Archivio per Libia

131 – ARCA DI NOE’ E ARGO. LA STESSA ED UNICA STORIA???

Posted in ASTRONOMIA, astronomy, EVOLUZIONE, LEGGENDE, PROPOSTE MILLENARIE, RELIGIONE, RIFLESSIONI, STORIA, VERITA' RISCOPERTA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on luglio 30, 2014 by beautiful41

…….

Arca di Noè e Argo – La stessa ed unica storia???

L’Arca di Noè ed il Diluvio Universale sono parti di un racconto biblico del Vecchio Testamento. Tale racconto è stato diffuso in tutto il mondo a mezzo dei popoli aderenti alle fedi monoteiste risalenti a Mosè. La sua narrazione è in sostanza la descrizione di una sopravvivenza di un gruppo di persone di fronte al pericolo mortale causato da innalzamento delle acque.

Il racconto biblico di un tale evento non è il solo. Nella mitologia classica greca esiste il mito di Deucalione che, come il Noè biblico, si salvò dalle acque del Diluvio con una nave che atterrò sulle pendici dell’Etna e poi sui monti del Parnaso. In una delle versioni che riportano tale mito viene precisato che il viaggio durò nove giorni prima dell’ arrivo nei pressi dell’ Etna. Da dove provenisse questa nave non è dato sapere. Tale mito, risalente ai tempi di Zeus, Prometeo, Pirra e Pandora, attesta naturalmente la sua estrema antichità.

In tempi moderni, a seguito di scavi archeologici, si è scoperta l’esistenza di un terzo racconto del Diluvio Universale scritto su tavolette di argilla rinvenute in Mesopotamia e descriventi la storia di Utnapishtin simile in tutto e per tutto a quella del Noè biblico. Questa versione, trascritta in accadico e babilonese, risale in origine ai Sumeri che la avevano messa per iscritto la prima volta forse verso il 3200 AC.

Oltre alle innumerevoli tradizioni orali di miti e leggende, comuni ai popoli di tutta la Terra, relativi ad un tale evento, abbiamo pertanto tre racconti diversi dello stesso avvenimento redatti in lingue, contesti e tempi diversi. Ciò fa supporre una fonte originaria comune da cui sono stati tratti i tre racconti.

La versione greca di Deucalione ci fu tramandata da Omero, che ne accennò l’esistenza nell’ Iliade, ma dello stesso Omero sappiamo ben poco di attendibile. Chi ne ha parlato in maniera più approfondita e certa è stato invece Apollodoro, che studiò ad Alessandria d’ Egitto, ove nella locale biblioteca attinse questo racconto che necessariamente proveniva dagli archivi precedenti di Heliopolis (la ON biblica), ove erano conservati tutti i papiri storici egizi prima che fosse costruita la città di Alessandria d’ Egitto.

La versione biblica di Noè sembra, a giudizio di molti studiosi, essere stata copiata dalla versione mesopotamica di Utnapishtin, quando i compilatori della Bibbia si trovarono in schiavitù verso il VI secolo A.C. a Babilonia, ove essi ebbero contatto con le antiche storie locali. Tale ipotesi di copia è fortemente rigettata dai fondamentalisti religiosi biblici, i quali asseriscono che la versione mesopotamica di Utnapishtin è una versione “corrotta” della storia del Diluvio, dato che la versione biblica di Noè è l’ unica versione non “corrotta”poiché scritta da Mosè personalmente. Se diamo credito a quest’ ultima asserzione dei fondamentalisti biblici, ne consegue che anche per la versione di Noè la fonte originaria di questo racconto è Heliopolis (la ON biblica) ove noi sappiamo che Mosè fu istruito in tutte le arti e scienze egizie.

La fonte originaria della versione mesopotamica di Utnapishtin appare in tal caso incerta ma, in considerazione del fatto che i sumeri e gli altri popoli della Mesopotamia ebbero continui contatti economici e culturali con gli egizi (dai quali essi attinsero le più importanti conquiste scientifiche, fra le quali il sistema di misure lineari, angolari, e del tempo, come descritto in articoli precedenti), possiamo ragionevolmente dedurre che detta fonte originaria sia anche in questo caso il centro della sapienza millenario di Heliopolis.

Gli interrogativi del quando/dove/perché sorti da queste narrazioni sono stati tanti e, specialmente durante il secolo scorso, molti tentativi sono stati fatti per rispondere a queste domande con molte spedizioni organizzate principalmente sulle pendici del monte Ararat, con la scrittura di molti libri e con la formulazione di molte teorie ed ipotesi che potessero definitivamente stabilire la vera natura di questa storia. Ma nessun punto fermo si è potuto raggiungere, nonostante i numerosi tentativi, forse perché non si è mai guardato nella direzione giusta. Si è guardato sempre con gli occhi rivolti verso la terra e nessuno ha mai pensato che si potesse stabilire una connessione con la realtà storica di quest’avvenimento se si fossero alzati gli occhi verso il cielo stellato.

Rivolgendo lo sguardo alla volta celeste ci si può accorgere che la piu’ grande costellazione del cielo stellato è la nave ARGO (Già descritta all’articolo 101 ), immensa e composta di circa 800 stelle includenti le attuali 4 costellazioni di Carena, Vela, Puppis e Bussola. ARGO si estende per circa 60° di latitudine e 60° di longitudine dell’emisfero celeste sud. La sua storia era tanto importante che i primi pittori delle antiche cartine del cielo stellato ritennero di doverla rappresentare per l’eternità, fra le stelle, per la particolarità di una memoria catastrofica riguardante tutta l’umanità.
 
Di Argo ce ne ha parlato principalmente Apollonio Rodio, che nacque, studiò e visse ad Alessandria d’Egitto nel III secolo AC , dove fu bibliotecario nella famosa biblioteca, dalla quale lui attinse la storia di Argo; pertanto, anch’essa deriva dagli archivi precedenti di Heliopolis, la ON biblica. Nella storia o mito di Argo i legami con l’Egitto sono molto evidenti. A partire dalla fondazione sia di Argo sia dell’ Egitto stesso, quando Belo diede ai suoi due figli, Egitto e Danao, il Regno d’ Egitto e d’Arabia al primo ed il Regno di Libia al secondo. E fu lo stesso Danao a fondare Argo. Qui il mito sembra volerci suggerire che il viaggio di Argo avvenne all’inizio della storia egizia. Dal momento che le traduzioni effettuate sui papiri avvenivano dai caratteri geroglifici al greco antico, è molto probabile che la parola ARGO sia, in realtà, una traslitterazione della parola egizia ARCA e che, in sostanza, ARGO ed ARCA indichino lo stesso avvenimento.

