Archivio per Muro di Berlino

105 – LA RESURREZIONE DELL’EURO

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La Resurrezione dell’Euro

Può risuscitare l’Euro??? Esiste la possibilità di salvare la moneta unica europea??? Gli si può ridare il soffio della Vita??? Esiste una Magia che possa realizzare una tale apparentemente miracolosa impresa???

Sì, la Magia esiste ma per poterla realizzare è necessario riconoscere una importante condizione alla base di tutto il processo di risurrezione dell’euro. Questa condizione è il riconoscere che la catastrofe nella quale si è trovato coinvolto l’Occidente è in realtà il collasso del capitalismo e la crisi dell’euro una conseguenza di tale collasso.

E la catastrofe è di tali proporzioni che qui non se ne esce con pacche sulle spalle, sorrisi, vertici e conferenze stampa dei nostri dirigenti senza cervello. Appare sempre più chiaro che continuando così, senza fare pressocchè niente salvo aggiungere montagne di debiti a montagne di debiti, l’impoverimento generale sarà progressivo, assieme allo svanire dell’euro e del lavoro. Qualsiasi cosa cioè faremo o non faremol noi non potremo sfuggire alla realtà che ci attanaglia e stringe sempre più. E saremo ridotti presto alla carità.

Riconoscere il collasso del capitalismo naturalmente è cosa che non si esprime a cuor leggero dato che trattasi del sistema economico nel quale viviamo e siamo immersi e che si tenta disperatamente di ripristinare per poter “crescere” come e più di prima.

Ci troviamo come alla fine di una grande guerra. Tutto è distrutto intorno a noi. Solo che invece di distruzioni fisiche prodotte da bombardamenti e cannonate o eserciti, le distruzioni sono economiche con la chiusura delle fabriche e la scomparsa del lavoro. E’ una distruzione immane di cui la stampa nasconde le reali dimensioni.

Prima di procedere oltre bisogna però chiarire che il capitalismo collassato qui descritto è in realtà un secondo stadio del capitalismo originale, millenario ed immortale basato sulla proprietà della propria casa e dei propri utensili per cibarsi e vivere confortevolmente. Questo secondo stadio di capitalismo, in queste pagine definito anche il capitalismo della follia, vedi articolo n. 56, è un capitalismo irrazionale basato su fantasie e sull’avidità, che si è venuto a sviluppare più o meno in concomitanza della caduta del muro di Berlino. Il capitalismo collassato è pura rapina, causa di disuguaglianze inammissibili, ed è in effetti la negazione del vero capitalismo originario.

L’insanità mentale di questo stadio di capitalismo nocivo si è potuta sviluppare grazie al suo braccio armato che è il libero mercato. Il libero mercato, amato ed osannato vangelo dell’unica verità dei liberali e liberisti, fu pensato ed istituito quando la Terra era considerata dalle risorse infinite e la libertà senza limiti. E’ stato già storicamente dimostrato che questo capitalismo più libero mercato siano in realtà degli strumenti di guerra e distruzioni di cui necessitano periodicamente per far ripartire ogni volta la corsa sfrenata della crescita e ricostruzione. E’ avvenuto anche questa volta, come accennato, senza bombe o eserciti ma solo economicamente, per lo meno finora.

Questa volta però il contesto è cambiato rispetto all’ultima volta circa 70 anni addietro. C’è una presa di coscienza generale nuova che il pianeta è di tutti, che le sue risorse sono limitate, che gli abitanti della Terra sono 7 miliardi e ciascuno di essi ha a disposizione solo 20 metri quadrati di superficie per la sua sopravvivenza, incluso deserti e zone artiche e montagnose. In questo nuovo contesto non è più ammissibile che il 20% degli abitanti del pianeta consumi, per esempio, e si aggiudichi l’80% delle risorse. Bisogna pertanto inventare una nuova filosofia di vita ed instaurare un nuovo sistema per una nuova Civiltà.

Questo nuovo sistema c’è e si chiama Armonia ed è l’unico sistema che può consentire di dare una risposta concreta alle necessità dell’uomo. Dall’adozione di questo nuovo sistema dell’Armonia dipende anche la Resurrezione dell’Euro. Per dare l’idea di che cosa si vuole qui significare per Armonia possiamo fare un paio di esempi. Il primo esempio è quello di una torta dove tutti i conviviali ne mangino un pezzettino, e se la torta si ingrandisce tutti ne hanno un pezzetto in più, come pure un pezzetto in meno per tutti se la torta dovesse rimpicciolirsi.

