Archivio per Cina

134 – LE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO – PARTE SECONDA

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Le Origini del Cristianesimo – Parte Seconda

L’Età dell’Argento fu l’Età delle stelle, l’Età del cielo e l’Età del cielo stellato. L’uomo era avvolto dalle stelle e da tutti gli astri che lo sovrastavano in una fantasmagorica sceneggiatura naturale formata da milioni e milioni di luci di intensità infinite e variabili, di tutti i colori dell’arcobaleno, alternate e pulsanti, quasi parlanti un linguaggio chiaro annunciante e manifestante la vita e l’evoluzione dell’universo e del cosmo sopra la sua testa. Dentro tale quadro si delineava, chiara e precisa, la fascia sinuosa e ondulante della Via Lattea formata da miliardi di miliardi di stelle lontanissime e che fin da subito sembrava un fiume cosmico, la esatta controparte celeste del sottostante Nilo sulla Terra. Questo era il cielo che si poteva osservare nel clima asciutto e desertico subtropicale della Valle del Nilo dalla prima cataratta fino all’estuario sul Mediterraneo.

Questo cielo divenne l’unica occupazione per l’uomo che abitava nella Valle, ed anche la sua sola preoccupazione, perché in questa Valle si verificava un fenomeno unico al mondo: i prodotti agricoli necessari per la sua alimentazione crescevano da soli grazie alla piena annuale del Nilo, ricca di limo fertilissimo, provocata dallo scioglimento delle nevi sull’altopiano etiopico.

Libero dalla necessità di procacciarsi il cibo, sempre abbondante intorno a lui, l’uomo della valle del Nilo indirizzò il proprio interesse alla comprensione dei segreti delle stelle e di tutti gli astri del cielo, dato che appariva sin dall’inizio che gli avvenimenti che si verificavano sulla Terra erano in stretta relazione con gli avvenimenti celesti. Ciò diede origine al concetto “come sopra così sotto”, che può considerarsi il motto dell’età dell’Argento nella valle del Nilo.

Questo processo di conoscenza fu favorito e facilitato dal fatto che questa valle era completamente isolata dagli altri popoli per la presenza del deserto su entrambe le sponde del Nilo. Con l’ausilio di pozzi verticali e di aste verticali collocati in vari punti lungo tutta la valle del Nilo fino al Mediterraneo, l’uomo dell’età dell’Argento iniziò ad osservare i corpi celesti che transitavano allo zenit ed anche l’ombra del sole in corrispondenza del mezzogiorno (o passaggio in meridiano). Queste iniziali osservazioni furono in seguito ripetute in varie parti di tutto il mondo antico conosciuto e portarono alla mappatura di tutte le stelle, alla mappatura e dimensioni della Terra e all’istituzione dell’unità di misura sessagesimale.

Con i suddetti elementi di base, l’uomo dell’età dell’Argento si accinse al passo successivo, ovvero quello di dipingere la sua storia e le sue conquiste sulla tela naturale del cielo stellato. Per poter realizzare ciò, proprio come farebbe un pittore nello “squadrare il foglio” al fine di ottenere delle linee di riferimento prima di rappresentare le sue opere, così l’astronomo dell’età dell’Argento ricavò dal cielo stellato tutte le linee di riferimento principali di quella che noi oggi chiamiamo meccanica celeste: equatore celeste, eclittica, punti equinoziali, solstizi. Tali linee di riferimento furono marcate da costellazioni per essere facilmente riconoscibili e per dare così la possibilità ai pittori celesti di rappresentare e narrare circa le figure più importanti della loro storia.

Per le figure più importanti della loro storia questi antichi pittori scelsero, certamente non senza ragione, Iside ed Osiride a rappresentare per l’eternità l’importanza dell’Amore Cosmico quale parte fondante dell’evoluzione.
Iside fu fatta rappresentare dalla stella più brillante, grande e bella del cielo, ovvero la stella Sirio, per le sue nobili e divine caratteristiche. Sirio marcava con la massima precisione l’anno solare di 365,2422 giorni; sorgeva eliacalmente all’inizio della piena annuale del Nilo, evento importantissimo per la vita nella valle, e le sue caratteristiche hanno dell’incredibile perché oggi, nel 2014, a 6000 anni di distanza dalla prima testimonianza storica di tale sorgere eliacale, questa stella continua a sorgere eliacalmente ai primi di Luglio, ciò che lascia supporre che anche all’inizio dell’età dell’Argento (18.000 a.C. circa) Sirio sorgeva eliacalmente come oggi. La sua scelta, pertanto, a rappresentare la grande Iside è stata una scelta ponderata, studiata nei minimi particolari e dopo osservazioni della durata, certamente, di vari millenni.

