Archivio per Calendario solare

143 – Il CALENDARIO SOLARE EGIZIO

Posted in ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, RELIGIONE, STORIA with tags , , , , , , , , , , on agosto 26, 2017 by beautiful41

Il calendario solare egizio era la meraviglia delle meraviglie e scaturiva da una profonda conoscenza della meccanica celeste sviluppatasi durante molte migliaia di anni nella valle del Nilo.
La valle del Nilo godeva di caratteristiche uniche al mondo, fra le quali un isolamento naturale dato dai suoi confini costituiti dal deserto ad est ed ovest, le cateratte del Nilo al confine meridionale ed il mar Mediterraneo al confine settentrionale.
Il clima subtropicale ed asciutto e l’assenza di rilievi montuosi per gran parte della valle ne facevano un osservatorio astronomico naturale per eccellenza, dal quale si poteva osservare tutto intorno un orizzonte al limite della pianura circostante. La presenza di un orizzonte naturale, per un osservatorio astronomico adibito all’osservazione del sorgere e del tramontare di tutti gli astri che si muovono nel cielo, è fondamentale per determinare la meccanica celeste di questi ultimi, dato che un orizzonte completamente libero nei suoi 360° di visibilità è l’ideale per visualizzare e registrare le dette osservazioni, nelle quali la circonferenza della linea dell’orizzonte è uno dei parametri fondamentali, se non il più importante, nel determinare la meccanica celeste.
L’orizzonte è una linea geometrica ben precisa e, nel nostro caso, era fornita dalla natura.

L’aria ed il clima asciutto durante tutto l’anno, con l’assenza di qualsiasi inquinamento, agivano inoltre come cannocchiale naturale, permettendo all’occhio umano di vedere ed osservare le tantissime, piccolissime stelle che, in un’altra zona del mondo con clima più umido, non sarebbe stato possibile vedere. L’isolamento naturale della valle del Nilo permetteva alla sua popolazione di potersi dedicare all’osservazione degli astri, senza qualsiasi tipo di disturbi che avrebbero potuto ostacolare la loro ricerca sul loro moto.

Il Nilo era considerato dagli antichi Egizi un grande dono perchè era portatore di un limo ricchissimo, che produceva la crescita spontanea dei prodotti agricoli più importanti, e facilitava la disponibilità di cibo in abbondanza durante tutto l’anno. In questo scenario le stelle rappresentavano, quindi, l’unica occupazione alla loro portata che soddisfaceva la loro curiosità per la conoscenza. Il Nilo aveva un’altra importante caratteristica, che era quella della sua posizione geografica, ovvero era in allineamento quasi perfetto con la linea del meridiano, una linea immaginaria che si trova costantemente al di sopra delle nostre teste, andante da nord a sud. Su questa linea immaginaria, tutti gli astri, nel loro viaggiare giornaliero dal sorgere al tramonto, raggiungono la massima altezza, e sono facilmente visualizzabili da qualsiasi persona.
L’orientamento nord-sud del Nilo era, in quel clima subtropicale, duplicato nel cielo dalla via Lattea, un ammasso di stelle che è la Galassia a cui noi apparteniamo, la quale si distendeva da nord a sud parallelamente al Nilo una volta a notte nel suo viaggio dal sorgere al tramontare. La via Lattea si mostrava proprio come un fiume, il “fiume del cosmo”, ed era di forma sinuosa, o ondulante, proprio come le forme ondulanti del Nilo sottostante. E’ probabile che questa visione del Nilo del cosmo al di sopra del Nilo della Terra abbia fatto concepire l’idea, maturata dai popoli antichi, del “come sopra così sotto”.

