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128 – ETICA E CIVILTA’ DELLE ANIME CAPOVOLTE

Posted in RELIGIONE, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 13, 2013 by beautiful41

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Etica e Civiltà delle Anime Capovolte

Etica proviene da “morale” ed il suo significato viene normalmente interpretato come un codice di comportamento fatto di belle maniere non offensive delle persone altrui. Si dice anche “eticamente corretto” oppure “eticamente non corretto”. Il codice di comportamento etico in realtà è un vago e fumoso miscuglio di modi di comportamento personali non vincolanti e non obbligatori dato che esso non è stato ufficialmente codificato. La sua più vicina espressione è solo il noto “Galateo”.

Essendo il significato di “etica” proveniente dalla morale ed essendo la “morale” ritenuta essere strettamente legata alla religione essa, l’etica, è sempre stata considerata con estrema sufficienza, come un parente povero o qualcosa di bigotto o che dà fastidio o “non moderno”, non di moda, o non “à la page”.

Dopo secoli e millenni in cui Stato e Chiesa, Stato e Religione, avevano formato una sola entità, ad un certo punto, verso il settecento, ottocento e novecento, con lo stabilizzarsi delle democrazie occidentali, sorse l’idea dello Stato indipendente dalla Chiesa o Religione, l’idea cioè che potesse esistere un “libero Stato in una libera Chiesa o Religione”. Quest’idea piacque, si propagò e fu adottata da tutte le Nazioni occidentali. Le Nazioni, così, si “secolarizzarono”, come comunemente si dice, e ciò fu considerata una delle più grandi conquste della modernità.

Nacque così lo Stato laico, cioè autonomo e non appartenente a istutuzioni religiose e non ispirato a fedi religiose.  Quasi come una conseguenza di ciò, lo Stato laico, nel perseguire i suoi obiettivi con leggi e regolamenti civili, non ritenne di prestare alcuna attenzione  al significato di “etica” né alla sua valenza. L’etica quindi continua ad essere più che altro una faccenda puramente personale senza alcuna connessione di rilievo col mondo che ci crconda.

Per la verità in tempi recenti, in vari settori ed in varie professioni, si è sentita la necessità della istituzione di “horme di etica”, ma ciò rimane appannaggio facoltativo solo di qualche associazione sparsa qua e là. Da qualche parte si sente anche parlare di Stato Etico e di Stato Laico ma anche questo argomentare è solo un esercizio intellettuale che rimane nel campo delle ipotesi accademiche.

Invece l’Etica è il fondamento, o il pilastro principale e centrale, della Civiltà. L’uomo laico, ed anche lo Stato laico, rimasto privo dell’obbligo religioso, inizia a sentire confusamente dentro di sé la necessità di regole istituzionali di etica, e non immagina neanche che egli ha solo perso la conoscenza di regole dettagliate di etica universali ed immortali che furono emanate quando nacque la Civiltà, millenni prima che fossero concepite le moderne religioni monoteiste. Le regole di etica universali ed immortali furono emanate dall’Uomo stesso con la sua testa e la sua ragione ed erano basate sul rispetto, oltre che per tutti gli esseri umani ed animali, verso tutte le componenti della Natura e dell’Universo. Il rispetto implica moderazione generale di tutti gli atti dell’uomo.

Di contro le religioni monoteiste, quando furono concepite millenni dopo, già dimentiche delle regole universali ed immortali di etica del passato, stravolsero completamente la vecchia concezione inventando un Dio antropomorfo imperioso che ordinava all’uomo, ora divenuto parte passiva e succube, ciò che si doveva fare e ciò che non si doveva fare, con 10 miserevoli Comandamenti, dei veri e propri prodotti lillipuziani in ogni senso se comparati con le regole di etica universale ed immortale antecedente.

Dopo il loro ritrovamento a seguito degli scavi archeologici egizi, queste regole, celate per millenni, sono venute alla luce. Per quanto ancora relegate nell’ombra e non divulgate come si dovrebbe, a causa dei privilegi del sapere classico delle istituzioni civili e religiose, esse, queste regole immortali, rifulgono nella loro luce abbagliante di splendore universale così tanto che vale la pena di citarne alcune, dalle quali si evince l’amore ed il rispetto per l’Universo intero e per tutti i suoi componenti, in una concezione “etica” che s’innalza di gran lumga, come un gigante su un nano, sulla limitante idea del monoteismo successivo e attuale:

– NON INFERIRE SOFFERENZE

– NON FAR PIANGERE ALCUNA PERSONA

– NON SPORCARE ACQUA CORRENTE

– NON FAR VIOLENZA AD ALCUNA PERSONA

– NON PARLARE PIU’ DEL NECESSARIO

– NON ARRICCHIRSI PIU’ DEL NECESSARIO

– NON INVADERE LA TERRA ALTRUI

– e così via di seguito per 42 enunciazioni.

Leggendo queste regole di etica universale non si può fare a meno di considerare che se queste regole, rese in linguaggio moderno, fossero state scritte nelle Costituzioni delle Nazioni, si sarebbero evitate tutte le guerre finora intercorse e si sarebbe evitato il collasso finanziario globale assieme alla perdurante follia di arricchirsi, senza limiti e senza freni, protetti da una falsa interpretazione del significato della parola “libertà”.

Dai tempi remoti dell’oblio di tali regole di Civiltà l’Uomo ha attravertsato molti millenni della sua storia come se avesse l’anima capovolta, incapace di vedere il disegno completo delle meraviglie dell’esistenza tutto intorno, in alto ed in basso. A tal punto egli è preda della follia da aver legittimato il “diritto di conquista”, o “right of conquest”, e cioè io mi approprio della tua terra solo perché io sono il più forte.

Le regole di etica della Civiltà erano improntate ad una moderazione ed all’equilibrio generale in tutti i campi al fine di evitare la formazione degli eccessi di differenze sbilancianti che sono sempre distruttivi, ed impediscono il rispetto delle altre persone, animali e natura circostante. La necessità di uno Stato etico, di cui sporadicamente si sente parlare, è più che fondata perché è l’unica condizione  per il prosieguo di una Civiltà di lunga durata.

Questa nuova concezione di Stato etico implica però che i Governi delle Nazioni dovranno reggere le redini dell’economia al fine di essere gli arbitri di uno sviluppo controllato e sostenibile ed equilibrato per tutti e non solo di pochi privilegiati. Se una tale visione venisse condivisa dalle Nazioni, e se i Cittadini della Terra indicassero ai propri governanti la ritrovata strada della salvezza, allora si potrebbe anche dire che, dopo l’Età dell’Oro, dell’Argento, del Bronzo e del Ferro e delle armi, è subentrata la nuova Età della Bellezza, dell’Amore e dell’Armonia.

In fin dei conti l’ultims psrola spetta ai Cittadini della Terra, i soli padroni della Terra e del loro destino.

105 – LA RESURREZIONE DELL’EURO

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La Resurrezione dell’Euro

Può risuscitare l’Euro??? Esiste la possibilità di salvare la moneta unica europea??? Gli si può ridare il soffio della Vita??? Esiste una Magia che possa realizzare una tale apparentemente miracolosa impresa???

