Archivio per Giulio Cesare

143 – Il CALENDARIO SOLARE EGIZIO

Posted in ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, RELIGIONE, STORIA with tags , , , , , , , , , , on agosto 26, 2017 by beautiful41

Il calendario solare egizio era la meraviglia delle meraviglie e scaturiva da una profonda conoscenza della meccanica celeste sviluppatasi durante molte migliaia di anni nella valle del Nilo.
La valle del Nilo godeva di caratteristiche uniche al mondo, fra le quali un isolamento naturale dato dai suoi confini costituiti dal deserto ad est ed ovest, le cateratte del Nilo al confine meridionale ed il mar Mediterraneo al confine settentrionale.
Il clima subtropicale ed asciutto e l’assenza di rilievi montuosi per gran parte della valle ne facevano un osservatorio astronomico naturale per eccellenza, dal quale si poteva osservare tutto intorno un orizzonte al limite della pianura circostante. La presenza di un orizzonte naturale, per un osservatorio astronomico adibito all’osservazione del sorgere e del tramontare di tutti gli astri che si muovono nel cielo, è fondamentale per determinare la meccanica celeste di questi ultimi, dato che un orizzonte completamente libero nei suoi 360° di visibilità è l’ideale per visualizzare e registrare le dette osservazioni, nelle quali la circonferenza della linea dell’orizzonte è uno dei parametri fondamentali, se non il più importante, nel determinare la meccanica celeste.
L’orizzonte è una linea geometrica ben precisa e, nel nostro caso, era fornita dalla natura.

L’aria ed il clima asciutto durante tutto l’anno, con l’assenza di qualsiasi inquinamento, agivano inoltre come cannocchiale naturale, permettendo all’occhio umano di vedere ed osservare le tantissime, piccolissime stelle che, in un’altra zona del mondo con clima più umido, non sarebbe stato possibile vedere. L’isolamento naturale della valle del Nilo permetteva alla sua popolazione di potersi dedicare all’osservazione degli astri, senza qualsiasi tipo di disturbi che avrebbero potuto ostacolare la loro ricerca sul loro moto.

Il Nilo era considerato dagli antichi Egizi un grande dono perchè era portatore di un limo ricchissimo, che produceva la crescita spontanea dei prodotti agricoli più importanti, e facilitava la disponibilità di cibo in abbondanza durante tutto l’anno. In questo scenario le stelle rappresentavano, quindi, l’unica occupazione alla loro portata che soddisfaceva la loro curiosità per la conoscenza. Il Nilo aveva un’altra importante caratteristica, che era quella della sua posizione geografica, ovvero era in allineamento quasi perfetto con la linea del meridiano, una linea immaginaria che si trova costantemente al di sopra delle nostre teste, andante da nord a sud. Su questa linea immaginaria, tutti gli astri, nel loro viaggiare giornaliero dal sorgere al tramonto, raggiungono la massima altezza, e sono facilmente visualizzabili da qualsiasi persona.
L’orientamento nord-sud del Nilo era, in quel clima subtropicale, duplicato nel cielo dalla via Lattea, un ammasso di stelle che è la Galassia a cui noi apparteniamo, la quale si distendeva da nord a sud parallelamente al Nilo una volta a notte nel suo viaggio dal sorgere al tramontare. La via Lattea si mostrava proprio come un fiume, il “fiume del cosmo”, ed era di forma sinuosa, o ondulante, proprio come le forme ondulanti del Nilo sottostante. E’ probabile che questa visione del Nilo del cosmo al di sopra del Nilo della Terra abbia fatto concepire l’idea, maturata dai popoli antichi, del “come sopra così sotto”.

