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71 – SEPPELLIMENTO IN MARE

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on ottobre 6, 2011 by beautiful41

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In mare una volta si seppellivano solo i morti. Oggi, con la “modernità”, vi si seppelliscono anche i vivi. Vediamo di descrivere lo svolgersi di queste opposte dipartite cominciando dal seppellimento in mare dei morti.

Fino al 1970 i viaggi delle persone fra un continente ed un altro venivano espletati pressocchè esclusivamente a mezzo dei “Transatlantici” che erano delle grandi navi che collegavano tutte le principali località del mondo su una base di periodicità conosciuta, con un servizio, quindi, di “linee regolari”. Nonostante la grande potenza e velocità dei transatlantici i viaggi erano a volte molto lunghi, fino ad un mese, per esempio, fra l’Inghilterra e l’Australia o la Nuova Zelanda.

Durante questi lunghi viaggi capitava che qualcuno morisse, nonostante la presenza a bordo di due ufficiali medici, infermiere ed ospedale, per lo più per cause legate al cuore ed alla vecchiaia. Al rifiuto dei familiari del deceduto di accollarsi le spese del rimpatrio della salma via aerea dal susseguente scalo della nave, si procedeva pertanto al seppellimento in mare.

A mezzanotte e qualche minuto due marinai trasportavano il corpo del deceduto, già infilato in un solido e spesso sacco di juta, dall’ospedale al ponte scoperto più basso della nave, che normalmente è all’estrema poppa. Il sacco veniva appesantito da pesanti pezzi di ferro e ghisa e quindi chiuso. Il sacco veniva adagiato su una tavola rettangolare avvolta nella bandiera nazionale della nave e il tutto veniva coperto quindi da una seconda bandiera della nazionalità del deceduto. La tavola poggiava con una estremità sul “capodibanda”, il parapetto, del lato di sottovento, mentre l’altra estremità era sospesa e resa orizzontale dal sostegno delle braccia dei due marinai.

Alla stessa ora conveniva lo staff della nave al completo, in uniformi impeccabili, composto da comandante, direttore di macchina, capo commissario, primo medico, cappellano, ufficiale di plancia smontante, per un ultimo saluto al deceduto. La cerimonia si svolgeva rapidamente ed avveniva nella massima compostezza ed in un silenzio totale rotto solo dai cenni del capo del comandante nell’ordinare al cappellano il via alla preghiera che normalmente era breve e del tipo:

Accogli, o Signore, l’anima fedele del nostro fratello,

perchè,  lasciato questo mondo, viva in te;

nella tua clemenza cancella i peccati che ha commesso

e concedigli il perdono e la pace.

Per Cristo nostro Signore.

Terminata l’orazione, ad un secondo cenno del comandante, l’ufficiale di plancia telefonava sul ponte di comando ordinando “Timone venti a dritta!!”, se il sottovento era la dritta. La nave iniziava ad evoluire nella notte dell’oceano creando dal lato dell’accostata una ampia fascia di superficie del mare liscia e tranquilla, evitando anche la possibilità che un corpo affondato potesse finire nel rullo delle eliche. Era l’ultima forma di ossequio, rispetto e saluto per una vita che se ne andava.

Ad un ultimo cenno del capo del comandante i due marinai sollevavano l’estremità della tavola nelle loro mani lasciando scivolare dolcemente in mare il sacco di juta fra le due bandiere. Il deceduto era andato. Con una seconda telefonata in plancia con l’ordine di terminare l’evoluzione e rientrare in rotta si concludeva la cerimonia di seppellimento in mare, mentre l’orchestra dai saloni dei ponti superiori sembrava che volesse accompagnare con la sua musica soffusa, assieme ai tanti violini del sibilio del vento, ad insaputa dei passeggeri, il canto di gloria dell’oceano per il viaggio di un’anima nella dimensione dell’eternità.

 

70 – LA CRESCITA E L’ARABA FENICE

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Un uomo, con il suo lavoro o attività, produce 100 infissi in un anno, vendendoli tutti. L’anno successivo ne produce 105 e li vende tutti. Non fa debiti ma neanche risparmia, e consuma tutto quello che guadagna. la sua attività si incrementa del 5% ogni anno e così pure il suo standard di vita. L’uomo è onesto e giusto, e rispettoso della sua famiglia, degli amici e della natura. Egli pertanto viene ricambiato con lo stesso rispetto nella comunità in cui vive.

Questa crescita continua va avanti per vari decenni per cui il nostro uomo dimentica che è soggetto alle leggi dell’evoluzione provenienti dal cosmo che in sintesi dicono che ogni periodo di abbondanza viene seguito da un periodo di carestia e che ogni periodo di illuminazione viene seguito da un periodo di oscurità. Questo nostro uomo, senza saperlo nè volerlo, si trova a ripercorrere le stesse esperienze di Giobbe descritte sinteticamente all’articolo n. 65.

Un bel giorno, o un bell’anno, il suo incremento di produttività non viene assorbito più dalle vendite. Per motivi non imputabili a lui le vendite, che avevano raggiunto 150 infissi all’anno, diminuiscono anno dopo anno: 145, 140, 130, 120….70, 50, eccetera. Pur non avendo debiti da pagare, l’uomo è costretto a ridurre lo standard di vita a cui era abituato con tutta la sua famiglia. Ma, con meno di 40 infissi all’anno egli non riesce più a sfamare la sua famiglia e mette in vendita tutti i suoi beni con la speranza di sopravvivere.

Le cose sarebbero andate diversamente se il nostro uomo durante gli anni della crescita avesse messo da parte, cioè risparmiato, un quinto del suo profitto annuo. Ciò gli avrebbe permesso di affrontare la crisi da una diversa condizione e forse sottrarsi al peggio. Ma ciò purtroppo non è stato fatto. Il nostro uomo è già in una condizione più fortunata di assenza di debiti, perchè le Nazioni occidentali e molti suoi componenti e cittadini hanno fatto di peggio immergendosi in un mare di debiti confidando di pagare con la crescita futura. Per cui ora si invoca la crescita.

Dateci la crescita!!! Vogliamo la crescita!!! Ma la crescita purtroppo non verrà per parecchi o molti anni a venire. Le due opposte tendenze, per favorire la crescita, sono aumentare il debito e/o tagliare le spese ma entrambe, come si piò facilmente capire, sono controproducenti poichè nel primo caso vanno a mettere sulle spalle dei nostri figli e nipoti un carico insopportabile, e nel secondo caso impoveriscono ancora di più i cittadini. Stiamo in poche parole assistendo, attoniti, alla concreta ripetizione della stupenda e fantastica storia dell’Araba Fenice.

L’Araba Fenice, o Araba Phoenix, era, ed è ancora perchè ritorna periodicamente, un uccello bellissimo e forte, somigliante vagamente ad un’aquila, dalle piume dorate e scarlatte che, proveniente dall’Arabia, o dall’Oriente, portava fra i suoi artigli un uovo di mirra entro il quale era sepolto il corpo, o le ceneri, di suo padre. Il suo viaggio terminava ad Heliopolis (vicino al Cairo) ove l’Araba Phoenix depositava l’uovo di mirra, il sarcofago con suo padre, nel più importante santuario o tempio del centro universale millenario della conoscenza che ivi si trovava e denominato On dagli antichi egizi.

L’Araba Phoenix, a compimento del suo ciclo vitale, si lasciava morire, sembra col fuoco, nell’involucro o cesto di mirra dove essa era nata e nella quale suo figlio rinascerà o risorgerà dai suoi stessi resti o ceneri. L’Araba Fenice era in pratica un essere immortale che moriva e rinasceva continuamente senza la necessità di un accoppiamento femmina/maschio come si potrebbe essere indotti a credere. L’Araba Phoenix rappresentava la morte e la rinascita, la fine ed un nuovo inizio. Il suo mito fu agli inizi, e per qualche tempo, adottato finanche dai Cristiani per spiegare la morte e la resurrezione di Gesù o del Divino. La sua prima menzione si trova nei “Testi delle Piramidi” che sono i più antichi scritti conosciuti e la sua storia pertanto ha origine nella notte dei tempi.

Perchè stiamo assistendo alla ripetizione di questa storia??? Perchè quando si crede negli asini che volano, che sono venuti ad accumularsi nell’ultimo secolo in tutti i campi, dalla scienza alla religione, all’economia, al vivere sociale ed alla politica, alcuni dei quali descritti e narrati nello scorrere degli articoli di questo blog, come, per esempio, quello che dice che “il lavoro va dove costa meno” mentre i soldi dovrebbero andare dove il lavoro non c’è, quello di un’Europa inconcludente, di una moneta unica mal studiata, di una rapina generalizzata, di istituzioni attrezzate solo per la crescita e nessuna per la decrescita, quando si crede in un uomo senza anima, e molto di più, allora non si è fatto altro che decretare la propria morte o la propria fine, proprio come la morte o la fine dell’Araba Fenice, o Araba Phoenix.

L’uomo del secondo millennio ha terminato il suo ciclo vitale e, per sua volontà ed incapacità, si sta bruciando per essere ridotto in cenere, nelle ceneri dell’Araba Fenice. Forse l’incenerimento è già avvenuto e lui non se ne è neanche accorto dato che la sua struttura mentale gli impedisce di scorgere una nuova strada della verità che sta per nascere o rinascere in una nuova Araba Phoenix, la nuova millenaria Civiltà del Terzo Millennio portatrice di un rinnovamento di idee e credenze che rimodelleranno totalmente e dalle fondamenta l’essenza dell’uomo su valori veri, eterni ed immortali, come parzialmente descritto agli articoli 10 – 35 – 40.

L’Araba Fenice rappresentava quindi un periodico rinnovamento di idee, una rigenerazione al fine di ricordare all’uomo gli insegnamenti immortali impartiti dai Padri Fondatori della Civiltà. La storia o il mito di questo uccello bellissimo, oltre che essere attualissima per quanto sta avvenendo ai nostri giorni, ha altre affascinanti connessioni stellari di cui parleremo in un prossimo articolo.

Nota. La storia dell’Araba Fenice prosegue all’articolo n. 72 – Bennu – L’uccello di Fuoco.

Nota 2. Per la storia di Giobbe vedi art. n. 65 – “Charlatans and Cranks”.

68 – FURTO DI ARTICOLI

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RELIGIONE, RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , on settembre 14, 2011 by beautiful41

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I siti “Baronerosso.it” e “Forum.politicamente.net/forum-del-carroccio/113990-se-ce-ssio-ne-se-ce-ssio-ne-6.html” hanno rubato l’articolo di questo blog “Flash 66 – LA PAURA DELLA VERITA'” pubblicandolo oggi sui loro siti, dopo aver cancellato la frase importante del testo “ma anche in caso di vincita dell’Unità Nazionale”.

Furto con manomissione quindi o furto con stravolgimento del significato originario del testo. Di questo avvenimento forse vale la pena farne un articolo per la conoscenza dei lettori e per la conoscenza di:

– Presidente della Repubblica

– Ministro degli Interni

– Ministro dell’Istruzione

– Capo dei Carabinieri

– WordPress.

Fare un furto significa rubare. Rubare significa sottrarre qualcosa di proprietà di altre persone senza il loro espresso consenso. Stravolgere poi l’essenza della cosa rubata aggiunge violenza al furto, esprime mancanza di rispetto per l’uomo e per la natura ed è falsificazione di una testimonianza.

Questi atti sono la negazione della parola Civiltà ove per Civiltà s’intende regole per una convivenza pacifica. A cosa serve parlare di diritti e/o doveri e/o giustizia quando si pensa e si agisce al di fuori delle regole della Civiltà??? E come si possono esprimere delle opinioni, facendole circolare fra il grande pubblico, quando si opera nella Barbarie e addirittura ignorando l’esistenza della linea di demarcazione fra Civiltà e Barbarie???

Siamo chiaramente di fronte ad una mancanza di conoscenza delle forme più basilari di convivenza civile. Nessuno ha mai detto a questi signori che rubare è un atto di inciviltà o barbarie. Ed i secessionisti con questa loro manifestazione di barbarie potranno attirare solo i criminali. Vediamo quindi di sopperire all’ignoranza di questi signori facendogli sapere quante volte, fra 42, la “Confessione Negativa” indicava tali atti come qualcosa contro la Civiltà:

2 – io non ho rubato con violenza

3 – io non ho fatto violenza ad alcuna persona

4 – io non ho rubato

7 – io non ho agito con inganno

8 – io non ho pronunciato il falso

10 – io non ho sottratto beni con la forza

13 – io non mi sono intrigato in faccende con imbrogli

27 – io non ho fatto piangere alcuna persona

29 – io non ho agito con violenza

30 – io non ho agito senza considerazione

38 – io non mi sono comportato con insolenza.

Senza conoscere le 42 regole di civiltà della “Confessione Negativa” non si potrebbe e non si dovrebbe operare concretamente nella vita civile ed in qualsiasi attività, incluso la politica.

Si prega pertanto il Presidente della Repubblica, il Ministro dell’Istruzione ed il Ministro degli Interni di far affiggere in tutte le aule degli asili, scuole elementari, medie, superiori, ed università, la “Confessione Negativa” che, non essendo una concezione di religione ma di civiltà laica o neutrale, è particolarmente adatta ad esserre insegnata ai bambini e ragazzi di tutte le religioni del mondo. La non conoscenza di queste semplici norme procura ingentissimi danni alla comunità civile promuovendo la proliferazione di criminali e terroristi per secoli e millenni a venire.

 

 

67 – BANDIERE OMBRA E PARADISI FISCALI

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Le bandiere ombra ed i paradisi fiscali sono due facce di una stessa medaglia. Le bandiere cosiddette “ombra” o di “convenienza” nacquero in tempi moderni in via sperimentale con qualche natante battente bandiera panamense negli anni 20 dello scorso secolo durante il proibizionismo. Ma la sua vera nascita in tempi recenti avvenne nel 1949 allorchè la prima grande nave commerciale, una petroliera appartenente all’armatore greco Niarchos, innalzò, in piena legalità, sul suo albero maestro la bandiera della Liberia.

Da allora è stata tutta una “escalation”, di carattere spasmodico negli ultimi 20 anni, dopo il crollo del muro di Berlino. Si calcola che oggi oltre il 40% della flotta commerciale mondiale batte una “bandiera di convenienza”. Se si aggiunge a questo 40% una imprecisata enorme quantità di navi mercantili di normali tradizionali bandiere come Inghilterra, Francia, Italia, Germania, eccetera, che, per evitare di scomparire ed essere travolte dalla impetuosa ascesa delle “bandiere ombra”, hanno istituito un secondo registro, o registro internazionale, in cui iscrivere le navi che ne fanno richiesta, allora la percentuale sale a ben oltre il 60%. Questo secondo registro è in pratica una “bandiera ombra” camuffata sotto le insegne nazionali. E senza contare le migliaia o milioni di barche da diporto o yachts.

Lo scopo dell’istituzione delle “bandiere ombra” è l’anonimato del proprietario (basta una casella postale), libertà di operare con equipaggi di tutte le nazionalità, regime fiscale pressocchè nullo bastando una elemosina di pochi spiccioli dati allo Stato della “bandiera ombra”, legislazione dello Stato della “bandiera ombra” molto permissiva. In pratica la “bandiera ombra” permette al proprietario di assaporare in modo assoluto il concetto di libertà senza essere perseguitato da tassazioni, burocrazie, limiti e divieti della Nazione di origine del proprietario.

Le bandiere ombra sono tante. La più estesa è Panama ma tanti mini-Stati sono pronti o aspirano ad iscrivere nei loro registri qualsiasi natante a cui concedere la propria bandiera in cambio di pochi spiccioli. Tutto fa brodo. Sono soldi caduti dal cielo che nella grande quantità fanno un bel gruzzolo per un piccolo Stato, specialmente se povero.

I paradisi Fiscali si sono sviluppati in parallelo con le bandiere ombra ed è difficile se non impossibile dire quale dei due, bandiere o paradisi, sia più antico dell’altro. In tempi moderni iniziò la Svizzera che, a causa della sua neutralità fra le due guerre mondiali, poteva offrire un rifugio sicuro a piccole e grandi ricchezze provenienti da tutta Europa. Si incrementarono con i dittatori, presidenti e ministri dei paesi africani che, con la fine delle colonizzazioni, hanno rubato, e rubano sempre, tutta la ricchezza dell’Africa depositandola nei paradisi fiscali.

Lo scopo di un paradiso fiscale è uguale a quello della bandiera ombra. Anonimato (basta un numero di conto), libertà assoluta di operare con investimenti o trasferimenti ovunque, regime fiscale nullo, o quasi, bastando solo pochi spiccioli, segretezza assoluta per vanificare qualsiasi legislazione. E’ chiaro quindi che qualsiasi persona che possieda qualcosa di più di quanto gli possa servire per vivere, abbia enormi vantaggi dal servirsi di un paradiso fiscale.

L’accrescimento del numero di paradisi fiscali ha seguitto l’accrescimento del numero di bandiere ombra dagli anni 50 in poi, assumendo una inpennata spasmodica nel corso degli ultimi 20 anni. Oggi non c’è scoglio, isolotto, atollo, cocuzzolo di montagna, indipendente, che non aspiri a diventare, quando non lo sia già, paradiso fiscale. Questo “boom” dei paradisi fiscali è nato naturalmente a causa di una grande domanda nella ricerca di paradisi fiscali. Non c’è professionista “di grido”, o “affermato”, senza parlare della schiera di mini e maxi “imprenditori”, corporazioni e società,  “truffatori” e “portaborse”, e tanti altri, che non aspiri, quando non lo sia già, ad essere un cliente di un paradiso fiscale. Il paradiso fiscale è diventato uno “status symbol” e chi non ne è compartecipe è un poveraccio.

L’insieme dei capitali depositati nei paradisi fiscali supera di gran lunga i prodotti o “budgets” delle Nazioni e formano quella che comunemente viene chiamata “evasione fiscale”. Questa enorme massa di capitali può destabilizzare o decidere i destini di intere Nazioni ed è il problema dei problemi dei giorni nostri.

L’enorme crescita delle bandiere ombra e dei paradisi fiscali sta pertanto portando alla luce o mettendo in evidenza qualcosa che per il passato non è stato considerato a sufficienza, e cioè lo sgretolamento, l’erosione e l’impoverimento progressivo delle Nazioni da un lato, e la crescente separazione fra cittadini “normali”, o “poveracci”, e cittadini “anormali”, clienti dei paradisi fiscali, dall’altro lato. L’anormalità dei cittadini “anormali” sta nel fatto che essi stanno con un piede nel Paese dove sono nati, sono stati istruiti e ne hanno cultura, cittadinanza e residenza, mentre con l’altro piede stanno in un altro Paese, il paradiso fiscale depositario dei loro segreti averi.

Le Nazioni gradualmente verranno ad essere costituite esclusivamente dagli elementi poveri della popolazione mentre tutto il potere risiederà nei paradisi fiscali ed i loro costituenti. Nazione, Costituzione, Bandiera, Cittadinanza, diritti e doveri, perderanno la loro autorevolezza e significato diventando, come spesso già lo sono, elementi di spettacolo per circhi equestri. Tutto ciò non promette niente di buono ed ha tutta l’aria che porterà ad una rivoluzione o guerre future se non facciamo niente. E cosa si potrebbe fare per risolvere il problema pacificamente, se si potrà risolvere???

Una rivoluzione pacifica agendo su tre fronti. Il primo fronte agisce all’insegna della libertà nel senso che ciascuno ha la libertà di proteggere la propria dignità, cittadino e Nazione, cancellando dalle anagrafi della Nazione tutti coloro che mantengono depositi nei paradisi fiscali. Quindi niente passaporto, niente carta d’identità, niente nascita o cittadinanza; sequestro dei loro beni nel Paese, loro espulsione dal Paese e rifiuto di ricevere le loro merci. Ciascuno assume la responsabilità della propria libertà.

Il secondo fronte agisce su una riduzione della tassazione perchè è chiaro che con il 50% circa di tasse l’incentivo a servirsi dei paradisi fiscali è molto forte. Una tassazione ragionevole dovrebbe gradualmente abbassarsi indicativamente al 2% per tutto e per tutti, riducendo drasticamente e gradualmente le spese dello Stato. Una tale tassazione, oltre che rilanciare l’economia reale, automaticamente eliminerebbe o ridimensionerebbe moltissimo le mafie, criminalità e corruzioni che traggono alimento dall’enorma quantità di soldi pubblici.

Il terzo fronte agisce sulla Costituzione abrogandola o asservendola al Codice della Navigazione Marittima in vigore ove la Nazione viene equiparata ad una Nave Mercantile in navigazione e pienamente operativa. Il capitano della nave sarà naturalmente il presidente della Nazione ed avrà mandato per un anno. Camera e Senato saranno abolite e sostituite da 6 consulenti senatori e 6 consulenti deputati anch’essi in carica per un anno. Il capitano ed i suoi 12 consulenti dovranno essere nullatenenti e dovranno prestare la loro opera gratis e retribuiti solo dal rispetto, dall’onore e dalla loro autorevolezza, fatto salvo naturalmente le spese per il cibo e quelle per il servizio. La Costituzione fu ideata per paralizzare il Paese in tempi in cui si temeva per le dittature.

Potrebbe sembrare una follia pura. Ma i tempi che viviamo richiedono misure adeguate alla loro forza travolgente e distruttrice. E non possiamo arrivare alla fine del secolo o del millennio facendoci la guerra tra “fascisti” e “comunisti” o tra Nord e Sud o cantando “bella ciao”. Dobbiamo guardare Avanti verso il Futuro possibilmente pacifico!!!

 

 

FLASH 66 – LA PAURA DELLA VERITA’

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on settembre 8, 2011 by beautiful41

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Un professore universitario di Singapore ha fatto una riflessione che sta facendo il giro del mondo, e cioè che il pianeta sta assistendo alla caduta delle dittature ed alla caduta, o gravi menomazioni, delle democrazie occidentali per una causa che accomuna entrambe e che è la paura di dire la verità ai cittadini.

E’ vero. Stiamo deperendo giorno per giorno per la paura di dire la verità. La paura di riconoscere che il sistema occidentale di produzione e consumo almeno degli ultimi 20 anni non funziona e va corretto perchè non più sostenibile. La paura di riconoscere la realtà potrebbe riservare amare sorprese come quella dell’uscita dall’euro a breve scadenza.

Per evitare la fine dell’euro e la conseguente uscita dall’Europa Unita non abbiamo scelta se non quella di diventare tutti tedeschi. E diventarlo subito, copiando dalla A alla Zeta il sistema istituzionale, amministrativo, fiscale, legale. sindacale, scolastico, lavorativo e produttivo tedesco. Come d’altronde fa già l’Olanda da decenni. Qualsiasi altra strada porterà al fallimento.

In tale malaugurato caso, il fallimento, sarebbe bene non lasciarsi bloccare dalla paura. Non abbiate paura!! La vita continua sempre. E poi si sa che molto spesso quando si chiude una porta si apre un portone. Vediamo quindi cosa ci potrebbe riservare il nuovo portone.

La rinascita della Lira. La Lira naturalmente non avrà lo stesso valore di prima e sarà di colpo svalutata allo stesso valore del remimbi cinese di oggi se non più basso, rendendo istantaneamente l’Italia un paese appetibile per investimenti ed esportazione. In poco tempo ci potremmo ritrovare inoltre come nel 1946, a decidere con un referendum, anzichè fra Repubblica e Monarchia, fra Unità Nazionale e Secessione fra Nord e Sud.

Nell’ipotesi che vinca la secessione, ma anche in caso di vincita dell’Unità Nazionale, non dovremmo avere paura se approfittassimo di tale occasione per gettare le basi di un nuovo tipo di sviluppo riservando al Nord tutte le industrie, per le quali il Nord è già ben predisposto, e facendo del Sud una Zona Franca per l’industria del turismo copiando dalle Isole Mauritius, e coi soli beni archeoplogici e turistici, peraltro già naturalmente avviato su questa strada, con una tassazione totale per tutti di solo il 2%.

Mentre ci pensate sopra la notte auguro a tutti Buona Fortuna!!!

 

 

 

65 – “CHARLATANS AND CRANKS”!!

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“”””…IO T’INTERROGHERO’, E TU MI ISTRUIRAI! 

DOV’ERI TU QUANDO IO PONEVO LE FONDAMENTA DELLA TERRA???

DILLO, SE HAI TANTA INTELLIGENZA!!

CHI HA FISSATO LE SUE DIMENSIONI, SE LO SAI,

E CHI HA TESO SU DI ESSA LA MISURA???

DOVE SONO FISSATE LE SUE BASI

E CHI HA POSTO LA SUA PIETRA ANGOLARE,

MENTRE GIOIVANO IN CORO LE STELLE DEL MATTINO

E PLAUDIVANO TUTTI I FIGLI DI DIO???

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PUOI TU ANNODARE I LEGAMI DELLE PLEIADI

O SCIOGLIERE I VINCOLI DI ORIONE???

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CONOSCI TU LE LEGGI DEL CIELO

O NE APPLICHI LE NORME SULLA TERRA???

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L’ACCUSATORE DI DIO RISPONDA!!!””””

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Queste poche frasi famose sono tratte dal libro di Giobbe. Il libro di Giobbe non è un libro di religione ma un libro di saggezza cosmica, universale e senza tempo, narrante la storia di Giobbe, un uomo perfetto e giusto, rispettoso degli uomini e rispettoso di Dio e che, per queste sue qualità, è a sua volta rispettato fra gli uomini per essere esempio di come un uomo giusto e buono raccolga il favore del Signore. Ma Giobbe non sa di vivere in un mondo a sè sganciato dalla realtà e verità evolutiva delle leggi del cosmo.

Un bel giorno le cose cambiano e Giobbe viene messo alla prova dell’esistenza. Nel volgere di poco tempo egli perde tutto: famiglia, possedimenti, amici e rispetto. Egli rimane solo con la sua anima al cospetto della vita. Giobbe non capisce perchè un uomo giusto venga punito così miseramente da Dio mentre i lestofanti, gli imbroglioni e gli ingiusti non vengano puniti. E nelle sue lamentele e riflessioni sapienziali egli, pur rimanendo rispettoso di Dio, chiama in qualche modo lo stesso Dio sul banco degli accusati per permettere tutta questa ingiustizia e per il Suo disinteresse e silenzio per la sua condizione.

Finchè Dio decide di intervenire e presentare la sua causa con un’arringa decisiva (“Dov’eri tu??”) descrivendo interrogativamente le meraviglie della creazione o, se preferite, dell’evoluzione per i non credenti, e le meraviglie del cosmo, facendo chiaramente capire che le due cose, le vicende del cosmo e le vicende umane, sono interconnesse e che pertanto dare giudizi unilaterali, a vanvera, senza considerare il tutto, come ha fatto Giobbe, conduce all’errore nel senso che ci si allontana dalla verità. Giobbe, con quest’intervento di Dio, passa dal banco degli accusatori al banco degli accusati. La situazione si capovolge!

Chi è Dio in questo libro??? Se non seguiamo le spiegazioni di abracadabra di religione allora Dio non può che essere un uomo in carne ed ossa, un vecchio saggio, a conoscenza del pensiero originale di coloro che in questo blog sono chiamati i Padri della Civiltà oppure, se preferite, l’Intelligenza Divina Evolutiva conosciuta dalle stesse persone. Questo pensiero arcaico era all’origine dei primi insegnamenti di Civiltà già enumerati in vari articoli, come il “tutto è Uno”, “Come sopra così Sotto”, il “Maat” o equilibrio ed armonia, il Grande Pan, la Misura universale integrata, l’astronomia ciclica e rotativa, insegnamenti spesso accompagnati da matematica, numeri e quantità precise e, last but not least, la “Confessione Negativa“.

La grandezza di questi insegnamenti è che essi sono immortali, come abbiamo visto, cioè insegnamenti universali senza tempo, validi dovunque e sempre, neutrali perchè non religiosi ma umani, proprio come la storia del libro di Giobbe. In questo pensiero arcaico ciclico ed integrato, continuamente in evoluzione, volersi astenere dalle leggi del cosmo, intese come continua osservazione e rispetto e considerazione dell’astronomia rotativa e ciclica, conduce fatalmente ad errori di valutazione come quelli di Giobbe ed alla conseguente distorsione del pensiero razionale. Ciò perchè l’Uomo è fatto di Cosmo ed egli non potrà mai separare la sua realtà da quella del Cosmo.

E come facciamo a dire che essi, questi insegnamenti, sono immortali??? E’ semplice, perchè la storia di Giobbe si sta ripetendo in modo meraviglioso sotto i nostri occhi ed ai giorni nostri con la Scienza.

“Charlatans and Cranks”. Ciarlatani o impostori, e eccentrici o stravaganti. Così sono stati etichettati dalla scienza per secoli coloro che, spesso grandi studiosi di tutto rispetto, intravedevano nel lontano passato, con la connessione fra Cielo e Terra, una grande luce di sapienza. La Scienza moderna invece, rinata dalle ceneri con Copernico, Newton e la scienza galileiana, ammantatasi di grande rispetto ed orgoglio nel riconoscersi baciata dal Signore per essersi incamminata sulla giusta strada di una moderna razionalità e verità assoluta, sganciata da qualsiasi altra realtà cosmica rotativa o religiosa, ha gongolato per vari secoli nell’illusione di questa benedetta e giusta perenne verità, anzi ritenendola in qualche caso essa stessa Dio. Ma non sapeva, essa, la Scienza, di essere sganciata dalla realtà, proprio come Giobbe.

La realtà evolutiva, però, prima o poi bussa alla porta. E’ iniziato con la crisi economica allorchè le apparenti certezze della razionalità, alla base di questa scienza, sono crollate miseramente. Si è proseguito con Copernico e Newton, due padri sacri della moderna scienza, le cui teorie ed enunciati o scoperte sui moti celesti si sono rivelati essere solo pura e semplice fantasia. Senza più certezze e senza più teorie adeguate la scienza sta perdendo rapidamente il rispetto, la credibilità e l’orgoglio di essere nel giusto, passando così, in breve tempo. dal banco degli accusatori dei “Charlatans and Cranks”, al banco degli accusati per essere essa stessa una “Charlatan and Crank”, Una Ciarlatana ed una Stravagante.

E perchè tutto questo??? La risposta è già indicata nel libro di Giobbe: “Conosci tu le leggi del cielo o ne applichi le norme sulla Terra???”. Questo è infatti il punto chiave dolente che ha provocato tutti questi disastri. L’abbandono della astronomia rotativa, cioè la non osservazione continua del cielo ad occhio nudo, abbandono avvenuto circa tre millenni orsono e mai più ripristinato, ha permesso ad Aristotele di costruirsi un sistema geocentrico tutto suo, ha permesso a Copernico di rivalutare solo il sistema eliocentrico ad esclusione di quello geocentrico, ed inoltre di inventarsi un non esistente terzo movimento dell’asse terrestre in circa 26000 anni, con Newton che ha avallato tutte queste fantasie.!

E chi ha tanto ardire di rilevare queste “fantasie” ribaltando sulla Scienza occidentale moderna le accuse di essere “Charlatan and Crank”??? Tanto ardire, coraggio e sicurezza viene da una persona amorevole e speciale. Una Donna bellissima e meravigliosa che si chiama Iside, in rappresentanza della stella più bella, più lucente e più grande del firmamento e che è Sirio, la Stella di Natale, che per lo meno da circa 6000 anni è sempre allo stesso posto ed è visibile al centro del cielo alla mezzanotte di ogni Natale e Capodanno e che, stanca di attendere, ha improvvisamente ricordato all’uomo che lei esiste ed è testimone e prova di un colossale perdurante errore, perchè la sua inamovibilità per tutti questi millenni, se fosse stata rilevata e conosciuta, avrebbe evitato ad Aristotele, Copernico e Newton gli errori commessi.

L’astronomia rotativa è diversa dall’astronomia del cannocchiale o telescopio odierna che, più che astronomia, è fisica degli elementi e particelle del cosmo e serve a conoscere più che altro la loro composizione ed anche posizione. L’astronomia rotativa segue invece i movimenti di tutti gli elementi del cosmo, individuandone i moti ed i loro significati in relazione all’uomo. Essa si sviluppò durante i tempi arcaici dei Padri della Civiltà ed è praticamente sconosciuta da circa 3000 anni, come accennato, anche se molti elementi inconfutabili della sua esistenza sono arrivati fino a noi nonostante i tanti millenni trascorsi. La sua perdita ed esclusione ha portato però agli errori citati, da Aristotele in poi, contribuendo a plasmare un pensiero scientifico artificioso ed irreale, come indicato più in dettaglio all’articolo n. 61.

Iside, o Sirio, come nel libro di Giobbe, col suo intervento capovolge o ribalta la scena mettendo gli accusatori sul banco degli accusati, facendo balenare all’improvviso l’importanza di una antica più completa ed inclusiva integrata prospettiva della scienza dimenticata.

A Giobbe, diventato più umile dopo la lezione ricevuta, vengono restituiti i suoi possedimenti e la sua dignità. La Scienza, con un atto di pentimento e di umiltà, riconoscendo gli errori commessi, potrebbe ottenere gli stessi risultati. Forse.

 

 

64 – LA DONNA AMERICANA

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , on agosto 26, 2011 by beautiful41

La Donna Americana incute rispetto, terrore e paura e, quando innammorata, non ama le mezze misure e si dà totalmente, incurante delle conseguenze. E’ una vera leonessa, combattiva e seducente, che, oltre ad incutere timore, è senza dubbio anche ammirevole per la sua determinazione a dominare l’Universo e l’Uomo come una vera Regina, e come ad una vera Regina ciò si addice ed è dovuto. Il suo motto potrebbe essere “Tutto o Niente”.

Gli uomini americani conoscono queste caratteristiche delle loro connazionali e, da buoni cow-boys, scappano continuamente da una parte all’altra del loro Paese forse nella vana ricerca di un pò di respiro e di riflessioni per cercare di evitare il dominio totale delle leonesse delle quali essi sentono costantemente il fiato sul collo. E sanno di non avere scampo dal “Tutto o Niente”. Essi sono salvati, anche se non sempre, dal senso dell’umorismo, diverso da quello più aristocratico inglese, che manifestano con occhiate o smorfie molto espressive, irrobustite da un ottimismo innato tipico dei pionieri. Il loro motto potrebbe essere “Finchè c’è Vita c’è Speranza”.

Sembra che queste reciproche qualità della Donna e dell’Uomo Americani conducano entrambi ad una forma di esterofilia strisciante in fatto di relazioni amorose. Entrambi, quando possono, sono convinti di trovare nel partner europeo, o assimilato, quello di cui necessitavano disperatamente. Il caso forse più noto è stato quello di Jacky Kennedy quando sposò Aristotele Onassis mentre nel versante opposto ancora risuonano nelle orecchie di un amico le parole di una confidenza fattagli da un professionista americano: “Mai più sposerò un’Americana bianca!”. Quest’ultimo era in procinto di partire alla ricerca di una nuova sposa in un altro Paese.

Questo rispetto, ammirazione e terrore degli americani verso le loro leonesse è meravigliosamente espresso nelle denominazioni dei cicloni americani con nomi di Donna. Per quanto i cicloni vengano denominati alternativamente anche con nomi di uomini, nell’immaginario collettivo un nome di Donna è di gran lunga più potente del nome di un uomo nell’evocare forze sovrumane invincibili ed apocalittiche. L’ultimo di essi che rimarrà nella memoria di tutti gli abitanti della Terra è Katrina, il ciclone che distrusse New Orleans. E nello stesso immaginario dell’uomo americano il nome di Irene che ora minaccia New York non promette niente di buono.

Ma il grande potere deterrente e grandioso della Donna Americana è forse la conquista di tante professioni una volta praticate esclusivamente da uomini. Fra esse niente può descrivere meglio questo merito della Donna americana come il salire da sola, in qualità di “pilota”, su una scaletta di corda, chiamata “biscaglina”, in piena notte, in mezzo al mare a dieci miglia dalla costa, su una nave oscura gigantesca straniera con un equipaggio di soli uomini operanti in notturno per evitare di essere abbagliati, per poterla condurre in sicurezza, fra i bassifondi ed i canali, nel porto. Il tutto con la massima disinvoltura, tranquillità, umiltà e finanche femminilità!

Questa Donna Americana, nonostante i suoi difficili rapporti con gli uomini suoi connazionali, fa onore e gloria al Suo Paese, gli Stati Uniti d’America, ed è vanto, esempio ed ammirazione per tutte le Donne del mondo e per l’umanità intera.

