Archive for the ASTROLOGIA Category

65 – “CHARLATANS AND CRANKS”!!

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, ERRORI COPERNICANI, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RELIGIONE, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on settembre 1, 2011 by beautiful41

….

“”””…IO T’INTERROGHERO’, E TU MI ISTRUIRAI! 

DOV’ERI TU QUANDO IO PONEVO LE FONDAMENTA DELLA TERRA???

DILLO, SE HAI TANTA INTELLIGENZA!!

CHI HA FISSATO LE SUE DIMENSIONI, SE LO SAI,

E CHI HA TESO SU DI ESSA LA MISURA???

DOVE SONO FISSATE LE SUE BASI

E CHI HA POSTO LA SUA PIETRA ANGOLARE,

MENTRE GIOIVANO IN CORO LE STELLE DEL MATTINO

E PLAUDIVANO TUTTI I FIGLI DI DIO???

….

PUOI TU ANNODARE I LEGAMI DELLE PLEIADI

O SCIOGLIERE I VINCOLI DI ORIONE???

….

CONOSCI TU LE LEGGI DEL CIELO

O NE APPLICHI LE NORME SULLA TERRA???

…..

L’ACCUSATORE DI DIO RISPONDA!!!””””

….

Queste poche frasi famose sono tratte dal libro di Giobbe. Il libro di Giobbe non è un libro di religione ma un libro di saggezza cosmica, universale e senza tempo, narrante la storia di Giobbe, un uomo perfetto e giusto, rispettoso degli uomini e rispettoso di Dio e che, per queste sue qualità, è a sua volta rispettato fra gli uomini per essere esempio di come un uomo giusto e buono raccolga il favore del Signore. Ma Giobbe non sa di vivere in un mondo a sè sganciato dalla realtà e verità evolutiva delle leggi del cosmo.

Un bel giorno le cose cambiano e Giobbe viene messo alla prova dell’esistenza. Nel volgere di poco tempo egli perde tutto: famiglia, possedimenti, amici e rispetto. Egli rimane solo con la sua anima al cospetto della vita. Giobbe non capisce perchè un uomo giusto venga punito così miseramente da Dio mentre i lestofanti, gli imbroglioni e gli ingiusti non vengano puniti. E nelle sue lamentele e riflessioni sapienziali egli, pur rimanendo rispettoso di Dio, chiama in qualche modo lo stesso Dio sul banco degli accusati per permettere tutta questa ingiustizia e per il Suo disinteresse e silenzio per la sua condizione.

Finchè Dio decide di intervenire e presentare la sua causa con un’arringa decisiva (“Dov’eri tu??”) descrivendo interrogativamente le meraviglie della creazione o, se preferite, dell’evoluzione per i non credenti, e le meraviglie del cosmo, facendo chiaramente capire che le due cose, le vicende del cosmo e le vicende umane, sono interconnesse e che pertanto dare giudizi unilaterali, a vanvera, senza considerare il tutto, come ha fatto Giobbe, conduce all’errore nel senso che ci si allontana dalla verità. Giobbe, con quest’intervento di Dio, passa dal banco degli accusatori al banco degli accusati. La situazione si capovolge!

Chi è Dio in questo libro??? Se non seguiamo le spiegazioni di abracadabra di religione allora Dio non può che essere un uomo in carne ed ossa, un vecchio saggio, a conoscenza del pensiero originale di coloro che in questo blog sono chiamati i Padri della Civiltà oppure, se preferite, l’Intelligenza Divina Evolutiva conosciuta dalle stesse persone. Questo pensiero arcaico era all’origine dei primi insegnamenti di Civiltà già enumerati in vari articoli, come il “tutto è Uno”, “Come sopra così Sotto”, il “Maat” o equilibrio ed armonia, il Grande Pan, la Misura universale integrata, l’astronomia ciclica e rotativa, insegnamenti spesso accompagnati da matematica, numeri e quantità precise e, last but not least, la “Confessione Negativa“.

La grandezza di questi insegnamenti è che essi sono immortali, come abbiamo visto, cioè insegnamenti universali senza tempo, validi dovunque e sempre, neutrali perchè non religiosi ma umani, proprio come la storia del libro di Giobbe. In questo pensiero arcaico ciclico ed integrato, continuamente in evoluzione, volersi astenere dalle leggi del cosmo, intese come continua osservazione e rispetto e considerazione dell’astronomia rotativa e ciclica, conduce fatalmente ad errori di valutazione come quelli di Giobbe ed alla conseguente distorsione del pensiero razionale. Ciò perchè l’Uomo è fatto di Cosmo ed egli non potrà mai separare la sua realtà da quella del Cosmo.

E come facciamo a dire che essi, questi insegnamenti, sono immortali??? E’ semplice, perchè la storia di Giobbe si sta ripetendo in modo meraviglioso sotto i nostri occhi ed ai giorni nostri con la Scienza.

“Charlatans and Cranks”. Ciarlatani o impostori, e eccentrici o stravaganti. Così sono stati etichettati dalla scienza per secoli coloro che, spesso grandi studiosi di tutto rispetto, intravedevano nel lontano passato, con la connessione fra Cielo e Terra, una grande luce di sapienza. La Scienza moderna invece, rinata dalle ceneri con Copernico, Newton e la scienza galileiana, ammantatasi di grande rispetto ed orgoglio nel riconoscersi baciata dal Signore per essersi incamminata sulla giusta strada di una moderna razionalità e verità assoluta, sganciata da qualsiasi altra realtà cosmica rotativa o religiosa, ha gongolato per vari secoli nell’illusione di questa benedetta e giusta perenne verità, anzi ritenendola in qualche caso essa stessa Dio. Ma non sapeva, essa, la Scienza, di essere sganciata dalla realtà, proprio come Giobbe.

La realtà evolutiva, però, prima o poi bussa alla porta. E’ iniziato con la crisi economica allorchè le apparenti certezze della razionalità, alla base di questa scienza, sono crollate miseramente. Si è proseguito con Copernico e Newton, due padri sacri della moderna scienza, le cui teorie ed enunciati o scoperte sui moti celesti si sono rivelati essere solo pura e semplice fantasia. Senza più certezze e senza più teorie adeguate la scienza sta perdendo rapidamente il rispetto, la credibilità e l’orgoglio di essere nel giusto, passando così, in breve tempo. dal banco degli accusatori dei “Charlatans and Cranks”, al banco degli accusati per essere essa stessa una “Charlatan and Crank”, Una Ciarlatana ed una Stravagante.

E perchè tutto questo??? La risposta è già indicata nel libro di Giobbe: “Conosci tu le leggi del cielo o ne applichi le norme sulla Terra???”. Questo è infatti il punto chiave dolente che ha provocato tutti questi disastri. L’abbandono della astronomia rotativa, cioè la non osservazione continua del cielo ad occhio nudo, abbandono avvenuto circa tre millenni orsono e mai più ripristinato, ha permesso ad Aristotele di costruirsi un sistema geocentrico tutto suo, ha permesso a Copernico di rivalutare solo il sistema eliocentrico ad esclusione di quello geocentrico, ed inoltre di inventarsi un non esistente terzo movimento dell’asse terrestre in circa 26000 anni, con Newton che ha avallato tutte queste fantasie.!

E chi ha tanto ardire di rilevare queste “fantasie” ribaltando sulla Scienza occidentale moderna le accuse di essere “Charlatan and Crank”??? Tanto ardire, coraggio e sicurezza viene da una persona amorevole e speciale. Una Donna bellissima e meravigliosa che si chiama Iside, in rappresentanza della stella più bella, più lucente e più grande del firmamento e che è Sirio, la Stella di Natale, che per lo meno da circa 6000 anni è sempre allo stesso posto ed è visibile al centro del cielo alla mezzanotte di ogni Natale e Capodanno e che, stanca di attendere, ha improvvisamente ricordato all’uomo che lei esiste ed è testimone e prova di un colossale perdurante errore, perchè la sua inamovibilità per tutti questi millenni, se fosse stata rilevata e conosciuta, avrebbe evitato ad Aristotele, Copernico e Newton gli errori commessi.