Per avere una meccanica celeste da cui si possa dedurre che un anno è composto da 365 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300esimo di giorno, bisogna conoscere e determinare l’eclittica. L’eclittica è la linea geometrica immaginaria che la Terra percorre ogni anno nel suo giro intorno al Sole e fu determinata osservando le eclissi lunari che periodicamente si verificavano. Le eclissi lunari mostravano chiaramente, anche a popoli antichissimi ma razionali, che in quei momenti Sole Terra e Luna venivano ad allinearsi, alle volte addirittura potendo vedere, sulla superficie della Luna, l’ombra della sfera terrestre. Poichè queste eclissi lunari si verificavano, come si verificano oggi, di frequente, essi cominciarono a prenderne nota, riferendo la posizione nella quale si era verificata l’eclissi rispetto alle stelle fisse circostanti.
Unendo tutti questi punti di riferimento, durante tante eclissi di Luna che si osservavano di volta in volta, scaturiva una ed una sola immaginaria linea di posizione e, a lume di ragione e di buon senso,  si necessitava di secoli o millenni per accorgersi che tutte le eclissi lunari si trovavano su quella stessa linea di posizione, la quale tutte le notti passa sopra le nostre teste, anche se non la vediamo; essa si potrebbe determinare anche da parte nostra mediante una lunghissima osservazione.

L’eclittica, come abbiamo detto, è di fondamentale importanza per la conoscenza della meccanica celeste, dato che su di essa poggiano quelle che gli antichi Egizi chiamavano le fondamenta della terra. Le fondamenta della Terra erano e sono i due punti equinoziali, di Primavera e di Autunno, ed i due punti solstiziali, estivo ed invernale: questi punti sono costantemente sull’eclittica e sono i responsabili per la vita sulla Terra, dato che determinano la sua obliquità, le stagioni e l’evoluzione sulla Terra come la intendiamo noi oggi. Tanto importante era, ed è, l’eclittica, che gli antichi Egizi ritennero necessario
marcarne la posizione creando, lungo il perimetro della linea dell’eclittica fra le stelle, una serie di costellazioni (che sono le costellazioni zodiacali) proprio per facilitarne l’individuazione.
Naturalmente l’eclittica si può “vedere” nel cielo solamente di notte, poichè soltanto di notte la si può notare in riferimento alle stelle fisse, che non si muovono mai, ed al termine della notte si può facilmente osservare che essa confluisce sempre nel Sole che sta per sorgere. Ciò probabilmente diede inizio all’osservazione del sorgere del Sole sulla linea dell’orizzonte durante tutto l’anno e condusse alla determinazione di un settore circolare in cui l’osservatore era al centro dell’orizzonte, il sorgere del Sole nel punto più settentrionale marcava il solstizio estivo ed il sorgere del Sole nel punto più meridionale marcava il solstizio invernale. Il sorgere del Sole nella posizione mediana, fra questi due anzidetti estremi, marcava il sorgere del Sole all’equinozio di Primavera.

Per convenzione, dato che avveniva al termine di una nottata di osservazione, ci si riferì al sorgere del Sole piuttosto che al tramonto, simmetrico rispetto ad esso, nei calcoli astronomici che riguardavano l’argomento. Così per esempio, millenni dopo, quando questi antichissimi scienziati stabilirono il tropico del Cancro ed il tropico del Capricorno, essi intendevano che il sorgere del Sole all’equinozio di Primavera si trovava nella costellazione del Cancro, ed il sorgere del Sole all’equinozio di Autunno avveniva nella costellazione del Capricorno, punto opposto a quello del Cancro. L’equinozio, come abbiamo detto, era il punto centrale del settore dell’orizzonte menzionato e poteva essere usato per determinare la durata dell’anno dato che il Sole passava per questa posizione, al centro del settore, una volta all’anno per ogni senso di marcia.
Questo punto equinoziale era, come abbiamo detto, un punto fondamentale dell’eclittica, la madre della vita sulla Terra e, essendo stata già determinata l’eclittica tramite le eclissi lunari, la durata dell’anno che risultò da queste osservazioni fu di 365 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300esimo di giorno. Da quegli antichi tempi l’anno veniva misurato da equinozio a equinozio.

La conoscenza dell’eclittica comportava implicitamente il concetto che la Terra gira intorno al Sole e che la Terra è rotonda, (dato che semplicemente non può essere al contrario, altrimenti non potremmo avere un anno di 365 giorni o rotazioni) unitamente al fatto che le stelle, durante l’anno, effettuano un giro in più rispetto al sole (366 giorni, 1/4 di giorno meno 1/300esimo di giorno, detto anche anno siderale).
Le fandonie credute in tempi recenti dette per la bestialità di qualcheduno circa la centralità della Terra nell’universo sono tutte fantasie delle quali gli antichi Egizi avrebbero riso a crepa pelle.

