112 – LETTERE DAL FRONTE – FINE

Lettere dal Fronte

STORIA – Lettere di un giovane soldato volontario, classe 1916, scritte dai fronti coloniali e di guerra italiani, di Libia, Spagna, Grecia, Creta, di prigionia, a partire dalla sua prima missione nel 1934, ed inviate alla sorella più piccola.

Segue da precedente articolo

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31 agosto 1942 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

devi anzitutto scusarmi se ritardo nello scriverti. Purtroppo, credimi, il lavoro ed il tempo non mi hanno lasciato un solo minuto di libertà per poterti indirizzare neppure un breve scritto. La settimana scorsa ho ricevuto unitamente alla posta di papà, anche una lettera tua la quale sfortunatamente portava un ritardo di ben 25 giorni.

Papà mi ha tanto scritto di te. Anch’egli sente di volerti tanto bene. E’ più che mai desolato per essere costretto a vivere lontano da te e avere occasione di vederti raramente. Evidentemente anche tu sei partecipe di questa tristezza tanto che papà non ti ha trovata così rubiconda come una volta, segno evidente che tu soffri mentre devi tenerti più allegra e spensierata avendo soprattutto fede in Dio.

Per il momento non posso ancora consolarti con l’affermarti categoricamente circa la mia fantastica licenza. Credimi pure che la desidero più che mai, tanto che a volte mi sento fuori di me, incredulo di incontrare nuove gioie in quei pochi giorni. Quando penso alle difficoltà che incontro divento talmente nervoso che non so neppure io cosa fare e quando il lavoro mi è meno gravoso, cerco di sognare tante cose belle, purtroppo mi vedo intorno le stesse identiche cose.

Allora rimango apatico e da incredulo vado in cerca di mia nuova fede. Ti giuro e confesso che il mio stato d’animo non è stato mai così turbolento come ora; sto attraversando una crisi spirituale che invade anche il mio fisico. Vorrei scriverti più a lungo in merito, ma non posso per il nervoso che mi invade, supplicandoti di perdonarmi e soprattutto di rendermi più calmo, mediante i tuoi scritti, che spero siano più solleciti ed affettuosi come è mio più invadente desiderio. ………………….

La mia foto preferisco dartela quando personalmente potrò rivederti in licenza, nella quale, come avevo già pronosticato,  sempre se i tuoi familiari lo concederanno, faremo una bella gita in un paese dell’alta Italia, per celebrare più intimamente i dolori e gioie del focolare domestico. Ti rendo noto, quanto papà ti ha già comunicato nella sua venuta, circa la mia sistemazione per l’avvenire. Infatti, amo una ragazza dal nome Anna, che è tanto povera, ma in cambio tanto brava, la quale spero di portare all’altare non appena finita la guerra. In essa è confidata tutta la mia gioia futura. La sua povertà non mi abbatte bensì mi rende più intraprendente e fiducioso nell’avvenire. Essa mi ha pregato di inviarti tanti9 baci, pregandoti di accoglierla come una sorella. Papà è consente in tutto.

Chiudo invitandoti ad una migliore tranquillità e spensieratezza, inviandoti bacioni da me, Anna e papà, a te unita a ….. e bimbi tutti, pregandoti di scrivermi più sovente, sempre

tuo affezionatissimo fratello Giacinto

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14 novembre 1942 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

finalmente posso ringraziare Iddio per avermi concesso di ricevere tue nuove. All’uopo ti sovvengo, sempre pregandoti, che è mio più impellente desiderio quello di ricevere almeno quindicinalmente un tuo rigo di posta. Mi accontenterai in questa mia supplica per l’avvenire?? ….. Voglio sperare di sì formalmente, tanto da non ricadere più sull’argomento.