Esse, cioè, potrebbero riferirsi alla descrizione di due aspetti dello stesso avvenimento: l’innalzamento delle acque e l’atterraggio finale nella storia dell’Arca contro il viaggio intrapreso dalla stessa nave nella storia di Argo. Questa può essere la sola spiegazione del fatto che, mentre nel cielo stellato non c’è nessun accenno dell’Arca di Noè, c’è invece tutto riguardo la nave Argo, incluso i membri dell’equipaggio più famosi, immortalati nella costellazione di Heracles (Ercole) e nella costellazione dei gemelli rappresentante gli altri membri dell’equipaggio Castore e Polluce.

Basandoci sulla cronologia dell’Egitto Antico rilasciata da Erodoto, secondo il quale Eracle visse circa 20.000 anni fa, possiamo dedurre che il viaggio della nave Argo avvenne all’incirca nello stesso periodo. Questa datazione è la meno antica fra quelle risultanti dalla stele di Palermo (25.000 anni fa) e quella data dal papiro di Torino (39.000 anni fa) riguardo l’inizio della storia egizia. Per dipingere il cielo stellato come la tela di un pittore, bisogna prima di tutto “squadrare il foglio”, come si dice, al fine di determinare le linee di riferimento principali in base alle quali poi si procede con la raffigurazione di qualsiasi cosa uno voglia dipingere. Concedendo alcune migliaia di anni a questi antichi “pittori – astronomi” per la determinazione delle linee di riferimento del cosmo, che sono principalmente l’eclittica, l’equatore celeste, i coluri equinoziali e solstiziali e la conoscenza dei moti celesti con estrema precisione, possiamo ritenere che la raffigurazione di Argo e di tutte le antiche costellazioni nel cielo stellato sia stata operata circa 15.000 anni fa.
Se la scelta della posizione di Argo nel cielo stellato non è dovuta al caso ma ad un disegno preciso, è possibile che gli antichi “pittori-astronomi” abbiano voluto segnalare con ciò che il luogo di provenienza di Argo, o Arca, situata nell’emisfero celeste sud e visibile dal Nord dell’Egitto fino all’equatore, era situato nell’emisfero sud.

In tutte le versioni che descrivono il viaggio di Argo è sempre menzionata la Libia (che a quei tempi significava Africa) quale punto di partenza, di arrivo o di attraversamento, tramite fiumi e deserti, per cui appare che l’origine del viaggio di Argo possa essere stata una grande Isola situata fra le attuali isole di Capo Verde e l’isola di Sant’Elena e/o l’isola di Ascensione, situate nell’Atlantico meridionale.

L’innalzamento delle acque potrebbe essere stato conseguenza dell’inabissamento di questa grande isola, causato dall’inversione quasi istantanea (durata poche ore) dei poli magnetici della terra, inversione attestata e testimoniata nel mito del carro di Elios ed anche dai sacerdoti di Heliopolis, quando riferirono ad Erodoto che “due volte il Sole sorse dove ora tramonta e due volte tramontò dove ora sorge”. Nello stesso mito del carro di Elios (Articolo 127) si accenna che questo sconvolgimento avveniva mentre gli Argonauti, con Argo, attraversavano il fiume Eridano, nel quale trovarono, già morto ed ancora fumante, il corpo di Fetonte. Ciò sarebbe una terza testimonianza del fatto che il viaggio di Argo avvenne durante quelle circostanze e quel periodo.

Alla luce di quanto precede, appare quindi non irragionevole ritenere, come accennato, che la storia di Argo e la storia dell’Arca di Noè siano in realtà la stessa ed unica storia.
Le connessioni della storia di Argo con tante vicende, storie e miti antichi sono molteplici, ed in questo piccolo articolo abbiamo soltanto accennato gli argomenti più importanti di questa storia, che meriterebbe una molto più lunga dissertazione.

Quest’articolo, pertanto, è una semplice offerta di una proposta di una nuova, più realistica prospettiva storica ai lettori, i quali potranno approfondirla ed anche verificarla di persona.

112 – LETTERE DAL FRONTE – FINE

Posted in STORIA with tags , , , , , , , , , , , on ottobre 23, 2012 by beautiful41

Lettere dal Fronte

STORIA – Lettere di un giovane soldato volontario, classe 1916, scritte dai fronti coloniali e di guerra italiani, di Libia, Spagna, Grecia, Creta, di prigionia, a partire dalla sua prima missione nel 1934, ed inviate alla sorella più piccola.

Segue da precedente articolo

…….

31 agosto 1942 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

devi anzitutto scusarmi se ritardo nello scriverti. Purtroppo, credimi, il lavoro ed il tempo non mi hanno lasciato un solo minuto di libertà per poterti indirizzare neppure un breve scritto. La settimana scorsa ho ricevuto unitamente alla posta di papà, anche una lettera tua la quale sfortunatamente portava un ritardo di ben 25 giorni.

Papà mi ha tanto scritto di te. Anch’egli sente di volerti tanto bene. E’ più che mai desolato per essere costretto a vivere lontano da te e avere occasione di vederti raramente. Evidentemente anche tu sei partecipe di questa tristezza tanto che papà non ti ha trovata così rubiconda come una volta, segno evidente che tu soffri mentre devi tenerti più allegra e spensierata avendo soprattutto fede in Dio.

Per il momento non posso ancora consolarti con l’affermarti categoricamente circa la mia fantastica licenza. Credimi pure che la desidero più che mai, tanto che a volte mi sento fuori di me, incredulo di incontrare nuove gioie in quei pochi giorni. Quando penso alle difficoltà che incontro divento talmente nervoso che non so neppure io cosa fare e quando il lavoro mi è meno gravoso, cerco di sognare tante cose belle, purtroppo mi vedo intorno le stesse identiche cose.

Allora rimango apatico e da incredulo vado in cerca di mia nuova fede. Ti giuro e confesso che il mio stato d’animo non è stato mai così turbolento come ora; sto attraversando una crisi spirituale che invade anche il mio fisico. Vorrei scriverti più a lungo in merito, ma non posso per il nervoso che mi invade, supplicandoti di perdonarmi e soprattutto di rendermi più calmo, mediante i tuoi scritti, che spero siano più solleciti ed affettuosi come è mio più invadente desiderio. ………………….

La mia foto preferisco dartela quando personalmente potrò rivederti in licenza, nella quale, come avevo già pronosticato,  sempre se i tuoi familiari lo concederanno, faremo una bella gita in un paese dell’alta Italia, per celebrare più intimamente i dolori e gioie del focolare domestico. Ti rendo noto, quanto papà ti ha già comunicato nella sua venuta, circa la mia sistemazione per l’avvenire. Infatti, amo una ragazza dal nome Anna, che è tanto povera, ma in cambio tanto brava, la quale spero di portare all’altare non appena finita la guerra. In essa è confidata tutta la mia gioia futura. La sua povertà non mi abbatte bensì mi rende più intraprendente e fiducioso nell’avvenire. Essa mi ha pregato di inviarti tanti9 baci, pregandoti di accoglierla come una sorella. Papà è consente in tutto.