Osiride, invece, fu fatto rappresentare dalla costellazione di Orione. Le stelle che compongono Orione, anche se non sono lucenti come Sirio, sono altamente distinguibili ad occhio nudo e sono altrettanto fisse come Sirio. La costellazione di Orione fu scelta a bisecare precisamente l’equatore celeste proprio perché Osiride fu riconosciuto regnare sia sull’Alto Egitto che sul Basso Egitto, come pure fu riconosciuto il regnante sulla Vita e sulla Morte. Osiride ed Iside, assieme, erano anche i giudici supremi che sovrintendevano all’operazione della pesatura del cuore che assegnava alle anime dei morti la destinazione nei Campi Elisi o nel fuoco, a seconda delle loro azioni in vita. Osiride apre la strada alla sua amata Iside ogni Dicembre al centro del cielo stellato per rammentare a tutti gli uomini della Terra l’importanza del loro amore che è essenzialmente il motore della vita nell’Universo.

I pittori del cielo stellato, dopo aver rappresentato Iside ed Osiride, per soddisfare la curiosità del lettore, rappresentarono una terza figura importantissima nella loro storia, che è anche parte della storia dell’umanità, ovvero la figura di Argo (Arca di Noè), di cui abbiamo già parlato agli articoli n. 101 e 131.

Le tre figure di Iside, Osiride ed Argo, essendo le sole figure storiche rappresentate sulla tela del cielo stellato, devono essere state, per tale motivo, ritenute dagli antichi egizi di un’estrema e primaria importanza.

L’età dell’Argento si concluse definitivamente verso il 3000 a.C. quando essa cedette il passo all’età del Bronzo. Varie furono le ragioni di tale passaggio, fra le quali le più importanti, forse, furono: il formarsi di varie nazioni ed imperi dell’antichità (Sumeri, Assiri, Babilonesi, Persiani, Indiani, Cinesi, Ittiti, Ellenici, etc.), la costruzione, per la prima volta nella storia dell’uomo, delle armi di bronzo per uccidere il proprio simile, per uccidere altri popoli e per ottenere il predominio sulla Terra, ed inoltre l’abbandono dell’osservazione del cielo e l’istituzione della misura basata sul numero sette del cubito reale egiziano, il quale era un cubito di sette palmi, che si ricavava da una radice cubica (cioè lo spigolo di un cubo) e non più dal cosmo o dal cielo stellato che forniva uno spirito di equilibrio universale. Il pensiero di “come sopra così sotto” e l’Amore Cosmico, insieme con le regole della Confessione Negativa, tramontarono e lentamente svanirono, venendo così dimenticate.

Dopo circa mille anni di progressivo oblio e di declino delle regole morali e civili dell’uomo, in Mesopotamia fu istituito il Codice di Hammurabi, quello della legge del taglione e del famoso “occhio per occhio, dente per dente”, basato sulla vendetta. Sempre più dimentico della concezione dell’Amore quale forza generatrice di evoluzione, l’uomo si trovò nella condizione disperata di non conoscere nè di riconoscere la realtà dell’Universo intorno a lui.

Incapace di ragionare con la propria testa, avendone perso l’abitudine, l’uomo proseguì in questo declino  fino ad inventarsi un Dio antropomorfo che gli ordinava quali azioni compiere e quali no, dando così inizio al concetto di religione attuale. L’uomo divenne così uno schiavo del Dio antropomorfo, che fu il Dio delle religioni monoteiste esistenti tutt’ora e che si sono qualificate per secoli da sole con le rivalità belligeranti che ben conosciamo.

