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131 – ARCA DI NOE’ E ARGO. LA STESSA ED UNICA STORIA???

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Arca di Noè e Argo – La stessa ed unica storia???

L’Arca di Noè ed il Diluvio Universale sono parti di un racconto biblico del Vecchio Testamento. Tale racconto è stato diffuso in tutto il mondo a mezzo dei popoli aderenti alle fedi monoteiste risalenti a Mosè. La sua narrazione è in sostanza la descrizione di una sopravvivenza di un gruppo di persone di fronte al pericolo mortale causato da innalzamento delle acque.

Il racconto biblico di un tale evento non è il solo. Nella mitologia classica greca esiste il mito di Deucalione che, come il Noè biblico, si salvò dalle acque del Diluvio con una nave che atterrò sulle pendici dell’Etna e poi sui monti del Parnaso. In una delle versioni che riportano tale mito viene precisato che il viaggio durò nove giorni prima dell’ arrivo nei pressi dell’ Etna. Da dove provenisse questa nave non è dato sapere. Tale mito, risalente ai tempi di Zeus, Prometeo, Pirra e Pandora, attesta naturalmente la sua estrema antichità.

In tempi moderni, a seguito di scavi archeologici, si è scoperta l’esistenza di un terzo racconto del Diluvio Universale scritto su tavolette di argilla rinvenute in Mesopotamia e descriventi la storia di Utnapishtin simile in tutto e per tutto a quella del Noè biblico. Questa versione, trascritta in accadico e babilonese, risale in origine ai Sumeri che la avevano messa per iscritto la prima volta forse verso il 3200 AC.

Oltre alle innumerevoli tradizioni orali di miti e leggende, comuni ai popoli di tutta la Terra, relativi ad un tale evento, abbiamo pertanto tre racconti diversi dello stesso avvenimento redatti in lingue, contesti e tempi diversi. Ciò fa supporre una fonte originaria comune da cui sono stati tratti i tre racconti.

La versione greca di Deucalione ci fu tramandata da Omero, che ne accennò l’esistenza nell’ Iliade, ma dello stesso Omero sappiamo ben poco di attendibile. Chi ne ha parlato in maniera più approfondita e certa è stato invece Apollodoro, che studiò ad Alessandria d’ Egitto, ove nella locale biblioteca attinse questo racconto che necessariamente proveniva dagli archivi precedenti di Heliopolis (la ON biblica), ove erano conservati tutti i papiri storici egizi prima che fosse costruita la città di Alessandria d’ Egitto.

La versione biblica di Noè sembra, a giudizio di molti studiosi, essere stata copiata dalla versione mesopotamica di Utnapishtin, quando i compilatori della Bibbia si trovarono in schiavitù verso il VI secolo A.C. a Babilonia, ove essi ebbero contatto con le antiche storie locali. Tale ipotesi di copia è fortemente rigettata dai fondamentalisti religiosi biblici, i quali asseriscono che la versione mesopotamica di Utnapishtin è una versione “corrotta” della storia del Diluvio, dato che la versione biblica di Noè è l’ unica versione non “corrotta”poiché scritta da Mosè personalmente. Se diamo credito a quest’ ultima asserzione dei fondamentalisti biblici, ne consegue che anche per la versione di Noè la fonte originaria di questo racconto è Heliopolis (la ON biblica) ove noi sappiamo che Mosè fu istruito in tutte le arti e scienze egizie.

La fonte originaria della versione mesopotamica di Utnapishtin appare in tal caso incerta ma, in considerazione del fatto che i sumeri e gli altri popoli della Mesopotamia ebbero continui contatti economici e culturali con gli egizi (dai quali essi attinsero le più importanti conquiste scientifiche, fra le quali il sistema di misure lineari, angolari, e del tempo, come descritto in articoli precedenti), possiamo ragionevolmente dedurre che detta fonte originaria sia anche in questo caso il centro della sapienza millenario di Heliopolis.

Gli interrogativi del quando/dove/perché sorti da queste narrazioni sono stati tanti e, specialmente durante il secolo scorso, molti tentativi sono stati fatti per rispondere a queste domande con molte spedizioni organizzate principalmente sulle pendici del monte Ararat, con la scrittura di molti libri e con la formulazione di molte teorie ed ipotesi che potessero definitivamente stabilire la vera natura di questa storia. Ma nessun punto fermo si è potuto raggiungere, nonostante i numerosi tentativi, forse perché non si è mai guardato nella direzione giusta. Si è guardato sempre con gli occhi rivolti verso la terra e nessuno ha mai pensato che si potesse stabilire una connessione con la realtà storica di quest’avvenimento se si fossero alzati gli occhi verso il cielo stellato.

Rivolgendo lo sguardo alla volta celeste ci si può accorgere che la piu’ grande costellazione del cielo stellato è la nave ARGO (Già descritta all’articolo 101 ), immensa e composta di circa 800 stelle includenti le attuali 4 costellazioni di Carena, Vela, Puppis e Bussola. ARGO si estende per circa 60° di latitudine e 60° di longitudine dell’emisfero celeste sud. La sua storia era tanto importante che i primi pittori delle antiche cartine del cielo stellato ritennero di doverla rappresentare per l’eternità, fra le stelle, per la particolarità di una memoria catastrofica riguardante tutta l’umanità.
 
Di Argo ce ne ha parlato principalmente Apollonio Rodio, che nacque, studiò e visse ad Alessandria d’Egitto nel III secolo AC , dove fu bibliotecario nella famosa biblioteca, dalla quale lui attinse la storia di Argo; pertanto, anch’essa deriva dagli archivi precedenti di Heliopolis, la ON biblica. Nella storia o mito di Argo i legami con l’Egitto sono molto evidenti. A partire dalla fondazione sia di Argo sia dell’ Egitto stesso, quando Belo diede ai suoi due figli, Egitto e Danao, il Regno d’ Egitto e d’Arabia al primo ed il Regno di Libia al secondo. E fu lo stesso Danao a fondare Argo. Qui il mito sembra volerci suggerire che il viaggio di Argo avvenne all’inizio della storia egizia. Dal momento che le traduzioni effettuate sui papiri avvenivano dai caratteri geroglifici al greco antico, è molto probabile che la parola ARGO sia, in realtà, una traslitterazione della parola egizia ARCA e che, in sostanza, ARGO ed ARCA indichino lo stesso avvenimento.