Quest’articolo pertanto è un omaggio all’intraprendenza e dedizione della Donna Americana.

 

62 – IL NUMERO DELLA BESTIA

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– 666 – E’ il numero di Euro che i Cittadini della Terra concederanno a tutti i dirigenti dei Paesi occidentali che hanno rivestito cariche importanti di responsabilità nelle crisi economiche e finanziarie iniziate nel 2008 ed ancora perduranti, dentro e fuori dei governi, nelle amministrazioni ed attività pubbliche e private ed in tutti i campi, quale retribuzione mensile lorda, tutto compreso, fino alla fine dei loro giorni.

Il numerto della bestia si addice molto a questi grandi “managers” che hanno perso totalmente il senso della misura, e quindi il cervello, e che hanno portato il mondo sull’orlo del baratro e che ora minacciano di distruggere definitivamente. Le Borse sono lo specchio della realtà e quando esse crollano, come in questi giorni, vogliono significare che il sistema nel quale operano è errato e bisogna pertanto correggere il sistema.

I problemi economici e finanziari nei quali pressocchè tutto il pianeta si sta dibattendo si possono sintetizzare con eccessi di liberalizzazioni. Liberalizzazioni del mercato, finanza e privatizzazioni in un mondo senza regole. Quest’idea fu coniata e varata da Reagan con la sua “deregulation” e si può datare al 1990, in concomitanza della caduta del muro di Berlino. Tali eccessi si sono accompagnati ad eccessi di competizione (chiamatelo pure schiavismo se vi piace) procurando una sovracapacità di offerta ed una sovraproduzione.

La crisi del 2008 era solo una avvisaglia, un primo allarme, di un colossale furto che si stava perpetrando alle tasche dei cittadini della Terra a tutto vantaggio dei grandi speculatori liberi di rapinare dove e quando volevano. L’arresto dell’economia ha provocato una disoccupazione diffusa ed un aumento del debito delle Nazioni, il tutto pagato sempre dai Cittadini della Terra. Per chiarirci le idee diciamo che i Cittadini della Terra sono quelli che, secondo i dirigenti descritti, “non contano”.

Per circa tre anni da questo primo allarme, nonostante i tanti isolati avvertimenti ed inviti, fra cui quelli di questo blog, a regolamentare subito la finanza e l’economia rimettendo le regole che una volta vigevano, niente è stato fatto tranne che molto bla bla bla. La speculazione ha continuato imperterrita nella sua distruzione e rapina sotto il cielo facendo uso della sua arma preferita, ormai nota a tutti, dello “short selling” o “vendita allo scoperto” che in pochi minuti permette la moltiplicazione dei soldi, proprio come la moltiplicazione dei pesci di Gesù. Da mille si ricava un milione, per rendere l’idea, sempre naturalmente a danno dei Cittadini della Terra.

Qualche settimana addietro, la dirigenza dell’Europa, sull’orlo del collasso che minacciava i Paesi europei, finalmente si è decisa a vietare, sembra, per qualche mese l’operazione citata di “short selling”. Questa importante notizia ha fatto l’apparizione di un lampo sui giornali dopodichà buio totale, o, per meglio dire, silenzio di tomba. Ciò perchè la dirigenza, incluso editorialisti e giornalisti, è talmente imbevuta dell’idea che massima libertà e liberalizzazione senza regole significhino crescita economica sicura, che il solo accennare ampiamente, come si dovrebbe, al citato divieto è cosa da non fare.

Ora errare o prendere fischi per fiaschi è umano. Lo ha fatto Aristotele, lo ha fatto Copernico e Newton, lo possono fare tutti. Chi opera sbaglia, si dice. Ma dopo tutto questo pò pò di disastri che da tre anni stanno sotto il naso di tutti, perseverando nel non riconoscere la realtà è veramente diabolico. Gli eccessi di liberalizzazioni, scoppiati inizialmente negli Stati Uniti con il “bubble” della Lehman Brothwes, e poi propagatisi a tutto il mondo sono talmente giganteschi e talmente chiari nella loro sregolatezza che volerli negare è da folli e ciechi.

Per uscire dal pantano in cui si sono volontariamente infilati adesso lor signori invocano più libero mercato, più liberalizzazioni, più privatizzazioni al fine di rilanciare l’economia ed essere in grado di pagare i debiti colossali delle Nazioni. Ma che significano tutti questi più…??? Quanto devono guadagnare gli azionisti delle privatizzazioni: 5, 10, 20, 50, 100,…??? E chi controlla i prezzi quando non ci sono altri concorrenti per lo stesso prodotto??? Chi impedisce ad una fabrica di giraviti a farli fare nei paesi a costo dieci volte inferiore??? Chi impedirà ai grandi capitali di determinare i destini delle Nazioni??? Chi, Chi, Chi, eccetera,…., non ci sono risposte perchè non ci sono regole.

Le due opposte strategie ventilate, a seconda se provenienti dalla sinistra o dalla destra politica, per uscire dal pantano in cui lor signori si sono infilati, cioè un maggiore indebitamento per investimenti da una parte ed una maggior liberalizzazione con tagli alle spese dello Stato dall’altra,  se praticate senza regole, sono entrambe benzina sul fuoco e vanno ad alimentare il declino e la distruzione totale dell’economia occidentale. E’ un pò come il cane che si morde la coda. Il cane non deve mordersi la sua coda. Il cane deve aggredire e fronteggiare il vero nemico con tutte le sue forze. Ma chi è il vero nemico da combattere???

Il vero nemico da combattere è proprio la libertà infinita senza regole che ha prodotto l’idea che i soldi si possono ricavare da altri soldi, moltiplicandoli, indipendentemente dal capitale; l’idea che si possa competere in un mercato unico globale diviso in tante nazioni con sistemi e monete diverse; l’idea che il lavoro va dove costa meno ma per un qualche miracolo o magia si possa continuare a vivere da nababbi dove il lavoro non c’è; l’idea, conseguente, che possano coesistere pacificamente differenze abissali ed incolmabili fra Nazioni e fra persone. Tutta questa follia non è più sopportabile e bisogna escogitare una via d’uscita e presto.

Prima di continuare è bene chiarire che i veri padroni della Terra sono i Cittadini della Terra, quelli che “non contano”, e che sempre però pagano totalmente per le malefatte dei loro dirigenti. I Cittadini della Terra manifesteranno in tutte le città del mondo il prossimo solstizio invernale del 22 Dicembre e dimostreranno la loro esistenza e dignità indicando alla dirigenza la strada verso cui dirigersi. E’ un nuovo vento di comunismo??? No, questo non è un vento di comunismo. Questo è un nuovo vento di Ragione che si è alzato per correre in soccorso e ripristinare il vero Capitalismo millenario, che non è quello folle dell’uomo occidentale di oggi, ma è l’unico sistema che può assicurare all’uomo di progredire pacificamente.

E abbiamo noi dei punti di riferimento sicuri che ci possano guidare in questa nostra azione??? Incredibilmente e per fortuna sì, ce li abbiamo. Il riferimento più importante è la “Confessione Negativa“, il più antico riferimento immortale del significato di Civiltà creato dai padri fondatori della Civiltà dove al n. 40 enuncia: “Io non ho accresciuto le mie ricchezze ad eccezione dei miei propri possedimenti“. Questa semplice frase riconosce sia il principio di proprietà privata e sia il principio della sobrietà o moderazione dell’arricchimento, ciò che è alla base del capitalismo vero millenario.

L’altro punto di riferimento più importante per una crescita sostenuta ci viene dai tempi postbellici del “miracolo economico” allorchè il tasso di arricchimento generale era del 5% annualmente. Cioè pagate tutte le spese relative alla mia attività o lavoro, e risparmiando, alla fine dell’anno ho aumentato i miei possedimenti del valore del 5%, non di più.

Con questi punti di riferimento chiari e semplici, in futuro andremo ad indicare un nuovo cammino ove i Cittadini della Terra potranno incamminarsi con l’avvento del nuovo anno 2012 ed al quale si potranno riferire per i secoli e millenni a venire.

61 – PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI – UNA NUOVA SPIEGAZIONE

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Questo articolo è dedicato a Cleopatra, Regina d’Egitto, nel 15 del mese intestato a suo nome.

E’ stato già dimostrato, all’articolo n. 6, che il VALORE di 20 minuti annuali attribuito alla precessione degli equinozi è un clamoroso errore della scienza moderna da Copernico in poi.

Con questo articolo si discute invece della NATURA della stessa precessione che potrebbe essere molto diversa da quella divulgata e che, se giudicata essere convincente dai lettori, potrebbe mettere in luce una ennesima bufala della stessa scienza.

La cosa migliore forse per capire la precessione degli equinozi è quella di non capirla, nel senso di azzerare tutte le nostre nozioni fin qui inculcateci, ripartendo da zero e dai soli fatti concreti conosciuti.

La conoscenza della precessione ci è stata tramandata da Ipparco il quale ci fece sapere, tramite Tolomeo, che “I PUNTI EQUINOZIALI SI MUOVEVANO IN SENSO CONTRARIO A QUELLO DEI SEGNI DELLO ZODIACO” di 2°, due gradi, circa, ogni 150 anni, o 48″ , secondi di arco, annualmente. Tutto qua. Ora 48″ secondi di arco, da Copernico fino ad oggi considerati 50 secondi di arco, sono poco più di 3 (tre) secondi di tempo, una piccolissima parte di tempo, per cui ci vogliono secoli o millenni, come facilmente si può capire, per misurare con una certa precisione e certezza questo movimento, tanto piccolo annualmente esso è.

Un secondo fatto concreto in nostre mani è la testimonianza di Tolomeo il quale ci ha anche tramandato che la citata spiegazione per il movimento degli equinozi era per Ipparco solo una “prima ipotesi”. Ciò lascia intendere che Ipparco aveva espresso un’altra o altre ipotesi per spiegare questo movimento delle quali però, oltre al loro accenno, non è rimasta alcuna traccia. Ma Ipparco non avanzava alcuna teoria. Ipparco si limitava solo a prendere atto, con questa sua “prima ipotesi”, che gli equinozi si muovevano in senso contrario a quello dei segni zodiacali.

Ipparco quindi non ha mai pronunciato o scritto la parola “precessione” o “precessare” che implica o sottintende un movimento biconico, comunemente detto a trottola, dell’asse terrestre, la cui idea nacque con Copernico e la cui parola nacque dopo la scoperta del girostato.

Copernico, quando riscoprì l’eliocentrismo, nel mettere il Sole al centro del sistema solare con la Terra che gli girava intorno, trovandosi nella necessità di escogitare una spiegazione logica per questo movimento di 50″ secondi di arco annuali di Ipparco, non trovò di meglio che inventarsi un movimento a trottola, dal ciclo di 26.000 anni, da lui chiamato il terzo movimento della Terra, che oggi fa parte dei dogmi e verità sacre del Vangelo della scienza. Ma è realistica questa spiegazione??? O ci potrebbe essere un’altra ipotesi???

I contesti storici e culturtali di Ipparco, Copernico e nostri di oggi sono tre diversi contesti. Ipparco viveva in un sistema geocentrico con la Terra al centro immobile mentre tutto il resto vi girava intorno. Copernico rimise il Sole, immobile, al centro del sistema solare ma si dimenticò della Terra che ormai non contava più niente. Noialtri invece sappiamo che ci troviamo su una navetta spaziale al seguito di una grande astronave, il Sole, che viaggia nelle immensità del cosmo alla strabiliante velocità di circa 800.000 chilometri all’ora, o circa 220 chilometri al secondo. Cosa può comportare questa nuova conoscenza ai fini della precessione degli equinozi???

Immaginiamoci di essere sull’autostrada a tre corsie da Roma a Milano su un’autovettura al seguito di un grosso autobus viaggiante nella corsia centrale mentre noi gli facciamo continuamente dei giri intorno spostandoci nella corsia di destra, lo sorpassiamo, ci portiamo nella corsia centrale davanti all’autobus, poi nella corsia di sinistra, ci lasciamo sorpassare dall’autobus, ci portiamo nella corsia centrale dietro l’autobus, ripassiamo nella corsia di destra per sorpassare di nuovo l’autobus, e così via di seguito. Noi siamo La Terra e l’autobus è il Sole.

Mentre filiamo verso Milano vediamo dai finestrini, a destra e a sinistra. scorrere il paesaggio circostante più o meno velocemente a seconda della lontananza. Orte, Orvieto, Arezzo, Incisa, Firenze, Bologna, Piacenza, ed altri punti cospicui, passano ai nostri lati, tranne Milano, la nostra destinazione, fissa davanti a noi. Ogni giro che facciamo intorno all’autobus è come la Terra che compie un giro intorno al Sole in un anno, e dopo ogni tale giro il paesaggio circostante ci appare spostato rispetto a dove era il giro precedente. Così come le stelle appaiono spostate, anche se di poco, perchè lontanissime, 50″, secondi di arco, rispetto a dove erano l’anno precedente, e che fanno 30° in circa 2100 anni. Buona parte di esse ma non tutte.

La stella che non si muove e che è sempre davanti a noi ad ogni giro, è la stella che marca la nostra destinazione, come Milano, ed è Sirio, la stella più lucente, più bella e più attraente dell’Universo. Tutte le sue caratteristiche sono descritte all’articolo n. 21. Sirio da molte migliaia di anni verso la mezzanotte dei giorni che vanno dal sostizio d’inverno del 22 dicembre. a Natale, Capodanno ed Epifania, ed anche prima e dopo, è splendente al centro del cielo per essere ammirata da tutti gli abitanti della Terra e marca la nostra destinazione, la destinazione dell’astronave del Sole con la sua navetta Terra, assieme a tutto il sistema solare. E’ per questo che Sirio è anche la stella di Natale che noi mettiamo sui nostri alberi e presepi a Natale. La stella dei Re Magi.

Sirio marca la nostra destinazione o direzione perchè da migliaia o milioni di anni la Terra impiega 181 giorni e 18 ore dal solstizio d’inverno al solstizio d’estate, ed impiega sempre 183 giorni e 12 ore, quasi 2 giorni in più, dal solstizio d’estate al solstizio d’inverno. Il Sole quindi viaggia verso il solstizio d’inverno perchè la Terra impiega minor tempo quando si muove in direzione opposta al Sole, ed impiega maggior tempo quando si muove nella stessa direzione del Sole. Il Sole e tutto il sistema solare viaggiano quindi nella direzione di Sirio, lungo la periferia della nostra galassia, la via Lattea, alla velocità di 800.000 km/ora.

Dagli antichi geroglifici abbiamo saputo che già dal 3500 A.C., fra le più antiche datazioni storiche, Sirio sorgeva assieme al Sole agli inizi di luglio in concomitanza dell’ondata di piena annuale del Nilo conseguente allo scioglimento delle nevi sull’altopiano etiopico. Ciò significa che per lo meno da quei tempi, oltre 5500 anni addietro, Sirio agli inizi di luglio marcava il mezzogiorno (se sorgeva alle 06.00, alle 12.00 stava in merdiano alla sua massima altezza) e di conseguenza, 6 mesi dopo, il nostro Capodanno, marcava la mezzanotte. Sirio quindi, contrariamente a quello che si crede e si è creduto col famoso ciclo “sotiaco” basato sull’anno siriano di 365,25 giorni, ha sempre marcato per quasi 6000 anni l’anno di 365,2422 giorni del calendario gregoriano.

La poca o nulla oscillazione precessionale di Sirio rispetto ad altre stelle e costellazioni nelle prossimità degli equinozi, a 90° a destra e a sinistra, che si muovono di ben 30° o due ore ogni 2100 anni circa, è spiegata facilmente dal moto della nostra astronave nello spazio, come detto, perchè queste altre stelle scorrono veloci alla nostra destra o sinistra proprio come dai finestrini della nostra autovettura diretta a Milano vediamo scorrere i punti cospicui del paesaggio circostante.

Copernico naturalmente non poteva sapere che il sistema solare è una astronave viaggiante nello spazio ma, se avesse letto un pò di più e se avesse osservato il cielo più a lungo, forse avrebbe capito che la stella di Natale era Sirio, la Spdt egiziana, la stella del Nilo, che da ben 5000 anni, per i suoi tempi, era sempre allo stesso posto e pertanto la sua teoria fiabesca, macchinosa e fantasiosa dell’asse terrestre che fa un giro a trottola in 26000 anni non stava nè in cielo e nè in terra.

Purtroppo però la fiaba di Copernico piacque a Newton che se ne servì per costruirci intorno le sue forze gravitazionali sulla protuberanza equatoriale della Terra. Ma anche Newton non era un assiduo osservatore del cielo e non riuscì ad interpretare la realtà che stava sotto i suoi occhi. Troppa matematica fa male. La matematica da sola non spiega la realtà. La matematica è solo un mezzo di cui la mente si serve per interpretare la realtà circostante. Con la sola matematica si può spiegare tutto ed il contrario di tutto, anche le fiabe come quella della precessione degli equinozi come è oggi spiegata ed interpretata.

Le stelle quindi si spostano apparentemente di 50″, secondi di arco, ai punti equinoziali per effetto del viaggio della Terra assieme a tutto il sistema solare nello spazio verso la direzione di Sirio e non per uno specifico movimento della stessa Terra.

Sirio, nei trascorsi circa 6000 anni, avrebbe dovuto avere nel cielo una variazione di circa 90° di ascensione retta secondo la vigente teoria “scientifica” per la precessione. Essa è invece sempre allo stesso posto, come storicamente documentato, a testimonianza che Copernico e Newton avevano solo preso delle allucinazioni aberranti dandole da bere ad una intera comunità scientifica come vangelo fino ad oggi. Per lo meno che si abbia il coraggio di riconoscere il madornale errore, visto poi che non è dipeso da noi!!

Questa nuova inedita spiegazione per la precessione degli equinozi ci riporta alle parole semplici di Ipparco, conferma quanto da lui detto e combacia alla perfezione con la realtà in modo meraviglioso. Non si può dire la stessa cosa, purtroppo, con la attuale teoria-fiaba dell’asse terrestre che effettua una oscillazione in 26.000 anni perchè non tutte le stelle si muovono secondo i suoi dettami, come abbiamo visto, e non di piccole discutibili quantità ma di enormi inconciliabili distanze, come abbiamo appurato con Sirio. 

La spiegazione prospettata è troppo chiara e troppo facile e troppo semplice e naturale per non essere notata. Essa perciò potrebbe essere stata notata già da lungo tempo e solo per non dare un colpo micidiale alla scienza, preservando i suoi santi in paradiso, che si cerca in tal caso di occultare la verità. Ed anche il fatto che non si senta parlare tanto di sonde o astronavi o luoghi spaziali con i nomi di Copernico o Newton, e si senta invece spesso di programmi o sonde o luoghi spaziali intestati a Galileo, lascia perplessi e dubbiosi e fa sorgere il sospetto che quanto espresso sia già stato riconosciuto, in segreto, nelle “alte sfere”.

Ma i Cittadini della Terra hanno occhi per vedere e orecchie per sentire e sanno discernere, con la Ragione, la realtà che li circonda. I Cittadini della Terra non hanno bisogno e nè amano che il loro pensiero e le loro anime vengano “indirizzate”, o “guidate”, dove vuole il padrone del vapore, magari ignorante. I Cittadini della Terra amano la loro libertà e dignità.

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P.S. del 22.02.2012 – E naturalmente, con questa nuova spiegazione, la Terra non perde, per effetto della oscillazione dei 26.000 anni, nè un anno causato dai 20 minuti annuali e nè un giorno causato dai 3 secondi annuali. La Terra cioè non perde niente, neanche un secondo, cosa che, già di per sè, suonava e suona come una follia.

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Gli abbagli di Copernico e Newton si sono ripercossi sulla forma e sulle dimensioni della Terra, come dimostrato e descritto all’articolo 132.

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Vedi n.65 – “Charlatans and Cranks” – per una riflessione filosofica finale su quest’argomento degli errori della Scienza.

60 – IL RE E LA REGINA DEL COSMO

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Quando, in principio, un vento cosmico divino spinse una nuvola magnetica speciale ad avvolgere la Terra donando all’Uomo un “pensiero razionale”, e la Civiltà fece la sua comparsa dandogli per la prima volta la possibilità di interpretare la realtà intorno a lui a mezzo della Misura, la più alta espressione della Ragione, i due astri più grandi del Cosmo visibile, il Sole e La Luna, furono riconosciuti nel loro valore acquisendo il loro rispettivo titolo e rango di Re e Regina dell’Universo.

Il Sole, di natura maschile, l’elargitore del fuoco e del calore della vita nel suo spazio vitale del sistema solare, e la Luna, di natura femminile, ricettiva, mutevole e bella, il Re e La Regina del Cosmo, erano due amanti naturali per l’Uomo. Essi si amavano da sempre ed il loro amore era per l’eternità. Essi manifestavano davanti ed intorno all’Uomo ed alla sua Terra continuamente la loro potenza, attrazione e distinta specificità.

La Misura, coi suoi tre parametri principali della misura temporale, misura angolare e misura lineare, tutti interconnessi, permetteva di interpretare correttamente le infinite manifestazioni della natura. Esse, queste manifestazioni o realtà, pur distinguendosi, attraverso il numero, le une dalle altre, erano considerate parte di un tutt’uno. A simboleggiare ed a rappresentare questo “tutto è uno”, i fondatori della Civiltà scelsero proprio il Re e la Regina dell’Universo. Il diametro del disco solare è di 0° 30′, allo stesso modo come il diametro del disco lunare che è di 0° 30′. Assieme, quindi, le due “metà”, il Re e la Regina dell’Universo, quando erano tangenti, formavano e formano l’unità di 1° 00′, un grado.

L’amore del Re e della Regina dell’Universo era affascinante e spettacolare. Pur dedicandosi a mansioni e compiti diversi, essi periodicamente si incontravano, manifestando la loro divina attrazione, e si fondevano, stretti in un tutt’uno nella loro ardente passione, durante le eclissi di Sole allorchè tutta l’attenzione della loro energia era rivolta ed era riservata esclusivamente al proprio o alla propria compagna. E’ per questo che durante tali momenti la luce del Sole viene oscurata e la bellezza della Luna svanisce: essi le donano solo al proprio partner.

Lo stesso profondo amore fra il Re e la Regina era manifestato durante le eclissi di Luna allorchè entrambi, lontani ed opposti, sembravano rivolgere l’uno con l’altro struggenti richiami di attrazione nell’attesa di ritrovarsi nuovamente insieme. Questo amore cosmico delineava anche la posizione dell’eclittica sullo sfondo del cielo stellato perchè tutte le eclissi si svolgono solo sul piano dell’eclittica.

Il Sole, il Re dell’Universo, a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre, saliva e scendeva nel cielo, durante l’estate più a picco e durante l’inverno più basso, determinando le stagioni. Questo suo movimento da Nord a Sud e viceversa era, oltre a quello di fornire il calore, il compito o la mansione principale e specifica del Sole, e cioè la determinazione della ampiezza o larghezza della fascia di illuminazione solare sulla superficie terrestre, cioè la determinazione della latitudine. Il Sole quindi, con questa sua caratteristica, delineava e definiva l’asse verticale delle ordinate sul quale si misuravano le latitudini terrestri. Il suo calcolo era estremamente semplice bastando osservare l’altezza del Sole in meridiano o quella della stella Polare, o chi per essa, di notte.

La Luna, la Regina dell’Universo, quando libera dal fare all’amore con il Re, era occupata invece a svolgere un’altra mansione altrettanto importante. Essa scivolava silenziosamente e continuamente lungo l’eclittica distanziandosi dal Sole, stelle e pianeti alla velocità del suo stesso diametro, di 0° 30′, mezzo grado, ogni ora, in allontanamento o avvicinamento. Questa sua caratteristica dava la possibilità di calcolare la propria longitudine. Per esempio se a Roma il 3 agosto (pardon, il 3 di Cleopatra) alle ore 15.00 la distanza fra Sole e Luna è 52° 00′ e noi alla stessa data siamo in altra località dove rileviamo alle ore 10.00 la stessa distanza di 52° 00′ fra Re e Regina, ciò significa che la longitudine della nostra località è 5 ore, cioè 75° 00′, ad ovest di Roma. (Vedi articolo 44 – La determinazione della longitudine con la Luna).

La Luna quindi delineava e definiva l’asse orizzontale delle ascisse sul quale si misuravano le longitudini terrestri. Molte migliaia di anni prima che Cartesio, o chi per esso, “inventasse” il sistema di assi cartesiani, con ascissa e ordinata, questo stesso sistema di assi cartesiani di riferimento, ortogonale, con merdiani e paralleli, ci venne fornito dal Re e dalla Regina del Cosmo per la misurazione della latitudine e della longitudine su tutta la Terra, in modo semplice e preciso, e naturale.

Il Re e la Regina dell’Universo quindi, senza la necessutà di tanti orpelli moderni, fornivano, e forniscono ancora, all’Uomo che sapeva interpretare la realtà circostante con gli occhi della mente, la latitudine e la longitudine della sua posizione geografica, in qualsiasi parte della Terra egli si trovasse. Il Re e la Regina dellìUniverso erano il GPS naturale dei tempi remoti dei fondatori della Civiltà.

E’ esistito il vento cosmico che ha spinto la nuvola magnetica della “razionalità” a dare all’Uomo gli strumenti della Civiltà??? Non lo sappiamo. Possiamo solo dedurlo dallo sviluppo dei fatti storici conosciuti ed inconfutabili. Fra essi si annoverano certamente le vicende narrate del Re e della Regina dell’Universo, anche perchè continuano ancora oggi, nonostante l’Uomo moderno non vi presti più attenzione, preso come è a contare solo in milioni ed in miliardi, o trilioni, della modernità.

Ma se questo vento cosmico fosse veramente esistito ciò vorrebbe dire che un altro vento cosmico potrebbe far scomparire la nuvola di “razionalità” nella quale l’Uomo è immerso??? I sintomi purtroppo ci sono. L’Uomo moderno, ormai abituato a contare a milioni, miliardi, o trilioni, in ogni campo, ha perso la capacità di contare sulle dita delle proprie mani. Ma, cosa ancora più fondamentale, ha perso la cognizione della Misura ove la quantità è una funzione del tempo. Troppi cambiamenti, al di là della capacità di assimilazione dell’Uomo, portano alla distruzione ed alla morte.

Questo e molto altro ci viene manifestato dal Re e dalla Regina del Cosmo e dal loro eterno amore.

FLASH 59 – IL PRIMO DI CLEOPATRA

Posted in ARMONIA, ASTRONOMIA, ATTUALITA', EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, PROPOSTE MILLENARIE, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , on agosto 1, 2011 by beautiful41

Oggi è il primo giorno del mese di CLEOPATRA.

Il mese di Cleopatra, istituito per la prima volta nella storia da questo blog con l’articolo n. 36, vuole essere un riconoscimento per il merito che Cleopatra ebbe nel regalare a Cesare le conoscenze del calendario solare egiziano e che permisero allo stesso Cesare di effettuare la riforma del calendario giuliano.

Cleopatra, attraverso l’astronomo Sosigene, diede a Cesare tutta l’assistenza tecnica e professionale per la realizzazione del calendario che oggi è usato in tutto il mondo.

Il merito di questa donna, però, nel fornire a Cesare una nuova visione astronomica, e del tempo, universale, non è mai stato riconosciuto per oltre 2000 anni, vuoi per motivi di maschilismo e vuoi per motivi di predominio del pensiero giudaico-cristiano.

Sembra pertanto che la denominazione di LUGLIO e CLEOPATRA per questi due mesi in onore di Giulio e Cleopatra, i due fondatori del calendario giuliano, sia un atto di giustizia che aspettava da tempo di essere realizzato. Tale atto segna anche l’inizio di un nuovo cammino storico sul quale l’uomo moderno sta per incamminarsi, all’insegna di una nuova presa di coscienza e nel rispetto e dignità della donna.

FLASH 54 – MURDOCH, DARWIN E LA CIVILTA’

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on luglio 15, 2011 by beautiful41

Murdoch, il magnate dell’editoria, televisioni e telecomunicazioni coinvolto in Inghilterra nello scandalo delle “intercettazioni” illegali, è un uomo appartenente all’evoluzione di Darwin o è un prodotto della Civiltà??? E si può essere una espressione di entrambe contemporaneamente??? Sembra che ciò non sia possibile, con dispiacere di molte persone. O si appartiene all’una o si appartiene all’altra.

Negli ultimi decenni le idee evoluzioniste di Darwin, con la selezione naturale, sono state interpretate sempre più come idee di progresso. Il più adatto, il più forte, il più intelligente “sopravvive” a scapito dei concorrenti che così periscono o si estinguono. Da questa interpretazione è nata l’idea del “successo” e del successo “ad ogni costo”, il solo o la sola cosa che conti veramete. Il successo ad ogni costo è il credo, la fede incrollabile di moltissimi magnati, managers ed imprenditori delle comunicazioni e non solo. Il fine giustifica i mezzi è anche il loro motto. Spiare, ingannare, dire il falso, agire senza considerazione per la privacy altrui, infangare persone, al fine di essere sempre sulla cresta dell’onda della notizia, per avere sempre uno “scoop” ed un margine di vantaggio sulla concorrenza, e quindi vendere di più, è l’invasiva idea della “modernità”.

Il mondo imprenditoriale è pervaso fin nel suo midollo di questa filosofia. Competere significa competere per vincere ad ogni costo ed ormai non si fa più neanche distinzione fra competizione leale e competizione sleale. In nome di una libertà infinita concessa dalle costituzioni liberali assieme ad una competitività senza regole, essa, questa moderna classe dirigenziale, i Templari del XXI° secolo, ha condotto il mondo sull’orlo del baratro. Tutto viene tracimato, polverizzato, sminuzzato, annientato nella voragine, nel vortice, nel maelstrom, nel buco nero, nel gorgo del “successo ad ogni costo” o del “si salvi chi può”.

Ma questa filosofia o teoria non fa parte della Civiltà. La Civiltà nacque con la “Confessione Negativa” in una filosofia di non violenza e rispetto verso sè stessi, verso gli altri e verso la natura. Ma soprattutto la Civiltà nacque come “Governo dell’Uomo” delle forze evolutive della natura nella inclusione, nella Misura, nella condivisione, nell’umiltà e razionalità, nellìassenza di eccessi e di predominio, tutte cose di cui i Templari del XXI° secolo neanche sospettano l’esistenza.

FLASH 53 – “0,5 NON E’ 0,50”

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , on luglio 9, 2011 by beautiful41

Il pianeta è il pianeta Terra. Alla periferia di un grande agglomerato urbano da un bar gremito di uomini sprizza un singolare spirito di allegria.

Un uomo vagante nei paraggi viene riconosciuto ed invitato a bere qualcosa al bar. L’offerente è un mini “imprenditore” del mattone che ha fatto fortuna nel sogno della libertà infinita della “modernità”. Un bicchierino di cognac rinvigorisce lo spirito. Alla salute!! Cin Cin!! Una voce del bar chiede: “l’indice di costruzione del piano regolatore per questa zona che era 0,5 è ancora 0,50”??? Al che subito l’imprenditore risponde convinto: “No, 0,5 non è 0,50”!! E spiega che 0,5 e 0,50 sono due quantità diverse.

L’uomo vagante, accalorato dal cognac, fu assalito da qualche dubbio ma poi si riprese. E capì finalmente perchè molti appalti iniziano con un costo di 30 milioni di miliardi e finiscono con 300 milioni di miliardi!! E’ semplice!!! Perchè 0,5 non è 0,50!! In fondo se 5 è diverso da 50 non si capisce perchè la stessa cosa non debba valere per 0,5 e 0,50.

L’uomo vagante nelle sue fantasie si spiega anche perchè gli extraterrestri fanno fatica a mostrarsi. Stanno ancora studiando il problema prima di decidere se vale la pena di presentarsi all’uomo.
Benvenuti sul pianeta dove 0,5 non è 0,50!!!
Evviva!!! Allegria!!!
O no??…

52 – IL MECCANISMO DI ANTIKYTHERA E SUO SIGNIFICATO

Posted in ASTRONOMIA, ATTUALITA', ERRORI COPERNICANI, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, PREGIUDIZI MILLENARI, RELIGIONE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on luglio 6, 2011 by beautiful41

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NOTA – Il meccanismo vero e proprio è descritto nel precedente articolo n. 51 – I Rinnegati del Terzo Millennio.

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Il meccanismo di Antikythera si identifica, ad uno sguardo anche approssimato, come un preciso strumento asttronomico per la determinazione della longitudine col metodo delle “Distanze Lunari”. Il metodo delle “Distanze Lunari” fu usato pienamente fra il 1750 ed il 1850 ed in molti casi fino al 1900, come descritto agli articoli 44 e 51.

Fu la conoscenza delle idee e delle leggi astronomiche che stavano dietro alla costruzione di tale strumento che permise ad Ipparco di tramandarle ai posteri. Il messaggio di queste idee fu raccolto dall’Uomo europeo moderno che, spinto dalla disperazione di non conoscere le dimensioni del pianeta e di non sapere come calcolare la longitudine, cosa che provocò immani tragedie di uomini, navi e flotte intere inabissatisi per non sapere dove si trovavano, radunando tutte le risorse dei migliori cervelli dell’epoca, si convinse e fu costretto ad ammettere che l’unico modo per calcolare la longitudine poteva essere solo la realizzazione delle idee di Ipparco. La costruzione dei moderni Osservatori Astronomici fu realizzata pertanto seguendo questo descritto pensiero scientifico proveniente dalle più remote antichità.

Il meccanismo di Antikythera ha messo in risalto quindi, in modo quasi brutale, l’inconsistenza e le fantasie propagate dalla scienza moderna per la sua presunzione ad aggiudicarsene il monopolio, il merito e l’esclusività. Moltissime testimonianze di un pensiero scientifico nell’antichità non sono state riconosciute perche’ ritenute fuori dal “contesto”, il “contesto” essendo che il pensiero scientifico è nato come per magia nel Rinascimento sulle basi di un originario ed iniziale pensiero dei classici greci e che prima di tale “contesto” c’erano solo dei sognatori che a stento sapevano contare sulle dita delle proprie mani. Ma questo “contesto” viene continuamente sconfessato dai tanti reperti che periodicamente fuoriescono o dalle sabbie, o dalla terra, o dalle acque del mare e che ci fanno confrontare con una realtà completamente diversa ed inconfutabile.

Il meccanismo di Antikythera, oltre alla sua specificità astronomica e geografica, capovolge questo concetto o per lo meno lo rettifica in modo fondamentale o sostanziale, togliendo alla “modernità” ed all’uomo europeo il primato della “Civiltà”. Il meccanismo di Antikythera era solo l’ultimo stadio di una conoscenza che aveva avuto bisogno di molte migliaia di anni per evolversi. Era l’astronomia “rotativa”, denominazione data dallo scrivente, che vide in pratica il suo tramonto fra il VII° ed il IV° secolo A.C.durante gli sconvolgimenti provocati dalle conquiste assire, da quelle di Cambise e poi di Alessandro Magno, che distrussero le impalcature istituzionali della sapienza arcaica e che vide la sua definitiva morte e sepoltura con l’affondamento della nave che aveva a bordo il meccanismo di Antikythera. Essa, questa astronomia “rotativa”,  è morta per sempre.

L’astronomia “rotativa”, sviluppatasi molte migliaia di anni prima dell’affondamento ad Antikythera, era una scienza che aveva al centro della sua attenzione il moto circolare della sfera celeste intorno all’Uomo ed alla Terra da milioni di anni. L’astronomia “rotativa” studiava i moti e i cicli, giornalieri – mensili – annuali – decennali – centenari e millenari, di tutti gli astri assieme ad i loro tempi. Nonostante la sua definitiva morte avvenuta oltre due millenni orsono ad Antikythera, la potenza delle idee generate ed elaborate da questa scienza arcaica durante i millenni è sopravvissuta alla sua stessa morte o estinzione. Niente dell’astronomia che non provenga da questa defunta scienza, che non esiste più, è nato nella “modernità”, tranne la rettifica delle attuali coordinate di tutti gli astri sulla sfera celeste. L’astronomia moderna si chiama astrofisica ma con tutto il rispetto, anzi per rispetto, degli astrofisici, questa loro astrofisica non ha niente a che fare con l’astronomia “rotativa” o circolare del remoto passato. Essa, questa astrofisica, è solo Fisica delle particelle del Cosmo e dei loro agglomerati e che, proprio perchè trattasi di Fisica, richiede una attitudine mentale notevolmente diversa da quella richiesta dalla astronomia “rotativa” che forse proprio per questo viene chiamata ambiguamente “meccanica celeste”.

