Archivio per Eccessi

40 – LA CONFESSIONE NEGATIVA E SUO SIGNIFICATO

Posted in ARMONIA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RELIGIONE, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 30, 2011 by beautiful41

…….

1 – Io non ho inferto sofferenze

2 – Io non ho rapinato

3 – Io non ho fatto violenza ad alcuna persona

4 – Io non ho rubato

5 – Io non ho ucciso nè uomini e nè donne

6 – Io non ho alleggerito le quantità secondo misure (al mercato)

7 – Io non ho agito con inganno

8 – Io non ho trafugato le cose che appartengono a Dio

9 – Io non ho pronunciato il falso

10 – Io non ho sottratto beni con la forza

11 -Io non ho pronunciato parole vili o cattive

12 – Io non ho sottratto cibo con la forza

13 – Io non ho agito con inganno (forse nel senso di trasgredire)

14 – Io non mi sono adirato

15 – Io non ho invaso i campi altrui

16 – Io non ho ucciso animali sacri

17 – Io non ho maltrattato terreni arati

18 – Io non mi sono intrigato in faccende con imbrogli

19 – Io non ho sparlato contro alcun uomo

20 – Io non mi sono arrabbiato senza una giusta causa

21 – Io non ho fornicato o commesso sodomia

22 – Io non mi sono masturbato

23 – Io non ho fatto l’amore con la moglie altrui

24 – Io non ho impaurito alcun uomo

25 – Io non ho parlato con rabbia bruciante

26 – Io non sono stato sordo alle parole di giustizia e verità

27 – Io non ho fatto piangere alcuna persona

28 – Io non ho pronunciato parole blasfeme

29 – Io non ho agito con violenza

30 – Io non ho precipitato il mio cuore (nel senso di agire senza considerazione)

31 – Io non ho bucato la mia pelle e non mi sono vendicato verso Dio

32 – Io non ho parlato più del necessario

33 – Io non ho commesso frode e non ho guardato verso il diavolo

34 – Io non ho pronunciato maledizioni verso il Sovrano

35 – Io non ho sporcato acqua corrente

36 – Io non ho esaltato le mie parlate o discorsi

37 – Io non ho maledetto Dio

38 – Io non mi sono comportato con insolenza

39 – Io non ho fatto distinzioni o favoritismi

40 – Io non ho accresciuto la mia ricchezza ad eccezione dei miei propri possedimenti

41 – Io non ho maledetto le cose (natura) che appartengono a Dio e che sono con me

42 – Io non mi sono vergognato del patrono della mia città

……

La CONFESSIONE NEGATIVA, elencata per intero nelle sue 42 enunciazioni anche all’articolo n. 35 e di cui abbiamo già sinteticamente parlato nel precedente articolo, è forse un gioiello prezioso che merita una più attenta riflessione ed una messa a fuoco che ingrandisca i suoi contenuti che sembrano suggerire l’esistenza di un immenso tesoro nascosto e ritrovato. Essa è antichissima e risale al primo pensiero della civiltà egiziana di cui si abbia conoscenza, del 3000 A.C. circa.

Questa “Confessione Negativa” è stata classificata, dopo la sua decifrazione, come una delle tante “formule magiche funerarie” che il deceduto pronunciava per facilitare il suo viaggio nell’al di là. Se escludiamo che gli antichi egiziani passassero il tempo a inventare e recitare “formule magiche funerarie” forse i loro scritti si potrebbero inquadrare in una diversa più logica e realistica prospettiva.

Avvicinandoci con la nostra lente di ingrandimento a questa “Confessione” appare la sua semplicità estrema: cioè tutti gli esseri umani possono capire il significato delle parole esposte. Avvicinandoci ancora appare una totale assenza di violenza e la preoccupazione di non arrecare alcuna forma di violenza a chicchessia e alla natura, rispettando entrambi. Avvicinandoci ancora comincia ad apparire la parte più importante e cioè che non si tratta di una imposizione di regole e principi a cui l’uomo deve soggiacere, ma è l’uomo che parla, attraverso la sua anima, al centro dell’Universo infinito, descrivendo, per mezzo di quello che non ha fatto, le sue deduzioni e convincimenti su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato fare o praticare nella sua concezione di Civiltà, ove per Civiltà si intende progresso pacifico senza guerre.

Il centro dell’attenzione generale è pertanto l’Uomo e la sua anima, e, per quanto egli si rivolga alle divinità presenti nella stanza del Giudizio o del “Maat“, queste divinità vi hanno una prominenza più che altro solo simbolica e figurativa, cioè da testimoni. L’unico vero attore della “Confessione Negativa” è l’Uomo e il suo pensiero che appare tale da essere valutato e “pesato” da una divinità che però non si pronuncia perchè essa è lo spirito divino cosmico ed evolutivo che si manifesta continuamente ed eternamente attraverso gli opposti ed i contrari rappresentati dalla grande bilancia al centro della sala. Pertanto l’anima di quest’Uomo non sarà giudicata dalla più o meno benevola condiscendeza di questa o quella divinità, ma sarà giudicata dai suoi stessi atti e comportamenti che sapranno o non sapranno determinare l’equilibrio perfetto della bilancia.

Nella “Confessione Negativa” ci troviamo quindi di fronte ad un Uomo pienamente responsabile delle sue azionii, signore del suo mondo, padrone di sè stesso, che determina da solo il suo destino secondo la sua ragione ed i suoi sentimenti e spiritualità. Si direbbe che ci troviamo cioè di fronte a degli arcaici uomini dall’intelligenza, coscienza e pragmaticità di un livello senza dubbio superiore e ciò potrebbe essere una ulteriore conferma o prova, qualora ce ne fosse bisogno, della presenza di intelletti razionali di tutto rispetto, fondatori di tante colossali opere, fisiche e mentali, che conosciamo dal mondo arcaico.

