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145 – LO ZODIACO DI DENDERA

Posted in ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, STORIA with tags , , , , , , on settembre 17, 2017 by beautiful41

Lo zodiaco di Dendera fu ritrovato nei pressi dell’antica Tebe, nella Valle del Nilo, dai soldati di Napoleone, durante la sua campagna d’Egitto.
Non molto è stato detto su questo zodiaco e varie interpretazioni sono state offerte da più persone senza giungere tuttavia ad una conclusione certa e chiarificatrice.
Lo zodiaco di Dendera rappresentava la più elevata concezione astronomica egizia, dato che rappresentava l’eclittica, la più importante figura dell’universo conosciuto, dalla quale dipendeva la vita sulla Terra per tutti gli esseri animali e vegetali.

Gli antichi Egizi erano molto interessati all’eclittica, dato che su di essa poggiavano le fondamenta della Terra, i punti equinoziali e solstiziali, che definivano l’inclinazione dell’asse terrestre e la ripartizione della luce e del calore sulla Terra per la vita su di essa, come detto.
Lo zodiaco di Dendera mostra, pertanto, l’eclittica nella sua totalità assieme alle costellazioni zodiacali che ne definiscono la posizione nel cielo notturno.
Vi sono altre costellazioni, nello zodiaco, che appaiono come quelle marcanti due figure di primaria importanza nella meccanica celeste: il coluro equinoziale ed il coluro solstiziale.
Si tratta in effetti di due meridiani per ciascun coluro che, partendo dal polo dell’eclittica, passano per l’equinozio di Primavera, l’equinozio di Autunno, per il solstizio invernale ed il solstizio estivo.

La bellezza e la grandezza di questo zodiaco sono presentate da quattro figure femminili che appaiono reggere le accennate fondamenta della Terra nei quattro menzionati punti astronomici. La scelta di quattro figure femminili che reggono con le loro braccia la vita sulla Terra denota già di per sè una concezione di civiltà ed un rispetto per la donna di quei tempi oggi inimmaginabili.

L’importanza dell’eclittica era determinante per la concezione di equilibrio nell’esistenza umana.
Meglio delle parole che riesce o non riesce ad esprimere lo scrivente, colpisce l’eco, proveniente da quei lontani millenni, delle parole che sembrano essere uscite dalla bocca dell’autore (o del coautore) dello zodiaco, che in forma interrogativa ed affermativa allo stesso tempo, spiegano e chiariscono i menzionati fatti astronomici.
L’eco di queste parole è arrivato fino a noi attraverso miracolose vicende di traduzioni, trascrizioni, narrazioni e idee risalenti a quei lontani millenni, quando gli antichi Egizi costruirono ed immortalarono lo zodiaco di Dendera, le sue origini, il suo intento ed il suo significato:
“””DOV’ERI TU QUANDO IO PONEVO LE FONDAMENTA DELLA TERRA???

DILLO, SE HAI TANTA INTELLIGENZA!!

CHI HA FISSATO LE SUE DIMENSIONI, SE LO SAI,

E CHI HA TESO SU DI ESSA LA MISURA???

DOVE SONO FISSATE LE SUE BASI

E CHI HA POSTO LA SUA PIETRA ANGOLARE,

MENTRE GIOIVANO IN CORO LE STELLE DEL MATTINO

E PLAUDIVANO TUTTI I FIGLI DI DIO???

….

PUOI TU ANNODARE I LEGAMI DELLE PLEIADI

O SCIOGLIERE I VINCOLI DI ORIONE???

….

CONOSCI TU LE LEGGI DEL CIELO

O NE APPLICHI LE NORME SULLA TERRA???

…..

L’ACCUSATORE DI DIO RISPONDA!!!””””

Da queste parole appare chiaro che le Pleiadi si riferiscono al punto equinoziale di primavera e la costellazione di Orione si riferisce al punto solstiziale d’inverno.
I legami delle Pleiadi sono definiti tali dato che i punti equinoziali sull’eclittica sono dei punti fissi ed inamovibili ed indipendenti dall’inclinazione dell’asse terrestre.
La parola “vincoli” per il solstizio (o i solstizi) esprime il vincolo dell’inclinazione dell’asse terrestre, che rimane sempre parallelo a sè stesso nel suo giro intorno al Sole;
i detti vincoli possono essere sciolti di volta in volta dall’uomo quando l’inclinazione dell’asse terrestre cambia (oscillante tra 22,5 gradi e 24,5 gradi) e per riallineare di volta in volta i vari monumenti egizi esistenti ancora oggi, agli allineamenti solstiziali nel settore astronomico dell’orizzonte già menzionato in precedenza.

Quello alle norme del cosmo che dovrebbero essere replicate sulla Terra è un chiaro riferimento alle norme di equilibrio che l’eclittica rappresenta e che dovrebbero essere seguite dall’uomo. L’equilibrio cosmico in argomento può anche essere esteso ad un equilibrio universale dato che tutti gli elementi dell’intero cosmo, senza equilibrio, collasserebbero certamente.

…..Continua…..

 

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143 – Il CALENDARIO SOLARE EGIZIO

Posted in ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, RELIGIONE, STORIA with tags , , , , , , , , , , on agosto 26, 2017 by beautiful41

Il calendario solare egizio era la meraviglia delle meraviglie e scaturiva da una profonda conoscenza della meccanica celeste sviluppatasi durante molte migliaia di anni nella valle del Nilo.
La valle del Nilo godeva di caratteristiche uniche al mondo, fra le quali un isolamento naturale dato dai suoi confini costituiti dal deserto ad est ed ovest, le cateratte del Nilo al confine meridionale ed il mar Mediterraneo al confine settentrionale.
Il clima subtropicale ed asciutto e l’assenza di rilievi montuosi per gran parte della valle ne facevano un osservatorio astronomico naturale per eccellenza, dal quale si poteva osservare tutto intorno un orizzonte al limite della pianura circostante. La presenza di un orizzonte naturale, per un osservatorio astronomico adibito all’osservazione del sorgere e del tramontare di tutti gli astri che si muovono nel cielo, è fondamentale per determinare la meccanica celeste di questi ultimi, dato che un orizzonte completamente libero nei suoi 360° di visibilità è l’ideale per visualizzare e registrare le dette osservazioni, nelle quali la circonferenza della linea dell’orizzonte è uno dei parametri fondamentali, se non il più importante, nel determinare la meccanica celeste.
L’orizzonte è una linea geometrica ben precisa e, nel nostro caso, era fornita dalla natura.

L’aria ed il clima asciutto durante tutto l’anno, con l’assenza di qualsiasi inquinamento, agivano inoltre come cannocchiale naturale, permettendo all’occhio umano di vedere ed osservare le tantissime, piccolissime stelle che, in un’altra zona del mondo con clima più umido, non sarebbe stato possibile vedere. L’isolamento naturale della valle del Nilo permetteva alla sua popolazione di potersi dedicare all’osservazione degli astri, senza qualsiasi tipo di disturbi che avrebbero potuto ostacolare la loro ricerca sul loro moto.

Il Nilo era considerato dagli antichi Egizi un grande dono perchè era portatore di un limo ricchissimo, che produceva la crescita spontanea dei prodotti agricoli più importanti, e facilitava la disponibilità di cibo in abbondanza durante tutto l’anno. In questo scenario le stelle rappresentavano, quindi, l’unica occupazione alla loro portata che soddisfaceva la loro curiosità per la conoscenza. Il Nilo aveva un’altra importante caratteristica, che era quella della sua posizione geografica, ovvero era in allineamento quasi perfetto con la linea del meridiano, una linea immaginaria che si trova costantemente al di sopra delle nostre teste, andante da nord a sud. Su questa linea immaginaria, tutti gli astri, nel loro viaggiare giornaliero dal sorgere al tramonto, raggiungono la massima altezza, e sono facilmente visualizzabili da qualsiasi persona.
L’orientamento nord-sud del Nilo era, in quel clima subtropicale, duplicato nel cielo dalla via Lattea, un ammasso di stelle che è la Galassia a cui noi apparteniamo, la quale si distendeva da nord a sud parallelamente al Nilo una volta a notte nel suo viaggio dal sorgere al tramontare. La via Lattea si mostrava proprio come un fiume, il “fiume del cosmo”, ed era di forma sinuosa, o ondulante, proprio come le forme ondulanti del Nilo sottostante. E’ probabile che questa visione del Nilo del cosmo al di sopra del Nilo della Terra abbia fatto concepire l’idea, maturata dai popoli antichi, del “come sopra così sotto”.