Il secondo esempio è quello del corpo umano o di un altro corpo vivente ove tutti i suoi componentii, come braccia gambe testa mani dita eccetera, crescono e si sviluppano “armoniosamente”, nessuno di essi cioè indipendente dagli altri. Se si sostituisce l’umanità intera, nazione, o confederazione di nazioni, a quella di un unico corpo vivente anche qui se ne può ricavare una crescita, o sviluppo, armonica o armoniosa.

In questa argomentazione ora il punto essenziale è, come accennato, quello di riconoscere il collasso dello stadio di capitalismo della follia assieme al suo braccio destro del libero mercato. E’ un rospo difficile da ingoiare ma è necessario ingoiarlo se vogliamo salvare l’euro e noi stessi, dando l’avvio ad una svolta millenaria basata suila sostenibilità e razionalità.

Per la verità la società dell’Armonia è già variamente praticata da alcune nazioni nordeuropee come la Germania, ma la sua diffusione e applicazione non è propagata nel nostro Paese dove i poteri forti di commercianti, banchieri, finanziari, assicurazioni, giornalisti venduti, liberisti, professionisti, imprenditori e capitalisti in genere hanno tutto l’interesse che ciò non si sappia per continuare a lucrare liberamente su prezzi e costi strombazzando ai quattro venti che queste sono le regole del libero mercato. Ma il cittadino è avvisato che questa è una libera rapina più che un libero mercato.

Riconosciuto quindi che il sistema nel quale viviamo è errato possiamo così procedere alla sua radicale riforma adottando, sinteticamente le seguenti misure:

1 – Per riportare il debito pubblico a zero in poco tempo (pochi mesi, non anni) vendere o dare in concessione per 50 anni prestigiosi ed importanti assets dello Stato quali il Quirinale, Camera, Senato ed altri dando la precedenza a compratori italiani. Il Presidente della Repubblica può benissimo vivere in un appartamento ai Parioli, anziché costarci 7 volte il costo della Regina d’Inghilterra, e circolare coi mezzi pubblici e le riunioni di Camera e Senato si possono benissimo fare in un giardino pubblico o in un anfiteatro greco-romano . Questo processo porta al recupero di 2000 miliardi del debito pubblico.

2 –Recuperare una seconda cifra enorme di debiti privati che nessuno conosce con precisione ma che varie fonti stimavano alcuni mesi fa a circa 4 “trilioni”, cioè 4000 miliardi, di euro di debiti privati per tutti i Paesi Occidentali di clienti che non hanno più potuto rimborsare le banche per i finanziamenti ricevuti. Questo importante secondo problema si risolve vendendo ai cittadini parti o tutte le proprietà aziendali. Per esempio se la società X, con un capitale immobiliare di 10 milioni, ha un debito impagabile di 5 milioni allora metà dell’azienda verrà venduta ai cittadini.

3 – Eliminati così i debiti pubblici e privati si potrà più facilmente far nascere la Nazione degli Stati Uniti d’Europa, con la automatica scomparsa degli “spread”, della speculazione e di conseguenza con la resurrezione dell’euro e della sua indistruttibile solidità. Questa operazione potrà dare il via alla accennata società dell’Armonia ove l’economia sarà tenuta fuori dalla porta e lavoro, costi, prezzi ed altri aspetti correlati saranno decisi e stabiliti dal governo centrale in una visione globale e generale, o integrata, della Nuova Europa.

Questa è la strada della sostenibilità, del rispetto della libertà e dignità per tutti e della giustizia e armonia. Questa è la strada del futuro e della speranza e della condivisione. Molti potenti, con enormi interessi e privilegi da proteggere, diranno che non è possibile cambiare questo sistema, il migliore mai esistito. Non gli credete perché essi hanno occhi ma non vedono ed hanno orecchie ma non sentono ed il denaro gli ha tolto anche l’anima. Siate fiduciuosi e ragionate con la vostra testa.

I Cittadini della Terra avranno comunque l’ultima parola con la manifestazione pacifica del Solstizio d’Inverno del 22 Dicembre 2012, in tutte le città dell’Europa e del mondo, se avranno ancora tempo.

