arabi, all’improvviso fu come illuminata da un potente faro nella notte buia, faro che rivelava l’esistenza di cibi, pietanze e dolci prelibati della Civiltà sconosciuta a questa seconda orda che, disperata, si precipitò ad alimentarsene, mangiandone e bevendone a sazietà, dando origine al Rinascimento. Ma, forse per aver troppo bevuto, come per i classici greci, questa seconda orda di europei senza idea di Civiltà, inebriatasi ed insuperbitasi e credendosi “prescelta da Dio”, ripetette il plagio già perpetrato dalla prima orda, proclamandosi, con qualche eccezione, l'”inventore” o l'”inventrice” di tutte le ricette culinarie della sapienza e della moderna Civiltà, ciò che diede origine alla “superiorità” e predominio del pensiero giudaico-cristiano perdurante ai giorni nostri.

Una delle pietanze prelibate fu assaggiata da Ipparco, uno degli uomini semi-selvaggi nutritosi al tavolo imbandito della sapienza ad Alessandria d’Egitto, e riguardava la Luna e la longitudine, l’idea cioè che la longitudine in mare ed in tutta la Terra potesse essere misurata osservando il movimento della Luna attraverso le stelle. Quest’idea, dopo i secoli bui, riuscì ad arrivare in qualche modo all’orizzonte del pensiero dell’uomo post-rinascimentale il quale, spinto dalla necessità dei navigatori oceanici e dei cartografi di essere forniti di un sistema che permettesse loro la determinazione della longitudine, iniziò ad incentivare, spingere e svegliare la curiosità, l’attenzione e l’ambizionee dei migliori cervelli dell’epoca per risolvere questo problema. Pian piano si riuscì a capire che quest’idea proveniente dal tavolo imbandito, fra tante suggerite, era quella giusta ma per realizzarla occorreva l’esistenza di un osservatorio astronomico da dove si potesse rilevare e registrare le posizioni delle stelle e della Luna, e degli astri in genere, a tutte le ore e tutti i giorni dell’anno. Fu per soddisfare questa necessità che fu costruito l’osservatorio astronomico di Greenwich alla fine del seicento.

La Luna gira continuamente intorno alla Terra compiendo un giro reale od assoluto ogni 27,3 giorni ed un giro apparente, perchè noi nel frattempo con la Terra ci muoviamo rispetto al Sole e per ritornare alla stessa fase lunare, ogni 29,5 giorni. Ogni giorno quindi la Luna si muove di (360° / 27,3 =) 13,2 gradi corrispondenti per ciascuna ora a (13,2 / 24 =) 0,5 gradi. Sarebbe però più appropriato considerare il giro apparente di 29,5 giorni facendo 360°/29,5 = 12,2 gradi, e 12,2/24 = 0,5 gradi.  0,5 gradi sono 0° 30′, trenta primi, i quali sono anche il diametro della stessa Luna. Pertanto la Luna ogni ora si sposta nel cielo lungo la fascia zodiacale del suo stesso diametro. La Luna cioè scivola lungo l’eclittica, che è la linea che definisce la fascia zodiacale, allo stesso modo come una lancetta dell’orologio scorre lungo i numeri delle ore dal 1 al 12, con la differenza che la Luna si muove lungo l’eclittica in senso antiorario anzichè in senso orario. Essa si scosta dall’eclittica al massimo di solo 5 gradi e, con le eclissi, che avvengono sempre sull’eclittica, ne è una marcatrice perfetta. La Luna ripete precisamente i suoi cicli in sincronia con gli altri astri ogni 19 anni, periodo chiamato “ciclo Metonico”.

La Luna quindi, come una avanguardia inviata in avanscoperta da un condottiero di un esercito, è molto più veloce del Sole nel suo percorso di rivoluzione sull’eclittica nella fascia zodiacale. Questo suo distanziarsi palpabilmente e visivamente dal Sole, dalle stelle e dai pianeti che raggiunge e sorpassa continuamente nella fascia zodiacale diede origine così al calcolo della longitudine col metodo denominato delle “Distanze Lunari” in pieno uso fra il 1750 ed il 1850 anche se molti lo usarono fino agli inizi del 1900 allorchè, con l’avvento della radiotelegrafia, molte navi e operatori astronomici e geografici poterono acquistare, ad un costo non esorbitante, un cronometro, detto cronometro marino, che, pur se elaborato dall’inglese Harrison verso il 1750, fu solo con l’avvento della radiotelegrafia che poteva così essere giornalmente corretto o risettato attraverso i “segnali orario” che la radiotelegrafia rendeva disponibili in qualsiasi parte del mondo uno si trovasse.

