Archivio per Aristarco di Samo

130 – PESCE D’APRILE COPERNICANO – IL REVISIONISMO DELLA SCIENZA

Posted in ASTRONOMIA, ATTUALITA', EVOLUZIONE, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 16, 2014 by beautiful41

Pesce d’Aprile Copernicano – Il Revisionismo della Scienza

Lo scorso primo giorno di Aprile un annuncio singolare è stato diramato dalla trasmissione televisiva di RAI 3 – Leonardo – Il TG della Scienza. In sintesi l’annuncio informava che la scienza ritiene valido il sistema geocentrico dato che le proiezioni delle osservazioni del cosmo, partendo dall’uomo che si trova sulla Terra, determinano necessariamente un Universo Geocentrico.

Non sembrano esservi dubbi sulla autenticità della notizia. La bella signora giornalista di quel programma esprime passione e competenza per il suo lavoro e non ha assolutamente l’aria di raccontare frottole. L’annuncio quindi è una informazione vera, nuda e cruda della scienza.

Si rimane dubbiosi invece sulla capacità della scienza e della bella signora di valutare appieno l’incommensurabile vasta portata dell’importanza di tale notizia e delle implicazioni che ne potranno derivare. La sua presentazione tempistica come un pesce d’aprile sembra avvalorare questo dubbio, unitamente al timore di infondere una amara verità nelle menti non preparate a riceverla.

Dopo quasi mezzo millennio la pietra tombale si è calata sull’ignominia della rivoluzione copernicana intesa come sostituzione della visione eliocentrica con quella geocentrica. La prima rappresentava solo una nozione riferita al sistema solare ma che non poteva intaccare la coesistente superiore visione geocentrica riferita a tutto l’Universo per il semplice fatto che l’uomo vive sulla Terra e non sul sole ed è dalla Terra che ieri ed oggi sono partite e partono le proiezioni percettive di tutto l’Universo infinito nel quale il sistema solare vi occupa un punto meno che microscopico, una nullità se comparata alle infinite vastità centrate sull’Uomo e sul suo pensiero.

La sepoltura della rivoluzione copernicana ha, come per incanto, riportato in luce la antica pre-Aristotelica concezione descritta da Aristarco di Samo, e cioè che la Terra ruotava intorno al Sole e contemporaneamente ruotava su sé stessa. Questa concezione chiaramente esprimeva una visione geocentrica riferita ad una Terra libera e mobile nei suoi due moti, come lo è adesso, e non immobile al centro dell’Universo come elaborato da Aristotele.

Aristarco di Samo, vissuto circa mezzo secolo dopo Aristotele, si recò ad Alessandria d’Egitto ove, nella Biblioteca ancora in costruzione, scovò, fra i relitti della sapienza scampati alle guerre, una antica nozione riflettente la concezi0ne cosmica testè riportata. Ma purtroppo, forse a causa del carisma, autorevolezza e fama di Aristotele, egli non riuscì o non seppe imporre la antica e giusta idea e fu così che il mondo si avviò verso la nota “modernità”.

La visione geocentrica mobile, della Terra ruotante intorno al Sole, vide la nascita e la determinszione di tutti gli elementi di base della meccanica celeste quali eclittica, equatore celeste, angoli orari, ascensioni rette, equinozi, solstizi, paralleli e meridiani celesti, zodiaco, costellazioni, e così via. Il fine di questo millenario lavoro era la mappatura di tutte le stelle e degli astri in genere, cosa che avrebbe reso possibile la mappatura della Terra e la determinazione dell’unità di misura, tutte necessità di primaria importanza. Le dimensioni della Terra e l’unità di misura venivano ricavate dall’ombra meridiana del Sole che forma sempre un triangolo rettangolo la cui soluzione forniva la risposta. I numeri dicono che questo lavoro originò in Egitto, come descritto in vari articoli.

Il millenario o plurimillenario contatto con il clelo ed il cosmo, al centro della natura e dell’Universo, diede all’uomo una concezione di armonia, equilibrio, giustizia e di progresso secondo le sue leggi cicliche ed armoniche. In ottemperanza ad una filosofia di vita rispettosa di tutto ciò che lo circonda, l’uomo ricavò con la sua ragione e dalla sua coscienza le regole immortali della Civiltà per progredire pacificamenre, regole di etica che sono contenute nella “Confessione Negativa”.