L’eclittica era divisa in 12 parti. Ciascuna parte conteneva 3 Decani di 10 gradi ciascuno che corrispondeva ad una settimana di 10 giorni, tempo necessario alla Terra per percorrere questi 10 gradi di eclittica. Un mese, quindi, era composto da 3 decani per complessivi 30°, ed un anno era composto da 12 mesi per complessivi 36 decani, o 360°. I 5 giorni rimanenti per raggiungere l’anno di 365 giorni, erano conteggiati a parte ed erano detti i “5 giorni epagomeni”.

Le costellazioni zodiacali, marcanti il perimetro dell’eclittica come detto, si possono vedere ancora oggi su dipinti e papiri risalenti alle più antiche dinastie egizie (Ernest A. Wallis Budge – Egyptian Religion). La presenza di dipinti delle costellazioni zodiacali in tempi così antichi, anche se storici, sono una conferma ed una testimonianza del fatto che l’eclittica fu scoperta e determinata in tempi predinastici, assieme alle più importanti conoscenze fondamentali per lo sviluppo dell’astronomia, che fu la prima scienza ad accendere la curiosità dell’uomo per svelare i segreti del suo mistero.

Questa meccanica celeste, questa astronomia e questa eclittica non solamente contenevano le fondamenta della Terra, ma determinavano anche filosofia e religione di quegli antichissimi popoli, in modi che oggi non possiamo nemmeno immaginare.

Il Dio più importante di quei tempi era, notoriamente, Amun Ra, che significa letteralmente, tradotto dai geroglifici, “il Sole nascosto”. Spinti dall’ignoranza a voler cercare negli antichi Egizi credi inesistenti di idolatria, non ci siamo accorti che Amun Ra, in effetti, era una concezione cosmica di Dio, che nulla aveva a che fare con adorazioni di idoli o di inesistenti déi antropomorfi. Amun Ra era la designazione dell’eclittica, l’origine della vita sulla Terra e determinava una concezione cosmica e stellare del credo religioso di quegli antichi tempi.

Il “Sole Nascosto” era nascosto perchè l’eclittica si può osservare solo durante la notte, come già spiegato. L’eclittica e l’anno di 365 giorni determinano da soli, quindi, la centralità del Sole rispetto alla Terra anche se, per necessità, la Terra è sempre stata, anche in quegli antichissimi tempi, il centro dell’universo per via della presenza dell’uomo su di essa, dato che tutte le rilevazioni, tutti i calcoli e tutte le risultanze astronomiche e simili sono determinate da osservazioni fatte dall’uomo sulla Terra, e non possono essere in alcun modo concesse al Sole, come purtroppo fino ad oggi erroneamente ritenuto.

Misurando la durata dell’anno mediante due consecutivi passaggi del Sole, nel suo sorgere, all’equinozio di Primavera, questi antichi Egizi si accorsero, chiaramente dopo secoli o millenni di osservazioni, che i punti equinoziali si spostavano fra le stelle fisse di 2° ogni 150 anni. Tale spostamento si verificava in senso contrario a quello delle costellazioni o segni zodiacali.
All’articolo 61 abbiamo visto come questo spostamento degli equinozi fra le stelle fisse potrebbe essere dovuto al fatto che la Terra e tutto il sistema solare non sono dei punti fissi o dai moti geometricamente prevedibili, dato che è stato scoperto negli ultimi decenni che il sistema solare viaggia verso Sirio alla velocità di 800 km/s e che, quindi, questo fatto sia la possibile causa dello spostamento di 2° ogni 150 anni riscontrato dagli antichi Egizi e trasmessoci da Ipparco di Nicea e da Tolomeo, entrambi studiosi nella antica biblioteca di Alessandria d’Egitto.