Chiudo invitandoti ad una migliore tranquillità e spensieratezza, inviandoti bacioni da me, Anna e papà, a te unita a ….. e bimbi tutti, pregandoti di scrivermi più sovente, sempre

tuo affezionatissimo fratello Giacinto

…….

…….

14 novembre 1942 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

finalmente posso ringraziare Iddio per avermi concesso di ricevere tue nuove. All’uopo ti sovvengo, sempre pregandoti, che è mio più impellente desiderio quello di ricevere almeno quindicinalmente un tuo rigo di posta. Mi accontenterai in questa mia supplica per l’avvenire?? ….. Voglio sperare di sì formalmente, tanto da non ricadere più sull’argomento.

Ho molto gradito la tua curiosità puramente femminile, in riguardo alle caratteristiche fisiche della mia cara promessa Anna…… che qui appresso minutamente ti descrivo senza tralasciare nessun particolare che possa sebbene in minima parte darti la parvenza delle sue sembianze:

la sua bellezza  di una semplicità e caratteristica tutta naturale, mi hanno attratto soprattutto. Il color rosa naturale del suo viso di fresca fanciulla, come pure i suoi lineamenti semplici hanno un certochè di fine nobiltà nonostante il suo stato di povertà, ostentando una rara e fine gentilezza e nobiltà d’animo. Attraverso il breve periodo di tempo che ho avuto a mia disposizione, ho potuto altresì apprezzare le sue ottime doti di donna di casa, il suo facile carattere sottomissivo e paziente specialmente nei lavori domestici. 

E’ abile al taglio di vestitini personali per piccoli, ed anche per confezionare corredo da uomo. Infatti fino ad oggi mi sono fornito da lei nei multipli bisogni nonostante le attuali difficoltà in cui tutto si rende difficile e pressochè impossibile. Il colore dei suoi capelli di un castano chiaro, mentre gli occhi di azzurro dolce trasfondono dolcezza e genuina sincerità, mentre la sua età pressoché diciassettenne accenna ad un più che florido e sano prematuro sviluppo.

Le sue virtù morali non sono meno palesi e meno degne della sua bontà; tra breve diventerà cattolica e fervente come te, e per tale scopo ti chiedo di inviarmi al più presto in busta raccomandata, un piccolo sunto di preghiere, perché sin da ora faccia le sue doverose orazioni. La sua famiglia è composta del padre, della madre e di una sorellina di età minore. La sua statura è di poco inferiore alla mia e nel complesso non c’è niente da dire nonostante la sua  pura semplicità e sobrietà nel vestire.

Si è prodigata con massimo interessamento per la confezione del pacco di sapone che tra non molto spero ti giunga accetto e sommamente gradito. Rileverai in esso tutta la massima volontà per tale preparazione che ha richiesto non facili sforzi. Ti ho così sommariamente abbozzato, senza esagerazione, il complesso biografico di colei che con l’aiuto di Dio sarà la futura compagna prescelta della mia vita.

In tal modo potrai immaginarla nella speranza di al più presto personalmente conoscerla, adottandola come vera e propria sorella minore quale essa da tempo è stata ambiziosa ritenersi. I tuoi dubbi in merito hanno il diritto di essere, ma ti assicuro che cesseranno allorquando saremo vicini. Essa mi ha espresso il desiderio di scriverti e quindi le ho inviato il tuo indirizzo, mentre ritengo opportuno che tu anche debba scriverle un rigo tramite mio, anche per incoraggiarla un po’.

Voglio che mi accontenterai il più presto possibile. Concorde per le numerevoli difficoltà che apporta la lontananza, voglio anche però palesarti che il dopoguerra vittorioso,  non è improbabile la mia sistemazione in queste terre occupate, che a mio giudizio avranno un notevole incremento e quindi atto a garantire una più che discreta sistemazione per chi certamente vorrà stabilirvisi.

I bimbi come stanno?? Spero ottimamente bene uniti a voi tutti di famiglia. Non preoccuparti se dovessero ritardare mie notizie in avvenire, poiché sono più occupato del solito. Chiudo inviandoti deferenti saluti dai familiari di Anna, che a me unita ricambia bacioni a te, bimbi e papà,

tuo affezionatissimo fratello Giacinto

….…

…….

11 febbraio 1943 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

…………………………………………………………

Ti confesso sin da ora che se questo mio sogno non si avverasse, non ti parlerò mai più di matrimonio con nessuno e la mia vita la trascorrerò da vero libertino. Forse è prematuro parlare di ciò, ma ritengo altresì opportuno prepararmi sin da ora e seriamente ad affrontare anche col sacrificio ai futuri doveri che l’esistenza impone. Devi ammettere che anche papà ha tanto bisogno di questo conforto di vedermi finalmente definitivamente sistemato. ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

Tuo affezionatissimo fratello Giacinto

…….

…….

31 agosto 1943 – (ndr: Ultima lettera dal fronte greco)

…….

…….

6 aprile 1945 – campo di prigionieri di guerra – germania – lagerbezeichnung

Cartolina

Carissima sorella,

dopo penoso letargico silenzio, eccomi nuovamente miracolosamente vivo. Mi trovo prigioniero. Sto bene e voi tutti vivi???? Spero ottimamente. Scrivimi e fammi sapere tutto. Spero tra non molto, a fine guerra, forse ritorneremo in Italia. Baci e saluti a tutti, sempre

tuo fratello Giacinto

…….

…….

22 aprile 1945 – kriegssfangennenpost

Sorella carissima,

come da ignoto destino ritorno nuovamente a darti mie nuove. Mi è sommamente difficile descriverti le peripezie trascorse; mi limito a dirti che mi trovo prigioniero e sto bene. Scrivimi subito perché anelo sapere di voi tutti; ….è vivo?? I bimbi e papà come stanno??? Il duro silenzio di questi due anni mi lascia ancora avvilito, ma ciò nonostante ho piena fiducia nella nostra Madonna di al più presto nuovamente riunirci.

In attesa della liberazione fammi sapere se posso venire da te, disposto a fare qualsiasi lavoro. Solo da te attendo il primo sprazzo di conforto che mi dia coraggio ad attendere il più serenamente  le ire del destino. Bacioni a te …., e bimbi e papà, sempre

tuo indimenticabile Giacinto

…….

…….

27 aprile 1945 – lagerbezeichnung

Cartolina

Carissima sorella,

sono terribilmente avvilito per non ricevere un tuo rigo!! Perché?? Mi auguro che questa, ti raggiungerà in ottimo stato, unita ai bimbi, ….., papà e familiari tutti. Scrivimi; diversamente non tornerò mai più. Questo tormento è forse preludio di agonia. Baci, unito a bimbi, …., a papà.

Tuo fratello Giacinto

…….

…….