Nonostante tale oblio del passato, quindicimila anni non vengono cancellati senza lasciare profonde tracce sia nella memoria sia nella coscienza. Fu forse per questo motivo che in Egitto fu fondato e si sviluppò l’Ordine religioso degli Esseni Terapeuti che cercava di portare avanti confusamente ed inconsciamente l’antico spirito delle regole della confessione negativa. Il membro più importante di questo Ordine religioso egiziano fu un certo Gesù, che andava predicando, spiegando ed insegnando le idee degli Esseni Terapeuti, che erano idee di pace, fratellanza, amore e rispetto simili a quelle di Osiride di cui abbiamo già parlato nella prima parte dell’articolo. Il resto è storia conosciuta.

Della storia, poi diventata mito, di Iside ed Osiride il Cristianesimo prese le parti essenziali quali il sacrificio di Cristo-Osiride, la verginità della Madonna, il concepimento per opera dello spirito santo, la nascita del bambino Gesù saivatore, la figura della Madonna col bambino, la resurrezione di Cristo-Osiride, il giudizio delle anime dopo la morte, ma non riuscì mai a capire le implicazioni ed i significati derivanti dall’amore di Iside come descritto nella prima parte dell’articolo.

Seth, la forza demoniaca del Male, lungi dall’essere reso innocuo, si è lasciato sviluppare senza freni ed oggi è estremamente potente, munito delle armi e tecnologie più potenti e sofisticate. Il suo intento è quello di distruggere, ma solo fino a quando l’Amore evolutivo di Iside glielo permetterà.

Questo è il messaggio che appare dalla ricerca delle origini del Cristianesimo. 

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102 – TABU’ – LA SPESA PUBBLICA – FLASH

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on Mag 5, 2012 by beautiful41

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Tabù – La Spesa Pubblica – FLASH

Ogni tanto un tabù tanto per cambiare aria con la dura attualità. Il tabù è che, una volta fissata la spesa pubblica, si chiamano poi i cittadini a pagarne il conto con le tasse. I cittadini sono quelli che producono la ricchezza nazionale, o il PIL. La spesa pubblica è rappresentata, nella stragrande maggioranza, dagli stipendi di tutti coloro che lavorano nella pubblica amministrazione, dal presidente della repubblica al guardaboschi.

I cittadini che producono la ricchezza nazionale, o PIL, producono questa ricchezza in un regime di libero mercato che è, come sappiamo, soggetto agli alti e bassi della domanda e dell’offerta. La ricchezza prodotta è quindi variabile ed a volte, come adesso, imprevedibile, a fronte però di una spesa pubblica fissa ed immutabile.

L’idea che la spesa pubblica sia indipendente dal contesto della Nazione entro la quale i cittadini operano per produrre la ricchezza è pura follia o irrazionalità totale. Se l’economia regredisce e lo Stato percepisce meno del previsto da una normale tassazione o fiscalità, esso, lo Stato, dovrebbe ridurre le sue spese in proporzione all’impoverimento dei cittadini.

Pensare invece che i cittadini, già impoveriti da una perdurante crisi e da minori guadagni, debbano sopportare il peso ulteriore di una maggiore tassazione per mantenere immutato il livello, la qualità ed i privilegi della spesa pubblica, è semplicemente inaccettabile.

Ci dovrebbero essere dei piani di emergenza equanimi e di vario livello. Livello 1, 2, 3, eccetera. Per esempio quando chiude o fallisce una fabbrica ed i cittadini lavoratori rimangono senza lavoro, si dovrebbe licenziare in proporzione un certo numero di impiegati pubblici. Al massimo livello di emergenza, sempre per esempio, se tutte le attività produttive dovessero chiudere i battenti perchè se ne sono andati tutti in Cina o Albania, dovrebbe rimanere nella spesa pubblica solo il costo del presidente della repubblica, qualche carabiniere, qualche pompiere e qualche medico. Altrimenti dov’è l’equità tanto strombazzata???