Sì, la Magia esiste ma per poterla realizzare è necessario riconoscere una importante condizione alla base di tutto il processo di risurrezione dell’euro. Questa condizione è il riconoscere che la catastrofe nella quale si è trovato coinvolto l’Occidente è in realtà il collasso del capitalismo e la crisi dell’euro una conseguenza di tale collasso.

E la catastrofe è di tali proporzioni che qui non se ne esce con pacche sulle spalle, sorrisi, vertici e conferenze stampa dei nostri dirigenti senza cervello. Appare sempre più chiaro che continuando così, senza fare pressocchè niente salvo aggiungere montagne di debiti a montagne di debiti, l’impoverimento generale sarà progressivo, assieme allo svanire dell’euro e del lavoro. Qualsiasi cosa cioè faremo o non faremol noi non potremo sfuggire alla realtà che ci attanaglia e stringe sempre più. E saremo ridotti presto alla carità.

Riconoscere il collasso del capitalismo naturalmente è cosa che non si esprime a cuor leggero dato che trattasi del sistema economico nel quale viviamo e siamo immersi e che si tenta disperatamente di ripristinare per poter “crescere” come e più di prima.

Ci troviamo come alla fine di una grande guerra. Tutto è distrutto intorno a noi. Solo che invece di distruzioni fisiche prodotte da bombardamenti e cannonate o eserciti, le distruzioni sono economiche con la chiusura delle fabriche e la scomparsa del lavoro. E’ una distruzione immane di cui la stampa nasconde le reali dimensioni.

Prima di procedere oltre bisogna però chiarire che il capitalismo collassato qui descritto è in realtà un secondo stadio del capitalismo originale, millenario ed immortale basato sulla proprietà della propria casa e dei propri utensili per cibarsi e vivere confortevolmente. Questo secondo stadio di capitalismo, in queste pagine definito anche il capitalismo della follia, vedi articolo n. 56, è un capitalismo irrazionale basato su fantasie e sull’avidità, che si è venuto a sviluppare più o meno in concomitanza della caduta del muro di Berlino. Il capitalismo collassato è pura rapina, causa di disuguaglianze inammissibili, ed è in effetti la negazione del vero capitalismo originario.

L’insanità mentale di questo stadio di capitalismo nocivo si è potuta sviluppare grazie al suo braccio armato che è il libero mercato. Il libero mercato, amato ed osannato vangelo dell’unica verità dei liberali e liberisti, fu pensato ed istituito quando la Terra era considerata dalle risorse infinite e la libertà senza limiti. E’ stato già storicamente dimostrato che questo capitalismo più libero mercato siano in realtà degli strumenti di guerra e distruzioni di cui necessitano periodicamente per far ripartire ogni volta la corsa sfrenata della crescita e ricostruzione. E’ avvenuto anche questa volta, come accennato, senza bombe o eserciti ma solo economicamente, per lo meno finora.

Questa volta però il contesto è cambiato rispetto all’ultima volta circa 70 anni addietro. C’è una presa di coscienza generale nuova che il pianeta è di tutti, che le sue risorse sono limitate, che gli abitanti della Terra sono 7 miliardi e ciascuno di essi ha a disposizione solo 20 metri quadrati di superficie per la sua sopravvivenza, incluso deserti e zone artiche e montagnose. In questo nuovo contesto non è più ammissibile che il 20% degli abitanti del pianeta consumi, per esempio, e si aggiudichi l’80% delle risorse. Bisogna pertanto inventare una nuova filosofia di vita ed instaurare un nuovo sistema per una nuova Civiltà.

Questo nuovo sistema c’è e si chiama Armonia ed è l’unico sistema che può consentire di dare una risposta concreta alle necessità dell’uomo. Dall’adozione di questo nuovo sistema dell’Armonia dipende anche la Resurrezione dell’Euro. Per dare l’idea di che cosa si vuole qui significare per Armonia possiamo fare un paio di esempi. Il primo esempio è quello di una torta dove tutti i conviviali ne mangino un pezzettino, e se la torta si ingrandisce tutti ne hanno un pezzetto in più, come pure un pezzetto in meno per tutti se la torta dovesse rimpicciolirsi.

Il secondo esempio è quello del corpo umano o di un altro corpo vivente ove tutti i suoi componentii, come braccia gambe testa mani dita eccetera, crescono e si sviluppano “armoniosamente”, nessuno di essi cioè indipendente dagli altri. Se si sostituisce l’umanità intera, nazione, o confederazione di nazioni, a quella di un unico corpo vivente anche qui se ne può ricavare una crescita, o sviluppo, armonica o armoniosa.

In questa argomentazione ora il punto essenziale è, come accennato, quello di riconoscere il collasso dello stadio di capitalismo della follia assieme al suo braccio destro del libero mercato. E’ un rospo difficile da ingoiare ma è necessario ingoiarlo se vogliamo salvare l’euro e noi stessi, dando l’avvio ad una svolta millenaria basata suila sostenibilità e razionalità.

Per la verità la società dell’Armonia è già variamente praticata da alcune nazioni nordeuropee come la Germania, ma la sua diffusione e applicazione non è propagata nel nostro Paese dove i poteri forti di commercianti, banchieri, finanziari, assicurazioni, giornalisti venduti, liberisti, professionisti, imprenditori e capitalisti in genere hanno tutto l’interesse che ciò non si sappia per continuare a lucrare liberamente su prezzi e costi strombazzando ai quattro venti che queste sono le regole del libero mercato. Ma il cittadino è avvisato che questa è una libera rapina più che un libero mercato.

Riconosciuto quindi che il sistema nel quale viviamo è errato possiamo così procedere alla sua radicale riforma adottando, sinteticamente le seguenti misure:

1 – Per riportare il debito pubblico a zero in poco tempo (pochi mesi, non anni) vendere o dare in concessione per 50 anni prestigiosi ed importanti assets dello Stato quali il Quirinale, Camera, Senato ed altri dando la precedenza a compratori italiani. Il Presidente della Repubblica può benissimo vivere in un appartamento ai Parioli, anziché costarci 7 volte il costo della Regina d’Inghilterra, e circolare coi mezzi pubblici e le riunioni di Camera e Senato si possono benissimo fare in un giardino pubblico o in un anfiteatro greco-romano . Questo processo porta al recupero di 2000 miliardi del debito pubblico.

2 –Recuperare una seconda cifra enorme di debiti privati che nessuno conosce con precisione ma che varie fonti stimavano alcuni mesi fa a circa 4 “trilioni”, cioè 4000 miliardi, di euro di debiti privati per tutti i Paesi Occidentali di clienti che non hanno più potuto rimborsare le banche per i finanziamenti ricevuti. Questo importante secondo problema si risolve vendendo ai cittadini parti o tutte le proprietà aziendali. Per esempio se la società X, con un capitale immobiliare di 10 milioni, ha un debito impagabile di 5 milioni allora metà dell’azienda verrà venduta ai cittadini.

