Archivio per Germania

123 – REVISIONISMO??? SI’, GRAZIE

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on febbraio 23, 2013 by beautiful41

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Revisionismo??? Sì, Grazie

La crisi economica in corso coinvolge tutti i valori, materiali e spirituali, dell’uomo. Tutte le credenze osservate da secoli come consolidate conquiste moderne sono crollate miseramente. Visto l’immobilismo dei nostri  governanti, il cambiamento ed il rinnovamento stanno già agendo da soli secondo le leggi della giungla: i più forti mangiano i più deboli.  I nostri governanti, chiusi nelle loro torri d’avorio, sembrano non accorgersi di nulla ed anzi continuano a riferirsi ai tradizionali parametri politici, economici, sociali, religiosi, scientifici, nella ricerca di soluzioni possibili per condurre il Paese fuori dalla crisi e verso l’ignoto del Terzo Millennio. Con la cieca fiducia nella validità dei passati tradizionali valori essi, i governanti ed esponenti dell’”Intelligentia”, rigettano e denunciano come “revisionisti” tutti coloro che osano prospettare visioni alternative.

La Nave Italia, assieme ad altri Paesi, pertanto, continua a correre verso il pericolo ed è solo una questione di tempo prima che esso si manifesti in tutta la sua perniciosità. In teoria il pericolo si potrebbe ancora evitare se si avesse il coraggio di formulare nuovi obiettivi, liberandosi dei valori e delle nozioni e dottrine, obsolete o errate, secolari e millenarie che si sono accumulate in misura tale da non essere più perseguibili o tollerabili. Ma solo in teoria, perché in pratica è estremamente difficile cambiare le idee  e la testa delle persone, se non si è motivati da una larga presa di coscienza.

Il dilemma pertanto è quello di decidere o scegliere di formulare questi nuovi obiettivi subito oppure attendere che il pericolo si sia manifestato. Il proverbio dice “chi ha tempo non perdi tempo”, quindi converrebbe esaminare la sostenibilità delle passate dottrine, alla luce del cambiamento. Le recenti dimissioni del Papa, una decisione che non si prende a cuor leggero, forse ci danno lo spunto per iniziare una sintetica disamina dei Revisionismi necessari. Come si può costringere un uomo di novanta anni a dire una messa natalizia notturna alla luce dei riflettori dove il poveretto era terribilmente stanco e dormiva in piedi??? Ci sono tanti modi per ammazzare una persona e questo è certamente uno di questi.

Come si può costringere un uomo a novanta anni a vestirsi e spogliarsi continuamente e condurre una vita rocambolesca fra aerei e viaggi in Paesi stranieri, incontri, discorsi, cerimonie, adunate, telecamere, interviste, che solo un ventenne da rock and roll potrebbe sopportare??? La risposta è la follia dei “media” entrati come pazzi in tutti gli spazi e sfere di riservatezza personale. La follia del mondo “mediatico” riflette la follia genarale di una “dirigenza” che rifiuta di fare uso della ragione, una “dirigenza” che, non avendo cognizioni di Amore né Anima, vede la realtà circostante solo attraverso la lente della competitività, della fretta e del denaro. E rimane quindi una sola cosa da fare e cioè quello di cedere le redini a chi abbia il vigore di ordinare un cambiamento radicale da atterrire, anziché esserne atterriti, le sottoposte potenti fazioni. Ed è quello che il Papa ha deciso di fare.   

Il cambiamento, se non lo si governa, impone da solo nuovi costumi e nuove credenze determinate dalla forza degli avvenimenti. L’Italia ha un numero di canali televisivi pari a quelli della Germania, Francia e Spagna messi assieme, e 24 ore su 24. E non esistono le domeniche, o festivi, o sabati, o ore di silenzio??? E naturalmente tutti fanno finta che questa è la “modernità”, ma è questa ragione o pura follia tutta italiana???

Proseguendo la disamina con le ideologie ottocentesche del comunismo e del liberismo, bisogna essere proprio ciechi per non accorgersi che il primo è crollato con il muro di Berlino nel 1989, ed il secondo è crollato con la Lehman Brothers nel 2008. Ma convincere i liberisti che la loro filosofia non ha retto alla prova dei fatti della storia appare essere una impresa forse impossibile. E si continua quindi in una contrapposizione irrazionale mentre l’Europa che conta ha risolto da lungo tempo questo problema adottando la socialdemocrazia che altro non è se non il governo dell’economia da parte dei Governi. Attenzione!! Qui lo Stato non è proprietario né gestore di nulla, ma “governa”  l’economia, con il controllo di costi, prezzi e tariffe e non prevede l’esistenza dei sindacati politici che quindi dovranno scomparire.

Proseguiamo ancora in questa rapida disamina e rimanendo sempre in politica, bisogna essere anche ciechi per non accorgersi che il motivo per il quale nei Paesi liberisti, principalmente Stati Uniti, Italia e Inghilterra, una cosmica quantità di ricchezza si è trasferita dalla maggioranza degli strati medio-bassi della popolazione ad una minoranza degli strati già ricchi,  grazie alla libertà infinita di muovere i propri capitali dovunque ed al di fuori di qualsiasi controllo dell’economia. In questi Paesi ove la democrazia è basata su una contrapposizione bipolare sinistra-destra o democratici-repubblicani o laburisti-conservatori si evita accuratamente anche di menzionare la parola socialdemocrazia perché essa farebbe perdere la libertà di manovrare l’economia per i liberisti e la libertà delle statalizzazioni per le sinistre.