Il metodo delle “Distanze Lunari” è concettualmente semplice e consiste nel comparare l’ora locale con l’ora dell’Osservatorio Astronomico alla quale si è effettuata la stessa osservazione poichè la loro differenza dà il valore della longitudine. L’ora locale la si ottiene in genere col Sole alla sua massima altezza a mezzogiorno, al passaggio in meridiano, portando in tale istante le lancette di un orologio qualsiasi sulle 12.00.

Per il raggiungimento di questo obiettivo pertanto si iniziarono a registrare all’Osservatorio di Greenwich tutti i giorni ed a tutte le ore di visibilità della Luna, le distanze angolari fra la stessa Luna e gli altri astri visibili della fascia zodiacale, o vicino ad essa, con le quali si prepararono delle tabelle di previsione, basate sul “ciclo Metonico”, per gli anni successivi e relative alle stesse osservazioni. Queste tabelle, o Tavole della Luna furono all’origine dell’Almanacco Astronomico o Effemeridi. Oltre al Sole, le stelle maggiormente interessanti per il detto scopo dentro la fascia zodiacale erano e sono Aldebaran, Polluce, Regolo, Spica, Zuben-el-genubi, Antares, Nunki, Schedar, oltre naturalmente ai pianeti Marte, Giove, Saturno, Venere e Mercurio.

Una volta sistemato il nostro orologio sull’ora locale come detto, e per esempio osserviamo con un sestante o misuratore di angoli, alle 20.15 del nostro orologio per il 21 Giugno che la distanza lunare angolare fra la Luna e la stella Spica è di 13° 42′ e dall’Almanacco Astronomico in nostro possesso rileviamo per la stessa data che lo stesso angolo di 13° 42′ fra la Luna e la stella Spica è osservabile all’Osservatorio di Greenwich alle ore 22.45 ciò significa che la nostra longitudine è 22.45 meno 20.15 = 2 ore e 30 minuti ovest che trasformata in gradi risulta 37° 30′ ovest.

Naturalmente il calcolo reale era più complesso perchè bisognava apportare le correzioni per la parallase e la rifrazione ed altre correzioni, e per le necessarie interpolazioni, data la complessità dei parametri del moto lunare. Da tenere presente inoltre che durante tutto il periodo in cui tale sistema fu usato ogni importante nazione aveva il suo meridiano di riferimento al quale bisognava riferirsi se in possesso di un Almanacco Astronomico della stessa Nazione. Ma concettualmente il semplice calcolo era quello mostrato. Per la completezza dell’informazione bisogna anche dire che la Luna, a causa della rotazione giornaliera della Terra, passa dall’essere, fra Sole Luna e stelle, l’elemnto più veloce nel suo moto di rivoluzione all’essere l’elemento più lento per la detta rotazione giornaliera. Le stelle passano in meridiano ogni 23 ore 56 minuti, il Sole ogni 24 ore e la Luna ogni 24 ore e 50 minuti circa.

Questo sistema delle distanze lunari fu usato, oltre che in mare, anche per l’iniziale mappatura degli Stati Uniti d’America fino alla costa occidentale della California, e fu usato per la mappatura iniziale del Canada fino agli estremi confini occidentali. oltre che in altre parti del mondo. Questo sistema però, per quanto semplice, non era molto preciso avendo una approssimazione in mare fra le 8 e le 15 miglia marine (fra 15 e 28 km) nelle migliori condizioni di osservazione e sulla terra ferma intorno alle 5 miglia marine (9 km) o forse meno.
Uno dei migliori, se non il migliore, osservatore ed estimatore di questo sisstema in mare fu Joshua Slocum, il primo circumnavigatore del mondo in barca a vela in solitario, autore di un affascinante libro il cui titolo è “Solo intorno al mondo”. In esso Slocum descrive come il suo miglior risultato col sistema delle distanze lunari sia stato un errore di sole 5 miglia durante la traversata del Pacifico alla fine dell’ottocento. Secondo Slocum questo sistema è “mirabilmente edificante e non c’è niente nel campo della navigazione che possa sollevare di più il cuore verso l’adorazione”.

