Archivio per Guerre

92 – IRASSHAIMASE – BENVENUTA/O

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', EVOLUZIONE, PROPOSTE MILLENARIE, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on febbraio 6, 2012 by beautiful41

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IRASSHAIMASE – Benvenuta o Benvenuto

A mani giunte sul petto, come in preghiera, inchinandosi con grande compostezza, a piedi uniti e gambe dritte, come una ballerina o un ballerino di opera teatrale potrebbe fare, e rivolta all’ospite o cliente nuovo arrivato presentatosi sull’uscio o porta di entrata, la ragazza pronunciava la parola o frase rituale di benvenuto: IRASSHAIMASE. Stesso inchino a mani giunte verso lo stesso ospite uscente, in segno di saluto e ringraziamento, ed in segno augurale di un arrivederci o ritorno.

Così i grandi magazzini o supermercati giapponesi e dell’Oriente salutavano i visitatori che vi transitavano. Ad ogni ingresso dei grandi supermercati una ragazza con il compito di inchinarsi ad ogni persona entrante ed uscente e migliaia di volte al giorno. Per un occidentale qualsiasi osservare un simile spettacolo può essere motivo di grande stupore con l’inconscio invito a chiedersi se egli stia vivendo un sogno o realtà, o se egli sia sempre sul pianeta Terra o su un altro pianeta.

Questo inchino a mani giunte di saluto e benvenuto non è soltanto tipico dei grandi magazzini giapponesi, ma è una caratteristica di tutto l’Oriente. E può ancora capitare di trovarsi nei posti più impensati, oltre che del Giappone, della Cina, della Tailandia, Malesia, Indonesia, India e altre Nazioni dell’Oriente, improvvisamente davanti un uomo o una donna a mani giunte e fermi, inchinantisi al nostro passaggio in segno di rispetto e prima di riprendere la propria strada.

Quasi metà della Terra è beneficiata quindi dallo spirito e significato di questo inchino che bilancia e compensa, in qualche modo, l’altra metà ove questa idea, scaturente dall’anima, di rispetto per il proprio simile è stata da lungo tempo dimenticata e mai più concretizzata. Questo inchino, benvenuto e rispetto per l’ospite, straniero o no, è una manifestazione spontanea dei valori immortali dell’anima dell’uomo e che si concretizza forse più facilmente quando non si ha niente da temere o quando non si teme alcunchè di offensivo dal proprio simile.

E forse questo è ciò che rimane degli insegnamenti immortali dei Padri della Civiltà quando si accinsero alla compilazione della “Confessione Negativa” nei tempi remoti antichi durante i quali il rispetto per il proprio simile e per ogni forma e creatura della natura era l’unica grande preoccupazione della coscienza dell’uomo.

Non è un caso pertanto che la metà della Terra ove queste manifestazioni sono state dimenticate è stata sottoposta per millenni interi ad una serie infinita di guerre, conquiste, disastri e sconvolgimenti sociali dovuti a contrapposizioni, scontro di idee politiche e scontro di credi religiosi che hanno condotto l’uomo sulla strada del dominio planetario a mezzo del suo conseguente individualismo e sviluppo della industrializzazione.

Quest’uomo industrializzato occidentale, immemore dei valori dell’anima, ha esportato, quale ultima sua conquista, il suo materialismo, i suoi processi industriali ed il suo consumismo in Oriente, la metà della Terra ancora impregnata di una filosofia e spiritualità a lui sconosciuta. Questo influsso negativo dell’Occidente ha già prodotto una diminuzione e deturpato il significato degli inchini e dei benvenuti IRASSHAIMASE, ma non ancora la sua scomparizione.

Affinchè questa manifestazione dei valori dell’anima non scompaia ma, al contrario, si diffonda su tutta la Terra è stato fondato un nuovo partito politico, il partito PACT, il Partito dell’Armonia dei Cittadini della Terra o, a libera scelta interpretativa, il Partito dell’Anima dei Cittadini della Terra, per l’instaurazione sul nostro pianeta di una nuova Civiltà plurimillenaria che metta al centro dei suoi intendimenti e programmi il rispetto della persona e di tutti gli elementi della natura, nella sobrietà, armonia, giustizia, equilibrio, sostenibilità, dignità e libertà.

