Archivio per Barbarie

120 – IL GIARDINO DELL’EDEN

Posted in ARMONIA, EVOLUZIONE, RELIGIONE, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on gennaio 15, 2013 by beautiful41

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Il Giardino dell’Eden

Il Giardino dell’Eden, raccontato nella Bibbia, rappresenta l’altra faccia della medaglia relativa alla storia narrata da Esiodo, descritta nel precedente articolo 119, in merito all’Età dell’Oro  e dell’Argento allorchè si incontrarono nella Valle del Nilo degli uomini in possesso di Civiltà, gli Dei, e degli uomini primitivi senza Civiltà.

La Bibbia ci dice che i primitivi Adamo ed Eva furono messi a vivere nel Giardino dell’Eden, una terra felice dove essi vivevano nudi e senza la fatica di coltivare la terra ,e conducevano una vita senza angoscie di qualsiasi tipo.

L’ambiente dove si svolge questa storia è implicito nello stesso racconto e ricalca quanto già detto da Esiodo, ed è la Valle del Nilo, per clima e caratteristiche agricole naturali dove, ci dice la Genesi, il secondo fiume del Giardino dell’Eden, Gihon, circonda tutta l’Etiopia, cioè l’Africa, confermando così che Gihon è il fiume Nilo e che pertanto il Giardino dell’Eden è la stessa Valle del Nilo di Esiodo. Ma mentre Esiodo si trovava in Beozia, nella Grecia Classica, i compilatori della Bibbia, quando iniziarono a scriverla, circa due secoli dopo Esiodo, si trovavano in Babilonia, nella Mesopotamia, dove, oltre per quanto sarà in seguito esposto, citando anche i fiumi Tigri ed Eufrate quale ambiente del Giardino dell’Eden, era per essi un necessario atto di adulazione verso i governanti locali con i quali essi, i compilatori della Bibbia, avevano tutto l’interesse a sviluppare relazioni cordiali, il loro beneplacito e la loro gratificazione.

I guai, come in Esiodo con Giove, cominciano quando arriva Dio a dare ordini a destra e a manca per ciò che si deve fare e ciò che non si deve fare. Come sappiamo Dio ordina di non toccare i frutti dell’albero della conoscenza, piantato al centro del giardino, ma Eva invece, istigata dal serpente, ne mangia e ne offre ad Adamo che fa altrettanto.Ma, contrariamente ad Esiodo che sviluppa una narrazione pacata senza ombra di odio né cattiveria dell’anima, il Dio del Giardino dell’Eden interviene con una ferocia sbalorditiva ed ingiustificata da far rabbrividire ed impallidire uomini come Attila, famoso per la sua crudeltà e spietatezza.

Con le invocazioni di maledizioni sul serpente, con invocazioni di odio ed inimicizia fra la donna ed il serpente per tutte le generazioni a venire, con la condanna della donna ai dolori del parto per l’eternità, con l’attribuzione solo all’uomo del desiderio della donna, con la condanna della donna ad essere la schiava dell’uomo, con la maledizione del suolo calpestato dall’uomo, con la condanna per l’uomo a lavorare la terra piena di spine e rovi con fatica e sudore, con la condanna a morire ritornando nella polvere da dove si era originati, con la condanna a coprirsi con pelli di capra, con la definitiva cacciata dell’uomo e della donna dal Giardino dell’Eden, con la instaurazione di Cherubini muniti di spade fiammeggianti a guardia dell’albero della vita affinchè non si avvicinasse l’uomo ora in possesso di conoscenza, il Dio del Giardino dell’Eden, nel dissociarsi dallo spirito di pacatezza di Esiodo, mostra tutto il suo odio viscerale e rancoroso verso i poveri malcapitati Adamo, Eva ed il serpente.

Ma perché questa follia nel comportamento di Dio???

I compilatori del Vecchio Testamento si trovavano in terra Mesopotamica dove si era sviluppata nei secoli una concezione di civiltà basata sul codice di Hammurabi e cioè una concezione di vita basata sulla vendetta che fu all’origine della locuzione “Occhio per Occhio – Dente per Dente” che è anche chiamata “la legge del taglione”, una concezione di vita cioè basata sulla violenza e sulla spietatezza e che era quindi una concezione di Barbarie anziché una concezione di Civiltà. Durante quei tempi della scritturazione biblica l’antica civiltà egizia era già tramontata e gli imperi mesopotamici, babilonesi e persiani, avevano conquistato lo stesso Egitto ed i Paesi del Vicino Oriente sul Mediterraneo ed essi, gli imperi mesopotamici, erano le potenze dominanti del mondo conosciuto di quei tempi.

Il tramonto e la decadenza dell’antica civiltà egizia portava con sè l’oblio progressivo dei suoi antichissimi valori fondamentali e che erano valori basati sull’amore, sul rispetto per i propri simili e per la natura, sull’equilibrio, sulla sobrietà, sulla giustizia, sulla totale non violenza e sull’assoluta equiparazione fra uomo e donna. L’oblio di questi valori, completamente opposti a quelli mesopotamici del Codice di Hammurabi, rappresentò una grande perdita per l’umanità intera. Gli scritti ove erano riportati questi dimenticati valori di Civiltà finirono sotto le sabbie e vi sarebbero rimasti fino a che Napoleone Bonaparte, oltre due millenni dopo, inaugurò l’era delle campagne archeologiche.

A compendio e conseguenza di tale generale oblio svanì la conoscenza dello spirito di profonda sapienza  che era dietro alle apparenze esteriori di animali e raffigurazioni sacre che, in tal modo, diventavano degli abominevoli oggetti o figure di “idolatria”. Così certamente fu per il serpente che nella antica civiltà egizia era tenuto in grande considerazione perché rappresentava l’evoluzione cosmica dei milioni o miliardi di anni dell’Universo con il suo, o suoi, “Big-Bang”. Il serpente rappresentava l’immortalità ed una nozione scientifica di altissima sapienza, e per questo motivo esso, il serpente, era raffigurato come un cobra sui copricapi reali dei faraoni a simbolo della loro immortalità.

I compilatori del Vecchio Testamento, inoltre, erano i discendenti di persone che nei secoli precedenti si erano esiliati o erano stati esiliati dall’Egitto. Il loro stato d’animo era come quello di chi, oggi, avendo lavorato per lungo tempo con una società, o corporazione, o istituzione,con la quale, litigando per vari motivi e sbattendo la porta licenziandosi, si trova costretto a cercarsi un nuovo lavoro con un’altra società, o corporazione, o istituzione. Ed è comprensibile e naturale che quet’uomo, nell’accingersi a scrivere le sue memorie, possa mettere in risalto i valori della nuova società a detrimento e discredito della società con la quale aveva lavorato in precedenza.

Se consideriamo che Dio ha da curare cose ben più importanti di quelle di mettersi a dirigere le operazioni in un giardino, allora tutta la storia del Giardino dell’Eden diventa la storia dell’incontro nella Valle del Nilo fra gli uomini primitivi, Adamo ed Eva, ed un uomo civilizzato, nel senso di un uomo in possesso di conoscenza. I valori della civiltà di cui quest’uomo è imbevuto sono però i valori di civiltà mesopotamici di odio e spietatezza risalenti al codice di Hammurabi, che i compilatori della Bibbia si sono sentiti in dovere di rappresentare, forse senza rendersi conto che descrivere Dio del Giardino dell’Eden come un Attila, vendicativo, cattivo e spietato, era come costruire una casa sulla sabbia: prima o poi sarebbe crollata o non avrebbe tenuto.

Fu così che l’incontro avvenuto nella Valle del Nilo fra i sopravvisuti di ATLANTIDE e l’uomo primitivo, che fu all’origine della antica civiltà egizia e del mondo moderno, fu raccontato molti millenni dopo nella Genesi in maniera volutamente mistificata, all’insegna della imposizione perentoria da padrone a schiavo, della prepotenza, dell’esclusione, dell’odio, della vendetta e della barbarie dei valori mesopotamici.

E questo era al contrario cioè del racconto di Esiodo ove il turbamento e le difficoltà iniziali, scaturiti dalle enormi differenze fra uomini civilizzati e uomini primitivi, furono affrontati con l’emanaione di leggi e regole basate sul rispetto, sulla non violenza, equilibrio, giustizia, sobrietà, amore, perdono, innalzamento della donna ai più alti livelli mai più raggiunti nella storia dell’umanità, valori questi che scaturivano, invece che da una volontà impositiva come nella Bibbia,  dalla coscienza e dall’anima immortale dell’uomo che, al centro dell’Universo, con la sua ragione, ricavava da solo le leggi e regole immortali della vita evolutiva e che erano anche le uniche e sole condizioni della Civiltà valevoli dovunque ed in ogni tempo, regole e leggi che furono emanate la prima volta dagli egizi con la “Confessione Negativa“.

I danni fatti principalmente alla donna,oltre che all’uomo, al serpente ed alla natura da questo Attila delle scritture sono ormai non più riparabili, date le infinite guerre e disastri planetari fomentati da una mistificazione della storia. Ma i veli di Iside si sono ormai alzati sulle tenebre dei pregiudizi mostrando tutta la grandezza e la meravigliosa belleza della Donna e della sua anima, intatta, come glorificato agli inizi della Civiltà egizia designando Iside, una Donna, a rappresentare Sirio, la più bella e lucente stella del cielo, quale più alta espressione ed embodimento di Civiltà fatta di Amore e Conoscenza.

104 – THE BEST AND THE BRIGHTEST – I MIGLIORI ED I PIU’ BRAVI

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 14, 2012 by beautiful41

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The Best and the Brightest – I Migliori ed i più Bravi

Alcuni anni addietro, quando il pianeta fremeva di ottimismo alimentato dall’idea che l’uomo avesse raggiunto un livello di intelligenza e di progresso insuperati nel passato e che gli permetteva pertanto di sconfiggere la povertà e qualsiasi avversità, all’improvviso arrivò la doccia fredda che tutto ciò era solo una illusione. Questa idea era nata e si era instaurata nelle migliori e più esclusive e prestigiose università occidentali, ed era che il progresso procede a linea retta e pertanto si poteva molto meglio vivere sul debito finanziando il futuro ed impacchettando e spacchettando crediti e debiti “tossici” e “derivati” secondo formule matematiche rigorose e “scientifiche” apprese in costosi “masters” universitari.

Le persone che lavoravano ed operavano intorno a quest’idea ritenuta all’avanguardia del pensiero razionale occidenrale venivano chiamati “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, cioè i migliori ed i più bravi del pianeta. “THE BEST AND THE BRIGHTEST” erano orgogliosi di essere gli araldi di questo magico pensiero dispensatore di ricchezze per tutti e per questa loro magia venivano lautamente ricompensati con paghe milionarie da parte di società bancarie e finanziarie che facevano a gara ad aggiudicarsene i servigi.

“THE BEST AND THE BRIGHTEST” ostentavano questi loro “sudati” privilegi e queste loro abilità finanziarie pavoneggiandosi guidando auto sportive Porsche ed acquistando i più costosi e ricercati appartamenti a New York, Londra, Parigi…..ed in tutte le più importanti capitali, ove essi operavano dando lezioni ai dirigenti bancari di tutto il mondo. Essi conducevano una vita da fiabe da mille e una notte, frequentavano i più esclusivi ristoranti ed assagiando i vini più costosi. Ma essi non sapevano che il tutto era solo una fiaba, perchè basato su ricchezza fittizia o rubata ai Cittadini della Terra.

Il pensiero e la dottrina di “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, in sintesi, come sappiamo, ha condotto il pianeta alla distruzione con l’economia paralizzata, Nazioni destabilizzate, disoccupazioni, chiusure di fabbriche, fallimenti, arricchimenti stratosferici per pochi, rovina e povertà per moltissimi, suicidi, recessioni, ed il peggio che forse dovrà ancora venire dato che il ciclone planetario provocato dai “THE BEST AND THE BRIGHTEST” non è ancora passato.

“THE BEST AND THE BRIGHTEST”, visti i tanti disastri provocati dalla loro magia, adesso vivono un pò più appartati e non si mostrano alle luci della ribalta, ma sotto sotto ed in sordina quando possono continuano ad operare, perchè il lupo perde il pelo ma non il vizio. Non uno di essi si è scusato o chiesto perdono per i tanti guai causati, nè alcuna delle prestigiose università dove “THE BEST AND THE BRIGHTEST” sono stati istruiti ed allevati ha mai chiesto scusa o perdono. Ciò perchè nessun Governo Occidentale ha osato riformare il sistema.

La discesa in campo dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, più o meno in concomitanza della caduta del muro di Berlino, oltre ai disastri sopra riportati, ha creato un nuovo spartiacque planetario e la creazione di due nuove opposte filosofie di vita. Il vecchio contrasto tra comunismo e occidente si è trasformato in un nuovo dualismo fra Paesi che vivono sul debto e Paesi che vivono sul risparmio o ciò che si ha. Questa nuova linea di separazione divide il pianeta quasi a metà ed interseca gli stessi Paesi occidentali.

Prendendo in esame solo questi Paesi abbiamo da una parte la Germania, senza debiti e decisa a non farne, autosufficiente, produttiva, ricca e sobria allo stesso tempo, perfetta in tutte le sue espressioni di Nazione. E dall’altra parte della linea di separazione abbiamo più o meno tutti gli altri Paesi occidentali carichi di debiti in misura variabile. Che male c’è, si potrebbe obiettare, se c’è chi preferisce vivere di debiti e chi di ciò che ha??? Le risposte potrebbero essere tante ma in quest’articolo proviamo a rispondere così: con i debiti si sceglie di vivere alla mercè dell’evoluzione, sognando e sperando che vada sempre tutto bene; mentre basandosi su ciò che si ha si domina sull’evoluzione. Nel primo caso si è schiavi, nel secondo si è padroni di sè stessi.

Non c’è da meravigliarsi pertanto se la Germania sia sotto attacco per la sua intransigenza ad essere autosufficiente. Si tratta di due opposte concezioni di vita ove l’una conduce alla Barbarie e l’altra alla Civiltà. Gli avvenimenti occorsi e determinati dal pensiero e dalle nozioni dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” dovrebbero indicare senza dubbio dov’è la strada della salvezza. Ma non è così. Il pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” perdura e prevale, a sinistra ed a destra, nel nostro ed altri Paesi occidentali, fra gli intellettuali ed in ogni settore della società ove si invoca la crescita con lo stesso sistema di prima, il sistema dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” che tanti disastri ha già prodotto.

