Archivio per Mediterraneo

69 – ITALIA, RAGIONE E SECESSIONE – SUICIDIO DI UNO STATO

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, LEGGENDE, RIFLESSIONI, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on settembre 23, 2011 by beautiful41

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Un uomo si è suicidato gettandosi dal settimo piano. Morto sul colpo. Chi era costui??? Dalla tasca della giacca spunta la sua carta d’identità dove sta scritto “Amministrazione dello Stato Italiano, nato a Torino il 17 Marzo 1861”.

In questo periodo si parla molto di Secessione, portata avanti dal partito leghista, mentre vari “opinionisti”, anche autorevoli, e per lo più del nord, sembrano appoggiare una insofferenza verso il Sud e le sue malefatte. Questo blog ritiene che, come per altre faccende contemporanee, ci sia molto bla bla bla che, alimentato dai tanti mezzi di comunicazione, stia portando alla scomparizione di quel poco di cervello rimasto, se ce n’è rimasto, nella “dirigenza” di questo Paese.

Vediamo pertanto di cercare di fare un pò di luce sull’argomento al fine di poter meglio dare dei giudizi pacati in occasione del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, in virtù della Ragione più che del campanilismo emotivo da stadio che si è diffuso in questi anni. Nord contro Sud e Secessione.

Moltissimo si è detto durante tutto l’ultimo secolo, il XXmo, sulla “questione meridionale” e propagato a tutto il mondo con tutti i mezzi di informazioni possibili, oltre che nelle scuole e nelle università e con dotte lezioni di professori colti, vertente su una proclamata “arretratezza” dell’Italia Meridionale prima e dopo il fatidico 1861. Come tanti altri lavaggi del cervello fatti all’uomo nel campo della scienza, della storiografia e della religione e descritti in questo blog, anche nel campo dell’Unità Italiana si è avuto paura della verità e si è propagata una visione distorta o falsa dei fatti reali occorsi. Oggi non solo gli italiani, ma anche gli abitanti della Terra del Fuoco sanno che il Nord è ed è sempre stato progredito mentre il Sud è ed è stato sempre arretrato.

Negli scorsi anni però vari studiosi sono andati a curiosare negli archivi delle storie passate ed hanno portato alla luce un panorama ed una realtà dimenticata, ma sempre più confermata da più parti, che è esattamente il contrario di quella finora sbandierata e strombazzata ai quattro venti. Il tanto disprezzato ed arretrato Sud del Regno delle due Sicilie era, ai tempi dell’unificazione, uno degli Stati più ricchi e progrediti d’Europa. Il Regno dei Savoia, al confronto, era ad un livello molto inferiore in tutti i settori dello stato. E fu proprio questa sua arretratezza, forse, fra le cause che furono lo sprone, agendo da deterrente, verso l’unificazione e l’emancipazione che fu in pratica basata sul ladrocinio degli altri Stati.

Fermo restando la grande o grandissima analfebetizzazione delle popolazioni delle campagne e delle periferie, non così era nei grandi centri urbani ove il Sud era all’avanguardia, anche col metro di oggi, fra le Nazioni della Terra. Prima Costituzione!! Prime banche e primi assegni!! Con 450 milioni di monete di argento e oro circolanti la richhezza monetaria del Sud era da sola più del doppio di quella di tutti gli altri Stati d’Italia messi assieme mentre nel Regno di Savoia gli scambi avvenivano con carta straccia senza nessun valore!! Il più industrializzato con la prima locomotiva, prima ferrovia, primo ponte sospeso, primo impianto di illuminazione urbano, primo Paese con acqua corrente, maggior costruttore di navi con la più grande flotta mercantile d’Europa dopo quella inglese e con la prima nave a vapore del mediterraneo, primo sistema pensionistico, primo telegrafo sottomarino, prima galleria, primo sistema di fari moderni, e tanti altri “primi”!!!

Senza contare la richhezza della vita culturale e nel mondo del teatro, dello spettacolo, delle arti e della musica e delle canzoni, settori nei quali il Sud certamente era all’avanguardia assoluta nel mondo. Il teatro San Carlo ne è una testimonianza essendo il più antico teatro operante di tutta Europa e costruito nel settecento.