Benvenuti fra i valori immortali della Civiltà!! IRASSHAIMASE.

 

39 – GESU’ E L’ORIGINE DELLA CIVILTA’ – UNA NUOVA VISIONE

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In questa ricorrenza pasquale celebrante la morte e la resurrezione di Gesù viene quasi spontaneo di fare una seria riflessione sui suoi insegnamenti e sulla sua vita ed i loro significati, cercando di trovare un punto fermo a cui aggrapparsi dopo che, a partire dallo scorso secolo principalmente, tante opinioni diverse sono state scritte e presentate al pubblico riflettenti tanti orientamenti e convinzioni diversi che hanno reso l’argomento e la figura di Gesù fonte di dibattiti infiniti ed inconciliabili.

Al di là di quella che è la fede religiosa che ciascuno di noi si porta o non si porta nella propria anima e meritevole del massimo rispetto in entrambi i casi, un atteggiamento razionale sulle vicende di Gesù oggi dovrebbe essere, contrariamente al passato, facilitato dalle tante conoscenze e nozioni scaturite da due secoli di tante campagne archeologiche. Queste nuove conoscenze sembrano indicare una realtà abbastanza chiara e delineata che solo per pigrizia mentale, pregiudizi e arretratezza culturale l’uomo rifiuta pervicacemente di riconoscere.

Da queste campagne archeologiche si è manifestata con chiarezza l’esistenza nell’antichità di due concezioni di vita, di progresso e di civiltà totalmente diverse, una cioè in opposizione con l’altra. Due gruppi di uomini con idee e sentimenti totalmente divergenti. Queste idee e sentimenti divergenti e opposti, se le parole hanno un significato, sono rappresentate abbastanza bene da quelli che si possono considerare i loro più tipici prodotti o creazioni, e cioè la “Confessione Negativa” da un lato ed il “Codice di Hammurabi” dall’altra parte.

La “Confessione Negativa” è molto più antica del “Codice di Hammurabi”, e, leggendola e rileggendola, non si può non constatare uno spirito d’amore, di pace, di rispetto e di equilibrio dell’uomo nel suo mondo che pervade queste Confessioni. Quasi una assillante preoccupazione dell’uomo di non arrecare danni di qualsiasi tipo al suo simile, oltrechè alla natura. In parole povere non si può non riconoscere che lo spirito degli insegnamenti di queste “Confessioni” sia lo stesso spirito degli insegnamenti di Gesù con le sue tante parabole e citazioni improntate tutte al concetto di “ama il prossimo tuo come te stesso” Lo spirito dei Vangeli pertanto appare lo stesso spirito degli insegnamenti originali di civiltà dei primi civilizzatori esistiti sulla nostra Terra.

La storia di Giuseppe e i suoi fratelli, della stessa antichità delle ” Confessioni” fa risaltare ancora di più lo spirito di condivisione, di perdono, di rispetto, di equilibrio e di non-violenza che è alla base di questo pensiero antico che è anche il primo pensiero dell’uomo di cui si abbia conoscenza. Questo spirito è lo stesso spirito di cui è pervaso il concetto del “Maat” già descritto in vari articoli. E questo spirito è lo stesso che pervade tutti gli insegmanti del Nuovo Testamento della Bibbia e dei Vangeli di Gesù. Molti numerti espressi da Gesù sono numeri sessagesimali, come sessagesimali sono le 42 “Confessioni”, e la numerazione sessagesimale era, come abbiamo visto in altri articoli, il linguaggio dei primi creatori della Civiltà. Sappiamo inoltre dagli stessi Vangeli che Gesù apparteneva alla setta degli Esseni i quali portavano avanti insegnamenti, credi, riti e regole egiziane , originate in Egitto nei secoli precedenti. Appare quindi con chiarezza l’appello di Gesù a riferirsi a questi originali antichissimi, già per lui, insegnamenti dei Padri della Civiltà.

