Archivio per agosto, 2011

64 – LA DONNA AMERICANA

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , on agosto 26, 2011 by beautiful41

La Donna Americana incute rispetto, terrore e paura e, quando innammorata, non ama le mezze misure e si dà totalmente, incurante delle conseguenze. E’ una vera leonessa, combattiva e seducente, che, oltre ad incutere timore, è senza dubbio anche ammirevole per la sua determinazione a dominare l’Universo e l’Uomo come una vera Regina, e come ad una vera Regina ciò si addice ed è dovuto. Il suo motto potrebbe essere “Tutto o Niente”.

Gli uomini americani conoscono queste caratteristiche delle loro connazionali e, da buoni cow-boys, scappano continuamente da una parte all’altra del loro Paese forse nella vana ricerca di un pò di respiro e di riflessioni per cercare di evitare il dominio totale delle leonesse delle quali essi sentono costantemente il fiato sul collo. E sanno di non avere scampo dal “Tutto o Niente”. Essi sono salvati, anche se non sempre, dal senso dell’umorismo, diverso da quello più aristocratico inglese, che manifestano con occhiate o smorfie molto espressive, irrobustite da un ottimismo innato tipico dei pionieri. Il loro motto potrebbe essere “Finchè c’è Vita c’è Speranza”.

Sembra che queste reciproche qualità della Donna e dell’Uomo Americani conducano entrambi ad una forma di esterofilia strisciante in fatto di relazioni amorose. Entrambi, quando possono, sono convinti di trovare nel partner europeo, o assimilato, quello di cui necessitavano disperatamente. Il caso forse più noto è stato quello di Jacky Kennedy quando sposò Aristotele Onassis mentre nel versante opposto ancora risuonano nelle orecchie di un amico le parole di una confidenza fattagli da un professionista americano: “Mai più sposerò un’Americana bianca!”. Quest’ultimo era in procinto di partire alla ricerca di una nuova sposa in un altro Paese.

Questo rispetto, ammirazione e terrore degli americani verso le loro leonesse è meravigliosamente espresso nelle denominazioni dei cicloni americani con nomi di Donna. Per quanto i cicloni vengano denominati alternativamente anche con nomi di uomini, nell’immaginario collettivo un nome di Donna è di gran lunga più potente del nome di un uomo nell’evocare forze sovrumane invincibili ed apocalittiche. L’ultimo di essi che rimarrà nella memoria di tutti gli abitanti della Terra è Katrina, il ciclone che distrusse New Orleans. E nello stesso immaginario dell’uomo americano il nome di Irene che ora minaccia New York non promette niente di buono.

Ma il grande potere deterrente e grandioso della Donna Americana è forse la conquista di tante professioni una volta praticate esclusivamente da uomini. Fra esse niente può descrivere meglio questo merito della Donna americana come il salire da sola, in qualità di “pilota”, su una scaletta di corda, chiamata “biscaglina”, in piena notte, in mezzo al mare a dieci miglia dalla costa, su una nave oscura gigantesca straniera con un equipaggio di soli uomini operanti in notturno per evitare di essere abbagliati, per poterla condurre in sicurezza, fra i bassifondi ed i canali, nel porto. Il tutto con la massima disinvoltura, tranquillità, umiltà e finanche femminilità!

Questa Donna Americana, nonostante i suoi difficili rapporti con gli uomini suoi connazionali, fa onore e gloria al Suo Paese, gli Stati Uniti d’America, ed è vanto, esempio ed ammirazione per tutte le Donne del mondo e per l’umanità intera.

Quest’articolo pertanto è un omaggio all’intraprendenza e dedizione della Donna Americana.

 

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63 – IL CIBO DEGLI DEI

Posted in ATTUALITA', RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on agosto 23, 2011 by beautiful41

La stragrande maggioranza di navi al mondo è sempre stata costituita da navi da trasporto, merci e passeggeri, chiamate generalmente navi mercantili o semplicemente navi. Pressocchè tutto ciò che circola sui nostri mercati è trasportato via mare. Finanche il pane, sotto forma di grano, viene trasportato via mare proveniente dai tre grandi granai del mondo che sono gli Stati Uniti, l’Argentina ed i Paesi dell’ex Unione Sovietica.

Una gran parte dei grandi porti del mondo si è sviluppata alla foce dei grandi fiumi per facilità di accrescimento territoriale delle aree di stoccaggio delle merci, per essere acque protette, e per facilità di smistamento delle stesse merci. Tali grandi porti spesso sono situati a decine o centinaia di chilometri dalla linea costiera e sono accessibili attraverso canali navigabili.

