Archivio per gennaio, 2012

91 – MARIA DI SINGAPORE

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', EVOLUZIONE, SPIRITUALITA', TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on gennaio 26, 2012 by beautiful41

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Maria di Singapore

Maria era di stirpe nobile. La nobiltà di cui lei era intrisa derivava dalla bellezza della sua anima immortale fatta di valori naturali ed immateriali di Amore Universale della Civiltà. Maria manifestava la sua nobiltà d’animo in modo inconscio. Maria cioè era inconsapevole della bellezza ed attrattività della sua anima che gli occhi della gioventù non aiutavano a scoprire sotto il velo della sua figurina di cinese di Singapore, o della Malesia, tutta incentrata e racchiusa nei suoi occhi attenti, vivi e scintillanti dai quali sprizzava una ricchezza di spirito seducente e trascinante.

Maria era la capitana e Regina del suo “sampang”, una comune imbarcazione orientale, che lei conduceva con fare esperto manovrando un motore fuoribordo dal gambo lungo più del normale. Il suo sampang era attrezzato anche con un corto albero con una vela arrotolata, per eventuali casi di emergenza. Il suo equipaggio era composto di tante ragazze che si guadagnavano da vivere andando a vendere le coca-cola sulle navi mercantili all’ancoraggio nella rada di Singapore.

Singapore è la naturale porta dell’Oriente per tutte le navi da e per l’Occidente. Oltre che per operazioni di carico e scarico effettuate in porto, le navi vi si fermano all’ancoraggio per effettuare riparazioni, rifornimenti di combustibile, cambi dell’equipaggio, imbarco provviste, e simili.

Il mercantile, diretto in Oriente, era in oceano Indiano quando subì un’avaria grave al motore principale, per cui fu costretto a proseguire il viaggio a bassissima velocità fino a Singapore dove, all’ancoraggio, si iniziarono le riparazioni radicali, che durarono molti giorni, per la messa in efficienza dell’apparato di propulsione. Fu così che un giorno il sampang di Maria si affiancò sottobordo e tutto il suo equipaggio venne a far visita a quello del mercantile provocando una eccitazione ed una felicità per l’incontro con le Dee dell’Amore.

Maria era una osservatrice e rimase in disparte per molto tempo lasciando che la sua anima si avvicinasse e fosse catturata, o catturasse, quella del “chief mate” sempre indaffarato nel verificare e seguire le varie necessità della nave, finchè un giorno, non si sa bene come, i loro cuori si schiusero alla luce della loro naturale affinità e si lasciarono attrarre nella dimensione dell’amore senza fine. Maria, seguendo la natura della sua anima femminile, faceva di tutto per circondare il suo “chief” di tutte le premure che una donna innammorata può usare, e rimase sulla nave per tutta la sosta all’ancoraggio.

Non era una faccenda solo di cuore ma, forse perchè lo era già in partenza e finanche prima che si conoscessero, era una faccenda di anima. L’anima immortale ed infinita che decide i destini dei cuori e dell’evoluzione. La foschia della calura orientale che aleggiava sulla rada di Singapore si riempì così di queste forze cosmiche soprannaturali plasmando e scolpendo i sentimenti terreni di questo incontro quali valori immortali dell’amore dell’anima per l’eternità.

Naturalmente un bel giorno l’apparato di propulsione fu ripristinato ed il mercantile si apprestò a riprendere il suo viaggio. All’alba, mentre si virava a salpare l’ancora, il sampang di Maria al completo del suo equipaggio si staccò dalla nave e gradualmente scomparve nella nebbia soffice e sottile mattutina. Il mercantile era pieno di manufatti europei che dovevano essere scaricati in vari porti dell’Oriente, da Bangkok, a Hong Kong, a Manila e altri, ma ritornò varie volte a Singapore che era anche fulcro di trasporti inter-orientali.

Ma i successivi approdi a Singapore furono sempre ormeggi alla banchina del porto, pullulante di operatori, dove Maria non poteva o non osava accedervi tranne che per pochi minuti con il suo sampang accostato alla fiancata esterna della nave. Maria scrutava l’orizzonte continuamente cercando di scorgere la nave della sua anima gemella fra le centinaia che transitavano ed ogni volta che essa arrivava lei portava in segno del suo amore un piatto, opportunamente coperto, contenente riso e pollo cucinato da lei per il suo “chief mate”.

