110 – LETTERE DAL FRONTE

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Lettere dal fronte

STORIA – Lettere di un giovane soldato volontario, classe 1916, dai fronti coloniali e di guerra italiani, di Libia, Spagna, Grecia, Creta, ad iniziare dalla sua prima missione del 1934, e inviate alla sorella più piccola.

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Berka (Cirenaica) –  26 ottobre 1934

Carissima sorella,

sono sicuro che non rimarrai tanto meravigliata per questa mia nuova destinazione, perché, come già ti feci sapere, la mia prossima partenza come soldato era per la Cirenaica.

Il giorno 6 dello scorso mese, partii dal distretto militare di Barletta per Bari; poi proseguii per Taranto – Reggio Calabria – Messina – Catania e  Siracusa alla tappa coloniale, il giorno 8.

Il 9 poi, con il piroscafo “Città di Trieste” ho viaggiato per un giorno e due notti, alla volta di Bengasi, e grazie a Dio ottimamente bene e senza alcun disturbo.

Dunque, come vedi non mi è stato consentito come dicevo, il passaggio per Napoli per profittare di quel po’ di tempo di sosta, per fare una scappatina a Pompei. Quindi, non puoi credere come mi sia stato doloroso l’allontanarmi ancora più da te, ed il pensare che due lunghi anni sono già trascorsi e che altri due dovranno passare per rivederci, rendono ancora più affranto e desolato il mio cuore; soli e abbandonati dal destino irrevocabile della nostra separazione.

La distanza che ci separa è enorme; un mare infinito e misterioso ci divide con crudeltà maggiore ma, la mente ed il cuore hanno uno stesso battito, uno stesso pensiero, uno stesso desiderio, quello di rivederci che è posto unicamente nelle mani di Dio. Intanto ti raccomando di non dimenticarti mai, di pregare tanto tanto la Bella Mamma nostra di Pompei, che esaudisca i miei desideri, che mi mantenga sempre attaccato alla Santa Religione, e mi aiuti nel mio avvenire a compiere quel santo dovere di ricomporre la famiglia, e di mantenerla.

Non appena riceverai la presente, rispondimi subito, perché qui la posta arriva dopo 15 giorni, e sono bramoso di sapere tue notizie, come stai, che cosa fai al laboratorio eccetera, perché in tal modo, mi terrai presente della tua vita, e sempre più attaccato spiritualmente alla Casa Materna.……….Così porgerai i saluti ai tuoi Superiori, al Carissimo ……., mentre con affettuoso e fraterno affetto ti mando bacioni senza fine.

Tuo fratello Giacinto

Soldato – Terza Compagnia Cacciatori – Berka

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Bengasi – 20 dicembre 1934

Amatissima sorella,

eccoci nuovamente alla Festa del Santo Natale, giorno tanto desiato ed atteso, giorno in cui discende Quello che tanto tempo prima fu dai Profeti chiamato il Messia, il Redentore, il Liberatore, l’aiuto dei poveri e dei miseri, dei deboli e degli oppressi, Quello che aiuta e soccorre i bisognosi.

 La lontananza da te mi rende molto triste, e poi è il primo Natale che trascorro sotto le armi in terra così remota e lontana, in cui la nostalgia e l’affetto per la famiglia sono indescrivibili sentimenti di affezione e di conforto. Il Natale, la festa tanto desiderata della famiglia Cristiana, che, ancora un’altra volta, più che mai, così crudelmente ci offre il destino. Il nostro più che grande sacrificio, l’offriremo tutti e tre al Celeste Pargolo, che in una notte misteriosa e Santa volle insegnarci la via della Redenzione e del Sacrificio. L’offriremo per la nostra desiderata Redenzione di noi tutti di famiglia, per festeggiare, con più fervore così, al Suo Natale, il quale sarà anche il nostro. Dunque, rassegnazione in Lui.

In queste mie misere righe, che scrivo tanto in fretta, per la immediata partenza del piroscafo, che ti apporterebbe la mia, accetterai tutto quello che non ho saputo esprimere con la penna, ma che il cuore e la mente, attraversando l’infinita distanza, sapranno suggerirti. Riceverai la mia fotografia. Intanto gradisci i miei più sentiti auguri per le feste Natalizie, con quelle di Capodanno, da parte mia e di papà, come tu li porgerai al carissimo…., alle tue suore e compagne. Nuovamente Auguri con sempre nuovi e caldi bacioni

Tuo fratello Giacinto

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Berka 15 Aprile 1935

Carissima sorella,

eccoci finalmente e nuovamente vicini alle rituali Feste Pasquali, che la Santa Chiesa impone, dopo la settimana Santa, della Morte di Gesù. Con quanta nostalgia, in questa settimana. Il mio pensiero, pur da lontano,ha seguito minutamente le varie funzioni Sacre, che ivi nel Santuario si celebrano con ammirata devozione. E ti credo veramente fortunata, perché anch’io sarei stato tanto felice di seguire in questi giorni, più da vicino le sacre funzioni, sotto il Santuario, e in compagnia tua, cantare più devotamente gli Inni della Resurrezione e dell’Alleluia.

Non puoi credere quanta sia stata la mia sofferenza per l’essere lontano da te; pensare che mi trovo sì lontano dal tetto Materno, che provoca non solo il dolore dei figli, ma anche della stessa Madre, che però spiritualmente li rinviene e mostra coraggiosamente la via della rassegnazione. In questa terra, ……,  fortunatamente abbiamo qualche piccola Chiesetta, dove c’è un Tabernacolo, ed uno Stesso Gesù, che aspetta giorno e notte i pochi suoi visitatori. Con tutto l’affetto e l’amore Cristiano mi avvicinerò alla Sacra Mensa che, tante volte ho gustato, e soddisfare santamente al precetto Pasquale, ed il mio pensiero spirituale ti sarà vicino, accanto a te ed a Gesù per Risorgere con Lui.