Le navi quando entrano nei porti sono tenute a servirsi di un “pilota” che è un conoscitore del porto e dei canali navigabili. Questi piloti, raggruppati su piccole navi di stazionamento al largo della costa, attendono le navi in arrivo, sulle quali saranno tenuti a prestare il loro servizio. I grandi porti del Nord Europa avevano, prima della crisi, un notevole traffico che nei giorni di punta registrava anche cento navi al giono che entravano e cento che uscivano. Una volta a bordo il pilota mangia ciò che la nave offre, in specie quando ci vogliono molte ore per raggiungere la destinazione.

Le navi in arrivo sono di tante bandiere diverse e naturalmente composte con equipaggi diversi e con sistemi di alimentazione e cibi diversi per cui i piloti, durante la loro carriera, salendo e scendendo continuamente da navi di pressocchè tutte le bandiere ed equipaggi del mondo, ben presto si rendono conto delle abissali differenze nella qualità e quantità dei pasti e nel servizio fra una bandiera e l’altra. a colazione, pranzo e cena.

E’ così che la nave italiana ha ben presto conquistato il primo posto nella classifica delle preferenze dei piloti di tutto il mondo i quali, quando in competizione fra loro, si reputano fortunati e baciati dal Signore quando una nave italiana è ad essi assegnata. A pranzo e cena primo, secondo e terzo piatto, vino da tavola bianco o rosso, acqua minerale liscia o gassata, pane, frutta e caffè e, il giovedì e la domenica antipasto a pranzo e dolce a cena. Prima colazione composta di latte, caffè, burro, marmellata, focaccia o pizza, pane ed affettati. Fuori dai pasti caffè espresso a richiesta. Tutto naturalmente gratis!

E’ così che i piloti di tutto il mondo svolgono la loro attività nella dimora degli Dei e diventano essi stessi Dei immortali. Un occhio alle boe ed uno agli gnocchi, uno sguardo alla corrente ed uno alla parmigiana, un’occhiata al timone ed una ai saltinbocca, una panoramica al fiume ed una alla lasagna, una vista della bussola ed una del caffè espresso, sulla nave italiana degli Dei!

Benvenuti a bordo della nave degli Dei.!! Welcome on board the ship of Heaven.!!

Per motivi di diplomazia non si specificano le bandiere delle navi ove uno preferirebbe mai mettervi piede, o meglio, stomaco, ma ce ne sono parecchie.

62 – IL NUMERO DELLA BESTIA

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on agosto 20, 2011 by beautiful41

– 666 – E’ il numero di Euro che i Cittadini della Terra concederanno a tutti i dirigenti dei Paesi occidentali che hanno rivestito cariche importanti di responsabilità nelle crisi economiche e finanziarie iniziate nel 2008 ed ancora perduranti, dentro e fuori dei governi, nelle amministrazioni ed attività pubbliche e private ed in tutti i campi, quale retribuzione mensile lorda, tutto compreso, fino alla fine dei loro giorni.

Il numerto della bestia si addice molto a questi grandi “managers” che hanno perso totalmente il senso della misura, e quindi il cervello, e che hanno portato il mondo sull’orlo del baratro e che ora minacciano di distruggere definitivamente. Le Borse sono lo specchio della realtà e quando esse crollano, come in questi giorni, vogliono significare che il sistema nel quale operano è errato e bisogna pertanto correggere il sistema.

I problemi economici e finanziari nei quali pressocchè tutto il pianeta si sta dibattendo si possono sintetizzare con eccessi di liberalizzazioni. Liberalizzazioni del mercato, finanza e privatizzazioni in un mondo senza regole. Quest’idea fu coniata e varata da Reagan con la sua “deregulation” e si può datare al 1990, in concomitanza della caduta del muro di Berlino. Tali eccessi si sono accompagnati ad eccessi di competizione (chiamatelo pure schiavismo se vi piace) procurando una sovracapacità di offerta ed una sovraproduzione.

La crisi del 2008 era solo una avvisaglia, un primo allarme, di un colossale furto che si stava perpetrando alle tasche dei cittadini della Terra a tutto vantaggio dei grandi speculatori liberi di rapinare dove e quando volevano. L’arresto dell’economia ha provocato una disoccupazione diffusa ed un aumento del debito delle Nazioni, il tutto pagato sempre dai Cittadini della Terra. Per chiarirci le idee diciamo che i Cittadini della Terra sono quelli che, secondo i dirigenti descritti, “non contano”.