Raggiunto lo scopo della conoscenza delle dimensioni della Terra e ricavando la nuova unità di misura settenaria dalla figura geometrica di un cubo, anziché dal cosmo, il pungolo della necessità si esaurì e l’uomo lasciò lentamente declinare verso l’oblio le sue conoscenze astronomiche fino a quando Aristotele produsse la prima testimonianza di regresso culturale e scientifico.

La rivoluzione copernicana capovolse i parametri aristotelici ma non fu mai neanche sfiorata dall’idea che il vero centro dell’Universo è l’Uomo, dato che è dal suo pensiero che partono tutte le proiezioni di tutte le osservazioni astronomiche. La rivoluzione copernicana, ancor più di Aristotele, ha segnato un nuovo più aberrante regresso, quasi a testimoniare che evoluzione ed emancipazione non sempre vanno nella stessa direzione. La lista dei disastri occorsi negli ultimi secoli, perduranti tuttora, è nota e troppo lunga, con guerre, predomini e fondamentalismi di ogni tipo, con liberismi e progressismi totalmente irrazionali, e dettati dalla follia alimentata da una rivoluzione copernicana illudente l’uomo di essere all’apice della Civiltà mentre invece egli era, ed è ancora, nel fondo della Barbarie.

Ma almeno siamo arrivati al cimitero dove questa immensa follia è calata nella tomba. Tira un venticello fresco di aria nuova. Le foglie sembrano veleggiare giulive. La pietà incombe. Sulla lapide si legge: “Qui giace la Rivoluzione Copernicana che visse nell’illusione che potessero esistere i moti celesti senza il pensiero”.

Alziamo gli occhi al cielo e, di colpo, vediamo che dovunque andrà nelle immensità dello spazio l’uomo porterà con sé la CENTRALITA’ UNIVERSALE DEL SUO PENSIERO, unico punto dal quale partono tutte le proiezioni percettive cosmiche.

…………

Altri articoli sull’argomento n. 2 e n. 5.

51 – I RINNEGATI DEL TERZO MILLENNIO

Posted in ASTRONOMIA, ATTUALITA', MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on luglio 3, 2011 by beautiful41

Questo articolo tratta del meccanismo di Antikythera e del suo scopo che era quello della determinazione della longitudine con il metodo delle “Distanze Lunari”.

Dal vocabolario di italiano alla parola rinnegare corrisponde il significato di “Abbandonare una dottrina, o fede, che prima si era professata”, oppure “Non riconoscere più come proprio qualcuno o qualcosa a cui si era legati da un vincolo di sangue o di affetto”. Rinnegare le proprie origini, fisiche o metafisiche, sembra pertanto rientrare nelle dette definizioni.

Rinnegare le proprie origini non è un peccato sancito dai 10 Comandamenti, forse in considerazione del fatto che si può rinnegare involontariamente, senza esserne consapevoli o senza saperlo, e si può rinnegare scientemente, con premeditazione. che è l’argomento di questo articolo, nel qual caso si incorre in un inganno. Anche se l’inganno a sua volta non è menzionato nei 10 Comandamenti, non così è per la “Confessione Negativa”, l’unico e solo riferimento immortale di Civiltà come già esposto in questo blog, “Confessione” che lo menziona esplicitamente per ben due volte. L’inganno è comunque una violenza, è una violenza ai danni della verità, ed è per tale motivo che esso è menzionato dalla “Confessione Negativa” come un peccato contro la Civiltà.

Circa un secolo fa, nel 1901 o 1902, fu rinvenuta, da una antica nave affondata nei pressi di Antikythera, un’isola a Nord della costa occidentale di Creta, assieme ad altre preziosità archeologiche come statue e anfore, uno strano congegno meccanico, di rame e di bronzo, reso quasi irriconoscibile dalle incrostazioni e corrosioni conseguenti dall’essere rimasto per circa 2000 anni sott’acqua. Dopo circa 50 anni rimasto più che altro come una curiosità esposta al Museo Nazionale Archeologico di Atene, questo reperto, dopo aver ricevuto una prima attenzione negli anni 20 da parte di uno studioso greco, negli anni 50 cominciò ad attrarre l’attenzione da parte di grandi studiosi.