Le testimonianze archeologiche ci dicono quindi, se le guardiamo senza pregiudizi, che la Civiltà è nata all’insegna dell’amore, del rispetto, della pace, dell’equilibrio ed assenza di eccessi. Questi stessi concetti e principi, alla base delle originali concezioni Egiziane, sono stati ritrovati nella estrema mitezza della giustizia dei Sumeri, contemporanei degli antichi Egiziani, Sumeri che prevedevano pene fatte solo di ammende amministrative per i reati commessi. Insomma, fra Egiziani e Sumeri, una specie di paradiso dove la malignità, le guerre, gli odi ed i crimini spietati non esistevano. Entrambi, questi Sumeri ed Egiziani della prima ondata di civiltà, usavano il sistema di numerazione sessagesimale Una nozione curiosa saltata fuori dagli scavi archeologici è che i Sumeri definivano loro stessi come “il popolo dalla testa nera” ma questa notizia, forse per pregiudizi razziali, non è mai stata investigata nè spiegata.

Alla scomparsa della prima ondata di civilizzatori di Egiziani e Sumeri “pacifisti”, come diremmo noi oggi, apparve per la prima volta nella storia conosciuta una strana nuova concezione di civiltà con idee opposte a quelle menzionate. Apparve il “Codice di Hammurabi”. Questo “Codice” fa venire la pelle d’oca solo a leggerne i tanti riassunti e sommari degli studiosi che ne hanno investigato il contenuto. Questo “Codice” è intriso di vendetta e spietatezza, è il codice della “legge del taglione”, come comunemente la si chiama, ed è il codice ed il concetto dell’occhio per occhio e dente per dente. Insomma da una concezione di vita e di progresso basata sull’amore, assenza di odio, rispetto ed equilibrio fra i propri simili e la natura, si passò ad una concezione opposta di odio, crimini, guerre, vendetta e morte. Io ammazzo te e tu ammazzi me. Oppure chi di spada ferisce di spada perisce. Dal Paradiso si passò all’inferno, anche se il pensiero e lo spirito del “Codice di Hammurabi” non ebbero la forza di travolgere e cancellare lo spirito ed il pensiero di civiltà della Confessione Negativa che continuò, in qualche modo imperterrita, in sordina ed in silenzio, il suo cammino immortale. E questo “Codice di Hammurabi” è reputato all’origine della cultura giudaico-cristiana!!

Ciò perchè questa nuova concezione, rappresentata dal “Codice di Hammurabi” o dalla “legge del taglione”, fu all’origine del Dio del Vecchio Testamento, del Dio rancoroso, di parte e vendicativo fino all’eccesso di protrarre la sua vendetta fino alla settima generazione ed oltre. Appare pertanto che il collocamento di questi due testi, I Vangeli ed il Vecchio Testamento, così diversi ed opposti in un unico libro denominato “Il Libro” o “Bibbia” o “Sacra Bibbia” è stato, fra i tanti abbagli dell’uomo descritti in questo blog, l’abbaglio più grande in assoluto perchè ha mischiato i messaggi d’AMORE con i messaggi di ODIO, i messaggi di PACE con i messaggi di GUERRA, i messaggi di VITA con i messaggi di MORTE, i messaggi di PERDONO con i messaggi di VENDETTA, i messaggi di INCLUSIONE con i messaggi di ESCLUSIONE, i messaggi di CONCILIAZIONE con quelli di CONTRAPPOSIZIONE, i messaggi di EQUILIBRIO con i messaggi di ECCESSI, i messaggi di CONDIVISIONE con i messaggi di AVARIZIA, eccetera,creando così una confusione disorientante nella quale siamo totalmente immersi e dalla quale non siamo ancora usciti. Insomma la Bibbia come la conosciamo ci ha regalato il pregiudizio che esistono due diversi Dio, il Dio della vendetta ed il Dio del perdono, ma la Civiltà appartiene ad uno solo di essi, quello del perdono, dell’equilibrio e della “Confessione Negativa“, della bellezza e dell’Armonia.

E la storia del giardino dell’Eden, del peccato originale e della donna, oltre a tutto il resto, riflette chiaramente la concezione del dio antropomorfo, impositivo, vendicativo, dell’esclusione e dell’odio, del Vecchio Testamento, improntato allo spirito di inciviltà del “Codice di Hammurabi” e della “legge del taglione”,  in opposizione allo spirito di civiltà della “Confessione Negativa“.