Siamo o non siamo sulla stessa barca??? Se le fabbriche e le attività produttive chiudono o falliscono, ciò è responsabilità anche dell’Amministrazione Pubblica che non ha saputo creare le condizioni affinchè tali chiusure e fallimenti non avvenissero. Tanto questi cittadini che producono ricchezza invece non sono considerati, o non contano, che essi assistono attoniti a dirigenti dell’Amministrazione Pubblica che, in omaggio al libero mercato globale, dichiarano di farsi onore e dovere di accompagnare all’estero gli imprenditori che colà volessero trasferirsi per aprirvi “nuovi mercati”. Evviva!!!

Gli stessi Amministratori dicono di farsi onore e dovere di accompagnare l’entrata nel Paese per gli stranieri che vi volesero investire ma fanno finta di non sapere o vedere che nessuno è tanto pazzo da venire a lavorare in un posto dove il lavoro costa 10 volte quello della Cina o Albania. Questo processo è in atto e sembra portare alla scomparsa di sempre più lavoro. E senza lavoro vi è la fine o la dissoluzione della Nazione come noi la conosciamo. E ciò sarà anche la realizzazione dei sogni dei grandi capitalisti e dei grandi evasori che, dai loro paradisi fiscali, senza più ostacoli, potranno scorazzare per il pianeta a loro piacimento.

Questo processo, segnando la fine delle ricchezze monetarie delle Nazioni, segna anche la fine della loro importanza, rilevanza e rispettabilità. Oltre al generale impoverimento, ad eccezione di una ricca minoranza, molte conseguenze ne deriveranno e noi le possiamo solo immaginare se abbiamo tempo per riflettere.

92 – IRASSHAIMASE – BENVENUTA/O

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IRASSHAIMASE – Benvenuta o Benvenuto

A mani giunte sul petto, come in preghiera, inchinandosi con grande compostezza, a piedi uniti e gambe dritte, come una ballerina o un ballerino di opera teatrale potrebbe fare, e rivolta all’ospite o cliente nuovo arrivato presentatosi sull’uscio o porta di entrata, la ragazza pronunciava la parola o frase rituale di benvenuto: IRASSHAIMASE. Stesso inchino a mani giunte verso lo stesso ospite uscente, in segno di saluto e ringraziamento, ed in segno augurale di un arrivederci o ritorno.

Così i grandi magazzini o supermercati giapponesi e dell’Oriente salutavano i visitatori che vi transitavano. Ad ogni ingresso dei grandi supermercati una ragazza con il compito di inchinarsi ad ogni persona entrante ed uscente e migliaia di volte al giorno. Per un occidentale qualsiasi osservare un simile spettacolo può essere motivo di grande stupore con l’inconscio invito a chiedersi se egli stia vivendo un sogno o realtà, o se egli sia sempre sul pianeta Terra o su un altro pianeta.

Questo inchino a mani giunte di saluto e benvenuto non è soltanto tipico dei grandi magazzini giapponesi, ma è una caratteristica di tutto l’Oriente. E può ancora capitare di trovarsi nei posti più impensati, oltre che del Giappone, della Cina, della Tailandia, Malesia, Indonesia, India e altre Nazioni dell’Oriente, improvvisamente davanti un uomo o una donna a mani giunte e fermi, inchinantisi al nostro passaggio in segno di rispetto e prima di riprendere la propria strada.

Quasi metà della Terra è beneficiata quindi dallo spirito e significato di questo inchino che bilancia e compensa, in qualche modo, l’altra metà ove questa idea, scaturente dall’anima, di rispetto per il proprio simile è stata da lungo tempo dimenticata e mai più concretizzata. Questo inchino, benvenuto e rispetto per l’ospite, straniero o no, è una manifestazione spontanea dei valori immortali dell’anima dell’uomo e che si concretizza forse più facilmente quando non si ha niente da temere o quando non si teme alcunchè di offensivo dal proprio simile.

E forse questo è ciò che rimane degli insegnamenti immortali dei Padri della Civiltà quando si accinsero alla compilazione della “Confessione Negativa” nei tempi remoti antichi durante i quali il rispetto per il proprio simile e per ogni forma e creatura della natura era l’unica grande preoccupazione della coscienza dell’uomo.

Non è un caso pertanto che la metà della Terra ove queste manifestazioni sono state dimenticate è stata sottoposta per millenni interi ad una serie infinita di guerre, conquiste, disastri e sconvolgimenti sociali dovuti a contrapposizioni, scontro di idee politiche e scontro di credi religiosi che hanno condotto l’uomo sulla strada del dominio planetario a mezzo del suo conseguente individualismo e sviluppo della industrializzazione.