104 – THE BEST AND THE BRIGHTEST – I MIGLIORI ED I PIU’ BRAVI

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 14, 2012 by beautiful41

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The Best and the Brightest – I Migliori ed i più Bravi

Alcuni anni addietro, quando il pianeta fremeva di ottimismo alimentato dall’idea che l’uomo avesse raggiunto un livello di intelligenza e di progresso insuperati nel passato e che gli permetteva pertanto di sconfiggere la povertà e qualsiasi avversità, all’improvviso arrivò la doccia fredda che tutto ciò era solo una illusione. Questa idea era nata e si era instaurata nelle migliori e più esclusive e prestigiose università occidentali, ed era che il progresso procede a linea retta e pertanto si poteva molto meglio vivere sul debito finanziando il futuro ed impacchettando e spacchettando crediti e debiti “tossici” e “derivati” secondo formule matematiche rigorose e “scientifiche” apprese in costosi “masters” universitari.

Le persone che lavoravano ed operavano intorno a quest’idea ritenuta all’avanguardia del pensiero razionale occidenrale venivano chiamati “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, cioè i migliori ed i più bravi del pianeta. “THE BEST AND THE BRIGHTEST” erano orgogliosi di essere gli araldi di questo magico pensiero dispensatore di ricchezze per tutti e per questa loro magia venivano lautamente ricompensati con paghe milionarie da parte di società bancarie e finanziarie che facevano a gara ad aggiudicarsene i servigi.

“THE BEST AND THE BRIGHTEST” ostentavano questi loro “sudati” privilegi e queste loro abilità finanziarie pavoneggiandosi guidando auto sportive Porsche ed acquistando i più costosi e ricercati appartamenti a New York, Londra, Parigi…..ed in tutte le più importanti capitali, ove essi operavano dando lezioni ai dirigenti bancari di tutto il mondo. Essi conducevano una vita da fiabe da mille e una notte, frequentavano i più esclusivi ristoranti ed assagiando i vini più costosi. Ma essi non sapevano che il tutto era solo una fiaba, perchè basato su ricchezza fittizia o rubata ai Cittadini della Terra.

Il pensiero e la dottrina di “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, in sintesi, come sappiamo, ha condotto il pianeta alla distruzione con l’economia paralizzata, Nazioni destabilizzate, disoccupazioni, chiusure di fabbriche, fallimenti, arricchimenti stratosferici per pochi, rovina e povertà per moltissimi, suicidi, recessioni, ed il peggio che forse dovrà ancora venire dato che il ciclone planetario provocato dai “THE BEST AND THE BRIGHTEST” non è ancora passato.

“THE BEST AND THE BRIGHTEST”, visti i tanti disastri provocati dalla loro magia, adesso vivono un pò più appartati e non si mostrano alle luci della ribalta, ma sotto sotto ed in sordina quando possono continuano ad operare, perchè il lupo perde il pelo ma non il vizio. Non uno di essi si è scusato o chiesto perdono per i tanti guai causati, nè alcuna delle prestigiose università dove “THE BEST AND THE BRIGHTEST” sono stati istruiti ed allevati ha mai chiesto scusa o perdono. Ciò perchè nessun Governo Occidentale ha osato riformare il sistema.

La discesa in campo dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, più o meno in concomitanza della caduta del muro di Berlino, oltre ai disastri sopra riportati, ha creato un nuovo spartiacque planetario e la creazione di due nuove opposte filosofie di vita. Il vecchio contrasto tra comunismo e occidente si è trasformato in un nuovo dualismo fra Paesi che vivono sul debto e Paesi che vivono sul risparmio o ciò che si ha. Questa nuova linea di separazione divide il pianeta quasi a metà ed interseca gli stessi Paesi occidentali.

Prendendo in esame solo questi Paesi abbiamo da una parte la Germania, senza debiti e decisa a non farne, autosufficiente, produttiva, ricca e sobria allo stesso tempo, perfetta in tutte le sue espressioni di Nazione. E dall’altra parte della linea di separazione abbiamo più o meno tutti gli altri Paesi occidentali carichi di debiti in misura variabile. Che male c’è, si potrebbe obiettare, se c’è chi preferisce vivere di debiti e chi di ciò che ha??? Le risposte potrebbero essere tante ma in quest’articolo proviamo a rispondere così: con i debiti si sceglie di vivere alla mercè dell’evoluzione, sognando e sperando che vada sempre tutto bene; mentre basandosi su ciò che si ha si domina sull’evoluzione. Nel primo caso si è schiavi, nel secondo si è padroni di sè stessi.

