Archivio per Amore

133 – LE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO – PARTE PRIMA

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Le Origini del Cristianesimo – Parte prima

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Iniziato il 15 del mese di Cleopatra 2014.

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Le origini del Cristianesimo affondano le loro radici in un grande amore fra un uomo e una donna, o, meglio, una donna ed un uomo, Iside ed Osiride. Essi si incotrarono sulle sponde del Nilo ed intuirono, attraverso lo scambio dei loro primi pensieri, che le loro anime erano molto affini e che stava per accendersi la scintilla di un grande e profondo amore. Ma essi non immaginavano che il loro amore sarebbe divenuto una luce di riferimento per tutti gli uomini sulla Terra e per tutti  i millenni a venire.

Iside era molto bella ma la sua bellezza non superava la bellezza della sua anima che si manifestava con mille bagliori di arcobaleno che dipingevano tutte le sue espressioni. I suoi capelli erano neri e lucidi ed erano da lei pettinati a volte “a caschetto”, come si usava da quelle parti, ed a volte erano annodati dietro la nuca con un nastrino color argento che lasciava cadere tre pendenti di boccoli a spirali e, ai lati del viso, due grandi cerchi neri come fossero orecchini.

Iside indossava tuniche di lino finissimo, orlate con fiori ricamati multicolori, a maniche corte con ampie scollature a “V” o quadrate ed abbottonature centrali, dai colori da lei preferiti, bianco e blu notte. La sua innata femminilità e personalità risaltavano in maniera naturale per la cura con la quale essa amava presentarsi.

L’amore che si sviluppò fra Iside ed Osiride era alimentato dalla loro reciproca fiducia che li univa dovunque essi fossero, lontani o vicini, in un crescendo senza fine. L’amore penetrò ogni angolo delle loro anime e, come un fluido magico, straripò diffondendosi per tutta la Terra con la sua Natura, proseguendo fino ad includere tutte le meraviglie dell’Universo.

Motivato dall’onda di questo profondo sentimento Osiride cominciò a capire cose che prima non aveva mai capito. Egli pertanto si mosse ed iniziò a viaggiare per tutto il mondo conosciuto per predicare, insegnare e spiegare a tutte le genti della Terra una nuova concezione dell’umana esistenza, basata sull’amore ed il rispetto per i propri simili, per tutte le forme della natura e per tutte le forme di vita sul palcoscenico della Manifestazione, dalle acque dei fiumi e dei mari con tutte le loro creature, a tutti gli uccelli del cielo, a tutte le creature della terra ferma, a tutti gli alberi e fiori della lussureggiante flora, affinchè nessuno di tali elementi potesse prevalere o sopraffarne un  altro.

L’amore di Iside aveva spinto Osiride a dare il via alla prima Rivoluzione sociale dell’homo sapiens. Egli ebbe un grande successo e fu acclamato ed osannato da tutti i popoli della Terra che riconobbero in lui il loro Maestro di Giustizia ed il sovrano della Pace e della Fratellanza e dell’Equilibrio fra tutti gli elementi della vita evolutiva.

Il Male però era in agguato. Il grande successo di Osiride causò una distruttiva inarrestabile invidia nell’animo di suo fratello Seth che per tale motivo decise di ucciderlo. A tale scopo Seth organizzò una festa o banchetto a cui fece partecipare 72 congiurati invitando anche Osiride. Lo svolgimento della festa prevedeva un gioco il cui vincitore sarebbe stato colui che fosse riuscito ad entrare perfettamente in una bara vuota, appositamente allestita al centro della sala. Tutti provarono ad entrare ma senza riuscirvi perchè la bara era stata costruita sulle misure di Osiride, finchè quest’ultimo vi prese posto. I congiurati immediatamente scattarono e chiusero la bara con il suo coperchio in modo ermetico. La bara contenente Osiride fu quindi gettata nel Nilo.

Iside venne a sapere di quanto accaduto e possiamo solo immaginare l’esplosione di emozioni, sentimenti, dolore, disperazione e tormento nella sua anima e nel suo cuore alla notizia di una tale terribile tragedia. Ma indomita e coraggiosa, dopo i primi momenti di sbandamento, essa si mise alla ricerca determinata della bara e del corpo di Osiride.

(Vi sono varie versioni per il ritrovamento del corpo  di Osiride ma esse tutte non alterano il senso generale di questa storia).

Seth, al fine di prevenire Iside, ripescò la bara dal fiume e smembrò il corpo di Osiride in 14 parti gettandole in varie aree del Nilo. Iside chiamò a raccolta tutte le sue forze ed i suoi poteri al fine di ritrovare il suo amato, pregando tutte le forze benevole dell’Universo di soccorrerla ed aiutarla. Le forze occulte dell’Amore Cosmico, che sono di gran lunga prevalenti sul Male, si commossero ed intervennero, concedendo ad Iside il ritrovamento delle parti di Osiride e la loro ricomposizione.

Perseguendo con determinazione il suo obiettivo fino in fondo, secondo la sua natura rigeneratrice, Iside riuscì, con i poteri magici della sua superiore femminilità, a resuscitare alla vita Osiride quel tanto da permetterle il concepimento di un figlio, il frutto del loro amore totale, mortale ed immortale e senza fine. Correva l’anno 20.000 A.C. circa.

Quello che Osiride capì sotto l’influsso dell’amore di e per Iside era l’idea del MAAT, l’idea del vivere in equilibrio, nell’armonia e nel rispetto di tutte le forme di vita dell’Universo. Il Maat costituì la filosofia portante della antica civiltà egizia e fu anche l’espressione più rappresentativa dell’Età dell’Argento che si protrasse per circa 15.000 anni dal 18.000 A.C. fino al 3.000 A.C..

L’Età dell’Argento, avvalendosi di regole di etica universali e valevoli in ogni tempo, vide lo sbocciare ed il fiorire di una pianta unica nella storia dell’uomo, la Conoscenza ed il pensiero razionale, in tutte le forme che conosciamo: agricoltura, addomesticamento degli animali, scrittura, astronomia, geometria, matematica, urbanizzazione, architettura, opere ingegneristiche e monumentali, pittura, scultura, letteratura, arte e musica, mappatura del cosmo  e delle stelle, mappatura della Terra, unità di misura e dimensioni della Terra, delle quali solo briciole ci sono pervenute attraverso i classici greci. Ma per sapere come e perchè sia stato possibile lo sviluppo di tutto ciò dobbiamo tornare ad Iside, questa Donna meravigliosa dalla quale tutto ebbe inizio.

Iside partorì e diede alla luce un bellissimo pargolo che lei chiamò Horus, nutrendolo ed allevandolo con tutte le cure che può offrire una madre per un figlio tanto voluto ed amato. Horus crebbe sano e forte e quando raggiunse la maturità e l’indipendenza dalla madre egli decise di vendicare la morte del padre dando inizio ad una lotta senza quartiere al fine di uccidere Seth. Horus era il figlio dell’Amore, Amore lui stesso, e cercava di uccidere Seth, il Male, per eliminarlo per sempre dall’Universo.

Il duello fu titanico e durò per lungo tempo mentre i suoi echi riverberarono per il Cosmo intero. Durante questa epica lotta Horus perse un occhio e Seth perse i testicoli, ma nessuno dei due riuscì a prevalere sull’altro, finchè le forze evolutive dell’Universo intervennero ed assegnarono la vittoria e lo scettro del comando ad Horus, l’Amore, designandolo Re, Signore e Governatore dell’Universo.

Horus imparò e capì la lezione vissuta sulla propria pelle. L’amore appartiene all’evoluzione perchè solo  l’amore genera e rigenera continuamente la vita nell’Universo e per questo motivo è infinitamente prevalente sul male. Il Male non può generare o rigenerarsi ma può diventare estremamente distruttivo e letale solo se lasciato crescere e svilupparsi liberamente senza freni o senza regole. Era la nascita del pensiero razionale.

Horus pertanto si accinse al concepimento, formulazione ed istituzione di regole universali e valevoli in ogni tempo al fine di assicurare un progresso pacifico rendendo il male totalmente innocuo, in condizioni tali da non potersi sviluppare.

Queste regole sono venute alla luce dalle sabbie in seguito a scavi archeologici e sono state chiamate “Confessioni Negative” dai moderni archeologi; tuttavia non sappiamo il titolo che in origine fu dato a queste regole. Di esse si sono trovate varie versioni scritte su papiri risalenti al 3000 a.C. circa, a testimonianza del fatto che gli scriba che si accinsero a scrivere queste regole riportavano concetti antichissimi finanche per loro, che pertanto si prestavano ad interpretazioni diverse, anche se accomunate ad un unico filo conduttore di etica. Queste regole sono:
1. NON INFERIRE SOFFERENZE
2. NON RAPINARE
3. NON FARE VIOLENZA VERSO ALCUNA PERSONA
4. NON RUBARE
5. NON UCCIDERE UOMO O DONNA
6. NON TRUFFARE SULLE QUANTITA’
7. NON AGIRE CON INGANNO
8. NON SFRUTTARE INGIUSTAMENTE LA NATURA
9. NON PRONUNCIARE IL FALSO
10. NON PRIVARE ALCUNA PERSONA DEI PROPRI BENI
11. NON BESTEMMIARE
12. NON SOTTRARRE CIBO AD ALCUNA PERSONA
13. NON AGIRE IN MALAFEDE
14. NON AGIRE CON RABBIA BRUCIANTE
15. NON INVADERE LA TERRA ALTRUI
16. NON UCCIDERE O VIOLENTARE ALCUN ANIMALE
17. NON DEVASTARE TERRENI COLTIVATI
18. NON CREARE IMBROGLI
19. NON CALUNNIARE ALCUNA PERSONA
20. NON ARRABBIARTI SENZA UNA GIUSTA CAUSA
21. NON FORNICARE, NE’ COMMETTERE SODOMIA
22. NON CORROMPERE TE STESSO
23. NON FAR L’AMORE CON LA DONNA ALTRUI
24. NON IMPAURIRE ALCUNA PERSONA
25. NON PARLARE CON RABBIA
26. PERSEGUIRE GIUSTIZIA E VERITA’
27. NON FAR PIANGERE ALCUNA PERSONA
28. NON ESSERE BLASFEMO
29. NON AGIRE CON VIOLENZA
30. NON  ESSERE PRECIPITOSO
31. NON MALTRATTARE TE STESSO
32. NON PARLARE PIU’ DEL NECESSARIO
33. NON COMMETTERE FRODE
34. NON INGIURIARE IL TUO SOVRANO
35. NON INQUINARE LE ACQUE
36. NON ESALTARE I TUOI DISCORSI
37. NON MALEDIRE LA NATURA
38. NON AGIRE CON INSOLENZA
39. NON FARE DISTINZIONI (O NON DISTINGUERSI)
40. NON ARRICCHIRSI OLTRE I PROPRI BENI
41. NON MALEDIRE LE COSE DI CUI DISPONI
42. RISPETTARE IL PATRONO DELLA PROPRIA CITTA’.

Così l’amore di Iside causò il sorgere del pensiero razionale e diede inizio all’Età dell’Argento.

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Continua con il prossimo articolo 134.

128 – ETICA E CIVILTA’ DELLE ANIME CAPOVOLTE

Posted in RELIGIONE, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 13, 2013 by beautiful41

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Etica e Civiltà delle Anime Capovolte

Etica proviene da “morale” ed il suo significato viene normalmente interpretato come un codice di comportamento fatto di belle maniere non offensive delle persone altrui. Si dice anche “eticamente corretto” oppure “eticamente non corretto”. Il codice di comportamento etico in realtà è un vago e fumoso miscuglio di modi di comportamento personali non vincolanti e non obbligatori dato che esso non è stato ufficialmente codificato. La sua più vicina espressione è solo il noto “Galateo”.

Essendo il significato di “etica” proveniente dalla morale ed essendo la “morale” ritenuta essere strettamente legata alla religione essa, l’etica, è sempre stata considerata con estrema sufficienza, come un parente povero o qualcosa di bigotto o che dà fastidio o “non moderno”, non di moda, o non “à la page”.

Dopo secoli e millenni in cui Stato e Chiesa, Stato e Religione, avevano formato una sola entità, ad un certo punto, verso il settecento, ottocento e novecento, con lo stabilizzarsi delle democrazie occidentali, sorse l’idea dello Stato indipendente dalla Chiesa o Religione, l’idea cioè che potesse esistere un “libero Stato in una libera Chiesa o Religione”. Quest’idea piacque, si propagò e fu adottata da tutte le Nazioni occidentali. Le Nazioni, così, si “secolarizzarono”, come comunemente si dice, e ciò fu considerata una delle più grandi conquste della modernità.

Nacque così lo Stato laico, cioè autonomo e non appartenente a istutuzioni religiose e non ispirato a fedi religiose.  Quasi come una conseguenza di ciò, lo Stato laico, nel perseguire i suoi obiettivi con leggi e regolamenti civili, non ritenne di prestare alcuna attenzione  al significato di “etica” né alla sua valenza. L’etica quindi continua ad essere più che altro una faccenda puramente personale senza alcuna connessione di rilievo col mondo che ci crconda.

Per la verità in tempi recenti, in vari settori ed in varie professioni, si è sentita la necessità della istituzione di “horme di etica”, ma ciò rimane appannaggio facoltativo solo di qualche associazione sparsa qua e là. Da qualche parte si sente anche parlare di Stato Etico e di Stato Laico ma anche questo argomentare è solo un esercizio intellettuale che rimane nel campo delle ipotesi accademiche.

Invece l’Etica è il fondamento, o il pilastro principale e centrale, della Civiltà. L’uomo laico, ed anche lo Stato laico, rimasto privo dell’obbligo religioso, inizia a sentire confusamente dentro di sé la necessità di regole istituzionali di etica, e non immagina neanche che egli ha solo perso la conoscenza di regole dettagliate di etica universali ed immortali che furono emanate quando nacque la Civiltà, millenni prima che fossero concepite le moderne religioni monoteiste. Le regole di etica universali ed immortali furono emanate dall’Uomo stesso con la sua testa e la sua ragione ed erano basate sul rispetto, oltre che per tutti gli esseri umani ed animali, verso tutte le componenti della Natura e dell’Universo. Il rispetto implica moderazione generale di tutti gli atti dell’uomo.

Di contro le religioni monoteiste, quando furono concepite millenni dopo, già dimentiche delle regole universali ed immortali di etica del passato, stravolsero completamente la vecchia concezione inventando un Dio antropomorfo imperioso che ordinava all’uomo, ora divenuto parte passiva e succube, ciò che si doveva fare e ciò che non si doveva fare, con 10 miserevoli Comandamenti, dei veri e propri prodotti lillipuziani in ogni senso se comparati con le regole di etica universale ed immortale antecedente.

Dopo il loro ritrovamento a seguito degli scavi archeologici egizi, queste regole, celate per millenni, sono venute alla luce. Per quanto ancora relegate nell’ombra e non divulgate come si dovrebbe, a causa dei privilegi del sapere classico delle istituzioni civili e religiose, esse, queste regole immortali, rifulgono nella loro luce abbagliante di splendore universale così tanto che vale la pena di citarne alcune, dalle quali si evince l’amore ed il rispetto per l’Universo intero e per tutti i suoi componenti, in una concezione “etica” che s’innalza di gran lumga, come un gigante su un nano, sulla limitante idea del monoteismo successivo e attuale:

– NON INFERIRE SOFFERENZE

– NON FAR PIANGERE ALCUNA PERSONA

– NON SPORCARE ACQUA CORRENTE

– NON FAR VIOLENZA AD ALCUNA PERSONA

– NON PARLARE PIU’ DEL NECESSARIO

– NON ARRICCHIRSI PIU’ DEL NECESSARIO

– NON INVADERE LA TERRA ALTRUI

– e così via di seguito per 42 enunciazioni.

Leggendo queste regole di etica universale non si può fare a meno di considerare che se queste regole, rese in linguaggio moderno, fossero state scritte nelle Costituzioni delle Nazioni, si sarebbero evitate tutte le guerre finora intercorse e si sarebbe evitato il collasso finanziario globale assieme alla perdurante follia di arricchirsi, senza limiti e senza freni, protetti da una falsa interpretazione del significato della parola “libertà”.

Dai tempi remoti dell’oblio di tali regole di Civiltà l’Uomo ha attravertsato molti millenni della sua storia come se avesse l’anima capovolta, incapace di vedere il disegno completo delle meraviglie dell’esistenza tutto intorno, in alto ed in basso. A tal punto egli è preda della follia da aver legittimato il “diritto di conquista”, o “right of conquest”, e cioè io mi approprio della tua terra solo perché io sono il più forte.

Le regole di etica della Civiltà erano improntate ad una moderazione ed all’equilibrio generale in tutti i campi al fine di evitare la formazione degli eccessi di differenze sbilancianti che sono sempre distruttivi, ed impediscono il rispetto delle altre persone, animali e natura circostante. La necessità di uno Stato etico, di cui sporadicamente si sente parlare, è più che fondata perché è l’unica condizione  per il prosieguo di una Civiltà di lunga durata.

Questa nuova concezione di Stato etico implica però che i Governi delle Nazioni dovranno reggere le redini dell’economia al fine di essere gli arbitri di uno sviluppo controllato e sostenibile ed equilibrato per tutti e non solo di pochi privilegiati. Se una tale visione venisse condivisa dalle Nazioni, e se i Cittadini della Terra indicassero ai propri governanti la ritrovata strada della salvezza, allora si potrebbe anche dire che, dopo l’Età dell’Oro, dell’Argento, del Bronzo e del Ferro e delle armi, è subentrata la nuova Età della Bellezza, dell’Amore e dell’Armonia.

In fin dei conti l’ultims psrola spetta ai Cittadini della Terra, i soli padroni della Terra e del loro destino.

124 – ZEP TEPI – IL PRIMO TEMPO

Posted in EVOLUZIONE, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on marzo 3, 2013 by beautiful41

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ZEP TEPI – Il Primo Tempo

“ZEP TEPI” è un termine che indicava il primo tempo, nel senso di inizio o principio, della antica civiltà egizia. La menzione del Primo Tempo, “Zep Tepi”, sui testi egizi e di molti antichi storici greci e romani, non lascia alcun dubbio sulla sua storicità o sulla autenticità delle sue testimonianze. Gli storici antichi ed i testi egizi sono tutti concordi nel riportare l’immensa antichità dello “Zep Tepi”. Uno di essi, il Papiro di Torino, indica 36.000 anni addietro, cioè circa 39.000 anni addietro rispetto a noi oggi, dato che questa testimonianza del Papiro di Torino risale ai tempi del faraone Ramses.

Questa immensa antichità dello “Zep Tepi” risale in pratica ai tempi della scomparsa dell’Uomo di Neanderthal e la comparsa dell’Uomo Cro-Magnon avvenute entrambe tra 30.000 e 40.000 anni addietro, secondo quanto investigato dagli antropologi. Colpisce però la disparità di trattamento tra quanto il mondo accademico si sia dato da fare nel caso dei Neanderthal e dei Cro-Magnon, con studi, ricerche, congressi, simposii, pubblicazioni e divulgazioni per tutto il pianeta, con finanziamenti e tanto denaro pubblico e con tanti pranzi, cene e viaggi, e quanto invece dedicato allo “Zep Tepi” per il quale, anche se storicamente attestato, non si è sprecata una sola parola né è stato speso un solo centesimo di dollaro o di euro per cercare di sapere qualcosa di più sugli uomini dello “Zep Tepi”.