Nonostante il notevole margine di approssimazione per i nostri standard odierni appare abbastanza chiaramente però che il metodo delle distanze lunari per il calcolo della longitudine, data la sua semplicità e facile messa in pratica, per terra e per mare, da qualsiasi Civiltà degna di questo nome anche se non tecnologicizzata, possa essere stato usato in tempi arcaici dagli stessi Egiziani, Sumeri, Polinesiani ed altri nei loro viaggi intorno al mondo. Ed è pertanto ragionevole pensare che la memoria di queste nozioni sia stata conservata al centro universale della conoscenza di On e di là finito quale relitto salvato sul tavolo imbandito della sapienza al quale Ipparco mangiò e bevve a sazietà.

Dopo il suo oblio ci sono voluti 2000 anni perchè l’iniziale “input” di Ipparco si sia potuto realizzare in tempi quasi recentissimi, come detto, e dopo secoli di lavoro delle meningi dei migliori cervelli del pianeta prima che, dopo tanti affanni e difficoltà, finalmente si riuscisse a trovare una soluzione ragionevolmente pratica ed attuabile. Non sarebbe illogico pertanto ritenere che sia intercorso altrettanto tempo prima di Ipparco dall’epoca dell’abbandono di questo sistema che richiede comunque, oltre ad una profonda conoscenza dell’astronomia, una conoscenza dei “tempi” e della loro importanza per poter essere “inventato”. Tutto sembra indicarci come l’epoca del 3000 A.C. possa essere stata l’inizio della perdita della sapienza o conoscenza.

In questo contesto appare anche giustificata l’importanza che nell’arcaico passato si è data alla Luna, Regina dell’Universo, Regina d’Amore e Regina di Civiltà, Regina di Vita e Regina della Misura, Regina del Cosmo e Regina della Rinascita, tutte qualità rappresentate dalla Dea Iside e dal fior di loto, dalla “Ankh” e dall’asta misuratrice, presenti nella sala imbandita della sapienza, assieme al triangolo MR, alle stelle a 5 punte ed alla “Confessione Negativa“, la vera anima della Civiltà in ogni tempo, ove matematica, geometria, armonia, misura, equilibrio, rispetto per la Vita e rispetto per la natura, cosmologia ed Amore si fondevano in una sola ed unica entità, secondo gli insegnamenti dei Padri della Civiltà. .

…….

Nota Aggiuntiva del 30.08.2012, per una miglior chiarificazione.

Il calcolo della longitudine è sempre stato un grattacapo ed un problema di difficile soluzione per l’Uomo. Mentre la latitudine è sempre stata facile da calcolare fin dalle più remote antichità a causa dell’inalterabilità e della stabilità dell’asse terrestre con una inclinazione fissa sull’eclittica, per cui basta prendere con tutta calma di notte l’altezza della Stella Polare, o di chi per essa, sull’orizzonte, in gradi e primi, ed è fatta, è stata “calcolata” la latitudine, oppure con altezze di Sole a mezzogiorno al suo passaggio in meridiano, non così è purtroppo per la longitudine a causa della rotazione continua della Terra che, per rendere l’idea, ci scappa continuamente di sotto. E non possiamo chiedere alla Terra: “Fermati un poco, Terra, che devo calcolare la longitudine”!!

2 Risposte to “44 – LA DETERMINAZIONE DELLA LONGITUDINE CON LA LUNA”

  1. Entusiasmante il tuo spaziare in tanti argomenti in un solo articolo!
    Sono per me una fonte di riflessione e di spunti per il mio blog!
    Intimidita da tanto sapere non posso per ora che farti i complimenti!
    A bientot
    L

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