Questo congegno, in seguito denominato “il meccanismo di Antikythera” o “il calcolatore di Antikythera”, è ancora in fase di studio ma è ormai certo che si tratta di un molto sofisticato e preciso strumento astronomico somigliante, nella sua meccanica, al più avanzato orologio svizzero del XIX° secolo e unico al mondo tanto da essere ritenuto superiore alla Monna Lisa di Leonardo nella sua perfezione. Era inserito in una scatola di legno dalle dimensioni di circa 30 x 20 x 15 centimetri, quindi molto compatto. E’ composto di 30 ingranaggi accertati ma passibili di esserne molti di più, tutti interconnessi, con 3 quadranti principali, uno sul fronte e due sul retro, alcuni graduati, includenti nella loro ingegneria la meccanica “epicicloidale differenziale” che solo oggi noi abbiamo “inventato” e che usiamo sugli assi delle ruote delle nostre autovetture.

Questo strumento replicava con la massima precisione i movimenti di tutti gli astri del cosmo. Era allo stesso tempo un “planetario” portatile ed uno strumento di previsione dei moti astrali rispetto alla Terra, in un sistema quindi geocentrico, e cioè un Almanacco Astronomico meccanico. Gli studiosi, pur avendo individuato il carattere principale della sua funzione, e cioè il carattere astronomico, come detto, sono in dubbio sulle sue specificità. Era uno strumento ideato per essere usato dagli astronomi??? Dai marinai??? Dalle esibizioni al pubblico??? L’interrogativo rimane ancora aperto.

Le incisioni fatte dal costruttore su questo stumento sono in lingua greca ed includono quelle che sembrano istruzioni operative per il suo uso. Fra queste incisioni sono menzionati Sole, Venere, Marte, 76 anni, 19 anni, eclittica, 223. I quadranti indicano, oltre che Sole, Luna e 365 giorni, anche 235 mesi del ciclo Metonico di 19 anni, 223 mesi del ciclo saros sinodico della Luna di 18 anni e 11 giorni, il triplo di tale ciclo pari a 54 anni, ed il quadruplo del ciclo metonico di 76 anni o ciclo Callippico. Lo strumento mostra anche le principali stelle indicate con una lettera o simbolo greco. Tutto questo a grandi linee per dare un’idea della meraviglia nella quale l’uomo moderno si è imbattuto.

Il congegno di Antikythera risale al II secolo A.C. e si ritiene affondato verso il 100 A.C. Le ultime ricerche su di esso indicano, nonostante le incisioni in greco, l’astronomia babilonese all’origine del suo funzionamento. Il congegno di Antikythera in realtà rappresenta la massima espressione dell’astronomia classica “rotativa” e contemporaneamente, col suo affondamento, la morte definitiva della stessa astronomia “rotativa” Esso rappresentava anche la massima espressione del pensiero scientifico del remoto passato che poneva l’Uomo al centro del Cosmo ed in relazione allo spazio ed al tempo ed alle dimensioni del pianeta.

Pertanto il congegno di Antikythera era il GPS dell’antichità. Compatto e portatile per poter essere trasportato da qualsiasi viaggiatore, marinaio, studioso, cartografo, astronomo, geografo, per terra o per mare, con lo scopo di determinare la posizione geografica del suo possessore. In particolare lo scopo del meccanismo di Antikythera era quello di determinare la longitudine col metodo delle “Distanze Lunari“, visti i tanti precisi riferimenti alla Luna ed ai suoi cicli, rispetto al Sole e rispetto alle stelle e pianeti ed all’eclittica, rilevati sul congegno.