Le citate testimonianze riferiscono che in questa immensa antichità in Egitto regnarono gli “Dei” per circa 20.000 anni. Essi furono seguiti dai “Semidei”, dai “seguaci di Horus”, dai “Venerabili”, ed infine dagli uomini mortali. Gli uomini mortali iniziarono a regnare sull’Egitto a partire dal 5000 A.C. circa con le dinastie dei faraoni a noi conosciuti. Relegando nell’oblio e nel “mito” tutta la storia anteriore dello “Zep Tepi”, la storiografia ufficiale ha ridotto poi la datazione delle dinastie faraoniche mortali al 3000 A.C. che è quella che si studia nelle scuole e divulgata con tutti i mezzi di informazione.

Il perché lo “Zep Tepi” sia stato abbandonato all’oblio può essere forse spiegato con il credo in due convinzioni. La prima convinzione è che la Civiltà sia nata nella Grecia Classica e non prima. La seconda convinzione è che il pensiero razionale, ed il progresso, si evolva e si emancipi “gradualmente” dall’ignoranza del passato, passando continuamente da uno stadio meno evoluto ad uno più evoluto. Ma non è chiaro se queste convinzioni siano giuste o siano solo dei pregiudizi, poiché appare abbastanza chiaramente che gli “Dei” dello “Zep Tepi” ci hanno lasciato tracce inconfondibili di sapienza e saggezza straordinarie ed è veramente un peccato che esse non siano state investigate e studiate ufficialmente.

Gli “Dei” erano naturalmente degli uomini in carne ed ossa imbevuti di una grande conoscenza e civiltà ed i quali, nella loro ricerca di una terra ove stabilirsi e prosperare, incontrarono gli uomini primitivi nella Valle del Nilo. Esiodo ed i compilatori della Bibbia, senza averne l’intenzione ed a loro insaputa, ci hanno descritto involontariamente questo incontro, fra uomini civilizzati e uomini primitivi, nella Valle del Nilo (articoli 119 e 120) avvenuto nella notte dei tempi.

Questi antichi uomini civilizzati avevano concezioni intellettuali e spirituali molto avanzate e diverse dalle nostre di oggi. Essi amavano vivere a contatto quasi fisico delle innumerevoli bellezze e meraviglie dell’Universo, amavano e rispettavano la natura ed i propri simili, mentre gli animali erano considerati al pari degli uomini anche se senza ragione. Gli innumerevoli dipinti e testi ritrovati su papiri e nelle tombe non lasciano dubbi sulla loro profonda spiritualità. Il numero, cioè matematica, geometria e nozioni scientifiche, si amalgamava sempre in tutte le loro opere, ottenendone una risultante armonica e sempre piacevole. In questa visione quasi soprannaturale molta importanza era riservata ai fiori, in particolare ai fiori di loto, raffigurati in ogni dove. Tutto ciò permetteva una visione di insieme rimasta forse unica nella storia dell’uomo.

Alcuni studiosi ritengono che molte testimonianze, su testi e raffigurazioni, risalgano in realtà a tempi pre-dinastici, ai tempi cioè, anche se solo sottinteso, dello “Zep Tepi”. La grande considerazione, rispetto e venerazione per la Donna è caratteristico di questo antico pensiero al punto che in molte raffigurazioni la Donna viene dipinta come essere essa stessa il cielo o la volta dell’Universo e dalla quale l’uomo ne attinge i frutti delle sue tante meraviglie. La Donna rappresentava quindi il fiore e l’armonia dell’Universo quale massima espressione di perfezione e bellezza della vita.

La stupefacente bellezza, apparente perfezione ed armonia del Cosmo veniva replicata sulla Terra in tutte le opere architettoniche e ciò naturalmente richiedeva una profonda conoscenza dell’astronomia per poter realizzare tale perfezione. Fu in tali tempi che si usò il cielo come una tavolozza per marcare per l’eternità l’eclittica, le costellazioni, i coluri e le stelle di tutta la sfera cekeste e, di conseguenza, si definirono i confini dell’Egitto per rappresentare uno spicchio del Cosmo sulla Terra, come descritto agli articoli 15 e 33, con la demarcazione del confine meridionale sul tropico del cancro di quei tempi a 24° 00’ N in corrispondenza del bordo superiore della prima cateratta del Nilo.

Fu di tale periodo pre-dinastico dello “Zep Tepi” la creazione del più sofisticato e preciso sistema di misure che sia mai esistito su questo pianeta, semplice e sofisticato allo stesso tempo, basato sul sistema sessagesimale, riferito al Sole ed all’uomo al centro del Cosmo, con lo spazio in relazione con il tempo, ricavato dalle dimensioni del pianeta, incentrato in Egitto alla sua latitudine media di 27° 45’ N che, con il CUBITO, composto da 6 palmi, di 0,46169 metri diede origine alle unità di volume e di peso con la ARTABA di 29.160 cc o grammi che dall’Egitto fu diffusa in tutto il mondo antico a cominciare dai Sumeri e fino alla Cina, e fu da questa Artaba, creata in Egitto, che discesero poi tutte le misure dell’antichità, incluso il cubito reale, il talento, il cubito ed il piede romano, come descritto all’articolo 23.

Fu di tale periodo dello “Zep Tepi” la creazione dell’idea della Colonna che rappresentava, e rappresenta sempre, uno spicchio del Cosmo contenente il fior di loto con incluso il triangolo MR dell’armonia, per celebrare e rendere omaggio alla bellezza e all’armonia dell’Universo e al suo spirito divino.

E fu dai tempi dello “Zep Tepi” che fu installato il reticolato dei THIBBUN, poi chiamati “Omphalos” (Aticolo 96) dai greci, per tutto l’antico mondo conosciuto, fino alla Cina, al fine di stabilire l’unione fra Cielo e Terra, la mappatura del Cosmo, la mappatura della Terra, le dimensioni del pianeta e la lunghezza del cubito alle varie latitudini, con la funzione del THIBBUN, o Omphalos, di “ombelico del mondo”, l’unione della Terra con la sua grande Madre dell’Universo e della Via Lattea.

Durante i millenni dello “zep Tepi” non esistevano le religioni monoteiste odierne, che nacquero verso la fine della civiltà egizia, ma vi era una concezione “etica”, come diremmo oggi, universale e valida per tutti, che vedeva l’uomo con la sua anima e la sua ragione protagonista nello stabilire ciò che era giusto e ciò che non era giusto fare durante la propria esistenza. Pur credendo in un Dio composto di puro spirito, unico, immortale, onnisciente, onnipotente, invisibile, autogenerato, autoesistente, inscrutabile e origine del tutto (cit. Wallis Budge), l’uomo non vi faceva ricorso perché le regole di vita erano dettate dalla sua stessa anima. Tutto ciò è espresso in modo meraviglioso nella “Confessione Negativa”.

Concetti come “Non far piangere alcuna persona”, “Non inferire sofferenze”, “Non sporcare acqua corrente”, “Non parlare più del necessario”, “Non far violenza ad alcuna persona”, “Non accrescere la propria ricchezza più del necessario”, e tanti altri, testimoniano che le religioni monoteiste odierne hanno rappresentato solo una degenerazione del pensiero superiore dell’uomo dello “Zep Tepi”.

Con l’avvento delle dinastie faraoniche “mortali”, del 5000 AC, o dei 3000 ufficiali, le cose iniziarono a cambiare. Il primo cambiamento, o uno dei primi, fu l’istituzione del sistema di misure settenario, basato cioè sul numero sette, con il cubito reale lungo sette palmi (0,524 metri) anziché 6 del sistema sessagesimale. Il 60 non è divisibile per sette e di conseguenza il sistema integrato ed interconnesso con un facile passaggio da una misura all’altra del passato, non era più praticabile. Per esempio un primo di arco sulla superfice terrestre era definito da 6000 piedi, ed un minuto di tempo (o la corrispondente misura angolare del cosmo di 15’ di arco – per intenderci, metà diametro lunare) era definito da 60.000 cubiti e questa facile corrispondenza con multipli e sottomultipli di 6 e 60 e 360 fra piedi e cubiti di unità diverse non era più possibile con un cubito ed un piede settenario di lunghezza diversa.

Il sistema settenario gradualmente porterà, oltre alla babele di piedi e cubiti, all’oblio dei THIBBUN che, già nel secondo millennio A.C., divennero “centri oracolari” di divinazione, ed anche al graduale impoverimento delle conoscenze astronomiche. L’uomo ormai si era staccato dal Cosmo ed iniziò a vagare senza più riferimenti precisi ed immortali. Fu in tale oblio che nacquero le moderne religioni monoteiste che, ignare dello spirito universale dello “Zep Tepi”, si inventarono tanti Dei antropomorfi, imperiosi e fantasiosi, uno per ogni popolo, dove il mio Dio è meglio del tuo, contribuendo ad alimentare una perdurante irrazionalità. Finchè l’uomo europeo, venuto in possesso di quanto Pitagora, Euclide, Platone ed altri greci riuscirono a racimolare fra i relitti della antica sapienza e saggezza, iniziò un nuovo cammino.

La strada è ancora molto lunga, ma almeno vediamo la luce dei valori e dei riferimenti immortali della Civiltà, fatta di Amore e Conoscenza, dello “Zep Tepi”.

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123 – REVISIONISMO??? SI’, GRAZIE

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on febbraio 23, 2013 by beautiful41

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Revisionismo??? Sì, Grazie

La crisi economica in corso coinvolge tutti i valori, materiali e spirituali, dell’uomo. Tutte le credenze osservate da secoli come consolidate conquiste moderne sono crollate miseramente. Visto l’immobilismo dei nostri  governanti, il cambiamento ed il rinnovamento stanno già agendo da soli secondo le leggi della giungla: i più forti mangiano i più deboli.  I nostri governanti, chiusi nelle loro torri d’avorio, sembrano non accorgersi di nulla ed anzi continuano a riferirsi ai tradizionali parametri politici, economici, sociali, religiosi, scientifici, nella ricerca di soluzioni possibili per condurre il Paese fuori dalla crisi e verso l’ignoto del Terzo Millennio. Con la cieca fiducia nella validità dei passati tradizionali valori essi, i governanti ed esponenti dell’”Intelligentia”, rigettano e denunciano come “revisionisti” tutti coloro che osano prospettare visioni alternative.

La Nave Italia, assieme ad altri Paesi, pertanto, continua a correre verso il pericolo ed è solo una questione di tempo prima che esso si manifesti in tutta la sua perniciosità. In teoria il pericolo si potrebbe ancora evitare se si avesse il coraggio di formulare nuovi obiettivi, liberandosi dei valori e delle nozioni e dottrine, obsolete o errate, secolari e millenarie che si sono accumulate in misura tale da non essere più perseguibili o tollerabili. Ma solo in teoria, perché in pratica è estremamente difficile cambiare le idee  e la testa delle persone, se non si è motivati da una larga presa di coscienza.

Il dilemma pertanto è quello di decidere o scegliere di formulare questi nuovi obiettivi subito oppure attendere che il pericolo si sia manifestato. Il proverbio dice “chi ha tempo non perdi tempo”, quindi converrebbe esaminare la sostenibilità delle passate dottrine, alla luce del cambiamento. Le recenti dimissioni del Papa, una decisione che non si prende a cuor leggero, forse ci danno lo spunto per iniziare una sintetica disamina dei Revisionismi necessari. Come si può costringere un uomo di novanta anni a dire una messa natalizia notturna alla luce dei riflettori dove il poveretto era terribilmente stanco e dormiva in piedi??? Ci sono tanti modi per ammazzare una persona e questo è certamente uno di questi.

Come si può costringere un uomo a novanta anni a vestirsi e spogliarsi continuamente e condurre una vita rocambolesca fra aerei e viaggi in Paesi stranieri, incontri, discorsi, cerimonie, adunate, telecamere, interviste, che solo un ventenne da rock and roll potrebbe sopportare??? La risposta è la follia dei “media” entrati come pazzi in tutti gli spazi e sfere di riservatezza personale. La follia del mondo “mediatico” riflette la follia genarale di una “dirigenza” che rifiuta di fare uso della ragione, una “dirigenza” che, non avendo cognizioni di Amore né Anima, vede la realtà circostante solo attraverso la lente della competitività, della fretta e del denaro. E rimane quindi una sola cosa da fare e cioè quello di cedere le redini a chi abbia il vigore di ordinare un cambiamento radicale da atterrire, anziché esserne atterriti, le sottoposte potenti fazioni. Ed è quello che il Papa ha deciso di fare.   

Il cambiamento, se non lo si governa, impone da solo nuovi costumi e nuove credenze determinate dalla forza degli avvenimenti. L’Italia ha un numero di canali televisivi pari a quelli della Germania, Francia e Spagna messi assieme, e 24 ore su 24. E non esistono le domeniche, o festivi, o sabati, o ore di silenzio??? E naturalmente tutti fanno finta che questa è la “modernità”, ma è questa ragione o pura follia tutta italiana???

Proseguendo la disamina con le ideologie ottocentesche del comunismo e del liberismo, bisogna essere proprio ciechi per non accorgersi che il primo è crollato con il muro di Berlino nel 1989, ed il secondo è crollato con la Lehman Brothers nel 2008. Ma convincere i liberisti che la loro filosofia non ha retto alla prova dei fatti della storia appare essere una impresa forse impossibile. E si continua quindi in una contrapposizione irrazionale mentre l’Europa che conta ha risolto da lungo tempo questo problema adottando la socialdemocrazia che altro non è se non il governo dell’economia da parte dei Governi. Attenzione!! Qui lo Stato non è proprietario né gestore di nulla, ma “governa”  l’economia, con il controllo di costi, prezzi e tariffe e non prevede l’esistenza dei sindacati politici che quindi dovranno scomparire.

Proseguiamo ancora in questa rapida disamina e rimanendo sempre in politica, bisogna essere anche ciechi per non accorgersi che il motivo per il quale nei Paesi liberisti, principalmente Stati Uniti, Italia e Inghilterra, una cosmica quantità di ricchezza si è trasferita dalla maggioranza degli strati medio-bassi della popolazione ad una minoranza degli strati già ricchi,  grazie alla libertà infinita di muovere i propri capitali dovunque ed al di fuori di qualsiasi controllo dell’economia. In questi Paesi ove la democrazia è basata su una contrapposizione bipolare sinistra-destra o democratici-repubblicani o laburisti-conservatori si evita accuratamente anche di menzionare la parola socialdemocrazia perché essa farebbe perdere la libertà di manovrare l’economia per i liberisti e la libertà delle statalizzazioni per le sinistre.

E si preferisce pertanto, ciascuno legittimando il proprio contrapposto, uno sviluppo scandito dal ciclo guerra-distruzione-ricostruzione nel quale i liberisti possono perpetuare i propri arricchimenti attraverso le leve dell’economia libera e senza governo e controlli. Ma è questo quello che preferiamo??? Preferiamo cioè avere libertà assoluta con guerre-distruzioni-ricostruzioni e con disuguaglianze abissali, oppure progresso pacifico con una libertà limitata dal cedere il governo dell’economia ai governi democraticamente eletti??? Avere tutte e due le cose sarà sempre impossibile come l’avere la botte piena e la moglie ubriaca.

E dobbiamo continuare a sorbirci la favola della competitività??? Competitività significa competizione e da che mondo è mondo le competizioni si sono sempre svolte partendo da una base comune di partenza sotto la supervisione di un giudice di gara. O i liberisti, assieme ai governanti che lo permettono, producendo in un Paese e vendendo in un altro, devono essere considerati i salvatori della patria anziché dei ladri e rapinatori??? Ed è difficile riconoscere che per mantenersi sulle proprie gambe bisogna abolire i finanziamenti affidandosi solo al proprio risparmio??? Ed è difficile da capire che onestà, onore, prestigio, fiducia, stima, autorevolezza, dignità ed orgoglio sono già valori di inestimabile grandezza che possono e devono formare la retribuzione delle più alte cariche e responsabilità, anziché del denaro???

E, continuando con la storia, dobbiamo noi essere perennemente presi in giro con la favola della civiltà nata nella Grecia Classica??? E non sono serviti a niente tanti scavi archeologici attestanti che la civiltà è nata in Egitto migliaia di anni prima della Grecia Classica, e dall’Egitto diffusa in tutto il mondo come attestato da tante testimonianze??? E vogliamo ancora continuare con l’idea euro-centrica che tutto + nato in Europa per appagare la sete di supremazia culturale???

Ed è difficile capire che la Terra è abitata da 7 miliardi di persone e che per ciascuna persona sono disponibili solo 20 metri quadrati di superficie??? Ed è difficile capire che il liberismo autonomo ed infinito è incompatibile con la sostenibilità necessaria ed adeguata alle risorse del pianeta???  Ed è difficile capire che solo la ricerca di un punto di equilibrio per tutti può assicurare un progresso pacifico??? Ed è difficile capire che bisogna arrestare la produzione e vendita di armi in tutto il mondo se non esclusivamente quelle per la propria difesa???

Una Civiltà duratura ed un sistema sociale che assicuri una continuità pacifica senza guerre, crisi o rivoluzioni, possono solo concretizzarsi nei valori immortali della civiltà che sono Sobrietà, Amore e Conoscenza ove per Sobrietà si intende Misura, Equilibrio, Giustizia  e Sostenibilità, ciò che implica l’assenza di disuguaglianze abissali, la pre-condizione perché si possa realizzare l’Amore nel senso di Rispetto per sé stessi, la natura ed il proprio simile, nel rispetto della dignità e nella libertà di ciascuno. Ed è difficile o impossibile che ciò si potrà realizzare al di fuori della social-democrazia, dove l’economia è “governata” dai Governi e non è lasciata libera nelle mani dei liberisti e dei sindacati politici.

I concetti e le idee da cambiare o da rivedere sono  innumerevoli e in tutti i campi dell’umana esperienza ed in questo articolo vi è solo un cenno ad alcuni di essi.

Revisionismo??? Sì, Grazie. E presto.

119 – L’ETA’ DELL’ORO E DELL’ARGENTO

Posted in ARMONIA, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on gennaio 11, 2013 by beautiful41

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L’Età dell’Oro e dell’Argento

L’Età dell’Oro ci è stata tramandata da Esiodo che visse tra il secolo VIII ed il secoli VII A.C.. Durante tale periodo dell’Età dell’Oro, ci informò Esiodo, vivevano gli uomini “mortali” in uno stato di prosperità e abbondanza. Essi vivevano senza odio né guerre, senza la necessità di leggi, senza necessità di coltivare la terra perché tutti i prodotti agricoli crescevano spontaneamente, senza bisogno di cercare altre terre e senza la necessità di costruirsi case perché essi vivevano in una perenne primavera senza caldo né freddo.