3 – Eliminati così i debiti pubblici e privati si potrà più facilmente far nascere la Nazione degli Stati Uniti d’Europa, con la automatica scomparsa degli “spread”, della speculazione e di conseguenza con la resurrezione dell’euro e della sua indistruttibile solidità. Questa operazione potrà dare il via alla accennata società dell’Armonia ove l’economia sarà tenuta fuori dalla porta e lavoro, costi, prezzi ed altri aspetti correlati saranno decisi e stabiliti dal governo centrale in una visione globale e generale, o integrata, della Nuova Europa.

Questa è la strada della sostenibilità, del rispetto della libertà e dignità per tutti e della giustizia e armonia. Questa è la strada del futuro e della speranza e della condivisione. Molti potenti, con enormi interessi e privilegi da proteggere, diranno che non è possibile cambiare questo sistema, il migliore mai esistito. Non gli credete perché essi hanno occhi ma non vedono ed hanno orecchie ma non sentono ed il denaro gli ha tolto anche l’anima. Siate fiduciuosi e ragionate con la vostra testa.

I Cittadini della Terra avranno comunque l’ultima parola con la manifestazione pacifica del Solstizio d’Inverno del 22 Dicembre 2012, in tutte le città dell’Europa e del mondo, se avranno ancora tempo.

102 – TABU’ – LA SPESA PUBBLICA – FLASH

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 5, 2012 by beautiful41

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Tabù – La Spesa Pubblica – FLASH

Ogni tanto un tabù tanto per cambiare aria con la dura attualità. Il tabù è che, una volta fissata la spesa pubblica, si chiamano poi i cittadini a pagarne il conto con le tasse. I cittadini sono quelli che producono la ricchezza nazionale, o il PIL. La spesa pubblica è rappresentata, nella stragrande maggioranza, dagli stipendi di tutti coloro che lavorano nella pubblica amministrazione, dal presidente della repubblica al guardaboschi.

I cittadini che producono la ricchezza nazionale, o PIL, producono questa ricchezza in un regime di libero mercato che è, come sappiamo, soggetto agli alti e bassi della domanda e dell’offerta. La ricchezza prodotta è quindi variabile ed a volte, come adesso, imprevedibile, a fronte però di una spesa pubblica fissa ed immutabile.

L’idea che la spesa pubblica sia indipendente dal contesto della Nazione entro la quale i cittadini operano per produrre la ricchezza è pura follia o irrazionalità totale. Se l’economia regredisce e lo Stato percepisce meno del previsto da una normale tassazione o fiscalità, esso, lo Stato, dovrebbe ridurre le sue spese in proporzione all’impoverimento dei cittadini.

Pensare invece che i cittadini, già impoveriti da una perdurante crisi e da minori guadagni, debbano sopportare il peso ulteriore di una maggiore tassazione per mantenere immutato il livello, la qualità ed i privilegi della spesa pubblica, è semplicemente inaccettabile.

Ci dovrebbero essere dei piani di emergenza equanimi e di vario livello. Livello 1, 2, 3, eccetera. Per esempio quando chiude o fallisce una fabbrica ed i cittadini lavoratori rimangono senza lavoro, si dovrebbe licenziare in proporzione un certo numero di impiegati pubblici. Al massimo livello di emergenza, sempre per esempio, se tutte le attività produttive dovessero chiudere i battenti perchè se ne sono andati tutti in Cina o Albania, dovrebbe rimanere nella spesa pubblica solo il costo del presidente della repubblica, qualche carabiniere, qualche pompiere e qualche medico. Altrimenti dov’è l’equità tanto strombazzata???

Siamo o non siamo sulla stessa barca??? Se le fabbriche e le attività produttive chiudono o falliscono, ciò è responsabilità anche dell’Amministrazione Pubblica che non ha saputo creare le condizioni affinchè tali chiusure e fallimenti non avvenissero. Tanto questi cittadini che producono ricchezza invece non sono considerati, o non contano, che essi assistono attoniti a dirigenti dell’Amministrazione Pubblica che, in omaggio al libero mercato globale, dichiarano di farsi onore e dovere di accompagnare all’estero gli imprenditori che colà volessero trasferirsi per aprirvi “nuovi mercati”. Evviva!!!

Gli stessi Amministratori dicono di farsi onore e dovere di accompagnare l’entrata nel Paese per gli stranieri che vi volesero investire ma fanno finta di non sapere o vedere che nessuno è tanto pazzo da venire a lavorare in un posto dove il lavoro costa 10 volte quello della Cina o Albania. Questo processo è in atto e sembra portare alla scomparsa di sempre più lavoro. E senza lavoro vi è la fine o la dissoluzione della Nazione come noi la conosciamo. E ciò sarà anche la realizzazione dei sogni dei grandi capitalisti e dei grandi evasori che, dai loro paradisi fiscali, senza più ostacoli, potranno scorazzare per il pianeta a loro piacimento.

Questo processo, segnando la fine delle ricchezze monetarie delle Nazioni, segna anche la fine della loro importanza, rilevanza e rispettabilità. Oltre al generale impoverimento, ad eccezione di una ricca minoranza, molte conseguenze ne deriveranno e noi le possiamo solo immaginare se abbiamo tempo per riflettere.

78 – TABU’ – LA MORTE DELL’EURO – FLASH

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, RIFLESSIONI, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on novembre 21, 2011 by beautiful41

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Ci sono degli argomenti che la stampa ufficiale non ama diffondere e nè accennare o soffermarvisi. Quindi non se ne parla o se ne parla pochissimo e solo quando costretti. Sono appunto degli argomenti tabù. Questi argomenti tabù diventano tali quando essi si vanno a scontrare con le opinioni prevalenti dei rappresentanti istituzionali o dello status quo. I tabù sono tanti. Vediamone qualcuno.

L’euro purtroppo è morto ma non lo si vuole riconoscere. Il defunto giace nel letto immobile. Un lieve sorrisino rimastogli sulle labbra al momento del trapasso dà l’impressione che egli sia ancora in vita. Nella stanza ove giace il morto ci sono tutti i suoi figli che hanno chiamato i più grandi specialisti della medicina nella vana speranza di risuscitarlo o di prolungarne l’agonia. I suoi figli rifiutano di concepire una tale dipartita perchè vivono tutti sulla pensione del padre sulla quale essi avevano capitalizzato le loro esistenze.

I grandi specialisti della medicina sono gli stessi che alcuni anni prima avevano convalidato e garantito la salute ferrea del defunto e gli avevano addirittura pronosticato oltre cento anni ancora di vita. Questi grandi specialisti pertanto non amano sconfessare sè stessi certificando la morte del defunto e, approfittando del sorrisino sulle sue labbra, diventano complici dei figli del defunto confermando che sì, il loro padre è ancora in vita ed ha solo bisogno di una forte cura ricostituente per riprendersi.

Dire che l’Euro è fallito equivale a riconoscere il fallimento, ideologico, amministrativo ed esistenziale di tutta una classe dei dirigenti di tutti i Paesi europei e di tutti coloro che hanno creduto all’idea di Europa come qualcosa di più di una espressione geografica. E’ una sconfessione dei propri principi, totalmente errati, talmente enorme che anche sulla stampa extra europea l’argomento viene presentato piuttosto timidamente. Ciò perchè il fallimento dell’Euro, e di conseguenza dell’Europa Unita, rappresenta il fallimento totale del pensiero razionale occidentale.

