Archivio per Inversione delle Polarità

127 – IL CARRO DI HELIOS

Posted in STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on marzo 31, 2013 by beautiful41

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Il Carro di Helios

Queso affascinante racconto, con nascosto nelle pieghe delle sue parole un avvenimento naturale non ancora rivissuto dall’Uomo, fu narrato dai più grandi e antichi storici del classicismo greco, Esiodo ed Omero, contemporanei.

Il racconto narra che Fetonte era il figlio del Sole e chiese al padre Helios di poter guidare il suo carro celeste trainato da quattro focosi destrieri. Il padre Helios (il Sole) cercò di accontentarlo ed acconsentì dicendogli di condure però i cavalli con la massima attenzione e di fare in modo che le ruote del carro ripercorressero gli stessi solchi lasciati dal carro nei suoi precedenti giri. Ma Fetonte, giovane ed inesperto, non riuscì a controllare i cavalli che si lanciarono in un galoppo sfrenato inarrestabile, dirigendo il carro di Helios fuori dai solchi e verso l’ignoto, provocando una catastrofe.

Le stelle del Nord si scaldarono, il Drago si svegliò nel sudore, il Sahara diventò un deserto,gli oceani si prosciugarono, gli africani ebbero la pelle scura dal caldo, Fetonte vide lo Scorpione pronto a morderlo, quindi fu preso dal fuoco per cui intervenne Zeus che, per mettere fine a questo disastro, lo abbattè con la folgore e Fetonte precipitò nell’Eridano ove il suo corpo fu trovato ancora fumante dagli Argonauti che di lì passavano durante il viaggio con la nave Argo.

Questa storia è un consolidato mito del classicismo greco. Assieme a tantissimi altri “miti”, stupisce per la fertile fantasia di tanti autori greci che appaiono essere stati, oltre che particolarmente versati nel fabricare storie incredibili e favolose, anche intenti totalmente a questa loro unica attività di inventare storie fiabesche. E non si è mai considerato che invece queste storie fiabesche potessero essere storie di avvenimenti realmente accaduti.

E questo è il caso del Carro di Helios che, a ben guardare, è solo la descrizione e trascrizione perfetta di concreti fatti storici. Ciò è tanto più veritiero se si pensa che esiste una seconda e indipendente testimonianza, apparentemente misteriosa, data da Erodoto nelle sue “Storie” citando una informazione datagli dai sacerdoti egizi di Heliopolis, e cioè che durante l’immensa storia dell’Egitto antico il Sole per ben due volte “”sorse dove ora tramonta e tramontò dove adesso sorge””. Tale mutamento del moto del Sole, si premurarono di riferire i sacerdoti, non causò alcuna conseguenza catastrofica, né morti, perché la vita continuò a svolgersi normalmente.

Ciò che appare attraverso le parole di questa storia, come una figura che emerge dalla nebbia, è l’inversione delle polarità terrestri. La Terra roteò il suo asse, geografico e magnetico, di 180 gradi a causa di una, o più di una, fortissima scarica elettro-magnetica proveniente dal Sole che influenzò il campo magnetico terrestre invertendone le polarità. La Terra è un grande magnete ed ha le stesse proprietà di un qualsiasi magnte, come per esempio quelle dell’ago di una bussola magnetica che inverte le sue polarità, roteando di 180°, istantaneamente quando un fulmine meteorologico cade nelle vicinanze della bussola, come descritto all’articolo n. 34.

Ciò naturalmente non accade tutti i giorni ma accade periodicamente quando si verificano le condizioni di intensità e forze necessarie per questo avvenimento. Il magnetismo della Terra è alimentato e dovuto al magma di natura vulcanica al suo interno, Questo magma, per quanto fluido, è vincolato dalle dimensioni, strati diversi, e dalla crosta del pianeta stesso, per cui, quando riceve l’impulso al cambio delle polarità, trasmette questa necessità al pianeta intero il quale, libero di ruotare nello spazio vuoto cosmico, letteralmente si capovolge.