E si preferisce pertanto, ciascuno legittimando il proprio contrapposto, uno sviluppo scandito dal ciclo guerra-distruzione-ricostruzione nel quale i liberisti possono perpetuare i propri arricchimenti attraverso le leve dell’economia libera e senza governo e controlli. Ma è questo quello che preferiamo??? Preferiamo cioè avere libertà assoluta con guerre-distruzioni-ricostruzioni e con disuguaglianze abissali, oppure progresso pacifico con una libertà limitata dal cedere il governo dell’economia ai governi democraticamente eletti??? Avere tutte e due le cose sarà sempre impossibile come l’avere la botte piena e la moglie ubriaca.

E dobbiamo continuare a sorbirci la favola della competitività??? Competitività significa competizione e da che mondo è mondo le competizioni si sono sempre svolte partendo da una base comune di partenza sotto la supervisione di un giudice di gara. O i liberisti, assieme ai governanti che lo permettono, producendo in un Paese e vendendo in un altro, devono essere considerati i salvatori della patria anziché dei ladri e rapinatori??? Ed è difficile riconoscere che per mantenersi sulle proprie gambe bisogna abolire i finanziamenti affidandosi solo al proprio risparmio??? Ed è difficile da capire che onestà, onore, prestigio, fiducia, stima, autorevolezza, dignità ed orgoglio sono già valori di inestimabile grandezza che possono e devono formare la retribuzione delle più alte cariche e responsabilità, anziché del denaro???

E, continuando con la storia, dobbiamo noi essere perennemente presi in giro con la favola della civiltà nata nella Grecia Classica??? E non sono serviti a niente tanti scavi archeologici attestanti che la civiltà è nata in Egitto migliaia di anni prima della Grecia Classica, e dall’Egitto diffusa in tutto il mondo come attestato da tante testimonianze??? E vogliamo ancora continuare con l’idea euro-centrica che tutto + nato in Europa per appagare la sete di supremazia culturale???

Ed è difficile capire che la Terra è abitata da 7 miliardi di persone e che per ciascuna persona sono disponibili solo 20 metri quadrati di superficie??? Ed è difficile capire che il liberismo autonomo ed infinito è incompatibile con la sostenibilità necessaria ed adeguata alle risorse del pianeta???  Ed è difficile capire che solo la ricerca di un punto di equilibrio per tutti può assicurare un progresso pacifico??? Ed è difficile capire che bisogna arrestare la produzione e vendita di armi in tutto il mondo se non esclusivamente quelle per la propria difesa???

Una Civiltà duratura ed un sistema sociale che assicuri una continuità pacifica senza guerre, crisi o rivoluzioni, possono solo concretizzarsi nei valori immortali della civiltà che sono Sobrietà, Amore e Conoscenza ove per Sobrietà si intende Misura, Equilibrio, Giustizia  e Sostenibilità, ciò che implica l’assenza di disuguaglianze abissali, la pre-condizione perché si possa realizzare l’Amore nel senso di Rispetto per sé stessi, la natura ed il proprio simile, nel rispetto della dignità e nella libertà di ciascuno. Ed è difficile o impossibile che ciò si potrà realizzare al di fuori della social-democrazia, dove l’economia è “governata” dai Governi e non è lasciata libera nelle mani dei liberisti e dei sindacati politici.

I concetti e le idee da cambiare o da rivedere sono  innumerevoli e in tutti i campi dell’umana esperienza ed in questo articolo vi è solo un cenno ad alcuni di essi.

Revisionismo??? Sì, Grazie. E presto.

113 – LA SUPERIORITA’ ARIANA E L’EURO-CENTRISMO

Posted in ATTUALITA', MISURA E GIUSTIZIA, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , on novembre 3, 2012 by beautiful41

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La Superiorità Ariana e l’Euro-centrismo.

La datazione dell’Origine della Civiltà.

La superiorità della razza ariana è tristemente nota per essere stata l’ideologia portante del nazismo e di Hitler. Anche se il nazismo e Hitler avevano interpretato in senso stretto il popolo di razza ariana come il popolo germanico, “superiore” a tutte le altre razze, il concetto di “popolo ariano” risale a prima del nazismo ed include tutti i popoli che vanno dall’India all’Europa intera, popolo che è stato classificato dagli antropologi per l’appunto come popolo indo-europeo.

La condanna del nazismo e dei suoi crimini, divulgata con tutti i mezzi possibili per tutto il pianeta, ha creato l’illusione e fatto credere all’umanità intera che questa ideologia razzista era una patologia mentale che apparteneva solo al nazismo ed Hitler e che pertanto, finita la guerra con la sconfitta del nazi-fascismo, questa patologia mentale fosse stata debellata per sempre.

Ma questa è solo l’apparenza. Questa “superiorità” viene da lontano e quella conosciuta è solo la punta di un immenso iceberg che interessa e si ripercuote nel presente e nel futuro di tutta l’umanità. La sua valenza pertanto è immensa perché concerne il “pensiero razionale”, la capacità di avere una giusta prospettiva della realtà e di ciò che è giusto e ciò che non è giusto.

Per quanto il nazismo sia stato condannato ampiamente a parole, Hitler, dall’al di là dove si trova, sarà sicuramente molto felice di sapere che le sue idee di superiorità della razza ariana sono state concretizzate, oltre ad ogni aspettativa, dopo la sua morte, in modo pacifico.