Essi vivevano con l’animo sgombro da ogni angoscia, senza conoscere la miseria, la fatica e la miseria della vecchiaia, e avevano tutte le cose belle. Essi, questa stirpe di uomini “mortali”, crearono nei primissimi tempi gli “immortali” che vivevano però in cielo, fra le stelle e le tante luci dell’Universo.

Il racconto di Esiodo, come tanti altri dell’antichità, è stato classificato come abracadabra, cioè come “mito” o “leggenda”, senza alcun valore storico di realtà. Eppure, a ben guardare, Esiodo ha solo raccontato la storia, come a lui pervenne, dell’antico Egitto fin dal suo inizio.

Esiodo visse in un periodo  alla fine o agli sgoccioli della classica antica millenaria civiltà egizia. L’Egitto era stato tradizionalmente un Paese chiuso ai non egizi a causa della sua superiore civiltà. Ma, già dalla fine del secondo millennio AC, tramite i Fenici, aveva sviluppato varie relazioni con gli antichi greci, o ellenici, o “pelasgici” di quei tempi, che ne riconoscevano la grande sapienza e antichità. Basti pensare a Dodona e e  Tebe, centri oracolari istituiti verso la fine del secondo millennio AC a similitudine di quelli egizi di Siwa e Tebe.

Singolare ed indicativo è il suo racconto che gli uomini dell’Età dell’Oro vivevano senza necessità di coltivare la terra perché tutti i prodotti agricoli crescevano spontaneamente.  Ora  c’è una sola zona al mondo dove ciò accade, o meglio, accadeva, dato che con la costruzione della diga di Assuan ciò non succede più, ed è la valle del Nilo ove la piena annuale, apportatrice di un fertilissimo limo, permetteva la crescita spontanea di tutti i prodotti agricoli.

Inoltre questi primi uomini vivevano in una eterna primavera che è proprio il clima subtropicale della valle del Nilo ove freddo e caldo sono sconosciuti. La “creazione” degli immortali che abitavano in cielo fu la creazione, da parte di questi primi uomini mortali, di figure immaginarie di Dei, o Deità,  che scaturiva dalle loro interiori necessità di soddisfare la loro parte spirituale, mettendole in relazione con i movimenti degli astri nel cielo. Infatti Esiodo esprime una “creazione” in senso metafisico, o metaforico, e non che gli immortali furono generati dagli umani mortali.

Ad un certo punto, prosegue Esiodo, lo stile di vita felice, bucolico e naturale di questi uomini viene ad essere alterato con l’arrivo degli Dei. Tale evento traumatico determina la fine dell’Età dell’Oro e l’inizio dell’Età dell’Argento. Uno degli Dei, Prometeo, ruba il fuoco degli Dei immortali e lo concede o lo regala agli uomini mortali, ciò che suscita la collera di Giove il quale per punizione manda agli uomini una donna Dea, Pandora, che lascia fuoriuscire da un otre tutti i mali del mondo che prima erano sconosciuti perché segregati nello stesso otre.

L’incontro con gli Dei appare come un incontro fra due diversi tipi di umanità dei quali uno è in possesso di Conoscenza e Civiltà mentre l’altro è allo stato primitivo. Il fuoco di Prometeo potrebbe, in questa ottica, rappresentare il fuoco della conoscenza che viene concessa agli uomini mortali. E naturalmente questi avvenimenti erano occorsi millenni prima che Esiodo, forse in seguito ad una informazione orale, li mettesse per iscritto.

Il vaso di Pandora appare, allo stesso tempo, la parte più rivelatrice e misteriosa del racconto di Esiodo. Quello che il racconto sembra suggerire è che se vi erano delle grandissime differenze fra i due tipi di uomini di genere maschile, vi erano certamente delle differenze abissali  fra le donne dei due tipi di homo sapiens.  Pandora era una Dea, presumibilmente una bellissima donna imbevuta ed addobbata dei valori spirituali, mentali e materiali della Civiltà, quali abiti di fattura e taglio e colori bellissimi, capelli neri a riccioli di Dea, corpo curato e profumato, maniere colte e gentili, anima sublime, con orecchini e gioielli d’oro e pietre preziose, voce e comportamento vellutati e con femminilità seducente. Pandora era l’embodimento della Civiltà, fatta di Amore e Conoscenza.

Di contro la donna primitiva, non coperta e coi seni cadenti, non curata, pur se conducente una vita pacifica e rispettosa, rappresentava un contrasto incolmabile che suscitava ed alimentava, in entrambi i generi, sentimenti ed emozioni mai conosciuti prima, quali invidia, gelosia, vergogna, avidità, ambizione, distinzione, perdita del rispetto per sé stessi e gli altri o altre, e così via. E sono proprio questi i mali peggiori del mondo che poi, se non governati, producono i disastri planetari che ben conosciamo. I mali delle disuguaglianze del vaso di Pandora.

Dopo il turbamento iniziale dovuto all’incontro fra mortali ed “immortali”, questi ultimi, proprio perché imbevuti di Civiltà fatta di Amore e Conoscenza, e proprio per salvaguardare il sano sviluppo dei “mortali”, emanarono leggi e regole che permisero un progresso pacifico plurimillenario di tutto il Paese, leggi e regole immortali di Civiltà valide ovunque ed in ogni tempo e che sono ben rappresentate dalla “Confessione Negativa”, ancora oggi il più importante Faro di Civiltà per tutti da leggere ed assimilare.

Gli Dei immortali giunti all’improvviso nella valle del Nilo erano quindi uomini in carne ed ossa e possono solo essere stati i sopravvissuti di ATLANTIDE, come abbiamo visto all’art. n. 101 – “ARGO, La Costellazione della Civiltà e la Ricerca del Vello d’Oro”, proprio perché sappiamo di come gli europei delle scoperte geografiche furono scambiati per “Dei” dagli indiani d’America, dagli Aztechi di Montezuma e dagli Aborigeni Australiani, e da altri indigeni, quando videro e incontrarono la prima volta i maestosi velieri oceanici.

E nessuno ha mai spiegato in maniera esauriente perché gli antichi egizi hanno dato la sepoltura a tante imbarcazioni, con alcune di esse vere e proprie imbarcazioni oceaniche lunghe circa 40 metri. Si è detto che queste imbarcazioni servissero ai faraoni per solcare gli oceani del Cosmo o del Nilo con le loro anime, ma esse, queste imbarcazioni, potrebbero anche significare la conservazione della memoria di antichi avvenimenti, quando gli “immortali” giunsero la prima volta nella valle del Nilo, la terra dell’Oro, come testimoniato dalla stella Canopo, il capitano della costellazione Argo, che in lingua egizia era chiamata “KAH-NUB”, terra dell’Oro, suolo dell’Oro o terra d’Oro.

In definitiva Esiodo narra l’incontro fra uomini civilizati e uomini primitivi dove i primi, pur con le difficoltà iniziali, seppero avviare una coesistenza pacifica fra i due gruppi all’insegna della solidarietà e dell’Amore.

 Gli studiosi hanno ritenuto che nel racconto di Esiodo dell’Età dell’Oro vi sia narrata, in forma diversa, la storia biblica del Giardino o Valle dell’Eden dove Eva, come nel racconto di Pandora, fu causa del peccato originale e della caduta dell’uomo. E’ vero nel senso che le due storie appaiono due facce di una stessa medaglia perché esse hanno attinto alla stessa fonte della storia dell’antico Egitto dandole però un significato opposto a quello reale della grandezza della Donna quale embodimento di Civiltà fatta di Amore e Conoscenza.

Ma per ciò spiegare e raccontare dovrò preparare un altro articolo, per non essere enormemente lungo. Vedi quindi il prossimo articolo 120 per continuare.

115 – 21 DICEMBRE 2012 – IL GRANDE RITORNO – INVITO GENERALE PER I CITTADINI DELLA TERRA

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, PROPOSTE MILLENARIE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on dicembre 4, 2012 by beautiful41

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21 Dicembre 2012 – Il Grande Ritorno – Invito Generale per i Cittadini della Terra

Il prossimo 21 Dicembre è il giorno del Solstizio d’Inverno. Questo Solstizio non è un comune Solstizio come tutti gli altri; esso è davvero particolare, anzi, per meglio dire, speciale. E’ il Solstizio del Grande Ritorno, il momento ed il giorno in cui avrà inizio il Ritorno dell’Epoca d’Oro, quando le Anime dei Cittadini della Terra riscopriranno una antica verità, quella di concepire la Civiltà come il prodotto della fratellanza Universale.

Solo la fratellanza Universale può dare il giusto significato alle aspettative di dignità e di libertà che ciascun Cittadino della Terra acquisisce al momento della sua nascita. Molto tempo è passato da quando i Padri della Civiltà gettarono le basi per il progresso pacifico dell’Uomo con la sua anima e decretarono le condizioni per un suo sano sviluppo.

Queste condizioni erano semplici e sintetizzate dalle parole SOBRIETA’, AMORE e CONOSCENZA. Esse sono le condizioni immortali della Civiltà, inscindibili ciascuna dall’altra, le sole condizioni che possano permettere di concepire uno sviluppo armonioso dell’Uomo sul pianeta Terra, il suo pianeta, in un momento storico in cui egli ha improvvisamente scoperto di essere interconnesso con tutti i suoi abitanti e che può fare affidamento sulle risorse di questo unico e solo pianeta, la sua Grande Madre e la sua sola Casa sicura nell’Univweao e per il suo prevedibile futuro.

Molte profezie e molti studi hanno indicato l’importanza di questo anno 2012, e precisamente il 21 Dicembre, per l’occorrenza di avvenimenti determinanti per la vita dell’Uomo sulla Terra. Si è parlato di fine del mondo, di avvenimenti catastrofici e di rigenerazione dell’animo umano. Oltre alle tante speculazioni su questo argomento, noi non possiamo negare di essere ad un punto di svolta, e non perché ciò sia stato indicato dalle profezie, ma per gli avvenimenti occorsi recentemente intorno a noi e nei quali siamo immersi e coinvolti.

Il collasso delle ideologie tradizionali quali il liberismo dopo il comunismo, fondate entrambe su un comune materialismo, rivelatosi fallace e fonte di intollerabili disuguaglianze, ha privato l’Uomo della sua speranza nel futuro ed ha fatto svanire i valori tradizionali nei quali egli credeva. Come sentendosi improvvisamente nudo, senza protezioni e senza più niente che gli assicuri la dignità della sua stessa vita, l’Uomo  sta cercando disperatamente nel fondo della propria Anima le risposte di cui ha bisogno e con cui proteggersi.

Quasi come una conseguenza naturale dei problemi e delle false ideologie che l’Uomo ha incontrato sul proprio cammino e che lo hanno denudato al cospetto delle avversità, il compimento di questa ricerca di nuove risposte e di nuovi valori che lo possano appagare sta evidenziando sempre di più quanto essi siano le risposte ed i valori che egli aveva custodito inconsciamente in fondo alla propria animaa per millenni e che facevano parte della sua stessa umanità. Tali risposte e tali valori sono le antiche ed immortali condizioni della Civiltà, valide in ogni tempo e luogo, e impresse indelebilmente nella sua umanità di Uomo: SOBRIETA’, AMORE e CONOSCENZA.          

SOBRIETA’, AMORE e CONOSCENZA. Esse sono le risposte immortali ed infallibili che i Cittadini della Terra potranno indicare ai propri governanti in questo periodo cruciale che stiamo vivendo. I Cittadini della Terra di qualsiasi ceto sociale, lingua, cultura e religione, che sentono la necessità di realizzare una nuova più umana, più giusta e più naturale e pacifica convivenza civile planetaria, potranno esprimere questi nuovi sentimenti e aspirazionidi fratellanza con una manifestazione globale, in tutte le città della Terra, il prossimo 21 Dicembre di questo anno 2012.

I Cittadini della Terra sono i soli a poter decidere il proprio destino perché nessun governante ha le idee chiare su ciò che sta accadendo, ed essi sono resi ciechi dalla convinzione che ripristinando gli stessi privilegi del passato, ripristinando il sistema folle di una crescita materiale infinita, sia la sola cosa che si possa fare. Il 21 Dicembre 2012 invece i Cittadini della Terra potranno esprimere chiaramente una nuova concezione di Civiltà basata sulla sostenibilità delle risorse limitate della loro casa Terra.

Il 21 Dicembre 2012 pertanto potrà marcare l’inizio del Grande Ritorno, il ritorno di una nuova Epoca d’Oro, o una nuova Età dell’Oro,  ove l’Uomo, in tutti i continenti, possa riappropriarsi della sua dignità, riservatezza e libertà, ridefinendo  nelle Costituzioni delle Nazioni il concetto di Libertà significante che essa cessa quando inizia quella altrui. Ridefinendo il significato di Giustizia come abbattimento delle abissali disuguaglianze.

Ridefinendo il significato di competizione che potrà effettuarsi solo da una comune base di partenza. Abolendo i finanziamenti bancari ripristinando l’idea dimenticata del progresso basato sul risparmio di ciascuno. Disconoscendo, o ritirando il riconoscimento, di tutti i Paradisi Fiscali. Stabilendo che l’Economia e tutte le sue pertinenze dovrà essere “governata” dai governi e non potrà più essere statalizzata e né liberalizzata. Le dette ridefinizioni secondo quanto già espresso all’articolo 76 – Il Tradimento delle Costituzioni.

Nel trinomio Sobrietà, Amore e Conoscenza la parola Amore abbraccia un ampio spettro di significati, principalmente di Rispetto per tutti gli esseri umani nella loro sfera intangibile di riservatezza, rispetto per gli animali e per la natura in genere, ma anche Armonia, Onestà ed Integrità di propositi e sentimenti, Solidarietà e Condivisione,  mentre la parola Sobrietà include i significati di Misura, Equilibrio, Giustizia e Sostenibilità ove per sostenibilità si intende per esempio che non si potrà abbatere un albero prima che un altro albero sia cresciuto al suo posto.

I Cittadini della Terra che accetteranno l’invito a manifestare il 21 Dicembre dimostreranno quindi che i nuovi valori di Civiltà da essi indicati e condivisi saranno valori rivolti verso la qualità della vita invece della quantità di beni materiali e potranno così determinare uno sviluppo più lento ma sostenibile, più umano, pacifico e di lunga durata, evitando una nuova corsa sfrenata verso la catastrofe.

Benvenuti nel nuovo mondo della SOBRIETA’, AMORE E CONOSCENZA, S-A-C, che celebrerà il possibile Grande Ritorno della mtica Età dell’Oro, l’Età dei valori di Rispetto e Dignità dell’Anima, il prossimo 21 Dicembre, in tutte le città della Terra.

PASSA PAROLA SE VUOI

114 – LA MISURA DEL TEMPO

Posted in ASTRONOMIA, ATTUALITA', STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on novembre 15, 2012 by beautiful41

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La Misura del Tempo

Questa non è una favola-verità, ma è la verità di una favola affascinante creata dall’Uomo quando, innalzatosi con la sua Ragione al di sopra dei suoi amici animali, pose, nella notte dei tempi, le fondamenta della Civiltà, Civiltà che non sarebbe potuta esistere senza avere la capacità di misurare il tempo che passa. La favola affascinante è la favola della nascita e dello sviluppo del suo pensiero razionale intorno a riferimenti cosmici ed immortali, i soli in grado di assicurare un ancoraggio eterno ed indistruttibile.

La consapevolezza di essere un elemento dell’Universo e composto di tante particelle cosmiche fu la molla che spinse l’Uomo a cercare e trovare nel Cosmo le risposte alle sue tante fondamentali domande scaturenti dall’infinita bellezza e dalle tante meraviglie dell’Universo nel quale egli aveva avuto la fortuna di viverne e rappresentarne il pensiero.

Il Tempo, come l’Amore e l’Anima, è invisibile ed impalpabile, ma esso esiste e, come per altre meraviglie tangibili dell’umana avventura, ci dà la percezione della sua esistenza con i continui cambiamenti del mondo fisico che ci circonda, dall’inverdire o ingiallire delle foglie degli alberi, all’espressione sul volto di una Donna innammorata o alla comparsa delle sue avvenenti rughe, all’alternarsi dei giorni e delle notti con le infinite tonalità e intensità di colori e luce, al variare delle stagioni. Ma in sé il Tempo, proprio come l’Amore e l’Anima, oltre ad essere invisibile, è eterno ed indistruttibile e non ha mai fine.

Essendo legato all’esistenza dell’Universo, il Tempo, nella concezione degli arcaici fondatori della Civiltà, fu agganciato al Sole, il più importante astro del nostro Cosmo, la Stella imperitura ed indistruttibile che ci dà la vita attraverso il suo calore di cui non possiamo fare a meno. Il Sole quindi, col suo movimento apparente e rotatorio intorno alla Terra, diede origine alla misura del Tempo, non solamente dando all’Uomo la possibilità di contare i giorni, ma anche di misurarne le sue parti o intervalli minori introducendo il concetto di MISURA ANGOLARE del Tempo. Ed anche quando si usavano calendari lunari i suoi giorni erano sempre giorni di Sole, col Sole che ne definiva il Tempo attraverso la sua MISURA ANGOLARE.

Il Tempo diventò quindi una MISURA ANGOLARE e tale è rimasto attraverso i tanti millenni trascorsi e tale rimarrà per l’eternità. E finanche i nostri moderni orologi atomici, di cui la moderna scienza tanto si vanta, devono essere periodicamente tarati, controllati e corretti sul movimento del Sole, e non viceversa. Il passaggio del Sole in meridiano, cioè il mezzogiorno, era ed è il momento cruciale da dove inizia tale MISURA ANGOLARE del Tempo. Da tale istante inizia un nuovo giorno atronomico, allorchè l’angolo fra il meridiano ed il Sole è 0° o 360°-

 In tale istante il Sole, nel suo perenne cammino, inizia a far scorrere la MISURA ANGOLARE, 1°… 2°… 5°… 15°… 30°… fino a completare i 360° il prossimo mezzogiorno o passaggio in meridiano. Agganciando pertanto la Misura del Tempo al Sole ed al suo movimento angolare, gli arcaici fondatori di questo sistema resero possibile quantificare qualcosa che di per sé è indefinibile e sfuggente. La Misura del Tempo quindi fu, era ed è la misura di un angolo della sfera dell’Universo e riferito al Sole. Da tali angoli citati si produssero così 4 minuti… 8 minuti… 20 minuti… 1 ora… 2 ore… 24 ore.

L’uso di tali MISURE ANGOLARI permise pertanto agli arcaici di poter contare, oltre ai giorni, anni e milioni di anni, anche le ore, i minuti ed i secondi, come più dettagliatamente descritto all’articolo n. 23 — L’Origine della Misura. L’ultima testimonianza di una avanzata concezione del tempo agganciato alla misura angolare è rappresentata dal “congegno di Antikythera”, descritto all’articolo n. 51 – I Rinnegati del Terzo Millennio, che mostra uno o più quadranti graduati e relativi al movimento degli astri nel cielo. Il congegno di Antikythera è stato paragonato dagli studiosi, per la sua meccanica e precisione, al più avanzato orologio svizzero del XIX° secolo e fu ritrovato in una nave affondata nel 100 AC.