L’astronomia rotativa è diversa dall’astronomia del cannocchiale o telescopio odierna che, più che astronomia, è fisica degli elementi e particelle del cosmo e serve a conoscere più che altro la loro composizione ed anche posizione. L’astronomia rotativa segue invece i movimenti di tutti gli elementi del cosmo, individuandone i moti ed i loro significati in relazione all’uomo. Essa si sviluppò durante i tempi arcaici dei Padri della Civiltà ed è praticamente sconosciuta da circa 3000 anni, come accennato, anche se molti elementi inconfutabili della sua esistenza sono arrivati fino a noi nonostante i tanti millenni trascorsi. La sua perdita ed esclusione ha portato però agli errori citati, da Aristotele in poi, contribuendo a plasmare un pensiero scientifico artificioso ed irreale, come indicato più in dettaglio all’articolo n. 61.

Iside, o Sirio, come nel libro di Giobbe, col suo intervento capovolge o ribalta la scena mettendo gli accusatori sul banco degli accusati, facendo balenare all’improvviso l’importanza di una antica più completa ed inclusiva integrata prospettiva della scienza dimenticata.

A Giobbe, diventato più umile dopo la lezione ricevuta, vengono restituiti i suoi possedimenti e la sua dignità. La Scienza, con un atto di pentimento e di umiltà, riconoscendo gli errori commessi, potrebbe ottenere gli stessi risultati. Forse.

 

 

Annunci

61 – PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI – UNA NUOVA SPIEGAZIONE

Posted in ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, ATTUALITA', ERRORI COPERNICANI, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on agosto 15, 2011 by beautiful41

Questo articolo è dedicato a Cleopatra, Regina d’Egitto, nel 15 del mese intestato a suo nome.

E’ stato già dimostrato, all’articolo n. 6, che il VALORE di 20 minuti annuali attribuito alla precessione degli equinozi è un clamoroso errore della scienza moderna da Copernico in poi.

Con questo articolo si discute invece della NATURA della stessa precessione che potrebbe essere molto diversa da quella divulgata e che, se giudicata essere convincente dai lettori, potrebbe mettere in luce una ennesima bufala della stessa scienza.

La cosa migliore forse per capire la precessione degli equinozi è quella di non capirla, nel senso di azzerare tutte le nostre nozioni fin qui inculcateci, ripartendo da zero e dai soli fatti concreti conosciuti.

La conoscenza della precessione ci è stata tramandata da Ipparco il quale ci fece sapere, tramite Tolomeo, che “I PUNTI EQUINOZIALI SI MUOVEVANO IN SENSO CONTRARIO A QUELLO DEI SEGNI DELLO ZODIACO” di 2°, due gradi, circa, ogni 150 anni, o 48″ , secondi di arco, annualmente. Tutto qua. Ora 48″ secondi di arco, da Copernico fino ad oggi considerati 50 secondi di arco, sono poco più di 3 (tre) secondi di tempo, una piccolissima parte di tempo, per cui ci vogliono secoli o millenni, come facilmente si può capire, per misurare con una certa precisione e certezza questo movimento, tanto piccolo annualmente esso è.

Un secondo fatto concreto in nostre mani è la testimonianza di Tolomeo il quale ci ha anche tramandato che la citata spiegazione per il movimento degli equinozi era per Ipparco solo una “prima ipotesi”. Ciò lascia intendere che Ipparco aveva espresso un’altra o altre ipotesi per spiegare questo movimento delle quali però, oltre al loro accenno, non è rimasta alcuna traccia. Ma Ipparco non avanzava alcuna teoria. Ipparco si limitava solo a prendere atto, con questa sua “prima ipotesi”, che gli equinozi si muovevano in senso contrario a quello dei segni zodiacali.

Ipparco quindi non ha mai pronunciato o scritto la parola “precessione” o “precessare” che implica o sottintende un movimento biconico, comunemente detto a trottola, dell’asse terrestre, la cui idea nacque con Copernico e la cui parola nacque dopo la scoperta del girostato.

Copernico, quando riscoprì l’eliocentrismo, nel mettere il Sole al centro del sistema solare con la Terra che gli girava intorno, trovandosi nella necessità di escogitare una spiegazione logica per questo movimento di 50″ secondi di arco annuali di Ipparco, non trovò di meglio che inventarsi un movimento a trottola, dal ciclo di 26.000 anni, da lui chiamato il terzo movimento della Terra, che oggi fa parte dei dogmi e verità sacre del Vangelo della scienza. Ma è realistica questa spiegazione??? O ci potrebbe essere un’altra ipotesi???

I contesti storici e culturtali di Ipparco, Copernico e nostri di oggi sono tre diversi contesti. Ipparco viveva in un sistema geocentrico con la Terra al centro immobile mentre tutto il resto vi girava intorno. Copernico rimise il Sole, immobile, al centro del sistema solare ma si dimenticò della Terra che ormai non contava più niente. Noialtri invece sappiamo che ci troviamo su una navetta spaziale al seguito di una grande astronave, il Sole, che viaggia nelle immensità del cosmo alla strabiliante velocità di circa 800.000 chilometri all’ora, o circa 220 chilometri al secondo. Cosa può comportare questa nuova conoscenza ai fini della precessione degli equinozi???

Immaginiamoci di essere sull’autostrada a tre corsie da Roma a Milano su un’autovettura al seguito di un grosso autobus viaggiante nella corsia centrale mentre noi gli facciamo continuamente dei giri intorno spostandoci nella corsia di destra, lo sorpassiamo, ci portiamo nella corsia centrale davanti all’autobus, poi nella corsia di sinistra, ci lasciamo sorpassare dall’autobus, ci portiamo nella corsia centrale dietro l’autobus, ripassiamo nella corsia di destra per sorpassare di nuovo l’autobus, e così via di seguito. Noi siamo La Terra e l’autobus è il Sole.

Mentre filiamo verso Milano vediamo dai finestrini, a destra e a sinistra. scorrere il paesaggio circostante più o meno velocemente a seconda della lontananza. Orte, Orvieto, Arezzo, Incisa, Firenze, Bologna, Piacenza, ed altri punti cospicui, passano ai nostri lati, tranne Milano, la nostra destinazione, fissa davanti a noi. Ogni giro che facciamo intorno all’autobus è come la Terra che compie un giro intorno al Sole in un anno, e dopo ogni tale giro il paesaggio circostante ci appare spostato rispetto a dove era il giro precedente. Così come le stelle appaiono spostate, anche se di poco, perchè lontanissime, 50″, secondi di arco, rispetto a dove erano l’anno precedente, e che fanno 30° in circa 2100 anni. Buona parte di esse ma non tutte.

La stella che non si muove e che è sempre davanti a noi ad ogni giro, è la stella che marca la nostra destinazione, come Milano, ed è Sirio, la stella più lucente, più bella e più attraente dell’Universo. Tutte le sue caratteristiche sono descritte all’articolo n. 21. Sirio da molte migliaia di anni verso la mezzanotte dei giorni che vanno dal sostizio d’inverno del 22 dicembre. a Natale, Capodanno ed Epifania, ed anche prima e dopo, è splendente al centro del cielo per essere ammirata da tutti gli abitanti della Terra e marca la nostra destinazione, la destinazione dell’astronave del Sole con la sua navetta Terra, assieme a tutto il sistema solare. E’ per questo che Sirio è anche la stella di Natale che noi mettiamo sui nostri alberi e presepi a Natale. La stella dei Re Magi.