Il “boom” di Grillo ha mostrato un chiaro segnale che i cittadini sono stanchi e non sono disposti più a sopportare le ingiustizie, le rapine, le corruzioni, lo spreco ed il furto di pubblico denaro, gli smodati arricchimenti e privilegi e le abissali disuguaglianze resi possibili dal perdurante pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” con il quale tutta la classe politica tradizionale vorrebbe ripristinare la tanto auspicata crescita economica.

In altre parole i cittadini che hanno dato il voto alle 5 stelle hanno indirettamente dato la preferenza per il sistema in vigore in Germania ove, con il determinato rifiuto ad adottare le idee dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” e con un sistema che nell’assenza di debiti, nella sobrietà, giustizia ed onestà, nel benessere per tutti, con il lavoro per tutti e nel rispetto di tutti, con il controllo armonico di costi, prezzi e tariffe da parte del governo, viene offerta e presentata una chiara scelta di progresso pacifico ed in armonia con tutte le sue componenti, una scelta cioè di Civiltà.

Il ripristino della crescita secondo il pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, con una libertà infinita solo illusoria, è invece una sicura scelta di Barbarie.

Questo è ciò che vede la Germania assieme ai votanti per Grillo. E ciò è anche il pensiero degli “Indignati”, gli “Occupy Wall Street”, i “No Global”, assieme a tutti gli altri tanti movimenti di protesta che non hanno colore, sono trasversali, e copriranno presto tutto il pianeta perchè la Terra, il rispetto e la dignità sono di tutti, e non solo dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”.

101 – ARGO – LA COSTELLAZIONE DELLA CIVILTA’ E LA RICERCA DEL VELLO D’ORO

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Argo, la Costellazione della Civiltà e la Ricerca del Vello d’Oro

La più grande ed imponente costellazione del cielo, Argo, rappresentante la nave degli Argonauti che partirono alla ricerca del vello d’oro, è una nave immortale ed indistruttibile, la nave immortale dei Cittadini della Terra di ogni tempo, costruita solidamente per affrontare in piena sicurezza le tempeste millenarie dell’evoluzione e condurre il suo prezioso carico delle anime dell’Umanità verso la destinazione finale della Civiltà, ove per Civiltà si intende Amore più Conoscenza, che era il pensiero dei suoi costruttori. Il capitano di Argo è la stella Canopo, la seconda stella più lucente del cielo dopo Sirio e le due stelle indicano la direzione del meridiano, essendo Canopo giusto a sud di Sirio. L’origine del nome Canopo è l’egiziano “KAH-NUB” che significa “Terra d’Oro” o “Terra dell’Oro” o “Suolo dell’Oro”.

La costellazione Argo è veramente immensa e poderosa. Essa abbraccia buona parte della volta celeste dell’emisfero celeste sud, ed era originariamente formata da circa 800 stelle disseminate su una grande superficie cosmica. Essa è attraversata dalla Via Lattea, la Grande Madre della Vita e del Cosmo, e la sua prua è rivolta ad est. Al di sopra di questa immensa nave del cosmo, quasi ad esprimerne gli ispiratori dell’Amore e Conoscenza, c’è la stella Sirio, la più lucente del cielo e rappresentante la dea Iside del pantheon egizio, e c’è la costellazione di Orione bisecata dalla linea dell’equatore celeste, rappresentante di Osiride, amante e marito di Iside, re dei due mondi, alto e basso Egitto.

Non conoscendo tutto ciò, perchè a quei tempi la storia dell’antico Egitto era sepolta e dimenticata sotto le sabbie e non la conosceva nessuno, nel 1760 la costellazione Argo fu, per così dire, “cannibalizzata”, ad opera di un astronomo francese che la smembrò ricavandone quattro nuove costellazioni denominate Vela, Carina, Puppis e Pyxis o Bussola, le quali compaiono sulle cartine stellari di oggi. Tale smembramento però è solo un fatto di denominazione perchè le stelle del complesso di tali costellazioni sono le stesse di Argo che continua a vivere pertanto sotto falsi nomi.

Il Nilo, già dai tempi mitologici e predinastici dell’Egitto, era considerato la trasposizione della Via Lattea sulla Terra, o, viceversa che la Via Lattea fosse il Nilo del Cosmo, la “winding waterway”, il fiume ondulante del cielo. Questa trasposizione era tanto più veritiera e reale se si pense che durante quei remoti tempi della nascita della Civiltà la Via Lattea in cielo andava da nord a sud proprio come il Nilo sulla Terra. La Via Lattea cioè marcava il meridiano del Cosmo allo stesso modo come il Nilo marca la direzione del meridiano sulla Terrra. La Via Lattea ed il Nilo, quest’ultimo con l’inondazione del fertile limo annualmente, erano quindi i portatori della Vita in ogni senso ed i promotori della Civiltà.

La posizione nel cielo della costellazione Argo è pertanto una conferma che la storia ed il mito di Argo ha origini egiziane ben precise. Ed oggi possiamo tranquillamente dire che tutta la sapienza e mitologia dell’antica Grecia erano di origini egizie ed esse furono adattata al mondo greco con nomi, storie e miti grecizzati. Così certamente fu per il mito di Argo. L’equipaggio di questa nave era un equipaggio di prima classe, come diremmo noi oggi, e comprendeva Eracle che era il dio Amon o Ptah, o uno dei 12 primi Dei fondatori della civiltà egizia, assieme a Castore, Polluce, Atena o Minerva (la Neith egizia) e altri “pezzi da 90”.

Il mito narra in tutte le versioni che Atena, (la Neith egizia), che sponsorizzava la costruzione e la spedizione della nave, fornì una trave di legno pregiato, forte e resistente per essere montata sulla prora di Argo, ciò per una maggiore robustezza, sicurezza e porta-fortuna. La trave di legno era quella che in termine tecnico oggi si chiama la “ruota di prora”, un unico e solido pezzo che di solito è la parte più solida di una nave. Questa trave speciale proveniva dalle pregiate querce sacre del bosco prospiciente al centro oracolare di Dodona, notoriamente il più antico centro oracolare greco. Su una riproduzione dell’ottocento si vede la trave con una splendida polena a forma di una leonessa, e ciò esprime meravigliosamente bene il concetto di grande potenza, forza e padronanza della Conoscenza sul creato che la trave significava!!

Ma il preciso riferimento a Dodona ha un significato che va ben oltre il mito. Si tratta di un riferimento scientifico. Dodona fu il primo centro oracolare del mondo ellenico costruito verso la metà del secondo millennio AC e rappresentava il centro o tempio del “THIBBUN”, l’antico Omphalos egizio, quando la funzione ed il significato originario dei THIBBUN, o Omphalos, era già persa e dimenticata ed ormai interpretata solo come una funzione divinatoria. Ma la vera funzione originaria era, come abbiamo visto nell’articolo sugli Omphalos n. 96 – L’Unione fra Cielo e Terra, la funzione di ombelico del mondo che, mettendo in contatto o relazione il Cielo con la Terra, permetteva la determinazione dell’Unità di Misura e permetteva la mappatura del Cosmo e la mappatura della Terra. Permetteva cioè la conoscenza della geografia. La trave di Atena quindi stava a rappresentare e ricordare questa conoscenza scientifica alla base della loro civiltà.

Argo, portatore della Civiltà, portatore cioè dell’Amore e della Conoscenza, navigava verso Est alla ricerca del vello d’oro. Il suo equipaggio di giganti o di “pezzi da 90”, con Eracle, o Ercole, in testa, procedeva in vari modi, per mare a vela o remi, per terra sostenuta a spalle, e per fiumi, a seconda delle circostante. Il viaggio avvenne e fu tanto importante da essere immortalato nel cosmo con una immensa costellazione quasi a voler indicare l’unicità della più grande impresa dell’uomo. Il viaggio naturalmente avvenne ai tempi di Eracle ed Eracle, ci informò Erodoto, visse 17.000 anni prima di Amasis, cioè circa 20.000 anni fa. Questa storia, o la lontanissima memoria di essa, pertanto, fu messa per iscritto non prima dei tempi di Dodona, e non dai diretti interessati egizi, ma dai greci, circa 16.000 anni dopo il suo reale avvenimento.

La ricerca del vello d’oro era la ricerca di una nuova Nazione ove poter vivere, regnare e progredire nei valori della Civiltà, perchè la loro vecchia Nazione di ATLANTIDE era scomparsa inghiottita dai flutti, lasciando solo poche isole ancora fumanti che avrebbero poi composto l’Arcipelago delle Isole di Capo Verde. E ad est c’era il vello d’oro, la terra benedetta ove il Nilo del Cosmo combaciava con il Nilo della Terra e produceva da solo e autonomamente immense quantità di bionde spighe di grano che, alé, sembravano proprio uno sconfinato vello d’oro, unito alle acque della vita del Nilo. Era una terra benedetta che fin dall’inizio aveva precise conformazioni cosmiche e che essi, i Padri della Civiltà, nel definirne i confini, si sentirono in dovere di rappresentarla come una fetta del Cosmo sulla Terra, imbevuta dei loro valori di Amore e Conoscenza.

Quando il mito, ai tempi di Dodona, fu messo per iscritto e grecizzato con al centro la Grecia Antica ed eroi greci come Giasone,  Argo, navigando verso est, poteva raggiungere il vello d’oro situato nella Colchide, la Georgia di oggi, da sempre una terra fertile e ricca, ove il vello era stato portato da Frisso con un ariete volante, per sfuggire alla morte. Il mito greco, in sintesi, ricalcava gli elementi essenziali della vera storia dei sopravvisuti di ATLANTIDE, gli Argonauti che, sfuggendo alla morte, cercavano una nuova Nazione o Regno. L’ariete volante rappresentava anche la colomba degli “omphalos” che permetteva la conoscenza della geografia. E la latitudine delle Isole del Capo Verde, 15* Nord,  è ideale per conoscere e mappare le stelle di entrambi gli emisferi, nord e sud. 

Alcuni studiosi, riflettendo sulle vicende storiche tramandate da tanti autori classici dell’Antica Grecia, hanno avanzato l’idea che alle origini della civiltà ellenica vi siano state due concezioni opposte: quella dei selvaggi “pelasgici” matriarcali contro quella degli “olimpici”. Un pensiero cioè senza idea di civiltà contro un pensiero radicato negli dei dell’Olimpo e nelle loro imprese . Questi studiosi forse hanno visto giusto perchè nel corso dei millenni gli egizi, anche se tradizionalmente chiusi al mondo esterno a causa della loro superiore conoscenza, hanno lasciato filtrare i loro valori e sapienza al di fuori del loro Paese lasciando che molti ellenici se ne impossessassero e fortunatamente ci tramandassero.

Questo processo di trasmissione dei valori di Civiltà non è riuscito ancora a completarsi, anzi sembra essersi arrestato. Ancora oggi la Barbarie prevale sulla Civiltà, i “pelasgici” sugli “olimpici”, con gli eccessi smodati delle abissali disuguaglianze. Gli egizi, oltre a quanto lasciato razziare dai greci, essi stessi hanno sempre osservato la regola del silenzio e in tanti millenni, oltre ad Imhotep, non siamo stati in grado di conoscere un solo nome dei tanti Platone, dei tanti Euclide, che pure essi hanno sicuramente avuto. Essi non amavano la prosopopea nè amavano mettersi in mostra, o distinguersi, ma hanno lasciato tutto per iscritto nelle loro tombe e nelle opere concrete effettuate.

Dal matriarcato selvaggio dei greci siamo passati all’eccesso opposto di patriarcato altrettanto selvaggio, passando da una barbarie ad un’altra, e da un eccesso ad un altro in ogni campo, rifiutando pervicacemente l’equilibrio, l’armonia, l’assenza di eccessi ed il rispetto, così bene tramandateci con la “Confessione Negativa” che, con la sobrietà, erano il segreto della Civiltà che ha permesso agli egizi tante migliaia di anni di esistenza, con la Donna elevata al massimo livello di rispetto e considerazione, in equilibrio perfetto con l’uomo e con la natura, quasi a simboleggiare nel vivo dell’anima l’essenza della loro superiore Civiltà fatta di equilibrio ed armonia.

Argo cannibalizzata è la testimonianza più tangibile della Barbarie nella quale è precipitato l’uomo, ma essa è sempre lì, indistruttibile, mentre naviga a vele spiegate con la prora di quercia di Neith rivolta ad est, verso la direzione del Sole nascente della Civiltà, per l’eternità. Al fine di dare un segnale di riconoscimento in tal senso, i Governanti delle Nazioni dovrebbero, seduta stante, far cancellare da tutte le cartine stellari del mondo le denominazioni false di Vela, Carina, Puppis e Bussola, sostituendole con la denominazione originaria di ARGO, la nave del Cosmo che continua il suo viaggio per l’eternità per indicare ai Cittadini della Terra in ogni tempo i valori immortali dell’Amore e Conoscenza per un proficuo e pacifico progredire.

100 – CENERENTOLA – ORIGINE E SIGNIFICATO

Posted in ARMONIA, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 12, 2012 by beautiful41

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Cenerentola – Origine e Significato

La fiaba di Cenerentola è molto popolare e conosciuta in tutto il mondo. Essa è antichissima e nel corso dei millenni moltissime versioni e trame diverse ne sono state elaborate. Tutte le versioni e tutte le trame però conservano il filo portante originario di una donna del più umile livello sociale, una serva o una schiava, che diventa Regina. In questo articolo è presentata la sua più antica trama storica conosciuta seguita dal suo significato.

La fiaba di Cenerentola è una fiaba immortale, fatta per accompagnare il cammino dell’uomo nella sua plurimillenaria esistenza ed essere una luce di riferimento per i valori della Civiltà in ogmi tempo. La fiaba di Cenerentola sembra appartenere alla categoria di miti creati per essere convogliatori di verità anche attraverso periodi nei quali l’uomo conserva concezioni e credenze che non gli permettono di valutare l’importanza del messaggio racchiuso nella fiaba.

La semplicità e l’attrattiva apparente della fiaba ne assicurano però la sopravvivenza anche durante i periodi oscuri delle notti della ragione, per essere interpretata e capita nella sua anima sublime e recondita ogni qualvolta l’uomo riesce a guardare con gli occhi della mente e del cuore. La fiaba di Cenerentola è quindi una specie di messaggio in bottiglia destinato a galleggiare ed essere indistruttibile sugli oceani tempestosi dell’evoluzione per poter approdare di volta in volta su spiagge preparate ed adatte a riceverlo ed ospitarlo.