Per avere una meccanica celeste da cui si possa dedurre che un anno è composto da 365 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300esimo di giorno, bisogna conoscere e determinare l’eclittica. L’eclittica è la linea geometrica immaginaria che la Terra percorre ogni anno nel suo giro intorno al Sole e fu determinata osservando le eclissi lunari che periodicamente si verificavano. Le eclissi lunari mostravano chiaramente, anche a popoli antichissimi ma razionali, che in quei momenti Sole Terra e Luna venivano ad allinearsi, alle volte addirittura potendo vedere, sulla superficie della Luna, l’ombra della sfera terrestre. Poichè queste eclissi lunari si verificavano, come si verificano oggi, di frequente, essi cominciarono a prenderne nota, riferendo la posizione nella quale si era verificata l’eclissi rispetto alle stelle fisse circostanti.
Unendo tutti questi punti di riferimento, durante tante eclissi di Luna che si osservavano di volta in volta, scaturiva una ed una sola immaginaria linea di posizione e, a lume di ragione e di buon senso,  si necessitava di secoli o millenni per accorgersi che tutte le eclissi lunari si trovavano su quella stessa linea di posizione, la quale tutte le notti passa sopra le nostre teste, anche se non la vediamo; essa si potrebbe determinare anche da parte nostra mediante una lunghissima osservazione.

L’eclittica, come abbiamo detto, è di fondamentale importanza per la conoscenza della meccanica celeste, dato che su di essa poggiano quelle che gli antichi Egizi chiamavano le fondamenta della terra. Le fondamenta della Terra erano e sono i due punti equinoziali, di Primavera e di Autunno, ed i due punti solstiziali, estivo ed invernale: questi punti sono costantemente sull’eclittica e sono i responsabili per la vita sulla Terra, dato che determinano la sua obliquità, le stagioni e l’evoluzione sulla Terra come la intendiamo noi oggi. Tanto importante era, ed è, l’eclittica, che gli antichi Egizi ritennero necessario
marcarne la posizione creando, lungo il perimetro della linea dell’eclittica fra le stelle, una serie di costellazioni (che sono le costellazioni zodiacali) proprio per facilitarne l’individuazione.
Naturalmente l’eclittica si può “vedere” nel cielo solamente di notte, poichè soltanto di notte la si può notare in riferimento alle stelle fisse, che non si muovono mai, ed al termine della notte si può facilmente osservare che essa confluisce sempre nel Sole che sta per sorgere. Ciò probabilmente diede inizio all’osservazione del sorgere del Sole sulla linea dell’orizzonte durante tutto l’anno e condusse alla determinazione di un settore circolare in cui l’osservatore era al centro dell’orizzonte, il sorgere del Sole nel punto più settentrionale marcava il solstizio estivo ed il sorgere del Sole nel punto più meridionale marcava il solstizio invernale. Il sorgere del Sole nella posizione mediana, fra questi due anzidetti estremi, marcava il sorgere del Sole all’equinozio di Primavera.

Per convenzione, dato che avveniva al termine di una nottata di osservazione, ci si riferì al sorgere del Sole piuttosto che al tramonto, simmetrico rispetto ad esso, nei calcoli astronomici che riguardavano l’argomento. Così per esempio, millenni dopo, quando questi antichissimi scienziati stabilirono il tropico del Cancro ed il tropico del Capricorno, essi intendevano che il sorgere del Sole all’equinozio di Primavera si trovava nella costellazione del Cancro, ed il sorgere del Sole all’equinozio di Autunno avveniva nella costellazione del Capricorno, punto opposto a quello del Cancro. L’equinozio, come abbiamo detto, era il punto centrale del settore dell’orizzonte menzionato e poteva essere usato per determinare la durata dell’anno dato che il Sole passava per questa posizione, al centro del settore, una volta all’anno per ogni senso di marcia.
Questo punto equinoziale era, come abbiamo detto, un punto fondamentale dell’eclittica, la madre della vita sulla Terra e, essendo stata già determinata l’eclittica tramite le eclissi lunari, la durata dell’anno che risultò da queste osservazioni fu di 365 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300esimo di giorno. Da quegli antichi tempi l’anno veniva misurato da equinozio a equinozio.

La conoscenza dell’eclittica comportava implicitamente il concetto che la Terra gira intorno al Sole e che la Terra è rotonda, (dato che semplicemente non può essere al contrario, altrimenti non potremmo avere un anno di 365 giorni o rotazioni) unitamente al fatto che le stelle, durante l’anno, effettuano un giro in più rispetto al sole (366 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300esimo di giorno, detto anche anno siderale).
Le fandonie credute in tempi recenti dette per la bestialità di qualcheduno circa la centralità della Terra nell’universo sono tutte fantasie delle quali gli antichi Egizi avrebbero riso a crepa pelle.

