Archivio per Gesù

134 – LE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO – PARTE SECONDA

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Le Origini del Cristianesimo – Parte Seconda

L’Età dell’Argento fu l’Età delle stelle, l’Età del cielo e l’Età del cielo stellato. L’uomo era avvolto dalle stelle e da tutti gli astri che lo sovrastavano in una fantasmagorica sceneggiatura naturale formata da milioni e milioni di luci di intensità infinite e variabili, di tutti i colori dell’arcobaleno, alternate e pulsanti, quasi parlanti un linguaggio chiaro annunciante e manifestante la vita e l’evoluzione dell’universo e del cosmo sopra la sua testa. Dentro tale quadro si delineava, chiara e precisa, la fascia sinuosa e ondulante della Via Lattea formata da miliardi di miliardi di stelle lontanissime e che fin da subito sembrava un fiume cosmico, la esatta controparte celeste del sottostante Nilo sulla Terra. Questo era il cielo che si poteva osservare nel clima asciutto e desertico subtropicale della Valle del Nilo dalla prima cataratta fino all’estuario sul Mediterraneo.

Questo cielo divenne l’unica occupazione per l’uomo che abitava nella Valle, ed anche la sua sola preoccupazione, perché in questa Valle si verificava un fenomeno unico al mondo: i prodotti agricoli necessari per la sua alimentazione crescevano da soli grazie alla piena annuale del Nilo, ricca di limo fertilissimo, provocata dallo scioglimento delle nevi sull’altopiano etiopico.

Libero dalla necessità di procacciarsi il cibo, sempre abbondante intorno a lui, l’uomo della valle del Nilo indirizzò il proprio interesse alla comprensione dei segreti delle stelle e di tutti gli astri del cielo, dato che appariva sin dall’inizio che gli avvenimenti che si verificavano sulla Terra erano in stretta relazione con gli avvenimenti celesti. Ciò diede origine al concetto “come sopra così sotto”, che può considerarsi il motto dell’età dell’Argento nella valle del Nilo.

Questo processo di conoscenza fu favorito e facilitato dal fatto che questa valle era completamente isolata dagli altri popoli per la presenza del deserto su entrambe le sponde del Nilo. Con l’ausilio di pozzi verticali e di aste verticali collocati in vari punti lungo tutta la valle del Nilo fino al Mediterraneo, l’uomo dell’età dell’Argento iniziò ad osservare i corpi celesti che transitavano allo zenit ed anche l’ombra del sole in corrispondenza del mezzogiorno (o passaggio in meridiano). Queste iniziali osservazioni furono in seguito ripetute in varie parti di tutto il mondo antico conosciuto e portarono alla mappatura di tutte le stelle, alla mappatura e dimensioni della Terra e all’istituzione dell’unità di misura sessagesimale.

Con i suddetti elementi di base, l’uomo dell’età dell’Argento si accinse al passo successivo, ovvero quello di dipingere la sua storia e le sue conquiste sulla tela naturale del cielo stellato. Per poter realizzare ciò, proprio come farebbe un pittore nello “squadrare il foglio” al fine di ottenere delle linee di riferimento prima di rappresentare le sue opere, così l’astronomo dell’età dell’Argento ricavò dal cielo stellato tutte le linee di riferimento principali di quella che noi oggi chiamiamo meccanica celeste: equatore celeste, eclittica, punti equinoziali, solstizi. Tali linee di riferimento furono marcate da costellazioni per essere facilmente riconoscibili e per dare così la possibilità ai pittori celesti di rappresentare e narrare circa le figure più importanti della loro storia.

Per le figure più importanti della loro storia questi antichi pittori scelsero, certamente non senza ragione, Iside ed Osiride a rappresentare per l’eternità l’importanza dell’Amore Cosmico quale parte fondante dell’evoluzione.
Iside fu fatta rappresentare dalla stella più brillante, grande e bella del cielo, ovvero la stella Sirio, per le sue nobili e divine caratteristiche. Sirio marcava con la massima precisione l’anno solare di 365,2422 giorni; sorgeva eliacalmente all’inizio della piena annuale del Nilo, evento importantissimo per la vita nella valle, e le sue caratteristiche hanno dell’incredibile perché oggi, nel 2014, a 6000 anni di distanza dalla prima testimonianza storica di tale sorgere eliacale, questa stella continua a sorgere eliacalmente ai primi di Luglio, ciò che lascia supporre che anche all’inizio dell’età dell’Argento (18.000 a.C. circa) Sirio sorgeva eliacalmente come oggi. La sua scelta, pertanto, a rappresentare la grande Iside è stata una scelta ponderata, studiata nei minimi particolari e dopo osservazioni della durata, certamente, di vari millenni.

Osiride, invece, fu fatto rappresentare dalla costellazione di Orione. Le stelle che compongono Orione, anche se non sono lucenti come Sirio, sono altamente distinguibili ad occhio nudo e sono altrettanto fisse come Sirio. La costellazione di Orione fu scelta a bisecare precisamente l’equatore celeste proprio perché Osiride fu riconosciuto regnare sia sull’Alto Egitto che sul Basso Egitto, come pure fu riconosciuto il regnante sulla Vita e sulla Morte. Osiride ed Iside, assieme, erano anche i giudici supremi che sovrintendevano all’operazione della pesatura del cuore che assegnava alle anime dei morti la destinazione nei Campi Elisi o nel fuoco, a seconda delle loro azioni in vita. Osiride apre la strada alla sua amata Iside ogni Dicembre al centro del cielo stellato per rammentare a tutti gli uomini della Terra l’importanza del loro amore che è essenzialmente il motore della vita nell’Universo.