Quest’uomo industrializzato occidentale, immemore dei valori dell’anima, ha esportato, quale ultima sua conquista, il suo materialismo, i suoi processi industriali ed il suo consumismo in Oriente, la metà della Terra ancora impregnata di una filosofia e spiritualità a lui sconosciuta. Questo influsso negativo dell’Occidente ha già prodotto una diminuzione e deturpato il significato degli inchini e dei benvenuti IRASSHAIMASE, ma non ancora la sua scomparizione.

Affinchè questa manifestazione dei valori dell’anima non scompaia ma, al contrario, si diffonda su tutta la Terra è stato fondato un nuovo partito politico, il partito PACT, il Partito dell’Armonia dei Cittadini della Terra o, a libera scelta interpretativa, il Partito dell’Anima dei Cittadini della Terra, per l’instaurazione sul nostro pianeta di una nuova Civiltà plurimillenaria che metta al centro dei suoi intendimenti e programmi il rispetto della persona e di tutti gli elementi della natura, nella sobrietà, armonia, giustizia, equilibrio, sostenibilità, dignità e libertà.

Benvenuti fra i valori immortali della Civiltà!! IRASSHAIMASE.

 

FLASH 55 – LA BOTTE PIENA E LA MOGLIE UBRIACA

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, FOLLIE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on luglio 17, 2011 by beautiful41

Il bilancio è un problema comune a tutti i paesi occidentali, Stati Uniti in testa, e ad esclusione della sola Germania, sempre perfetta. Il significato di bilancio è semplice ed è che se io guadagno mille lire al mese non posso spendere più di mille lire al mese, cioè mi devo “bilanciare”. In condizioni normali, cioè se i dirigenti moderni sapessero contare sulle dita delle proprie mani, non dovrebbe essere un problema. Diventa un problema quando le spese, o le uscite, superano le entrate. Ed è quello che è successo a tutti i detti paesi occidentali che negli ultimi decenni si sono dati alla pazza gioia spendendo a più non posso ed al di sopra delle loro possibilità nonostante i tanti “masters” e premi nobel in economia.

Il brutto del problema per le Nazioni, quando le spese superano le entrate e non si dovesse riuscire a “pareggiare il bilancio”, è che la loro moneta si deprezza, o si svaluta, o perde di valore. Il governo degli Stati Uniti si trova in questa situazione e deve decidere chi, i ricchi o i poveri, deve versare quanto necessario nelle casse dello Stato per “pareggiare il bilancio”. Viceversa il bello di questo problema, quando le entrate superano le spese, è che la stessa moneta delle Nazioni acquista valore, si apprezza, o si rivaluta.

Con tale preoccupazione in testa la Cina ha avvertito il governo degli Stati Uniti dicendo: “”Cari amici americani, sbrigatevi a sistemare il vostro bilancio perchè noi possediamo una montagna infinita di vostri buoni del tesoro sui quali non vogliamo perdere neanche un dollaro, cosa che avverrebbe se non si pareggiassero le entrate con le uscite””.

Naturalmente nessun governo ha il coraggio di controbattere al colosso cinese per cui, giocoforza, lo fa la voce di questo blog dicendo: “””Cari amici cinesi, come sapete, voi che ridete sempre ed ora più del solito, i dirigenti dei paesi occidentali negli ultimi decenni hanno perso il senno dandosi a follie spendaccione per cui adesso non è facile pareggiare i bilanci, ma voi, cari orientali cinesi, appresso a loro anche voi avete perso il senno non volendo riconoscere la rivalutazione della vostra moneta date le vostre enormi entrate.

Se avete comprato titoli o buoni del tesoro di una moneta svalutata a causa del vostro colossale boom economico, non potete ora pretendere la Luna negando la rivalutazione della vostra moneta!! Voi volete la botte piena e la moglie ubriaca!!! Ma ciò è fisicamente impossibile. Quindi decidetevi anche voi e sbrigatevi a rivalutare la vostra moneta”””!!!