Una moneta rappresenta l’economia di una Nazione. Ed una Nazione, o federazione di Nazioni, è formata dai seguenti elementi: confini naturali, un’idea di Nazione, una lingua comune, un’amministrazione comune. Tralasciando i confini naturali precisi, trattandosi di un continente intero, gli altri tre elementi sono essenziali, dei quali però, tranne forse l’idea di Nazione, la lingua e l’amministrazione (governo) comune non sono mai stati, non dico ottenuti, ma solo presi seriamente in considerazione.

In tali condizioni, sulla base solo di un’idea romantica di Europa, “Uniamoci e vogliamoci bene”, si è istituita una moneta comune senza una banca centrale unica che rispondesse alle leggi di un solo governo di una sola Nazione. Come ciò, una tale follia o aberrazione delle menti, sia potuto accadere, solo la storia forse darà qualche spiegazione. Ma questa storia dell’euro e dell’Europa Unita può essere forse un monito per i Cittadini della Terra a diffidare delle tante idee di “modernità”, irragionevoli, di cui essi, i cittadini, ne pagano le spese.

L’articolo meriterebbe di essere molto più lungo ed esplicativo, ma trattasi solo di un flash per la riflessione dei lettori.

73 – IL DILUVIO UNIVERSALE

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on ottobre 24, 2011 by beautiful41

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Dagli studi scientifici del genoma umano abbiamo saputo che tutti i DNA di tutti gli uomini del pianeta mostrano che nell’antichità si sono verificati non uno, ma più “bottlenecks” o “colli di bottiglia”. Ciò significa che non una, ma più volte, nel passato, l’uomo ha fronteggiato una quasi completa estinzione dalla quale solo pochi sopravvisuti si sono salvati andando a ripopolare ogni volta abbondantemente la Terra.

La storia biblica dell’Arca di Noè si è quindi ripetuta più volte. E questo lo dice la scienza, e non la Bibbia!! Si può presumere quindi che ogni volta questa storia, che è reale e non immaginaria, si sia verificata con elementi diversi: con l’acqua, col fuoco o alte temperature, col freddo o basse temperature, con malattie o epidemie, eccetera. Ogni volta c’è stato un piccolo numero di sopravvisuti a queste catastrofi planetarie dei quali la Bibbia ci ha trasmesso la conoscenza di solo uno di essi.

E’ mai possibile che questa storia si ripeta con elementi diversi da quelli citati??? Sembra proprio di sì e l’elemento nuovo che potrebbe dare il via alla catastrofe è proprio la crisi economica in corso. I governanti delle Nazioni fanno di tutto per occultare questa realtà per evitare grandi paure, ma i fatti che si accumulano sembrano sempre più sconvolgenti e giganteschi. Vediamo di descrivere quindi cosa bolle veramente in pentola.

Dal New York Times abbiamo saputo che una banca belga, la Dexia di Bruxelles, è fallita ben due volte. La prima volta all’inizio della crisi, nel 2008, e la seconda volta pochi o alcuni giorni addietro. La prima volta fu risuscitata nel mezzo del frastuono generale legato alla Lehman Brothers americana. ma senza rendersi ben conto di che cosa ci fosse sotto. Questa seconda volta però, anche se ufficialmente ancora salvata dai governanti e dalla banca europei, il suo salvataggio ha portato in superficie una nuova sconvolgente verità di cui finora si sospettava solo molto vagamente l’esistenza.

Questa nuova realtà venuta in superficie con la banca Dexia è concettualmente piuttosto semplice da capire ed è che più o meno tutte le banche europee, nel concedere nel passato i tanti prestiti e “finanziamenti” ai loro clienti, si sono indebitate a catena con altre banche europee ed extra europee, confidando in una crescita continua. Complessivamente questa immensa quantità di debiti e crediti avvolge come un groviglio pressocchè tutto il pianeta e principalmente nella sua parte occidentale.

Venendo a mancare la crescita continua, come per il passato fino al 2008, adesso le banche rischiano il collasso a catena perchè i loro clienti, a cui erano stati concessi prestiti e finanziamenti, non sono più in grado di restituire quanto dovuto. Insomma quanto successo a breve termine con il collasso dei mutui sulle case si sta ripetendo, come un’onda lunga, sul cuore dell’economia globale. Per quanto sia difficile sapere a quanto ammontino tali insolvenze perchè ciascuna banca cerca di mantenere riservati i propri dati contabili, il New York Times stima che, oltre alle misure già messe in atto dai vari governi per affrontare la crisi, occorrerebbero ancora circa 4 “Trilioni” di dollarri per fronteggiare questa nuova realtà.

Ora 4 “Trilioni” sono solo una stima di dati difficili da quantificare, potrebbero cioè essere molti di più. Ma, attenendoci a questa stima, vediamo di vedere ciò cosa significa. I milioni sono milioni, cioè cifre a sei zeri; i “billions” sono miliardi, cioè cifre a 9 zeri; i “trillions” o trilioni sono migliaia di miliardi, cioè cifre a 12 zeri. Già la testa comincia a farsi prendere dalle vertigini!! Considerando il numero degli abitanti dell’Europa 300 milioni, incluso bambini e neonati, e considerando euro uguale dollaro, questi 4 “trilioni” fanno circa 15000 euro a testa. Considerando il numero degli adulti 200 milioni, solo circa il 20% di essi potrà considerarsi benestante o ricco da poter sopportare il peso del salvataggio delle banche. Ciascuno di questi 40 milioni di europei dovrebbe cioè pagare 100.000, centomila, euro a testa.

Ed appare logico pensare che i 4 “trilioni” di oggi potrebbero diventare 40 “trilioni” se la tanto auspicata e attesa crescita dovesse riprendersi fra 10 anni, portando il costo del salvataggio ad un milione di euro a testa per ciascuno dei 40 milioni di cittadini europei che se lo possono permettere. Appare chiaro che ci troviamo di fronte ad un nuovo tipo di Diluvio Universale incombente su di noi. E, come per le precedenti catastrofi, si fa di tutto per mettere la testa sotto la sabbia e far finta che tutto ciò non esista. Prova di questa follia ne sono i nostri governanti che continuano a fare sfoggio dei loro smaglianti sorrisi in mezzo a tanta distruzione.

Si può fare qualcosa per salvare il salvabile??? Sì, forse si potrebbe, se si trovasse il coraggio di disconoscere i paradisi fiscali, dichiarando illegale la loro esistenza, e contemporaneamente e gradualmente, ma rapidamente, abbassare la tassazione generale per il lavoro, le imprese ed i cittadini ad un più fisiologico 2% totale, come nel ricco Sud dell’Italia prima dell’Unità, come nella ricca Svizzera, e come in altri Paesi similari. Assieme a tanti altri provvedimenti di cui potremo parlare nei prossimi articoli.

