111 – LETTERE DAL FRONTE – DUE

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Lettere dal Fronte

STORIA – Lettere di un giovane soldato volontario, classe 1916, scritte dai fronti coloniali e di guerra italiani, di Libia, Spagna, Grecia, Creta, a partire dalla sua prima missione nel 1934, ed inviate alla sorella più piccola.

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Segue da precedente articolo

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26 gennaio 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Amatissima sorella,

nel momento in cui ti scrivo, eppure quando ricevetti la tua cartolina, mi trovo ricoverato in Ospedale. Ieri ho avuto un’operazione alla gamba sinistra, da dove mi hanno tolto una scheggia che mi faceva male dalla guerra di Spagna. Mi sento un po’ meglio e spero di guarire al più presto possibile. La cartolina dell’Effige della Madonna mi è di caro ricordo ed incoraggiamento, per cui sopporto serenamente i dolori, come pure i disagi della guerra, e specialmente nei momenti di pericolo la stringo più forte al mio cuore, e mi sento più sicuro.

Spero di ricevere al più presto tue buone notizie così potrò tranquillizzarmi un po’. Non mancare di narrarmi i più minuti particolari. In questi momenti di guerra ho assolutissimo bisogno di parole buone ed affettuose. Comunque son sicuro che mi terrai sempre contento con le tue lettere che mi auguro siano più solleciti e frequenti. Scrivi sempre anche se non ricevi posta da parte mia. Non attendo che il tuo sollievo, ricevi tanti bacioni affettuosi, sempre

Tuo fratello Giacinto

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25 febbraio 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Carissimo papà,

questa lettera la terrai per mio ricordo, come il più caro. Vorrei dirti tante e tante cose, ma la più grande fra queste è che voglio dirti che sono fieramente orgoglioso di Servire la mia  Patria anche a costo della mia gioventù. Se non dovessi più ritornare, contempla questo mio forse ultimo scritto, interpretando i miei sentimenti più affettuosi che mi legano a te unico figlio, nei confronti della nostra sempre più grande Patria Italia.

Se dovessi cadere sul campo non mancherò di invocare anche e mia sorella, gli unici affetti di questa terra. Non mi prolungo perché il momento è molto greve. Sii forte anche te, e accetta il mio olocausto con la stessa fede con la quale mi sono battuto. Non mi resta che inviarti bacioni a te e sorella, chiedendoti la benedizione. Sempre tuo figlio

Sergente Maggiore …. Giacinto

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26 marzo 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

anzitutto, devo dirti grazie, per quanta gioia arrechi al mio cuore con i tuoi affettuosi e solleciti scritti, che per me è tutto quanto possa esistere di consolante in questi momenti, è l’unica gioia che mi rimane. Io da parte mia farò l’impossibile per scriverti con un po’ più di frequenza. Per il momento sono in attesa di ricevere gli arretrati indennizzanti la medaglia d’argento che ebbi in Spagna, dal Ministero della Guerra, in più qualche altra cosa, che non appena ne sarò in possesso te le spedirò acciocchè possa trovare al mio congedo un piccolo gruzzolo per potermi sistemare. Di tutto questo non ne dubito minimamente e cioè che nelle tue mani stanno sicuri. Se poi non dovessi più tornare, perché in guerra si può anche morire, ne farai quel che vorrai.

La mia più grande consolazione è quella di saperti sistemata con un bravo giovane al quale non abbiamo che ringraziare ed intercedere le più liete benedizioni sul suo capo. Pensa solo che per il momento sei il più grande affetto che per me possa esistere su questa terra, perché fino ad ora nessun altro ti ha mai sorpassata. Quando mi scrivi che sei contenta e felice lo sono appieno anch’io.

Per il momento l’unica mia attenzione è quella di compiere il mio dovere di soldato, quando poi tutto sarà finito ed avremo la sicura vittoria, l’avvenire non mancherà neanche a me. Proverò a scrivere all’E.I.A.R. perché ti possano giungere i miei saluti per Radiotrasmissione.  Quindi dovrai essere in ascolto tutte le volte che danno notizie al riguardo. Ti scrissi in precedenza che per le licenze per il momento è impossibilissimo, e poi con quale mezzo?? Pensa solo che stiamo a circa 3 giorni di navigazione e con lo sguardo vediamo vicinissima la Turchia.

Quindi, ti prego non crucciarmi con questa domanda perché impossibile. Credi forse che non smanio di vederti ed esserti vicino?? Penso che sono trascorsi altri tre anni che non ti vedo, e poi tutte queste novità, non mi rendono certamente apatico. Vivo invece nell’ansia di quel bel momento che ci rivedremo. Rivedere te, la Patria lontana l’Italia. Questo è l’unico sogno di quanti combattono in armi, lontano molto lontano. Ognuno di essi pensa alla famiglia, alle persone più care. E’ questa speranza che ci fa sopportare con calma e serenità i disagi della guerra, tutto insomma.

Torno a dirti, scrivimi più che puoi per tenermi più felice compagnia. Scrivi anche a papà che ha anche egli bisogno di ricevere nostre notizie per non essere così terribilmente solo, in continua apprensione specialmente per me che sono lontano. Scrivigli almeno una volta al mese come facevi quando eri in collegio, capito?? Spero mi accontenterai anche in questo. Chiudo ringraziandoti nuovamente per le lettere che mi hai mandato, che per me rappresentano la maggiore consolazione. Pertanto continua in questa tua opera. Dammi tue notizie più particolari su come passi la tua giornata, non mancando mai di pregare per me. In questa, ti mando una sigaretta che si trovano in questi luoghi e la regalerai a …… non appena gli sarà consentito di fruire di qualche giorno di licenza. Salutandomi tutti di famiglia ricevi bacioni senza fine unito a ….. sempre tuo affezionato fratello Giacinto.

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5 aprile 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

è da un po’ di tempo che non ricevo un tuo scritto, comunque, spero presto mi giunga. Approfitto dell’occasione della santa Pasqua per inviarti i miei Auguri, che spero ti giungano opportuni, unita a tutti i familiari. Comunque sia, attendiamo alacremente il felice giorno della Vittoria della guerra, per così poterci nuovamente rivedere. Dopo al resto Dio penserà ad aprire qualche strada, che al mio parere non mancherà.

Per il momento non ci resta che attendere fiduciosi e sereni la fine Vittoriosa di questa situazione. La primavera è iniziata ormai, ed i primi frutti della Vittoria già si annunziano prematuri. Per il mpomento non ho novità da comunicarti da parte mia, attendo invece qualche notizia da parte tua per tenermi più sollevato.

Non mancherai di adempiere al tuo precetto Pasquale come hai fatto sempre per il passato, ricordandomi tanto nelle tue preghiere. Io non posso perché mi è pressocché impossibile, ma non appena potrò non mancherò anch’io. Purtroppo sono anni che non adempio ai doveri Cristiani, forse per tanti motivi a causa di forza maggiore. Però ti prometto, che non appena mi sarà consentito non mancherò a questo dovere. Chiudo rinnovandoti Auguroni unita a quanti ti circondano. Non altro che attendo la tua lettera e fotografia. Ricevi bacioni unita a ….. sempre tuo fratello Giacinto

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Continua nel prossimo articolo…

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