L’idea della “superiorità” ariana si era sviluppata in modo graduale a partire dal Rinascimento con le tante conquiste della conoscenza scaturite dalla lettura dei classici greci importati dagli arabi e tradotti in latino e che avevano acceso la miccia ad un progresso apparentemente illimitato del quale l’Europa ne era il centro promotore. La datazione del calendario che contava gli anni dall’anno zero di Cristo si saldava alla perfezione con gli scritti dei classici greci dando origine ad una concezione euro-centrica della Civiltà perché essa, questa Civiltà, era nata nella Grecia Classica e con Cristo.

Pur se questo sentimento di superiorità era allo stato latente nell’animo di molti europei, il punto di rottura, o di svolta, fu raggiunto in Inghilterra, ove paradossalmente erano iniziati gli studi sulla metrologia antica, dopo che lo studioso tedesco di classicismo greco August BOCKH pubblicò alla fine del XIX° secolo il risultato delle sue ricerche sulle unità di misure classiche greche attestanti che vi era nel mondo ellenico antico un singolo sistema di misure (metrologia) che era stato sviluppato in Egitto e consegnato ai Classici Greci come un lotto unico, o un solo blocco, e comprensivo delle unità di lunghezza, peso, volume e connesse con le misure angolari e del tempo. August BOCKH sosteneva inoltre che in questo sistema la cubatura dell’unità di lunghezza produceva l’unità di volume che, riempito con acqua dolce, produceva l’unità di peso.

Ma il troppo diventò troppo perchè questa era una idea che gli europei non potevano accettare a cuor leggero dato che l’accettazione di tale ricerca o scoperta avrebbe comportato il riconoscimento che il “pensiero razionale”, l’embodimento del significato di Civiltà, non era nato nella Grecia Classica, in territorio europeo, ma in tempi migliaia di anni prima dei Greci ed in Paesi stranieri totalmente extra europei ed extra ariani. Ed in che modo si poteva rifiutare una tale nuova prospettiva, poi suffragata da tanti rinvenimenti archeologici???

Lo si poteva fare in un solo modo, e cioè quello di rifiutare l’evidenza. Per rifiutare l’evidenza si cominciò ad attaccare il metodo attraverso il quale si era pervenuti alle citate indigeribili conclusioni, e cioè il metodo della filologia. In sintesi la filologia ha origini germaniche ed è lo studio sistematico, a tappeto, di tutti i possibili significati dei testi. parole o frasi, che si esaminano prima di poter arrivare ad una certa e sicura conclusione interpretativa finale.

Si cominciò pertanto a dire che questo metodo filologico era poco affidabile o errato e tipico della pedanteria perfezionista germanica. Un metodo cioè senza l’uso della fantasia o dei “lampi di genio”, e che solo un metodo “induttivo” e fantasioso, superiore e di stampo inglese, avrebbe permesso il raggiungimento di conclusioni veritiere. Da quell’epoca, fine ottocento o inizi del novecento, il pensiero scientifico dell’uomo, pur di non rinnegare la superiorità ariana, si rifugiò nella pura irrazionalità, si rifugiò cioè nella follia che continua ai giorni nostri, per esempio con l’economia ove la Germania non capisce e mai capirà l’utilità del vivere nei debiti anziché nel più corretto vivere senza debiti.

L’irrazionalità nata da questa contrapposizione fra il mondo accademico anglosassone e quello della Germania, fra un classicismo fantasioso ed un classicismo scientifico, ha contribuito pesantemente allo scoppio delle due terrificanti guerre mondiali. Naturalmente questa storia della perdita del pensiero razionale è molto complessa, lunga ed articolata ed in questo articolo vi si danno solo dei cenni per l’utilità e la curiosità dei lettori.    

E’ anche però una storia tristemente divertente nel constatare le enormi idiozie, i paradigmi più aberranti, le bufale colossali date come oro colato nelle università più prestigiose al mondo, dalle quali non possono non uscire che degli handicappati mentali o, come si dice oggi, dei diversamente abili della cognizione e ragione. Ecco perché nelle stesse università si insegna ai giovani che “i numeri dell’antichità non contano”.

E quando un famoso archeologo ebbe il compito di esaminare il regolo di un cubito, venuto fuori dagli scavi archeologici, sul cui retro vi erano delle iscrizioni dalle quali si deduceva che gli antichi egiziani conoscevano ed usavano la numerazione in gradi dei 360 gradi, fu subito scartata a priori la giusta interpretazione con le parole “Bisogna assolutamente escludere che gli antichi egizi conoscessero i gradi”. Come in questa storiella, si sono esclusi poi, a priori, o passati sotto silenzio, reperti, testi ed evidenze da cui  si potesse desumere l’origine della Civiltà in posti diversi da quelli della Grecia Classica.

Eppure, dalle più remote antichità è pervenuta una frase, citata e ripetuta su tantissimi e più disparati testi: “”METRA KAI STATHMA KAI NOMISMA”” (o NOMOS), riportata in latino come “”NUMERO, PONDERE ET MENSURA”” a significare l’importanza che gli arcaici, già migliaia di anni prima della Grecia Classica, attribuivano alla Misura  originata in Egitto, alla latitudine di 27° 45’ N, e che metteva l’Uomo in relazione con il Cosmo, con le dimensioni della Terra, con lo spazio e con il tempo, come descritto all’articolo n. 23 – L’Origine della Misura.

