Archivio per Precessione degli equinozi

61 – PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI – UNA NUOVA SPIEGAZIONE

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Questo articolo è dedicato a Cleopatra, Regina d’Egitto, nel 15 del mese intestato a suo nome.

E’ stato già dimostrato, all’articolo n. 6, che il VALORE di 20 minuti annuali attribuito alla precessione degli equinozi è un clamoroso errore della scienza moderna da Copernico in poi.

Con questo articolo si discute invece della NATURA della stessa precessione che potrebbe essere molto diversa da quella divulgata e che, se giudicata essere convincente dai lettori, potrebbe mettere in luce una ennesima bufala della stessa scienza.

La cosa migliore forse per capire la precessione degli equinozi è quella di non capirla, nel senso di azzerare tutte le nostre nozioni fin qui inculcateci, ripartendo da zero e dai soli fatti concreti conosciuti.

La conoscenza della precessione ci è stata tramandata da Ipparco il quale ci fece sapere, tramite Tolomeo, che “I PUNTI EQUINOZIALI SI MUOVEVANO IN SENSO CONTRARIO A QUELLO DEI SEGNI DELLO ZODIACO” di 2°, due gradi, circa, ogni 150 anni, o 48″ , secondi di arco, annualmente. Tutto qua. Ora 48″ secondi di arco, da Copernico fino ad oggi considerati 50 secondi di arco, sono poco più di 3 (tre) secondi di tempo, una piccolissima parte di tempo, per cui ci vogliono secoli o millenni, come facilmente si può capire, per misurare con una certa precisione e certezza questo movimento, tanto piccolo annualmente esso è.

Un secondo fatto concreto in nostre mani è la testimonianza di Tolomeo il quale ci ha anche tramandato che la citata spiegazione per il movimento degli equinozi era per Ipparco solo una “prima ipotesi”. Ciò lascia intendere che Ipparco aveva espresso un’altra o altre ipotesi per spiegare questo movimento delle quali però, oltre al loro accenno, non è rimasta alcuna traccia. Ma Ipparco non avanzava alcuna teoria. Ipparco si limitava solo a prendere atto, con questa sua “prima ipotesi”, che gli equinozi si muovevano in senso contrario a quello dei segni zodiacali.

Ipparco quindi non ha mai pronunciato o scritto la parola “precessione” o “precessare” che implica o sottintende un movimento biconico, comunemente detto a trottola, dell’asse terrestre, la cui idea nacque con Copernico e la cui parola nacque dopo la scoperta del girostato.

Copernico, quando riscoprì l’eliocentrismo, nel mettere il Sole al centro del sistema solare con la Terra che gli girava intorno, trovandosi nella necessità di escogitare una spiegazione logica per questo movimento di 50″ secondi di arco annuali di Ipparco, non trovò di meglio che inventarsi un movimento a trottola, dal ciclo di 26.000 anni, da lui chiamato il terzo movimento della Terra, che oggi fa parte dei dogmi e verità sacre del Vangelo della scienza. Ma è realistica questa spiegazione??? O ci potrebbe essere un’altra ipotesi???

I contesti storici e culturtali di Ipparco, Copernico e nostri di oggi sono tre diversi contesti. Ipparco viveva in un sistema geocentrico con la Terra al centro immobile mentre tutto il resto vi girava intorno. Copernico rimise il Sole, immobile, al centro del sistema solare ma si dimenticò della Terra che ormai non contava più niente. Noialtri invece sappiamo che ci troviamo su una navetta spaziale al seguito di una grande astronave, il Sole, che viaggia nelle immensità del cosmo alla strabiliante velocità di circa 800.000 chilometri all’ora, o circa 220 chilometri al secondo. Cosa può comportare questa nuova conoscenza ai fini della precessione degli equinozi???

Immaginiamoci di essere sull’autostrada a tre corsie da Roma a Milano su un’autovettura al seguito di un grosso autobus viaggiante nella corsia centrale mentre noi gli facciamo continuamente dei giri intorno spostandoci nella corsia di destra, lo sorpassiamo, ci portiamo nella corsia centrale davanti all’autobus, poi nella corsia di sinistra, ci lasciamo sorpassare dall’autobus, ci portiamo nella corsia centrale dietro l’autobus, ripassiamo nella corsia di destra per sorpassare di nuovo l’autobus, e così via di seguito. Noi siamo La Terra e l’autobus è il Sole.

Mentre filiamo verso Milano vediamo dai finestrini, a destra e a sinistra. scorrere il paesaggio circostante più o meno velocemente a seconda della lontananza. Orte, Orvieto, Arezzo, Incisa, Firenze, Bologna, Piacenza, ed altri punti cospicui, passano ai nostri lati, tranne Milano, la nostra destinazione, fissa davanti a noi. Ogni giro che facciamo intorno all’autobus è come la Terra che compie un giro intorno al Sole in un anno, e dopo ogni tale giro il paesaggio circostante ci appare spostato rispetto a dove era il giro precedente. Così come le stelle appaiono spostate, anche se di poco, perchè lontanissime, 50″, secondi di arco, rispetto a dove erano l’anno precedente, e che fanno 30° in circa 2100 anni. Buona parte di esse ma non tutte.

La stella che non si muove e che è sempre davanti a noi ad ogni giro, è la stella che marca la nostra destinazione, come Milano, ed è Sirio, la stella più lucente, più bella e più attraente dell’Universo. Tutte le sue caratteristiche sono descritte all’articolo n. 21. Sirio da molte migliaia di anni verso la mezzanotte dei giorni che vanno dal sostizio d’inverno del 22 dicembre. a Natale, Capodanno ed Epifania, ed anche prima e dopo, è splendente al centro del cielo per essere ammirata da tutti gli abitanti della Terra e marca la nostra destinazione, la destinazione dell’astronave del Sole con la sua navetta Terra, assieme a tutto il sistema solare. E’ per questo che Sirio è anche la stella di Natale che noi mettiamo sui nostri alberi e presepi a Natale. La stella dei Re Magi.

Sirio marca la nostra destinazione o direzione perchè da migliaia o milioni di anni la Terra impiega 181 giorni e 18 ore dal solstizio d’inverno al solstizio d’estate, ed impiega sempre 183 giorni e 12 ore, quasi 2 giorni in più, dal solstizio d’estate al solstizio d’inverno. Il Sole quindi viaggia verso il solstizio d’inverno perchè la Terra impiega minor tempo quando si muove in direzione opposta al Sole, ed impiega maggior tempo quando si muove nella stessa direzione del Sole. Il Sole e tutto il sistema solare viaggiano quindi nella direzione di Sirio, lungo la periferia della nostra galassia, la via Lattea, alla velocità di 800.000 km/ora.