70 – LA CRESCITA E L’ARABA FENICE

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Un uomo, con il suo lavoro o attività, produce 100 infissi in un anno, vendendoli tutti. L’anno successivo ne produce 105 e li vende tutti. Non fa debiti ma neanche risparmia, e consuma tutto quello che guadagna. la sua attività si incrementa del 5% ogni anno e così pure il suo standard di vita. L’uomo è onesto e giusto, e rispettoso della sua famiglia, degli amici e della natura. Egli pertanto viene ricambiato con lo stesso rispetto nella comunità in cui vive.

Questa crescita continua va avanti per vari decenni per cui il nostro uomo dimentica che è soggetto alle leggi dell’evoluzione provenienti dal cosmo che in sintesi dicono che ogni periodo di abbondanza viene seguito da un periodo di carestia e che ogni periodo di illuminazione viene seguito da un periodo di oscurità. Questo nostro uomo, senza saperlo nè volerlo, si trova a ripercorrere le stesse esperienze di Giobbe descritte sinteticamente all’articolo n. 65.

Un bel giorno, o un bell’anno, il suo incremento di produttività non viene assorbito più dalle vendite. Per motivi non imputabili a lui le vendite, che avevano raggiunto 150 infissi all’anno, diminuiscono anno dopo anno: 145, 140, 130, 120….70, 50, eccetera. Pur non avendo debiti da pagare, l’uomo è costretto a ridurre lo standard di vita a cui era abituato con tutta la sua famiglia. Ma, con meno di 40 infissi all’anno egli non riesce più a sfamare la sua famiglia e mette in vendita tutti i suoi beni con la speranza di sopravvivere.

Le cose sarebbero andate diversamente se il nostro uomo durante gli anni della crescita avesse messo da parte, cioè risparmiato, un quinto del suo profitto annuo. Ciò gli avrebbe permesso di affrontare la crisi da una diversa condizione e forse sottrarsi al peggio. Ma ciò purtroppo non è stato fatto. Il nostro uomo è già in una condizione più fortunata di assenza di debiti, perchè le Nazioni occidentali e molti suoi componenti e cittadini hanno fatto di peggio immergendosi in un mare di debiti confidando di pagare con la crescita futura. Per cui ora si invoca la crescita.

Dateci la crescita!!! Vogliamo la crescita!!! Ma la crescita purtroppo non verrà per parecchi o molti anni a venire. Le due opposte tendenze, per favorire la crescita, sono aumentare il debito e/o tagliare le spese ma entrambe, come si piò facilmente capire, sono controproducenti poichè nel primo caso vanno a mettere sulle spalle dei nostri figli e nipoti un carico insopportabile, e nel secondo caso impoveriscono ancora di più i cittadini. Stiamo in poche parole assistendo, attoniti, alla concreta ripetizione della stupenda e fantastica storia dell’Araba Fenice.

L’Araba Fenice, o Araba Phoenix, era, ed è ancora perchè ritorna periodicamente, un uccello bellissimo e forte, somigliante vagamente ad un’aquila, dalle piume dorate e scarlatte che, proveniente dall’Arabia, o dall’Oriente, portava fra i suoi artigli un uovo di mirra entro il quale era sepolto il corpo, o le ceneri, di suo padre. Il suo viaggio terminava ad Heliopolis (vicino al Cairo) ove l’Araba Phoenix depositava l’uovo di mirra, il sarcofago con suo padre, nel più importante santuario o tempio del centro universale millenario della conoscenza che ivi si trovava e denominato On dagli antichi egizi.

L’Araba Phoenix, a compimento del suo ciclo vitale, si lasciava morire, sembra col fuoco, nell’involucro o cesto di mirra dove essa era nata e nella quale suo figlio rinascerà o risorgerà dai suoi stessi resti o ceneri. L’Araba Fenice era in pratica un essere immortale che moriva e rinasceva continuamente senza la necessità di un accoppiamento femmina/maschio come si potrebbe essere indotti a credere. L’Araba Phoenix rappresentava la morte e la rinascita, la fine ed un nuovo inizio. Il suo mito fu agli inizi, e per qualche tempo, adottato finanche dai Cristiani per spiegare la morte e la resurrezione di Gesù o del Divino. La sua prima menzione si trova nei “Testi delle Piramidi” che sono i più antichi scritti conosciuti e la sua storia pertanto ha origine nella notte dei tempi.

Perchè stiamo assistendo alla ripetizione di questa storia??? Perchè quando si crede negli asini che volano, che sono venuti ad accumularsi nell’ultimo secolo in tutti i campi, dalla scienza alla religione, all’economia, al vivere sociale ed alla politica, alcuni dei quali descritti e narrati nello scorrere degli articoli di questo blog, come, per esempio, quello che dice che “il lavoro va dove costa meno” mentre i soldi dovrebbero andare dove il lavoro non c’è, quello di un’Europa inconcludente, di una moneta unica mal studiata, di una rapina generalizzata, di istituzioni attrezzate solo per la crescita e nessuna per la decrescita, quando si crede in un uomo senza anima, e molto di più, allora non si è fatto altro che decretare la propria morte o la propria fine, proprio come la morte o la fine dell’Araba Fenice, o Araba Phoenix.

L’uomo del secondo millennio ha terminato il suo ciclo vitale e, per sua volontà ed incapacità, si sta bruciando per essere ridotto in cenere, nelle ceneri dell’Araba Fenice. Forse l’incenerimento è già avvenuto e lui non se ne è neanche accorto dato che la sua struttura mentale gli impedisce di scorgere una nuova strada della verità che sta per nascere o rinascere in una nuova Araba Phoenix, la nuova millenaria Civiltà del Terzo Millennio portatrice di un rinnovamento di idee e credenze che rimodelleranno totalmente e dalle fondamenta l’essenza dell’uomo su valori veri, eterni ed immortali, come parzialmente descritto agli articoli 10 – 35 – 40.

L’Araba Fenice rappresentava quindi un periodico rinnovamento di idee, una rigenerazione al fine di ricordare all’uomo gli insegnamenti immortali impartiti dai Padri Fondatori della Civiltà. La storia o il mito di questo uccello bellissimo, oltre che essere attualissima per quanto sta avvenendo ai nostri giorni, ha altre affascinanti connessioni stellari di cui parleremo in un prossimo articolo.

Nota. La storia dell’Araba Fenice prosegue all’articolo n. 72 – Bennu – L’uccello di Fuoco.

Nota 2. Per la storia di Giobbe vedi art. n. 65 – “Charlatans and Cranks”.

67 – BANDIERE OMBRA E PARADISI FISCALI

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Le bandiere ombra ed i paradisi fiscali sono due facce di una stessa medaglia. Le bandiere cosiddette “ombra” o di “convenienza” nacquero in tempi moderni in via sperimentale con qualche natante battente bandiera panamense negli anni 20 dello scorso secolo durante il proibizionismo. Ma la sua vera nascita in tempi recenti avvenne nel 1949 allorchè la prima grande nave commerciale, una petroliera appartenente all’armatore greco Niarchos, innalzò, in piena legalità, sul suo albero maestro la bandiera della Liberia.