Per circa tre anni da questo primo allarme, nonostante i tanti isolati avvertimenti ed inviti, fra cui quelli di questo blog, a regolamentare subito la finanza e l’economia rimettendo le regole che una volta vigevano, niente è stato fatto tranne che molto bla bla bla. La speculazione ha continuato imperterrita nella sua distruzione e rapina sotto il cielo facendo uso della sua arma preferita, ormai nota a tutti, dello “short selling” o “vendita allo scoperto” che in pochi minuti permette la moltiplicazione dei soldi, proprio come la moltiplicazione dei pesci di Gesù. Da mille si ricava un milione, per rendere l’idea, sempre naturalmente a danno dei Cittadini della Terra.

Qualche settimana addietro, la dirigenza dell’Europa, sull’orlo del collasso che minacciava i Paesi europei, finalmente si è decisa a vietare, sembra, per qualche mese l’operazione citata di “short selling”. Questa importante notizia ha fatto l’apparizione di un lampo sui giornali dopodichà buio totale, o, per meglio dire, silenzio di tomba. Ciò perchè la dirigenza, incluso editorialisti e giornalisti, è talmente imbevuta dell’idea che massima libertà e liberalizzazione senza regole significhino crescita economica sicura, che il solo accennare ampiamente, come si dovrebbe, al citato divieto è cosa da non fare.

Ora errare o prendere fischi per fiaschi è umano. Lo ha fatto Aristotele, lo ha fatto Copernico e Newton, lo possono fare tutti. Chi opera sbaglia, si dice. Ma dopo tutto questo pò pò di disastri che da tre anni stanno sotto il naso di tutti, perseverando nel non riconoscere la realtà è veramente diabolico. Gli eccessi di liberalizzazioni, scoppiati inizialmente negli Stati Uniti con il “bubble” della Lehman Brothwes, e poi propagatisi a tutto il mondo sono talmente giganteschi e talmente chiari nella loro sregolatezza che volerli negare è da folli e ciechi.

Per uscire dal pantano in cui si sono volontariamente infilati adesso lor signori invocano più libero mercato, più liberalizzazioni, più privatizzazioni al fine di rilanciare l’economia ed essere in grado di pagare i debiti colossali delle Nazioni. Ma che significano tutti questi più…??? Quanto devono guadagnare gli azionisti delle privatizzazioni: 5, 10, 20, 50, 100,…??? E chi controlla i prezzi quando non ci sono altri concorrenti per lo stesso prodotto??? Chi impedisce ad una fabrica di giraviti a farli fare nei paesi a costo dieci volte inferiore??? Chi impedirà ai grandi capitali di determinare i destini delle Nazioni??? Chi, Chi, Chi, eccetera,…., non ci sono risposte perchè non ci sono regole.

Le due opposte strategie ventilate, a seconda se provenienti dalla sinistra o dalla destra politica, per uscire dal pantano in cui lor signori si sono infilati, cioè un maggiore indebitamento per investimenti da una parte ed una maggior liberalizzazione con tagli alle spese dello Stato dall’altra,  se praticate senza regole, sono entrambe benzina sul fuoco e vanno ad alimentare il declino e la distruzione totale dell’economia occidentale. E’ un pò come il cane che si morde la coda. Il cane non deve mordersi la sua coda. Il cane deve aggredire e fronteggiare il vero nemico con tutte le sue forze. Ma chi è il vero nemico da combattere???

Il vero nemico da combattere è proprio la libertà infinita senza regole che ha prodotto l’idea che i soldi si possono ricavare da altri soldi, moltiplicandoli, indipendentemente dal capitale; l’idea che si possa competere in un mercato unico globale diviso in tante nazioni con sistemi e monete diverse; l’idea che il lavoro va dove costa meno ma per un qualche miracolo o magia si possa continuare a vivere da nababbi dove il lavoro non c’è; l’idea, conseguente, che possano coesistere pacificamente differenze abissali ed incolmabili fra Nazioni e fra persone. Tutta questa follia non è più sopportabile e bisogna escogitare una via d’uscita e presto.