Dagli antichi geroglifici abbiamo saputo che già dal 3500 A.C., fra le più antiche datazioni storiche, Sirio sorgeva assieme al Sole agli inizi di luglio in concomitanza dell’ondata di piena annuale del Nilo conseguente allo scioglimento delle nevi sull’altopiano etiopico. Ciò significa che per lo meno da quei tempi, oltre 5500 anni addietro, Sirio agli inizi di luglio marcava il mezzogiorno (se sorgeva alle 06.00, alle 12.00 stava in merdiano alla sua massima altezza) e di conseguenza, 6 mesi dopo, il nostro Capodanno, marcava la mezzanotte. Sirio quindi, contrariamente a quello che si crede e si è creduto col famoso ciclo “sotiaco” basato sull’anno siriano di 365,25 giorni, ha sempre marcato per quasi 6000 anni l’anno di 365,2422 giorni del calendario gregoriano.

La poca o nulla oscillazione precessionale di Sirio rispetto ad altre stelle e costellazioni nelle prossimità degli equinozi, a 90° a destra e a sinistra, che si muovono di ben 30° o due ore ogni 2100 anni circa, è spiegata facilmente dal moto della nostra astronave nello spazio, come detto, perchè queste altre stelle scorrono veloci alla nostra destra o sinistra proprio come dai finestrini della nostra autovettura diretta a Milano vediamo scorrere i punti cospicui del paesaggio circostante.

Copernico naturalmente non poteva sapere che il sistema solare è una astronave viaggiante nello spazio ma, se avesse letto un pò di più e se avesse osservato il cielo più a lungo, forse avrebbe capito che la stella di Natale era Sirio, la Spdt egiziana, la stella del Nilo, che da ben 5000 anni, per i suoi tempi, era sempre allo stesso posto e pertanto la sua teoria fiabesca, macchinosa e fantasiosa dell’asse terrestre che fa un giro a trottola in 26000 anni non stava nè in cielo e nè in terra.

Purtroppo però la fiaba di Copernico piacque a Newton che se ne servì per costruirci intorno le sue forze gravitazionali sulla protuberanza equatoriale della Terra. Ma anche Newton non era un assiduo osservatore del cielo e non riuscì ad interpretare la realtà che stava sotto i suoi occhi. Troppa matematica fa male. La matematica da sola non spiega la realtà. La matematica è solo un mezzo di cui la mente si serve per interpretare la realtà circostante. Con la sola matematica si può spiegare tutto ed il contrario di tutto, anche le fiabe come quella della precessione degli equinozi come è oggi spiegata ed interpretata.

Le stelle quindi si spostano apparentemente di 50″, secondi di arco, ai punti equinoziali per effetto del viaggio della Terra assieme a tutto il sistema solare nello spazio verso la direzione di Sirio e non per uno specifico movimento della stessa Terra.

Sirio, nei trascorsi circa 6000 anni, avrebbe dovuto avere nel cielo una variazione di circa 90° di ascensione retta secondo la vigente teoria “scientifica” per la precessione. Essa è invece sempre allo stesso posto, come storicamente documentato, a testimonianza che Copernico e Newton avevano solo preso delle allucinazioni aberranti dandole da bere ad una intera comunità scientifica come vangelo fino ad oggi. Per lo meno che si abbia il coraggio di riconoscere il madornale errore, visto poi che non è dipeso da noi!!

Questa nuova inedita spiegazione per la precessione degli equinozi ci riporta alle parole semplici di Ipparco, conferma quanto da lui detto e combacia alla perfezione con la realtà in modo meraviglioso. Non si può dire la stessa cosa, purtroppo, con la attuale teoria-fiaba dell’asse terrestre che effettua una oscillazione in 26.000 anni perchè non tutte le stelle si muovono secondo i suoi dettami, come abbiamo visto, e non di piccole discutibili quantità ma di enormi inconciliabili distanze, come abbiamo appurato con Sirio. 

La spiegazione prospettata è troppo chiara e troppo facile e troppo semplice e naturale per non essere notata. Essa perciò potrebbe essere stata notata già da lungo tempo e solo per non dare un colpo micidiale alla scienza, preservando i suoi santi in paradiso, che si cerca in tal caso di occultare la verità. Ed anche il fatto che non si senta parlare tanto di sonde o astronavi o luoghi spaziali con i nomi di Copernico o Newton, e si senta invece spesso di programmi o sonde o luoghi spaziali intestati a Galileo, lascia perplessi e dubbiosi e fa sorgere il sospetto che quanto espresso sia già stato riconosciuto, in segreto, nelle “alte sfere”.

Ma i Cittadini della Terra hanno occhi per vedere e orecchie per sentire e sanno discernere, con la Ragione, la realtà che li circonda. I Cittadini della Terra non hanno bisogno e nè amano che il loro pensiero e le loro anime vengano “indirizzate”, o “guidate”, dove vuole il padrone del vapore, magari ignorante. I Cittadini della Terra amano la loro libertà e dignità.

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P.S. del 22.02.2012 – E naturalmente, con questa nuova spiegazione, la Terra non perde, per effetto della oscillazione dei 26.000 anni, nè un anno causato dai 20 minuti annuali e nè un giorno causato dai 3 secondi annuali. La Terra cioè non perde niente, neanche un secondo, cosa che, già di per sè, suonava e suona come una follia.

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Gli abbagli di Copernico e Newton si sono ripercossi sulla forma e sulle dimensioni della Terra, come dimostrato e descritto all’articolo 132.

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Vedi n.65 – “Charlatans and Cranks” – per una riflessione filosofica finale su quest’argomento degli errori della Scienza.

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52 – IL MECCANISMO DI ANTIKYTHERA E SUO SIGNIFICATO

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NOTA – Il meccanismo vero e proprio è descritto nel precedente articolo n. 51 – I Rinnegati del Terzo Millennio.

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Il meccanismo di Antikythera si identifica, ad uno sguardo anche approssimato, come un preciso strumento asttronomico per la determinazione della longitudine col metodo delle “Distanze Lunari”. Il metodo delle “Distanze Lunari” fu usato pienamente fra il 1750 ed il 1850 ed in molti casi fino al 1900, come descritto agli articoli 44 e 51.

Fu la conoscenza delle idee e delle leggi astronomiche che stavano dietro alla costruzione di tale strumento che permise ad Ipparco di tramandarle ai posteri. Il messaggio di queste idee fu raccolto dall’Uomo europeo moderno che, spinto dalla disperazione di non conoscere le dimensioni del pianeta e di non sapere come calcolare la longitudine, cosa che provocò immani tragedie di uomini, navi e flotte intere inabissatisi per non sapere dove si trovavano, radunando tutte le risorse dei migliori cervelli dell’epoca, si convinse e fu costretto ad ammettere che l’unico modo per calcolare la longitudine poteva essere solo la realizzazione delle idee di Ipparco. La costruzione dei moderni Osservatori Astronomici fu realizzata pertanto seguendo questo descritto pensiero scientifico proveniente dalle più remote antichità.