Il mercantile, dopo essersi riempito di tronchi di legno pregiato delle Filippine e del Borneo, di tabacco da Manila, di balle di caucciù della Malesia, intraprese il suo viaggio all’incontrario con materie prime verso l’Occidente, portando con sè il ricordo, l’anima, lo spirito e l’amore di Maria. Il suo amore però rimase per l’eternità ed il suo nome di Maria riverberò per tutti i mari e tutti gli oceani del mondo quando, incrociando altre navi della stessa società provenienti da Singapore, le comunicazioni a lampi di luce col sistema Morse trasmettevano sempre “M-A-R-I-A …T-I …S-A-L-U-T-A” ….. “M-A-R-I-A …T-I …A-S-P-E-T-T-A” ….. “M-A-R-I-A…” ……

L’amore di Maria era troppo forte ed andava ben oltre i sensi ed i sentimenti perchè era un amore dell’anima. L’amore e l’anima di Maria così, dopo aver aleggiato su tutta la Terra, trasmigrò nel divenire cosmico evolutivo per diventare compagna di viaggio del suo unico grande amore ed essere insieme a lui per l’eternità.

Da allora le parti si sono invertite. I poveri sono diventati ricchi ed i ricchi sono diventati poveri. I prodotti manufatti viaggiano da oriente verso occidente mentre da occidente verso oriente i containers sono per lo più vuoti. Singapore è talmente ricca che presta soldi agli Stati Uniti d’America. Nella rada di Singapore vi sono fino a mille navi all’ancoraggio ma non vi sono più i sampang di Maria che vanno a vendere le coca cola con il suo equipaggio dell’amore.

Ma, nelle notti terse e chiare, dal cielo stellato spesso si nota una stella che s’illumina a fasi alterne, come voler inviare dei segnali a lampi di luce col codice Morse. E’ Maria, che invia i suoi messaggi immortali d’amore e di felicità a tutti i componenti dell’Universo.

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90 – SAMIR

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on gennaio 22, 2012 by beautiful41

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Samir

Samir era uno di quegli uomini che si esprimono con l’anima. I vestiti che gli uomini normalmente indossano e coi quali essi vengono riconosciuti e catalogati, di nazionalità, provenienza, cultura, religione e stato sociale, per gli uomini che si esprimono con l’anima perdono il loro significato e consistenza perchè annullati dalla luce dei valori eterni ed universali dell’anima che li pervade. Samir era un dirigente tuttofare del porto di Smirne, o Izmir, e organizava il lavoro e seguiva i rapporti con le autorità per tutte le navi straniere che vi scalavano.

Si abbracciarono e salutarono come sempre e, dal fondo del corridoio. Samir si voltò e disse “Arrivederci comandante!”.

La nave si apprestò alla partenza e verso la mezzanote lasciò la banchina dirigendo verso l’uscita dalla splendida baia di Smirne, tutta scintillante di luci della grande città. Dopo esser passata vicinissima a punta Yenikale, porta obbligata della baia, la nave aumentò la velocità procedendo verso il mare aperto dell’Egeo, dando pertanto il “finito attenzione in macchina”.

Il giovane clandestino fu scoperto dagli ufficiali di macchina mentre rientravano nei propri alloggi e il capitano ne fu immediatamente informato.

Era un giovane della Turchia orientale intrufolatosi a bordo durante le operazioni a Smirne. La nave era ancora in acque territoriali turche per cui il capitano telefonò a Samir informandolo che era sua intenzione ritornare a Smirne per restituire il clandestino. Alle tre di notte Samir stava dormendo e rispose con la voce tipica di chi è stato appena svegliato.

Samir aveva subito in precedenza un intervento al cuore e quindi doveva cercare di condurre uno stile di vita moderato e senza eccessi. Questa sveglia in piena notte andava contro questa regola. La nave era già stata ufficialmente “spedita”, come si dice in gergo, e Samir avrebbe potuto benissimo dire al capitano di fare quello che più riteneva opportuno ritornando a Smirne chiedendo, via canali ufficiali, una nuova autorizzazione all’entrata in porto per un nuovo rilascio di “libera pratica” e quindi chiedere di restituire il clandestino. Ma in tal caso la nave avrebbe perso una buona giornata.

