Archivio per ottobre, 2012

112 – LETTERE DAL FRONTE – FINE

Posted in STORIA with tags , , , , , , , , , , , on ottobre 23, 2012 by beautiful41

Lettere dal Fronte

STORIA – Lettere di un giovane soldato volontario, classe 1916, scritte dai fronti coloniali e di guerra italiani, di Libia, Spagna, Grecia, Creta, di prigionia, a partire dalla sua prima missione nel 1934, ed inviate alla sorella più piccola.

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31 agosto 1942 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

devi anzitutto scusarmi se ritardo nello scriverti. Purtroppo, credimi, il lavoro ed il tempo non mi hanno lasciato un solo minuto di libertà per poterti indirizzare neppure un breve scritto. La settimana scorsa ho ricevuto unitamente alla posta di papà, anche una lettera tua la quale sfortunatamente portava un ritardo di ben 25 giorni.

Papà mi ha tanto scritto di te. Anch’egli sente di volerti tanto bene. E’ più che mai desolato per essere costretto a vivere lontano da te e avere occasione di vederti raramente. Evidentemente anche tu sei partecipe di questa tristezza tanto che papà non ti ha trovata così rubiconda come una volta, segno evidente che tu soffri mentre devi tenerti più allegra e spensierata avendo soprattutto fede in Dio.

Per il momento non posso ancora consolarti con l’affermarti categoricamente circa la mia fantastica licenza. Credimi pure che la desidero più che mai, tanto che a volte mi sento fuori di me, incredulo di incontrare nuove gioie in quei pochi giorni. Quando penso alle difficoltà che incontro divento talmente nervoso che non so neppure io cosa fare e quando il lavoro mi è meno gravoso, cerco di sognare tante cose belle, purtroppo mi vedo intorno le stesse identiche cose.

Allora rimango apatico e da incredulo vado in cerca di mia nuova fede. Ti giuro e confesso che il mio stato d’animo non è stato mai così turbolento come ora; sto attraversando una crisi spirituale che invade anche il mio fisico. Vorrei scriverti più a lungo in merito, ma non posso per il nervoso che mi invade, supplicandoti di perdonarmi e soprattutto di rendermi più calmo, mediante i tuoi scritti, che spero siano più solleciti ed affettuosi come è mio più invadente desiderio. ………………….

La mia foto preferisco dartela quando personalmente potrò rivederti in licenza, nella quale, come avevo già pronosticato,  sempre se i tuoi familiari lo concederanno, faremo una bella gita in un paese dell’alta Italia, per celebrare più intimamente i dolori e gioie del focolare domestico. Ti rendo noto, quanto papà ti ha già comunicato nella sua venuta, circa la mia sistemazione per l’avvenire. Infatti, amo una ragazza dal nome Anna, che è tanto povera, ma in cambio tanto brava, la quale spero di portare all’altare non appena finita la guerra. In essa è confidata tutta la mia gioia futura. La sua povertà non mi abbatte bensì mi rende più intraprendente e fiducioso nell’avvenire. Essa mi ha pregato di inviarti tanti9 baci, pregandoti di accoglierla come una sorella. Papà è consente in tutto.

Chiudo invitandoti ad una migliore tranquillità e spensieratezza, inviandoti bacioni da me, Anna e papà, a te unita a ….. e bimbi tutti, pregandoti di scrivermi più sovente, sempre

tuo affezionatissimo fratello Giacinto

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14 novembre 1942 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

finalmente posso ringraziare Iddio per avermi concesso di ricevere tue nuove. All’uopo ti sovvengo, sempre pregandoti, che è mio più impellente desiderio quello di ricevere almeno quindicinalmente un tuo rigo di posta. Mi accontenterai in questa mia supplica per l’avvenire?? ….. Voglio sperare di sì formalmente, tanto da non ricadere più sull’argomento.

Ho molto gradito la tua curiosità puramente femminile, in riguardo alle caratteristiche fisiche della mia cara promessa Anna…… che qui appresso minutamente ti descrivo senza tralasciare nessun particolare che possa sebbene in minima parte darti la parvenza delle sue sembianze:

la sua bellezza  di una semplicità e caratteristica tutta naturale, mi hanno attratto soprattutto. Il color rosa naturale del suo viso di fresca fanciulla, come pure i suoi lineamenti semplici hanno un certochè di fine nobiltà nonostante il suo stato di povertà, ostentando una rara e fine gentilezza e nobiltà d’animo. Attraverso il breve periodo di tempo che ho avuto a mia disposizione, ho potuto altresì apprezzare le sue ottime doti di donna di casa, il suo facile carattere sottomissivo e paziente specialmente nei lavori domestici. 