Ipparco inoltre ci ha tramandato la nozione dello spostamento degli equinozi di 50”, secondi di arco, annualmente, o di due gradi ogni 150 anni. Senza considerarne altre, risalenti all’arcaico passato, già solo queste testimonianze indicano che la MISURA ANGOLARE agganciata al Tempo era una consolidata millenaria conoscenza. Ma dall’epoca di Ipparco, che aveva avuto accesso, come tutti i Classici Greci, solo ai resti dei relitti della sapienza millenaria recuperati e conservati nella Bibliotwca di Alessandria d’Egitto, quasi fino ai 1700, circa 2000 anni, questa conoscenza del Tempo  quale MISURA ANGOLARE scomparve dalla mente dell’uomo relegandolo nell’ignoranza del glorioso passato.

L’oblio totale del passato e l’abbandono del cielo permise a Sant’Agostino di essere ricordato per confermare questa perduta conoscenza dicendo che egli sapeva cos’era il Tempo ma non era in grado di descriverlo!! Fino a che la nebbia dell’oblio gradualmente evaporò quando i Grandi Navigatori della storia si accorsero di non conoscere le dimensioni del pianeta e di non essere in grado di calcolare la longitudine, con la conseguenza di innumerevoli naufragi e perdite di uomini e flotte. Fu allora che si risuscitarono le conoscenze di Ipparco sulla Misura del Tempo quale MISURA ANGOLARE per il calcolo della longitudine col metodo delle distanza lunari (articolo n. 44), metodo che funzionò egregiamente fra il 1750 ed il 1850.

Il Sole quindi, Grande Signore della MISURA ANGOLARE e del Tempo, gradualmente riprese il posto che gli apparteneva nel consesso dei Sovrani dell’Universo, i Principi e Dei del Pensiero, che gettarono le basi della Civiltà.

Per circa un secolo, fra la metà dell’ottocento e la metà del novecento, e ancora oggi a scopi turistici, all’Osservatorio Astronomico di Greenwich, stabilito sede del meridiano Zero e quindi del Tempo di Riferimento Universale, ogni mezzogiorno (alle 13.00 per dare tempo agli astronomi di osservare il passaggio in meridiano) si segnalava tale istante cruciale del Sole, che, con l’introduzione del concetto di Sole medio e Tempo medio, marcava l’istante di 0° o 360° della MISURA ANGOLARE del Tempo, con la caduta di un pallone color arancione brillante, in modo che tutti e tutte le navi nelle vicinanze potessero risettare i propri orologi o cronometri e pertanto essere in grado di calcolare la longitudine. In alcuni periodi e varie località ciò avveniva anche con un colpo di cannone.

Ci si accorse così che la MISURA ANGOLARE del Tempo, basata sul Sole, era strettamente connessa alla determinazione della longitudine. Ciò a causa della sfericità e della rotazione della Terra che in un dato istante ha ore o tempi diversi a seconda della longitudine delle località considerate. L’epoca d’oro di questo risveglio dall’oblio millenario del cielo si ebbe durante il periodo della radiotelegrafia allorchè i segnali orario lanciati da Greenwich potevano raggiungere via radio tutti gli angoli della Terra rendendo possibile di risettare i cronometri, vitali per la cartografia e la navigazione, se si pensa che un minuto di tempo equivale, sullìequatore, ad una distanza in longitudine di 15 primi di arco o di 15 miglia o di 27.780 metri che possono fare la differenza, in determinate circostanze, fra la vita e la morte.

La MISURA ANGOLARE del Tempo, basata sul Sole, è immortale ed accompagnerà l’Uomo per tutto il tempo in cui la sua residenza sarà il pianeta Terra. Anche quando l’Uomo andrà su Marte, o su altri pianeti, o dovunque nell’Universo, egli vi andrà con la data, ore, minuti e secondi del Tempo Universale di Greenwich e riferito alla MISURA ANGOLARE del Tempo basato sul Sole, il Sole che i Padri della Civiltà innalzarono a Signore del Tempo per l’eternità.

108 – LE IMPERITURE E INDISTRUTTIBILI – LE STELLE DELL’ANIMA

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Le Imperiture e Indistruttibili – Le Stelle dell’Anima

The Imperishable and Indestructible Stars

Questa è la descrizione del nostro viaggio nell’Universo, che prosegue immutato da millenni.

Questo mese di Cleopatra, con l’abbondanza di tante bellissime ed attraenti stelle cadenti che agitano l’immaginazione e l’anima, può essere definito il mese delle stelle. Il nuovo nome di Cleopatra dato a questo mese, in sostituzione di quello precedente che non pronunceremo più, si addice molto al generale contesto rappresentato da Cleopatra, Regina d’Egitto, amore e amante fatale di Giulio Cesare al quale la Regina tutto regalò e tutto diede in nome dell’Amore eterno e totale. Oltre a sé stessa, ricchezze, finanze, mezzi, uomini e navi dell’Egitto, Cleopatra regalò a Cesare ed a Roma le conoscenze astronomiche egiziane che permisero la riforma del calendario giuliano, oggi universale.

Oltre a quanto necessario per la riforma del calendario, Roma, presa dalle tante guerre imperiali, non ebbe mai la curiosità, la capacità, il tempo, la pazienza e la sapienza per capire ed interpretare le immense conoscenze astronomiche egiziane che andavano ben oltre il calendario e delle quali ai tempi di Cesare tanti brandelli erano ancora conservati e registrati nella antica famosa biblioteca di Alessandria d’Egitto.

Gradualmente la storia, le distruzioni e le sabbie seppellirono tutto, finché, dopo circa 2000 anni, Napoleone Bonaparte, con la sua spedizione in Egitto, inaugurò l’epoca moderna delle campagne archeologiche. Con la decifrazione dei geroglifici da parte di Jean François Champollion si aprì così la strada per la lettura e l’interpretazione di pressoché un infinito numero di reperti e scritti provenienti dalla notte dei tempi.

Per quanto la chiave di lettura dei geroglifici sia conosciuta, la loro interpretazione è ancora motivo di accalorati dibattiti fra gli studiosi. Non è come leggere i Promessi Sposi del Manzoni o finanche le opere di Platone. E forse è ancora lontano il giorno in cui potremo conoscere il vero significato di tante testimonianze venute fuori dalla sabbia. Possiamo forse dire che oggi abbiamo solo delle indicazioni di massima o generiche sul loro significato.

In aggiunta a ciò bisogna anche dire che gli arcaici esprimevano il loro pensiero, in special modo se trattavasi di pensiero scientifico, in modo diverso da come facciamo noi oggi o come usavano fare gli stessi classici greci. Essi usavano una maniera di esprimersi apparentemente “criptica”, sintetizzata da uno o pochi numeri, da disegni pittorici allegorici indicanti una intera dissertazione, ed in modo simile con le parole. Di ciò ci sono molte prove e testimonianza. L’impressione generale che se ne ricava è che essi volessero parlare alle menti dell’uomo molto di più che alle loro orecchie.

Questa incertezza ha fatto sì che tutti o quasi tutti gli scritti egizi ritrovati siano stati catalogati o classificati come “Formule magiche funerarie”. Ma se escludiamo che gli antichi egiziani passassero il loro tempo a comporre “formule magiche funerarie” forse potremo individuare il linguaggio scientifico e razionale sottostante ad essi.

Fra gli altri, questo sembra il caso delle Stelle Imperiture e Stelle Indistruttibili citate tante volte nei “Testi delle Piramidi”, gli scritti più antichi al mondo, narranti il viaggio delle anime dei Faraoni verso una nuova vita. Alcuni studiosi dicono che tutte, o quasi tutte, le tante citazioni astronomiche riportate sui Testi delle Piramidi sembrano essere state estrapolate in blocco da un corpo di conoscenze già belle e pronte, presumibilmente appartenente ad una scienza astronomica già formata, di cui però nessuno sa dare una datazione affidabile, e qui andiamo pertanto veramente nella notte dei tempi, molte migliaia di anni prima di Cristo o, per questo, prima della costruzione delle piramidi.

Le stelle Imperiture ed Indistruttibili sono chiaramente indicate su questi Testi come le stelle della costellazione di Orione, di Sirio come guida per raggiungerle, e delle stelle circumpolari, queste ultime cioè situate intorno al polo nord dell’asse del mondo. Ci troviamo quindi in presenza di due zone del cosmo, o sfera celeste o cielo, ben delimitate e specificate, piccole e circoscritte. Ed è sintomatico che la parte di Cosmo di Sirio ed Orione sia rappresentata dalle due più importanti figure della civiltà egiziana: Iside ed Osiride.

Sulla base di quanto descritto all’articolo “61 – Precessione degli Equinozi – Una nuova spiegazione” la Terra, assieme a tutto il sistema solare, viaggia alla velocità di circa 800.000 km/h, o 220 km al secondo, verso la direzione di Sirio, la stella più bella e lucente del cielo, la stella di Natale e la stella del Nilo. Questa direzione  del nostro viaggio cosmico è riferita a Sirio perché Sirio è la stella più lucente e visibile del cielo stellato, ma la vera destinazione o direzione del nostro viaggio potrebbe essere la vicina stella della costellazione di Orione, e cioè Rigel, il piede di Orione o il piede di Osiride, citato molte volte sugli stessi Testi.

Volendo paragonare questo viaggio cosmico a quello con il treno da Milano a Roma è un po’ come dire che andiamo a Roma (Sirio) ma scendiamo a Roma Tiburtina (Orione o Rigel). Rigel, come Sirio, è una stella australe, è la più lucente stella della costellazione di Orione e sorge o passa in meridiano circa 100 minuti prima di Sirio.

Attribuire al caso o alla coincidenza la menzione continua e ripetuta di solo queste stelle o gruppi di stelle di due piccole parti di Cosmo, fra tante stelle e costellazioni della vasta sfera dell’Universo, sembra molto poco sensato, trattandosi qui di centinaia di citazioni. Se pertanto escludiamo il caso o la coincidenza o la semplice simpatia per queste stelle, resta una sola risposta. Le stelle di Orione, assieme a Sirio come guida, marcando la direzione del nostro viaggio esistenziale, assieme a tutto il sistema solare, indicano l’importanza che esse hanno per l’uomo, quali mete del suo viaggio, rispetto ad altre stelle, unitamente alle stelle circumpolari che, determinando l’asse  del mondo e l’inclinazione dell’asse terrestre sull’eclittica, indicano la fonte primaria dell’astronomia e la causa origine della vita sulla Terra.

Il viaggio delle anime dei Faraoni verso Sirio ed Orione era un viaggio che essi compivano da vivi, come anime viventi e come ancora noi oggi, ed esse proseguivano nello stesso viaggio dopo la morte. Queste anime si servivano anche della barca di Ra, il Sole, perchè il Sole è il conducente principale del sistema solare verso le stelle di Orione, le imperiture, imperiture perché esse sono sempre allo stesso posto da milioni di anni. I Testi delle Piramidi ci raccontano quindi del viaggio meraviglioso dell’uomo verso i confini della conoscenza, ai loro tempi ed ancora oggi.

Questo viaggio meraviglioso delle anime viventi di ieri e di oggi proseguiva nel Cosmo dopo la morte con l’attraversamento del Nilo del Cosmo, la Via Lattea, il “fiume ondulante” cosmico, con l’ausilio delle barche traghettatrici tante volte menzionate nei Testi, al fine di raggiungere l’altra riva del Nilo, o della Via Lattea, la riva orientale, per la resurrezione a nuova vita, la vita cosmica rigeneratrice, dove le anime diventavano stelle, stelle bellissime che, alimentate dalla scintilla dell’Amore Cosmico, davano inizio ad una nuova vita.

La domanda che sorge spontanea è: sapevano questi arcaici egiziani che la Terra, trascinata dal Sole, la nostra stella, ed assieme a tutto il sistema solare, viaggia nel Cosmo alla velocità di 800.000 km/ora verso Sirio ed Orione??? Tutto sembra indicare che essi sapevano, non potendo trovare un’altra spiegazione logica alla chiara manifestazione di tanta sapienza astronomica e riscoperta solo in parte dalla moderna scienza appena qualche anno addietro.

Nel frattempo, anche se noi non ce ne accorgiamo, il viaggio meraviglioso ed evolutivo delle nostre anime continua al presente verso Sirio ed Orione alla velocità di 800.000 chilometri all’ora avendo la Dea dell’Amore, Iside, come Guida chiara e lucente, affinché le anime dell’uomo possano riconoscere il messaggio tante volte trasmessoci e ripetuto che la Civiltà è fatta di Amore e Conoscenza, da sempre e per sempre.

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Questo articolo è dedicato a Cleopatra, Regina d’Egitto, ed a una Stella Imperitura.

Vedi anche N. 36 – Augusto e il nuovo mese di Cleopatra

106 – TWO SHIPS IN THE NIGHT

Posted in EVOLUZIONE, SPIRITUALITA', TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on luglio 3, 2012 by beautiful41

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Two Ships in the Night – Due Navi nella Notte

Due navi nella notte. E’ la descrizione, nel pensiero inglese, con la quale si vuole esprimere la scoperta di profondi sentimenti  di attrazione e d’amore fra due partners che hanno la ventura di incontrarsi, scambiare dei pensieri, riconoscersi nell’amore delle loro anime e dei propri palpitanti cuori, e svanire gradualmente ciascuno verso il proprio destino.

Lo stesso significato è stato immortalato dagli americani con il motivo musicale “Strangers in the Night” cantato da Frank Sinatra.

Questa pertanto è la storia di due navi che s’incontrano nella notte e poi scompaiono per non incontrarsi mai più.

“Fanali a prora!!” La voce del marinaio di vedetta all’esterno sull’ala di plancia risuona imperiosa attirando l’attenzione degli uomini in servizio nella notte, informandoli all’improvviso che essi non sono più soli nel buio infiniio del mare e del cielo formanti una unica oscura entità esistenziale ove solo le lontanissime stelle si affacciano, come spettatrici silenziose assise sugli spalti invisibili dell’Universo, per assistere all’affascinante incontro di due navi nella notte.

“Viene in controcorsa”, informa nuovamente il marinaio di vedetta. E, poco più in là, “Mostra il rosso”, specifica. L’ufficiale in servizio afferra un paio di binocoli e si reca al finestrino centrale della plancia da dove osserva che i due fanali bianchi centrali ed il fanale rosso laterale dell’altra nave appaiono leggermente a dritta, o destra, della sua prora.

Mentre ancora osserva attraverso i binocoli, l’ufficiale ricorda e ripassa mentalmente i versi della poesia appresa al nautico sulle regole di rotta. “Risponda al rosso il rosso, al verde il verde, avanti pur, la nave non si perde”. E ancora: “Se il verde mostri, mentre il rosso vedi, accosta sulla dritta e il passo cedi”. Per cui l’ufficiale ordina al timoniere: “Vieni a dritta dieci gradi!”. Al che il timoniere conferma l’ordine con voce alta e chiara: “A dritta dieci gradi”.

La nave ora prosegue nel suo avvicinamento, a sinistra della prora, mentre al suo rosso si opppone il rosso della nostra nave. E’ un caso che il rosso sia il colore del fuoco??? O che  le rose rosse simboleggino l’Amore ardente??? O che il rosso sia il colore della passione d’Amore??? O il colore del cuore??? O il colore della scintilla della Vita??? L’immaginazione e le emozioni dell’Anima si svegliano dal torpore della solitudine ed  iniziano a galoppare mentre essa si avvicina.

“E’ una Regina del Mare, un Liner!” opinionizza con convinzione il marinaio di vedetta. I “Liners” erano grandi navi cosiddette “miste”, merci e passeggeri, che univano con regolarità Paesi e continenti. Il marinaio di vedetta apparteneva ad una ristretta cerchia di vecchi lupi di mare i quali erano in grado, attraverso la sola visione notturna dei due fanali bianchi di testa d’albero e di un fanale laterale rosso  o verde, di stabilire il tipo di nave, il suo nome, la bandiera, l’anno di costruzione, il nome del proprietario ed altre notizie correlate ad essa. Era questa considerata una specie di Magia!!

Una Regina sul Mare!!! I sentimenti d’amore che iniziano soffusamente a manifestarsi dall’anima concedono all’improvviso al corpo,  alla mente ed al cuore il massimo delle proprie potenzialità. Gli occhi dilatano al massimo l’iride per poter discernere la pur minima variazione di oscurità. Inizia così ad intravvedersi molto vagamente la sagoma, ancora più oscura della notte, del corpo avanzante contenuto fra i due fanali bianchi e quello rosso.

“E’ bella!!” azzarda con convinzione il marinaio di vedetta, preso ormai fra gli aneliti dell’anima che pervadevano il mondo dei vecchi lupi di mare quando essi consideravano una nave come una donna da amare. Una nave nella notte viene così, senza che nessuno se ne renda conto, trasformata in una Regina bellissima che avanza sicura ed imperterrita. Il suo cuore di fuoco, reso sempre più attraente e splendente dall’avvicinamento del suo brillante fanale rosso, sembra lanciare inconfondibili messaggi d’amore irrinunciabili del destino.

All’improvviso il buio della notte viene squarciato dalla luce potente a lampi bianchi del proiettore di segnalazioni ottiche della Regina a cui franticamente risponde quello della nostra nave. La Regina ci concede la sua anima e la sua parola, i suoi desideri d’amore, la sua storia e le sue intenzioni, i suoi fremiti ed i suoi sogni. Mentre, ormai vicinissima ed alla minima distanza, il rosso del suo cuore si fonde coi riverberi del nostro cuore e, attraverso il velo di salsedine mossa dal vento, sale agli Dei dell’Universo la felicità di questo incontro.

Pian piano le due navi si allontanano. I due fanali bianchi ed il fanale rosso scompaiono, finchè anche l’ultimo fanale, quello di coronamento poppiero, è inghiottito dalle tenebre e dal silenzio della notte. La Regina prosegue il suo viaggio della Vita come noi proseguiamo per il nostro, ma essa rimarrà per sempre nei nostri pensieri e nel nostro cuore.

101 – ARGO – LA COSTELLAZIONE DELLA CIVILTA’ E LA RICERCA DEL VELLO D’ORO

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Argo, la Costellazione della Civiltà e la Ricerca del Vello d’Oro

La più grande ed imponente costellazione del cielo, Argo, rappresentante la nave degli Argonauti che partirono alla ricerca del vello d’oro, è una nave immortale ed indistruttibile, la nave immortale dei Cittadini della Terra di ogni tempo, costruita solidamente per affrontare in piena sicurezza le tempeste millenarie dell’evoluzione e condurre il suo prezioso carico delle anime dell’Umanità verso la destinazione finale della Civiltà, ove per Civiltà si intende Amore più Conoscenza, che era il pensiero dei suoi costruttori. Il capitano di Argo è la stella Canopo, la seconda stella più lucente del cielo dopo Sirio e le due stelle indicano la direzione del meridiano, essendo Canopo giusto a sud di Sirio. L’origine del nome Canopo è l’egiziano “KAH-NUB” che significa “Terra d’Oro” o “Terra dell’Oro” o “Suolo dell’Oro”.