Esse, cioè, potrebbero riferirsi alla descrizione di due aspetti dello stesso avvenimento: l’innalzamento delle acque e l’atterraggio finale nella storia dell’Arca contro il viaggio intrapreso dalla stessa nave nella storia di Argo. Questa può essere la sola spiegazione del fatto che, mentre nel cielo stellato non c’è nessun accenno dell’Arca di Noè, c’è invece tutto riguardo la nave Argo, incluso i membri dell’equipaggio più famosi, immortalati nella costellazione di Heracles (Ercole) e nella costellazione dei gemelli rappresentante gli altri membri dell’equipaggio Castore e Polluce.

Basandoci sulla cronologia dell’Egitto Antico rilasciata da Erodoto, secondo il quale Eracle visse circa 20.000 anni fa, possiamo dedurre che il viaggio della nave Argo avvenne all’incirca nello stesso periodo. Questa datazione è la meno antica fra quelle risultanti dalla stele di Palermo (25.000 anni fa) e quella data dal papiro di Torino (39.000 anni fa) riguardo l’inizio della storia egizia. Per dipingere il cielo stellato come la tela di un pittore, bisogna prima di tutto “squadrare il foglio”, come si dice, al fine di determinare le linee di riferimento principali in base alle quali poi si procede con la raffigurazione di qualsiasi cosa uno voglia dipingere. Concedendo alcune migliaia di anni a questi antichi “pittori – astronomi” per la determinazione delle linee di riferimento del cosmo, che sono principalmente l’eclittica, l’equatore celeste, i coluri equinoziali e solstiziali e la conoscenza dei moti celesti con estrema precisione, possiamo ritenere che la raffigurazione di Argo e di tutte le antiche costellazioni nel cielo stellato sia stata operata circa 15.000 anni fa.
Se la scelta della posizione di Argo nel cielo stellato non è dovuta al caso ma ad un disegno preciso, è possibile che gli antichi “pittori-astronomi” abbiano voluto segnalare con ciò che il luogo di provenienza di Argo, o Arca, situata nell’emisfero celeste sud e visibile dal Nord dell’Egitto fino all’equatore, era situato nell’emisfero sud.

In tutte le versioni che descrivono il viaggio di Argo è sempre menzionata la Libia (che a quei tempi significava Africa) quale punto di partenza, di arrivo o di attraversamento, tramite fiumi e deserti, per cui appare che l’origine del viaggio di Argo possa essere stata una grande Isola situata fra le attuali isole di Capo Verde e l’isola di Sant’Elena e/o l’isola di Ascensione, situate nell’Atlantico meridionale.

L’innalzamento delle acque potrebbe essere stato conseguenza dell’inabissamento di questa grande isola, causato dall’inversione quasi istantanea (durata poche ore) dei poli magnetici della terra, inversione attestata e testimoniata nel mito del carro di Elios ed anche dai sacerdoti di Heliopolis, quando riferirono ad Erodoto che “due volte il Sole sorse dove ora tramonta e due volte tramontò dove ora sorge”. Nello stesso mito del carro di Elios (Articolo 127) si accenna che questo sconvolgimento avveniva mentre gli Argonauti, con Argo, attraversavano il fiume Eridano, nel quale trovarono, già morto ed ancora fumante, il corpo di Fetonte. Ciò sarebbe una terza testimonianza del fatto che il viaggio di Argo avvenne durante quelle circostanze e quel periodo.

Alla luce di quanto precede, appare quindi non irragionevole ritenere, come accennato, che la storia di Argo e la storia dell’Arca di Noè siano in realtà la stessa ed unica storia.
Le connessioni della storia di Argo con tante vicende, storie e miti antichi sono molteplici, ed in questo piccolo articolo abbiamo soltanto accennato gli argomenti più importanti di questa storia, che meriterebbe una molto più lunga dissertazione.

Quest’articolo, pertanto, è una semplice offerta di una proposta di una nuova, più realistica prospettiva storica ai lettori, i quali potranno approfondirla ed anche verificarla di persona.

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72 – BENNU – L’UCCELLO DI FUOCO

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I destini dell’Europa e di tutti i paesi del mondo sono stati decisi in età moderna dai poteri magici e misteriosi della Grande Piramide di Giza in Egitto, o Piramide di Cheope, baricentro di tutte le terre emerse, quando Napoleone Bonaparte decise di stendersi nel sarcofago vuoto della Camera del Re nella Grande Piramide. Mentre egli era disteso nel sarcofago alla ricerca forse di un’immortalità e di una eterna gloria, la sua flotta navale in attesa all’ancoraggio ad Abu Qir, alla periferia di Alessandria, veniva distrutta da un ardito del mare con un solo braccio ed un solo occhio, Horatio Nelson, che s’introdusse nottetempo con le sue navi fra quelle francesi all’ancora aprendo il fuoco con le batterie di dritta e di sinistra che portarono alla fine dei sogni di Napoleone, plasmando il mondo come oggi lo conosciamo.

Un caso??? Una coincidenza??? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che le coincidenze indotte da questo grande e misterioso monumento sono veramente troppe per essere considerate tali. E, nonostante la nostra tanto decantata e illuminata modernità, oltre ad interpretare le sue nude dimensioni esterne, noi oggi non possediamo ancora la sapienza che ci permetta di interpretare la complessità della sua architettura interna.

Le nude dimensioni esterne, dopo secoli di misurazioni e rimisurazioni, hanno indicato che la Grande Piramide è un monumento con le sue 4 facce allineate ai 4 punti cardinali con un errore massimo di solo 2 primi di arco, (per focalizzare nella propria mente quanti sono 2 primi di arco basti pensare che il diametro sia del disco solare e sia del disco lunare è di 30 primi), e la cui costruzione ingloba il valore del pi-greco, il valore dell’armonia ed il valore dei primi di arco di meridiano fra l’equatore ed il polo con una sorprendente precisione.