Per avere una meccanica celeste da cui si possa dedurre che un anno è composto da 365 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300esimo di giorno, bisogna conoscere e determinare l’eclittica. L’eclittica è la linea geometrica immaginaria che la Terra percorre ogni anno nel suo giro intorno al Sole e fu determinata osservando le eclissi lunari che periodicamente si verificavano. Le eclissi lunari mostravano chiaramente, anche a popoli antichissimi ma razionali, che in quei momenti Sole Terra e Luna venivano ad allinearsi, alle volte addirittura potendo vedere, sulla superficie della Luna, l’ombra della sfera terrestre. Poichè queste eclissi lunari si verificavano, come si verificano oggi, di frequente, essi cominciarono a prenderne nota, riferendo la posizione nella quale si era verificata l’eclissi rispetto alle stelle fisse circostanti.
Unendo tutti questi punti di riferimento, durante tante eclissi di Luna che si osservavano di volta in volta, scaturiva una ed una sola immaginaria linea di posizione e, a lume di ragione e di buon senso,  si necessitava di secoli o millenni per accorgersi che tutte le eclissi lunari si trovavano su quella stessa linea di posizione, la quale tutte le notti passa sopra le nostre teste, anche se non la vediamo; essa si potrebbe determinare anche da parte nostra mediante una lunghissima osservazione.

L’eclittica, come abbiamo detto, è di fondamentale importanza per la conoscenza della meccanica celeste, dato che su di essa poggiano quelle che gli antichi Egizi chiamavano le fondamenta della terra. Le fondamenta della Terra erano e sono i due punti equinoziali, di Primavera e di Autunno, ed i due punti solstiziali, estivo ed invernale: questi punti sono costantemente sull’eclittica e sono i responsabili per la vita sulla Terra, dato che determinano la sua obliquità, le stagioni e l’evoluzione sulla Terra come la intendiamo noi oggi. Tanto importante era, ed è, l’eclittica, che gli antichi Egizi ritennero necessario
marcarne la posizione creando, lungo il perimetro della linea dell’eclittica fra le stelle, una serie di costellazioni (che sono le costellazioni zodiacali) proprio per facilitarne l’individuazione.
Naturalmente l’eclittica si può “vedere” nel cielo solamente di notte, poichè soltanto di notte la si può notare in riferimento alle stelle fisse, che non si muovono mai, ed al termine della notte si può facilmente osservare che essa confluisce sempre nel Sole che sta per sorgere. Ciò probabilmente diede inizio all’osservazione del sorgere del Sole sulla linea dell’orizzonte durante tutto l’anno e condusse alla determinazione di un settore circolare in cui l’osservatore era al centro dell’orizzonte, il sorgere del Sole nel punto più settentrionale marcava il solstizio estivo ed il sorgere del Sole nel punto più meridionale marcava il solstizio invernale. Il sorgere del Sole nella posizione mediana, fra questi due anzidetti estremi, marcava il sorgere del Sole all’equinozio di Primavera.

Per convenzione, dato che avveniva al termine di una nottata di osservazione, ci si riferì al sorgere del Sole piuttosto che al tramonto, simmetrico rispetto ad esso, nei calcoli astronomici che riguardavano l’argomento. Così per esempio, millenni dopo, quando questi antichissimi scienziati stabilirono il tropico del Cancro ed il tropico del Capricorno, essi intendevano che il sorgere del Sole all’equinozio di Primavera si trovava nella costellazione del Cancro, ed il sorgere del Sole all’equinozio di Autunno avveniva nella costellazione del Capricorno, punto opposto a quello del Cancro. L’equinozio, come abbiamo detto, era il punto centrale del settore dell’orizzonte menzionato e poteva essere usato per determinare la durata dell’anno dato che il Sole passava per questa posizione, al centro del settore, una volta all’anno per ogni senso di marcia.
Questo punto equinoziale era, come abbiamo detto, un punto fondamentale dell’eclittica, la madre della vita sulla Terra e, essendo stata già determinata l’eclittica tramite le eclissi lunari, la durata dell’anno che risultò da queste osservazioni fu di 365 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300esimo di giorno. Da quegli antichi tempi l’anno veniva misurato da equinozio a equinozio.

La conoscenza dell’eclittica comportava implicitamente il concetto che la Terra gira intorno al Sole e che la Terra è rotonda, (dato che semplicemente non può essere al contrario, altrimenti non potremmo avere un anno di 365 giorni o rotazioni) unitamente al fatto che le stelle, durante l’anno, effettuano un giro in più rispetto al sole (366 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300esimo di giorno, detto anche anno siderale).
Le fandonie credute in tempi recenti dette per la bestialità di qualcheduno circa la centralità della Terra nell’universo sono tutte fantasie delle quali gli antichi Egizi avrebbero riso a crepa pelle.

L’eclittica era divisa in 12 parti. Ciascuna parte conteneva 3 Decani di 10 gradi ciascuno che corrispondeva ad una settimana di 10 giorni, tempo necessario alla Terra per percorrere questi 10 gradi di eclittica. Un mese, quindi, era composto da 3 decani per complessivi 30°, ed un anno era composto da 12 mesi per complessivi 36 decani, o 360°. I 5 giorni rimanenti per raggiungere l’anno di 365 giorni, erano conteggiati a parte ed erano detti i “5 giorni epagomeni”.

Le costellazioni zodiacali, marcanti il perimetro dell’eclittica come detto, si possono vedere ancora oggi su dipinti e papiri risalenti alle più antiche dinastie egizie (Ernest A. Wallis Budge – Egyptian Religion). La presenza di dipinti delle costellazioni zodiacali in tempi così antichi, anche se storici, sono una conferma ed una testimonianza del fatto che l’eclittica fu scoperta e determinata in tempi predinastici, assieme alle più importanti conoscenze fondamentali per lo sviluppo dell’astronomia, che fu la prima scienza ad accendere la curiosità dell’uomo per svelare i segreti del suo mistero.

Questa meccanica celeste, questa astronomia e questa eclittica non solamente contenevano le fondamenta della Terra, ma determinavano anche filosofia e religione di quegli antichissimi popoli, in modi che oggi non possiamo nemmeno immaginare.

Il Dio più importante di quei tempi era, notoriamente, Amun Ra, che significa letteralmente, tradotto dai geroglifici, “il Sole nascosto”. Spinti dall’ignoranza a voler cercare negli antichi Egizi credi inesistenti di idolatria, non ci siamo accorti che Amun Ra, in effetti, era una concezione cosmica di Dio, che nulla aveva a che fare con adorazioni di idoli o di inesistenti déi antropomorfi. Amun Ra era la designazione dell’eclittica, l’origine della vita sulla Terra e determinava una concezione cosmica e stellare del credo religioso di quegli antichi tempi.

Il “Sole Nascosto” era nascosto perchè l’eclittica si può osservare solo durante la notte, come già spiegato. L’eclittica e l’anno di 365 giorni determinano da soli, quindi, la centralità del Sole rispetto alla Terra anche se, per necessità, la Terra è sempre stata, anche in quegli antichissimi tempi, il centro dell’universo per via della presenza dell’uomo su di essa, dato che tutte le rilevazioni, tutti i calcoli e tutte le risultanze astronomiche e simili sono determinate da osservazioni fatte dall’uomo sulla Terra, e non possono essere in alcun modo concesse al Sole, come purtroppo fino ad oggi erroneamente ritenuto.