E’ abile al taglio di vestitini personali per piccoli, ed anche per confezionare corredo da uomo. Infatti fino ad oggi mi sono fornito da lei nei multipli bisogni nonostante le attuali difficoltà in cui tutto si rende difficile e pressochè impossibile. Il colore dei suoi capelli di un castano chiaro, mentre gli occhi di azzurro dolce trasfondono dolcezza e genuina sincerità, mentre la sua età pressoché diciassettenne accenna ad un più che florido e sano prematuro sviluppo.

Le sue virtù morali non sono meno palesi e meno degne della sua bontà; tra breve diventerà cattolica e fervente come te, e per tale scopo ti chiedo di inviarmi al più presto in busta raccomandata, un piccolo sunto di preghiere, perché sin da ora faccia le sue doverose orazioni. La sua famiglia è composta del padre, della madre e di una sorellina di età minore. La sua statura è di poco inferiore alla mia e nel complesso non c’è niente da dire nonostante la sua  pura semplicità e sobrietà nel vestire.

Si è prodigata con massimo interessamento per la confezione del pacco di sapone che tra non molto spero ti giunga accetto e sommamente gradito. Rileverai in esso tutta la massima volontà per tale preparazione che ha richiesto non facili sforzi. Ti ho così sommariamente abbozzato, senza esagerazione, il complesso biografico di colei che con l’aiuto di Dio sarà la futura compagna prescelta della mia vita.

In tal modo potrai immaginarla nella speranza di al più presto personalmente conoscerla, adottandola come vera e propria sorella minore quale essa da tempo è stata ambiziosa ritenersi. I tuoi dubbi in merito hanno il diritto di essere, ma ti assicuro che cesseranno allorquando saremo vicini. Essa mi ha espresso il desiderio di scriverti e quindi le ho inviato il tuo indirizzo, mentre ritengo opportuno che tu anche debba scriverle un rigo tramite mio, anche per incoraggiarla un po’.

Voglio che mi accontenterai il più presto possibile. Concorde per le numerevoli difficoltà che apporta la lontananza, voglio anche però palesarti che il dopoguerra vittorioso,  non è improbabile la mia sistemazione in queste terre occupate, che a mio giudizio avranno un notevole incremento e quindi atto a garantire una più che discreta sistemazione per chi certamente vorrà stabilirvisi.

I bimbi come stanno?? Spero ottimamente bene uniti a voi tutti di famiglia. Non preoccuparti se dovessero ritardare mie notizie in avvenire, poiché sono più occupato del solito. Chiudo inviandoti deferenti saluti dai familiari di Anna, che a me unita ricambia bacioni a te, bimbi e papà,

tuo affezionatissimo fratello Giacinto

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11 febbraio 1943 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

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Ti confesso sin da ora che se questo mio sogno non si avverasse, non ti parlerò mai più di matrimonio con nessuno e la mia vita la trascorrerò da vero libertino. Forse è prematuro parlare di ciò, ma ritengo altresì opportuno prepararmi sin da ora e seriamente ad affrontare anche col sacrificio ai futuri doveri che l’esistenza impone. Devi ammettere che anche papà ha tanto bisogno di questo conforto di vedermi finalmente definitivamente sistemato. ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

Tuo affezionatissimo fratello Giacinto

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31 agosto 1943 – (ndr: Ultima lettera dal fronte greco)

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6 aprile 1945 – campo di prigionieri di guerra – germania – lagerbezeichnung

Cartolina

Carissima sorella,

dopo penoso letargico silenzio, eccomi nuovamente miracolosamente vivo. Mi trovo prigioniero. Sto bene e voi tutti vivi???? Spero ottimamente. Scrivimi e fammi sapere tutto. Spero tra non molto, a fine guerra, forse ritorneremo in Italia. Baci e saluti a tutti, sempre

tuo fratello Giacinto

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22 aprile 1945 – kriegssfangennenpost

Sorella carissima,

come da ignoto destino ritorno nuovamente a darti mie nuove. Mi è sommamente difficile descriverti le peripezie trascorse; mi limito a dirti che mi trovo prigioniero e sto bene. Scrivimi subito perché anelo sapere di voi tutti; ….è vivo?? I bimbi e papà come stanno??? Il duro silenzio di questi due anni mi lascia ancora avvilito, ma ciò nonostante ho piena fiducia nella nostra Madonna di al più presto nuovamente riunirci.