Con la tua bella fotografia mi sei sempre vicina, sei il mio Angioletto Custode, che avvia la via del bene. Maggiormente in questi giorni pregherai per me, mi raccomanderai all’Agnello Divino affinchè il Suo Preziosissimo Sangue non sia sparso invano per me. Questi sono gli Auguri che ci scambieremo con papà. Ricevi i migliori Auguri per queste Sante Feste Pasquali unita alla Madre Superiora, ed abbi mille bacioni

Tuo fratello Giacinto

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23 dicembre 1935 – (Ndr: luogo sconosciuto ma si suppone ancora Cirenaica)

Carissima sorella,

non so neppure con quale parola cominciare questo mio scritto. Sento forte, che la sofferenza a te provocata, non inviandoti scritto alcuno da tempo remoto, e mi stimola a chiederti perdono, e sono sicuro che mi perdonerai, perché sei stata sempre così buona con me. Se a volte dovessi distrarmi da te, per sinistri pensieri che potrebbero offuscarmi la mente, tu, sempre per quell’amore fraterno che ci lega, devi, con le tue sane e sante parole, ritrovarmi, attraverso più frequenti lettere, quella via che nella vita sovente si abbandona e si trascura.

Con questa mia, voglio ricollegarla all’ultima lettera, di cui ben non ricordo la data, mettendoti di nuovo al corrente e conscia della mia vita attuale, su cui si basa il mio avvenire. Ben sai per la mia partenza per l’Africa, effettuatasi l’anno scorso. Dopo ciò, visto e considerato che la promozione a cui aspiravo sarebbe stata inaccessibile, feci domanda per il mio ritorno in Italia, al CORSO ALLIEVI SOTT’UFFICIALI DI FANTERIA a RIETI. Sono già passati 6 mesi dall’inizio del Corso. Dopo i primi 3 mesi, demmo gli esami d’idoneità al grado di caporale e fui in classifica al 30° posto di tutto il BATTAGLIONE ALLIEVI che consta di circa 380 aspiranti sott’UFFICIALI.

Ora attendo con serenità gli esami per l’idoneità al grado di Sergente, che si effettuerà se a Dio piacendo sarò promosso, il 25 aprile del nuovo anno. Se ciò sarà, potrei ottenere la licenza per venirti a riabbracciare. Approfitto per questa mia, per continuare a perpetuare l’ormai antica ma amorevole usanza, senza eseguire il rituale Augurio Natalizio. Nella Notte Santa, mi troverai Spiritualmente presente, nel momento in cui nasce il Divino Bambinello, unito con gli alunni dell’ospizio. Nel comunicarmi sono sicuro che il mio spirito sarà unito fervidamente al tuo, per partecipare alla Gloria di Gesù. In quel momento sì sublime avremo ambedue il conforto ristoratore delle nostre sofferenze. Ci raccomanderemo al Bambinello affinchè ci conceda la salvezza finale e ci aiuti in questa vita contro le iniquità. Raccomanderemo tanto tanto, il nostro papà, affinchè lo ridoni sano e salvo a noi, per poi godere uniti la nostra gioia.

Termino il mio scritto rinnovandoti i migliori Auguri per le Feste Natalizie, specie alle tue compagne e Suore, sperando che il più presto possibile abbia anch’io la giois di possederne una tua (ndr: lettera). Auguri e bacioni senza fine

Tuo affezionatissimo fratello Giacinto

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Cartolina

Scuola di Fanteria Rieti 21 gennaio 1936

Ricordandoti con affetto, t’invio bacioni senza fine: tuo Giacinto

Scrivimi

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Cartolina

Rieti 28 marzo 1936

Carissima sorella,

con la presente, ti dò la lieta notizia che ho terminato gli esami per l’idoneità al grado di Sergente, e con esito favorevole. Frattanto, a giorni, forse il 1° aprile andremo tutti i promossi in licenza, quindi tu scriverai per le feste di Pasqua all’indirizzo di Nicola Ursi ove trascorrerò la licenza. Nella mia prossima ti scriverò più ampiamente sul conto mio. In attesa i migliori bacioni

Tuo frat5ello Giacinto

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Cartolina

Fronte Santander  13 agosto 1937

Carissima sorella,

forse è la mia ultima che ti scrivo con tanta fretta. Qualche ora solamente per attaccare definitivamente per Santander. Prega perché potrebbe essere l’ultimo scritto, l’ultimo pensiero di chi vive vicino alla morte, penso tanto tanto per te e papà a cui gli scriverai dandogli sempre mie buone.

Parte illeggibile – Abbiamo da sorpassare difficilissimi ostacoli e trinceramenti fortificatissimi. Pertanto ho fiducia nella Nostra Mamma Celeste. Bacioni, sempre bacioni anche dopo morto a te e papà

Giacinto

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Cartolina

Saragoza 22 marzo 1938

Ospedale Nuestra A. Chin-co (ndr:?)

Mi trovo gravemente ferito. Prega tanto per me

Giacinto

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Cartolina

Valladolid 6 aprile 1938

Ospedale Militare Italiano – 043 –

Bacioni – Miglioro –

Giacinto

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Continua nel prossimo articolo

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