Il rapporto fra il perimetro della base (230,357 + 230,253 + 230,391 + 230,454 metri) e la sua altezza originaria, (921,455 metri diviso 146,474 metri), dà 6,29 che è una buona approssimazione di 2 x 3,14 la relazione fra raggio e circonferenza.

Nel triangolo verticale compreso fra l’apotema di 186,39 metri e la semibase di 115,227 metri (dal rapporto = 1,618) per il lato sud, nel loro rapporto è inclusa con una ottima approssimazione la sezione aurea di 1,618 derivante dal progetto generale della piramide basato su un rapporto di 7 a 11 e dal conseguente rapporto 89/55 della serie di Fibonacci.

Il citato perimetro di 921,455 metri è la metà di un primo di arco di meridiano all’equatore, convalidante la testimonianza di Agatarcide di Cnido, che oggi coi satelliti è stato confermato essere 1842,904 metri, con un errore quindi di soli 6 millimetri rispetto a 1842,910 metri.

L’apotema della piramide era uno “Stadia”, un decimo di un primo di arco di meridiano. Il primo di arco di meridiano ha la caratteristica di aumentare di valore progressivamente dall’equatore al polo a causa della forma ellissoidale della Terra, variando fra i circa 1842 metri all’equatore ai circa 1862 metri al polo. La sua conoscenza è della massima importanza per poter determinare le dimensioni del pianeta.

L’apex, o la sommità, della Grande Piramide, era costituita, in origine, da una piccola piramide, detta “PIRAMIDIONE”, metallica di argento o oro, per brillare alla luce del Sole. L’apotema di questo piramidione era di 2,100 metri e poteva essere inclusa o esclusa dalle misurazioni secondo le necessità.

L’apotema di tutta la Grande Piramide, col piramidione incluso, indicava la lunghezza di uno “Stadia” al Polo di 186,39 metri. Con il piramidione escluso, essa indicava la lunghezza dello stesso “Stadia” all’equatore, cioè 186,39 meno 2,1 = 184,29 metri. Un primo di arco all’equatore è, come abbiamo visto, 1842,9 metri, esattamente 10 volte questa apotema. La funzione del piramidione era quindi, oltre a quanto in seguito sarà esposto, quella di fornire. se lo si immagina graduato opportunamente e verticalmente lungo i suoi circa due metri di superficie, le lunghezze di tutti i primi di arco di meridiano dell’ellissoide terrestre dall’equatore al polo, ciò che appare essere stato l’obiettivo principale delle dimensioni esterne della Grande Piramide.

Il piramidione rappresentava in realtà il BENNU, l’Uccello di Fuoco, inviato nelle remote antichità da Ra, il dio Sole, ad Heliopolis ove, proprio in seguito a questo drammatico e sconvolgente avvenimento, sorse il centro universale e millenario della conoscenza di On, o Heliopolis, dedicato e consacrato appunto a Ra, il Sole, o dio Sole, che fu all’origine della millenaria civiltà egiziana e, per questo, di tutto il mondo. Gli stessi Sumeri si affacciarono sulla storia ben dopo lo svolgersi di questi avvenimenti.

Il BENNU, secondo alcune fonti, era un grosso meteorite che precipitò avvolto dalle fiamme ad Heliopolis. Questo meteorite aveva la forma di un “piramidione”, plasmatasi per l’attrito con l’atmosfera nel suo viaggio iniziato nelle lontane dimore stellari. Questo BENNU, simile ad un uccello di fuoco, quando atterrò ad Heliopolis e si raffreddò, si trasformò, nelle concezioni dell’epoca, nella pietra chiamata BENBEN che è pertanto solo un diverso aspetto dello stesso fenomeno. L’importanza del BENNU e della pietra BENBEN era tanta che da allora essi marcarono, come capsule, le sommità degli obelischi che furono eretti per la prima volta proprio ad Heliopolis, e poi in tutto l’Egitto e da dove furono rapiti o regalati come cimelio a varie Nazioni occidentali.

A Roma ci sono ben tre di questi obelischi egiziani che furono prelevati già all’epoca dell’antica Roma. Al centro di piazza San Pietro, a Piazza San Giovanni in Laterano e a Piazza del Popolo. Per lo meno uno dei tre era ricoperto di geroglifici che poi furono cancellati forse per la vergogna di riconoscere la grandezza di un’altra Nazione e di un’altra Civiltà. Che lillipuzianità e che vergogna!!!!!

Sembra anche che l’idea stessa di progettare le piramidi di qualsiasi tipo e grandezza sia stata un tentativo di celebrare questa antica idea del BENNU, poi diventato ARABA FENICE, di essere un veicolo recante con sè il seme della vita o il seme della conoscenza.

Erodoto, nel suo racconto di quanto gli fu riferito dai saggi, sapienti, o “sacerdoti” di Heliopolis, in merito alla Phoenix o Fenice, ha esternato un dato scientifico di enorme importanza che non è stato finora capito. La Fenice, nel preparare l’uovo di mirra per ospitare le ceneri del padre, scavò tanta mirra in modo che il peso dell’uovo senza lo scavo e senza i resti del padre fosse lo stesso peso dell’uovo di mirra contenente le ceneri o i resti del padre. Perchè menzionare una tale così dettagliata e precisa notizia scientifica???

Era un messaggio nascosto di Civiltà e di Evoluzione!!! Siamo di fronte ad un rapporto preciso di 2 a 1, o di 1 a 2!!!! Cioè il volume, o il peso, del contenuto, era perfettamente uguale al volume, o peso, dell’involucro esterno, oppure che le dimensioni, volume o peso totale o lordo erano il doppio di quelle interne o nette!!!! Ed è semplicemente fantastico ed incredibile che la parte più sacra della Grande Piramide, la Camera del Re, sigillata in origine per l’eternità con tre lastre verticali di granito e tre enormi blocchi di granito di varie tonnellate nel corridoio ascendente, abbondi di rapporti di 2 a 1, o 1 a 2!!! Il cuore di tanta sacralità era, ed è, il famoso sarcofago vuoto di granito il cui volume esterno è esattamente il doppio del suo volume interno!!!