Sirio marca la nostra destinazione o direzione perchè da migliaia o milioni di anni la Terra impiega 181 giorni e 18 ore dal solstizio d’inverno al solstizio d’estate, ed impiega sempre 183 giorni e 12 ore, quasi 2 giorni in più, dal solstizio d’estate al solstizio d’inverno. Il Sole quindi viaggia verso il solstizio d’inverno perchè la Terra impiega minor tempo quando si muove in direzione opposta al Sole, ed impiega maggior tempo quando si muove nella stessa direzione del Sole. Il Sole e tutto il sistema solare viaggiano quindi nella direzione di Sirio, lungo la periferia della nostra galassia, la via Lattea, alla velocità di 800.000 km/ora.

Dagli antichi geroglifici abbiamo saputo che già dal 3500 A.C., fra le più antiche datazioni storiche, Sirio sorgeva assieme al Sole agli inizi di luglio in concomitanza dell’ondata di piena annuale del Nilo conseguente allo scioglimento delle nevi sull’altopiano etiopico. Ciò significa che per lo meno da quei tempi, oltre 5500 anni addietro, Sirio agli inizi di luglio marcava il mezzogiorno (se sorgeva alle 06.00, alle 12.00 stava in merdiano alla sua massima altezza) e di conseguenza, 6 mesi dopo, il nostro Capodanno, marcava la mezzanotte. Sirio quindi, contrariamente a quello che si crede e si è creduto col famoso ciclo “sotiaco” basato sull’anno siriano di 365,25 giorni, ha sempre marcato per quasi 6000 anni l’anno di 365,2422 giorni del calendario gregoriano.

La poca o nulla oscillazione precessionale di Sirio rispetto ad altre stelle e costellazioni nelle prossimità degli equinozi, a 90° a destra e a sinistra, che si muovono di ben 30° o due ore ogni 2100 anni circa, è spiegata facilmente dal moto della nostra astronave nello spazio, come detto, perchè queste altre stelle scorrono veloci alla nostra destra o sinistra proprio come dai finestrini della nostra autovettura diretta a Milano vediamo scorrere i punti cospicui del paesaggio circostante.

Copernico naturalmente non poteva sapere che il sistema solare è una astronave viaggiante nello spazio ma, se avesse letto un pò di più e se avesse osservato il cielo più a lungo, forse avrebbe capito che la stella di Natale era Sirio, la Spdt egiziana, la stella del Nilo, che da ben 5000 anni, per i suoi tempi, era sempre allo stesso posto e pertanto la sua teoria fiabesca, macchinosa e fantasiosa dell’asse terrestre che fa un giro a trottola in 26000 anni non stava nè in cielo e nè in terra.

Purtroppo però la fiaba di Copernico piacque a Newton che se ne servì per costruirci intorno le sue forze gravitazionali sulla protuberanza equatoriale della Terra. Ma anche Newton non era un assiduo osservatore del cielo e non riuscì ad interpretare la realtà che stava sotto i suoi occhi. Troppa matematica fa male. La matematica da sola non spiega la realtà. La matematica è solo un mezzo di cui la mente si serve per interpretare la realtà circostante. Con la sola matematica si può spiegare tutto ed il contrario di tutto, anche le fiabe come quella della precessione degli equinozi come è oggi spiegata ed interpretata.

Le stelle quindi si spostano apparentemente di 50″, secondi di arco, ai punti equinoziali per effetto del viaggio della Terra assieme a tutto il sistema solare nello spazio verso la direzione di Sirio e non per uno specifico movimento della stessa Terra.

Sirio, nei trascorsi circa 6000 anni, avrebbe dovuto avere nel cielo una variazione di circa 90° di ascensione retta secondo la vigente teoria “scientifica” per la precessione. Essa è invece sempre allo stesso posto, come storicamente documentato, a testimonianza che Copernico e Newton avevano solo preso delle allucinazioni aberranti dandole da bere ad una intera comunità scientifica come vangelo fino ad oggi. Per lo meno che si abbia il coraggio di riconoscere il madornale errore, visto poi che non è dipeso da noi!!

Questa nuova inedita spiegazione per la precessione degli equinozi ci riporta alle parole semplici di Ipparco, conferma quanto da lui detto e combacia alla perfezione con la realtà in modo meraviglioso. Non si può dire la stessa cosa, purtroppo, con la attuale teoria-fiaba dell’asse terrestre che effettua una oscillazione in 26.000 anni perchè non tutte le stelle si muovono secondo i suoi dettami, come abbiamo visto, e non di piccole discutibili quantità ma di enormi inconciliabili distanze, come abbiamo appurato con Sirio. 

La spiegazione prospettata è troppo chiara e troppo facile e troppo semplice e naturale per non essere notata. Essa perciò potrebbe essere stata notata già da lungo tempo e solo per non dare un colpo micidiale alla scienza, preservando i suoi santi in paradiso, che si cerca in tal caso di occultare la verità. Ed anche il fatto che non si senta parlare tanto di sonde o astronavi o luoghi spaziali con i nomi di Copernico o Newton, e si senta invece spesso di programmi o sonde o luoghi spaziali intestati a Galileo, lascia perplessi e dubbiosi e fa sorgere il sospetto che quanto espresso sia già stato riconosciuto, in segreto, nelle “alte sfere”.

Ma i Cittadini della Terra hanno occhi per vedere e orecchie per sentire e sanno discernere, con la Ragione, la realtà che li circonda. I Cittadini della Terra non hanno bisogno e nè amano che il loro pensiero e le loro anime vengano “indirizzate”, o “guidate”, dove vuole il padrone del vapore, magari ignorante. I Cittadini della Terra amano la loro libertà e dignità.

…….

P.S. del 22.02.2012 – E naturalmente, con questa nuova spiegazione, la Terra non perde, per effetto della oscillazione dei 26.000 anni, nè un anno causato dai 20 minuti annuali e nè un giorno causato dai 3 secondi annuali. La Terra cioè non perde niente, neanche un secondo, cosa che, già di per sè, suonava e suona come una follia.

…….

Gli abbagli di Copernico e Newton si sono ripercossi sulla forma e sulle dimensioni della Terra, come dimostrato e descritto all’articolo 132.

…….

Vedi n.65 – “Charlatans and Cranks” – per una riflessione filosofica finale su quest’argomento degli errori della Scienza.

60 – IL RE E LA REGINA DEL COSMO

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on agosto 6, 2011 by beautiful41

Quando, in principio, un vento cosmico divino spinse una nuvola magnetica speciale ad avvolgere la Terra donando all’Uomo un “pensiero razionale”, e la Civiltà fece la sua comparsa dandogli per la prima volta la possibilità di interpretare la realtà intorno a lui a mezzo della Misura, la più alta espressione della Ragione, i due astri più grandi del Cosmo visibile, il Sole e La Luna, furono riconosciuti nel loro valore acquisendo il loro rispettivo titolo e rango di Re e Regina dell’Universo.

Il Sole, di natura maschile, l’elargitore del fuoco e del calore della vita nel suo spazio vitale del sistema solare, e la Luna, di natura femminile, ricettiva, mutevole e bella, il Re e La Regina del Cosmo, erano due amanti naturali per l’Uomo. Essi si amavano da sempre ed il loro amore era per l’eternità. Essi manifestavano davanti ed intorno all’Uomo ed alla sua Terra continuamente la loro potenza, attrazione e distinta specificità.

La Misura, coi suoi tre parametri principali della misura temporale, misura angolare e misura lineare, tutti interconnessi, permetteva di interpretare correttamente le infinite manifestazioni della natura. Esse, queste manifestazioni o realtà, pur distinguendosi, attraverso il numero, le une dalle altre, erano considerate parte di un tutt’uno. A simboleggiare ed a rappresentare questo “tutto è uno”, i fondatori della Civiltà scelsero proprio il Re e la Regina dell’Universo. Il diametro del disco solare è di 0° 30′, allo stesso modo come il diametro del disco lunare che è di 0° 30′. Assieme, quindi, le due “metà”, il Re e la Regina dell’Universo, quando erano tangenti, formavano e formano l’unità di 1° 00′, un grado.