Questa fiaba sembra essere stata originata da una storia vera occorsa a Rodopì, o Rodopa, una splendida giovane e bella schiava venduta in Egitto ad un padrone che la impiegò ad accudire la sua casa assieme ad altre donne della servitù. La bellezza di Rodopì attrasse l’invidia delle altre schiave che per tale motivo le riservavano i lavori più umili. Rodopì era bella, oltre che nel corpo, anche e specialmente nell’anima, ed espletava con disinvoltura tutte le sue incombenze, diventando amica degli uccelli e degli animali del Nilo che deliziava con dei canti allegri. Sovente, dopo una giornata di duro lavoro, Rodopì temprava il suo spirito danzando da sola intorno agli alberi del giardino.

Un giorno il suo vecchio padrone, senza essere visto, assistette involontariamente alla danza di Rodopì e non potè fare a meno di notare la sua bravura e la leggerezza della sua danza mentre essa volteggiava nell’aria solo sfiorando la terra con i suoi piedi nudi. Affascinato dalla figura e dalla maestria naturale di questa splendida schiava, il vecchio padrone decise di farle un regalo ed ordinò un paio di scarpine speciali rivestite d’oro e dalle suole di cuoio. Questo regalo speciale del padrone fatto a Rodopì causò la gelosia delle altre schiave che intensificarono così il suo isolamento e l’assegnazione del lavori più pesanti.

Finchè un giorno il Faraone Amosis, della XXVI dinastia, organizzò una festa nel suo palazzo di Menphis invitando tutto il popolo egiziano a parteciparvi. A tale notizia Rodopì si rallegrò perchè avrebbe avuto l’occasione di divertirsi con balli e musiche alla corte del Faraone, assaggiando anche cibi prelibati. Ma ciò purtroppo rimase solo un sogno perchè le altre schiave si diressero alla cerimonia con la zattera sul Nilo, lasciando Rodopì sola sulla riva del fiume con panni da lavare.

Triste e sconsolata, Rodopì trovò conforto coi suoi amici animali sul bordo del fiume ove lei lavava mentre l’ippopotamo, forse per tirarla su di spirito, provocò dei grossi spruzzi d’acqua che bagnarono le sue scarpine. Rodopì appese le scarpine ad una corda per farle asciugare quando vide all’improvviso un falco, il falco di Horus, sopraggiungere e rapire una delle sue scarpine fra i suoi artigli, dileguandosi. Rodopì nascose sotto la sua tunica la rimanente scarpina.

Alla festa di Menphis intanto mentre il Faraone era intento ad osservare lo svolgersi della festa intorno a lui, all’improvviso egli vide il falco di Horus calarsi dal cielo e, volteggiando sul suo trono, lasciargli cadere in grembo la scarpina d’oro di Rodopì. Conoscendo che il falco rappresentava Horus, uno degli Dei più importanti dell’Egitto e figlio di Iside e di Osiride, il Faraone interpretò quest’avvenimento come un segnale Divino e diede subito ordine che si cercasse la donna calzante la scarpina consegnatagli dal falco perchè lui l’avrebbe presa in sposa. Ma, risultate vane le ricerche sulla terra, il Faraone s’imbarcò sul veliero reale iniziando a ricercare lungo le sponde del Nilo.

Giunto alla residenza di Rodopì il Faraone fece provare la scarpina alle altre donne intanto ritornate. Esse si accorsero che trattavasi della scarpina d’oro di Rodopì e cercarono in tutti i modi ma invano di forzare i loro piedi nella scarpina, mentre Rodopì era nascosta fra i cespugli timorosa. Il Faraone però, accortosi della sua presenza, la pregò di avvicinarsi provando la scarpina che fu calzata alla perfezione dal piede di Rodopì che, fiduciosa e felice, mostrò la rimanente scarpina d’oro tirandola da sotto la tunica. Fu così che il Faraone la prese in sposa e Rodopì divenne Regina d’Egitto. “”Ma è straniera ed è una schiava!!””, cercarono di obiettare in extremis le altre domestiche gelose. Al che il Faraone rispose: “Lei è la più egiziana di tutte, i suoi occhi sono verdi come il Nilo, i suoi capelli biondi e soffici come il papiro, la sua pelle color rosa come il fior di loto.”

Appare subito che la penna e la mente da cui è uscita questa storia sia la stessa, ma volta al femminile, che ha creato la storia di “Giuseppe in Egitto” ove uno schiavo diventa Vicerè d’Egitto a causa dei suoi meriti, a beneficio del suo Paese e di tutta l’umanità. Appare quindi per entrambe le storie una origine comune e immensamente più antica di quella registrata la prima volta con Rodopì. E d’altronde Menphis fu la prima capitale d’Egitto dei tempi delle prime dinastie, verso il 3000 AC. Cenerentola, “bella come l’Egitto”, pur subendo una violenza psicologica continua dalle altre schiave, non risponde con la stessa moneta ed anzi conserva la sua bellezza d’animo e allegria rispettando la natura ed i suoi simili.

Cenerentola diventa Regina non per suoi privilegi o ricchezze di casta da mantenere e preservare, essendo essa solo una schiava, ma per la sua bellezza e la bellezza della sua anima. Cenerentola viene scelta sulla base della “meritocrazia”, come diremmo noi oggi, e la sua scarpina d’oro è solo un mezzo per poterla individuare. Cenerentola rappresenta la bellezza dell’Egitto e della sua immagine a similitudine del Cosmo quando i suoi confini furono fissati ed immortalati a rappresentare il fior di loto e la bellezza e l’armonia dell’Universo, ove l’Intelligenza Divina opera con due parametri: Conoscenza + Amore.

Amore e Conoscenza, assieme ed interconnessi, sono le sole condizioni alla base della Civiltà in ogni tempo. Amore significa ed implica rispetto per sè stessi, la natura ed il proprio simile, e significa ed implica giustizia, equilibrio, armonia, misura, assenza totale di violenza, sobrietà, integrità di propositi e sentimenti. Questo era il cuore della bellezza dell’Egitto cosmico quando vi nacque per la prima volta la Civiltà che la fiaba di Cenerentola continua a tramandare. Al di fuori di essa, quando i privilegi, le ingiustizie ed i predomini aumentano, il rispetto svanisce e con esso l’Amore, e ci vogliono le armi per tenere il tutto a bada ma, in tal caso, essa non è più Civiltà. La Civiltà senza l’Amore si tramuta  semplicemente in Barbarie.

E naturalmente in questa fiaba ci sono altri significati più o meno palesi, ma tutti di non violenza e Civiltà, che ciascuno può interpretare secondo la propria sensibilità. 

La vita continua con l’evoluzione e tutto evolve continuamente in un perenne cambiamento. Ma la bellissima, emozionante ed affascinante fiaba di Cenerentola ci rammenta che i riferimenti immortali della Civiltà sono sempre gli stessi, dei punti fermi e fissi a farci da guida sugli oceani tempestosi del divenire.

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Vedi n. 33 – I FIORI, I CONFINI DELL’EGITTO E L’INTELLIGENZA DIVINA

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NOTA AL PEPERONCINO PER I CURIOSI.

Finora in questo blog, ed in tutti gli articoli che trattano di avvenimenti occorsi millenni addietro, mi sono attenuto alla cronologia ufficiale, cioè quella che si insegna nelle scuole e divulgata al pubblico, secondo la quale la storia dell’Egitto antico iniziò nel 3000 AC. Questa datazione però non è quella lasciata per iscritto dal più grande storico dell’antichità egizia, Manetho o Manetone che fece risalire l’inizio della stessa storia dinastica al 5000 AC.

Di quanto ha scritto Manetho si è presa per buona e divulgata solo la suddivisione in “dinastie” e si è rigettata, o confutata, come non valida la datazione dei 5000 anni AC, oltre 7000 anni addietro.

Ora qui non si tratta di due o tre o dieci o 20 anni di errori imputabili a Manetho. Qui si tratta di 2000 anni che non si possono far scomparire come una magia!!

La storia dell’antico Egitto è stata “accorciata”, così come si fa per un pantalone, per motivi ben precisi di cui forse potrò trattare in un futuro articolo per non essere enormemente lungo. Anticipo però al lettore che qui si tratta del predominio culturale giudaico cristiano e della supremazia culturale euro-centrica dato che il gigante egizio fa semplicemente paura.

In conclusione la fiaba di Cenerentola risale in realtà al 5000 AC, 7000 anni addietro, quando Menphis era la capitale d’Egitto sede del palazzo del faraone ove si svolse la vicenda di Rodopì.

89 – LA RICERCA DEL SOLE

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La ricerca del Sole

L’uomo ha sempre cercato il Sole. La ricerca del Sole, della sua luce e del suo calore, è stata una ricerca continua e millenaria dettata dalla natura originaria e cosmica dell’uomo di essere un elemento del creato o del divenire evolutivo, un granello di polvere di stelle fra tante nell’Universo. Questa ricerca è conseguita per soddisfare molteplici necessità fondamentali dell’uomo, sul piano fisico e su quello dell’anima.

Avere luce e calore sul proprio corpo per vivere adeguatamente riscaldato in modo possibilmente naturale è una ricerca che non si è mai completata. Dai più antichi tempi tanti popoli provenienti dalle fredde e nebbiose terre del nord hanno sempre cercato di trasferirsi verso territori più soleggiati e più adatti ad una esistenza confortevole. Questi trasferimenti erano sempre da nord verso sud o da zone fredde verso zone più calde. Era per soddisfare questa necessità che i “barbari” si scontravano contro le legioni dell’antica Roma.

Oggi si continua a fare la stessa cosa in maniera più pacifica. Il primo desiderio dei benestanti nordici che se lo possono permettere è quello di comprarsi una “seconda casa” al sole, isole Canarie, Cipro e Costa del Sol in Spagna sono i posti più ambiti, dove trascorrere le vacanze ed il pensionamento. Il caldo del Sole in un buon ambiente è un’attrattiva perenne ed irresistibile.

Ma il più importante e fondamentale Sole è il Sole dell’anima. Il Sole della Luce ed il Sole dell’Amore. Anche questa ricerca è millenaria e non avrà mai fine. In questa ricerca del Sole dell’anima sembra che l’uomo, pur essendo il padrone di sè stesso e del suo destino, non vi abbia una parte di esclusiva importanza. Il Sole dell’anima, come per il Sole fisico, spesso viene oscurato all’uomo per cause evolutive non imputabili a lui direttamente.

Il Sole dell’anima è una primaria necessità dell’uomo, come l’aria o l’acqua, e senza di esso si muore. Questo Sole dell’anima illumina il cuore, la mente e lo spirito ed ha una potenza infinita a cui niente e nessuno si può contrapporre. Questa forza meravigliosa spesso arriva improvvisa ed inaspettata e dona l’amore del cuore che, come un potente faro splendente nella notte, irradia i suoi fasci luminosi, oltre che alle anime interessate, nei cuori e nelle anime delle creature circostanti. Il Sole dell’anima riverbera nella mente alimentando al massimo le sue potenzialità creative e permettendo allo spirito le giuste intuizioni per un progredire pacifico nel suo Universo secondo le leggi immortali della Civiltà.

Il Sole dell’anima spesso viene oscurato dalle nuvole dell’oblio e dei processi evolutivi e, pur rimanendo saltuariamente presente a livello del cuore, esso può rimanere oscurato alle menti ed agli spiriti per periodi che possono variare dai decenni ai millenni. Durante tali periodi di oscurità, per facilitare il difficile cammino dell’uomo, furono stabilite le regole immortali della Civiltà trascritte nella “Confessione Negativa” che danno risalto al Rispetto verso ogni forma del creato, alla non violenza verso chiunque e qualsiasi cosa, alla sobrietà, all’onestà ed alla giustizia. Esse, queste regole immortali di rispetto e di non violenza, sono gli unici punti di riferimento sicuri per non perdere la fiducia incrollabile che il Sole un giorno ritornerà a splendere più che mai.

Nonostante ciò, però, a volte il cielo rimane coperto per lungo tempo da nuvole dense e nere che, rendendo il giorno quasi come la notte, gettano nell’oblio anche queste semplici regole che sono nascoste nell’anima dell’uomo. In tal caso, senza più riferimenti immortali, l’uomo barcolla paurosamente e, senza più luce nella mente e nello spirito, egli sperimenta la notte della ragione. Nella notte della ragione regnano valori opposti a quelli della Civiltà. Nella notte della ragione regnano, l’avidità, il denaro, le guerre, le contrapposizioni, gli eccessi sfrenati, le differenze abissali, lo sfruttamento delle competizioni e libertà senza regole, la violenza e l’odio. Nella notte della ragione regna la Barbarie.

L’evoluzione, però, fortunatamente, non è sempre a nostro danno. Essa, essendo ciclica di natura, muta continuamente e proprio quando la notte o le nuvole sono più buie ci dà la percezione, attraverso tanti multiformi segnali, che non tutto è perduto e che il Sole dell’anima e della Ragione presto ritornerà a splendere riempiendo l’Universo intero con la sua Luce di verità. E’ importante quindi, anche quando il Sole non si vede, dando l’impressione che sia morto, che l’uomo possa confidare nel suo ritorno e, possibilmente, seguire la sua direzione attraverso l’oscurità.

Tempo fa è stata recuperata, da una antica nave affondata nelle acque costiere dell’Islanda, uno strano aggeggio di cristallo. E’ stato poi appurato che trattasi di un pezzo di quello che si chiama “Spato di Islanda”. E’ un cristallo di calcite a forma romboidale che ha la proprietà di rifrangere la luce normale non polarizzata in due fasci di luce “polarizzata” ciò che in pratica permette in un giorno di cielo coperto di trovare la direzione del Sole che non si vede. E si è pensato, a ragione, che tale cristallo possa essere stata la “pietra del Sole”, menzionata nelle leggende dei vichinghu, usata dagli stessi vichinghi durante le loro navigazioni con cielo coperto, per orientarsi e quindi non perdersi.

I Vichinghi quindi usavano forse lo Spato di Islanda per rilevare la presenza del Sole oltre le nuvole e per la loro salvezza fisica. Esiste uno strumento per rilevare la presenza del Sole dell’Anima???, il più importante Sole dell’Uomo, che, come per quello fisico, gli possa fornire il giusto orientamento quando l’oscurità delle false dottrine, le false certezze, le false “modernità”, le false ideologie, l’irragionevolezza, gli squilibri, la violenza, l’avidità, la rapina, le differenze abissali, le guerre e i genocidi lo dirigono verso il disastro sugli scogli mortali della Barbarie, come ai nostri giorni????