L’eclittica era divisa in 12 parti. Ciascuna parte conteneva 3 Decani di 10 gradi ciascuno che corrispondeva ad una settimana di 10 giorni, tempo necessario alla Terra per percorrere questi 10 gradi di eclittica. Un mese, quindi, era composto da 3 decani per complessivi 30°, ed un anno era composto da 12 mesi per complessivi 36 decani, o 360°. I 5 giorni rimanenti per raggiungere l’anno di 365 giorni, erano conteggiati a parte ed erano detti i “5 giorni epagomeni”.

Le costellazioni zodiacali, marcanti il perimetro dell’eclittica come detto, si possono vedere ancora oggi su dipinti e papiri risalenti alle più antiche dinastie egizie (Ernest A. Wallis Budge – Egyptian Religion). La presenza di dipinti delle costellazioni zodiacali in tempi così antichi, anche se storici, sono una conferma ed una testimonianza del fatto che l’eclittica fu scoperta e determinata in tempi predinastici, assieme alle più importanti conoscenze fondamentali per lo sviluppo dell’astronomia, che fu la prima scienza ad accendere la curiosità dell’uomo per svelare i segreti del suo mistero.

Questa meccanica celeste, questa astronomia e questa eclittica non solamente contenevano le fondamenta della Terra, ma determinavano anche filosofia e religione di quegli antichissimi popoli, in modi che oggi non possiamo nemmeno immaginare.

Il Dio più importante di quei tempi era, notoriamente, Amun Ra, che significa letteralmente, tradotto dai geroglifici, “il Sole nascosto”. Spinti dall’ignoranza a voler cercare negli antichi Egizi credi inesistenti di idolatria, non ci siamo accorti che Amun Ra, in effetti, era una concezione cosmica di Dio, che nulla aveva a che fare con adorazioni di idoli o di inesistenti déi antropomorfi. Amun Ra era la designazione dell’eclittica, l’origine della vita sulla Terra e determinava una concezione cosmica e stellare del credo religioso di quegli antichi tempi.

Il “Sole Nascosto” era nascosto perchè l’eclittica si può osservare solo durante la notte, come già spiegato. L’eclittica e l’anno di 365 giorni determinano da soli, quindi, la centralità del Sole rispetto alla Terra anche se, per necessità, la Terra è sempre stata, anche in quegli antichissimi tempi, il centro dell’universo per via della presenza dell’uomo su di essa, dato che tutte le rilevazioni, tutti i calcoli e tutte le risultanze astronomiche e simili sono determinate da osservazioni fatte dall’uomo sulla Terra, e non possono essere in alcun modo concesse al Sole, come purtroppo fino ad oggi erroneamente ritenuto.

Misurando la durata dell’anno mediante due consecutivi passaggi del Sole, nel suo sorgere, all’equinozio di Primavera, questi antichi Egizi si accorsero, chiaramente dopo secoli o millenni di osservazioni, che i punti equinoziali si spostavano fra le stelle fisse di 2° ogni 150 anni. Tale spostamento si verificava in senso contrario a quello delle costellazioni o segni zodiacali.
All’articolo 61 abbiamo visto come questo spostamento degli equinozi fra le stelle fisse potrebbe essere dovuto al fatto che la Terra e tutto il sistema solare non sono dei punti fissi o dai moti geometricamente prevedibili, dato che è stato scoperto negli ultimi decenni che il sistema solare viaggia verso Sirio alla velocità di 800 km/s e che, quindi, questo fatto sia la possibile causa dello spostamento di 2° ogni 150 anni riscontrato dagli antichi Egizi e trasmessoci da Ipparco di Nicea e da Tolomeo, entrambi studiosi nella antica biblioteca di Alessandria d’Egitto.

Tutti questi dati accennati e riferiti ci costringono, però, a riconoscere che la cronologia dell’antico Egitto potrebbe estendersi nel passato a tempi molto più lunghi, come indicato nell’articolo su Zep Tepi.

La concezione cosmica ed evolutiva della vita, originata dalla conoscenza dell’eclittica, portò alla creazione del concetto filosofico fondamentale dell’Equilibrio, che regolava il comportamento dell’uomo durante tutto il periodo di questa millenaria civiltà egizia.
L’Equilibrio cosmico dell’eclittica, con gli equinozi ed i solstizi, definirono le regole e le norme che traspaiono dalla confessione negativa e da quanto, in seguito, cercheremo di chiarire.

