Archivio per Bussola

101 – ARGO – LA COSTELLAZIONE DELLA CIVILTA’ E LA RICERCA DEL VELLO D’ORO

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Argo, la Costellazione della Civiltà e la Ricerca del Vello d’Oro

La più grande ed imponente costellazione del cielo, Argo, rappresentante la nave degli Argonauti che partirono alla ricerca del vello d’oro, è una nave immortale ed indistruttibile, la nave immortale dei Cittadini della Terra di ogni tempo, costruita solidamente per affrontare in piena sicurezza le tempeste millenarie dell’evoluzione e condurre il suo prezioso carico delle anime dell’Umanità verso la destinazione finale della Civiltà, ove per Civiltà si intende Amore più Conoscenza, che era il pensiero dei suoi costruttori. Il capitano di Argo è la stella Canopo, la seconda stella più lucente del cielo dopo Sirio e le due stelle indicano la direzione del meridiano, essendo Canopo giusto a sud di Sirio. L’origine del nome Canopo è l’egiziano “KAH-NUB” che significa “Terra d’Oro” o “Terra dell’Oro” o “Suolo dell’Oro”.

La costellazione Argo è veramente immensa e poderosa. Essa abbraccia buona parte della volta celeste dell’emisfero celeste sud, ed era originariamente formata da circa 800 stelle disseminate su una grande superficie cosmica. Essa è attraversata dalla Via Lattea, la Grande Madre della Vita e del Cosmo, e la sua prua è rivolta ad est. Al di sopra di questa immensa nave del cosmo, quasi ad esprimerne gli ispiratori dell’Amore e Conoscenza, c’è la stella Sirio, la più lucente del cielo e rappresentante la dea Iside del pantheon egizio, e c’è la costellazione di Orione bisecata dalla linea dell’equatore celeste, rappresentante di Osiride, amante e marito di Iside, re dei due mondi, alto e basso Egitto.

Non conoscendo tutto ciò, perchè a quei tempi la storia dell’antico Egitto era sepolta e dimenticata sotto le sabbie e non la conosceva nessuno, nel 1760 la costellazione Argo fu, per così dire, “cannibalizzata”, ad opera di un astronomo francese che la smembrò ricavandone quattro nuove costellazioni denominate Vela, Carina, Puppis e Pyxis o Bussola, le quali compaiono sulle cartine stellari di oggi. Tale smembramento però è solo un fatto di denominazione perchè le stelle del complesso di tali costellazioni sono le stesse di Argo che continua a vivere pertanto sotto falsi nomi.

Il Nilo, già dai tempi mitologici e predinastici dell’Egitto, era considerato la trasposizione della Via Lattea sulla Terra, o, viceversa che la Via Lattea fosse il Nilo del Cosmo, la “winding waterway”, il fiume ondulante del cielo. Questa trasposizione era tanto più veritiera e reale se si pense che durante quei remoti tempi della nascita della Civiltà la Via Lattea in cielo andava da nord a sud proprio come il Nilo sulla Terra. La Via Lattea cioè marcava il meridiano del Cosmo allo stesso modo come il Nilo marca la direzione del meridiano sulla Terrra. La Via Lattea ed il Nilo, quest’ultimo con l’inondazione del fertile limo annualmente, erano quindi i portatori della Vita in ogni senso ed i promotori della Civiltà.

La posizione nel cielo della costellazione Argo è pertanto una conferma che la storia ed il mito di Argo ha origini egiziane ben precise. Ed oggi possiamo tranquillamente dire che tutta la sapienza e mitologia dell’antica Grecia erano di origini egizie ed esse furono adattata al mondo greco con nomi, storie e miti grecizzati. Così certamente fu per il mito di Argo. L’equipaggio di questa nave era un equipaggio di prima classe, come diremmo noi oggi, e comprendeva Eracle che era il dio Amon o Ptah, o uno dei 12 primi Dei fondatori della civiltà egizia, assieme a Castore, Polluce, Atena o Minerva (la Neith egizia) e altri “pezzi da 90”.