I pittori del cielo stellato, dopo aver rappresentato Iside ed Osiride, per soddisfare la curiosità del lettore, rappresentarono una terza figura importantissima nella loro storia, che è anche parte della storia dell’umanità, ovvero la figura di Argo (Arca di Noè), di cui abbiamo già parlato agli articoli n. 101 e 131.

Le tre figure di Iside, Osiride ed Argo, essendo le sole figure storiche rappresentate sulla tela del cielo stellato, devono essere state, per tale motivo, ritenute dagli antichi egizi di un’estrema e primaria importanza.

L’età dell’Argento si concluse definitivamente verso il 3000 a.C. quando essa cedette il passo all’età del Bronzo. Varie furono le ragioni di tale passaggio, fra le quali le più importanti, forse, furono: il formarsi di varie nazioni ed imperi dell’antichità (Sumeri, Assiri, Babilonesi, Persiani, Indiani, Cinesi, Ittiti, Ellenici, etc.), la costruzione, per la prima volta nella storia dell’uomo, delle armi di bronzo per uccidere il proprio simile, per uccidere altri popoli e per ottenere il predominio sulla Terra, ed inoltre l’abbandono dell’osservazione del cielo e l’istituzione della misura basata sul numero sette del cubito reale egiziano, il quale era un cubito di sette palmi, che si ricavava da una radice cubica (cioè lo spigolo di un cubo) e non più dal cosmo o dal cielo stellato che forniva uno spirito di equilibrio universale. Il pensiero di “come sopra così sotto” e l’Amore Cosmico, insieme con le regole della Confessione Negativa, tramontarono e lentamente svanirono, venendo così dimenticate.

Dopo circa mille anni di progressivo oblio e di declino delle regole morali e civili dell’uomo, in Mesopotamia fu istituito il Codice di Hammurabi, quello della legge del taglione e del famoso “occhio per occhio, dente per dente”, basato sulla vendetta. Sempre più dimentico della concezione dell’Amore quale forza generatrice di evoluzione, l’uomo si trovò nella condizione disperata di non conoscere nè di riconoscere la realtà dell’Universo intorno a lui.

Incapace di ragionare con la propria testa, avendone perso l’abitudine, l’uomo proseguì in questo declino  fino ad inventarsi un Dio antropomorfo che gli ordinava quali azioni compiere e quali no, dando così inizio al concetto di religione attuale. L’uomo divenne così uno schiavo del Dio antropomorfo, che fu il Dio delle religioni monoteiste esistenti tutt’ora e che si sono qualificate per secoli da sole con le rivalità belligeranti che ben conosciamo.

Nonostante tale oblio del passato, quindicimila anni non vengono cancellati senza lasciare profonde tracce sia nella memoria sia nella coscienza. Fu forse per questo motivo che in Egitto fu fondato e si sviluppò l’Ordine religioso degli Esseni Terapeuti che cercava di portare avanti confusamente ed inconsciamente l’antico spirito delle regole della confessione negativa. Il membro più importante di questo Ordine religioso egiziano fu un certo Gesù, che andava predicando, spiegando ed insegnando le idee degli Esseni Terapeuti, che erano idee di pace, fratellanza, amore e rispetto simili a quelle di Osiride di cui abbiamo già parlato nella prima parte dell’articolo. Il resto è storia conosciuta.

Della storia, poi diventata mito, di Iside ed Osiride il Cristianesimo prese le parti essenziali quali il sacrificio di Cristo-Osiride, la verginità della Madonna, il concepimento per opera dello spirito santo, la nascita del bambino Gesù saivatore, la figura della Madonna col bambino, la resurrezione di Cristo-Osiride, il giudizio delle anime dopo la morte, ma non riuscì mai a capire le implicazioni ed i significati derivanti dall’amore di Iside come descritto nella prima parte dell’articolo.

Seth, la forza demoniaca del Male, lungi dall’essere reso innocuo, si è lasciato sviluppare senza freni ed oggi è estremamente potente, munito delle armi e tecnologie più potenti e sofisticate. Il suo intento è quello di distruggere, ma solo fino a quando l’Amore evolutivo di Iside glielo permetterà.

Questo è il messaggio che appare dalla ricerca delle origini del Cristianesimo. 

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99 – LA PROFEZIA DI PASQUA MILLENARIA 2012

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La Profezia di Pasqua Millenaria 2012

Pasqua celebra, per i Cristiani, la resurrezione di Gesù dopo la sua morte. Pasqua quindi è una celebrazione importante nel rammentarci la Rinascita dell’Uomo verso una nuova vita. E la rinascita verso una nuova vita, oltre che essere il sogno di coloro che si accingono al fatidico trapasso, è anche il sogno di tante persone che, nel pieno delle proprie vite, volontariamente, o costrette dal caso, dall’evoluzione, dalla fortuna o dalla sfortuna, o per proprie maturazioni mentali, decidono di rinunciare al proseguimento delle loro passate esperienze, decretandone quindi la morte, per risorgere nell’inizio di una nuova vita, sfidando l’incognito, incamminandosi così sulla strada di nuove esperienze e concezioni dell’essere uomo.

Ma, anche, la Pasqua, come per il Natale, non celebra una ricorrenza solo per i Cristiani. Essa, nel suo più profondo significato di Rinascita e Resurrezione, indica una condizione dell’anima, comune a tutti gli esseri umani di tutte le latitudini, aperta ad una periodica rigenerazione che possa soddisfare e consentire alla stessa anima la sua immortalità evolutiva. Questo concetto di rinascita e rinnovamento, pertanto, è antico quanto l’uomo e la sua Civiltà e risale a tempi in cui le religioni attuali non esistevano ancora nè erano state ancora concepite.