Misurando la durata dell’anno mediante due consecutivi passaggi del Sole, nel suo sorgere, all’equinozio di Primavera, questi antichi Egizi si accorsero, chiaramente dopo secoli o millenni di osservazioni, che i punti equinoziali si spostavano fra le stelle fisse di 2° ogni 150 anni. Tale spostamento si verificava in senso contrario a quello delle costellazioni o segni zodiacali.
All’articolo 61 abbiamo visto come questo spostamento degli equinozi fra le stelle fisse potrebbe essere dovuto al fatto che la Terra e tutto il sistema solare non sono dei punti fissi o dai moti geometricamente prevedibili, dato che è stato scoperto negli ultimi decenni che il sistema solare viaggia verso Sirio alla velocità di 800 km/s e che, quindi, questo fatto sia la possibile causa dello spostamento di 2° ogni 150 anni riscontrato dagli antichi Egizi e trasmessoci da Ipparco di Nicea e da Tolomeo, entrambi studiosi nella antica biblioteca di Alessandria d’Egitto.

Tutti questi dati accennati e riferiti ci costringono, però, a riconoscere che la cronologia dell’antico Egitto potrebbe estendersi nel passato a tempi molto più lunghi, come indicato nell’articolo su Zep Tepi.

La concezione cosmica ed evolutiva della vita, originata dalla conoscenza dell’eclittica, portò alla creazione del concetto filosofico fondamentale dell’Equilibrio, che regolava il comportamento dell’uomo durante tutto il periodo di questa millenaria civiltà egizia.
L’Equilibrio cosmico dell’eclittica, con gli equinozi ed i solstizi, definirono le regole e le norme che traspaiono dalla confessione negativa e da quanto, in seguito, cercheremo di chiarire.

 

141- LA COMPRAVENDITA DELLA STORIA

Posted in ASTRONOMIA, astronomy, ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, RELIGIONE, RIFLESSIONI, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , on maggio 31, 2015 by beautiful41

 

La Compravendita della Storia

La Storia si compra e si vende. Si compra con le armi degli eserciti vittoriosi sui campi di battaglia e la si impone come verità storica dopo averla abbellita e manipolata a proprio piacimento. Chi la vende è a ciò costretto dal fatto di non poterla difendere a causa della sua debolezza e della mancanza di mezzi adeguati alla bisogna, ed a volte anche per convenienza politica. La Storia la si scolpisce e la si cesella come farebbe un Michelangelo con una statua al fine di ricavarne un prodotto di cui esser fieri. La manipolazione della storia avviene nei modi più sorprendenti, copiandola, rubando i nomi, passando sotto silenzio gli avvenimenti spiacevoli per il compratore, passando sotto silenzio gli avvenimenti che non si desiderano menzionare, e così via di seguito.

La Storia si rapina anche con violenza, proprio come in un assalto alla diligenza o al treno postale di Londra, condividendone il bottino con i propri associati, amici o presunti meritevoli. E, naturalmente, la Storia si compra e si impone con denaro liquido contante e concessione di posti e privilegi prestigiosi. Il fine ultimo di tutte queste conquiste, furti, plagi, rapine, distorsioni e manipolazioni è quello di presentare la propria egemonia ammantata di rispettabilità e ammirazione per essere discendente diretta dei fondatori della civiltà di cui si è un faro ed un vessillo avanguardista.

Questo processo è andato avanti più o meno indisturbato per millenni essendo la Storia controllata dalle istituzioni civili e religiose, le sole esistenti, quando non formavano un’ unica identità. Ma verso la metà del secolo scorso le cose sono iniziate a cambiare in maniera piuttosto drastica. A seguito delle campagne archeologiche iniziate con Napoleone Bonaparte in Egitto si sono affacciate nuove realtà che erano rimaste sepolte sotto la sabbia per millenni e che vari autori indipendenti, spesso validi studiosi al di fuori della cerchia accademica, hanno cominciato a pubblicare su tanti libri che hanno portato a conoscenza dell’opinione pubblica mondiale una nuova, o delle nuove prospettive della Storia.

Nuovi fatti, nuove cronologie, nuove interpretazioni derivanti da queste pubblicazioni hanno cominciato seriamente a contendere la verità storica allo status quo insegnato per secoli o millenni in tutte le scuole del pianeta. Nel caso specifico dell’Occidente le istituzioni civili e religiose si sono trovate in una difficile situazione perchè accettare i cambiamenti accennati equivaleva a perdere l’egemonia culturale sulla quale le nazioni occidentali si reggevano.

Le dette istituzioni civili e religiose minacciate nel loro status quo storico, si sono però trovate fortunatamente alleate con una nuova concezione del potere finanziario sorta dopo l’abbandono della convertibilità della moneta in oro occorsa negli anni settanta. Questo nuovo potere finanziario globale, con una disponibilità presso che infinita di moneta, gestito da poche persone, cerca di guidare l’opinione pubblica mondiale a proprio piacimento per la sua egemonia totale. Tale potere si è pertanto trovato a difendere anch’esso lo status quo storico da cui trae una legittimazione filosofica, per poter continuare a gestire un potere economico auto-referente, indipendente dalla politica e in continua ascesa.

L’avvento di internet, con l’immediata pubblicazione della parola scritta di chiunque voglia manifestrarla, ha ingigantito enormemente i termini di questa contesa portando una minaccia mortale alla Storia dello status quo.  Tale minaccia mortale poteva essere combattuta solo dando fondo a tutte le risorse finanziarie disponibili per la produzione e distribuzione di “colossal” cinematografici firmati dai migliori registi e attori del momento, di innumerevoli programmi televisivi con argomenti storici, compravendite di intere reti televisive, ingaggio di conduttori, lettori, comici popolari televisivi e inserimento di figure di controllo dello status quo nelle televisioni pubbliche e private. L’esito di questa nuova battaglia sulla storia  non è ancora noto perchè fa parte della terza guerra mondiale ancora in corso e di cui sapremo gli sviluppi solo in futuro.

Gli avvenimenti millenari occorsi a testimonianza di quanto sopra esposto sono innumerevoli e non basterebbero molti libri per comprenderli tutti. In questo articolo se ne d escrive solo uno “sinteticamente” che ci sembra quale esempio emblematico e chiaro per quanto sopra illustrato. Questo avvenimento è la Riforma del Calendario Giuliano. Tale riforma scaturì dall’ incontro di Cesare e Cleopatra. L’incontro di Cesare e Cleopatra avvenne per un puro caso e fu dovuto all’inseguimento, da parte di  Giulio Cesare, di  Pompeo Magno che cercava di scappare verso l’Oriente dopo la battaglia di Farsalo. All’arrivo ad Alessandria d’ Egitto, Giulio Cesare fece subito la conoscenza di Cleopatra con la quale nacque un amore. Era un incontro scritto nelle stelle, come si direbbe oggi, e si concluderà tragicamente per entrambi.

Fino a quel momento Giulio Cesare conosceva solo il calendario lunare, che era usato a Roma e conosciuto da tutti i popoli antichi tranne l’Egitto. Il calendario lunare è molto semplice, perchè basato sulla luna che mostra da sola l’inizio, la fine e le varie fasi del mese con il suo continuo alternare le fasi di luna nuova, primo quarto, ultimo quarto, luna piena.

La luna si vede sia di giorno che di notte e basta guardarla per capire in che parte del mese lunare ci si trova. Dodici lunazioni ciascuna di 29,5 giorni formano un anno lunare di 354 giorni. Il calendario lunare, pertanto, se si vuole stare al passo con le stagioni, necessita di uno o due mesi aggiuntivi periodicamente, cosa che era pratica corrente in tutto l’impero di Roma e in tutte le nazioni dell’antico mondo conosciuto. Il calendario lunare era cioè seguito da popoli che non necessitavano della conoscenza dell’astronomia perchè la luna forniva da sola tutti i riferimenti necessari a tale calendario.

