70 – LA CRESCITA E L’ARABA FENICE

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Un uomo, con il suo lavoro o attività, produce 100 infissi in un anno, vendendoli tutti. L’anno successivo ne produce 105 e li vende tutti. Non fa debiti ma neanche risparmia, e consuma tutto quello che guadagna. la sua attività si incrementa del 5% ogni anno e così pure il suo standard di vita. L’uomo è onesto e giusto, e rispettoso della sua famiglia, degli amici e della natura. Egli pertanto viene ricambiato con lo stesso rispetto nella comunità in cui vive.

Questa crescita continua va avanti per vari decenni per cui il nostro uomo dimentica che è soggetto alle leggi dell’evoluzione provenienti dal cosmo che in sintesi dicono che ogni periodo di abbondanza viene seguito da un periodo di carestia e che ogni periodo di illuminazione viene seguito da un periodo di oscurità. Questo nostro uomo, senza saperlo nè volerlo, si trova a ripercorrere le stesse esperienze di Giobbe descritte sinteticamente all’articolo n. 65.

Un bel giorno, o un bell’anno, il suo incremento di produttività non viene assorbito più dalle vendite. Per motivi non imputabili a lui le vendite, che avevano raggiunto 150 infissi all’anno, diminuiscono anno dopo anno: 145, 140, 130, 120….70, 50, eccetera. Pur non avendo debiti da pagare, l’uomo è costretto a ridurre lo standard di vita a cui era abituato con tutta la sua famiglia. Ma, con meno di 40 infissi all’anno egli non riesce più a sfamare la sua famiglia e mette in vendita tutti i suoi beni con la speranza di sopravvivere.

Le cose sarebbero andate diversamente se il nostro uomo durante gli anni della crescita avesse messo da parte, cioè risparmiato, un quinto del suo profitto annuo. Ciò gli avrebbe permesso di affrontare la crisi da una diversa condizione e forse sottrarsi al peggio. Ma ciò purtroppo non è stato fatto. Il nostro uomo è già in una condizione più fortunata di assenza di debiti, perchè le Nazioni occidentali e molti suoi componenti e cittadini hanno fatto di peggio immergendosi in un mare di debiti confidando di pagare con la crescita futura. Per cui ora si invoca la crescita.

Dateci la crescita!!! Vogliamo la crescita!!! Ma la crescita purtroppo non verrà per parecchi o molti anni a venire. Le due opposte tendenze, per favorire la crescita, sono aumentare il debito e/o tagliare le spese ma entrambe, come si piò facilmente capire, sono controproducenti poichè nel primo caso vanno a mettere sulle spalle dei nostri figli e nipoti un carico insopportabile, e nel secondo caso impoveriscono ancora di più i cittadini. Stiamo in poche parole assistendo, attoniti, alla concreta ripetizione della stupenda e fantastica storia dell’Araba Fenice.

L’Araba Fenice, o Araba Phoenix, era, ed è ancora perchè ritorna periodicamente, un uccello bellissimo e forte, somigliante vagamente ad un’aquila, dalle piume dorate e scarlatte che, proveniente dall’Arabia, o dall’Oriente, portava fra i suoi artigli un uovo di mirra entro il quale era sepolto il corpo, o le ceneri, di suo padre. Il suo viaggio terminava ad Heliopolis (vicino al Cairo) ove l’Araba Phoenix depositava l’uovo di mirra, il sarcofago con suo padre, nel più importante santuario o tempio del centro universale millenario della conoscenza che ivi si trovava e denominato On dagli antichi egizi.

L’Araba Phoenix, a compimento del suo ciclo vitale, si lasciava morire, sembra col fuoco, nell’involucro o cesto di mirra dove essa era nata e nella quale suo figlio rinascerà o risorgerà dai suoi stessi resti o ceneri. L’Araba Fenice era in pratica un essere immortale che moriva e rinasceva continuamente senza la necessità di un accoppiamento femmina/maschio come si potrebbe essere indotti a credere. L’Araba Phoenix rappresentava la morte e la rinascita, la fine ed un nuovo inizio. Il suo mito fu agli inizi, e per qualche tempo, adottato finanche dai Cristiani per spiegare la morte e la resurrezione di Gesù o del Divino. La sua prima menzione si trova nei “Testi delle Piramidi” che sono i più antichi scritti conosciuti e la sua storia pertanto ha origine nella notte dei tempi.

Perchè stiamo assistendo alla ripetizione di questa storia??? Perchè quando si crede negli asini che volano, che sono venuti ad accumularsi nell’ultimo secolo in tutti i campi, dalla scienza alla religione, all’economia, al vivere sociale ed alla politica, alcuni dei quali descritti e narrati nello scorrere degli articoli di questo blog, come, per esempio, quello che dice che “il lavoro va dove costa meno” mentre i soldi dovrebbero andare dove il lavoro non c’è, quello di un’Europa inconcludente, di una moneta unica mal studiata, di una rapina generalizzata, di istituzioni attrezzate solo per la crescita e nessuna per la decrescita, quando si crede in un uomo senza anima, e molto di più, allora non si è fatto altro che decretare la propria morte o la propria fine, proprio come la morte o la fine dell’Araba Fenice, o Araba Phoenix.

L’uomo del secondo millennio ha terminato il suo ciclo vitale e, per sua volontà ed incapacità, si sta bruciando per essere ridotto in cenere, nelle ceneri dell’Araba Fenice. Forse l’incenerimento è già avvenuto e lui non se ne è neanche accorto dato che la sua struttura mentale gli impedisce di scorgere una nuova strada della verità che sta per nascere o rinascere in una nuova Araba Phoenix, la nuova millenaria Civiltà del Terzo Millennio portatrice di un rinnovamento di idee e credenze che rimodelleranno totalmente e dalle fondamenta l’essenza dell’uomo su valori veri, eterni ed immortali, come parzialmente descritto agli articoli 10 – 35 – 40.

L’Araba Fenice rappresentava quindi un periodico rinnovamento di idee, una rigenerazione al fine di ricordare all’uomo gli insegnamenti immortali impartiti dai Padri Fondatori della Civiltà. La storia o il mito di questo uccello bellissimo, oltre che essere attualissima per quanto sta avvenendo ai nostri giorni, ha altre affascinanti connessioni stellari di cui parleremo in un prossimo articolo.

Nota. La storia dell’Araba Fenice prosegue all’articolo n. 72 – Bennu – L’uccello di Fuoco.

Nota 2. Per la storia di Giobbe vedi art. n. 65 – “Charlatans and Cranks”.

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Una Risposta to “70 – LA CRESCITA E L’ARABA FENICE”

  1. Molto appropriato il mito dell’Araba Fenice che, rappresentando la morte e la rinascita, attraverso un rito che si ripete da sempre e per sempre, scandisce i tempi dell’Evoluzione.
    Ci si può domandare se l’essere umano è arrivato ad avere la consapevolezza del suo destino e dell’ esserne artefice.
    Quante risorse ha trovato e continuerà a trovare nelle ceneri delle sue esperienze!
    L’Evoluzione va avanti comunque, ed esserne consapevoli è appagante. o no?
    Affascinanti le tue riflessioni!
    L

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