Archivio per Irrazionalità

113 – LA SUPERIORITA’ ARIANA E L’EURO-CENTRISMO

Posted in ATTUALITA', MISURA E GIUSTIZIA, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , on novembre 3, 2012 by beautiful41

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La Superiorità Ariana e l’Euro-centrismo.

La datazione dell’Origine della Civiltà.

La superiorità della razza ariana è tristemente nota per essere stata l’ideologia portante del nazismo e di Hitler. Anche se il nazismo e Hitler avevano interpretato in senso stretto il popolo di razza ariana come il popolo germanico, “superiore” a tutte le altre razze, il concetto di “popolo ariano” risale a prima del nazismo ed include tutti i popoli che vanno dall’India all’Europa intera, popolo che è stato classificato dagli antropologi per l’appunto come popolo indo-europeo.

La condanna del nazismo e dei suoi crimini, divulgata con tutti i mezzi possibili per tutto il pianeta, ha creato l’illusione e fatto credere all’umanità intera che questa ideologia razzista era una patologia mentale che apparteneva solo al nazismo ed Hitler e che pertanto, finita la guerra con la sconfitta del nazi-fascismo, questa patologia mentale fosse stata debellata per sempre.

Ma questa è solo l’apparenza. Questa “superiorità” viene da lontano e quella conosciuta è solo la punta di un immenso iceberg che interessa e si ripercuote nel presente e nel futuro di tutta l’umanità. La sua valenza pertanto è immensa perché concerne il “pensiero razionale”, la capacità di avere una giusta prospettiva della realtà e di ciò che è giusto e ciò che non è giusto.

Per quanto il nazismo sia stato condannato ampiamente a parole, Hitler, dall’al di là dove si trova, sarà sicuramente molto felice di sapere che le sue idee di superiorità della razza ariana sono state concretizzate, oltre ad ogni aspettativa, dopo la sua morte, in modo pacifico.

L’idea della “superiorità” ariana si era sviluppata in modo graduale a partire dal Rinascimento con le tante conquiste della conoscenza scaturite dalla lettura dei classici greci importati dagli arabi e tradotti in latino e che avevano acceso la miccia ad un progresso apparentemente illimitato del quale l’Europa ne era il centro promotore. La datazione del calendario che contava gli anni dall’anno zero di Cristo si saldava alla perfezione con gli scritti dei classici greci dando origine ad una concezione euro-centrica della Civiltà perché essa, questa Civiltà, era nata nella Grecia Classica e con Cristo.

Pur se questo sentimento di superiorità era allo stato latente nell’animo di molti europei, il punto di rottura, o di svolta, fu raggiunto in Inghilterra, ove paradossalmente erano iniziati gli studi sulla metrologia antica, dopo che lo studioso tedesco di classicismo greco August BOCKH pubblicò alla fine del XIX° secolo il risultato delle sue ricerche sulle unità di misure classiche greche attestanti che vi era nel mondo ellenico antico un singolo sistema di misure (metrologia) che era stato sviluppato in Egitto e consegnato ai Classici Greci come un lotto unico, o un solo blocco, e comprensivo delle unità di lunghezza, peso, volume e connesse con le misure angolari e del tempo. August BOCKH sosteneva inoltre che in questo sistema la cubatura dell’unità di lunghezza produceva l’unità di volume che, riempito con acqua dolce, produceva l’unità di peso.

Ma il troppo diventò troppo perchè questa era una idea che gli europei non potevano accettare a cuor leggero dato che l’accettazione di tale ricerca o scoperta avrebbe comportato il riconoscimento che il “pensiero razionale”, l’embodimento del significato di Civiltà, non era nato nella Grecia Classica, in territorio europeo, ma in tempi migliaia di anni prima dei Greci ed in Paesi stranieri totalmente extra europei ed extra ariani. Ed in che modo si poteva rifiutare una tale nuova prospettiva, poi suffragata da tanti rinvenimenti archeologici???

Lo si poteva fare in un solo modo, e cioè quello di rifiutare l’evidenza. Per rifiutare l’evidenza si cominciò ad attaccare il metodo attraverso il quale si era pervenuti alle citate indigeribili conclusioni, e cioè il metodo della filologia. In sintesi la filologia ha origini germaniche ed è lo studio sistematico, a tappeto, di tutti i possibili significati dei testi. parole o frasi, che si esaminano prima di poter arrivare ad una certa e sicura conclusione interpretativa finale.