L’amore fra Cesare e Cleopatra fu grande e profondo al punto che essi ebbero un figlio, chiamato Cesarione che allungò la permanenza di Cesare in Egitto a circa un anno, durante il quale Cleopatra mostrò al suo amato tutte le meraviglie del suo paese fra cui spiccava il calendario egizio solare. La civiltà egizia era l’unica nel mondo conosciuto ad avere un calendario solare di 365 giorni fino dall’inizio della sua storia che la storiografia ufficiale riporta a circa il 4000 A.C.

Il sole, contrariamente alla luna, non mostra alcun segno della fase del mese o dell’anno in cui ci si trova perchè il sole è sempre lo stesso, una fonte abbagliante di luce e calore. Per poter avere un calendario solare di 365 giorni pertanto bisogna avere dei riferimenti stellari perchè le stelle sono le uniche a poter essere dei punti di riferimento per la conoscenza di tale calendario. Giulio Cesare aveva notoriamente una mente aperta e riconobbe immediatamente l’importanza delle conoscenze astronomiche che Cleopatra gli offrì a profusione tramite gli “astronomi reali” come regalo e prova del suo grande amore.

Per avere un calendario di 365 giorni per oltre 4000 anni, fino a Cesare, bisogna avere un riferimento stellare veramente eccezionale. Così grande era la conoscenza astronomica degli antichi egizi che essi individuarono in Sirio la stella fissa per eccellenza riferendosi ad essa per la conta dei giorni (365,2422) dell’anno solare. Dopo 6000 anni della cronologia ufficiale oggi Sirio è ancora nello stesso punto del cielo e continua a sorgere eliacalmente, ciè assieme al sole, ai primi di luglio ogni anno.

Chiaramente Cesare non avrebbe potuto inventarsi tutto questo da solo, quando, tornando a roma dopo l’anno trascorso in Egitto, mise immediatamente mano alla riforma del calendario Giuliano che, pertanto, fu un regalo di Cleopatra  dalla quale originò il calendario solare in tutto l’impero romano ed oggi su tutto il pianeta.

La storia dello status quo sopra accennata ha invece descritto la riforma giuliana come invenzione ed opera di Cesare esclusivamente ed ha manipolato e plasmato la figura storica di Cleopatra rendendola poco più di una prostituta, esaltando inoltre la figura di Ottaviano che, assasinando Cesarione, veniva innalzato ad immeritati livelli di civiltà e di storia. E tutto ciò per cancellare e non riconoscere all’antico Egitto la grandezza di civiltà mai raggiunta dall’uomo.

(26 Agosto 2017, mese rinominato Cleopatra da alcuni anni)
Per avere un anno di 365 giorni (si intende sempre di 365 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300 di giorno, come lo intendevano gli antichi Egizi) con certezza per tante migliaia di anni, bisogna per necessità avere, come riferimento, la conoscenza dei moti celesti stellari, bisogna avere, cioè, la conoscenza perfetta di quella che noi oggi chiamiamo la “meccanica celeste”.

La meccanica celeste egizia era molto profonda. Le testimonianze più grandi di questa profonda conoscenza erano, forse, tre: le costellazioni dello Zodiaco, dipinte su papiri ed altri reperti delle prime antiche dinastie (Ernest A. Wallis Budge, Egyptian Religion); la camera sepolcrale della piramide di Unas (scoperta dal più grande archeologo francese, Gaston Maspero, nell’800) che era letteralmente avvolta nel cielo stellato dipinto sul soffitto e su tutte le pareti e comprendente tutte stelle a cinque punte, fatto che denotava l’importanza che gli antichi Egizi davano alla conoscenza dei moti stellari; lo Zodiaco di Denderah, ritrovato dai soldati di Napoleone semi sommerso dalle sabbie della valle del Nilo nei pressi di Tebe e che, riconosciuto il suo valore scientifico, fu scalpellato e portato a Parigi, data la grande importanza che scaturiva da una conoscenza perfetta dei moti stellari (e di cui parleremo in un altro articolo).

Il calendario solare egizio scaturiva da una profonda conoscenza dell’astronomia in possesso di un solo Paese del mondo allora conosciuto, l’Egitto Antico.
Si trattava di una conoscenza che gli antichi sacerdoti custodivano e celavano come segreto, dato che comprendeva e si riverberava nelle credenze religiose e filosofiche alla base della stessa civiltà egizia. Inutile dire, qui, che queste conoscenze non sarebbero potute essere acquisite nel giro di qualche mese da Giulio Cesare, nonostante egli fosse un uomo di eccezionale apertura mentale, dato che queste conoscenze furono acquisite dagli egizi nell’arco di molte migliaia di anni di osservazione del cielo.
Le testimonianze descritte in precedenza in questo blog ci hanno detto che questa profonda conoscenza dell’astronomia egizia si arrestò nel 3000 a.C., allorchè l’osservazione del cielo fu abbandonata e solo echi di essa si diffusero e penetrarono nei secoli successivi, fino alle vicende di Giulio Cesare.

Il calendario solare egizio, forse il più importante tesoro culturale della storia della conoscenza umana, fu invece distrutto, rapinato, obliterato, cancellato, mistificato, proprio come in una rapina del treno postale di Londra, accreditando le sue conoscenze astronomiche ad altri popoli che niente sapevano riguardo il cielo e che potevano solo contentarsi di copiare tavole ed effemeridi già belle e pronte, ma che essi, questi nuovi “scienziati”, non potevano comprendere, accontendandosi, di conseguenza, del calendario lunare, essendo questo più appropriato alla portata della loro ignoranza, come per tutti gli altri popoli e nazioni dell’antico mondo conosciuto.

All’Antico Egitto fu negata la conoscenza di qualsiasi pensiero scientifico e, grazie all’egemonia culturale occidentale originata dall’antica Grecia, gli furono riconosciute solo le mummie egizie, i riti di fertilità, l’adorazione degli Dei, l’idolatria, i riti magici funerari, la costruzione di tombe ed il loro interesse esclusivo per la morte, quando invece l’Antico Egitto era interessato all’evoluzione della vita nell’universo, quando invece essi chiamavano Libro della Vita quello che l’attuale cultura occidentale ha erroneamente (ed in malafede) titolato “Libro dei Morti”.

Così è stata cambiata la storia e la sua prospettiva, ad esclusivo vantaggio della corrente egemonia culturale. EVVIVA!!!!

140 – IL RAPPORTO 2 A 1

Posted in ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 30, 2015 by beautiful41

Il rapporto 2 a 1

…….

Il rapporto due a uno era ritenuto di particolare e notevole importanza dagli antichi egizi, tanto importante da essere inserito dall’architetto, o dagli architetti, della grande piramide di Giza nel progetto di costruzione della Camera del Re della stessa piramide, la parte più segreta e più preziosa dello stesso monumento, tanto preziosa da essere sigillata con tre lastre verticali di granito più tre blocchi di granito nel corridoio ascendente per evitarne l’accesso a chiunque. Il rapporto 2 a 1 in questa camera del Re fu usato in due modi diversi e da ciò appare che non fu una semplice coincidenza.

Il primo modo sta nelle dimensioni dellla camera del Re, la cui lunghezza è esattamente due volte la larghezza, 10,47 x 5,234 metri. Appare che l’unità di misura usata dal progettista per la costruzione di questa camera fu il piede geografico di 0,30779 metri, dato che nel menzionato rettangolo entrano alla perfezione 17 x 34 di tali piedi geografici. Si tratta cioè di un semplice rettangolo 2 x 1 (lo stesso per il pavimento e per il soffitto della camera). Di conseguenza la diagonale di tale rettangolo ha una lunghezza che è la radice quadrata di 5. E questa radice quadrata presenta due caratteristiche non comuni: è un numero irrazionale, 2,236…… all’infinito, e contiene anche la sezione aurea perchè questo stesso numero è uguale a due volte la sezione aurea meno uno ( 1 ,618 x 2 – 1). Ed entrambi, radice di 5 e sezione aurea, sono numeri irrazionali che vanno cioè all’infinito e non hanno mai fine.