 

141- LA COMPRAVENDITA DELLA STORIA

Posted in ASTRONOMIA, astronomy, ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, RELIGIONE, RIFLESSIONI, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , on maggio 31, 2015 by beautiful41

 

La Compravendita della Storia

La Storia si compra e si vende. Si compra con le armi degli eserciti vittoriosi sui campi di battaglia e la si impone come verità storica dopo averla abbellita e manipolata a proprio piacimento. Chi la vende è a ciò costretto dal fatto di non poterla difendere a causa della sua debolezza e della mancanza di mezzi adeguati alla bisogna, ed a volte anche per convenienza politica. La Storia la si scolpisce e la si cesella come farebbe un Michelangelo con una statua al fine di ricavarne un prodotto di cui esser fieri. La manipolazione della storia avviene nei modi più sorprendenti, copiandola, rubando i nomi, passando sotto silenzio gli avvenimenti spiacevoli per il compratore, passando sotto silenzio gli avvenimenti che non si desiderano menzionare, e così via di seguito.

La Storia si rapina anche con violenza, proprio come in un assalto alla diligenza o al treno postale di Londra, condividendone il bottino con i propri associati, amici o presunti meritevoli. E, naturalmente, la Storia si compra e si impone con denaro liquido contante e concessione di posti e privilegi prestigiosi. Il fine ultimo di tutte queste conquiste, furti, plagi, rapine, distorsioni e manipolazioni è quello di presentare la propria egemonia ammantata di rispettabilità e ammirazione per essere discendente diretta dei fondatori della civiltà di cui si è un faro ed un vessillo avanguardista.

Questo processo è andato avanti più o meno indisturbato per millenni essendo la Storia controllata dalle istituzioni civili e religiose, le sole esistenti, quando non formavano un’ unica identità. Ma verso la metà del secolo scorso le cose sono iniziate a cambiare in maniera piuttosto drastica. A seguito delle campagne archeologiche iniziate con Napoleone Bonaparte in Egitto si sono affacciate nuove realtà che erano rimaste sepolte sotto la sabbia per millenni e che vari autori indipendenti, spesso validi studiosi al di fuori della cerchia accademica, hanno cominciato a pubblicare su tanti libri che hanno portato a conoscenza dell’opinione pubblica mondiale una nuova, o delle nuove prospettive della Storia.

Nuovi fatti, nuove cronologie, nuove interpretazioni derivanti da queste pubblicazioni hanno cominciato seriamente a contendere la verità storica allo status quo insegnato per secoli o millenni in tutte le scuole del pianeta. Nel caso specifico dell’Occidente le istituzioni civili e religiose si sono trovate in una difficile situazione perchè accettare i cambiamenti accennati equivaleva a perdere l’egemonia culturale sulla quale le nazioni occidentali si reggevano.

Le dette istituzioni civili e religiose minacciate nel loro status quo storico, si sono però trovate fortunatamente alleate con una nuova concezione del potere finanziario sorta dopo l’abbandono della convertibilità della moneta in oro occorsa negli anni settanta. Questo nuovo potere finanziario globale, con una disponibilità presso che infinita di moneta, gestito da poche persone, cerca di guidare l’opinione pubblica mondiale a proprio piacimento per la sua egemonia totale. Tale potere si è pertanto trovato a difendere anch’esso lo status quo storico da cui trae una legittimazione filosofica, per poter continuare a gestire un potere economico auto-referente, indipendente dalla politica e in continua ascesa.

L’avvento di internet, con l’immediata pubblicazione della parola scritta di chiunque voglia manifestrarla, ha ingigantito enormemente i termini di questa contesa portando una minaccia mortale alla Storia dello status quo.  Tale minaccia mortale poteva essere combattuta solo dando fondo a tutte le risorse finanziarie disponibili per la produzione e distribuzione di “colossal” cinematografici firmati dai migliori registi e attori del momento, di innumerevoli programmi televisivi con argomenti storici, compravendite di intere reti televisive, ingaggio di conduttori, lettori, comici popolari televisivi e inserimento di figure di controllo dello status quo nelle televisioni pubbliche e private. L’esito di questa nuova battaglia sulla storia  non è ancora noto perchè fa parte della terza guerra mondiale ancora in corso e di cui sapremo gli sviluppi solo in futuro.