Ma Samir era un uomo dell’anima, sempre sorridente e ben disposto verso il proprio simile, chiunque fosse. Ed il capitano suo amico stava in difficoltà con il clandestino. Per questo tipo di uomini dell’anima valgono solo le regole di umanità immortali della Civiltà, quali solidarietà, rispetto, condivisione, armonia, amore, mentre le regole burocratiche amorfe di leggi, regolamenti, istituzioni, “implementazioni”, “conformità” o “non conformità”, eccetera, vengono infinitamente dopo, avendo solo valore indicativo generale. Samir chiese al capitano di ricontattarlo dopo alcuni minuti allorchè, dopo aver tirato dal letto a sua volta tutte le autorità interessate, comunicò alla nave di essere pronto per l’operazione.

La nave accostò e ritornò indietro a Smirne ove Samir era in attesa con tutte le autorità su un motoscafo che andò incontro alla nave al centro della baia ove il clandestino fu riconsegnato al suo Paese. Fu così che, verso le 06.00, l’operazione si concluse e la nave potè ripartire per la sua destinazione avendo perso solo circa 6 ore.

In un successivo ritorno a Smirne il capitano seppe che il clandestino aveva poi trovato lavoro come lavapiatti in uno dei tanti ristoranti della città e pensò che, forse, anche in quel caso c’era stato lo zampino di Samir.

Questa operazione di riconsegna di clandestini si era verificata in altri Paesi con modalità e circostanze diverse ma mai con lo spirito dei valori umani di Samir.

Samir era molto contento che la Turchia stesse per essere accettata e stesse per entrare nel consesso dell’Europa Unita. Ma le cose purtroppo hanno preso un’altra piega. Peccato. Samir avrebbe arricchito sicuramente il consesso europeo governato da balordi che, oltre alle “implementazioni”, “conformità” o “non conformità”, sanno ben poco dei valori umani della Civiltà.

89 – LA RICERCA DEL SOLE

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La ricerca del Sole

L’uomo ha sempre cercato il Sole. La ricerca del Sole, della sua luce e del suo calore, è stata una ricerca continua e millenaria dettata dalla natura originaria e cosmica dell’uomo di essere un elemento del creato o del divenire evolutivo, un granello di polvere di stelle fra tante nell’Universo. Questa ricerca è conseguita per soddisfare molteplici necessità fondamentali dell’uomo, sul piano fisico e su quello dell’anima.

Avere luce e calore sul proprio corpo per vivere adeguatamente riscaldato in modo possibilmente naturale è una ricerca che non si è mai completata. Dai più antichi tempi tanti popoli provenienti dalle fredde e nebbiose terre del nord hanno sempre cercato di trasferirsi verso territori più soleggiati e più adatti ad una esistenza confortevole. Questi trasferimenti erano sempre da nord verso sud o da zone fredde verso zone più calde. Era per soddisfare questa necessità che i “barbari” si scontravano contro le legioni dell’antica Roma.

Oggi si continua a fare la stessa cosa in maniera più pacifica. Il primo desiderio dei benestanti nordici che se lo possono permettere è quello di comprarsi una “seconda casa” al sole, isole Canarie, Cipro e Costa del Sol in Spagna sono i posti più ambiti, dove trascorrere le vacanze ed il pensionamento. Il caldo del Sole in un buon ambiente è un’attrattiva perenne ed irresistibile.

Ma il più importante e fondamentale Sole è il Sole dell’anima. Il Sole della Luce ed il Sole dell’Amore. Anche questa ricerca è millenaria e non avrà mai fine. In questa ricerca del Sole dell’anima sembra che l’uomo, pur essendo il padrone di sè stesso e del suo destino, non vi abbia una parte di esclusiva importanza. Il Sole dell’anima, come per il Sole fisico, spesso viene oscurato all’uomo per cause evolutive non imputabili a lui direttamente.