In attesa della liberazione fammi sapere se posso venire da te, disposto a fare qualsiasi lavoro. Solo da te attendo il primo sprazzo di conforto che mi dia coraggio ad attendere il più serenamente  le ire del destino. Bacioni a te …., e bimbi e papà, sempre

tuo indimenticabile Giacinto

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27 aprile 1945 – lagerbezeichnung

Cartolina

Carissima sorella,

sono terribilmente avvilito per non ricevere un tuo rigo!! Perché?? Mi auguro che questa, ti raggiungerà in ottimo stato, unita ai bimbi, ….., papà e familiari tutti. Scrivimi; diversamente non tornerò mai più. Questo tormento è forse preludio di agonia. Baci, unito a bimbi, …., a papà.

Tuo fratello Giacinto

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2 maggio 1945 – lagerbezeichnung

Carissima sorella,

dopo aver stentato a trovare un mozzicone di matita, mi accingo nuovamente a scriverti per darti mie nuove. Sto bene, come mi auguro anticipatamente di voi tutti!! Ti ho scritto più volte, senza però ricevere risposta alcuna. Sono molto preoccupato malgrado che il grado di santa rassegnazione tenda ad infondermi un più sano ottimismo. La mia prigionia, se pure amara, non mi avvilisce tanto, quanto il trovarmi all’oscuro di vostre notizie.

Spero in questo mese Mariano, essere un po’ meno triste, ricevendo soprattutto una tua missiva, solo a tale prezzo potrà giungermi più caro il tuo conforto. In questa mortale crisi morale che come martirio e agonia, un solo barlume di fede e di speranza attendo da te; diversamente non tornerò mai più. Bacioni a te, bimbi, …., e papà, familiari tutti, affettuosamente saluti, sempre

Tuo fratello Giacinto

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2 maggio 1945

……. Sono stato liberato…… (ndr: per il resto illeggibile).

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NDR – NOTA DEL REDATTORE – Il padre di Giacinto morì sotto i bombardamenti mentre suo figlio era prigioniero di guerra. Giacinto, dopo essere sopravvisuto ai fronti coloniali, della Spagna, Della Grecia e dei campi di prigionia, e decorato sul campo al valor militare,incontrò la morte in una grande città italiana per una banale appendicite sfociata in peritonite, un anno circa dopo la Liberazione. Di Anna non si è più saputo niente.

Senza che nulla sia rimasto di lui tranne le sue lettere dal fronte dalle parole riflettenti uno spirito immortale d’amore, di integrità di propositi e sentimenti, di fratellanza e di rispetto per i suoi familiari, il mondo circostante e la propria Patria, si consegna la luce del suo pensiero alla più grande Memoria dell’Eternità, attraverso internet, per i tempi dei tempi.

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111 – LETTERE DAL FRONTE – DUE

Posted in STORIA with tags , , , , , , , , , , , on ottobre 18, 2012 by beautiful41

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Lettere dal Fronte

STORIA – Lettere di un giovane soldato volontario, classe 1916, scritte dai fronti coloniali e di guerra italiani, di Libia, Spagna, Grecia, Creta, a partire dalla sua prima missione nel 1934, ed inviate alla sorella più piccola.

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26 gennaio 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Amatissima sorella,

nel momento in cui ti scrivo, eppure quando ricevetti la tua cartolina, mi trovo ricoverato in Ospedale. Ieri ho avuto un’operazione alla gamba sinistra, da dove mi hanno tolto una scheggia che mi faceva male dalla guerra di Spagna. Mi sento un po’ meglio e spero di guarire al più presto possibile. La cartolina dell’Effige della Madonna mi è di caro ricordo ed incoraggiamento, per cui sopporto serenamente i dolori, come pure i disagi della guerra, e specialmente nei momenti di pericolo la stringo più forte al mio cuore, e mi sento più sicuro.

