90 – SAMIR

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Samir

Samir era uno di quegli uomini che si esprimono con l’anima. I vestiti che gli uomini normalmente indossano e coi quali essi vengono riconosciuti e catalogati, di nazionalità, provenienza, cultura, religione e stato sociale, per gli uomini che si esprimono con l’anima perdono il loro significato e consistenza perchè annullati dalla luce dei valori eterni ed universali dell’anima che li pervade. Samir era un dirigente tuttofare del porto di Smirne, o Izmir, e organizava il lavoro e seguiva i rapporti con le autorità per tutte le navi straniere che vi scalavano.

Si abbracciarono e salutarono come sempre e, dal fondo del corridoio. Samir si voltò e disse “Arrivederci comandante!”.

La nave si apprestò alla partenza e verso la mezzanote lasciò la banchina dirigendo verso l’uscita dalla splendida baia di Smirne, tutta scintillante di luci della grande città. Dopo esser passata vicinissima a punta Yenikale, porta obbligata della baia, la nave aumentò la velocità procedendo verso il mare aperto dell’Egeo, dando pertanto il “finito attenzione in macchina”.

Il giovane clandestino fu scoperto dagli ufficiali di macchina mentre rientravano nei propri alloggi e il capitano ne fu immediatamente informato.

Era un giovane della Turchia orientale intrufolatosi a bordo durante le operazioni a Smirne. La nave era ancora in acque territoriali turche per cui il capitano telefonò a Samir informandolo che era sua intenzione ritornare a Smirne per restituire il clandestino. Alle tre di notte Samir stava dormendo e rispose con la voce tipica di chi è stato appena svegliato.

Samir aveva subito in precedenza un intervento al cuore e quindi doveva cercare di condurre uno stile di vita moderato e senza eccessi. Questa sveglia in piena notte andava contro questa regola. La nave era già stata ufficialmente “spedita”, come si dice in gergo, e Samir avrebbe potuto benissimo dire al capitano di fare quello che più riteneva opportuno ritornando a Smirne chiedendo, via canali ufficiali, una nuova autorizzazione all’entrata in porto per un nuovo rilascio di “libera pratica” e quindi chiedere di restituire il clandestino. Ma in tal caso la nave avrebbe perso una buona giornata.

Ma Samir era un uomo dell’anima, sempre sorridente e ben disposto verso il proprio simile, chiunque fosse. Ed il capitano suo amico stava in difficoltà con il clandestino. Per questo tipo di uomini dell’anima valgono solo le regole di umanità immortali della Civiltà, quali solidarietà, rispetto, condivisione, armonia, amore, mentre le regole burocratiche amorfe di leggi, regolamenti, istituzioni, “implementazioni”, “conformità” o “non conformità”, eccetera, vengono infinitamente dopo, avendo solo valore indicativo generale. Samir chiese al capitano di ricontattarlo dopo alcuni minuti allorchè, dopo aver tirato dal letto a sua volta tutte le autorità interessate, comunicò alla nave di essere pronto per l’operazione.

La nave accostò e ritornò indietro a Smirne ove Samir era in attesa con tutte le autorità su un motoscafo che andò incontro alla nave al centro della baia ove il clandestino fu riconsegnato al suo Paese. Fu così che, verso le 06.00, l’operazione si concluse e la nave potè ripartire per la sua destinazione avendo perso solo circa 6 ore.

In un successivo ritorno a Smirne il capitano seppe che il clandestino aveva poi trovato lavoro come lavapiatti in uno dei tanti ristoranti della città e pensò che, forse, anche in quel caso c’era stato lo zampino di Samir.

Questa operazione di riconsegna di clandestini si era verificata in altri Paesi con modalità e circostanze diverse ma mai con lo spirito dei valori umani di Samir.

Samir era molto contento che la Turchia stesse per essere accettata e stesse per entrare nel consesso dell’Europa Unita. Ma le cose purtroppo hanno preso un’altra piega. Peccato. Samir avrebbe arricchito sicuramente il consesso europeo governato da balordi che, oltre alle “implementazioni”, “conformità” o “non conformità”, sanno ben poco dei valori umani della Civiltà.

2 Risposte to “90 – SAMIR”

  1. L’Anima Mundi non sceglie un solo essere per esprimersi, é immanente in tutto ciò che è manifesto. E in ogni essere ci sono i valori e le regole immortali del Cosmo. Come sopra così sotto.
    A volte l’Anima supera la limitazione della mente umana razionale e ispira i comportamenti l’Uomo. E quando un Anima Illuminata incontra e riconosce quell’ Uomo come compagno di viaggio, allora lo deve additare perchè sia una luce di riferimento per le anime ancora in cerca della luce.
    Così i Valori si riappropriano del loro insegnamento, con l’esempio!
    Una favola verità fa più delle parole.
    Come sempre fai centro!
    Love
    L

  2. Bello questo racconto, bello il personaggio..
    Quante volte ci e complichiamo ad altri, l’esistenza, intrappolati in false e disumane regole e protocolli che non hanno nulla di naturale ma rispondono solo a logiche convenzionali e ad aride norme!
    Per fortuna esistono uomini come Samir che con semplicità di cuore,e con grande senso di umanità ci riappacificano con la vita.
    L’abbraccio di sempre.

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