Il Sole dell’anima è una primaria necessità dell’uomo, come l’aria o l’acqua, e senza di esso si muore. Questo Sole dell’anima illumina il cuore, la mente e lo spirito ed ha una potenza infinita a cui niente e nessuno si può contrapporre. Questa forza meravigliosa spesso arriva improvvisa ed inaspettata e dona l’amore del cuore che, come un potente faro splendente nella notte, irradia i suoi fasci luminosi, oltre che alle anime interessate, nei cuori e nelle anime delle creature circostanti. Il Sole dell’anima riverbera nella mente alimentando al massimo le sue potenzialità creative e permettendo allo spirito le giuste intuizioni per un progredire pacifico nel suo Universo secondo le leggi immortali della Civiltà.

Il Sole dell’anima spesso viene oscurato dalle nuvole dell’oblio e dei processi evolutivi e, pur rimanendo saltuariamente presente a livello del cuore, esso può rimanere oscurato alle menti ed agli spiriti per periodi che possono variare dai decenni ai millenni. Durante tali periodi di oscurità, per facilitare il difficile cammino dell’uomo, furono stabilite le regole immortali della Civiltà trascritte nella “Confessione Negativa” che danno risalto al Rispetto verso ogni forma del creato, alla non violenza verso chiunque e qualsiasi cosa, alla sobrietà, all’onestà ed alla giustizia. Esse, queste regole immortali di rispetto e di non violenza, sono gli unici punti di riferimento sicuri per non perdere la fiducia incrollabile che il Sole un giorno ritornerà a splendere più che mai.

Nonostante ciò, però, a volte il cielo rimane coperto per lungo tempo da nuvole dense e nere che, rendendo il giorno quasi come la notte, gettano nell’oblio anche queste semplici regole che sono nascoste nell’anima dell’uomo. In tal caso, senza più riferimenti immortali, l’uomo barcolla paurosamente e, senza più luce nella mente e nello spirito, egli sperimenta la notte della ragione. Nella notte della ragione regnano valori opposti a quelli della Civiltà. Nella notte della ragione regnano, l’avidità, il denaro, le guerre, le contrapposizioni, gli eccessi sfrenati, le differenze abissali, lo sfruttamento delle competizioni e libertà senza regole, la violenza e l’odio. Nella notte della ragione regna la Barbarie.

L’evoluzione, però, fortunatamente, non è sempre a nostro danno. Essa, essendo ciclica di natura, muta continuamente e proprio quando la notte o le nuvole sono più buie ci dà la percezione, attraverso tanti multiformi segnali, che non tutto è perduto e che il Sole dell’anima e della Ragione presto ritornerà a splendere riempiendo l’Universo intero con la sua Luce di verità. E’ importante quindi, anche quando il Sole non si vede, dando l’impressione che sia morto, che l’uomo possa confidare nel suo ritorno e, possibilmente, seguire la sua direzione attraverso l’oscurità.

Tempo fa è stata recuperata, da una antica nave affondata nelle acque costiere dell’Islanda, uno strano aggeggio di cristallo. E’ stato poi appurato che trattasi di un pezzo di quello che si chiama “Spato di Islanda”. E’ un cristallo di calcite a forma romboidale che ha la proprietà di rifrangere la luce normale non polarizzata in due fasci di luce “polarizzata” ciò che in pratica permette in un giorno di cielo coperto di trovare la direzione del Sole che non si vede. E si è pensato, a ragione, che tale cristallo possa essere stata la “pietra del Sole”, menzionata nelle leggende dei vichinghu, usata dagli stessi vichinghi durante le loro navigazioni con cielo coperto, per orientarsi e quindi non perdersi.

I Vichinghi quindi usavano forse lo Spato di Islanda per rilevare la presenza del Sole oltre le nuvole e per la loro salvezza fisica. Esiste uno strumento per rilevare la presenza del Sole dell’Anima???, il più importante Sole dell’Uomo, che, come per quello fisico, gli possa fornire il giusto orientamento quando l’oscurità delle false dottrine, le false certezze, le false “modernità”, le false ideologie, l’irragionevolezza, gli squilibri, la violenza, l’avidità, la rapina, le differenze abissali, le guerre e i genocidi lo dirigono verso il disastro sugli scogli mortali della Barbarie, come ai nostri giorni????