La Resurrezione, la Rinascita a nuova vita, la Rigenerazione dell’anima, in questo anno 2012 si presenta all’uomo in tutta la sua sfolgorante luce ed in tutta la sua possente forza con gli avvenimenti sociali ed economici, drammatici e planetari che stiamo vivendo. Appare sempre più chiaro che i riferimenti del passato, con le loro concezioni e credenze, in ogni campo, si sono rivelati dei riferimenti fittizi, irreali e fuorvianti, e non più adatti ad essere da guida all’uomo nel soddisfare le sue esigenze materiali, spirituali e di giustizia, in considerazione delle nuove realtà che improvvisamente gli si sono presentate davanti in nuovi imprevisti scenari.

Dopo il collasso del comunismo, abbiamo avuto il collasso del capitalismo moderno centenario. Quest’ultimo collasso è ancora in corso e le sue follie predatorie ne stanno decretando rapidamente la morte. Ma, ad insaputa dell’uomo, mentre sulla Terra si svolgevano i convulsi avvenimenti di insanità mentale dovuti a sconfinata avidità, in suo soccorso si è mossa dalle lontane dimore cosmiche e stellari una grande astronave. Una astronave a forma di un bellissimo grande uccello dalle piume color rosso ed oro, che reca nei suoi artigli un grande uovo. E’ l’uovo della Pasqua Millenaria 2012.

L’uovo di Pasqua, usato annualmente per la felicità dei bambini, contenente una sorpresa al suo interno, rappresenta in realtà il ricordo di un periodico rinnovamento o rigenerazione o risurrezione dell’uomo. L’astronave inter-galattica, proveniente dalle lontane dimore stellari, ritorna periodicamente sulla Terra per rilasciare il suo “Uovo di Pasqua” contenente gli elementi della Risurrezione o Rigenerazione dell’uomo. Il suo ritorno avviene a distanza di millenni e questa volta, la Pasqua 2012, esso è reale e tangibile.

Preveggendo la possibile fine dell’uomo e la sua estinzione in una guerra atomica planetaria quando l’ultimo respiro del capitalismo attuale sarà esalato, l’Astronave inter-galattica, inviata dall’Intelligenza Divina, ha regolato la potenza dei suoi motori e la sua velocità affinchè il suo uovo, contenente il messaggio della Resurrezione, venga consegnato e giunga all’uomo prima che una tale irreversibile catastrofe possa verificarsi.

L’Astronave inter-galattica, comandata da un capitano dalla competenza e professionalità non comune, con un tempismo perfetto, si è presentata sul cielo del deserto del Sahara con tutte le sue sfavillanti luci esterne accese mettendo in atto l’operazione di consegna dell’Uovo di Pasqua 2012 ai Cittadini della Terra.

Le caratteristiche dell’Uovo di Pasqua sono sempre le stesse, ogni volta che l’Astronave ritorna dopo millenni, e sono state raccontate da Erodoto nelle sue storie con una impressionante ricchezza di dettagli e precisione. L’uovo, trattenuto negli artigli dell’uccello cosmico, è vuoto all’interno ed è stato scavato per contenere le ceneri o il corpo defunto del padre dell’uccello cosmico, in maniera tale che il peso dell’uovo senza lo scavo e senza i resti del padre fosse lo stesso peso dell’uovo contenente le ceneri o corpo del padre. Il volume, peso o dimensioni dell’uovo erano cioè uguali al volume, peso o dimensioni del suo contenuto. Si trattava cioè di un rapporto di 2 a 1, o di 1 a 2.

L’uccello cosmico, o astronave inter-galattica, chiamato poi Araba Fenice, recava all’interno del suo uovo il seme della Risurrezione o Rigenerazione perchè dagli stessi resti o ceneri del padre nasceva una nuova vita e questo processo si ripete periodicamente nella plurimillenaria storia dell’uomo. Trattandosi di nascita proveniente dalle ceneri di una precedente vita e non cioè di nascita dovuta ad un accoppiamento maschio/femmina, ciò può significare solo una cosa: la Risurrezione, Rinascita o Rinnovamento di una Civiltà o delle credenze e concezioni dell’uomo.

Dalla storia conosciuta sappiamo che alle civiltà e concezioni arcaiche sono seguite civiltà e concezioni pagane e poi ancora quelle giudaico-cristiane. La Pasqua 2012 potrebbe segnare quindi l’inizio di una nuova Civiltà annunciataci dal messaggio del seme della Risurrezione contenuto nell’Uovo rilasciato dall’Astronave inter-galattica o Araba Fenice. Questo messaggio della Risurrezione o Rinascita è un messaggio valido per l’eternità ed è un messaggio di Pace racchiuso nel sarcofago vuoto della Camera del Re della Grande Piramide in Egitto il cui volume esterno è esattamente il doppio del suo volume interno.

Il sarcofago vuoto della Grande Piramide, finora un mistero, e sigillato all’origine per l’eternità con tre lastre verticali di granito e tre grandi blocchi di granito nel corridoio ascendente, e costruito in modo tale da non poter essere trafugato dato che il vano di accesso alla Camera del Re è tanto piccolo da non permettere il passaggio del sarcofago, rappresenta in realtà l’uovo dell’Araba Fenice. Il sarcofago vuoto di granito ha la non comune proprietà che il volume delle sue pareti esterne è esattamente uguale al suo volume interno, contenente quindi il rapporto di 2 a 1, o 1 a 2, proprio come ci aveva tramandato Erodoto con l’uovo dell’Araba Fenice.