Possiamo tranquillamente dire che esiste un tale strumento per rilevare il Sole dell’Anima e non perdersi. Esso è antichissimo, talmente antico da essere stato dimenticato dagli stessi antichi. Questo strumento è la citata “Confessione Negativa“, redatta nella notte dei tempi, millenni prima che nascessero le attuali “religioni”, dai Padri della Civiltà per essere immortale e adatta a chiunque, ateo o credente, affinchè l’Uomo, qualsiasi Uomo, si orientasse nei periodi bui, nel divenire evolutivo, consentendogli un progresso armonioso, pacifico e rispettoso, risparmiandogli così l’estinzione per sua scelta ed incapacità.

Benvenuti nella casa e nella Civiltà del Sole dell’Anima!!!.

87 – LA SVOLTA MILLENARIA DEL 2012

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La svolta millenaria del 2012

Ci siamo!!! La tanto attesa svolta è arrivata!!! Tutti gli esseri viventi sul pianeta Terra hanno la fortuna ed il privilegio di stare assistendo alla grande svolta millenaria dei valori dellla Civiltà. Il ritorno dell’Amore Cosmico nel quale tutti gli esseri viventi si riconoscono accomunati è il grande avvenimento che stiamo vivendo in queste ore, dopo migliaia di anni durante i quali l’uomo se ne è progressivamente allontanato, voltandogli le spalle.

La svolta in corso permette all’umanità moderna di avere davanti a sè, in ogni istante, come un astro lucente, questa perduta e ritrovata giusta direzione verso la quale dirigere i passi della sua esistenza. La svolta di questo inizio del 2012 ci permette quindi di assaporare la felicità, l’allegria e il fremito di una nuova vitalità per questa inaspettata sicurezza e forza nascente che, come una macchia d’olio, inizia a pervadere ogni angolo dell’animo umano in ogni continente e ad ogni latitudine.

L’Amore Cosmico, con i suoi valori di Civiltà basati sull’Armonia, sull’Equilibrio, sulla Misura e sul Rispetto, in realtà è sempre stato lì a portata di mano per essere letto, interpretato e seguito. Ma l’uomo ha preferito dirigersi verso una serie infinita e millenaria di disastri per la sua superbia e tracotanza nell’illusione di essere sempre il più forte fra i suoi simili, con la pura forza bruta delle armi e con l’osannare la sua superiore “intelligenza” puramente cerebrale per le sue conquiste razionali, intellettuali e tecnologiche, non considerando che la forza bruta e l’intelligenza senza i valori immateriali dell’anima e senza la realtà cosmica circostante lo hanno allontanato paurosamente dalla Civiltà rendendolo piuttosto l’uomo della Barbarie.

L’ultimo di questi disastri è la depressione plametaria in corso che ha avuto però il grande merito, con ll far risaltare gli insostenibili squilibri e disuguaglianze causate dall’ignoranza dei valori di Civiltà menzionati, di permettere all’uomo la riscoperta di un immenso tesoro nascosto e dimenticato. L’uomo ha riscoperto la sua salvezza!! L’uomo ha riscoperto la felicità di un nuovo inizio!! E’ un nuovo cammino sul quale egli si sta incamminando e che lo ricompenserà adeguatamente se egli saprà concretizzare gli insegnamenti immortali che sono davanti a lui.

Il 2012 potrebbe marcare quindi la fine di questo ciclo distruttivo e marcare l’inizio del ciclo dell’Amore Cosmico, dell’Armonia, della Condivisione e della Ragione, Ragione che si concretizza solo quando include la spiritualità. Gli accennati insegnamenti di Civiltà sono antichissimi ed immortali e valgono pertanto in ogni tempo perchè essi includono il rispetto di tutti gli elementi della natura circostante e si fondono nelle leggi dell’evoluzione cosmica di cui sono parte integrante. Essi sono validi per chi ha una fede religiosa e per chi non ne ha perchè furono concepiti quando le religioni dell’uomo moderno non esistevano ancora.

Questi nuovi e antichissimi insegnamenti di Civiltà non contemplano l’avidità e neanche l’accumulo di ricchezze, ed essendo basati sulla libertà, dignità e condivisione essi sono l’unico strumento per un progresso pacifico fra i popoli. L’Equilibrio e la Misura sono di primaria importanza fra questi strumenti perchè attraverso di essi si può più facilmente concretizzare nella vita quotidiana la concordia, l’onestà e la giustizia cosmica.

Forse non è un caso che l’umanità abbia riscoperto, dopo varie migliaia di anni, che la stella di Natale, Capodanno ed Epifania sia in realtà la stella Sirio, la più bella e lucente stella del firmamento, la stella cioè che mantiene nel cielo la stessa posizione ove essa era migliaia di anni addietro quando essa fu scelta, proprio per la sua caratteristica di punto fermo nel Cosmo, a rappresentare la validità immortale delle accennate regole e norme di Civiltà, legando la sua esistenza a quella di una Donna bellissima e meravigliosa e che era Iside, volendo così mettere in risalto il posto d’onore che la Donna ricopre in queste concezioni immortali ed universali di Civiltà.

E non è neanche un caso che Iside portava in una mano la “Ankh”, la chiave della Vita, e nell’altra mano l’asta della Misura, come per voler dire che Vita è Amore ed Armonia è Misura. Iside, e quindi Sirio, testimoniava concretamente a uomini e popoli ancora di là da venire nei millenni seguenti la tangibilità semplice e divina dei segreti del divenire. Iside, la grande compagna del Cosmo e della Vita per ogni e qualsiasi viaggiatore, ci indica ancora, allora come oggi, la strada da percorrere, la via della saggezza e della ricchezza per l’anima, il cuore e la mente.

Il 2012 quindi si apre con sorprendenti nuove prospettive di progresso e di una ritrovata fiducia in noi stessi, cosa quasi impensabile nel generale impoverimento materiale e spirituale causato dalla depressione globale. Ed una volta che si è ritrovata la strada della Civiltà basta seguirla attenendosi ai suoi inconfondibili valori ai quali si potranno riferire anche tanti governanti e “leaders” che non hanno le idee chiare sul da farsi.

Auguri di Buon Anno con i ritrovati valori immortali della Civiltà!!

86 – L’ANTITALIANO

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L’Antitaliano

Giorgio Bocca è morto. Che il Signore lo accolga nella sua infinita misericordia e gli dia la pace eterna. Che il Signore gli conceda anche la luce della verità che stava intorno a lui per una vita intera e che lui non ha mai potuto o voluto riconoscere in una diversa prospettiva, imprigionato in una struttura mentale che, come una gabbia, gli impediva di discernerla, come a milioni e milioni di “progressisti”, o di “popoli della sinistra” che, in analogia ai contrapposti “conservatori” o “popoli della destra”, hanno sempre creduto, e lo credono tuttora, di possedere il monopolio della vera verità.

Si legge dal Corriere della Sera che Giorgio Bocca in una delle sue ultime interviste, a proposito della crisi in corso, ha detto: “””E’ una crisi di cui nessuno sa niente, nessuno sa quando è cominciata e come finirà. Mai nella storia dell’umanità si era arrivati ad una oscurità di questo genere”””.

L’umanità si è persa nell’oscurità di Giorgio Bocca per essersi immersa totalmente nei pregiudizi che hanno forgiato il pensiero e le società europee ed occidentali negli ultimi due secoli e diventati vera e propria follia negli ultimi 20 anni. La follia di credersi “moderni” e quindi staccati o sganciati dalle leggi eterne dell’evoluzione cosmica a cui niente e nessuno, nel micro e nel macro, può sottrarsi. Dal granello di sabbia, alle piante, agli esseri viventi, all’uomo ed alle galassie, tutto e tutti sono sottoposti alla immutabilità di queste leggi divine che rappresentano l’ordine cosmico.

La follia del credere che possa esistere una umanità di sinistra e una umanità di destra, una umanità di democratici ed una di repubblicani, assieme a tante altre umanità divise dall’idea delle contrapposizioni sempre più feroci e distruttive. Esse, queste spartizioni o contrapposizioni, ottuse e cieche, agendo come un potente magnetismo sui cervelli dell’uomo, o come una magia o forza ipnotizzante, ergendosi esse stesse con le loro visioni unilaterali a governo delle Nazioni, hanno impedito al libero pensiero dell’uomo di accorgersi del baratro verso il quale egli si stava inesorabilmente dirigendo.

Il baratro della libertà infinita senza tener conto di quella altrui, il baratro delle abissali differenze che questa libertà infinita comportava, il baratro del progresso senza armonia e sganciato dalle leggi cosmiche e di conseguenza il baratro dell’ingiustizia. Un baratro senza fondo dove tutti i valori dell’animo umano di amore, armonia, equilibrio, giustizia, pace, onestà, integrità di propositi e sentimenti sono spazzati via e sostituiti dalla rapina e dall’avidità della Barbarie. Valori che, come nelle catacombe, sopravvivono ora solo nel segreto dellìanima immortale.

La follia del credere in un progresso continuo a linea retta ascendente. Quest’idea determina la certezza dell’llusione che possa esistere una crescita continua ed infinita in base alla quale qualsiasi opera possa essere finanziata con la certezza che la crescita pagherà i finanziamenti. Quest’idea rende la vita un inferno producendo l’aspettativa che “il tempo è denaro” ed annulla la saggezza di raggiungere lo stesso obiettivo a mezzo del solo risparmio in tempi più lunghi ma in modo più sostenibile basandosi su ciò che si ha e non su ciò che si avrà. Quest’idea non prevede la decrescita il cui solo accenno ne annulla gli effetti riducendo gli uomini alla fame ed alla disperazione.

La follia di credere che si possa competere senza regole attraverso nazioni con leggi, cittadinanze, monete, costumi ed amministrazioni diverse permettendo di spostare il lavoro là “dove costa meno” ed esserne persino fieri invece di scomparire dalla vergogna di permettere l’arricchimento infinito di pochi a danno dei molti, e, follia sulla follia, confidando che tutto questo caos si aggiusti da solo con la dottrina del libero mercato, travolgendo valori come dignità, rispetto per la natura, uomini e cose, ed infrangendo le libertà così ridotte in schiavitù.

E queste follie sono insegnate nelle università più prestigiose al mondo, con tanto di “masters”, dissertazioni e finanche Premi Nobel. Ma è vero quello che dice Giorgio Bocca, che mai nella storia dell’umanità si era arrivati ad una oscurità di questo genere. E’ l’oscurità della notte della ragione e dell’anima senza la luce dell’armonia del cosmo. E pensare che l’uomo era stato informato sui valori della Civiltà immortali e sul come applicarli nella vita quotidiana.

L’uomo era stato informato che per progredire in sicurezza mantenendosi sulle proprie gambe egli doveva basarsi solo sul risparmio, mettendo da parte nei periodi di crescita un quinto del proprio guadagno per fronteggiare i periodi di decrescita. L’uomo era stato informato che tutte le persone vanno rispettate, assieme a tutti gli elementi del creato e della natura. L’uomo era stato informato che l’arricchimento smodato è contrario alle leggi cosmiche dell’armonia basate sul rapporto 1,618.

L’uomo era stato informato che far soffrire, rubare, violentare, uccidere, truffare, ingannare, dire il falso, maledire, trasgredire, adirarsi, passare sulla terra altrui, intrigarsi in cose che non lo riguardano, arrabbiarsi, parlar male di chiunque, fornicare, masturbarsi, far l’amore con la moglie altrui, impaurire, eprimersi con rabbia bruciante, sottrarsi alla giustizia, far piangere, bestemmiare, agire con violenza, farsi del male, parlare troppo, frodare, maledire il proprio governante, inquinare la natura, non condividere il cibo, esaltare i propri discorsi, fare distinzioni, tutto ciò era contro le regole di Civiltà.

La modernità ha cancellato queste regole dalla memoria dell’uomo ma esse sono conservate inconsciamente per sempre nella sua anima. Ed i Cittadini della Terra hanno capito, o stanno cominciando a capire, che la strada indicata dai loro superpagati “leaders” è quella del disastro. I Cittadini della Terra hanno visto il sorgere di una nuova stella, la stella della salvezza, la Stella della Consapevolezza indicante la via della Luce per uscire da questa opprimente oscurità e lo dimostreranno il prossimo Solstizio di Giugno occupando le strade di tutte le città della Terra per dare inizio ad una nuova plurimillenaria Civiltà improntata agli immortali valori dell’anima.

83 – E’ NATA UNA STELLA

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E’ nata una Stella

La nascita di una nuova vita è sempre un avvenimento bellissimo ed elettrizzante, ci coinvolge e ci proietta verso il futuro, il futuro dello spazio-tempo nel quale essa cercherà di imporre il suo sviluppo e il suo destino. Il sopraggiungente Natale di questo anno 2011 avrà il privilegio di celebrare la nascita di una nuova vita, una nuova stella di riferimento per i destini dell’umanità per i millenni a venire.

Il Natale, che nella religione cristiana celebra la nascita di Gesù, il portatore di un nuovo messaggio di amore e fratellanza fra uomini e popoli, fu stabilito dai padri fondatori della Chiesa per il giorno 25 Dicembre in concomitanza della storica celebrazione nell’antichità dell’inizio di un nuovo anno astronomico in occasione del Solstizio d’Inverno, ora occorrente il 22 Dicembre ma che in altri anni varia tra il 22 ed il 21 Dicembre.

Il Natale quindi simboleggia la nascita di una pluralità di eventi, in campo religioso ed in campo astronomico. E la celebrazione del Natale è riconosciuta come una festività da tutti gli abitanti del pianeta, a qualsiasi religione essi appartengono, proprio perchè essa, trascendendo dall’unicità religiosa della sola cristianità, è scolpita nella psiche e nella inconscia memoria di tutti i cittadini della Terra che riconoscono in tale occasione la nascita o la rinascita del divino che è nella loro anima immortale e nella natura cosmica e terrestre intorno a loro.

In questo giorno di celebrazione della “Nascita” dai tanti significati universali si è inserita una nuova nascita: la nascita di una nuova importante e millenaria stella. E’ la STELLA DELLA CONSAPEVOLEZZA o COSCIENZA dei Cittadini della Terra che essi sono arrivati ad un capolinea. I Cittadini della Terra sentono tutti confusamente che il cammino percorso fin qui li ha condotti in un luogo di spazio-tempo nel quale essi non si riconoscono nei valori ostentati dalle istituzioni democratiche che li rappresentano ed in cui essi vivono, perchè questi valori sono opposti a quelli umani ed immortali di Civiltà che i Cittadini della Terra inconsciamente hanno conservato, come in uno scrigno o in una cassaforte, nella loro anima attraverso i millenni.