2 maggio 1945 – lagerbezeichnung

Carissima sorella,

dopo aver stentato a trovare un mozzicone di matita, mi accingo nuovamente a scriverti per darti mie nuove. Sto bene, come mi auguro anticipatamente di voi tutti!! Ti ho scritto più volte, senza però ricevere risposta alcuna. Sono molto preoccupato malgrado che il grado di santa rassegnazione tenda ad infondermi un più sano ottimismo. La mia prigionia, se pure amara, non mi avvilisce tanto, quanto il trovarmi all’oscuro di vostre notizie.

Spero in questo mese Mariano, essere un po’ meno triste, ricevendo soprattutto una tua missiva, solo a tale prezzo potrà giungermi più caro il tuo conforto. In questa mortale crisi morale che come martirio e agonia, un solo barlume di fede e di speranza attendo da te; diversamente non tornerò mai più. Bacioni a te, bimbi, …., e papà, familiari tutti, affettuosamente saluti, sempre

Tuo fratello Giacinto

…….

…….

2 maggio 1945

……. Sono stato liberato…… (ndr: per il resto illeggibile).

…….

…….

NDR – NOTA DEL REDATTORE – Il padre di Giacinto morì sotto i bombardamenti mentre suo figlio era prigioniero di guerra. Giacinto, dopo essere sopravvisuto ai fronti coloniali, della Spagna, Della Grecia e dei campi di prigionia, e decorato sul campo al valor militare,incontrò la morte in una grande città italiana per una banale appendicite sfociata in peritonite, un anno circa dopo la Liberazione. Di Anna non si è più saputo niente.

Senza che nulla sia rimasto di lui tranne le sue lettere dal fronte dalle parole riflettenti uno spirito immortale d’amore, di integrità di propositi e sentimenti, di fratellanza e di rispetto per i suoi familiari, il mondo circostante e la propria Patria, si consegna la luce del suo pensiero alla più grande Memoria dell’Eternità, attraverso internet, per i tempi dei tempi.

…….

111 – LETTERE DAL FRONTE – DUE

Posted in STORIA with tags , , , , , , , , , , , on ottobre 18, 2012 by beautiful41

…….

Lettere dal Fronte

STORIA – Lettere di un giovane soldato volontario, classe 1916, scritte dai fronti coloniali e di guerra italiani, di Libia, Spagna, Grecia, Creta, a partire dalla sua prima missione nel 1934, ed inviate alla sorella più piccola.

…….

Segue da precedente articolo

…….

26 gennaio 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Amatissima sorella,

nel momento in cui ti scrivo, eppure quando ricevetti la tua cartolina, mi trovo ricoverato in Ospedale. Ieri ho avuto un’operazione alla gamba sinistra, da dove mi hanno tolto una scheggia che mi faceva male dalla guerra di Spagna. Mi sento un po’ meglio e spero di guarire al più presto possibile. La cartolina dell’Effige della Madonna mi è di caro ricordo ed incoraggiamento, per cui sopporto serenamente i dolori, come pure i disagi della guerra, e specialmente nei momenti di pericolo la stringo più forte al mio cuore, e mi sento più sicuro.

Spero di ricevere al più presto tue buone notizie così potrò tranquillizzarmi un po’. Non mancare di narrarmi i più minuti particolari. In questi momenti di guerra ho assolutissimo bisogno di parole buone ed affettuose. Comunque son sicuro che mi terrai sempre contento con le tue lettere che mi auguro siano più solleciti e frequenti. Scrivi sempre anche se non ricevi posta da parte mia. Non attendo che il tuo sollievo, ricevi tanti bacioni affettuosi, sempre

Tuo fratello Giacinto

…….

…….

25 febbraio 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Carissimo papà,

questa lettera la terrai per mio ricordo, come il più caro. Vorrei dirti tante e tante cose, ma la più grande fra queste è che voglio dirti che sono fieramente orgoglioso di Servire la mia  Patria anche a costo della mia gioventù. Se non dovessi più ritornare, contempla questo mio forse ultimo scritto, interpretando i miei sentimenti più affettuosi che mi legano a te unico figlio, nei confronti della nostra sempre più grande Patria Italia.

Se dovessi cadere sul campo non mancherò di invocare anche e mia sorella, gli unici affetti di questa terra. Non mi prolungo perché il momento è molto greve. Sii forte anche te, e accetta il mio olocausto con la stessa fede con la quale mi sono battuto. Non mi resta che inviarti bacioni a te e sorella, chiedendoti la benedizione. Sempre tuo figlio

Sergente Maggiore …. Giacinto

…….

…….

26 marzo 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

anzitutto, devo dirti grazie, per quanta gioia arrechi al mio cuore con i tuoi affettuosi e solleciti scritti, che per me è tutto quanto possa esistere di consolante in questi momenti, è l’unica gioia che mi rimane. Io da parte mia farò l’impossibile per scriverti con un po’ più di frequenza. Per il momento sono in attesa di ricevere gli arretrati indennizzanti la medaglia d’argento che ebbi in Spagna, dal Ministero della Guerra, in più qualche altra cosa, che non appena ne sarò in possesso te le spedirò acciocchè possa trovare al mio congedo un piccolo gruzzolo per potermi sistemare. Di tutto questo non ne dubito minimamente e cioè che nelle tue mani stanno sicuri. Se poi non dovessi più tornare, perché in guerra si può anche morire, ne farai quel che vorrai.

La mia più grande consolazione è quella di saperti sistemata con un bravo giovane al quale non abbiamo che ringraziare ed intercedere le più liete benedizioni sul suo capo. Pensa solo che per il momento sei il più grande affetto che per me possa esistere su questa terra, perché fino ad ora nessun altro ti ha mai sorpassata. Quando mi scrivi che sei contenta e felice lo sono appieno anch’io.

Per il momento l’unica mia attenzione è quella di compiere il mio dovere di soldato, quando poi tutto sarà finito ed avremo la sicura vittoria, l’avvenire non mancherà neanche a me. Proverò a scrivere all’E.I.A.R. perché ti possano giungere i miei saluti per Radiotrasmissione.  Quindi dovrai essere in ascolto tutte le volte che danno notizie al riguardo. Ti scrissi in precedenza che per le licenze per il momento è impossibilissimo, e poi con quale mezzo?? Pensa solo che stiamo a circa 3 giorni di navigazione e con lo sguardo vediamo vicinissima la Turchia.

Quindi, ti prego non crucciarmi con questa domanda perché impossibile. Credi forse che non smanio di vederti ed esserti vicino?? Penso che sono trascorsi altri tre anni che non ti vedo, e poi tutte queste novità, non mi rendono certamente apatico. Vivo invece nell’ansia di quel bel momento che ci rivedremo. Rivedere te, la Patria lontana l’Italia. Questo è l’unico sogno di quanti combattono in armi, lontano molto lontano. Ognuno di essi pensa alla famiglia, alle persone più care. E’ questa speranza che ci fa sopportare con calma e serenità i disagi della guerra, tutto insomma.