La preziosità del sarcofago vuoto, la rispondenza perfetta con la descrizione dell’uovo dellìAraba Fenice di Erodoto, le caratteristiche della Risurrezione legata solo alla morte anzichè ad un concepimento, sembrano volerci indicare che il sarcofago vuoto è in realtà il sepolcro dove fu sepolto Gesù millenaristico e con la sua costruzione rappresenta il nocciolo dei requisiti per la nascita di una vera Civiltà. Conoscenza e Amore, queste sono le condizioni essenziali della Civiltà. Esse si equivalgono ed assieme, e solo assieme, Conoscenza + Amore, danno origine. al fiorire della Civiltà. Le pareti esterne del sarcofago rappresentano la conoscenza fisica e materiale, mentre la parte interna, invisibile, rappresenta l’Amore o la Spiritualità, motore dell’evoluzione. Il visibile + l’invisibile, un pò come l’hardware ed il software di un computer.

La condizione naturale per l’uomo è vivere nella Pace, e nella Pace si può vivere e progredire solo quando c’è l’amore ed il rispetto per se stessi, per il proprio simile e per tutti gli elementi della natura. Questi erano gli insegnamenti di Gesù e dei Padri della Civiltà lasciati per iscritto con la “Confessione Negativa” e scolpiti nel granito della forma del sarcofago vuoto della Grande Piramide, per accompagnare il cammino dell’umanità per l’eternità, passando da una rigenerazione all’altra. I detti insegnamenti di Civiltà si concretizzano con l’assenza di eccessi ed in particolare con l’assenza di eccessi di arricchimento.

La guerra e la distruzione non è una dualità naturale per l’uomo, come spesso purtroppo facciamo quando associamo guerra e pace a caldo e freddo o giorno e notte. Le guerre e le armi sono delle costruzioni, mentali e fisiche, della Barbarie dell’uomo quando non si osservano gli insegnamenti citati di Rispetto, Amore, Pace e Civiltà. La condizione naturale dell’uomo è pace, rispetto e civiltà. L’Astronave inter-galattica è ritornata a spiegarci, in uno squarcio di cielo rivelatore di queste eterne ma sconosciute verità, in questa Pasqua 2012, il significato recondito dell’Uovo e della Risurrezione, Rigenerazione o Rinnovamento, indicandoci la strada della salvezza in un momento cruciale della nostra storia.

Sta a noi tesaurizzare e mettere a frutto la preziosa informazione trovata nell’Uovo di Pasqua 2012 consegnatoci dall’Astronave inter-galattica, al fine di non vanificare il suo lungo viaggio di soccorso intrapreso per il bene dell’umanità, evitando il verificarsi dell’irreversibile catastrofe.

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Vedi n. 72 – Bennu – L’Uccello di Fuoco

83 – E’ NATA UNA STELLA

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E’ nata una Stella

La nascita di una nuova vita è sempre un avvenimento bellissimo ed elettrizzante, ci coinvolge e ci proietta verso il futuro, il futuro dello spazio-tempo nel quale essa cercherà di imporre il suo sviluppo e il suo destino. Il sopraggiungente Natale di questo anno 2011 avrà il privilegio di celebrare la nascita di una nuova vita, una nuova stella di riferimento per i destini dell’umanità per i millenni a venire.

Il Natale, che nella religione cristiana celebra la nascita di Gesù, il portatore di un nuovo messaggio di amore e fratellanza fra uomini e popoli, fu stabilito dai padri fondatori della Chiesa per il giorno 25 Dicembre in concomitanza della storica celebrazione nell’antichità dell’inizio di un nuovo anno astronomico in occasione del Solstizio d’Inverno, ora occorrente il 22 Dicembre ma che in altri anni varia tra il 22 ed il 21 Dicembre.

Il Natale quindi simboleggia la nascita di una pluralità di eventi, in campo religioso ed in campo astronomico. E la celebrazione del Natale è riconosciuta come una festività da tutti gli abitanti del pianeta, a qualsiasi religione essi appartengono, proprio perchè essa, trascendendo dall’unicità religiosa della sola cristianità, è scolpita nella psiche e nella inconscia memoria di tutti i cittadini della Terra che riconoscono in tale occasione la nascita o la rinascita del divino che è nella loro anima immortale e nella natura cosmica e terrestre intorno a loro.

In questo giorno di celebrazione della “Nascita” dai tanti significati universali si è inserita una nuova nascita: la nascita di una nuova importante e millenaria stella. E’ la STELLA DELLA CONSAPEVOLEZZA o COSCIENZA dei Cittadini della Terra che essi sono arrivati ad un capolinea. I Cittadini della Terra sentono tutti confusamente che il cammino percorso fin qui li ha condotti in un luogo di spazio-tempo nel quale essi non si riconoscono nei valori ostentati dalle istituzioni democratiche che li rappresentano ed in cui essi vivono, perchè questi valori sono opposti a quelli umani ed immortali di Civiltà che i Cittadini della Terra inconsciamente hanno conservato, come in uno scrigno o in una cassaforte, nella loro anima attraverso i millenni.

Questo Solstizio d’Inverno del prossimo 22 Dicembre pertanto, quando la Terra comincerà, nella sua orbita, a correre verso il Sole, l’uomo moderno si troverà ad un bivio e dovrà decidere il suo destino. Egli dovrà decidere se continuare verso la Barbarie, indicata dai leaders ed istituzioni attuali, o se dovrà dirigere invece nella perduta direzione della Civiltà, indicata dai valori che egli conserva nella propria anima.

Inizia ad apparire che il proseguire con gli attuali valori ed istituzioni, e con il sorgere in più Paesi europei di movimenti autoritari di ordine e disciplina, potrebbe condurre ad una inevitabile catastrofe dalle imponderabili dimensioni. All’origine di questo malessere c’è un impoverimento generale e globale, morale e materiale, che ha causato il formarsi di valori quali contrapposizioni, eccessi di differenze, squilibri, odio, vendette, guerre, esclusioni, avidità, perduta concezione di rispetto e libertà altrui, corruzioni, e credo in un solo Dio: il Dio danaro.