 La sezione aurea 1,618 è il numero dell’armonia ed è espresso matematicamente dalla serie di Fibonacci e geometricamente dalla spirale logaritmica. Tutta la natura dell’universo si manifesta o si esprime secondo questo numero, dalle lontane galassie alle foglie dei fiori e degli alberi, dai gusci delle lumache alla forma del corpo umano, dalla bellezza femminile a quella della musica, dai petali di un fiore alla griglia delle api, e tanto altro.

L’armonia è anche fatta di amore più equilibrio e l’amore senza equilibrio soffocherebbe la vita. I concetti di armonia, amore ed equilibrio appaiono i fondamentali del progredire della vita nell’universo ed essi, assieme alla concezione di infinito data dai numeri irrazionali, sembrano voler assicurare l’immortalità ma solo attraverso di essi.

Il secondo modo in cui è inserito il rapporto 2 a 1 nella Camera del Re sta nei criteri con cui è stato costruito il sarcofago vuoto il cui volume esterno è il doppio del volume interno. Il sarcofago fu estratto da un blocco unico di granito e le sue dimensioni esterne sono (in metri) le seguenti:
LUNGHEZZA= 2,27823
LARGHEZZA= 0,97746
ALTEZZA= 1,04763
Il volume racchiuso fra queste tre dimensioni risulta, pertanto, di 2,332 mt cubi.
Le dimensioni interne del sarcofago, espresse in metri, sono le seguenti:
LUNGHEZZA= 1,97747
LARGHEZZA= 0,67670
ALTEZZA= 0,87219
Il volume racchiuso fra queste tre dimensioni risulta, pertanto, di 1,1671 mt cubi.  
Queste dimensioni danno una capacità di 40 ARTABA per il volume interno ed una capacità di 80 ARTABA per il volume esterno, dove ciascuna ARTABA era di 0,02916 metri cubi (40 x 0,02916 = 1,166 metri cubi; 80 x 0,02916 = 2,332 metri cubi), con delle piccole discrepanze in termini di millimetri dovute alle difficoltà riscontrate nelle misurazioni del sarcofago il cui granito non fu levigato alla perfezione dai costruttori. Appare pertanto con certezza che l’intenzione del progettista era quella di immortalare l’ARTABA, la prima unità di misura del mondo antico, dalla quale discesero tutte le unità di misura dell’antico mondo conosciuto, dai Sumeri ai Cinesi, dai Romani ai Persiani etc.

L’ARTABA è antichissima, risale a tempi predinastici, a prima dell’Età del Bronzo e cioè all’Età dell’Argento. Essa fu ricavata dalle dimensioni della Terra cubando il piede di 0,30779 metri, 6000 dei quali formavano la lunghezza di un primo di arco di meridiano alla latitudine media dell’Egitto antico, a 27 gradi e 45 primi Nord, come descritto agli articoli 23 e 126. Detto primo di arco di meridiano era ed è 1846,76 metri, per cui 1846,76 / 6000 = 0,30779 metri. Si rammenta che il primo di arco di meridiano era formato da 6000 piedi oppure da 4000 cubiti, dato che un cubito era sempre uguale a 1,5 dei suoi piedi.

Le unità di misura sopra descritte e impiegate per la  progettazione e costruzione della camera del Re, sembrano indicare che la piramide fu costruita quando queste unità di misura erano in auge, e cioè  contrariamente a quanto ritenuto finora, durante l’età dell’argento, dopo l’istituzione del Tropico del Cancro quando detto tropico era alla latitudine di 24° 00′ nord.

Il Tropico del Cancro, a 24° 00′ nord,  fu istituito circa diecimila anni fa. Questa datazione ci viene fornita da tre testimonianze indipendenti,la prima delle quali è la nostra scienza moderna che stima in quarantunomila anni un’oscillazione completa dell’asse terrestre di 2 gradi, tra 24,5 e 22,5 gradi, essendo adesso l’asse terrestre in fase discendente.  La odierna inclinazione dell’asse terrestre è 23 gradi e 27 primi e di conseguenza, secondo questa testimonianza scientifica il Tropico del Cancro passò alla latitudine di 24° 00′ nord circa diecimila anni fa. Rammentiamo che il Tropico del Cancro marca il parallelo dove una volta all’anno, al solstizio d’estate il sole raggiunge lo zenith.

La seconda testimonianza di questa datazione è astronomica e risiede nella stessa denominazione di “Tropico del Cancro” che fu dovuta verosimilmente all’Era del Cancro, cioè quando l’equinozio di primavera sorgeva nella costellazione del Cancro, cioè circa diecimila anni fa. Infatti partendo da oggi se contiamo Pesci, Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, cioè cinque segni zodiacali ciascuno della durata di 2160 anni, perveniamo alla stessa data di circa diecimila anni fa.

La terza testimonianza di questa datazione ci viene dai reperti archeologici e vari antichi scritti egizi dai quali risulta che il confine meridionale dell’Egitto antico fu stabilito alla latitudine di 24 gradi e 00 primi nord e questa latitudine corrispondeva alla prima cateratta del Nilo, nelle vicinanze della odierna Asswan, in corrispondenza della quale è storicamente riportato che gli egizi costruirono un pozzo  verticale apposito per l’osservazione del sole allo zenith ogni solstizio d’estate, confermando così la stessa citata datazione di circa diecimila anni fa.

L’istituzione del Tropico del Cancro fu la base di partenza per la misurazione della Terra. Tutto ciò di cui si aveva bisogno era, oltre ad un pensiero razionale, un pozzo verticale, un obelisco o un’asta  verticale per misurare l’ombra del sole lasciata ogni mezzogiorno e una corda.

Vi sono reperti, indizi e testimonianze che lasciano però trapelare l’idea che quando iniziò la misurazione della Terra dopo l’istituzione del Tropico del Cancro la meccanica celeste dell’astronomia e la geometria euclidea fossero già noti oppure che esse si svilupparono in contemporanea. Ciò significa che dall’osservazione del cosmo essi avessero ricavato già l’idea che la Terra era sferica e che bisognava solo misurarla.

La famosa antica citazione “come  sopra così sotto” poteva anche accordarsi alla conoscenza di una  Terra sferica a similitudine di un cosmo sferico sovrastante. E ciò veniva ricordato ogni giorno agli antichi egizi, in particolare ogni solstizio d’estate a mezzogiorno, osservando l’ombra che un obelisco o un’asta verticale lasciava sul terreno, progressivamente più lunga andando verso il mediterraneo. Era questa una prova schiacciante della sfericità della Terra.

La latitudine del Tropico del cancro veniva stabilita dall’ombra del sole al solstizio d’inverno, quando il sole necessariamente stava allo zenith al Tropico del Capricorno e da un obelisco in corrispondenza del pozzo al Tropico del Cancro, gettava un’ombra che era di 48 gradi per cui la sua metà rappresentava la latitudine dello stesso Tropico del Cancro. Da un obelisco o asta verticale a nord del Tropico del Cancro al mezzogiorno del solstizio d’estate  avremo pertanto un’ombra il cui angolo dà immediatamente la latitudine dell’obelisco o asta verticale. Per esempio se al solstizio d’estate al Tropico del Cancro a mezzogiorno un obelisco o un’asta non getta alcuna ombra perchè il sole è allo zenith, e ad un altro qualsiasi obelisco o asta verticale più a nord il sole lascia un’ombra di tre gradi, ciò significa che la latitudine dell’obelisco o asta è di 24 gradi più tre gradi = 27 gradi nord. Un’ombra di 5 gradi significa una latitudine di 29 gradi, un’ombra di 7 gradi significa una latitudine di 31 gradi, un’ombra di 16 gradi significa una latitudine di 40 gradi e così via di seguito.