Tutti questi dati accennati e riferiti ci costringono, però, a riconoscere che la cronologia dell’antico Egitto potrebbe estendersi nel passato a tempi molto più lunghi, come indicato nell’articolo su Zep Tepi.

La concezione cosmica ed evolutiva della vita, originata dalla conoscenza dell’eclittica, portò alla creazione del concetto filosofico fondamentale dell’Equilibrio, che regolava il comportamento dell’uomo durante tutto il periodo di questa millenaria civiltà egizia.
L’Equilibrio cosmico dell’eclittica, con gli equinozi ed i solstizi, definirono le regole e le norme che traspaiono dalla confessione negativa e da quanto, in seguito, cercheremo di chiarire.

 

108 – LE IMPERITURE E INDISTRUTTIBILI – LE STELLE DELL’ANIMA

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Le Imperiture e Indistruttibili – Le Stelle dell’Anima

The Imperishable and Indestructible Stars

Questa è la descrizione del nostro viaggio nell’Universo, che prosegue immutato da millenni.

Questo mese di Cleopatra, con l’abbondanza di tante bellissime ed attraenti stelle cadenti che agitano l’immaginazione e l’anima, può essere definito il mese delle stelle. Il nuovo nome di Cleopatra dato a questo mese, in sostituzione di quello precedente che non pronunceremo più, si addice molto al generale contesto rappresentato da Cleopatra, Regina d’Egitto, amore e amante fatale di Giulio Cesare al quale la Regina tutto regalò e tutto diede in nome dell’Amore eterno e totale. Oltre a sé stessa, ricchezze, finanze, mezzi, uomini e navi dell’Egitto, Cleopatra regalò a Cesare ed a Roma le conoscenze astronomiche egiziane che permisero la riforma del calendario giuliano, oggi universale.

Oltre a quanto necessario per la riforma del calendario, Roma, presa dalle tante guerre imperiali, non ebbe mai la curiosità, la capacità, il tempo, la pazienza e la sapienza per capire ed interpretare le immense conoscenze astronomiche egiziane che andavano ben oltre il calendario e delle quali ai tempi di Cesare tanti brandelli erano ancora conservati e registrati nella antica famosa biblioteca di Alessandria d’Egitto.

Gradualmente la storia, le distruzioni e le sabbie seppellirono tutto, finché, dopo circa 2000 anni, Napoleone Bonaparte, con la sua spedizione in Egitto, inaugurò l’epoca moderna delle campagne archeologiche. Con la decifrazione dei geroglifici da parte di Jean François Champollion si aprì così la strada per la lettura e l’interpretazione di pressoché un infinito numero di reperti e scritti provenienti dalla notte dei tempi.

Per quanto la chiave di lettura dei geroglifici sia conosciuta, la loro interpretazione è ancora motivo di accalorati dibattiti fra gli studiosi. Non è come leggere i Promessi Sposi del Manzoni o finanche le opere di Platone. E forse è ancora lontano il giorno in cui potremo conoscere il vero significato di tante testimonianze venute fuori dalla sabbia. Possiamo forse dire che oggi abbiamo solo delle indicazioni di massima o generiche sul loro significato.

In aggiunta a ciò bisogna anche dire che gli arcaici esprimevano il loro pensiero, in special modo se trattavasi di pensiero scientifico, in modo diverso da come facciamo noi oggi o come usavano fare gli stessi classici greci. Essi usavano una maniera di esprimersi apparentemente “criptica”, sintetizzata da uno o pochi numeri, da disegni pittorici allegorici indicanti una intera dissertazione, ed in modo simile con le parole. Di ciò ci sono molte prove e testimonianza. L’impressione generale che se ne ricava è che essi volessero parlare alle menti dell’uomo molto di più che alle loro orecchie.

Questa incertezza ha fatto sì che tutti o quasi tutti gli scritti egizi ritrovati siano stati catalogati o classificati come “Formule magiche funerarie”. Ma se escludiamo che gli antichi egiziani passassero il loro tempo a comporre “formule magiche funerarie” forse potremo individuare il linguaggio scientifico e razionale sottostante ad essi.