La condizione essenziale per lo sviluppo dell’astronomia “rotativa” era l’osservazione continua, giorno e notte, e per millenni, della Volta Celeste. La scomparsa di questa condizione, assieme a quella di quasi tutte le nozioni acquisite, determinò il geocentrismo di Aristotele senza idea di eliocentrismo, il perseguimento su questi concetti di Tolomeo, la riscoperta dell’eliocentrismo di Copernico ad esclusione del geocentrismo e la sua errata valutazione della precessione degli equinozi, e battibecchi su questa materia che continuano ai giorni nostri. Non si può, dormendo la notte, o dedicandosi ad altre attività di scrittore, filosofo, fisico, matematico, religioso, e necessariamente con poche saltuarie osservazioni visive del Cielo, rendersi conto della complessità dei moti degli astri come fatto dai menzionati personaggi.  La notte della Ragione quindi continua perchè dalle conquiste assire del VII° secolo A.C. ad oggi sono passati circa 2700 anni ed ancora non si è capito che il sistema eliocentrico e quello geocentrico sono due entità diverse ed entrambe reali e che il Tempo è una Misura Angolare del sistema geocentrico. 

Ma quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire e denominare l’eclittica??? Quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire e denominare la fascia zodiacale??? Quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire e denominare le tante costellazioni e quelle zodiacali??? E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire e denominare gli equinozi ed i solstizi con i rispettivi coluri in un sistema di coordinate equatoriali col suo asse del mondo??? E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire la precessione degli equinozi con una precisione che solo la radioastronomia ha potuto uguagliare ma non surclassare???

E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire che il Tempo è una Misura Angolare legata all’Ascensione Retta??? E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per redigere una mappa della Sfera Celeste??? E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per fare evolvere la geometria euclidea senza la quale nessuna delle citate operazioni era possibile e che lo stesso Euclide, con onestà singolare, ha accreditato alle idee di suoi sconosciuti antenati e delle quali lui ne era solo un anello di trasmissione??? E come poteva essere stabilita con la massima precisione l’esistenza di una Sfera Celeste, o Universo, senza essere a conoscenza della sfericità della Terra??? E come non era possibile conoscere l’eliocentrismo durante queste tante migliaia di anni quando questa stessa Sfera Celeste dall’Uomo arcaico stabilita e misurata ne esprimeva da sola l’esistenza per avere le Stelle a compire sempre esattamente un giro in più, da sempre e per l’eternità, rispetto al Sole in un anno???

E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire un sistema geografico sessagesimale ed ortogonale incernierato all’asse del mondo, con le latitudini e longitudini, per il posizionamento dell’Uomo sulla Terra, a similitudine di quanto già fatto per la Sfera Celeste, o viceversa??? Ed una volta effettuata una tale gigantesca impresa era poi tanto difficile stabilire le dimensioni del pianeta al millimetro??? E le tante testimonianze di tali dimensioni lasciate da questi arcaici creatori e fondatori della Civiltà perchè per la scienza non hanno nessun valore??? Ed è per miracolo dello Spirito Santo che le misure di lunghezza, volume e peso originarie in tale arcaica antichità fossero tutte incernierate sulla Misura Angolare del Tempo, con esse integrate, esprimenti le dimensioni del pianeta con l’Uomo al centro del Cosmo che ne dettava i parametri con la sua Sfera Celeste???

Se non si conoscono i gradi, i primi ed i secondi, di arco e di tempo, e se non si conosce che il Tempo è una Misura Angolare, e cioè se non si conosce quanto sopra citato e sviluppato nei millenni precedenti, non si può costruire uno strumento come il meccanismo di Antikythera.

Tutto questo, all’origine della Civiltà, è stato rinnegato dalla scienza moderna, a similitudine di quanto fatto dal suo acerrimo nemico del passato, la Chiesa Cattolica di Roma, che decretando il paganesimo come peccato, fuori dal dogma, diabolico, pensiero religioso primitivo ed arretrato, ha rinnegato le sue stesse origini della sua stessa esistenza perchè da tanto condannato paganesimo sono stati attinti i concetti di un Dio Unico, dei 10 Comandamenti che sono solo una brutta copia ma proprio brutta della “Confessione Negativa“, del Figlio di Dio fattosi Uomo, della verginità della Madonna, della crocifissione. della nascita ad opera dello Spirito Santo, della Stella di Natale che è Sirio, della Resurrezione, del Giudizio Universale, del peccato, del Paradiso e dell’Inferno, e dell’Anima.

Questi due pachidermi, i Rinnegati del Terzo Millennio del precedente articolo, ora diventati amici scambiantisi di tanto in tanto a vicenda pacche sulle spalle, nel distorcere o cancellare la Verità si sono spartiti o vorrebbero spartirsi l’anima dell’uomo moderno conducendo il suo pensiero verso strade oscure dai dubbi riferimenti. Per quanto la Chiesa abbia già fatto un primo passo nella giusta direzione chiedendo umilmente perdono per tutti gli errori del passato, non così ha fatto la Scienza dalla quale attendiamo la stessa richiesta di perdono per aver propagato il falso e continuare a farlo recidivamente, una rettifica degli errori colossali commessi per ignoranza e, unitamente alla Chiesa, un pubblico riconoscimento delle proprie origini.

E gli ingannati chi sono??? Gli ingannati sono tutti i Cittadini della Terra che rappresentano l’Anima Mundi che è infinitamente più potente dei due pachidermi. I Cittadini della Terra attendono con pazienza ed umiltà.

……

NOTA – Il meccanismo vero e proprio è descritto nel precedente articolo n. 51 – I Rinnegati del Terzo Millennio.

FLASH 50 – LA LIBERTA’ DI SPIARE

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 26, 2011 by beautiful41

Ogni 5 cittadini uno doveva essere una spia, informatore della polizia, ad insaputa degli altri 4. Questa legge-regola era applicata in tutti i paesi comunisti fino al crollo del loro sistema, nel 1989. Tutti i cittadini pertanto erano spiati e sorvegliati in tutti i loro comportamenti e manifestazioni. Ciò faceva sì che tutti avessero paura di parlare e vivevano letteralmente sotto una cappa di piombo ove sospetto, tristezza, rassegnazione, impotenza, assenza di allegria, la facevano da padrone e dove l’anima dell’uomo viveva nascosta nelle catacombe del proprio pensiero.

Con l’instaurazione della libertà infinita e della tecnologia sfrenata nelle democrazie occidentali, Italia in testa, oggi non c’è ufficio, pubblico o privato, androne, negozio, supermercato, strada, accesso, che si rispetti che non abbia le sue telecamere o microspie. Non c’è professionista che si rispetti che non abbia, naturalmente a sua insaputa, microspie o microcamere nel suo studio, nella sua stanza da letto e finanche nel bagno, per spiare i suoi più intimi movimenti o manifestazioni. Senza parlare dei telefonini che sono delle vere e proprie centrali di spionaggio e di sospetti nelle loro infinite prestazioni e che sono dei veri e propri distruttori di famiglie intere ed alimentatori di un’atmosfera soffocante di malizia e malafede.

Qualsiasi parola, qualsiasi gesto, finanche un sospiro, tutto può essere una prova contro di te. Insomma non si ha scampo da tutte le malvagità possibili ed immaginabili. La fantasia e la malignità diventa realtà, l’onestà, la buona fede, la simpatia, diventano odio, disonestà, inganno. E districare le une dalle altre è in pratica impossibile.

L’uomo si sta distruggendo assieme alla sua libertà ormai svanita. L’allegria è scomparsa, tranne che nei programmi televisivi forzati a mostrarla; il sospetto, la tristezza, la rassegnazione, l’angoscia, la paura, imperano. La libertà e la riservatezza sono rimaste solo nel pensiero di quest’uomo che ormai vive sotto una cappa di piombo infinitamente peggiore di quella descritta quando vigeva nei paesi comunisti. E’ la morte dello spirito e del brio della vita. E l’anima vive solo nelle catacombe del pensiero.

Eh sì! Era proprio vero. La troppa libertà genera la schiavitù.

Pacificamente forse c’è una sola via d’uscita. Il risveglio dell’Anima Mundi con la prossima manifestazione planetaria, reale o metaforica, del soslstizio d’inverno del prossimo 22 dicembre. Cominciamo a pensarci. Forse ci potrebbe interessare. O no…???

FLASH 49 – LA LAMPADA DI ALADINO E LA BOMBA ANTIMATERIA

Posted in ARMONIA, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , on giugno 25, 2011 by beautiful41

“TU SEI IL MIO PADRONE ED IO SONO IL TUO SCHIAVO!”, “ESAUDIRO’ OGNI TUO DESIDERIO CHE MI CHIEDERAI” dice il Genio della Lampada ad Aladino. Questa bellissima fiaba delle Mille e Una Notte sembra descrivere in modo perfetto la condizione dell’uomo ai giorni nostri. Il Genio della Lampada è chiaramente la Scienza e chi la possiede possiede il mondo. Ma la scienza, o la conoscenza, in sè, è cieca e non ha anima perciò essa è il Genio che se posseduto dal Mago cattivo può arrecare danni, e se posseduto da Aladino il buono può essere fonte di felicità.

La costruzione della bomba antimateria sembra coperta da gran segreto. E’ stata già costruita?? Non è stata costruita?? Si sta ancora studiando??Non è dato sapere, tranne la sua idea che gira per l’aria già da parecchio tempo. Si sa solo che buona parte della scienza si sta dedicando allo scontro di particelle che dovrebbe produrre questa nuova meraviglia del Genio che sembra sia o sarà di dimensioni ridottissime, come una pallina di ping pong ma dalla potenza distruttrice centinaia di volte quella di una bomba atomica e capace di una distruzione “pulita”: niente sofferenze, niente cose brutte e visibili, ma solo scomparizione totale della materia in un raggio di tot chilometri e la scomparizione della sua esistenza dalla storia.

Resta solo un dubbio. Chi è il Mago e chi è Aladino??? E quale dei due ora possiede il Genio???

48 – THE REAWAKENING OF ANIMA MUNDI

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , on giugno 20, 2011 by beautiful41

Translation of article n. 47.

A race without stop through endless disasters and continued for millennia, interrupted only by breaks more or less long between a disaster and the next, always pursuing the illusion of a more just and modern truth. This millennia-old process has repeated itself endless times concluding all its phases with always more bitter delusions. This process has continued up to our days when all illusions have collapsed, revealing suddenly to modern Man the unmistakable reality in front of him.

With the defeat and collapse of the communist totalitarism it seemed that the western capitalist democracies, with limitless freedom operating in a free market, with the many achievements of science, of technology, of human rights, of the many social achievements, of the liberation from religion, had reached the ideal condition for the full and healthy development of modern man, as never before in the known history. So strong was the pride of this Man for belonging to this lucky and blessed part of the human beings that he pretended, and is still pretending in his blindness, to export all over the world his own system which represented the extreme top of civilization!!

But it was only a dream!!! The dream had been believed and passed as reality by trusting the idea that could exist a man without soul, a “civic” man subject only to his material needs without any relation with his soul or spirituality that even today, and for much longer time to come, is and will be mocked or jeered at by so many presumed “intellectuals”. Such a man without soul operating with a limitless freedom in a world without rules has given way to the formation of the unique and greatest monotheism of the history of all times: the belief in God Money and its accumulation with the consequence of the abysmal differences and of excesses of enormous wealth and debts between men and between nations that are shaking frightenigly the foundations of the essence of whole humanity.

Even love, the most noble expression of human soul, has been understood as sex, and one let believe that there must be a right to sex as a basic need of this modern man without soul. The question arizing spontaneously is how could have happened, how could ever have been possible that this western modern man had become in reality a pure and simple beast??

The dream of Lighthouse of Civilization has been transformed in the reality o the Lighthouse of barbarism. This is the condition in which modern man finds himself involved and that he must face if he wants to be saved. This modern man, though, has already understood, before his governors, that he must first of all reorganize the values of the soul, and there are many signs from many various sources indicating that this new consciousness, a true and proper reawakening of the soul, favoured by the use of internet, join all citizens of planet Earth on the immortal values of their humanity that they have always kept unconsciously inside themselves.

The reawakening of Anima Mundi is the great event that we are living. The awareness of the citizens of Earth that they belong to the same family and recognize, all of them, the same values of Civilization. These values are simple and easy to understand for all. They are the restoring of the Measure in all manifestations of human activities, the reduction of excesses letting everybody be able to express his own dignity for being an important part of the creation.. From this reduction of excesses is descendent the respect for oneself and that for one’s fellow man and the respect for the nature around us, without any form of violence. Without respect for oneself cannot descend the other two nor the absence of violence. These values reject the contrapositions and are nurtured by the teachings of Civilization based on inclusion and Measure.

The reawakening of Anima Mundi is also the awareness of taking in our hands our own destiny, according our own conscience, recognizing the eternal values of the humanity that are lying in each single person, as a new Polar Star toward which to direct our own steps on the lost road to Civilization. This new Anima Mundi is not waiting for, nor is depending on the doing or not doing of its own rulers. This new Anima Mundi shows to its own rulers what has to be or not to be done, and when. Our leaders have fully proved to have no ideas. Furthermore they are blocked by a savage contraposition more suitable to the behavior of monkeys than to that of homo sapiens. And they are afraid to “reform”the status quo in order not to lose their many privileges. Therefore the change can only happen with the direct intervention of the Anima Mundi.

While the whole humanity is threatened by the shaking of a looming catastrophe due to the many prejudices, become then paradigmas, mentioned on this blog and proved to be only dreams or illusions, the moment has arrived to act concretely showing all the power of Anima Mundi. As already described on the article n. 31 next 21st of June, tomorrow, it will be held a planetary demonstration in all towns and cities of the world to which will participate all citizens of the Earth of good will who believe in the values of Anima Mundi. It will be a peaceful walk, real or in a metaphorical sense, open to everybody, without distinction of age, sex, social status and religion, where all feel the attraction of sharing a common destiny and all can bring their contribution, little or great that is.

The summer Solstice of 21st of June is particularly suitable to mark the millenary reawakening of Anima Mundi because the Earth begins her part of the orbit which will take her toward the winter solstice of the 22nd of December that is the beginning of the astronomical year 2012 which, may be only for coincidence, so much expectation has inspired in the Anima Mundi. This Anima Mundi then will proceed with peaceful demonstrations from solstice to solstice showing to its own leaders what to do for the following 6 months. The first step of this program has already been described at the article n. 31 and is only a first step on the road of a thousand miles toward the lost Civilization where the belief in the greatest monotheism of the history of man, the belief in the God Money, has no place, being enormously reduced according to the teachings of Civilization.

The restoration of Civilization is in our hands. No one will come to save us from barbarism if we all do not act with our own responsability and moves, becoming our own masters and makers of our destiny.

47 – IL RISVEGLIO DELL’ANIMA MUNDI

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Una corsa senza soste attraverso infiniti disastri e durata millenni, intervallata solo da pause più o meno lunghe fra un disastro e l’altro, sempre rincorrendo l’illusione di una più giusta e più moderna verità. Questo processo millenario è andato avanti infinite volte concludendo tutte le sue fasi con delle delusioni sempre più amare. Questo processo è continuato fino ai giorni nostri allorchè tutte le illusioni sono venute a cadere, rivelando improvvisamente all’Uomo contemporaneo l’inconfondibile realtà davanti ai suoi occhi.

Con ia sconfitta ed il crollo del totalitarismo comunista era sembrato che le democrazie capitaliste occidentali, con la libertà infinita operante in un libero mercato, con le tante conquiste della scienza, della tecnologia, dei diritti umani, delle tante conquiste sociali, dell’affrancamento dalla religione, avessero raggiunto la condizione ideale per il pieno e sano sviluppo dell’Uomo moderno, come mai era successo nella storia conosciuta. Tanto forte era l’orgoglio di quest’Uomo per far parte di questa fortunata o benedetta fetta dell’umanità che egli pretendeva, e lo pretende ancora nella sua cecità, di esportare in tutto il mondo questo suo sistema che rappresentava il non plus ultra della Civiltà!!.

Ma era solo un sogno!!! Il sogno era stato fatto credere e passare per realtà confidando che potesse esistere un uomo senza anima, un uomo “civico” soggetto solo alle sue necessità materiali senza alcuna relazione con la sua anima o spiritualità che ancora oggi, e per molto tempo a venire, è e sarà sbeffeggiata e derisa da tanti presunti “intellettuali”. Un tale uomo senza anima operante con una libertà infinita in un mondo senza regole ha dato luogo alla formazione dell’unico e più grande monoteismo della storia di tutti i tempi: il credo nel Dio Denaro ed il suo accumulo con la conseguenza delle abissali differenze e degli eccessi di ricchezze e debiti stratosferici fra uomini e fra nazioni che stanno facendo vacillare paurosamente i fondamenti dell’essenza stessa dell’umanità intera.

Finanche l’Amore, l’espressione più nobile dell’animo umano, si è fatto passare come sesso, e si lascia credere che debba esistere un diritto al sesso come una necessità basilare di questo moderno uomo senza anima. La domanda che sorge spontanea è come sia potuto accadere, come sia stato possibile che questo uomo moderno occidentale sia diventato in realtà una pura e semplice bestia??

Il sogno del faro di Civiltà si è tramutato nella realtà di faro di Inciviltà. Questa è la condizione nella quale l’uomo moderno si trova suo malgrado ad essere coinvolto e che deve in qualche modo fronteggiare se si vorrà salvare. Questo uomo moderno però ha già capito, prima dei suoi dirigenti, che deve prima di tutto ripristinare i valori dell’anima e molti sono i segnali provenienti da tante diverse fonti indicanti che questa nuova presa di coscienza, un vero e proprio risveglio dell’anima, favorita dall’uso di internet, accomuna tutti gli abitanti del pianeta Terra sui valori immortali della loro umanità e che essi hanno sempre conservato allo stato latente inconsciamente dentro sè stessi.

Il risveglio dell’Anima Mundi è il grande avvenimento che stiamo vivendo. La consapevolezza dei cittadini della Terra che essi appartengono alla stessa famiglia e riconoscono tutti gli stessi valori della Civiltà. Questi valori sono semplici e facili da capire per tutti. Essi sono il ripristino della Misura in tutte le manifestazioni delle attività umane, la riduzione degli eccessi in modo che tutti siano liberi di esprimere la propria dignità dell’essere un elemento importante del creato. Da questa riduzione degli eccessi deriva il rispetto per sè stessi e quella per il proprio simile ed il rispetto per la natura circostante, senza alcuna forma di violenza. Senza il rispetto per sè stessi non ci possono essere gli altri due e nè l’assenza di violenza. Questi valori ripudiano le contrapposizioni e vivono degli insegnamenti di Civiltà fondati sulle inclusioni e sulla Misura.

Il risveglio dell’Anima Mundi è anche la consapevolezza di prendere in mano il proprio destino, secondo la propria coscienza, e riconoscere gli eterni valori dell’umanità che è in ogni singola persona, quale nuova Stella Polare verso la quale dirigere i propri passi sulla perduta strada della Civiltà. Questa nuova Anima Mundi non attende e nè dipende dal fare o non fare dei propri governanti. Questa nuova Anima Mundi indica lei stessa ai propri governanti quello che si deve o non si deve fare, e quando. I nostri governanti hanno ampiamente dimostrato di non avere idee. Essi inoltre sono bloccati da una contrapposizione selvaggia adatta più ai comportamenti delle scimmie che a quelle degli uomini sapiens. Ed hanno paura di “riformare” lo status quo per non perdere i loro tanti privilegi. Pertanto il cambiamento potrà avvenire solo con il diretto intervento dell’Anima Mundi.

Mentre l’umanità intera è minacciata dal vacillare di una incombente catastrofe dovuta ai tanti pregiudizi, diventati poi dei paradigmi, menzionati su questo blog e rivelatisi solo dei sogni o illusioni, è arrivato il momento di agire concretamente mostrando tutta la potenza dell’Anima Mundi. Come descritto all’articolo 30 il prossimo 21 Giugno si terrà una manifestazione planetaria in tutte le città e paesi della Terra ed alla quale parteciperanno tutti i cittadini del mondo di buona volontà che credono nei valori dell’Anima Mundi. Sarà una passeggiata pacifica, reale o metaforica, aperta a tutti, senza distinzione di età, sesso, ceto sociale e religione, ove tutti si sentano attratti dal condividere un comune destino e tutti possono portare il loro contributo, piccolo o grande che sia.

Il solstizio d’estate del 21 Giugno è particolarmente adatto a marcare il risveglio millenario dell’Anima Mundi perchè la Terra inizia a percorrere la sua parte di orbita che la porterà verso il solstizio invernale del 22 dicembre che segna l’inizio dell’anno astronomico del 2012 che, forse solo per una ennesima coincidenza, tanta attesa ha ispirato nell’Anima Mundi. Questa Anima Mundi quindi procederà con pacifiche manifestazioni di solstizio in solstizio indicando ai propri governanti il da farsi per i successivi 6 mesi. Il primo passo di questo programma è stato già esposto all’articolo 30 ed è solo un primo passo sul cammino delle mille miglia diretto verso la Civiltà perduta dove il credo nel più grande monoteismo della storia dell’uomo, il credo nel Dio Danaro, non vi ha dimora, essendo enormemente ridimensionato secondo gli insegnamenti della Civiltà.

La restaurazione della Civiltà è nelle nostre mani. Nessuno verrà a sollevarci dalla barbarie dell’Inciviltà se noi tutti non ci rimbocchiamo le maniche e diventiamo i padroni di noi stessi ed i fautori del nostro destino.

44 – LA DETERMINAZIONE DELLA LONGITUDINE CON LA LUNA

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Un tavolo coperto da una tovaglia di lino finissimo, ricamata con tanti disegni di fiori di loto colorati e bellissimi lungo i bordi della tovaglia e formanti un cerchio al centro della stessa tovaglia, e imbandito con belle ed appetitose pietanze. Cibi raffinati. Pane croccante di tante qualità. Formaggi deliziosi. Frutta locale ed esotica invitante. Salse gustose. Dolci squisiti. Vini prelibati. Birra spumeggiante. Acqua purissima. Stoviglie di ceramica finissima e posate di oro e altre d’argento. Bicchieri a calice di cristallo. Vasi di alabastro ripieni di fiori multicolori ancora freschi. Al centro e pendente dall’alto un grande candelabro di giada a forma di 4 triangoli MR dal quale discendevano 4 pergamene con la “Confessione Negativa” per coloro che sapevano leggere. La grande sala era illuminata da grandi finestre addobbate con ampie coppie di tende profumate e ricamate ciascuna con una grossa “ankh” di colore dell’oro da un lato ed una asta per misurare dall’altra, entrambi questi segni circondati da fiori di loto e stelle a 5 punte azzurrine, fluttuanti con leggiadria all’alito della piacevole brezza proveniente dal mare Mediterraneo.

All’improvviso la porta si aprì ed una orda di uomini scarna, magra ed affamata si materializzò nella sala. Questi uomini erano dei semi-selvaggi e non avevano mai visto una tale simile ricchezza per cui, intimiditi da tutto quel ben di Dio, cominciarono lentamente e con rispetto e circospezione a prendere posizione intorno al tavolo e, nonostante la fame, osservavano con reverenza le tante prelibatezze sul tavolo imbandito, iniziando timidamente a saggiarne i sapori mai conosciuti prima. Piano piano essi si acclimatarono e, finalmente liberi e disinvolti, mangiarono e bevvero a sazietà dimenticando chi erano e da dove venivano. I cuochi e gli chefs che avevano creato e preparato queste prelibatezze erano già morti da vari millenni ed i loro discendenti erano spariti, emigrati in tanti paesi in giro per il mondo, per cui l’orda di semi-selvaggi non conobbe mai questi creatori artisti da “cordon bleu” e nè i loro nomi. Anzi, non gli interessava proprio, tanto erano ormai pieni solo di loro stessi.

Il tavolo imbandito era il tavolo imbandito della conoscenza della biblioteca di Alessandria d’Egitto a cui tutti i classici greci si erano nutriti di quelli che erano solo i resti dei relitti della sapienza salvati dalla distruzione del centro universale della conoscenza millenaria di On (Heliopolis). Essendo i cuochi autori originali spariti essi, i classici greci, rubando i “diritti di autore”, come diremmo noi oggi, vi si sostituirono compiendo così uno dei più clamorosi plagi della storia. Alcuni si dichiararono i creatori delle salse, altri delle varie pietanze, altri dei formaggi, altri dei dolci, e così via di seguito per tutta la ricchezza giacente nella sala della sapienza e sul tavolo della conoscenza. Ma non durò molto. Mancando le istituzioni lungimiranti e solide della Civiltà, il tavolo e la sala della sapienza dopo poco fu abbandonato ed il mondo precipitò nella Barbarie per oltre 1500 anni.

Dopo tali circa 1500 anni accadde, per le coincidenze del destino, che una seconda orda di uomini semi-selvaggi, scarna, magra ed affamata, allenata solo a pregare ed a combattere con la spada e senza idea di Civiltà, venisse a conoscenza delle tante ricette di pietanze, cibi e dolci prelibati che i classici greci avevano appreso al tavolo imbandito della sapienza e delle quali si erano dichiarati autori. Questa seconda orda di uomini semi-selvaggi era l’orda dell’uomo europeo medioevale che, grazie agli scritti degli arabi, all’improvviso fu come illuminata da un potente faro nella notte buia, faro che rivelava l’esistenza di cibi, pietanze e dolci prelibati della Civiltà sconosciuta a questa seconda orda che, disperata, si precipitò ad alimentarsene, mangiandone e bevendone a sazietà, dando origine al Rinascimento. Ma, forse per aver troppo bevuto, come per i classici greci, questa seconda orda di europei senza idea di Civiltà, inebriatasi ed insuperbitasi e credendosi “prescelta da Dio”, ripetette il plagio già perpetrato dalla prima orda, proclamandosi, con qualche eccezione, l'”inventore” o l'”inventrice” di tutte le ricette culinarie della sapienza e della moderna Civiltà, ciò che diede origine alla “superiorità” e predominio del pensiero giudaico-cristiano perdurante ai giorni nostri.

Una delle pietanze prelibate fu assaggiata da Ipparco, uno degli uomini semi-selvaggi nutritosi al tavolo imbandito della sapienza ad Alessandria d’Egitto, e riguardava la Luna e la longitudine, l’idea cioè che la longitudine in mare ed in tutta la Terra potesse essere misurata osservando il movimento della Luna attraverso le stelle. Quest’idea, dopo i secoli bui, riuscì ad arrivare in qualche modo all’orizzonte del pensiero dell’uomo post-rinascimentale il quale, spinto dalla necessità dei navigatori oceanici e dei cartografi di essere forniti di un sistema che permettesse loro la determinazione della longitudine, iniziò ad incentivare, spingere e svegliare la curiosità, l’attenzione e l’ambizionee dei migliori cervelli dell’epoca per risolvere questo problema. Pian piano si riuscì a capire che quest’idea proveniente dal tavolo imbandito, fra tante suggerite, era quella giusta ma per realizzarla occorreva l’esistenza di un osservatorio astronomico da dove si potesse rilevare e registrare le posizioni delle stelle e della Luna, e degli astri in genere, a tutte le ore e tutti i giorni dell’anno. Fu per soddisfare questa necessità che fu costruito l’osservatorio astronomico di Greenwich alla fine del seicento.

La Luna gira continuamente intorno alla Terra compiendo un giro reale od assoluto ogni 27,3 giorni ed un giro apparente, perchè noi nel frattempo con la Terra ci muoviamo rispetto al Sole e per ritornare alla stessa fase lunare, ogni 29,5 giorni. Ogni giorno quindi la Luna si muove di (360° / 27,3 =) 13,2 gradi corrispondenti per ciascuna ora a (13,2 / 24 =) 0,5 gradi. Sarebbe però più appropriato considerare il giro apparente di 29,5 giorni facendo 360°/29,5 = 12,2 gradi, e 12,2/24 = 0,5 gradi.  0,5 gradi sono 0° 30′, trenta primi, i quali sono anche il diametro della stessa Luna. Pertanto la Luna ogni ora si sposta nel cielo lungo la fascia zodiacale del suo stesso diametro. La Luna cioè scivola lungo l’eclittica, che è la linea che definisce la fascia zodiacale, allo stesso modo come una lancetta dell’orologio scorre lungo i numeri delle ore dal 1 al 12, con la differenza che la Luna si muove lungo l’eclittica in senso antiorario anzichè in senso orario. Essa si scosta dall’eclittica al massimo di solo 5 gradi e, con le eclissi, che avvengono sempre sull’eclittica, ne è una marcatrice perfetta. La Luna ripete precisamente i suoi cicli in sincronia con gli altri astri ogni 19 anni, periodo chiamato “ciclo Metonico”.

La Luna quindi, come una avanguardia inviata in avanscoperta da un condottiero di un esercito, è molto più veloce del Sole nel suo percorso di rivoluzione sull’eclittica nella fascia zodiacale. Questo suo distanziarsi palpabilmente e visivamente dal Sole, dalle stelle e dai pianeti che raggiunge e sorpassa continuamente nella fascia zodiacale diede origine così al calcolo della longitudine col metodo denominato delle “Distanze Lunari” in pieno uso fra il 1750 ed il 1850 anche se molti lo usarono fino agli inizi del 1900 allorchè, con l’avvento della radiotelegrafia, molte navi e operatori astronomici e geografici poterono acquistare, ad un costo non esorbitante, un cronometro, detto cronometro marino, che, pur se elaborato dall’inglese Harrison verso il 1750, fu solo con l’avvento della radiotelegrafia che poteva così essere giornalmente corretto o risettato attraverso i “segnali orario” che la radiotelegrafia rendeva disponibili in qualsiasi parte del mondo uno si trovasse.

Il metodo delle “Distanze Lunari” è concettualmente semplice e consiste nel comparare l’ora locale con l’ora dell’Osservatorio Astronomico alla quale si è effettuata la stessa osservazione poichè la loro differenza dà il valore della longitudine. L’ora locale la si ottiene in genere col Sole alla sua massima altezza a mezzogiorno, al passaggio in meridiano, portando in tale istante le lancette di un orologio qualsiasi sulle 12.00.

Per il raggiungimento di questo obiettivo pertanto si iniziarono a registrare all’Osservatorio di Greenwich tutti i giorni ed a tutte le ore di visibilità della Luna, le distanze angolari fra la stessa Luna e gli altri astri visibili della fascia zodiacale, o vicino ad essa, con le quali si prepararono delle tabelle di previsione, basate sul “ciclo Metonico”, per gli anni successivi e relative alle stesse osservazioni. Queste tabelle, o Tavole della Luna furono all’origine dell’Almanacco Astronomico o Effemeridi. Oltre al Sole, le stelle maggiormente interessanti per il detto scopo dentro la fascia zodiacale erano e sono Aldebaran, Polluce, Regolo, Spica, Zuben-el-genubi, Antares, Nunki, Schedar, oltre naturalmente ai pianeti Marte, Giove, Saturno, Venere e Mercurio.

Una volta sistemato il nostro orologio sull’ora locale come detto, e per esempio osserviamo con un sestante o misuratore di angoli, alle 20.15 del nostro orologio per il 21 Giugno che la distanza lunare angolare fra la Luna e la stella Spica è di 13° 42′ e dall’Almanacco Astronomico in nostro possesso rileviamo per la stessa data che lo stesso angolo di 13° 42′ fra la Luna e la stella Spica è osservabile all’Osservatorio di Greenwich alle ore 22.45 ciò significa che la nostra longitudine è 22.45 meno 20.15 = 2 ore e 30 minuti ovest che trasformata in gradi risulta 37° 30′ ovest.

Naturalmente il calcolo reale era più complesso perchè bisognava apportare le correzioni per la parallase e la rifrazione ed altre correzioni, e per le necessarie interpolazioni, data la complessità dei parametri del moto lunare. Da tenere presente inoltre che durante tutto il periodo in cui tale sistema fu usato ogni importante nazione aveva il suo meridiano di riferimento al quale bisognava riferirsi se in possesso di un Almanacco Astronomico della stessa Nazione. Ma concettualmente il semplice calcolo era quello mostrato. Per la completezza dell’informazione bisogna anche dire che la Luna, a causa della rotazione giornaliera della Terra, passa dall’essere, fra Sole Luna e stelle, l’elemnto più veloce nel suo moto di rivoluzione all’essere l’elemento più lento per la detta rotazione giornaliera. Le stelle passano in meridiano ogni 23 ore 56 minuti, il Sole ogni 24 ore e la Luna ogni 24 ore e 50 minuti circa.

Questo sistema delle distanze lunari fu usato, oltre che in mare, anche per l’iniziale mappatura degli Stati Uniti d’America fino alla costa occidentale della California, e fu usato per la mappatura iniziale del Canada fino agli estremi confini occidentali. oltre che in altre parti del mondo. Questo sistema però, per quanto semplice, non era molto preciso avendo una approssimazione in mare fra le 8 e le 15 miglia marine (fra 15 e 28 km) nelle migliori condizioni di osservazione e sulla terra ferma intorno alle 5 miglia marine (9 km) o forse meno.
Uno dei migliori, se non il migliore, osservatore ed estimatore di questo sisstema in mare fu Joshua Slocum, il primo circumnavigatore del mondo in barca a vela in solitario, autore di un affascinante libro il cui titolo è “Solo intorno al mondo”. In esso Slocum descrive come il suo miglior risultato col sistema delle distanze lunari sia stato un errore di sole 5 miglia durante la traversata del Pacifico alla fine dell’ottocento. Secondo Slocum questo sistema è “mirabilmente edificante e non c’è niente nel campo della navigazione che possa sollevare di più il cuore verso l’adorazione”.

Nonostante il notevole margine di approssimazione per i nostri standard odierni appare abbastanza chiaramente però che il metodo delle distanze lunari per il calcolo della longitudine, data la sua semplicità e facile messa in pratica, per terra e per mare, da qualsiasi Civiltà degna di questo nome anche se non tecnologicizzata, possa essere stato usato in tempi arcaici dagli stessi Egiziani, Sumeri, Polinesiani ed altri nei loro viaggi intorno al mondo. Ed è pertanto ragionevole pensare che la memoria di queste nozioni sia stata conservata al centro universale della conoscenza di On e di là finito quale relitto salvato sul tavolo imbandito della sapienza al quale Ipparco mangiò e bevve a sazietà.

Dopo il suo oblio ci sono voluti 2000 anni perchè l’iniziale “input” di Ipparco si sia potuto realizzare in tempi quasi recentissimi, come detto, e dopo secoli di lavoro delle meningi dei migliori cervelli del pianeta prima che, dopo tanti affanni e difficoltà, finalmente si riuscisse a trovare una soluzione ragionevolmente pratica ed attuabile. Non sarebbe illogico pertanto ritenere che sia intercorso altrettanto tempo prima di Ipparco dall’epoca dell’abbandono di questo sistema che richiede comunque, oltre ad una profonda conoscenza dell’astronomia, una conoscenza dei “tempi” e della loro importanza per poter essere “inventato”. Tutto sembra indicarci come l’epoca del 3000 A.C. possa essere stata l’inizio della perdita della sapienza o conoscenza.

In questo contesto appare anche giustificata l’importanza che nell’arcaico passato si è data alla Luna, Regina dell’Universo, Regina d’Amore e Regina di Civiltà, Regina di Vita e Regina della Misura, Regina del Cosmo e Regina della Rinascita, tutte qualità rappresentate dalla Dea Iside e dal fior di loto, dalla “Ankh” e dall’asta misuratrice, presenti nella sala imbandita della sapienza, assieme al triangolo MR, alle stelle a 5 punte ed alla “Confessione Negativa“, la vera anima della Civiltà in ogni tempo, ove matematica, geometria, armonia, misura, equilibrio, rispetto per la Vita e rispetto per la natura, cosmologia ed Amore si fondevano in una sola ed unica entità, secondo gli insegnamenti dei Padri della Civiltà. .

…….

Nota Aggiuntiva del 30.08.2012, per una miglior chiarificazione.

Il calcolo della longitudine è sempre stato un grattacapo ed un problema di difficile soluzione per l’Uomo. Mentre la latitudine è sempre stata facile da calcolare fin dalle più remote antichità a causa dell’inalterabilità e della stabilità dell’asse terrestre con una inclinazione fissa sull’eclittica, per cui basta prendere con tutta calma di notte l’altezza della Stella Polare, o di chi per essa, sull’orizzonte, in gradi e primi, ed è fatta, è stata “calcolata” la latitudine, oppure con altezze di Sole a mezzogiorno al suo passaggio in meridiano, non così è purtroppo per la longitudine a causa della rotazione continua della Terra che, per rendere l’idea, ci scappa continuamente di sotto. E non possiamo chiedere alla Terra: “Fermati un poco, Terra, che devo calcolare la longitudine”!!