Appare altresì sempre più evidente che questo malessere e questo impoverimento, con la grave crisi economica e finanziaria globale in corso, siano state conseguenti al libero mercato globale e planetario. E poichè appare anche evidente che i nostri leaders e governanti hanno dimenticato il significato di Civiltà noi, Cittadini della Terra, glie ne rammentiamo i componenti principali che sono Progresso nella Pace, Amore, Armonia, Conciliazione, Condivisione, Inclusione, Giustizia, Sobrietà, Onestà, Rispetto della Dignità e Libertà altrui, che sono cioè valori opposti di quelli menzionati verso i quali essi, i nostri leaders, ci stanno trascinando con la loro follia del libero mercato globale.

Per invertire la corsa verso il disastro, ed anche per salvare l’euro, oltre ai 6 punti enunciati all’articolo n. 76, bisognerebbe pertanto: 1 – ABOLIRE seduta stante il LIBERO MERCATO GLOBALE ammettendolo e ripristinandolo solo fra i Paesi dell’Europa con simili o uguali condizioni economiche; 2 – istituire la Nazione Europa fra questi Paesi abolendo i parlamenti nazionali; 3 – applicare il protezionimo a quest’area europea includente anche gli Stati Uniti; 4 – aggiungere gradualmente a questo primo nucleo tutte le altre Nazioni che lo decideranno liberamente, avviando la costruzione di una nuova Nazione Universale.

Una volta che si sarà formata questa Nazione Universale in essa si applicheranno le leggi dell’Armonia provenienti dal Cosmo per un progresso pacifico plurimillenario. Inutile dire che da tale momento sarà decretata la fine e l’estinzione del più grande monoteismo della storia dell’uomo, il monoteismo del Dio Danaro, come accennato nei precedenti articoli. Un leader con idee chiare e piglio deciso e carisma a sufficienza da convincere i Cittadini della Terra potrebbe realizzare questo programma in qualche decennio.

Potrebbe sembrare un programma attuabile durante uno stato di guerra. Ma noi già siamo in uno stato di guerra, la guerra in corso dei tanti disastri economici e sociali che appaiono condurci verso la disfatta, la sconfitta, la morte dell’euro e la resa senza condizioni. E’ in questo frangente che è nata una stella, la Stella della Consapevolezza che indicherà il giorno del Solstizio d’Inverno del 22 Dicembre a tutti i Cittadini della Terra di buona volontà la strada alternativa della Vita, della Fiducia, di un futuro luminoso ricco di speranze e di prospettive nei ritrovati valori immortali della Civiltà.

Ma la decisione, di seguire la strada della disfatta o invece quella della rinascita nei valori della Civiltà, spetta ai Cittadini della Terra che lo potranno indicare chiaramente con una manifestazione massiccia spontanea e pacifica il prossimo 22 Dicembre.

Se l’Armonia discende dal Cosmo. non può essere più appropriata a esprimere questa nuova prospettiva dell’Anima e Civiltà la canzone di Natale:

“TU SCENDI DALLE STELLE, O RE DEL CIELO…..”.

70 – LA CRESCITA E L’ARABA FENICE

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Un uomo, con il suo lavoro o attività, produce 100 infissi in un anno, vendendoli tutti. L’anno successivo ne produce 105 e li vende tutti. Non fa debiti ma neanche risparmia, e consuma tutto quello che guadagna. la sua attività si incrementa del 5% ogni anno e così pure il suo standard di vita. L’uomo è onesto e giusto, e rispettoso della sua famiglia, degli amici e della natura. Egli pertanto viene ricambiato con lo stesso rispetto nella comunità in cui vive.

Questa crescita continua va avanti per vari decenni per cui il nostro uomo dimentica che è soggetto alle leggi dell’evoluzione provenienti dal cosmo che in sintesi dicono che ogni periodo di abbondanza viene seguito da un periodo di carestia e che ogni periodo di illuminazione viene seguito da un periodo di oscurità. Questo nostro uomo, senza saperlo nè volerlo, si trova a ripercorrere le stesse esperienze di Giobbe descritte sinteticamente all’articolo n. 65.

Un bel giorno, o un bell’anno, il suo incremento di produttività non viene assorbito più dalle vendite. Per motivi non imputabili a lui le vendite, che avevano raggiunto 150 infissi all’anno, diminuiscono anno dopo anno: 145, 140, 130, 120….70, 50, eccetera. Pur non avendo debiti da pagare, l’uomo è costretto a ridurre lo standard di vita a cui era abituato con tutta la sua famiglia. Ma, con meno di 40 infissi all’anno egli non riesce più a sfamare la sua famiglia e mette in vendita tutti i suoi beni con la speranza di sopravvivere.

Le cose sarebbero andate diversamente se il nostro uomo durante gli anni della crescita avesse messo da parte, cioè risparmiato, un quinto del suo profitto annuo. Ciò gli avrebbe permesso di affrontare la crisi da una diversa condizione e forse sottrarsi al peggio. Ma ciò purtroppo non è stato fatto. Il nostro uomo è già in una condizione più fortunata di assenza di debiti, perchè le Nazioni occidentali e molti suoi componenti e cittadini hanno fatto di peggio immergendosi in un mare di debiti confidando di pagare con la crescita futura. Per cui ora si invoca la crescita.