Prima di continuare è bene chiarire che i veri padroni della Terra sono i Cittadini della Terra, quelli che “non contano”, e che sempre però pagano totalmente per le malefatte dei loro dirigenti. I Cittadini della Terra manifesteranno in tutte le città del mondo il prossimo solstizio invernale del 22 Dicembre e dimostreranno la loro esistenza e dignità indicando alla dirigenza la strada verso cui dirigersi. E’ un nuovo vento di comunismo??? No, questo non è un vento di comunismo. Questo è un nuovo vento di Ragione che si è alzato per correre in soccorso e ripristinare il vero Capitalismo millenario, che non è quello folle dell’uomo occidentale di oggi, ma è l’unico sistema che può assicurare all’uomo di progredire pacificamente.

E abbiamo noi dei punti di riferimento sicuri che ci possano guidare in questa nostra azione??? Incredibilmente e per fortuna sì, ce li abbiamo. Il riferimento più importante è la “Confessione Negativa“, il più antico riferimento immortale del significato di Civiltà creato dai padri fondatori della Civiltà dove al n. 40 enuncia: “Io non ho accresciuto le mie ricchezze ad eccezione dei miei propri possedimenti“. Questa semplice frase riconosce sia il principio di proprietà privata e sia il principio della sobrietà o moderazione dell’arricchimento, ciò che è alla base del capitalismo vero millenario.

L’altro punto di riferimento più importante per una crescita sostenuta ci viene dai tempi postbellici del “miracolo economico” allorchè il tasso di arricchimento generale era del 5% annualmente. Cioè pagate tutte le spese relative alla mia attività o lavoro, e risparmiando, alla fine dell’anno ho aumentato i miei possedimenti del valore del 5%, non di più.

Con questi punti di riferimento chiari e semplici, in futuro andremo ad indicare un nuovo cammino ove i Cittadini della Terra potranno incamminarsi con l’avvento del nuovo anno 2012 ed al quale si potranno riferire per i secoli e millenni a venire.

61 – PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI – UNA NUOVA SPIEGAZIONE

Posted in ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, ATTUALITA', ERRORI COPERNICANI, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on agosto 15, 2011 by beautiful41

Questo articolo è dedicato a Cleopatra, Regina d’Egitto, nel 15 del mese intestato a suo nome.

E’ stato già dimostrato, all’articolo n. 6, che il VALORE di 20 minuti annuali attribuito alla precessione degli equinozi è un clamoroso errore della scienza moderna da Copernico in poi.

Con questo articolo si discute invece della NATURA della stessa precessione che potrebbe essere molto diversa da quella divulgata e che, se giudicata essere convincente dai lettori, potrebbe mettere in luce una ennesima bufala della stessa scienza.

La cosa migliore forse per capire la precessione degli equinozi è quella di non capirla, nel senso di azzerare tutte le nostre nozioni fin qui inculcateci, ripartendo da zero e dai soli fatti concreti conosciuti.

La conoscenza della precessione ci è stata tramandata da Ipparco il quale ci fece sapere, tramite Tolomeo, che “I PUNTI EQUINOZIALI SI MUOVEVANO IN SENSO CONTRARIO A QUELLO DEI SEGNI DELLO ZODIACO” di 2°, due gradi, circa, ogni 150 anni, o 48″ , secondi di arco, annualmente. Tutto qua. Ora 48″ secondi di arco, da Copernico fino ad oggi considerati 50 secondi di arco, sono poco più di 3 (tre) secondi di tempo, una piccolissima parte di tempo, per cui ci vogliono secoli o millenni, come facilmente si può capire, per misurare con una certa precisione e certezza questo movimento, tanto piccolo annualmente esso è.

Un secondo fatto concreto in nostre mani è la testimonianza di Tolomeo il quale ci ha anche tramandato che la citata spiegazione per il movimento degli equinozi era per Ipparco solo una “prima ipotesi”. Ciò lascia intendere che Ipparco aveva espresso un’altra o altre ipotesi per spiegare questo movimento delle quali però, oltre al loro accenno, non è rimasta alcuna traccia. Ma Ipparco non avanzava alcuna teoria. Ipparco si limitava solo a prendere atto, con questa sua “prima ipotesi”, che gli equinozi si muovevano in senso contrario a quello dei segni zodiacali.

Ipparco quindi non ha mai pronunciato o scritto la parola “precessione” o “precessare” che implica o sottintende un movimento biconico, comunemente detto a trottola, dell’asse terrestre, la cui idea nacque con Copernico e la cui parola nacque dopo la scoperta del girostato.