Il tempo occorrente per il capovolgimento della Terra non è precisato, ma, considerando che la distanza polo nord – polo sud è di 20.000 chilometri, si potrebbe ragionevomente ritenere che 4 ore possano essere sufficienti, con una velocità di rotazione di 5000 km/ora, per lo scambio delle polarità. Se ciò avvenisse di notte, andremmo a dormire con il Sole tramontato ad ovest e ci risveglieremmo con il Sole che sorgerebbe ancora ad ovest perché la Terra continua nella sua stessa rotazione, intorno al proprio asse anche da capovolta, e facendo tramontare il Sole ad est.

Il racconto del Carro di Helios sembra indicare che ci siano volute più di 4 ore e che l’avvenimento sia iniziato di giorno con il nord dell’asse terrestre che si inclinò progressivamente verso il Sole e verso sud, facendo soffermare il Sole, nelle vicinanze dello zenith, oltre le zone tropicali, nelle zone subtropicali, temperate, e nelle zone estreme boreali, ecco perché gli abitanti della Libia ebbero la pelle scurita, le zone deserte avanzarono, gli oceani si prosciugarono e le stelle del nord si scaldarono e il Drago “sudò”. Da considerare però che a quei tempi si intendeva per “Oceano” un fiume che circondava le estreme terre meridionali conosciute e non gli oceani di oggi.

Alla fine del capovolgimento il Sole sorgeva ad ovest e tramontava ad est definitivamente. Ma cambiarono le stelle. L’Uomo adesso era sovrastato dalle stelle dell’altro emisfero celeste. fisse ed immobili, della calotta celeste australe. Non sappiamo quale fu la nuova posizione di equilibrio della Terra dato che l’asse magnetico terrestre è “storto” e non diritto, ma il racconto di Fetonte sembra suggerire che, in sostituzione della stella Polare. o delle stelle circumpolari, adesso c’era la grossa stella australe ACHERNAR o una molto vicino ad essa, ad indicare il nuovo polo celeste.

ACHERNAR è la stella che marca l’estremità della costellazione ERIDANO, un fiume cosmico, ed il fiume cosmico per eccellenza è sempre stato, dalle più remote antichità, il Nilo o la sua trasposizione di Nilo del Cosmo che era la Via Lattea. Con il capovolgimento della Terra, cioè, Eridano fu identificata come il Nilo del Cosmo australe anche perché marcava la posizione del meridiano, o molto vicino al meridiano, come era il Nilo sulla Terra.

Finchè una nuova folgore, o forte scarica elettro-magnetica, causò il secondo capovolgimento della Terra nella sua posizione di equilibrio originale. La menzione dei due fiumi cosmici, Eridano ed il Nilo, le testimonianze indipendenti, greche ed egizie, del Carro di Helios e del mutamento della traiettoria del Sole, sembrano non lasciare dubbi sulla storicità di tale avvenimento e sulle origini egizie del “mito”.

La menzione degli Argonauti che trovarono il corpo di Fetonte ancora fumante durante il loro viaggio con Argo (articolo n. 101) inoltre lascia chiaramente intendere che l’inversione delle polarità terrestri avvenne durante quel periodo, il periodo di Eracle che, secondo Erodoto, visse 17.000 anni prima di Amasis, cioè circa 20.000 anni fa. Ed è possibile che la folgore che causò il capovolgimento della Terra fu la causa della distruzione di Atlantide, da cui gli Argonauti erano in fuga.

Non sappiamo inoltre se le “due volte” citate da Erodoto si riferiscano a due giorni consecutivi di un avvenimento occorso una sola volta, oppure si riferiscano a due diversi avvenimenti, magari intervallati da qualche migliaio di anni. Tutto quello che sappiamo è che un tale avvenimento si può ripetere in futuro durante le forti scariche elettro-magnetiche provenienti dal Sole. Un capovolgimento della Terra, però, in linea di massima, potrebbe solo rappresentare un diversivo tonificante.

34 – CRISTOFORO COLOMBO, LA BUSSOLA MAGNETICA E LA SCOPERTA DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE.