Ma da dove traeva il Sud tutta questa ricchezza??? Tutta questa ricchezza era tratta da uno spirito imprenditoriale formatosi nei secoli, da un importante e antico centro universitario (l’università Federico Secondo), da un vasto territorio, da una tassazione bassissima (forse la più bassa d’Europa) del 2% circa, dai traffici marittimi sfruttando la posizione geografica al centro del Mediterraneo, da un’amministrazione finanziaria impeccabile, e da un numero di impiegati pubblici che era la metà di quelli del Regno di Savoia.

Tutto ciò è svanito come piuma al vento o come neve al Sole, nel giro di pochi anni dall’unificazione d’Italia, dando luogo, con l’inizio delle alte tassazioni e tante altre rapine, ad uno dei più massicci flussi emigratori della storia. Ecco perchè dovunque andiamo nel mondo sentiamo cantare “O’ Sole mio” e tante altre canzoni napoletane molte delle quali resteranno immortali.

In poco tempo la situazione si è capovolta. I primi sono diventati gli ultimi e gli ultimi sono diventati i primi. Per giustificare questo nuovo panorama ci si è inventata la “questione meridionale” per la “storica” arretratezza del Sud, nascondendo la realtà. Generazioni di italiani sono nate, cresciute e morte con questi pregiudizi, fra le quali quella di Giovanni Agnelli che ironizzava sulla “Magna Grecia” senza sapere che quando l’industria del Sud primeggiava il suo originario Regno Sabaudo era arretrato tanto da non potersi paragonare al Regno delle due Sicilie. Ancora pochi anni addietro “Ricciardetto” scriveva su Epoca che i napoletani erano dei “pezzenti” o con altri simili termini dispregiativi e basati sulle convinzioni ignoranti dei detti pregiudizi.

Come successo a Cleopatra, infangata e mai riconosciutale l’onore ed il merito di aver fornito a Cesare le conoscenze egiziane per l’istituzione dell’attuale moderno calendario universale, così è successo al “meridione”.

Questo era il passato. Vediamo ora il presente e possibilmente il futuro.

L’esistenza di una Nazione necessita dei seguenti requisiti:

– Dei confini sicuri, precisi e possibilmente naturali (mare, fiumi, montagne).

– Una sola lingua. La lingua è il cemento delle Nazioni.

– Un sentimento di un comune sentire nazionale.

– Una amministrazione degna di tale nome.

I primi due punti si conformano in pieno ai detti requisiti, con le Alpi ed il mare confini naturali già dai tempi di Roma antica, e con la lingua italiana che si è imposta da Nord a Sud. Il terzo punto del sentimento comune, già iniziato col Risorgimento al Nord ed al Sud, esso si è poi consolidato in questi 150 anni con milioni di amori e matrimoni che, pur se per qualcuno non contano, valgono eccome per la Nazione! Quella che è venuta meno pertanto è il quarto punto dell’amministrazione dello Stato, un’amministrazione balorda e non all’altezza di una Nazione già dall’inizio. Le parentesi dell’epoca coloniale, dell’epoca mussoliniana e delle due guerre mondiali hanno solo oscurato temporaneamente gli errati concetti dellìamministrazione italiana. Ma essi, questi errati concetti, sono venuti prepotentemente alla luce durante questi primi 60 anni di “normalità” dell’Italia.

Questi errati concetti possono essere sintetizzati con: alta tassazione – poca attenzione per l’inprenditoria in genere – rifiuto o incapacità a riconoscere l’Italia come naturale porta d’ingresso dell’Europa – rifiuto o incapacità a riconoscere la centralità nel Mediterraneo – abbandono del Paese a mafie, criminalità e corruzioni cresciute a dismisura negli ultimi 60 anni – enorme aumento dell’apparato burocratico con regioni e servizi assimilati – progressiva scomparsa dell’apparato produttivo che potesse supportare questi lussi. Questo è il presente.