Questo Solstizio d’Inverno del prossimo 22 Dicembre pertanto, quando la Terra comincerà, nella sua orbita, a correre verso il Sole, l’uomo moderno si troverà ad un bivio e dovrà decidere il suo destino. Egli dovrà decidere se continuare verso la Barbarie, indicata dai leaders ed istituzioni attuali, o se dovrà dirigere invece nella perduta direzione della Civiltà, indicata dai valori che egli conserva nella propria anima.

Inizia ad apparire che il proseguire con gli attuali valori ed istituzioni, e con il sorgere in più Paesi europei di movimenti autoritari di ordine e disciplina, potrebbe condurre ad una inevitabile catastrofe dalle imponderabili dimensioni. All’origine di questo malessere c’è un impoverimento generale e globale, morale e materiale, che ha causato il formarsi di valori quali contrapposizioni, eccessi di differenze, squilibri, odio, vendette, guerre, esclusioni, avidità, perduta concezione di rispetto e libertà altrui, corruzioni, e credo in un solo Dio: il Dio danaro.

Appare altresì sempre più evidente che questo malessere e questo impoverimento, con la grave crisi economica e finanziaria globale in corso, siano state conseguenti al libero mercato globale e planetario. E poichè appare anche evidente che i nostri leaders e governanti hanno dimenticato il significato di Civiltà noi, Cittadini della Terra, glie ne rammentiamo i componenti principali che sono Progresso nella Pace, Amore, Armonia, Conciliazione, Condivisione, Inclusione, Giustizia, Sobrietà, Onestà, Rispetto della Dignità e Libertà altrui, che sono cioè valori opposti di quelli menzionati verso i quali essi, i nostri leaders, ci stanno trascinando con la loro follia del libero mercato globale.

Per invertire la corsa verso il disastro, ed anche per salvare l’euro, oltre ai 6 punti enunciati all’articolo n. 76, bisognerebbe pertanto: 1 – ABOLIRE seduta stante il LIBERO MERCATO GLOBALE ammettendolo e ripristinandolo solo fra i Paesi dell’Europa con simili o uguali condizioni economiche; 2 – istituire la Nazione Europa fra questi Paesi abolendo i parlamenti nazionali; 3 – applicare il protezionimo a quest’area europea includente anche gli Stati Uniti; 4 – aggiungere gradualmente a questo primo nucleo tutte le altre Nazioni che lo decideranno liberamente, avviando la costruzione di una nuova Nazione Universale.

Una volta che si sarà formata questa Nazione Universale in essa si applicheranno le leggi dell’Armonia provenienti dal Cosmo per un progresso pacifico plurimillenario. Inutile dire che da tale momento sarà decretata la fine e l’estinzione del più grande monoteismo della storia dell’uomo, il monoteismo del Dio Danaro, come accennato nei precedenti articoli. Un leader con idee chiare e piglio deciso e carisma a sufficienza da convincere i Cittadini della Terra potrebbe realizzare questo programma in qualche decennio.

Potrebbe sembrare un programma attuabile durante uno stato di guerra. Ma noi già siamo in uno stato di guerra, la guerra in corso dei tanti disastri economici e sociali che appaiono condurci verso la disfatta, la sconfitta, la morte dell’euro e la resa senza condizioni. E’ in questo frangente che è nata una stella, la Stella della Consapevolezza che indicherà il giorno del Solstizio d’Inverno del 22 Dicembre a tutti i Cittadini della Terra di buona volontà la strada alternativa della Vita, della Fiducia, di un futuro luminoso ricco di speranze e di prospettive nei ritrovati valori immortali della Civiltà.

Ma la decisione, di seguire la strada della disfatta o invece quella della rinascita nei valori della Civiltà, spetta ai Cittadini della Terra che lo potranno indicare chiaramente con una manifestazione massiccia spontanea e pacifica il prossimo 22 Dicembre.

Se l’Armonia discende dal Cosmo. non può essere più appropriata a esprimere questa nuova prospettiva dell’Anima e Civiltà la canzone di Natale:

“TU SCENDI DALLE STELLE, O RE DEL CIELO…..”.

68 – FURTO DI ARTICOLI

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RELIGIONE, RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , on settembre 14, 2011 by beautiful41

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I siti “Baronerosso.it” e “Forum.politicamente.net/forum-del-carroccio/113990-se-ce-ssio-ne-se-ce-ssio-ne-6.html” hanno rubato l’articolo di questo blog “Flash 66 – LA PAURA DELLA VERITA'” pubblicandolo oggi sui loro siti, dopo aver cancellato la frase importante del testo “ma anche in caso di vincita dell’Unità Nazionale”.

Furto con manomissione quindi o furto con stravolgimento del significato originario del testo. Di questo avvenimento forse vale la pena farne un articolo per la conoscenza dei lettori e per la conoscenza di:

– Presidente della Repubblica

– Ministro degli Interni

– Ministro dell’Istruzione

– Capo dei Carabinieri

– WordPress.

Fare un furto significa rubare. Rubare significa sottrarre qualcosa di proprietà di altre persone senza il loro espresso consenso. Stravolgere poi l’essenza della cosa rubata aggiunge violenza al furto, esprime mancanza di rispetto per l’uomo e per la natura ed è falsificazione di una testimonianza.

Questi atti sono la negazione della parola Civiltà ove per Civiltà s’intende regole per una convivenza pacifica. A cosa serve parlare di diritti e/o doveri e/o giustizia quando si pensa e si agisce al di fuori delle regole della Civiltà??? E come si possono esprimere delle opinioni, facendole circolare fra il grande pubblico, quando si opera nella Barbarie e addirittura ignorando l’esistenza della linea di demarcazione fra Civiltà e Barbarie???

Siamo chiaramente di fronte ad una mancanza di conoscenza delle forme più basilari di convivenza civile. Nessuno ha mai detto a questi signori che rubare è un atto di inciviltà o barbarie. Ed i secessionisti con questa loro manifestazione di barbarie potranno attirare solo i criminali. Vediamo quindi di sopperire all’ignoranza di questi signori facendogli sapere quante volte, fra 42, la “Confessione Negativa” indicava tali atti come qualcosa contro la Civiltà:

2 – io non ho rubato con violenza

3 – io non ho fatto violenza ad alcuna persona

4 – io non ho rubato

7 – io non ho agito con inganno

8 – io non ho pronunciato il falso

10 – io non ho sottratto beni con la forza

13 – io non mi sono intrigato in faccende con imbrogli

27 – io non ho fatto piangere alcuna persona

29 – io non ho agito con violenza

30 – io non ho agito senza considerazione

38 – io non mi sono comportato con insolenza.

Senza conoscere le 42 regole di civiltà della “Confessione Negativa” non si potrebbe e non si dovrebbe operare concretamente nella vita civile ed in qualsiasi attività, incluso la politica.

Si prega pertanto il Presidente della Repubblica, il Ministro dell’Istruzione ed il Ministro degli Interni di far affiggere in tutte le aule degli asili, scuole elementari, medie, superiori, ed università, la “Confessione Negativa” che, non essendo una concezione di religione ma di civiltà laica o neutrale, è particolarmente adatta ad esserre insegnata ai bambini e ragazzi di tutte le religioni del mondo. La non conoscenza di queste semplici norme procura ingentissimi danni alla comunità civile promuovendo la proliferazione di criminali e terroristi per secoli e millenni a venire.

 

 

47 – IL RISVEGLIO DELL’ANIMA MUNDI

Posted in ARMONIA, ASTRONOMIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, PREGIUDIZI MILLENARI, PROPOSTE MILLENARIE, SPIRITUALITA', TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 18, 2011 by beautiful41

Una corsa senza soste attraverso infiniti disastri e durata millenni, intervallata solo da pause più o meno lunghe fra un disastro e l’altro, sempre rincorrendo l’illusione di una più giusta e più moderna verità. Questo processo millenario è andato avanti infinite volte concludendo tutte le sue fasi con delle delusioni sempre più amare. Questo processo è continuato fino ai giorni nostri allorchè tutte le illusioni sono venute a cadere, rivelando improvvisamente all’Uomo contemporaneo l’inconfondibile realtà davanti ai suoi occhi.

Con ia sconfitta ed il crollo del totalitarismo comunista era sembrato che le democrazie capitaliste occidentali, con la libertà infinita operante in un libero mercato, con le tante conquiste della scienza, della tecnologia, dei diritti umani, delle tante conquiste sociali, dell’affrancamento dalla religione, avessero raggiunto la condizione ideale per il pieno e sano sviluppo dell’Uomo moderno, come mai era successo nella storia conosciuta. Tanto forte era l’orgoglio di quest’Uomo per far parte di questa fortunata o benedetta fetta dell’umanità che egli pretendeva, e lo pretende ancora nella sua cecità, di esportare in tutto il mondo questo suo sistema che rappresentava il non plus ultra della Civiltà!!.

Ma era solo un sogno!!! Il sogno era stato fatto credere e passare per realtà confidando che potesse esistere un uomo senza anima, un uomo “civico” soggetto solo alle sue necessità materiali senza alcuna relazione con la sua anima o spiritualità che ancora oggi, e per molto tempo a venire, è e sarà sbeffeggiata e derisa da tanti presunti “intellettuali”. Un tale uomo senza anima operante con una libertà infinita in un mondo senza regole ha dato luogo alla formazione dell’unico e più grande monoteismo della storia di tutti i tempi: il credo nel Dio Denaro ed il suo accumulo con la conseguenza delle abissali differenze e degli eccessi di ricchezze e debiti stratosferici fra uomini e fra nazioni che stanno facendo vacillare paurosamente i fondamenti dell’essenza stessa dell’umanità intera.

Finanche l’Amore, l’espressione più nobile dell’animo umano, si è fatto passare come sesso, e si lascia credere che debba esistere un diritto al sesso come una necessità basilare di questo moderno uomo senza anima. La domanda che sorge spontanea è come sia potuto accadere, come sia stato possibile che questo uomo moderno occidentale sia diventato in realtà una pura e semplice bestia??

Il sogno del faro di Civiltà si è tramutato nella realtà di faro di Inciviltà. Questa è la condizione nella quale l’uomo moderno si trova suo malgrado ad essere coinvolto e che deve in qualche modo fronteggiare se si vorrà salvare. Questo uomo moderno però ha già capito, prima dei suoi dirigenti, che deve prima di tutto ripristinare i valori dell’anima e molti sono i segnali provenienti da tante diverse fonti indicanti che questa nuova presa di coscienza, un vero e proprio risveglio dell’anima, favorita dall’uso di internet, accomuna tutti gli abitanti del pianeta Terra sui valori immortali della loro umanità e che essi hanno sempre conservato allo stato latente inconsciamente dentro sè stessi.

Il risveglio dell’Anima Mundi è il grande avvenimento che stiamo vivendo. La consapevolezza dei cittadini della Terra che essi appartengono alla stessa famiglia e riconoscono tutti gli stessi valori della Civiltà. Questi valori sono semplici e facili da capire per tutti. Essi sono il ripristino della Misura in tutte le manifestazioni delle attività umane, la riduzione degli eccessi in modo che tutti siano liberi di esprimere la propria dignità dell’essere un elemento importante del creato. Da questa riduzione degli eccessi deriva il rispetto per sè stessi e quella per il proprio simile ed il rispetto per la natura circostante, senza alcuna forma di violenza. Senza il rispetto per sè stessi non ci possono essere gli altri due e nè l’assenza di violenza. Questi valori ripudiano le contrapposizioni e vivono degli insegnamenti di Civiltà fondati sulle inclusioni e sulla Misura.

Il risveglio dell’Anima Mundi è anche la consapevolezza di prendere in mano il proprio destino, secondo la propria coscienza, e riconoscere gli eterni valori dell’umanità che è in ogni singola persona, quale nuova Stella Polare verso la quale dirigere i propri passi sulla perduta strada della Civiltà. Questa nuova Anima Mundi non attende e nè dipende dal fare o non fare dei propri governanti. Questa nuova Anima Mundi indica lei stessa ai propri governanti quello che si deve o non si deve fare, e quando. I nostri governanti hanno ampiamente dimostrato di non avere idee. Essi inoltre sono bloccati da una contrapposizione selvaggia adatta più ai comportamenti delle scimmie che a quelle degli uomini sapiens. Ed hanno paura di “riformare” lo status quo per non perdere i loro tanti privilegi. Pertanto il cambiamento potrà avvenire solo con il diretto intervento dell’Anima Mundi.

Mentre l’umanità intera è minacciata dal vacillare di una incombente catastrofe dovuta ai tanti pregiudizi, diventati poi dei paradigmi, menzionati su questo blog e rivelatisi solo dei sogni o illusioni, è arrivato il momento di agire concretamente mostrando tutta la potenza dell’Anima Mundi. Come descritto all’articolo 30 il prossimo 21 Giugno si terrà una manifestazione planetaria in tutte le città e paesi della Terra ed alla quale parteciperanno tutti i cittadini del mondo di buona volontà che credono nei valori dell’Anima Mundi. Sarà una passeggiata pacifica, reale o metaforica, aperta a tutti, senza distinzione di età, sesso, ceto sociale e religione, ove tutti si sentano attratti dal condividere un comune destino e tutti possono portare il loro contributo, piccolo o grande che sia.

Il solstizio d’estate del 21 Giugno è particolarmente adatto a marcare il risveglio millenario dell’Anima Mundi perchè la Terra inizia a percorrere la sua parte di orbita che la porterà verso il solstizio invernale del 22 dicembre che segna l’inizio dell’anno astronomico del 2012 che, forse solo per una ennesima coincidenza, tanta attesa ha ispirato nell’Anima Mundi. Questa Anima Mundi quindi procederà con pacifiche manifestazioni di solstizio in solstizio indicando ai propri governanti il da farsi per i successivi 6 mesi. Il primo passo di questo programma è stato già esposto all’articolo 30 ed è solo un primo passo sul cammino delle mille miglia diretto verso la Civiltà perduta dove il credo nel più grande monoteismo della storia dell’uomo, il credo nel Dio Danaro, non vi ha dimora, essendo enormemente ridimensionato secondo gli insegnamenti della Civiltà.

La restaurazione della Civiltà è nelle nostre mani. Nessuno verrà a sollevarci dalla barbarie dell’Inciviltà se noi tutti non ci rimbocchiamo le maniche e diventiamo i padroni di noi stessi ed i fautori del nostro destino.