La datazione in cui originò questa Misura, diffusasi poi a tutti gli antichi popoli della Terra, si deduce facilmente dalla demarcazione dei primi confini dell’Egitto allorchè il confine meridionale fu stabilito alla latitudine del Tropico del Cancro di quei tempi, a 24° 00’ N, in corrispondenza del bordo superiore della prima cataratta del Nilo. Questa latitudine, ove il Sole raggiunge lo Zenith una volta all’anno, al solstizio d’estate, e che oggi è 23° 27’ N, rappresenta in pratica l’inclinazione dell’asse terrestre sull’eclittica.

La scienza moderna ritiene che l’asse terrestre subisce una variazione di questa inclinazione pari a 2°, due gradi, tra 22,5 e 24,5, ogni 41.000 anni, ed ora tale inclinazione è in fase discendente. Mezzo grado di variazione dell’inclinazione impiega pertanto circa 10.000 anni. Ciò significa che la Civiltà, con l’origine della Misura, nacque in Egitto circa 10.000 anni addietro o circa 8.000 anni AC, quando il Tropico del Cancro era, come detto, a 24° 00’ N, in corrispondenza del bordo superiore della prima cataratta del Nilo.  E ciò è nei limiti ragionevoli risultanti da tanti testi dell’antichità e da una cronologia non falsata né immensamente sottostimata per gli accennati motivi di “superiorptà” euro-centrica.

Mi fermo qui per non annoiare troppo i lettori ma sembra d’obbligo concludere dicendo che se non si trova il coraggio di riconoscere l’evidenza, e quindi il raziocinio e la ragione, in futuro ci aspettano disastri ben più gravi delle due guerre mondiali e della crisi economica.

104 – THE BEST AND THE BRIGHTEST – I MIGLIORI ED I PIU’ BRAVI

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 14, 2012 by beautiful41

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The Best and the Brightest – I Migliori ed i più Bravi

Alcuni anni addietro, quando il pianeta fremeva di ottimismo alimentato dall’idea che l’uomo avesse raggiunto un livello di intelligenza e di progresso insuperati nel passato e che gli permetteva pertanto di sconfiggere la povertà e qualsiasi avversità, all’improvviso arrivò la doccia fredda che tutto ciò era solo una illusione. Questa idea era nata e si era instaurata nelle migliori e più esclusive e prestigiose università occidentali, ed era che il progresso procede a linea retta e pertanto si poteva molto meglio vivere sul debito finanziando il futuro ed impacchettando e spacchettando crediti e debiti “tossici” e “derivati” secondo formule matematiche rigorose e “scientifiche” apprese in costosi “masters” universitari.

Le persone che lavoravano ed operavano intorno a quest’idea ritenuta all’avanguardia del pensiero razionale occidenrale venivano chiamati “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, cioè i migliori ed i più bravi del pianeta. “THE BEST AND THE BRIGHTEST” erano orgogliosi di essere gli araldi di questo magico pensiero dispensatore di ricchezze per tutti e per questa loro magia venivano lautamente ricompensati con paghe milionarie da parte di società bancarie e finanziarie che facevano a gara ad aggiudicarsene i servigi.

“THE BEST AND THE BRIGHTEST” ostentavano questi loro “sudati” privilegi e queste loro abilità finanziarie pavoneggiandosi guidando auto sportive Porsche ed acquistando i più costosi e ricercati appartamenti a New York, Londra, Parigi…..ed in tutte le più importanti capitali, ove essi operavano dando lezioni ai dirigenti bancari di tutto il mondo. Essi conducevano una vita da fiabe da mille e una notte, frequentavano i più esclusivi ristoranti ed assagiando i vini più costosi. Ma essi non sapevano che il tutto era solo una fiaba, perchè basato su ricchezza fittizia o rubata ai Cittadini della Terra.

Il pensiero e la dottrina di “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, in sintesi, come sappiamo, ha condotto il pianeta alla distruzione con l’economia paralizzata, Nazioni destabilizzate, disoccupazioni, chiusure di fabbriche, fallimenti, arricchimenti stratosferici per pochi, rovina e povertà per moltissimi, suicidi, recessioni, ed il peggio che forse dovrà ancora venire dato che il ciclone planetario provocato dai “THE BEST AND THE BRIGHTEST” non è ancora passato.

“THE BEST AND THE BRIGHTEST”, visti i tanti disastri provocati dalla loro magia, adesso vivono un pò più appartati e non si mostrano alle luci della ribalta, ma sotto sotto ed in sordina quando possono continuano ad operare, perchè il lupo perde il pelo ma non il vizio. Non uno di essi si è scusato o chiesto perdono per i tanti guai causati, nè alcuna delle prestigiose università dove “THE BEST AND THE BRIGHTEST” sono stati istruiti ed allevati ha mai chiesto scusa o perdono. Ciò perchè nessun Governo Occidentale ha osato riformare il sistema.

La discesa in campo dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, più o meno in concomitanza della caduta del muro di Berlino, oltre ai disastri sopra riportati, ha creato un nuovo spartiacque planetario e la creazione di due nuove opposte filosofie di vita. Il vecchio contrasto tra comunismo e occidente si è trasformato in un nuovo dualismo fra Paesi che vivono sul debto e Paesi che vivono sul risparmio o ciò che si ha. Questa nuova linea di separazione divide il pianeta quasi a metà ed interseca gli stessi Paesi occidentali.