Non c’è da meravigliarsi pertanto se la Germania sia sotto attacco per la sua intransigenza ad essere autosufficiente. Si tratta di due opposte concezioni di vita ove l’una conduce alla Barbarie e l’altra alla Civiltà. Gli avvenimenti occorsi e determinati dal pensiero e dalle nozioni dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” dovrebbero indicare senza dubbio dov’è la strada della salvezza. Ma non è così. Il pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” perdura e prevale, a sinistra ed a destra, nel nostro ed altri Paesi occidentali, fra gli intellettuali ed in ogni settore della società ove si invoca la crescita con lo stesso sistema di prima, il sistema dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” che tanti disastri ha già prodotto.

Il “boom” di Grillo ha mostrato un chiaro segnale che i cittadini sono stanchi e non sono disposti più a sopportare le ingiustizie, le rapine, le corruzioni, lo spreco ed il furto di pubblico denaro, gli smodati arricchimenti e privilegi e le abissali disuguaglianze resi possibili dal perdurante pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” con il quale tutta la classe politica tradizionale vorrebbe ripristinare la tanto auspicata crescita economica.

In altre parole i cittadini che hanno dato il voto alle 5 stelle hanno indirettamente dato la preferenza per il sistema in vigore in Germania ove, con il determinato rifiuto ad adottare le idee dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” e con un sistema che nell’assenza di debiti, nella sobrietà, giustizia ed onestà, nel benessere per tutti, con il lavoro per tutti e nel rispetto di tutti, con il controllo armonico di costi, prezzi e tariffe da parte del governo, viene offerta e presentata una chiara scelta di progresso pacifico ed in armonia con tutte le sue componenti, una scelta cioè di Civiltà.

Il ripristino della crescita secondo il pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, con una libertà infinita solo illusoria, è invece una sicura scelta di Barbarie.

Questo è ciò che vede la Germania assieme ai votanti per Grillo. E ciò è anche il pensiero degli “Indignati”, gli “Occupy Wall Street”, i “No Global”, assieme a tutti gli altri tanti movimenti di protesta che non hanno colore, sono trasversali, e copriranno presto tutto il pianeta perchè la Terra, il rispetto e la dignità sono di tutti, e non solo dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”.

93 – COSTA CONCORDIA – RAZZISMO E PREGIUDIZI

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Costa Concordia – Razzismo e Pregiudizi

Ryan di San Francisco, rivolgendosi ad un suo amico marinaio mercantile che ha passato una vita lavorativa sul mare, su tante navi di varie bandiere e vari tipi e su tutti gli oceani e molti mari del mondo, gli ha chiesto ripetutamente una opinione sul recente disastro della nave Costa Concordia, dato che nel leggere ed ascoltare le notizie locali non è riuscito a capire la dinamica e le responsabilità di quest’avvenimento tutto apparentemente concentrato, a suo dire, su un comandante Schettino incapace e incompetente, sulla parola “cazzo” esternata da un certo De Falco dell’Autorità Marittima Italiana, e sulle mutandine e reggiseni di una ballerina moldava trovati, sembra, nella cabina del comandante Schettino con il quale la moldava avrebbe intrattenuto una relazione.

Il marinaio, pur con tanta esperienza di navi e di mare, non ha potuto esaudire le richieste di Ryan perchè lui stesso, il marinaio, da spettatore televisivo come tutti i terrestri, è rimasto incastrato fra uno Schettino incompetente, le mutandine e reggiseni della ballerina moldava e la parola “cazzo” del Di Falco, senza potersi fare una logica e chiara idea di quello che era veramente successo. Fino a ieri, quando, per solo pochi secondi e per errore, i media hanno mostrato un video testimoniante l’accaduto nella parte più importante della nave, il ponte di comando, subito dopo l’impatto del Costa Concordia con lo scoglio o gli scogli. Avendo visto solo pochi secondi di tale video il marinaio ha cominciato a vederci un pò più chiaro al punto da poter tentare una spiegazione ed una opinione dell’accaduto e destinata al suo amico Ryan di San Francisco.