Assieme a ciò traspare dalla “Confessione Negativa” una grande umanità ed una grande umiltà che, unitamente all’assenza di un Dio antropomorfo ed imperioso a cui rispondere, ne fanno una concezione di carattere universale, un mezzo adatto ad unire tutti gli uomini del pianeta, a qualsiasi religione, credo, o non credo, essi appartengano, perchè essa, più che una condizione religiosa, riflette una condizione e delle regole di Civiltà valevoli ovunque ed in qualunque tempo. Questa “Confessione Negativa“, essendo quindi di carattere “neutrale”, potrebbe essere fatta propria e divulgata da tutte le religioni del mondo, in particolare dalle tre religioni monoteiste “cugine” dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islamismo.

Appare altresì, alla luce di quanto è stato detto, che l’impostazione e l’ideazione della “Confessione Negativa” sia stato un atto ponderato e ben studiato da una o più menti razionali e rivolto, oltre che a facilitare il viaggio delle anime dei defunti, principalmente al mondo delle anime viventi affinchè, operando nell’equilibrio, nell’assenza di eccessi, nella non-violenza, nel rispetto per uomini e cose, nella inclusione, nella condivisione, nella misura e nell’armonia, l’uomo possa progredire pacificamente secondo le regole della Civiltà.

La “Confessione Negativa” ci dà anche la misura di quanto l’uomo si allontani dalla Civiltà. Ai giorni nostri questa misura è rappresentata dal numero delle bombe e missili che giornalmente piovono per uccidere esseri umani innocenti e dalle tante armi che l’uomo moderno usa in tutto il mondo quotidianamente. E l’idea di Civiltà è talmente ignorata e dimenticata che mentre succede tutto questo disastro importanti Capi di Stato fanno meetings, ridono, sorridono, brindano con “Champagne” d’annata e si fanno fotografare felici e contenti di essere gli araldi della loro “superiore” Civiltà!!! Ma non sanno che essi invece sono gli araldi della Barbarie!!!

In conclusione la “Confessione Negativa” è l’antitesi, l’opposto, dei 10 Comandamenti del pensiero Giudaico-Cristiano poichè mentre in questi abbiamo un Dio imperioso che detta all’Uomo, passivo, delle regole da seguire, nella “Confessione Negativa” abbiamo l’Uomo, umile e razionale, che elenca i suoi comportamenti derivanti dalla sua coscienza e conoscenza del significato di Civiltà. Essa ci indica, ieri come oggi ed in ogni tempo, la strada dove dovremmo dirigerci per ritornare alla Civiltà ed ai suoi punti di riferimento immortali.

In parole ancora più semplici la “Confessione Negativa” dimostra che originariamente i suoi concetti erano concetti di Civiltà Universale, e che solo millenni dopo questi concetti universali furono fatti propri dall’uomo che, a causa della sua pochezza di sapienza e conoscenza, si “inventò” tutte le attuali religioni planetarie, basate su un Dio antropomorfo inesistente, che tanti disastri hanno provocato e continuano a provocare, anche perchè il proprio Dio è sempre migliore di quello degli altri.

38 – MARCHIONNE E I TEMPLARI DEL SECOLO XXI°

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Marchionne mi ricorda i Templari. Alto, sembra, e massiccio sugli schermi televisivi, l’occhio sveglio, dà l’idea di un grande conquistatore, un conquistatore di economia moderna, così come i Templari erano, o volevano essere, dei grandi conquistatori di anime, patrimoni, tesori, segreti e terre sante. Una croce da Templare sul suo maglioncino medioevale gli starebbe proprio bene. Ma Marchionne mi colpisce, oltre che per il suo aspetto fisico somigliante a quello dei Templari, per il suo bagaglio mentale e culturale, perchè tipico di quello di un Templare.

Il contesto mentale e culturale di un Templare era basato per lo più o solo sulla Bibbia, l’unico o uno dei pochi libri in circolazione ed esistenti durante il medioevo. Durante quei tempi gli anni si iniziarono a contare dall’anno zero della nascita di Cristo. Questo nuovo sistema di conta degli anni, dall’anno zero di Cristo, andava inconsciamente a rafforzare enormemente l’idea che la civiltà fosse nata con Cristo o, al massimo, nel mondo classico ellenico antecedente a Cristo di qualche secolo. Ciò perchè nello stesso periodo dell’esistenza dei Templari in Europa vi erano gli arabi portatori degli scritti dei classici greci che si era iniziato a tradurre in latino, portandoli a conoscenza forse anche di qualche Templare.

In questo contesto culturale medioevale le millenarie civiltà dell’antichità, dell’Egitto, della Mesopotamia e della valle dell’Indu semplicemente non esistevano, i loro monumenti e le Piramidi stavano sotto la sabbia ed il tutto era nascosto alla mente dell’Uomo per il quale la Civiltà era nata con Cristo nell’anno zero con Roma e con la quasi coesistente Grecia Classica.