Fra gli altri, questo sembra il caso delle Stelle Imperiture e Stelle Indistruttibili citate tante volte nei “Testi delle Piramidi”, gli scritti più antichi al mondo, narranti il viaggio delle anime dei Faraoni verso una nuova vita. Alcuni studiosi dicono che tutte, o quasi tutte, le tante citazioni astronomiche riportate sui Testi delle Piramidi sembrano essere state estrapolate in blocco da un corpo di conoscenze già belle e pronte, presumibilmente appartenente ad una scienza astronomica già formata, di cui però nessuno sa dare una datazione affidabile, e qui andiamo pertanto veramente nella notte dei tempi, molte migliaia di anni prima di Cristo o, per questo, prima della costruzione delle piramidi.

Le stelle Imperiture ed Indistruttibili sono chiaramente indicate su questi Testi come le stelle della costellazione di Orione, di Sirio come guida per raggiungerle, e delle stelle circumpolari, queste ultime cioè situate intorno al polo nord dell’asse del mondo. Ci troviamo quindi in presenza di due zone del cosmo, o sfera celeste o cielo, ben delimitate e specificate, piccole e circoscritte. Ed è sintomatico che la parte di Cosmo di Sirio ed Orione sia rappresentata dalle due più importanti figure della civiltà egiziana: Iside ed Osiride.

Sulla base di quanto descritto all’articolo “61 – Precessione degli Equinozi – Una nuova spiegazione” la Terra, assieme a tutto il sistema solare, viaggia alla velocità di circa 800.000 km/h, o 220 km al secondo, verso la direzione di Sirio, la stella più bella e lucente del cielo, la stella di Natale e la stella del Nilo. Questa direzione  del nostro viaggio cosmico è riferita a Sirio perché Sirio è la stella più lucente e visibile del cielo stellato, ma la vera destinazione o direzione del nostro viaggio potrebbe essere la vicina stella della costellazione di Orione, e cioè Rigel, il piede di Orione o il piede di Osiride, citato molte volte sugli stessi Testi.

Volendo paragonare questo viaggio cosmico a quello con il treno da Milano a Roma è un po’ come dire che andiamo a Roma (Sirio) ma scendiamo a Roma Tiburtina (Orione o Rigel). Rigel, come Sirio, è una stella australe, è la più lucente stella della costellazione di Orione e sorge o passa in meridiano circa 100 minuti prima di Sirio.

Attribuire al caso o alla coincidenza la menzione continua e ripetuta di solo queste stelle o gruppi di stelle di due piccole parti di Cosmo, fra tante stelle e costellazioni della vasta sfera dell’Universo, sembra molto poco sensato, trattandosi qui di centinaia di citazioni. Se pertanto escludiamo il caso o la coincidenza o la semplice simpatia per queste stelle, resta una sola risposta. Le stelle di Orione, assieme a Sirio come guida, marcando la direzione del nostro viaggio esistenziale, assieme a tutto il sistema solare, indicano l’importanza che esse hanno per l’uomo, quali mete del suo viaggio, rispetto ad altre stelle, unitamente alle stelle circumpolari che, determinando l’asse  del mondo e l’inclinazione dell’asse terrestre sull’eclittica, indicano la fonte primaria dell’astronomia e la causa origine della vita sulla Terra.

Il viaggio delle anime dei Faraoni verso Sirio ed Orione era un viaggio che essi compivano da vivi, come anime viventi e come ancora noi oggi, ed esse proseguivano nello stesso viaggio dopo la morte. Queste anime si servivano anche della barca di Ra, il Sole, perchè il Sole è il conducente principale del sistema solare verso le stelle di Orione, le imperiture, imperiture perché esse sono sempre allo stesso posto da milioni di anni. I Testi delle Piramidi ci raccontano quindi del viaggio meraviglioso dell’uomo verso i confini della conoscenza, ai loro tempi ed ancora oggi.

