129 – LO SCONTRO DELLE CONCEZIONI

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Lo Scontro delle Concezioni

I destini dell’uomo saranno, a medio o breve termine, decisi dall’esito di tre grandi scontri. Il primo scontro riguarda una concezione tradizionale di Nazione contro una concezione sopraggiunta recentemente di Stato o Nazione Unica planetaria.

Il secondo scontro riguarda una concezione darwinistica della storia della o delle civiltà (cioè domani sarà sempre meglio di oggi), contro una concezione opposta ove la Civiltà può progredire o regredire a seconda delle azioni dell’uomo.

Il terzo scontro è fra una concezione  liberista di una Nazione dove l’economia è lasciata ai cittadini in un libero mercato e contro una concezione opposta dove le redini dell’economia sono assunte dal Governo  della Nazione in uno stato, quindi, socialdemocratico.

Questi tre scontri fra concezioni evolutive diverse sono in atto ma in silenzio, sotto il tavolo, perché i governanti credono che i Cittadini della Terra siano troppo ignoranti per poterli comprendere, ed anche perché essi, i governanti, preferiscono avere le mani libere al fine di dirigere i destini dell’uomo dove essi vogliono, senza complicazioni, seguendo gli opportunismi dei loro privilegi e quelli dei poteri istituzionali civili e religiosi, immensamente forti, che sono legati a filo doppio allo status quo ed al sapere del sistema vigente. Vediamoli.

Il primo scontro nasce da una aspirazione universale dell’anima dei Cittadini della Terra di condivisione del loro stesso ed unico pianeta. Questa pur nobile aspirazione però è ostacolata da un latp dagli stessi Cittadini della Terra che non amano privarsi del loro Stato/Nazione o cederne la sovranità, mentre dall’altro lato questa aspirazione è ostacolata dagli stessi Governi per beneficiare dalle differenze fra le Nazioni. Per esempio la Cina si guarda bene dal rivalutare la sua moneta dato che ciò le assicura un vantaggio enorme sui mercati. Da questo primo perdurante scontro per ora esce vincente, pertanto, la concezione di Nazione.

Tl sexondo scontro di concezioni, già accennato in vari articoli, è uno scontro intellettuale, di pensiero, in linea di massima tra coloro che sono stati istruiti, hanno letto e studiato su libri e frequentato ambienti tradizionali del sapere classico, vincolati quindi in qualche modo a fonti, per così dire, “canoniche”, contro un nuovo tipo di pensiero, libero, indipendente, non asservito ad alcuna ideologia e ad alcun privilegio delle fonti istituzionali e religiose del sapere tradizionale. Questo scontro forse è il più interessante e ricco di mille sfaccettature, a volte divertente, e potrebbe essere definito come la conquista della Bastiglia del Terzo Millennio.

Gli arroccati nella Bastiglia, oltre alle tante nozioni apprese sui testi “canonici”, non hanno una idea chiara sulla consistenza del nuovo avanzante pensiero condiviso dai Cittadini della Terra, non asservito ad alcun nazionalismo, e basato sui valori immortali dell’anima, del numero e della ragione, che si accinge a dare l’assalto alla Bastiglia ove gli arroccati, potentissimi e agguerriti, sono i convinti difensori e propagatori dell’idea medioevale che la Civiltà è nata nella Grecia Classica e rinata con la scienza moderna nel Rinascimento ed è, pertanto, una prerogativa del pensiero rapace e predatore giudaico-cristiano .

Con la spedizione in Egitto di Napoleone Bonaparte e con la decifrazione dei gerohlifici iniziarono due secoli di scavi archeologici dai quali l’uomo moderno apprese per la prima volta dell’esistenza di una grande Civiltà, ricchissima di testimonianze, e antecedente di millenni a quella della Grecia Classica. Dalle prime traduzioni ed interpretazioni si cominciò a capire che una nuova prospettiva della storia  si ergeva nella sua maestosità, ma l’accettazione di una tale nuova prospettiva avrebbe comportato il riconoscere che la Civiltà non era nata nella Grecia Classica, ma in Paesi e popolazioni totalmente extra europei.

