Archivio per Latitudine

60 – IL RE E LA REGINA DEL COSMO

Posted in ARMONIA, ASTROLOGIA, ASTRONOMIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, SPIRITUALITA', TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on agosto 6, 2011 by beautiful41

Quando, in principio, un vento cosmico divino spinse una nuvola magnetica speciale ad avvolgere la Terra donando all’Uomo un “pensiero razionale”, e la Civiltà fece la sua comparsa dandogli per la prima volta la possibilità di interpretare la realtà intorno a lui a mezzo della Misura, la più alta espressione della Ragione, i due astri più grandi del Cosmo visibile, il Sole e La Luna, furono riconosciuti nel loro valore acquisendo il loro rispettivo titolo e rango di Re e Regina dell’Universo.

Il Sole, di natura maschile, l’elargitore del fuoco e del calore della vita nel suo spazio vitale del sistema solare, e la Luna, di natura femminile, ricettiva, mutevole e bella, il Re e La Regina del Cosmo, erano due amanti naturali per l’Uomo. Essi si amavano da sempre ed il loro amore era per l’eternità. Essi manifestavano davanti ed intorno all’Uomo ed alla sua Terra continuamente la loro potenza, attrazione e distinta specificità.

La Misura, coi suoi tre parametri principali della misura temporale, misura angolare e misura lineare, tutti interconnessi, permetteva di interpretare correttamente le infinite manifestazioni della natura. Esse, queste manifestazioni o realtà, pur distinguendosi, attraverso il numero, le une dalle altre, erano considerate parte di un tutt’uno. A simboleggiare ed a rappresentare questo “tutto è uno”, i fondatori della Civiltà scelsero proprio il Re e la Regina dell’Universo. Il diametro del disco solare è di 0° 30′, allo stesso modo come il diametro del disco lunare che è di 0° 30′. Assieme, quindi, le due “metà”, il Re e la Regina dell’Universo, quando erano tangenti, formavano e formano l’unità di 1° 00′, un grado.

L’amore del Re e della Regina dell’Universo era affascinante e spettacolare. Pur dedicandosi a mansioni e compiti diversi, essi periodicamente si incontravano, manifestando la loro divina attrazione, e si fondevano, stretti in un tutt’uno nella loro ardente passione, durante le eclissi di Sole allorchè tutta l’attenzione della loro energia era rivolta ed era riservata esclusivamente al proprio o alla propria compagna. E’ per questo che durante tali momenti la luce del Sole viene oscurata e la bellezza della Luna svanisce: essi le donano solo al proprio partner.

Lo stesso profondo amore fra il Re e la Regina era manifestato durante le eclissi di Luna allorchè entrambi, lontani ed opposti, sembravano rivolgere l’uno con l’altro struggenti richiami di attrazione nell’attesa di ritrovarsi nuovamente insieme. Questo amore cosmico delineava anche la posizione dell’eclittica sullo sfondo del cielo stellato perchè tutte le eclissi si svolgono solo sul piano dell’eclittica.

Il Sole, il Re dell’Universo, a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre, saliva e scendeva nel cielo, durante l’estate più a picco e durante l’inverno più basso, determinando le stagioni. Questo suo movimento da Nord a Sud e viceversa era, oltre a quello di fornire il calore, il compito o la mansione principale e specifica del Sole, e cioè la determinazione della ampiezza o larghezza della fascia di illuminazione solare sulla superficie terrestre, cioè la determinazione della latitudine. Il Sole quindi, con questa sua caratteristica, delineava e definiva l’asse verticale delle ordinate sul quale si misuravano le latitudini terrestri. Il suo calcolo era estremamente semplice bastando osservare l’altezza del Sole in meridiano o quella della stella Polare, o chi per essa, di notte.