Il meccanismo di Antikythera ha messo in risalto quindi, in modo quasi brutale, l’inconsistenza e le fantasie propagate dalla scienza moderna per la sua presunzione ad aggiudicarsene il monopolio, il merito e l’esclusività. Moltissime testimonianze di un pensiero scientifico nell’antichità non sono state riconosciute perche’ ritenute fuori dal “contesto”, il “contesto” essendo che il pensiero scientifico è nato come per magia nel Rinascimento sulle basi di un originario ed iniziale pensiero dei classici greci e che prima di tale “contesto” c’erano solo dei sognatori che a stento sapevano contare sulle dita delle proprie mani. Ma questo “contesto” viene continuamente sconfessato dai tanti reperti che periodicamente fuoriescono o dalle sabbie, o dalla terra, o dalle acque del mare e che ci fanno confrontare con una realtà completamente diversa ed inconfutabile.

Il meccanismo di Antikythera, oltre alla sua specificità astronomica e geografica, capovolge questo concetto o per lo meno lo rettifica in modo fondamentale o sostanziale, togliendo alla “modernità” ed all’uomo europeo il primato della “Civiltà”. Il meccanismo di Antikythera era solo l’ultimo stadio di una conoscenza che aveva avuto bisogno di molte migliaia di anni per evolversi. Era l’astronomia “rotativa”, denominazione data dallo scrivente, che vide in pratica il suo tramonto fra il VII° ed il IV° secolo A.C.durante gli sconvolgimenti provocati dalle conquiste assire, da quelle di Cambise e poi di Alessandro Magno, che distrussero le impalcature istituzionali della sapienza arcaica e che vide la sua definitiva morte e sepoltura con l’affondamento della nave che aveva a bordo il meccanismo di Antikythera. Essa, questa astronomia “rotativa”,  è morta per sempre.

L’astronomia “rotativa”, sviluppatasi molte migliaia di anni prima dell’affondamento ad Antikythera, era una scienza che aveva al centro della sua attenzione il moto circolare della sfera celeste intorno all’Uomo ed alla Terra da milioni di anni. L’astronomia “rotativa” studiava i moti e i cicli, giornalieri – mensili – annuali – decennali – centenari e millenari, di tutti gli astri assieme ad i loro tempi. Nonostante la sua definitiva morte avvenuta oltre due millenni orsono ad Antikythera, la potenza delle idee generate ed elaborate da questa scienza arcaica durante i millenni è sopravvissuta alla sua stessa morte o estinzione. Niente dell’astronomia che non provenga da questa defunta scienza, che non esiste più, è nato nella “modernità”, tranne la rettifica delle attuali coordinate di tutti gli astri sulla sfera celeste. L’astronomia moderna si chiama astrofisica ma con tutto il rispetto, anzi per rispetto, degli astrofisici, questa loro astrofisica non ha niente a che fare con l’astronomia “rotativa” o circolare del remoto passato. Essa, questa astrofisica, è solo Fisica delle particelle del Cosmo e dei loro agglomerati e che, proprio perchè trattasi di Fisica, richiede una attitudine mentale notevolmente diversa da quella richiesta dalla astronomia “rotativa” che forse proprio per questo viene chiamata ambiguamente “meccanica celeste”.

La condizione essenziale per lo sviluppo dell’astronomia “rotativa” era l’osservazione continua, giorno e notte, e per millenni, della Volta Celeste. La scomparsa di questa condizione, assieme a quella di quasi tutte le nozioni acquisite, determinò il geocentrismo di Aristotele senza idea di eliocentrismo, il perseguimento su questi concetti di Tolomeo, la riscoperta dell’eliocentrismo di Copernico ad esclusione del geocentrismo e la sua errata valutazione della precessione degli equinozi, e battibecchi su questa materia che continuano ai giorni nostri. Non si può, dormendo la notte, o dedicandosi ad altre attività di scrittore, filosofo, fisico, matematico, religioso, e necessariamente con poche saltuarie osservazioni visive del Cielo, rendersi conto della complessità dei moti degli astri come fatto dai menzionati personaggi.  La notte della Ragione quindi continua perchè dalle conquiste assire del VII° secolo A.C. ad oggi sono passati circa 2700 anni ed ancora non si è capito che il sistema eliocentrico e quello geocentrico sono due entità diverse ed entrambe reali e che il Tempo è una Misura Angolare del sistema geocentrico. 

Ma quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire e denominare l’eclittica??? Quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire e denominare la fascia zodiacale??? Quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire e denominare le tante costellazioni e quelle zodiacali??? E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire e denominare gli equinozi ed i solstizi con i rispettivi coluri in un sistema di coordinate equatoriali col suo asse del mondo??? E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire la precessione degli equinozi con una precisione che solo la radioastronomia ha potuto uguagliare ma non surclassare???

E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire che il Tempo è una Misura Angolare legata all’Ascensione Retta??? E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per redigere una mappa della Sfera Celeste??? E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per fare evolvere la geometria euclidea senza la quale nessuna delle citate operazioni era possibile e che lo stesso Euclide, con onestà singolare, ha accreditato alle idee di suoi sconosciuti antenati e delle quali lui ne era solo un anello di trasmissione??? E come poteva essere stabilita con la massima precisione l’esistenza di una Sfera Celeste, o Universo, senza essere a conoscenza della sfericità della Terra??? E come non era possibile conoscere l’eliocentrismo durante queste tante migliaia di anni quando questa stessa Sfera Celeste dall’Uomo arcaico stabilita e misurata ne esprimeva da sola l’esistenza per avere le Stelle a compire sempre esattamente un giro in più, da sempre e per l’eternità, rispetto al Sole in un anno???

E quante migliaia di anni si sono rese necessarie per stabilire un sistema geografico sessagesimale ed ortogonale incernierato all’asse del mondo, con le latitudini e longitudini, per il posizionamento dell’Uomo sulla Terra, a similitudine di quanto già fatto per la Sfera Celeste, o viceversa??? Ed una volta effettuata una tale gigantesca impresa era poi tanto difficile stabilire le dimensioni del pianeta al millimetro??? E le tante testimonianze di tali dimensioni lasciate da questi arcaici creatori e fondatori della Civiltà perchè per la scienza non hanno nessun valore??? Ed è per miracolo dello Spirito Santo che le misure di lunghezza, volume e peso originarie in tale arcaica antichità fossero tutte incernierate sulla Misura Angolare del Tempo, con esse integrate, esprimenti le dimensioni del pianeta con l’Uomo al centro del Cosmo che ne dettava i parametri con la sua Sfera Celeste???

Se non si conoscono i gradi, i primi ed i secondi, di arco e di tempo, e se non si conosce che il Tempo è una Misura Angolare, e cioè se non si conosce quanto sopra citato e sviluppato nei millenni precedenti, non si può costruire uno strumento come il meccanismo di Antikythera.

Tutto questo, all’origine della Civiltà, è stato rinnegato dalla scienza moderna, a similitudine di quanto fatto dal suo acerrimo nemico del passato, la Chiesa Cattolica di Roma, che decretando il paganesimo come peccato, fuori dal dogma, diabolico, pensiero religioso primitivo ed arretrato, ha rinnegato le sue stesse origini della sua stessa esistenza perchè da tanto condannato paganesimo sono stati attinti i concetti di un Dio Unico, dei 10 Comandamenti che sono solo una brutta copia ma proprio brutta della “Confessione Negativa“, del Figlio di Dio fattosi Uomo, della verginità della Madonna, della crocifissione. della nascita ad opera dello Spirito Santo, della Stella di Natale che è Sirio, della Resurrezione, del Giudizio Universale, del peccato, del Paradiso e dell’Inferno, e dell’Anima.