Ma che significa tutto ciò??? Era il segreto dell’ARABA FENICE, portatrice del seme dell’Intelligenza Divina. Il suo seme è concettualmente composto da Conoscenza ed Amore Cosmico. Queste due entità si equivalgono ed assieme. e solo assieme, sono all’origine della Vita Intelligente, il grande propulsore del progresso umano. La parte esterna e visibile, come l'”hardware”, è la conoscenza fatta di tante nozioni scientifiche di cui la Camera del Re e la Grande Piramide abbondano. La parte interna è invisibile, come il “software” di un computer, ed è l’Amore, semplice, universale e cosmico, evolutivo, senza il quale tutte le conoscenze del mondo non servirebbero a niente. Il sarcofago quindi, supposto vuoto per secoli finora, era ed è invece pieno o strapieno della forza magnetica reale ed invisibile dell’Amore e Spiritualità, vero motore dell’evoluzione!!

Il BENNU, o UCCELLO DI FUOCO, o ARABA FENICE, o PIRAMIDIONE, potrebbe anche essere stata una vera capsula spaziale con esseri intelligenti proveniente da altre stelle o galassie, ma in tal caso ciò non farebbe gran differenza perchè noi siamo polvere di stelle e fratelli e sorelle di altre polveri di stelle. Il messaggio portato e consegnato è valido per noi come per loro. E’ un messaggio eterno ed universale di vero progresso possibile solo nella Conoscenza, Amore ed Armonia.

Ed il sarcofago vuoto nella Camera del Re della Grande Piramide rappresenta quindi l’uovo di mirra di Erodoto, il contenitore del seme della Conoscenza, dell’Amore Cosmico e dell’Armonia, gli elementi fondanti della Civiltà che periodicamente si rinnovano quando l’Uomo riesce a riconoscerli.

Napoleone Bonaparte portava dominio, guerre e morte che sono valori antitetici a quelli immensamente superiori dell’Amore e della Conoscenza racchiusi a sua insaputa nel sarcofago della Camera del Re. Tali valori, anzichè l’immortalità e la gloria a cui egli aspirava, non potevano non decretare invece la sua fine.

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Vedi articolo 70 – La Crescita e l’Araba Fenice – per una più specifica descrizione dell’Araba Fenice.

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P.S. del 22 Luglio 2012.

Per la completezza dell’informazione bisogna dire che le dimenzioni della Grande Piramide di Cheope sono state oggetto di una analisi profonda da parte dell’ultimo grande studioso di metrologia antica, il fu LIVIO CATULLO STECCHINI, professore di Storia delle Scienze in università americane.

Quanto citato in questo articolo è solo una parte riassuntiva della detta analisi.

La parte non citata, perchè avrebbe reso l’articolo eccessivamente lungo, è che la Grande Piramide è un modello dell’emisfero nord terrestre con un rapporto di scala 1/43200. Secondo la detta analisi le differenze fra le lunghezze dei quattro lati della base sono differenze volutamente previste dal suo architetto per poter inglobare un gran nummero di dati geografici e di matematica.

Il libro ove è descritta tale analisi è “The Secrets of the Great Pyramid”  scritto da Peter Tompkins con una Appendice di Livio Catullo Stecchini. Di tale libro, scritto in inglese,  fu vietata la traduzione e pubblicazione in Italia per misteriosi ma immaginabili motivi, a testimonianza di quanto la verità faccia paura alla moderna scienza ed alle istituzioni civili e religiose.

69 – ITALIA, RAGIONE E SECESSIONE – SUICIDIO DI UNO STATO

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Un uomo si è suicidato gettandosi dal settimo piano. Morto sul colpo. Chi era costui??? Dalla tasca della giacca spunta la sua carta d’identità dove sta scritto “Amministrazione dello Stato Italiano, nato a Torino il 17 Marzo 1861”.

In questo periodo si parla molto di Secessione, portata avanti dal partito leghista, mentre vari “opinionisti”, anche autorevoli, e per lo più del nord, sembrano appoggiare una insofferenza verso il Sud e le sue malefatte. Questo blog ritiene che, come per altre faccende contemporanee, ci sia molto bla bla bla che, alimentato dai tanti mezzi di comunicazione, stia portando alla scomparizione di quel poco di cervello rimasto, se ce n’è rimasto, nella “dirigenza” di questo Paese.

Vediamo pertanto di cercare di fare un pò di luce sull’argomento al fine di poter meglio dare dei giudizi pacati in occasione del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, in virtù della Ragione più che del campanilismo emotivo da stadio che si è diffuso in questi anni. Nord contro Sud e Secessione.

Moltissimo si è detto durante tutto l’ultimo secolo, il XXmo, sulla “questione meridionale” e propagato a tutto il mondo con tutti i mezzi di informazioni possibili, oltre che nelle scuole e nelle università e con dotte lezioni di professori colti, vertente su una proclamata “arretratezza” dell’Italia Meridionale prima e dopo il fatidico 1861. Come tanti altri lavaggi del cervello fatti all’uomo nel campo della scienza, della storiografia e della religione e descritti in questo blog, anche nel campo dell’Unità Italiana si è avuto paura della verità e si è propagata una visione distorta o falsa dei fatti reali occorsi. Oggi non solo gli italiani, ma anche gli abitanti della Terra del Fuoco sanno che il Nord è ed è sempre stato progredito mentre il Sud è ed è stato sempre arretrato.

Negli scorsi anni però vari studiosi sono andati a curiosare negli archivi delle storie passate ed hanno portato alla luce un panorama ed una realtà dimenticata, ma sempre più confermata da più parti, che è esattamente il contrario di quella finora sbandierata e strombazzata ai quattro venti. Il tanto disprezzato ed arretrato Sud del Regno delle due Sicilie era, ai tempi dell’unificazione, uno degli Stati più ricchi e progrediti d’Europa. Il Regno dei Savoia, al confronto, era ad un livello molto inferiore in tutti i settori dello stato. E fu proprio questa sua arretratezza, forse, fra le cause che furono lo sprone, agendo da deterrente, verso l’unificazione e l’emancipazione che fu in pratica basata sul ladrocinio degli altri Stati.