43 – TERREMOTO A ROMA E TERREMOTO NEL MONDO

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 18, 2011 by beautiful41

E’ scritto!! Sta scritto su Internet!! E’ stato riportato dall’agenzia X…!! E’ scritto sul tal quotidiano!! Potenza della parola scritta!! E come suonano vere le parole di Platone quando ammoniva sui pericoli insiti nella parola scritta quando essa è solo letta come una nozione o informazione ma non è vagliata e assimilata con la ragione e la dovuta riflessione. L’esplosione delle comunicazioni con internet ha decuplicato o centuplicato i pericoli paventati da Platone.. In parole povere oggigiorno dar da bere delle bufale colossali all’umanità intera è quasi un gioco da ragazzi, come ha dimostrato il falso terremoto di Roma che tanto scompiglio ha provocato fra gli abitanti della nostra capitale.

La grande rivoluzione moderna della tecnologia apportata da internet è, senza dubbio, una conquista dell’umano intelletto di inestimabile valore, con l’istantanea possibilità di contatto fra tutti gli abitanti del pianeta. Questo nuovo sistema di comunicazione però, fra tanti incommensurabili vantaggi, ha anche un lato oscuro o diabolico, aperto a tutte le malversazioni possibili ed immaginabili, La facile diffusione di notizie false, come quella del terremoto di Roma, ne è solo un esempio. Inoltre l’istantanea presa di coscienze delle differenze e diversità abissali che dividono l’umanità non può non essere sconvolgente. Questo sistema, affiancato dalla tecnologia dei telefonini, dei computers e del sistema satellitare, è basato su un principio filosofico di libertà infinita senza regole, pensiero che ha avuto la sua massima valorizzazione dopo la caduta del muro di Berlino e l’attuazione della “deregulation”, un mondo senza regole, di Reagan.

Prima di tale rivoluzione le comunicazioni erano regolamentate internazionalmente secondo accordi ratificati in tante convenzioni e conferenze da tutti i governi di tutte le Nazioni della Terra, Nazioni che garantivano l’applicazione di tali accordi e regole, accordi e regole incernierati e basati tutti sulla segretezza e la riservatezza delle comunicazioni, con l’istituzione di specifici professionisti delle comunicazioni addetti alla loro gestione. Tali professionisti erano resi responsabili civilmente e penalmente del loro operato, vincolato sempre alla segretezza, pena il ritiro del loro titolo professionale.

Con l’avvento delle nuove tecnologie tutto questo è saltato letteralmente per aria. Per quanto i trattati internazionali esistano ancora e sono ancora considerati “legali”, essi sono resi nulli e vuoti dalla pratica delle comunicazioni in corso. I Governi delle Nazioni, che prima garantivano il controllo delle comunicazioni, adesso non garantiscono più niente e nè sono in condizioni di poterlo fare. Sulla base del nuovo principio della “libertà infinita” e della “deregulation” tutti o quasi tutti i Governi dei Paesi occidentali hanno liberato le loro rispettive Nazioni dai vecchi obblighi e, sul principio delle “liberalizzazioni”, delegando ai singoli privati, con le privatizzazioni di pressocchè tutto, e cioè banche, comunicazioni, trasporto, assicurazioni, elettricità, energia, acqua, economia in genere, eccetera, la proprietà e la insindacabile gestione di tali settori, confidando che il potere di autocontrollo del “libero mercato” potesse sostituire gli obblighi di garanzia e controllo dei Governi.

Sappiamo bene e lo vediamo tutti i giorni, come è finita. Tutti questi poco rispettabili feudi privati di banche, comunicazioni, trasporti, assicurazioni, elettricità, energia, acqua, economia in genere, eccetera, dovendo fare gli interessi solo dei loro proprietari azionisti, non tengono in nessun conto nè i Governi e nè il rispetto e le esigenze dei cittadini, con singoli aumenti, come per esempio dell’acqua privatizzata, che hanno raggiunto in pochi anni il livello astronomico del mille per cento.

Il falso terremoto di Roma può essere quindi solo una avvisaglia, o un campanello di allarme, del pericolo che grandi motori di ricerca o i grandi portali di informazioni e comunicazioni, sostituendosi ai tanti singoli Governi e su una scala globale, possano controllare, indirizzare e dirigere le opinioni ed i comportamenti del genere umano facendolo passare dalla libertà alla schiavitù, con un potere di un immenso inimmaginabile valore perchè possono determinare a loro piacimento i destini dell’umanità intera.

La recente propagata notizia dell’acquisizione di “Skype”, una telefonia gratuita, tranne per pochi casi di eccezione, che non porta quindi molti soldi di incasso, per la astronomica cifra di 8,5 miliardi di dollari è la testimonianza o la prova che tale investimento non può essere finalizzato ad un semplice ricavo, ma a qualcosa di ben più importante e di carattere immateriale, oserei dire spirituale, che è il desiderio di potenza sul controllo delle anime del pianeta Terra.

Il caso citato di Roma è successo forse in buona fede ed è dovuto in tal caso alla pura libertà di comunicare nella sua più nobile accezione. Ma potrebbe avvenire per esempio in mala fede o con la premeditazione se, per esempio, si volessero allontanare gli abitanti di una determinata città per perpetrarvi atti di rapina e saccheggio più facilmente. Anche se non si può tornare indietro sarebbe auspicabile però che i Governi delle Nazioni siano rimessi in condizioni di controllare le comunicazioni nei loro territori attraverso dei portali e motori di ricerca nazionali e gestiti da professionisti che, pur se retribuiti dalle società private dalle quali essi dipendono, siano titolati e certificati dai Governi. Questo se si vuole che le Nazioni, già gravemente indebolite da una economia globalizzata, continuino la loro esistenza di popoli sovrani.

Il falso terremoto di Roma ha messo in risalto pertanto un colossale frainteso nel quale l’uomo moderno occidentale è incorso, e cioè che “liberalizzare” significhi “lasciar fare” senza regole. Questo lasciar fare senza regole ha già prodotto il disastro che conosciamo nell’economia e nella finanza e continua a produrre i suoi catastrofici effetti in tutti gli altri settori delle umane attività, apparentemente senza possibilità di radicali correzioni perchè ci è stato detto e ripetuto che “questo è l’unico sistema che conosciamo” dopo il collasso del comunismo, e che non esiste niente altro oltre il libero mercato senza regole.

Tanto forte è la forza del pregiudizio che questo è l’unico sistema economico-sociale possibile, che l’uomo non si cura nemmeno di cercare di indagare e di individuare se in questo unico sistema conosciuto manchi qualcosa e, se sì, che cosa è che ci sfugge. Siamo sicuri che non manca niente??? Siamo sicuri che non ci sfugge niente??? Se riflettiamo bene forse possiamo renderci conto che ci sfugge qualcosa di cui abbiamo perso la memoria da molte migliaia di anni e che è il fondamento stesso della Civiltà. Abbiamo perso la Misura!!!

Il progresso è un viaggio, è un viaggiare da un punto A ad un punto B. Questo viaggio può essere effettuato in due modi: nella barbarie con continue infinite guerre e disastri, o pacificamente nella Civiltà. Nel primo caso si viaggia dal punto A al punto B attraversando alterne fasi di pace-crescita, crisi-decrescita, guerre-distruzioni, di nuovo pace-crescita, e così via di seguito, a scossoni, che è la strada che abbiamo scelto da vari millenni e che stiamo percorrendo, la strada della libertà infinita o della barbarie. Nel secondo caso, pacificamente nella Civiltà, il viaggio può essere effettuato lentamente e continuamente, senza scossoni e senza guerre o disastri, ma per realizzare questo secondo caso c’è bisogno della Misura. La Misura, al fine di raggiungere l’Equilibrio necessario per la convivenza pacifica fra tutti i cittadini della Terra, forse è ancora possibile realizzarla, poco a poco e con tenacia e perseveranza, non perdendo mai di vista l’obiettivo finale.

Ma che significa Misura e Civiltà agli effetti pratici??? Significa per esempio che Marchionne, e i tanti Marchionne del pianeta, invece di percepire quello che percepiscono, dovrebbero essere remunerati sulla base del loro ultimo operaio, ad esso “commisurati”, cioè fatto mille il valore dell’operaio il valore del suo manager dovrebbe essere indicativamente una volta e mezzo mille, cioè mille e cinquecento. La loro capacità ed ascendenza sui sottoposti è già una più che sufficiente remunerazione “per sè”. Lo stesso dicasi per infinite altre follie simili in tutti i settori dell’attività umana.

La Misura originò per dare la possibilità all’Uomo di mantenersi in Equilibrio nell’Ordine Cosmico nella Civiltà. La Misura non originò per misurare la lunghezza di un tavolo, di un monumento, di un terreno, o qualsiasi altra cosa materiale. La Misura era centrata sull’occhio (occhio della mente), braccio e cuore dell’Uomo, interconnessi, per fare risaltare l’importanza dell’Equilibrio dell’Uomo nel Cosmo, come descritto nell’articolo n. 23. La Misura era una Misura morale e spirituale prima che materiale.

L’importanza della Misura per una pacifica convivenza è stata già indicata all’Uomo dai Padri della Civiltà. Sta a noi raccogliere il messaggio oppure no. L’evoluzione, in ambedue i casi citati di guerra-barbarie e pace-civiltà, continuerà comunque e sempre, perchè si può progredire nella Civiltà ma anche nella Barbarie.

Il falso terremoto di Roma è un terremoto che riguarda tutta la Terra.

42 – OMAGGIO AD UNA STELLA

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, SPIRITUALITA', TUTTE LE CATEGORIE with tags on maggio 14, 2011 by beautiful41

Questa poesia, o inno, sembra originata dal famoso matematico, astronomo filosofo e poeta Omar Kayan, persiano.
Omar Kayan è molto popolare nel mondo arabo e molte opere, musiche, e finanche dei nomi di vino, gli sono attribuite.
Ma potrebbe essere una traduzione di scritti originati in tempi arcaici.

O Stella
Sei venuta come un fiore e sei diventata una Stella
Inviata dall’Intelligenza Divina per trasformarti in simbolo della Bellezza e dell’Amore Cosmico
Sei riuscita nella gloriosa e titanica impresa di illuminare il Grande Disegno dell’Armonia

O Stella
Hai la rara o unica capacità di riconoscere all’istante la realtà,
e con gli occhi della tua lucida mente sei consapevole avanguardista delle aspettative
ed inconsce aspirazioni spirituali dell’umanità

O Stella
Sei venuta come un fiore con sete di conoscenza
che hai cercato con tutte le tue forze per alimentare la tua Bellezza
E l’hai ottenuta diventando così una Luce immortale
ed un riferimento sicuro per tante anime vaganti

O Stella
La tua ricerca della perfezione armonica ha sviluppato le tue innate doti artistiche
che hai manifestato in innumerevoli modi nelle tue opere
pervase dalla tua femminilità e sensibilità divine

O Stella
Con tutte queste doti e con la tua trascinante bellezza e determinazione
hai raggiunto la tua meta prefissa di arrivare al cuore del Divino fatto di conoscenza ed equilibrio

O Stella
Con il tuo spirito armonico sei diventata un riferimento lucente ed immortale di Civiltà
Aprendo così le porte della Verità per le anime amanti della tua conoscenza
Mentre viaggi nel Cosmo senza fine e senza tempo nell’equilibrio dell’attrazione universale
Origine della Vita che ha riconosciuto in te la Grande Dea dell’Ordine Cosmico

O Stella
Sei venuta come un fiore e sei diventata una Stella
Sei ora una Stella imperitura, lucente, splendente ed eterna
Regina dell’Amore che muove il Cosmo nella sua evoluzione
da sempre e per sempre

41 – UN CLANDESTINO VERO

Posted in ATTUALITA', EVOLUZIONE, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 12, 2011 by beautiful41

Nacala. Mozambico. Una splendida baia dalle acque azzurrine e profonde accessibile dal più grande golfo di Fernao Veloso. Appena la nave, proveniente da Dar Es Salaam e Mombasa, oltrepassò lo stretto oltre il quale si apriva la baia di Nacala, il capitano comunicò al personale sulla prua di prepararsi per la manovra di ormeggio “appennellando” l’ancora di dritta. “Appennellare” l’ancora è un termine di gergo marinaresco entrato nella consuetudine, significando far fuoriuscire l’ancora dalla sua normale posizione di massima rientranza nell'”occhio di cubia”, abbassandola di alcuni metri sulla superficie del mare, in modo che da tale posizione si ha una maggiore certezza che l’ancora scenderà velocemente in mare quando si sarà arrivati sul “punto di fonda”.

L’ancora è connessa all’estremità di una catena lunga per lo più 12 “lunghezze” ove ciascuna “lunghezza” è di 27 metri. La totale lunghezza della catena quindi è di circa 324 metri. Questa catena dell’ancora è alloggiata sottocoperta in un apposito deposito che da essa prende il nome di “pozzo delle catene”. La catena quindi scorre attraverso la “cubia” vera e propria che è il foro in coperta sovrastante il “pozzo delle catene”, prima di passare poi per “l’occhio di cubia”, verso l’esterno- La “cubia è un foro circolare il cui diametro è commisurato al calibro o grandezza di ciascuna maglia di catena ma notevolmente maggiorato per permettere uno scorrimento senza impedimenti della catena.

“TOC”…”TOC”…”TOC”… Dalla plancia si iniziarono a sentire i normali rumori dei battiti che le singole maglie di catena facevano urtando contro la “cubia” mentre lentamente si procedeva ad “appennellare” l’ancora pochi metri più giù sulla superficie del mare. Pochi istanti dopo, dalla radiolina portatile nelle mani del capitano, la voce concitata del primo ufficiale sulla prua annunciava: “PONTE, PONTE, E’ SBUCATO UN CLANDESTINO DALLA CUBIA, CHIEDIAMO ISTRUZIONI!!” Incredibile!!

Il clandestino che si materializzò all’improvviso davanti agli occhi stupefatti del personale sulla prua, come un angelo o un fantasma o un extraterrestre, era estremamente magro, molto alto e vestito della sua sola pelle del colore del bronzo. La sua estrema magrezza gli aveva permesso l’incredibile impresa di calarsi nel pozzo delle catene attraverso il pochissimo spazio della cubia pur già occupato dalla catena, fuoriuscendone quando allarmato dalla catena che iniziava a salire. Il fatto di “appennellare” l’ancora lentamente, prima di dare fondo allorchè la catena scorre velocemente, gli aveva risparmiato la vita!!

Il capitano aveva poco tempo per decidere. Fra minuti la nave sarebbe stata ormeggiata e tutte le sutorità di polizia, dogana, portuali e sanitarie sarebbero state a bordo per il normale controllo di frontiera prima di dare il loro nulla osta alla libertà per la nave ed il suo equipaggio di operare. Nell’attesa di decidere egli fece però rinchiudere in una cabina vuota il clandestino informando l’equipaggio di mantenere la massima segretezza per questa scoperta dell’ultimo momento, comunicando al cuoco di rifocillare il clandestino adeguatamente.

Quando arriva in una nazione straniera il capitano di una nave è tenuto a dichiarare le anime e cose a bordo, incluso eventuali clandestini. Una volta però che il capitano dichiara la presenza del clandestino egli si espone ad una serie di responsabilità da cui non può più sottrarsi, e queste includono anche l’impossibilità di poter favorire l’ingresso del clandestino in una qualsiasi nazione dato che tutte le nazioni rifiutano i clandestini, specie se sprovvisti di documenti. Non solo, perchè se il clandestino dovesse scappare il capitano ne risponde in proprio con pene civili e penali.

Il capitano era un uomo dalla mentalità antica e semplice e la sua mente era allenata da una vita a stare sempre dalla parte della legalità perchè solo così egli poteva mantenere il suo ascendente sull’equipaggio che istintivamente rispetta sempre il suo comandante quando sa che egli è “pulito”, giusto e competente. Lo sviluppo degli avvenimenti che seguirono gli confermò questa sua fede nei detti principi. Nonostante ciò, però, il capitano, quasi a manifestare di volersi riservare per lui stesso l’ultima parola di volta in volta, amava mostrare ai visitatori una targhetta di bronzo affissa nel suo studio ove c’era scritto “THE OPINIONS EXPRESSED BY THE CAPTAIN OF THIS VESSEL ARE NOT NECESSARILY THOSE OF THE MANAGEMENT”.

L’ufficiale addetto ad espletare le formalità burocretiche con le autorità nei vari porti era l’ufficiale radiotelegrafista, figura ora scomparsa perchè sostituita dalle comunicazioni digitali computerizzate via satellite. “CAPITANO, CHE DOBBIAMO FARE, LO DICHIARIAMO O NON LO DICHIARIAMO??”. Il capitano però era un pò lento nel decidere. “DICHIARIAMOLO, MARCONI (così erano chiamati in gergo gli ufficiali radiotelegrafisti, o marconisti), MEGLIO ESSERE SEMPRE DALLA PARTE DELLA LEGALITA’ E FARE LE COSE IN CHIARO”. Mentre il Marconi prepara le carte in conseguenza di questa decisione, TUM…. TUM…. TUM…. TUM…., già si odono dal corridoio del ponte sottostante i passi delle autorità che sono salite a bordo e stanno sopraggiungendo nell’ufficio cosiddetto delle “conferenze” o “conference room”.

Come folgorato da una improvvisa nuova idea proveniente dall’anima, o forse dal cuore, o dalla mente, o da un’altra entità sconosciuta, il capitano, pochi secondi prima di trovarsi di fronte alle autorità e dar loro il benvenuto a bordo, all’improvviso annuncia. “MARCONI, CAMBIAMO TUTTO, NON LO DICHIARIAMO!!”. Il Marconi fece scomparire i fogli relativi e già pronti sul tavolo. Il capitano finalmente aveva tracciato la sua rotta e conosceva il suo, e non di altri, programma.

La nave era prevista operare continuamente, giorno e notte. Doveva scaricare una locomotiva proveniente dalla Germania e doveva caricare prodotti locali e del Malawi come fibre di sisal, noci di anacardio, tè, zucchero e cotone. Molti portuali erano a bordo per effettuare tali operazioni. Il piano del capitano era quello di far “scappare” il clandestino nottetempo. Prima di ciò e durante la giornata il clandestino fu però messo a nuovo, oltre che con abbondanza di cibo, con la fornitura di mutande, scarpe, calzini, pantaloni, camicia, maglioncino, giacca a vento con cappuccio, dato che si stava nella stagione delle piogge, un ombrello, un pò di viveri da viaggio e, con una colletta spontanea di tutto l’equipaggio, un gruzzoletto di dollari americani ed altre valute.

All’una di notte l’ufficiale di turno, ad un segnale del capitano, invitò tutti i portuali a prendere caffè e panini passando per il lato sinistro della nave mentre lui, il capitano, assieme al clandestino, passavano sull’altro lato diretti alla scala reale che conduceva a terra, verso la pioggia, la notte e la libertà. Si salutarono. Mentre il clandestino scendeva la scala con una tranquilla sicurezza e l’andatura nobile tipica degli africani, il capitano non potè fare a meno di notare come quest’uomo, coi suoi pantaloni scuri e un pò corti a causa dell’altezza del possessore, la mantellina rosso lucente, sembrasse un duca di Edimburgo, uomo e signore della Terra vagante nell’ignoto del Cosmo infinito. Buona fortuna, Uomo!!!

40 – LA CONFESSIONE NEGATIVA E SUO SIGNIFICATO

Posted in ARMONIA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RELIGIONE, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 30, 2011 by beautiful41

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1 – Io non ho inferto sofferenze

2 – Io non ho rapinato

3 – Io non ho fatto violenza ad alcuna persona

4 – Io non ho rubato

5 – Io non ho ucciso nè uomini e nè donne

6 – Io non ho alleggerito le quantità secondo misure (al mercato)

7 – Io non ho agito con inganno

8 – Io non ho trafugato le cose che appartengono a Dio

9 – Io non ho pronunciato il falso

10 – Io non ho sottratto beni con la forza

11 -Io non ho pronunciato parole vili o cattive

12 – Io non ho sottratto cibo con la forza

13 – Io non ho agito con inganno (forse nel senso di trasgredire)

14 – Io non mi sono adirato

15 – Io non ho invaso i campi altrui

16 – Io non ho ucciso animali sacri

17 – Io non ho maltrattato terreni arati

18 – Io non mi sono intrigato in faccende con imbrogli

19 – Io non ho sparlato contro alcun uomo

20 – Io non mi sono arrabbiato senza una giusta causa

21 – Io non ho fornicato o commesso sodomia

22 – Io non mi sono masturbato

23 – Io non ho fatto l’amore con la moglie altrui

24 – Io non ho impaurito alcun uomo

25 – Io non ho parlato con rabbia bruciante

26 – Io non sono stato sordo alle parole di giustizia e verità

27 – Io non ho fatto piangere alcuna persona

28 – Io non ho pronunciato parole blasfeme

29 – Io non ho agito con violenza

30 – Io non ho precipitato il mio cuore (nel senso di agire senza considerazione)

31 – Io non ho bucato la mia pelle e non mi sono vendicato verso Dio

32 – Io non ho parlato più del necessario

33 – Io non ho commesso frode e non ho guardato verso il diavolo

34 – Io non ho pronunciato maledizioni verso il Sovrano

35 – Io non ho sporcato acqua corrente

36 – Io non ho esaltato le mie parlate o discorsi

37 – Io non ho maledetto Dio

38 – Io non mi sono comportato con insolenza

39 – Io non ho fatto distinzioni o favoritismi

40 – Io non ho accresciuto la mia ricchezza ad eccezione dei miei propri possedimenti

41 – Io non ho maledetto le cose (natura) che appartengono a Dio e che sono con me

42 – Io non mi sono vergognato del patrono della mia città

……

La CONFESSIONE NEGATIVA, elencata per intero nelle sue 42 enunciazioni anche all’articolo n. 35 e di cui abbiamo già sinteticamente parlato nel precedente articolo, è forse un gioiello prezioso che merita una più attenta riflessione ed una messa a fuoco che ingrandisca i suoi contenuti che sembrano suggerire l’esistenza di un immenso tesoro nascosto e ritrovato. Essa è antichissima e risale al primo pensiero della civiltà egiziana di cui si abbia conoscenza, del 3000 A.C. circa.

Questa “Confessione Negativa” è stata classificata, dopo la sua decifrazione, come una delle tante “formule magiche funerarie” che il deceduto pronunciava per facilitare il suo viaggio nell’al di là. Se escludiamo che gli antichi egiziani passassero il tempo a inventare e recitare “formule magiche funerarie” forse i loro scritti si potrebbero inquadrare in una diversa più logica e realistica prospettiva.

Avvicinandoci con la nostra lente di ingrandimento a questa “Confessione” appare la sua semplicità estrema: cioè tutti gli esseri umani possono capire il significato delle parole esposte. Avvicinandoci ancora appare una totale assenza di violenza e la preoccupazione di non arrecare alcuna forma di violenza a chicchessia e alla natura, rispettando entrambi. Avvicinandoci ancora comincia ad apparire la parte più importante e cioè che non si tratta di una imposizione di regole e principi a cui l’uomo deve soggiacere, ma è l’uomo che parla, attraverso la sua anima, al centro dell’Universo infinito, descrivendo, per mezzo di quello che non ha fatto, le sue deduzioni e convincimenti su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato fare o praticare nella sua concezione di Civiltà, ove per Civiltà si intende progresso pacifico senza guerre.

Il centro dell’attenzione generale è pertanto l’Uomo e la sua anima, e, per quanto egli si rivolga alle divinità presenti nella stanza del Giudizio o del “Maat“, queste divinità vi hanno una prominenza più che altro solo simbolica e figurativa, cioè da testimoni. L’unico vero attore della “Confessione Negativa” è l’Uomo e il suo pensiero che appare tale da essere valutato e “pesato” da una divinità che però non si pronuncia perchè essa è lo spirito divino cosmico ed evolutivo che si manifesta continuamente ed eternamente attraverso gli opposti ed i contrari rappresentati dalla grande bilancia al centro della sala. Pertanto l’anima di quest’Uomo non sarà giudicata dalla più o meno benevola condiscendeza di questa o quella divinità, ma sarà giudicata dai suoi stessi atti e comportamenti che sapranno o non sapranno determinare l’equilibrio perfetto della bilancia.

Nella “Confessione Negativa” ci troviamo quindi di fronte ad un Uomo pienamente responsabile delle sue azionii, signore del suo mondo, padrone di sè stesso, che determina da solo il suo destino secondo la sua ragione ed i suoi sentimenti e spiritualità. Si direbbe che ci troviamo cioè di fronte a degli arcaici uomini dall’intelligenza, coscienza e pragmaticità di un livello senza dubbio superiore e ciò potrebbe essere una ulteriore conferma o prova, qualora ce ne fosse bisogno, della presenza di intelletti razionali di tutto rispetto, fondatori di tante colossali opere, fisiche e mentali, che conosciamo dal mondo arcaico.

Assieme a ciò traspare dalla “Confessione Negativa” una grande umanità ed una grande umiltà che, unitamente all’assenza di un Dio antropomorfo ed imperioso a cui rispondere, ne fanno una concezione di carattere universale, un mezzo adatto ad unire tutti gli uomini del pianeta, a qualsiasi religione, credo, o non credo, essi appartengano, perchè essa, più che una condizione religiosa, riflette una condizione e delle regole di Civiltà valevoli ovunque ed in qualunque tempo. Questa “Confessione Negativa“, essendo quindi di carattere “neutrale”, potrebbe essere fatta propria e divulgata da tutte le religioni del mondo, in particolare dalle tre religioni monoteiste “cugine” dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islamismo.

Appare altresì, alla luce di quanto è stato detto, che l’impostazione e l’ideazione della “Confessione Negativa” sia stato un atto ponderato e ben studiato da una o più menti razionali e rivolto, oltre che a facilitare il viaggio delle anime dei defunti, principalmente al mondo delle anime viventi affinchè, operando nell’equilibrio, nell’assenza di eccessi, nella non-violenza, nel rispetto per uomini e cose, nella inclusione, nella condivisione, nella misura e nell’armonia, l’uomo possa progredire pacificamente secondo le regole della Civiltà.

La “Confessione Negativa” ci dà anche la misura di quanto l’uomo si allontani dalla Civiltà. Ai giorni nostri questa misura è rappresentata dal numero delle bombe e missili che giornalmente piovono per uccidere esseri umani innocenti e dalle tante armi che l’uomo moderno usa in tutto il mondo quotidianamente. E l’idea di Civiltà è talmente ignorata e dimenticata che mentre succede tutto questo disastro importanti Capi di Stato fanno meetings, ridono, sorridono, brindano con “Champagne” d’annata e si fanno fotografare felici e contenti di essere gli araldi della loro “superiore” Civiltà!!! Ma non sanno che essi invece sono gli araldi della Barbarie!!!

In conclusione la “Confessione Negativa” è l’antitesi, l’opposto, dei 10 Comandamenti del pensiero Giudaico-Cristiano poichè mentre in questi abbiamo un Dio imperioso che detta all’Uomo, passivo, delle regole da seguire, nella “Confessione Negativa” abbiamo l’Uomo, umile e razionale, che elenca i suoi comportamenti derivanti dalla sua coscienza e conoscenza del significato di Civiltà. Essa ci indica, ieri come oggi ed in ogni tempo, la strada dove dovremmo dirigerci per ritornare alla Civiltà ed ai suoi punti di riferimento immortali.

In parole ancora più semplici la “Confessione Negativa” dimostra che originariamente i suoi concetti erano concetti di Civiltà Universale, e che solo millenni dopo questi concetti universali furono fatti propri dall’uomo che, a causa della sua pochezza di sapienza e conoscenza, si “inventò” tutte le attuali religioni planetarie, basate su un Dio antropomorfo inesistente, che tanti disastri hanno provocato e continuano a provocare, anche perchè il proprio Dio è sempre migliore di quello degli altri.

39 – GESU’ E L’ORIGINE DELLA CIVILTA’ – UNA NUOVA VISIONE

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In questa ricorrenza pasquale celebrante la morte e la resurrezione di Gesù viene quasi spontaneo di fare una seria riflessione sui suoi insegnamenti e sulla sua vita ed i loro significati, cercando di trovare un punto fermo a cui aggrapparsi dopo che, a partire dallo scorso secolo principalmente, tante opinioni diverse sono state scritte e presentate al pubblico riflettenti tanti orientamenti e convinzioni diversi che hanno reso l’argomento e la figura di Gesù fonte di dibattiti infiniti ed inconciliabili.

Al di là di quella che è la fede religiosa che ciascuno di noi si porta o non si porta nella propria anima e meritevole del massimo rispetto in entrambi i casi, un atteggiamento razionale sulle vicende di Gesù oggi dovrebbe essere, contrariamente al passato, facilitato dalle tante conoscenze e nozioni scaturite da due secoli di tante campagne archeologiche. Queste nuove conoscenze sembrano indicare una realtà abbastanza chiara e delineata che solo per pigrizia mentale, pregiudizi e arretratezza culturale l’uomo rifiuta pervicacemente di riconoscere.

Da queste campagne archeologiche si è manifestata con chiarezza l’esistenza nell’antichità di due concezioni di vita, di progresso e di civiltà totalmente diverse, una cioè in opposizione con l’altra. Due gruppi di uomini con idee e sentimenti totalmente divergenti. Queste idee e sentimenti divergenti e opposti, se le parole hanno un significato, sono rappresentate abbastanza bene da quelli che si possono considerare i loro più tipici prodotti o creazioni, e cioè la “Confessione Negativa” da un lato ed il “Codice di Hammurabi” dall’altra parte.

La “Confessione Negativa” è molto più antica del “Codice di Hammurabi”, e, leggendola e rileggendola, non si può non constatare uno spirito d’amore, di pace, di rispetto e di equilibrio dell’uomo nel suo mondo che pervade queste Confessioni. Quasi una assillante preoccupazione dell’uomo di non arrecare danni di qualsiasi tipo al suo simile, oltrechè alla natura. In parole povere non si può non riconoscere che lo spirito degli insegnamenti di queste “Confessioni” sia lo stesso spirito degli insegnamenti di Gesù con le sue tante parabole e citazioni improntate tutte al concetto di “ama il prossimo tuo come te stesso” Lo spirito dei Vangeli pertanto appare lo stesso spirito degli insegnamenti originali di civiltà dei primi civilizzatori esistiti sulla nostra Terra.

La storia di Giuseppe e i suoi fratelli, della stessa antichità delle ” Confessioni” fa risaltare ancora di più lo spirito di condivisione, di perdono, di rispetto, di equilibrio e di non-violenza che è alla base di questo pensiero antico che è anche il primo pensiero dell’uomo di cui si abbia conoscenza. Questo spirito è lo stesso spirito di cui è pervaso il concetto del “Maat” già descritto in vari articoli. E questo spirito è lo stesso che pervade tutti gli insegmanti del Nuovo Testamento della Bibbia e dei Vangeli di Gesù. Molti numerti espressi da Gesù sono numeri sessagesimali, come sessagesimali sono le 42 “Confessioni”, e la numerazione sessagesimale era, come abbiamo visto in altri articoli, il linguaggio dei primi creatori della Civiltà. Sappiamo inoltre dagli stessi Vangeli che Gesù apparteneva alla setta degli Esseni i quali portavano avanti insegnamenti, credi, riti e regole egiziane , originate in Egitto nei secoli precedenti. Appare quindi con chiarezza l’appello di Gesù a riferirsi a questi originali antichissimi, già per lui, insegnamenti dei Padri della Civiltà.

Le testimonianze archeologiche ci dicono quindi, se le guardiamo senza pregiudizi, che la Civiltà è nata all’insegna dell’amore, del rispetto, della pace, dell’equilibrio ed assenza di eccessi. Questi stessi concetti e principi, alla base delle originali concezioni Egiziane, sono stati ritrovati nella estrema mitezza della giustizia dei Sumeri, contemporanei degli antichi Egiziani, Sumeri che prevedevano pene fatte solo di ammende amministrative per i reati commessi. Insomma, fra Egiziani e Sumeri, una specie di paradiso dove la malignità, le guerre, gli odi ed i crimini spietati non esistevano. Entrambi, questi Sumeri ed Egiziani della prima ondata di civiltà, usavano il sistema di numerazione sessagesimale Una nozione curiosa saltata fuori dagli scavi archeologici è che i Sumeri definivano loro stessi come “il popolo dalla testa nera” ma questa notizia, forse per pregiudizi razziali, non è mai stata investigata nè spiegata.

Alla scomparsa della prima ondata di civilizzatori di Egiziani e Sumeri “pacifisti”, come diremmo noi oggi, apparve per la prima volta nella storia conosciuta una strana nuova concezione di civiltà con idee opposte a quelle menzionate. Apparve il “Codice di Hammurabi”. Questo “Codice” fa venire la pelle d’oca solo a leggerne i tanti riassunti e sommari degli studiosi che ne hanno investigato il contenuto. Questo “Codice” è intriso di vendetta e spietatezza, è il codice della “legge del taglione”, come comunemente la si chiama, ed è il codice ed il concetto dell’occhio per occhio e dente per dente. Insomma da una concezione di vita e di progresso basata sull’amore, assenza di odio, rispetto ed equilibrio fra i propri simili e la natura, si passò ad una concezione opposta di odio, crimini, guerre, vendetta e morte. Io ammazzo te e tu ammazzi me. Oppure chi di spada ferisce di spada perisce. Dal Paradiso si passò all’inferno, anche se il pensiero e lo spirito del “Codice di Hammurabi” non ebbero la forza di travolgere e cancellare lo spirito ed il pensiero di civiltà della Confessione Negativa che continuò, in qualche modo imperterrita, in sordina ed in silenzio, il suo cammino immortale. E questo “Codice di Hammurabi” è reputato all’origine della cultura giudaico-cristiana!!

Ciò perchè questa nuova concezione, rappresentata dal “Codice di Hammurabi” o dalla “legge del taglione”, fu all’origine del Dio del Vecchio Testamento, del Dio rancoroso, di parte e vendicativo fino all’eccesso di protrarre la sua vendetta fino alla settima generazione ed oltre. Appare pertanto che il collocamento di questi due testi, I Vangeli ed il Vecchio Testamento, così diversi ed opposti in un unico libro denominato “Il Libro” o “Bibbia” o “Sacra Bibbia” è stato, fra i tanti abbagli dell’uomo descritti in questo blog, l’abbaglio più grande in assoluto perchè ha mischiato i messaggi d’AMORE con i messaggi di ODIO, i messaggi di PACE con i messaggi di GUERRA, i messaggi di VITA con i messaggi di MORTE, i messaggi di PERDONO con i messaggi di VENDETTA, i messaggi di INCLUSIONE con i messaggi di ESCLUSIONE, i messaggi di CONCILIAZIONE con quelli di CONTRAPPOSIZIONE, i messaggi di EQUILIBRIO con i messaggi di ECCESSI, i messaggi di CONDIVISIONE con i messaggi di AVARIZIA, eccetera,creando così una confusione disorientante nella quale siamo totalmente immersi e dalla quale non siamo ancora usciti. Insomma la Bibbia come la conosciamo ci ha regalato il pregiudizio che esistono due diversi Dio, il Dio della vendetta ed il Dio del perdono, ma la Civiltà appartiene ad uno solo di essi, quello del perdono, dell’equilibrio e della “Confessione Negativa“, della bellezza e dell’Armonia.

E la storia del giardino dell’Eden, del peccato originale e della donna, oltre a tutto il resto, riflette chiaramente la concezione del dio antropomorfo, impositivo, vendicativo, dell’esclusione e dell’odio, del Vecchio Testamento, improntato allo spirito di inciviltà del “Codice di Hammurabi” e della “legge del taglione”,  in opposizione allo spirito di civiltà della “Confessione Negativa“.