Copernico, quando riscoprì l’eliocentrismo, nel mettere il Sole al centro del sistema solare con la Terra che gli girava intorno, trovandosi nella necessità di escogitare una spiegazione logica per questo movimento di 50″ secondi di arco annuali di Ipparco, non trovò di meglio che inventarsi un movimento a trottola, dal ciclo di 26.000 anni, da lui chiamato il terzo movimento della Terra, che oggi fa parte dei dogmi e verità sacre del Vangelo della scienza. Ma è realistica questa spiegazione??? O ci potrebbe essere un’altra ipotesi???

I contesti storici e culturtali di Ipparco, Copernico e nostri di oggi sono tre diversi contesti. Ipparco viveva in un sistema geocentrico con la Terra al centro immobile mentre tutto il resto vi girava intorno. Copernico rimise il Sole, immobile, al centro del sistema solare ma si dimenticò della Terra che ormai non contava più niente. Noialtri invece sappiamo che ci troviamo su una navetta spaziale al seguito di una grande astronave, il Sole, che viaggia nelle immensità del cosmo alla strabiliante velocità di circa 800.000 chilometri all’ora, o circa 220 chilometri al secondo. Cosa può comportare questa nuova conoscenza ai fini della precessione degli equinozi???

Immaginiamoci di essere sull’autostrada a tre corsie da Roma a Milano su un’autovettura al seguito di un grosso autobus viaggiante nella corsia centrale mentre noi gli facciamo continuamente dei giri intorno spostandoci nella corsia di destra, lo sorpassiamo, ci portiamo nella corsia centrale davanti all’autobus, poi nella corsia di sinistra, ci lasciamo sorpassare dall’autobus, ci portiamo nella corsia centrale dietro l’autobus, ripassiamo nella corsia di destra per sorpassare di nuovo l’autobus, e così via di seguito. Noi siamo La Terra e l’autobus è il Sole.

Mentre filiamo verso Milano vediamo dai finestrini, a destra e a sinistra. scorrere il paesaggio circostante più o meno velocemente a seconda della lontananza. Orte, Orvieto, Arezzo, Incisa, Firenze, Bologna, Piacenza, ed altri punti cospicui, passano ai nostri lati, tranne Milano, la nostra destinazione, fissa davanti a noi. Ogni giro che facciamo intorno all’autobus è come la Terra che compie un giro intorno al Sole in un anno, e dopo ogni tale giro il paesaggio circostante ci appare spostato rispetto a dove era il giro precedente. Così come le stelle appaiono spostate, anche se di poco, perchè lontanissime, 50″, secondi di arco, rispetto a dove erano l’anno precedente, e che fanno 30° in circa 2100 anni. Buona parte di esse ma non tutte.

La stella che non si muove e che è sempre davanti a noi ad ogni giro, è la stella che marca la nostra destinazione, come Milano, ed è Sirio, la stella più lucente, più bella e più attraente dell’Universo. Tutte le sue caratteristiche sono descritte all’articolo n. 21. Sirio da molte migliaia di anni verso la mezzanotte dei giorni che vanno dal sostizio d’inverno del 22 dicembre. a Natale, Capodanno ed Epifania, ed anche prima e dopo, è splendente al centro del cielo per essere ammirata da tutti gli abitanti della Terra e marca la nostra destinazione, la destinazione dell’astronave del Sole con la sua navetta Terra, assieme a tutto il sistema solare. E’ per questo che Sirio è anche la stella di Natale che noi mettiamo sui nostri alberi e presepi a Natale. La stella dei Re Magi.

Sirio marca la nostra destinazione o direzione perchè da migliaia o milioni di anni la Terra impiega 181 giorni e 18 ore dal solstizio d’inverno al solstizio d’estate, ed impiega sempre 183 giorni e 12 ore, quasi 2 giorni in più, dal solstizio d’estate al solstizio d’inverno. Il Sole quindi viaggia verso il solstizio d’inverno perchè la Terra impiega minor tempo quando si muove in direzione opposta al Sole, ed impiega maggior tempo quando si muove nella stessa direzione del Sole. Il Sole e tutto il sistema solare viaggiano quindi nella direzione di Sirio, lungo la periferia della nostra galassia, la via Lattea, alla velocità di 800.000 km/ora.

Dagli antichi geroglifici abbiamo saputo che già dal 3500 A.C., fra le più antiche datazioni storiche, Sirio sorgeva assieme al Sole agli inizi di luglio in concomitanza dell’ondata di piena annuale del Nilo conseguente allo scioglimento delle nevi sull’altopiano etiopico. Ciò significa che per lo meno da quei tempi, oltre 5500 anni addietro, Sirio agli inizi di luglio marcava il mezzogiorno (se sorgeva alle 06.00, alle 12.00 stava in merdiano alla sua massima altezza) e di conseguenza, 6 mesi dopo, il nostro Capodanno, marcava la mezzanotte. Sirio quindi, contrariamente a quello che si crede e si è creduto col famoso ciclo “sotiaco” basato sull’anno siriano di 365,25 giorni, ha sempre marcato per quasi 6000 anni l’anno di 365,2422 giorni del calendario gregoriano.