Gli avvenimenti millenari occorsi a testimonianza di quanto sopra esposto sono innumerevoli e non basterebbero molti libri per comprenderli tutti. In questo articolo se ne d escrive solo uno “sinteticamente” che ci sembra quale esempio emblematico e chiaro per quanto sopra illustrato. Questo avvenimento è la Riforma del Calendario Giuliano. Tale riforma scaturì dall’ incontro di Cesare e Cleopatra. L’incontro di Cesare e Cleopatra avvenne per un puro caso e fu dovuto all’inseguimento, da parte di  Giulio Cesare, di  Pompeo Magno che cercava di scappare verso l’Oriente dopo la battaglia di Farsalo. All’arrivo ad Alessandria d’ Egitto, Giulio Cesare fece subito la conoscenza di Cleopatra con la quale nacque un amore. Era un incontro scritto nelle stelle, come si direbbe oggi, e si concluderà tragicamente per entrambi.

Fino a quel momento Giulio Cesare conosceva solo il calendario lunare, che era usato a Roma e conosciuto da tutti i popoli antichi tranne l’Egitto. Il calendario lunare è molto semplice, perchè basato sulla luna che mostra da sola l’inizio, la fine e le varie fasi del mese con il suo continuo alternare le fasi di luna nuova, primo quarto, ultimo quarto, luna piena.

La luna si vede sia di giorno che di notte e basta guardarla per capire in che parte del mese lunare ci si trova. Dodici lunazioni ciascuna di 29,5 giorni formano un anno lunare di 354 giorni. Il calendario lunare, pertanto, se si vuole stare al passo con le stagioni, necessita di uno o due mesi aggiuntivi periodicamente, cosa che era pratica corrente in tutto l’impero di Roma e in tutte le nazioni dell’antico mondo conosciuto. Il calendario lunare era cioè seguito da popoli che non necessitavano della conoscenza dell’astronomia perchè la luna forniva da sola tutti i riferimenti necessari a tale calendario.

L’amore fra Cesare e Cleopatra fu grande e profondo al punto che essi ebbero un figlio, chiamato Cesarione che allungò la permanenza di Cesare in Egitto a circa un anno, durante il quale Cleopatra mostrò al suo amato tutte le meraviglie del suo paese fra cui spiccava il calendario egizio solare. La civiltà egizia era l’unica nel mondo conosciuto ad avere un calendario solare di 365 giorni fino dall’inizio della sua storia che la storiografia ufficiale riporta a circa il 4000 A.C.

Il sole, contrariamente alla luna, non mostra alcun segno della fase del mese o dell’anno in cui ci si trova perchè il sole è sempre lo stesso, una fonte abbagliante di luce e calore. Per poter avere un calendario solare di 365 giorni pertanto bisogna avere dei riferimenti stellari perchè le stelle sono le uniche a poter essere dei punti di riferimento per la conoscenza di tale calendario. Giulio Cesare aveva notoriamente una mente aperta e riconobbe immediatamente l’importanza delle conoscenze astronomiche che Cleopatra gli offrì a profusione tramite gli “astronomi reali” come regalo e prova del suo grande amore.

Per avere un calendario di 365 giorni per oltre 4000 anni, fino a Cesare, bisogna avere un riferimento stellare veramente eccezionale. Così grande era la conoscenza astronomica degli antichi egizi che essi individuarono in Sirio la stella fissa per eccellenza riferendosi ad essa per la conta dei giorni (365,2422) dell’anno solare. Dopo 6000 anni della cronologia ufficiale oggi Sirio è ancora nello stesso punto del cielo e continua a sorgere eliacalmente, ciè assieme al sole, ai primi di luglio ogni anno.

Chiaramente Cesare non avrebbe potuto inventarsi tutto questo da solo, quando, tornando a roma dopo l’anno trascorso in Egitto, mise immediatamente mano alla riforma del calendario Giuliano che, pertanto, fu un regalo di Cleopatra  dalla quale originò il calendario solare in tutto l’impero romano ed oggi su tutto il pianeta.