Questi due pachidermi, i Rinnegati del Terzo Millennio del precedente articolo, ora diventati amici scambiantisi di tanto in tanto a vicenda pacche sulle spalle, nel distorcere o cancellare la Verità si sono spartiti o vorrebbero spartirsi l’anima dell’uomo moderno conducendo il suo pensiero verso strade oscure dai dubbi riferimenti. Per quanto la Chiesa abbia già fatto un primo passo nella giusta direzione chiedendo umilmente perdono per tutti gli errori del passato, non così ha fatto la Scienza dalla quale attendiamo la stessa richiesta di perdono per aver propagato il falso e continuare a farlo recidivamente, una rettifica degli errori colossali commessi per ignoranza e, unitamente alla Chiesa, un pubblico riconoscimento delle proprie origini.

E gli ingannati chi sono??? Gli ingannati sono tutti i Cittadini della Terra che rappresentano l’Anima Mundi che è infinitamente più potente dei due pachidermi. I Cittadini della Terra attendono con pazienza ed umiltà.

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NOTA – Il meccanismo vero e proprio è descritto nel precedente articolo n. 51 – I Rinnegati del Terzo Millennio.

6 – PICCOLA STORIA DELLA PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI

Posted in ASTRONOMIA, ERRORI COPERNICANI with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on novembre 4, 2010 by beautiful41

Vi ricordate di Gladio??  Un’organizzazione segreta sovranazionale che durante la guerra fredda  sembra essere stata a capo della strategia della tensione in europa occidentale, seminando bombe distruzione e morte ed occultando prove e coprendo tutti i misfatti commessi??

Bene, sembra che nella scienza abbiamo un Gladio che, nonostante sia remunerato, creato e mantenuto in vita coi soldi dei cittadini, in realtà risponde solo a se stesso, facendo e disfacendo, senza alcuna spiegazione ai sudditi, cittadini professori  studiosi e  non, a proprio piacimento il valore della precessione degli equinozi.

La precessione viene dall’antichità. Senza questa nozione tramandata dall’antico passato forse noi oggi non ce ne saremmo ancora accorti. La parola “precessione” però è un termine moderno perchè nell’antico passato essa era descritta come un “movimento” o “spostamento” degli equinozi sullo sfondo delle stelle fisse.  Infatti fu Ipparco che ci informò di questo movimento come essere inizialmente 46 secondi di arco per anno. Oggi sarebbero circa 50,26 ma comunemente si dà il valore di 50, anche a quello di Ipparco. Nella concezione che la sfera celeste è una sola e composta di 360 gradi e 24 ore i detti 50 secondi di arco sono equivalenti a 3,3 secondi di tempo. Il povero buon Ipparco non immaginava però che con la sua informazione relativa solo ad una misura angolare senza la corrispettiva misura temporale avrebbe precipitato il pianeta, 2000 anni dopo, in una babele interpretativa da cui non ci siamo ancora liberati.

Tutto è andato liscio fino a Copernico allorchè per la prima volta compare l’anno siderale di 365,2563 giorni (di tempo solare medio riferito al Sole, pari a 366,2563 giorni siderali se  riferito alle stelle) che implica un valore per la precessione, o di questo spostamento,  di 1223 secondi di tempo (i circa 20 minuti famosi) annualmente anzichè dei menzionati 3,3 secondi. Per chi non lo sapesse 1223 secondi di precessione annualmente significano 3,3 secondi di tempo al giorno (1223 diviso 365). Con Copernico, come abbiamo visto, presi dall’euforia della scoperta dell’eliocentrismo in sostituzione del geocentrismo, ci si è inventati una NON ESISTENTE sfera celeste eliocentrica composta di 360 gradi e circa 525.600 minuti, mischiando i gradi di una sfera eliocentrica (per il giro annuale della Terra), con i minuti di una sfera geocentrica, per essersi dimenticato che non esiste una sfera celeste eliocentrica dato che l’uomo vive sulla Terra e non sul Sole e che per lo stesso motivo la sfera celeste geocentrica esisterà sempre. Una tale inesistente sfera celeste di 360 gradi e 525.600 minuti chiaramente produce il falso valore di 1223 secondi di tempo se rapportati ai 50 secondi di arco di Ipparco.

Dopo Copernico vari grandi astronomi hanno iniziato a cercare di misurare la lunghezza dell’anno con un grado di precisione sempre più accurato al fine di determinare le durate degli anni e dei singoli giorni medi solari (detti anche tropicali) e siderali. Per chi non è addentro alla materia diciamo che si tratta di una semplice nozione questa del tempo siderale o anno siderale e deriva dal fatto che la Terra, nel compiere il suo giro intorno al Sole in un anno e ruotando su se stessa giornalmente, alla fine del giro compie 365 giri su se stessa se riferito al Sole, ma compie nello stesso tempo un giro in più, 366, se riferito rispetto alle stelle, estremamente lontane ed intorno alle quali la Terra non gira.

Questa sempre maggior precisione era una necessità derivante dall’enorme sviluppo dei traffici marittimi interoceanici occorsi dopo i primi grandi navigatori dalla seconda metà del 400 in poi. E riguardava tre aspetti diversi ma interconnessi. Stabilire le dimensioni del pianeta che, seppur conosciute alla perfezione nell’antichità, col passare dei millenni si erano perse. Localizzare con precisione tutte le terre emerse in modo da essere in condizioni di redigere delle carte geografiche o mappe. Dare la possibilità alle navi di posizionarsi o localizzarsi con precisione per evitare una serie infinita di naufragi quando, ahimè troppo tardi, ci si accorgeva di trovarsi in tutt’altra parte di dove si pensava che si fosse.

Erano tanto impellenti queste necessità che nel Settecento la regina d’Inghilterra, a seguito dell’ennesima perdita di 5000 vite umane imbarcate su una intera flotta naufragata sulle isole Scilly, istituì un premio di 2000 sterline (una enorme massa di danaro per quei tempi) a chiunque fosse stato in grado di costruire un orologio preciso, un “cronometro”, conosciuto in seguito come cronometro marino, che potesse mantenere una ragionevole precisione nel tempo e in tutte le condizioni climatiche e ambientali. Questo era un fattore determinante se si pensa che un secondo di tempo corrisponde a 15 secondi di longitudine, 4 secondi di tempo corrispondono ad un primo di longitudine, 60 secondi di tempo corrispondono a 15 primi di longitudine che sull’equatore sono 15 miglia marine o 27.780 metri o circa 28 chilometri che possono fare, ma anche se molto di meno, in certe condizioni, la differenza fra la vita e la morte.