La poca o nulla oscillazione precessionale di Sirio rispetto ad altre stelle e costellazioni nelle prossimità degli equinozi, a 90° a destra e a sinistra, che si muovono di ben 30° o due ore ogni 2100 anni circa, è spiegata facilmente dal moto della nostra astronave nello spazio, come detto, perchè queste altre stelle scorrono veloci alla nostra destra o sinistra proprio come dai finestrini della nostra autovettura diretta a Milano vediamo scorrere i punti cospicui del paesaggio circostante.

Copernico naturalmente non poteva sapere che il sistema solare è una astronave viaggiante nello spazio ma, se avesse letto un pò di più e se avesse osservato il cielo più a lungo, forse avrebbe capito che la stella di Natale era Sirio, la Spdt egiziana, la stella del Nilo, che da ben 5000 anni, per i suoi tempi, era sempre allo stesso posto e pertanto la sua teoria fiabesca, macchinosa e fantasiosa dell’asse terrestre che fa un giro a trottola in 26000 anni non stava nè in cielo e nè in terra.

Purtroppo però la fiaba di Copernico piacque a Newton che se ne servì per costruirci intorno le sue forze gravitazionali sulla protuberanza equatoriale della Terra. Ma anche Newton non era un assiduo osservatore del cielo e non riuscì ad interpretare la realtà che stava sotto i suoi occhi. Troppa matematica fa male. La matematica da sola non spiega la realtà. La matematica è solo un mezzo di cui la mente si serve per interpretare la realtà circostante. Con la sola matematica si può spiegare tutto ed il contrario di tutto, anche le fiabe come quella della precessione degli equinozi come è oggi spiegata ed interpretata.

Le stelle quindi si spostano apparentemente di 50″, secondi di arco, ai punti equinoziali per effetto del viaggio della Terra assieme a tutto il sistema solare nello spazio verso la direzione di Sirio e non per uno specifico movimento della stessa Terra.

Sirio, nei trascorsi circa 6000 anni, avrebbe dovuto avere nel cielo una variazione di circa 90° di ascensione retta secondo la vigente teoria “scientifica” per la precessione. Essa è invece sempre allo stesso posto, come storicamente documentato, a testimonianza che Copernico e Newton avevano solo preso delle allucinazioni aberranti dandole da bere ad una intera comunità scientifica come vangelo fino ad oggi. Per lo meno che si abbia il coraggio di riconoscere il madornale errore, visto poi che non è dipeso da noi!!

Questa nuova inedita spiegazione per la precessione degli equinozi ci riporta alle parole semplici di Ipparco, conferma quanto da lui detto e combacia alla perfezione con la realtà in modo meraviglioso. Non si può dire la stessa cosa, purtroppo, con la attuale teoria-fiaba dell’asse terrestre che effettua una oscillazione in 26.000 anni perchè non tutte le stelle si muovono secondo i suoi dettami, come abbiamo visto, e non di piccole discutibili quantità ma di enormi inconciliabili distanze, come abbiamo appurato con Sirio. 

La spiegazione prospettata è troppo chiara e troppo facile e troppo semplice e naturale per non essere notata. Essa perciò potrebbe essere stata notata già da lungo tempo e solo per non dare un colpo micidiale alla scienza, preservando i suoi santi in paradiso, che si cerca in tal caso di occultare la verità. Ed anche il fatto che non si senta parlare tanto di sonde o astronavi o luoghi spaziali con i nomi di Copernico o Newton, e si senta invece spesso di programmi o sonde o luoghi spaziali intestati a Galileo, lascia perplessi e dubbiosi e fa sorgere il sospetto che quanto espresso sia già stato riconosciuto, in segreto, nelle “alte sfere”.

Ma i Cittadini della Terra hanno occhi per vedere e orecchie per sentire e sanno discernere, con la Ragione, la realtà che li circonda. I Cittadini della Terra non hanno bisogno e nè amano che il loro pensiero e le loro anime vengano “indirizzate”, o “guidate”, dove vuole il padrone del vapore, magari ignorante. I Cittadini della Terra amano la loro libertà e dignità.