Il calcolo della longitudine è sempre stato un grattacapo ed un problema di difficile soluzione per l’Uomo. Mentre la latitudine è sempre stata facile da calcolare fin dalle più remote antichità a causa dell’inalterabilità e della stabilità dell’asse terrestre, per cui basta prendere con tutta calma di notte l’altezza della Stella Polare, o di chi per essa, sull’orizzonte, in gradi e primi, ed è fatta, è stata “calcolata” la latitudine, oppure con altezze di Sole a mezzogiorno al suo passaggio in meridiano, non così è purtroppo per la longitudine a causa della rotazione continua della Terra che, per rendere l’idea, ci scappa continuamente di sotto. E non possiamo chiedere alla Terra “Fermati un poco, Terra, che devo calcolare la longitudine!!”. La Terra ci risponde “Arrangiati Uomo e spremi le tue meningi!!”.

Ed è stato quello che l’Uomo ha fatto nell’antichità. Il congegno di Antikythera era la messa in pratica di ciò che Ipparco andava predicando e cioè che la longitudine poteva essere calcolata come la differenza fra un tempo assoluto ed il corrispondente tempo locale. Dopo circa 2000 anni le idee di Ipparco furono rese operative fra il 1750 ed il 1850 e molti usarono il metodo delle distanze lunari fino ad oltre il 1900, quindi siamo in grado di valutare appieno la funzione del congegno di Antikythera che in pratica sostituiva l’Almanacco e l’Osservatorio Astronomico dei nostri tempi, ma ripeteva il concetto già descritto all’articolo n. 44, con la differenza che con il congegno di Antikythera il tempo, e quindi la longitudine, era espresso direttamente in gradi e primi, perchè il tempo, fin dalle origini della sua creazione, era ed è, ancora e sempre, una MISURA ANGOLARE, come testimoniato dal congegno stesso.

La costruzione di un tale congegno non si “inventa” dalla sera alla mattina, come si può intuire, Il ciclo Metonico impiega 19 anni, il ciclo Callippico impiega 76 anni, eccetera. Appare ragionevole quindi pensare che questi lunghi cicli siano stati controllati e ricontrollati più e più volte prima di dare il via alla costruzione del nostro congegno. Come si vede si fa presto a raggiungere un periodo di ossertvazioni di 1000 anni, se non di più, Ipparco quindi, come già accennato all’articolo n. 44, similmente ad Aristarco di Samo per l’eliocentrismo, anzichè il primo, fu solo l’ultimo a conoscere l’idea che la longitudine potesse essere calcolata conoscendo i moti della Luna e degli Astri nella fascia zodiacale.

Tutto questo, e molto altro, ci racconta il meccanismo ritrovato di Antikythera.

Ma non avevamo iniziato con i rinnegati??? Chi sono i rinnegati e gli ingannati???

Visto che quest’articolo è già un pò lunghetto e per non annoiare i lettori ne continueremo a parlare nel prossimo articolo.

2 – DOVE SIAMO – LA DEDUZIONE ERRATA DELL’ELIOCENTRISMO ASSOLUTO DI COPERNICO

Posted in ASTRONOMIA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on ottobre 15, 2010 by beautiful41

Conoscere dove siamo è una necessità basilare prima di poter procedere verso la destinazione che più ci aggrada.  L’Uomo, forse a seguito di catastrofi naturtali e di una serie di guerre e conquiste altrettanto catastrofiche, perse molto tempo fa questa conoscenza del “dove siamo” nel Cosmo intero, ove egli è immerso.

Ignaro del suo glorioso passato le cui conoscenze svanirono quasi tutte con la distruzione degli archivi ove esse erano registrate, l’Uomo fu costretto a ricominciare quasi da zero. Come un bambino appena nato e senza memoria egli cominciò a guardarsi intorno e cominciò a fare domande spesso rivolte solo a sè stesso perchè non vi erano maestri o saggi o sapienti in giro nelle vicinanze che, conoscendo i segreti dell’antichità, potessero rispondere esaurientemente ai tanti perchè che egli si poneva.