La Luna, la Regina dell’Universo, quando libera dal fare all’amore con il Re, era occupata invece a svolgere un’altra mansione altrettanto importante. Essa scivolava silenziosamente e continuamente lungo l’eclittica distanziandosi dal Sole, stelle e pianeti alla velocità del suo stesso diametro, di 0° 30′, mezzo grado, ogni ora, in allontanamento o avvicinamento. Questa sua caratteristica dava la possibilità di calcolare la propria longitudine. Per esempio se a Roma il 3 agosto (pardon, il 3 di Cleopatra) alle ore 15.00 la distanza fra Sole e Luna è 52° 00′ e noi alla stessa data siamo in altra località dove rileviamo alle ore 10.00 la stessa distanza di 52° 00′ fra Re e Regina, ciò significa che la longitudine della nostra località è 5 ore, cioè 75° 00′, ad ovest di Roma. (Vedi articolo 44 – La determinazione della longitudine con la Luna).

La Luna quindi delineava e definiva l’asse orizzontale delle ascisse sul quale si misuravano le longitudini terrestri. Molte migliaia di anni prima che Cartesio, o chi per esso, “inventasse” il sistema di assi cartesiani, con ascissa e ordinata, questo stesso sistema di assi cartesiani di riferimento, ortogonale, con merdiani e paralleli, ci venne fornito dal Re e dalla Regina del Cosmo per la misurazione della latitudine e della longitudine su tutta la Terra, in modo semplice e preciso, e naturale.

Il Re e la Regina dell’Universo quindi, senza la necessutà di tanti orpelli moderni, fornivano, e forniscono ancora, all’Uomo che sapeva interpretare la realtà circostante con gli occhi della mente, la latitudine e la longitudine della sua posizione geografica, in qualsiasi parte della Terra egli si trovasse. Il Re e la Regina dellìUniverso erano il GPS naturale dei tempi remoti dei fondatori della Civiltà.

E’ esistito il vento cosmico che ha spinto la nuvola magnetica della “razionalità” a dare all’Uomo gli strumenti della Civiltà??? Non lo sappiamo. Possiamo solo dedurlo dallo sviluppo dei fatti storici conosciuti ed inconfutabili. Fra essi si annoverano certamente le vicende narrate del Re e della Regina dell’Universo, anche perchè continuano ancora oggi, nonostante l’Uomo moderno non vi presti più attenzione, preso come è a contare solo in milioni ed in miliardi, o trilioni, della modernità.

Ma se questo vento cosmico fosse veramente esistito ciò vorrebbe dire che un altro vento cosmico potrebbe far scomparire la nuvola di “razionalità” nella quale l’Uomo è immerso??? I sintomi purtroppo ci sono. L’Uomo moderno, ormai abituato a contare a milioni, miliardi, o trilioni, in ogni campo, ha perso la capacità di contare sulle dita delle proprie mani. Ma, cosa ancora più fondamentale, ha perso la cognizione della Misura ove la quantità è una funzione del tempo. Troppi cambiamenti, al di là della capacità di assimilazione dell’Uomo, portano alla distruzione ed alla morte.

Questo e molto altro ci viene manifestato dal Re e dalla Regina del Cosmo e dal loro eterno amore.

51 – I RINNEGATI DEL TERZO MILLENNIO

Posted in ASTRONOMIA, ATTUALITA', MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on luglio 3, 2011 by beautiful41

Questo articolo tratta del meccanismo di Antikythera e del suo scopo che era quello della determinazione della longitudine con il metodo delle “Distanze Lunari”.

Dal vocabolario di italiano alla parola rinnegare corrisponde il significato di “Abbandonare una dottrina, o fede, che prima si era professata”, oppure “Non riconoscere più come proprio qualcuno o qualcosa a cui si era legati da un vincolo di sangue o di affetto”. Rinnegare le proprie origini, fisiche o metafisiche, sembra pertanto rientrare nelle dette definizioni.