Il naufragio del Costa Concordia è stata la conseguenza di una cattiva valutazione del rischio del passare troppo vicino alla costa del Giglio. Questo problema della valutazione del rischio, “Risk Assessment” in inglese, è un problema che non sarà mai risolto perchè dipende dalla più intima natura dell’uomo, notoriamente non perfetto, ed è all’origine di buona parte o di moltissimi disastri della storia, oltre che sul mare, anche sulla terraferma. La valutazione del rischio abbraccia una vasta gamma di diversi tipi di rischi.

Fu per cattiva valutazione del rischio che il Titanic affondò nel non valutare le conseguenze dell’arresto dei propulsoti (vedi art. 82). Fu per cattiva valutazione del rischio che l’Andrea Doria affondò (art. 82) per non fare un giro tondo, per evitare la collisione, quando poteva farlo ed allorchè le intenzioni dell’altra nave nella nebbia non erano chiare. E la stessa cosa si potrebbe dire per lo Stocholm. Fu per cattiva valutazione del rischio che la “Herald of Free Enterprise” si inabissò appena fuori del porto di Zeebruge causando circa 170 morti per essere partita col portellone prodiero aperto valutando erroneamente che fosse chiuso.

Fu per cattiva valutazione del rischio che la “Estonia” diretta a Stockholm affondò trascinando con sè circa 900 persone nel Baltico per non aver valutato l’arresto della nave alla “cappa” anzichè procedere a tutta forza contro i colpi di maglio terrificanti delle onde tempestose e contrarie che divelsero il portellone prodiero causando l’immediato inabissamento. E si potrebbe continuare. In Nord Europa questi disastri avvengono abbastanza spesso, dato l’enorme volume di traffico, ma non si scatena la caccia alle streghe come fatto dal giornalismo italiano con Schettino e la Costa Concordia.

In altre parti del mondo che “non contano” spesso traghetti e navi si inabissano provocando centinaia di morti e che la stampa ufficiale italiana ignora totalmente. Forse perchè non ci sono notizie di mutandine e reggiseni ai quali essi, i giornalisti italiani, sembrano unicamente interessati.

E potremmo continuare con i disastri aerei moltissimi dei quali, se non quasi tutti, sono causati da una cattiva valutazione del rischio da parte del pilota. Sulla terraferma questa cattiva valutazione del rischio potrebbe essere estesa ai treni quando, senza rallentare, attraversano le stazioni e gli scambi a folle velocità, e fin quando và, và, ma quando non va potrebbe succedere come già avvenuto a Viareggio.

Ciò detto, nel caso del Costa Concordia, la responsabilità della cattiva valutazione del rischio è del comandante Schettino che non vi si potrà mai sottrarre ma che, in sè, non è nè più nè meno di altre cattive valutazioni di rischio inerenti a tanti altri disastri. Questo articolo pertanto non è una difesa del comandante Schettino ma il tentativo di una disamina spassionata degli avvenimenti che sono sembrati emergere.

Una volta avvenuto l’impatto con lo scoglio o gli scogli la nave, il suo comandante ed ufficiali sono entrati istantaneamente in una nuova e seconda fase della tragedia, forse la più difficile e la più importante, dal cui esito è dipesa la vita o la morte di tutte le persone a bordo. In questa nuova fase bisognava venire a capo di due interrogativi nel più breve tempo possibile prima di decidere se abbandonare la nave oppure no. Bisognava valutare i danni sofferti e bisognava valutare se la nave sarebbe affondata o meno. E, nel caso si fosse raggiunta la certezza che la nave era destinata ad affondare, bisognava condurla su una secca o un basso fondale, se nelle vicinanze e se possibile, per evitare il suo inabissamento e, nel caso del Concordia, la perdita di centinaia o migliaia di vite umane.

Questa seconda fase da circa una quindicina d’anni e per normativa internazionale deve essere effettuata secondo quanto prescritto da un corso, obbligatorio per comandanti ed ufficiali, denominato “Bridge Team Management” il cui intento o obiettivo è quello di padroneggiare tutte le emergenze che di volta in volta si possono presentare, in maniera collegiale, con la partecipazione cioè di tutti gli ufficiali, ciascuno addetto ad un compito più o meno diverso, ove il comandante ha un compito di coordinatore generale e facente da tramite, con le comunicazioni o telefonicamente, con un secondo team di emergenza, istituito sempre per normativa internazionale, a terra nella sede della società di appartenenza della nave affinchè fra i due “team” o gruppi, a bordo ed a terra, si possa risolvere l’emergenza.