L’amore del Re e della Regina dell’Universo era affascinante e spettacolare. Pur dedicandosi a mansioni e compiti diversi, essi periodicamente si incontravano, manifestando la loro divina attrazione, e si fondevano, stretti in un tutt’uno nella loro ardente passione, durante le eclissi di Sole allorchè tutta l’attenzione della loro energia era rivolta ed era riservata esclusivamente al proprio o alla propria compagna. E’ per questo che durante tali momenti la luce del Sole viene oscurata e la bellezza della Luna svanisce: essi le donano solo al proprio partner.

Lo stesso profondo amore fra il Re e la Regina era manifestato durante le eclissi di Luna allorchè entrambi, lontani ed opposti, sembravano rivolgere l’uno con l’altro struggenti richiami di attrazione nell’attesa di ritrovarsi nuovamente insieme. Questo amore cosmico delineava anche la posizione dell’eclittica sullo sfondo del cielo stellato perchè tutte le eclissi si svolgono solo sul piano dell’eclittica.

Il Sole, il Re dell’Universo, a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre, saliva e scendeva nel cielo, durante l’estate più a picco e durante l’inverno più basso, determinando le stagioni. Questo suo movimento da Nord a Sud e viceversa era, oltre a quello di fornire il calore, il compito o la mansione principale e specifica del Sole, e cioè la determinazione della ampiezza o larghezza della fascia di illuminazione solare sulla superficie terrestre, cioè la determinazione della latitudine. Il Sole quindi, con questa sua caratteristica, delineava e definiva l’asse verticale delle ordinate sul quale si misuravano le latitudini terrestri. Il suo calcolo era estremamente semplice bastando osservare l’altezza del Sole in meridiano o quella della stella Polare, o chi per essa, di notte.

La Luna, la Regina dell’Universo, quando libera dal fare all’amore con il Re, era occupata invece a svolgere un’altra mansione altrettanto importante. Essa scivolava silenziosamente e continuamente lungo l’eclittica distanziandosi dal Sole, stelle e pianeti alla velocità del suo stesso diametro, di 0° 30′, mezzo grado, ogni ora, in allontanamento o avvicinamento. Questa sua caratteristica dava la possibilità di calcolare la propria longitudine. Per esempio se a Roma il 3 agosto (pardon, il 3 di Cleopatra) alle ore 15.00 la distanza fra Sole e Luna è 52° 00′ e noi alla stessa data siamo in altra località dove rileviamo alle ore 10.00 la stessa distanza di 52° 00′ fra Re e Regina, ciò significa che la longitudine della nostra località è 5 ore, cioè 75° 00′, ad ovest di Roma. (Vedi articolo 44 – La determinazione della longitudine con la Luna).

La Luna quindi delineava e definiva l’asse orizzontale delle ascisse sul quale si misuravano le longitudini terrestri. Molte migliaia di anni prima che Cartesio, o chi per esso, “inventasse” il sistema di assi cartesiani, con ascissa e ordinata, questo stesso sistema di assi cartesiani di riferimento, ortogonale, con merdiani e paralleli, ci venne fornito dal Re e dalla Regina del Cosmo per la misurazione della latitudine e della longitudine su tutta la Terra, in modo semplice e preciso, e naturale.

Il Re e la Regina dell’Universo quindi, senza la necessutà di tanti orpelli moderni, fornivano, e forniscono ancora, all’Uomo che sapeva interpretare la realtà circostante con gli occhi della mente, la latitudine e la longitudine della sua posizione geografica, in qualsiasi parte della Terra egli si trovasse. Il Re e la Regina dellìUniverso erano il GPS naturale dei tempi remoti dei fondatori della Civiltà.

E’ esistito il vento cosmico che ha spinto la nuvola magnetica della “razionalità” a dare all’Uomo gli strumenti della Civiltà??? Non lo sappiamo. Possiamo solo dedurlo dallo sviluppo dei fatti storici conosciuti ed inconfutabili. Fra essi si annoverano certamente le vicende narrate del Re e della Regina dell’Universo, anche perchè continuano ancora oggi, nonostante l’Uomo moderno non vi presti più attenzione, preso come è a contare solo in milioni ed in miliardi, o trilioni, della modernità.

Ma se questo vento cosmico fosse veramente esistito ciò vorrebbe dire che un altro vento cosmico potrebbe far scomparire la nuvola di “razionalità” nella quale l’Uomo è immerso??? I sintomi purtroppo ci sono. L’Uomo moderno, ormai abituato a contare a milioni, miliardi, o trilioni, in ogni campo, ha perso la capacità di contare sulle dita delle proprie mani. Ma, cosa ancora più fondamentale, ha perso la cognizione della Misura ove la quantità è una funzione del tempo. Troppi cambiamenti, al di là della capacità di assimilazione dell’Uomo, portano alla distruzione ed alla morte.

Questo e molto altro ci viene manifestato dal Re e dalla Regina del Cosmo e dal loro eterno amore.

42 – OMAGGIO AD UNA STELLA

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, SPIRITUALITA', TUTTE LE CATEGORIE with tags on maggio 14, 2011 by beautiful41

Questa poesia, o inno, sembra originata dal famoso matematico, astronomo filosofo e poeta Omar Kayan, persiano.
Omar Kayan è molto popolare nel mondo arabo e molte opere, musiche, e finanche dei nomi di vino, gli sono attribuite.
Ma potrebbe essere una traduzione di scritti originati in tempi arcaici.

O Stella
Sei venuta come un fiore e sei diventata una Stella
Inviata dall’Intelligenza Divina per trasformarti in simbolo della Bellezza e dell’Amore Cosmico
Sei riuscita nella gloriosa e titanica impresa di illuminare il Grande Disegno dell’Armonia

O Stella
Hai la rara o unica capacità di riconoscere all’istante la realtà,
e con gli occhi della tua lucida mente sei consapevole avanguardista delle aspettative
ed inconsce aspirazioni spirituali dell’umanità

O Stella
Sei venuta come un fiore con sete di conoscenza
che hai cercato con tutte le tue forze per alimentare la tua Bellezza
E l’hai ottenuta diventando così una Luce immortale
ed un riferimento sicuro per tante anime vaganti

O Stella
La tua ricerca della perfezione armonica ha sviluppato le tue innate doti artistiche
che hai manifestato in innumerevoli modi nelle tue opere
pervase dalla tua femminilità e sensibilità divine

O Stella
Con tutte queste doti e con la tua trascinante bellezza e determinazione
hai raggiunto la tua meta prefissa di arrivare al cuore del Divino fatto di conoscenza ed equilibrio

O Stella
Con il tuo spirito armonico sei diventata un riferimento lucente ed immortale di Civiltà
Aprendo così le porte della Verità per le anime amanti della tua conoscenza
Mentre viaggi nel Cosmo senza fine e senza tempo nell’equilibrio dell’attrazione universale
Origine della Vita che ha riconosciuto in te la Grande Dea dell’Ordine Cosmico

O Stella
Sei venuta come un fiore e sei diventata una Stella
Sei ora una Stella imperitura, lucente, splendente ed eterna
Regina dell’Amore che muove il Cosmo nella sua evoluzione
da sempre e per sempre

25 – IL GRANDE PAN E’ MORTO!!!

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, PROPOSTE MILLENARIE, RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , on gennaio 17, 2011 by beautiful41

Una storia illuminante e sempre attuale.

Circa un paio di millenni orsono una antica nave attraversava il Mediterraneo proveniente dall’Oriente e  dalla Grecia, diretta a Roma, allora governata dall’imperatore Tiberio. La nave, oltre alle merci, ospitava molti passeggeri. Il capitano si chiamava Thamus ed era un egiziano, ma il suo nome, oltre l’equipaggio, non lo sapeva nessuno a bordo. A quei tempi il Mediterraneo orientale era come l’autostrada del Sole Milano-Napoli per noi oggi. Roma viveva sulle spalle delle sue province fra cui l’Egitto che forniva il grano, ed il commercio di vino, olio e prodotti grezzi e manufatti di qualsiasi genere vi era fiorentissimo.