Rinnegare le proprie origini non è un peccato sancito dai 10 Comandamenti, forse in considerazione del fatto che si può rinnegare involontariamente, senza esserne consapevoli o senza saperlo, e si può rinnegare scientemente, con premeditazione. che è l’argomento di questo articolo, nel qual caso si incorre in un inganno. Anche se l’inganno a sua volta non è menzionato nei 10 Comandamenti, non così è per la “Confessione Negativa”, l’unico e solo riferimento immortale di Civiltà come già esposto in questo blog, “Confessione” che lo menziona esplicitamente per ben due volte. L’inganno è comunque una violenza, è una violenza ai danni della verità, ed è per tale motivo che esso è menzionato dalla “Confessione Negativa” come un peccato contro la Civiltà.

Circa un secolo fa, nel 1901 o 1902, fu rinvenuta, da una antica nave affondata nei pressi di Antikythera, un’isola a Nord della costa occidentale di Creta, assieme ad altre preziosità archeologiche come statue e anfore, uno strano congegno meccanico, di rame e di bronzo, reso quasi irriconoscibile dalle incrostazioni e corrosioni conseguenti dall’essere rimasto per circa 2000 anni sott’acqua. Dopo circa 50 anni rimasto più che altro come una curiosità esposta al Museo Nazionale Archeologico di Atene, questo reperto, dopo aver ricevuto una prima attenzione negli anni 20 da parte di uno studioso greco, negli anni 50 cominciò ad attrarre l’attenzione da parte di grandi studiosi.

Questo congegno, in seguito denominato “il meccanismo di Antikythera” o “il calcolatore di Antikythera”, è ancora in fase di studio ma è ormai certo che si tratta di un molto sofisticato e preciso strumento astronomico somigliante, nella sua meccanica, al più avanzato orologio svizzero del XIX° secolo e unico al mondo tanto da essere ritenuto superiore alla Monna Lisa di Leonardo nella sua perfezione. Era inserito in una scatola di legno dalle dimensioni di circa 30 x 20 x 15 centimetri, quindi molto compatto. E’ composto di 30 ingranaggi accertati ma passibili di esserne molti di più, tutti interconnessi, con 3 quadranti principali, uno sul fronte e due sul retro, alcuni graduati, includenti nella loro ingegneria la meccanica “epicicloidale differenziale” che solo oggi noi abbiamo “inventato” e che usiamo sugli assi delle ruote delle nostre autovetture.

Questo strumento replicava con la massima precisione i movimenti di tutti gli astri del cosmo. Era allo stesso tempo un “planetario” portatile ed uno strumento di previsione dei moti astrali rispetto alla Terra, in un sistema quindi geocentrico, e cioè un Almanacco Astronomico meccanico. Gli studiosi, pur avendo individuato il carattere principale della sua funzione, e cioè il carattere astronomico, come detto, sono in dubbio sulle sue specificità. Era uno strumento ideato per essere usato dagli astronomi??? Dai marinai??? Dalle esibizioni al pubblico??? L’interrogativo rimane ancora aperto.

Le incisioni fatte dal costruttore su questo stumento sono in lingua greca ed includono quelle che sembrano istruzioni operative per il suo uso. Fra queste incisioni sono menzionati Sole, Venere, Marte, 76 anni, 19 anni, eclittica, 223. I quadranti indicano, oltre che Sole, Luna e 365 giorni, anche 235 mesi del ciclo Metonico di 19 anni, 223 mesi del ciclo saros sinodico della Luna di 18 anni e 11 giorni, il triplo di tale ciclo pari a 54 anni, ed il quadruplo del ciclo metonico di 76 anni o ciclo Callippico. Lo strumento mostra anche le principali stelle indicate con una lettera o simbolo greco. Tutto questo a grandi linee per dare un’idea della meraviglia nella quale l’uomo moderno si è imbattuto.