Posted in ASTRONOMIA, ATTUALITA', RIFLESSIONI, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , on marzo 19, 2011 by beautiful41

Le origini della bussola magnetica sembrano un pò avvolte nel mistero. La sua scoperta fu inizialmente attribuita a Flavio Gioia, cittadino della Repubblica di Amalfi, ma poi questa informazione fu ritenuta errata per cui la storiografia ufficiale sembra essersi attestata sull’idea che essa sia stata importata dalla Cina attraverso gli arabi durante il medioevo. Il fatto che i viaggi oceanici dei grandi navigatori della storia siano iniziati tutti nella penisola iberica, sotto influenza e dominio degli arabi fino al XVI° secolo, avvalora notevolmente questa ipotesi. Ma rimane pur sempre, in tal caso, un interrogativo senza risposta, e cioè perchè gli arabi, in possesso di un tale importante strumento di navigazione, non effettuarono con esso alcun viaggio oceanico???

Sembra che già dall’antichità esistesse la conoscenza che alcuni minerali, manufatti e rocce avessero la proprietà di attrazione, o di repulsione, di altri materiali, ed esprimessero cioè delle proprietà “magnetiche”, ma, oltre alla denominazione di questa proprietà, niente di scientifico ci è pervenuto su questo argomento. Molto forse dipende dalle difficoltà di traduzione e di interpretazione da antiche lingue morte di concetti e conoscenze che gli arcaici, da quel poco o molto che sappiamo di loro, esprimevano in modo diverso da come facciamo noi oggi o da come facevano i classici greci. Essi, gli arcaici, forse per comunicare meglio alle menti più che alle orecchie, usavano sintetizzare con poche parole, o con pochi numeri, o con qualche disegno allegorico e/o pittorico, concetti che oggi necessiterebbero interi trattati per la loro divulgazione.

Per esempio dalle raffigurazioni egiziane antiche risulta che essi, nel rappresentare la divinità “Sokar” che era il dio dell’Orientamento,  usavano delle pietre a forma semisferica allungata, dette “Onfalo” o “Omphalos” dai greci, per indicare i loro centri oracolari che erano anche dei centri geodetici, da dove partivano le misurazione del paese e della Terra, e spesso coincidevano con le capitali o importanti città e località del Paese. La raffigurazione di queste pietre “Onfalo” è accompagnata sempre da due colombe, colombe viaggiatrici, con le zampe sull'”onfalo” e una di fronte all’altra, colombe che sono il simbolo per eccellenza dell’Orientamento. L’importanza dell’orientamento e del sapersi orientare quando ci si muove è più che fondamentale, è essenziale. L’accoppiamento delle due cose, dell’orientamento e dei punti di riferimento, ci dà istantaneamente la possibilità di essere dei “navigatori”, galattici o semplici cittadini. Quando chiediamo “Dov’è piazza Garibaldi?” e ci viene risposto “Sempre dritto dopo cinque palazzi” stiamo usando inconsciamente queste due descritte caratteristiche, “orientamento” più “riferimento”, che rendono possibile il movimento o viaggio.

Quanto ci sia stato dietro questa così chiara manifestazione di sapienza per il momento non è dato sapere. Sappiamo solo che i colombi hanno la capacità di volare seguendo delle linee rette da e per le destinazioni prefisse, e per lunghe distanze di centinaia di chilometri. Gli antichi romani, e gli stessi greci classici, di questo binomio, “onfalo” più colombe, ne presero solo la metà, la pietra “onfalo”, e la usarono per l’istituzione della “pietra miliare”, la pietra dei mille passi, che ancora oggi si trova su molte strade extraurbane. Sembra quindi che l’Uomo ritenne solo la capacità di “riferirsi” a qualcosa, perdendo però la capacità di “orientarsi” con mezzi diversi che non fossero la stella Polare., e ciò fino agli avvenimenti citati e occorsi nella penisola iberica da dove Cristoforo Colombo partì con una delle prime bussole magnetiche.