Prendendo in esame solo questi Paesi abbiamo da una parte la Germania, senza debiti e decisa a non farne, autosufficiente, produttiva, ricca e sobria allo stesso tempo, perfetta in tutte le sue espressioni di Nazione. E dall’altra parte della linea di separazione abbiamo più o meno tutti gli altri Paesi occidentali carichi di debiti in misura variabile. Che male c’è, si potrebbe obiettare, se c’è chi preferisce vivere di debiti e chi di ciò che ha??? Le risposte potrebbero essere tante ma in quest’articolo proviamo a rispondere così: con i debiti si sceglie di vivere alla mercè dell’evoluzione, sognando e sperando che vada sempre tutto bene; mentre basandosi su ciò che si ha si domina sull’evoluzione. Nel primo caso si è schiavi, nel secondo si è padroni di sè stessi.

Non c’è da meravigliarsi pertanto se la Germania sia sotto attacco per la sua intransigenza ad essere autosufficiente. Si tratta di due opposte concezioni di vita ove l’una conduce alla Barbarie e l’altra alla Civiltà. Gli avvenimenti occorsi e determinati dal pensiero e dalle nozioni dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” dovrebbero indicare senza dubbio dov’è la strada della salvezza. Ma non è così. Il pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” perdura e prevale, a sinistra ed a destra, nel nostro ed altri Paesi occidentali, fra gli intellettuali ed in ogni settore della società ove si invoca la crescita con lo stesso sistema di prima, il sistema dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” che tanti disastri ha già prodotto.

Il “boom” di Grillo ha mostrato un chiaro segnale che i cittadini sono stanchi e non sono disposti più a sopportare le ingiustizie, le rapine, le corruzioni, lo spreco ed il furto di pubblico denaro, gli smodati arricchimenti e privilegi e le abissali disuguaglianze resi possibili dal perdurante pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” con il quale tutta la classe politica tradizionale vorrebbe ripristinare la tanto auspicata crescita economica.

In altre parole i cittadini che hanno dato il voto alle 5 stelle hanno indirettamente dato la preferenza per il sistema in vigore in Germania ove, con il determinato rifiuto ad adottare le idee dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” e con un sistema che nell’assenza di debiti, nella sobrietà, giustizia ed onestà, nel benessere per tutti, con il lavoro per tutti e nel rispetto di tutti, con il controllo armonico di costi, prezzi e tariffe da parte del governo, viene offerta e presentata una chiara scelta di progresso pacifico ed in armonia con tutte le sue componenti, una scelta cioè di Civiltà.

Il ripristino della crescita secondo il pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, con una libertà infinita solo illusoria, è invece una sicura scelta di Barbarie.

Questo è ciò che vede la Germania assieme ai votanti per Grillo. E ciò è anche il pensiero degli “Indignati”, gli “Occupy Wall Street”, i “No Global”, assieme a tutti gli altri tanti movimenti di protesta che non hanno colore, sono trasversali, e copriranno presto tutto il pianeta perchè la Terra, il rispetto e la dignità sono di tutti, e non solo dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”.

103 – IL CONTO SENZA L’OSTE – FLASH

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, FOLLIE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 11, 2012 by beautiful41

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Il conto senza l’oste – FLASH

Fare il conto senza l’oste si dice quando si tirano conclusioni unilaterali senza tener conto di chi, o di cosa, determina lo svolgersi degli avvenimenti. Dopo secoli di lotta ideologica fra liberismo e comunismo, fra democrazie di mercato e statalismo, e dopo varie guerre mondiali terrificanti, siamo punto e a capo come se l’esperienza della storia non fosse mai avvenuta.

Non è servito il collasso del comunismo a convincere i cervelli di molti uomini che quel sistema non funzionava. Non è servito il collasso in corso del capitalismo da libero mercato liberticida e rapace a convincere i cervelli di molti uomini che il sistema attuale di una finanza predatoria e di un mercato senza regole, oltre all’arricchimento miliardario di pochi, ha destabilizzato Nazioni intere provocando chiusure fallimenti disoccupazioni suicidi povertà e disuguaglianze abissali.

E si ha finanche la spudoratezza di negarlo. Ed ancora più spudoratezza a chiedere più liberalizzazioni incontrollate.

Ma questi signori, di entrambe le parti, hanno mai sentito parlare di armonia, o svluppo armonico, o crescita armoniosa, o progresso armonico??? L’armonia non è un abracadabra di religione o un abracadabra di arte estetica o di prospezione sentimentale. L’armonia è numero ben preciso che mette in relazione il grande con il piccolo in maniera ed in misura detta per l’appinto armonica o senza eccessi.

L’armonia prevede un ente centrale, che dovrebbe essere il governo, il quale, come un direttore di orchestra, regola tempi, volumi e toni dell’economia in funzione della variabile produttività del Paese ed in modo tale che tutte le varie componenti di prezzi, costi, salari, banche e tassazioni producano un effetto o una musica piacevole.

E’ difficile da capire tutto ciò???

Sembra di sì, o per lo meno per i nostri governanti e per i “liberisti” i quali con le loro decisioni adottate finora hanno ampiamente dimostrato di non conoscere l’armonia, tassando subito i più poveri e lasciando a chiunque di aumentare prezzi e tariffe a suo piacimento. Evviva!!!

E’ come se in un’orchestra ogni componente suoni quando, come e quanto vuole. Il suono che ne deriva farebbe scappare non dico gli amanti della musica, bensì gli amanti dei tuoni atmosferici!! E questa è l’idea di libertà dei “liberisti”: fare e imporre quello che si vuole senza considerare le anime e la natura circostante, ma questa non è libertà, questa è pura avida follia.

E senza direttore di orchestra le liberalizzazioni e privatizzazioni hanno ed avranno effetti devastanti.