Il congegno di Antikythera risale al II secolo A.C. e si ritiene affondato verso il 100 A.C. Le ultime ricerche su di esso indicano, nonostante le incisioni in greco, l’astronomia babilonese all’origine del suo funzionamento. Il congegno di Antikythera in realtà rappresenta la massima espressione dell’astronomia classica “rotativa” e contemporaneamente, col suo affondamento, la morte definitiva della stessa astronomia “rotativa” Esso rappresentava anche la massima espressione del pensiero scientifico del remoto passato che poneva l’Uomo al centro del Cosmo ed in relazione allo spazio ed al tempo ed alle dimensioni del pianeta.

Pertanto il congegno di Antikythera era il GPS dell’antichità. Compatto e portatile per poter essere trasportato da qualsiasi viaggiatore, marinaio, studioso, cartografo, astronomo, geografo, per terra o per mare, con lo scopo di determinare la posizione geografica del suo possessore. In particolare lo scopo del meccanismo di Antikythera era quello di determinare la longitudine col metodo delle “Distanze Lunari“, visti i tanti precisi riferimenti alla Luna ed ai suoi cicli, rispetto al Sole e rispetto alle stelle e pianeti ed all’eclittica, rilevati sul congegno.

Il calcolo della longitudine è sempre stato un grattacapo ed un problema di difficile soluzione per l’Uomo. Mentre la latitudine è sempre stata facile da calcolare fin dalle più remote antichità a causa dell’inalterabilità e della stabilità dell’asse terrestre, per cui basta prendere con tutta calma di notte l’altezza della Stella Polare, o di chi per essa, sull’orizzonte, in gradi e primi, ed è fatta, è stata “calcolata” la latitudine, oppure con altezze di Sole a mezzogiorno al suo passaggio in meridiano, non così è purtroppo per la longitudine a causa della rotazione continua della Terra che, per rendere l’idea, ci scappa continuamente di sotto. E non possiamo chiedere alla Terra “Fermati un poco, Terra, che devo calcolare la longitudine!!”. La Terra ci risponde “Arrangiati Uomo e spremi le tue meningi!!”.

Ed è stato quello che l’Uomo ha fatto nell’antichità. Il congegno di Antikythera era la messa in pratica di ciò che Ipparco andava predicando e cioè che la longitudine poteva essere calcolata come la differenza fra un tempo assoluto ed il corrispondente tempo locale. Dopo circa 2000 anni le idee di Ipparco furono rese operative fra il 1750 ed il 1850 e molti usarono il metodo delle distanze lunari fino ad oltre il 1900, quindi siamo in grado di valutare appieno la funzione del congegno di Antikythera che in pratica sostituiva l’Almanacco e l’Osservatorio Astronomico dei nostri tempi, ma ripeteva il concetto già descritto all’articolo n. 44, con la differenza che con il congegno di Antikythera il tempo, e quindi la longitudine, era espresso direttamente in gradi e primi, perchè il tempo, fin dalle origini della sua creazione, era ed è, ancora e sempre, una MISURA ANGOLARE, come testimoniato dal congegno stesso.

La costruzione di un tale congegno non si “inventa” dalla sera alla mattina, come si può intuire, Il ciclo Metonico impiega 19 anni, il ciclo Callippico impiega 76 anni, eccetera. Appare ragionevole quindi pensare che questi lunghi cicli siano stati controllati e ricontrollati più e più volte prima di dare il via alla costruzione del nostro congegno. Come si vede si fa presto a raggiungere un periodo di ossertvazioni di 1000 anni, se non di più, Ipparco quindi, come già accennato all’articolo n. 44, similmente ad Aristarco di Samo per l’eliocentrismo, anzichè il primo, fu solo l’ultimo a conoscere l’idea che la longitudine potesse essere calcolata conoscendo i moti della Luna e degli Astri nella fascia zodiacale.

Tutto questo, e molto altro, ci racconta il meccanismo ritrovato di Antikythera.

Ma non avevamo iniziato con i rinnegati??? Chi sono i rinnegati e gli ingannati???

Visto che quest’articolo è già un pò lunghetto e per non annoiare i lettori ne continueremo a parlare nel prossimo articolo.