Questo viaggio meraviglioso delle anime viventi di ieri e di oggi proseguiva nel Cosmo dopo la morte con l’attraversamento del Nilo del Cosmo, la Via Lattea, il “fiume ondulante” cosmico, con l’ausilio delle barche traghettatrici tante volte menzionate nei Testi, al fine di raggiungere l’altra riva del Nilo, o della Via Lattea, la riva orientale, per la resurrezione a nuova vita, la vita cosmica rigeneratrice, dove le anime diventavano stelle, stelle bellissime che, alimentate dalla scintilla dell’Amore Cosmico, davano inizio ad una nuova vita.

La domanda che sorge spontanea è: sapevano questi arcaici egiziani che la Terra, trascinata dal Sole, la nostra stella, ed assieme a tutto il sistema solare, viaggia nel Cosmo alla velocità di 800.000 km/ora verso Sirio ed Orione??? Tutto sembra indicare che essi sapevano, non potendo trovare un’altra spiegazione logica alla chiara manifestazione di tanta sapienza astronomica e riscoperta solo in parte dalla moderna scienza appena qualche anno addietro.

Nel frattempo, anche se noi non ce ne accorgiamo, il viaggio meraviglioso ed evolutivo delle nostre anime continua al presente verso Sirio ed Orione alla velocità di 800.000 chilometri all’ora avendo la Dea dell’Amore, Iside, come Guida chiara e lucente, affinché le anime dell’uomo possano riconoscere il messaggio tante volte trasmessoci e ripetuto che la Civiltà è fatta di Amore e Conoscenza, da sempre e per sempre.

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Questo articolo è dedicato a Cleopatra, Regina d’Egitto, ed a una Stella Imperitura.

Vedi anche N. 36 – Augusto e il nuovo mese di Cleopatra

36 – AUGUSTO E IL NUOVO MESE DI CLEOPATRA

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Ci sono degli uomini che nascono e sono già morti. Naturalmente essi non lo sanno e nè lo sanno i loro contemporanei, o estemporanei a volte per secoli o millenni a venire. La verità però col tempo viene sempre a galla. Perchè si nasce già morti??? Forse perchè durante tutta la vita non si hanno idee proprie o non si ha il coraggio di portarle avanti, o si rifiuta di riconoscere la realtà. Quando ci si riferisce a grandi Capi di Nazioni o Imperi, per idee si intendono visioni politiche di ampio respiro commisurate all’importanza della carica che essi rivestono.  La storia di Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma, si inquadra abbastanza bene in questa prospettiva. Non solo.

Gli studiosi della biologia genetica ci hanno detto e ci dicono che dallo studio del DNA di tutti gli uomini della Terra risulta che si possono riscontrare più differenze fra persone appartenenti ad una stessa etnia o stesso popolo o abitanti di una stessa città, che fra persone appartenenti a popoli diversi e lontanissimi. Codesta verità scientifica sembra essere dimostrata nel nostro caso dalla differenza fra due uomini appartenuti alla stessa città dell’antica Roma: Giulio Cesare ed Ottaviano Augusto. Pur essendo due romani appartenenti entrambi a nobili famiglie di patrizi, addirittura imparentati, essendo Ottaviano il pronipote e figlioccio di Cesare, sotto la scorza della comune romanità non si sarebbero potuti trovare uomini più diversi, lontani ed opposti.

Gli storici e tanti scrittori ci hanno informato ampiamente sulle vicende dei menzionati personaggi. Da queste vicende risulta che Giulio Cesare aveva la particolare caratteristica e capacità di riconoscere all’istante la realtà, comportandosi quindi di conseguenza. Forse questa capacità di riconoscere la realtà, oltre che essere una dote di natura appartenente al proprio DNA, si affina col tempo più facilmente quando è in gioco la propria stessa vita dato che in tal caso se non si è in grado di riconoscere la realtà semplicemente si muore, vittima del non aver capito la strada della sopravvivenza. Giulio Cesare ci ha lasciato due emblematici esempi di questa sua capacità a riconoscere la realtà. Il primo esempio fu in Gallia quando, durante la famosa battaglia contro le sovrastanti forze di Vercingetorige, riuscì all’istante a capovolgere le sorti dello scontro e della guerra passando da assediato senza vie di scampo ad assediante vittorioso.