La costellazione Argo è veramente immensa e poderosa. Essa abbraccia buona parte della volta celeste dell’emisfero celeste sud, ed era originariamente formata da circa 800 stelle disseminate su una grande superficie cosmica. Essa è attraversata dalla Via Lattea, la Grande Madre della Vita e del Cosmo, e la sua prua è rivolta ad est. Al di sopra di questa immensa nave del cosmo, quasi ad esprimerne gli ispiratori dell’Amore e Conoscenza, c’è la stella Sirio, la più lucente del cielo e rappresentante la dea Iside del pantheon egizio, e c’è la costellazione di Orione bisecata dalla linea dell’equatore celeste, rappresentante di Osiride, amante e marito di Iside, re dei due mondi, alto e basso Egitto.

Non conoscendo tutto ciò, perchè a quei tempi la storia dell’antico Egitto era sepolta e dimenticata sotto le sabbie e non la conosceva nessuno, nel 1760 la costellazione Argo fu, per così dire, “cannibalizzata”, ad opera di un astronomo francese che la smembrò ricavandone quattro nuove costellazioni denominate Vela, Carina, Puppis e Pyxis o Bussola, le quali compaiono sulle cartine stellari di oggi. Tale smembramento però è solo un fatto di denominazione perchè le stelle del complesso di tali costellazioni sono le stesse di Argo che continua a vivere pertanto sotto falsi nomi.

Il Nilo, già dai tempi mitologici e predinastici dell’Egitto, era considerato la trasposizione della Via Lattea sulla Terra, o, viceversa che la Via Lattea fosse il Nilo del Cosmo, la “winding waterway”, il fiume ondulante del cielo. Questa trasposizione era tanto più veritiera e reale se si pense che durante quei remoti tempi della nascita della Civiltà la Via Lattea in cielo andava da nord a sud proprio come il Nilo sulla Terra. La Via Lattea cioè marcava il meridiano del Cosmo allo stesso modo come il Nilo marca la direzione del meridiano sulla Terrra. La Via Lattea ed il Nilo, quest’ultimo con l’inondazione del fertile limo annualmente, erano quindi i portatori della Vita in ogni senso ed i promotori della Civiltà.

La posizione nel cielo della costellazione Argo è pertanto una conferma che la storia ed il mito di Argo ha origini egiziane ben precise. Ed oggi possiamo tranquillamente dire che tutta la sapienza e mitologia dell’antica Grecia erano di origini egizie ed esse furono adattata al mondo greco con nomi, storie e miti grecizzati. Così certamente fu per il mito di Argo. L’equipaggio di questa nave era un equipaggio di prima classe, come diremmo noi oggi, e comprendeva Eracle che era il dio Amon o Ptah, o uno dei 12 primi Dei fondatori della civiltà egizia, assieme a Castore, Polluce, Atena o Minerva (la Neith egizia) e altri “pezzi da 90”.

Il mito narra in tutte le versioni che Atena, (la Neith egizia), che sponsorizzava la costruzione e la spedizione della nave, fornì una trave di legno pregiato, forte e resistente per essere montata sulla prora di Argo, ciò per una maggiore robustezza, sicurezza e porta-fortuna. La trave di legno era quella che in termine tecnico oggi si chiama la “ruota di prora”, un unico e solido pezzo che di solito è la parte più solida di una nave. Questa trave speciale proveniva dalle pregiate querce sacre del bosco prospiciente al centro oracolare di Dodona, notoriamente il più antico centro oracolare greco. Su una riproduzione dell’ottocento si vede la trave con una splendida polena a forma di una leonessa, e ciò esprime meravigliosamente bene il concetto di grande potenza, forza e padronanza della Conoscenza sul creato che la trave significava!!

Ma il preciso riferimento a Dodona ha un significato che va ben oltre il mito. Si tratta di un riferimento scientifico. Dodona fu il primo centro oracolare del mondo ellenico costruito verso la metà del secondo millennio AC e rappresentava il centro o tempio del “THIBBUN”, l’antico Omphalos egizio, quando la funzione ed il significato originario dei THIBBUN, o Omphalos, era già persa e dimenticata ed ormai interpretata solo come una funzione divinatoria. Ma la vera funzione originaria era, come abbiamo visto nell’articolo sugli Omphalos n. 96 – L’Unione fra Cielo e Terra, la funzione di ombelico del mondo che, mettendo in contatto o relazione il Cielo con la Terra, permetteva la determinazione dell’Unità di Misura e permetteva la mappatura del Cosmo e la mappatura della Terra. Permetteva cioè la conoscenza della geografia. La trave di Atena quindi stava a rappresentare e ricordare questa conoscenza scientifica alla base della loro civiltà.

Argo, portatore della Civiltà, portatore cioè dell’Amore e della Conoscenza, navigava verso Est alla ricerca del vello d’oro. Il suo equipaggio di giganti o di “pezzi da 90”, con Eracle, o Ercole, in testa, procedeva in vari modi, per mare a vela o remi, per terra sostenuta a spalle, e per fiumi, a seconda delle circostante. Il viaggio avvenne e fu tanto importante da essere immortalato nel cosmo con una immensa costellazione quasi a voler indicare l’unicità della più grande impresa dell’uomo. Il viaggio naturalmente avvenne ai tempi di Eracle ed Eracle, ci informò Erodoto, visse 17.000 anni prima di Amasis, cioè circa 20.000 anni fa. Questa storia, o la lontanissima memoria di essa, pertanto, fu messa per iscritto non prima dei tempi di Dodona, e non dai diretti interessati egizi, ma dai greci, circa 16.000 anni dopo il suo reale avvenimento.

La ricerca del vello d’oro era la ricerca di una nuova Nazione ove poter vivere, regnare e progredire nei valori della Civiltà, perchè la loro vecchia Nazione di ATLANTIDE era scomparsa inghiottita dai flutti, lasciando solo poche isole ancora fumanti che avrebbero poi composto l’Arcipelago delle Isole di Capo Verde. E ad est c’era il vello d’oro, la terra benedetta ove il Nilo del Cosmo combaciava con il Nilo della Terra e produceva da solo e autonomamente immense quantità di bionde spighe di grano che, alé, sembravano proprio uno sconfinato vello d’oro, unito alle acque della vita del Nilo. Era una terra benedetta che fin dall’inizio aveva precise conformazioni cosmiche e che essi, i Padri della Civiltà, nel definirne i confini, si sentirono in dovere di rappresentarla come una fetta del Cosmo sulla Terra, imbevuta dei loro valori di Amore e Conoscenza.

Quando il mito, ai tempi di Dodona, fu messo per iscritto e grecizzato con al centro la Grecia Antica ed eroi greci come Giasone,  Argo, navigando verso est, poteva raggiungere il vello d’oro situato nella Colchide, la Georgia di oggi, da sempre una terra fertile e ricca, ove il vello era stato portato da Frisso con un ariete volante, per sfuggire alla morte. Il mito greco, in sintesi, ricalcava gli elementi essenziali della vera storia dei sopravvisuti di ATLANTIDE, gli Argonauti che, sfuggendo alla morte, cercavano una nuova Nazione o Regno. L’ariete volante rappresentava anche la colomba degli “omphalos” che permetteva la conoscenza della geografia. E la latitudine delle Isole del Capo Verde, 15* Nord,  è ideale per conoscere e mappare le stelle di entrambi gli emisferi, nord e sud. 

Alcuni studiosi, riflettendo sulle vicende storiche tramandate da tanti autori classici dell’Antica Grecia, hanno avanzato l’idea che alle origini della civiltà ellenica vi siano state due concezioni opposte: quella dei selvaggi “pelasgici” matriarcali contro quella degli “olimpici”. Un pensiero cioè senza idea di civiltà contro un pensiero radicato negli dei dell’Olimpo e nelle loro imprese . Questi studiosi forse hanno visto giusto perchè nel corso dei millenni gli egizi, anche se tradizionalmente chiusi al mondo esterno a causa della loro superiore conoscenza, hanno lasciato filtrare i loro valori e sapienza al di fuori del loro Paese lasciando che molti ellenici se ne impossessassero e fortunatamente ci tramandassero.

Questo processo di trasmissione dei valori di Civiltà non è riuscito ancora a completarsi, anzi sembra essersi arrestato. Ancora oggi la Barbarie prevale sulla Civiltà, i “pelasgici” sugli “olimpici”, con gli eccessi smodati delle abissali disuguaglianze. Gli egizi, oltre a quanto lasciato razziare dai greci, essi stessi hanno sempre osservato la regola del silenzio e in tanti millenni, oltre ad Imhotep, non siamo stati in grado di conoscere un solo nome dei tanti Platone, dei tanti Euclide, che pure essi hanno sicuramente avuto. Essi non amavano la prosopopea nè amavano mettersi in mostra, o distinguersi, ma hanno lasciato tutto per iscritto nelle loro tombe e nelle opere concrete effettuate.

Dal matriarcato selvaggio dei greci siamo passati all’eccesso opposto di patriarcato altrettanto selvaggio, passando da una barbarie ad un’altra, e da un eccesso ad un altro in ogni campo, rifiutando pervicacemente l’equilibrio, l’armonia, l’assenza di eccessi ed il rispetto, così bene tramandateci con la “Confessione Negativa” che, con la sobrietà, erano il segreto della Civiltà che ha permesso agli egizi tante migliaia di anni di esistenza, con la Donna elevata al massimo livello di rispetto e considerazione, in equilibrio perfetto con l’uomo e con la natura, quasi a simboleggiare nel vivo dell’anima l’essenza della loro superiore Civiltà fatta di equilibrio ed armonia.

Argo cannibalizzata è la testimonianza più tangibile della Barbarie nella quale è precipitato l’uomo, ma essa è sempre lì, indistruttibile, mentre naviga a vele spiegate con la prora di quercia di Neith rivolta ad est, verso la direzione del Sole nascente della Civiltà, per l’eternità. Al fine di dare un segnale di riconoscimento in tal senso, i Governanti delle Nazioni dovrebbero, seduta stante, far cancellare da tutte le cartine stellari del mondo le denominazioni false di Vela, Carina, Puppis e Bussola, sostituendole con la denominazione originaria di ARGO, la nave del Cosmo che continua il suo viaggio per l’eternità per indicare ai Cittadini della Terra in ogni tempo i valori immortali dell’Amore e Conoscenza per un proficuo e pacifico progredire.

99 – LA PROFEZIA DI PASQUA MILLENARIA 2012

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La Profezia di Pasqua Millenaria 2012

Pasqua celebra, per i Cristiani, la resurrezione di Gesù dopo la sua morte. Pasqua quindi è una celebrazione importante nel rammentarci la Rinascita dell’Uomo verso una nuova vita. E la rinascita verso una nuova vita, oltre che essere il sogno di coloro che si accingono al fatidico trapasso, è anche il sogno di tante persone che, nel pieno delle proprie vite, volontariamente, o costrette dal caso, dall’evoluzione, dalla fortuna o dalla sfortuna, o per proprie maturazioni mentali, decidono di rinunciare al proseguimento delle loro passate esperienze, decretandone quindi la morte, per risorgere nell’inizio di una nuova vita, sfidando l’incognito, incamminandosi così sulla strada di nuove esperienze e concezioni dell’essere uomo.

Ma, anche, la Pasqua, come per il Natale, non celebra una ricorrenza solo per i Cristiani. Essa, nel suo più profondo significato di Rinascita e Resurrezione, indica una condizione dell’anima, comune a tutti gli esseri umani di tutte le latitudini, aperta ad una periodica rigenerazione che possa soddisfare e consentire alla stessa anima la sua immortalità evolutiva. Questo concetto di rinascita e rinnovamento, pertanto, è antico quanto l’uomo e la sua Civiltà e risale a tempi in cui le religioni attuali non esistevano ancora nè erano state ancora concepite.

La Resurrezione, la Rinascita a nuova vita, la Rigenerazione dell’anima, in questo anno 2012 si presenta all’uomo in tutta la sua sfolgorante luce ed in tutta la sua possente forza con gli avvenimenti sociali ed economici, drammatici e planetari che stiamo vivendo. Appare sempre più chiaro che i riferimenti del passato, con le loro concezioni e credenze, in ogni campo, si sono rivelati dei riferimenti fittizi, irreali e fuorvianti, e non più adatti ad essere da guida all’uomo nel soddisfare le sue esigenze materiali, spirituali e di giustizia, in considerazione delle nuove realtà che improvvisamente gli si sono presentate davanti in nuovi imprevisti scenari.

Dopo il collasso del comunismo, abbiamo avuto il collasso del capitalismo moderno centenario. Quest’ultimo collasso è ancora in corso e le sue follie predatorie ne stanno decretando rapidamente la morte. Ma, ad insaputa dell’uomo, mentre sulla Terra si svolgevano i convulsi avvenimenti di insanità mentale dovuti a sconfinata avidità, in suo soccorso si è mossa dalle lontane dimore cosmiche e stellari una grande astronave. Una astronave a forma di un bellissimo grande uccello dalle piume color rosso ed oro, che reca nei suoi artigli un grande uovo. E’ l’uovo della Pasqua Millenaria 2012.

L’uovo di Pasqua, usato annualmente per la felicità dei bambini, contenente una sorpresa al suo interno, rappresenta in realtà il ricordo di un periodico rinnovamento o rigenerazione o risurrezione dell’uomo. L’astronave inter-galattica, proveniente dalle lontane dimore stellari, ritorna periodicamente sulla Terra per rilasciare il suo “Uovo di Pasqua” contenente gli elementi della Risurrezione o Rigenerazione dell’uomo. Il suo ritorno avviene a distanza di millenni e questa volta, la Pasqua 2012, esso è reale e tangibile.

Preveggendo la possibile fine dell’uomo e la sua estinzione in una guerra atomica planetaria quando l’ultimo respiro del capitalismo attuale sarà esalato, l’Astronave inter-galattica, inviata dall’Intelligenza Divina, ha regolato la potenza dei suoi motori e la sua velocità affinchè il suo uovo, contenente il messaggio della Resurrezione, venga consegnato e giunga all’uomo prima che una tale irreversibile catastrofe possa verificarsi.

L’Astronave inter-galattica, comandata da un capitano dalla competenza e professionalità non comune, con un tempismo perfetto, si è presentata sul cielo del deserto del Sahara con tutte le sue sfavillanti luci esterne accese mettendo in atto l’operazione di consegna dell’Uovo di Pasqua 2012 ai Cittadini della Terra.

Le caratteristiche dell’Uovo di Pasqua sono sempre le stesse, ogni volta che l’Astronave ritorna dopo millenni, e sono state raccontate da Erodoto nelle sue storie con una impressionante ricchezza di dettagli e precisione. L’uovo, trattenuto negli artigli dell’uccello cosmico, è vuoto all’interno ed è stato scavato per contenere le ceneri o il corpo defunto del padre dell’uccello cosmico, in maniera tale che il peso dell’uovo senza lo scavo e senza i resti del padre fosse lo stesso peso dell’uovo contenente le ceneri o corpo del padre. Il volume, peso o dimensioni dell’uovo erano cioè uguali al volume, peso o dimensioni del suo contenuto. Si trattava cioè di un rapporto di 2 a 1, o di 1 a 2.

L’uccello cosmico, o astronave inter-galattica, chiamato poi Araba Fenice, recava all’interno del suo uovo il seme della Risurrezione o Rigenerazione perchè dagli stessi resti o ceneri del padre nasceva una nuova vita e questo processo si ripete periodicamente nella plurimillenaria storia dell’uomo. Trattandosi di nascita proveniente dalle ceneri di una precedente vita e non cioè di nascita dovuta ad un accoppiamento maschio/femmina, ciò può significare solo una cosa: la Risurrezione, Rinascita o Rinnovamento di una Civiltà o delle credenze e concezioni dell’uomo.

Dalla storia conosciuta sappiamo che alle civiltà e concezioni arcaiche sono seguite civiltà e concezioni pagane e poi ancora quelle giudaico-cristiane. La Pasqua 2012 potrebbe segnare quindi l’inizio di una nuova Civiltà annunciataci dal messaggio del seme della Risurrezione contenuto nell’Uovo rilasciato dall’Astronave inter-galattica o Araba Fenice. Questo messaggio della Risurrezione o Rinascita è un messaggio valido per l’eternità ed è un messaggio di Pace racchiuso nel sarcofago vuoto della Camera del Re della Grande Piramide in Egitto il cui volume esterno è esattamente il doppio del suo volume interno.

Il sarcofago vuoto della Grande Piramide, finora un mistero, e sigillato all’origine per l’eternità con tre lastre verticali di granito e tre grandi blocchi di granito nel corridoio ascendente, e costruito in modo tale da non poter essere trafugato dato che il vano di accesso alla Camera del Re è tanto piccolo da non permettere il passaggio del sarcofago, rappresenta in realtà l’uovo dell’Araba Fenice. Il sarcofago vuoto di granito ha la non comune proprietà che il volume delle sue pareti esterne è esattamente uguale al suo volume interno, contenente quindi il rapporto di 2 a 1, o 1 a 2, proprio come ci aveva tramandato Erodoto con l’uovo dell’Araba Fenice.

La preziosità del sarcofago vuoto, la rispondenza perfetta con la descrizione dell’uovo dellìAraba Fenice di Erodoto, le caratteristiche della Risurrezione legata solo alla morte anzichè ad un concepimento, sembrano volerci indicare che il sarcofago vuoto è in realtà il sepolcro dove fu sepolto Gesù millenaristico e con la sua costruzione rappresenta il nocciolo dei requisiti per la nascita di una vera Civiltà. Conoscenza e Amore, queste sono le condizioni essenziali della Civiltà. Esse si equivalgono ed assieme, e solo assieme, Conoscenza + Amore, danno origine. al fiorire della Civiltà. Le pareti esterne del sarcofago rappresentano la conoscenza fisica e materiale, mentre la parte interna, invisibile, rappresenta l’Amore o la Spiritualità, motore dell’evoluzione. Il visibile + l’invisibile, un pò come l’hardware ed il software di un computer.

La condizione naturale per l’uomo è vivere nella Pace, e nella Pace si può vivere e progredire solo quando c’è l’amore ed il rispetto per se stessi, per il proprio simile e per tutti gli elementi della natura. Questi erano gli insegnamenti di Gesù e dei Padri della Civiltà lasciati per iscritto con la “Confessione Negativa” e scolpiti nel granito della forma del sarcofago vuoto della Grande Piramide, per accompagnare il cammino dell’umanità per l’eternità, passando da una rigenerazione all’altra. I detti insegnamenti di Civiltà si concretizzano con l’assenza di eccessi ed in particolare con l’assenza di eccessi di arricchimento.

La guerra e la distruzione non è una dualità naturale per l’uomo, come spesso purtroppo facciamo quando associamo guerra e pace a caldo e freddo o giorno e notte. Le guerre e le armi sono delle costruzioni, mentali e fisiche, della Barbarie dell’uomo quando non si osservano gli insegnamenti citati di Rispetto, Amore, Pace e Civiltà. La condizione naturale dell’uomo è pace, rispetto e civiltà. L’Astronave inter-galattica è ritornata a spiegarci, in uno squarcio di cielo rivelatore di queste eterne ma sconosciute verità, in questa Pasqua 2012, il significato recondito dell’Uovo e della Risurrezione, Rigenerazione o Rinnovamento, indicandoci la strada della salvezza in un momento cruciale della nostra storia.