In tale infanzia di figli orfani che si chiedevano continuamente perchè questo e perchè quello si distinsero i noti grandi del classicismo greco i quali, spinti dalla necessità di trovare una spiegazione dei fenomeni naturali secondo uno schema mentale semplice di perfezione e armonia basata sul numero, che era l’eredità dei pitagorici, immemori dei tanti secoli e millenni precedenti durante i quali si erano praticate continue osservazioni del cielo con intere èquipes di veri astronomi, trovarono in Aristotele il più importante rappresentante delle loro idee infantili basate su di un universo formato da tante sfere perfettamente circolari e concentriche nelle quali la Terra occupava il centro.

Quest’idea quindi nacque a tavolino, come diremmo noi oggi,  senza nessuna base di lunghe osservazioni del cielo. L’idea piacque a tutti e prese rapidamente piede nel mondo ellenico di quei tempi.  Le idee sono come le piante; una volta che le loro radici “prendono piede” risulta poi difficile estirparle, in special modo se si tratta di piante grandi ed importanti. Ci si poteva forse salvare “in corner”, per usare un termine calcistico, quando, oltre mezzo secolo dopo, Aristarco di Samo andò a studiare ad Alessandria d’Egitto e trovò, fra i relitti salvati di una antica sapienza  che si cercava di preservare nella appena costruita biblioteca della recentissima  e ancora costruenda città, una antica nozione esprimente l’idea che il sistema solare è eliocentrico e la Terra gira su sè stessa. Ma era già troppo tardi. Il pensiero di Aristotele ormai era già legge e tale rimase fino a Copernico.

Con Copernico questa visione del “Dove siamo” cambiò di segno, come dal negativo al positivo o viceversa, ma non di sostanza. Un pò come ai giorni nostri dopo la caduta del comunismo  allorchè l’Uomo è caduto nella trappola del suo opposto e cioè del capitalismo selvaggio da far west. Così è successo con la visione dell’Uomo nel Cosmo. In mancanza di secolari, organizzate e continue osservazioni del cielo, come successo ad Aristotele, Copernico, basandosi su poche singole osservazioni del cielo e molto di più su operazioni di matematica, riscoprì l’eliocentrismo  escludendo il geocentrismo così “sostituito”, creando un secondo antiaristotelico pregiudizio che continua ai giorni nostri.

La poca o non sufficiente osservazione del cielo ha fatto sì che ormai tutti gli uomini del pianeta vivano nel pregiudizio della “Rivoluzione Copernicana”. E cioè che la visione eliocentrica ha “sostituito” la visione geocentrica. Niente di più falso. La verità della realtà, invece, è a metà strada. La visione geocentrica e la visione eliocentrica sono due visioni e realtà, eterne, immutabili e diverse, dovute a due movimenti o moti diversi: il moto di “rivoluzione” intorno al Sole annuale ed il moto di “rotazione” della Terra su sè stessa giornalmente. Il primo produce l’eliocentrismo ed il secondo produce il geocentrismo. Sono due “paradigmi” diversi perchè basati su cause diverse. Essi sono anche coesistenti, conciliabili ed “insostituibili” l’uno con l’altro.

Il sistema geocentrico quì riferito naturalmente non ha niente a che fare col sistema geocentrico di Aristotele. Questo sistema geocentrico moderno oggi lo si chiama sistema di riferimento geocentrico ed è finanche usato dalla Nasa nelle sue operazioni spaziali, ma è concettualmente pur sempre un vero sistema geocentrico, la Terra al centro e l’Universo roteante tutt’intorno apparentemente per effetto della rotazione terrestre. La correzione da apportare pertanto al pregiudizio copernicano, per ritenere un concetto più realistico e per stabilire il “Dove siamo” nel Cosmo, è che IL SISTEMA SOLARE E ‘ ELIOCENTRICO ma L’UNIVERSO E’ GEOCENTRICO.

L’Universo, visto dalla Terra, è una cosa. Il sistema solare è un’altra cosa.

Ciò perchè l’Uomo vive sulla Terra ed è dalla Terra, nell’antico passato come nel presente e nel futuro, in un sistema geocentrico, che l’uomo ha effettuato, effettua ed effettuerà tutti i suoi studi, osservazioni e misurazioni del Cosmo. Ed è in questo sistema geocentrico che sono state elaborate tutte le nozioni dell’astronomia classica e dove tutti i tempi dei nostri orologi sono basati e da dove l’eliocentrismo del sistema solare è stato ricavato.