Non sappiamo, in questo cambio totale di pensiero, quanto abbia inciso il sistema di numerazione usato, ma è un fatto che durante quel periodo di iniziale progressivo abbandono del pensiero originale arcaico il sistema di numerazione si volse gradualmente verso il sistema settenario, di base 7, che facilitava la soluzione di problemi di quadratura, cubatura e di circonferenza. Fu in quel periodo che fu costruita la grande Piramide di Giza basata su un rapporto di 7 a 11 derivante da un rapporto di 22/7 per il Pi greco di 3,14. Naturalmente gli avvenimenti millenari hanno reso questa storia molto più complessa di quella delineata, anche perchè il Vecchio Testamento è stato, per così dire, “addolcito” infilandovi, compiendo un “plagio”, molte storie appartenenti al mondo culturale della civiltà egiziana, rimasta, nel complesso più fedele agli insegnamenti originali dei Padri della Civiltà. Ma non si può negare che, a grandi linee, il quadro del nostro passato sia abbastanza chiaramente definito e inconfutabile.

La denominazione di “Vecchio Testamento” appare oltretutto, in questa prospettiva, del tutto fuorviante poichè il Dio dell’Amore, dell’Equilibrio, della Giustizia e dell’Armonia  di Gesù, dei Padri della Civiltà e della “Confessione Negativa” esisteva già da tempi antichissimi quando la concezione del Dio antropomorfo e vendicativo del Vecchio Testamento non era ancora nata ed il “Codice di Hammurabi” era ancora di là da venire e da essere concepito.

La “Confessione Negativa”, elencata per intero all’articolo n. 35,  è bellissima, semplice e scevra da odio e vendette, e viene da chiedersi perchè non le sia stata accordata la giusta risonanza dopo la sua decifrazione e scoperta!! Da più parti spesso la si paragona ai nostri “10 Comandamenti” ma in questo paragone si staglia ancora di più la lillipuzianità e l’arroganza impositiva dei 10 Comandamenti verso l’impareggiabile grandezza di umiltà e rispetto per il creato della “Confessione Negativa”.

I danni fatti all’umanità dal pensiero giudaico-cristiano del “Codice di Hammurabi”, camuffato sotto le spoglie della modernità, della libertà infinita e della supremazia,  sono noti a tutti ma, tutto sommato, hanno forse reso lo spirito di Civiltà immortale della “Confessione Negativa“, come un potente faro nella nebbia, un riferimento ancora più chiaro e sicuro per l’umanità nei tempi a venire.

Forse l’unico testo dei Vangeli che accenni alla distruzione, alla morte ed alla guerra è il libro dell’Apocalisse di Giovanni, ma è opinione di molti studiosi che questo racconto di odio e di violenza risalga ai Profeti del Vecchio Testamento, avvolti nella cultura della vendetta già descritta. I Vangeli narranti la parola di Gesù sono quindi, se questa interpretazione o visione è giusta, le uniche vere testimonianze dei messaggi immortali dei Padri della Civiltà. Questi messaggi, al di là dell’abracadabra di religione, sono messaggi razionali ideati da menti razionali che ripetono tante volte ed in tanti modi sempre le stesse cose razionali, e cioè che il progresso pacifico si può ottenere solo sulla base della condivisione, dell’equilibrio, dell’assenza di eccessi, della conciliazione o perdono, del rispetto ed in definitiva dell’Amore. La parte razionale in questo discorso è che gli opposti ed i contrari, che ci saranno sempre, possono essere governati con facilità solo se essi non siano grandi, ma piccoli e maneggevoli ed a misura d’uomo.

In conclusione il messaggio di Gesù è sempre attuale, nella misura in cui il suo punto di riferimento è lo spirito di non-violenza della “Confessione Negativa” che svetta pertanto come il vero essenziale riferimento immortale della Civiltà. E’ un messaggio valido da molte migliaia di anni e ci indica l’unica strada possibile per raggiungere nella razionalità il progresso pacifico ideato dai Padri della Civiltà. Le guerre, gli eccessi delle differenze abissali e le contrapposizioni sono il contrario della Civiltà, sono gli elementi della Barbarie. Ci siamo allontanati molto dall’ideale di Civiltà descritto, ma non è mai troppo tardi per fare il primo passo. L’importante è conoscere la direzione verso la quale dirigerci, ed essa è chiaramente indicata dagli insegnamenti di Gesù e dai Padri della Civiltà.