Sta a noi tesaurizzare e mettere a frutto la preziosa informazione trovata nell’Uovo di Pasqua 2012 consegnatoci dall’Astronave inter-galattica, al fine di non vanificare il suo lungo viaggio di soccorso intrapreso per il bene dell’umanità, evitando il verificarsi dell’irreversibile catastrofe.

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Vedi n. 72 – Bennu – L’Uccello di Fuoco

94 – GEORGE – ANIMA NOBILE

Posted in ARMONIA, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on febbraio 21, 2012 by beautiful41

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George – Anima Nobile

George era un passeggiero di una nave da carico sulla quale si era imbarcato in Australia

…. continua ….

91 – MARIA DI SINGAPORE

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Maria di Singapore

Maria era di stirpe nobile. La nobiltà di cui lei era intrisa derivava dalla bellezza della sua anima immortale fatta di valori naturali ed immateriali di Amore Universale della Civiltà. Maria manifestava la sua nobiltà d’animo in modo inconscio. Maria cioè era inconsapevole della bellezza ed attrattività della sua anima che gli occhi della gioventù non aiutavano a scoprire sotto il velo della sua figurina di cinese di Singapore, o della Malesia, tutta incentrata e racchiusa nei suoi occhi attenti, vivi e scintillanti dai quali sprizzava una ricchezza di spirito seducente e trascinante.

Maria era la capitana e Regina del suo “sampang”, una comune imbarcazione orientale, che lei conduceva con fare esperto manovrando un motore fuoribordo dal gambo lungo più del normale. Il suo sampang era attrezzato anche con un corto albero con una vela arrotolata, per eventuali casi di emergenza. Il suo equipaggio era composto di tante ragazze che si guadagnavano da vivere andando a vendere le coca-cola sulle navi mercantili all’ancoraggio nella rada di Singapore.

Singapore è la naturale porta dell’Oriente per tutte le navi da e per l’Occidente. Oltre che per operazioni di carico e scarico effettuate in porto, le navi vi si fermano all’ancoraggio per effettuare riparazioni, rifornimenti di combustibile, cambi dell’equipaggio, imbarco provviste, e simili.

Il mercantile, diretto in Oriente, era in oceano Indiano quando subì un’avaria grave al motore principale, per cui fu costretto a proseguire il viaggio a bassissima velocità fino a Singapore dove, all’ancoraggio, si iniziarono le riparazioni radicali, che durarono molti giorni, per la messa in efficienza dell’apparato di propulsione. Fu così che un giorno il sampang di Maria si affiancò sottobordo e tutto il suo equipaggio venne a far visita a quello del mercantile provocando una eccitazione ed una felicità per l’incontro con le Dee dell’Amore.

Maria era una osservatrice e rimase in disparte per molto tempo lasciando che la sua anima si avvicinasse e fosse catturata, o catturasse, quella del “chief mate” sempre indaffarato nel verificare e seguire le varie necessità della nave, finchè un giorno, non si sa bene come, i loro cuori si schiusero alla luce della loro naturale affinità e si lasciarono attrarre nella dimensione dell’amore senza fine. Maria, seguendo la natura della sua anima femminile, faceva di tutto per circondare il suo “chief” di tutte le premure che una donna innammorata può usare, e rimase sulla nave per tutta la sosta all’ancoraggio.

Non era una faccenda solo di cuore ma, forse perchè lo era già in partenza e finanche prima che si conoscessero, era una faccenda di anima. L’anima immortale ed infinita che decide i destini dei cuori e dell’evoluzione. La foschia della calura orientale che aleggiava sulla rada di Singapore si riempì così di queste forze cosmiche soprannaturali plasmando e scolpendo i sentimenti terreni di questo incontro quali valori immortali dell’amore dell’anima per l’eternità.

Naturalmente un bel giorno l’apparato di propulsione fu ripristinato ed il mercantile si apprestò a riprendere il suo viaggio. All’alba, mentre si virava a salpare l’ancora, il sampang di Maria al completo del suo equipaggio si staccò dalla nave e gradualmente scomparve nella nebbia soffice e sottile mattutina. Il mercantile era pieno di manufatti europei che dovevano essere scaricati in vari porti dell’Oriente, da Bangkok, a Hong Kong, a Manila e altri, ma ritornò varie volte a Singapore che era anche fulcro di trasporti inter-orientali.

Ma i successivi approdi a Singapore furono sempre ormeggi alla banchina del porto, pullulante di operatori, dove Maria non poteva o non osava accedervi tranne che per pochi minuti con il suo sampang accostato alla fiancata esterna della nave. Maria scrutava l’orizzonte continuamente cercando di scorgere la nave della sua anima gemella fra le centinaia che transitavano ed ogni volta che essa arrivava lei portava in segno del suo amore un piatto, opportunamente coperto, contenente riso e pollo cucinato da lei per il suo “chief mate”.

Il mercantile, dopo essersi riempito di tronchi di legno pregiato delle Filippine e del Borneo, di tabacco da Manila, di balle di caucciù della Malesia, intraprese il suo viaggio all’incontrario con materie prime verso l’Occidente, portando con sè il ricordo, l’anima, lo spirito e l’amore di Maria. Il suo amore però rimase per l’eternità ed il suo nome di Maria riverberò per tutti i mari e tutti gli oceani del mondo quando, incrociando altre navi della stessa società provenienti da Singapore, le comunicazioni a lampi di luce col sistema Morse trasmettevano sempre “M-A-R-I-A …T-I …S-A-L-U-T-A” ….. “M-A-R-I-A …T-I …A-S-P-E-T-T-A” ….. “M-A-R-I-A…” ……

L’amore di Maria era troppo forte ed andava ben oltre i sensi ed i sentimenti perchè era un amore dell’anima. L’amore e l’anima di Maria così, dopo aver aleggiato su tutta la Terra, trasmigrò nel divenire cosmico evolutivo per diventare compagna di viaggio del suo unico grande amore ed essere insieme a lui per l’eternità.

Da allora le parti si sono invertite. I poveri sono diventati ricchi ed i ricchi sono diventati poveri. I prodotti manufatti viaggiano da oriente verso occidente mentre da occidente verso oriente i containers sono per lo più vuoti. Singapore è talmente ricca che presta soldi agli Stati Uniti d’America. Nella rada di Singapore vi sono fino a mille navi all’ancoraggio ma non vi sono più i sampang di Maria che vanno a vendere le coca cola con il suo equipaggio dell’amore.

Ma, nelle notti terse e chiare, dal cielo stellato spesso si nota una stella che s’illumina a fasi alterne, come voler inviare dei segnali a lampi di luce col codice Morse. E’ Maria, che invia i suoi messaggi immortali d’amore e di felicità a tutti i componenti dell’Universo.

89 – LA RICERCA DEL SOLE

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La ricerca del Sole

L’uomo ha sempre cercato il Sole. La ricerca del Sole, della sua luce e del suo calore, è stata una ricerca continua e millenaria dettata dalla natura originaria e cosmica dell’uomo di essere un elemento del creato o del divenire evolutivo, un granello di polvere di stelle fra tante nell’Universo. Questa ricerca è conseguita per soddisfare molteplici necessità fondamentali dell’uomo, sul piano fisico e su quello dell’anima.

Avere luce e calore sul proprio corpo per vivere adeguatamente riscaldato in modo possibilmente naturale è una ricerca che non si è mai completata. Dai più antichi tempi tanti popoli provenienti dalle fredde e nebbiose terre del nord hanno sempre cercato di trasferirsi verso territori più soleggiati e più adatti ad una esistenza confortevole. Questi trasferimenti erano sempre da nord verso sud o da zone fredde verso zone più calde. Era per soddisfare questa necessità che i “barbari” si scontravano contro le legioni dell’antica Roma.

Oggi si continua a fare la stessa cosa in maniera più pacifica. Il primo desiderio dei benestanti nordici che se lo possono permettere è quello di comprarsi una “seconda casa” al sole, isole Canarie, Cipro e Costa del Sol in Spagna sono i posti più ambiti, dove trascorrere le vacanze ed il pensionamento. Il caldo del Sole in un buon ambiente è un’attrattiva perenne ed irresistibile.

Ma il più importante e fondamentale Sole è il Sole dell’anima. Il Sole della Luce ed il Sole dell’Amore. Anche questa ricerca è millenaria e non avrà mai fine. In questa ricerca del Sole dell’anima sembra che l’uomo, pur essendo il padrone di sè stesso e del suo destino, non vi abbia una parte di esclusiva importanza. Il Sole dell’anima, come per il Sole fisico, spesso viene oscurato all’uomo per cause evolutive non imputabili a lui direttamente.

Il Sole dell’anima è una primaria necessità dell’uomo, come l’aria o l’acqua, e senza di esso si muore. Questo Sole dell’anima illumina il cuore, la mente e lo spirito ed ha una potenza infinita a cui niente e nessuno si può contrapporre. Questa forza meravigliosa spesso arriva improvvisa ed inaspettata e dona l’amore del cuore che, come un potente faro splendente nella notte, irradia i suoi fasci luminosi, oltre che alle anime interessate, nei cuori e nelle anime delle creature circostanti. Il Sole dell’anima riverbera nella mente alimentando al massimo le sue potenzialità creative e permettendo allo spirito le giuste intuizioni per un progredire pacifico nel suo Universo secondo le leggi immortali della Civiltà.

Il Sole dell’anima spesso viene oscurato dalle nuvole dell’oblio e dei processi evolutivi e, pur rimanendo saltuariamente presente a livello del cuore, esso può rimanere oscurato alle menti ed agli spiriti per periodi che possono variare dai decenni ai millenni. Durante tali periodi di oscurità, per facilitare il difficile cammino dell’uomo, furono stabilite le regole immortali della Civiltà trascritte nella “Confessione Negativa” che danno risalto al Rispetto verso ogni forma del creato, alla non violenza verso chiunque e qualsiasi cosa, alla sobrietà, all’onestà ed alla giustizia. Esse, queste regole immortali di rispetto e di non violenza, sono gli unici punti di riferimento sicuri per non perdere la fiducia incrollabile che il Sole un giorno ritornerà a splendere più che mai.

Nonostante ciò, però, a volte il cielo rimane coperto per lungo tempo da nuvole dense e nere che, rendendo il giorno quasi come la notte, gettano nell’oblio anche queste semplici regole che sono nascoste nell’anima dell’uomo. In tal caso, senza più riferimenti immortali, l’uomo barcolla paurosamente e, senza più luce nella mente e nello spirito, egli sperimenta la notte della ragione. Nella notte della ragione regnano valori opposti a quelli della Civiltà. Nella notte della ragione regnano, l’avidità, il denaro, le guerre, le contrapposizioni, gli eccessi sfrenati, le differenze abissali, lo sfruttamento delle competizioni e libertà senza regole, la violenza e l’odio. Nella notte della ragione regna la Barbarie.

L’evoluzione, però, fortunatamente, non è sempre a nostro danno. Essa, essendo ciclica di natura, muta continuamente e proprio quando la notte o le nuvole sono più buie ci dà la percezione, attraverso tanti multiformi segnali, che non tutto è perduto e che il Sole dell’anima e della Ragione presto ritornerà a splendere riempiendo l’Universo intero con la sua Luce di verità. E’ importante quindi, anche quando il Sole non si vede, dando l’impressione che sia morto, che l’uomo possa confidare nel suo ritorno e, possibilmente, seguire la sua direzione attraverso l’oscurità.

Tempo fa è stata recuperata, da una antica nave affondata nelle acque costiere dell’Islanda, uno strano aggeggio di cristallo. E’ stato poi appurato che trattasi di un pezzo di quello che si chiama “Spato di Islanda”. E’ un cristallo di calcite a forma romboidale che ha la proprietà di rifrangere la luce normale non polarizzata in due fasci di luce “polarizzata” ciò che in pratica permette in un giorno di cielo coperto di trovare la direzione del Sole che non si vede. E si è pensato, a ragione, che tale cristallo possa essere stata la “pietra del Sole”, menzionata nelle leggende dei vichinghu, usata dagli stessi vichinghi durante le loro navigazioni con cielo coperto, per orientarsi e quindi non perdersi.

I Vichinghi quindi usavano forse lo Spato di Islanda per rilevare la presenza del Sole oltre le nuvole e per la loro salvezza fisica. Esiste uno strumento per rilevare la presenza del Sole dell’Anima???, il più importante Sole dell’Uomo, che, come per quello fisico, gli possa fornire il giusto orientamento quando l’oscurità delle false dottrine, le false certezze, le false “modernità”, le false ideologie, l’irragionevolezza, gli squilibri, la violenza, l’avidità, la rapina, le differenze abissali, le guerre e i genocidi lo dirigono verso il disastro sugli scogli mortali della Barbarie, come ai nostri giorni????

Possiamo tranquillamente dire che esiste un tale strumento per rilevare il Sole dell’Anima e non perdersi. Esso è antichissimo, talmente antico da essere stato dimenticato dagli stessi antichi. Questo strumento è la citata “Confessione Negativa“, redatta nella notte dei tempi, millenni prima che nascessero le attuali “religioni”, dai Padri della Civiltà per essere immortale e adatta a chiunque, ateo o credente, affinchè l’Uomo, qualsiasi Uomo, si orientasse nei periodi bui, nel divenire evolutivo, consentendogli un progresso armonioso, pacifico e rispettoso, risparmiandogli così l’estinzione per sua scelta ed incapacità.

Benvenuti nella casa e nella Civiltà del Sole dell’Anima!!!.

86 – L’ANTITALIANO

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L’Antitaliano

Giorgio Bocca è morto. Che il Signore lo accolga nella sua infinita misericordia e gli dia la pace eterna. Che il Signore gli conceda anche la luce della verità che stava intorno a lui per una vita intera e che lui non ha mai potuto o voluto riconoscere in una diversa prospettiva, imprigionato in una struttura mentale che, come una gabbia, gli impediva di discernerla, come a milioni e milioni di “progressisti”, o di “popoli della sinistra” che, in analogia ai contrapposti “conservatori” o “popoli della destra”, hanno sempre creduto, e lo credono tuttora, di possedere il monopolio della vera verità.

Si legge dal Corriere della Sera che Giorgio Bocca in una delle sue ultime interviste, a proposito della crisi in corso, ha detto: “””E’ una crisi di cui nessuno sa niente, nessuno sa quando è cominciata e come finirà. Mai nella storia dell’umanità si era arrivati ad una oscurità di questo genere”””.

L’umanità si è persa nell’oscurità di Giorgio Bocca per essersi immersa totalmente nei pregiudizi che hanno forgiato il pensiero e le società europee ed occidentali negli ultimi due secoli e diventati vera e propria follia negli ultimi 20 anni. La follia di credersi “moderni” e quindi staccati o sganciati dalle leggi eterne dell’evoluzione cosmica a cui niente e nessuno, nel micro e nel macro, può sottrarsi. Dal granello di sabbia, alle piante, agli esseri viventi, all’uomo ed alle galassie, tutto e tutti sono sottoposti alla immutabilità di queste leggi divine che rappresentano l’ordine cosmico.

La follia del credere che possa esistere una umanità di sinistra e una umanità di destra, una umanità di democratici ed una di repubblicani, assieme a tante altre umanità divise dall’idea delle contrapposizioni sempre più feroci e distruttive. Esse, queste spartizioni o contrapposizioni, ottuse e cieche, agendo come un potente magnetismo sui cervelli dell’uomo, o come una magia o forza ipnotizzante, ergendosi esse stesse con le loro visioni unilaterali a governo delle Nazioni, hanno impedito al libero pensiero dell’uomo di accorgersi del baratro verso il quale egli si stava inesorabilmente dirigendo.

Il baratro della libertà infinita senza tener conto di quella altrui, il baratro delle abissali differenze che questa libertà infinita comportava, il baratro del progresso senza armonia e sganciato dalle leggi cosmiche e di conseguenza il baratro dell’ingiustizia. Un baratro senza fondo dove tutti i valori dell’animo umano di amore, armonia, equilibrio, giustizia, pace, onestà, integrità di propositi e sentimenti sono spazzati via e sostituiti dalla rapina e dall’avidità della Barbarie. Valori che, come nelle catacombe, sopravvivono ora solo nel segreto dellìanima immortale.

La follia del credere in un progresso continuo a linea retta ascendente. Quest’idea determina la certezza dell’llusione che possa esistere una crescita continua ed infinita in base alla quale qualsiasi opera possa essere finanziata con la certezza che la crescita pagherà i finanziamenti. Quest’idea rende la vita un inferno producendo l’aspettativa che “il tempo è denaro” ed annulla la saggezza di raggiungere lo stesso obiettivo a mezzo del solo risparmio in tempi più lunghi ma in modo più sostenibile basandosi su ciò che si ha e non su ciò che si avrà. Quest’idea non prevede la decrescita il cui solo accenno ne annulla gli effetti riducendo gli uomini alla fame ed alla disperazione.

La follia di credere che si possa competere senza regole attraverso nazioni con leggi, cittadinanze, monete, costumi ed amministrazioni diverse permettendo di spostare il lavoro là “dove costa meno” ed esserne persino fieri invece di scomparire dalla vergogna di permettere l’arricchimento infinito di pochi a danno dei molti, e, follia sulla follia, confidando che tutto questo caos si aggiusti da solo con la dottrina del libero mercato, travolgendo valori come dignità, rispetto per la natura, uomini e cose, ed infrangendo le libertà così ridotte in schiavitù.

E queste follie sono insegnate nelle università più prestigiose al mondo, con tanto di “masters”, dissertazioni e finanche Premi Nobel. Ma è vero quello che dice Giorgio Bocca, che mai nella storia dell’umanità si era arrivati ad una oscurità di questo genere. E’ l’oscurità della notte della ragione e dell’anima senza la luce dell’armonia del cosmo. E pensare che l’uomo era stato informato sui valori della Civiltà immortali e sul come applicarli nella vita quotidiana.

L’uomo era stato informato che per progredire in sicurezza mantenendosi sulle proprie gambe egli doveva basarsi solo sul risparmio, mettendo da parte nei periodi di crescita un quinto del proprio guadagno per fronteggiare i periodi di decrescita. L’uomo era stato informato che tutte le persone vanno rispettate, assieme a tutti gli elementi del creato e della natura. L’uomo era stato informato che l’arricchimento smodato è contrario alle leggi cosmiche dell’armonia basate sul rapporto 1,618.

L’uomo era stato informato che far soffrire, rubare, violentare, uccidere, truffare, ingannare, dire il falso, maledire, trasgredire, adirarsi, passare sulla terra altrui, intrigarsi in cose che non lo riguardano, arrabbiarsi, parlar male di chiunque, fornicare, masturbarsi, far l’amore con la moglie altrui, impaurire, eprimersi con rabbia bruciante, sottrarsi alla giustizia, far piangere, bestemmiare, agire con violenza, farsi del male, parlare troppo, frodare, maledire il proprio governante, inquinare la natura, non condividere il cibo, esaltare i propri discorsi, fare distinzioni, tutto ciò era contro le regole di Civiltà.