Ma c’è di più. L’assenza di una organizzata e sistematica osservazione del cielo, per lo meno decennale se non secolare, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, ci ha fatto perdere di vista un fatto di una estrema semplicità, e per oltre 2500 anni da prima di Aristotele fino ad oggi. E cioè che il Cosmo, o l’Universo visibile, mostra da solo a tutti gli uomini del pianeta, che abbiano la curiosità di alzare gli occhi al cielo, sia l’eliocentrismo del sistema solare e sia la rotazione giornaliera della Terra su sè stessa, senza necessità di alcuna teoria o di elaborazione di formule di matematica. Questo forse voleva significare Aristarco di Samo quando se ne uscì con la sua trovata che nessuno capì. LA REALTA’ VISIBILE DEL COSMO CI PARLA DA SOLA!!!  Ciò perchè in un anno di 365 giorni solari le stelle fisse effettuano sempre ed eternamente un giro in più, 366 giri. Per la precisione 365,2422 giorni solari contro 366,2422 giorni stellari o siderali. Perchè le stelle effettuano sempre un giro in più??? Per capire questa semplice realtà basterebbe trarre delle conclusioni logiche dal fatto che, per esempio, se facciamo un giro intorno ad un monumento al centro di una piazza vediamo il paesaggio circostante effettuare un giro rispetto ad esso.

Per renderci conto di che cosa stiamo parlando immaginiamo di farci una passeggiata intorno al Colosseo, a Roma,  compiendo vari giri in senso antiorario guardando sempre avanti, avendo il Colosseo alla nostra sinistra e la città alla nostra destra.  Partiamo per il primo giro dall’altezza dell’arco di Costantino, alla nostra destra, e proseguiamo avendo in successione sempre alla nostra destra il Parco del Celio, il Bar Rossi, le Stanze Reali, via Domus Aurea, via Nicola Salvi, via delle Terme di Tito, via Vittorino da Feltre, la stazione della Metropolitana, via dei Fori Imperiali, Piazza Venere, l’Antiquarium Forense, e quindi di nuovo l’Arco di Costantino. Alla fine di questo primo giro abbiamo, con questa semplice passeggiata, fatto una rotazione su noi stessi in mezzo alla città di Roma a ciascun punto o direzione della quale abbiamo offerto in successione il fianco destro, le spalle, il fianco sinistro, il viso, e di nuovo  il fianco destro. Come se la città di Roma avesse fatto un giro intorno a noi se fossimo rimasti fermi in mezzo a Piazza Colosseo. O come se noi avessimo fatto una rotazione su noi stessi avendo la città di Roma intorno a noi. Rispetto al Colosseo però non abbiamo fatto nessuna rotazione su noi stessi, nè il Colosseo ne ha fatte rispetto a noi perchè durante la nostra passeggiata abbiamo rivolto al Colosseo sempre e solamente il nostro fianco sinistro.  Quindi rotazioni rispetto al Colosseo zero, rotazioni rispetto alla città di Roma uno.

Dopo magari un caffè partiamo per un altro giro-passeggiata sempre nello stesso senso. Questa volta però durante la passeggiata  facciamo ,diciamo, 4 giravolte su noi stessi. Alla fine del giro abbiamo fatto 4 rotazionii su noi stessi rispetto al Colosseo e 5 rotazioni rispetto alla città di Roma per quanto descritto nel paragrafo precedente. Ci prendiamo un altro caffè e ripartiamo per un altro giro ancora intorno al Colosseo questa volta però facendo durante la passeggiata 20 giravolte su noi stessi. Alla fine di questo terzo giro abbiamo fatto 20 rotazioni su noi stessi rispetto al Colosseo e 21 rotazioni rispetto alla città di Roma. Constatiamo quindi che qualsiasi sia il numero di giravolte che noi facciamo su noi stessi, la differenza di giri rispetto al Colosseo e rispetto alla città di Roma è sempre di uno.