Con l’augurio che la Resurrezione di questa Pasqua celebri la resurrezione delle coscienze dell’Uomo abilitandolo a riconoscere la realtà che sta davanti ai suoi occhi e che è molto diversa da quella per lungo tempo presentata. Continua a leggere

22 – IL CAPOLINEA MILLENARIO E LA FINE DEL MONDO CONOSCIUTO – LA FINE DELL’OCCIDENTE – INIZIO DI UN NUOVO UOMO E DI UN NUOVO MONDO SU UN NUOVO CAMMINO.

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E così siamo arrivati al Capolinea. I nostri politici e vari importanti uomini di Stato e personalità del mondo della scienza e della cultura da alcuni giorni o qualche mese finalmente si sono accorti che in questa crisi che stiamo vivendo c’è qualcosa di più di una semplice crisi di transitoria contingenza. Meglio tardi che mai!!! Per dare l’idea che si tratta di una cosa seria e non più di una crisi passeggiera, lor signori ora la chiamano “crisi strutturale” per curare la quale non si può fare pressocchè niente, che è la conclusione raggiunta in un recente vertice dei capi di Stato europei.

Il nostro tanto discusso premier Sivio Berlusconi in una recente intervista, nella sua tipica ingenuità, ha ammesso che questa crisi “strutturale” è dovuta al fatto che l’occidente si deve misurare, per esempio, con il costo del lavoro indiano che è un euro all’ora. Ma Berlusconi, come tanti altri “papaveri” come lui, dopo aver detto questo, si è fermato lì senza averne tratto le conseguenze e nè indicato cosa ciò comporta, dopo aver però detto, più che altro con l’istinto del manager, che “dobbiamo svegliarci”. Il nocciolo di questa crisi “strutturale” sta proprio quì, in questo “dobbiamo svegliarci”. Ma come??? Certamente non con la tanto strombazzata filastrocca di una ridicola maggiore inventiva. Quì ci vuole ben altro!!

Ciò comporta che in una economia globalizzata l’occidente dovrebbe ridurre il suo standard di vita allo stesso livello dei paesi simili all’India se vuole competere su una base di parità. Solo in quel momento l’economia potrà ricominciare a crescere. E questo significa che il primo ministro Berlusconi dovrebbe prendere gli stessi soldi del primo ministro indiano, e similmente giù giù per tutti gli altri gradi della pubblica amministrazione- Parimenti nel settore privato i costi del lavoro dovrebbero scendere al livello di un euro per ora.

Scendendo i costi dovrebbero in parallelo e gradualmente scendere anche i prezzi. La signorina del supermercato che per decenni con una macchinetta etichettetrice aumentava pressocchè ininterrottamente i prezzi dei vari prodotti, adesso la stessa signorina dovrebbe applicarsi alla stessa operazione ma al contrario, facendo diminuire continuamente i prezzi. E questo naturalmente vale per tutti i prezzi di beni e servizi al pubblico. Diminuendo le paghe, cioè i costi, parallelamente e proporzionalmente ai prezzi, potremmo così abbassarci, gradualmente e nell’arco, diciamo, di dieci anni, al livello dell’India con la quale dobbiamo competere.

Nel secolo passato queste grandi crisi economiche venivano risolte con il protezionismo e con le catastrofiche guerre che conosciamo perchè si pensava che la guerra, assieme alla distruzione portava principalmente anche una nuova spinta fortissima verso la crescita economica e la ricostruzione, era cioè un pò come risettare tutto un sistema ripartendo da zero. Ciò era possibile, anche se moralmente condannabile, perchè si trattava ancora di guerre di forze armate contro altre forze armate, cioè di militari contro altri militari, fatte le debite eccezioni per i vari olocausti da un lato e l’uso delle sole prime due bombe atomiche dall’altro. Oggi risolvere questa crisi “strutturale” allo stesso modo è impensabile perchè l’uso delle tante bombe atomiche esistenti porterebbe all’estinzione del genere umano e della sua civiltà. Ecco perchè al vertice europeo si è convenuto che non si può fare niente. Bisogna quindi trovare soluzioni alternative ma nessuno ha il coraggio di cimentarsi nell’avanzare proposte concrete. E bisogna trovarla una soluzione perchè il tempo che passa ci stringe sempre di più il cappio intorno al collo.