La modernità ha cancellato queste regole dalla memoria dell’uomo ma esse sono conservate inconsciamente per sempre nella sua anima. Ed i Cittadini della Terra hanno capito, o stanno cominciando a capire, che la strada indicata dai loro superpagati “leaders” è quella del disastro. I Cittadini della Terra hanno visto il sorgere di una nuova stella, la stella della salvezza, la Stella della Consapevolezza indicante la via della Luce per uscire da questa opprimente oscurità e lo dimostreranno il prossimo Solstizio di Giugno occupando le strade di tutte le città della Terra per dare inizio ad una nuova plurimillenaria Civiltà improntata agli immortali valori dell’anima.

75 – IL GIORNALISMO ITALIANO

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Il giornalismo italiano è un grande malato. E’ malato di una grave malattia scaturita dall’aver assorbito una immensa quantità di iniezioni di sulfamidici. Quasi nessuno lo sa perchè quelli che ne dovrebbero parlare, informando i cittadini che pagano i sulfamidici, sono gli stessi giornalisti che ne beneficiano.

Prendiamo le televisioni. L’Italia ha un numero di trasmittenti TV quanto quelle della Germania, della Francia e della Spagna messe assieme.

Se si contano i “canali” che ciascuna trasmittente produce, l’Italia ancora oggi possiede forse la percentuale di trasmissioni TV che aveva nel 1980, cioè il 25%, un quarto, di tutte le trasmissioni TV del pianeta Terra. Non vi sembra che c’è qualcosa fuori posto??? Più che fuori posto, immensamente e sicuramente fuori misura!!!

E naturalmente per riempire lo spazio-tempo, 24 ore su 24, di tutti questi infiniti palinsesti non basta la fantasia alla produzione dei programmi e del tam-tam continuo del diluvio di parole, idee ed informazioni. Per cui tutto fa brodo. Telegiornali in continuazione è il primo modo per riempire lo spazio-tempo dei palinsesti, con inviati fissi e mobili in tutte le parti del mondo ed in ogni dove si spari ad una quaglia, e per ogni singolo canale.

Oltre ai TG, per riempire tutto questo immenso spazio-tempo. si insegue qualsiasi cosa che possa “fare notizia”, in particolare uccisioni di uomini, donne, cani, gatti, lucertole, uccelli, e altro, ingigantendone i contenuti con commenti strazianti espressi con voci appositamente studiate ed allenate ad elevare l’importanza dell’argomento. Già se ci fermassimo qui la cosa parrebbe una specie di girone o giostra infernale, resa ancora di più tale dalla nuova scoperta di far passare un enorme numero di immagini al secondo, al limite della percettività, al fine di confondere l’utente, in aggiunta alla scoperta dello scandire il più alto numero di parole al secondo, sempre per confondere l’utente. Insomma una truffa bella e buona.

Ma non è finita qui. Intanto chi paga tutto questo enorme lusso e spreco??? Ma i cittadini della Terra, naturalmente!!! E come i cittadini della Terra pagano tutta questa valanga di milioni o miliardi???

I cittadini della Terra pagano tutti questi soldi in due modi: attraverso i canoni televisivi, che vanno direttamente alle stazioni televisive. E pagano attraverso la pubblicità quando vanno a comprare qualsiasi cosa al supermercato, dato che nel prezzo finale delle merci al pubblico vi è incluso anche il costo della pubblicità che i produttori o fabriche o aziende hanno sopportato per fare pubblicità al loro prodotto. A capo di questa industria pubblicitaria c’è il nostro tanto amato e odiato premier Berlusconi il quale controlla, o ne è proprietario quasi unico, la società Publitalia, che è la più grande società italiana di pubblicità, che agisce quindi in regime di monopolio o quasi monopolio.

(I citati dati sono ricavati da un libro, “The dark heart of Italy”, pubblicato in Inghilterra e nei Paesi anglofoni).

Il controllo delle televisioni proprie e della pubblicità in tutto il Paese nelle mani di una sola persona rende quest’ultima in pratica detentrice dei destini dei loro rispettivi mercati. Possiamo dire che oggi il settore televisivo dipende in larga misura da chi controlla la pubblicità. Questa è la fonte di una ricchezza crescente e senza fine del nostro premier Silvio Berlusconi. E più trasmittenti tv ci sono, sue o non sue, più è alto il guadagno. Naturalmente tutto perfettamente legale ma eticamente una follia nel lasciare che un uomo divenga il proprietario del pianeta Terra.

A quest’anomalia pubblicitaria e televisiva se ne aggiunge un’altra giornalistica dato che tutti i giornali, che sono tantissimi come le trasmittenti televisive, non si reggono sulle loro gambe come accade per lo più negli altri Paesi occidentali, ma sono “sovvenzionati”, coi soldi dei cittadini, attraverso tanti partiti politici a cui pressocché tutti questi giornali fanno capo. Ciò fa sì che i giornali non possono raccontare una realtà o verità diversa da quella dell’orientamento ideologico del partito a cui fanno capo e dal quale prendono i soldi, la loro fonte di sostentamento.

In questa impalcatura strutturale dell’informazione in Italia due cose emergono con chiarezza. L’odio feroce e mortale alimentato dalle contrapposizioni dalle visioni unilaterali che, attraverso tv e stampa, si riversa, ingigantendosi, nel Paese. E la scomparsa della realtà perchè la contrapposizione annulla la Ragione rendendo le persone cieche nella mente, dato che esse, prigioniere dei propri pregiudizi, guardano ma non vedono.

In questo polpettone mediatico delle informazioni, dell’apparenza, e spesso della voluta disinformazione o informazione di parte, crescono, si allevano e si alimentano i destini dell’uomo con le sue passioni, odi, illusioni, pregiudizi, false notizie, stereotipi di convenienza, lavaggi del cervello, e tanto altro, tutto bell’e confezionato, impacchettato, etichettato e venduto come se esso stesso, questo polpettone, fosse una pubblicità di un prodotto da comprare e consumare come qualsiasi altro prodotto.

Questo enorme polpettone, come una nebbia calata sulla mente, fa sì che la riflessione non sia più alla facile portata dell’uomo, rendendolo uno schiavo di sè stesso e di altri che pensano per lui, ed un prodotto del consumismo, accecato dalla convinzione che questa è la più alta forma di civiltà ove lui ha la fortuna di essere nato e di vivere. Gli avvenimenti che si svolgono ai nostri giorni ci confermano però che le realtà e le verità non sono dove il polpettone mediatico ci vorrebbe propinare e far credere.

Come se ne esce??? Se ne esce col nuovo movimento Millenario dei Cittadini della Terra. Cosa è??? E’ una nuova idea di Civiltà per il terzo Millennio che ripudia i valori attuali basati sulla contrapposizione e sposa i nuovi valori del Movimento Rivoluzionario del Terzo Millennio basati, per la prima volta nella storia conosciuta, sulla CONDIVISIONE. Non più due popoli che si fanno la guerra l’uno contro l’altro, ma un solo popolo che condivide la propria terra, la terra di tutti, secondo la Carta dei Cittadini della Terra, all’insegna della drastica riduzione degli eccessi.

Tutto questo si concretizzerà quando i Cittadini della Terra entreranno in Parlamento con la maggioranza dei due terzi, dando inizio ad una nuova Civiltà inclusiva dell’Amore, del rispetto per sè stessi e del rispetto per la natura e per la donna, dimenticati.

L’articolo dovrebbe continuare ma per ora mi fermo qui dato che i miei articoli sono sempre troppo lunghi. A presto.

 

 

 

72 – BENNU – L’UCCELLO DI FUOCO

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I destini dell’Europa e di tutti i paesi del mondo sono stati decisi in età moderna dai poteri magici e misteriosi della Grande Piramide di Giza in Egitto, o Piramide di Cheope, baricentro di tutte le terre emerse, quando Napoleone Bonaparte decise di stendersi nel sarcofago vuoto della Camera del Re nella Grande Piramide. Mentre egli era disteso nel sarcofago alla ricerca forse di un’immortalità e di una eterna gloria, la sua flotta navale in attesa all’ancoraggio ad Abu Qir, alla periferia di Alessandria, veniva distrutta da un ardito del mare con un solo braccio ed un solo occhio, Horatio Nelson, che s’introdusse nottetempo con le sue navi fra quelle francesi all’ancora aprendo il fuoco con le batterie di dritta e di sinistra che portarono alla fine dei sogni di Napoleone, plasmando il mondo come oggi lo conosciamo.

Un caso??? Una coincidenza??? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che le coincidenze indotte da questo grande e misterioso monumento sono veramente troppe per essere considerate tali. E, nonostante la nostra tanto decantata e illuminata modernità, oltre ad interpretare le sue nude dimensioni esterne, noi oggi non possediamo ancora la sapienza che ci permetta di interpretare la complessità della sua architettura interna.

Le nude dimensioni esterne, dopo secoli di misurazioni e rimisurazioni, hanno indicato che la Grande Piramide è un monumento con le sue 4 facce allineate ai 4 punti cardinali con un errore massimo di solo 2 primi di arco, (per focalizzare nella propria mente quanti sono 2 primi di arco basti pensare che il diametro sia del disco solare e sia del disco lunare è di 30 primi), e la cui costruzione ingloba il valore del pi-greco, il valore dell’armonia ed il valore dei primi di arco di meridiano fra l’equatore ed il polo con una sorprendente precisione.

Il rapporto fra il perimetro della base (230,357 + 230,253 + 230,391 + 230,454 metri) e la sua altezza originaria, (921,455 metri diviso 146,474 metri), dà 6,29 che è una buona approssimazione di 2 x 3,14 la relazione fra raggio e circonferenza.

Nel triangolo verticale compreso fra l’apotema di 186,39 metri e la semibase di 115,227 metri (dal rapporto = 1,618) per il lato sud, nel loro rapporto è inclusa con una ottima approssimazione la sezione aurea di 1,618 derivante dal progetto generale della piramide basato su un rapporto di 7 a 11 e dal conseguente rapporto 89/55 della serie di Fibonacci.

Il citato perimetro di 921,455 metri è la metà di un primo di arco di meridiano all’equatore, convalidante la testimonianza di Agatarcide di Cnido, che oggi coi satelliti è stato confermato essere 1842,904 metri, con un errore quindi di soli 6 millimetri rispetto a 1842,910 metri.

L’apotema della piramide era uno “Stadia”, un decimo di un primo di arco di meridiano. Il primo di arco di meridiano ha la caratteristica di aumentare di valore progressivamente dall’equatore al polo a causa della forma ellissoidale della Terra, variando fra i circa 1842 metri all’equatore ai circa 1862 metri al polo. La sua conoscenza è della massima importanza per poter determinare le dimensioni del pianeta.

L’apex, o la sommità, della Grande Piramide, era costituita, in origine, da una piccola piramide, detta “PIRAMIDIONE”, metallica di argento o oro, per brillare alla luce del Sole. L’apotema di questo piramidione era di 2,100 metri e poteva essere inclusa o esclusa dalle misurazioni secondo le necessità.

L’apotema di tutta la Grande Piramide, col piramidione incluso, indicava la lunghezza di uno “Stadia” al Polo di 186,39 metri. Con il piramidione escluso, essa indicava la lunghezza dello stesso “Stadia” all’equatore, cioè 186,39 meno 2,1 = 184,29 metri. Un primo di arco all’equatore è, come abbiamo visto, 1842,9 metri, esattamente 10 volte questa apotema. La funzione del piramidione era quindi, oltre a quanto in seguito sarà esposto, quella di fornire. se lo si immagina graduato opportunamente e verticalmente lungo i suoi circa due metri di superficie, le lunghezze di tutti i primi di arco di meridiano dell’ellissoide terrestre dall’equatore al polo, ciò che appare essere stato l’obiettivo principale delle dimensioni esterne della Grande Piramide.

Il piramidione rappresentava in realtà il BENNU, l’Uccello di Fuoco, inviato nelle remote antichità da Ra, il dio Sole, ad Heliopolis ove, proprio in seguito a questo drammatico e sconvolgente avvenimento, sorse il centro universale e millenario della conoscenza di On, o Heliopolis, dedicato e consacrato appunto a Ra, il Sole, o dio Sole, che fu all’origine della millenaria civiltà egiziana e, per questo, di tutto il mondo. Gli stessi Sumeri si affacciarono sulla storia ben dopo lo svolgersi di questi avvenimenti.

Il BENNU, secondo alcune fonti, era un grosso meteorite che precipitò avvolto dalle fiamme ad Heliopolis. Questo meteorite aveva la forma di un “piramidione”, plasmatasi per l’attrito con l’atmosfera nel suo viaggio iniziato nelle lontane dimore stellari. Questo BENNU, simile ad un uccello di fuoco, quando atterrò ad Heliopolis e si raffreddò, si trasformò, nelle concezioni dell’epoca, nella pietra chiamata BENBEN che è pertanto solo un diverso aspetto dello stesso fenomeno. L’importanza del BENNU e della pietra BENBEN era tanta che da allora essi marcarono, come capsule, le sommità degli obelischi che furono eretti per la prima volta proprio ad Heliopolis, e poi in tutto l’Egitto e da dove furono rapiti o regalati come cimelio a varie Nazioni occidentali.

A Roma ci sono ben tre di questi obelischi egiziani che furono prelevati già all’epoca dell’antica Roma. Al centro di piazza San Pietro, a Piazza San Giovanni in Laterano e a Piazza del Popolo. Per lo meno uno dei tre era ricoperto di geroglifici che poi furono cancellati forse per la vergogna di riconoscere la grandezza di un’altra Nazione e di un’altra Civiltà. Che lillipuzianità e che vergogna!!!!!

Sembra anche che l’idea stessa di progettare le piramidi di qualsiasi tipo e grandezza sia stata un tentativo di celebrare questa antica idea del BENNU, poi diventato ARABA FENICE, di essere un veicolo recante con sè il seme della vita o il seme della conoscenza.

Erodoto, nel suo racconto di quanto gli fu riferito dai saggi, sapienti, o “sacerdoti” di Heliopolis, in merito alla Phoenix o Fenice, ha esternato un dato scientifico di enorme importanza che non è stato finora capito. La Fenice, nel preparare l’uovo di mirra per ospitare le ceneri del padre, scavò tanta mirra in modo che il peso dell’uovo senza lo scavo e senza i resti del padre fosse lo stesso peso dell’uovo di mirra contenente le ceneri o i resti del padre. Perchè menzionare una tale così dettagliata e precisa notizia scientifica???

Era un messaggio nascosto di Civiltà e di Evoluzione!!! Siamo di fronte ad un rapporto preciso di 2 a 1, o di 1 a 2!!!! Cioè il volume, o il peso, del contenuto, era perfettamente uguale al volume, o peso, dell’involucro esterno, oppure che le dimensioni, volume o peso totale o lordo erano il doppio di quelle interne o nette!!!! Ed è semplicemente fantastico ed incredibile che la parte più sacra della Grande Piramide, la Camera del Re, sigillata in origine per l’eternità con tre lastre verticali di granito e tre enormi blocchi di granito di varie tonnellate nel corridoio ascendente, abbondi di rapporti di 2 a 1, o 1 a 2!!! Il cuore di tanta sacralità era, ed è, il famoso sarcofago vuoto di granito il cui volume esterno è esattamente il doppio del suo volume interno!!!

Ma che significa tutto ciò??? Era il segreto dell’ARABA FENICE, portatrice del seme dell’Intelligenza Divina. Il suo seme è concettualmente composto da Conoscenza ed Amore Cosmico. Queste due entità si equivalgono ed assieme. e solo assieme, sono all’origine della Vita Intelligente, il grande propulsore del progresso umano. La parte esterna e visibile, come l'”hardware”, è la conoscenza fatta di tante nozioni scientifiche di cui la Camera del Re e la Grande Piramide abbondano. La parte interna è invisibile, come il “software” di un computer, ed è l’Amore, semplice, universale e cosmico, evolutivo, senza il quale tutte le conoscenze del mondo non servirebbero a niente. Il sarcofago quindi, supposto vuoto per secoli finora, era ed è invece pieno o strapieno della forza magnetica reale ed invisibile dell’Amore e Spiritualità, vero motore dell’evoluzione!!

Il BENNU, o UCCELLO DI FUOCO, o ARABA FENICE, o PIRAMIDIONE, potrebbe anche essere stata una vera capsula spaziale con esseri intelligenti proveniente da altre stelle o galassie, ma in tal caso ciò non farebbe gran differenza perchè noi siamo polvere di stelle e fratelli e sorelle di altre polveri di stelle. Il messaggio portato e consegnato è valido per noi come per loro. E’ un messaggio eterno ed universale di vero progresso possibile solo nella Conoscenza, Amore ed Armonia.

Ed il sarcofago vuoto nella Camera del Re della Grande Piramide rappresenta quindi l’uovo di mirra di Erodoto, il contenitore del seme della Conoscenza, dell’Amore Cosmico e dell’Armonia, gli elementi fondanti della Civiltà che periodicamente si rinnovano quando l’Uomo riesce a riconoscerli.

Napoleone Bonaparte portava dominio, guerre e morte che sono valori antitetici a quelli immensamente superiori dell’Amore e della Conoscenza racchiusi a sua insaputa nel sarcofago della Camera del Re. Tali valori, anzichè l’immortalità e la gloria a cui egli aspirava, non potevano non decretare invece la sua fine.

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Vedi articolo 70 – La Crescita e l’Araba Fenice – per una più specifica descrizione dell’Araba Fenice.

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P.S. del 22 Luglio 2012.

Per la completezza dell’informazione bisogna dire che le dimenzioni della Grande Piramide di Cheope sono state oggetto di una analisi profonda da parte dell’ultimo grande studioso di metrologia antica, il fu LIVIO CATULLO STECCHINI, professore di Storia delle Scienze in università americane.

Quanto citato in questo articolo è solo una parte riassuntiva della detta analisi.

La parte non citata, perchè avrebbe reso l’articolo eccessivamente lungo, è che la Grande Piramide è un modello dell’emisfero nord terrestre con un rapporto di scala 1/43200. Secondo la detta analisi le differenze fra le lunghezze dei quattro lati della base sono differenze volutamente previste dal suo architetto per poter inglobare un gran nummero di dati geografici e di matematica.

Il libro ove è descritta tale analisi è “The Secrets of the Great Pyramid”  scritto da Peter Tompkins con una Appendice di Livio Catullo Stecchini. Di tale libro, scritto in inglese,  fu vietata la traduzione e pubblicazione in Italia per misteriosi ma immaginabili motivi, a testimonianza di quanto la verità faccia paura alla moderna scienza ed alle istituzioni civili e religiose.