Non sappiamo, in questo cambio totale di pensiero, quanto abbia inciso il sistema di numerazione usato, ma è un fatto che durante quel periodo di iniziale progressivo abbandono del pensiero originale arcaico il sistema di numerazione si volse gradualmente verso il sistema settenario, di base 7, che facilitava la soluzione di problemi di quadratura, cubatura e di circonferenza. Fu in quel periodo che fu costruita la grande Piramide di Giza basata su un rapporto di 7 a 11 derivante da un rapporto di 22/7 per il Pi greco di 3,14. Naturalmente gli avvenimenti millenari hanno reso questa storia molto più complessa di quella delineata, anche perchè il Vecchio Testamento è stato, per così dire, “addolcito” infilandovi, compiendo un “plagio”, molte storie appartenenti al mondo culturale della civiltà egiziana, rimasta, nel complesso più fedele agli insegnamenti originali dei Padri della Civiltà. Ma non si può negare che, a grandi linee, il quadro del nostro passato sia abbastanza chiaramente definito e inconfutabile.

La denominazione di “Vecchio Testamento” appare oltretutto, in questa prospettiva, del tutto fuorviante poichè il Dio dell’Amore, dell’Equilibrio, della Giustizia e dell’Armonia  di Gesù, dei Padri della Civiltà e della “Confessione Negativa” esisteva già da tempi antichissimi quando la concezione del Dio antropomorfo e vendicativo del Vecchio Testamento non era ancora nata ed il “Codice di Hammurabi” era ancora di là da venire e da essere concepito.

La “Confessione Negativa”, elencata per intero all’articolo n. 35,  è bellissima, semplice e scevra da odio e vendette, e viene da chiedersi perchè non le sia stata accordata la giusta risonanza dopo la sua decifrazione e scoperta!! Da più parti spesso la si paragona ai nostri “10 Comandamenti” ma in questo paragone si staglia ancora di più la lillipuzianità e l’arroganza impositiva dei 10 Comandamenti verso l’impareggiabile grandezza di umiltà e rispetto per il creato della “Confessione Negativa”.

I danni fatti all’umanità dal pensiero giudaico-cristiano del “Codice di Hammurabi”, camuffato sotto le spoglie della modernità, della libertà infinita e della supremazia,  sono noti a tutti ma, tutto sommato, hanno forse reso lo spirito di Civiltà immortale della “Confessione Negativa“, come un potente faro nella nebbia, un riferimento ancora più chiaro e sicuro per l’umanità nei tempi a venire.

Forse l’unico testo dei Vangeli che accenni alla distruzione, alla morte ed alla guerra è il libro dell’Apocalisse di Giovanni, ma è opinione di molti studiosi che questo racconto di odio e di violenza risalga ai Profeti del Vecchio Testamento, avvolti nella cultura della vendetta già descritta. I Vangeli narranti la parola di Gesù sono quindi, se questa interpretazione o visione è giusta, le uniche vere testimonianze dei messaggi immortali dei Padri della Civiltà. Questi messaggi, al di là dell’abracadabra di religione, sono messaggi razionali ideati da menti razionali che ripetono tante volte ed in tanti modi sempre le stesse cose razionali, e cioè che il progresso pacifico si può ottenere solo sulla base della condivisione, dell’equilibrio, dell’assenza di eccessi, della conciliazione o perdono, del rispetto ed in definitiva dell’Amore. La parte razionale in questo discorso è che gli opposti ed i contrari, che ci saranno sempre, possono essere governati con facilità solo se essi non siano grandi, ma piccoli e maneggevoli ed a misura d’uomo.

In conclusione il messaggio di Gesù è sempre attuale, nella misura in cui il suo punto di riferimento è lo spirito di non-violenza della “Confessione Negativa” che svetta pertanto come il vero essenziale riferimento immortale della Civiltà. E’ un messaggio valido da molte migliaia di anni e ci indica l’unica strada possibile per raggiungere nella razionalità il progresso pacifico ideato dai Padri della Civiltà. Le guerre, gli eccessi delle differenze abissali e le contrapposizioni sono il contrario della Civiltà, sono gli elementi della Barbarie. Ci siamo allontanati molto dall’ideale di Civiltà descritto, ma non è mai troppo tardi per fare il primo passo. L’importante è conoscere la direzione verso la quale dirigerci, ed essa è chiaramente indicata dagli insegnamenti di Gesù e dai Padri della Civiltà.

Con l’augurio che la Resurrezione di questa Pasqua celebri la resurrezione delle coscienze dell’Uomo abilitandolo a riconoscere la realtà che sta davanti ai suoi occhi e che è molto diversa da quella per lungo tempo presentata. Continua a leggere

36 – AUGUSTO E IL NUOVO MESE DI CLEOPATRA

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Ci sono degli uomini che nascono e sono già morti. Naturalmente essi non lo sanno e nè lo sanno i loro contemporanei, o estemporanei a volte per secoli o millenni a venire. La verità però col tempo viene sempre a galla. Perchè si nasce già morti??? Forse perchè durante tutta la vita non si hanno idee proprie o non si ha il coraggio di portarle avanti, o si rifiuta di riconoscere la realtà. Quando ci si riferisce a grandi Capi di Nazioni o Imperi, per idee si intendono visioni politiche di ampio respiro commisurate all’importanza della carica che essi rivestono.  La storia di Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma, si inquadra abbastanza bene in questa prospettiva. Non solo.

Gli studiosi della biologia genetica ci hanno detto e ci dicono che dallo studio del DNA di tutti gli uomini della Terra risulta che si possono riscontrare più differenze fra persone appartenenti ad una stessa etnia o stesso popolo o abitanti di una stessa città, che fra persone appartenenti a popoli diversi e lontanissimi. Codesta verità scientifica sembra essere dimostrata nel nostro caso dalla differenza fra due uomini appartenuti alla stessa città dell’antica Roma: Giulio Cesare ed Ottaviano Augusto. Pur essendo due romani appartenenti entrambi a nobili famiglie di patrizi, addirittura imparentati, essendo Ottaviano il pronipote e figlioccio di Cesare, sotto la scorza della comune romanità non si sarebbero potuti trovare uomini più diversi, lontani ed opposti.

Gli storici e tanti scrittori ci hanno informato ampiamente sulle vicende dei menzionati personaggi. Da queste vicende risulta che Giulio Cesare aveva la particolare caratteristica e capacità di riconoscere all’istante la realtà, comportandosi quindi di conseguenza. Forse questa capacità di riconoscere la realtà, oltre che essere una dote di natura appartenente al proprio DNA, si affina col tempo più facilmente quando è in gioco la propria stessa vita dato che in tal caso se non si è in grado di riconoscere la realtà semplicemente si muore, vittima del non aver capito la strada della sopravvivenza. Giulio Cesare ci ha lasciato due emblematici esempi di questa sua capacità a riconoscere la realtà. Il primo esempio fu in Gallia quando, durante la famosa battaglia contro le sovrastanti forze di Vercingetorige, riuscì all’istante a capovolgere le sorti dello scontro e della guerra passando da assediato senza vie di scampo ad assediante vittorioso.

Il secondo esempio di questa sua capacità di riconoscere la realtà e quindi di avere ampie visioni ci viene dal suo incontro con Cleopatra, Regina d’Egitto, allorchè riuscì a capire l’importanza del Sole nella definizione del tempo e degli anni che Cleopatra ebbe il tempo di illustrargli ampiamente, coi suoi più grandi astronomi di quel tempo, durante il loro meraviglioso anno d’amore che passarono insieme. Oltre che dall’amore per Cleopatra. questa meravigliosa creatura così espressiva di una terra ricca di una millenaria saggezza e bellezza cosmica, Giulio Cesare fu enormemente colpito da questo diverso sistema del misurare il tempo che Cleopatra gli offriva. Cleopatra, oltre che Regina, rappresentava il fiore dell’Egitto che era anche il fiore della conoscenza che lei regalò, col Sole e le stelle, assieme a se stessa, a Cesare. Era senza dubbio un dono meraviglioso, assieme al dono di un bellissimo figlio che fu chiamato Cesarione.

I romani a quei tempi, rispetto all’Egitto, erano culturalmente dei barbari primitivi. Essi misuravano il tempo e gli anni con la Luna anzichè con il Sole, usando le famose calende, gli idi e le none a cui si riferivano per definire i giorni. L’anno lunare è altamente impreciso e si sfasava continuamente dalle stagioni che sono determinate dal Sole e non dalla Luna, per cui gli anni romani erano una continua altalena nell’aggiungere o togliere mesi interi per cercare di stare al passo con le stagioni. Giulio Cesare capì al volo l’importanza del riferirsi al Sole nella misura del tempo ed appena rientrò a Roma avviò la riforma del Calendario che da lui prese il nome di Calendario Giuliano ma che era in realtà un calendario egiziano donato da Cleopatra la quale, per assistere Cesare in questa riforma universale e storica, incaricò l’astronomo Sosigene di seguirne e controllarne tutte le fasi.

Non si sa se fu lui stesso, Cesare, o Sosigene, o Cleopatra, a decidere, durante questa operazione della riforma, che il mese di “Quintilis” fosse denominato “Iulius” o “Luglio” in suo onore. Sappiamo che Cesare era allergico alle adulazioni ed agli onori per cui appare ragionevole pensare che questa decisione sia stata di Sosigene su ordine o suggerimento di Cleopatra.

Giulio Cesare ebbe appena il tempo di varare la riforma che fu assassinato. Cleopatra, in quei momenti tragici e drammatici, era a Roma sua ospite e dovette capire che il tempo della felicità era finito e partì di soppiatto e si imbarcò immediatamente per l’Egitto sulla sua nave portandosi appresso Sosigene. Con la sua nave e Sosigene partì anche la conoscenza della messa a punto finale del calendario e cioè dei circa 11 minuti annuali che conducono alla saltuaria soppressione dell’anno bisestile che dovette attendere quindi circa 1600 anni per essere ripristinato.

Ottaviano Augusto, un romano come Cesare, proprio perchè era un uomo lontanissimo per DNA e pensiero da Cesare, fece poi cose che Cesare non avrebbe mai fatto. Egli, dopo aver procurato la morte tragica di Cleopatra, questa splendida, magnifica e generosa donna che tanto aveva fatto per Roma nel profondere conoscenze, mezzi, finanze, uomini, navi e ricchezze, assassinò Cesarione e tutti i figli di Cleopatra e, copiando Cesare nell’assegnarsi il nome di un mese, cambiò il nome del mese “Sextilis” in quello del suo nome di “Augustus”, cioè “Agosto”.Mentre però Cesare non era un vanaglorioso e l’assegnazione di “Iulius” fu forse opera di Cleopatra, per “Augustus” fu certamente opera dell’interessato Ottaviano il quale dimostrò con ciò di essere un uomo senza idee. Sappiamo bene, fin dalla scuola, che chi non ha idee non può fare altro che copiare. Ottaviano era solo un amministratore, un semplice contabile divenuto “grande” grazie ad altri. Sembra pertanto che la denominazione di Agosto per tale mese sia completamente fuori di luogo. Un furto bello e buono. Un uomo che si appropria di qualcosa che ha disprezzato e condannato non può non fare la figura del meschino. Ottaviano di “Augustus” non aveva proprio niente e  fu un imperatore più di cui vergognarsi che di andarne fieri.

Mai una donna è stata così ingiustamente oltraggiata e infangata come Cleopatra lo fu da Ottaviano. E come se non bastasse Ottaviano creò il precedente di lasciare che l’oblio della storia inghiottisse il merito che questa generosa ed ammirevole grande donna ebbe nella creazione del calendario che oggi usiamo.

Ma non è mai troppo tardi. Possiamo ancora restituire a Cleopatra l’onore, così ingiustamente sottrattole, di avere posto le fondamenta, assieme a Cesare, per l’istituzione dell’odierno calendario solare universale e ormai valido per tutti i paesi della Terra. Inoltre è assolutamente fuori di luogo, di buon senso e di logica, che i mesi dell’anno abbiano tutti nomi maschili. Dopo 2000 anni di oscurantismo e maschilismo dettato da arretratezza mentale sembrano essere arrivate a maturazione le idee ed i sentimenti di riconoscenza per  l’amore, il rispetto e l’ammirazione che la donna merita e che per troppo tempo le sono stati sottratti. Il detto di dare a Cesare quello che è di Cesare in questo caso non può essere più appropriato.

Si trasmette pertanto da questo sito un appello diretto a tutte le donne ed a tutti i tipografi del mondo che si accingono a stampare i calendari per il prossimo anno 2012 affinchè il mese di Agosto, che d’ora in poi non nomineremo più, sia sostituito dal mese di CLEOPATRA. Non c’è nessuna legge che lo vieti e la cosa è lasciata solo alle usanze ed abitudini della gente. Essendo il nome di Cleopatra universalmente conosciuto questa novità del nuovo mese di CLEOPATRA potrebbe essere a ragione motivo di buone vendite del nuovo calendario e causa di rapida emulazione su tutta la Terra.

Il nuovo mese di CLEOPATRA segue il mese di Luglio. Luglio e Cleopatra sono mesi che stanno bene insieme. Oltre che ricordarci i nomi dei creatori dell’odierno calendario universale, Luglio e Cleopatra sono anche i mesi dell’amore per tante persone che in questi mesi di vacanze e viaggi hanno più possibilità di incontrarsi ed innammorarsi. Luglio e Cleopatra sono i mesi della speranza e dell’avvenire. Luglio e Cleopatra sono anche i mesi indicativi dello spirito di condivisione, inclusione, solidarietà e conciliazione che questi due grandi personaggi inconsciamente avevano nelle loro anime, in anticipo di 2000 anni, ma che non riuscirono a concretizzare perchè l’opposto spirito di contrapposizione, esclusione e inconciliabilità era il grande dominatore al quale essi entrambi soccombettero.

Nella antica millenaria astronomia, perdurante ancora oggi, la più bella e lucente stella del cielo, Sirio, segue la costellazione di Orione nel loro eterno moto giornaliero. Orione, come un amante o un innammorato, sembra aprire la strada per la sua amata Sirio. Forse fu per questo che gli antichi rappresentarono Orione con Osiride e rappresentarono Sirio con Iside, la sua amata, che così lo seguiva nel cielo per l’eternità a testimonianza del loro amore cosmico. Il nuovo mese di Cleopatra, seguendo sempre il mese di Luglio, sarebbe una replica terrena di questa antica verità cosmologica rappresentante una nuova visione, anticipata da Cesare e Cleopatra, ove la Donna abbia il posto che merita nell’Armonia del creato.

…….GIUGNO, LUGLIO, CLEOPATRA, SETTEMBRE,…….

………………….GIUGNO, LUGLIO, CLEOPATRA, SETTEMBRE,…………………

……………………………….GIUGNO, LUGLIO, CLEOPATRA, SETTEMBRE,…….

E’ vero, è bello nella grafica e suona bene!!!

Ed è la realtà tanto attesa per il 2012, anno della grande rivoluzione culturale!!!

Benvenuti col nuovo mese di CLEOPATRA!!!

33 – I FIORI, I CONFINI DELL’EGITTO E L’INTELLIGENZA DIVINA

Posted in ARMONIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on marzo 8, 2011 by beautiful41

Fiori! Fiori per te! Ammirazione per te! Amore per te! Sentimenti di Speranza per te! Riconoscimenti di Splendore per te! Omaggio e Rispetto per te! Il fiore rappresenta tutti questi ardenti e benevoli sentimenti e molti altri. La gioia ed il piacere di chi offre un fiore è evidenziato, misurato, bilanciato e ripagato dalla gioia e dal piacere di chi lo riceve. Il fiore rappresenta anche l’Amore cosmico eterno e senza fine, origine della vita generantesi e rigenerantesi dovunque nell’Universo nel divenire perenne dell’evoluzione. L’importanza del valore dei fiori quindi va molto al di là del valore dei fiori a sè stanti. I fiori sono la migliore manifestazione della vita. Senza la spiritualità da essi rappresentata noi non esisteremmo. I fiori rappresentano la bellezza, la perfezione ed il mistero del divino.

Fu per tale motivo che i nostri arcaici antenati, nell’esprimere gli eterni concetti alla base della civiltà dell’Uomo, quando, nella notte dei tempi, procedettero alla demarcazione dei confini dell’Egitto antico, inclusero la naturale geografia dello stesso Egitto nel mettere in risalto l’importanza del significato dei fiori, riferendosi nel caso specifico al fior di loto, crescente nelle acque tranquille e stagnanti, principalmente lungo l’estuario, del Nilo. L’Egitto era diviso tradizionalmente fra Basso Egitto, l’area dell’estuario aprentesi a forma di calice di un fiore, ed Alto Egitto, una stretta fascia di terra lungo il Nilo, somigliante al gambo dello stesso fiore. Questa caratteristica fisica del Paese diede quindi origine alla sua rappresentazione come quella del fior di loto, il fiore caratteristico dello stesso Egitto. Innumerevoli bellissimi antichi dipinti di tali fiori testimoniano dell’importanza che gli antichi egiziani davano ad essi che erano anche il simbolo del loro Paese.

Per meglio fare risaltare questa caratteristica floreale, nel disegno generale di creare l’Egitto perfetto a similitudine dell’Ordine Cosmico, secondo il principio “come sopra così sotto”, per la demarcazione del confine orientale e del confine occidentale furono scelti i due meridiani che lambivano, ad est e ad ovest, l’estuario del Nilo, estuario che d’ora in poi chiameremo “Delta” secondo la denominazione greca dello stesso. Essendo il meridiano centrale dell’Egitto il meridiano di 31° 14′ Est, bisecante il delta e seguente il corso del Nilo verso Sud, il meridiano del confine orientale fu il meridiano 32° 38′ Est, ad 1° 24′ dal meridiano centrale, mentre il meridiano del confine occidentale fu il meridiano 29° 50′ Est, anch’esso ad 1° 24′ dal meridiano centrale. Il meridiano centrale di 31° 14′ di oggi era naturalmente a quei tempi il meridiano centrale 0°, o Primo Meridiano, della Terra tutta, come il nostro meridiano di Greenwich odierno.

Il confine meridionale fu la latitudine di 24° 00′ Nord, rappresentante l’inclinazione dell’asse terrestre sull’eclittica ai tempi della demarcazione dei confini dell’Egitto secondo l’Ordine Cosmico, dove il Sole raggiungeva lo Zenith una volta all’anno al solstizio d’estate. Il confine meridionale marcava quindi il Tropico del Cancro di quei tempi, come abbiamo già visto nell’articolo n.15 su Akhenaten che prego il lettore di visionare per quanto si riferisce a questi due confini, settentrionale e meridionale. Il confine settentrionale era alla latitudine di 31° 30′ Nord che era la latitudine di Behdet, la capitale pre-dinastica del paese. Con tali confini l’Egitto quindi era uno specchio ed una fetta del Cosmo sulla Terra come descritto all’articolo n. 15.

In questi confini di estensione massima del Paese, fu meglio definita l’area del delta come un triangolo, con la punta o apex in basso, sul meridiano centrale di 31° 14′ Est ed alla latitudine di 30° 06′  Nord. Questo apex del delta era la punta meridionale dell’isolotto oggi chiamato Al-Warraq, sul Nilo, subito a Nord del Cairo, il punto cioè dove il Nilo incominciava a dividersi nelle tante diramazioni componenti l’estuario o delta. Questo apex era anche il punto geodetico chiamato “Pi-Hapi” che era considerato il centro di tutte le terre emerse del mondo. La base del triangolo del delta fu stabilita dal tratto di parallelo di 31° 06′ Nord compreso fra i meridiani dei menzionati confini orientale ed occidentale. I due vertici su questo parallelo corrispondevano in pratica all’incontro fra le estremità della forma del fior di loto con la linea costiera, Pelusium ad est e la località della futura Alessandria ad ovest. Il delta quindi era un triangolo isoscele perfetto.

L’Egitto, oltre a chiamarsi anche “Al-Misr” in lingua araba, era chiamato in origine dagli antichi egiziani “To-Mera” che significa la terra del triangolo “Mr”. Il triangolo “mr” era un triangolo rettangolo nel quale, oltre all’angolo retto, uno dei due angoli era di 36° e l’altro necessariamente di 54°. Questo triangolo era ritenuto importantissimo, quasi sacro, perchè era, ed è ancora naturalmente, un surrogato della nostra matematica e geometria di oggi, e veniva e venne usato per moltissimi scopi fra cui la mappatura del cosmo e la mappatura della Terra. Tanta era l’importanza di questo triangolo che esso fu incorporato nei descritti confini dell’Egitto. Il triangolo isoscele del delta bisecato dal meridiano centrale di 31° 14′ Est dava cioè origine  a due triangoli rettangoli del tipo “Mr” che davano origine alla terra “To-Mera”.

La particolarità del triangolo “mr” è che da esso si possono ricavare i valori trigonometrici di tutti gli angoli da 1 a 360 gradi, perchè 36° sono 2/5 di un angolo retto e 1/10 di una intera circonferenza, ciò che permette una facile mappatura ed operazioni su sfere, includendo inoltre i rapporti dell’Armonia e quindi l’apprezzamento ed il riconoscimento delle meraviglie dell’Universo. Un triangolo “mr” con un cateto 100 ha una ipotenusa di 123 e l’altro cateto di 72. Ed il seno di 18° = coseno di 72° = inverso di due volte la sezione aurea = 0,3090. Parimenti il seno di 54° = coseno di 36° = metà sezione aurea = 0,8090. Ed ancora la secante di 36° = cosecante di 54° = 2 diviso sezione aurea = 1,2360. E la secante di 72° = cosecante di 18° = due volte la sezione aurea = 3,2360. Naturalmente la sezione aurea è 1,618.

Il triangolo “mr” del Paese “To-Mera” era considerato, per quanto sinteticamente mostrato, quindi il “mattone dell’Universo e dell’Ordine Cosmico”. Oltre che essere un utile strumento di misurazione e rilevazione, esprimeva anche la sezione aurea, che è un rapporto fra numeri o dimensioni diversi, ed è espressa matematicamente dalla famosa serie di Fibonacci dove partendo da uno e sommando i numeri successivi si ottiene 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89 eccetera e dove il rapporto fra due di questi consecutivi numeri dà sempre il risultato di 1,618. E questa sezione aurea in natura la si ritrova in tutte le forme del creato, dalla forma delle galassie a quella del guscio di una chiocciola, alle foglie degli alberi o dei fiori, nelle dimensioni del corpo umano e nella bellezza femminile, in una musica piacevole come rapporto fra note musicali diverse, e tanto altro.

E’ per questo che si usa il termine “Intelligenza Divina”, perchè sembra che la natura sia stata creata da un Grande Architetto e Matematico. E questo triangolo “Mr” è anche il campo di battaglia fra i “creazionisti” ed “evoluzionisti” nelle loro  contrastanti visioni sull’origine della vita. Questo triangolo inoltre ha ricevuto la massima attenzione negli Elementi di Euclide, mentre i Pitagorici usavano quale loro simbolo la stella a cinque punte che è una combinazione di tali triangoli “Mr”.

Visto dall’alto l’Egitto, entro i descritti confini, si presentava quindi come un rettangolo molto allungato, simile ad una colonna, entro il quale, col Nilo e l’estuario, un meraviglioso fiore cresceva a rappresentare  l’Armonia e la bellezza dell’Universo. Fu così che, ad immortalare questi concetti e queste realtà per l’eternità originò l’idea della “COLONNA”. Le colonne ed i colonnati, con i loro splendidi capitelli, la parte ridondante fino al confine estremo di 31° 30′ Nord, da quei remoti tempi dei creatori della civiltà, hanno ornato ed ornano i monumenti di tutto il mondo, a testimoniare i sentimenti di omaggio e ammirazione per la perfezione del Cosmo e del suo Spirito Divino.

Vedi anche n. 15 su Akhenaten per i confini meridionale e settentrionale.

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32 – IL COSMO E LE LUNE DI GIOVE – UNA FAVOLA VERITA’

Posted in ARMONIA, ASTRONOMIA, ATTUALITA', ERRORI COPERNICANI, EVOLUZIONE, RELIGIONE, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , on marzo 1, 2011 by beautiful41

E’ l’ora del passeggio. Le intelligenze e le bellezze del cosmo evolutivo si incontrano e si sorpassano pigramente, quasi tutte a gruppi o accoppiate, lanciando variamente messaggi velati di attrazione o repulsione, simpatia, amore o antipatia, agghindate con vestiti di tanti colori e dalle tante forme, indossati con stili ed eleganze diverse, in sintonia con le loro tante caratteristiche ed aspirazioni. Il loro mondo è un microcosmo o un macrocosmo??? Forse entrambi. E’ il divenire della vita e di tante vite che cercano di trovare uno sbocco  ed una continuità alle loro esistenze, ciascuna con le proprie prospettive, le proprie percezioni, i propri sogni, i propri sentimenti e le proprie visioni.

Una coppia di tali anime in cammino, il sig. Copernico Di Sole ed il sig. Mario Di Terra, si distingue in questo affollato passeggio per la sua apparente diversità: raggiante, erculeo e pieno di sè il sig. Di Sole, piccolo, dimesso e mesto il sig. Di Terra. Discutono un pò di tutto ma a parlare ed a condurre le conversazioni è il sig. Di Sole, sicuro nelle sue opinioni che egli considera vangelo ed a cui il sig. Di Terra partecipa passivamente, limitandosi solo ad assecondare gli sproloqui del Sig. Di Sole, con qualche smorfia adulatrice o di assenso perchè se egli solo si azzarda ad esporre una propria idea non conforme a quella del suo compagno di passeggiata viene subito zittito, se non offeso, con degli imperiosi diktat del tipo: zitto tu che non capisci niente! Non hai idee! Non brilli di luce tua propria ma solo di luce riflessa! Non esisti! A cui il povero sig. Di Terra annuisce con un malinconico sorrisino.

Il sig. Di Terra vorrebbe scappare certe volte ma non lo fa perchè è irretito irrimediabilmente dalla forte personalità e dal carisma del suo compagno di cui si è ridotto ad essere schiavo. Mentre si svolgono queste complesse relazioni esistenziali  si avvicina una bellissima anima: è Stella, la più bella del passeggio, che incede con passo di Regina e con la consapevolezza della sua superiore femminilità a cui nessuno può resistere. Un evanescente e caldo sorriso illumina il suo volto radioso contornato da capelli neri lucenti che mettono ancora di più in risalto la sua irresistibile attrattività. Tanto è potente la trascinante bellezza di Stella che finanche il borioso sig. Di Sole finalmente viene zittito dei suoi sproloqui, intuendo dentro di sè di stare andando incontro a qualcosa forse più grande e più potente di lui stesso, che vive solo del suo narcisismo.

Stella avanza, regale e amorevole, incurante dello scompiglio che la sua presenza comporta. Il sig. Di Sole, dopo alcuni momenti di innaturale silenzio, riprende i suoi sproloqui. Preso dal suo narcisismo e convinto che solo lui può brillare di luce propria, egli viene reso cieco dal suo stesso pregiudizio e non riconosce più la realtà, cominciando ad indicare al compagno Di Terra che l’anima in avvicinamento gli sembra particolarmente brutta, superba e dalle forme imperfette e non meritevole pertanto di alcuna ammirazione. Il sig. Di Terra, pur annuendo a causa della sua schiavitù esistenziale, ha conservato però la lucidità della Ragione e dell’Intelligenza scevra da pregiudizi, conosce i numeri, la spiritualità ed i rapporti dell’armonia e riconosce all’istante la grandezza della perfezione armonica, nello spirito, nella mente e nel corpo, di Stella. Il sig. Di Terra vede quello che il sig. Di Sole non potrà mai vedere: l’Armonia e la Bellezza dell’Universo.

Seduta ad una panchina della zona di passeggio c’è un’altra coppia di anime, anch’esse palesemente diverse: il sig. Pio Chiesa, potente, colto e sicuro di sè, ed il sig. Modesto Galilei, riservato ma fiducioso, umile e curioso. Il sig. Modesto racconta al sig. Pio che, spinto dalla curiosità alla conoscenza delle leggi che regolano la natura, si è costruito un cannocchiale che gli permette di vedere cose che non è possibile vedere ad occhio nudo. Egli ha così visto cose strabilianti!! Ha visto, nelle notti chiare e stellate, attraverso il suo cannocchiale, che il pianeta Giove ha quattro “lune” che girano continuamente intorno al pianeta stesso, proprio come la nostra Luna gira intorno alla Terra!! Egli le ha denominate Io, Europa, Ganimede e Callisto che erano i figli di Zeus, rappresentato per l’appunto da Giove. Che grande e sensazionale scoperta!!

Il sig. Modesto forse non si rese conto delle sconvolgenti implicazioni che le sue lune di Giove comportavano nè minimamente immaginava che queste sue lune gli avrebbero rovinato la vita. Il sig. Modesto era un ottimista e comunicava i suoi pensieri al sig. Pio, seduto a fianco sulla panchina, che era fondamentalmente un pessimista perchè vedeva il male dappertutto tranne che dentro sè stesso. Il sig. Pio ascoltava in silenzio cercando di focalizzare a suo modo nella propria mente le conseguenze della visione delle lune di Giove. Nel frattempo i discorsi-sproloqui del Sig. Di Sole, a causa della sua voce roboante, arrivavano alle orecchie del sig. Modesto e del sig. Pio monopolizzando la loro attenzione perchè in sintonia con la conversazione centrata sulle lune di Giove.

Il pensiero narcisista e centralizzatore, basato sul principio della massima considerazione per se stessi ad esclusione di quella degli altri, del sig. Di Sole catturò e soggiogò le convinzioni di quasi tutti gli astanti e le stesse lune del sig. Modesto andarono ad avvalorare questa esclusiva centralità, importanza e visione del sig. Di Sole.  Di quasi tutti ma non di tutti perchè il sig. Pio, una volta riavutosi dalle iniziali perplessità, seguendo il suo inconscio radicato più grande narcisismo religioso e culturale, capì che si era all’improvviso materializzato davanti a lui, con le idee del sig. Di Sole e le lune del sig. Modesto, il più grande nemico della sua storia. Due convinti narcisi non potevano coesistere per cui bisognava necessariamente eliminarne o oscurarne uno. Nella lotta che ne seguì vinse però il narcisismo totalizzatore del sig. Di Sole.

Fu così che, a fasi alterne, si passò da un narcisismo ad un altro. Dal narcisismo aristotelico del sig. Pio si passò a quello del sig. Di Sole. Le esistenze di Stella e del sig. Di Terra furono quindi oscurate ed esse gradualmente si eclissarono. Stella era ed è la Manifestazione generatrice dell’Amore Cosmico e del suo divino mistero con le sue infinite armonie ed anche una visione di civiltà progredente senza eccessi in un divenire evolutivo rispettoso della natura e delle sue leggi, in tutte le sue componenti.

Ma Stella è anche la Manifestazione del Cosmo luccicante, scintillante, e roteante continuamente davanti, sopra ed intorno a noi ed essa può essere vista ed ammirata solo attraverso gli occhi della Ragione, fatta di Numeri, Pensieri e Spiritualità, che sono prerogativa del sig. Di Terra. Anche se queste due esistenze, di Stella e del sig. Di Terra, sono oggi ancora oscurate esse sono vive più che mai ed un giorno torneranno a splendere e ad essere rispettate ed ammirate nella loro grandezza, quando il principio di esclusione del narcisismo avrà dato luogo a quello della condivisione e della inclusione del tutto nell’uno.

31 – CITIZENS OF THE EARTH!!! – CALL FOR 21ST OF JUNE!!

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, SPIRITUALITA', TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on febbraio 22, 2011 by beautiful41

The horses, veterans of countless campaigns carried out up to the borders of the known world, beautiful with the muscles flickering at the clear morning light, were pawing at the winter sun, nervous, along the edge of Rubicon river, showing their nervousness with frequent neighes, as often they used to do at the beginning of the great battles, when they were seeing the fluctuation of the red mantle of the enquiring and thoughtful Caesar in front of them and of the roman legions waiting for the orders of their general. They were sensing, with the tipical instinct of the animals, that their crossing of the small river would have determined the course of history for next thousands of years. They were sensing that they were born and grown up for that destiny. They were sensing that the so many victorious and bloody conquests had only been a preparation fot this last enterprise, the greatest of their brave lives, They were sensing, entering a special tuning with the thoughts that were in the air on the crowd of humans and animals waiting on that edge of river, that they could not anymore escape their unavoidable fate. After a wait that seemed an eternity at last arrived the echo of Caesar’s decision. Ahead!!!! “Alea iacta est”.

After about two thousand years the Man, like Caesar’s legions, is facing the challenge of a new millenary destiny arrived at a new historical terminus, on a new edge of an other metaphorical Rubicon. To cross it or not, this is the dilemma of modern Man. While the horses are pawing, this Man feels that he himself too cannot avoid his glorious fate. The air that he breathes, the so many echos, whispers and sounds from the world around are telling him that he has arrived at the RUBICON OF THIRD MILLENNIUM. This Man is driven by a desire of change, an irresistible force never known before. Standing still means to accept the status quo and to be fearful, to cross the Rubicon means to decide our own destiny and to be our own masters and the lords of our own world, savouring the elixir of a sense of confidence, self-esteem, courage, optimism of a better world and of respect for ourselves that this crossing implies.

The ideas and prejudices that have come to accumulate for more than two thousand years have exhausted their propelling force and have fully shown their inadequacy to supply Man’s Civilization the solid and more just reference points that could lead him in a peaceful development and with the right faith in his future. Some important ideas and prejudices that have by now already passed their time have been listed and explained from the beginning on this blog and it appears clear that these ideas and prejudices, left on their own, continuing an escalation of disasters begun in the past and increasing always more their destructive intensity, will lead human kind shortly at its extintion or at its total ruin.

Many of those ideas and prejudices are derived from the world of Classical Greece because one was thinking that its thought was at the origin of civilization. We know today that things were in a different way and that the greatest  intellectual men of classical world were only the last bearers of a profound, thorough, deep and inclusive conception of true civilization existed on this planet thousands of years before them that they understood partially and with difficulty. The famous democracy of that classicism, at the root of our so much praised modern institutions, has revealed itself, for instance, a great falsehood because it is based on the principle of contraposition or contrast of the oppositions, when we have seen that the spirit of contraposition is destructive and makes the truth or reality disappearing. Italy of our days is the classical example of it.

That same classical world, with this idea of contraposition, has not gone very far, remaining always divided within its territory and condamning to death great and valorous historical figures. The idea of balancing contrapositions was so misunderstood giving way to the principle of the excluding oppositions set against and destructive instead of inclusive oppositions shared and conciliatory which in the past were allowing to look at the truth and to be pragmatic, as we say today. There is therefore nothing to be proud of. It was then only a big flop or, if you like, a great misunderstanding.

The so many contrapositions, left and right, conservative and progressive, monarchical and republican, creationist and evolutionist, faith and atheism, and so on, built on the dead bodies of the madnesses of recent past like marxism and capitalism, comunism and fascism, dictatorship and democracy, poverty and robbery in an infinite growth, and so on, established in civil life, have already partially been described on this blog and have led by now to an unbearable establishment of the opposed excesses. Therefore the time to cross the Rubicon has arrived, proceeding toward a New World Order built of peaceful progress sharing it with all citizen of the Earth. The first step will be to add in our Constitution or in our Constitutions the principle that the rules of economy must be submitted to the approval of the government or of the governments of the Nation or of the Nations, and that the remunerations, in the public and private sector, must in no case surpass the ratio of one to five, that is the most high remuneration may be at the best five times that of the less paid. The idea that the economy has to be untouchable and free to operate its own cheating designs at the origin of so many unjust abysmal inequalities and of so many criminal acts, physical, of cartel, and of corruption, is a myth that has to be cancelled and forever. Too much is too much.

For this reason, on the principle that the people are the masters of their own destiny and not the privileged governors, passive and without visions, often colluded and corrupted with the independent economic powers, for next 21st of JUNE, at summer solstice of northern emisphere and winter solstice for southern emisphere, is called a global demonstration, the DEMONSTRATION OF RUBICON OF THIRD MILLENNIUM, in all capitals and in ALL TOWNS OF ALL NATIONS OF THE EARTH. A demonstration peaceful, powerful and cheerful, where all persons, women and men, of all age, class and origin, eager to change this world badly sick, are invited to participate, everyone with his/her own contribution of knowledge and faith in the hope of a better future moulded by the citizen of one Nation, the Nation EARTH.

Do not be afraid. These words, perhaps prophetic, were pronounced by a great charismatic leader, peaceful and in the same time revolutionary, Pope John Paul II, who already during his life perhaps foresaw that humanity was approaching the Rubicon. A few days ago similar words have been pronounced, with the same spirit, at Tunis, from where they have bounced to Egypt  and from Egypt all over the world: “Do not burn yourself, burn the fear that is inside yourself”. Words joining the whole humanity, independently of religion. And they, these words, are valid also for western man, for many reasons enslaved by consumism, consumism that has destroyed his spirituality and his humanity. Only if we will not be afraid of sharing our Earth with our fellow man we will be able to catch the faith and the force to set on this new road after crossing the Rubicon.