Durante il medioevo e durante il periodo dei grandi navigatori c’era però la convinzione che l’ago della bussola magnetica fosse attirato dalla Stella Polare e fu proprio Cristoforo Colombo a fare la p’iù grande scoperta di tutti i tempi, di tutti i tempi moderni, per caso ed a sua insaputa, proprio come gli accadde con la scoperta del continente americano. Nei suoi diari di bordo Colombo annotò che in quei mari succedeva una strana cosa: l’ago della bussola che lui seguiva di giorno, di notte non indicava più il Nord indicato dalla Stella Polare. Questa convinzione errata era un dato acquisito, come diremmo noi oggi, perchè vari letterati, fra cui Dante Alighieri nel 12° canto del Paradiso, hanno testimoniato sul fatto che l’ago della bussola fosse attratto ed indicasse la Stella Polare!!!

Cristoforo Colombo aveva invece scoperto, oggi lo sappiamo, con la sua testimonianza, il Campo Magnetico Terrestre!!!!

Se la Stella Polare indicava una direzione e l’ago della bussola ne indicava un’altra ciò poteva significare solo una cosa, e cioè che l’ago della bussola fosse attratto da forze misteriose diverse dalla Stella Polare. Nei secoli successivi queste forze misteriose, appartenenti al campo magnetico terrestre, furono gradualmente definite e misurate finchè, nel XIX° secolo, con l’avvento delle costruzioni delle prime navi metalliche, si arrivò ad una completa enunciazione di una teoria del magnetismo navale, e del magnetismo in genere, in vigore ancora oggi e che permise l’installazione e la “compensazione” di belle. forti e potenti bussole magnetiche a due aghi sottostanti la rosa dei venti, il tutto immerso in un liquido a base di alcool e glicerina e scevro, proprio perchè “compensato”, da influenze nefaste prodotte dall’enorme quantità e dalle tante qualità di metallo che compongono una nave, ad eccezione delle “deviazioni” residue che si determinano periodicamente con i “giri di bussola”.

Grazie a Cristoforo Colombo si è capito quindi che la Terra è un enorme magnete. La caratteristica dei magneti è che essi hanno, alle loro estremità, due polarità diverse: una polarità  detta Nord o Azzurra, ed una polarità detta Sud o Rossa. La polarità azzurra attrae sempre e solamente la polarità rossa di un metallo o di un magnete immerso nel campo magnetico terrestre e respinge sempre e solamente la polarità azzurra dello stesso magnete. L’estremità dell’ago di una bussola diretto verso il Nord è quindi il polo sud o rosso dell’ago che solo impropriamente viene chiamato nord perchè rivolto verso il nord. E’ un pò come quello che comunemente si dice “i lontani si attraggono ed i vicini si respingono”. Queste due polarità, azzurra e rossa, o nord e sud, riferite alla Terra, generano infinite “linee di forza” che vanno da una polarità all”altra e lungo le quali i magneti si orientano. L’insieme di queste infinite linee di forza compone una enorme nuvola magnetica, invisibile, che avvolge tutta la Terra fino a centinaia o migliaia di chilometri di altezza e nella quale noi siamo immersi.

I magneti convenzionalmente, per facilità teoriche ed operative,  si sono categorizzati in due diversi tipi: i magneti temporanei ed i magneti permanenti. I primi sono anche chiamati “ferri dolci” e sono in genere ferri privi di carbonio, come acciaio tenero, ferro omogeneo, ghisa. Questi “ferri dolci” o magneti temporanei hanno la proprietà di magnetizzarsi istantaneamente quando avvicinati ad un magnete, ma hanno nello stesso tempo la caratteristica di smagnetizzarsi istantaneamente quando ne sono allontanati. I secondi sono anche chiamati “ferri duri” e sono in genere barrette di ferro fucinato, acciaio temperato, acciaio al tungsteno o al molibdeno, o ferri e acciai composti con una piccola percentuale di carbonio. Questi “ferri duri” o magneti permanenti impiegano molto tempo a magnetizzarsi ma altrettanto a smagnetizzarsi, perciò si chiamano permanenti. Il nostro ago magnetico è del tipo permanente di “ferro duro”.