Spero di ricevere al più presto tue buone notizie così potrò tranquillizzarmi un po’. Non mancare di narrarmi i più minuti particolari. In questi momenti di guerra ho assolutissimo bisogno di parole buone ed affettuose. Comunque son sicuro che mi terrai sempre contento con le tue lettere che mi auguro siano più solleciti e frequenti. Scrivi sempre anche se non ricevi posta da parte mia. Non attendo che il tuo sollievo, ricevi tanti bacioni affettuosi, sempre

Tuo fratello Giacinto

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25 febbraio 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Carissimo papà,

questa lettera la terrai per mio ricordo, come il più caro. Vorrei dirti tante e tante cose, ma la più grande fra queste è che voglio dirti che sono fieramente orgoglioso di Servire la mia  Patria anche a costo della mia gioventù. Se non dovessi più ritornare, contempla questo mio forse ultimo scritto, interpretando i miei sentimenti più affettuosi che mi legano a te unico figlio, nei confronti della nostra sempre più grande Patria Italia.

Se dovessi cadere sul campo non mancherò di invocare anche e mia sorella, gli unici affetti di questa terra. Non mi prolungo perché il momento è molto greve. Sii forte anche te, e accetta il mio olocausto con la stessa fede con la quale mi sono battuto. Non mi resta che inviarti bacioni a te e sorella, chiedendoti la benedizione. Sempre tuo figlio

Sergente Maggiore …. Giacinto

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26 marzo 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

anzitutto, devo dirti grazie, per quanta gioia arrechi al mio cuore con i tuoi affettuosi e solleciti scritti, che per me è tutto quanto possa esistere di consolante in questi momenti, è l’unica gioia che mi rimane. Io da parte mia farò l’impossibile per scriverti con un po’ più di frequenza. Per il momento sono in attesa di ricevere gli arretrati indennizzanti la medaglia d’argento che ebbi in Spagna, dal Ministero della Guerra, in più qualche altra cosa, che non appena ne sarò in possesso te le spedirò acciocchè possa trovare al mio congedo un piccolo gruzzolo per potermi sistemare. Di tutto questo non ne dubito minimamente e cioè che nelle tue mani stanno sicuri. Se poi non dovessi più tornare, perché in guerra si può anche morire, ne farai quel che vorrai.

La mia più grande consolazione è quella di saperti sistemata con un bravo giovane al quale non abbiamo che ringraziare ed intercedere le più liete benedizioni sul suo capo. Pensa solo che per il momento sei il più grande affetto che per me possa esistere su questa terra, perché fino ad ora nessun altro ti ha mai sorpassata. Quando mi scrivi che sei contenta e felice lo sono appieno anch’io.

Per il momento l’unica mia attenzione è quella di compiere il mio dovere di soldato, quando poi tutto sarà finito ed avremo la sicura vittoria, l’avvenire non mancherà neanche a me. Proverò a scrivere all’E.I.A.R. perché ti possano giungere i miei saluti per Radiotrasmissione.  Quindi dovrai essere in ascolto tutte le volte che danno notizie al riguardo. Ti scrissi in precedenza che per le licenze per il momento è impossibilissimo, e poi con quale mezzo?? Pensa solo che stiamo a circa 3 giorni di navigazione e con lo sguardo vediamo vicinissima la Turchia.

Quindi, ti prego non crucciarmi con questa domanda perché impossibile. Credi forse che non smanio di vederti ed esserti vicino?? Penso che sono trascorsi altri tre anni che non ti vedo, e poi tutte queste novità, non mi rendono certamente apatico. Vivo invece nell’ansia di quel bel momento che ci rivedremo. Rivedere te, la Patria lontana l’Italia. Questo è l’unico sogno di quanti combattono in armi, lontano molto lontano. Ognuno di essi pensa alla famiglia, alle persone più care. E’ questa speranza che ci fa sopportare con calma e serenità i disagi della guerra, tutto insomma.

Torno a dirti, scrivimi più che puoi per tenermi più felice compagnia. Scrivi anche a papà che ha anche egli bisogno di ricevere nostre notizie per non essere così terribilmente solo, in continua apprensione specialmente per me che sono lontano. Scrivigli almeno una volta al mese come facevi quando eri in collegio, capito?? Spero mi accontenterai anche in questo. Chiudo ringraziandoti nuovamente per le lettere che mi hai mandato, che per me rappresentano la maggiore consolazione. Pertanto continua in questa tua opera. Dammi tue notizie più particolari su come passi la tua giornata, non mancando mai di pregare per me. In questa, ti mando una sigaretta che si trovano in questi luoghi e la regalerai a …… non appena gli sarà consentito di fruire di qualche giorno di licenza. Salutandomi tutti di famiglia ricevi bacioni senza fine unito a ….. sempre tuo affezionato fratello Giacinto.