Dateci la crescita!!! Vogliamo la crescita!!! Ma la crescita purtroppo non verrà per parecchi o molti anni a venire. Le due opposte tendenze, per favorire la crescita, sono aumentare il debito e/o tagliare le spese ma entrambe, come si piò facilmente capire, sono controproducenti poichè nel primo caso vanno a mettere sulle spalle dei nostri figli e nipoti un carico insopportabile, e nel secondo caso impoveriscono ancora di più i cittadini. Stiamo in poche parole assistendo, attoniti, alla concreta ripetizione della stupenda e fantastica storia dell’Araba Fenice.

L’Araba Fenice, o Araba Phoenix, era, ed è ancora perchè ritorna periodicamente, un uccello bellissimo e forte, somigliante vagamente ad un’aquila, dalle piume dorate e scarlatte che, proveniente dall’Arabia, o dall’Oriente, portava fra i suoi artigli un uovo di mirra entro il quale era sepolto il corpo, o le ceneri, di suo padre. Il suo viaggio terminava ad Heliopolis (vicino al Cairo) ove l’Araba Phoenix depositava l’uovo di mirra, il sarcofago con suo padre, nel più importante santuario o tempio del centro universale millenario della conoscenza che ivi si trovava e denominato On dagli antichi egizi.

L’Araba Phoenix, a compimento del suo ciclo vitale, si lasciava morire, sembra col fuoco, nell’involucro o cesto di mirra dove essa era nata e nella quale suo figlio rinascerà o risorgerà dai suoi stessi resti o ceneri. L’Araba Fenice era in pratica un essere immortale che moriva e rinasceva continuamente senza la necessità di un accoppiamento femmina/maschio come si potrebbe essere indotti a credere. L’Araba Phoenix rappresentava la morte e la rinascita, la fine ed un nuovo inizio. Il suo mito fu agli inizi, e per qualche tempo, adottato finanche dai Cristiani per spiegare la morte e la resurrezione di Gesù o del Divino. La sua prima menzione si trova nei “Testi delle Piramidi” che sono i più antichi scritti conosciuti e la sua storia pertanto ha origine nella notte dei tempi.

Perchè stiamo assistendo alla ripetizione di questa storia??? Perchè quando si crede negli asini che volano, che sono venuti ad accumularsi nell’ultimo secolo in tutti i campi, dalla scienza alla religione, all’economia, al vivere sociale ed alla politica, alcuni dei quali descritti e narrati nello scorrere degli articoli di questo blog, come, per esempio, quello che dice che “il lavoro va dove costa meno” mentre i soldi dovrebbero andare dove il lavoro non c’è, quello di un’Europa inconcludente, di una moneta unica mal studiata, di una rapina generalizzata, di istituzioni attrezzate solo per la crescita e nessuna per la decrescita, quando si crede in un uomo senza anima, e molto di più, allora non si è fatto altro che decretare la propria morte o la propria fine, proprio come la morte o la fine dell’Araba Fenice, o Araba Phoenix.

L’uomo del secondo millennio ha terminato il suo ciclo vitale e, per sua volontà ed incapacità, si sta bruciando per essere ridotto in cenere, nelle ceneri dell’Araba Fenice. Forse l’incenerimento è già avvenuto e lui non se ne è neanche accorto dato che la sua struttura mentale gli impedisce di scorgere una nuova strada della verità che sta per nascere o rinascere in una nuova Araba Phoenix, la nuova millenaria Civiltà del Terzo Millennio portatrice di un rinnovamento di idee e credenze che rimodelleranno totalmente e dalle fondamenta l’essenza dell’uomo su valori veri, eterni ed immortali, come parzialmente descritto agli articoli 10 – 35 – 40.

L’Araba Fenice rappresentava quindi un periodico rinnovamento di idee, una rigenerazione al fine di ricordare all’uomo gli insegnamenti immortali impartiti dai Padri Fondatori della Civiltà. La storia o il mito di questo uccello bellissimo, oltre che essere attualissima per quanto sta avvenendo ai nostri giorni, ha altre affascinanti connessioni stellari di cui parleremo in un prossimo articolo.

Nota. La storia dell’Araba Fenice prosegue all’articolo n. 72 – Bennu – L’uccello di Fuoco.

Nota 2. Per la storia di Giobbe vedi art. n. 65 – “Charlatans and Cranks”.

39 – GESU’ E L’ORIGINE DELLA CIVILTA’ – UNA NUOVA VISIONE

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In questa ricorrenza pasquale celebrante la morte e la resurrezione di Gesù viene quasi spontaneo di fare una seria riflessione sui suoi insegnamenti e sulla sua vita ed i loro significati, cercando di trovare un punto fermo a cui aggrapparsi dopo che, a partire dallo scorso secolo principalmente, tante opinioni diverse sono state scritte e presentate al pubblico riflettenti tanti orientamenti e convinzioni diversi che hanno reso l’argomento e la figura di Gesù fonte di dibattiti infiniti ed inconciliabili.

Al di là di quella che è la fede religiosa che ciascuno di noi si porta o non si porta nella propria anima e meritevole del massimo rispetto in entrambi i casi, un atteggiamento razionale sulle vicende di Gesù oggi dovrebbe essere, contrariamente al passato, facilitato dalle tante conoscenze e nozioni scaturite da due secoli di tante campagne archeologiche. Queste nuove conoscenze sembrano indicare una realtà abbastanza chiara e delineata che solo per pigrizia mentale, pregiudizi e arretratezza culturale l’uomo rifiuta pervicacemente di riconoscere.