47 – IL RISVEGLIO DELL’ANIMA MUNDI

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Una corsa senza soste attraverso infiniti disastri e durata millenni, intervallata solo da pause più o meno lunghe fra un disastro e l’altro, sempre rincorrendo l’illusione di una più giusta e più moderna verità. Questo processo millenario è andato avanti infinite volte concludendo tutte le sue fasi con delle delusioni sempre più amare. Questo processo è continuato fino ai giorni nostri allorchè tutte le illusioni sono venute a cadere, rivelando improvvisamente all’Uomo contemporaneo l’inconfondibile realtà davanti ai suoi occhi.

Con ia sconfitta ed il crollo del totalitarismo comunista era sembrato che le democrazie capitaliste occidentali, con la libertà infinita operante in un libero mercato, con le tante conquiste della scienza, della tecnologia, dei diritti umani, delle tante conquiste sociali, dell’affrancamento dalla religione, avessero raggiunto la condizione ideale per il pieno e sano sviluppo dell’Uomo moderno, come mai era successo nella storia conosciuta. Tanto forte era l’orgoglio di quest’Uomo per far parte di questa fortunata o benedetta fetta dell’umanità che egli pretendeva, e lo pretende ancora nella sua cecità, di esportare in tutto il mondo questo suo sistema che rappresentava il non plus ultra della Civiltà!!.

Ma era solo un sogno!!! Il sogno era stato fatto credere e passare per realtà confidando che potesse esistere un uomo senza anima, un uomo “civico” soggetto solo alle sue necessità materiali senza alcuna relazione con la sua anima o spiritualità che ancora oggi, e per molto tempo a venire, è e sarà sbeffeggiata e derisa da tanti presunti “intellettuali”. Un tale uomo senza anima operante con una libertà infinita in un mondo senza regole ha dato luogo alla formazione dell’unico e più grande monoteismo della storia di tutti i tempi: il credo nel Dio Denaro ed il suo accumulo con la conseguenza delle abissali differenze e degli eccessi di ricchezze e debiti stratosferici fra uomini e fra nazioni che stanno facendo vacillare paurosamente i fondamenti dell’essenza stessa dell’umanità intera.

Finanche l’Amore, l’espressione più nobile dell’animo umano, si è fatto passare come sesso, e si lascia credere che debba esistere un diritto al sesso come una necessità basilare di questo moderno uomo senza anima. La domanda che sorge spontanea è come sia potuto accadere, come sia stato possibile che questo uomo moderno occidentale sia diventato in realtà una pura e semplice bestia??

Il sogno del faro di Civiltà si è tramutato nella realtà di faro di Inciviltà. Questa è la condizione nella quale l’uomo moderno si trova suo malgrado ad essere coinvolto e che deve in qualche modo fronteggiare se si vorrà salvare. Questo uomo moderno però ha già capito, prima dei suoi dirigenti, che deve prima di tutto ripristinare i valori dell’anima e molti sono i segnali provenienti da tante diverse fonti indicanti che questa nuova presa di coscienza, un vero e proprio risveglio dell’anima, favorita dall’uso di internet, accomuna tutti gli abitanti del pianeta Terra sui valori immortali della loro umanità e che essi hanno sempre conservato allo stato latente inconsciamente dentro sè stessi.

Il risveglio dell’Anima Mundi è il grande avvenimento che stiamo vivendo. La consapevolezza dei cittadini della Terra che essi appartengono alla stessa famiglia e riconoscono tutti gli stessi valori della Civiltà. Questi valori sono semplici e facili da capire per tutti. Essi sono il ripristino della Misura in tutte le manifestazioni delle attività umane, la riduzione degli eccessi in modo che tutti siano liberi di esprimere la propria dignità dell’essere un elemento importante del creato. Da questa riduzione degli eccessi deriva il rispetto per sè stessi e quella per il proprio simile ed il rispetto per la natura circostante, senza alcuna forma di violenza. Senza il rispetto per sè stessi non ci possono essere gli altri due e nè l’assenza di violenza. Questi valori ripudiano le contrapposizioni e vivono degli insegnamenti di Civiltà fondati sulle inclusioni e sulla Misura.

Il risveglio dell’Anima Mundi è anche la consapevolezza di prendere in mano il proprio destino, secondo la propria coscienza, e riconoscere gli eterni valori dell’umanità che è in ogni singola persona, quale nuova Stella Polare verso la quale dirigere i propri passi sulla perduta strada della Civiltà. Questa nuova Anima Mundi non attende e nè dipende dal fare o non fare dei propri governanti. Questa nuova Anima Mundi indica lei stessa ai propri governanti quello che si deve o non si deve fare, e quando. I nostri governanti hanno ampiamente dimostrato di non avere idee. Essi inoltre sono bloccati da una contrapposizione selvaggia adatta più ai comportamenti delle scimmie che a quelle degli uomini sapiens. Ed hanno paura di “riformare” lo status quo per non perdere i loro tanti privilegi. Pertanto il cambiamento potrà avvenire solo con il diretto intervento dell’Anima Mundi.

Mentre l’umanità intera è minacciata dal vacillare di una incombente catastrofe dovuta ai tanti pregiudizi, diventati poi dei paradigmi, menzionati su questo blog e rivelatisi solo dei sogni o illusioni, è arrivato il momento di agire concretamente mostrando tutta la potenza dell’Anima Mundi. Come descritto all’articolo 30 il prossimo 21 Giugno si terrà una manifestazione planetaria in tutte le città e paesi della Terra ed alla quale parteciperanno tutti i cittadini del mondo di buona volontà che credono nei valori dell’Anima Mundi. Sarà una passeggiata pacifica, reale o metaforica, aperta a tutti, senza distinzione di età, sesso, ceto sociale e religione, ove tutti si sentano attratti dal condividere un comune destino e tutti possono portare il loro contributo, piccolo o grande che sia.

Il solstizio d’estate del 21 Giugno è particolarmente adatto a marcare il risveglio millenario dell’Anima Mundi perchè la Terra inizia a percorrere la sua parte di orbita che la porterà verso il solstizio invernale del 22 dicembre che segna l’inizio dell’anno astronomico del 2012 che, forse solo per una ennesima coincidenza, tanta attesa ha ispirato nell’Anima Mundi. Questa Anima Mundi quindi procederà con pacifiche manifestazioni di solstizio in solstizio indicando ai propri governanti il da farsi per i successivi 6 mesi. Il primo passo di questo programma è stato già esposto all’articolo 30 ed è solo un primo passo sul cammino delle mille miglia diretto verso la Civiltà perduta dove il credo nel più grande monoteismo della storia dell’uomo, il credo nel Dio Danaro, non vi ha dimora, essendo enormemente ridimensionato secondo gli insegnamenti della Civiltà.

La restaurazione della Civiltà è nelle nostre mani. Nessuno verrà a sollevarci dalla barbarie dell’Inciviltà se noi tutti non ci rimbocchiamo le maniche e diventiamo i padroni di noi stessi ed i fautori del nostro destino.

39 – GESU’ E L’ORIGINE DELLA CIVILTA’ – UNA NUOVA VISIONE

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In questa ricorrenza pasquale celebrante la morte e la resurrezione di Gesù viene quasi spontaneo di fare una seria riflessione sui suoi insegnamenti e sulla sua vita ed i loro significati, cercando di trovare un punto fermo a cui aggrapparsi dopo che, a partire dallo scorso secolo principalmente, tante opinioni diverse sono state scritte e presentate al pubblico riflettenti tanti orientamenti e convinzioni diversi che hanno reso l’argomento e la figura di Gesù fonte di dibattiti infiniti ed inconciliabili.

Al di là di quella che è la fede religiosa che ciascuno di noi si porta o non si porta nella propria anima e meritevole del massimo rispetto in entrambi i casi, un atteggiamento razionale sulle vicende di Gesù oggi dovrebbe essere, contrariamente al passato, facilitato dalle tante conoscenze e nozioni scaturite da due secoli di tante campagne archeologiche. Queste nuove conoscenze sembrano indicare una realtà abbastanza chiara e delineata che solo per pigrizia mentale, pregiudizi e arretratezza culturale l’uomo rifiuta pervicacemente di riconoscere.

Da queste campagne archeologiche si è manifestata con chiarezza l’esistenza nell’antichità di due concezioni di vita, di progresso e di civiltà totalmente diverse, una cioè in opposizione con l’altra. Due gruppi di uomini con idee e sentimenti totalmente divergenti. Queste idee e sentimenti divergenti e opposti, se le parole hanno un significato, sono rappresentate abbastanza bene da quelli che si possono considerare i loro più tipici prodotti o creazioni, e cioè la “Confessione Negativa” da un lato ed il “Codice di Hammurabi” dall’altra parte.

La “Confessione Negativa” è molto più antica del “Codice di Hammurabi”, e, leggendola e rileggendola, non si può non constatare uno spirito d’amore, di pace, di rispetto e di equilibrio dell’uomo nel suo mondo che pervade queste Confessioni. Quasi una assillante preoccupazione dell’uomo di non arrecare danni di qualsiasi tipo al suo simile, oltrechè alla natura. In parole povere non si può non riconoscere che lo spirito degli insegnamenti di queste “Confessioni” sia lo stesso spirito degli insegnamenti di Gesù con le sue tante parabole e citazioni improntate tutte al concetto di “ama il prossimo tuo come te stesso” Lo spirito dei Vangeli pertanto appare lo stesso spirito degli insegnamenti originali di civiltà dei primi civilizzatori esistiti sulla nostra Terra.

La storia di Giuseppe e i suoi fratelli, della stessa antichità delle ” Confessioni” fa risaltare ancora di più lo spirito di condivisione, di perdono, di rispetto, di equilibrio e di non-violenza che è alla base di questo pensiero antico che è anche il primo pensiero dell’uomo di cui si abbia conoscenza. Questo spirito è lo stesso spirito di cui è pervaso il concetto del “Maat” già descritto in vari articoli. E questo spirito è lo stesso che pervade tutti gli insegmanti del Nuovo Testamento della Bibbia e dei Vangeli di Gesù. Molti numerti espressi da Gesù sono numeri sessagesimali, come sessagesimali sono le 42 “Confessioni”, e la numerazione sessagesimale era, come abbiamo visto in altri articoli, il linguaggio dei primi creatori della Civiltà. Sappiamo inoltre dagli stessi Vangeli che Gesù apparteneva alla setta degli Esseni i quali portavano avanti insegnamenti, credi, riti e regole egiziane , originate in Egitto nei secoli precedenti. Appare quindi con chiarezza l’appello di Gesù a riferirsi a questi originali antichissimi, già per lui, insegnamenti dei Padri della Civiltà.

Le testimonianze archeologiche ci dicono quindi, se le guardiamo senza pregiudizi, che la Civiltà è nata all’insegna dell’amore, del rispetto, della pace, dell’equilibrio ed assenza di eccessi. Questi stessi concetti e principi, alla base delle originali concezioni Egiziane, sono stati ritrovati nella estrema mitezza della giustizia dei Sumeri, contemporanei degli antichi Egiziani, Sumeri che prevedevano pene fatte solo di ammende amministrative per i reati commessi. Insomma, fra Egiziani e Sumeri, una specie di paradiso dove la malignità, le guerre, gli odi ed i crimini spietati non esistevano. Entrambi, questi Sumeri ed Egiziani della prima ondata di civiltà, usavano il sistema di numerazione sessagesimale Una nozione curiosa saltata fuori dagli scavi archeologici è che i Sumeri definivano loro stessi come “il popolo dalla testa nera” ma questa notizia, forse per pregiudizi razziali, non è mai stata investigata nè spiegata.

Alla scomparsa della prima ondata di civilizzatori di Egiziani e Sumeri “pacifisti”, come diremmo noi oggi, apparve per la prima volta nella storia conosciuta una strana nuova concezione di civiltà con idee opposte a quelle menzionate. Apparve il “Codice di Hammurabi”. Questo “Codice” fa venire la pelle d’oca solo a leggerne i tanti riassunti e sommari degli studiosi che ne hanno investigato il contenuto. Questo “Codice” è intriso di vendetta e spietatezza, è il codice della “legge del taglione”, come comunemente la si chiama, ed è il codice ed il concetto dell’occhio per occhio e dente per dente. Insomma da una concezione di vita e di progresso basata sull’amore, assenza di odio, rispetto ed equilibrio fra i propri simili e la natura, si passò ad una concezione opposta di odio, crimini, guerre, vendetta e morte. Io ammazzo te e tu ammazzi me. Oppure chi di spada ferisce di spada perisce. Dal Paradiso si passò all’inferno, anche se il pensiero e lo spirito del “Codice di Hammurabi” non ebbero la forza di travolgere e cancellare lo spirito ed il pensiero di civiltà della Confessione Negativa che continuò, in qualche modo imperterrita, in sordina ed in silenzio, il suo cammino immortale. E questo “Codice di Hammurabi” è reputato all’origine della cultura giudaico-cristiana!!

Ciò perchè questa nuova concezione, rappresentata dal “Codice di Hammurabi” o dalla “legge del taglione”, fu all’origine del Dio del Vecchio Testamento, del Dio rancoroso, di parte e vendicativo fino all’eccesso di protrarre la sua vendetta fino alla settima generazione ed oltre. Appare pertanto che il collocamento di questi due testi, I Vangeli ed il Vecchio Testamento, così diversi ed opposti in un unico libro denominato “Il Libro” o “Bibbia” o “Sacra Bibbia” è stato, fra i tanti abbagli dell’uomo descritti in questo blog, l’abbaglio più grande in assoluto perchè ha mischiato i messaggi d’AMORE con i messaggi di ODIO, i messaggi di PACE con i messaggi di GUERRA, i messaggi di VITA con i messaggi di MORTE, i messaggi di PERDONO con i messaggi di VENDETTA, i messaggi di INCLUSIONE con i messaggi di ESCLUSIONE, i messaggi di CONCILIAZIONE con quelli di CONTRAPPOSIZIONE, i messaggi di EQUILIBRIO con i messaggi di ECCESSI, i messaggi di CONDIVISIONE con i messaggi di AVARIZIA, eccetera,creando così una confusione disorientante nella quale siamo totalmente immersi e dalla quale non siamo ancora usciti. Insomma la Bibbia come la conosciamo ci ha regalato il pregiudizio che esistono due diversi Dio, il Dio della vendetta ed il Dio del perdono, ma la Civiltà appartiene ad uno solo di essi, quello del perdono, dell’equilibrio e della “Confessione Negativa“, della bellezza e dell’Armonia.

E la storia del giardino dell’Eden, del peccato originale e della donna, oltre a tutto il resto, riflette chiaramente la concezione del dio antropomorfo, impositivo, vendicativo, dell’esclusione e dell’odio, del Vecchio Testamento, improntato allo spirito di inciviltà del “Codice di Hammurabi” e della “legge del taglione”,  in opposizione allo spirito di civiltà della “Confessione Negativa“.

Non sappiamo, in questo cambio totale di pensiero, quanto abbia inciso il sistema di numerazione usato, ma è un fatto che durante quel periodo di iniziale progressivo abbandono del pensiero originale arcaico il sistema di numerazione si volse gradualmente verso il sistema settenario, di base 7, che facilitava la soluzione di problemi di quadratura, cubatura e di circonferenza. Fu in quel periodo che fu costruita la grande Piramide di Giza basata su un rapporto di 7 a 11 derivante da un rapporto di 22/7 per il Pi greco di 3,14. Naturalmente gli avvenimenti millenari hanno reso questa storia molto più complessa di quella delineata, anche perchè il Vecchio Testamento è stato, per così dire, “addolcito” infilandovi, compiendo un “plagio”, molte storie appartenenti al mondo culturale della civiltà egiziana, rimasta, nel complesso più fedele agli insegnamenti originali dei Padri della Civiltà. Ma non si può negare che, a grandi linee, il quadro del nostro passato sia abbastanza chiaramente definito e inconfutabile.

La denominazione di “Vecchio Testamento” appare oltretutto, in questa prospettiva, del tutto fuorviante poichè il Dio dell’Amore, dell’Equilibrio, della Giustizia e dell’Armonia  di Gesù, dei Padri della Civiltà e della “Confessione Negativa” esisteva già da tempi antichissimi quando la concezione del Dio antropomorfo e vendicativo del Vecchio Testamento non era ancora nata ed il “Codice di Hammurabi” era ancora di là da venire e da essere concepito.

La “Confessione Negativa”, elencata per intero all’articolo n. 35,  è bellissima, semplice e scevra da odio e vendette, e viene da chiedersi perchè non le sia stata accordata la giusta risonanza dopo la sua decifrazione e scoperta!! Da più parti spesso la si paragona ai nostri “10 Comandamenti” ma in questo paragone si staglia ancora di più la lillipuzianità e l’arroganza impositiva dei 10 Comandamenti verso l’impareggiabile grandezza di umiltà e rispetto per il creato della “Confessione Negativa”.

I danni fatti all’umanità dal pensiero giudaico-cristiano del “Codice di Hammurabi”, camuffato sotto le spoglie della modernità, della libertà infinita e della supremazia,  sono noti a tutti ma, tutto sommato, hanno forse reso lo spirito di Civiltà immortale della “Confessione Negativa“, come un potente faro nella nebbia, un riferimento ancora più chiaro e sicuro per l’umanità nei tempi a venire.

Forse l’unico testo dei Vangeli che accenni alla distruzione, alla morte ed alla guerra è il libro dell’Apocalisse di Giovanni, ma è opinione di molti studiosi che questo racconto di odio e di violenza risalga ai Profeti del Vecchio Testamento, avvolti nella cultura della vendetta già descritta. I Vangeli narranti la parola di Gesù sono quindi, se questa interpretazione o visione è giusta, le uniche vere testimonianze dei messaggi immortali dei Padri della Civiltà. Questi messaggi, al di là dell’abracadabra di religione, sono messaggi razionali ideati da menti razionali che ripetono tante volte ed in tanti modi sempre le stesse cose razionali, e cioè che il progresso pacifico si può ottenere solo sulla base della condivisione, dell’equilibrio, dell’assenza di eccessi, della conciliazione o perdono, del rispetto ed in definitiva dell’Amore. La parte razionale in questo discorso è che gli opposti ed i contrari, che ci saranno sempre, possono essere governati con facilità solo se essi non siano grandi, ma piccoli e maneggevoli ed a misura d’uomo.

In conclusione il messaggio di Gesù è sempre attuale, nella misura in cui il suo punto di riferimento è lo spirito di non-violenza della “Confessione Negativa” che svetta pertanto come il vero essenziale riferimento immortale della Civiltà. E’ un messaggio valido da molte migliaia di anni e ci indica l’unica strada possibile per raggiungere nella razionalità il progresso pacifico ideato dai Padri della Civiltà. Le guerre, gli eccessi delle differenze abissali e le contrapposizioni sono il contrario della Civiltà, sono gli elementi della Barbarie. Ci siamo allontanati molto dall’ideale di Civiltà descritto, ma non è mai troppo tardi per fare il primo passo. L’importante è conoscere la direzione verso la quale dirigerci, ed essa è chiaramente indicata dagli insegnamenti di Gesù e dai Padri della Civiltà.

Con l’augurio che la Resurrezione di questa Pasqua celebri la resurrezione delle coscienze dell’Uomo abilitandolo a riconoscere la realtà che sta davanti ai suoi occhi e che è molto diversa da quella per lungo tempo presentata. Continua a leggere