Questa mentalità provinciale e da cocuzzolo di montagna dell’amministrazione pubblica italiana è ben rappresentata da un loquace ed anziano tassista genovese che, qualche anno fa, alla notizia che vi sono porti in Nord Europa con un traffico di cento navi al giorno che entrano e cento che escono, memore dell’antica tradizione del porto di Genova quale naturale porta dell’Europa, all’improvviso piombò in un triste silenzio mentre il suo taxi era diretto al nuovo Acquario della città, costruito al centro del vecchio glorioso porto!!. Era questa la nuova ricchezza nazionale, i delfini e gli squali da circo equestre!!!! Non a caso oggi il Paese Italia non ha neanche un porto moderno degno di questo nome e la ricchezza derivante dalla posizione geografica di porta naturale d’Europa è svanita per sempre.

Ed il futuro qual’è??? Il futuro sta nella crescita dell’economia e dell’apparato produttivo del Paese ma per poter ciò realizzare occore diminuire drasticamente il peso enorme dell’amministrazione pubblica abolendo regioni e province e lasciando solo un parlamento centrale molto snello, ed i comuni, al fine di ridurre la tassazione per i cittadini a circa il 2%. Il Regno delle due Sicilie è un esempio, ancora oggi, di come un Paese moderno possa prosperare e produrre ricchezza reale. La bassissima tassazione automaticamente fa scomparire mafie, criminalità e corruzioni dato che non ci sarà più denaro pubblico da rubare. Queste criminalità non si combattono con più polizie, carceri e tribunali, ma si combattono eliminando la fonte del loro enorme arricchimento: la corruzione ed il pubblico denaro.

In caso contrario il Paese non potrà non affondare malamente, trascinato giù da in’amministrazione dello Stato predatoria e incapace dove gli stessi burocrati si sono definiti come “quelli delle quattro S”, sedia, scrivania, scorta e stipendio. E che stipendi!! Vacanze, quattro telefonini, giganteschi SUV, grandi privilegi, tutto sulle spalle dei cittadini e di un’economia che naturalmente così non potrà mai crescere. Un’amministrazione dello Stato che, dopo 150 anni di Unità, ha mostrato chiaramente che è stata essa stessa la causa del declino.

Ma l’amministrazione dello Stato non si era suicidata gettandosi dal settimo piano??? Purtroppo no. Era solo l’auspicio iniziale di questo articolo. Essa è viva e vegeta e mangia, mangia, mangia, continuando a fare danni, e piuttosto porterà al suicidio i cittadini e lo Stato Italiano nella sua totalità.

A tutti i balordi incompetenti che hanno governato e governano ancora l’Italia unificata in questi 150 anni l’Amministrazione Pubblica del Regno del Sud, delle due Sicilie, ha finanche lasciato la ricetta di come si governano le finanze e l’economia di una Nazione allora come oggi ed in ogni tempo. “””LE RISORSE FINANZIARIE DELLO STATO NON BISOGNA CERCARLE NE’ NEL DEBITO , NE’ NEI NUOVI TRIBUTI, MA ESCLUSIVAMENTE NELL’ORDINE E NELL’ECONOMIA (nel senso di risparmio), PERCHE’ VERAMENTE IL MIGLIOR GOVERNO E’ QUELLO CHE COSTA MENO.””” Giacomo Savarese, Ministro delle Finanze ed Economia del Regno delle due Sicilie al momento dell’Unificazione.

Lo stato impeccabile delle finanze del Regno del Sud fu confermato da Vittorio Sacchi, nel 1861, inviato dal Regno d’Italia a dirigere le finanze napoletane: “””NEI DIVERSI RAMI DELL’AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE NAPOLETANE SI TROVANO TALI CAPACITA’ DI CUI SI SAREBBE ONORATO OGNI PIU’ ILLUMINATO GOVERNO”””.   

E la Secessione che c’entra??? La Secessione è solo un abbaglio di chi, forse per puro campanilismo, non sapendo nè leggere e nè scrivere e non conoscendo nè la storia e nè la geografia non sa niente della predazione di tutte le ricchezze trafugate al Sud e trasportate al Nord. Ed essa, la Secessione, se avverrà, avverrà solo per l’incapacità dell’Amministrazione dello Statp Italiano ad operare nella sobrietà e lungimiranza.