Con questi pregiudizi dentro la propria testa  tutti gli abitanti della Terra non Cristiani erano considerati pertanto dei pagani e dei primitivi per cui quando iniziarono i viaggi dei Grandi Navigatori questi pagani primitivi dovevano necessariamente essere assoggettati o con la spada o con la conversione perchè ciò era la conseguenza naturale dell’essere all’apice della Civiltà e quindi i Templari si sentivano investiti di una responsabilità storica e divina per portare la civiltà dovunque andassero, con la spada nella mano destra e con la croce di Cristo nella mano sinistra. Questi pregiudizi e questo spirito medioevale, rappresentati e testimoniati dalle croci dei Templari dipinte o cucite sulle vele delle loro navi, erano gli stessi che pervadevano le menti dei Grandi Navigatori che, sulla scia dei Templari, procedettero alle imprese storiche che conosciamo, con la spada nella mano destra e con la croce di Cristo nella mano sinistra.

Ma fu proprio a partire da questi viaggi che si mossero le acque e l’uomo europeo iniziò a viaggiare, oltre che per mare, anche per via di terra. Sorprendentemente, sommerse o semisommerse dalle sabbie, quest’Uomo iniziò a scoprire tante testimonianze di remote antichissime civiltà fuori dalla sua conoscenza!!! Il passaparola diffuse gradualmente queste informazioni che alimentarono sempre più la curiosità dell’Uomo europeo finchè, con la spedizione di Napoleone in Egitto, iniziarono ufficialmente le tante campagne archeologiche che continuano ancora oggi.

Due secoli di campagne archeologiche hanno portato alla luce tante realtà sconvolgenti, tanto sconvolgenti nell’attestazione dell’esistenza di vere grandi civiltà millenarie antecedenti i classici greci che gli stessi archeologi che sovrintendevano alle campagne archeologiche non credevano ai loro occhi e rifiutavano di riconoscere la realtà che stava davanti a loro. Tanto era forte il pregiudizio del mondo medioevale dei Templari che la civiltà fosse nata con Cristo e con il classicismo greco che moltissimi archeologi rifiutavano finanche di prendere in considerazione che i tanti “numeri” che comparivano su tanti reperti che venivano fuori dagli scavi potessero significare l’esistenza di un pensiero “razionale” posseduto dai loro antichi autori.

Questo pregiudizio continua ai giorni nostri perchè finanche nelle università più prestigiose al mondo si insegna agli studenti che i “numeri” dell’antichità “non contano“, come è stato ampiamente descritto all’articolo n. 8 – I numeri “non contano” – , perchè il riconoscere che quei numeri “contano” equivale a riconoscere che la civiltà non è nata nella Grecia Classica e con Cristo, ma molto, molto prima. Non riconoscendo la realtà di quei “numeri”, e non riconoscendo la realtà in genere, si è stati costretti ad interpretare il significato dei reperti e monumenti di quelle grandi civiltà come il prodotto dei pensieri di uomini sognatori occupati all’adempimento di “riti di fertilità”, ad esprimere “formule magiche funerarie” ed alla “adorazione degli dei”!!! Evviva!!!

Una intera storiografia con queste interpretazioni del pensiero antico è stata inculcata all’Uomo europeo moderno. E si cerca di nascondere e di non rendere pubblico tutto ciò che potrebbe invalidare questa idea, l’idea cioè che il progresso è una conquista del mondo culturale giudaico-cristiano. Popolari divulgatori e “conduttori” televisivi, petto in fuori, annunciano quotidianamente, attraverso l’etere, che “la civiltà è nata nella Grecia Classica”!!! Che vergogna!!! Fortunatamente non tutti gli archeologi e ricercatori sono caduti in questo pregiudizio e finanche nelle scuole assistiamo ad un timido accenno di valorosi e coraggiosi professori che, ragionando con la propria testa, iniziano a far trapelare ai giovani la verità.

Ma è ancora  troppo presto. Sull’onda di questo potente pregiudizio millenario una intera classe dirigente, in tutti i campi della cultura e delle attività umane, è stata con esso pasciuta ed allevata e bisogna ora attendere che questa dirigenza vada in pensione allo scadere del suo mandato. Due secoli di scavi sono stati in pratica pressocchè resi nulli perchè andavano ad intaccare i privilegi culturali e la supremazia del mondo giudaico-cristiano. Il sogno nascosto della dirigenza “fondamentalista” o “ideologicizzata” del mondo giudaico-cristiano è che questi monumenti e reperti della citata antichità pre-classica possano scomparire o possano essere ridotti in cenere!!

Il Rinascimento aveva iniziato a svegliare l’uomo europeo dal suo torpore con le idee di Marsilio Ficino, rifacentesi a Proclo ed altri, ma poi, gradualmente, nei secoli seguenti, queste idee furono abbandonate per mantenere il predominio e la “superiorità” del mondo giudaico-cristiano dei Templari. Il pregiudizio dei Templari continua quindi ai giorni nostri ed ha prodotto la distorsione del pensiero europeo moderno regalandoci quei gioielli prodigiosi dell’umano intelletto quali contrapposizione, marxismo e capitalismo, crescita infinita, libertà infinita, rapina degli uomini e della natura, guerre e disastri immani, ed eccessi stratosferici irregolati!!!