Andato pertanto è il tempo del capitano indipendente e tuttofare noto dalle tante storie di mare e, pur continuando ad essere il supremo responsabile della spedizione, egli,  con la caduta del muro di Berlino, è entrato in una nuova dimensione. Questa nuova dimensione è conseguita alla commercializzazione ed usi civili del GPS, fino ad allora arma segreta militare degli Stati Uniti, ed all’enorme sviluppo della tecnologia delle comunicazioni e satellitari che hanno consentito la costruzione di ponti di comando, delle grandi navi in special modo, che sembrano più che altro delle sale operative di centrali nucleari o della NASA, tanta è la loro complessità e vastità.

Nei momenti cruciali una sola persona che controlli ed interpreti questa vasta strumentazione è impensabile su questi moderni ponti di comando, motivo per cui molte persone sono presenti sul ponte per adempiere le varie necessità, incluso le ballerine-interpreti che devono tradurre nelle varie lingue le direttive del comandante. Durante i citati corsi di “Bridge Team Management” ed altri similari viene quasi ossessivamente ripetuto che durante le emergenze bisogna essere calmi e pacati, senza urlare.

Quanto precede per meglio illustrare che quanto testimoniato dal video pubblicato ieri 11 febbraui sui giornali nazionali è il successo della seconda più difficile fase del disastro. Mentre il comandante Schettino era in contatto con il team di emergenza di terra, in una calma quasi perfetta, il suo team di bordo è riuscito, in quei convulsi e drammatici momenti, ad appurare l’entità dei danni sofferti e, riscontrando che la nave si sarebbe inabissata, è riuscito anche nella disperata impresa di portare la nave su un basso fondale per evitarne l’affondamento, evitando la quasi certa morte di migliaia di persone invece di 17 (più parte o tutti i dispersi). E che sia passata circa una ora prima di poter così dare l’abbandono della nave è il minimo che ci si può aspettare in una tale difficile situazione. Ed una volta terminata la seconda fase con successo non aveva più senso rimanere sul ponte di un relitto adagiato sul fondo, impotente.

Ma la parte di video che mostra il successo e la buona riuscita della seconda fase del disastro è stata poi tagliata e tutti i telegiornali hanno mostrato solo la parte staccata dal contesto del comandante Schettino che dice “Va buò”.

La tragedia del Costa Concordia sembra pertanto voler raccontare la sua vera storia dalla quale emerge:

1 – la cattiva valutazione del rischio da parte del comandante Schettino nel passare troppo vicino all’isola.

2 – Il successo delle operazioni dopo l’impatto con lo scoglio, del quale ne va dato merito alla Costa ed al comandante Schettino ed al suo “team”.

3 – Una sola persona, il sig.De Falco della capitaneria di Livorno, ha perso la calma e la dignità con le parole concitate e volgari profferte, più che altro per pregiudizi e invidia che i militari, avvezzi ai loro cacaracci costieri,  hanno verso gli ufficiali mercantili, signori dei mari e degli oceani e delle navi più grandi del mondo.

4 – Il linciaggio mediatico totale, senza tregua, con bugie, ignoranza e cattiveria, del comandante Schettino da parte del giornalismo italiano, della carta stampata e delle televisioni, senza motivo che possa ciò supportare, si può spiegare solo con il razzismo verso i meridionali essendo il comandante Schettino proveniente dalla provincia di Napoli.

Il bello ed il cattivo tempo che questi criminali della penna e della parola fanno a danno del Paese comincia ad essere pari o superiore a quello delle criminalità organizzate e sarebbe arrivato il momento di metterne in prigione 20 o 30 di essi, proprio come stanno facendo in questi giorni in Inghilterra dove molti giornalisti facenti parte dell’esecutivo del già condannato Murdoch, oltre a quelli della prima ondata imprigionati alcuni mesi fa, stanno già dietro le sbarre per corruzione, spionaggio, intrusione nelle privacy e fatti degli altri, intercettazioni illegali, costruzione di false notizie e “scoop” infamanti, destabilizzazione della nazione. Gli “scoop”, specialmente se basati su mutandine e reggiseni di ballerine, fanno soldi, tanti soldi che i media pagano per ottenere gli ascolti, vendere pubblicità e “dirigere” o “guidare” l’opinione pubblica dove vuole il padrone, o meglio, dove vogliono i criminali della libertà di stampa.