8 – I NUMERI “NON CONTANO”

Posted in STORIA with tags , , , , , , , on novembre 11, 2010 by beautiful41

Queste parole, riferentesi ai numeri dell’antichità, furono dette verso la metà del XX° secolo da un professore di una università americana ad un laureando con una tesi dove il povero malcapitato si sforzava di dimostrare come man mano che si andava indietro nel tempo antico la precisione dei calcoli, deduzioni e costruzioni razionali  fosse massima o sempre maggiore. Di conseguenza, continuò il professore, se il candidato voleva avere qualche chance di successo, doveva cancellare dalla sua tesi tutti i numeri dell’antichità. Il povero malcapitato poi diventò professore di storia delle scienze e ci raccontò, oltre a quella menzionata, molte altre amenità divertenti ma tristi riguardanti la moderna concezione del pensiero razionale antico. Pagò a caro prezzo questo suo coraggio di guardare la realtà e di studiarla e raccontarla senza pregiudizi. Questo è solo un esempio emblematico, fra tantissimi e simili, che abbiamo avuto.

Era comunque già l’ultimo stadio di un pregiudizio ormai consolidato ma che si era venuto formando nella nostra cultura nei secoli passati dopo la parentesi idilliaca del Rinascimento allorchè l’archeologia iniziò gradualmente a portare alla luce tanti scritti e reperti di una lontana antichità di cui solo la Bibbia ci aveva fornito qualche accenno. Paradossalmente il classicismo greco, che pur costituì l’ideatore ed il promotore delle conquiste rinascimentali, in questo nuovo subentrato scenario costituì la causa principale, affiancata dalla religione, della distorsione e degenerazione del pensiero occidentale  perchè gli insegnamenti della sapienza in tutte le scuole vennero a stabilirsi e si basarono ed assestarono sull’idea, inizialmente la sola conosciuta ma che poi si trasformò in pregiudizio con l’avanzare dei progressi dell’archeologia, che la civiltà nacque nella Grecia Classica.

Essendo i classici Greci i supposti originatori, anche se infantili, del pensiero razionale i numeri che essi esibivano non avevano molta importanza dato che il vero pensiero razionale e scientifico, nella sua moderna concezione, iniziò solo durante o dopo il Rinascimento con la nota “scienza galileiana”. La difficoltà ad entrare nel mondo dei numeri fu poi gradualmente accentuata dalla divisione degli studi sempre più marcata fra classici o letterari e matematici o scientifici. Possiamo tranquillamente dire che oggi, all’apice di questo progressivo oblio, con l’eccezione dei soli matematici o professori di matematica, il mondo dei numeri è un perfetto sconosciuto a tutti gli altri non addetti ai numeri anche se possessori di titoli accademici di prestigio quali storia, archeologia, lingue moderne ed antiche, e tanti altri titoli similari  In definitiva possiamo dire che il rifiuto di riconoscere il mondo dei numeri dell’antichità ha poi comportato l’abbandono dello stesso mondo ai giorni nostri.

Nonostante che gli antichi ci avevano detto che essi avevano inglobato molte loro conoscenze scientifiche nella costruzione dei tanti monumenti dell’antichità questo fatto non è mai stato riconosciuto dal mondo degli Accademici ufficiali per i quali, a causa dell’accennato pregiudizio, tutto ciò è solo un abracadabra senza senso dato che gli antichi erano solo dei sognatori ed a stento sapevano contare sulle dita delle proprie mani.  E la forza del pregiudizio è sempre estremamente potente al punto da rendere l’Uomo letteralmente cieco. Questa cecità ha toccato o sta toccando il suo apice ai giorni nostri. Per cui, solo per fare un esempio, quando dallo studio delle dimensioni della Grande Piramide di Giza cominciò ad essere chiaro che questo monumento inglobava conoscenze scientifiche e/o di un pensiero razionale avanzati quali pi greco, sezione aurea, teorema di “Pitagora”, dimensioni del pianeta, schiacciamento polare, astronomia, collegamento e relazione fra spazio e tempo, allineamenti astrali precisi, ed altro che si sta ancora studiando, l’Uomo è stato semplicemente incapace a valutarne la possente realtà.