Giunta all’altezza delle isole Curzolari (Echinades) verso l’imbrunire il vento calmò e la nave derivò pigramente lungo l’isola Paxi da dove si sentì una potente voce chiamare Thamus. Due volte la voce chiamò senza avere risposta perchè il capitano non si spiegava tanta notorietà. Alla terza forte chiamata il capitano rispose e la potente voce disse: “”QUANDO SARAI ALL’ALTEZZA DI PALODES ANNUNCIA CHE IL GRANDE PAN E’ MORTO””!!. Tutti a bordo cominciarono a chiedersi chi fosse questo Pan ed i passeggeri suggerirono che forse conveniva non curarsi dell’ordine ricevuto tirando dritto per la propria strada. Alla fine Thamus decise che se ci fosse stata calma di vento e di mare quando sarebbero passati vicino alla detta località avrebbe assecondato la richiesta.

A Palodes vi fu calma piatta per cui Thamus, a gran voce, dalla poppa della nave e rivolto verso la terra, annunciò: “IL GRANDE PAN E’MORTO”!! Non finì di completare la frase che tutti a bordo della nave sentirono provenire da terra un lamentoso pianto non di una ma di molte persone, misto ad esclamazioni di stupore. All’arrivo a Roma i molti passeggeri comunicarono l’avvenimento ai romani per cui anche l’imperatore Tiberio ne venne a conoscenza. Tiberio, dopo aver ascoltato Thamus, convocò i sapienti e gli esperti di Roma per sapere chi fosse questo Pan ed i sapienti dissero che Pan era il figlio di Penelope e di Hermes (Mercurio).

Questo racconto ci fu trasmesso e fatto conoscere da Plutarco nel suo trattato sulla fine degli oracoli ma dopo due millenni stiamo ancora a domandarci chi mai fosse questo Grande Pan. Plutarco e gli antichi romani, oltre a quanto riportato, non forniscono ulteriori spiegazioni su questa storia che appare, anche a distanza di millenni, piuttosto singolare. Plutarco è reputato dagli studiosi uno scrittore ed uno storico della massima serietà. I suoi scritti riflettono uno spirito di pacatezza, sobrietà ed imparzialità derivatigli dall’avere avuto una vita gradevole in una confortevole e serena famiglia. L’aver riportato questa storia, descritta abbastanza minuziosamente, ma senza grandi spiegazioni, a testimonianza forse che neanche lui aveva la benchè minima idea sul suo significato, ha acceso però la curiosità degli studiosi dei tempi moderni.

Le moderne interpretazioni si possono considerare come rappresentate da due filoni di pensiero principali e contrastanti. Il primo filone di pensiero ritiene che Pan sia Tammuz, legato al culto di Adonis, ove entrambi contribuirono alla formazione del mito della morte e della rinascita della natura in un mondo legato ancora solo all’agricoltura ed alla pastorizia. In questa visione la morte di Pan rappresentava la fine del paganesimo, un mondo che si incentrava sui riti di fertilità della natura agricola, e l’inizio di un mondo nuovo basato sulle conquiste intellettuali e spirituali. Il secondo filone di pensiero ha interpretato questa storia come la morte di Cristo, il figlio di Dio che era tutto, dall’Alfa all’Omega, identificato pertanto da “Pan” che ha il significato di “Tutto” nella lingra greca.

A queste spiegazioni ed interpretazioni in tempi recenti se ne è aggiunta una terza di carattere astronomico. Questa terza interpretazione e spiegazione è forse la più interessante in quanto legata più strettamente alle parole di questa storia di Plutarco. Thamus è un nome egiziano e ricorda un re, o faraone, citato da Platone, che osò criticare i vantaggi dell’invenzione della scrittura di Thot (o Mercurio). Ma, più indiscutibilmente, Thamus è il capitano di una nave che lancia il suo messaggio dalla poppa della nave. Questo capitano ricorda molto il capitano della nave Argo la cui esistenza è rappresentata in cielo dalla costellazione Argo, oggi divisa in tre costellazioni denominate Vela, Carina e Puppis, e il capitano di questa nave del cielo è la grossa stella Canopo, situata sulla poppa di questa nave del cielo, di fronte alla stella Sirio. La conclusione degli studiosi che hanno avanzato questa interpretazione è che il Grande Pan della storia di Plutarco sia la stella Sirio, la stella di riferimento astronomico per i cicli del tempo e della natura della plurimillenaria civiltà egiziana. La sua caduta, precessionale o metaforica, avrebbe rappresentato la morte del Grande Pan di Plutarco.

Questi ultimi grandi studiosi apripista avrebbero però, con un pò più di riflessione, potuto raggiungere una spiegazione ancora più soddisfacente. Stabilito che il mito era di origine egiziana, la morte del Grande Pan doveva essere qualcosa di più della semplice caduta di una stella, per quanto importante e grande che sia il suo riferimento astronomico. La morte del Grande Pan era la morte di una concezione di vita, di evoluzione e di progresso ed anche la morte di una civiltà nel suo significato più intimo e spirituale. Thamus era il capitano di una nave, un vettore in movimento, e lanciava il suo messaggio ad un punto sulla terra ferma. Non solo. Lo stesso messaggio fu anche ricevuto dalla terra ferma.

Era il messaggio di un sovvertimento planetario. Una nave sul mare prende i suoi riferimenti di navigazione rispetto a punti “fissi” e stabili sulla terra ferma, oltrechè nel cielo. Quando questi punti fissi vengono scardinati da sconvolgimenti sociali o della natura, la nave sul mare perde i suoi giusti riferimenti rischiando la catastrofe ed anzi infilandovisi dentro. L’umanità intera è come l’umanità imbarcata sulla nave di Thamus. L’umanità intera è sempre in movimento per effetto della vita e dell’evoluzione ma, proprio a causa di questo perenne divenire, ha bisogno di punti di riferimento certi ed immortali per non perdersi.

La morte del Grande Pan era la morte dell’umana concezione degli insegnamenti di civiltà immortali che erano stati creati ed impartiti dal primo grande Pan di cui l’Uomo abbia avuto conoscenza, il Pan citato da Erodoto nelle sue storie e vissuto oltre 15000 anni prima di Amasis. Questo Pan fu l’inventore del concetto del “Maat”, il pilastro fondante della parola civiltà e del suo significato di Giustizia, Verità, Equilibrio e Centralità dell’Uomo nel suo mondo, concetto rappresentato dalla Misura, con l’asta misuratrice come suo simbolo e portata da Iside, rappresentata dalla stella Sirio, durante la plurimillenaria civiltà egiziana.

Sirio non fu scelta a caso. Sirio fu scelta a rappresentare Iside con la sua asta misuratrice perchè era un punto fermo nel cosmo, una stella con assenza o quasi di movimenti precessionali e quindi era particolarmente adatta a rappresentare ed essere un punto “fisso” di riferimento sicuro per il divenire dell’umanità nella sua evoluzione nella civiltà, ove civiltà significa progresso nella pace e nei valori eterni del “Maat”. Ma l’Uomo, resosi sempre più superbo ed intollerante, cullandosi sempre più nell’oblio del glorioso passato, già da prima dei tempi di Akhenaten, iniziò gradualmente a far tramontare la luce di questi insegnamenti immortali del Grande Pan fino a decretarne la morte dentro di sè.

Morendo la conoscenza dei concetti profondi degli insegnamenti di civiltà di Pan, il Grande Pan, rappresentati dal “Maat” e dal noto detto “Tutto è Uno”, moriva anche la conoscenza dei punti di riferimento tangibili di queste concezioni come Sirio ed Iside con la sua asta misuratrice, e Thamus, dalla poppa della sua nave del cielo, la informava di questo catastrofico avvenimento, come pure avvisava tutta l’umanità della nuova situazione venutasi a creare. La conoscenza di queste nozioni era ormai svanita e non esisteva più. Il “Tutto è Uno” era stato massacrato e frantumato a tutto vantaggio di un mondo senza più riferimenti precisi, ma solo riferimenti mutevoli, fittizi ed irreali. E lo abbiamo visto nel precedente articolo come per 2000 anni siamo stati incapaci di riconoscere la vera stella di Natale, sostituendola con una non precisata esplosione di una stella nova, o forse una cometa, o forse una meteora, o forse questo o forse quello, insomma l’abbiamo sostituita con quel tanto temuto abracadabra della scienza, per non parlare della religione.