Ho molto gradito la tua curiosità puramente femminile, in riguardo alle caratteristiche fisiche della mia cara promessa Anna…… che qui appresso minutamente ti descrivo senza tralasciare nessun particolare che possa sebbene in minima parte darti la parvenza delle sue sembianze:

la sua bellezza  di una semplicità e caratteristica tutta naturale, mi hanno attratto soprattutto. Il color rosa naturale del suo viso di fresca fanciulla, come pure i suoi lineamenti semplici hanno un certochè di fine nobiltà nonostante il suo stato di povertà, ostentando una rara e fine gentilezza e nobiltà d’animo. Attraverso il breve periodo di tempo che ho avuto a mia disposizione, ho potuto altresì apprezzare le sue ottime doti di donna di casa, il suo facile carattere sottomissivo e paziente specialmente nei lavori domestici. 

E’ abile al taglio di vestitini personali per piccoli, ed anche per confezionare corredo da uomo. Infatti fino ad oggi mi sono fornito da lei nei multipli bisogni nonostante le attuali difficoltà in cui tutto si rende difficile e pressochè impossibile. Il colore dei suoi capelli di un castano chiaro, mentre gli occhi di azzurro dolce trasfondono dolcezza e genuina sincerità, mentre la sua età pressoché diciassettenne accenna ad un più che florido e sano prematuro sviluppo.

Le sue virtù morali non sono meno palesi e meno degne della sua bontà; tra breve diventerà cattolica e fervente come te, e per tale scopo ti chiedo di inviarmi al più presto in busta raccomandata, un piccolo sunto di preghiere, perché sin da ora faccia le sue doverose orazioni. La sua famiglia è composta del padre, della madre e di una sorellina di età minore. La sua statura è di poco inferiore alla mia e nel complesso non c’è niente da dire nonostante la sua  pura semplicità e sobrietà nel vestire.

Si è prodigata con massimo interessamento per la confezione del pacco di sapone che tra non molto spero ti giunga accetto e sommamente gradito. Rileverai in esso tutta la massima volontà per tale preparazione che ha richiesto non facili sforzi. Ti ho così sommariamente abbozzato, senza esagerazione, il complesso biografico di colei che con l’aiuto di Dio sarà la futura compagna prescelta della mia vita.

In tal modo potrai immaginarla nella speranza di al più presto personalmente conoscerla, adottandola come vera e propria sorella minore quale essa da tempo è stata ambiziosa ritenersi. I tuoi dubbi in merito hanno il diritto di essere, ma ti assicuro che cesseranno allorquando saremo vicini. Essa mi ha espresso il desiderio di scriverti e quindi le ho inviato il tuo indirizzo, mentre ritengo opportuno che tu anche debba scriverle un rigo tramite mio, anche per incoraggiarla un po’.

Voglio che mi accontenterai il più presto possibile. Concorde per le numerevoli difficoltà che apporta la lontananza, voglio anche però palesarti che il dopoguerra vittorioso,  non è improbabile la mia sistemazione in queste terre occupate, che a mio giudizio avranno un notevole incremento e quindi atto a garantire una più che discreta sistemazione per chi certamente vorrà stabilirvisi.

I bimbi come stanno?? Spero ottimamente bene uniti a voi tutti di famiglia. Non preoccuparti se dovessero ritardare mie notizie in avvenire, poiché sono più occupato del solito. Chiudo inviandoti deferenti saluti dai familiari di Anna, che a me unita ricambia bacioni a te, bimbi e papà,

tuo affezionatissimo fratello Giacinto

….…

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11 febbraio 1943 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

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Ti confesso sin da ora che se questo mio sogno non si avverasse, non ti parlerò mai più di matrimonio con nessuno e la mia vita la trascorrerò da vero libertino. Forse è prematuro parlare di ciò, ma ritengo altresì opportuno prepararmi sin da ora e seriamente ad affrontare anche col sacrificio ai futuri doveri che l’esistenza impone. Devi ammettere che anche papà ha tanto bisogno di questo conforto di vedermi finalmente definitivamente sistemato. ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

Tuo affezionatissimo fratello Giacinto

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31 agosto 1943 – (ndr: Ultima lettera dal fronte greco)