Il secondo esempio di questa sua capacità di riconoscere la realtà e quindi di avere ampie visioni ci viene dal suo incontro con Cleopatra, Regina d’Egitto, allorchè riuscì a capire l’importanza del Sole nella definizione del tempo e degli anni che Cleopatra ebbe il tempo di illustrargli ampiamente, coi suoi più grandi astronomi di quel tempo, durante il loro meraviglioso anno d’amore che passarono insieme. Oltre che dall’amore per Cleopatra. questa meravigliosa creatura così espressiva di una terra ricca di una millenaria saggezza e bellezza cosmica, Giulio Cesare fu enormemente colpito da questo diverso sistema del misurare il tempo che Cleopatra gli offriva. Cleopatra, oltre che Regina, rappresentava il fiore dell’Egitto che era anche il fiore della conoscenza che lei regalò, col Sole e le stelle, assieme a se stessa, a Cesare. Era senza dubbio un dono meraviglioso, assieme al dono di un bellissimo figlio che fu chiamato Cesarione.

I romani a quei tempi, rispetto all’Egitto, erano culturalmente dei barbari primitivi. Essi misuravano il tempo e gli anni con la Luna anzichè con il Sole, usando le famose calende, gli idi e le none a cui si riferivano per definire i giorni. L’anno lunare è altamente impreciso e si sfasava continuamente dalle stagioni che sono determinate dal Sole e non dalla Luna, per cui gli anni romani erano una continua altalena nell’aggiungere o togliere mesi interi per cercare di stare al passo con le stagioni. Giulio Cesare capì al volo l’importanza del riferirsi al Sole nella misura del tempo ed appena rientrò a Roma avviò la riforma del Calendario che da lui prese il nome di Calendario Giuliano ma che era in realtà un calendario egiziano donato da Cleopatra la quale, per assistere Cesare in questa riforma universale e storica, incaricò l’astronomo Sosigene di seguirne e controllarne tutte le fasi.

Non si sa se fu lui stesso, Cesare, o Sosigene, o Cleopatra, a decidere, durante questa operazione della riforma, che il mese di “Quintilis” fosse denominato “Iulius” o “Luglio” in suo onore. Sappiamo che Cesare era allergico alle adulazioni ed agli onori per cui appare ragionevole pensare che questa decisione sia stata di Sosigene su ordine o suggerimento di Cleopatra.

Giulio Cesare ebbe appena il tempo di varare la riforma che fu assassinato. Cleopatra, in quei momenti tragici e drammatici, era a Roma sua ospite e dovette capire che il tempo della felicità era finito e partì di soppiatto e si imbarcò immediatamente per l’Egitto sulla sua nave portandosi appresso Sosigene. Con la sua nave e Sosigene partì anche la conoscenza della messa a punto finale del calendario e cioè dei circa 11 minuti annuali che conducono alla saltuaria soppressione dell’anno bisestile che dovette attendere quindi circa 1600 anni per essere ripristinato.

Ottaviano Augusto, un romano come Cesare, proprio perchè era un uomo lontanissimo per DNA e pensiero da Cesare, fece poi cose che Cesare non avrebbe mai fatto. Egli, dopo aver procurato la morte tragica di Cleopatra, questa splendida, magnifica e generosa donna che tanto aveva fatto per Roma nel profondere conoscenze, mezzi, finanze, uomini, navi e ricchezze, assassinò Cesarione e tutti i figli di Cleopatra e, copiando Cesare nell’assegnarsi il nome di un mese, cambiò il nome del mese “Sextilis” in quello del suo nome di “Augustus”, cioè “Agosto”.Mentre però Cesare non era un vanaglorioso e l’assegnazione di “Iulius” fu forse opera di Cleopatra, per “Augustus” fu certamente opera dell’interessato Ottaviano il quale dimostrò con ciò di essere un uomo senza idee. Sappiamo bene, fin dalla scuola, che chi non ha idee non può fare altro che copiare. Ottaviano era solo un amministratore, un semplice contabile divenuto “grande” grazie ad altri. Sembra pertanto che la denominazione di Agosto per tale mese sia completamente fuori di luogo. Un furto bello e buono. Un uomo che si appropria di qualcosa che ha disprezzato e condannato non può non fare la figura del meschino. Ottaviano di “Augustus” non aveva proprio niente e  fu un imperatore più di cui vergognarsi che di andarne fieri.