Da quei tempi, la nostra storia conosciuta, coi suoi infiniti disastri, è un pò la prova della veridicità di quest’ultima interpretazione. Ed è chiaro che secondo questa interpretazione noi ora siamo nella parte più buia della notte degli insegnamenti di civiltà del Grande Pan. Ma, per quanto egli oggi sia un lontano defunto, il fatto che il suo ricordo sia ancora esistente è la grande speranza dell’umanità intera che sogna di poter ritornare a veleggiare un giorno con Thamus e con i perduti fissi punti di riferimento immortali della civiltà.

La morte del Grande Pan è corroborata dall’evoluzione della Misura come esposto all’articolo n. 23 sull’origine della Misura.

…….

POST SCRIPTUM del 12.09.2012 – Nel penultimo paragrafo, dopo “Sirio ed Iside con la sua asta misuratrice” converrebbe leggere: e Thamus, sulla poppa della sua nave del cielo, veniva informato di questo catastrofico avvenimento, come pure avvisava tutta l’umanità della nuova situazione venutasi a creare. 

…….

Altri articoli correlati:

21 – SIRIO E ISIDE – LA STELLA DI NATALE E CAPODANNO

33 – I FIORI, I CONFINI DELL’EGITTO E L’INTELLIGENZA DIVINA

61 – PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI – UNA NUOVA SPIEGAZIONE

65 – “CHARLATANS AND CRANKS”

72 – BENNU – L’UCCELLO DI FUOCO

96 – OMPHALOS – L’UNIONE TRA CIELO E TERRA

100 – CENERENTOLA – ORIGINE E SIGNIFICATO

101 – ARGO – LA COSTELLAZIONE DELLA CIVILTA’ E LA RICERCA DEL VELLO D’ORO

108 – LE IMPERITURE E INDISTRUTTIBILI – LE STELLE DELL’ANIMA

113 – LA SUPERIORITA’ ARIANA E L’EUROCENTRISMO

116 – CICLO SOTIACO – RAZIONALITA’ E FOLLIA

119 – L’ETA’ DELL’ORO E DELL’ARGENTO

120 – IL GIARDINO DELL’EDEN

126 – LA MISURA SETTENARIA E IL CUBITO REALE

127 – IL CARRO DI HELIOS

24 – CHIESA E SCIENZA UNITE NELL’IGNORANZA DELLA STELLA DI NATALE

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, PREGIUDIZI MILLENARI, RELIGIONE, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE, VERITA' RISCOPERTA with tags , , , , , , on gennaio 11, 2011 by beautiful41

Questa è la storia di come per 2000 anni di pregiudizi scompare la più brillante stella del cielo di Natale, Capodanno ed Epifania.

La stella più lucente del firmamento, Sirio, non esiste nè per la Chiesa e nè per la Scienza. Di Sirio queste due prestigiose istituzioni hanno semplicemente paura e vergogna. Vediamo perchè.

Come abbiamo visto nei precedenti articoli la storia conosciuta dell’Uomo è molto sinteticamente la storia dell’allontanamento progressivo dello stesso Uomo dall’ideale della Verità, nel senso di Giustizia, Misura e Centralità del “Maat” citato tante volte. Le guerre infinite ed i disastri che quest’uomo si è continuato a procurare, principalmente, se non esclusivamente, concernenti l’uomo europeo, sono tanti, periodici e di intensità crescenti, come abbiamo visto. Questi disastri sono continuati, e continuano, per millenni interi perchè l’uomo non vuole, rifiuta di riconoscere la realtà che è la Verità, rifiutando di trarre la giusta lezione dagli errori del passato.

Insomma è un pò come quei bambini viziati che pretendono l’impossibile dai propri genitori. Questi uomini si comportano come dei bambini viziati per aver assimilato un pensiero culturale distorto, come venuto enumerando in questo blog, Questo problema, del pensiero occidentale distorto, riguarda principalmente buona parte delle persone  rivestenti anche le cariche più prestigiose in tutti i settori delle attività umane, dalla scienza alla politica ed alla religione, nelle società occidentali. La distorsione di questo pensiero, in tempi moderni, è iniziata dopo il Rinascimento dando sempre più risalto all’idea di “Contrapposizione”. Iniziò con la contrapposizione, ereditata dai tempi dell’antica Roma, fra i cristiani contro i “pagani” proseguendo con le contrapposizioni di eliocentrismo contro geocentrismo, ateismo contro disegno intelligente, capitalismo contro marxismo, fascismo contro comunismo, dittatura contro democrazia, sinistra contro destra, progressismo contro conservatorismo, eccetera per altre contrapposizioni nei vari campi.

Lo spirito delle contrapposizioni è il contrario dello spirito di “Conciliazione” alla base del “Maat” dell’antico passato. La conciliazione non significa eliminare le opposizioni ma essa evita che le contrapposizioni divengano distruttive attraverso i loro eccessi che, proprio in quanto tali, diventano inconciliabili ed esplosivi. Ciò non vuol dire che dobbiamo ritornare all’antico passato ma al suo spirito sì se vogliamo evitare guerre e disastri. Dovrebbe essere una cosa facile da capire ma non lo è. Qualcuno però lo ha capito, come la Germania, e va avanti imperterrita mentre il resto di noialtri va indietro. Lo spirito di conciliazione non è un abracadabra di religione ma la condizione unica che consente di guardare in faccia la realtà o la verità che è anche la centralità o il perno delle contrapposizioni. Insomma lo spirito conciliatorio consente di mantenere l’equilibrio fra le opposte esigenze e di conseguenza l’armonia e la civiltà del “Maat”. Non solo. La centralità della conciliazione consente di guardare avanti mentre lo spirito di contrapposizione consente di guardare solo indietro.

Quando degli ottantenni o novantenni, all’apice della loro saggezza dell’esperienza di una vita, rivestenti altissime cariche nelle loro occupazioni, come un Papa ed una rinomata Astronoma, di opinioni divergenti sull’esistenza o meno dell’Intelligenza Divina, a proposito della Stella di Natale dicono di tutto tranne la realtà che, è il caso di dire, si schianta sotto gli occhi di pressocchè tutti gli abitanti della Terra ed è Sirio, la stella più bella e più lucente di tutto il firmamento che nei giorni di Natale e Capodanno verso mezzanotte è al centro del cielo stellato e si autoidentifica da sola tanto è splendente, e ciò da millenni, allora si rimane veramente interdetti. Perchè questo è veramente un brutto segno e significa che siamo proprio rovinati senza speranza di un ricovero. E la stessa cosa è accaduta in un programma televisivo di Rai Uno del 6 Gennaio mattina, con la presenza di esperti e religiosi, ove sempre a proposito della Stella dfi Natale si è detto di tutto tranne che pronunciare il nome della vera Stella di Natale che è Sirio.