Fermo restando la grande o grandissima analfebetizzazione delle popolazioni delle campagne e delle periferie, non così era nei grandi centri urbani ove il Sud era all’avanguardia, anche col metro di oggi, fra le Nazioni della Terra. Prima Costituzione!! Prime banche e primi assegni!! Con 450 milioni di monete di argento e oro circolanti la richhezza monetaria del Sud era da sola più del doppio di quella di tutti gli altri Stati d’Italia messi assieme mentre nel Regno di Savoia gli scambi avvenivano con carta straccia senza nessun valore!! Il più industrializzato con la prima locomotiva, prima ferrovia, primo ponte sospeso, primo impianto di illuminazione urbano, primo Paese con acqua corrente, maggior costruttore di navi con la più grande flotta mercantile d’Europa dopo quella inglese e con la prima nave a vapore del mediterraneo, primo sistema pensionistico, primo telegrafo sottomarino, prima galleria, primo sistema di fari moderni, e tanti altri “primi”!!!

Senza contare la richhezza della vita culturale e nel mondo del teatro, dello spettacolo, delle arti e della musica e delle canzoni, settori nei quali il Sud certamente era all’avanguardia assoluta nel mondo. Il teatro San Carlo ne è una testimonianza essendo il più antico teatro operante di tutta Europa e costruito nel settecento.

Ma da dove traeva il Sud tutta questa ricchezza??? Tutta questa ricchezza era tratta da uno spirito imprenditoriale formatosi nei secoli, da un importante e antico centro universitario (l’università Federico Secondo), da un vasto territorio, da una tassazione bassissima (forse la più bassa d’Europa) del 2% circa, dai traffici marittimi sfruttando la posizione geografica al centro del Mediterraneo, da un’amministrazione finanziaria impeccabile, e da un numero di impiegati pubblici che era la metà di quelli del Regno di Savoia.

Tutto ciò è svanito come piuma al vento o come neve al Sole, nel giro di pochi anni dall’unificazione d’Italia, dando luogo, con l’inizio delle alte tassazioni e tante altre rapine, ad uno dei più massicci flussi emigratori della storia. Ecco perchè dovunque andiamo nel mondo sentiamo cantare “O’ Sole mio” e tante altre canzoni napoletane molte delle quali resteranno immortali.

In poco tempo la situazione si è capovolta. I primi sono diventati gli ultimi e gli ultimi sono diventati i primi. Per giustificare questo nuovo panorama ci si è inventata la “questione meridionale” per la “storica” arretratezza del Sud, nascondendo la realtà. Generazioni di italiani sono nate, cresciute e morte con questi pregiudizi, fra le quali quella di Giovanni Agnelli che ironizzava sulla “Magna Grecia” senza sapere che quando l’industria del Sud primeggiava il suo originario Regno Sabaudo era arretrato tanto da non potersi paragonare al Regno delle due Sicilie. Ancora pochi anni addietro “Ricciardetto” scriveva su Epoca che i napoletani erano dei “pezzenti” o con altri simili termini dispregiativi e basati sulle convinzioni ignoranti dei detti pregiudizi.

Come successo a Cleopatra, infangata e mai riconosciutale l’onore ed il merito di aver fornito a Cesare le conoscenze egiziane per l’istituzione dell’attuale moderno calendario universale, così è successo al “meridione”.

Questo era il passato. Vediamo ora il presente e possibilmente il futuro.

L’esistenza di una Nazione necessita dei seguenti requisiti:

– Dei confini sicuri, precisi e possibilmente naturali (mare, fiumi, montagne).

– Una sola lingua. La lingua è il cemento delle Nazioni.

– Un sentimento di un comune sentire nazionale.

– Una amministrazione degna di tale nome.

I primi due punti si conformano in pieno ai detti requisiti, con le Alpi ed il mare confini naturali già dai tempi di Roma antica, e con la lingua italiana che si è imposta da Nord a Sud. Il terzo punto del sentimento comune, già iniziato col Risorgimento al Nord ed al Sud, esso si è poi consolidato in questi 150 anni con milioni di amori e matrimoni che, pur se per qualcuno non contano, valgono eccome per la Nazione! Quella che è venuta meno pertanto è il quarto punto dell’amministrazione dello Stato, un’amministrazione balorda e non all’altezza di una Nazione già dall’inizio. Le parentesi dell’epoca coloniale, dell’epoca mussoliniana e delle due guerre mondiali hanno solo oscurato temporaneamente gli errati concetti dellìamministrazione italiana. Ma essi, questi errati concetti, sono venuti prepotentemente alla luce durante questi primi 60 anni di “normalità” dell’Italia.

Questi errati concetti possono essere sintetizzati con: alta tassazione – poca attenzione per l’inprenditoria in genere – rifiuto o incapacità a riconoscere l’Italia come naturale porta d’ingresso dell’Europa – rifiuto o incapacità a riconoscere la centralità nel Mediterraneo – abbandono del Paese a mafie, criminalità e corruzioni cresciute a dismisura negli ultimi 60 anni – enorme aumento dell’apparato burocratico con regioni e servizi assimilati – progressiva scomparsa dell’apparato produttivo che potesse supportare questi lussi. Questo è il presente.

Questa mentalità provinciale e da cocuzzolo di montagna dell’amministrazione pubblica italiana è ben rappresentata da un loquace ed anziano tassista genovese che, qualche anno fa, alla notizia che vi sono porti in Nord Europa con un traffico di cento navi al giorno che entrano e cento che escono, memore dell’antica tradizione del porto di Genova quale naturale porta dell’Europa, all’improvviso piombò in un triste silenzio mentre il suo taxi era diretto al nuovo Acquario della città, costruito al centro del vecchio glorioso porto!!. Era questa la nuova ricchezza nazionale, i delfini e gli squali da circo equestre!!!! Non a caso oggi il Paese Italia non ha neanche un porto moderno degno di questo nome e la ricchezza derivante dalla posizione geografica di porta naturale d’Europa è svanita per sempre.