Torno a dirti, scrivimi più che puoi per tenermi più felice compagnia. Scrivi anche a papà che ha anche egli bisogno di ricevere nostre notizie per non essere così terribilmente solo, in continua apprensione specialmente per me che sono lontano. Scrivigli almeno una volta al mese come facevi quando eri in collegio, capito?? Spero mi accontenterai anche in questo. Chiudo ringraziandoti nuovamente per le lettere che mi hai mandato, che per me rappresentano la maggiore consolazione. Pertanto continua in questa tua opera. Dammi tue notizie più particolari su come passi la tua giornata, non mancando mai di pregare per me. In questa, ti mando una sigaretta che si trovano in questi luoghi e la regalerai a …… non appena gli sarà consentito di fruire di qualche giorno di licenza. Salutandomi tutti di famiglia ricevi bacioni senza fine unito a ….. sempre tuo affezionato fratello Giacinto.

…….

…….

5 aprile 1941 – (ndr: Fronte Greco)

Carissima sorella,

è da un po’ di tempo che non ricevo un tuo scritto, comunque, spero presto mi giunga. Approfitto dell’occasione della santa Pasqua per inviarti i miei Auguri, che spero ti giungano opportuni, unita a tutti i familiari. Comunque sia, attendiamo alacremente il felice giorno della Vittoria della guerra, per così poterci nuovamente rivedere. Dopo al resto Dio penserà ad aprire qualche strada, che al mio parere non mancherà.

Per il momento non ci resta che attendere fiduciosi e sereni la fine Vittoriosa di questa situazione. La primavera è iniziata ormai, ed i primi frutti della Vittoria già si annunziano prematuri. Per il mpomento non ho novità da comunicarti da parte mia, attendo invece qualche notizia da parte tua per tenermi più sollevato.

Non mancherai di adempiere al tuo precetto Pasquale come hai fatto sempre per il passato, ricordandomi tanto nelle tue preghiere. Io non posso perché mi è pressocché impossibile, ma non appena potrò non mancherò anch’io. Purtroppo sono anni che non adempio ai doveri Cristiani, forse per tanti motivi a causa di forza maggiore. Però ti prometto, che non appena mi sarà consentito non mancherò a questo dovere. Chiudo rinnovandoti Auguroni unita a quanti ti circondano. Non altro che attendo la tua lettera e fotografia. Ricevi bacioni unita a ….. sempre tuo fratello Giacinto

…….

…….

Continua nel prossimo articolo…

110 – LETTERE DAL FRONTE

Posted in STORIA with tags , , , , , , , , , , , on ottobre 15, 2012 by beautiful41

…….

Lettere dal fronte

STORIA – Lettere di un giovane soldato volontario, classe 1916, dai fronti coloniali e di guerra italiani, di Libia, Spagna, Grecia, Creta, ad iniziare dalla sua prima missione del 1934, e inviate alla sorella più piccola.

…….

…….

Berka (Cirenaica) –  26 ottobre 1934

Carissima sorella,

sono sicuro che non rimarrai tanto meravigliata per questa mia nuova destinazione, perché, come già ti feci sapere, la mia prossima partenza come soldato era per la Cirenaica.

Il giorno 6 dello scorso mese, partii dal distretto militare di Barletta per Bari; poi proseguii per Taranto – Reggio Calabria – Messina – Catania e  Siracusa alla tappa coloniale, il giorno 8.

Il 9 poi, con il piroscafo “Città di Trieste” ho viaggiato per un giorno e due notti, alla volta di Bengasi, e grazie a Dio ottimamente bene e senza alcun disturbo.

Dunque, come vedi non mi è stato consentito come dicevo, il passaggio per Napoli per profittare di quel po’ di tempo di sosta, per fare una scappatina a Pompei. Quindi, non puoi credere come mi sia stato doloroso l’allontanarmi ancora più da te, ed il pensare che due lunghi anni sono già trascorsi e che altri due dovranno passare per rivederci, rendono ancora più affranto e desolato il mio cuore; soli e abbandonati dal destino irrevocabile della nostra separazione.

La distanza che ci separa è enorme; un mare infinito e misterioso ci divide con crudeltà maggiore ma, la mente ed il cuore hanno uno stesso battito, uno stesso pensiero, uno stesso desiderio, quello di rivederci che è posto unicamente nelle mani di Dio. Intanto ti raccomando di non dimenticarti mai, di pregare tanto tanto la Bella Mamma nostra di Pompei, che esaudisca i miei desideri, che mi mantenga sempre attaccato alla Santa Religione, e mi aiuti nel mio avvenire a compiere quel santo dovere di ricomporre la famiglia, e di mantenerla.

Non appena riceverai la presente, rispondimi subito, perché qui la posta arriva dopo 15 giorni, e sono bramoso di sapere tue notizie, come stai, che cosa fai al laboratorio eccetera, perché in tal modo, mi terrai presente della tua vita, e sempre più attaccato spiritualmente alla Casa Materna.……….Così porgerai i saluti ai tuoi Superiori, al Carissimo ……., mentre con affettuoso e fraterno affetto ti mando bacioni senza fine.

Tuo fratello Giacinto

Soldato – Terza Compagnia Cacciatori – Berka

,,,,,,,

…….

Bengasi – 20 dicembre 1934

Amatissima sorella,

eccoci nuovamente alla Festa del Santo Natale, giorno tanto desiato ed atteso, giorno in cui discende Quello che tanto tempo prima fu dai Profeti chiamato il Messia, il Redentore, il Liberatore, l’aiuto dei poveri e dei miseri, dei deboli e degli oppressi, Quello che aiuta e soccorre i bisognosi.

 La lontananza da te mi rende molto triste, e poi è il primo Natale che trascorro sotto le armi in terra così remota e lontana, in cui la nostalgia e l’affetto per la famiglia sono indescrivibili sentimenti di affezione e di conforto. Il Natale, la festa tanto desiderata della famiglia Cristiana, che, ancora un’altra volta, più che mai, così crudelmente ci offre il destino. Il nostro più che grande sacrificio, l’offriremo tutti e tre al Celeste Pargolo, che in una notte misteriosa e Santa volle insegnarci la via della Redenzione e del Sacrificio. L’offriremo per la nostra desiderata Redenzione di noi tutti di famiglia, per festeggiare, con più fervore così, al Suo Natale, il quale sarà anche il nostro. Dunque, rassegnazione in Lui.

In queste mie misere righe, che scrivo tanto in fretta, per la immediata partenza del piroscafo, che ti apporterebbe la mia, accetterai tutto quello che non ho saputo esprimere con la penna, ma che il cuore e la mente, attraversando l’infinita distanza, sapranno suggerirti. Riceverai la mia fotografia. Intanto gradisci i miei più sentiti auguri per le feste Natalizie, con quelle di Capodanno, da parte mia e di papà, come tu li porgerai al carissimo…., alle tue suore e compagne. Nuovamente Auguri con sempre nuovi e caldi bacioni

Tuo fratello Giacinto

……..