Da queste campagne archeologiche si è manifestata con chiarezza l’esistenza nell’antichità di due concezioni di vita, di progresso e di civiltà totalmente diverse, una cioè in opposizione con l’altra. Due gruppi di uomini con idee e sentimenti totalmente divergenti. Queste idee e sentimenti divergenti e opposti, se le parole hanno un significato, sono rappresentate abbastanza bene da quelli che si possono considerare i loro più tipici prodotti o creazioni, e cioè la “Confessione Negativa” da un lato ed il “Codice di Hammurabi” dall’altra parte.

La “Confessione Negativa” è molto più antica del “Codice di Hammurabi”, e, leggendola e rileggendola, non si può non constatare uno spirito d’amore, di pace, di rispetto e di equilibrio dell’uomo nel suo mondo che pervade queste Confessioni. Quasi una assillante preoccupazione dell’uomo di non arrecare danni di qualsiasi tipo al suo simile, oltrechè alla natura. In parole povere non si può non riconoscere che lo spirito degli insegnamenti di queste “Confessioni” sia lo stesso spirito degli insegnamenti di Gesù con le sue tante parabole e citazioni improntate tutte al concetto di “ama il prossimo tuo come te stesso” Lo spirito dei Vangeli pertanto appare lo stesso spirito degli insegnamenti originali di civiltà dei primi civilizzatori esistiti sulla nostra Terra.

La storia di Giuseppe e i suoi fratelli, della stessa antichità delle ” Confessioni” fa risaltare ancora di più lo spirito di condivisione, di perdono, di rispetto, di equilibrio e di non-violenza che è alla base di questo pensiero antico che è anche il primo pensiero dell’uomo di cui si abbia conoscenza. Questo spirito è lo stesso spirito di cui è pervaso il concetto del “Maat” già descritto in vari articoli. E questo spirito è lo stesso che pervade tutti gli insegmanti del Nuovo Testamento della Bibbia e dei Vangeli di Gesù. Molti numerti espressi da Gesù sono numeri sessagesimali, come sessagesimali sono le 42 “Confessioni”, e la numerazione sessagesimale era, come abbiamo visto in altri articoli, il linguaggio dei primi creatori della Civiltà. Sappiamo inoltre dagli stessi Vangeli che Gesù apparteneva alla setta degli Esseni i quali portavano avanti insegnamenti, credi, riti e regole egiziane , originate in Egitto nei secoli precedenti. Appare quindi con chiarezza l’appello di Gesù a riferirsi a questi originali antichissimi, già per lui, insegnamenti dei Padri della Civiltà.

Le testimonianze archeologiche ci dicono quindi, se le guardiamo senza pregiudizi, che la Civiltà è nata all’insegna dell’amore, del rispetto, della pace, dell’equilibrio ed assenza di eccessi. Questi stessi concetti e principi, alla base delle originali concezioni Egiziane, sono stati ritrovati nella estrema mitezza della giustizia dei Sumeri, contemporanei degli antichi Egiziani, Sumeri che prevedevano pene fatte solo di ammende amministrative per i reati commessi. Insomma, fra Egiziani e Sumeri, una specie di paradiso dove la malignità, le guerre, gli odi ed i crimini spietati non esistevano. Entrambi, questi Sumeri ed Egiziani della prima ondata di civiltà, usavano il sistema di numerazione sessagesimale Una nozione curiosa saltata fuori dagli scavi archeologici è che i Sumeri definivano loro stessi come “il popolo dalla testa nera” ma questa notizia, forse per pregiudizi razziali, non è mai stata investigata nè spiegata.

Alla scomparsa della prima ondata di civilizzatori di Egiziani e Sumeri “pacifisti”, come diremmo noi oggi, apparve per la prima volta nella storia conosciuta una strana nuova concezione di civiltà con idee opposte a quelle menzionate. Apparve il “Codice di Hammurabi”. Questo “Codice” fa venire la pelle d’oca solo a leggerne i tanti riassunti e sommari degli studiosi che ne hanno investigato il contenuto. Questo “Codice” è intriso di vendetta e spietatezza, è il codice della “legge del taglione”, come comunemente la si chiama, ed è il codice ed il concetto dell’occhio per occhio e dente per dente. Insomma da una concezione di vita e di progresso basata sull’amore, assenza di odio, rispetto ed equilibrio fra i propri simili e la natura, si passò ad una concezione opposta di odio, crimini, guerre, vendetta e morte. Io ammazzo te e tu ammazzi me. Oppure chi di spada ferisce di spada perisce. Dal Paradiso si passò all’inferno, anche se il pensiero e lo spirito del “Codice di Hammurabi” non ebbero la forza di travolgere e cancellare lo spirito ed il pensiero di civiltà della Confessione Negativa che continuò, in qualche modo imperterrita, in sordina ed in silenzio, il suo cammino immortale. E questo “Codice di Hammurabi” è reputato all’origine della cultura giudaico-cristiana!!

Ciò perchè questa nuova concezione, rappresentata dal “Codice di Hammurabi” o dalla “legge del taglione”, fu all’origine del Dio del Vecchio Testamento, del Dio rancoroso, di parte e vendicativo fino all’eccesso di protrarre la sua vendetta fino alla settima generazione ed oltre. Appare pertanto che il collocamento di questi due testi, I Vangeli ed il Vecchio Testamento, così diversi ed opposti in un unico libro denominato “Il Libro” o “Bibbia” o “Sacra Bibbia” è stato, fra i tanti abbagli dell’uomo descritti in questo blog, l’abbaglio più grande in assoluto perchè ha mischiato i messaggi d’AMORE con i messaggi di ODIO, i messaggi di PACE con i messaggi di GUERRA, i messaggi di VITA con i messaggi di MORTE, i messaggi di PERDONO con i messaggi di VENDETTA, i messaggi di INCLUSIONE con i messaggi di ESCLUSIONE, i messaggi di CONCILIAZIONE con quelli di CONTRAPPOSIZIONE, i messaggi di EQUILIBRIO con i messaggi di ECCESSI, i messaggi di CONDIVISIONE con i messaggi di AVARIZIA, eccetera,creando così una confusione disorientante nella quale siamo totalmente immersi e dalla quale non siamo ancora usciti. Insomma la Bibbia come la conosciamo ci ha regalato il pregiudizio che esistono due diversi Dio, il Dio della vendetta ed il Dio del perdono, ma la Civiltà appartiene ad uno solo di essi, quello del perdono, dell’equilibrio e della “Confessione Negativa“, della bellezza e dell’Armonia.