Ed il futuro qual’è??? Il futuro sta nella crescita dell’economia e dell’apparato produttivo del Paese ma per poter ciò realizzare occore diminuire drasticamente il peso enorme dell’amministrazione pubblica abolendo regioni e province e lasciando solo un parlamento centrale molto snello, ed i comuni, al fine di ridurre la tassazione per i cittadini a circa il 2%. Il Regno delle due Sicilie è un esempio, ancora oggi, di come un Paese moderno possa prosperare e produrre ricchezza reale. La bassissima tassazione automaticamente fa scomparire mafie, criminalità e corruzioni dato che non ci sarà più denaro pubblico da rubare. Queste criminalità non si combattono con più polizie, carceri e tribunali, ma si combattono eliminando la fonte del loro enorme arricchimento: la corruzione ed il pubblico denaro.

In caso contrario il Paese non potrà non affondare malamente, trascinato giù da in’amministrazione dello Stato predatoria e incapace dove gli stessi burocrati si sono definiti come “quelli delle quattro S”, sedia, scrivania, scorta e stipendio. E che stipendi!! Vacanze, quattro telefonini, giganteschi SUV, grandi privilegi, tutto sulle spalle dei cittadini e di un’economia che naturalmente così non potrà mai crescere. Un’amministrazione dello Stato che, dopo 150 anni di Unità, ha mostrato chiaramente che è stata essa stessa la causa del declino.

Ma l’amministrazione dello Stato non si era suicidata gettandosi dal settimo piano??? Purtroppo no. Era solo l’auspicio iniziale di questo articolo. Essa è viva e vegeta e mangia, mangia, mangia, continuando a fare danni, e piuttosto porterà al suicidio i cittadini e lo Stato Italiano nella sua totalità.

A tutti i balordi incompetenti che hanno governato e governano ancora l’Italia unificata in questi 150 anni l’Amministrazione Pubblica del Regno del Sud, delle due Sicilie, ha finanche lasciato la ricetta di come si governano le finanze e l’economia di una Nazione allora come oggi ed in ogni tempo. “””LE RISORSE FINANZIARIE DELLO STATO NON BISOGNA CERCARLE NE’ NEL DEBITO , NE’ NEI NUOVI TRIBUTI, MA ESCLUSIVAMENTE NELL’ORDINE E NELL’ECONOMIA (nel senso di risparmio), PERCHE’ VERAMENTE IL MIGLIOR GOVERNO E’ QUELLO CHE COSTA MENO.””” Giacomo Savarese, Ministro delle Finanze ed Economia del Regno delle due Sicilie al momento dell’Unificazione.

Lo stato impeccabile delle finanze del Regno del Sud fu confermato da Vittorio Sacchi, nel 1861, inviato dal Regno d’Italia a dirigere le finanze napoletane: “””NEI DIVERSI RAMI DELL’AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE NAPOLETANE SI TROVANO TALI CAPACITA’ DI CUI SI SAREBBE ONORATO OGNI PIU’ ILLUMINATO GOVERNO”””.   

E la Secessione che c’entra??? La Secessione è solo un abbaglio di chi, forse per puro campanilismo, non sapendo nè leggere e nè scrivere e non conoscendo nè la storia e nè la geografia non sa niente della predazione di tutte le ricchezze trafugate al Sud e trasportate al Nord. Ed essa, la Secessione, se avverrà, avverrà solo per l’incapacità dell’Amministrazione dello Statp Italiano ad operare nella sobrietà e lungimiranza.

21 – SIRIO E ISIDE – LA STELLA DI NATALE E CAPODANNO

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, LEGGENDE, RELIGIONE, RIFLESSIONI, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , on dicembre 21, 2010 by beautiful41

Intorno alla mezzanotte dei giorni che precedono e seguono il Solstizio d’inverno e Capodanno, tutti gli anni, da molte migliaia di anni, da tutte le abitazioni che hanno una finestra esposta verso sud, davanti ai propri occhi appare la più grande e lucente stella del firmamento, Sirio. E’ finanche più lucente di un pianeta e non si può sbagliare nel riconoscerla. Sirio, nella plurimillenaria storia egiziana, rappresenta la grande dea Iside. Stella e Dea sono entrambe affascinanti e misteriose ed interi volumi sono stati scritti su entrambe. La loro storia risale alla notte dei tempi ed il loro culto è all’origine finanche delle nostre fedi religiose. Sirio è bella, come Iside è bella. ed il loro misterioso fascino di natura femminile può forse essere paragonato all’ispirazione del Divino dato dal quadro più famoso al mondo, la celebre Monna Lisa di Leonardo.

Sirio non è una stella come tutte le altre. Essa è davvero particolare, anzi per meglio dire, speciale. Essa marca la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Cioè intorno alla mezzanotte di ogni capodanno guardando Sirio automaticamente noi guardiamo l’autostrada sulla quale stiamo procedendo. Sirio, o Iside, la “Sothis” greca o la “Spdt” egiziana, potrebbe essere la meta del nostro viaggio, una visita alla Monna Lisa del cosmo. E la sua lucentezza sembra fatta apposta per facilitarci questo viaggio, come per dire “segui la mia luce di splendore e ti ritroverai a casa”.

Come facciamo a dire che è la nostra direzione di marcia??? E’ semplice, ci sono sempre 181 giorni e 18 ore fra il solstizio invernale e quello estivo, e ci sono sempre 183 giorni e 12 ore, sempre quasi 2 giorni in più, fra il solstizio estivo e quello invernale. Il Sole quindi viaggia verso il solstizio d’inverno trascinandosi appresso tutto il sistema solare. La Terra impiega pertanto minor tempo fra il solstizio invernale e quello estivo perchè in questo tratto si muove in direzione opposta a quella del Sole. Ed impiega di più fra il solstizio estivo e quello invernale perchè in questo tratto la Terra si muove nella stessa direzione verso cui si sta muovendo il Sole, un pò come una autovettura che ne deve sorpassare un’altra in autostrada.