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P.S. del 22.02.2012 – E naturalmente, con questa nuova spiegazione, la Terra non perde, per effetto della oscillazione dei 26.000 anni, nè un anno causato dai 20 minuti annuali e nè un giorno causato dai 3 secondi annuali. La Terra cioè non perde niente, neanche un secondo, cosa che, già di per sè, suonava e suona come una follia.

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Gli abbagli di Copernico e Newton si sono ripercossi sulla forma e sulle dimensioni della Terra, come dimostrato e descritto all’articolo 132.

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Vedi n.65 – “Charlatans and Cranks” – per una riflessione filosofica finale su quest’argomento degli errori della Scienza.

60 – IL RE E LA REGINA DEL COSMO

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Quando, in principio, un vento cosmico divino spinse una nuvola magnetica speciale ad avvolgere la Terra donando all’Uomo un “pensiero razionale”, e la Civiltà fece la sua comparsa dandogli per la prima volta la possibilità di interpretare la realtà intorno a lui a mezzo della Misura, la più alta espressione della Ragione, i due astri più grandi del Cosmo visibile, il Sole e La Luna, furono riconosciuti nel loro valore acquisendo il loro rispettivo titolo e rango di Re e Regina dell’Universo.

Il Sole, di natura maschile, l’elargitore del fuoco e del calore della vita nel suo spazio vitale del sistema solare, e la Luna, di natura femminile, ricettiva, mutevole e bella, il Re e La Regina del Cosmo, erano due amanti naturali per l’Uomo. Essi si amavano da sempre ed il loro amore era per l’eternità. Essi manifestavano davanti ed intorno all’Uomo ed alla sua Terra continuamente la loro potenza, attrazione e distinta specificità.

La Misura, coi suoi tre parametri principali della misura temporale, misura angolare e misura lineare, tutti interconnessi, permetteva di interpretare correttamente le infinite manifestazioni della natura. Esse, queste manifestazioni o realtà, pur distinguendosi, attraverso il numero, le une dalle altre, erano considerate parte di un tutt’uno. A simboleggiare ed a rappresentare questo “tutto è uno”, i fondatori della Civiltà scelsero proprio il Re e la Regina dell’Universo. Il diametro del disco solare è di 0° 30′, allo stesso modo come il diametro del disco lunare che è di 0° 30′. Assieme, quindi, le due “metà”, il Re e la Regina dell’Universo, quando erano tangenti, formavano e formano l’unità di 1° 00′, un grado.

L’amore del Re e della Regina dell’Universo era affascinante e spettacolare. Pur dedicandosi a mansioni e compiti diversi, essi periodicamente si incontravano, manifestando la loro divina attrazione, e si fondevano, stretti in un tutt’uno nella loro ardente passione, durante le eclissi di Sole allorchè tutta l’attenzione della loro energia era rivolta ed era riservata esclusivamente al proprio o alla propria compagna. E’ per questo che durante tali momenti la luce del Sole viene oscurata e la bellezza della Luna svanisce: essi le donano solo al proprio partner.

Lo stesso profondo amore fra il Re e la Regina era manifestato durante le eclissi di Luna allorchè entrambi, lontani ed opposti, sembravano rivolgere l’uno con l’altro struggenti richiami di attrazione nell’attesa di ritrovarsi nuovamente insieme. Questo amore cosmico delineava anche la posizione dell’eclittica sullo sfondo del cielo stellato perchè tutte le eclissi si svolgono solo sul piano dell’eclittica.

Il Sole, il Re dell’Universo, a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre, saliva e scendeva nel cielo, durante l’estate più a picco e durante l’inverno più basso, determinando le stagioni. Questo suo movimento da Nord a Sud e viceversa era, oltre a quello di fornire il calore, il compito o la mansione principale e specifica del Sole, e cioè la determinazione della ampiezza o larghezza della fascia di illuminazione solare sulla superficie terrestre, cioè la determinazione della latitudine. Il Sole quindi, con questa sua caratteristica, delineava e definiva l’asse verticale delle ordinate sul quale si misuravano le latitudini terrestri. Il suo calcolo era estremamente semplice bastando osservare l’altezza del Sole in meridiano o quella della stella Polare, o chi per essa, di notte.