 L’ombra di un obelisco o asta verticale proiettata a mezzogiorno sul terreno forma un triangolo rettangolo perfetto del quale l’angolo sulla punta dell’obelisco e che marca la differenza di latitudine con il Tropico del Cancro può essere misurato visivamente per un buon grado e può essere calcolato precisamente con il rapporto fra i due cateti del triangolo rettangolo, che sono entrambi noti. Avendo marcato sul terreno le posizioni di queste latitudini si trattava pertanto solo di procedere alla misurazione del grado o del primo di latitudine con una corda, sapendo già che un primo di latitudine doveva essere 4000 cubiti o 6000 piedi e che un grado di latitudine doveva essere 240000 cubiti o 360000 piedi. Questa operazione, ripetuta molte volte poteva fornire la lunghezza del cubito e del suo corrispondente piede con la massima precisione.

La precisione infatti raggiunta da queste misure è stupefacente e non è stata mai più eguagliata fino a oggi. Da esse risultava che la lunghezza del primo ed il grado di latitudine aumentava gradualmente dall’equatore al polo passando da 1842,9 metri per un primo di latitudine all’equatore ai 1862,5 metri al polo . Ciò dimostrava che la Terra era allungata ai poli e non schiacciata ai poli come erroneamente ancora oggi ritenuto, ed essi questi stessi antichi egizi che misurarono così la Terra, ritennero pertanto giusto rappresentare questa loro conquista del pensiero scientifico di quei tempi dando la forma allungata verso l’alto agli Omphalos che poi furono sparpagliati per l’antico mondo conosciuto come descritto all’articolo 96.

La costruzione ermetica della piramide non avrebbe potuto permettere la sbirciatina che abbiamo dato a questa Camera. Ciò è stato possibile grazie alla sete di tesori materiali che il califfo Al Mamun, non disssimilmente dall’uomo moderno, si aspettava di trovarvi quando, nel nono secolo Dopo Cristo, ordinò ai suoi uomini di sventrare la piramide col ferro e col fuoco aggirando i tre blocchi di granito e penetrando nel corridoio ascendente e nella Camera del Re senza trovarvi niente oltre alle descritte nudità. 

La Camera del Re sembra invece possedere dei tesori immateriali di inestimabile valore che erano destinati ad essere visitati da uomini che li potranno intendere forse fra molti millenni a venire.

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138 – LO SCISMA DEL TEMPO

Posted in ASTRONOMIA, ATTUALITA', RIFLESSIONI, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on febbraio 20, 2015 by beautiful41

Lo Scisma del Tempo

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L’Inghilterra si è dissociata dalla decisione della comunità scientifica di correggere gli orologi aggiungendo un secondo di tempo il prossimo 30 Giugno del corrente anno 2015. Questo annuncio è stato diramato urbis et orbis alcune settimane fa dalla stampa assieme all’informazione che ciò sarebbe dovuto al rallentamento della rotazione della Terra causato dalle maree.

Dopo lo scisma della Chiesa Anglicana dalla Chiesa di Roma di 5 secoli fa rischiamo pertanto di avere un nuovo e più fondamentale scisma, quello della misura del tempo, fra l’Inghilterra e buona parte del resto del mondo. L’Inghilterra però è tutt’altro che una nazione arretrata, per cui dietro questo suo rifiuto di aderire alle decisioni della comunità scientifica sembra esserci qualcosa di grosso. Cerchiamo quindi di vedere o di sapere cosa bolle in questo pentolone tanto impenetrabile e misterioso  da dividere una comunità scientifica.

Il Tempo fin dall’inizio della sua scoperta quale dimensione, molti millenni fa, è sempre stato misurato astronomicamente con osservazioni ottiche angolari. I primi fondatori del tempo astronomico scelsero la durata di un giorno, o il giorno, quale unità di misura, riferendolo al Sole per determinare il moto giornaliero, dividendo lo stesso giorno in 86400 parti, e riferendolo alle stelle fisse per la determinazione del moto annuale. Si prendevano così due piccioni con una fava, come si dice, perchè si legavano due moti diversi, giornaliero e annuale, con la stessa unità di misura in modo che l’uno controllasse l’altro, e qualsiasi variazione di uno dei due moti avrebbe avuto immediate ripercussioni sull’altro. Tale era il significato di un anno di 365 giorni (per la precisione 365,2422).

Una chiara testimonianza di questo acuto e sofisticato pensiero fu lo storico primo anno egizio di 365 giorni intercorrente fra due sorgere consecutivi ed eliacali della stella Sirio ai primi del nostro attuale luglio in coincidenza dell’inizio della piena annuale del Nilo, causata dallo scioglimento delle nevi sull’altopiano etiopico, ben 6000 anni fa della cronologia ufficiale. Il sorgere eliacale significa sorgere assieme al Sole pertanto per quel giorno se il Sole sorge alle 06.00, a mezzogiorno o alle 12.00 la stella Sirio sarà in meridiano assieme al Sole a marcare il mezzogiorno. E 6 mesi prima o dopo, nella opposta posizione orbitale, la stessa Sirio marcherà la mezzanotte.

Dopo 6000 anni, ai nostri giorni, guarda caso, ogni 31 dicembre a mezzanotte la stella Sirio è al centro del cielo stellato per marcare la mezzanotte e ciò significa che dopo 6000  anni Sirio continua a sorgere eliacalmente ai primi di luglio. Quasi incredibile!!

Questo semplice fatto dimostra che la durata dell’anno attuale è la stessa di 6000 anni fa e che il giorno è composto delle stesse 86400 parti o secondi di 6 millenni orsono. Una prova ulteriore e schiacciante di ciò fu l’ultima misurazione astronomica del Tempo fatta alla fine dell’ottocento dall’astronomo Simon Newcombe con mezzi ottici moderni che portarono alla definizione di anno solare per il 1900 pari a 31.556.926 secondi di tempo, confermando quindi il giorno di 86400 secondi e l’anno di 365,2422 giorni. Tale tempo e tale anno fu adottato dalle Nazioni Unite quale base del tempo per tutto il novecento.

Ma verso la metà del novecento accadde un imprevisto. Fu inventato l’orologio “atomico”. A seguito delle ricerche di fisica nucleare che condussero alla costruzione della bomba atomica, centrali nucleari ed altri ordigni, fu messo a punto e costruito anche l’orologio atomico basato su  un elevatissimo numero di pulsazioni o oscillazioni dell’atomo di cesio che così permetteva e prometteva una precisione mai uguagliata nella misurazione del tempo.

Sull’onda di una euforia e fiducia senza fine nelle capacità della scienza, considerata il nuovo Dio sulla Terra, l’orologio atomico fu subito reso operativo e asservito ai satelliti artificiali ed altre tecnologie. Gradualmente si sostituì anche il tempo astronomico di cui l’Inghilterra era stata la maestra negli ultimi due secoli con la creazione degli almanacchi astronomici o effemeridi, basati sul passaggio del Sole in meridiano, o mezzogiorno, all’osservatorio di Greenwich giornalmente per l’inizio del nuovo giorno, e con lancio dei segnali orari in tutto il mondo via radio e tv al fine di permettere di resettare gli orologi ed i cronometri.

Ben presto però ci si accorse che il tempo atomico ritardava rispetto al tempo astronomico. Imprigionati nel dogma di fede  della maggior precisione dell’atomo, fu rifilata ai Cittadini della Terra la notizia che la Terra stava rallentando la sua velocità di rotazione a causa delle maree e si iniziò ad inserire secondi annualmente al fine di pareggiare i due diversi tempi. Finora, in circa 50 anni, sono stati inseriti circa 30 secondi ai nostri orologi.