In teoria quindi, come accennato, con la riduzione di costi e prezzi, se l’uomo fosse un essere razionale e se i governi sapessero veramente govermare, la soluzione per abbassarsi allo stesso livello dei paesi come l’India ci sarebbe. E rimarrebbe solo un grande ed irrisolvibile rebus e cioè di come pagare l’enorme debito pubblico che il Paese ha accumulato. Questo debito diventerebbe impagabile a causa del ridursi del livello economico su standards inferiori.

Nonostante ciò però il rebus potrebbe ancora a sua volta essere risolto se esso, il debito pubblico, venisse fatto proprio dai Paesi “neo ricchi” e dai grandi capitalisti che hanno beneficiato dalla globalizzazione, radunandoli e facendogli il seguente discorso:

“””””Cari amici, come vi sarete resi conto, i nostri predecessori alla dirigenza dei paesi occidentali intorno agli anni 80 e 90 dello scorso secolo avevano quasi tutti perso la testa a causa di una illusoria superiorità del loro pensiero distorto. Ciò ne faceva in pratica dei folli, dei pazzi, che in tempi più ragionevoli sarebbero stati rinchiusi in manicomio. Costoro, apparentemente senza rendersene conto, vi hanno regalato, con il via libera alla delocalizzazione dei centri produttivi e con la globalizzazione del libero commercio in un unico libero mercato planetario, tutta la ricchezza del pianeta, a voi, ai capitalisti delocalizzatori ed ai paradisi fiscali, riducendo al lumicino ed in povertà e senza più un futuro quasi tutti i paesi occidentali che si reggevano sul lavoro manufatturiero ed a cui essi, i grandi capitalisti, appartenevano.

Ora cerchiamo di essere seri. Prima noi mangiavamo antipasto, primo e secondo piatto mentre voi mangiavate solo un pò di pane ma ora la situazione si è capovolta, o si sta avviando rapidamente verso il suo opposto, dove voi mangiate antipasto, primo e secondo piatto mentre noi mangiamo solo un pò di pane ed anche questo a volte sembra andare a scomparire. E’ chiaro che noi in questa nuova situazione non possiamo restare a guardare e dobbiamo fare qualcosa per evitare di morire di fame. Quello che dovremmo fare e potremmo fare naturalmente è di attuare il protezionismo, cioè istituire dazi doganali o tassazioni su tutte le merci importate in modo da proteggere la nostra produzione ed il lavoro nel nostro o nei nostri paesi. Ci rendiamo conto però che il protezionismo, nell’attuale mondo globalizzato, interconnesso ed interdipendente. potrebbe essere causa di irrigidimenti nazionalistici, egoismi e contrapposizioni poco auspicabili.

Noi quindi non vogliamo alcuna guerra, nè militare e nè commerciale. Vi abbiamo chiamato perchè è nostra intenzione di collaborare e stringere un patto con voi, al fine di progredire nella pace e nella giustizia, noi e voi. Siamo convinti che una crescita pacifica sia nell’interesse di tutti. Siamo anche convinti che una crescita pacifica si può realizzare solo all’insegna della giustizia e della solidarietà. Siamo convinti cioè che una crescita pacifica si possa realizzare solo alla condizione che noi e voi riusciamo a stabilire delle comuni basi di partenza nei vostri e nostri paesi. Siamo convinti che una comune base di partenza sia il presupposto per una crescita competitiva e pacifica. Pertanto noi vi proponiamo il seguente patto:

1 – Noi abbassiamo costi e prezzi agli stessi o simili livelli di costi e prezzi dei vostri paesi.

2 – Voi, che avete le tasche strapiene di soldi di cui non sapete che farvene oltre al comprare il mondo intero, vi farete carico di pagare i nostri debiti ad oggi che noi non potremmo più pagare se questo patto viene accettato.

3 – Una volta raggiunta la stessa base comune di partenza per tutti i cittadini dei vostri e dei nostri paesi, istituiremo un Giudice di Gara sovranazionale trasformando la attuale organizzazione delle Nazioni Unite, o ONU, inutile ed attualmente adibita tutt’al più come uno “speaker’s corner” dei parchi londinesi, in Organizzazione per il Controllo dei Costi e dei Prezzi dei vostri e dei nostri paesi, mettendo così la parola fine all’arbitrario “libero” aumento degli stessi in modo così sfacciatamente turlupinoso e rapace.