Il mito narra in tutte le versioni che Atena, (la Neith egizia), che sponsorizzava la costruzione e la spedizione della nave, fornì una trave di legno pregiato, forte e resistente per essere montata sulla prora di Argo, ciò per una maggiore robustezza, sicurezza e porta-fortuna. La trave di legno era quella che in termine tecnico oggi si chiama la “ruota di prora”, un unico e solido pezzo che di solito è la parte più solida di una nave. Questa trave speciale proveniva dalle pregiate querce sacre del bosco prospiciente al centro oracolare di Dodona, notoriamente il più antico centro oracolare greco. Su una riproduzione dell’ottocento si vede la trave con una splendida polena a forma di una leonessa, e ciò esprime meravigliosamente bene il concetto di grande potenza, forza e padronanza della Conoscenza sul creato che la trave significava!!

Ma il preciso riferimento a Dodona ha un significato che va ben oltre il mito. Si tratta di un riferimento scientifico. Dodona fu il primo centro oracolare del mondo ellenico costruito verso la metà del secondo millennio AC e rappresentava il centro o tempio del “THIBBUN”, l’antico Omphalos egizio, quando la funzione ed il significato originario dei THIBBUN, o Omphalos, era già persa e dimenticata ed ormai interpretata solo come una funzione divinatoria. Ma la vera funzione originaria era, come abbiamo visto nell’articolo sugli Omphalos n. 96 – L’Unione fra Cielo e Terra, la funzione di ombelico del mondo che, mettendo in contatto o relazione il Cielo con la Terra, permetteva la determinazione dell’Unità di Misura e permetteva la mappatura del Cosmo e la mappatura della Terra. Permetteva cioè la conoscenza della geografia. La trave di Atena quindi stava a rappresentare e ricordare questa conoscenza scientifica alla base della loro civiltà.

Argo, portatore della Civiltà, portatore cioè dell’Amore e della Conoscenza, navigava verso Est alla ricerca del vello d’oro. Il suo equipaggio di giganti o di “pezzi da 90”, con Eracle, o Ercole, in testa, procedeva in vari modi, per mare a vela o remi, per terra sostenuta a spalle, e per fiumi, a seconda delle circostante. Il viaggio avvenne e fu tanto importante da essere immortalato nel cosmo con una immensa costellazione quasi a voler indicare l’unicità della più grande impresa dell’uomo. Il viaggio naturalmente avvenne ai tempi di Eracle ed Eracle, ci informò Erodoto, visse 17.000 anni prima di Amasis, cioè circa 20.000 anni fa. Questa storia, o la lontanissima memoria di essa, pertanto, fu messa per iscritto non prima dei tempi di Dodona, e non dai diretti interessati egizi, ma dai greci, circa 16.000 anni dopo il suo reale avvenimento.

La ricerca del vello d’oro era la ricerca di una nuova Nazione ove poter vivere, regnare e progredire nei valori della Civiltà, perchè la loro vecchia Nazione di ATLANTIDE era scomparsa inghiottita dai flutti, lasciando solo poche isole ancora fumanti che avrebbero poi composto l’Arcipelago delle Isole di Capo Verde. E ad est c’era il vello d’oro, la terra benedetta ove il Nilo del Cosmo combaciava con il Nilo della Terra e produceva da solo e autonomamente immense quantità di bionde spighe di grano che, alé, sembravano proprio uno sconfinato vello d’oro, unito alle acque della vita del Nilo. Era una terra benedetta che fin dall’inizio aveva precise conformazioni cosmiche e che essi, i Padri della Civiltà, nel definirne i confini, si sentirono in dovere di rappresentarla come una fetta del Cosmo sulla Terra, imbevuta dei loro valori di Amore e Conoscenza.

