Archivio per Chiave della vita

146. ANKH – LA CHIAVE DELLA VITA

Posted in EVOLUZIONE, RELIGIONE, STORIA with tags , , , , on settembre 17, 2017 by beautiful41

L’Ankh è molto popolare per essere un amuleto considerato sacro dagli antichi Egizi e famoso anche per il suo significato di “chiave della vita”.
Esso era immortalato su papiri, scritti e dipinti in numerosi reperti archeologici risalenti alle più antiche origini della civiltà egizia ed era portato principalmente da Iside, fra le sue mani, in quasi tutte le sue raffigurazioni.
L’Ankh si ritrova anche fra i bendaggi di moltissime mummie egizie, se non di tutte, in particolare dei Faraoni.

L’Ankh, chiave della vita, ha un significato dall’origine astronomica ed universale nella vita terrena e nella vita dopo la morte. E’ la chiave per vivere in sintonia con la natura e nel rispetto di tutti gli elementi della vita nell’universo, dal filino d’erba all’animale più evoluto.

17/01/2020

La Ankh sintetizzava l’anima della civiltà egizia in tutti i suoi principali aspetti: nell’astronomia, nella geografia, nella matematica, nella filosofia e in tutti i loro settori conseguanti. Non sappiamo chi denominò questo simbolo chiave della vita, se gli antichi egizi o altri, possiamo però dire che mai denominazione più appropriata poteva essere data a questo simbolo valido in tutte le ere geologiche dell’uomo, da quella degli stessi antichi egizi alla nostra civiltà di oggi sviluppatasi nel totale oblio dei significati di questo importante simbolo. La Ankh, la chiave della vita è un simbolo valido per l’eternità. É un simbolo di sopravvivenza e mai come oggi che l’uomo ha perso i suoi riferimenti fondamentali avventurandosi verso quello che le nazioni unite chiamano la sesta estinzione procurata dallo stesso uomo, mai come oggi, dicevamo, è importante rivolgerci verso i significati di questo antico simbolo che forse può ancora rappresentare un’estrema ancora di salvezza per l’uomo perdutosi nei suoi tanti fondamentalismi. La Ankh si presenta come una croce con la parte superiore tondeggiante simile ad una pera capovolta. Questa parte tondeggiante rappresenta l’eclittica, la figura cosmica più importante madre della vita sulla terra in tutte le sue manifestazioni. La parte verticale della Ankh rappresenta il meridiano o il fiume Nilo che scorre da sud a nord a similitudine sia del meridiano terrestre e sia del meridiano del cosmo, la via lattea, quando essa offre questa trasposizione. Il meridiano era importante nella concezione egizia perchè era su di esso che si effettuavano le misurazioni della terra. Con lo sviluppo di tutta la matematica e la geometria connesse.

Il tratto orizzontale della ankh, dove poggia l’eclittica, è l’orizzonte atronomico egizio proiettato a destra e a sinistra, verso oriente e verso occidente, sul quale, principalmente al sorgere ed al tramonto di tutti i giorni dell’anno si effettuavano tutte le osservazioni astronomiche che concorsero a sviluppare, nei secoli e nei millenni tutte le regole della meccanica celeste. In questo articolo sintetizziamo al massimo questi tanti concetti che meriterebbero una più lunga narrazione, purtroppo impossibile per motivi contingenti. L’eclittica, base della vita come detto, con la sua inclinazione rispetto all’asse terrestre sempre parallelo a sè stesso, offriva ed offre una concezione metaforica rispetto alla fisicità astronomica di essa. Dall’eclittica si ricavano le regole del cosmo applicabili alle norme di vita dell’uomo sulla terra dato che con la sua posizione di obliquità impone un equilibrio che deve essere rispettato dall’uomo se vuole vivere in sintonia con tutta la natura. Queste regole cosmiche derivate dall’eclittica sono espresse in maniera magistrale in quella che comunemente viene chiamata la confessione negativa. IO NON HO… IO NON HO… IO NON HO… IO NON HO… Queste locuzioni ripetute per ben 42 volte nella stessa confessione esprimono, oltre al loro significato letterale chiaramente anche un significato di limite, di confine, di arresto, di tutte le azioni dell’uomo che non deve superare i detti limiti in tutte le sue azioni durante la sua vita. Questa filosofia di vita, di avere un limite per tutte le azioni, è esattamente il contrario dela filosofia di vita seguita dall’uomo contemporaneo proiettato e spinto a superare tutti i limiti della natura e tutti i suoi stessi limiti umani nelle sue azioni quotidiane ed educative. Solo rispettando tutto ciò che ci circonda uomini e cose si può sopravvivere nell’equilibrio che permise agli antichi egizi di mantenere la loro civiltà per oltre 30,000 anni.

…continua…