4 – Istituiremo, per i vostri ed i nostri paesi, una costituzione unica, ispirata a pochi e semplici valori umanitari fondamentali quali l’uguaglianza alla nascita, democrazia, pari opportunità e libertà di espressione e di religione dove per libertà si intende libertà nella giustizia e non libertà di fare quello che ciascuno vuole, e dove giustizia significhi misura e giusta misura. Quale segno di distinzione e quale vessillo di speranza in un nuovo futuro rilasceremo ai vostri ed ai nostri cittadini un passaporto unico intestato alla Comunità del Pianeta Terra o “Earth Community” ed abbatteremo tutte le frontiere fra i vostri ed i nostri paesi ove tutti i cittadini vi potranno liberamente circolare.

5 – Aboliremo e disconosceremo i paradisi fiscali ed i grandi capitalisti che non vorranno aderire a questo patto saranno proibiti dall’ingresso nei nostri e vostri paesi, assieme ai loro prodotti e merci.

6 – Riformeremo gli accordi sulle comunicazioni, telecomunicazioni, televisioni e stampa all’insegna non più della libertà incondizionata, ma di una libertà giusta e vigilata e rispettosa dei diritti sacrosanti di “privacy” di qualsiasi persona ed all’insegna di una più razionale e sobria distribuzione.

7 – Una volta raggiunto il traguardo di un livello economico comune ed uniforme istituiremo una nuova moneta unica globale che chiameremo ECU (per EARTH CURRENCY UNIT) dove 1 ECU sarà composto di 1000, mille, MONEY tutti di carta tranne i primi 10 MONEY che potranno essere di monete metalliche e dove 1 ECU sarà  il corrispondente di circa un euro di oggi, assieme ad un governo unico globale e confederato valevole per tutti i paesi che vorranno aderire a questo patto.”””””

Quanto sopra a prima vista potrebbe sembrare un sogno, brutto per qualcuno e bello per qualche altro, o potrebbe sembrare il vaneggiare di un idealista senza arte nè parte. Ma pensandoci bene, forse, potrebbe essere una strada quasi obbligata se vogliamo evitare le due altre possibili alternative, il protezionismo e una guerra planetaria da una parte ed il caos attuale senza regole dall’altra parte. Più passa il tempo e più la medicina, qualsiasi essa sia, sarà dura. Il patto proposto sembra l’unico che si possa realizzare pacificamente. Quanto sopra è comunque solo una indicazione di un nuovo cammino sul quale l’uomo moderno sente la necessità di dirigersi avendo egli perso tutti i riferimenti ed i valori immortali della sua stessa umanità.

L’occidente scompare per la cieca fede nei falsi paradugmi del passato fra cui il cieco credo nell’autonomo incontrollato aumento dei prezzi e dei costi, paradigma che si è venuto a schiantare contro la realtà del libero mercato globale che in poco tempo lo annienterà se non si ha il coraggio di prendere provvedimenti coraggiosi. E la follia di questo credo è tanto più pervicace quando si pensa che ancora oggi non si è capito questo problema, o si fa finta di non capire, e si lasciano tranquillamente continuare a far salire prezzi e costi autonomamente, facendo aumentare la distanza dall’India anzichè diminuirla, perchè, anche se qualcuno se ne è accorto, è tabù o non politicamente corretto il solo accennarne.

I lavaggi del cervello, i fondamentalismi, le ideologie e gli estremismi culturali provenienti dal passato, descritti in parte su questo blog, i tanti bombardamenti culturali su materialismo, consumismo, rapina della natura e crescita infinita in una perenne giovinezza, le ingiuste ed abissali differenze, hanno reso l’uomo moderno consapevole di essere arrivato ad un Capolinea, Il Capolinea “strutturale” del Millennio dal quale egli intravede che la risposta ai suoi dubbi e necessità della speranza nel futuro può venire solo da una rinnovata Spiritualità e da un saggio uso della Giustizia e della Misura, nel rispetto dei propri simili, in un mondo senza eccessi ove egli possa governare armonicamente gli opposti ed i contrari ritornando ad essere il padrone di sè stesso ed il signore del suo mondo. Se ne avrà il coraggio ed il tempo.

Questo articolo vuole contribuire a “farci svegliare”.