E’ in pratica come una seconda Stella Polare, nel senso di riferimento, perchè mentre la Polare ci indica la direzione dei punti cardinali, Sirio ci indica la nostra posizione nella nostra galassia e la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Verso di Lei, come detto, c’è la direzione della nostra meta ed il nostro futuro intorno al centro della nostra galassia. A 90 gradi, a sinistra, c’è la parte di cielo che noi possiamo vedere bene alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio di primavera, la parte di cielo più piena di stelle proprio perchè quella è la direzione del centro del nostro ammasso galattico intorno al quale tutto il sistema solare gira. Ancora più avanti, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’estate, la parte di cielo che si apre davanti a noi indica la zona o strada da cui siamo passati e stiamo provenendo. Proseguendo ancora, alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio d’autunno possiamo vedere la parte di cielo più povera di stelle proprio perchè stiamo guardando verso la parte opposta a quello del centro galattico. Finchè di nuovo, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’inverno e capodanno, la nostra bella Sirio, o Iside, ritorna a splendere come non mai e ad indicarci la nostra meta con Lei come guida.

Sirio, durante la plurimillenaria antica civiltà egiziana, era la rappresentazione della dea Iside, moglie di Osiride, a sua volta rappresentato dalla seconda forse più bella costellazione del cielo, la costellazione di Orione,  che la precede di circa una ora, quasi ad aprirle la strada, come farebbe qualsiasi uomo che si rispetti con la propria amata. Così Sirio, o Iside, segue Orione, o Osiride, nel cielo per l’eternità, a testimonianza del loro Amore cosmico e dell’Amore universale, oltre che di forse profonde verità, spirituali e scientifiche che ancora oggi ci sfuggono. La famosa Stella di Natale, che noi mettiamo su tutti i presepi, non è altro che Sirio, o Iside, la più lucente e bella stella che da millenni, nei giorni di Natale, illumina la capanna del nuovo anno che nasce e la capanna della divinità che nasce e che rinasce con noi e dentro di noi.

Fino all’avvento del Cristianesimo il culto di Iside era osservato in tutto l’oriente  e nei paesi del mediterraneo. Finanche a Roma e nel mondo romano esso era conosciuto e praticato e vi erano molte statue che la raffiguravano con un bambino in braccio. E qualcuna esisterà ancora oggi. Il bambino che Iside portava in braccio era suo figlio Horus, o Horo, avuto, così dice la leggenda, in pratica per magia o, come diremmo noi oggi, per opera dello spirito santo, anche se il concepimento fu frutto del seme di Osiride, perchè quando Lei concepì Horus suo marito Osiride era già morto, caduto in una trappola mortale tesagli, per invidia per il suo successo e popolarità, da suo fratello Seth assieme ad altri 72 congiurati. Osiride fu un grande civilizzatore e girò il mondo intero portando il primo fondamentale messaggio di luce di sapienza, fratellanza, amore, giustizia, spiritualità, pace e perdono a tutti gli esseri umani. Insomma egli fu, molte migliaia di anni prima, il nostro Gesù così come Iside fu l’antesignana della Madonna col Bambino. E fu la storia di Iside a dare chiaramente l’idea al Cristianesimo dell’Immacolata Concezione.

L’importanza, la grandezza ed il mistero di Sirio non finiscono qui. Sirio fu scelta dagli antichi egiziani, già dai tempi predinastici, dal 3500 A.C. per certo, ma forse risalente a tempi più antichi, quale stella adatta a marcare l’anno di 365,2422 giorni che noi oggi conosciamo col calendario Gregoriano. Ciò era possibile perchè Sirio era, ed è, l’unica stella del firmamento che non ha movimenti precessionali come tutte le altre stelle. Noi sappiamo che a causa della precessione degli equinozi ogni 2160 anni circa tutte le stelle subiscono appunto un movimento precessionale di 30 gradi di ascensione retta. Sappiamo, per esempio, che a causa di tale movimento fra alcune migliaia di anni la stella che c’indicherà la direzione del Nord sarà la stella Vega e non più la attuale stella Polare dell’Orsa Minore. Ebbene per Sirio ciò non è accaduto e non si è verificato per oltre, ad oggi, 5500 anni!! Molti studiosi e storiografi non sono d’accordo sull’interpretazione di questa strana faccenda, anche perchè una sentenza veritiera su quest’argomento richiede un lungo periodo di osservazioni, mentre la scienza, timidamente, a causa del disagio a toccare questi argomenti da essa ritenuti un abracadabra, sembra che voglia fare capolino dicendo che sì, effettivamente, sembra che i parametri precessionali di Sirio siano ridotti quasi a zero.

Quindi Sirio è la stella fissa, o quasi, per eccellenza. Un punto fermo nel Cosmo quasi a voler dare la possibilità a tutti gli uomini del pianeta di poter trovare, un giorno, la giusta strada della verità nella sapienza e nella spiritualità. Essa pertanto indica il Natale, Capodanno e l’Epifania tutti gli anni, adesso come duemila anni fa e come sei mila anni fa ed ancora più indietro.

Nella prima metà dello scorso secolo, nel 1931, un professore di antropologia francese, Monsieur Marcel Griaule, assieme ad una antropologa tedesca, Madame Germaine Dieterlein, diedero inizio ad una campagna di ricerche antropologiche in Africa, in Mali, intorno alla zona di Timbuctu, ove si soffermarono nello studio delle credenze e nozioni conosciute dall’etnia dei Dogon, appartenenti alla più grande etnia dei Bambara, a loro volta connessi con i Fulani o Peul di quell’area. I due professori non immaginavano che le loro ricerche sarebbero entrate negli annali della storia sollevando un enorme scalpore ed incredulità che perdura ai giorni nostri.

Queste ricerche durarono molti anni, circa 20, e portarono alla conclusione strabiliante ed incredibile che i Dogon da migliaia di anni sapevano, e si tramandavano di generazione in generazione, tutto sul sistema di Sirio che, anche se a noi appare come una singola stella, è in realtà parte di un sistema, appunto chiamato il sistema di Sirio. E’ cioè un sistema di stelle binarie di cui una, Sirio A, che è quella che noi vediamo, ruota intorno ad una “nana bianca”, detta Sirio B, una stella estremamente densa che non emette luce, con un periodo di rivoluzione di 50 anni. Tutte cose che la scienza ufficiale ha praticamente ignorato fino alla metà dello scorso secolo dopo aver cominciato solo a supporne qualcosa nel XIX° secolo.