Da allora è stata tutta una “escalation”, di carattere spasmodico negli ultimi 20 anni, dopo il crollo del muro di Berlino. Si calcola che oggi oltre il 40% della flotta commerciale mondiale batte una “bandiera di convenienza”. Se si aggiunge a questo 40% una imprecisata enorme quantità di navi mercantili di normali tradizionali bandiere come Inghilterra, Francia, Italia, Germania, eccetera, che, per evitare di scomparire ed essere travolte dalla impetuosa ascesa delle “bandiere ombra”, hanno istituito un secondo registro, o registro internazionale, in cui iscrivere le navi che ne fanno richiesta, allora la percentuale sale a ben oltre il 60%. Questo secondo registro è in pratica una “bandiera ombra” camuffata sotto le insegne nazionali. E senza contare le migliaia o milioni di barche da diporto o yachts.

Lo scopo dell’istituzione delle “bandiere ombra” è l’anonimato del proprietario (basta una casella postale), libertà di operare con equipaggi di tutte le nazionalità, regime fiscale pressocchè nullo bastando una elemosina di pochi spiccioli dati allo Stato della “bandiera ombra”, legislazione dello Stato della “bandiera ombra” molto permissiva. In pratica la “bandiera ombra” permette al proprietario di assaporare in modo assoluto il concetto di libertà senza essere perseguitato da tassazioni, burocrazie, limiti e divieti della Nazione di origine del proprietario.

Le bandiere ombra sono tante. La più estesa è Panama ma tanti mini-Stati sono pronti o aspirano ad iscrivere nei loro registri qualsiasi natante a cui concedere la propria bandiera in cambio di pochi spiccioli. Tutto fa brodo. Sono soldi caduti dal cielo che nella grande quantità fanno un bel gruzzolo per un piccolo Stato, specialmente se povero.

I paradisi Fiscali si sono sviluppati in parallelo con le bandiere ombra ed è difficile se non impossibile dire quale dei due, bandiere o paradisi, sia più antico dell’altro. In tempi moderni iniziò la Svizzera che, a causa della sua neutralità fra le due guerre mondiali, poteva offrire un rifugio sicuro a piccole e grandi ricchezze provenienti da tutta Europa. Si incrementarono con i dittatori, presidenti e ministri dei paesi africani che, con la fine delle colonizzazioni, hanno rubato, e rubano sempre, tutta la ricchezza dell’Africa depositandola nei paradisi fiscali.

Lo scopo di un paradiso fiscale è uguale a quello della bandiera ombra. Anonimato (basta un numero di conto), libertà assoluta di operare con investimenti o trasferimenti ovunque, regime fiscale nullo, o quasi, bastando solo pochi spiccioli, segretezza assoluta per vanificare qualsiasi legislazione. E’ chiaro quindi che qualsiasi persona che possieda qualcosa di più di quanto gli possa servire per vivere, abbia enormi vantaggi dal servirsi di un paradiso fiscale.

L’accrescimento del numero di paradisi fiscali ha seguitto l’accrescimento del numero di bandiere ombra dagli anni 50 in poi, assumendo una inpennata spasmodica nel corso degli ultimi 20 anni. Oggi non c’è scoglio, isolotto, atollo, cocuzzolo di montagna, indipendente, che non aspiri a diventare, quando non lo sia già, paradiso fiscale. Questo “boom” dei paradisi fiscali è nato naturalmente a causa di una grande domanda nella ricerca di paradisi fiscali. Non c’è professionista “di grido”, o “affermato”, senza parlare della schiera di mini e maxi “imprenditori”, corporazioni e società,  “truffatori” e “portaborse”, e tanti altri, che non aspiri, quando non lo sia già, ad essere un cliente di un paradiso fiscale. Il paradiso fiscale è diventato uno “status symbol” e chi non ne è compartecipe è un poveraccio.

L’insieme dei capitali depositati nei paradisi fiscali supera di gran lunga i prodotti o “budgets” delle Nazioni e formano quella che comunemente viene chiamata “evasione fiscale”. Questa enorme massa di capitali può destabilizzare o decidere i destini di intere Nazioni ed è il problema dei problemi dei giorni nostri.

L’enorme crescita delle bandiere ombra e dei paradisi fiscali sta pertanto portando alla luce o mettendo in evidenza qualcosa che per il passato non è stato considerato a sufficienza, e cioè lo sgretolamento, l’erosione e l’impoverimento progressivo delle Nazioni da un lato, e la crescente separazione fra cittadini “normali”, o “poveracci”, e cittadini “anormali”, clienti dei paradisi fiscali, dall’altro lato. L’anormalità dei cittadini “anormali” sta nel fatto che essi stanno con un piede nel Paese dove sono nati, sono stati istruiti e ne hanno cultura, cittadinanza e residenza, mentre con l’altro piede stanno in un altro Paese, il paradiso fiscale depositario dei loro segreti averi.

Le Nazioni gradualmente verranno ad essere costituite esclusivamente dagli elementi poveri della popolazione mentre tutto il potere risiederà nei paradisi fiscali ed i loro costituenti. Nazione, Costituzione, Bandiera, Cittadinanza, diritti e doveri, perderanno la loro autorevolezza e significato diventando, come spesso già lo sono, elementi di spettacolo per circhi equestri. Tutto ciò non promette niente di buono ed ha tutta l’aria che porterà ad una rivoluzione o guerre future se non facciamo niente. E cosa si potrebbe fare per risolvere il problema pacificamente, se si potrà risolvere???

Una rivoluzione pacifica agendo su tre fronti. Il primo fronte agisce all’insegna della libertà nel senso che ciascuno ha la libertà di proteggere la propria dignità, cittadino e Nazione, cancellando dalle anagrafi della Nazione tutti coloro che mantengono depositi nei paradisi fiscali. Quindi niente passaporto, niente carta d’identità, niente nascita o cittadinanza; sequestro dei loro beni nel Paese, loro espulsione dal Paese e rifiuto di ricevere le loro merci. Ciascuno assume la responsabilità della propria libertà.

Il secondo fronte agisce su una riduzione della tassazione perchè è chiaro che con il 50% circa di tasse l’incentivo a servirsi dei paradisi fiscali è molto forte. Una tassazione ragionevole dovrebbe gradualmente abbassarsi indicativamente al 2% per tutto e per tutti, riducendo drasticamente e gradualmente le spese dello Stato. Una tale tassazione, oltre che rilanciare l’economia reale, automaticamente eliminerebbe o ridimensionerebbe moltissimo le mafie, criminalità e corruzioni che traggono alimento dall’enorma quantità di soldi pubblici.

Il terzo fronte agisce sulla Costituzione abrogandola o asservendola al Codice della Navigazione Marittima in vigore ove la Nazione viene equiparata ad una Nave Mercantile in navigazione e pienamente operativa. Il capitano della nave sarà naturalmente il presidente della Nazione ed avrà mandato per un anno. Camera e Senato saranno abolite e sostituite da 6 consulenti senatori e 6 consulenti deputati anch’essi in carica per un anno. Il capitano ed i suoi 12 consulenti dovranno essere nullatenenti e dovranno prestare la loro opera gratis e retribuiti solo dal rispetto, dall’onore e dalla loro autorevolezza, fatto salvo naturalmente le spese per il cibo e quelle per il servizio. La Costituzione fu ideata per paralizzare il Paese in tempi in cui si temeva per le dittature.