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37 – I “CLANDESTINI” E L’ITALIA

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, PROPOSTE MILLENARIE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 11, 2011 by beautiful41

Una barzelletta circola all’estero per lo più nei paesi anglofoni, da oltre quindici anni, riguardante i principali Paesi fondatori dell’Europa comunitaria. Il titolo della barzelletta è “INFERNO E PARADISO” o “HEAVEN AND HELL”. Cominciamo col Paradiso. Il PARADISO è un Paese dove i cuochi sono tutti francesi, i poliziotti sono tutti inglesi, i meccanici sono tutti tedeschi, gli amanti sono tutti italiani, ed il tutto è governato, diretto ed organizzato dagli svizzeri. Al contrario l’INFERNO è un Paese dove i cuochi sono tutti inglesi, i poliziotti sono tutti tedeschi, i meccanici sono tutti francesi, gli amanti sono tutti svizzeri, ed il tutto è governato, diretto ed organizzato dagli italiani. Si tratta di una barzelletta, ma certe volte la realtà supera la fantasia. E questo è il caso dei “clandestini”.

La convivenza internazionale negli ultimi 200 anni è stata largamente influenzata dalla Gran Bretagna che, dopo la sconfitta di Napoleone, divenne la padrona degli oceani e dei mari del mondo, dettando costumi, regole e leggi che poi furono adottate dalle altre nazioni rimaste, per forza di cose, più “provinciali”. Ancora oggi pressocchè tutti i contratti di trasporto, commercio, regole e leggi internazionali, ratificati in tante convenzioni e conferenze, provengono dal dominio dei mari della Gran Bretagna. Queste regole di convivenza internazionale sono improntate sempre allo spirito della “Liberty”, derivante dallo spirito della “Libertas” dell’antica Roma, alla base di quello che chiamiamo oggi il diritto alla “Privacy”, o riservatezza, o sfera intangibile di libertà personale nella propria casa o nella propria area.

Secondo questo principio ciascuno è Re nella propria casa. La condizione pacifica della Civiltà impone che quando si accede alla casa altrui bisogna prima bussare, poi identificarsi e poi, se si ottiene l’autorizzazione dal padrone o dalla padrona di casa, si accede alla casa. Questo principio implica il rispetto sia della persona che vorrebbe entrare e sia del padrone o della padrona di casa.Questo principio basilare ed elementare dell’essere “animale”, cioè l’animale mammifero “uomo” al pari di tutti gli altri animali, lo si ritrova per esempio nei cani che difendono il loro “territorio” e non ha niente a che vedere con la proprietà della terra. Anche popoli, come gli indiani d’America, che consideravano la terra appartenente a tutti, difendevano però il loro territorio di abitazione o di caccia. Il concetto di “Nazione” moderna replica, amplificandolo, il concetto di “casa”.

Il “clandestino”, con l’avvento delle nazioni moderne, era considerato chi cercava di introdursi in un Paese senza avere le regolari autorizzazioni del Paese di provenienza e del Paese ospitante, e spesso senza avere documenti di identificazione. Il termine inglese di clandestino è “stowaway” perchè quando se ne trovava qualcuno già sulle navi a vela, secondo la parola stessa, lo si “stivava” da parte, lo si metteva a parte e non lo si faceva entrare nel Paese. Nessun Paese ha mai lasciato entrare un “clandestino” e molto spesso essi rimanevano a bordo delle navi per anni interi perchè erano rifiutati da tutti i paesi del mondo. Lo scrittore Joseph Conrad in un suo romanzo ci ha ben descritto come il capitano della nave, per ragioni umanitarie, nascose nella propria cabina uno “stowaway” che altrimenti sarebbe stato condannato ad essere ricacciato da tutti i Paesi.

Questo principio che il “clandestino” non può entrare in alcun Paese è anche sancito dalle leggi italiane. Tali leggi prevedevano, e forse prevedono ancora, una ammenda di 30 milioni di lire, quando c’era la lira, e 3 anni di carcere a carico del capitano di una nave mercantile che, proveniente dall’estero, arrivava con uno o più “clandestini” che fossero scappati durante la sosta della nave in porto. Questo perchè la nave è stata storicamente e tradizionalmente il mezzo normalmente usato dai “clandestini” dove essi più facilmente potevano accedere durante le soste nei porti nascondendosi in uno dei tanti luoghi occulti che una nave può offrire. Normalmente la nave tornava indietro per riconsegnare al Paese di partenza il “clandestino” se egli veniva scoperto entro mezza giornata di navigazione dalla partenza ma, passato tale periodo, egli rimaneva a bordo della nave con tutti i problemi che ciò comportava. Questo da un lato.