In questo contesto culturale si inquadra Marchionne, assieme ai tanti Marchionne occidentali, dagli emolumenti semplicemente irrazionali, odierni. Questi Templari del XXI° secolo che hanno sostituito la croce e la spada con la competitività e una crescita infinita in un libero mercato predatorio senza regole, che essi considerano la più alta concezione moderna dell’umano progresso, non si rendono conto di essere alla guida di un sistema diretto verso il baratro. Ciò perchè la Civiltà è nata in un altro mondo, venuto alla luce dalle sabbie dell’oblio durante le campagne archeologiche, sconosciuto ai Templari del XIII° e del XXI° secolo, dove i loro condottieri, spesso qui chiamati i Padri della Civiltà, avevano in una mano una asta per misurare e nell’altra mano il simbolo della vita, ed il loro pensiero razionale era strutturato sulla condivisione, sull’equilibrio, sulla inclusione, sull’assenza di eccessi e sul perdono o massimo rispetto per tutto e tutti, concetti cioè che sono esattamente l’opposto dei concetti dei Templari di ieri e di oggi, basati su contrapposizione, squilibri, esclusione, eccessi sfrenati, guerre. Il mondo dei Padri della Civiltà  era sintetizzato dalla “Confessione Negativa” e dalla storia di Giuseppe e i suoi fratelli, nella Misura e nell’Equilibrio. Senza Misura e senza Equilibrio si va inesorabilmente verso l’opposto della Civiltà e cioè si va verso la barbarie, la guerra e la distruzione.

Il compito dei CITTADINI DELLA TERRA che anelano ad un mondo diverso e migliore è pertanto di ripristinare la MISURA perduta secondo quanto esposto all’articolo n. 30 – CHIAMATA PER IL 21 GIUGNO!! – per un progresso nella pace, nella condivisione e nell’equilibrio, come indicato dai Padri della Civiltà!!

ACCORRETE ALLA MANIFESTAZIONE PLANETARIA DEL RUBICONE IL 21 GIUGNO IN TUTTE LE CITTA’ DEL MONDO!!!

La manifestazione è spontanea e non ha capi o leaders nè partiti politici. E’ una semplice passeggiata pacifica, nella direzione del Sole da est verso ovest, per manifestare una nuova presa di coscienza dell’animo umano.

35 – GIUSEPPE E I SUOI FRATELLI – LA CIVILTA’ E LA BARBARIE

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1 – Io non ho inferto sofferenze

2 – Io non ho rubato con violenza

3 – Io non ho fatto violenza ad alcuna persona

4  Io non ho rubato

5 – Io non ho ucciso nè uomini e nè donne

6 – Io non ho alleggerito le quantità secondo misure (al mercato)

7 – Io non ho agito con inganno

8 – Io non ho trafugato le cose che appartengono a Dio

9 – Io non ho pronunciato il falso

10 – Io non ho sottratto beni con la forza

11 – Io non ho pronunciato parole vili o cattive

12 – Io non ho sottratto cibo con la forza

13 – Io non ho agito con inganno (forse nel senso di trasgressione)

14 – Io non mi sono adirato

15 – Io non ho invaso i campi altrui

16 – Io non ho ucciso animali sacri

17 – Io non ho maltrattato terreni arati

18 – Io non mi sono intrigato in faccende con imbrogli

19 – Io non ho sparlato contro alcun uomo

20 – Io non mi sono arrabbiato senza una giusta causa

21 – Io non ho fornicato o commesso sodomia

22 – Io non mi sono masturbato

23 – Io non ho fatto l’amore con la moglie altrui

24 – Io non ho impaurito alcun uomo

25 – Io non ho parlato con rabbia bruciante

26 – Io non sono stato sordo alle parole di giustizia e verità

27 – Io non ho fatto piangere alcuna persona

28 – Io non ho pronunciato parole blasfeme

29 – Io non ho agito con violenza

30 – Io non ho precipitato il mio cuore (nel senso di agire senza considerazione)

31 – Io non ho bucato la mia pelle e non mi sono vendicato verso Dio

32 – Io non ho parlato più del necessario

33 – Io non ho commeso frode e non ho guardato verso il diavolo

34 – Io non ho mai pronunciato maledizioni verso il Sovrano

35 – Io non ho sporcato acqua corrente

36 – Io non ho esaltato le mie parlate o discorsi

37 – Io non ho maledetto Dio

38 – Io non mi sono comportato con insolenza

39 – Io non ho fatto distinzioni o favoritismi

40 – Io non ho accresciuto la mia ricchezza ad eccezione dei miei propri possedimenti

41 – Io non ho maledetto le cose che appartengono a Dio e che sono con me

42 – Io non mi sono vergognato del patrono della città

Questa è la “Confessione Negativa” o “Dichiarazione di Innocenza” che le anime degli antichi egiziani deceduti pronunciavano davanti a 42 divinità nella  Sala del Giudizio, o “Maat”, presieduta da Osiride, Iside e Nephtys, con la presenza di Ra-Harmachis, Temu, Shu, Tefnut, Seb, Nut, Horus, Hathor, Hu, Sa, Anubis e Thoth, durante l’importante operazione e cerimonia della “Pesatura del Cuore” del deceduto su una grande bilancia posizionata al centro della Sala ove su un piatto della bilancia veniva messo il cuore del deceduto e sull’altro piatto vi era la piuma rappresentante il concetto ed i precetti di equilibrio del “Maat”.  L’anima del deceduto veniva diretta nei campi elisi, in compagnia delle grandi divinità, se alla fine della cerimonia la bilancia rimaneva in equilibrio perfetto. Se invece la bilancia si inclinava da una parte o dall’altra l’anima veniva diretta all’inferno, come diremmo noi oggi, nel fuoco, e con infiniti tormenti e maltrattamenti.