Gli astronomi e l’astronomia in questo scenario erano più che fondamentali, erano essenziali ed un grande lavoro fu svolto in questo campo con passione, valore ed eroismo da tanti astronomi di cui però poco si parla. Campo nel quale il fine ultimo era stabilire la definizione precisa della lunghezza del “secondo” di tempo. Ma per fare ciò bisognava stabilire le durate dei giorni e degli anni, come detto. Alla fine dell’Ottocento uno dei più grandi astronomi di quei tempi, Simon Newcomb, fece delle osservazioni astronomiche basate sul Sole e che furono giudicate dalla comunità scientifica internazionale fra le più affidabili. Esse erano: anno solare o tropicale 31.556.925,97474 secondi di tempo. Giorno siderale (Ricavato dal detto anno solare diviso per 366,24219878) e quindi senza precessione: 86.164,0905382 secondi di tempo che furono riferite come basi del tempo per il 1900. Questi tempi quindi erano basati su osservazioni del Sole ed escludevano pertanto la precessione. Erano talmente buone queste misurazioni che sono alla base del tempo che noi usiamo ancora oggi. Erano misurazioni ricavate da osservazioni della realtà della sfera celeste come essa appare ad osservazioni visuali o ottiche che così rimasero fino agli anni 60 quando l’astronomia entrò in una nuova dimensione iniziando a servirsi anche dei radiotelescopi e delle “quasars” per la misurazione del tempo.

Col Novecento cominciamo ad entrare nei verbi difettivi. Cominciò ad entrare in gioco il concetto di “precessione degli equinozi” in modo sempre più pesante. Se la precessione era, come diceva Copernico, circa 20 minuti o 1223 secondi annualmente o 3,3 secondi di tempo giornalmente, e se l’anno siderale rappresentava il vero giro di 360 gradi che la Terra compie intorno al Sole in un anno, l’anno solare o tropicale doveva essere necessariamente più corto dell’anno siderale della stessa quantità di 1223 secondi di tempo o 3,3 secondi di tempo giornalmente. Il fatto è però che le osservazioni astronomiche di tutti gli astronomi di tutti i tempi non hanno mai, neanche una volta, evidenziato  una tale enorme differenza. Al massimo si arriva, come vedremo, a circa 9 millesimi di secondo giornalmente che corrispondono a circa 3 secondi di tempo all’anno.

Iniziarono le interpretazioni e i punti di vista diversi e contrastanti su questa storia della precessione, sulla durata dell’anno siderale o solare, se i 360 gradi erano con o senza la precessione, se gli equinozi potevano o non potevano “precessare” muovendosi sull’eclittica, con infinite sfaccettature interpretative  che hanno ormai fatto di quest’argomento spesso una fonte di disaccordo. Ciò nonostante il menzionato computo dei tempi astronomici solari di Simon Newcomb rimase saldo e sicuro e, con una forza ed affidabilità dovuti ad oltre 100 anni di indiscusso e valido contributo fino ad oggi, mantiene inalterato, come base di partenza per tutti gli altri tempi istituiti dopo gli anni 50, il valore del tempo in sintonia con la realtà dei fatti e delle stagioni, degli equinozi e dei solstizi.

Nel 1955 l’Unione Astronomica Internazionale (IAU – International Astronomical Union) nel suo rapporto di transazione passò una risoluzione per la sostituzione dell’intervallo di tempo dell’anno tropicale o solare relativo all’anno 1900 con l’anno siderale per il 1900 al fine di definire l’unità del “secondo” di tempo come era già stato proposto nel 1952. L’Assemblea Generale dell’Unione Astronomica Internazionale tenutasi a Roma nel 1952 adottò la raccomandazione che “dans tous les cas où l’on juge que la variabilitè de la seconde de temps solaire moyen s’oppose à son emploie comme unitè de temps, l’annè siderale pour 1900 soit adoptè comme unitè de temps.” Fu susseguentemente fatto notare che l’anno tropicale o solare è più importante dell’anno siderale. La lunghezza dell’anno tropicale è derivata dalle tavole di Newcomb per il Sole, mentre la lunghezza dell’anno siderale dipende dal valore adottato per la precessione. “L’anno tropicale dovrebbe pertanto essere sostituito con l’anno siderale nella detta risoluzione”. Inoltre la risoluzione stabilisce:  “Il secondo è la frazione 1 / 31.556.925,975 dell’anno tropicale per il 1900”. L’unità proposta fu in effetti convenuta all’Assemblea di Roma dell’IAU e tutto quello che necessitava adesso era una piccola correzione di minore entità sostituendo “anno tropicale” con “anno siderale”.

Sostituendo l’anno tropicale con l’anno siderale, entrambi quindi uguali ai 31.556.925,97474 secondi (sottintendente un giorno solare di 86.400 secondi) di Newcomb in pratica l’Unione Astronomica Internazionale azzerava la tanto discussa precessione degli equinozi. Un pò in sordina, diremmo noi oggi. Forse le menti pensanti dell’IAU si erano rese conto che la precessione di 1223 secondi annuali o 3,3 secondi giornalieri era una bufala enorme che non fu mai corroborata da alcuna osservazione scientifica. Forse consapevoli delle tante inutili discussioni dottrinarie sulla precessione che stavano iniziando e che sarebbe stato peggio in futuro (come per la nostra politica di oggi) come in effetti fu. Fatto stà che con una mossa quasi a sorpresa, geniale sotto certi aspetti, l’IAU a fatti eliminò  la precessione ma non ebbe il coraggio di affrontare pubblicamente l’argomento prendendosi la responsabilità di confutare la bufala dei 1223 secondi e che avrebbe comportato la messa in discussione dell’operato di Copernico, un grande della nostra storia.

Da allora le strade della precessione si sono divise. Mentre da una parte il tempo che usiamo tutti i giorni, i vari tempi, universale, di Greenwich, tempo atomico ecc., sono tutti basati sui 31.556.925,97474 secondi di Newcomb, tempo solare e quindi senza l’adozione di alcuna precessione aggiuntiva, dall’altra parte, non essendoci mai stata alcuna presa di posizione da parte di nessuno, nelle scuole ed università e su libri di testo di geografia astronomica, oltre che sulla stampa e su tutti i mezzi di informazione,  si insegna ai giovani studenti di tutto il mondo che la precessione dei 50 secondi di arco di Ipparco è equivalente a circa 20 minuti annualmente. Un danno conoscitivo enorme senza uguali nella storia recente. Per proteggere la reputazione di qualche grande della storia si precipita un pianeta intero nell’ignoranza. Ecco perchè all’inizio ho menzionato Gladio. Le due storie mi sembrano simili. Ed ha talmente preso piede nell’immaginario collettivo questo spostamento degli equinozi per questi inesistenti 20 minuti annualmente, con tutte le sue conseguenze, che esso viene riportato su tutti i siti internet di astronomia, oltre che nelle scuole come abbiamo detto e nei più impensabili articoli, nozioni, dibattiti e conversazioni.

Tutto quanto detto naturalmente a grandi linee per evitare di scrivere un romanzo.