Quando il mito, ai tempi di Dodona, fu messo per iscritto e grecizzato con al centro la Grecia Antica ed eroi greci come Giasone,  Argo, navigando verso est, poteva raggiungere il vello d’oro situato nella Colchide, la Georgia di oggi, da sempre una terra fertile e ricca, ove il vello era stato portato da Frisso con un ariete volante, per sfuggire alla morte. Il mito greco, in sintesi, ricalcava gli elementi essenziali della vera storia dei sopravvisuti di ATLANTIDE, gli Argonauti che, sfuggendo alla morte, cercavano una nuova Nazione o Regno. L’ariete volante rappresentava anche la colomba degli “omphalos” che permetteva la conoscenza della geografia. E la latitudine delle Isole del Capo Verde, 15* Nord,  è ideale per conoscere e mappare le stelle di entrambi gli emisferi, nord e sud. 

Alcuni studiosi, riflettendo sulle vicende storiche tramandate da tanti autori classici dell’Antica Grecia, hanno avanzato l’idea che alle origini della civiltà ellenica vi siano state due concezioni opposte: quella dei selvaggi “pelasgici” matriarcali contro quella degli “olimpici”. Un pensiero cioè senza idea di civiltà contro un pensiero radicato negli dei dell’Olimpo e nelle loro imprese . Questi studiosi forse hanno visto giusto perchè nel corso dei millenni gli egizi, anche se tradizionalmente chiusi al mondo esterno a causa della loro superiore conoscenza, hanno lasciato filtrare i loro valori e sapienza al di fuori del loro Paese lasciando che molti ellenici se ne impossessassero e fortunatamente ci tramandassero.

Questo processo di trasmissione dei valori di Civiltà non è riuscito ancora a completarsi, anzi sembra essersi arrestato. Ancora oggi la Barbarie prevale sulla Civiltà, i “pelasgici” sugli “olimpici”, con gli eccessi smodati delle abissali disuguaglianze. Gli egizi, oltre a quanto lasciato razziare dai greci, essi stessi hanno sempre osservato la regola del silenzio e in tanti millenni, oltre ad Imhotep, non siamo stati in grado di conoscere un solo nome dei tanti Platone, dei tanti Euclide, che pure essi hanno sicuramente avuto. Essi non amavano la prosopopea nè amavano mettersi in mostra, o distinguersi, ma hanno lasciato tutto per iscritto nelle loro tombe e nelle opere concrete effettuate.

Dal matriarcato selvaggio dei greci siamo passati all’eccesso opposto di patriarcato altrettanto selvaggio, passando da una barbarie ad un’altra, e da un eccesso ad un altro in ogni campo, rifiutando pervicacemente l’equilibrio, l’armonia, l’assenza di eccessi ed il rispetto, così bene tramandateci con la “Confessione Negativa” che, con la sobrietà, erano il segreto della Civiltà che ha permesso agli egizi tante migliaia di anni di esistenza, con la Donna elevata al massimo livello di rispetto e considerazione, in equilibrio perfetto con l’uomo e con la natura, quasi a simboleggiare nel vivo dell’anima l’essenza della loro superiore Civiltà fatta di equilibrio ed armonia.

Argo cannibalizzata è la testimonianza più tangibile della Barbarie nella quale è precipitato l’uomo, ma essa è sempre lì, indistruttibile, mentre naviga a vele spiegate con la prora di quercia di Neith rivolta ad est, verso la direzione del Sole nascente della Civiltà, per l’eternità. Al fine di dare un segnale di riconoscimento in tal senso, i Governanti delle Nazioni dovrebbero, seduta stante, far cancellare da tutte le cartine stellari del mondo le denominazioni false di Vela, Carina, Puppis e Bussola, sostituendole con la denominazione originaria di ARGO, la nave del Cosmo che continua il suo viaggio per l’eternità per indicare ai Cittadini della Terra in ogni tempo i valori immortali dell’Amore e Conoscenza per un proficuo e pacifico progredire.