Sirio inoltre è la stella che, nella sua culminazione in meridiano, cioè al centro del cielo ed in direzione sud, era traguardata, come attraverso un cannocchiale, dal condotto meridionale della Camera della Regina della Grande Piramide di Giza, condotto che pertanto appare essere stato costruito appositamente per Lei, questa stella fantastica e più che speciale, quasi a voler confermare tutto quanto detto finora. Gli antichi chiaramente si dovettero rendere conto dell’importanza e dell’eccezionalità di questa stella, molto più di quanto siamo disposti a concedere noi oggi, nella nostra scettica aridità spirituale, pianificando la costruzione del più grande monumento al mondo, la Grande Piramide di Giza in Egitto, intorno alla sua essenza di Stella e Dea.

L’aver voluto far rappresentare l’unicità di questa splendente e magnifica stella dalla Dea Iside, una Donna, sembra infine essere stata una deliberata e chiara testimonianza dei fondatori della civiltà umana ad onorare, rispettare e ad amare la femminilità e l’eterno femminino di tutte le Donne, portatrici dell’affascinante mistero del Divino e dell’Amore che è all’origine della Vita e della sua rigenerazione.

Tutte queste caratteristiche di Sirio, qui solo accennate, sembrano volerci invitare ad una profonda riflessione, in occasione di questo Natale e di questo Capodanno, che ci possa aiutare a delineare meglio la strada ed il percorso da intraprendere, il cammino di mille miglia, sul quale l’uomo pensante moderno ha disperatamente bisogno di ritrovare sè stesso, nella verità, come descritto dall’inizio di questo blog.

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P.S. – NOTA PER COLORO CHE CERCANO LA DIREZIONE DI SIRIO. –

A mezzanotte di ogni 31 Dicembre Sirio è osservabile esattamente a Sud, cioè nella posizione dove a mezzogiorno il Sole raggiunge la massima altezza. Un’ora prima della mezzanotte, alle 23.00, Sirio si trova 15° (gradi) più a sinistra della detta posizione. Alle 01.00, un’ora dopo la mezzanotte, Sirio si trova 15° più a destra della detta posizione. E così via di seguito. Ed è così per migliaia e migliaia di anni.

A mezzanotte di ogni 1° Dicembre, un mese prima di Capodanno, Sirio si trova 30° più a sinistra sempre della stessa detta posizione. Ed a mezzanotte del 31 Gennaio, un mese dopo il Capodanno, Sirio si trova 30° più a destra della detta posizione o direzione.

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Vedi anche n. 24 sul disconoscimento di Sirio.

E vedi anche n. 61 – Per l’importanza di Sirio in una nuova formulazione dei moti celesti e nella sua testimonianza per gli errori di Copernico e Newton.

18 – AKHENATEN E I SEGRETI DELL’ANTICHITA’ – MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

Posted in ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, LEGGENDE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE, VERITA' RISCOPERTA with tags , , on dicembre 6, 2010 by beautiful41

Questo è un messaggio in bottiglia che getto fra le onde dell’oceano della comunicazione di internet con la speranza della possibilità che un giorno questa bottiglia possa approdare sul lido o sull’orizzonte di anime che desiderano vedere con gli occhi della mente e capire con i loro cuori i segreti dell’anticghità.

Questa bottiglia la getto perchè vedo che le poche persone che avevano intravisto giusto in questi segreti dell’antichità sono purtroppo andate tutte all’altro mondo ed io prima o poi dovrò raggiungerle per porgergli i miei omaggi ed i miei sentimenti di ammirazione, e gli abracadabra dei moderni pensieri e pregiudizi hanno ormai preso il sopravvento e le sta ricacciando rapidamente nel mondo dell’oblio. Queste persone geniali erano:
– LIVIO CATULLO STECCHINI
– GIORGIO DE SANTILLANA
– HERTHA VON DECHEND.

Essi hanno capito che l’antichità si poteva interpretare solo se si prende in considerazione che questi remoti nostri antenati erano principalmente dei profondi conoscitori della GEOGRAFIA e dell’ASTRONOMIA. Per avere una conoscenza così perfetta sembra che fossero dei grandi navigatori. I tanti reperti e monumenti lasciati in eredità trovano una facile interpretazione e spiegazione solo se si considera questa più che perfetta conoscenza che iniziò a svanire già circa 5000 anni orsono e che includeva la conoscenza delle dimensioni del pianeta letteralmente al centimetro. Senza ciò considerare diventa tutto più difficile, inspiegabile e, per l’appunto, un abracadabra.

Come ciò sia stato possibile non è da me poter rispondere e resterà un interrogativo per forse ancora parecchio tempo. Ma le tante opere rimaste parlano da sole e testimoniano senza ombra di dubbio la veridicità di quanto affermato.

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ATTENZIONE!! – Il vero articolo su Akhenaten è il n. 15 – Akhenate, il Maat e l’Ordine Cosmico.

Questo è un articolo mal riuscito e chiedo scusa ai lettori.

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POST SCRIPTUM DEL 3 DICEMBRE 2014.

Da quando fu scritto questo articolo, molta acqua è passata sotto i ponti. I tre menzionati grandi studiosi, erano uomini del loro tempo, fermamente radicati nelle convinzioni scientifiche di base dei loro tempi. Pur avendo avuto il grande merito di essere stati i primi a sospettare che nell’antichità prima dei greci ci potesse essere un corpo di nozioni scientifiche talmente lontano che veniva ormai tramandato solo attraverso i miti e le testimonianze sparse di scrittura e di pittura che arricchiscono i musei del mondo, essi non potevano immaginare che le loro idee potessero essere concretizzate a livelli impensabili per i loro tempi ed anche per i tempi di oggi, con le scoperte fatte e descritte durante la stesura di questo blog in questi ultimi quattro anni.

Da una nuova concezione della Terra al centro dell’universo, a una nuova teoria della precessione degli equinozi, all’enunciazione dei sistemi di misura dell’antichità, alla scoperta che gli omphalos raffiguravano la corretta forma della Terra, all’errata concezione del ciclo sotiaco, a tanto altro descritto negli articoli di questo blog, si è dato inizio ad un cambiamento totale della storia dell’uomo e delle sue conquiste scientifiche che i lettori auspicabilmente potranno accettare dopo averle condivise ed assimilate.

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