Ma il rifiuto dell’Inghilterra a continuare ad aggiungere secondi ci suggerisce che gli astronomi inglesi abbiano ben valutato tutta la questione prima di dichiarare lo scisma, e ciò offre l’occasione per fare delle riflessioni che non avremmo potuto fare senza di esso.

Le maree esistono fin da quando esiste la Luna dato che esse dipendomo da questo nostro satellite naturale. Una loro eventuale origine della causa del rallentamento terrestre avrebbe già fatto cessare il suo moto rotatorio da milioni di anni. E senza moto la vita sulla Terra si sarebbe già estinta.

Inoltre un rallentamento progressivo avrebbe comportato in passato una rotazione più veloce ed un incremento del numero di giorni in un anno in quantità tali che la geologia potrebbe forse determinare. In futuro invece ci aspetta un giorno in cui l’orologio atomico segnerà la mezzanotte quando il Sole e l’orologio astronomico segneranno mezzogiorno, oltre all’arresto della Terra e l’estinzione della vita su di essa in tempi neanche tanto lontanissimi.

In considerazione che tale presunto rallentamento sarebbe stato notato anche dall’orologio astronomico, o rispetto al Sole, appare chiaro che ad essere corretto o aggiustato sia invece proprio l’orologio atomico o tempo atomico. La correzione del tempo atomico però è pregna di significati che vanno ben oltre la semplice questione della misura del tempo.

La correzione del tempo atomico è un boccone molto amaro  che pochi scienziati hanno il coraggio di ingoiare, perchè ciò significerebbe rinnegare e ripudiare il dogma di fede che vede nella scienza e tecnologia moderne un orgoglioso motivo di progresso e avanzamento sociale. Lo scisma del tempo ci dice invece che si trattava solo di una illusione. L’Inghilterra ha avuto il coraggio di riconoscerla e di sottrarvisi, e le altre Nazioni cosa faranno???     

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137 – LA DONNA DEL CIELO

Posted in ARMONIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, L'UOMO NEL COSMO, RELIGIONE, STORIA with tags , , , , , , , on febbraio 2, 2015 by beautiful41

La Donna del Cielo

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Quando l’Amore regnava sulla Terra anche fra gli uomini, e le stelle gioivano in coro in tutti i colori dell’arcobaleno, la Donna rappresentava il Cielo e, viceversa, il Cielo rappresentava la Donna.

Questa concezione nacque dall’ammirazione dell’uomo per la profonda misteriosa bellezza, perfezione ed armonia del cielo stellato sovrastante che solo alla Donna poteva essere riconosciuto il merito di rappresentare. La Donna inoltre è portatrice di Amore e ciò era in sintonia con l’Amore Cosmico dal quale generava l’intera vita sulla Terra. E fu da questa concezione della Donna del Cielo che originò la denominazione di Via Lattea derivata dal latte del seno di Era mentre allattava Eracle.

Innumerevoli bellissime opere pittoriche su pareti, vasi e papiri della più remota civiltà egizia testimoniano che la Donna del Cielo fu una concreta realtà nella quale la donna  raggiunse la più alta considerazione ed il più grande rispetto, mai più uguagliati, di tutta la sua storia.

Le opere citate sono tutte uguali e descrivono il semicerchio della volta celeste, da un estremo all’altro dell’orizzonte, con una figura femminile nuda, arcuata e lunga, con le sue nudità anteriori rivolte in basso verso la Terra. Le raffigurazioni di queste nudità sono delicate ed armoniose nelle proporzioni, ed esprimono grazia e rispetto. Esse non sono mai volgari.

Al di sotto della Donna del Cielo è ritratto un uomo, piccolo nelle proporzioni rispetto alla donna, che, in piedi sulla Terra, con una mano alzata sfiora le nudità del corpo femminile sovrastante, come a voler rendere tangibile e concreta la bellezza, la perfezione, l’armonia e la grazia che lo sovrasta.

Appare chiara da tali opere l’idea che l’uomo non può possedere la donna, proprio come egli non può possedere il cielo, nel senso di possesso tangibile e concreto. Il cielo si può ammirare, lodare, godere e gioire della sua infinits bellezza ed armonia, ma non lo si può possedere. Il Cielo può concedere equilibrio, conoscenza, saggezza ed armonia a chi lo sa interpretare ed ammirare, così come la Donna può concedere le sue grazie a chi la sa amare, rispettare ed interpretare nelle sue celestiali melodie e infinite sintonie. Entrambi, Cielo e Donna, racchiudono in loro stessi una sfera intangibile di mistero o riservatezza che è il segreto della vita o del divenire evolutivo.

Appare anche chiaro che le piccole dimensioni della figura maschile raffigurata sotto la donna riflettono l’importanza, di gran lunga maggiore, della donna nel processo evolutivo e creativo, rispetto all’uomo che, pur se presente in questo processo, vi ha senza dubbio una parte ed una importanza minima. L’attrice principale è la donna.

La concezione della Donna del Cielo, un punto di riferimento fondamentale di Civiltà, si avviò verso il tramonto per poi gradualmente svanire per sempre quando, con l’avvento dell’età del bronzo ed il formarsi dei grandi imperi dell’antichità, l’uomo distolse il suo pensiero, il suo sguardo e la sua attenzione dal cielo per rivolgerli verso la terra ed il suo possesso, la costruzione ed uso delle armi, la conquista di uomini e cose e l’imposizione delle proprie idee.

La perdita del cielo comportò la perdita della donna che, con l’avvento del monoteismo ed il racconto del Giardino dell’Eden, vide capovolgere la sua condizione passando dall’essere meritevole di ammirazione all’essere invece ora condannevole e condannata per essere all’origine del peccato ed essa stessa peccaminosa. Dalla gloria delle stelle al fango della calunnia e dell’ignoranza.

Questo è ancora lo status quo civile e religioso. Ma i Cittadini della Terra attendono un atto di pentimento ed una richiesta di perdono da parte delle autorità civili e religiose, divulgati e resi pubblici con tutti i mezzi di informazione e comunicazione.    

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134 – LE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO – PARTE SECONDA

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Le Origini del Cristianesimo – Parte Seconda

L’Età dell’Argento fu l’Età delle stelle, l’Età del cielo e l’Età del cielo stellato. L’uomo era avvolto dalle stelle e da tutti gli astri che lo sovrastavano in una fantasmagorica sceneggiatura naturale formata da milioni e milioni di luci di intensità infinite e variabili, di tutti i colori dell’arcobaleno, alternate e pulsanti, quasi parlanti un linguaggio chiaro annunciante e manifestante la vita e l’evoluzione dell’universo e del cosmo sopra la sua testa. Dentro tale quadro si delineava, chiara e precisa, la fascia sinuosa e ondulante della Via Lattea formata da miliardi di miliardi di stelle lontanissime e che fin da subito sembrava un fiume cosmico, la esatta controparte celeste del sottostante Nilo sulla Terra. Questo era il cielo che si poteva osservare nel clima asciutto e desertico subtropicale della Valle del Nilo dalla prima cataratta fino all’estuario sul Mediterraneo.

Questo cielo divenne l’unica occupazione per l’uomo che abitava nella Valle, ed anche la sua sola preoccupazione, perché in questa Valle si verificava un fenomeno unico al mondo: i prodotti agricoli necessari per la sua alimentazione crescevano da soli grazie alla piena annuale del Nilo, ricca di limo fertilissimo, provocata dallo scioglimento delle nevi sull’altopiano etiopico.

Libero dalla necessità di procacciarsi il cibo, sempre abbondante intorno a lui, l’uomo della valle del Nilo indirizzò il proprio interesse alla comprensione dei segreti delle stelle e di tutti gli astri del cielo, dato che appariva sin dall’inizio che gli avvenimenti che si verificavano sulla Terra erano in stretta relazione con gli avvenimenti celesti. Ciò diede origine al concetto “come sopra così sotto”, che può considerarsi il motto dell’età dell’Argento nella valle del Nilo.