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63 – IL CIBO DEGLI DEI

Posted in ATTUALITA', RIFLESSIONI, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on agosto 23, 2011 by beautiful41

La stragrande maggioranza di navi al mondo è sempre stata costituita da navi da trasporto, merci e passeggeri, chiamate generalmente navi mercantili o semplicemente navi. Pressocchè tutto ciò che circola sui nostri mercati è trasportato via mare. Finanche il pane, sotto forma di grano, viene trasportato via mare proveniente dai tre grandi granai del mondo che sono gli Stati Uniti, l’Argentina ed i Paesi dell’ex Unione Sovietica.

Una gran parte dei grandi porti del mondo si è sviluppata alla foce dei grandi fiumi per facilità di accrescimento territoriale delle aree di stoccaggio delle merci, per essere acque protette, e per facilità di smistamento delle stesse merci. Tali grandi porti spesso sono situati a decine o centinaia di chilometri dalla linea costiera e sono accessibili attraverso canali navigabili.

Le navi quando entrano nei porti sono tenute a servirsi di un “pilota” che è un conoscitore del porto e dei canali navigabili. Questi piloti, raggruppati su piccole navi di stazionamento al largo della costa, attendono le navi in arrivo, sulle quali saranno tenuti a prestare il loro servizio. I grandi porti del Nord Europa avevano, prima della crisi, un notevole traffico che nei giorni di punta registrava anche cento navi al giono che entravano e cento che uscivano. Una volta a bordo il pilota mangia ciò che la nave offre, in specie quando ci vogliono molte ore per raggiungere la destinazione.

Le navi in arrivo sono di tante bandiere diverse e naturalmente composte con equipaggi diversi e con sistemi di alimentazione e cibi diversi per cui i piloti, durante la loro carriera, salendo e scendendo continuamente da navi di pressocchè tutte le bandiere ed equipaggi del mondo, ben presto si rendono conto delle abissali differenze nella qualità e quantità dei pasti e nel servizio fra una bandiera e l’altra. a colazione, pranzo e cena.

E’ così che la nave italiana ha ben presto conquistato il primo posto nella classifica delle preferenze dei piloti di tutto il mondo i quali, quando in competizione fra loro, si reputano fortunati e baciati dal Signore quando una nave italiana è ad essi assegnata. A pranzo e cena primo, secondo e terzo piatto, vino da tavola bianco o rosso, acqua minerale liscia o gassata, pane, frutta e caffè e, il giovedì e la domenica antipasto a pranzo e dolce a cena. Prima colazione composta di latte, caffè, burro, marmellata, focaccia o pizza, pane ed affettati. Fuori dai pasti caffè espresso a richiesta. Tutto naturalmente gratis!

E’ così che i piloti di tutto il mondo svolgono la loro attività nella dimora degli Dei e diventano essi stessi Dei immortali. Un occhio alle boe ed uno agli gnocchi, uno sguardo alla corrente ed uno alla parmigiana, un’occhiata al timone ed una ai saltinbocca, una panoramica al fiume ed una alla lasagna, una vista della bussola ed una del caffè espresso, sulla nave italiana degli Dei!

Benvenuti a bordo della nave degli Dei.!! Welcome on board the ship of Heaven.!!

Per motivi di diplomazia non si specificano le bandiere delle navi ove uno preferirebbe mai mettervi piede, o meglio, stomaco, ma ce ne sono parecchie.

34 – CRISTOFORO COLOMBO, LA BUSSOLA MAGNETICA E LA SCOPERTA DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE.