43 – TERREMOTO A ROMA E TERREMOTO NEL MONDO

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 18, 2011 by beautiful41

E’ scritto!! Sta scritto su Internet!! E’ stato riportato dall’agenzia X…!! E’ scritto sul tal quotidiano!! Potenza della parola scritta!! E come suonano vere le parole di Platone quando ammoniva sui pericoli insiti nella parola scritta quando essa è solo letta come una nozione o informazione ma non è vagliata e assimilata con la ragione e la dovuta riflessione. L’esplosione delle comunicazioni con internet ha decuplicato o centuplicato i pericoli paventati da Platone.. In parole povere oggigiorno dar da bere delle bufale colossali all’umanità intera è quasi un gioco da ragazzi, come ha dimostrato il falso terremoto di Roma che tanto scompiglio ha provocato fra gli abitanti della nostra capitale.

La grande rivoluzione moderna della tecnologia apportata da internet è, senza dubbio, una conquista dell’umano intelletto di inestimabile valore, con l’istantanea possibilità di contatto fra tutti gli abitanti del pianeta. Questo nuovo sistema di comunicazione però, fra tanti incommensurabili vantaggi, ha anche un lato oscuro o diabolico, aperto a tutte le malversazioni possibili ed immaginabili, La facile diffusione di notizie false, come quella del terremoto di Roma, ne è solo un esempio. Inoltre l’istantanea presa di coscienze delle differenze e diversità abissali che dividono l’umanità non può non essere sconvolgente. Questo sistema, affiancato dalla tecnologia dei telefonini, dei computers e del sistema satellitare, è basato su un principio filosofico di libertà infinita senza regole, pensiero che ha avuto la sua massima valorizzazione dopo la caduta del muro di Berlino e l’attuazione della “deregulation”, un mondo senza regole, di Reagan.

Prima di tale rivoluzione le comunicazioni erano regolamentate internazionalmente secondo accordi ratificati in tante convenzioni e conferenze da tutti i governi di tutte le Nazioni della Terra, Nazioni che garantivano l’applicazione di tali accordi e regole, accordi e regole incernierati e basati tutti sulla segretezza e la riservatezza delle comunicazioni, con l’istituzione di specifici professionisti delle comunicazioni addetti alla loro gestione. Tali professionisti erano resi responsabili civilmente e penalmente del loro operato, vincolato sempre alla segretezza, pena il ritiro del loro titolo professionale.

Con l’avvento delle nuove tecnologie tutto questo è saltato letteralmente per aria. Per quanto i trattati internazionali esistano ancora e sono ancora considerati “legali”, essi sono resi nulli e vuoti dalla pratica delle comunicazioni in corso. I Governi delle Nazioni, che prima garantivano il controllo delle comunicazioni, adesso non garantiscono più niente e nè sono in condizioni di poterlo fare. Sulla base del nuovo principio della “libertà infinita” e della “deregulation” tutti o quasi tutti i Governi dei Paesi occidentali hanno liberato le loro rispettive Nazioni dai vecchi obblighi e, sul principio delle “liberalizzazioni”, delegando ai singoli privati, con le privatizzazioni di pressocchè tutto, e cioè banche, comunicazioni, trasporto, assicurazioni, elettricità, energia, acqua, economia in genere, eccetera, la proprietà e la insindacabile gestione di tali settori, confidando che il potere di autocontrollo del “libero mercato” potesse sostituire gli obblighi di garanzia e controllo dei Governi.

Sappiamo bene e lo vediamo tutti i giorni, come è finita. Tutti questi poco rispettabili feudi privati di banche, comunicazioni, trasporti, assicurazioni, elettricità, energia, acqua, economia in genere, eccetera, dovendo fare gli interessi solo dei loro proprietari azionisti, non tengono in nessun conto nè i Governi e nè il rispetto e le esigenze dei cittadini, con singoli aumenti, come per esempio dell’acqua privatizzata, che hanno raggiunto in pochi anni il livello astronomico del mille per cento.

Il falso terremoto di Roma può essere quindi solo una avvisaglia, o un campanello di allarme, del pericolo che grandi motori di ricerca o i grandi portali di informazioni e comunicazioni, sostituendosi ai tanti singoli Governi e su una scala globale, possano controllare, indirizzare e dirigere le opinioni ed i comportamenti del genere umano facendolo passare dalla libertà alla schiavitù, con un potere di un immenso inimmaginabile valore perchè possono determinare a loro piacimento i destini dell’umanità intera.

La recente propagata notizia dell’acquisizione di “Skype”, una telefonia gratuita, tranne per pochi casi di eccezione, che non porta quindi molti soldi di incasso, per la astronomica cifra di 8,5 miliardi di dollari è la testimonianza o la prova che tale investimento non può essere finalizzato ad un semplice ricavo, ma a qualcosa di ben più importante e di carattere immateriale, oserei dire spirituale, che è il desiderio di potenza sul controllo delle anime del pianeta Terra.

Il caso citato di Roma è successo forse in buona fede ed è dovuto in tal caso alla pura libertà di comunicare nella sua più nobile accezione. Ma potrebbe avvenire per esempio in mala fede o con la premeditazione se, per esempio, si volessero allontanare gli abitanti di una determinata città per perpetrarvi atti di rapina e saccheggio più facilmente. Anche se non si può tornare indietro sarebbe auspicabile però che i Governi delle Nazioni siano rimessi in condizioni di controllare le comunicazioni nei loro territori attraverso dei portali e motori di ricerca nazionali e gestiti da professionisti che, pur se retribuiti dalle società private dalle quali essi dipendono, siano titolati e certificati dai Governi. Questo se si vuole che le Nazioni, già gravemente indebolite da una economia globalizzata, continuino la loro esistenza di popoli sovrani.

Il falso terremoto di Roma ha messo in risalto pertanto un colossale frainteso nel quale l’uomo moderno occidentale è incorso, e cioè che “liberalizzare” significhi “lasciar fare” senza regole. Questo lasciar fare senza regole ha già prodotto il disastro che conosciamo nell’economia e nella finanza e continua a produrre i suoi catastrofici effetti in tutti gli altri settori delle umane attività, apparentemente senza possibilità di radicali correzioni perchè ci è stato detto e ripetuto che “questo è l’unico sistema che conosciamo” dopo il collasso del comunismo, e che non esiste niente altro oltre il libero mercato senza regole.

Tanto forte è la forza del pregiudizio che questo è l’unico sistema economico-sociale possibile, che l’uomo non si cura nemmeno di cercare di indagare e di individuare se in questo unico sistema conosciuto manchi qualcosa e, se sì, che cosa è che ci sfugge. Siamo sicuri che non manca niente??? Siamo sicuri che non ci sfugge niente??? Se riflettiamo bene forse possiamo renderci conto che ci sfugge qualcosa di cui abbiamo perso la memoria da molte migliaia di anni e che è il fondamento stesso della Civiltà. Abbiamo perso la Misura!!!

Il progresso è un viaggio, è un viaggiare da un punto A ad un punto B. Questo viaggio può essere effettuato in due modi: nella barbarie con continue infinite guerre e disastri, o pacificamente nella Civiltà. Nel primo caso si viaggia dal punto A al punto B attraversando alterne fasi di pace-crescita, crisi-decrescita, guerre-distruzioni, di nuovo pace-crescita, e così via di seguito, a scossoni, che è la strada che abbiamo scelto da vari millenni e che stiamo percorrendo, la strada della libertà infinita o della barbarie. Nel secondo caso, pacificamente nella Civiltà, il viaggio può essere effettuato lentamente e continuamente, senza scossoni e senza guerre o disastri, ma per realizzare questo secondo caso c’è bisogno della Misura. La Misura, al fine di raggiungere l’Equilibrio necessario per la convivenza pacifica fra tutti i cittadini della Terra, forse è ancora possibile realizzarla, poco a poco e con tenacia e perseveranza, non perdendo mai di vista l’obiettivo finale.

Ma che significa Misura e Civiltà agli effetti pratici??? Significa per esempio che Marchionne, e i tanti Marchionne del pianeta, invece di percepire quello che percepiscono, dovrebbero essere remunerati sulla base del loro ultimo operaio, ad esso “commisurati”, cioè fatto mille il valore dell’operaio il valore del suo manager dovrebbe essere indicativamente una volta e mezzo mille, cioè mille e cinquecento. La loro capacità ed ascendenza sui sottoposti è già una più che sufficiente remunerazione “per sè”. Lo stesso dicasi per infinite altre follie simili in tutti i settori dell’attività umana.

La Misura originò per dare la possibilità all’Uomo di mantenersi in Equilibrio nell’Ordine Cosmico nella Civiltà. La Misura non originò per misurare la lunghezza di un tavolo, di un monumento, di un terreno, o qualsiasi altra cosa materiale. La Misura era centrata sull’occhio (occhio della mente), braccio e cuore dell’Uomo, interconnessi, per fare risaltare l’importanza dell’Equilibrio dell’Uomo nel Cosmo, come descritto nell’articolo n. 23. La Misura era una Misura morale e spirituale prima che materiale.

L’importanza della Misura per una pacifica convivenza è stata già indicata all’Uomo dai Padri della Civiltà. Sta a noi raccogliere il messaggio oppure no. L’evoluzione, in ambedue i casi citati di guerra-barbarie e pace-civiltà, continuerà comunque e sempre, perchè si può progredire nella Civiltà ma anche nella Barbarie.

Il falso terremoto di Roma è un terremoto che riguarda tutta la Terra.

40 – LA CONFESSIONE NEGATIVA E SUO SIGNIFICATO

Posted in ARMONIA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RELIGIONE, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 30, 2011 by beautiful41

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1 – Io non ho inferto sofferenze

2 – Io non ho rapinato

3 – Io non ho fatto violenza ad alcuna persona

4 – Io non ho rubato

5 – Io non ho ucciso nè uomini e nè donne

6 – Io non ho alleggerito le quantità secondo misure (al mercato)

7 – Io non ho agito con inganno

8 – Io non ho trafugato le cose che appartengono a Dio

9 – Io non ho pronunciato il falso

10 – Io non ho sottratto beni con la forza

11 -Io non ho pronunciato parole vili o cattive

12 – Io non ho sottratto cibo con la forza

13 – Io non ho agito con inganno (forse nel senso di trasgredire)

14 – Io non mi sono adirato

15 – Io non ho invaso i campi altrui

16 – Io non ho ucciso animali sacri

17 – Io non ho maltrattato terreni arati

18 – Io non mi sono intrigato in faccende con imbrogli

19 – Io non ho sparlato contro alcun uomo

20 – Io non mi sono arrabbiato senza una giusta causa

21 – Io non ho fornicato o commesso sodomia

22 – Io non mi sono masturbato

23 – Io non ho fatto l’amore con la moglie altrui

24 – Io non ho impaurito alcun uomo

25 – Io non ho parlato con rabbia bruciante

26 – Io non sono stato sordo alle parole di giustizia e verità

27 – Io non ho fatto piangere alcuna persona

28 – Io non ho pronunciato parole blasfeme

29 – Io non ho agito con violenza

30 – Io non ho precipitato il mio cuore (nel senso di agire senza considerazione)

31 – Io non ho bucato la mia pelle e non mi sono vendicato verso Dio

32 – Io non ho parlato più del necessario

33 – Io non ho commesso frode e non ho guardato verso il diavolo

34 – Io non ho pronunciato maledizioni verso il Sovrano

35 – Io non ho sporcato acqua corrente

36 – Io non ho esaltato le mie parlate o discorsi

37 – Io non ho maledetto Dio

38 – Io non mi sono comportato con insolenza

39 – Io non ho fatto distinzioni o favoritismi

40 – Io non ho accresciuto la mia ricchezza ad eccezione dei miei propri possedimenti

41 – Io non ho maledetto le cose (natura) che appartengono a Dio e che sono con me

42 – Io non mi sono vergognato del patrono della mia città

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La CONFESSIONE NEGATIVA, elencata per intero nelle sue 42 enunciazioni anche all’articolo n. 35 e di cui abbiamo già sinteticamente parlato nel precedente articolo, è forse un gioiello prezioso che merita una più attenta riflessione ed una messa a fuoco che ingrandisca i suoi contenuti che sembrano suggerire l’esistenza di un immenso tesoro nascosto e ritrovato. Essa è antichissima e risale al primo pensiero della civiltà egiziana di cui si abbia conoscenza, del 3000 A.C. circa.

Questa “Confessione Negativa” è stata classificata, dopo la sua decifrazione, come una delle tante “formule magiche funerarie” che il deceduto pronunciava per facilitare il suo viaggio nell’al di là. Se escludiamo che gli antichi egiziani passassero il tempo a inventare e recitare “formule magiche funerarie” forse i loro scritti si potrebbero inquadrare in una diversa più logica e realistica prospettiva.

Avvicinandoci con la nostra lente di ingrandimento a questa “Confessione” appare la sua semplicità estrema: cioè tutti gli esseri umani possono capire il significato delle parole esposte. Avvicinandoci ancora appare una totale assenza di violenza e la preoccupazione di non arrecare alcuna forma di violenza a chicchessia e alla natura, rispettando entrambi. Avvicinandoci ancora comincia ad apparire la parte più importante e cioè che non si tratta di una imposizione di regole e principi a cui l’uomo deve soggiacere, ma è l’uomo che parla, attraverso la sua anima, al centro dell’Universo infinito, descrivendo, per mezzo di quello che non ha fatto, le sue deduzioni e convincimenti su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato fare o praticare nella sua concezione di Civiltà, ove per Civiltà si intende progresso pacifico senza guerre.

Il centro dell’attenzione generale è pertanto l’Uomo e la sua anima, e, per quanto egli si rivolga alle divinità presenti nella stanza del Giudizio o del “Maat“, queste divinità vi hanno una prominenza più che altro solo simbolica e figurativa, cioè da testimoni. L’unico vero attore della “Confessione Negativa” è l’Uomo e il suo pensiero che appare tale da essere valutato e “pesato” da una divinità che però non si pronuncia perchè essa è lo spirito divino cosmico ed evolutivo che si manifesta continuamente ed eternamente attraverso gli opposti ed i contrari rappresentati dalla grande bilancia al centro della sala. Pertanto l’anima di quest’Uomo non sarà giudicata dalla più o meno benevola condiscendeza di questa o quella divinità, ma sarà giudicata dai suoi stessi atti e comportamenti che sapranno o non sapranno determinare l’equilibrio perfetto della bilancia.