Potrebbe sembrare una follia pura. Ma i tempi che viviamo richiedono misure adeguate alla loro forza travolgente e distruttrice. E non possiamo arrivare alla fine del secolo o del millennio facendoci la guerra tra “fascisti” e “comunisti” o tra Nord e Sud o cantando “bella ciao”. Dobbiamo guardare Avanti verso il Futuro possibilmente pacifico!!!

 

 

30 – CITTADINI DELLA TERRA!!! – CHIAMATA PER IL 21 GIUGNO!!

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I cavalli, veterani di innumerevoli campagne di guerra protrattesi fino ai confini del mondo conosciuto, belli e dai muscoli guizzanti alla luce cristallina del mattino, scalpitavano al sole invernale, nervosi, sul bordo del Rubicone, manifestando il loro nervosismo con frequenti nitriti, come spesso facevano all’inizio delle grandi battaglie, quando vedevano fluttuare il rosso mantello dell’inquisitivo e pensoso Cesare davanti a loro ed alle legioni romane in attesa degli ordini del loro generale. . Essi intuivano, con l’istinto tipico degli animali, che attraversando il piccolo fiume avrebbero determinato il corso della storia per le prossime migliaia di anni. Essi intuivano che erano nati e cresciuti per quel destino. Intuivano che le tante vittoriose e sanguinose conquiste erano state solo una preparazione per quest’ultima impresa, la più grande delle loro valorose vite. Essi intuivano, entrando in una particolare sintonia coi pensieri che aleggiavano sulla folla degli umani e degli animali in attesa su quella sponda di fiume, che non si potevano sottrarre ormai a questo loro ineludibile destino. Dopo una attesa che sembrò una eternità alla fine arrivò l’eco della decisione di Cesare. Avanti!!!!! “Alea iacta est”.

Dopo circa duemila anni l’Uomo, come le legioni di Cesare, si trova a fronteggiare la sfida di un suo nuovo millenario destino giunto ad un nuovo storico capolinea, su una nuova sponda di un altro metaforico Rubicone. Attraversarlo o rimanere fermi, questo è il dilemma dell’Uomo moderno. Mentre i cavalli scalpitano, quest’Uomo sente che anche lui non può sottrarsi al suo glorioso destino. L’aria che respira, i tanti echi, sussurri e rumori del mondo che lo circonda gli dicono di essere arrivato al RUBICONE DEL TERZO MILLENNIO. Quest’Uomo è spinto da un desiderio di cambiamento fatto di una forza irresistibile mai conosciuta prima. Stare fermi significa accettare lo status quo ed essere pavidi, attraversarlo significa decidere sul proprio destino ed essere i padroni di sè stessi ed i signori del proprio mondo, assaporando l’elisir del senso di sicurezza, autostima, coraggio, ottimismo di un mondo migliore e del rispetto per sè stessi che questo attraversamento del nuovo Rubicone comporta.

I concetti ed i pregiudizi che sono venuti ad accumularsi per oltre duemila anni hanno esaurito la loro forza propulsiva ed hanno rivelato ampiamente la loro inadeguatezza per fornire alla civiltà dell’Uomo i solidi e più giusti punti di riferimento che lo possano guidare in uno sviluppo pacifico e con la giusta fiducia nel suo futuro. Alcuni importanti concetti e pregiudizi che hanno fatto ormai il loro tempo sono stati elencati dall’inizio di questo blog ed appare chiaro che questi concetti e pregiudizi, lasciati a sè stessi, proseguendo in una escalation di disastri iniziati nel passato ed aumentando sempre di più la loro intensità distruttiva, porteranno il genere umano in breve tempo alla sua estinzione o alla sua totale rovina.

Molti di questi concetti e pregiudizi sono derivati dal mondo del classicismo greco perchè si pensava che il suo pensiero era all’origine della civiltà. Sappiamo oggi che non è così e che i piu’ grandi uomini di intelletto di quel mondo erano solo gli ultimi portatori di una profonda ed inclusiva concezione di vera civiltà esistita su questo pianeta migliaia di anni prima di loro e che essi a mala pena comprendevano. La famosa democrazia di quel classicismo, alla base delle nostre tanto decantate istituzioni odierne, si è rivelata, per esempio, un grande falso perchè basata sul principio della contrapposizione delle opposizioni, quando abbiamo visto che lo spirito di contrapposizione è distruttivo e fa scomparire la verità. L’Italia dei nostri giorni ne è il classico esempio.

Quello stesso mondo classico, con questa idea della contrapposizione, non è andato molto lontano, rimanendo sempre diviso al suo interno e condannando a morte grandi e valorosi storici personaggi. Il principio delle opposizioni bilancianti venne così frainteso dando luogo al principio delle opposizioni esclusive contrapposte e distruttive anzichè opposizioni inclusive condivise e conciliatorie che un tempo permettevano di guardare la realtà ed essere pragmatici, come si dice oggi.  C’é pertanto poco da andarne fieri. Si è trattato quindi di un grande flop o, se vogliamo, di un grande frainteso.

Le tante contrapposizioni, destra e sinistra, conservatori e progressisti, ateisti e credenti, monarchici e repubblicani, fede e scienza, eccetera, costruitesi sui cadaveri delle follie del recente passato quali marxismo e capitalismo, comunismo e fascismo, dittatura e democrazia, povertà e rapina di una crescita infinita, eccetera,  instauratesi nella convivenza civile, sono già state descritte parzialmente in questo blog ed hanno condotto alla instaurazione ormai non più sopportabile degli opposti eccessi. E’ arrivata pertanto l’ora di attraversare il Rubicone ed andare verso un Nuovo Ordine Mondiale fatto di progresso pacifico e condivisione fra tutti i cittadini della Terra. Il primo passo sarà di aggiungere nella Costituzione o nelle Costituzioni il principio che le regole dell’economia devono essere sottoposte all’approvazione del governo o dei governi della Nazione o delle Nazioni e che le retribuzioni, nel pubblico e nel privato, non devono in nessun caso superare il rapporto di uno a cinque, cioè la retribuzione più alta può essere al massimo cinque volte quella del meno retribuito. L’idea che l’economia debba essere intoccabile e libera di operare i propri turlupinatori propositi all’origine di tante ingiuste abissali ineguaglianze e di tanti atti criminali, fisici, di cartello, e di corruzione, è ormai un mito che deve essere cancellato e per sempre. Il troppo è troppo.

Per questo, sul principio che sono i popoli i padroni del loro destino e non i privilegiati governanti, passivi e senza visioni, spesso collusi e corrotti con gli indipendenti poteri economici, per il prossimo 21 GIUGNO, al solstizio d’estate per l’emisfero Nord e solstizio d’inverno per l’emisfero Sud, è indetta una manifestazione mondiale, la MANIFESTAZIONE DEL RUBICONE DEL TERZO MILLENNIO, in tutte le capitali ed in TUTTE LE CITTA’ DI TUTTI I PAESI DEL MONDO. Una manifestazione pacifica, potente e allegra, ove tutte le persone abili, donne e uomini, di tutte le età, ceti e provenienza, e desiderose di cambiare questo mondo gravemente malato, sono invitate a partecipare, ciascuno con il suo apporto di conoscenza e fiducia nella speranza di un futuro migliore forgiato dai cittadini di un solo Paese, il Paese TERRA.

