FLASH 45 – L’ITALIANO CON I GENITORI TEDESCHI

“Ma i suoi genitori sono tedeschi???”. Così talvolta si vede apostrofare un italiano onesto che sappia fare bene qualcosa con volontà, impegno e dignità, da un cittadino di lingua tedesca. “E’ un tedesco!” Quest’altra qualificazione viene invece profferita da un cittadino italiano verso un altro cittadino italiano che si comporta in modo preciso ed è ligio al dovere. I cittadini di madrelingua inglese preferiscono però usare una diversa “forma mentis” con la locuzione “E’ un italiano onesto!”.

Non si tratta di una cosa nuova e risale per lo meno agli anni 70. Insomma un italiano semplice e senza alcuna specifica è già in partenza uno che non sa fare niente o non vuole fare niente o disonesto. Ultimamente ciò è capitato al Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi dopo essere stato prescelto, con qualche titubanza, a governare la Banca Centrale Europea per il prossimo mandato.

La titubanza sembra essere svanita quando la stampa tedesca ha riportato che il sig. Mario Draghi “parla come un tedesco”.

E’ chiaro che per risollevare questo Paese dal suo stato di estrema rilassatezza in cui si trova non abbiamo scelta se non quella di diventare tutti, o quasi tutti, “tedeschi”. E come si fa a diventare “tedeschi”??? E’ semplice. La proposta di questo sito è quella di dare una medaglia d’oro agli operatori “veri” quali operai, muratori, minatori, spazzini,artigiani, professori valorosi e coloro che operano nell’economia “reale” con passione e distinzione. Poi vedremo di aggiustare il tiro in futuro.

Non dimenticate il 21 Giugno (articolo 30) per cambiare questo mondo malato con la nostra volontà e non quella dei nostri governanti.

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Una Risposta to “FLASH 45 – L’ITALIANO CON I GENITORI TEDESCHI”

  1. Hai ragione, si generalizza sempre troppo facilmente.
    In ogni popolo c’è del buono e del cattivo.
    E’ chi ci rappresenta negli organismi internazionali che dovrebbe essere onesto, preciso, competente, e creativo come la maggior parte di noi italiani.
    Ma quello che mi fa più rabbia è che se solo apprezzassero i nostri governanti il patrimonio artistico sparso in ogni angolo della penisola, potrebbero risolvere tutti i problemi finanziari.
    E di gente competente e capace di promuovere cultura ce ne è già molta! o no?
    So già che siamo d’accordo!
    Come al solito il tuo spunto di riflessione è originale e stimolante.
    A bientot

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