Nella “Confessione Negativa” ci troviamo quindi di fronte ad un Uomo pienamente responsabile delle sue azionii, signore del suo mondo, padrone di sè stesso, che determina da solo il suo destino secondo la sua ragione ed i suoi sentimenti e spiritualità. Si direbbe che ci troviamo cioè di fronte a degli arcaici uomini dall’intelligenza, coscienza e pragmaticità di un livello senza dubbio superiore e ciò potrebbe essere una ulteriore conferma o prova, qualora ce ne fosse bisogno, della presenza di intelletti razionali di tutto rispetto, fondatori di tante colossali opere, fisiche e mentali, che conosciamo dal mondo arcaico.

Assieme a ciò traspare dalla “Confessione Negativa” una grande umanità ed una grande umiltà che, unitamente all’assenza di un Dio antropomorfo ed imperioso a cui rispondere, ne fanno una concezione di carattere universale, un mezzo adatto ad unire tutti gli uomini del pianeta, a qualsiasi religione, credo, o non credo, essi appartengano, perchè essa, più che una condizione religiosa, riflette una condizione e delle regole di Civiltà valevoli ovunque ed in qualunque tempo. Questa “Confessione Negativa“, essendo quindi di carattere “neutrale”, potrebbe essere fatta propria e divulgata da tutte le religioni del mondo, in particolare dalle tre religioni monoteiste “cugine” dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islamismo.

Appare altresì, alla luce di quanto è stato detto, che l’impostazione e l’ideazione della “Confessione Negativa” sia stato un atto ponderato e ben studiato da una o più menti razionali e rivolto, oltre che a facilitare il viaggio delle anime dei defunti, principalmente al mondo delle anime viventi affinchè, operando nell’equilibrio, nell’assenza di eccessi, nella non-violenza, nel rispetto per uomini e cose, nella inclusione, nella condivisione, nella misura e nell’armonia, l’uomo possa progredire pacificamente secondo le regole della Civiltà.

La “Confessione Negativa” ci dà anche la misura di quanto l’uomo si allontani dalla Civiltà. Ai giorni nostri questa misura è rappresentata dal numero delle bombe e missili che giornalmente piovono per uccidere esseri umani innocenti e dalle tante armi che l’uomo moderno usa in tutto il mondo quotidianamente. E l’idea di Civiltà è talmente ignorata e dimenticata che mentre succede tutto questo disastro importanti Capi di Stato fanno meetings, ridono, sorridono, brindano con “Champagne” d’annata e si fanno fotografare felici e contenti di essere gli araldi della loro “superiore” Civiltà!!! Ma non sanno che essi invece sono gli araldi della Barbarie!!!

In conclusione la “Confessione Negativa” è l’antitesi, l’opposto, dei 10 Comandamenti del pensiero Giudaico-Cristiano poichè mentre in questi abbiamo un Dio imperioso che detta all’Uomo, passivo, delle regole da seguire, nella “Confessione Negativa” abbiamo l’Uomo, umile e razionale, che elenca i suoi comportamenti derivanti dalla sua coscienza e conoscenza del significato di Civiltà. Essa ci indica, ieri come oggi ed in ogni tempo, la strada dove dovremmo dirigerci per ritornare alla Civiltà ed ai suoi punti di riferimento immortali.

In parole ancora più semplici la “Confessione Negativa” dimostra che originariamente i suoi concetti erano concetti di Civiltà Universale, e che solo millenni dopo questi concetti universali furono fatti propri dall’uomo che, a causa della sua pochezza di sapienza e conoscenza, si “inventò” tutte le attuali religioni planetarie, basate su un Dio antropomorfo inesistente, che tanti disastri hanno provocato e continuano a provocare, anche perchè il proprio Dio è sempre migliore di quello degli altri.

39 – GESU’ E L’ORIGINE DELLA CIVILTA’ – UNA NUOVA VISIONE

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In questa ricorrenza pasquale celebrante la morte e la resurrezione di Gesù viene quasi spontaneo di fare una seria riflessione sui suoi insegnamenti e sulla sua vita ed i loro significati, cercando di trovare un punto fermo a cui aggrapparsi dopo che, a partire dallo scorso secolo principalmente, tante opinioni diverse sono state scritte e presentate al pubblico riflettenti tanti orientamenti e convinzioni diversi che hanno reso l’argomento e la figura di Gesù fonte di dibattiti infiniti ed inconciliabili.

Al di là di quella che è la fede religiosa che ciascuno di noi si porta o non si porta nella propria anima e meritevole del massimo rispetto in entrambi i casi, un atteggiamento razionale sulle vicende di Gesù oggi dovrebbe essere, contrariamente al passato, facilitato dalle tante conoscenze e nozioni scaturite da due secoli di tante campagne archeologiche. Queste nuove conoscenze sembrano indicare una realtà abbastanza chiara e delineata che solo per pigrizia mentale, pregiudizi e arretratezza culturale l’uomo rifiuta pervicacemente di riconoscere.

Da queste campagne archeologiche si è manifestata con chiarezza l’esistenza nell’antichità di due concezioni di vita, di progresso e di civiltà totalmente diverse, una cioè in opposizione con l’altra. Due gruppi di uomini con idee e sentimenti totalmente divergenti. Queste idee e sentimenti divergenti e opposti, se le parole hanno un significato, sono rappresentate abbastanza bene da quelli che si possono considerare i loro più tipici prodotti o creazioni, e cioè la “Confessione Negativa” da un lato ed il “Codice di Hammurabi” dall’altra parte.

La “Confessione Negativa” è molto più antica del “Codice di Hammurabi”, e, leggendola e rileggendola, non si può non constatare uno spirito d’amore, di pace, di rispetto e di equilibrio dell’uomo nel suo mondo che pervade queste Confessioni. Quasi una assillante preoccupazione dell’uomo di non arrecare danni di qualsiasi tipo al suo simile, oltrechè alla natura. In parole povere non si può non riconoscere che lo spirito degli insegnamenti di queste “Confessioni” sia lo stesso spirito degli insegnamenti di Gesù con le sue tante parabole e citazioni improntate tutte al concetto di “ama il prossimo tuo come te stesso” Lo spirito dei Vangeli pertanto appare lo stesso spirito degli insegnamenti originali di civiltà dei primi civilizzatori esistiti sulla nostra Terra.

La storia di Giuseppe e i suoi fratelli, della stessa antichità delle ” Confessioni” fa risaltare ancora di più lo spirito di condivisione, di perdono, di rispetto, di equilibrio e di non-violenza che è alla base di questo pensiero antico che è anche il primo pensiero dell’uomo di cui si abbia conoscenza. Questo spirito è lo stesso spirito di cui è pervaso il concetto del “Maat” già descritto in vari articoli. E questo spirito è lo stesso che pervade tutti gli insegmanti del Nuovo Testamento della Bibbia e dei Vangeli di Gesù. Molti numerti espressi da Gesù sono numeri sessagesimali, come sessagesimali sono le 42 “Confessioni”, e la numerazione sessagesimale era, come abbiamo visto in altri articoli, il linguaggio dei primi creatori della Civiltà. Sappiamo inoltre dagli stessi Vangeli che Gesù apparteneva alla setta degli Esseni i quali portavano avanti insegnamenti, credi, riti e regole egiziane , originate in Egitto nei secoli precedenti. Appare quindi con chiarezza l’appello di Gesù a riferirsi a questi originali antichissimi, già per lui, insegnamenti dei Padri della Civiltà.

Le testimonianze archeologiche ci dicono quindi, se le guardiamo senza pregiudizi, che la Civiltà è nata all’insegna dell’amore, del rispetto, della pace, dell’equilibrio ed assenza di eccessi. Questi stessi concetti e principi, alla base delle originali concezioni Egiziane, sono stati ritrovati nella estrema mitezza della giustizia dei Sumeri, contemporanei degli antichi Egiziani, Sumeri che prevedevano pene fatte solo di ammende amministrative per i reati commessi. Insomma, fra Egiziani e Sumeri, una specie di paradiso dove la malignità, le guerre, gli odi ed i crimini spietati non esistevano. Entrambi, questi Sumeri ed Egiziani della prima ondata di civiltà, usavano il sistema di numerazione sessagesimale Una nozione curiosa saltata fuori dagli scavi archeologici è che i Sumeri definivano loro stessi come “il popolo dalla testa nera” ma questa notizia, forse per pregiudizi razziali, non è mai stata investigata nè spiegata.

Alla scomparsa della prima ondata di civilizzatori di Egiziani e Sumeri “pacifisti”, come diremmo noi oggi, apparve per la prima volta nella storia conosciuta una strana nuova concezione di civiltà con idee opposte a quelle menzionate. Apparve il “Codice di Hammurabi”. Questo “Codice” fa venire la pelle d’oca solo a leggerne i tanti riassunti e sommari degli studiosi che ne hanno investigato il contenuto. Questo “Codice” è intriso di vendetta e spietatezza, è il codice della “legge del taglione”, come comunemente la si chiama, ed è il codice ed il concetto dell’occhio per occhio e dente per dente. Insomma da una concezione di vita e di progresso basata sull’amore, assenza di odio, rispetto ed equilibrio fra i propri simili e la natura, si passò ad una concezione opposta di odio, crimini, guerre, vendetta e morte. Io ammazzo te e tu ammazzi me. Oppure chi di spada ferisce di spada perisce. Dal Paradiso si passò all’inferno, anche se il pensiero e lo spirito del “Codice di Hammurabi” non ebbero la forza di travolgere e cancellare lo spirito ed il pensiero di civiltà della Confessione Negativa che continuò, in qualche modo imperterrita, in sordina ed in silenzio, il suo cammino immortale. E questo “Codice di Hammurabi” è reputato all’origine della cultura giudaico-cristiana!!

Ciò perchè questa nuova concezione, rappresentata dal “Codice di Hammurabi” o dalla “legge del taglione”, fu all’origine del Dio del Vecchio Testamento, del Dio rancoroso, di parte e vendicativo fino all’eccesso di protrarre la sua vendetta fino alla settima generazione ed oltre. Appare pertanto che il collocamento di questi due testi, I Vangeli ed il Vecchio Testamento, così diversi ed opposti in un unico libro denominato “Il Libro” o “Bibbia” o “Sacra Bibbia” è stato, fra i tanti abbagli dell’uomo descritti in questo blog, l’abbaglio più grande in assoluto perchè ha mischiato i messaggi d’AMORE con i messaggi di ODIO, i messaggi di PACE con i messaggi di GUERRA, i messaggi di VITA con i messaggi di MORTE, i messaggi di PERDONO con i messaggi di VENDETTA, i messaggi di INCLUSIONE con i messaggi di ESCLUSIONE, i messaggi di CONCILIAZIONE con quelli di CONTRAPPOSIZIONE, i messaggi di EQUILIBRIO con i messaggi di ECCESSI, i messaggi di CONDIVISIONE con i messaggi di AVARIZIA, eccetera,creando così una confusione disorientante nella quale siamo totalmente immersi e dalla quale non siamo ancora usciti. Insomma la Bibbia come la conosciamo ci ha regalato il pregiudizio che esistono due diversi Dio, il Dio della vendetta ed il Dio del perdono, ma la Civiltà appartiene ad uno solo di essi, quello del perdono, dell’equilibrio e della “Confessione Negativa“, della bellezza e dell’Armonia.

E la storia del giardino dell’Eden, del peccato originale e della donna, oltre a tutto il resto, riflette chiaramente la concezione del dio antropomorfo, impositivo, vendicativo, dell’esclusione e dell’odio, del Vecchio Testamento, improntato allo spirito di inciviltà del “Codice di Hammurabi” e della “legge del taglione”,  in opposizione allo spirito di civiltà della “Confessione Negativa“.

Non sappiamo, in questo cambio totale di pensiero, quanto abbia inciso il sistema di numerazione usato, ma è un fatto che durante quel periodo di iniziale progressivo abbandono del pensiero originale arcaico il sistema di numerazione si volse gradualmente verso il sistema settenario, di base 7, che facilitava la soluzione di problemi di quadratura, cubatura e di circonferenza. Fu in quel periodo che fu costruita la grande Piramide di Giza basata su un rapporto di 7 a 11 derivante da un rapporto di 22/7 per il Pi greco di 3,14. Naturalmente gli avvenimenti millenari hanno reso questa storia molto più complessa di quella delineata, anche perchè il Vecchio Testamento è stato, per così dire, “addolcito” infilandovi, compiendo un “plagio”, molte storie appartenenti al mondo culturale della civiltà egiziana, rimasta, nel complesso più fedele agli insegnamenti originali dei Padri della Civiltà. Ma non si può negare che, a grandi linee, il quadro del nostro passato sia abbastanza chiaramente definito e inconfutabile.

La denominazione di “Vecchio Testamento” appare oltretutto, in questa prospettiva, del tutto fuorviante poichè il Dio dell’Amore, dell’Equilibrio, della Giustizia e dell’Armonia  di Gesù, dei Padri della Civiltà e della “Confessione Negativa” esisteva già da tempi antichissimi quando la concezione del Dio antropomorfo e vendicativo del Vecchio Testamento non era ancora nata ed il “Codice di Hammurabi” era ancora di là da venire e da essere concepito.

La “Confessione Negativa”, elencata per intero all’articolo n. 35,  è bellissima, semplice e scevra da odio e vendette, e viene da chiedersi perchè non le sia stata accordata la giusta risonanza dopo la sua decifrazione e scoperta!! Da più parti spesso la si paragona ai nostri “10 Comandamenti” ma in questo paragone si staglia ancora di più la lillipuzianità e l’arroganza impositiva dei 10 Comandamenti verso l’impareggiabile grandezza di umiltà e rispetto per il creato della “Confessione Negativa”.

I danni fatti all’umanità dal pensiero giudaico-cristiano del “Codice di Hammurabi”, camuffato sotto le spoglie della modernità, della libertà infinita e della supremazia,  sono noti a tutti ma, tutto sommato, hanno forse reso lo spirito di Civiltà immortale della “Confessione Negativa“, come un potente faro nella nebbia, un riferimento ancora più chiaro e sicuro per l’umanità nei tempi a venire.