La Germania, unico Paese in Europa, applica invece il concetto di armonia nell’economia sia in crescita e sia in decrescita e questo è il segreto del suo successo. Il rifiuto di ciò riconoscere farà sì che in Europa rimarrà in piedi un solo Paese; la Germania.

Per realizzare l’Armonia la prima cosa da stabilire è chi sarà l’unico direttore di orchestra, il Governo o i Sindacati politici. Il non voler venire a patti con questa semplice realtà significa volersi suicidare.

Ma non c’è dubbio che i fatti drammatici che si stanno svolgendo sotto i nostri occhi determineranno, da soli, l’azzeramento di tutte le illusioni ideologiche, di sinistra e di destra “liberista”, presentando il conto finale alla sempre più povera Nazione Italia.

Ma la vita continua, con un nuovo Sole ed una nuova Civiltà, e lo vedremo nel prossimo articolo.

88 – EQUITALIA E MERKEL, LE DUE BEFANE

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on gennaio 7, 2012 by beautiful41

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Equitalia e Merkel, le due Befane

Gli attori in campo di questa sceneggiata sono diversi, le loro esigenze sono divergenti e le forze dinamiche che ne risultano non sono facili da governare e dominare anche perchè c’è un vizio di fondo comune a tutti gli attori in campo ed è quello del rifiuto a riconoscere la realtà, forse per mancanza di riflessione o per visioni “politicamente corrette”, ma distorte, degli avvenimenti contemporanei.

Gli attori in campo sono 1) l’Amministrazione dello Stato Italiano qui rappresentato da Equitalia, 2) Angela Merkel cancelliere della Germania in rappresentanza dell’Euro e dell’Europa, 3) Giuliano Ferrara che ci diletta tutte le sere in TV con le sue ramanzine e predichette, e 4) i giornalisti editorialisti del Corriere della Sera e del New York Times che rammentano continuamente ai Cittadini della Terra lo svolgersi degli avvenimenti e cosa bisognerebbe fare per il futuro.

Equitalia, degna rappresentante di uno Stato Italiano ancora fedele all’impostazione coercitiva e ricattatoria del Regno d’Italia al momento e dopo l’Unificazione quando con le alte tassazioni riuscì a produrre la più alta ondata emigratoria della storia e la formazione del “brigantaggio” poi tramutatosi in mafie e camorre, continua imperterrita con l’uso di spietate vessazioni avulse dalle regole di civiltà immortali basate sul rispetto e sul non far violenza a qualsiasi elemento del creato, incluso donne, uomini e cittadini.

Questa visione, vecchia di 150 anni, dell’Amministrazione dello Stato Italiano, di una Nazione che impone la riscossione dei tributi dai sudditi con minacce di pignoramenti, ipoteche, espropri, multe e trattamenti indegni di un Paese civile rende l’Italia ancora più lontana da uno spirito ed una prassi seguiti da altri Paesi europei o occidentali in molti dei quali il pagamento dei tributi è spontaneo ed un atto volontario dei cittadini. Questa mentalità impositrice allontana i cittadini dal loro Stato anzichè avvicinarli ed è anche la fonte di privilegi sganciati dalla realtà sociale. Insomma il Bel Paese invece di essere un bellissimo animale da curare è solo una vacca da mungere.

Angela Merkel è ormai, rispetto all’Italia, il cancelliere di un altro pianeta. Agli occhi di chi ha passato una vita quale viaggiatore di professione è chiaro che l’Italia, rispetto agli altri Paesi fondatori dell’Europa comunitaria, è rimasta ferma al 1970, anno più anno meno. Da quell’epoca, gli altri hanno proseguito avanti e noi siamo rimasti pressocchè fermi. Fa male al cuore a dirlo, per chi ama il proprio Paese. ma ormai non riconoscerlo sarebbe disonesto. E 40 o 50 anni di paralisi non si ricuperano con delle “riforme” avviate o da avviare, e con maggiori tassazioni e liberalizzazioni affrettate. Molto di questa paralisi è dovuta all’anomalia italiana del sindacato che fa politica con manifestazioni continue invece dell’interesse del lavoratore e la Merkel, anche se non lo dice, pensa piuttosto a sganciarsi anzichè agganciarsi all’Italia.

La nota lettera fatta dall’Europa di Bruxelles al governo italiano sollecitando la modernizzazione generale del Paese per evitare il crollo dell’Euro aveva gli scopi di procrastinare nel tempo quanto più possibile la tenuta dell’Euro fra Nazioni che ormai non potranno crescere con gli stessi ritmi, mettersi la coscienza a posto per aver comunicato il pericolo che corre la moneta unica, ed avere più tempo per prepararsi all’inevitabile triste conclusione finale. Il fatto che la Germania rifiuti di sottoscrivere i bond europei e che di unificazione politica, la sola cosa che potrebbe arrestare il corso degli eventi, non si parli più, la dice lunga di ciò che bolle in pentola.

Giuliano Ferrara, da buon liberista, sembra non accorgersi dei danni causati da una finanza libera e spregiudicata e da un libero mercato globale sfruttatore, dalle delocalizzazioni facili che tolgono il lavoro perchè lo portano “dove costa meno” ed auspica più libertà, più liberalizzazioni, più mobilità generale per far tornare la crescita come e più di prima. E naturalmente con queste idee superliberiste la parola “protezionismo” è un tabù da non pronunciare. E regole sui prezzi neanche a parlarne.