L’asse magnetico fra le due polarità, nord o azzurra e sud o rossa, terrestri non coincide però con l’asse geografico terrestre perchè mentre questo è ben fisso e saldo nello spazio e nel tempo per migliaia di anni e comunque dagli spostamenti prevedibili dai noti movimenti della Terra a lungo termine come la precessione degli equinozi, la stessa cosa non si può dire per l’asse magnetico terrestre che si sposta continuamente, senza preavviso e senza indicazioni di dove vuole andare. Insomma per capirci possiamo dire che l’asse magnetico terrestre fa continuamente i capricci, è mobile ed imprevedibile. Oggi l’angolo sotteso fra i due assi, geografico e magnetico, è di circa 5 gradi nell’emisfero nord e di circa 26 gradi nell’emisfero sud, il che significa che oggi il nord magnetico dista di circa 600 chilometri dal polo Nord e che il sud magnetico dista di circa 2900 chilometri dal Polo Sud. Come si vede l’asse magnetico terrestre non è neanche dritto come invece lo è l’asse geografico, ed è pertanto semplicemente “storto”. Sembra che i due poli magnetici si muovano ad una velocità di circa 10 chilometri all’anno.

Queste differenze fra i poli geografici e magnetici fanno sì che gli aghi delle bussole magnetiche indichino una direzione diversa da quella del nord geografico. Questa differenza varia con la posizione geografica e col tempo, e bisogna tenerne conto per riferirsi al Nord geografico. Essa, questa differenza, si chiama “declinazione magnetica” in lingua italiana e si chiama “variation” in lingua inglese, la si trova su tutte le carte nautiche ed è la correzione, positiva o negativa e algebrica, che bisogna apportare alla bussola per poterci dirigere nella direzione da noi prescelta. Questa era la strana faccenda riscontrata da Cristoforo Colombo!! Se per esempio stiamo seguendo con la nostra bussola una rotta di 315° e dalla carta rileviamo che la “declinazione magnetica” per la nostra zona è di 10°W, ovest e cioè negativa, stiamo in realtà seguendo una rotta vera, rispetto al nord geografico, di 315° – 10° = 305°.

Questa declinazione magnetica, positiva o negativa, nelle nostre zone è relativamente contenuta ma in altre zone del mondo, come l’oceano Indiano, raggiunge e supera i 40° di differenza. In genere essa aumenta con l’avvicinarsi ai poli fino a raggiungere il massimo valore di 180° se ci si dovesse trovare fra la posizione del polo nord o sud geografico e la posizione del polo nord o sud magnetico.

Nonostante che i poli magnetici si muovano continuamente per la loro sensibilità a fattori come la temperatura del pianeta, estati, inverni, movimenti del magma e lave vulcaniche all’interno della Terra, fattori endogeni perenni che fanno parte di essa da sempre, l’inversione delle polarità del magnetismo terrestre, di cui tanto si parla, è solo una molto ipotetica, suggestiva e remota possibilità che potrebbe concretizzarsi solo per cause esterne, cioè per eccezionali radiazioni elettromagnetiche fortissime provenienti dal Sole, l’unica fonte di tali possibili forti radiazioni vicino alla Terra, Terra che è un magnete permanente, che in tal caso si comporterebbe allo stesso modo come noi sappiamo che si comporta un altro magnete permanente, quello dell’ago di una bussola magnetica che può invertire istantaneamente le polarità in presenza di una fortissima scarica di un fulmine meteorologico che cada nelle vicinanze della stessa bussola. Per quanto questa probabilità esista, essa non può non essere che estremamente infinitesimale.

In tutte le eventualità rimane sempre, per indicarci il Nord vero, la Stella Polare che ancora per secoli a venire indica ed indicherà tale direzione con la massima affidabilità e precisione, allontanadosi, ai nostri giorni ed ogni rotazione giornaliera, al massimo solo 2 (due) gradi dal perno del Cosmo intorno al quale tutto l’Universo gira.

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Per la già avvenuta inversione delle polarità terrestri vedi l’Articolo correlato:

127 – IL CARRO DI HELIOS