…….

Berka 15 Aprile 1935

Carissima sorella,

eccoci finalmente e nuovamente vicini alle rituali Feste Pasquali, che la Santa Chiesa impone, dopo la settimana Santa, della Morte di Gesù. Con quanta nostalgia, in questa settimana. Il mio pensiero, pur da lontano,ha seguito minutamente le varie funzioni Sacre, che ivi nel Santuario si celebrano con ammirata devozione. E ti credo veramente fortunata, perché anch’io sarei stato tanto felice di seguire in questi giorni, più da vicino le sacre funzioni, sotto il Santuario, e in compagnia tua, cantare più devotamente gli Inni della Resurrezione e dell’Alleluia.

Non puoi credere quanta sia stata la mia sofferenza per l’essere lontano da te; pensare che mi trovo sì lontano dal tetto Materno, che provoca non solo il dolore dei figli, ma anche della stessa Madre, che però spiritualmente li rinviene e mostra coraggiosamente la via della rassegnazione. In questa terra, ……,  fortunatamente abbiamo qualche piccola Chiesetta, dove c’è un Tabernacolo, ed uno Stesso Gesù, che aspetta giorno e notte i pochi suoi visitatori. Con tutto l’affetto e l’amore Cristiano mi avvicinerò alla Sacra Mensa che, tante volte ho gustato, e soddisfare santamente al precetto Pasquale, ed il mio pensiero spirituale ti sarà vicino, accanto a te ed a Gesù per Risorgere con Lui.

Con la tua bella fotografia mi sei sempre vicina, sei il mio Angioletto Custode, che avvia la via del bene. Maggiormente in questi giorni pregherai per me, mi raccomanderai all’Agnello Divino affinchè il Suo Preziosissimo Sangue non sia sparso invano per me. Questi sono gli Auguri che ci scambieremo con papà. Ricevi i migliori Auguri per queste Sante Feste Pasquali unita alla Madre Superiora, ed abbi mille bacioni

Tuo fratello Giacinto

…….

…….

23 dicembre 1935 – (Ndr: luogo sconosciuto ma si suppone ancora Cirenaica)

Carissima sorella,

non so neppure con quale parola cominciare questo mio scritto. Sento forte, che la sofferenza a te provocata, non inviandoti scritto alcuno da tempo remoto, e mi stimola a chiederti perdono, e sono sicuro che mi perdonerai, perché sei stata sempre così buona con me. Se a volte dovessi distrarmi da te, per sinistri pensieri che potrebbero offuscarmi la mente, tu, sempre per quell’amore fraterno che ci lega, devi, con le tue sane e sante parole, ritrovarmi, attraverso più frequenti lettere, quella via che nella vita sovente si abbandona e si trascura.

Con questa mia, voglio ricollegarla all’ultima lettera, di cui ben non ricordo la data, mettendoti di nuovo al corrente e conscia della mia vita attuale, su cui si basa il mio avvenire. Ben sai per la mia partenza per l’Africa, effettuatasi l’anno scorso. Dopo ciò, visto e considerato che la promozione a cui aspiravo sarebbe stata inaccessibile, feci domanda per il mio ritorno in Italia, al CORSO ALLIEVI SOTT’UFFICIALI DI FANTERIA a RIETI. Sono già passati 6 mesi dall’inizio del Corso. Dopo i primi 3 mesi, demmo gli esami d’idoneità al grado di caporale e fui in classifica al 30° posto di tutto il BATTAGLIONE ALLIEVI che consta di circa 380 aspiranti sott’UFFICIALI.

Ora attendo con serenità gli esami per l’idoneità al grado di Sergente, che si effettuerà se a Dio piacendo sarò promosso, il 25 aprile del nuovo anno. Se ciò sarà, potrei ottenere la licenza per venirti a riabbracciare. Approfitto per questa mia, per continuare a perpetuare l’ormai antica ma amorevole usanza, senza eseguire il rituale Augurio Natalizio. Nella Notte Santa, mi troverai Spiritualmente presente, nel momento in cui nasce il Divino Bambinello, unito con gli alunni dell’ospizio. Nel comunicarmi sono sicuro che il mio spirito sarà unito fervidamente al tuo, per partecipare alla Gloria di Gesù. In quel momento sì sublime avremo ambedue il conforto ristoratore delle nostre sofferenze. Ci raccomanderemo al Bambinello affinchè ci conceda la salvezza finale e ci aiuti in questa vita contro le iniquità. Raccomanderemo tanto tanto, il nostro papà, affinchè lo ridoni sano e salvo a noi, per poi godere uniti la nostra gioia.

Termino il mio scritto rinnovandoti i migliori Auguri per le Feste Natalizie, specie alle tue compagne e Suore, sperando che il più presto possibile abbia anch’io la giois di possederne una tua (ndr: lettera). Auguri e bacioni senza fine

Tuo affezionatissimo fratello Giacinto

…….

…….

Cartolina

Scuola di Fanteria Rieti 21 gennaio 1936

Ricordandoti con affetto, t’invio bacioni senza fine: tuo Giacinto

Scrivimi

…….

…….

Cartolina

Rieti 28 marzo 1936

Carissima sorella,

con la presente, ti dò la lieta notizia che ho terminato gli esami per l’idoneità al grado di Sergente, e con esito favorevole. Frattanto, a giorni, forse il 1° aprile andremo tutti i promossi in licenza, quindi tu scriverai per le feste di Pasqua all’indirizzo di Nicola Ursi ove trascorrerò la licenza. Nella mia prossima ti scriverò più ampiamente sul conto mio. In attesa i migliori bacioni

Tuo frat5ello Giacinto

…….

…….

Cartolina

Fronte Santander  13 agosto 1937

Carissima sorella,

forse è la mia ultima che ti scrivo con tanta fretta. Qualche ora solamente per attaccare definitivamente per Santander. Prega perché potrebbe essere l’ultimo scritto, l’ultimo pensiero di chi vive vicino alla morte, penso tanto tanto per te e papà a cui gli scriverai dandogli sempre mie buone.

Parte illeggibile – Abbiamo da sorpassare difficilissimi ostacoli e trinceramenti fortificatissimi. Pertanto ho fiducia nella Nostra Mamma Celeste. Bacioni, sempre bacioni anche dopo morto a te e papà

Giacinto

…….

…….

Cartolina

Saragoza 22 marzo 1938

Ospedale Nuestra A. Chin-co (ndr:?)

Mi trovo gravemente ferito. Prega tanto per me

Giacinto

…….

…….

Cartolina

Valladolid 6 aprile 1938

Ospedale Militare Italiano – 043 –

Bacioni – Miglioro –

Giacinto

…….

…….