Questa differenza di un giro in più rispetto alla città di Roma  nei confronti del Colosseo si verifica sempre solo ed esclusivamente nella condizione in cui noi siamo fra il Colosseo e la città di Roma e se giriamo intorno al Colosseo.

Se sostituiamo il Sole al posto del Colosseo, la Terra al nostro posto, e le stelle al posto della città di Roma circostante (anche se le stelle sono infinitamente più lontane della distanza Terra-Sole),  le 12 costellazioni zodiacali al posto dei 12 punti di riferimento della città di Roma, abbiamo in pratica effettuato una dimostrazione logica e precisa dell’eliocentrismo in modo estremamente semplice che anche un bambino può capire. E di conseguenza abbiamo anche dimostrato e risposto alla domanda del perchè in un anno le stelle girano 366 volte mentre il Sole gira (apparentemente) sempre e solo 365 volte. L’esperimento può anche essere effettuato intorno ad un palo in mezzo ad una radura o in altro modo equivalente.

Questa dimostrazione che l’Universo fa continuamente all’uomo, qualsiasi uomo, può anche essere rilevata da chi ha pochi minuti da perdere per alcuni giorni guardando di notte, sempre alla stessa ora, verso sud, sempre la stessa stella. Egli vedrà, giorno dopo giorno, quella stella spostarsi gradualmente verso destra e starà assistendo visivamente al giro della Terra intorno al Sole, proprio come girando intorno al Colosseo egli vede i vari punti di riferimento della città di Roma dall’altra parte del Colosseo spostarsi verso destra.

Sapere di essere in grado di vedere da soli e il movimento giornaliero di rotazione della Terra sul suo asse, e il movimento di rivoluzione annuale intorno al Sole, e sapere perchè il Sole gira 365 volte mentre le stelle girano 366 volte, dà già una condizione psicologica di sicurezza per una buona e giusta partenza sul nuovo cammino da intraprendere.

Una volta stabilito dove siamo nell’Universo, con le prossime puntate vedremo di conoscere altri elementi che interessano l’Uomo al fine di dirigerlo verso una nuova destinazione che possa appagare i cuori, le menti e le anime  di una nuova umanità più adatta ad affrontare le sfide millenarie che l’attendono, e con una rinnovata fiducia e spiritualità per uno sviluppo più armonico, in sintonia col suo Universo e la sua Natura, e prima che sia troppo tardi.

Vedi anche gli articoli n. 5 e 6 per approfondimenti e quantificazioni in merito allo stesso argomento. Il n. 5 – La Trappola della Ragione della Rivoluzione Copernicana – è la seconda parte di questo articolo.

P.S del 21.6.2011. – Nota comune agli articoli 2 – 5 – 6.
Prima che fosse iniziato questo blog personale l’autore si divertiva andando a scrivere commenti un pò quà ed un pò là.
La scoperta degli errori di Copernico nacque per caso ed alla fine di un processo mentale iniziato a maturare da un primo “input” o scintilla derivata dalla lettura di un testo scolastico di geografia astronomica ove è scritto che la precessione degli equinozi è circa 20 minuti all’anno.
Cercando di risalire alla sorgente di questi 20 minuti si aprì, come un naturale sviluppo, uno scenario nuovo che non avevo previsto e cioè che gli errori di Copernico avevano ripercussioni anche sul processo a Galilei.
Per tale motivo inviai dei lunghi commenti relativi al processo a Galilei sul sito “GALILEI ASTROLOGO – UN PROCESSO EVITATO, UN’INCHIESTA DIMENTICATA” dove è sviluppato tutto il ragionamento conducente agli errori copernicani.
Prego pertanto il lettore che volesse seguire tutta la storia di recarsi su tale sito per una panoramica a 360 gradi sull’argomento.
Quando fu iniziato questo blog personale vi inclusi solo le dimostrazioni più importanti riportate e ricavate dai detti commenti che avevo già fatto. Altri pensieri al riguardo sono rimasti solo su quei detti commenti.
In seguito forse potrei fare un articolo su Galilei che purtroppo incappò involontariamente nelle conseguenze dei detti errori.