Era un boccone amaro che non si riusciva ad ingoiare. Troppo radicale e troppo rivoluzionario, e bisognava fare qualcosa per fermare questa follia del capovolgimento dello status quo.  La patata bollente, che si era venuta formando in sordina, scoppiò quando il professore tedesco August BOCKH pubblicò, tra fine ottocento ed inizi novecento, il risultato di una ricerca sulla metrologia antica da cui emergeva che tutte le unità di misura della Grecia Classica erano state importate in blocco dall’Antico Egitto (articolo 113) ove furono create e sviluppate. Ma che i Greci avessero potuto copiare gli Egizi era semplicemente insopportabile. Fu così che, molto brevemente, iniziò l’arrocco del pensiero tradizionale nella Bastiglia.

Negare l’evidenza fu da quel momento la regola perdurante ai giorni nostri. Occultando reperti, insegnando che “i numeri dell’antichità non contano”, affidandosi al silenzio, interpretando in modo mistificatorio, condannando all’emarginazione professori e studiosi di valore allontanatisi dai “canoni” tradizionali, e negando, negando e sempre negando, fu la risposta fondamentalista di questo pensiero rinchiuso nella Bastiglia.

Per non riconoscere le vere radici della Civiltà si è finanche cancellata dal cielo la stella più lucente, Sirio (articoli 21 – 24 – 61 – 65 – 116), la stella di Natale e dei Re Magi, che da non meno di 6000 anni a mezzanotte di ogni 31 Dicembre è in meridiano, al centro del cielo stellato, per tutti da vedere, e ciò significa che ancora oggi continua a sorgere eliacalmente, cioè assieme al Sole, ai primi di Luglio, annunciando oggi come allora la piena annuale del Nilo, sconfessando da sola le teorie di Copernico e Newton sulla precessione degli equinozi completamente fantasiose ed errate.

L’esito dell’accennato secondo scontro di concezioni è anch’esso, per il momento, a favore dei barricati nella Bastiglia dello status quo, ma non c’è dubbio che è solo questione di tempo prima che la Bastiglia sarà espugnata dai Cittadini della Terra che, con internet, sono in possesso dell’arma invincibile che è la comunicazione del nuovo pensiero.

L’esito del terzo scontro di concezioni  fra liberismo e socialdemocrazia resta nelle mani e nelle volontà dei Cittadini della Terra, ma appare chiaro ed evidente che per far tornare il lavoro, che è scomparso, in Italia ed altre Nazioni europee, occorre che ciascuna Nazione produca nelle sue fabbriche o aziende ciò che il Paese consuma, importando solo materie prime che non si possiedono.  

Il liberismo, com’è praticato oggi, è già stato sconfitto dalla storia e volerlo continuare ad imporre, e quindi rimanendo senza lavoro per le delocalizzazioni dei centri produttivi in Paesi a basso costo, porterà il Paese alla distruzione. Questo esito pertanto è già stato deciso dalla storia e sta ai Governi ed all’Uomo trarne le conseguenze.

7 Risposte to “129 – LO SCONTRO DELLE CONCEZIONI”

  1. E le stelle stanno a guardare!
    Sirio, canale dell’Energia Primaria per l’Evoluzione Armonica del Cosmo, rifulge della sua luce solo per chi sa .
    Perchè il cielo è il testo per l’ umanità che vuole evolversi e rivela tutta la Conoscenza acquisita nel corso della pur breve esistenza dell’essere umano sulla Terra.
    E’ la memoria dell’Anima, l’Akasha.
    Quelli che si riconoscono come anime in cammino vi possono attingere, sono i cittadini del Terzo Millennio e del futuro prossimo.
    Continuiamo sereni il nostro viaggio, molti di più ci seguiranno.
    Excellent +++++
    Love
    L

  2. ha la sua e la carta di soggiorno per motivi familiari. Chiedere la cittadinanza non è obbligatorio per restare legalmente in Italia (lei è da sempre qui regolarmente ed ora è assitente di studio odontoiatrica nonostante sia laureata in legge). Ma visto che paga le tasse sullos tipendio, perché non deve avere la possibilità di votare ed avere i miei stessi diritti, visto che i doveri ce li ha già? Con me sfondi solo una porta aperta dato che ho detto diverse volte che chi qui paga le tasse ed è in regola dovrebbe avere diritto a votare per le amministrive anche senza la cittadinanza ma solo con la carta di soggiorno cosi come dovrebbe essere piu tutelato. Mi chiedo solo perchè non vuoi dirmi quale cittadinanza ha,visto che chiedo piu che altro per curiosita mia personale.