Dall’altro lato invece si è lasciato che centinaia di migliaia di “clandestini” entrassero nel Paese, via mare e via terra, con le modalità e storia che tutti conosciamo.

I “clandestini” o “stowaways” non hanno niente a che fare con gli immigrati o gli emigranti. Si tratta di cose completamente diverse. Per quanto riguarda l’Italia i milioni di emigranti che sono andati in tante parti del mondo erano tutti in possesso di documenti identificativi attestanti data e luogo di nascita, residenza in Italia, cittadinanza, autorizzazione del governo italiano ad emigrare ed autorizzazione del governo del Paese ospitante. A rendere queste operazioni di emigrazione ed immigrazione perfettamente legali vi erano su tutte le navi che trasportavano emigranti dei “Commissari Governativi”, cioè dei funzionari del governo, che in pratica erano garanti del governo del Paese di partenza al momento dell’arrivo della nave nel Paese ospitante, in tempi in cui, oltre alla posta inoltrata via mare, e che quindi impiegava mesi di viaggio, non vi erano altre forme di comunicazione. Il “Commissario Governativo”, pur non facente parte dell’equipaggio, ne era assimilato con un grado che veniva subito dopo quello del Comandante. Il “Commissario Governativo” non aveva compiti o mansioni, mangiava e beveva in prima classe coi passeggeri e participava alla vita sociale di bordo. Insomma doveva essere il sogno di tutti i funzionari ministeriali!!

I concetti esposti erano a conoscenza del Ministero della Marina Mercantile che era l’unica istituzione che conservasse per il nostro Paese una mentalità cosmopolita derivante dall’avere il Mare con le sue leggi e i suoi multiformi vincoli al centro della sua attenzione. Ma lo smantellamento di questo Ministero ha decretato l’abbandono del Mare e, nel generale declino, ha reso l’Italia incapace di rendersi conto, di affrontare e di governare il fenomeno “clandestini”.

Il termine “clandestino” o “clandestini” implica però il concetto di un piccolo numero di persone. Uno o pochi più di uno. Fermandoli dall’inizio forse non si sarebbe arrivati al punto in cui siamo oggi arrivati. Forse. Perchè da quell’inizio sono successe molte cose come la glòbalizzazione selvaggia, la caduta del muro di Berlino, le torri gemelle,la crisi economica planetaria, l’impoverimento generale, le convulsioni e restrizioni nei paesi dittatoriali, guerre, eccetera, per cui appare ora difficile parlare di “clandestini” quando ci si trova di fronte a milioni di persone che formano pertanto più un “esodo” o una “invasione” che una immigrazione di “clandestini” come viene impropriamente chiamata.

L’Italia, una volta tanto, è all’avanguardia di questo caos che riguarda tutto l’occidente, caos nel quale però tutti i paesi occidentali fanno i finti tonti, preferendo mettere la testa nella sabbia pur di non vedere, non parlare e non sentire. Insomma si tira a campare. Si parla tanto di sicurezza e poi si lasciano morire in mare migliaia di persone su tanti barconi capovolti o affondati perchè inadatti a fronteggiare il mare di altura. In questo caos la criminalità organizzata ha trovato oro colato perchè se da ogni “clandestino” intasca 1000 euro ciò è una loro fonte di arricchimento veramente spregevole. I “clandestini”, poi, che pagano 1000 euro, di povertà non hanno proprio niente e nei loro paesi vivrebbero da benestanti. In un futuro articolo cercherò di descrivere chi sono i veri “clandestini” poveri e bisognosi di soccorso.

Cosa fare????

A mali estremi estremi rimedi.

Il primo obiettivo dalla priorità assoluta dovrebbe essere di evitare che centinaia, che già dall’inizio sono ora varie migliaia, di persone, fra cui donne e bambini, muoiano in mare. O quelli “non contano”??? Come le vittime civili delle guerre??? Questo obiettivo si può raggiungere più facilmente ad una sola condizione, quella di richiedere al governo degli Stati Uniti l’immediata cessazione della copertura GPS per usi civili per tutto il Mar Mediterraneo, o Mediterraneo meridionale. Ciò significa togliere agli “scafisti” la direzione dove dirigersi e quindi la possibilità di effettuare il viaggio se non ad enormi rischi. Questo ad immediata o breve scadenza.