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5 aprile 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

è da un po’ di tempo che non ricevo un tuo scritto, comunque, spero presto mi giunga. Approfitto dell’occasione della santa Pasqua per inviarti i miei Auguri, che spero ti giungano opportuni, unita a tutti i familiari. Comunque sia, attendiamo alacremente il felice giorno della Vittoria della guerra, per così poterci nuovamente rivedere. Dopo al resto Dio penserà ad aprire qualche strada, che al mio parere non mancherà.

Per il momento non ci resta che attendere fiduciosi e sereni la fine Vittoriosa di questa situazione. La primavera è iniziata ormai, ed i primi frutti della Vittoria già si annunziano prematuri. Per il mpomento non ho novità da comunicarti da parte mia, attendo invece qualche notizia da parte tua per tenermi più sollevato.

Non mancherai di adempiere al tuo precetto Pasquale come hai fatto sempre per il passato, ricordandomi tanto nelle tue preghiere. Io non posso perché mi è pressocché impossibile, ma non appena potrò non mancherò anch’io. Purtroppo sono anni che non adempio ai doveri Cristiani, forse per tanti motivi a causa di forza maggiore. Però ti prometto, che non appena mi sarà consentito non mancherò a questo dovere. Chiudo rinnovandoti Auguroni unita a quanti ti circondano. Non altro che attendo la tua lettera e fotografia. Ricevi bacioni unita a ….. sempre tuo fratello Giacinto

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110 – LETTERE DAL FRONTE

Posted in STORIA with tags , , , , , , , , , , , on ottobre 15, 2012 by beautiful41

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Lettere dal fronte

STORIA – Lettere di un giovane soldato volontario, classe 1916, dai fronti coloniali e di guerra italiani, di Libia, Spagna, Grecia, Creta, ad iniziare dalla sua prima missione del 1934, e inviate alla sorella più piccola.

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Berka (Cirenaica) –  26 ottobre 1934

Carissima sorella,

sono sicuro che non rimarrai tanto meravigliata per questa mia nuova destinazione, perché, come già ti feci sapere, la mia prossima partenza come soldato era per la Cirenaica.

Il giorno 6 dello scorso mese, partii dal distretto militare di Barletta per Bari; poi proseguii per Taranto – Reggio Calabria – Messina – Catania e  Siracusa alla tappa coloniale, il giorno 8.

Il 9 poi, con il piroscafo “Città di Trieste” ho viaggiato per un giorno e due notti, alla volta di Bengasi, e grazie a Dio ottimamente bene e senza alcun disturbo.

Dunque, come vedi non mi è stato consentito come dicevo, il passaggio per Napoli per profittare di quel po’ di tempo di sosta, per fare una scappatina a Pompei. Quindi, non puoi credere come mi sia stato doloroso l’allontanarmi ancora più da te, ed il pensare che due lunghi anni sono già trascorsi e che altri due dovranno passare per rivederci, rendono ancora più affranto e desolato il mio cuore; soli e abbandonati dal destino irrevocabile della nostra separazione.

La distanza che ci separa è enorme; un mare infinito e misterioso ci divide con crudeltà maggiore ma, la mente ed il cuore hanno uno stesso battito, uno stesso pensiero, uno stesso desiderio, quello di rivederci che è posto unicamente nelle mani di Dio. Intanto ti raccomando di non dimenticarti mai, di pregare tanto tanto la Bella Mamma nostra di Pompei, che esaudisca i miei desideri, che mi mantenga sempre attaccato alla Santa Religione, e mi aiuti nel mio avvenire a compiere quel santo dovere di ricomporre la famiglia, e di mantenerla.

Non appena riceverai la presente, rispondimi subito, perché qui la posta arriva dopo 15 giorni, e sono bramoso di sapere tue notizie, come stai, che cosa fai al laboratorio eccetera, perché in tal modo, mi terrai presente della tua vita, e sempre più attaccato spiritualmente alla Casa Materna.……….Così porgerai i saluti ai tuoi Superiori, al Carissimo ……., mentre con affettuoso e fraterno affetto ti mando bacioni senza fine.