Forse l’unico testo dei Vangeli che accenni alla distruzione, alla morte ed alla guerra è il libro dell’Apocalisse di Giovanni, ma è opinione di molti studiosi che questo racconto di odio e di violenza risalga ai Profeti del Vecchio Testamento, avvolti nella cultura della vendetta già descritta. I Vangeli narranti la parola di Gesù sono quindi, se questa interpretazione o visione è giusta, le uniche vere testimonianze dei messaggi immortali dei Padri della Civiltà. Questi messaggi, al di là dell’abracadabra di religione, sono messaggi razionali ideati da menti razionali che ripetono tante volte ed in tanti modi sempre le stesse cose razionali, e cioè che il progresso pacifico si può ottenere solo sulla base della condivisione, dell’equilibrio, dell’assenza di eccessi, della conciliazione o perdono, del rispetto ed in definitiva dell’Amore. La parte razionale in questo discorso è che gli opposti ed i contrari, che ci saranno sempre, possono essere governati con facilità solo se essi non siano grandi, ma piccoli e maneggevoli ed a misura d’uomo.

In conclusione il messaggio di Gesù è sempre attuale, nella misura in cui il suo punto di riferimento è lo spirito di non-violenza della “Confessione Negativa” che svetta pertanto come il vero essenziale riferimento immortale della Civiltà. E’ un messaggio valido da molte migliaia di anni e ci indica l’unica strada possibile per raggiungere nella razionalità il progresso pacifico ideato dai Padri della Civiltà. Le guerre, gli eccessi delle differenze abissali e le contrapposizioni sono il contrario della Civiltà, sono gli elementi della Barbarie. Ci siamo allontanati molto dall’ideale di Civiltà descritto, ma non è mai troppo tardi per fare il primo passo. L’importante è conoscere la direzione verso la quale dirigerci, ed essa è chiaramente indicata dagli insegnamenti di Gesù e dai Padri della Civiltà.

Con l’augurio che la Resurrezione di questa Pasqua celebri la resurrezione delle coscienze dell’Uomo abilitandolo a riconoscere la realtà che sta davanti ai suoi occhi e che è molto diversa da quella per lungo tempo presentata. Continua a leggere

35 – GIUSEPPE E I SUOI FRATELLI – LA CIVILTA’ E LA BARBARIE

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1 – Io non ho inferto sofferenze

2 – Io non ho rubato con violenza

3 – Io non ho fatto violenza ad alcuna persona

4  Io non ho rubato

5 – Io non ho ucciso nè uomini e nè donne

6 – Io non ho alleggerito le quantità secondo misure (al mercato)

7 – Io non ho agito con inganno

8 – Io non ho trafugato le cose che appartengono a Dio

9 – Io non ho pronunciato il falso

10 – Io non ho sottratto beni con la forza

11 – Io non ho pronunciato parole vili o cattive

12 – Io non ho sottratto cibo con la forza

13 – Io non ho agito con inganno (forse nel senso di trasgressione)

14 – Io non mi sono adirato

15 – Io non ho invaso i campi altrui

16 – Io non ho ucciso animali sacri

17 – Io non ho maltrattato terreni arati

18 – Io non mi sono intrigato in faccende con imbrogli

19 – Io non ho sparlato contro alcun uomo

20 – Io non mi sono arrabbiato senza una giusta causa

21 – Io non ho fornicato o commesso sodomia

22 – Io non mi sono masturbato

23 – Io non ho fatto l’amore con la moglie altrui

24 – Io non ho impaurito alcun uomo

25 – Io non ho parlato con rabbia bruciante

26 – Io non sono stato sordo alle parole di giustizia e verità

27 – Io non ho fatto piangere alcuna persona

28 – Io non ho pronunciato parole blasfeme

29 – Io non ho agito con violenza

30 – Io non ho precipitato il mio cuore (nel senso di agire senza considerazione)

31 – Io non ho bucato la mia pelle e non mi sono vendicato verso Dio

32 – Io non ho parlato più del necessario

33 – Io non ho commeso frode e non ho guardato verso il diavolo

34 – Io non ho mai pronunciato maledizioni verso il Sovrano

35 – Io non ho sporcato acqua corrente

36 – Io non ho esaltato le mie parlate o discorsi

37 – Io non ho maledetto Dio

38 – Io non mi sono comportato con insolenza

39 – Io non ho fatto distinzioni o favoritismi

40 – Io non ho accresciuto la mia ricchezza ad eccezione dei miei propri possedimenti

41 – Io non ho maledetto le cose che appartengono a Dio e che sono con me

42 – Io non mi sono vergognato del patrono della città

Questa è la “Confessione Negativa” o “Dichiarazione di Innocenza” che le anime degli antichi egiziani deceduti pronunciavano davanti a 42 divinità nella  Sala del Giudizio, o “Maat”, presieduta da Osiride, Iside e Nephtys, con la presenza di Ra-Harmachis, Temu, Shu, Tefnut, Seb, Nut, Horus, Hathor, Hu, Sa, Anubis e Thoth, durante l’importante operazione e cerimonia della “Pesatura del Cuore” del deceduto su una grande bilancia posizionata al centro della Sala ove su un piatto della bilancia veniva messo il cuore del deceduto e sull’altro piatto vi era la piuma rappresentante il concetto ed i precetti di equilibrio del “Maat”.  L’anima del deceduto veniva diretta nei campi elisi, in compagnia delle grandi divinità, se alla fine della cerimonia la bilancia rimaneva in equilibrio perfetto. Se invece la bilancia si inclinava da una parte o dall’altra l’anima veniva diretta all’inferno, come diremmo noi oggi, nel fuoco, e con infiniti tormenti e maltrattamenti.

Vi sono diversi papiri con diverse “confessioni” come pure diversi sono i traduttori che hanno prodotto diverse interpretazioni. Questa presentata è derivante dal papiro di Ani ed è la traduzione fatta da uno dei più grandi Egittologi di tutti i tempi, curatore del British Museum: il fu Sir Wallis Budge, che ha scritto molti interessantissimi libri sull’argomento. Tutte le versioni e traduzioni convergono però nel trasmettere e mettere in risalto i sentimenti di alta spiritualità e le concezioni di vita estremamente rispettose delle persone e delle forme del creato che non ci aspetteremmo da popoli vissuti migliaia di anni orsono, convinti come siamo di essere noi all’apice della civiltà. Inoltre queste “confessioni” si possono considerare un codice di condotta morale indicativo della mentalità e saggezza di questi nostri arcaici antenati. La storia di Giuseppe e i suoi fratelli si sposa alla perfezione con lo spirito della “Confessione Negativa”. Entrambe, la storia e la confessione, risalgono alla notte dei tempi.

La storia di Giuseppe e i suoi fratelli fu riscoperta in forma geroglifica come un racconto fiabesco narrato già ai tempi delle antichissime dinastie della storia egiziana. Ciò conferma la sua estrema antichità. Questa storia è complessa ed articolata e la sua importanza doveva essere ritenuta grande fin dalle origini, perchè finanche i compilatori del Vecchio Testamento della Bibbia, millenni dopo, le hanno riservato un gran numero di pagine. In breve Giuseppe, figlio prediletto di Giacobbe, per invidia dei suoi 11 fratelli, fu minacciato di morte varie volte dagli stessi fratelli i quali alla fine lo vendettero come schiavo ad una carovana di passaggio. All’articolo n. 10 abbiamo visto il dipanarsi ed abbiamo interpretato la parte più appariscente di questa parte della storia, mentre Giuseppe era in Egitto. Dopo essere asceso alla carica di Vicerè d’Egitto e durante la carestia, Giuseppe incontrò i suoi fratelli, che lo avevano in pratica condannato a morte, mentre cercavano di sfuggire alla morte per fame.

Per quanto la “Confessione Negativa” non menzioni esplicitamente la parola “perdono”, esso, il perdono, è più che implicito fra i precetti del suo codice morale. Quando ci dice di non aver inferto sofferenze, di non aver fatto violenza ad alcuna persona, di non avere ingannato, di non avere impaurito, di non avere sparlato, di non aver fatto piangere alcuna persona, di non essere stato sordo alla giustizia ed alla verità, di non aver agito con violenza, eccetera, ci dice con altre parole di aver usato il perdono. Il perdono, contrariamente a quello che noialtri, da barbari ingenui, pensiamo, è un’arma potentissima infinitamente più potente della più potente bomba atomica, e finanche più potente della prossima bomba che gli “scienziati” cercano di costruire, quella dell’antimateria. Il perdono è un’arma della Civiltà. La vendetta, la guerra e la bomba atomica è un’arma della barbarie. Questo è il messaggio che ci viene dalla storia bellissima dell’incontro di Giuseppe coi suoi fratelli.

Giuseppe, divenuto potentissimo, quando riconobbe fra i profughi affamati coloro che avevano decretato la sua morte, avrebbe potuto facilmente vendicarsi e senza neanche esporsi in prima persona, visto che lui aveva riconosciuto i suoi fratelli ma essi non avevano riconosciuto Giuseppe. Giuseppe usò invece l’arma della Civiltà: il perdono.

Giuseppe non facendo violenza a nessuno era e fu pertanto la personificazione o l’umanizzazione, nella vita reale di tutti i giorni, dei precetti della “Confessione Negativa”. Giuseppe morì da uomo potente e la potenza del suo messaggio entrò nell’eternità come un punto di riferimento essenziale per chiunque voglia leggere e vedere la realtà con gli occhi della mente e del cuore. Il suo messaggio, come quello delle “Confessioni” è un messaggio di Amore Cosmico dei Padri della Civiltà, nostri antenati, i quali hanno lasciato le loro inconfondibili impronte per i loro messaggi immortali. Queste impronte erano e sono i numeri sessagesimali. La numerazione sessagesimale faceva parte del loro linguaggio ed i numeri sessagesimali erano un pò la chiave per accedere alla loro mentalità, erano i loro passaporti o carte di identità. Così fu per Giuseppe e i suoi fratelli, 12 figli di Giacobbe, con il 12 il fattore più indicativo della provenienza di tali preziosi insegnamenti di civiltà. Quando ci imbattiamo in tali numeri dovrebbe sempre suonare un campanello di allarme nelle nostre menti per avvisarci: attenzione!!, questo potrebbe essere un messaggio, o un reperto, o una opera, dei Padri della Civiltà.

Le tante lezioni della storia di Giuseppe e delle “Confessioni” mettono inoltre in risalto l’importanza dell’evitare gli eccessi, del vivere in equilibrio, equilibrio espresso molto bene dalla bilancia della sala del giudizio del “Maat”. Questo problema degli eccessi, pur dovendo essere qualcosa facile da capire, nella nostra odierna “modernità” è semplicemente ignorato. In particolare gli eccessi della “Parola” sono molto evidenziati nelle “Confessioni” quando dice io non ho pronunciato il falso, non ho detto parole vili o cattive, non mi sono adirato, non mi sono immischiato in inbrogli, non ho sparlato contro alcuno, non ho parlato con rabbia bruciante, non ho pronunciato parole blasfeme, non ho parlato più del necessario, non ho pronunciato maledizioni verso il sovrano, non ho esaltato le mie parlate o discorsi, non ho fatto distinzioni, non ho maledetto Dio, non ho maledetto le cose della natura. Cioè ben 13 accenni solo a questi eccessi distruttivi della parola.

L’Italia, fra i paesi occidentali, anche in questo eccelle. Negli anni 80 avevamo, noi, piccolo Paese al mondo, il 25%, un quarto, di tutte le trasmissioni televisive della Terra. Dopodichè si è perso il conto. Oggi questa percentuale sarà sicuramente aumentata. Non solo. E’ stata estesa a coprire tutte le 24 ore e, via satelliti, inviata a tutto il mondo, alimentando vorticosamente le illusioni, i fraintesi, le allusioni, le distorsioni, le false realtà, la bramosia, l’avidità, sogni spezzati, oltre alla voluta disinformazione o all’informazione di parte, tutte cose che contribuiscono ad aumentare gli squilibri del pianeta e gli odi che ne conseguono. Perchè gli eccessi conducono alla barbarie, ecco perchè è importante vivere in equilibrio. Ma quale governante avrà mai il coraggio di ridurre questo tanto parlare a livelli più accettabili e più rispettosi delle tante altrui sensibilità, culture e percezioni??? Nessuno. Nessuno perchè crediamo nella libertà infinita. Ma gli eccessi della libertà infinita ci potrebbero riservare amare sorprese.

I messaggi della storia di Giuseppe e i suoi fratelli e delle “Confessioni” sono, in conclusione, messaggi eterni di inclusione o conciliazione, sobrietà e carità contro i loro concetti opposti di contrapposizione, esclusione, eccessi e avarizia o indipendenza. Quando riconobbe i suoi fratelli Giuseppe, col perdono, si riconobbe parte includente della sua famiglia che ricompattò ed onorò. Parimenti quando venne la carestia salvò, in cambio di niente, tutti i profughi venuti a sfamarsi, facendo in pratica la carità dettata dal principio di inclusione in un momento in cui si erano verificati degli squilibri, o eccessi, tra chi aveva tanto e chi aveva niente.

Tante migliaia di anni dopo, ai nostri giorni, l’umanità si trova a rivivere quelle esperienze drammatiche delle abissali differenze fra gli esseri umani e fra le nazioni del pianeta. L’eccesso di ricchezza è un peccato, come evidenziato dalle “Confessioni” e va regolato al pari di tutti gli altri eccessi, secondo gli insegnamenti concettuali di Giuseppe e dei padri della Civiltà, come già mostrato negli articoli precedenti di questo blog da dove viene messa in luce l’idea che l’unica risposta possibile alle sfide che questa umanità si trova a fronteggiare è un solo governo per una sola Nazione, la Nazione Terra, con le stesse regole e con l’economia, in tutte le sue forme, governata e regolata dal governo anzichè essere lasciata “libera” nelle mani dei tanti turlupinatori ai quali del destino dell’umanità non glie ne frega niente. L’alternativa potrà solo essere una guerra fratricida della barbarie.

Vedi l’articolo n. 10 – GIUSEPPE IN EGITTO – per i dettagli e spiegazioni più importanti di questa affascinante storia di civiltà.

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P.S. del 15 Dicembre 2012 – A conferma ed a parziale correzione di quanto sopra descritto bisogna aggiungere che la storia di Giuseppe non è una fiaba ma, secondo le ultime decifrazioni dei relativi geroglifici, è la storia vera appartenuta al leggendario IMHOTEP, vicerè d’Egitto e del faraone Zoser della terza dinastia. IMHOTEP fu definito da alcuni studiosi come il Leonardo da Vinci egizio ed i suoi meriti furono tanti che dopo la morte fu deificato. La sua storia fu copiata dagli ebrei della Bibbia e dandogli il nome di Giuseppe.