Vi sono diversi papiri con diverse “confessioni” come pure diversi sono i traduttori che hanno prodotto diverse interpretazioni. Questa presentata è derivante dal papiro di Ani ed è la traduzione fatta da uno dei più grandi Egittologi di tutti i tempi, curatore del British Museum: il fu Sir Wallis Budge, che ha scritto molti interessantissimi libri sull’argomento. Tutte le versioni e traduzioni convergono però nel trasmettere e mettere in risalto i sentimenti di alta spiritualità e le concezioni di vita estremamente rispettose delle persone e delle forme del creato che non ci aspetteremmo da popoli vissuti migliaia di anni orsono, convinti come siamo di essere noi all’apice della civiltà. Inoltre queste “confessioni” si possono considerare un codice di condotta morale indicativo della mentalità e saggezza di questi nostri arcaici antenati. La storia di Giuseppe e i suoi fratelli si sposa alla perfezione con lo spirito della “Confessione Negativa”. Entrambe, la storia e la confessione, risalgono alla notte dei tempi.

La storia di Giuseppe e i suoi fratelli fu riscoperta in forma geroglifica come un racconto fiabesco narrato già ai tempi delle antichissime dinastie della storia egiziana. Ciò conferma la sua estrema antichità. Questa storia è complessa ed articolata e la sua importanza doveva essere ritenuta grande fin dalle origini, perchè finanche i compilatori del Vecchio Testamento della Bibbia, millenni dopo, le hanno riservato un gran numero di pagine. In breve Giuseppe, figlio prediletto di Giacobbe, per invidia dei suoi 11 fratelli, fu minacciato di morte varie volte dagli stessi fratelli i quali alla fine lo vendettero come schiavo ad una carovana di passaggio. All’articolo n. 10 abbiamo visto il dipanarsi ed abbiamo interpretato la parte più appariscente di questa parte della storia, mentre Giuseppe era in Egitto. Dopo essere asceso alla carica di Vicerè d’Egitto e durante la carestia, Giuseppe incontrò i suoi fratelli, che lo avevano in pratica condannato a morte, mentre cercavano di sfuggire alla morte per fame.

Per quanto la “Confessione Negativa” non menzioni esplicitamente la parola “perdono”, esso, il perdono, è più che implicito fra i precetti del suo codice morale. Quando ci dice di non aver inferto sofferenze, di non aver fatto violenza ad alcuna persona, di non avere ingannato, di non avere impaurito, di non avere sparlato, di non aver fatto piangere alcuna persona, di non essere stato sordo alla giustizia ed alla verità, di non aver agito con violenza, eccetera, ci dice con altre parole di aver usato il perdono. Il perdono, contrariamente a quello che noialtri, da barbari ingenui, pensiamo, è un’arma potentissima infinitamente più potente della più potente bomba atomica, e finanche più potente della prossima bomba che gli “scienziati” cercano di costruire, quella dell’antimateria. Il perdono è un’arma della Civiltà. La vendetta, la guerra e la bomba atomica è un’arma della barbarie. Questo è il messaggio che ci viene dalla storia bellissima dell’incontro di Giuseppe coi suoi fratelli.

Giuseppe, divenuto potentissimo, quando riconobbe fra i profughi affamati coloro che avevano decretato la sua morte, avrebbe potuto facilmente vendicarsi e senza neanche esporsi in prima persona, visto che lui aveva riconosciuto i suoi fratelli ma essi non avevano riconosciuto Giuseppe. Giuseppe usò invece l’arma della Civiltà: il perdono.

Giuseppe non facendo violenza a nessuno era e fu pertanto la personificazione o l’umanizzazione, nella vita reale di tutti i giorni, dei precetti della “Confessione Negativa”. Giuseppe morì da uomo potente e la potenza del suo messaggio entrò nell’eternità come un punto di riferimento essenziale per chiunque voglia leggere e vedere la realtà con gli occhi della mente e del cuore. Il suo messaggio, come quello delle “Confessioni” è un messaggio di Amore Cosmico dei Padri della Civiltà, nostri antenati, i quali hanno lasciato le loro inconfondibili impronte per i loro messaggi immortali. Queste impronte erano e sono i numeri sessagesimali. La numerazione sessagesimale faceva parte del loro linguaggio ed i numeri sessagesimali erano un pò la chiave per accedere alla loro mentalità, erano i loro passaporti o carte di identità. Così fu per Giuseppe e i suoi fratelli, 12 figli di Giacobbe, con il 12 il fattore più indicativo della provenienza di tali preziosi insegnamenti di civiltà. Quando ci imbattiamo in tali numeri dovrebbe sempre suonare un campanello di allarme nelle nostre menti per avvisarci: attenzione!!, questo potrebbe essere un messaggio, o un reperto, o una opera, dei Padri della Civiltà.

Le tante lezioni della storia di Giuseppe e delle “Confessioni” mettono inoltre in risalto l’importanza dell’evitare gli eccessi, del vivere in equilibrio, equilibrio espresso molto bene dalla bilancia della sala del giudizio del “Maat”. Questo problema degli eccessi, pur dovendo essere qualcosa facile da capire, nella nostra odierna “modernità” è semplicemente ignorato. In particolare gli eccessi della “Parola” sono molto evidenziati nelle “Confessioni” quando dice io non ho pronunciato il falso, non ho detto parole vili o cattive, non mi sono adirato, non mi sono immischiato in inbrogli, non ho sparlato contro alcuno, non ho parlato con rabbia bruciante, non ho pronunciato parole blasfeme, non ho parlato più del necessario, non ho pronunciato maledizioni verso il sovrano, non ho esaltato le mie parlate o discorsi, non ho fatto distinzioni, non ho maledetto Dio, non ho maledetto le cose della natura. Cioè ben 13 accenni solo a questi eccessi distruttivi della parola.