Non abbiate paura. Queste parole, forse profetiche, furono pronunciate da un grande leader carismatico e pacifico e nello stesso tempo rivoluzionario, il Papa Giovanni Paolo II, che già ai suoi tempi forse intravedeva che l’umanità stava avvicinandosi al Rubicone. Qualche giorno fa parole simili sono state profferte, con lo stesso spirito, a Tunisi, da dove sono rimbalzate in Egitto e dall’Egitto diffuse in tutto il mondo: “Non bruciatevi, bruciate la paura che è dentro di voi”. Parole che accomunano l’umanità intera, indipendentemente dalle religioni di appartenenza. Ed esse, queste parole, sono valide anche per l’uomo occidentale, per tanti versi reso schiavo dal consumismo, consumismo che ha distrutto la sua spiritualità e la sua umanità. Solo se non avremo paura di condividere la nostra Terra con il nostro simile potremo riacquistare la fiducia e la forza per incamminarci su questo nuovo cammino al di là del Rubicone.

Obama ha dimostrato che non saranno i governanti a cambiare il cammino del destino dell’Uomo. Il cambiamento potrà venire solo dal basso con una chiara manifestazione di tutte le persone di buona volontà che vedono le insopportabili ingiustizie del pianeta. Cominceremo pertanto il prossimo 21 Giugno mostrando in cartelli  i due primi cambiamenti che tutti gli abitanti del pianeta chiedono: Economia in Costituzione sotto controllo dei governi; e Retribuzioni uno a cinque. Daremo ai governanti sei mesi di tempo per dare inizio a ciascun programma che il popolo del pianeta richiede, e procederemo quindi di solstizio in solstizio. Aspetteremo quindi fino al solstizio invernale dell’emisfero nord del 22 dicembre per una nuova manifestazione planetaria e, qualora le prime due richieste non vengano soddisfatte, richiederemo in questo caso l’immediato cambio di tutti i governanti.

Il prossimo 21 giugno, il giorno del SOLSTIZIO, è un giorno particolare che si addice molto all’attraversamento del RUBICONE. Esso è il giorno ed il punto dal quale la TERRA inizia il suo viaggio verso il solstizio che determinerà l’inizio del nuovo anno 2012. Si parla molto di questo 2012, delle profezie ad esso connesse, del calendario maya, eccetera. Pur seguendo queste notizie in qualità di semplici osservatori, non si può non cogliere la coincidenza, oltre che con l’attraversamento del nostro RUBICONE MILLENARIO, con la concordanza di 5000 anni trascorsi dall’inizio della decadenza dell’Uomo. Anche se è vero che l’Uomo ha fatto qualche progresso tecnologico degno di menzione negli ultimi anni, è anche vero che dal punto di vista sociale, morale e spirituale, e della Ragione, coi tanti disastri menzionati in questo blog, egli non poteva cadere più in basso.

C’è un nuovo senso di accomunanza, fratellanza, sintonia di vedute, desiderio di vera democrazia e di una nuova libertà nel rispetto della dignità, libertà e riservatezza della persona, in particolare della donna, che viene non solo dalla Tunisia, Egitto, Algeria, Marocco, Libia ed altri paesi arabi, ma anche dalla “ricca” America e dalla “ricca” Europa e dalla “ricca” Cina e altri paesi dell’Oriente, per non parlare dell’Africa, perchè le differenze di chi ha tantissimo e chi ha quasi niente sono abissali e non più sopportabili, perchè in queste abissali differenze la spiritualità, la dignità ed il rispetto di ciascuno vengono soffocati. Inoltre per evitare esodi massicci e distruttivi abbiamo la necessità urgente di livellare le società di tutto il pianeta su uno stesso comune standard economico.

CITTADINI DEL MONDO!!, siete invitati a partecipare il prossimo 21 GIUGNO alla più GRANDE MANIFESTAZIONE DELLA STORIA DELL’UOMO. Mostriamo ai nostri governanti la nostra faccia e le nostre intenzioni e facciamogli capire che essi stanno lì per difendere i nostri intertessi e non solo quelli dei ricchi. Pertanto CITTADINI DELLA TERRA, da Roma a Milano, da Napoli a Parigi, da Londra a Berlino, da Madrid ad Atene, da Copenhagen a Cape Town, da Brussel a Pechino, da Amsterdam a New York, da Stoccolma a Buenos Aires, da Oslo al Cairo, da Varsavia a Nuova Deli, da Mosca a Punta Arenas, da San Francisco a Sydney, da Ulan Bator a Singapore, da Samoa a Los Angeles, da Santiago a New Orleans, da Kinshasa a Mumbay, da Macao a Tahiti, da Rio de Janeiro a Dar es Salaam, da Teheran a Tangeri, da Lisbona a Antananarivo, da Johannesburg ad Algeri, da Budapest a Caracas, da Bangkok a Tokyo, da Osaka a Città del Messico, da Manila a Vancouver, da Giacarta ad Istanbul, da Auckland a Shangai, e tutti i cittadini di tutte le altre città della Terra, preparatevi per la più grande Manifestazione della storia dell’Uomo il prossimo 21 Giugno in tutte le città del mondo.

Per questa prima tappa gli slogan saranno: Economia in Costituzione – Economia Regolata – Economia Governata – No a Libertà Infinita – Stop alla Rapina della Natura – Civiltà più Equilibrata – Stop ai Ladri – Stop alla Speculazione – Stop al Libertinaggio – Stop ai Furbi – Prezzi Secondo Fasce Governative – Tariffe Governative Professionisti – Tariffe affisse in Ogni Comune – Retribuzioni 1 a 5 – Salari 1 a 5 – Stipendi 1 a 5.

Comunicate a tutto il mondo, in tutte le lingue da Voi conosciute, questo nuovo Programma Millenario il cui fine è una nuova concezione di vita di progresso pacifico, più equilibrato e senza eccessi, su un solo pianeta appartenente ad una sola Nazione, la Nazione dei cittadini della Terra.

Il cammino di mille miglia comincia con un passo. Questo è il nostro primo passo ed i Governi saranno tenuti a governare secondo le aspirazioni del Popolo della Terra, come una vera democrazia esige.

Appuntamento al 21 Giugno per le strade di TUTTE LE CITTA’ DELLA TERRA, per l’inizio di una nuova Speranza di un nuovo prospero Futuro!!!

SE VUOI PARTECIPARE, PARTECIPA PASSANDO PAROLA A CHIUNQUE VUOI.

La manifestazione è spontanea e non ha capi o leaders nè partiti politici. E’ una semplice passeggiata pacifica, nella direzione del Sole da est verso ovest, per manifestare una nuova presa di coscienza dell’animo umano.