La storia dello status quo sopra accennata ha invece descritto la riforma giuliana come invenzione ed opera di Cesare esclusivamente ed ha manipolato e plasmato la figura storica di Cleopatra rendendola poco più di una prostituta, esaltando inoltre la figura di Ottaviano che, assasinando Cesarione, veniva innalzato ad immeritati livelli di civiltà e di storia. E tutto ciò per cancellare e non riconoscere all’antico Egitto la grandezza di civiltà mai raggiunta dall’uomo.

(26 Agosto 2017, mese rinominato Cleopatra da alcuni anni)
Per avere un anno di 365 giorni (si intende sempre di 365 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300 di giorno, come lo intendevano gli antichi Egizi) con certezza per tante migliaia di anni, bisogna per necessità avere, come riferimento, la conoscenza dei moti celesti stellari, bisogna avere, cioè, la conoscenza perfetta di quella che noi oggi chiamiamo la “meccanica celeste”.

La meccanica celeste egizia era molto profonda. Le testimonianze più grandi di questa profonda conoscenza erano, forse, tre: le costellazioni dello Zodiaco, dipinte su papiri ed altri reperti delle prime antiche dinastie (Ernest A. Wallis Budge, Egyptian Religion); la camera sepolcrale della piramide di Unas (scoperta dal più grande archeologo francese, Gaston Maspero, nell’800) che era letteralmente avvolta nel cielo stellato dipinto sul soffitto e su tutte le pareti e comprendente tutte stelle a cinque punte, fatto che denotava l’importanza che gli antichi Egizi davano alla conoscenza dei moti stellari; lo Zodiaco di Denderah, ritrovato dai soldati di Napoleone semi sommerso dalle sabbie della valle del Nilo nei pressi di Tebe e che, riconosciuto il suo valore scientifico, fu scalpellato e portato a Parigi, data la grande importanza che scaturiva da una conoscenza perfetta dei moti stellari (e di cui parleremo in un altro articolo).

Il calendario solare egizio scaturiva da una profonda conoscenza dell’astronomia in possesso di un solo Paese del mondo allora conosciuto, l’Egitto Antico.
Si trattava di una conoscenza che gli antichi sacerdoti custodivano e celavano come segreto, dato che comprendeva e si riverberava nelle credenze religiose e filosofiche alla base della stessa civiltà egizia. Inutile dire, qui, che queste conoscenze non sarebbero potute essere acquisite nel giro di qualche mese da Giulio Cesare, nonostante egli fosse un uomo di eccezionale apertura mentale, dato che queste conoscenze furono acquisite dagli egizi nell’arco di molte migliaia di anni di osservazione del cielo.
Le testimonianze descritte in precedenza in questo blog ci hanno detto che questa profonda conoscenza dell’astronomia egizia si arrestò nel 3000 a.C., allorchè l’osservazione del cielo fu abbandonata e solo echi di essa si diffusero e penetrarono nei secoli successivi, fino alle vicende di Giulio Cesare.

Il calendario solare egizio, forse il più importante tesoro culturale della storia della conoscenza umana, fu invece distrutto, rapinato, obliterato, cancellato, mistificato, proprio come in una rapina del treno postale di Londra, accreditando le sue conoscenze astronomiche ad altri popoli che niente sapevano riguardo il cielo e che potevano solo contentarsi di copiare tavole ed effemeridi già belle e pronte, ma che essi, questi nuovi “scienziati”, non potevano comprendere, accontendandosi, di conseguenza, del calendario lunare, essendo questo più appropriato alla portata della loro ignoranza, come per tutti gli altri popoli e nazioni dell’antico mondo conosciuto.

All’Antico Egitto fu negata la conoscenza di qualsiasi pensiero scientifico e, grazie all’egemonia culturale occidentale originata dall’antica Grecia, gli furono riconosciute solo le mummie egizie, i riti di fertilità, l’adorazione degli Dei, l’idolatria, i riti magici funerari, la costruzione di tombe ed il loro interesse esclusivo per la morte, quando invece l’Antico Egitto era interessato all’evoluzione della vita nell’universo, quando invece essi chiamavano Libro della Vita quello che l’attuale cultura occidentale ha erroneamente (ed in malafede) titolato “Libro dei Morti”.

Così è stata cambiata la storia e la sua prospettiva, ad esclusivo vantaggio della corrente egemonia culturale. EVVIVA!!!!