L’Italia, fra i paesi occidentali, anche in questo eccelle. Negli anni 80 avevamo, noi, piccolo Paese al mondo, il 25%, un quarto, di tutte le trasmissioni televisive della Terra. Dopodichè si è perso il conto. Oggi questa percentuale sarà sicuramente aumentata. Non solo. E’ stata estesa a coprire tutte le 24 ore e, via satelliti, inviata a tutto il mondo, alimentando vorticosamente le illusioni, i fraintesi, le allusioni, le distorsioni, le false realtà, la bramosia, l’avidità, sogni spezzati, oltre alla voluta disinformazione o all’informazione di parte, tutte cose che contribuiscono ad aumentare gli squilibri del pianeta e gli odi che ne conseguono. Perchè gli eccessi conducono alla barbarie, ecco perchè è importante vivere in equilibrio. Ma quale governante avrà mai il coraggio di ridurre questo tanto parlare a livelli più accettabili e più rispettosi delle tante altrui sensibilità, culture e percezioni??? Nessuno. Nessuno perchè crediamo nella libertà infinita. Ma gli eccessi della libertà infinita ci potrebbero riservare amare sorprese.

I messaggi della storia di Giuseppe e i suoi fratelli e delle “Confessioni” sono, in conclusione, messaggi eterni di inclusione o conciliazione, sobrietà e carità contro i loro concetti opposti di contrapposizione, esclusione, eccessi e avarizia o indipendenza. Quando riconobbe i suoi fratelli Giuseppe, col perdono, si riconobbe parte includente della sua famiglia che ricompattò ed onorò. Parimenti quando venne la carestia salvò, in cambio di niente, tutti i profughi venuti a sfamarsi, facendo in pratica la carità dettata dal principio di inclusione in un momento in cui si erano verificati degli squilibri, o eccessi, tra chi aveva tanto e chi aveva niente.

Tante migliaia di anni dopo, ai nostri giorni, l’umanità si trova a rivivere quelle esperienze drammatiche delle abissali differenze fra gli esseri umani e fra le nazioni del pianeta. L’eccesso di ricchezza è un peccato, come evidenziato dalle “Confessioni” e va regolato al pari di tutti gli altri eccessi, secondo gli insegnamenti concettuali di Giuseppe e dei padri della Civiltà, come già mostrato negli articoli precedenti di questo blog da dove viene messa in luce l’idea che l’unica risposta possibile alle sfide che questa umanità si trova a fronteggiare è un solo governo per una sola Nazione, la Nazione Terra, con le stesse regole e con l’economia, in tutte le sue forme, governata e regolata dal governo anzichè essere lasciata “libera” nelle mani dei tanti turlupinatori ai quali del destino dell’umanità non glie ne frega niente. L’alternativa potrà solo essere una guerra fratricida della barbarie.

Vedi l’articolo n. 10 – GIUSEPPE IN EGITTO – per i dettagli e spiegazioni più importanti di questa affascinante storia di civiltà.

…….

P.S. del 15 Dicembre 2012 – A conferma ed a parziale correzione di quanto sopra descritto bisogna aggiungere che la storia di Giuseppe non è una fiaba ma, secondo le ultime decifrazioni dei relativi geroglifici, è la storia vera appartenuta al leggendario IMHOTEP, vicerè d’Egitto e del faraone Zoser della terza dinastia. IMHOTEP fu definito da alcuni studiosi come il Leonardo da Vinci egizio ed i suoi meriti furono tanti che dopo la morte fu deificato. La sua storia fu copiata dagli ebrei della Bibbia e dandogli il nome di Giuseppe.

4 – DOVE ANDARE

Posted in EVOLUZIONE with tags , , , , , on ottobre 30, 2010 by beautiful41

Per decidere dove dirigere i nostri passi forse varrebbe la pena di immaginarci di essere dei grandi personaggi istituzionali investiti della responsabilità storica di dare una speranza nel futuro a tutti gli abitanti del pianeta sulla base della necessità di governare gli opposti ed i contrari in modo armonico. Che cosa faremmo??? Appronteremmo un piano o programma adatto alle esigenze che ci siamo preposti e lo presenteremmo all’umanità intera affinchè essa, con il suo voto di accettazione o meno, ci dia il mandato alla realizzazione dello stesso piano. In virtù di quanto abbiamo esposto nei precedenti articoli ci è apparso chiaro che il nostro punto di riferimento verso il quale dovremmo incamminarci e dirigerci  sia un mondo dove vi sia l’armonia tra gli opposti ed i contrari, armonia che dovrà essere da noi governata.

Gli opposti ed i contrari lasciati a sè stessi, senza governo, e quindi pericolosissimi, sono tanti e molti di essi sono ben noti ma nessuno ha il coraggio di affrontarli vuoi per interesse personale, vuoi per mancanza di coraggio e vuoi per una assenza di visione globale impegnativa e di lungo termine. Si fa finta quindi di non vedere e di non sapere e si tira a campare preferendo lo status quo del politicamente corretto anche perchè gli abissi che dividono gli opposti ed i contrari sono talmente vasti che fanno paura solo a guardarli. Vale la pena però citarne alcuni per il momento solo per informazione riservandoci di ritornare sull’argomento dopo una più approfondita riflessione e per poter indicare quali misure concrete intraprendere.

Gli opposti ed i contrari quando non sono governati producono inevitabilmente quelli che noi chiamiamo semplicemente gli eccessi. Nostro primo dovere dovrebbe pertanto essere, se vogliamo controllare gli opposti ed i contrari, di eliminare gli eccessi. Gli eccessi sono all’origine dei fondamentalismi e sono tanti ed oggi sono ben messi in risalto. I più importanti sono forse l’estrema ricchezza di pochi e l’ estrema povertà di molti. Competizione sleale. Retribuzioni dalle differenze stratosferiche fra il primo e l’ultimo della scala sociale. Divisione fra cittadini di serie A e cittadini di serie B , dove il mondo dei senza “certezze”, che è fondamentalmente un mondo di “precari”, deve mantenere i privilegi eterni dei tanti privilegiati. Eccessi di comunicazioni televisive. Eccessi di pubblicità. Eccessi di libertà e di “libertà di mercato”. E tanti altri.