Tuo fratello Giacinto

Soldato – Terza Compagnia Cacciatori – Berka

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Bengasi – 20 dicembre 1934

Amatissima sorella,

eccoci nuovamente alla Festa del Santo Natale, giorno tanto desiato ed atteso, giorno in cui discende Quello che tanto tempo prima fu dai Profeti chiamato il Messia, il Redentore, il Liberatore, l’aiuto dei poveri e dei miseri, dei deboli e degli oppressi, Quello che aiuta e soccorre i bisognosi.

 La lontananza da te mi rende molto triste, e poi è il primo Natale che trascorro sotto le armi in terra così remota e lontana, in cui la nostalgia e l’affetto per la famiglia sono indescrivibili sentimenti di affezione e di conforto. Il Natale, la festa tanto desiderata della famiglia Cristiana, che, ancora un’altra volta, più che mai, così crudelmente ci offre il destino. Il nostro più che grande sacrificio, l’offriremo tutti e tre al Celeste Pargolo, che in una notte misteriosa e Santa volle insegnarci la via della Redenzione e del Sacrificio. L’offriremo per la nostra desiderata Redenzione di noi tutti di famiglia, per festeggiare, con più fervore così, al Suo Natale, il quale sarà anche il nostro. Dunque, rassegnazione in Lui.

In queste mie misere righe, che scrivo tanto in fretta, per la immediata partenza del piroscafo, che ti apporterebbe la mia, accetterai tutto quello che non ho saputo esprimere con la penna, ma che il cuore e la mente, attraversando l’infinita distanza, sapranno suggerirti. Riceverai la mia fotografia. Intanto gradisci i miei più sentiti auguri per le feste Natalizie, con quelle di Capodanno, da parte mia e di papà, come tu li porgerai al carissimo…., alle tue suore e compagne. Nuovamente Auguri con sempre nuovi e caldi bacioni

Tuo fratello Giacinto

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Berka 15 Aprile 1935

Carissima sorella,

eccoci finalmente e nuovamente vicini alle rituali Feste Pasquali, che la Santa Chiesa impone, dopo la settimana Santa, della Morte di Gesù. Con quanta nostalgia, in questa settimana. Il mio pensiero, pur da lontano,ha seguito minutamente le varie funzioni Sacre, che ivi nel Santuario si celebrano con ammirata devozione. E ti credo veramente fortunata, perché anch’io sarei stato tanto felice di seguire in questi giorni, più da vicino le sacre funzioni, sotto il Santuario, e in compagnia tua, cantare più devotamente gli Inni della Resurrezione e dell’Alleluia.

Non puoi credere quanta sia stata la mia sofferenza per l’essere lontano da te; pensare che mi trovo sì lontano dal tetto Materno, che provoca non solo il dolore dei figli, ma anche della stessa Madre, che però spiritualmente li rinviene e mostra coraggiosamente la via della rassegnazione. In questa terra, ……,  fortunatamente abbiamo qualche piccola Chiesetta, dove c’è un Tabernacolo, ed uno Stesso Gesù, che aspetta giorno e notte i pochi suoi visitatori. Con tutto l’affetto e l’amore Cristiano mi avvicinerò alla Sacra Mensa che, tante volte ho gustato, e soddisfare santamente al precetto Pasquale, ed il mio pensiero spirituale ti sarà vicino, accanto a te ed a Gesù per Risorgere con Lui.

Con la tua bella fotografia mi sei sempre vicina, sei il mio Angioletto Custode, che avvia la via del bene. Maggiormente in questi giorni pregherai per me, mi raccomanderai all’Agnello Divino affinchè il Suo Preziosissimo Sangue non sia sparso invano per me. Questi sono gli Auguri che ci scambieremo con papà. Ricevi i migliori Auguri per queste Sante Feste Pasquali unita alla Madre Superiora, ed abbi mille bacioni

Tuo fratello Giacinto

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23 dicembre 1935 – (Ndr: luogo sconosciuto ma si suppone ancora Cirenaica)

Carissima sorella,

non so neppure con quale parola cominciare questo mio scritto. Sento forte, che la sofferenza a te provocata, non inviandoti scritto alcuno da tempo remoto, e mi stimola a chiederti perdono, e sono sicuro che mi perdonerai, perché sei stata sempre così buona con me. Se a volte dovessi distrarmi da te, per sinistri pensieri che potrebbero offuscarmi la mente, tu, sempre per quell’amore fraterno che ci lega, devi, con le tue sane e sante parole, ritrovarmi, attraverso più frequenti lettere, quella via che nella vita sovente si abbandona e si trascura.