  3. Il giorno avanti la celebrazione dei 150 dell’unificazione italiana, Papa Benedetto ha indirizzato al Presidente Napolitano, un Messaggio in cui sottolinea il ruolo del cristianesimo nel forgiare l’unità nazionale. Nel testo, il Papa sottolinea che malgrado le tensioni e le controversie che ha provocato questo processo storico, che ha portato alla scomparsa dello Stato pontificio e allo scontro con il nuovo Stato italiano, il contributo dei cattolici all’unità d’Italia è stato enorme.Nonostante il Risorgimento sia “passato come un moto contrario alla Chiesa, al Cattolicesimo, talora anche alla religione in generale”, “non si può sottacere l’apporto di pensiero – e talora di azione – dei cattolici alla formazione dello Stato unitario”, osserva. “Dal punto di vista del pensiero politico basterebbe ricordare tutta la vicenda del neoguelfismo che conobbe in Vincenzo Gioberti un illustre rappresentante; ovvero pensare agli orientamenti cattolico-liberali di Cesare Balbo, Massimo d’Azeglio, Raffaele Lambruschini”. “Per il pensiero filosofico, politico ed anche giuridico risalta la grande figura di Antonio Rosmini, la cui influenza si è dispiegata nel tempo, fino ad informare punti significativi della vigente Costituzione italiana”. Quanto alla “letteratura che tanto ha contribuito a ‘fare gli italiani’, cioè a dare loro il senso dell’appartenenza alla nuova comunità politica”, il Papa sottolinea l’opera di Alessandro Manzoni, “fedele interprete della fede e della morale cattolica”, e di Silvio Pellico, che “seppe testimoniare la conciliabilità dell’amor di Patria con una fede adamantina”. “E di nuovo figure di santi, come san Giovanni Bosco, spinto dalla preoccupazione pedagogica a comporre manuali di storia Patria, che modellò l’appartenenza all’istituto da lui fondato su un paradigma coerente con una sana concezione liberale: ‘cittadini di fronte allo Stato e religiosi di fronte alla Chiesa’”.

    • Lei si riferisce al terzo scontro.
      L’evoluzione però ha decretato la fine delle religioni e dell’idea liberale.
      Le religioni monoteiste, assieme a tutte le religioni, quali elementi distruttivi di divisione e odi fra gli uomini hanno dimostrato tutta la loro irrazionalità. E “il mio Dio è meglio del tuo” rende l’uomo facile preda della follia.
      L’idea liberale è crollata sotto i colpi di maglio terrificanti della storia delle guerre e sopraffazioni economiche scaturite dal non aver mai voluto definire e chiarire che la libertà. individuale o delle Nazioni, finisce dove comincia la libertà altrui.
      Essere cittadini di fronte allo Stato ed essere religiosi di fronte alla Chiesa è una aberrazione mentale perchè l’Uomo è Uno ed è soggetto alle leggi del Cosmo ove l’Amore è una compomente cosmica definibile dalla ragione e non dalla religione.
      Tutte cose che i Padri della Civiltà dell’antico Egitto sapevano e ci hanno tramandato prima che fossero concepiti gli aberranti monoteismi e la libertà infinita.