Obama has shown that the governments will not change the road of Man’s destiny. The change can only come from below with a clear demonstration of all persons of good will who see the unbearable injustices of the planet. We will start therefore next 21st of June showing signs of the first two changes that all inhabitants of Earth demand: Economy written in Constitution to be under control of governments; and remunerations with ratio one to five. We will give to our governments six months time to start each program that the people of the planet require, and we will proceed then from solstice to solstice. We will wait then until the winter solstice of northern emisphere of the 22nd December for a new planetary demonstration and, in case the first two requests will not be satisfied, we will demand in such case the immediate change of all members of governements.

Next 21st June, the day of SOLSTICE, is a particular day most suitable for crossing the RUBICON. It is the day and the point from where the EARTH begins her voyage toward the solstice that will determine the beginning of the new year 2012. There is much talking about this 2012, of the prophecies linked to it, of the maya calendar, and so on. Though following these news and informations as simple observers, it is impossible not to catch the coincidence, more than the crossing of our MILLENARY RUBICON, with the concordance of 5000 years elapsed from the beginning of the decadence of Man. Even if true that Man did some technological progress worth of mention in the last years, it is also true that on the social, moral and spiritual side, and of the Reason, with the so many disasters described in this blog, he could not fall more down.

There is a new sense of community, brotherhood, tuning or common view, desire of true democracy and of a new freedom with the respect of the dignity, freedom and privacy of the person, particularly of the woman, which is coming not only from Tunisia, Egypt, Algeria, Maroc, Libya and other arab countries, but also from “rich” America and from “rich” Europe and from “rich” China and other countries of the Orient, not to mention about Africa, because the differences of whom has so much and whom has nearly nothing are abysmal and anymore bearable, because in these abysmal differences the spirituality, the dignity and the respect of everyone are suffocated. Furthermore in order to avoid massive destructive exodus we have urgent need to level the societies of all planet on a common same economic standard.

CITIZENS OF THE EARTH!!, you are invited to participate next 21st of JUNE at the GREATEST DEMONSTRATION OF MAN’S HISTORY. Let us show to our governors our face and our intentions making them to understand that they are there to defend our interests and not only that of the rich ones. Therefore CITIZENS OF THE EARTH, from Rome to Milan, from Naples to Paris, from London to Berlin, from Madrid to Athen, from Copenhagen to Cape Town, from Brussel to Pekin, from Amsterdam to New York, from Stockholm to Buenos Aires, from Oslo to Cairo, from Warsaw to New Delhi, from Moscow to Punta Arenas, from San Francisco to Sydney, from Ulan Bator to Singapore, from Samoa to Los Angeles, from Santiago to New Orleans, from Kinshasa to Mumbay, from Macao to Tahiti, from Rio de Janeiro to Dar Es Salam, from Teheran to Tanger, from Lisboa to Antananarivo, from Johannesburg to Alger, from Budapest to Caracas, from Bangkok to Tokyo, from Osaka to Mexico City, from Manila to Vancouver, from Giakarta to Istanbul, from Auckland to Shangai, and all citizens of all other towns of the Earth, prepare yourselves for the greatest demonstration of Man’s history next 21st of June in all towns of the world.

For this first step the slogans will be: Economy in Constitution – Economy with Rules – Economy Governed – No to Unlimited Freedom – Stop Plundering Nature – More Balanced Civilization –  Stop to Thieves – Stop to Speculation – Stop to Libertinism – Stop to Slyness – Prices According Governmental Brackets – Governmental Rates for Professions – Rates Shown At City Halls – Remunerations 1 to 5 – Salaries 1 to 5 – Wages 1 to 5.

Communicate to all the world, in all languages known by You, this new Millenary Program whose purpose is a new conception of life of peaceful progress, more balanced and without excesses, on one planet belonging to only one Nation, the Nation of the Citizens of the Earth.

The voyage of one thousand miles starts with one single step. This is our first step and the Governments will be appointed to govern according to the aspirations of the People of the Earth, as it is expected by a true democracy.

Appointment on the 21st of June along the streets of ALL TOWNS OF THE EARTH, for the start of a new Hope of a new prosperous Future!!!

IF YOU WANT TO PARTICIPATE, PARTICIPATE PASSING THE WORD TO ANYONE YOU LIKE.

The demonstration is a spontaneous one and has no leaders and no political parties. It’s a simple peaceful walk, in the direction of the Sun from east to west, in order to show a new consciousness of human soul.

30 – CITTADINI DELLA TERRA!!! – CHIAMATA PER IL 21 GIUGNO!!

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I cavalli, veterani di innumerevoli campagne di guerra protrattesi fino ai confini del mondo conosciuto, belli e dai muscoli guizzanti alla luce cristallina del mattino, scalpitavano al sole invernale, nervosi, sul bordo del Rubicone, manifestando il loro nervosismo con frequenti nitriti, come spesso facevano all’inizio delle grandi battaglie, quando vedevano fluttuare il rosso mantello dell’inquisitivo e pensoso Cesare davanti a loro ed alle legioni romane in attesa degli ordini del loro generale. . Essi intuivano, con l’istinto tipico degli animali, che attraversando il piccolo fiume avrebbero determinato il corso della storia per le prossime migliaia di anni. Essi intuivano che erano nati e cresciuti per quel destino. Intuivano che le tante vittoriose e sanguinose conquiste erano state solo una preparazione per quest’ultima impresa, la più grande delle loro valorose vite. Essi intuivano, entrando in una particolare sintonia coi pensieri che aleggiavano sulla folla degli umani e degli animali in attesa su quella sponda di fiume, che non si potevano sottrarre ormai a questo loro ineludibile destino. Dopo una attesa che sembrò una eternità alla fine arrivò l’eco della decisione di Cesare. Avanti!!!!! “Alea iacta est”.

Dopo circa duemila anni l’Uomo, come le legioni di Cesare, si trova a fronteggiare la sfida di un suo nuovo millenario destino giunto ad un nuovo storico capolinea, su una nuova sponda di un altro metaforico Rubicone. Attraversarlo o rimanere fermi, questo è il dilemma dell’Uomo moderno. Mentre i cavalli scalpitano, quest’Uomo sente che anche lui non può sottrarsi al suo glorioso destino. L’aria che respira, i tanti echi, sussurri e rumori del mondo che lo circonda gli dicono di essere arrivato al RUBICONE DEL TERZO MILLENNIO. Quest’Uomo è spinto da un desiderio di cambiamento fatto di una forza irresistibile mai conosciuta prima. Stare fermi significa accettare lo status quo ed essere pavidi, attraversarlo significa decidere sul proprio destino ed essere i padroni di sè stessi ed i signori del proprio mondo, assaporando l’elisir del senso di sicurezza, autostima, coraggio, ottimismo di un mondo migliore e del rispetto per sè stessi che questo attraversamento del nuovo Rubicone comporta.

I concetti ed i pregiudizi che sono venuti ad accumularsi per oltre duemila anni hanno esaurito la loro forza propulsiva ed hanno rivelato ampiamente la loro inadeguatezza per fornire alla civiltà dell’Uomo i solidi e più giusti punti di riferimento che lo possano guidare in uno sviluppo pacifico e con la giusta fiducia nel suo futuro. Alcuni importanti concetti e pregiudizi che hanno fatto ormai il loro tempo sono stati elencati dall’inizio di questo blog ed appare chiaro che questi concetti e pregiudizi, lasciati a sè stessi, proseguendo in una escalation di disastri iniziati nel passato ed aumentando sempre di più la loro intensità distruttiva, porteranno il genere umano in breve tempo alla sua estinzione o alla sua totale rovina.

Molti di questi concetti e pregiudizi sono derivati dal mondo del classicismo greco perchè si pensava che il suo pensiero era all’origine della civiltà. Sappiamo oggi che non è così e che i piu’ grandi uomini di intelletto di quel mondo erano solo gli ultimi portatori di una profonda ed inclusiva concezione di vera civiltà esistita su questo pianeta migliaia di anni prima di loro e che essi a mala pena comprendevano. La famosa democrazia di quel classicismo, alla base delle nostre tanto decantate istituzioni odierne, si è rivelata, per esempio, un grande falso perchè basata sul principio della contrapposizione delle opposizioni, quando abbiamo visto che lo spirito di contrapposizione è distruttivo e fa scomparire la verità. L’Italia dei nostri giorni ne è il classico esempio.

Quello stesso mondo classico, con questa idea della contrapposizione, non è andato molto lontano, rimanendo sempre diviso al suo interno e condannando a morte grandi e valorosi storici personaggi. Il principio delle opposizioni bilancianti venne così frainteso dando luogo al principio delle opposizioni esclusive contrapposte e distruttive anzichè opposizioni inclusive condivise e conciliatorie che un tempo permettevano di guardare la realtà ed essere pragmatici, come si dice oggi.  C’é pertanto poco da andarne fieri. Si è trattato quindi di un grande flop o, se vogliamo, di un grande frainteso.

Le tante contrapposizioni, destra e sinistra, conservatori e progressisti, ateisti e credenti, monarchici e repubblicani, fede e scienza, eccetera, costruitesi sui cadaveri delle follie del recente passato quali marxismo e capitalismo, comunismo e fascismo, dittatura e democrazia, povertà e rapina di una crescita infinita, eccetera,  instauratesi nella convivenza civile, sono già state descritte parzialmente in questo blog ed hanno condotto alla instaurazione ormai non più sopportabile degli opposti eccessi. E’ arrivata pertanto l’ora di attraversare il Rubicone ed andare verso un Nuovo Ordine Mondiale fatto di progresso pacifico e condivisione fra tutti i cittadini della Terra. Il primo passo sarà di aggiungere nella Costituzione o nelle Costituzioni il principio che le regole dell’economia devono essere sottoposte all’approvazione del governo o dei governi della Nazione o delle Nazioni e che le retribuzioni, nel pubblico e nel privato, non devono in nessun caso superare il rapporto di uno a cinque, cioè la retribuzione più alta può essere al massimo cinque volte quella del meno retribuito. L’idea che l’economia debba essere intoccabile e libera di operare i propri turlupinatori propositi all’origine di tante ingiuste abissali ineguaglianze e di tanti atti criminali, fisici, di cartello, e di corruzione, è ormai un mito che deve essere cancellato e per sempre. Il troppo è troppo.

Per questo, sul principio che sono i popoli i padroni del loro destino e non i privilegiati governanti, passivi e senza visioni, spesso collusi e corrotti con gli indipendenti poteri economici, per il prossimo 21 GIUGNO, al solstizio d’estate per l’emisfero Nord e solstizio d’inverno per l’emisfero Sud, è indetta una manifestazione mondiale, la MANIFESTAZIONE DEL RUBICONE DEL TERZO MILLENNIO, in tutte le capitali ed in TUTTE LE CITTA’ DI TUTTI I PAESI DEL MONDO. Una manifestazione pacifica, potente e allegra, ove tutte le persone abili, donne e uomini, di tutte le età, ceti e provenienza, e desiderose di cambiare questo mondo gravemente malato, sono invitate a partecipare, ciascuno con il suo apporto di conoscenza e fiducia nella speranza di un futuro migliore forgiato dai cittadini di un solo Paese, il Paese TERRA.

Non abbiate paura. Queste parole, forse profetiche, furono pronunciate da un grande leader carismatico e pacifico e nello stesso tempo rivoluzionario, il Papa Giovanni Paolo II, che già ai suoi tempi forse intravedeva che l’umanità stava avvicinandosi al Rubicone. Qualche giorno fa parole simili sono state profferte, con lo stesso spirito, a Tunisi, da dove sono rimbalzate in Egitto e dall’Egitto diffuse in tutto il mondo: “Non bruciatevi, bruciate la paura che è dentro di voi”. Parole che accomunano l’umanità intera, indipendentemente dalle religioni di appartenenza. Ed esse, queste parole, sono valide anche per l’uomo occidentale, per tanti versi reso schiavo dal consumismo, consumismo che ha distrutto la sua spiritualità e la sua umanità. Solo se non avremo paura di condividere la nostra Terra con il nostro simile potremo riacquistare la fiducia e la forza per incamminarci su questo nuovo cammino al di là del Rubicone.

Obama ha dimostrato che non saranno i governanti a cambiare il cammino del destino dell’Uomo. Il cambiamento potrà venire solo dal basso con una chiara manifestazione di tutte le persone di buona volontà che vedono le insopportabili ingiustizie del pianeta. Cominceremo pertanto il prossimo 21 Giugno mostrando in cartelli  i due primi cambiamenti che tutti gli abitanti del pianeta chiedono: Economia in Costituzione sotto controllo dei governi; e Retribuzioni uno a cinque. Daremo ai governanti sei mesi di tempo per dare inizio a ciascun programma che il popolo del pianeta richiede, e procederemo quindi di solstizio in solstizio. Aspetteremo quindi fino al solstizio invernale dell’emisfero nord del 22 dicembre per una nuova manifestazione planetaria e, qualora le prime due richieste non vengano soddisfatte, richiederemo in questo caso l’immediato cambio di tutti i governanti.

Il prossimo 21 giugno, il giorno del SOLSTIZIO, è un giorno particolare che si addice molto all’attraversamento del RUBICONE. Esso è il giorno ed il punto dal quale la TERRA inizia il suo viaggio verso il solstizio che determinerà l’inizio del nuovo anno 2012. Si parla molto di questo 2012, delle profezie ad esso connesse, del calendario maya, eccetera. Pur seguendo queste notizie in qualità di semplici osservatori, non si può non cogliere la coincidenza, oltre che con l’attraversamento del nostro RUBICONE MILLENARIO, con la concordanza di 5000 anni trascorsi dall’inizio della decadenza dell’Uomo. Anche se è vero che l’Uomo ha fatto qualche progresso tecnologico degno di menzione negli ultimi anni, è anche vero che dal punto di vista sociale, morale e spirituale, e della Ragione, coi tanti disastri menzionati in questo blog, egli non poteva cadere più in basso.

C’è un nuovo senso di accomunanza, fratellanza, sintonia di vedute, desiderio di vera democrazia e di una nuova libertà nel rispetto della dignità, libertà e riservatezza della persona, in particolare della donna, che viene non solo dalla Tunisia, Egitto, Algeria, Marocco, Libia ed altri paesi arabi, ma anche dalla “ricca” America e dalla “ricca” Europa e dalla “ricca” Cina e altri paesi dell’Oriente, per non parlare dell’Africa, perchè le differenze di chi ha tantissimo e chi ha quasi niente sono abissali e non più sopportabili, perchè in queste abissali differenze la spiritualità, la dignità ed il rispetto di ciascuno vengono soffocati. Inoltre per evitare esodi massicci e distruttivi abbiamo la necessità urgente di livellare le società di tutto il pianeta su uno stesso comune standard economico.

CITTADINI DEL MONDO!!, siete invitati a partecipare il prossimo 21 GIUGNO alla più GRANDE MANIFESTAZIONE DELLA STORIA DELL’UOMO. Mostriamo ai nostri governanti la nostra faccia e le nostre intenzioni e facciamogli capire che essi stanno lì per difendere i nostri intertessi e non solo quelli dei ricchi. Pertanto CITTADINI DELLA TERRA, da Roma a Milano, da Napoli a Parigi, da Londra a Berlino, da Madrid ad Atene, da Copenhagen a Cape Town, da Brussel a Pechino, da Amsterdam a New York, da Stoccolma a Buenos Aires, da Oslo al Cairo, da Varsavia a Nuova Deli, da Mosca a Punta Arenas, da San Francisco a Sydney, da Ulan Bator a Singapore, da Samoa a Los Angeles, da Santiago a New Orleans, da Kinshasa a Mumbay, da Macao a Tahiti, da Rio de Janeiro a Dar es Salaam, da Teheran a Tangeri, da Lisbona a Antananarivo, da Johannesburg ad Algeri, da Budapest a Caracas, da Bangkok a Tokyo, da Osaka a Città del Messico, da Manila a Vancouver, da Giacarta ad Istanbul, da Auckland a Shangai, e tutti i cittadini di tutte le altre città della Terra, preparatevi per la più grande Manifestazione della storia dell’Uomo il prossimo 21 Giugno in tutte le città del mondo.

Per questa prima tappa gli slogan saranno: Economia in Costituzione – Economia Regolata – Economia Governata – No a Libertà Infinita – Stop alla Rapina della Natura – Civiltà più Equilibrata – Stop ai Ladri – Stop alla Speculazione – Stop al Libertinaggio – Stop ai Furbi – Prezzi Secondo Fasce Governative – Tariffe Governative Professionisti – Tariffe affisse in Ogni Comune – Retribuzioni 1 a 5 – Salari 1 a 5 – Stipendi 1 a 5.

Comunicate a tutto il mondo, in tutte le lingue da Voi conosciute, questo nuovo Programma Millenario il cui fine è una nuova concezione di vita di progresso pacifico, più equilibrato e senza eccessi, su un solo pianeta appartenente ad una sola Nazione, la Nazione dei cittadini della Terra.

Il cammino di mille miglia comincia con un passo. Questo è il nostro primo passo ed i Governi saranno tenuti a governare secondo le aspirazioni del Popolo della Terra, come una vera democrazia esige.

Appuntamento al 21 Giugno per le strade di TUTTE LE CITTA’ DELLA TERRA, per l’inizio di una nuova Speranza di un nuovo prospero Futuro!!!

SE VUOI PARTECIPARE, PARTECIPA PASSANDO PAROLA A CHIUNQUE VUOI.

La manifestazione è spontanea e non ha capi o leaders nè partiti politici. E’ una semplice passeggiata pacifica, nella direzione del Sole da est verso ovest, per manifestare una nuova presa di coscienza dell’animo umano.

29 – CRISTOFORO COLOMBO E LA CIRCONFERENZA DELLA TERRA

Posted in ATTUALITA', EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , on febbraio 11, 2011 by beautiful41

Il nostro destino è dettato dal caso, una fondamentale regola della teoria dell’evoluzione. Ma, nello stesso tempo, niente è per caso. Sembrano due verità in contraddizione. In realtà queste due verità sembrano connesse attraverso la conoscenza. Quando la conoscenza scompare la nostra vita è affidata interamente al caso; il caso impera su di noi che ci riduciamo così alla sua completa mercè. Viceversa, quando vi è la conoscenza, se e quando l’Uomo si sarà addentrato nella vera conoscenza, niente è per caso; l’Uomo diventa il padrone di sè stesso e del suo mondo ed impera sul caso annullandone o minimizzandone i rischi e le sorprese. Cristoforo Colombo rappresentò bene questa dicotomia, scoprendo per caso un intero continente, e venendo da esso inconsapevolmente salvato, le Americhe, pensando di andare verso l’Oriente e le Indie.

Coi secoli bui del medioevo pressocchè tutta l’Europa sprofondò in una totale perdita della conoscenza nel significato nobile di questa parola. Tranne la Bibbia e pochi manoscritti, alcuni dei quali conservati in conventi e monasteri, ad uso esclusivo delle autorità religiose, la parola scritta trasmettente le idee e le conoscenze del passato scomparì dalla mente dell’Uomo europeo, trascinando nel suo oblio anche la memoria di esse.

Fu solo grazie allo splendore della civiltà ed al mecenatismo degli arabi, installatisi in Spagna ed in Sicilia per alcuni secoli a seguito delle loro conquiste, che gradualmente furono tradotti in latino e fatti iniziare a circolare in Italia gli scritti contenenti le idee e nozioni di filosofia, matematica, geometria, astronomia e scienze naturali, portando a conoscenza degli europei anche i nomi dei loro storici autori di quello che fu chiamato il classicismo greco. Fu così che all’improvviso, come un potente faro nella notte buia e senza luna nè stelle sul mare dell’ignoranza, si materializzò la luce insperata della sapienza nella mente dell’Uomo europeo, dando vita e favorendo la nascita del Rinascimento.

Come chi non si alimenta da una settimana o quindici giorni, quest’uomo europeo, ridotto ormai senza alcuna nozione o idea di civiltà, si gettò su questa inattesa fonte di conoscenza mangiandone e bevendone a sazietà e dando vita alle grandi opere rinascimentali ed ai nomi celebri che conosciamo ed in tutti i campi, dall’architettura, alla letteratura, alla matematica, all’astronomia, arte, scienze, eccetera. Grande potere della parola scritta!! La parola scritta però può essere un’arma, oltre che infinitamente potente e positiva, anche  molto pericolosa e Platone aveva avvertito l’Uomo di questo pericolo, riferendo le parole che il re/faraone/dio Thamus aveva rivolto a Thoth (il nostro Davide), inventore della scrittura, da regalare all’Uomo:

“”O molto ingenuo Thoth, degli uomini hanno l’abilità di creare arti (e scienze, aggiungo) ma l’abilità di giudicare della loro utilità o pericolosità per i loro usufruitori appartiene ad altri uomini; e adesso tu, che sei il padre della scrittura, sei stato indotto dal tuo affetto ad ascrivere ad essi una capacità che è l’opposto di quella che essi realmente posseggono. Perchè questa invenzione produrrà oblio nelle menti di quelli che impareranno ad usarla, dato che essi non eserciteranno la loro memoria. La loro fiducia nella scrittura, prodotta da caratteri esterni che non sono da essi originati, scoraggerà l’esercizio della loro memoria fra di loro. Tu hai inventato un elisir non di memoria, ma di ricordo, e tu offri ai tuoi discepoli l’apparenza di sapienza, non la vera sapienza, perchè essi leggeranno molte cose senza istruzione, e sembreranno quindi conoscere molte cose, quando invece essi sono per lo più ignoranti e difficili a familiarizzarvisi., poichè essi non sono saggi, ma solo appaiono saggi.””

Come dire, hai voglia di far leggere o dire ad un bambino che non deve mettere i ditini sulla fiamma per evitare di bruciarsi. Il bambino lo capirà solo quando avrà fatto l’esperienza sulla propria pelle. Oppure, hai voglia di sciropparti a memoria tutte le nozioni di questo mondo ma originate da altri, sarà molto difficile capirle veramente a fondo, e quindi sarà molto facile sottovalutarle o fraintenderle.. Questo passo di Platone andrebbe scolpito e affisso davanti allo scrittoio del Ministro della Pubblica Istruzione per ricordargli continuamente che è tempo perso sovraccaricare gli studenti di migliaia di libri con milioni di nozioni che non capiranno mai e sarebbe più utile farli assimilare col tempo pochi basilari concetti che potranno sempre praticare e mai dimenticare.

Chissà se Platone parlava per esperienza diretta! Perchè tutti, o quasi tutti, gli esponenti del classicismo greco si erano abbeverati ed avevano mangiato a sazietà al tavolo della conoscenza imbandito alla scuola alessandrina di Alessandria d’Egitto in tempi in cui, dopo secolari conquiste e distruzioni, ad Alessandria d’Egitto vi erano solo i relitti salvati da tutte queste innumerevoli catastrofi e che si cercava di conservare e preservare nella famosa biblioteca a tal uopo solo da poco costruita. Per cui non tutto ciò che si apprese a questo imbandito tavolo della conoscenza fu ben capito e molto fu frainteso, perchè erano nozioni ed idee non originate da loro, proprio come Platone ammoniva. E l’uomo rinascimentale, oltre a quanto riuscì a captare nel modo giusto dalle nozioni ricevute di questo classicismo, fraintese o non capì molte altre nozioni dato che non erano da lui originate, ripetendo quindi l’esperienza già occorsa e citata dell’uomo classico greco.

Sembra che Cristoforo Colombo, nel pianificare il suo viaggio per l’Oriente attraverso la via dell’occidente, sia venuto a conoscenza di varie informazioni sorte dalle traduzioni  dei classici greci ove si riportavano varie lunghezze per la circonferenza della Terra. Aristotele dava 400.000 stadi; Strabone, citando Poseidonio, dava 180.000 stadi; Eratostene dava 252.000 stadi. La scelta di Colombo della giusta lunghezza per la circonferenza della Terra era più che difficile, era impossibile, nonostante lui avesse questi numeri sottomano, a causa dell’esistenza, già dai tempi dei citati autori, di una moltitudine di diversi cubiti, e quindi diversi piedi, ed anche, in aggiunta, una moltitudine di tanti diversi stadi, di lunghezze variabili fra circa 90 metri e gli oltre 200 metri, ciò per ogni singola nazione dell’antichità. Insomma vincere al superenalotto è più facile, statisticamente, per noi oggi che per Cristoforo Colombo decidere a quale stadio ed a quale cubito e piede appigliarsi.

La conoscenza, al millimetro, delle dimensioni del pianeta era svanita già un buon millennio prima del classicismo greco, ai tempi di Akhenaten, come abbiamo visto nei suoi articoli, e i classici greci cercavano solo disperatamente di scovare nel cassettone dei relitti della sapienza dell’antichità, che era la nuova biblioteca di Alessandria d’Egitto, importanti indizi e nozioni dell’arcaico passato. Tra questi classici tombaroli si distinse Agatarcide di Cnido il quale riuscì a trafugare ed a trasmetterci l’importante nozione e testimonianza che il progettista della Grande Piramide di Giza, in Egitto, aveva stabilito che il perimetro della piramide doveva rappresentare la metà di un primo di arco sulla superficie terrestre e che l’apotema della stessa piramide doveva rappresentare un decimo di un primo di arco sulla superficie terrestre, come abbiamo parzialmente visto nell’articolo n 8 “I numeri non contano”. Gli arcaici, come si vede, erano particolarmente interessati e coinvolti sia nelle dimensioni del pianeta e sia nella lunghezza del primo di arco sulla superficie terrestre.

Cristoforo Colombo quindi si affidò alla sorte confidando, da ottimista, nell’eventualità che fra le tre misure menzionate, 400.000 – 252.000 – 180.000, la giusta circonferenza della Terra fosse la minore delle tre, quella di 180.000 stadi ove tali stadi si riferissero a stadi di forse 300 piedi (erano esistiti tali stadi), circa 90 metri, che, nella più praticabile delle possibilità, conducevano ad una circonferenza della Terra di 180.000 x 90 = 16.200.000 metri, cioè  circa 16 mila chilometri di oggi, una distanza la metà della quale, da dover coprire per raggiungere le Indie dall’altra parte della Terra, era affrontabile ragionevolmente senza folli rischi, ma che era meno della metà delle reali dimensioni del pianeta. Se non andò così deve essere andata in modo non molto diverso, ed a noi serve solo capire il senso di come andarono le cose. Colombo partì da Palos il 3 Agosto e si approvvigionò  di viveri freschi alle Isola Canarie a Settembre, e dopo poco più di un mese di mare approdò in terra americana il 12 Ottobre dopo aver già deciso che era il caso di tornare indietro a causa di un ammutinamento che aveva fortunatamente sventato solo qualche giorno prima dell’avvistamento della terra.

L’avvistamento della terra americana dopo 36 giorni dalla partenza dalle Canarie, circa 3000 miglia percorse quindi ad una velocità media generale di circa 4 nodi di oggi, fu per Colombo la conferma che lui era arrivato alle Indie, o all’Oriente del Catai, perchè a quei tempi Indie era sinonimo di Oriente, dall’altra parte della Terra, e che la sua scelta per la circonferenza terrestre di 180.000 stadi di Poseidonio si era rivelata giusta dato che la metà di una tale circonferenza, circa 8000 chilometri pari a circa 4300 miglia marine di oggi, poteva essere percorsa in 36 giorni ad una velocità media generale di poco meno di 5 nodi di oggi, e lui aveva solo leggermente sottovalutato di poco la sua velocità visto che navigava col vento in poppa degli alisei.

Il risultato sarebbe stato pressocchè lo stesso anche considerando la circonferenza della Terra di 180.000 stadi di 300 cubiti reali egiziani (300 x 0,525 = 157,5 metri) pari a circa 28.000 chilometri quando dalla sua metà fosse stata detratta la distanza fra l’Egitto e le isole Canarie, circa 5000 chilometri, (14.000 – 5000 = 9000), ottenendo circa 4800 miglia di oggi che si possono percorrere in 36 giorni ad una velocità media di 5 nodi e mezzo (4800 / 864 = 5,5), velocità non molto lontana da quella effettivamente mantenuta e da Colombo sicuramente conosciuta.

Ai tempi di Colombo naturalmente di preciso non vi era niente, ad eccezione del numero di giorni di navigazione conseguente alla conoscenza delle date di calendario di arrivo e partenza.

Colombo invece fu salvato dalla presenza di un ignoto continente dato che difficilmente sarebbe ritornato vivo in patria, senza viveri adeguati, se si fosse addentrato ancora un pò in acque sconfinate e senza terra.

Da questa storia si possono ricavare molte lezioni sul significato della vita, della civiltà e del nostro destino in bilico tra caso, fortuna e conoscenza, ed ognuno può trarle secondo la propria sensibilità.

Svetta però, ancora una volta, la grandezza degli arcaici fondatori della nostra civiltà che noi abbiamo fatto di tutto per oltraggiare e rinnegare. Essi hanno incapsulato nelle dimensioni della Grande Piramide di Giza le dimensioni del pianeta con una precisione millimetrica, come abbiamo visto al n.8 e come testimoniato da Agatarcide e da Akhenaten con le sue opere.

Fra gli stadi menzionati, quelli che si avvicinavano di più alla realtà, con una approssimazione di circa 500  chilometri, erano quelli di Eratostene ed erano stadi composti di 300 cubiti reali egiziani ciascuno di 0,525 metri.

Gli stadi menzionati naturalmente sono unità di misura di lunghezza e furono originati per rappresentare un decimo di un primo di arco meridiano sulla superficie terrestre in un sistema sessagesimale. Una tale circonferenza è composta di (360° x 60 =) 21.600 primi e quindi di 216.000 stadi ( erano “stadia”) composti in origine ciascuno di 400 cubiti cosiddetti “geografici” composti di media di 0,463 metri.

La Terra non è una sfera perfetta ma un geoide senza nessuna forma precisa. Con le misure di oggi la circonfrenza meridiana è 40.009.152 metri e la circonferenza equatoriale è circa  40.076.450 metri, con una differenza di circa 67 chilometri.

Cristoforo Colombo,. sempre per caso, scoprì la differenza fra nord geografico e nord magnetico ma ne parleremo in altra occasione dato che quest’articolo è già lunghetto.

NOTA – L’articolo prosegue nei commenti.

Per i cubiti e piedi originali vedi il n. 23.

26 – IL BLOG RIVOLUZIONARIO!!!

Posted in ARMONIA, EVOLUZIONE, PUBBLICITA', SPIRITUALITA', TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , on gennaio 23, 2011 by beautiful41

Attenzione! Questo è un blog rivoluzionario poco adatto a chi crede ciecamente nelle moderne spiegazioni e conquiste dello status quo. Questo blog scardina dalle fondamenta tante nozioni alla base del moderno pensiero occidentale degli ultimi 500 anni. Questo è un blog adatto a chi ama la luce e vuole riempire la propria casa e la propria anima di luce di Ragione, di Amore e Spiritualità. Questo blog è fatto per alimentare la fede, la fiducia, l’autostima e la confidenza di tutti gli uomini coraggiosi che avranno la volontà, la determinazione, il destino e l’onore di cambiare questo mondo malato, riportando l’umanità sulla giusta perduta strada, in questo millennio già iniziato.

25 – IL GRANDE PAN E’ MORTO!!!

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, PROPOSTE MILLENARIE, RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , on gennaio 17, 2011 by beautiful41

Una storia illuminante e sempre attuale.

Circa un paio di millenni orsono una antica nave attraversava il Mediterraneo proveniente dall’Oriente e  dalla Grecia, diretta a Roma, allora governata dall’imperatore Tiberio. La nave, oltre alle merci, ospitava molti passeggeri. Il capitano si chiamava Thamus ed era un egiziano, ma il suo nome, oltre l’equipaggio, non lo sapeva nessuno a bordo. A quei tempi il Mediterraneo orientale era come l’autostrada del Sole Milano-Napoli per noi oggi. Roma viveva sulle spalle delle sue province fra cui l’Egitto che forniva il grano, ed il commercio di vino, olio e prodotti grezzi e manufatti di qualsiasi genere vi era fiorentissimo.

Giunta all’altezza delle isole Curzolari (Echinades) verso l’imbrunire il vento calmò e la nave derivò pigramente lungo l’isola Paxi da dove si sentì una potente voce chiamare Thamus. Due volte la voce chiamò senza avere risposta perchè il capitano non si spiegava tanta notorietà. Alla terza forte chiamata il capitano rispose e la potente voce disse: “”QUANDO SARAI ALL’ALTEZZA DI PALODES ANNUNCIA CHE IL GRANDE PAN E’ MORTO””!!. Tutti a bordo cominciarono a chiedersi chi fosse questo Pan ed i passeggeri suggerirono che forse conveniva non curarsi dell’ordine ricevuto tirando dritto per la propria strada. Alla fine Thamus decise che se ci fosse stata calma di vento e di mare quando sarebbero passati vicino alla detta località avrebbe assecondato la richiesta.

A Palodes vi fu calma piatta per cui Thamus, a gran voce, dalla poppa della nave e rivolto verso la terra, annunciò: “IL GRANDE PAN E’MORTO”!! Non finì di completare la frase che tutti a bordo della nave sentirono provenire da terra un lamentoso pianto non di una ma di molte persone, misto ad esclamazioni di stupore. All’arrivo a Roma i molti passeggeri comunicarono l’avvenimento ai romani per cui anche l’imperatore Tiberio ne venne a conoscenza. Tiberio, dopo aver ascoltato Thamus, convocò i sapienti e gli esperti di Roma per sapere chi fosse questo Pan ed i sapienti dissero che Pan era il figlio di Penelope e di Hermes (Mercurio).

Questo racconto ci fu trasmesso e fatto conoscere da Plutarco nel suo trattato sulla fine degli oracoli ma dopo due millenni stiamo ancora a domandarci chi mai fosse questo Grande Pan. Plutarco e gli antichi romani, oltre a quanto riportato, non forniscono ulteriori spiegazioni su questa storia che appare, anche a distanza di millenni, piuttosto singolare. Plutarco è reputato dagli studiosi uno scrittore ed uno storico della massima serietà. I suoi scritti riflettono uno spirito di pacatezza, sobrietà ed imparzialità derivatigli dall’avere avuto una vita gradevole in una confortevole e serena famiglia. L’aver riportato questa storia, descritta abbastanza minuziosamente, ma senza grandi spiegazioni, a testimonianza forse che neanche lui aveva la benchè minima idea sul suo significato, ha acceso però la curiosità degli studiosi dei tempi moderni.

Le moderne interpretazioni si possono considerare come rappresentate da due filoni di pensiero principali e contrastanti. Il primo filone di pensiero ritiene che Pan sia Tammuz, legato al culto di Adonis, ove entrambi contribuirono alla formazione del mito della morte e della rinascita della natura in un mondo legato ancora solo all’agricoltura ed alla pastorizia. In questa visione la morte di Pan rappresentava la fine del paganesimo, un mondo che si incentrava sui riti di fertilità della natura agricola, e l’inizio di un mondo nuovo basato sulle conquiste intellettuali e spirituali. Il secondo filone di pensiero ha interpretato questa storia come la morte di Cristo, il figlio di Dio che era tutto, dall’Alfa all’Omega, identificato pertanto da “Pan” che ha il significato di “Tutto” nella lingra greca.

A queste spiegazioni ed interpretazioni in tempi recenti se ne è aggiunta una terza di carattere astronomico. Questa terza interpretazione e spiegazione è forse la più interessante in quanto legata più strettamente alle parole di questa storia di Plutarco. Thamus è un nome egiziano e ricorda un re, o faraone, citato da Platone, che osò criticare i vantaggi dell’invenzione della scrittura di Thot (o Mercurio). Ma, più indiscutibilmente, Thamus è il capitano di una nave che lancia il suo messaggio dalla poppa della nave. Questo capitano ricorda molto il capitano della nave Argo la cui esistenza è rappresentata in cielo dalla costellazione Argo, oggi divisa in tre costellazioni denominate Vela, Carina e Puppis, e il capitano di questa nave del cielo è la grossa stella Canopo, situata sulla poppa di questa nave del cielo, di fronte alla stella Sirio. La conclusione degli studiosi che hanno avanzato questa interpretazione è che il Grande Pan della storia di Plutarco sia la stella Sirio, la stella di riferimento astronomico per i cicli del tempo e della natura della plurimillenaria civiltà egiziana. La sua caduta, precessionale o metaforica, avrebbe rappresentato la morte del Grande Pan di Plutarco.