Dagli anni sessanta con l’introduzione dei radiotelescopi e con la scoperta delle quasars (fonti di energia infinitamente lontane nel Cosmo) si iniziò a misurare con una precisione mai conosciuta prima la durata della rotazione giornaliera della Terra. Queste sofisticate osservazioni hanno dato per una rotazione terrestre il valore di 86.164,0989 secondi. Quasi identico, al valore calcolato con mezzi ottici da Newcomb  oltre 100 anni fà e pari, come abbiamo visto, a 86.164,0905382 secondi e senza la precessione perchè provenivano da osservazioni solari delle tavole di Newcomb. Riferendosi allo spazio cosmico infinitamente più lontano ed esterno al sistema solare, queste osservazioni con le quasars sono da considerarsi “siderali” a tutti gli effetti, cioè inclusive della precessione. I dati di Newcomb del 1900 invece non contengono la precessione perchè ricavati dal Sole per cui se facciamo la differenza fra i due giorni siderali (86.164,0989  meno 86.164,0905382 = 0,0083618) abbiamo una precessione che possiamo considerare odierna di 0,0083618 secondi di tempo giornaliera equivalente a (0,0083618 x 366,24219878 x 15 =)  45,93 secondi di arco della sfera celeste annualmente pari a 3 secondi di tempo annuali.

Questo dato di 45,93 secondi di arco per la precessione annuale è rivoluzionario per diversi aspetti:

1 – è un dato ricavato direttamente in unità di tempo (8 millesimi di secondo) anzichè in unità di misura angolare di secondi di arco come quello tramandatoci da Ipparco, seppellendo pertanto una volta per tutte l’errata convinzione e nozione che 50 secondi di arco sono equivalenti a 1223 secondi o circa 20 minuti.

2 – Fa sorgere una ennesima domanda sulla supposta arretratezza scientifica e culturale degli antichi. Dopo tutto il guazzabuglio descritto e che abbiamo avuto da Copernico ad oggi, e che sicuramente continuerà per un bel pezzo, su questa questione, come faceva Ipparco, e/o le persone che lo resero edotto, a tramandarci il suo iniziale valore per la precessione degli equinozi di circa 46 secondi di arco praticamente uguale a quello attuale ricavato con le quasars???? Incredibile!!!! Una ennesima coincidenza ???

3 – annula l’errato concetto che possa esistere una sfera celeste di 360 gradi e 525.600 minuti perchè se 3 secondi di tempo sono equivalenti a 45 secondi di arco e noi possediamo entrambe queste corrispondenti misurazione per lo stesso avvenimento ciò è una prova ulteriore, qualora ce ne fosse bisogno, che la sfera celeste geocentrica è una e composta di 360 gradi e 24 ore, ed una corrente attuale realtà.

4  – Induce alla cautela nell’esternazione di drastiche dichiarazioni sul rallentamento del pianeta. Pur non mettendo in alcun dubbio ciò che tanti rispettabili studiosi hanno accertato e cioè che il pianeta sembra che stia rallentando perdendo circa 2 millisecondi al giorno o circa 1 secondo ogni 500 giorni, per cui già vari sistemi di tempi a partire dagli anni 60 sono stati “allungati” inserendo di tanto in tanto dei secondi supplementari, questo dato, se affidabile come sembra, ci dice che per lo meno sul lungo millenario periodo di circa 2150 anni, come minimo, tra Ipparco e noi, il nostro pianeta ha conservato la sua velocità di rotazione costante se non più veloce seppur di pochissimo, poichè se la precessione attuale  di 45,93 è inferiore a quella di 46 secondi di arco annuali di Ipparco ciò significa che la Terra ha acquistato velocità per 7 centesimi di secondo di arco che diviso per 15 ci dà un incremento di 0,0046 cioè 4 millesimi e mezzo di secondo di tempo annuali. E’ chiaro comunque che la Terra, come qualsiasi altro vettore in movimento, nel breve periodo è sottoposta a varie turbolenze, accelerazioni e decelerazioni dovute a tante cause, e che pertanto solo sul lunghissimo periodo, centenario se non millenario, si può avere una visione più precisa della realtà. E sarebbe più o meno la stessa cosa anche considerando gli ufficiali 50 secondi di arco di precessione.

Eppure, nonostante quanto detto, non siamo ancora giunti al cuore del problema, e cioè del perchè Copernico abbia tirato fuori i 1223 secondi di precessione per i 50 secondi di arco di Ipparco. Abbiamo visto che le osservazioni astronomiche e l’esperienza ci dicono che è un errore, ma perchè????

Anche se già affrontato sommariamente in altri articoli, forse il problema merita una più specifica spiegazione.

Ai tempi di Ipparco il sistema solare era considerato geocentrico cioè la Terra era al centro immobile mentre il Sole girava intorno alla Terra producendo contemporaneamente il doppio movimento giornaliero e annuale. Essi, gli antichi, naturalmente conoscevano benissimo l’eclittica come la circonferenza della sfera celeste lungo la quale il Sole si spostava nella sua corsa annuale. E ciò gli veniva confermato tutti i giorni prima del sorgere guardando le costellazioni dello zodiaco che, sempre le stesse, si alternavano durante l’anno al crepuscolo sullo sfondo ove stava per sorgere il Sole. Stabilito che l’equinozio precessava sull’eclittica di 50 secondi di arco ogni anno, ai tempi di Ipparco questi 50 secondi erano pertanto inseriti in una sfera celeste geocentrica e corrispondevano a circa 3 secondi di tempo perchè la stessa sfera era determinata dal giro giornaliero di 360 gradi e 24 ore che il Sole effettuava intorno alla Terra. L’eclittica quindi era inclusa nella sfera celeste geocentrica di quei tempi. Ecco perchè gli antichi giustamente ritenevano che per il passaggio fra una costellazione zodiacale e la successiva, all’equinozio di primavera, 30 gradi di differenza, pari a 2 ore di sfera celeste, occorressero, e occorrono, 2100 anni (ad 1 grado ogni 72 anni, 72×30 = 2160 anni).

Copernico cambiò la prospettiva astronomica mettendo il Sole al centro del sistema Solare con la Terra, assieme agli altri pianeti, che girava intorno al Sole nel suo giro annuale e la stessa Terra che girava su se stessa per il moto giornaliero. Facendo ciò Copernico istituì un secondo sistema detto eliocentrico per il giro annuale della Terra. Mentre prima nella vecchia concezione il moto annuale e quello giornaliero erano inclusi nello stesso sistema geocentrico e nella stessa sfera celeste geocentrica, adesso i sistemi erano diventati due, uno per il moto annuale riferito al sistema solare col Sole al centro, ed uno per il moto giornaliero riferito alla Terra che, roteando su se stessa, continua a produrre immutata l’unica e sola sfera celeste geocentrica dovuta al fatto che l’uomo è rimasto sempre sulla Terra e non ne è ancora scappato via . Chiaramente mentre prima il Sole faceva un giro intorno alla Terra in 24 ore nella stessa sfera celeste geocentrica, adesso, col nuovo sistema eliocentrico, la Terra faceva un giro intorno al Sole in 365 giorni. In questa nuova concezione il dato  dei 50 secondi di arco di Ipparco rimaneva invariato perchè erano 50 secondi di arco dell’eclittica in comune sia al Sole che alla Terra. Ma essendo adesso il Sole immobile l’eclittica doveva essere “coperta” o percorsa dalla Terra anzichè dal Sole, ma la Terra, impiegando 365 giorni per fare un giro intorno al Sole, doveva per forza di cose impiegare 365 volte i circa 3 secondi di tempo del sistema geocentrico per percorrere gli stessi 50 secondi di arco (3,35 x 365,2422 = 1223). Questo deve essere stato il ragionamento di Copernico.