E la storia del giardino dell’Eden, del peccato originale e della donna, oltre a tutto il resto, riflette chiaramente la concezione del dio antropomorfo, impositivo, vendicativo, dell’esclusione e dell’odio, del Vecchio Testamento, improntato allo spirito di inciviltà del “Codice di Hammurabi” e della “legge del taglione”,  in opposizione allo spirito di civiltà della “Confessione Negativa“.

Non sappiamo, in questo cambio totale di pensiero, quanto abbia inciso il sistema di numerazione usato, ma è un fatto che durante quel periodo di iniziale progressivo abbandono del pensiero originale arcaico il sistema di numerazione si volse gradualmente verso il sistema settenario, di base 7, che facilitava la soluzione di problemi di quadratura, cubatura e di circonferenza. Fu in quel periodo che fu costruita la grande Piramide di Giza basata su un rapporto di 7 a 11 derivante da un rapporto di 22/7 per il Pi greco di 3,14. Naturalmente gli avvenimenti millenari hanno reso questa storia molto più complessa di quella delineata, anche perchè il Vecchio Testamento è stato, per così dire, “addolcito” infilandovi, compiendo un “plagio”, molte storie appartenenti al mondo culturale della civiltà egiziana, rimasta, nel complesso più fedele agli insegnamenti originali dei Padri della Civiltà. Ma non si può negare che, a grandi linee, il quadro del nostro passato sia abbastanza chiaramente definito e inconfutabile.

La denominazione di “Vecchio Testamento” appare oltretutto, in questa prospettiva, del tutto fuorviante poichè il Dio dell’Amore, dell’Equilibrio, della Giustizia e dell’Armonia  di Gesù, dei Padri della Civiltà e della “Confessione Negativa” esisteva già da tempi antichissimi quando la concezione del Dio antropomorfo e vendicativo del Vecchio Testamento non era ancora nata ed il “Codice di Hammurabi” era ancora di là da venire e da essere concepito.

La “Confessione Negativa”, elencata per intero all’articolo n. 35,  è bellissima, semplice e scevra da odio e vendette, e viene da chiedersi perchè non le sia stata accordata la giusta risonanza dopo la sua decifrazione e scoperta!! Da più parti spesso la si paragona ai nostri “10 Comandamenti” ma in questo paragone si staglia ancora di più la lillipuzianità e l’arroganza impositiva dei 10 Comandamenti verso l’impareggiabile grandezza di umiltà e rispetto per il creato della “Confessione Negativa”.

I danni fatti all’umanità dal pensiero giudaico-cristiano del “Codice di Hammurabi”, camuffato sotto le spoglie della modernità, della libertà infinita e della supremazia,  sono noti a tutti ma, tutto sommato, hanno forse reso lo spirito di Civiltà immortale della “Confessione Negativa“, come un potente faro nella nebbia, un riferimento ancora più chiaro e sicuro per l’umanità nei tempi a venire.

Forse l’unico testo dei Vangeli che accenni alla distruzione, alla morte ed alla guerra è il libro dell’Apocalisse di Giovanni, ma è opinione di molti studiosi che questo racconto di odio e di violenza risalga ai Profeti del Vecchio Testamento, avvolti nella cultura della vendetta già descritta. I Vangeli narranti la parola di Gesù sono quindi, se questa interpretazione o visione è giusta, le uniche vere testimonianze dei messaggi immortali dei Padri della Civiltà. Questi messaggi, al di là dell’abracadabra di religione, sono messaggi razionali ideati da menti razionali che ripetono tante volte ed in tanti modi sempre le stesse cose razionali, e cioè che il progresso pacifico si può ottenere solo sulla base della condivisione, dell’equilibrio, dell’assenza di eccessi, della conciliazione o perdono, del rispetto ed in definitiva dell’Amore. La parte razionale in questo discorso è che gli opposti ed i contrari, che ci saranno sempre, possono essere governati con facilità solo se essi non siano grandi, ma piccoli e maneggevoli ed a misura d’uomo.

In conclusione il messaggio di Gesù è sempre attuale, nella misura in cui il suo punto di riferimento è lo spirito di non-violenza della “Confessione Negativa” che svetta pertanto come il vero essenziale riferimento immortale della Civiltà. E’ un messaggio valido da molte migliaia di anni e ci indica l’unica strada possibile per raggiungere nella razionalità il progresso pacifico ideato dai Padri della Civiltà. Le guerre, gli eccessi delle differenze abissali e le contrapposizioni sono il contrario della Civiltà, sono gli elementi della Barbarie. Ci siamo allontanati molto dall’ideale di Civiltà descritto, ma non è mai troppo tardi per fare il primo passo. L’importante è conoscere la direzione verso la quale dirigerci, ed essa è chiaramente indicata dagli insegnamenti di Gesù e dai Padri della Civiltà.

Con l’augurio che la Resurrezione di questa Pasqua celebri la resurrezione delle coscienze dell’Uomo abilitandolo a riconoscere la realtà che sta davanti ai suoi occhi e che è molto diversa da quella per lungo tempo presentata. Continua a leggere