Mai una donna è stata così ingiustamente oltraggiata e infangata come Cleopatra lo fu da Ottaviano. E come se non bastasse Ottaviano creò il precedente di lasciare che l’oblio della storia inghiottisse il merito che questa generosa ed ammirevole grande donna ebbe nella creazione del calendario che oggi usiamo.

Ma non è mai troppo tardi. Possiamo ancora restituire a Cleopatra l’onore, così ingiustamente sottrattole, di avere posto le fondamenta, assieme a Cesare, per l’istituzione dell’odierno calendario solare universale e ormai valido per tutti i paesi della Terra. Inoltre è assolutamente fuori di luogo, di buon senso e di logica, che i mesi dell’anno abbiano tutti nomi maschili. Dopo 2000 anni di oscurantismo e maschilismo dettato da arretratezza mentale sembrano essere arrivate a maturazione le idee ed i sentimenti di riconoscenza per  l’amore, il rispetto e l’ammirazione che la donna merita e che per troppo tempo le sono stati sottratti. Il detto di dare a Cesare quello che è di Cesare in questo caso non può essere più appropriato.

Si trasmette pertanto da questo sito un appello diretto a tutte le donne ed a tutti i tipografi del mondo che si accingono a stampare i calendari per il prossimo anno 2012 affinchè il mese di Agosto, che d’ora in poi non nomineremo più, sia sostituito dal mese di CLEOPATRA. Non c’è nessuna legge che lo vieti e la cosa è lasciata solo alle usanze ed abitudini della gente. Essendo il nome di Cleopatra universalmente conosciuto questa novità del nuovo mese di CLEOPATRA potrebbe essere a ragione motivo di buone vendite del nuovo calendario e causa di rapida emulazione su tutta la Terra.

Il nuovo mese di CLEOPATRA segue il mese di Luglio. Luglio e Cleopatra sono mesi che stanno bene insieme. Oltre che ricordarci i nomi dei creatori dell’odierno calendario universale, Luglio e Cleopatra sono anche i mesi dell’amore per tante persone che in questi mesi di vacanze e viaggi hanno più possibilità di incontrarsi ed innammorarsi. Luglio e Cleopatra sono i mesi della speranza e dell’avvenire. Luglio e Cleopatra sono anche i mesi indicativi dello spirito di condivisione, inclusione, solidarietà e conciliazione che questi due grandi personaggi inconsciamente avevano nelle loro anime, in anticipo di 2000 anni, ma che non riuscirono a concretizzare perchè l’opposto spirito di contrapposizione, esclusione e inconciliabilità era il grande dominatore al quale essi entrambi soccombettero.

Nella antica millenaria astronomia, perdurante ancora oggi, la più bella e lucente stella del cielo, Sirio, segue la costellazione di Orione nel loro eterno moto giornaliero. Orione, come un amante o un innammorato, sembra aprire la strada per la sua amata Sirio. Forse fu per questo che gli antichi rappresentarono Orione con Osiride e rappresentarono Sirio con Iside, la sua amata, che così lo seguiva nel cielo per l’eternità a testimonianza del loro amore cosmico. Il nuovo mese di Cleopatra, seguendo sempre il mese di Luglio, sarebbe una replica terrena di questa antica verità cosmologica rappresentante una nuova visione, anticipata da Cesare e Cleopatra, ove la Donna abbia il posto che merita nell’Armonia del creato.

…….GIUGNO, LUGLIO, CLEOPATRA, SETTEMBRE,…….

………………….GIUGNO, LUGLIO, CLEOPATRA, SETTEMBRE,…………………

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E’ vero, è bello nella grafica e suona bene!!!

Ed è la realtà tanto attesa per il 2012, anno della grande rivoluzione culturale!!!

Benvenuti col nuovo mese di CLEOPATRA!!!