Ma questo cosiddetto terzo movimento della Terra, di precessione ereditato da Ipparco, può trarre facilmente in inganno chiunque. Perchè il tempo che noi conosciamo delle 24 ore è ricavato da una sfera celeste geocentrica ove 24 ore corrispondono ad un giro della stessa sfera di 360 gradi. Quando trasferiamo la nostra attenzione all’eclittica nel nuovo istituito sistema eliocentrico usando parametri relativi al sistema geocentrico dobbiamo farlo sia per i gradi che per il tempo, cioè non possiamo usare due pesi e due misure diverse per lo stesso fenomeno, ciò per non aver un falso risultato. Se l’eclittica è percorsa dalla Terra in 365 giorni, 365 giorni terrestri,  in questo periodo di tempo, in parametri geocentrici, essa percorre 365 x 360 gradi in 365 x 24 ore. Ed è chiaro che, visti in questo contesto, anche nel sistema eliocentrico i 50 secondi di arco di eclittica di Ipparco diventano equivalenti a 3,3 secondi di tempo,  come osservati dalla Terra in una sfera celeste geocentrica. Non avrebbe e non ha senso se la stessa porzione di eclittiva fosse o sia percorsa in tempi diversi a seconda se vista dalla Terra o dal Sole. E questo naturalmente implica che la Terra perde solo un giorno in un ciclo completo di 26000 anni di precessione sull’eclittica anzichè del fantomatico anno come finora creduto.

In conclusione il sistema eliocentrico riferendosi solo al moto annuale dei pianeti non ha intaccato la realtà del sistema geocentrico e della sfera celeste geocentrica generati dalla rotazione della Terra e dalla presenza dell’uomo su di essa. Solo quando un giorno potremo andare ad abitare sul Sole allora potremo cancellare per sempre il concetto del sistema geocentrico che tanto fastidio ci dà.

Penso che sia stato quanto sopra descritto che abbia tradito Copernico. Ma rimane pur sempre la possibilità, che non potremo però mai verificare, che Copernico si sia voluto semplicemente beffare di noi e stia ancora ridendo.

…….

P.S del 21.6.11. – Nota comune agli articoli 2 – 5 – 6.
Prima che fosse iniziato questo blog personale l’autore si divertiva andando a scrivere commenti un pò quà ed un pò là.
La scoperta degli errori di Copernico nacque per caso ed alla fine di un processo mentale iniziato a maturare da un primo “input” o scintilla derivata dalla lettura di un testo scolastico di geografia astronomica ove è scritto che la precessione degli equinozi è circa 20 minuti all’anno.
Cercando di risalire alla sorgente di questi 20 minuti si aprì, come un naturale sviluppo, uno scenario nuovo che non avevo previsto e cioè che gli errori di Copernico avevano ripercussioni anche sul processo a Galilei.
Per tale motivo inviai dei lunghi commenti relativi al processo a Galilei sul sito “Galilei astrologo – Un processo evitato, un’inchiesta dimenticata” dove è sviluppato tutto il ragionamento conducente agli errori copernicani.
Prego pertanto il lettore che volesse seguire tutta la storia di recarsi su tale sito per una panoramica a 360 gradi sull’argomento.
Quando fu iniziato questo blog personale vi inclusi solo le dimostrazioni più importanti riportate e ricavate dai detti commenti che avevo già fatto. Altri pensieri al riguardo sono rimasti solo su quei detti commenti.
In seguito forse potrei fare un articolo su Galilei che purtroppo incappò involontariamente nelle conseguenze dei detti errori.

Vedi anche n. 61 – Precessione degli equinozi. Una nuova spiegazione – per una nuova moderna teoria che sostituisce quella vecchia conosciuta, di Copernico.

5 – RIVOLUZIONE COPERNICANA – TRAPPOLA DELLA RAGIONE

Posted in ASTRONOMIA, ERRORI COPERNICANI with tags , , , , , , , , , , , , , on novembre 4, 2010 by beautiful41

La Rivoluzione Copernicana è la dimostrazione di come sia facile per l’Uomo essere condotto da un pregiudizio ad un altro, facendogli credere che l’asino vola, per millenni interi, e di come sia facile distorcerne il pensiero quando gli si impartiscono solo delle nozioni ma senza farlo ragionare criticamente.  Come accennato in “Dove siamo”  l’Uomo non aveva bisogno nè di un Aristotele e nè di un Copernico per conoscere la sua posizione nel Cosmo perchè basta semplicemente osservare il cielo e ricavarne sia l’eliocentrismo e sia il geocentrismo. Abbiamo noi bisogno di uno scienziato o di un matematico per dire che, per esempio, abbiamo visto una rondine o un uccello volare e ricavarne l’idea che gli uccelli volano??? No, non ne abbiamo bisogno, vediamo la rondine e basta e sappiamo che la rondine e gli uccelli volano.

Abbiamo noi bisogno di uno scienziato o di un matematico per dire, per esempio, che abbiamo visto la bella signora Monna Lisa mentre faceva la spesa al supermercato??? No, non ne abbiamo bisogno, abbiamo visto la bella signora Monna Lisa al supermercato e sappiamo che stava facendo la spesa. Bene, per il moto di “rivoluzione” della Terra intorno al Sole e per il moto di “rotazione” della Terra su se stessa è la stessa cosa come per la rondine e per la bella Monna Lisa. Le vediamo o le abbiamo viste e non abbiamo bisogno di uno scienziato che ci venga a dire che cosa abbiamo visto. L’unica differenza, per “vedere” i due movimenti della Terra, è che dobbiamo guardare verso il cielo e le stelle.

Guardando il cielo e le stelle e notando che le stelle girano in un anno intorno alla Terra 366 volte, sempre esattamente un giro in più rispetto al Sole che gira 365 volte, ciò può significare solo una cosa: che la Terra gira intorno al Sole e contemporaneamente gira su se stessa, come abbiamo visto in “Dove siamo” coi giri intorno al Colosseo. Il movimento del Sole ci dà quindi la percezione del movimento di “Rotazione” ed il movimento graduale verso destra, guardando verso sud o mezzogiorno, delle stelle giornalmente ci dà la percezione del movimento di “Rivoluzione”. Entrambi questi moti o movimenti sono percettibili quindi da qualsiasi essere umano con i suoi occhi.