Si cominciò pertanto a dire che questo metodo filologico era poco affidabile o errato e tipico della pedanteria perfezionista germanica. Un metodo cioè senza l’uso della fantasia o dei “lampi di genio”, e che solo un metodo “induttivo” e fantasioso, superiore e di stampo inglese, avrebbe permesso il raggiungimento di conclusioni veritiere. Da quell’epoca, fine ottocento o inizi del novecento, il pensiero scientifico dell’uomo, pur di non rinnegare la superiorità ariana, si rifugiò nella pura irrazionalità, si rifugiò cioè nella follia che continua ai giorni nostri, per esempio con l’economia ove la Germania non capisce e mai capirà l’utilità del vivere nei debiti anziché nel più corretto vivere senza debiti.

L’irrazionalità nata da questa contrapposizione fra il mondo accademico anglosassone e quello della Germania, fra un classicismo fantasioso ed un classicismo scientifico, ha contribuito pesantemente allo scoppio delle due terrificanti guerre mondiali. Naturalmente questa storia della perdita del pensiero razionale è molto complessa, lunga ed articolata ed in questo articolo vi si danno solo dei cenni per l’utilità e la curiosità dei lettori.    

E’ anche però una storia tristemente divertente nel constatare le enormi idiozie, i paradigmi più aberranti, le bufale colossali date come oro colato nelle università più prestigiose al mondo, dalle quali non possono non uscire che degli handicappati mentali o, come si dice oggi, dei diversamente abili della cognizione e ragione. Ecco perché nelle stesse università si insegna ai giovani che “i numeri dell’antichità non contano”.

E quando un famoso archeologo ebbe il compito di esaminare il regolo di un cubito, venuto fuori dagli scavi archeologici, sul cui retro vi erano delle iscrizioni dalle quali si deduceva che gli antichi egiziani conoscevano ed usavano la numerazione in gradi dei 360 gradi, fu subito scartata a priori la giusta interpretazione con le parole “Bisogna assolutamente escludere che gli antichi egizi conoscessero i gradi”. Come in questa storiella, si sono esclusi poi, a priori, o passati sotto silenzio, reperti, testi ed evidenze da cui  si potesse desumere l’origine della Civiltà in posti diversi da quelli della Grecia Classica.

Eppure, dalle più remote antichità è pervenuta una frase, citata e ripetuta su tantissimi e più disparati testi: “”METRA KAI STATHMA KAI NOMISMA”” (o NOMOS), riportata in latino come “”NUMERO, PONDERE ET MENSURA”” a significare l’importanza che gli arcaici, già migliaia di anni prima della Grecia Classica, attribuivano alla Misura  originata in Egitto, alla latitudine di 27° 45’ N, e che metteva l’Uomo in relazione con il Cosmo, con le dimensioni della Terra, con lo spazio e con il tempo, come descritto all’articolo n. 23 – L’Origine della Misura.

La datazione in cui originò questa Misura, diffusasi poi a tutti gli antichi popoli della Terra, si deduce facilmente dalla demarcazione dei primi confini dell’Egitto allorchè il confine meridionale fu stabilito alla latitudine del Tropico del Cancro di quei tempi, a 24° 00’ N, in corrispondenza del bordo superiore della prima cataratta del Nilo. Questa latitudine, ove il Sole raggiunge lo Zenith una volta all’anno, al solstizio d’estate, e che oggi è 23° 27’ N, rappresenta in pratica l’inclinazione dell’asse terrestre sull’eclittica.

La scienza moderna ritiene che l’asse terrestre subisce una variazione di questa inclinazione pari a 2°, due gradi, tra 22,5 e 24,5, ogni 41.000 anni, ed ora tale inclinazione è in fase discendente. Mezzo grado di variazione dell’inclinazione impiega pertanto circa 10.000 anni. Ciò significa che la Civiltà, con l’origine della Misura, nacque in Egitto circa 10.000 anni addietro o circa 8.000 anni AC, quando il Tropico del Cancro era, come detto, a 24° 00’ N, in corrispondenza del bordo superiore della prima cataratta del Nilo.  E ciò è nei limiti ragionevoli risultanti da tanti testi dell’antichità e da una cronologia non falsata né immensamente sottostimata per gli accennati motivi di “superiorptà” euro-centrica.

Mi fermo qui per non annoiare troppo i lettori ma sembra d’obbligo concludere dicendo che se non si trova il coraggio di riconoscere l’evidenza, e quindi il raziocinio e la ragione, in futuro ci aspettano disastri ben più gravi delle due guerre mondiali e della crisi economica.