  4. Tra questi scritti politici il più noto e quello che ebbe maggiore risonanza e fu considerato la summa del pensiero politico degli ugonotti è il Vindicae contra tyrannos del 1579 : in questa opera, che raccoglie e riordina gli argomenti della produzione libellistica precedente, si pongono quattro domande: se i sudditi debbano obbedire ai sovrani qualora pongano dei comandi contrari alla legge divina; se è legittimo resistere ad un principe che vìoli la legge divina; se è legittimo resistere ad un potere oppressivo; se i prìncipi debbano soccorrere i sudditi di altri Stati perseguitati per la loro fede o soggetti alla condotta tirannica di un altro sovrano. Nelle Vindicae troviamo due patti (nell’opera incontriamo sovente i termini pactum e foedus), uno fra Dio, il re e il popolo ed il secondo fra il re e il popolo solamente. Il primo ovviamente non può essere considerato un contratto sociale né di governo ma, non rivestendo una significativa rilevanza dal punto di vista politico, ha lo scopo di agganciare la riflessione politica alla tradizione biblica nella quale si vogliono trovare le radici storiche anche del secondo patto, quello tra il sovrano e il popolo che trova la sua prima testimonianza storica nel patto concluso dal re Gioas con il popolo d’Israele (II, RE, 11). Bisogna considerare che, sebbene l’opera adombri una visione contrattualistica del rapporto governante-governati, tuttavia l’accordo primigenio non è visto come l’incontro di volontà autonome, piuttosto come la realizzazione fenomenica di una necessità universale, significata dalla presenza di Dio come termine di legittimazione del secondo patto; lo schema contrattualistico rimane comunque lo strumento più adatto per giustificare la resistenza al governo oppressivo, il diritto alla quale, nelle Vindicae, spetta non già all’intero popolo , bensì ai magistrati o alle assemblee, quindi a dei poteri intermedi.

    • Lei si riferisce al terzo scontro.
      Come da Lei ben spiegato, le idee liberiste odierne affondano le loro radici nel monoteismo biblico.
      Il monoteismo biblico diffuse l’idea dell’esistenza di un Uomo Divino, Dio, che ordinava all’uomo ciò che si doveva fare e ciò che non si doveva fare.
      Ma quando ciò avvenne l’uomo aveva già perso la conoscenza e dimenticato che nei millenni precedenti Dio era una entità astratta che si manifestava nelle leggi evolutive cosmiche discernibili dall’Uomo con la sua ragione.
      Queste leggi evolutive cosmiche concepivano il rispetto per tutte le componenti e le meraviglie dell’Universo al fine di crescere e svilupparsi in EQUILIBRIO con tutti gli elementi umani e naturali circostanti.
      Tali leggi furono rese universali e furono concretizzate con regole come:
      – NON INFERIRE SOFFERENZE
      – NON SPORCARE ACQUA CORRENTE
      – NON FAR VIOLENZA AD ALCUNA PERSONA
      – NON ARRICCHIRSI OLTRE IL NECESSARIO
      – NON INVADERE LA TERRA ALTRUI
      – NON FAR PIANGERE ALCUNA PERSONA
      – NON FAR VIOLENZA ALLA NATURA
      ….. e molte altre per un totale di 42.
      L’abbandono del cielo e l’abbandono delle leggi cosmiche evolutive costrinse l’uomo ad appellarsi ad un inventato uomo divino antropomorfo, Dio, per imporre delle lillipuziane regole che sono i 10 comandamenti.
      I concetti di equilibrio e armonia, rispetto per la natura e di progresso equilibrato, dopo molti millenni di trionfo, svanirono dal pianeta Terra e non vi tornarono mai più.
      Sappiamo però quello che è successo e basta guardare le facce e le tasche dei liberisti per rendersene conto.
      C’è un Paese però che va controcorrente, la Germania, che applica le leggi evolutive cosmiche di equilibrio ed armonia e rispetto, di cui nessuno si è accorto o di cui i liberisti fanno finta di non accorgersi.
      La Germania concretizza le regole cosmiche citate con una autorità centrale, il Governo, che “governa” l’economia ed il benessere dei cittadini con l’istituzione delle fsdce di prezzi – tariffe per medici ed altri professionisti – assenza di debiti – assenza di disuguaglianze abissali – assenza di sindacati politici -servizi sociali controllati, in una generale sobrietà che per i liberisti è un abominio.
      Ed appare chiaro che la forza di un progresso che nasce dal rispetto e dalle leggi cosmiche di equilibrio condurrà la Nazione, che adotterà questi nuovi e antichissimi principii, verso vette inimmaginabili di potenza e gloria.
      Questa forza e questo sistema oggi si chiama anche socialdemocrazia.

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