Posted in ASTRONOMIA, ATTUALITA', RIFLESSIONI, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , on marzo 19, 2011 by beautiful41

Le origini della bussola magnetica sembrano un pò avvolte nel mistero. La sua scoperta fu inizialmente attribuita a Flavio Gioia, cittadino della Repubblica di Amalfi, ma poi questa informazione fu ritenuta errata per cui la storiografia ufficiale sembra essersi attestata sull’idea che essa sia stata importata dalla Cina attraverso gli arabi durante il medioevo. Il fatto che i viaggi oceanici dei grandi navigatori della storia siano iniziati tutti nella penisola iberica, sotto influenza e dominio degli arabi fino al XVI° secolo, avvalora notevolmente questa ipotesi. Ma rimane pur sempre, in tal caso, un interrogativo senza risposta, e cioè perchè gli arabi, in possesso di un tale importante strumento di navigazione, non effettuarono con esso alcun viaggio oceanico???

Sembra che già dall’antichità esistesse la conoscenza che alcuni minerali, manufatti e rocce avessero la proprietà di attrazione, o di repulsione, di altri materiali, ed esprimessero cioè delle proprietà “magnetiche”, ma, oltre alla denominazione di questa proprietà, niente di scientifico ci è pervenuto su questo argomento. Molto forse dipende dalle difficoltà di traduzione e di interpretazione da antiche lingue morte di concetti e conoscenze che gli arcaici, da quel poco o molto che sappiamo di loro, esprimevano in modo diverso da come facciamo noi oggi o da come facevano i classici greci. Essi, gli arcaici, forse per comunicare meglio alle menti più che alle orecchie, usavano sintetizzare con poche parole, o con pochi numeri, o con qualche disegno allegorico e/o pittorico, concetti che oggi necessiterebbero interi trattati per la loro divulgazione.

Per esempio dalle raffigurazioni egiziane antiche risulta che essi, nel rappresentare la divinità “Sokar” che era il dio dell’Orientamento,  usavano delle pietre a forma semisferica allungata, dette “Onfalo” o “Omphalos” dai greci, per indicare i loro centri oracolari che erano anche dei centri geodetici, da dove partivano le misurazione del paese e della Terra, e spesso coincidevano con le capitali o importanti città e località del Paese. La raffigurazione di queste pietre “Onfalo” è accompagnata sempre da due colombe, colombe viaggiatrici, con le zampe sull'”onfalo” e una di fronte all’altra, colombe che sono il simbolo per eccellenza dell’Orientamento. L’importanza dell’orientamento e del sapersi orientare quando ci si muove è più che fondamentale, è essenziale. L’accoppiamento delle due cose, dell’orientamento e dei punti di riferimento, ci dà istantaneamente la possibilità di essere dei “navigatori”, galattici o semplici cittadini. Quando chiediamo “Dov’è piazza Garibaldi?” e ci viene risposto “Sempre dritto dopo cinque palazzi” stiamo usando inconsciamente queste due descritte caratteristiche, “orientamento” più “riferimento”, che rendono possibile il movimento o viaggio.

Quanto ci sia stato dietro questa così chiara manifestazione di sapienza per il momento non è dato sapere. Sappiamo solo che i colombi hanno la capacità di volare seguendo delle linee rette da e per le destinazioni prefisse, e per lunghe distanze di centinaia di chilometri. Gli antichi romani, e gli stessi greci classici, di questo binomio, “onfalo” più colombe, ne presero solo la metà, la pietra “onfalo”, e la usarono per l’istituzione della “pietra miliare”, la pietra dei mille passi, che ancora oggi si trova su molte strade extraurbane. Sembra quindi che l’Uomo ritenne solo la capacità di “riferirsi” a qualcosa, perdendo però la capacità di “orientarsi” con mezzi diversi che non fossero la stella Polare., e ciò fino agli avvenimenti citati e occorsi nella penisola iberica da dove Cristoforo Colombo partì con una delle prime bussole magnetiche.