Questi ultimi grandi studiosi apripista avrebbero però, con un pò più di riflessione, potuto raggiungere una spiegazione ancora più soddisfacente. Stabilito che il mito era di origine egiziana, la morte del Grande Pan doveva essere qualcosa di più della semplice caduta di una stella, per quanto importante e grande che sia il suo riferimento astronomico. La morte del Grande Pan era la morte di una concezione di vita, di evoluzione e di progresso ed anche la morte di una civiltà nel suo significato più intimo e spirituale. Thamus era il capitano di una nave, un vettore in movimento, e lanciava il suo messaggio ad un punto sulla terra ferma. Non solo. Lo stesso messaggio fu anche ricevuto dalla terra ferma.

Era il messaggio di un sovvertimento planetario. Una nave sul mare prende i suoi riferimenti di navigazione rispetto a punti “fissi” e stabili sulla terra ferma, oltrechè nel cielo. Quando questi punti fissi vengono scardinati da sconvolgimenti sociali o della natura, la nave sul mare perde i suoi giusti riferimenti rischiando la catastrofe ed anzi infilandovisi dentro. L’umanità intera è come l’umanità imbarcata sulla nave di Thamus. L’umanità intera è sempre in movimento per effetto della vita e dell’evoluzione ma, proprio a causa di questo perenne divenire, ha bisogno di punti di riferimento certi ed immortali per non perdersi.

La morte del Grande Pan era la morte dell’umana concezione degli insegnamenti di civiltà immortali che erano stati creati ed impartiti dal primo grande Pan di cui l’Uomo abbia avuto conoscenza, il Pan citato da Erodoto nelle sue storie e vissuto oltre 15000 anni prima di Amasis. Questo Pan fu l’inventore del concetto del “Maat”, il pilastro fondante della parola civiltà e del suo significato di Giustizia, Verità, Equilibrio e Centralità dell’Uomo nel suo mondo, concetto rappresentato dalla Misura, con l’asta misuratrice come suo simbolo e portata da Iside, rappresentata dalla stella Sirio, durante la plurimillenaria civiltà egiziana.

Sirio non fu scelta a caso. Sirio fu scelta a rappresentare Iside con la sua asta misuratrice perchè era un punto fermo nel cosmo, una stella con assenza o quasi di movimenti precessionali e quindi era particolarmente adatta a rappresentare ed essere un punto “fisso” di riferimento sicuro per il divenire dell’umanità nella sua evoluzione nella civiltà, ove civiltà significa progresso nella pace e nei valori eterni del “Maat”. Ma l’Uomo, resosi sempre più superbo ed intollerante, cullandosi sempre più nell’oblio del glorioso passato, già da prima dei tempi di Akhenaten, iniziò gradualmente a far tramontare la luce di questi insegnamenti immortali del Grande Pan fino a decretarne la morte dentro di sè.

Morendo la conoscenza dei concetti profondi degli insegnamenti di civiltà di Pan, il Grande Pan, rappresentati dal “Maat” e dal noto detto “Tutto è Uno”, moriva anche la conoscenza dei punti di riferimento tangibili di queste concezioni come Sirio ed Iside con la sua asta misuratrice, e Thamus, dalla poppa della sua nave del cielo, la informava di questo catastrofico avvenimento, come pure avvisava tutta l’umanità della nuova situazione venutasi a creare. La conoscenza di queste nozioni era ormai svanita e non esisteva più. Il “Tutto è Uno” era stato massacrato e frantumato a tutto vantaggio di un mondo senza più riferimenti precisi, ma solo riferimenti mutevoli, fittizi ed irreali. E lo abbiamo visto nel precedente articolo come per 2000 anni siamo stati incapaci di riconoscere la vera stella di Natale, sostituendola con una non precisata esplosione di una stella nova, o forse una cometa, o forse una meteora, o forse questo o forse quello, insomma l’abbiamo sostituita con quel tanto temuto abracadabra della scienza, per non parlare della religione.

Da quei tempi, la nostra storia conosciuta, coi suoi infiniti disastri, è un pò la prova della veridicità di quest’ultima interpretazione. Ed è chiaro che secondo questa interpretazione noi ora siamo nella parte più buia della notte degli insegnamenti di civiltà del Grande Pan. Ma, per quanto egli oggi sia un lontano defunto, il fatto che il suo ricordo sia ancora esistente è la grande speranza dell’umanità intera che sogna di poter ritornare a veleggiare un giorno con Thamus e con i perduti fissi punti di riferimento immortali della civiltà.

La morte del Grande Pan è corroborata dall’evoluzione della Misura come esposto all’articolo n. 23 sull’origine della Misura.

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POST SCRIPTUM del 12.09.2012 – Nel penultimo paragrafo, dopo “Sirio ed Iside con la sua asta misuratrice” converrebbe leggere: e Thamus, sulla poppa della sua nave del cielo, veniva informato di questo catastrofico avvenimento, come pure avvisava tutta l’umanità della nuova situazione venutasi a creare. 

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22 – IL CAPOLINEA MILLENARIO E LA FINE DEL MONDO CONOSCIUTO – LA FINE DELL’OCCIDENTE – INIZIO DI UN NUOVO UOMO E DI UN NUOVO MONDO SU UN NUOVO CAMMINO.

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E così siamo arrivati al Capolinea. I nostri politici e vari importanti uomini di Stato e personalità del mondo della scienza e della cultura da alcuni giorni o qualche mese finalmente si sono accorti che in questa crisi che stiamo vivendo c’è qualcosa di più di una semplice crisi di transitoria contingenza. Meglio tardi che mai!!! Per dare l’idea che si tratta di una cosa seria e non più di una crisi passeggiera, lor signori ora la chiamano “crisi strutturale” per curare la quale non si può fare pressocchè niente, che è la conclusione raggiunta in un recente vertice dei capi di Stato europei.

Il nostro tanto discusso premier Sivio Berlusconi in una recente intervista, nella sua tipica ingenuità, ha ammesso che questa crisi “strutturale” è dovuta al fatto che l’occidente si deve misurare, per esempio, con il costo del lavoro indiano che è un euro all’ora. Ma Berlusconi, come tanti altri “papaveri” come lui, dopo aver detto questo, si è fermato lì senza averne tratto le conseguenze e nè indicato cosa ciò comporta, dopo aver però detto, più che altro con l’istinto del manager, che “dobbiamo svegliarci”. Il nocciolo di questa crisi “strutturale” sta proprio quì, in questo “dobbiamo svegliarci”. Ma come??? Certamente non con la tanto strombazzata filastrocca di una ridicola maggiore inventiva. Quì ci vuole ben altro!!

Ciò comporta che in una economia globalizzata l’occidente dovrebbe ridurre il suo standard di vita allo stesso livello dei paesi simili all’India se vuole competere su una base di parità. Solo in quel momento l’economia potrà ricominciare a crescere. E questo significa che il primo ministro Berlusconi dovrebbe prendere gli stessi soldi del primo ministro indiano, e similmente giù giù per tutti gli altri gradi della pubblica amministrazione- Parimenti nel settore privato i costi del lavoro dovrebbero scendere al livello di un euro per ora.

Scendendo i costi dovrebbero in parallelo e gradualmente scendere anche i prezzi. La signorina del supermercato che per decenni con una macchinetta etichettetrice aumentava pressocchè ininterrottamente i prezzi dei vari prodotti, adesso la stessa signorina dovrebbe applicarsi alla stessa operazione ma al contrario, facendo diminuire continuamente i prezzi. E questo naturalmente vale per tutti i prezzi di beni e servizi al pubblico. Diminuendo le paghe, cioè i costi, parallelamente e proporzionalmente ai prezzi, potremmo così abbassarci, gradualmente e nell’arco, diciamo, di dieci anni, al livello dell’India con la quale dobbiamo competere.

Nel secolo passato queste grandi crisi economiche venivano risolte con il protezionismo e con le catastrofiche guerre che conosciamo perchè si pensava che la guerra, assieme alla distruzione portava principalmente anche una nuova spinta fortissima verso la crescita economica e la ricostruzione, era cioè un pò come risettare tutto un sistema ripartendo da zero. Ciò era possibile, anche se moralmente condannabile, perchè si trattava ancora di guerre di forze armate contro altre forze armate, cioè di militari contro altri militari, fatte le debite eccezioni per i vari olocausti da un lato e l’uso delle sole prime due bombe atomiche dall’altro. Oggi risolvere questa crisi “strutturale” allo stesso modo è impensabile perchè l’uso delle tante bombe atomiche esistenti porterebbe all’estinzione del genere umano e della sua civiltà. Ecco perchè al vertice europeo si è convenuto che non si può fare niente. Bisogna quindi trovare soluzioni alternative ma nessuno ha il coraggio di cimentarsi nell’avanzare proposte concrete. E bisogna trovarla una soluzione perchè il tempo che passa ci stringe sempre di più il cappio intorno al collo.

In teoria quindi, come accennato, con la riduzione di costi e prezzi, se l’uomo fosse un essere razionale e se i governi sapessero veramente govermare, la soluzione per abbassarsi allo stesso livello dei paesi come l’India ci sarebbe. E rimarrebbe solo un grande ed irrisolvibile rebus e cioè di come pagare l’enorme debito pubblico che il Paese ha accumulato. Questo debito diventerebbe impagabile a causa del ridursi del livello economico su standards inferiori.

Nonostante ciò però il rebus potrebbe ancora a sua volta essere risolto se esso, il debito pubblico, venisse fatto proprio dai Paesi “neo ricchi” e dai grandi capitalisti che hanno beneficiato dalla globalizzazione, radunandoli e facendogli il seguente discorso:

“””””Cari amici, come vi sarete resi conto, i nostri predecessori alla dirigenza dei paesi occidentali intorno agli anni 80 e 90 dello scorso secolo avevano quasi tutti perso la testa a causa di una illusoria superiorità del loro pensiero distorto. Ciò ne faceva in pratica dei folli, dei pazzi, che in tempi più ragionevoli sarebbero stati rinchiusi in manicomio. Costoro, apparentemente senza rendersene conto, vi hanno regalato, con il via libera alla delocalizzazione dei centri produttivi e con la globalizzazione del libero commercio in un unico libero mercato planetario, tutta la ricchezza del pianeta, a voi, ai capitalisti delocalizzatori ed ai paradisi fiscali, riducendo al lumicino ed in povertà e senza più un futuro quasi tutti i paesi occidentali che si reggevano sul lavoro manufatturiero ed a cui essi, i grandi capitalisti, appartenevano.

Ora cerchiamo di essere seri. Prima noi mangiavamo antipasto, primo e secondo piatto mentre voi mangiavate solo un pò di pane ma ora la situazione si è capovolta, o si sta avviando rapidamente verso il suo opposto, dove voi mangiate antipasto, primo e secondo piatto mentre noi mangiamo solo un pò di pane ed anche questo a volte sembra andare a scomparire. E’ chiaro che noi in questa nuova situazione non possiamo restare a guardare e dobbiamo fare qualcosa per evitare di morire di fame. Quello che dovremmo fare e potremmo fare naturalmente è di attuare il protezionismo, cioè istituire dazi doganali o tassazioni su tutte le merci importate in modo da proteggere la nostra produzione ed il lavoro nel nostro o nei nostri paesi. Ci rendiamo conto però che il protezionismo, nell’attuale mondo globalizzato, interconnesso ed interdipendente. potrebbe essere causa di irrigidimenti nazionalistici, egoismi e contrapposizioni poco auspicabili.

Noi quindi non vogliamo alcuna guerra, nè militare e nè commerciale. Vi abbiamo chiamato perchè è nostra intenzione di collaborare e stringere un patto con voi, al fine di progredire nella pace e nella giustizia, noi e voi. Siamo convinti che una crescita pacifica sia nell’interesse di tutti. Siamo anche convinti che una crescita pacifica si può realizzare solo all’insegna della giustizia e della solidarietà. Siamo convinti cioè che una crescita pacifica si possa realizzare solo alla condizione che noi e voi riusciamo a stabilire delle comuni basi di partenza nei vostri e nostri paesi. Siamo convinti che una comune base di partenza sia il presupposto per una crescita competitiva e pacifica. Pertanto noi vi proponiamo il seguente patto:

1 – Noi abbassiamo costi e prezzi agli stessi o simili livelli di costi e prezzi dei vostri paesi.

2 – Voi, che avete le tasche strapiene di soldi di cui non sapete che farvene oltre al comprare il mondo intero, vi farete carico di pagare i nostri debiti ad oggi che noi non potremmo più pagare se questo patto viene accettato.

3 – Una volta raggiunta la stessa base comune di partenza per tutti i cittadini dei vostri e dei nostri paesi, istituiremo un Giudice di Gara sovranazionale trasformando la attuale organizzazione delle Nazioni Unite, o ONU, inutile ed attualmente adibita tutt’al più come uno “speaker’s corner” dei parchi londinesi, in Organizzazione per il Controllo dei Costi e dei Prezzi dei vostri e dei nostri paesi, mettendo così la parola fine all’arbitrario “libero” aumento degli stessi in modo così sfacciatamente turlupinoso e rapace.

4 – Istituiremo, per i vostri ed i nostri paesi, una costituzione unica, ispirata a pochi e semplici valori umanitari fondamentali quali l’uguaglianza alla nascita, democrazia, pari opportunità e libertà di espressione e di religione dove per libertà si intende libertà nella giustizia e non libertà di fare quello che ciascuno vuole, e dove giustizia significhi misura e giusta misura. Quale segno di distinzione e quale vessillo di speranza in un nuovo futuro rilasceremo ai vostri ed ai nostri cittadini un passaporto unico intestato alla Comunità del Pianeta Terra o “Earth Community” ed abbatteremo tutte le frontiere fra i vostri ed i nostri paesi ove tutti i cittadini vi potranno liberamente circolare.

5 – Aboliremo e disconosceremo i paradisi fiscali ed i grandi capitalisti che non vorranno aderire a questo patto saranno proibiti dall’ingresso nei nostri e vostri paesi, assieme ai loro prodotti e merci.

6 – Riformeremo gli accordi sulle comunicazioni, telecomunicazioni, televisioni e stampa all’insegna non più della libertà incondizionata, ma di una libertà giusta e vigilata e rispettosa dei diritti sacrosanti di “privacy” di qualsiasi persona ed all’insegna di una più razionale e sobria distribuzione.

7 – Una volta raggiunto il traguardo di un livello economico comune ed uniforme istituiremo una nuova moneta unica globale che chiameremo ECU (per EARTH CURRENCY UNIT) dove 1 ECU sarà composto di 1000, mille, MONEY tutti di carta tranne i primi 10 MONEY che potranno essere di monete metalliche e dove 1 ECU sarà  il corrispondente di circa un euro di oggi, assieme ad un governo unico globale e confederato valevole per tutti i paesi che vorranno aderire a questo patto.”””””

Quanto sopra a prima vista potrebbe sembrare un sogno, brutto per qualcuno e bello per qualche altro, o potrebbe sembrare il vaneggiare di un idealista senza arte nè parte. Ma pensandoci bene, forse, potrebbe essere una strada quasi obbligata se vogliamo evitare le due altre possibili alternative, il protezionismo e una guerra planetaria da una parte ed il caos attuale senza regole dall’altra parte. Più passa il tempo e più la medicina, qualsiasi essa sia, sarà dura. Il patto proposto sembra l’unico che si possa realizzare pacificamente. Quanto sopra è comunque solo una indicazione di un nuovo cammino sul quale l’uomo moderno sente la necessità di dirigersi avendo egli perso tutti i riferimenti ed i valori immortali della sua stessa umanità.

L’occidente scompare per la cieca fede nei falsi paradugmi del passato fra cui il cieco credo nell’autonomo incontrollato aumento dei prezzi e dei costi, paradigma che si è venuto a schiantare contro la realtà del libero mercato globale che in poco tempo lo annienterà se non si ha il coraggio di prendere provvedimenti coraggiosi. E la follia di questo credo è tanto più pervicace quando si pensa che ancora oggi non si è capito questo problema, o si fa finta di non capire, e si lasciano tranquillamente continuare a far salire prezzi e costi autonomamente, facendo aumentare la distanza dall’India anzichè diminuirla, perchè, anche se qualcuno se ne è accorto, è tabù o non politicamente corretto il solo accennarne.

I lavaggi del cervello, i fondamentalismi, le ideologie e gli estremismi culturali provenienti dal passato, descritti in parte su questo blog, i tanti bombardamenti culturali su materialismo, consumismo, rapina della natura e crescita infinita in una perenne giovinezza, le ingiuste ed abissali differenze, hanno reso l’uomo moderno consapevole di essere arrivato ad un Capolinea, Il Capolinea “strutturale” del Millennio dal quale egli intravede che la risposta ai suoi dubbi e necessità della speranza nel futuro può venire solo da una rinnovata Spiritualità e da un saggio uso della Giustizia e della Misura, nel rispetto dei propri simili, in un mondo senza eccessi ove egli possa governare armonicamente gli opposti ed i contrari ritornando ad essere il padrone di sè stesso ed il signore del suo mondo. Se ne avrà il coraggio ed il tempo.

Questo articolo vuole contribuire a “farci svegliare”.

21 – SIRIO E ISIDE – LA STELLA DI NATALE E CAPODANNO

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Intorno alla mezzanotte dei giorni che precedono e seguono il Solstizio d’inverno e Capodanno, tutti gli anni, da molte migliaia di anni, da tutte le abitazioni che hanno una finestra esposta verso sud, davanti ai propri occhi appare la più grande e lucente stella del firmamento, Sirio. E’ finanche più lucente di un pianeta e non si può sbagliare nel riconoscerla. Sirio, nella plurimillenaria storia egiziana, rappresenta la grande dea Iside. Stella e Dea sono entrambe affascinanti e misteriose ed interi volumi sono stati scritti su entrambe. La loro storia risale alla notte dei tempi ed il loro culto è all’origine finanche delle nostre fedi religiose. Sirio è bella, come Iside è bella. ed il loro misterioso fascino di natura femminile può forse essere paragonato all’ispirazione del Divino dato dal quadro più famoso al mondo, la celebre Monna Lisa di Leonardo.

Sirio non è una stella come tutte le altre. Essa è davvero particolare, anzi per meglio dire, speciale. Essa marca la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Cioè intorno alla mezzanotte di ogni capodanno guardando Sirio automaticamente noi guardiamo l’autostrada sulla quale stiamo procedendo. Sirio, o Iside, la “Sothis” greca o la “Spdt” egiziana, potrebbe essere la meta del nostro viaggio, una visita alla Monna Lisa del cosmo. E la sua lucentezza sembra fatta apposta per facilitarci questo viaggio, come per dire “segui la mia luce di splendore e ti ritroverai a casa”.

Come facciamo a dire che è la nostra direzione di marcia??? E’ semplice, ci sono sempre 181 giorni e 18 ore fra il solstizio invernale e quello estivo, e ci sono sempre 183 giorni e 12 ore, sempre quasi 2 giorni in più, fra il solstizio estivo e quello invernale. Il Sole quindi viaggia verso il solstizio d’inverno trascinandosi appresso tutto il sistema solare. La Terra impiega pertanto minor tempo fra il solstizio invernale e quello estivo perchè in questo tratto si muove in direzione opposta a quella del Sole. Ed impiega di più fra il solstizio estivo e quello invernale perchè in questo tratto la Terra si muove nella stessa direzione verso cui si sta muovendo il Sole, un pò come una autovettura che ne deve sorpassare un’altra in autostrada.

E’ in pratica come una seconda Stella Polare, nel senso di riferimento, perchè mentre la Polare ci indica la direzione dei punti cardinali, Sirio ci indica la nostra posizione nella nostra galassia e la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Verso di Lei, come detto, c’è la direzione della nostra meta ed il nostro futuro intorno al centro della nostra galassia. A 90 gradi, a sinistra, c’è la parte di cielo che noi possiamo vedere bene alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio di primavera, la parte di cielo più piena di stelle proprio perchè quella è la direzione del centro del nostro ammasso galattico intorno al quale tutto il sistema solare gira. Ancora più avanti, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’estate, la parte di cielo che si apre davanti a noi indica la zona o strada da cui siamo passati e stiamo provenendo. Proseguendo ancora, alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio d’autunno possiamo vedere la parte di cielo più povera di stelle proprio perchè stiamo guardando verso la parte opposta a quello del centro galattico. Finchè di nuovo, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’inverno e capodanno, la nostra bella Sirio, o Iside, ritorna a splendere come non mai e ad indicarci la nostra meta con Lei come guida.

Sirio, durante la plurimillenaria antica civiltà egiziana, era la rappresentazione della dea Iside, moglie di Osiride, a sua volta rappresentato dalla seconda forse più bella costellazione del cielo, la costellazione di Orione,  che la precede di circa una ora, quasi ad aprirle la strada, come farebbe qualsiasi uomo che si rispetti con la propria amata. Così Sirio, o Iside, segue Orione, o Osiride, nel cielo per l’eternità, a testimonianza del loro Amore cosmico e dell’Amore universale, oltre che di forse profonde verità, spirituali e scientifiche che ancora oggi ci sfuggono. La famosa Stella di Natale, che noi mettiamo su tutti i presepi, non è altro che Sirio, o Iside, la più lucente e bella stella che da millenni, nei giorni di Natale, illumina la capanna del nuovo anno che nasce e la capanna della divinità che nasce e che rinasce con noi e dentro di noi.

Fino all’avvento del Cristianesimo il culto di Iside era osservato in tutto l’oriente  e nei paesi del mediterraneo. Finanche a Roma e nel mondo romano esso era conosciuto e praticato e vi erano molte statue che la raffiguravano con un bambino in braccio. E qualcuna esisterà ancora oggi. Il bambino che Iside portava in braccio era suo figlio Horus, o Horo, avuto, così dice la leggenda, in pratica per magia o, come diremmo noi oggi, per opera dello spirito santo, anche se il concepimento fu frutto del seme di Osiride, perchè quando Lei concepì Horus suo marito Osiride era già morto, caduto in una trappola mortale tesagli, per invidia per il suo successo e popolarità, da suo fratello Seth assieme ad altri 72 congiurati. Osiride fu un grande civilizzatore e girò il mondo intero portando il primo fondamentale messaggio di luce di sapienza, fratellanza, amore, giustizia, spiritualità, pace e perdono a tutti gli esseri umani. Insomma egli fu, molte migliaia di anni prima, il nostro Gesù così come Iside fu l’antesignana della Madonna col Bambino. E fu la storia di Iside a dare chiaramente l’idea al Cristianesimo dell’Immacolata Concezione.

L’importanza, la grandezza ed il mistero di Sirio non finiscono qui. Sirio fu scelta dagli antichi egiziani, già dai tempi predinastici, dal 3500 A.C. per certo, ma forse risalente a tempi più antichi, quale stella adatta a marcare l’anno di 365,2422 giorni che noi oggi conosciamo col calendario Gregoriano. Ciò era possibile perchè Sirio era, ed è, l’unica stella del firmamento che non ha movimenti precessionali come tutte le altre stelle. Noi sappiamo che a causa della precessione degli equinozi ogni 2160 anni circa tutte le stelle subiscono appunto un movimento precessionale di 30 gradi di ascensione retta. Sappiamo, per esempio, che a causa di tale movimento fra alcune migliaia di anni la stella che c’indicherà la direzione del Nord sarà la stella Vega e non più la attuale stella Polare dell’Orsa Minore. Ebbene per Sirio ciò non è accaduto e non si è verificato per oltre, ad oggi, 5500 anni!! Molti studiosi e storiografi non sono d’accordo sull’interpretazione di questa strana faccenda, anche perchè una sentenza veritiera su quest’argomento richiede un lungo periodo di osservazioni, mentre la scienza, timidamente, a causa del disagio a toccare questi argomenti da essa ritenuti un abracadabra, sembra che voglia fare capolino dicendo che sì, effettivamente, sembra che i parametri precessionali di Sirio siano ridotti quasi a zero.

Quindi Sirio è la stella fissa, o quasi, per eccellenza. Un punto fermo nel Cosmo quasi a voler dare la possibilità a tutti gli uomini del pianeta di poter trovare, un giorno, la giusta strada della verità nella sapienza e nella spiritualità. Essa pertanto indica il Natale, Capodanno e l’Epifania tutti gli anni, adesso come duemila anni fa e come sei mila anni fa ed ancora più indietro.

Nella prima metà dello scorso secolo, nel 1931, un professore di antropologia francese, Monsieur Marcel Griaule, assieme ad una antropologa tedesca, Madame Germaine Dieterlein, diedero inizio ad una campagna di ricerche antropologiche in Africa, in Mali, intorno alla zona di Timbuctu, ove si soffermarono nello studio delle credenze e nozioni conosciute dall’etnia dei Dogon, appartenenti alla più grande etnia dei Bambara, a loro volta connessi con i Fulani o Peul di quell’area. I due professori non immaginavano che le loro ricerche sarebbero entrate negli annali della storia sollevando un enorme scalpore ed incredulità che perdura ai giorni nostri.

Queste ricerche durarono molti anni, circa 20, e portarono alla conclusione strabiliante ed incredibile che i Dogon da migliaia di anni sapevano, e si tramandavano di generazione in generazione, tutto sul sistema di Sirio che, anche se a noi appare come una singola stella, è in realtà parte di un sistema, appunto chiamato il sistema di Sirio. E’ cioè un sistema di stelle binarie di cui una, Sirio A, che è quella che noi vediamo, ruota intorno ad una “nana bianca”, detta Sirio B, una stella estremamente densa che non emette luce, con un periodo di rivoluzione di 50 anni. Tutte cose che la scienza ufficiale ha praticamente ignorato fino alla metà dello scorso secolo dopo aver cominciato solo a supporne qualcosa nel XIX° secolo.

Sirio inoltre è la stella che, nella sua culminazione in meridiano, cioè al centro del cielo ed in direzione sud, era traguardata, come attraverso un cannocchiale, dal condotto meridionale della Camera della Regina della Grande Piramide di Giza, condotto che pertanto appare essere stato costruito appositamente per Lei, questa stella fantastica e più che speciale, quasi a voler confermare tutto quanto detto finora. Gli antichi chiaramente si dovettero rendere conto dell’importanza e dell’eccezionalità di questa stella, molto più di quanto siamo disposti a concedere noi oggi, nella nostra scettica aridità spirituale, pianificando la costruzione del più grande monumento al mondo, la Grande Piramide di Giza in Egitto, intorno alla sua essenza di Stella e Dea.

L’aver voluto far rappresentare l’unicità di questa splendente e magnifica stella dalla Dea Iside, una Donna, sembra infine essere stata una deliberata e chiara testimonianza dei fondatori della civiltà umana ad onorare, rispettare e ad amare la femminilità e l’eterno femminino di tutte le Donne, portatrici dell’affascinante mistero del Divino e dell’Amore che è all’origine della Vita e della sua rigenerazione.

Tutte queste caratteristiche di Sirio, qui solo accennate, sembrano volerci invitare ad una profonda riflessione, in occasione di questo Natale e di questo Capodanno, che ci possa aiutare a delineare meglio la strada ed il percorso da intraprendere, il cammino di mille miglia, sul quale l’uomo pensante moderno ha disperatamente bisogno di ritrovare sè stesso, nella verità, come descritto dall’inizio di questo blog.

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P.S. – NOTA PER COLORO CHE CERCANO LA DIREZIONE DI SIRIO. –

A mezzanotte di ogni 31 Dicembre Sirio è osservabile esattamente a Sud, cioè nella posizione dove a mezzogiorno il Sole raggiunge la massima altezza. Un’ora prima della mezzanotte, alle 23.00, Sirio si trova 15° (gradi) più a sinistra della detta posizione. Alle 01.00, un’ora dopo la mezzanotte, Sirio si trova 15° più a destra della detta posizione. E così via di seguito. Ed è così per migliaia e migliaia di anni.

A mezzanotte di ogni 1° Dicembre, un mese prima di Capodanno, Sirio si trova 30° più a sinistra sempre della stessa detta posizione. Ed a mezzanotte del 31 Gennaio, un mese dopo il Capodanno, Sirio si trova 30° più a destra della detta posizione o direzione.

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Vedi anche n. 24 sul disconoscimento di Sirio.

E vedi anche n. 61 – Per l’importanza di Sirio in una nuova formulazione dei moti celesti e nella sua testimonianza per gli errori di Copernico e Newton.

19 – LA GERMANIA, IL RISPETTO ED IL RESTO DELL’EUROPA

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , on dicembre 14, 2010 by beautiful41

Perchè la Germania è sempre perfetta, in pace come in guerra??? Sono i germanici i figli degli Dei ariani immortali mentre noi siamo figli di uomini mortali per cui non riusciamo a fare quello che fanno loro??? La risposta c ‘è ed è racchiusa in una sola parola, il “rispetto”.

Parecchio tempo fa ero inviato speciale per un giornale americano con il compito di raccogliere informazioni sul trasporto di merci per mare fra l’Europa e le Americhe. Il giornale per cui lavoravo mi prenotò un posto da passeggiero su una grande nave portacontenitori, una delle più grandi al mondo a quei tempi.. La nave effettuava servizio regolare di linea fra i più importanti porti del Nord Europa ed i più importanti porti americani.

Gli inviati speciali in pratica sono degli spioni. Essi devono cercare di raccogliere tutte le informazioni possibili sull’argomento di cui si occupano, sopra e sotto il banco, ma senza dare troppo nell’occhio. In genere gli inviati speciali non si presentano come tali per non infastidire e far insospettire le persone con cui vengono a contatto e dalle quali hanno bisogno di informazioni, che ottengono sotto una parvenza di scambio di idee fra amici.

Fu così che riuscii ad entrare nelle simpatie del capitano della nave, la fonte di informazioni più complete su una nave, il quale mi invitava spesso nel suo studio dove prendevamo qualche bicchierino insieme. Costui era un capitano di vecchio stampo. Non ammetteva l’esistenza della mala fede o cattiveria a bordo della sua nave ed era pertanto di una ingenuità quasi sconsolante, che era un pò la caratteristica della vecchia marineria. Il suo studio era sempre aperto dal quale spesso per i corridoi si diffondeva musica di vario genere, per lo più classica.

Dopo aver attraversato l’Atlantico ed aver fatto scalo ad Anversa, in Belgio, procedemmo per Amburgo ove in meno di 24 ore la nave scaricò tutti i contenitori provenienti dalle Americhe e caricò tutti i contenitori di Amburgo per quel viaggio e per le stesse Americhe. Stavo rientrando a bordo da una visita alla città per l’ora che il capitano mi aveva comunicato ed infatti al mio avvicinarmi alla nave vidi che con precisione teutonica le operazioni stavano per finire. Delle tre gigantesche gru a ponte che avevano iniziato le operazioni, due si erano già allontanate dalla nave, sui binari del porto. La terza gru, senza sollevare il ponte, si stava spostando dalla zona centrale verso l’area libera di parcheggio poppiera, passando col suo ponte a pochi centimetri dalle più alte sovrastrutture della nave, quali albero e fumaiolo.

Mentre ancora salivo sulla scala di accesso alla nave e mentre la grua lentamente si spostava sentii cadere sulla mia testa dei piccoli frammenti solidi come se fossero stati conseguenti ad una rottura. Passando davanti allo studio del capitano lo informai di questo fatto. Il capitano, che non si era accorto di niente, capì però immediatamente il significato di quello che gli avevo detto e si precipitò fuori dal suo studio andando ad investigare allo scoperto sulla plancia e sulla controplancia ove lo seguii. Sparsi su questi ponti c’erano i frammenti della rottura dell’antenna del radar principale che era posizionata sull’estremità più alta dell’albero della nave. Chiaramente il gruista del terminal non aveva valutato bene che il ponte della grua non era del tutto libero dall’essere impedito nel suo movimento ed aveva provocato involontaruamente il guaio.

Il capitano chiamò ed informò immediatamente i dirigenti del terminal per la constatazione dei danni sofferti di cui essi erano responsabili. Dopo il sollecito intervento di tecnici e fotografi e assicuratori ci si rese conto che il danno non poteva essere riparato in poco tempo. I dirigenti del terminal si scusarono vivamente per il danno provocato e, per non aggiungere danno al danno, visto che la nave era in partenza per un secondo porto in Germania, il porto di Bremerhaven, dove era prevista arrivare l’indomani mattina, chiesero di poter effettuare la riparazione dell’antenna del radar in quel porto ove ci sarebbe stata una maggiore disponibilità di tempo. Il capitano accettò la promessa anche perchè aveva il secondo radar di bordo perfettamente funzionante.

L’indomani mattina, a Bremerhaven,  appena l’ormeggio fu completato e la scala di accesso fu sistemata, un folto gruppo di tecnici, radaristi, saldatori, operai, elettricisti, assicuratori e dirigenti del terminal di Amburgo, si precipitò a bordo deciso e determinato ad effettuare la riparazione e la rimessa in operatività del radar principale della nave. Era uno spettacolo leggere nei loro occhi e nei loro modi di fare di come essi si rendessero conto dell’estrema importanza del lavoro che svolgevano, del senso di costernazione e di pentimento per il danno da loro causato, e per l’amore ed il rispetto che avvolgeva il loro operato.  Dopo ennesime rinnovate scuse da parte dei dirigenti del terminal e da parte del loro assicuratore, e dopo aver essi saltato i pasti per guadagnare tempo, finalmente il lavoro fu completato e la nave partì in serata per altri porti e per le Americhe con il radar principale perfettamente funzionante e senza impedimenti burocratici o timbri di nessun genere.

In America lasciai la nave e ritornai al mio giornale ma, essendo diventato amico del capitano, andavo a fargli una visita di cortesia ogni volta che lui tornava con la sua nave approfittandone anche per sorseggiare un bicchierino con lui nel suo studio. A proposito di questo avvenimento del radar il capitano mi disse che per ben due viaggi, al ritorno ad Amburgo, i dirigenti del terminal gli chiesero come fosse andato il viaggio con il radar riparato e se riteneva che ci fosse stato bisogno di ulteriori riparazioni o messe a punto, rinnovando sempre le loro scuse. Questa è la Germania, mi disse il capitano,  estrema correttezza e massimo rispetto per l’altrui persona, umiltà senza paura di chiedere perdono o scusa quando involontariamente si arreca un danno a qualcuno, e pronti a riparare l’offesa.

Il capitano mi disse che questo stesso avvenimento si era ripetuto per ben due volte con un’altra antenna principale, quella della stazione radio, in due altri porti diversi della civilissima Europa ma fu semplicemente ignorato. Niente scuse, niente riparazioni, niente di niente, per cui il capitano dovette arrangiarsi ad effettuare le riparazioni coi propri mezzi e i propri soldi.

Fino all’ultima volta che ci siamo visti però non gli dissi mai chi veramente ero, un inviato speciale, quando ero passeggiero sulla sua nave, perchè sono sicuro che non avrebbe sopportato di sapere che il suo mondo ingenuo nel credere nella buona fede dell’interlocutore non esisteva più. Era un mondo già morto.

Questo ci insegna che se non impariamo a rispettare il prossimo, se non impariamo a non odiare e a non odiarci, e se non impariamo a cancellare le fonti dell’odio che sono principalmente la politica in radio, televisione, sui giornali, nei dibattiti televisivi, nelle scuole, dalle elementari all’università, senza amore, continueremo a declinare, assieme al resto dell’Europa, verso il baratro della distruzione, e dell’Europa rimarrà solo la Germania, non per suo merito, ma per nostro demerito.

Questa lezione ci insegna inoltre che i valori spirituali del rispetto, amore e capacità di chiedere scusa ripagando i danni o le offese provocati, sono di gran lunga superiori ai beni materiali ed economici prodotti dal progresso, perchè senza questi valori c’è solo il decadimento ed il regresso, che è quello che sta accadendo.

18 – AKHENATEN E I SEGRETI DELL’ANTICHITA’ – MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

Posted in ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, LEGGENDE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE, VERITA' RISCOPERTA with tags , , on dicembre 6, 2010 by beautiful41

Questo è un messaggio in bottiglia che getto fra le onde dell’oceano della comunicazione di internet con la speranza della possibilità che un giorno questa bottiglia possa approdare sul lido o sull’orizzonte di anime che desiderano vedere con gli occhi della mente e capire con i loro cuori i segreti dell’anticghità.

Questa bottiglia la getto perchè vedo che le poche persone che avevano intravisto giusto in questi segreti dell’antichità sono purtroppo andate tutte all’altro mondo ed io prima o poi dovrò raggiungerle per porgergli i miei omaggi ed i miei sentimenti di ammirazione, e gli abracadabra dei moderni pensieri e pregiudizi hanno ormai preso il sopravvento e le sta ricacciando rapidamente nel mondo dell’oblio. Queste persone geniali erano:
– LIVIO CATULLO STECCHINI
– GIORGIO DE SANTILLANA
– HERTHA VON DECHEND.