Questo processo di conoscenza fu favorito e facilitato dal fatto che questa valle era completamente isolata dagli altri popoli per la presenza del deserto su entrambe le sponde del Nilo. Con l’ausilio di pozzi verticali e di aste verticali collocati in vari punti lungo tutta la valle del Nilo fino al Mediterraneo, l’uomo dell’età dell’Argento iniziò ad osservare i corpi celesti che transitavano allo zenit ed anche l’ombra del sole in corrispondenza del mezzogiorno (o passaggio in meridiano). Queste iniziali osservazioni furono in seguito ripetute in varie parti di tutto il mondo antico conosciuto e portarono alla mappatura di tutte le stelle, alla mappatura e dimensioni della Terra e all’istituzione dell’unità di misura sessagesimale.

Con i suddetti elementi di base, l’uomo dell’età dell’Argento si accinse al passo successivo, ovvero quello di dipingere la sua storia e le sue conquiste sulla tela naturale del cielo stellato. Per poter realizzare ciò, proprio come farebbe un pittore nello “squadrare il foglio” al fine di ottenere delle linee di riferimento prima di rappresentare le sue opere, così l’astronomo dell’età dell’Argento ricavò dal cielo stellato tutte le linee di riferimento principali di quella che noi oggi chiamiamo meccanica celeste: equatore celeste, eclittica, punti equinoziali, solstizi. Tali linee di riferimento furono marcate da costellazioni per essere facilmente riconoscibili e per dare così la possibilità ai pittori celesti di rappresentare e narrare circa le figure più importanti della loro storia.

Per le figure più importanti della loro storia questi antichi pittori scelsero, certamente non senza ragione, Iside ed Osiride a rappresentare per l’eternità l’importanza dell’Amore Cosmico quale parte fondante dell’evoluzione.
Iside fu fatta rappresentare dalla stella più brillante, grande e bella del cielo, ovvero la stella Sirio, per le sue nobili e divine caratteristiche. Sirio marcava con la massima precisione l’anno solare di 365,2422 giorni; sorgeva eliacalmente all’inizio della piena annuale del Nilo, evento importantissimo per la vita nella valle, e le sue caratteristiche hanno dell’incredibile perché oggi, nel 2014, a 6000 anni di distanza dalla prima testimonianza storica di tale sorgere eliacale, questa stella continua a sorgere eliacalmente ai primi di Luglio, ciò che lascia supporre che anche all’inizio dell’età dell’Argento (18.000 a.C. circa) Sirio sorgeva eliacalmente come oggi. La sua scelta, pertanto, a rappresentare la grande Iside è stata una scelta ponderata, studiata nei minimi particolari e dopo osservazioni della durata, certamente, di vari millenni.

Osiride, invece, fu fatto rappresentare dalla costellazione di Orione. Le stelle che compongono Orione, anche se non sono lucenti come Sirio, sono altamente distinguibili ad occhio nudo e sono altrettanto fisse come Sirio. La costellazione di Orione fu scelta a bisecare precisamente l’equatore celeste proprio perché Osiride fu riconosciuto regnare sia sull’Alto Egitto che sul Basso Egitto, come pure fu riconosciuto il regnante sulla Vita e sulla Morte. Osiride ed Iside, assieme, erano anche i giudici supremi che sovrintendevano all’operazione della pesatura del cuore che assegnava alle anime dei morti la destinazione nei Campi Elisi o nel fuoco, a seconda delle loro azioni in vita. Osiride apre la strada alla sua amata Iside ogni Dicembre al centro del cielo stellato per rammentare a tutti gli uomini della Terra l’importanza del loro amore che è essenzialmente il motore della vita nell’Universo.

I pittori del cielo stellato, dopo aver rappresentato Iside ed Osiride, per soddisfare la curiosità del lettore, rappresentarono una terza figura importantissima nella loro storia, che è anche parte della storia dell’umanità, ovvero la figura di Argo (Arca di Noè), di cui abbiamo già parlato agli articoli n. 101 e 131.

Le tre figure di Iside, Osiride ed Argo, essendo le sole figure storiche rappresentate sulla tela del cielo stellato, devono essere state, per tale motivo, ritenute dagli antichi egizi di un’estrema e primaria importanza.

L’età dell’Argento si concluse definitivamente verso il 3000 a.C. quando essa cedette il passo all’età del Bronzo. Varie furono le ragioni di tale passaggio, fra le quali le più importanti, forse, furono: il formarsi di varie nazioni ed imperi dell’antichità (Sumeri, Assiri, Babilonesi, Persiani, Indiani, Cinesi, Ittiti, Ellenici, etc.), la costruzione, per la prima volta nella storia dell’uomo, delle armi di bronzo per uccidere il proprio simile, per uccidere altri popoli e per ottenere il predominio sulla Terra, ed inoltre l’abbandono dell’osservazione del cielo e l’istituzione della misura basata sul numero sette del cubito reale egiziano, il quale era un cubito di sette palmi, che si ricavava da una radice cubica (cioè lo spigolo di un cubo) e non più dal cosmo o dal cielo stellato che forniva uno spirito di equilibrio universale. Il pensiero di “come sopra così sotto” e l’Amore Cosmico, insieme con le regole della Confessione Negativa, tramontarono e lentamente svanirono, venendo così dimenticate.

Dopo circa mille anni di progressivo oblio e di declino delle regole morali e civili dell’uomo, in Mesopotamia fu istituito il Codice di Hammurabi, quello della legge del taglione e del famoso “occhio per occhio, dente per dente”, basato sulla vendetta. Sempre più dimentico della concezione dell’Amore quale forza generatrice di evoluzione, l’uomo si trovò nella condizione disperata di non conoscere nè di riconoscere la realtà dell’Universo intorno a lui.

Incapace di ragionare con la propria testa, avendone perso l’abitudine, l’uomo proseguì in questo declino  fino ad inventarsi un Dio antropomorfo che gli ordinava quali azioni compiere e quali no, dando così inizio al concetto di religione attuale. L’uomo divenne così uno schiavo del Dio antropomorfo, che fu il Dio delle religioni monoteiste esistenti tutt’ora e che si sono qualificate per secoli da sole con le rivalità belligeranti che ben conosciamo.

Nonostante tale oblio del passato, quindicimila anni non vengono cancellati senza lasciare profonde tracce sia nella memoria sia nella coscienza. Fu forse per questo motivo che in Egitto fu fondato e si sviluppò l’Ordine religioso degli Esseni Terapeuti che cercava di portare avanti confusamente ed inconsciamente l’antico spirito delle regole della confessione negativa. Il membro più importante di questo Ordine religioso egiziano fu un certo Gesù, che andava predicando, spiegando ed insegnando le idee degli Esseni Terapeuti, che erano idee di pace, fratellanza, amore e rispetto simili a quelle di Osiride di cui abbiamo già parlato nella prima parte dell’articolo. Il resto è storia conosciuta.

Della storia, poi diventata mito, di Iside ed Osiride il Cristianesimo prese le parti essenziali quali il sacrificio di Cristo-Osiride, la verginità della Madonna, il concepimento per opera dello spirito santo, la nascita del bambino Gesù saivatore, la figura della Madonna col bambino, la resurrezione di Cristo-Osiride, il giudizio delle anime dopo la morte, ma non riuscì mai a capire le implicazioni ed i significati derivanti dall’amore di Iside come descritto nella prima parte dell’articolo.

Seth, la forza demoniaca del Male, lungi dall’essere reso innocuo, si è lasciato sviluppare senza freni ed oggi è estremamente potente, munito delle armi e tecnologie più potenti e sofisticate. Il suo intento è quello di distruggere, ma solo fino a quando l’Amore evolutivo di Iside glielo permetterà.

Questo è il messaggio che appare dalla ricerca delle origini del Cristianesimo. 

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