Durante il medioevo e durante il periodo dei grandi navigatori c’era però la convinzione che l’ago della bussola magnetica fosse attirato dalla Stella Polare e fu proprio Cristoforo Colombo a fare la p’iù grande scoperta di tutti i tempi, di tutti i tempi moderni, per caso ed a sua insaputa, proprio come gli accadde con la scoperta del continente americano. Nei suoi diari di bordo Colombo annotò che in quei mari succedeva una strana cosa: l’ago della bussola che lui seguiva di giorno, di notte non indicava più il Nord indicato dalla Stella Polare. Questa convinzione errata era un dato acquisito, come diremmo noi oggi, perchè vari letterati, fra cui Dante Alighieri nel 12° canto del Paradiso, hanno testimoniato sul fatto che l’ago della bussola fosse attratto ed indicasse la Stella Polare!!!

Cristoforo Colombo aveva invece scoperto, oggi lo sappiamo, con la sua testimonianza, il Campo Magnetico Terrestre!!!!

Se la Stella Polare indicava una direzione e l’ago della bussola ne indicava un’altra ciò poteva significare solo una cosa, e cioè che l’ago della bussola fosse attratto da forze misteriose diverse dalla Stella Polare. Nei secoli successivi queste forze misteriose, appartenenti al campo magnetico terrestre, furono gradualmente definite e misurate finchè, nel XIX° secolo, con l’avvento delle costruzioni delle prime navi metalliche, si arrivò ad una completa enunciazione di una teoria del magnetismo navale, e del magnetismo in genere, in vigore ancora oggi e che permise l’installazione e la “compensazione” di belle. forti e potenti bussole magnetiche a due aghi sottostanti la rosa dei venti, il tutto immerso in un liquido a base di alcool e glicerina e scevro, proprio perchè “compensato”, da influenze nefaste prodotte dall’enorme quantità e dalle tante qualità di metallo che compongono una nave, ad eccezione delle “deviazioni” residue che si determinano periodicamente con i “giri di bussola”.

Grazie a Cristoforo Colombo si è capito quindi che la Terra è un enorme magnete. La caratteristica dei magneti è che essi hanno, alle loro estremità, due polarità diverse: una polarità  detta Nord o Azzurra, ed una polarità detta Sud o Rossa. La polarità azzurra attrae sempre e solamente la polarità rossa di un metallo o di un magnete immerso nel campo magnetico terrestre e respinge sempre e solamente la polarità azzurra dello stesso magnete. L’estremità dell’ago di una bussola diretto verso il Nord è quindi il polo sud o rosso dell’ago che solo impropriamente viene chiamato nord perchè rivolto verso il nord. E’ un pò come quello che comunemente si dice “i lontani si attraggono ed i vicini si respingono”. Queste due polarità, azzurra e rossa, o nord e sud, riferite alla Terra, generano infinite “linee di forza” che vanno da una polarità all”altra e lungo le quali i magneti si orientano. L’insieme di queste infinite linee di forza compone una enorme nuvola magnetica, invisibile, che avvolge tutta la Terra fino a centinaia o migliaia di chilometri di altezza e nella quale noi siamo immersi.

I magneti convenzionalmente, per facilità teoriche ed operative,  si sono categorizzati in due diversi tipi: i magneti temporanei ed i magneti permanenti. I primi sono anche chiamati “ferri dolci” e sono in genere ferri privi di carbonio, come acciaio tenero, ferro omogeneo, ghisa. Questi “ferri dolci” o magneti temporanei hanno la proprietà di magnetizzarsi istantaneamente quando avvicinati ad un magnete, ma hanno nello stesso tempo la caratteristica di smagnetizzarsi istantaneamente quando ne sono allontanati. I secondi sono anche chiamati “ferri duri” e sono in genere barrette di ferro fucinato, acciaio temperato, acciaio al tungsteno o al molibdeno, o ferri e acciai composti con una piccola percentuale di carbonio. Questi “ferri duri” o magneti permanenti impiegano molto tempo a magnetizzarsi ma altrettanto a smagnetizzarsi, perciò si chiamano permanenti. Il nostro ago magnetico è del tipo permanente di “ferro duro”.