Gli editorialisti del New York Times e del Corriere della Sera, pur essendo in favore del libero mercato come Giuliano Ferrara, e pur non nominando la parola peccaminosa “protezionismo”, sono però dei cosiddetti “keynesiani”, seguaci cioè dell’idea che in un libero mercato i governi delle Nazioni dovrebbero pilotare le economie aumentando le tasse nei periodi di “boom” e spendendo soldi o diminuire le tasse nei periodi di magra per sostenere il lavoro in generale con tutti i suoi vantaggi. Ed il nostro governo, pur essendo per struttura mentale un “keynesiano”, ha fatto esattamente l’opposto delle prescrizioni di Keynes aumentando le tasse nei periodi di crisi deprimendo ancora di più il mercato.

I “keynesiani” non considerano però che le teorie di Keynes furono pensate, e sono senz’altro valide, per ciascuna singola Nazione con un unico sistema monetario, amministrativo ed economico, e sono del tutto inutili per Nazioni immerse in un mercato globale dove l’americano va a produrre i suoi pannelli solari in Cina, l’italiano va a produrre le sue scarpe in Vietnam e i reggiseni in Malesia, e così via di seguito per milioni di altri casi, mentre essi mantengono il silenzio sulle nuove talpe sotterranee che lavorano 7 giorni su 7, in completa schiavitù, a danno dei lavoratori “normali” rimasti.

Di tutti questi attori pertanto l’unico che sembra stare coi piedi per terra è la cancelliera Merkel mentre gli altri menzionati attori sembrano cullarsi in illusioni elucubrative irreali. Verrà il momento però che gli italiani, ed altri cittadini di altre nazioni, costretti a mantenersi sulle proprie gambe, si dovranno proteggere per non morire e lo potranno fare solo cercando di proteggersi col protezionismo che, come stanno le cose, sembra ineluttabile quando si sarà costretti a tirar fuori la testa dalla sabbia per guardare in faccia la spiacevole realtà.

In conclusione, se i liberisti come Giuliano Ferrara sono convinti che il libero mercato globale sia una conquista benefattrice, che il sistema finanziario attuale risponde alle esigenze di civiltà dei cittadini, che le differenze abissali siano una normalità, che bisogna liberalizzare per correre ancora più di prima, che si possa competere partendo da basi diverse, che i paradisi fiscali siano intoccabili, e se i “keynesiani” pensano in un modo ed agiscono in un altro applicando al contrario le regole di Keynes, allora, cari amici, siamo proprio rovinati e siamo finiti fra l’incudine ed il martello, l’incudine delle leggi della giungla di Giuliano Ferrara ed il martello del governo pronto a rompere le gambe a chiunque cerchi di alzarsi.

E l’Armonia, la Misura e le regole immortali della Civiltà che fine hanno fatto???? Non si sa, nè cosa siano e nè cosa significhino….

Ma la ricerca della Luce continua.

75 – IL GIORNALISMO ITALIANO

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Il giornalismo italiano è un grande malato. E’ malato di una grave malattia scaturita dall’aver assorbito una immensa quantità di iniezioni di sulfamidici. Quasi nessuno lo sa perchè quelli che ne dovrebbero parlare, informando i cittadini che pagano i sulfamidici, sono gli stessi giornalisti che ne beneficiano.

Prendiamo le televisioni. L’Italia ha un numero di trasmittenti TV quanto quelle della Germania, della Francia e della Spagna messe assieme.

Se si contano i “canali” che ciascuna trasmittente produce, l’Italia ancora oggi possiede forse la percentuale di trasmissioni TV che aveva nel 1980, cioè il 25%, un quarto, di tutte le trasmissioni TV del pianeta Terra. Non vi sembra che c’è qualcosa fuori posto??? Più che fuori posto, immensamente e sicuramente fuori misura!!!

E naturalmente per riempire lo spazio-tempo, 24 ore su 24, di tutti questi infiniti palinsesti non basta la fantasia alla produzione dei programmi e del tam-tam continuo del diluvio di parole, idee ed informazioni. Per cui tutto fa brodo. Telegiornali in continuazione è il primo modo per riempire lo spazio-tempo dei palinsesti, con inviati fissi e mobili in tutte le parti del mondo ed in ogni dove si spari ad una quaglia, e per ogni singolo canale.

Oltre ai TG, per riempire tutto questo immenso spazio-tempo. si insegue qualsiasi cosa che possa “fare notizia”, in particolare uccisioni di uomini, donne, cani, gatti, lucertole, uccelli, e altro, ingigantendone i contenuti con commenti strazianti espressi con voci appositamente studiate ed allenate ad elevare l’importanza dell’argomento. Già se ci fermassimo qui la cosa parrebbe una specie di girone o giostra infernale, resa ancora di più tale dalla nuova scoperta di far passare un enorme numero di immagini al secondo, al limite della percettività, al fine di confondere l’utente, in aggiunta alla scoperta dello scandire il più alto numero di parole al secondo, sempre per confondere l’utente. Insomma una truffa bella e buona.

Ma non è finita qui. Intanto chi paga tutto questo enorme lusso e spreco??? Ma i cittadini della Terra, naturalmente!!! E come i cittadini della Terra pagano tutta questa valanga di milioni o miliardi???