Possiamo tranquillamente dire che esiste un tale strumento per rilevare il Sole dell’Anima e non perdersi. Esso è antichissimo, talmente antico da essere stato dimenticato dagli stessi antichi. Questo strumento è la citata “Confessione Negativa“, redatta nella notte dei tempi, millenni prima che nascessero le attuali “religioni”, dai Padri della Civiltà per essere immortale e adatta a chiunque, ateo o credente, affinchè l’Uomo, qualsiasi Uomo, si orientasse nei periodi bui, nel divenire evolutivo, consentendogli un progresso armonioso, pacifico e rispettoso, risparmiandogli così l’estinzione per sua scelta ed incapacità.

Benvenuti nella casa e nella Civiltà del Sole dell’Anima!!!.

88 – EQUITALIA E MERKEL, LE DUE BEFANE

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on gennaio 7, 2012 by beautiful41

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Equitalia e Merkel, le due Befane

Gli attori in campo di questa sceneggiata sono diversi, le loro esigenze sono divergenti e le forze dinamiche che ne risultano non sono facili da governare e dominare anche perchè c’è un vizio di fondo comune a tutti gli attori in campo ed è quello del rifiuto a riconoscere la realtà, forse per mancanza di riflessione o per visioni “politicamente corrette”, ma distorte, degli avvenimenti contemporanei.

Gli attori in campo sono 1) l’Amministrazione dello Stato Italiano qui rappresentato da Equitalia, 2) Angela Merkel cancelliere della Germania in rappresentanza dell’Euro e dell’Europa, 3) Giuliano Ferrara che ci diletta tutte le sere in TV con le sue ramanzine e predichette, e 4) i giornalisti editorialisti del Corriere della Sera e del New York Times che rammentano continuamente ai Cittadini della Terra lo svolgersi degli avvenimenti e cosa bisognerebbe fare per il futuro.

Equitalia, degna rappresentante di uno Stato Italiano ancora fedele all’impostazione coercitiva e ricattatoria del Regno d’Italia al momento e dopo l’Unificazione quando con le alte tassazioni riuscì a produrre la più alta ondata emigratoria della storia e la formazione del “brigantaggio” poi tramutatosi in mafie e camorre, continua imperterrita con l’uso di spietate vessazioni avulse dalle regole di civiltà immortali basate sul rispetto e sul non far violenza a qualsiasi elemento del creato, incluso donne, uomini e cittadini.

Questa visione, vecchia di 150 anni, dell’Amministrazione dello Stato Italiano, di una Nazione che impone la riscossione dei tributi dai sudditi con minacce di pignoramenti, ipoteche, espropri, multe e trattamenti indegni di un Paese civile rende l’Italia ancora più lontana da uno spirito ed una prassi seguiti da altri Paesi europei o occidentali in molti dei quali il pagamento dei tributi è spontaneo ed un atto volontario dei cittadini. Questa mentalità impositrice allontana i cittadini dal loro Stato anzichè avvicinarli ed è anche la fonte di privilegi sganciati dalla realtà sociale. Insomma il Bel Paese invece di essere un bellissimo animale da curare è solo una vacca da mungere.

Angela Merkel è ormai, rispetto all’Italia, il cancelliere di un altro pianeta. Agli occhi di chi ha passato una vita quale viaggiatore di professione è chiaro che l’Italia, rispetto agli altri Paesi fondatori dell’Europa comunitaria, è rimasta ferma al 1970, anno più anno meno. Da quell’epoca, gli altri hanno proseguito avanti e noi siamo rimasti pressocchè fermi. Fa male al cuore a dirlo, per chi ama il proprio Paese. ma ormai non riconoscerlo sarebbe disonesto. E 40 o 50 anni di paralisi non si ricuperano con delle “riforme” avviate o da avviare, e con maggiori tassazioni e liberalizzazioni affrettate. Molto di questa paralisi è dovuta all’anomalia italiana del sindacato che fa politica con manifestazioni continue invece dell’interesse del lavoratore e la Merkel, anche se non lo dice, pensa piuttosto a sganciarsi anzichè agganciarsi all’Italia.