Perchè Sirio, una stella, fa tanta paura a tutti gli esponenti dello status quo????  Non è possibile non conoscerla data la sua lucentezza e la sua storia, quindi il silenzio su di essa nasconde la volontà di rifiutare la realtà a causa degli opposti pregiudizi. E quali sarebbero questi opposti pregiudizi???? I pregiudizi della Chiesa possono solo essere quelli del “paganesimo”. Essendo Sirio rappresentata da Iside nella plurimillenaria civiltà egiziana ed essendo Iside finanche nella Roma imperiale rappresentata come una Dea con il bambino in braccio, come meglio descritto nel precedente articolo su Sirio, essa fa paura per essere strettamente connessa alla “paganità”, da sempre condannata dalla Chiesa. Pertanto meglio è fare finta che non esiste, ignorando la realtà. Ma mi chiedo e chiedo a tutto il mondo se è mai possibile che nell’anno 2011 dell’era spaziale ci dobbiamo sorbire questi ridicoli credi di pregiudizi di paganesimo o non paganesimo del lontano passato????????? La storia è pur storia e non possiamo cancellarla. E vogliamo eliminare o cancellare anche le stelle del firmamento pur di non conciliarci con il paganesimo??????? Svegiamoci e svegliatevi!!!!!!!

Per la rinomata Astronoma che non crede nell’Intelligenza Divina tanto di rispetto per le proprie idee. Essendo il tema del contendere la Stella di Natale, anche quì però sorge la domanda del perchè una professionista del Cosmo e delle stelle, pur proclamandosi una scienziata “osservatrice” dell”Universo e delle sue leggi, non fa alcuna menzione sulla più splendente stella del firmamento che a mezzanotte di Natale e Capodanno ed Epifania si pone davanti ai nostri occhi, al centro del cielo??????  Anche in questo caso sembra che c’è il rifiuto di riconoscere la realtà a causa di pregiudizi contrapposti. Forse perchè Sirio è strettamente connessa alla cosiddetta “pseudoscienza”, alla Massoneria, all’esoterismo, all’astrologia ed altre “misteriose” credenze dagli scienziati ritenute abracadabra e da cui essi cercano di stare bene alla larga per non contaminarsi e per la paura di quel mondo e per il timore di essere così declassati. O forse perchè Sirio, sempre allo stesso posto da circa 6000 anni, è la prova inconfutabile che il ciclo di precessione di Copernico con l’asse terrestre effettuante un giro in 26.000 anni è solo una fantasiosa bufala colossale???. Mi rammentano gli “intoccabili”.

Per lo status quo quindi le realtà di Sirio e Iside non sono mai esistite e sono entrambe scomparse!!!

La scomparsa, dalla conoscenza della mente dell’Uomo, di una stella, la più lucente del firmamento, può essere dovuta pertanto solo al potere distruttivo dello spirito di contrapposizione ideologica che ha il potere di annullare la realtà.

Grande opera di magia!!!

Questa è la dimostrazione di come la verità scompare, si cancella, preferendo mettere la testa sotto la sabbia pur di non vedere, non sentire e non parlare, quando le azioni dell’Uomo sono dettate da uno spirito di contrapposizione anzichè di conciliazione. Ed ho il timore che prima che si possa concretizzare lo spirito di conciliazione, in occidente ma specialmente in Italia, passeranno ancora molti secoli se non millenni, se l’Uomo non avrà decretato la sua estinzione già prima. Ci dobbiamo pertanto rassegnare a future guerre e futuri disastri perchè la contrapposizione porta l’odio e la guerra, al contrario del suo opposto che porta la pace ed il progresso.

Naturalmente il discorso è ampio e vale in tanti campi tra cui spicca quello dell’economia, che è anche il più sfacciato e visibile, ove i fautori del libero mercato e commercio globale su un pianeta però diviso in 194 diverse nazioni con sistemi istituzionali, economie, monete e usanze diverse, continuano a credere e a far credere che i paesi occidentali ricaveranno benefici dalla globalizzazione. Essi ammettono candidamente però che “il lavoro va dove costa meno”. Secondo questi grandi cervelli però i soldi di questo lavoro dovrebbero andare dove il lavoro non c’è. Evviva!! Si ripete il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci di Gesù!!

Questi accenni su questi argomenti attuali iniziano a portare alla luce quanto sia importante che il pensiero dell’Uomo occidentale non venga distorto da tanti falsi paradigmi. Ma ormai, dopo tanti lavaggi del cervello durati circa mezzo millennio non è neanche ragionevole pensare che l’uomo riacquisti subito la Ragione per effetto di un miracolo o per opera dello Spirito Santo. E questo blog, iniziato come un blog di speranza, temo che finirà per essere il Blog di Cassandra. Ma la Speranza è sempre l’ultima a morire!

Vedi anche n. 21 su Sirio.

E  n. 61 sul vero movimento di precessione.

21 – SIRIO E ISIDE – LA STELLA DI NATALE E CAPODANNO

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, LEGGENDE, RELIGIONE, RIFLESSIONI, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , on dicembre 21, 2010 by beautiful41

Intorno alla mezzanotte dei giorni che precedono e seguono il Solstizio d’inverno e Capodanno, tutti gli anni, da molte migliaia di anni, da tutte le abitazioni che hanno una finestra esposta verso sud, davanti ai propri occhi appare la più grande e lucente stella del firmamento, Sirio. E’ finanche più lucente di un pianeta e non si può sbagliare nel riconoscerla. Sirio, nella plurimillenaria storia egiziana, rappresenta la grande dea Iside. Stella e Dea sono entrambe affascinanti e misteriose ed interi volumi sono stati scritti su entrambe. La loro storia risale alla notte dei tempi ed il loro culto è all’origine finanche delle nostre fedi religiose. Sirio è bella, come Iside è bella. ed il loro misterioso fascino di natura femminile può forse essere paragonato all’ispirazione del Divino dato dal quadro più famoso al mondo, la celebre Monna Lisa di Leonardo.

Sirio non è una stella come tutte le altre. Essa è davvero particolare, anzi per meglio dire, speciale. Essa marca la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Cioè intorno alla mezzanotte di ogni capodanno guardando Sirio automaticamente noi guardiamo l’autostrada sulla quale stiamo procedendo. Sirio, o Iside, la “Sothis” greca o la “Spdt” egiziana, potrebbe essere la meta del nostro viaggio, una visita alla Monna Lisa del cosmo. E la sua lucentezza sembra fatta apposta per facilitarci questo viaggio, come per dire “segui la mia luce di splendore e ti ritroverai a casa”.

Come facciamo a dire che è la nostra direzione di marcia??? E’ semplice, ci sono sempre 181 giorni e 18 ore fra il solstizio invernale e quello estivo, e ci sono sempre 183 giorni e 12 ore, sempre quasi 2 giorni in più, fra il solstizio estivo e quello invernale. Il Sole quindi viaggia verso il solstizio d’inverno trascinandosi appresso tutto il sistema solare. La Terra impiega pertanto minor tempo fra il solstizio invernale e quello estivo perchè in questo tratto si muove in direzione opposta a quella del Sole. Ed impiega di più fra il solstizio estivo e quello invernale perchè in questo tratto la Terra si muove nella stessa direzione verso cui si sta muovendo il Sole, un pò come una autovettura che ne deve sorpassare un’altra in autostrada.

E’ in pratica come una seconda Stella Polare, nel senso di riferimento, perchè mentre la Polare ci indica la direzione dei punti cardinali, Sirio ci indica la nostra posizione nella nostra galassia e la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Verso di Lei, come detto, c’è la direzione della nostra meta ed il nostro futuro intorno al centro della nostra galassia. A 90 gradi, a sinistra, c’è la parte di cielo che noi possiamo vedere bene alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio di primavera, la parte di cielo più piena di stelle proprio perchè quella è la direzione del centro del nostro ammasso galattico intorno al quale tutto il sistema solare gira. Ancora più avanti, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’estate, la parte di cielo che si apre davanti a noi indica la zona o strada da cui siamo passati e stiamo provenendo. Proseguendo ancora, alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio d’autunno possiamo vedere la parte di cielo più povera di stelle proprio perchè stiamo guardando verso la parte opposta a quello del centro galattico. Finchè di nuovo, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’inverno e capodanno, la nostra bella Sirio, o Iside, ritorna a splendere come non mai e ad indicarci la nostra meta con Lei come guida.