97 – S.O.S. – SAVE OUR SOULS – S.O.S. DAL PIANETA TERRA

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S.O.S. – Save Our Souls

S.O.S. dal pianeta Terra

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Questo era il messaggio radiotelegrafico dei vecchi tempi della radiotelegrafia che veniva inviato quando una nave era in grave pericolo di affondare e chiedeva soccorso a chiunque potesse darlo. Nel codice Morse 3 punti sono “S” e 3 linee sono “O”, mentre una linea è “T”. Il messaggio era ripetuto tre volte ed era seguito da 12 linee le quali servivano ad attivare gli allarmi in tutte le stazioni radio delle navi che ricevevano il messaggio, ed anche nelle cabine degli ufficiali radiotelegrafisti in maniera che essi, se stavano dormendo, si svegliavano per precipitarsi nella stazione radio.

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Il messaggio SOS di soccorso, in questo anno 2012, è stato lanciato, per la prima volta nella storia conoaciuta, dal nostro pianeta, il pianeta Terra, che viaggia nello spazio infinito fuori controllo mentre le anime dei suoi abitanti rischiano l’estinzione. Chi risponderà alla richiesta di soccorso??? Chi sarà in grado di soccorrere un pianeta intero e chi sarà in grado di salvare l’umanità intera su di esso???

I Cittadini della Terra. Solo essi, i Cittadini della Terra, con la loro unione e partecipazione, potrebbero effettuare il soccorso ed il salvataggio del terzo millennio. Il salvataggio di una umanità che ha perso le sue certezze perchè i valori e le idee di riferimento, nelle quali l’uomo moderno è stato istruito ed allevato, sono improvvisamente svaniti, scomparsi, rivelandosi solo delle illusioni o utopie senza alcuna base di realtà.

Le illusioni di un capitalismo becero e rapinatore basato su montagne di debiti sono crollate con i noti disastri degli ultimi anni. Ma l’uomo, rifiutando di trarre la giusta lezione da questi recenti e ancora perduranti disastri, si sta dando da fare per rimettersi in corsa, ancora e più di prima, sulla stessa strada dell’arrembaggio già percorsa. A Wall Street hanno già iniziato a rituffarsi nel mare dell’avidità di arricchimento dopo che le economie dei Paesi occidentali sono state rappezzate, alla bell’e meglio, coi soldi, i sacrifici ed i suicidi di chi ha perso il lavoro e dei Cittadini della Terra.

E sembra che nessuno e nessun governo può far niente. Si invoca la crescita, la crescita ad ogni costo ed ancora e più di prima e con lo stesso sistema di prima, l’unico che i nostri dirigenti conoscono e da essi ritenuto una dottrina infallibile. Ma su questa tanto auspicata crescita vale la pena di fare qualche considerazione. La prima considerazione è di carattere storico. L’umanità attuale si trova ad esistere sul nostro pianeta a conclusione di un periodo di espansione demografica iniziata varie decine di millenni addietro alla fine di un “collo di bottiglia”, o “bottle neck”, ove pochi sparuti sopravvissuti si salvarono da catastrofiche eruzioni vulcaniche o altri grandi disastri naturali. Sopravvissero e si salvarono, per tutto il pianeta, 12 esseri umani.

Verso l’inizio di Roma antica si stima che l’umanità si fosse infoltita raggiungendo circa 50 milioni di persone. Alla fine di Roma antica, circa mille anni dopo, si pensa che la stessa umanità contasse circa 200 o 250 milioni di persone. Verso il 1810 si raggiunse il primo miliardo e nel 1925 la popolazione mondiale raggiunse due miliardi di persone, fino a che pochi giorni fa si sono contate 7 miliardi di anime. La Terra però è rimasta sempre la stessa. La sua superficie totale è circa 148 milioni di chilometri quadrati. La densità che ne risulta è quindi oggi di 48 abitanti per chilometro quadrato, ciò che significa 21000 metri quadrati a disposizione per ciascun abitante della Terra, incluso zone artiche, montagne e deserti.

Arrotondando a 20000 metri quadrati, ciascun odierno abitante della Terra ha a sua disposizione lo spazio, per la sua privacy e sopravvivenza, corrispondente ad una area di 400 x 50 metri, come circa 4 campi sportivi. Questo abitante, da questa superficie di 400 x 50 metri, potrà ricavare tutto ciò di cui ha bisogno per la sua sopravvivenza: grano, legumi, ortaggi, legno, petrolio, minerali, e tutti i prodotti della natura. Sempre che nessuno si impadronisca di tali prodotti sui quali egli può contare per la sua esistenza.