La nota lettera fatta dall’Europa di Bruxelles al governo italiano sollecitando la modernizzazione generale del Paese per evitare il crollo dell’Euro aveva gli scopi di procrastinare nel tempo quanto più possibile la tenuta dell’Euro fra Nazioni che ormai non potranno crescere con gli stessi ritmi, mettersi la coscienza a posto per aver comunicato il pericolo che corre la moneta unica, ed avere più tempo per prepararsi all’inevitabile triste conclusione finale. Il fatto che la Germania rifiuti di sottoscrivere i bond europei e che di unificazione politica, la sola cosa che potrebbe arrestare il corso degli eventi, non si parli più, la dice lunga di ciò che bolle in pentola.

Giuliano Ferrara, da buon liberista, sembra non accorgersi dei danni causati da una finanza libera e spregiudicata e da un libero mercato globale sfruttatore, dalle delocalizzazioni facili che tolgono il lavoro perchè lo portano “dove costa meno” ed auspica più libertà, più liberalizzazioni, più mobilità generale per far tornare la crescita come e più di prima. E naturalmente con queste idee superliberiste la parola “protezionismo” è un tabù da non pronunciare. E regole sui prezzi neanche a parlarne.

Gli editorialisti del New York Times e del Corriere della Sera, pur essendo in favore del libero mercato come Giuliano Ferrara, e pur non nominando la parola peccaminosa “protezionismo”, sono però dei cosiddetti “keynesiani”, seguaci cioè dell’idea che in un libero mercato i governi delle Nazioni dovrebbero pilotare le economie aumentando le tasse nei periodi di “boom” e spendendo soldi o diminuire le tasse nei periodi di magra per sostenere il lavoro in generale con tutti i suoi vantaggi. Ed il nostro governo, pur essendo per struttura mentale un “keynesiano”, ha fatto esattamente l’opposto delle prescrizioni di Keynes aumentando le tasse nei periodi di crisi deprimendo ancora di più il mercato.

I “keynesiani” non considerano però che le teorie di Keynes furono pensate, e sono senz’altro valide, per ciascuna singola Nazione con un unico sistema monetario, amministrativo ed economico, e sono del tutto inutili per Nazioni immerse in un mercato globale dove l’americano va a produrre i suoi pannelli solari in Cina, l’italiano va a produrre le sue scarpe in Vietnam e i reggiseni in Malesia, e così via di seguito per milioni di altri casi, mentre essi mantengono il silenzio sulle nuove talpe sotterranee che lavorano 7 giorni su 7, in completa schiavitù, a danno dei lavoratori “normali” rimasti.

Di tutti questi attori pertanto l’unico che sembra stare coi piedi per terra è la cancelliera Merkel mentre gli altri menzionati attori sembrano cullarsi in illusioni elucubrative irreali. Verrà il momento però che gli italiani, ed altri cittadini di altre nazioni, costretti a mantenersi sulle proprie gambe, si dovranno proteggere per non morire e lo potranno fare solo cercando di proteggersi col protezionismo che, come stanno le cose, sembra ineluttabile quando si sarà costretti a tirar fuori la testa dalla sabbia per guardare in faccia la spiacevole realtà.

In conclusione, se i liberisti come Giuliano Ferrara sono convinti che il libero mercato globale sia una conquista benefattrice, che il sistema finanziario attuale risponde alle esigenze di civiltà dei cittadini, che le differenze abissali siano una normalità, che bisogna liberalizzare per correre ancora più di prima, che si possa competere partendo da basi diverse, che i paradisi fiscali siano intoccabili, e se i “keynesiani” pensano in un modo ed agiscono in un altro applicando al contrario le regole di Keynes, allora, cari amici, siamo proprio rovinati e siamo finiti fra l’incudine ed il martello, l’incudine delle leggi della giungla di Giuliano Ferrara ed il martello del governo pronto a rompere le gambe a chiunque cerchi di alzarsi.

E l’Armonia, la Misura e le regole immortali della Civiltà che fine hanno fatto???? Non si sa, nè cosa siano e nè cosa significhino….

Ma la ricerca della Luce continua.