Continua nel prossimo articolo

30 – CITTADINI DELLA TERRA!!! – CHIAMATA PER IL 21 GIUGNO!!

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, L'UOMO NEL COSMO, PROPOSTE MILLENARIE, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on febbraio 17, 2011 by beautiful41

I cavalli, veterani di innumerevoli campagne di guerra protrattesi fino ai confini del mondo conosciuto, belli e dai muscoli guizzanti alla luce cristallina del mattino, scalpitavano al sole invernale, nervosi, sul bordo del Rubicone, manifestando il loro nervosismo con frequenti nitriti, come spesso facevano all’inizio delle grandi battaglie, quando vedevano fluttuare il rosso mantello dell’inquisitivo e pensoso Cesare davanti a loro ed alle legioni romane in attesa degli ordini del loro generale. . Essi intuivano, con l’istinto tipico degli animali, che attraversando il piccolo fiume avrebbero determinato il corso della storia per le prossime migliaia di anni. Essi intuivano che erano nati e cresciuti per quel destino. Intuivano che le tante vittoriose e sanguinose conquiste erano state solo una preparazione per quest’ultima impresa, la più grande delle loro valorose vite. Essi intuivano, entrando in una particolare sintonia coi pensieri che aleggiavano sulla folla degli umani e degli animali in attesa su quella sponda di fiume, che non si potevano sottrarre ormai a questo loro ineludibile destino. Dopo una attesa che sembrò una eternità alla fine arrivò l’eco della decisione di Cesare. Avanti!!!!! “Alea iacta est”.

Dopo circa duemila anni l’Uomo, come le legioni di Cesare, si trova a fronteggiare la sfida di un suo nuovo millenario destino giunto ad un nuovo storico capolinea, su una nuova sponda di un altro metaforico Rubicone. Attraversarlo o rimanere fermi, questo è il dilemma dell’Uomo moderno. Mentre i cavalli scalpitano, quest’Uomo sente che anche lui non può sottrarsi al suo glorioso destino. L’aria che respira, i tanti echi, sussurri e rumori del mondo che lo circonda gli dicono di essere arrivato al RUBICONE DEL TERZO MILLENNIO. Quest’Uomo è spinto da un desiderio di cambiamento fatto di una forza irresistibile mai conosciuta prima. Stare fermi significa accettare lo status quo ed essere pavidi, attraversarlo significa decidere sul proprio destino ed essere i padroni di sè stessi ed i signori del proprio mondo, assaporando l’elisir del senso di sicurezza, autostima, coraggio, ottimismo di un mondo migliore e del rispetto per sè stessi che questo attraversamento del nuovo Rubicone comporta.

I concetti ed i pregiudizi che sono venuti ad accumularsi per oltre duemila anni hanno esaurito la loro forza propulsiva ed hanno rivelato ampiamente la loro inadeguatezza per fornire alla civiltà dell’Uomo i solidi e più giusti punti di riferimento che lo possano guidare in uno sviluppo pacifico e con la giusta fiducia nel suo futuro. Alcuni importanti concetti e pregiudizi che hanno fatto ormai il loro tempo sono stati elencati dall’inizio di questo blog ed appare chiaro che questi concetti e pregiudizi, lasciati a sè stessi, proseguendo in una escalation di disastri iniziati nel passato ed aumentando sempre di più la loro intensità distruttiva, porteranno il genere umano in breve tempo alla sua estinzione o alla sua totale rovina.

Molti di questi concetti e pregiudizi sono derivati dal mondo del classicismo greco perchè si pensava che il suo pensiero era all’origine della civiltà. Sappiamo oggi che non è così e che i piu’ grandi uomini di intelletto di quel mondo erano solo gli ultimi portatori di una profonda ed inclusiva concezione di vera civiltà esistita su questo pianeta migliaia di anni prima di loro e che essi a mala pena comprendevano. La famosa democrazia di quel classicismo, alla base delle nostre tanto decantate istituzioni odierne, si è rivelata, per esempio, un grande falso perchè basata sul principio della contrapposizione delle opposizioni, quando abbiamo visto che lo spirito di contrapposizione è distruttivo e fa scomparire la verità. L’Italia dei nostri giorni ne è il classico esempio.

Quello stesso mondo classico, con questa idea della contrapposizione, non è andato molto lontano, rimanendo sempre diviso al suo interno e condannando a morte grandi e valorosi storici personaggi. Il principio delle opposizioni bilancianti venne così frainteso dando luogo al principio delle opposizioni esclusive contrapposte e distruttive anzichè opposizioni inclusive condivise e conciliatorie che un tempo permettevano di guardare la realtà ed essere pragmatici, come si dice oggi.  C’é pertanto poco da andarne fieri. Si è trattato quindi di un grande flop o, se vogliamo, di un grande frainteso.

Le tante contrapposizioni, destra e sinistra, conservatori e progressisti, ateisti e credenti, monarchici e repubblicani, fede e scienza, eccetera, costruitesi sui cadaveri delle follie del recente passato quali marxismo e capitalismo, comunismo e fascismo, dittatura e democrazia, povertà e rapina di una crescita infinita, eccetera,  instauratesi nella convivenza civile, sono già state descritte parzialmente in questo blog ed hanno condotto alla instaurazione ormai non più sopportabile degli opposti eccessi. E’ arrivata pertanto l’ora di attraversare il Rubicone ed andare verso un Nuovo Ordine Mondiale fatto di progresso pacifico e condivisione fra tutti i cittadini della Terra. Il primo passo sarà di aggiungere nella Costituzione o nelle Costituzioni il principio che le regole dell’economia devono essere sottoposte all’approvazione del governo o dei governi della Nazione o delle Nazioni e che le retribuzioni, nel pubblico e nel privato, non devono in nessun caso superare il rapporto di uno a cinque, cioè la retribuzione più alta può essere al massimo cinque volte quella del meno retribuito. L’idea che l’economia debba essere intoccabile e libera di operare i propri turlupinatori propositi all’origine di tante ingiuste abissali ineguaglianze e di tanti atti criminali, fisici, di cartello, e di corruzione, è ormai un mito che deve essere cancellato e per sempre. Il troppo è troppo.

Per questo, sul principio che sono i popoli i padroni del loro destino e non i privilegiati governanti, passivi e senza visioni, spesso collusi e corrotti con gli indipendenti poteri economici, per il prossimo 21 GIUGNO, al solstizio d’estate per l’emisfero Nord e solstizio d’inverno per l’emisfero Sud, è indetta una manifestazione mondiale, la MANIFESTAZIONE DEL RUBICONE DEL TERZO MILLENNIO, in tutte le capitali ed in TUTTE LE CITTA’ DI TUTTI I PAESI DEL MONDO. Una manifestazione pacifica, potente e allegra, ove tutte le persone abili, donne e uomini, di tutte le età, ceti e provenienza, e desiderose di cambiare questo mondo gravemente malato, sono invitate a partecipare, ciascuno con il suo apporto di conoscenza e fiducia nella speranza di un futuro migliore forgiato dai cittadini di un solo Paese, il Paese TERRA.