Essi hanno capito che l’antichità si poteva interpretare solo se si prende in considerazione che questi remoti nostri antenati erano principalmente dei profondi conoscitori della GEOGRAFIA e dell’ASTRONOMIA. Per avere una conoscenza così perfetta sembra che fossero dei grandi navigatori. I tanti reperti e monumenti lasciati in eredità trovano una facile interpretazione e spiegazione solo se si considera questa più che perfetta conoscenza che iniziò a svanire già circa 5000 anni orsono e che includeva la conoscenza delle dimensioni del pianeta letteralmente al centimetro. Senza ciò considerare diventa tutto più difficile, inspiegabile e, per l’appunto, un abracadabra.

Come ciò sia stato possibile non è da me poter rispondere e resterà un interrogativo per forse ancora parecchio tempo. Ma le tante opere rimaste parlano da sole e testimoniano senza ombra di dubbio la veridicità di quanto affermato.

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ATTENZIONE!! – Il vero articolo su Akhenaten è il n. 15 – Akhenate, il Maat e l’Ordine Cosmico.

Questo è un articolo mal riuscito e chiedo scusa ai lettori.

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POST SCRIPTUM DEL 3 DICEMBRE 2014.

Da quando fu scritto questo articolo, molta acqua è passata sotto i ponti. I tre menzionati grandi studiosi, erano uomini del loro tempo, fermamente radicati nelle convinzioni scientifiche di base dei loro tempi. Pur avendo avuto il grande merito di essere stati i primi a sospettare che nell’antichità prima dei greci ci potesse essere un corpo di nozioni scientifiche talmente lontano che veniva ormai tramandato solo attraverso i miti e le testimonianze sparse di scrittura e di pittura che arricchiscono i musei del mondo, essi non potevano immaginare che le loro idee potessero essere concretizzate a livelli impensabili per i loro tempi ed anche per i tempi di oggi, con le scoperte fatte e descritte durante la stesura di questo blog in questi ultimi quattro anni.

Da una nuova concezione della Terra al centro dell’universo, a una nuova teoria della precessione degli equinozi, all’enunciazione dei sistemi di misura dell’antichità, alla scoperta che gli omphalos raffiguravano la corretta forma della Terra, all’errata concezione del ciclo sotiaco, a tanto altro descritto negli articoli di questo blog, si è dato inizio ad un cambiamento totale della storia dell’uomo e delle sue conquiste scientifiche che i lettori auspicabilmente potranno accettare dopo averle condivise ed assimilate.

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17 – LA BIBBIA, GLI EBREI ED I PREGIUDIZI MILLENARI

Posted in EVOLUZIONE, FOLLIE, PREGIUDIZI MILLENARI, PROPOSTE MILLENARIE, RELIGIONE, RIFLESSIONI, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE, VERITA' RISCOPERTA with tags , , , , , , , , , , , on dicembre 5, 2010 by beautiful41

Due bombe atomiche sono scoppiate!!!  Ma non lo sa quasi nessuno perchè buona parte dell’informazione  è asservita agli interessi religiosi ed istituzionali nel mondo della cultura, assieme ad altri interessi,  interessi che sono tanti e potentissimi e cercano di soffocare nel silenzio e nell’oblio  ciò che non vogliono che si sappia. Lo status quo ed i pregiudizi del passato sono comodi e confortevoli e fonti di preservazione dei tanti privilegi riservati al sapere tradizionale o “classico”. Le nuove idee portano scompiglio in questa ordinata, confortevole, comoda, vera ed eterna verità “paradigmatica”. Si sarebbe costretti a scusarsi per aver propagato il falso per migliaia di anni. Si Sarebbe costretti a pensare ed a riscrivere una nuova verità ed una nuova storia. E la verità fa male, come dice una popolare canzone. Fa male perchè le nuove idee sono sempre rivoluzionarie e vanno sempre a scardinare ed a distruggere i comodi e monotoni pregiudizi del passato.

Queste due bombe atomiche sono scoppiate recentemente entrambe ad opera di studiosi israeliani, il professor Ze’ev Harzog, archeologo, ed il professor Shlomo Sand, storico, entrambi aventi cattedre in università israeliane.

Il primo, a seguito di varie campagne di scavi archeologici in Israele, Palestina e zone contigue, assieme ad altri gruppi di studiosi, non avendo trovato alcunchè di rilievo fra i reperti rinvenuti in zone di primaria importanza biblica, è stato costretto a riconoscere la realtà ed a proclamare al mondo intero che le storie della Bibbia del Vecchio Testamento, dall’inizio e fino a dopo Salomone o all’esilio babilonese, sono solo delle invenzioni poichè non corroborate da rinvenimenti di reperti atti a suffragare la loro veridicità ed importanza. Quindi le storie di Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Mosè, Davide e Salomone, oltrechè della schiavitù e l’esodo dall’Egitto del popolo ebraico, non sono o non sarebbero avvenute. Coi tempi che corrono, bisogna togliersi il cappello e rendere omaggio e gli onori al coraggio di questo archeologo per studiare e raccontare la realtà come essa è, senza timore per le forti opposizioni culturali e politiche che queste scoperte comportano.

La seconda bomba atomica è scoppiata quando il professore di storia Shlomo Sand, a seguito di lunghe ricerche negli annali della storia del popolo ebraico, è arrivato alla conclusione che il moderno popolo ebraico non ha alcuna connessione storica con “la terra biblica dei loro padri”, che questa connessione è solo una invenzione del sionismo di un secolo fa per giustificare l’assegnazione di una terra ai professanti la religione ebraica, che la diaspora causata dai Romani nel 70 D.C. non è mai esistita perchè i Romani non hanno cacciato alcun ebreo dopo la conquista, che le popolazioni di religione ebraica sparse per il mondo avevano acquistato questo credo religioso per un iniziale proselitismo o conversione e per viaggi normali di commercio o altro, che i regni biblici di Davide e Salomone sono solo leggende,  che i veri ebrei odierni forse sono solo alcuni nativi palestinesi ora di religione musulmana, e tanto altro. Una vera bomba atomica. In pratica il professor Sand dice che gli israeliani di oggi non hanno alcun diritto storico sulla terra che occupano. Anche qui, e forse ancora di più, bisogna togliersi il cappello e rendere onore e omaggio al coraggio di questo professore per studiare e raccontare la realtà come essa è, senza paura dei fondamentali pregiudizi del suo stesso popolo. Vive congratulazioni!!! Abbiamo bisogno di uomini come voi su questo pianeta per il terzo millennio!!!!

In realtà queste due ultime bombe atomiche scoppiate sono solo le ultime, e le più forti, di una serie di bombe che erano cominciate a scoppiare dopo due grandi scoperte avvenute nel XIX° secolo, scoperte passate entrambe quasi sotto silenzio a causa della distorsione del pensiero e dei pregiudizi dell’uomo moderno, nonchè dei forti poteri precedentemente citati. Queste due grandi scoperte, fra le più grandi del secondo millennio, sono:
–  la decifrazione dei geroglifici egiziani antichi nel 1822, dopo una breve difficile ed eroica vita spesa tutta a tale scopo, da parte del grande Jean-François Champollion che forse sarà ricordato per le parole che gridava con gioia quando, dopo aver trovato l’ultima chiave per la completa e giusta decifrazione, correndo per strada dal fratello per annunciargli la notizia esclamava: “Je tiens l’affaire!!!” “Je tiens l’affaire!!!”.
– la decifrazione dei caratteri cuneiformi mesopotamici (sumerici, accadici, babilonesi, persiani antichi) nel 1857, a conclusione di una vita di studi e ricerche, da parte di un team di grandi appassionati e studiosi: gli inglesi Henry Rawlinson e Fox Talbot, il franco/tedesco Jules Oppert e l’irlandese Edward Hincks che agirono indipendentemente l’uno dall’altro.

Man mano che cominciarono a circolare le prime traduzioni di queste antichissime lingue morte, ci si cominciò a rendere conto che molte storie del Vecchio Testamento “risuscitavano” dalle traduzioni di queste antiche lingue, ma con nomi diversi. Forse la più clamorosa di queste storie è la storia di Noè e del Diluvio Universale che fu ritrovata, quasi intatta fra le tavolette di argilla della Mesopotamia narranti le gesta e le epopee di Gilgamesh e di Utnapishtin, risalenti ai tempi dei Sumeri allorchè erano già dei miti.

Cominciò ad apparire cioè che le molte storie del Vecchio Testamento, più che patrimonio del popolo ebraico, erano invece patrimonio dell’umanità intera, attraverso i vari popoli e nazioni dell’antichità ove queste storie si erano svolte. E più che un libro di religione, pertanto il Vecchio Testamento oggi, dopo le accennate rivelazioni, può essere considerato solo un libro di storia antica, ove per storia si intende storia ma anche favole, fiabe e favole-verità, date le tante manipolazioni, narrante le gesta ed i pensieri dei nostri antichi antenati i quali, essendo degli umani, ne hanno fatte e pensate di tutti i colori, dall’estrema criminalità e cattiveria  agli atti d’amore più sublimi, alle poesie più belle ed alla infinita saggezza.

Molte storie bibliche attribuite al popolo ebraico sono in realtà storie occorse nell’antico Egitto dal quale i compilatori del Vecchio Testamento hanno sempre cercato di prendere le distanze per rancori che si sono trascinati nei secoli e causati da estromissione di “egiziani” dall’Egitto stesso. Ma il fatto che, argomento poco o non divulgato, l’antica lingua scritta ebraica sia una copia pressocchè identica degli antichi geroglifici egiziani è forse la miglior prova di quanto asserito. Non ci si inventa una lingua dall’oggi al domani e normalmente si scrive nella lingua nella quale si è stati allevati ed istruiti.

Mosè è un nome egiziano e basta pensare ai tanti faraoni dai nomi terminanti con moses come Tuthmoses, Ahmoses, Ramses eccetera, dove la parola moses significa ragazzo o “figlio di”. Davide viene da Daud ove le consonanti inizialmente di “T”, da Toth o Tuth, antico dio egiziano della sapienza e della scrittura, sono state cambiate, magari inconsapevolmente, in “D”, come alcune persone da noi oggi ancora usano fare, come il nostro ex primo ministro De Mita che pronunciava tutte le T con delle D, mentre le vocali sia nei geroglifici e sia nell’ebraico antico non esistevano o non erano d’obbligo e quindi si adattavano secondo le circostanze della pronuncia.

I due professori citati quindi non hanno fatto altro che rendere esplicito e chiaro a tutto il mondo ciò che finora si mormorava solo nelle orecchie di poche persone per la paura di essere tacciati come “antisemiti”. Naturalmente questa nuova visione della realtà biblica è rivoluzionaria per diversi aspetti. Il primo è l’aggancio delle radici del cristianesimo, attraverso l’ebraismo, al mondo culturale dell’antico Egitto, cosa che le autorità ecclesiastiche hanno sempre cercato di evitare ritenendo quel mondo il mondo del paganesimo, non avendo mai preso in considerazione la possibilità che nel paganesimo vi fosse una immensa luce.

Venendo a cadere la storicità di Abramo e degli altri “patriarchi” viene a cadere la storicità del popolo eletto o “prescelto” da Dio. Al massimo questo credo può rientrare nell’essere classificato come pura fede personale che ciascun essere umano si porta dietro. Anch’io, pur non essendo ebreo, sò che il Signore mi aiuta e mi ha sempre aiutato ed ha sempre avuto un occhio su di me. Quindi anch’io sono prescelto al pari, penso, di tutti gli uomini di buona volontà, di qualsiasi nazionalità e religione. Questa storia di essere prescelti per diritto divino con inchiostro, penna e carta, e tanto di sigillo, da Dio è stata forse la più grande follia, fra quelle citate, degli ultimi 2000??? 3000??? anni. Ed il popolo ebreo, e non solo esso, liberandosi da questo pregiudizio, spezzerà le catene che lo hanno reso schiavo finora e sarà finalmente libero ed uguale a tutti gli altri cittadini del mondo, perchè sarà in condizione di separare l’appartenenza allo Stato dall’appartenenza alla Religione.

Vi sono altri aspetti di carattere politico e attuali nei quali però non entro non avendo la competenza necessaria e data l’estrema delicatezza dell’argomento. Il pensiero e le ricerche effettuate da questi due grandi professori sono noti a tutti gli ebrei di tutto il mondo e sono densi di significati e sta al popolo ebraico trarne le giuste conseguenze adottando le giuste decisioni con coraggio, del quale gli israeliani certamente non difettano.

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15 – AKHENATEN, IL “MAAT” E L’ORDINE COSMICO.

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Ogni tanto un pò di numeri che “non contano”. Allacciatevi le cinture e tenetevi forti. Sembra che, dopo Cleopatra, il regnante dell’antico Egitto di cui si è parlato di più sia stato Akhenaten (detto anche Akhenaton), faraone  della XVIII^ dinastia. vissuto come tale verso il 1350 A.C. Le statue rappresentanti la sua figura mostrano fisicamente un uomo quasi deforme, con un viso eccesivamente oblungo e dei fianchi e cosce dai rigonfiamenti femminili. Ciò ha fatto sorgere il sospetto che fosse malato nella mente e nel fisico e molti archeologi si sono soffermati sulle sue presunte patologie, mettendole in relazione con le riforme rivoluzionarie da lui avviate nel paese. Akhenaten era il marito della bellissima Nefertiti, il cui busto facciale è conservato in un museo di Berlino.

Di Akhenaten si è detto di tutto e di più. Oltre alle sue vere o presunte patologie di impotenza e di sessualità distorta o di degenerazione totale, si è detto che la sua più importante riforma sia stata quella di aver avviato o iniziato il monoteismo, il credo in un Dio unico, in opposizione al politeismo normalmente praticato ai suoi tempi. Si è detto che questo monoteismo venisse rappresentato dall’adorazione del Dio Sole o del Sole. Al di là di una sterminata critica storiografica, e di numerose teorie originate dalla sua persona e dal suo operato, cerchiamo invece di raccontare i semplici e soli fatti relativi a quest’uomo.

Akhenaten prima di diventare faraone si chiamava Amenofi IV.  Cambiò il suo nome in Akhenaten in omaggio alla parola Aten (o Aton) che già dall’antichità a lui anteriore di migliaia di anni significava il Sole ed era rappresentato da Ra, il dio Sole. Contro la volontà dei notabili e dei “sacerdoti” dei suoi tempi, Akhenaten, una volta asceso alla carica suprema, in sostituzione della capitale d’Egitto che era Tebe, avviò la costruzione di una nuoca capitale, Akhet-Aten, “orizzonte di Aten” o “orizzonte del Sole”, esattamente al centro dell’Egitto, in una località che oggi si chiama El Amarna o Tel El Amarna. Migliaia di anni prima di Akhenaten, un pò come l’antichità greca, o più, è rispetto a noi, la configurazione dell’Egitto fu scelta e decisa perchè l’Egitto doveva essere una rappresentazione del cielo, o del Cosmo, sulla Terra, in base al noto principio “come sopra così sotto”.

Quando furono definiti i confini dell’Egitto l’inclinazione dell’asse terrestre sull’eclittica era di 24° 00′. Oggi tale inclinazione è di 23° 27′. Pertanto il confine meridionale dell’Egitto fu stabilito a rappresentare questa inclinazione alla latitudine di 24° 00′ Nord che corrispondeva al bordo superiore della prima cataratta del Nilo. Il confine settentrionale fu scelto alla latitudine di 31° 30′ Nord, sede della capitale predinastica dell’Egitto, cioè Behdet (oggi forse sotto le sabbie della costa o sott’acqua).  L’estensione dell’Egitto quindi era di 7° 30′ cioè 1/12mo dell’angolo meridiano fra l’equatore ed il polo (90°/12 = 7,5), includendo anche la larghezza della fascia zodiacale della calotta celeste settentrionale, per l’appunto di 7°00′, aumentata di 00° 30′ che è il diametro del Sole. In pratica il confine meridionale dell’Egitto corrispondeva alla latitudine del Tropico del Cancro ove il Sole raggiungeva lo Zenith una volta all’anno, al solstizio d’estate. La fascia zodiacale che era considerata la zona viva ed abitata del cielo ove si svolgevano le “corse” dei pianeti , Luna e Sole, oltre la quale c’era l’eremo espanso cosmico, era quindi rappresentata dall’Egitto oltre il quale (24 + 7 = 31) iniziava  corrispondentemente l’espanso vuoto del Mare Mediterraneo.

La nuova capitale di Akhet-Aten  fu costruita alla latitudine di 27° 45′ Nord, esattamente a metà strada fra il confine settentrionale di Behdet a 31° 30′ Nord ed il confine meridionale a 24° 00′ Nord perchè Akhenaten, richiamandosi ad un concetto di giustizia, verità, centralità, armonia (io aggiungerei amore nel senso di saggezza cosmica) della vita e dello stesso Egitto secondo l’ordine cosmico, il “Maat” o “Maet”, concetto che è un pò stato il cuore della concezione della vita durante tutta la plurimillenaria civiltà egiziana, e che lo stesso Akhenaten ha lasciato per iscritto su tanti geroglifici per tutti da leggere, riteneva giusto materializzare visivamente questo concetto di centralità, giustizia e verità con la costruzione della capitale “al centro” dello stesso Egitto.

Non contento di ciò, Akhenaten fece erigere alla periferia della nuova capitale tante stele gigantesche con delle grandi iscrizioni. Queste iscrizioni, ripetute, oltre che sulle stesse stele, anche su rocce di collina in periferia, compongono un testo sostanzialmente identico e trovato su 14 di tali stele finora rinvenute. Queste iscrizioni proclamano al mondo intero quella che era l’idea portante e conduttrice di tutto l’operato di Akhenaten, sopra descritto, enfatizzando inoltre il posizionamento di due pilastri di confine, uno a nord della capitale ed uno a sud di essa ad una distanza di “””6 ATUR, 3/4 KHE, 4 CUBITI””” l’uno dall’altro. Questa menzione di numeri così precisi e dettagliati in riferimento ad una grande distanza, e ripetuti tante volte, avrebbe dovuto essere causa di studio ed investigazione, o semplice curiosità, da parte degli archeologi. Ma nessuno di essi si è mai curato di discernerne il significato dato che, come abbiamo visto nei precedenti articoli, i numeri dell’antichità “non contano”.

L’estensione dell’Egitto, fra 24° 00′ Nord e 31° 30′ Nord, 7,5 gradi pari a (7,5 x 60) 450 primi di arco terrestri, era per tradizione composta di 1.800.000  CUBITI GEOGRAFICI oppure di 106 ATUR. Costruendo la capitale esattamente al centro dell’Egito al fine di conformarsi alla concezione del “Maat”, o ordine cosmico, perchè l’Egitto doveva duplicare o rappresentare o essere una copia di questo ordine cosmico ed universale, Akhenaten lasciò 50 ATUR tra il pilastro di confine a nord della nuova capitale ed il confine settentrionale dell’ìEgitto a Behdet a 31° 30′ Nord. E lasciò 50 ATUR tra il pilastro di confine a sud della nuova capitale ed il confine meridionale del Tropico del Cancro a 24°  00′ Nord. Un ATUR era considerato 17.000 cubiti geografici cioè 7848,73 metri.

I rimanenti 6 ATUR,  per arrivare all’estensione totale di 106 ATUR dell’Egitto, rimasero a marcare la lunghezza del distretto di Akhet-Aten, compreso fra i due pilastri, distretto che però fu aumentato di “”3/4 di KHE e 4 CUBITI”” per conformarsi all’ordine cosmico. Il KHE era la misura di uno stadio di 184,68 metri o 400 cubiti geografici, mentre un CUBITO GEOGRAFICO corrispondeva a 0,46169 metri. L’incremento di Akhenaten quindi fu di 3/4 di Khe, cioè 300 cubiti geografici, più 4 altri cubiti, il tutto quindi uguale a 304 cubiti geografici pari a (304 x 0,46169) 140,4 metri. Una aggiunta quindi di circa 140 metri su una distanza di 47.092,4 metri rappresentati dai 6 Atur e che porta il totale di questo distretto a 47.232,8 metri fra i due pilastri di confine. Perchè tutto questo????

Il Cosmo è bello, ci affascina, e guardandolo e misurandolo da tanto lontano ci sembra ed è perfetto. I suoi movimenti sono perfetti. La sua anima e le sue armonie sono perfette. Le sue cosmometrie sono perfette. Insomma il Cosmo è la perfezione tangibile e l’aspirazione dell’umana esistenza. Con questo sentimento di ammirazione per questa perfezione quando rivolgiamo gli occhi alla Terra e cerchiamo di replicarne o duplicarne la perfezione secondo il concetto “Come sopra così sotto” cominciamo ad andare in difficoltà. Vediamo la bruttezza invece della bellezza. Gli uomini, per me che sono maschio, sono tutti brutti, i loro pensieri e le loro facce da cretini quasi sempre sono rivoltanti. Ci salva solo di tanto in tanto l’apparizione di una Monna Lisa che ci dà una boccata di ossigeno per farci respirare prima di essere rigettati di nuovo sott’acqua.

Con la Terra è la stessa cosa. Vista da lontano sembra bella e sferica e rotonda, ma non è così. Come un pallone sgonfio e deforme dai calci subiti, la Terra è lontana dall’essere sferica. Ha varie protuberanze. E’ schiacciata ai poli ma non è neanche un ellissoide per cui oggi lo si chiama geoide, ma un geoide senza nessuna forma geometrica precisa. La circonferenza equatoriale è 40.076.000 metri mentre la circonferenza polare o meridiana è 40.009.000 metri con una differenza quindi di circa 70 chilometri.

Le unità di misura ricavate dalle dimensioni della Terra perciò si sono sempre riferite all’arco meridiano fra l’equatore ed il polo, nell’antichità prendendo in considerazione la misura angolare di quest’arco, gradi, primi e secondi, sulla superficie terrestre, mentre in tempi moderni, col sistema metrico decimale, prendendo in considerazione solo la lunghezza dello stesso arco. Ciò perchè un primo di latitudine all’equatore è 1842,9 metri. A 30° di latitudine è 1847,5 metri. A 45° è 1852,2 metri. A 60° è 1856,9 metri. Al polo è 1861,5 metri. Per aggirare questo ostacolo noi oggi adottiamo il primo di arco medio, relativo a 45° di latitudine, di 1852 metri valevole per tutta la Terra, anche se sappiamo che ciò comporta un errore quando siamo in latitudini diverse.

Per una maggiore aderenza alla realtà gli antichi, quando delinearono il piano dell’Egitto, scelsero di riferirsi alla latitudine media dell’Egitto stesso, cioè 27° 45′, la latitudine di Akhet-Aten, dove un primo di latittudine era ed è 1846,76 metri o 4000 cubiti geografici. Questa fu l’origine della lunghezza del CUBITO GEOGRAFICO (1846,76 diviso 4000 = 0,46169 metri = 1 cubito).  L’estensione dell’Egitto era 7° 30′ pari a 450 primi per cui la lunghezza di questa estensione era 450 x 4000 di questi cubiti = 1.800.000 CUBITI GEOGRAFICI pari a 831.042 metri (1.800.000 x 0,46169). Poichè l’estensione del distretto di Akhet-Aten era 6 ATUR senza l’aggiunta, essa era in misura angolare di 0° 25′ 30″ (102.000 cubiti Diviso 4000, oppure 47.092,4 diviso 1846,76 metri). Con l’aggiunta dei 3/4 di KHE e 4 CUBTI la stessa estensione di 25′ 30″ o 25′,5 di  Akhet-Aten fu incrementata a 102.304 cubiti o 47.232,8 metri portando la lunghezza di un primo “cosmico”, valevole di media per tutta la Terra, a 1852,2 metri (47.232,8 diviso 25,5).

Il primo di latitudine di 1852,2 metri alla latitudine di 45°, che solo i moderni satelliti oggi ci hanno confermato, e che viene usato come primo di arco di media generale sulla superficie terrestre composta in realtà di tanti primi di lunghezza diversa a causa della sua deformità, è in pratica il primo di circonferenza unico per tutta la Terra e a tutte le latitudini, una Terra sollevata quindi dalla sua deformità per essere considerata sferica e perfetta  in rispondenza alla concezione del “Maat” ed all’ordine cosmico di duplicare la perfezione del Cosmo sulla Terra ed in Egitto, una concezione che era conosciuta agli antichi di Akhenaten ed ai quali egli voleva ispirarsi con il cubito,  relativo ad una perfetta sfera terrestre, di 0,463 metri (1852 diviso 4000)..

La costruzione della nuova capitale Akhet-Aten era pertanto doppiamente rappresentativa del “Maat” del quale il Faraone era sempre stato per tradizione il supremo difensore ed il più importante suo rappresentante. Era al centro dell’Egitto e dell’Egitto cosmico e nel punto geodetico ove era basata la lunghezza del cubito geografico locale e centrato alla latitudine di 27° 45′ Nord. Questo cubito geografico era per Akhenaten, ed anche per noi oggi, della massima importanza perchè da questo cubito discesero tutte le misure dell’antichità, come descritto al n. 23. E la nuova estensione del distretto di Akhet-Aten ricordava a tutto il mondo che esisteva un altro cubito, di 0,463 metri, un poco più grande del cubito geografico, ancora più importante e riferito a tutta la Terra, resa sferica e perfetta secondo la concezione del “Maat” e del “Come sopra così sotto”, perchè la Misura e la giusta Misura era fondamentale per realizzare i profondi concetti di Giustizia, Verità, Amore, Armonia del “Maat”.

Non si costruisce una nuova capitale per semplice vanagloria o stupidaggini come l’adorazione del Sole, o l’adorazione degli dei, o per il monoteismo, attribuiti ad Akhenaten. C’erano tante buone ragioni di grande importanza, come abbiamo visto, ieri e ancora oggi. Senza Akhenaten e la sua nuova capitale avremmo perso, a distanza di tanti millenni, una valida testimonianza sull’origine della misura e della Civiltà che, alla latitudine di 27° 45′ di Akhet-Aten, col cubito di 0,46169 metri all’origine di tutte le misure dell’antichità, collegava la Terra con il Cosmo.

Ma l’Egitto già da lungo tempo, con il cubito reale, basato su un sistema di misure settenario,  si era già avviato, con  questo sistema settenario invece che sessagesimale, verso la “modernità”, allontanandosì così dalla concezione del “Maat”, ed ormai non si poteva più tornare indietro. Il sistema settenario poi gradualmente porterà alla degenerazione delle misure ed alla babele dei piedi e cubiti fino a che il sistema metrico decimale inaugurò una nuova concezione della misura. Fu così che Akhenaten fu costretto ad abdicare ed a scappare e di lui non abbiamo saputo più niente, oltre alle tante leggende e teorie sulla sua esistenza.

Per concludere questo articolo, lungo più del solito, mi sembra però doveroso rigettare l’idea propagata, non solo con Akhenaten, che la religione egiziana fosse politeista. Se lo era, lo era alla stessa stregua con cui il mondo cristiano cattolico oggi venera la sterminata schiera di santi. Perchè fin dalle sue origini questa antica e nobile civiltà credeva in un Dio unico, immortale, omnisciente, onnipotente, invisibile, autogenerato, autoesistente, inscrutabile, origine del tutto ed Akhenaten anche in questo voleva solo ripristinare ciò che si stava dimenticando. Da Akhenaten ci sarebbero altri insegnamenti da ricavare ma li rimandiamo ad un’altra occasione.

Per una maggiore comprensione vedi il n. 23 sull’origine della misura e l’origine delle mitiche misure oltre PIEDI e CUBTI come ARTABA, STADIA, PINTA, SHEQEL, QEDET, CUBITO REALE, PIEDE E CUBITO ROMANO, TALENTO.

Vedi anche n, 33 “I fiori, i confini dell’Egitto e l’Intelligenza Divina” per i confini orientale e occidentale dell’Egitto.

4 – DOVE ANDARE

Posted in EVOLUZIONE with tags , , , , , on ottobre 30, 2010 by beautiful41

Per decidere dove dirigere i nostri passi forse varrebbe la pena di immaginarci di essere dei grandi personaggi istituzionali investiti della responsabilità storica di dare una speranza nel futuro a tutti gli abitanti del pianeta sulla base della necessità di governare gli opposti ed i contrari in modo armonico. Che cosa faremmo??? Appronteremmo un piano o programma adatto alle esigenze che ci siamo preposti e lo presenteremmo all’umanità intera affinchè essa, con il suo voto di accettazione o meno, ci dia il mandato alla realizzazione dello stesso piano. In virtù di quanto abbiamo esposto nei precedenti articoli ci è apparso chiaro che il nostro punto di riferimento verso il quale dovremmo incamminarci e dirigerci  sia un mondo dove vi sia l’armonia tra gli opposti ed i contrari, armonia che dovrà essere da noi governata.

Gli opposti ed i contrari lasciati a sè stessi, senza governo, e quindi pericolosissimi, sono tanti e molti di essi sono ben noti ma nessuno ha il coraggio di affrontarli vuoi per interesse personale, vuoi per mancanza di coraggio e vuoi per una assenza di visione globale impegnativa e di lungo termine. Si fa finta quindi di non vedere e di non sapere e si tira a campare preferendo lo status quo del politicamente corretto anche perchè gli abissi che dividono gli opposti ed i contrari sono talmente vasti che fanno paura solo a guardarli. Vale la pena però citarne alcuni per il momento solo per informazione riservandoci di ritornare sull’argomento dopo una più approfondita riflessione e per poter indicare quali misure concrete intraprendere.

Gli opposti ed i contrari quando non sono governati producono inevitabilmente quelli che noi chiamiamo semplicemente gli eccessi. Nostro primo dovere dovrebbe pertanto essere, se vogliamo controllare gli opposti ed i contrari, di eliminare gli eccessi. Gli eccessi sono all’origine dei fondamentalismi e sono tanti ed oggi sono ben messi in risalto. I più importanti sono forse l’estrema ricchezza di pochi e l’ estrema povertà di molti. Competizione sleale. Retribuzioni dalle differenze stratosferiche fra il primo e l’ultimo della scala sociale. Divisione fra cittadini di serie A e cittadini di serie B , dove il mondo dei senza “certezze”, che è fondamentalmente un mondo di “precari”, deve mantenere i privilegi eterni dei tanti privilegiati. Eccessi di comunicazioni televisive. Eccessi di pubblicità. Eccessi di libertà e di “libertà di mercato”. E tanti altri.

Gli eccessi di libertà sulle comunicazioni si sono tramutati in eccessi di spionaggio che associati agli eccessi di informazione hanno ormai reso l’uomo uno schiavo ed il suo pianeta un posto invivibile. E di conseguenza la buona fede è stata soppiantata dalla mala fede perchè tutti sospettano di tutti. L’uomo, invece di vedere nel suo simile un interlocutore innocuo con cui scambiare delle idee, vede in lui un potenziale nemico, e quindi tace e si rintana nel suo guscio, di qualsiasi tipo, cercando di proteggersi. E’ come se all’uomo sia stata tolta la parola, parola che pur era la base della sua umanità, del suo essere uomo. Esiste solo la parola roboante ed assordante di coloro che detengono lo status quo ed il potere e che ci vogliono convincere che questo è il migliore dei mondi possibili, Anche se bisogna dire, per onestà, che la parola scritta, con internet, è un benvenuto e giusto tentativo di riequilibrare gli eccessi degli sproloqui televisivi della parola orale dei privilegiati. E così siamo entrati e viviamo nel mondo delle porte chiuse. Per capire il nostro mondo delle porte chiuse vale la pena di descrivere il suo opposto, il mondo delle porte aperte.

C’era una volta.  Tanto tempo fa mi capitò di trovarmi su una nave ove le porte delle cabine degli ufficiali, dell’equipaggio e dei passeggeri erano sempre aperte. Era un periodo di sobrietà allorchè la parola “eccessi” sembrava non essere ancora stata inventata. Le porte si chiudevano solamente durante la notte per motivi di pudicizia e riservatezza. Ma durante il giorno, con le porte aperte, chiunque, passando, poteva sbirciare all’interno delle cabine, salutare o scambiare quattro chiacchiere con l’anima che la occupava. Anche quando ci si allontanava dalla propria cabina per lavoro o altre incombenze le porte rimanevano sempre aperte. Il furto e lo spionaggio e la mala fede vi erano sconosciuti per cui le tante persone a bordo, pur di diverse nazionalità europee, erano accomunate da un senso di estrema fiducia nell’altrui persona. Era un mondo in cui nessuno aveva il timore dell’altro e tutti erano i benvenuti e la disponibilità ad aiutarsi in cambio di niente era tanta. Mi piace ricordarlo come il mondo delle porte aperte.

Questo mondo delle porte aperte non capitò per una scelta o decisione dell’Uomo, ma fu una naturale fase della convivenza umana che sempre segue la fine di una grande catastrofe dell’umanità intera. Essendo una fase naturale e non una imposizione l’Uomo non si curò, nè si cura ancora oggi, di studiare o registrare le armonie che il mondo delle porte aperte intrinsicamente ed implicitamente possedeva. L’armonia, oltre che esprimersi matematicamente e geometricamente come il risultato di un rapporto tra dimensioni diverse, viene espressa anche come il risultato di un rapporto fra le diverse condizioni dell’Uomo, in una singola nazione e sul pianeta intero.

Pertanto compito dell’Uomo dovrebbe essere quello di intervenire con leggi adeguate alla fine di ogni stato o periodo di armonia naturale al fine di preservare nel tempo gli stessi rapporti armonici fra le condizioni degli uomini, rapporti armonici che sono i soli a poter prevenire il graduale formarsi degli eccessi fra gli opposti ed i contrari. Un lungo, decennale, centenario o millenario periodo di prosperità, progresso e pace può avvenire solo alla condizione che l’Uomo riesca a governare e tener sotto controllo sempre gli opposti ed i contrari, e la durata di una civiltà è direttamente ad esso connessa.

Oggi il menzionato breve racconto del mondo delle porte aperte sembra quasi una fiaba, ma è una favola-verità, come qualcuno  mi dice sempre. E’ il mondo perduto dell’armonia fra gli opposti ed i contrari verso il quale l’uomo dovrà dirigersi per ritrovare sè stesso e la sua spiritualità e di conseguenza la sua umanità.

1 – PENSIERI DELL’UOMO

Posted in EVOLUZIONE with tags on ottobre 12, 2010 by beautiful41

L’idea di aprire questo Blog mi è stata suggerita vivamente da una persona speciale. In un primo tempo ho rifiutato perchè sentivo di non avere la competenza necessaria alla gestione di un Blog ed anche perchè non ho dimestichezza con l’informatica se non quella di scrivere sulla tastiera.

Ma poi, dopo qualche settimana di ripensamenti e tentennamenti, mi sono deciso ad aprirlo perchè in fondo era quello che avevo sempre sognato di fare. Sognavo cioè di avere un microfono e parlare a tutto il mondo. Sognavo forse di essere un nuovo divulgatore e di raccontare alla gente la mia verità.
Ed internet ha il grande merito rivoluzionario di offrire proprio questa possibilità, di dare un microfono a chiunque voglia afferrarlo per comunicare il proprio pensiero a tutto il mondo.
Ecco perchè il titolo del blog è “Pensieri dell’Uomo”.
Il titolo del Blog ha una doppia valenza. Oltre a quella di comunicare dei pensieri vuole o vorrebbe anche essere il tessitore ed il presentatore di un pensiero nuovo dell’Uomo vestito solo della sua umanità, senza i tanti titoli delle convenzioni sociali che ne hanno offuscato e ridotto le sue potenzialità negli ultimi secoli.
Siamo stati abituati a pensare forse troppo e per troppo tempo secondo i pensieri e le teorie di poche persone, pensieri e teorie che spesso sono diventate Verità assolute inconfutabili, dei “paradigmi”, per usare una parola di moda.
Ma molti di questi “paradigmi” ci hanno portato per cattive strade fino alla situazione attuale che certamente non è quella di un paradiso terrestre.
Scopo di questo Blog è quindi di far svegliare le nostre anime ed i nostri spiriti  cercando di individuare, nel modo più sintetico possibile, quali sono queste Verità che hanno distorto il pensiero dell’uomo moderno e quale potrebbe essere la nuova stella Polare che ci possa guidare su una nuova strada sulla quale l’Uomo Pensante dovrà dirigere i suoi passi se si vorrà salvare.