La scusa di ciò è anche dovuta all’impossibilità di reperire dei veri e propri trattati o dei libri di testo risalenti a questo antico pensiero. Ma quando, fra le meraviglie citate, noi riscontriamo che il perimetro della base della Grande Piramide è di 230,357 + 230,253 + 230,391 + 230,454 = 921,455 metri e sappiamo che questa base totale fu stabilita dal suo architetto  per rappresentare la metà di un primo di arco di meridiano all’equatore, come testimoniato da Agatarcide di Cnido, e che è oggi all’inizio del terzo millennio cristiano 921,452 metri, allora non potremmo o non dovremmo nasconderci dietro la nostra cecità e dovremmo solo inchinarci di fronte a tanta sapienza.  Perchè un primo di latitudine all’equatore è 1842,9 metri, cioè due volte la lunghezza del citato perimetro, e ciò sottintende che questi antichi signori oltre che conoscere le dimensioni del pianeta al centimetro, conoscevano anche la forma ellissoidale della stessa Terra.

Siamo invece arrivati al punto in cui su molti testi le dimensioni del citato e/o altri antichi monumenti sono stati volutamente sottaciuti o falsati per evitare di riconoscere il pregiudizio che ci ottenebra la mente. Tale pregiudizio però ci rende superiori poichè alimenta continuamente l’illusione che l’Uomo moderno è all’apice di un progresso mai conosciuto prima, un progresso che avanza a linea retta ascendente secondo un’idea evoluzionistica, anche questa “moderna”, che vede il progresso dell’Uomo come essere funzione del tempo. Per cui l’oggi deve essere per forza di cose migliore dello ieri ed il domani dovrà essere per forza di cose migliore dell’oggi. Baciato pertanto da questa inebriante superiorità, l’Uomo moderno guarda all’antichità come all’epoca dei trogloditi e non sa, poveretto, che il mondo dell’Antichità era il mondo dei giganti rispetto ai quali egli è solo un lillipuziano, ed invece di salire in alto col progresso, è caduto vertiginosamente in basso verso la barbarie.

La caduta in basso però è stata una sua scelta perchè, come abbiamo visto negli articoli precedenti, i giganti dell’antichità gli avevano tramandato l’idea che ciò che rende l’Uomo il padrone di sè stesso ed il signore del suo mondo, l’unico essere vivente a poter agognare ad un tale privilegio, è la Ragione, una costruzione adombrata dall’Intelligenza Divina come essere sostenuta, un pò come un tavolo a tre gambe, da tre pilastri fondamentali: la Parola, la Logica (o Numero), la Spiritualità. E la Ragione senza questi tre elementi cessa la sua funzionalità.  Così l’Uomo ha voluto abbandonare la Spiritualità ed ha voluto abbandonare il mondo dei numeri o la razionalità credendo che per essere emancipato, moderno ed evoluto non fossero necessari questi due elementi, dato che le nozioni dell’antichità erano solo fantasie provenienti da trogloditi sognatori.

Ma la Ragione fatta solo di Parola, senza la sicurezza dell’ancoraggio alla logica del mondo dei numeri e senza la spiritualità ispiratrice di un programma, una visione, un futuro ed un mondo di amore e di giustizia, rende l’uomo solo un blateratore di bla-bla-bla-bla senza senso, ed un animale della peggiore specie intento solo alla rapina materiale di tutto ciò che gli capiti a tiro. Nelle migliori condizioni l’Uomo moderno è voluto diventare solo uno schiavo alla mercè degli opposti e dei contrari e dei loro eccessi che, se lasciati senza governo, lo porteranno alla distruzione ed alla morte nel volgere di poco tempo.