Gli eccessi di libertà sulle comunicazioni si sono tramutati in eccessi di spionaggio che associati agli eccessi di informazione hanno ormai reso l’uomo uno schiavo ed il suo pianeta un posto invivibile. E di conseguenza la buona fede è stata soppiantata dalla mala fede perchè tutti sospettano di tutti. L’uomo, invece di vedere nel suo simile un interlocutore innocuo con cui scambiare delle idee, vede in lui un potenziale nemico, e quindi tace e si rintana nel suo guscio, di qualsiasi tipo, cercando di proteggersi. E’ come se all’uomo sia stata tolta la parola, parola che pur era la base della sua umanità, del suo essere uomo. Esiste solo la parola roboante ed assordante di coloro che detengono lo status quo ed il potere e che ci vogliono convincere che questo è il migliore dei mondi possibili, Anche se bisogna dire, per onestà, che la parola scritta, con internet, è un benvenuto e giusto tentativo di riequilibrare gli eccessi degli sproloqui televisivi della parola orale dei privilegiati. E così siamo entrati e viviamo nel mondo delle porte chiuse. Per capire il nostro mondo delle porte chiuse vale la pena di descrivere il suo opposto, il mondo delle porte aperte.

C’era una volta.  Tanto tempo fa mi capitò di trovarmi su una nave ove le porte delle cabine degli ufficiali, dell’equipaggio e dei passeggeri erano sempre aperte. Era un periodo di sobrietà allorchè la parola “eccessi” sembrava non essere ancora stata inventata. Le porte si chiudevano solamente durante la notte per motivi di pudicizia e riservatezza. Ma durante il giorno, con le porte aperte, chiunque, passando, poteva sbirciare all’interno delle cabine, salutare o scambiare quattro chiacchiere con l’anima che la occupava. Anche quando ci si allontanava dalla propria cabina per lavoro o altre incombenze le porte rimanevano sempre aperte. Il furto e lo spionaggio e la mala fede vi erano sconosciuti per cui le tante persone a bordo, pur di diverse nazionalità europee, erano accomunate da un senso di estrema fiducia nell’altrui persona. Era un mondo in cui nessuno aveva il timore dell’altro e tutti erano i benvenuti e la disponibilità ad aiutarsi in cambio di niente era tanta. Mi piace ricordarlo come il mondo delle porte aperte.

Questo mondo delle porte aperte non capitò per una scelta o decisione dell’Uomo, ma fu una naturale fase della convivenza umana che sempre segue la fine di una grande catastrofe dell’umanità intera. Essendo una fase naturale e non una imposizione l’Uomo non si curò, nè si cura ancora oggi, di studiare o registrare le armonie che il mondo delle porte aperte intrinsicamente ed implicitamente possedeva. L’armonia, oltre che esprimersi matematicamente e geometricamente come il risultato di un rapporto tra dimensioni diverse, viene espressa anche come il risultato di un rapporto fra le diverse condizioni dell’Uomo, in una singola nazione e sul pianeta intero.

Pertanto compito dell’Uomo dovrebbe essere quello di intervenire con leggi adeguate alla fine di ogni stato o periodo di armonia naturale al fine di preservare nel tempo gli stessi rapporti armonici fra le condizioni degli uomini, rapporti armonici che sono i soli a poter prevenire il graduale formarsi degli eccessi fra gli opposti ed i contrari. Un lungo, decennale, centenario o millenario periodo di prosperità, progresso e pace può avvenire solo alla condizione che l’Uomo riesca a governare e tener sotto controllo sempre gli opposti ed i contrari, e la durata di una civiltà è direttamente ad esso connessa.

Oggi il menzionato breve racconto del mondo delle porte aperte sembra quasi una fiaba, ma è una favola-verità, come qualcuno  mi dice sempre. E’ il mondo perduto dell’armonia fra gli opposti ed i contrari verso il quale l’uomo dovrà dirigersi per ritrovare sè stesso e la sua spiritualità e di conseguenza la sua umanità.

3 – CHI SIAMO

Posted in SPIRITUALITA' with tags , , , , on ottobre 22, 2010 by beautiful41

Solo sull’orlo dell’abisso, quando siamo ad un passo dal disastro e dalla morte certa, possiamo avere la visione di chi noi veramente siamo. Immaginiamoci mentre siamo sull’orlo di una montagma rocciosa alta 4 o 5 mila metri innalzantesi  perpendicolarmente su altro terreno roccioso tanto lontano ed in basso che non riusciamo a scorgerne il fondo anche perchè la nostra vista è impedita dalle nuvole sottostanti a noi, mentre dietro di noi, che siamo sull’orlo del baratro, una immensa folla che è tutta l’umanità, ignara del pericolo, preme sempre di più perchè è convinta di raggiungere la salvezza. Cerchiamo di gridare, cerchiamo di avvisare  di fermarsi chi sta dietro di noi, cerchiamo di impuntarci per non essere spinti verso la morte, ma invano. Precipitiamo e voliamo verso la morte assieme a tutta l’umanità dietro le nostre spalle. Si salveranno solo gli ultimi che, non sospinti da nessuno dietro le loro spalle, riusciranno a fermarsi in tempo sull’orlo dell’abisso.