Il secondo obiettivo a breve-media scadenza dovrebbe essere quello di rafforzare i controlli di frontiera uscendo dal trattato Schengen che non ha mai funzionato come era nel suo spirito iniziale. Lo spirito del trattato Schengen era quello di copiare il sistema americano dove un visitatore proveniente dall’estero, nel primo porto o aereoporto di ingresso negli Stati Uniti, viene sottoposto a controlli, passati i quali riceve un “passo” di libera circolazione in tutti gli Stati degli Stati Uniti, ripetendo i controlli solo dall’ultimo porto o aereoporto prima di lasciare l’America. In America ha funzionato e funziona perchè c’è un solo governo federale ed i controlli sono effettuati da personale federale. In Europa non ha funzionato e non funziona perchè non esiste un governo federale ed ogni Paese applica il trattato con la propria testa. Una vera e propria barzelletta.

Questo stesso secondo obiettivo dovrebbe prevedere il raddoppio o triplicazione delle motovedette navali e dei mezzi per la nostra difesa e per i nostri controlli e non regalare questi mezzi ad altri paesi dimostrando di essere, oltre che nababbi con soldi da buttare, anche stupidi. Il compito delle motovedette dovrebbe essere quello di riaccompagnare al limite delle acque territoriali del paese di provenienza gli eventuali barconi che avessero sfidato la mancanza di copertura di GPS. Via terra fermare treni e autoveicoli alle frontieri e fare scendere subito chi non è in regola. Aprire tutti i contenitori alle frontiere e controllarne il contenuto. Tutto ciò naturalmente significa rallentare l’economia ma è proprio quello che bisogna fare ed è il minore dei mali possibili. E’ stato per correre come dei folli dietro l’economia che l’occidente in genere, assieme a tanti paesi “poveri” dai quali provengono i “clandestini”, si trova in cattive acque.

Terzo ed ultimo obiettivo a medio-lungo termine, ma mica tanto lungo, diciamo dieci anni, dovrebbe essere quello di livellare tutti i paesi del mondo, o meglio quelli che accettano, gradualmente su uno stesso standard economico  in modo da avere un solo governo mondiale confederato con una sola moneta e le stesse regole. E’ l’unico modo per vivere nella pace e senza esodi o invasioni massicce. In parole povere la condivisione della Terra fra tutti i suoi abitanti. E si potrebbe cominciare a fare un referendum al riguardo perchè è chiaro che un tale progetto potrebbe avere una opposizione fortissima dei tanti privilegi che derivano enormi vantaggi dall’attuale condizione. In un tale ipotetico, ma possibile, mondo ciascuno preferirebbe vivere nel proprio paese. Per fare ciò c’è una sola strada, quella di ridurre gli eccessi e le abissali differenze

Naturalmente per i “profughi”, cioè persone in fuga per salvarsi la vita da regimi dittatoriali loro nemici, è teoricamente tutto un altro discorso, ma solo teoricamente, perchè in questo caos è illusorio se non impossibile distinguere fra clandestini e profughi ed il problema pertanto potrà solo essere risolto definitivamente col raggiungimento del terzo obiettivo esposto. E fin quando i governi e le loro economie continueranno invece ad andare nel senso opposto, cioè come sono sempre andate, facendo i finti tonti, questo caos di cui l’Italia è all’avanguardia non potrà non peggiorare fino ad arrivare ad una apocalisse.

L’alternativa a quanto esposto è lasciare entrare tutti, concedere l’asilo politico, o equivalente, a tutti, dare un nome, una cittadinanza e un luogo/data di nascita a chi non ce l’ha, affidare ogni nuovo arrivato ad una famiglia di volontari italiani per evitare che cadano immediatamente nel crimine, lasciar morire in mare gli sfortunati fra quelli che continueranno l’esodo, e lasciare che la criminalità continui a prosperare su questo indisturbato traffico. Questa alternativa a me non sembra molto sensata.