Non abbiate paura. Queste parole, forse profetiche, furono pronunciate da un grande leader carismatico e pacifico e nello stesso tempo rivoluzionario, il Papa Giovanni Paolo II, che già ai suoi tempi forse intravedeva che l’umanità stava avvicinandosi al Rubicone. Qualche giorno fa parole simili sono state profferte, con lo stesso spirito, a Tunisi, da dove sono rimbalzate in Egitto e dall’Egitto diffuse in tutto il mondo: “Non bruciatevi, bruciate la paura che è dentro di voi”. Parole che accomunano l’umanità intera, indipendentemente dalle religioni di appartenenza. Ed esse, queste parole, sono valide anche per l’uomo occidentale, per tanti versi reso schiavo dal consumismo, consumismo che ha distrutto la sua spiritualità e la sua umanità. Solo se non avremo paura di condividere la nostra Terra con il nostro simile potremo riacquistare la fiducia e la forza per incamminarci su questo nuovo cammino al di là del Rubicone.

Obama ha dimostrato che non saranno i governanti a cambiare il cammino del destino dell’Uomo. Il cambiamento potrà venire solo dal basso con una chiara manifestazione di tutte le persone di buona volontà che vedono le insopportabili ingiustizie del pianeta. Cominceremo pertanto il prossimo 21 Giugno mostrando in cartelli  i due primi cambiamenti che tutti gli abitanti del pianeta chiedono: Economia in Costituzione sotto controllo dei governi; e Retribuzioni uno a cinque. Daremo ai governanti sei mesi di tempo per dare inizio a ciascun programma che il popolo del pianeta richiede, e procederemo quindi di solstizio in solstizio. Aspetteremo quindi fino al solstizio invernale dell’emisfero nord del 22 dicembre per una nuova manifestazione planetaria e, qualora le prime due richieste non vengano soddisfatte, richiederemo in questo caso l’immediato cambio di tutti i governanti.

Il prossimo 21 giugno, il giorno del SOLSTIZIO, è un giorno particolare che si addice molto all’attraversamento del RUBICONE. Esso è il giorno ed il punto dal quale la TERRA inizia il suo viaggio verso il solstizio che determinerà l’inizio del nuovo anno 2012. Si parla molto di questo 2012, delle profezie ad esso connesse, del calendario maya, eccetera. Pur seguendo queste notizie in qualità di semplici osservatori, non si può non cogliere la coincidenza, oltre che con l’attraversamento del nostro RUBICONE MILLENARIO, con la concordanza di 5000 anni trascorsi dall’inizio della decadenza dell’Uomo. Anche se è vero che l’Uomo ha fatto qualche progresso tecnologico degno di menzione negli ultimi anni, è anche vero che dal punto di vista sociale, morale e spirituale, e della Ragione, coi tanti disastri menzionati in questo blog, egli non poteva cadere più in basso.

C’è un nuovo senso di accomunanza, fratellanza, sintonia di vedute, desiderio di vera democrazia e di una nuova libertà nel rispetto della dignità, libertà e riservatezza della persona, in particolare della donna, che viene non solo dalla Tunisia, Egitto, Algeria, Marocco, Libia ed altri paesi arabi, ma anche dalla “ricca” America e dalla “ricca” Europa e dalla “ricca” Cina e altri paesi dell’Oriente, per non parlare dell’Africa, perchè le differenze di chi ha tantissimo e chi ha quasi niente sono abissali e non più sopportabili, perchè in queste abissali differenze la spiritualità, la dignità ed il rispetto di ciascuno vengono soffocati. Inoltre per evitare esodi massicci e distruttivi abbiamo la necessità urgente di livellare le società di tutto il pianeta su uno stesso comune standard economico.

CITTADINI DEL MONDO!!, siete invitati a partecipare il prossimo 21 GIUGNO alla più GRANDE MANIFESTAZIONE DELLA STORIA DELL’UOMO. Mostriamo ai nostri governanti la nostra faccia e le nostre intenzioni e facciamogli capire che essi stanno lì per difendere i nostri intertessi e non solo quelli dei ricchi. Pertanto CITTADINI DELLA TERRA, da Roma a Milano, da Napoli a Parigi, da Londra a Berlino, da Madrid ad Atene, da Copenhagen a Cape Town, da Brussel a Pechino, da Amsterdam a New York, da Stoccolma a Buenos Aires, da Oslo al Cairo, da Varsavia a Nuova Deli, da Mosca a Punta Arenas, da San Francisco a Sydney, da Ulan Bator a Singapore, da Samoa a Los Angeles, da Santiago a New Orleans, da Kinshasa a Mumbay, da Macao a Tahiti, da Rio de Janeiro a Dar es Salaam, da Teheran a Tangeri, da Lisbona a Antananarivo, da Johannesburg ad Algeri, da Budapest a Caracas, da Bangkok a Tokyo, da Osaka a Città del Messico, da Manila a Vancouver, da Giacarta ad Istanbul, da Auckland a Shangai, e tutti i cittadini di tutte le altre città della Terra, preparatevi per la più grande Manifestazione della storia dell’Uomo il prossimo 21 Giugno in tutte le città del mondo.

Per questa prima tappa gli slogan saranno: Economia in Costituzione – Economia Regolata – Economia Governata – No a Libertà Infinita – Stop alla Rapina della Natura – Civiltà più Equilibrata – Stop ai Ladri – Stop alla Speculazione – Stop al Libertinaggio – Stop ai Furbi – Prezzi Secondo Fasce Governative – Tariffe Governative Professionisti – Tariffe affisse in Ogni Comune – Retribuzioni 1 a 5 – Salari 1 a 5 – Stipendi 1 a 5.

Comunicate a tutto il mondo, in tutte le lingue da Voi conosciute, questo nuovo Programma Millenario il cui fine è una nuova concezione di vita di progresso pacifico, più equilibrato e senza eccessi, su un solo pianeta appartenente ad una sola Nazione, la Nazione dei cittadini della Terra.

Il cammino di mille miglia comincia con un passo. Questo è il nostro primo passo ed i Governi saranno tenuti a governare secondo le aspirazioni del Popolo della Terra, come una vera democrazia esige.

Appuntamento al 21 Giugno per le strade di TUTTE LE CITTA’ DELLA TERRA, per l’inizio di una nuova Speranza di un nuovo prospero Futuro!!!

SE VUOI PARTECIPARE, PARTECIPA PASSANDO PAROLA A CHIUNQUE VUOI.

La manifestazione è spontanea e non ha capi o leaders nè partiti politici. E’ una semplice passeggiata pacifica, nella direzione del Sole da est verso ovest, per manifestare una nuova presa di coscienza dell’animo umano.