Come sempre capita quando siamo in un grave pericolo di vita, tutto il nostro corpo, il nostro essere e la nostra mente danno il meglio di sè stessi, cercando istintivamente una soluzione ed una spiegazione della situazione in cui improvvisamente ci siamo trovati. Ed è così che mentre stiamo volando verso la morte vediamo con assoluta lucidità che stiamo assistendo alla meraviglia dell’annullamento degli opposti e dei contrari, in questo caso alto e basso, strumenti di morte quando non governati dall’intelligenza divina che pure era dentro di noi ma che non abbiamo voluto o saputo riconoscere ed usare quando stavamo in tempo per farlo.

Ricordiamo, mentre voliamo verso la morte, che migliaia di anni fa questo mistero degli opposti e dei contrari era già stato svelato all’uomo. L’uomo era stato informato ed istruito sul fatto che dopo il big bang della nascita dell’Universo  nel caos iniziale si erano formate infinite particelle sottili che poi col tempo piano piano si agglomerarono ed andarono a formare tutti i corpi celesti che noi conosciamo. Con la formazione dei corpi celesti si formarono anche i loro cicli cosmici con i loro opposti ed i loro contrari per cui si rese necessario l’intervento di una Intelligenza Divina a governare questo nuovo ordinato divenire, secondo un piano ed un disegno razionale in una concezione di Armonia quale causa ed effetto della bellezza e meraviglia di tutti gli elementi della Natura. Per fondere gli opposti ed i contrari in un unico divenire l’Intelligenza Divina si servì dell’Amore, forza spirituale e materiale contemporaneamente, per mantenere insieme ed in equilibrio e parti di un tutt’uno gli opposti ed i contrari.

In questo processo di razionalizzazione l’Intelligenza Divina decise di rendere partecipe l’Uomo della sua divinità a causa di una Sua particolare concezione del divenire, e cioè la concezione del “Come sopra così sotto”. L’uomo, formatosi nel lungo cammino evolutivo con il progressivo agglomerarsi delle sole particelle sottili e quindi sottoposto alle leggi della natura e della selezione naturale, un bel giorno ricevette in dono dall’Intelligenza Divina gli strumenti che lo rendevano simile ad Essa: la Parola, la Logica e l’Amore Spirituale, i tre costituenti di quella che noi chiamiamo comunemente la Ragione ed il suo Pensiero e che ci distingue da tutti gli altri esseri viventi dell’Universo. L’Intelligenza Divina, con magnanimità d’animo, volle concedere all’Uomo anche la libertà di usare questi strumenti potentissimi, e quindi la libertà di governare gli opposti ed i contrari, ma lo preavvertì o lo avvertì che qualora con questi nuovi strumenti egli non fosse stato in grado o all’altezza di governare gli opposti ed i contrari del suo mondo, questi lo avrebbero distrutto, annientato, se non addirittura reso estinto.

Così l’Uomo, da essere governato dalla natura e dalle sue ferree leggi della selezione naturale, passò ad essere il Governatore della Natura ed il Padrone di sè stesso in piena libertà diventando in breve il signore del suo mondo. Dopo milioni di anni di asservimento alla natura, questo nuovo Uomo rinato alla Ragione in breve tempo ed in relativamente poche migliaia di anni fece conquiste a dir poco prodigiose: l’addomesticamento degli animali e l’invenzione dell’agricoltura con prodotti non selvatici, costruzione di città, scrittura, astronomia, misura, metallurgia e mineralogia, matematica e geometria, musica, letteratura, storia, arte, giustizia, religione, ingegneria, architettura e tanto altro fiorirono come in un baleno uno dietro l’altro. Fu un periodo idilliaco durante il quale l’Uomo, forte del suo Pensiero Razionale, con la memoria ancora fresca delle regole ferree sulle quali era fondata la sua creatività e divinità, profuse tutte le sue energie per la creazione e la nascita della civiltà umana, con l’Armonia scaturita dal controllo continuo e dal saggio uso del governo degli opposti e dei contrari a mezzo dell’Amore spirituale.

Col passare del tempo però l’Uomo perse questa memoria e si ritenne simile al Divino ma senza le condizioni che rendevano ciò possibile.  Fu così che gli opposti ed i contrari, non più regolati o governati, lasciati a loro stessi, cominciarono a produrre gli infiniti effetti deleteri della millenaria storia dell’Uomo, con guerre, conquiste, crimini e disastri che continuano e perdurano ai giorni nostri. Solo per guardare agli ultimi secoli forse vale la pena di menzionare i danni prodotti dalla mancata regolazione degli opposti e dei contrari: schiavitù, colonialismo, furto di interi continenti, imperialismo, rivoluzioni, marxismo, fascismo, nazismo, comunismo,  genocidi ed olocausti,  fosse comuni, gulag e gas nervini, due terrificanti guerre mondiali,  camere a gas e foibe, costruzione ed uso ripetuto di bombe atomiche su civili inermi, ed ora quale ciliegina sulla torta una crisi economica planetaria in omaggio al “libero mercato” dagli esiti tutt’altro che certi.

Ci appare quindi chiaro, mentre stiamo volando verso la morte, riscoprendo una antica svelata verità e nozione di vita, chi noi veramente siamo.  Siamo i regolatori ed i Governatori degli opposti e dei contrari a mezzo della Ragione e dell’Amore spirituale che è la sola imprescindibile ed ineludibile condizione per la crescita pacifica dell’Uomo nel suo cammino evolutivo ed è anche l’unica condizione per la sua stessa esistenza.