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6 aprile 1945 – campo di prigionieri di guerra – germania – lagerbezeichnung

Cartolina

Carissima sorella,

dopo penoso letargico silenzio, eccomi nuovamente miracolosamente vivo. Mi trovo prigioniero. Sto bene e voi tutti vivi???? Spero ottimamente. Scrivimi e fammi sapere tutto. Spero tra non molto, a fine guerra, forse ritorneremo in Italia. Baci e saluti a tutti, sempre

tuo fratello Giacinto

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22 aprile 1945 – kriegssfangennenpost

Sorella carissima,

come da ignoto destino ritorno nuovamente a darti mie nuove. Mi è sommamente difficile descriverti le peripezie trascorse; mi limito a dirti che mi trovo prigioniero e sto bene. Scrivimi subito perché anelo sapere di voi tutti; ….è vivo?? I bimbi e papà come stanno??? Il duro silenzio di questi due anni mi lascia ancora avvilito, ma ciò nonostante ho piena fiducia nella nostra Madonna di al più presto nuovamente riunirci.

In attesa della liberazione fammi sapere se posso venire da te, disposto a fare qualsiasi lavoro. Solo da te attendo il primo sprazzo di conforto che mi dia coraggio ad attendere il più serenamente  le ire del destino. Bacioni a te …., e bimbi e papà, sempre

tuo indimenticabile Giacinto

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27 aprile 1945 – lagerbezeichnung

Cartolina

Carissima sorella,

sono terribilmente avvilito per non ricevere un tuo rigo!! Perché?? Mi auguro che questa, ti raggiungerà in ottimo stato, unita ai bimbi, ….., papà e familiari tutti. Scrivimi; diversamente non tornerò mai più. Questo tormento è forse preludio di agonia. Baci, unito a bimbi, …., a papà.

Tuo fratello Giacinto

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2 maggio 1945 – lagerbezeichnung

Carissima sorella,

dopo aver stentato a trovare un mozzicone di matita, mi accingo nuovamente a scriverti per darti mie nuove. Sto bene, come mi auguro anticipatamente di voi tutti!! Ti ho scritto più volte, senza però ricevere risposta alcuna. Sono molto preoccupato malgrado che il grado di santa rassegnazione tenda ad infondermi un più sano ottimismo. La mia prigionia, se pure amara, non mi avvilisce tanto, quanto il trovarmi all’oscuro di vostre notizie.

Spero in questo mese Mariano, essere un po’ meno triste, ricevendo soprattutto una tua missiva, solo a tale prezzo potrà giungermi più caro il tuo conforto. In questa mortale crisi morale che come martirio e agonia, un solo barlume di fede e di speranza attendo da te; diversamente non tornerò mai più. Bacioni a te, bimbi, …., e papà, familiari tutti, affettuosamente saluti, sempre

Tuo fratello Giacinto

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2 maggio 1945

……. Sono stato liberato…… (ndr: per il resto illeggibile).

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NDR – NOTA DEL REDATTORE – Il padre di Giacinto morì sotto i bombardamenti mentre suo figlio era prigioniero di guerra. Giacinto, dopo essere sopravvisuto ai fronti coloniali, della Spagna, Della Grecia e dei campi di prigionia, e decorato sul campo al valor militare,incontrò la morte in una grande città italiana per una banale appendicite sfociata in peritonite, un anno circa dopo la Liberazione. Di Anna non si è più saputo niente.

Senza che nulla sia rimasto di lui tranne le sue lettere dal fronte dalle parole riflettenti uno spirito immortale d’amore, di integrità di propositi e sentimenti, di fratellanza e di rispetto per i suoi familiari, il mondo circostante e la propria Patria, si consegna la luce del suo pensiero alla più grande Memoria dell’Eternità, attraverso internet, per i tempi dei tempi.

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2 Risposte to “112 – LETTERE DAL FRONTE – FINE”

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