La Luna, la Regina dell’Universo, quando libera dal fare all’amore con il Re, era occupata invece a svolgere un’altra mansione altrettanto importante. Essa scivolava silenziosamente e continuamente lungo l’eclittica distanziandosi dal Sole, stelle e pianeti alla velocità del suo stesso diametro, di 0° 30′, mezzo grado, ogni ora, in allontanamento o avvicinamento. Questa sua caratteristica dava la possibilità di calcolare la propria longitudine. Per esempio se a Roma il 3 agosto (pardon, il 3 di Cleopatra) alle ore 15.00 la distanza fra Sole e Luna è 52° 00′ e noi alla stessa data siamo in altra località dove rileviamo alle ore 10.00 la stessa distanza di 52° 00′ fra Re e Regina, ciò significa che la longitudine della nostra località è 5 ore, cioè 75° 00′, ad ovest di Roma. (Vedi articolo 44 – La determinazione della longitudine con la Luna).

La Luna quindi delineava e definiva l’asse orizzontale delle ascisse sul quale si misuravano le longitudini terrestri. Molte migliaia di anni prima che Cartesio, o chi per esso, “inventasse” il sistema di assi cartesiani, con ascissa e ordinata, questo stesso sistema di assi cartesiani di riferimento, ortogonale, con merdiani e paralleli, ci venne fornito dal Re e dalla Regina del Cosmo per la misurazione della latitudine e della longitudine su tutta la Terra, in modo semplice e preciso, e naturale.

Il Re e la Regina dell’Universo quindi, senza la necessutà di tanti orpelli moderni, fornivano, e forniscono ancora, all’Uomo che sapeva interpretare la realtà circostante con gli occhi della mente, la latitudine e la longitudine della sua posizione geografica, in qualsiasi parte della Terra egli si trovasse. Il Re e la Regina dellìUniverso erano il GPS naturale dei tempi remoti dei fondatori della Civiltà.

E’ esistito il vento cosmico che ha spinto la nuvola magnetica della “razionalità” a dare all’Uomo gli strumenti della Civiltà??? Non lo sappiamo. Possiamo solo dedurlo dallo sviluppo dei fatti storici conosciuti ed inconfutabili. Fra essi si annoverano certamente le vicende narrate del Re e della Regina dell’Universo, anche perchè continuano ancora oggi, nonostante l’Uomo moderno non vi presti più attenzione, preso come è a contare solo in milioni ed in miliardi, o trilioni, della modernità.

Ma se questo vento cosmico fosse veramente esistito ciò vorrebbe dire che un altro vento cosmico potrebbe far scomparire la nuvola di “razionalità” nella quale l’Uomo è immerso??? I sintomi purtroppo ci sono. L’Uomo moderno, ormai abituato a contare a milioni, miliardi, o trilioni, in ogni campo, ha perso la capacità di contare sulle dita delle proprie mani. Ma, cosa ancora più fondamentale, ha perso la cognizione della Misura ove la quantità è una funzione del tempo. Troppi cambiamenti, al di là della capacità di assimilazione dell’Uomo, portano alla distruzione ed alla morte.

Questo e molto altro ci viene manifestato dal Re e dalla Regina del Cosmo e dal loro eterno amore.

FLASH 59 – IL PRIMO DI CLEOPATRA

Posted in ARMONIA, ASTRONOMIA, ATTUALITA', EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, PROPOSTE MILLENARIE, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , on agosto 1, 2011 by beautiful41

Oggi è il primo giorno del mese di CLEOPATRA.

Il mese di Cleopatra, istituito per la prima volta nella storia da questo blog con l’articolo n. 36, vuole essere un riconoscimento per il merito che Cleopatra ebbe nel regalare a Cesare le conoscenze del calendario solare egiziano e che permisero allo stesso Cesare di effettuare la riforma del calendario giuliano.

Cleopatra, attraverso l’astronomo Sosigene, diede a Cesare tutta l’assistenza tecnica e professionale per la realizzazione del calendario che oggi è usato in tutto il mondo.

Il merito di questa donna, però, nel fornire a Cesare una nuova visione astronomica, e del tempo, universale, non è mai stato riconosciuto per oltre 2000 anni, vuoi per motivi di maschilismo e vuoi per motivi di predominio del pensiero giudaico-cristiano.

Sembra pertanto che la denominazione di LUGLIO e CLEOPATRA per questi due mesi in onore di Giulio e Cleopatra, i due fondatori del calendario giuliano, sia un atto di giustizia che aspettava da tempo di essere realizzato. Tale atto segna anche l’inizio di un nuovo cammino storico sul quale l’uomo moderno sta per incamminarsi, all’insegna di una nuova presa di coscienza e nel rispetto e dignità della donna.