Questi 20000 metri quadrati, immutabili e non estensibili, fanno sì che essi siano un vincolo da non sottovalutare per uno sviluppo armonico globale. Il progresso delle Nazioni oggi viene misurato con percentuali di crescita del PIL. +1, +2, +3…., eccetera. La Nazione progredisce quando la crescita è positiva. Ma crescere continuamente comporta che si producano e si consumino sempre più cose e servizi, e ciò lo si può fare solo se le risorse del pianeta fossero illimitate, non vincolate cioè agli accennati metri quadrati a testa. A questa incongruenza se ne aggiunge un’altra, che è la seconda considerazione, e cioè il sistema o mezzo scelto dalle Nazioni per il perseguimento di tale “progresso” e che è il libero mercato. Ed il libero mercato è in pratica il braccio operativo del capitalismo

Il non capitalismo attuale, che è la negazione del vero capitalismo millenario come descritto all’art. n. 16, ed anche al n. 56, è basato sulla irrazionalità, cioè sulla follia, come confermato, anche se a malincuore, dall’ex capo della Federal Reserve, cioè la banca centrale americana, Alan Greenspan. Questa degenerazione dell’avidità dell’uomo ha provocato, e continua a provocare, quello che ormai viene chiamato il “Feudalesimo Economico”, cioè l’accentramento di tutte le ricchezze nelle mani di pochi. Questo processo continua sostanzialmente indisturbato perché non si vuole riconoscere l’incongruenza e la non sostenibilità della dottrina del libero mercato.

Non si può dichiararsi a favore della sostenibilità e del libero mercato contemporaneamente. La sostenibilità implica regole affinchè si possa crescere nel rispetto della natura e nel rispetto dei suoi ritmi di crescita che, per esempio, permettano di abbattere un albero solo quando un altro è cresciuto al suo posto. Altrimenti faremo la fine degli abitanti dell’Isola di Pasqua. Se poi teniamo presente il diritto di ciascuno a disporre dei prodotti ricavabili dai suoi 20.000 metri quadrati di superficie allora la necessità di regolamentare il libero mercato diventa ancor più una strada obbligata anzichè una scelta.

La dottrina del libero mercato autonomo che da solo, senza regole, determina costi, prezzi e quantità di produzione, fu pensata e ideata quando si pensava che le risorse del pianeta fossero infinite ed il numero degli abitanti della Terra era ancora relativamente molto piccolo. Questa dottrina di libertà infinita si è sviluppata per il passato nell’alternanza di guerre e ricostruzioni perchè questa è la sua naturale vocazione. Ma le cose sono cambiate e non possiamo non prenderne atto.

Appare pertanto che la soluzione sia di cambiare totalmente l’idea di “progresso”. Non più progresso quantitativo basato su percentuali positive del PIL, bensì progresso qualitativo basato su zero aumento di PIL in una economia del mercato regolato, della sostenibilità, basata sulla qualità della vita e non sulla maggior quantità di beni prodotti. Una crescita di qualità armonica dove gli smodati eccessi di arricchimento vengano ridotti secondo quanto già esposto nei precedenti articoli, ed in particolare abolendo i finanziamenti e le operazioni di Borsa, rallentando cioè l’economia e basandosi solo sul proprio risparmio. Crescere rallentando per vivere anzichè crescere convulsamente per alimentare il Feudalesimo Economico.

Il terzo millennio pertanto si è aperto con il lancio del messaggio S.O.S. di richiesta di soccorso del pianeta Terra. …..S.O.S. – S.O.S. – S.O.S. – ….. Il messaggio continuerà ad essere trasmesso finchè rimarrà l’ultimo metro quadrato di terra produttiva e finchè vi sarà l’ultimo uomo sul pianeta. Se i Cittadini della Terra lo raccoglieranno essi potranno ciò esprimere con una manifestazione pacifica in tutte le città del mondo il prossimo 21 Giugno, giorno del Solstizio, al fine di indicare a tutti i governanti delle Nazioni la strada per una nuova Civiltà basata su un progresso qualitativo regolato di pace, giustizia, equilibrio, misura, sobrietà, armonia, rispetto e libertà di tutte le persone e di tutte le meraviglie della natura.

S.O.S. – S.O.S. – S.O.S. – S.O.S. – S.O.S. – S.O.S. – ……………………………..