L’asse magnetico fra le due polarità, nord o azzurra e sud o rossa, terrestri non coincide però con l’asse geografico terrestre perchè mentre questo è ben fisso e saldo nello spazio e nel tempo per migliaia di anni e comunque dagli spostamenti prevedibili dai noti movimenti della Terra a lungo termine come la precessione degli equinozi, la stessa cosa non si può dire per l’asse magnetico terrestre che si sposta continuamente, senza preavviso e senza indicazioni di dove vuole andare. Insomma per capirci possiamo dire che l’asse magnetico terrestre fa continuamente i capricci, è mobile ed imprevedibile. Oggi l’angolo sotteso fra i due assi, geografico e magnetico, è di circa 5 gradi nell’emisfero nord e di circa 26 gradi nell’emisfero sud, il che significa che oggi il nord magnetico dista di circa 600 chilometri dal polo Nord e che il sud magnetico dista di circa 2900 chilometri dal Polo Sud. Come si vede l’asse magnetico terrestre non è neanche dritto come invece lo è l’asse geografico, ed è pertanto semplicemente “storto”. Sembra che i due poli magnetici si muovano ad una velocità di circa 10 chilometri all’anno.

Queste differenze fra i poli geografici e magnetici fanno sì che gli aghi delle bussole magnetiche indichino una direzione diversa da quella del nord geografico. Questa differenza varia con la posizione geografica e col tempo, e bisogna tenerne conto per riferirsi al Nord geografico. Essa, questa differenza, si chiama “declinazione magnetica” in lingua italiana e si chiama “variation” in lingua inglese, la si trova su tutte le carte nautiche ed è la correzione, positiva o negativa e algebrica, che bisogna apportare alla bussola per poterci dirigere nella direzione da noi prescelta. Questa era la strana faccenda riscontrata da Cristoforo Colombo!! Se per esempio stiamo seguendo con la nostra bussola una rotta di 315° e dalla carta rileviamo che la “declinazione magnetica” per la nostra zona è di 10°W, ovest e cioè negativa, stiamo in realtà seguendo una rotta vera, rispetto al nord geografico, di 315° – 10° = 305°.

Questa declinazione magnetica, positiva o negativa, nelle nostre zone è relativamente contenuta ma in altre zone del mondo, come l’oceano Indiano, raggiunge e supera i 40° di differenza. In genere essa aumenta con l’avvicinarsi ai poli fino a raggiungere il massimo valore di 180° se ci si dovesse trovare fra la posizione del polo nord o sud geografico e la posizione del polo nord o sud magnetico.

Nonostante che i poli magnetici si muovano continuamente per la loro sensibilità a fattori come la temperatura del pianeta, estati, inverni, movimenti del magma e lave vulcaniche all’interno della Terra, fattori endogeni perenni che fanno parte di essa da sempre, l’inversione delle polarità del magnetismo terrestre, di cui tanto si parla, è solo una molto ipotetica, suggestiva e remota possibilità che potrebbe concretizzarsi solo per cause esterne, cioè per eccezionali radiazioni elettromagnetiche fortissime provenienti dal Sole, l’unica fonte di tali possibili forti radiazioni vicino alla Terra, Terra che è un magnete permanente, che in tal caso si comporterebbe allo stesso modo come noi sappiamo che si comporta un altro magnete permanente, quello dell’ago di una bussola magnetica che può invertire istantaneamente le polarità in presenza di una fortissima scarica di un fulmine meteorologico che cada nelle vicinanze della stessa bussola. Per quanto questa probabilità esista, essa non può non essere che estremamente infinitesimale.

In tutte le eventualità rimane sempre, per indicarci il Nord vero, la Stella Polare che ancora per secoli a venire indica ed indicherà tale direzione con la massima affidabilità e precisione, allontanadosi, ai nostri giorni ed ogni rotazione giornaliera, al massimo solo 2 (due) gradi dal perno del Cosmo intorno al quale tutto l’Universo gira.

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Per la già avvenuta inversione delle polarità terrestri vedi l’Articolo correlato:

127 – IL CARRO DI HELIOS