Con questa mia, voglio ricollegarla all’ultima lettera, di cui ben non ricordo la data, mettendoti di nuovo al corrente e conscia della mia vita attuale, su cui si basa il mio avvenire. Ben sai per la mia partenza per l’Africa, effettuatasi l’anno scorso. Dopo ciò, visto e considerato che la promozione a cui aspiravo sarebbe stata inaccessibile, feci domanda per il mio ritorno in Italia, al CORSO ALLIEVI SOTT’UFFICIALI DI FANTERIA a RIETI. Sono già passati 6 mesi dall’inizio del Corso. Dopo i primi 3 mesi, demmo gli esami d’idoneità al grado di caporale e fui in classifica al 30° posto di tutto il BATTAGLIONE ALLIEVI che consta di circa 380 aspiranti sott’UFFICIALI.

Ora attendo con serenità gli esami per l’idoneità al grado di Sergente, che si effettuerà se a Dio piacendo sarò promosso, il 25 aprile del nuovo anno. Se ciò sarà, potrei ottenere la licenza per venirti a riabbracciare. Approfitto per questa mia, per continuare a perpetuare l’ormai antica ma amorevole usanza, senza eseguire il rituale Augurio Natalizio. Nella Notte Santa, mi troverai Spiritualmente presente, nel momento in cui nasce il Divino Bambinello, unito con gli alunni dell’ospizio. Nel comunicarmi sono sicuro che il mio spirito sarà unito fervidamente al tuo, per partecipare alla Gloria di Gesù. In quel momento sì sublime avremo ambedue il conforto ristoratore delle nostre sofferenze. Ci raccomanderemo al Bambinello affinchè ci conceda la salvezza finale e ci aiuti in questa vita contro le iniquità. Raccomanderemo tanto tanto, il nostro papà, affinchè lo ridoni sano e salvo a noi, per poi godere uniti la nostra gioia.

Termino il mio scritto rinnovandoti i migliori Auguri per le Feste Natalizie, specie alle tue compagne e Suore, sperando che il più presto possibile abbia anch’io la giois di possederne una tua (ndr: lettera). Auguri e bacioni senza fine

Tuo affezionatissimo fratello Giacinto

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Cartolina

Scuola di Fanteria Rieti 21 gennaio 1936

Ricordandoti con affetto, t’invio bacioni senza fine: tuo Giacinto

Scrivimi

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Cartolina

Rieti 28 marzo 1936

Carissima sorella,

con la presente, ti dò la lieta notizia che ho terminato gli esami per l’idoneità al grado di Sergente, e con esito favorevole. Frattanto, a giorni, forse il 1° aprile andremo tutti i promossi in licenza, quindi tu scriverai per le feste di Pasqua all’indirizzo di Nicola Ursi ove trascorrerò la licenza. Nella mia prossima ti scriverò più ampiamente sul conto mio. In attesa i migliori bacioni

Tuo frat5ello Giacinto

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Cartolina

Fronte Santander  13 agosto 1937

Carissima sorella,

forse è la mia ultima che ti scrivo con tanta fretta. Qualche ora solamente per attaccare definitivamente per Santander. Prega perché potrebbe essere l’ultimo scritto, l’ultimo pensiero di chi vive vicino alla morte, penso tanto tanto per te e papà a cui gli scriverai dandogli sempre mie buone.

Parte illeggibile – Abbiamo da sorpassare difficilissimi ostacoli e trinceramenti fortificatissimi. Pertanto ho fiducia nella Nostra Mamma Celeste. Bacioni, sempre bacioni anche dopo morto a te e papà

Giacinto

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Cartolina

Saragoza 22 marzo 1938

Ospedale Nuestra A. Chin-co (ndr:?)

Mi trovo gravemente ferito. Prega tanto per me

Giacinto

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Cartolina

Valladolid 6 aprile 1938

Ospedale Militare Italiano – 043 –

Bacioni – Miglioro –

Giacinto

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