I cittadini della Terra pagano tutti questi soldi in due modi: attraverso i canoni televisivi, che vanno direttamente alle stazioni televisive. E pagano attraverso la pubblicità quando vanno a comprare qualsiasi cosa al supermercato, dato che nel prezzo finale delle merci al pubblico vi è incluso anche il costo della pubblicità che i produttori o fabriche o aziende hanno sopportato per fare pubblicità al loro prodotto. A capo di questa industria pubblicitaria c’è il nostro tanto amato e odiato premier Berlusconi il quale controlla, o ne è proprietario quasi unico, la società Publitalia, che è la più grande società italiana di pubblicità, che agisce quindi in regime di monopolio o quasi monopolio.

(I citati dati sono ricavati da un libro, “The dark heart of Italy”, pubblicato in Inghilterra e nei Paesi anglofoni).

Il controllo delle televisioni proprie e della pubblicità in tutto il Paese nelle mani di una sola persona rende quest’ultima in pratica detentrice dei destini dei loro rispettivi mercati. Possiamo dire che oggi il settore televisivo dipende in larga misura da chi controlla la pubblicità. Questa è la fonte di una ricchezza crescente e senza fine del nostro premier Silvio Berlusconi. E più trasmittenti tv ci sono, sue o non sue, più è alto il guadagno. Naturalmente tutto perfettamente legale ma eticamente una follia nel lasciare che un uomo divenga il proprietario del pianeta Terra.

A quest’anomalia pubblicitaria e televisiva se ne aggiunge un’altra giornalistica dato che tutti i giornali, che sono tantissimi come le trasmittenti televisive, non si reggono sulle loro gambe come accade per lo più negli altri Paesi occidentali, ma sono “sovvenzionati”, coi soldi dei cittadini, attraverso tanti partiti politici a cui pressocché tutti questi giornali fanno capo. Ciò fa sì che i giornali non possono raccontare una realtà o verità diversa da quella dell’orientamento ideologico del partito a cui fanno capo e dal quale prendono i soldi, la loro fonte di sostentamento.

In questa impalcatura strutturale dell’informazione in Italia due cose emergono con chiarezza. L’odio feroce e mortale alimentato dalle contrapposizioni dalle visioni unilaterali che, attraverso tv e stampa, si riversa, ingigantendosi, nel Paese. E la scomparsa della realtà perchè la contrapposizione annulla la Ragione rendendo le persone cieche nella mente, dato che esse, prigioniere dei propri pregiudizi, guardano ma non vedono.

In questo polpettone mediatico delle informazioni, dell’apparenza, e spesso della voluta disinformazione o informazione di parte, crescono, si allevano e si alimentano i destini dell’uomo con le sue passioni, odi, illusioni, pregiudizi, false notizie, stereotipi di convenienza, lavaggi del cervello, e tanto altro, tutto bell’e confezionato, impacchettato, etichettato e venduto come se esso stesso, questo polpettone, fosse una pubblicità di un prodotto da comprare e consumare come qualsiasi altro prodotto.

Questo enorme polpettone, come una nebbia calata sulla mente, fa sì che la riflessione non sia più alla facile portata dell’uomo, rendendolo uno schiavo di sè stesso e di altri che pensano per lui, ed un prodotto del consumismo, accecato dalla convinzione che questa è la più alta forma di civiltà ove lui ha la fortuna di essere nato e di vivere. Gli avvenimenti che si svolgono ai nostri giorni ci confermano però che le realtà e le verità non sono dove il polpettone mediatico ci vorrebbe propinare e far credere.

Come se ne esce??? Se ne esce col nuovo movimento Millenario dei Cittadini della Terra. Cosa è??? E’ una nuova idea di Civiltà per il terzo Millennio che ripudia i valori attuali basati sulla contrapposizione e sposa i nuovi valori del Movimento Rivoluzionario del Terzo Millennio basati, per la prima volta nella storia conosciuta, sulla CONDIVISIONE. Non più due popoli che si fanno la guerra l’uno contro l’altro, ma un solo popolo che condivide la propria terra, la terra di tutti, secondo la Carta dei Cittadini della Terra, all’insegna della drastica riduzione degli eccessi.

Tutto questo si concretizzerà quando i Cittadini della Terra entreranno in Parlamento con la maggioranza dei due terzi, dando inizio ad una nuova Civiltà inclusiva dell’Amore, del rispetto per sè stessi e del rispetto per la natura e per la donna, dimenticati.

L’articolo dovrebbe continuare ma per ora mi fermo qui dato che i miei articoli sono sempre troppo lunghi. A presto.

 

 

 

FLASH 57 – “ATTENTO ALLE IDI DI MARZO”!!

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , on luglio 26, 2011 by beautiful41

Questa nefasta premonizione fatta a Cesare potrebbe essere adottata, parafrasandola, per il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, “Attento alla Presidenza della BCE”!!.

Il sig. Mario Draghi è stato prescelto alla guida della Banca Centrale Europea per il prossimo mandato. L’indispensabile assenso della Germania per la designazione di tale carica sembra che sia stato favorito dal fatto che il sig. Mario Draghi “parla come un tedesco”. E’ tutto chiaro??? Non proprio.

E’ solo dovuto al caso che in un momento storico di massima tensione dei mercati finanziari e monetari americano ed europeo, in concordanza unica mai verificatasi nel passato, una tale importante carica venga affidata ad un italiano, per quanto “parli come un tedesco”???

E se tale scelta non è dovuta ad una particolare grande ammirazione per l’Italia e le sue istituzioni, a che cosa potrebbe essere dovuta??? Forse è meglio lasciare che ciascun lettore trovi una sua risposta secondo la propria sensibilità e cultura.

Ma, nell’augurargli Buona Fortuna, non si può fare a meno di avvertire il Governatore: “Attenzione alle Idi di Marzo”!!!