Sirio, durante la plurimillenaria antica civiltà egiziana, era la rappresentazione della dea Iside, moglie di Osiride, a sua volta rappresentato dalla seconda forse più bella costellazione del cielo, la costellazione di Orione,  che la precede di circa una ora, quasi ad aprirle la strada, come farebbe qualsiasi uomo che si rispetti con la propria amata. Così Sirio, o Iside, segue Orione, o Osiride, nel cielo per l’eternità, a testimonianza del loro Amore cosmico e dell’Amore universale, oltre che di forse profonde verità, spirituali e scientifiche che ancora oggi ci sfuggono. La famosa Stella di Natale, che noi mettiamo su tutti i presepi, non è altro che Sirio, o Iside, la più lucente e bella stella che da millenni, nei giorni di Natale, illumina la capanna del nuovo anno che nasce e la capanna della divinità che nasce e che rinasce con noi e dentro di noi.

Fino all’avvento del Cristianesimo il culto di Iside era osservato in tutto l’oriente  e nei paesi del mediterraneo. Finanche a Roma e nel mondo romano esso era conosciuto e praticato e vi erano molte statue che la raffiguravano con un bambino in braccio. E qualcuna esisterà ancora oggi. Il bambino che Iside portava in braccio era suo figlio Horus, o Horo, avuto, così dice la leggenda, in pratica per magia o, come diremmo noi oggi, per opera dello spirito santo, anche se il concepimento fu frutto del seme di Osiride, perchè quando Lei concepì Horus suo marito Osiride era già morto, caduto in una trappola mortale tesagli, per invidia per il suo successo e popolarità, da suo fratello Seth assieme ad altri 72 congiurati. Osiride fu un grande civilizzatore e girò il mondo intero portando il primo fondamentale messaggio di luce di sapienza, fratellanza, amore, giustizia, spiritualità, pace e perdono a tutti gli esseri umani. Insomma egli fu, molte migliaia di anni prima, il nostro Gesù così come Iside fu l’antesignana della Madonna col Bambino. E fu la storia di Iside a dare chiaramente l’idea al Cristianesimo dell’Immacolata Concezione.

L’importanza, la grandezza ed il mistero di Sirio non finiscono qui. Sirio fu scelta dagli antichi egiziani, già dai tempi predinastici, dal 3500 A.C. per certo, ma forse risalente a tempi più antichi, quale stella adatta a marcare l’anno di 365,2422 giorni che noi oggi conosciamo col calendario Gregoriano. Ciò era possibile perchè Sirio era, ed è, l’unica stella del firmamento che non ha movimenti precessionali come tutte le altre stelle. Noi sappiamo che a causa della precessione degli equinozi ogni 2160 anni circa tutte le stelle subiscono appunto un movimento precessionale di 30 gradi di ascensione retta. Sappiamo, per esempio, che a causa di tale movimento fra alcune migliaia di anni la stella che c’indicherà la direzione del Nord sarà la stella Vega e non più la attuale stella Polare dell’Orsa Minore. Ebbene per Sirio ciò non è accaduto e non si è verificato per oltre, ad oggi, 5500 anni!! Molti studiosi e storiografi non sono d’accordo sull’interpretazione di questa strana faccenda, anche perchè una sentenza veritiera su quest’argomento richiede un lungo periodo di osservazioni, mentre la scienza, timidamente, a causa del disagio a toccare questi argomenti da essa ritenuti un abracadabra, sembra che voglia fare capolino dicendo che sì, effettivamente, sembra che i parametri precessionali di Sirio siano ridotti quasi a zero.

Quindi Sirio è la stella fissa, o quasi, per eccellenza. Un punto fermo nel Cosmo quasi a voler dare la possibilità a tutti gli uomini del pianeta di poter trovare, un giorno, la giusta strada della verità nella sapienza e nella spiritualità. Essa pertanto indica il Natale, Capodanno e l’Epifania tutti gli anni, adesso come duemila anni fa e come sei mila anni fa ed ancora più indietro.

Nella prima metà dello scorso secolo, nel 1931, un professore di antropologia francese, Monsieur Marcel Griaule, assieme ad una antropologa tedesca, Madame Germaine Dieterlein, diedero inizio ad una campagna di ricerche antropologiche in Africa, in Mali, intorno alla zona di Timbuctu, ove si soffermarono nello studio delle credenze e nozioni conosciute dall’etnia dei Dogon, appartenenti alla più grande etnia dei Bambara, a loro volta connessi con i Fulani o Peul di quell’area. I due professori non immaginavano che le loro ricerche sarebbero entrate negli annali della storia sollevando un enorme scalpore ed incredulità che perdura ai giorni nostri.

Queste ricerche durarono molti anni, circa 20, e portarono alla conclusione strabiliante ed incredibile che i Dogon da migliaia di anni sapevano, e si tramandavano di generazione in generazione, tutto sul sistema di Sirio che, anche se a noi appare come una singola stella, è in realtà parte di un sistema, appunto chiamato il sistema di Sirio. E’ cioè un sistema di stelle binarie di cui una, Sirio A, che è quella che noi vediamo, ruota intorno ad una “nana bianca”, detta Sirio B, una stella estremamente densa che non emette luce, con un periodo di rivoluzione di 50 anni. Tutte cose che la scienza ufficiale ha praticamente ignorato fino alla metà dello scorso secolo dopo aver cominciato solo a supporne qualcosa nel XIX° secolo.

Sirio inoltre è la stella che, nella sua culminazione in meridiano, cioè al centro del cielo ed in direzione sud, era traguardata, come attraverso un cannocchiale, dal condotto meridionale della Camera della Regina della Grande Piramide di Giza, condotto che pertanto appare essere stato costruito appositamente per Lei, questa stella fantastica e più che speciale, quasi a voler confermare tutto quanto detto finora. Gli antichi chiaramente si dovettero rendere conto dell’importanza e dell’eccezionalità di questa stella, molto più di quanto siamo disposti a concedere noi oggi, nella nostra scettica aridità spirituale, pianificando la costruzione del più grande monumento al mondo, la Grande Piramide di Giza in Egitto, intorno alla sua essenza di Stella e Dea.

L’aver voluto far rappresentare l’unicità di questa splendente e magnifica stella dalla Dea Iside, una Donna, sembra infine essere stata una deliberata e chiara testimonianza dei fondatori della civiltà umana ad onorare, rispettare e ad amare la femminilità e l’eterno femminino di tutte le Donne, portatrici dell’affascinante mistero del Divino e dell’Amore che è all’origine della Vita e della sua rigenerazione.

Tutte queste caratteristiche di Sirio, qui solo accennate, sembrano volerci invitare ad una profonda riflessione, in occasione di questo Natale e di questo Capodanno, che ci possa aiutare a delineare meglio la strada ed il percorso da intraprendere, il cammino di mille miglia, sul quale l’uomo pensante moderno ha disperatamente bisogno di ritrovare sè stesso, nella verità, come descritto dall’inizio di questo blog.

……

P.S. – NOTA PER COLORO CHE CERCANO LA DIREZIONE DI SIRIO. –

A mezzanotte di ogni 31 Dicembre Sirio è osservabile esattamente a Sud, cioè nella posizione dove a mezzogiorno il Sole raggiunge la massima altezza. Un’ora prima della mezzanotte, alle 23.00, Sirio si trova 15° (gradi) più a sinistra della detta posizione. Alle 01.00, un’ora dopo la mezzanotte, Sirio si trova 15° più a destra della detta posizione. E così via di seguito. Ed è così per migliaia e migliaia di anni.

A mezzanotte di ogni 1° Dicembre, un mese prima di Capodanno, Sirio si trova 30° più a sinistra sempre della stessa detta posizione. Ed a mezzanotte del 31 Gennaio, un mese dopo il Capodanno, Sirio si trova 30° più a destra della detta posizione o direzione.

……

Vedi anche n. 24 sul disconoscimento di Sirio.

E vedi anche n. 61 – Per l’importanza di Sirio in una nuova formulazione dei moti celesti e nella sua testimonianza per gli errori di Copernico e Newton.