Come già accennato, è da ritenere a ragione pertanto che Aristarco di Samo anzichè il primo, sia stato l’ultimo a conoscere questa semplice verità già nota alle antiche civiltà egiziana e mesopotamiche in tempi a lui anteriori proprio perchè sappiamo che dagli albori di queste millenarie civiltà si effettuavano lunghe e continue osservazioni del cielo per secoli o millenni. Abbiamo anche visto che il movimento di “Rotazione” della Terra produce il sistema geocentrico, con la Terra al centro e l’Universo roteante tutto intorno, mentre il movimento di “Rivoluzione” annuale produce il sistema eliocentrico, il Sole al centro del sistema solare.

Ora cos’è la volta celeste o la sfera celeste??? E’ semplicemente quello che tutti gli uomini del pianeta chiamano “il cielo”. Quando alziamo gli occhi al cielo automaticamente alziamo gli occhi verso la sfera celeste o volta celeste. Il cielo, o la sfera celeste, non è altro che la visione di tutto l’Universo visibile. Poichè l’Uomo vive sulla Terra quest’Universo ci appare, ed è, geocentrico, cioè con noi al centro della sfera. Se vivessimo su Marte lo stesso Universo ci apparirebbe, e sarebbe, marte-centrico.  Se vivessimo su Giove lo stesso Universo ci apparirebbe, e sarebbe, giove-centrico. Se vivessimo sulla stella Arturus lo stesso Universo ci apparirebbe, e sarebbe, Arturus-centrico. E così via di seguito. Cioè la centralità dell’Universo dipende dal suo punto di osservazione. Un pò come il “punto di vista” di una qualsiasi carta geografica e che è il punto dal quale partono tutte le proiezioni.

Anche se ci vergognamo di vivere su questo brutto pianeta Terra che non conta niente nell’Universo non possiamo negare la realtà fisica che purtroppo noi qui siamo, non avendo trovato un altro posto decente dove andare. Di conseguenza noi non possiamo negare l’Universo geocentrico e nè potremo mai farlo finchè siamo legati alla Terra. Non si tratta nè di filosofia e nè di astronomia, si tratta di pura e semplice realtà inconfutabile, come la bella signora Monna Lisa che abbiamo visto al supermercato. Il fatto che la Terra giri intorno al Sole in un sistema solare eliocentrico nulla toglie al fatto che l’Universo rimanga geocentrico per avere il suo punto di osservazione, con l’Uomo, sul nostro pianeta.

L’Universo, visto dalla Terra, è una cosa. Il sistema solare è un’altra cosa.

Invece Copernico e/o la Rivoluzione Copernicana, cedendo all’antiaristotelismo, assieme al Sole portò anche il punto di osservazione geocentrico dell’Universo al centro del sistema solare, buttando, come si dice,il bambino assieme all’acqua sporca nella quale era immerso. Portando il punto di osservazione geocentrico dell’Universo sul Sole, al centro del sistema solare, ci si dimenticò sia dell’Uomo e sia della Terra, tanto era turra roba che non contava niente, creando così una fantasiosa non esistente sfera celeste eliocentrica, ed un secondo pregiudizio che dura ai giorni nostri.

Con il punto di osservazione dell’Universo ora sul Sole, ed ai fini del tempo, chiaramente la circonferenza dell’eclittica diventa una circonferenza di 360 gradi e di conseguenza i 50 secondi di arco di eclittica di Ipparco per la precessione degli equinozi diventano pari a circa 20 minuti annualmente. Ma è pura fantasia del pregiudizio copernicano perchè il punto di osservazione dell’Universo è rimasto sempre sulla Terra, dove noi viviamo, e la sfera celeste dell’Universo è rimasta sempre geocentrica. E poichè la Terra impiega 365 giorni a percorrere l’eclittica, 365 giorni che sono 365 rotazioni ciascuna di 360 gradi della sfera celeste geocentrica dell’Universo, la stessa eclittica sarà coperta da 365 volte i 360 gradi della sfera celeste geocentrica con la conseguenza che la precessione degli equinozi risulti correttamente solo di 3,3 secondi di tempo annualmente al posto dei menzionati circa 20 minuti.

Insomma è come se noi vivendo a Roma immaginassimo di misurare l’angolo sotteso dall’ampiezza del canale di Sardegna usando però la misura dello stesso angolo visto da Napoli.    Questo errore così grossolano dei detti 20 minuti annuali, anzichè 3 secondi annuali, ha naturalmente condotto alla lunghezza dell’anno siderale di 365, 2563 giorni di tempo solare medio (pari a  366, 2563 giorni siderali), al posto di  365,2422 e 366,2422, rispettivamente.  Questo errore di 20 minuti da ben circa 500 anni è entrato pesantemente nelle scuole, nella divulgazione scientifica, nella storiografia e nella didattica in genere, oltre che nelle menti degli uomini interessati.

Questo errore dei 20 minuti è stato dimostrato essere, per l’appunto, un errore dalle osservazioni astronomiche per cui  esso, nella pratica della definizione del tempo usato tutti i giorni, da quello dei nostri orologi da polso al tempo atomico, è stato “segretamente” e silenziosamente soppresso, lasciandolo però inalterato nella didattica ed al pubblico in genere. Questo per evitare di riconoscere pubblicamente sia la bufala di Copernico e sia l’errore della Scienza degli ultimi 500 anni. Lo svolgimento di questo processo è più dettagliatamente descritto nel prossimo articolo n.6 sulla Precessione degli Equinozi.

Questa è stata la trappola della ragione della rivoluzione copernicana che si è ripercossa in astronomia, nelle scuole e nelle menti degli uomini, in astrologia, storiografia e divulgazione scientifica di astronomia, oltre che in altri possibili settori scientifici che non conosco. Sì, certo che il Sole è al centro del sistema solare, ma l’Uomo è rimasto sulla Terra ove è il suo punto di osservazione al centro dell’Universo roteante pertanto in un sistema geocentrico, non per sua scelta o sua volontà, nè per motivi filisofici o religiosi, ma perchè è qui che è nato e vive ed è al centro di quest’Universo roteante che ha sviluppato il suo pensiero conoscitivo.

Vedi il prossimo articolo n.6 per entrare nel cuore del problema.

P.S del 21.6.11. – Nota comune agli articoli 2 – 5 – 6.
Prima che fosse iniziato questo blog personale l’autore si divertiva andando a scrivere commenti un pò quà ed un pò là.
La scoperta degli errori di Copernico nacque per caso ed alla fine di un processo mentale iniziato a maturare da un primo “input” o scintilla derivata dalla lettura di un testo scolastico di geografia astronomica ove è scritto che la precessione degli equinozi è circa 20 minuti all’anno.
Cercando di risalire alla sorgente di questi 20 minuti si aprì, come un naturale sviluppo, uno scenario nuovo che non avevo previsto e cioè che gli errori di Copernico avevano ripercussioni anche sul processo a Galilei.
Per tale motivo inviai dei lunghi commenti relativi al processo a Galilei sul sito “Galilei astrologo – Un processo evitato, un’inchiesta dimenticata” dove è sviluppato tutto il ragionamento conducente agli errori copernicani.
Prego pertanto il lettore che volesse seguire tutta la storia di recarsi su tale sito per una panoramica a 360 gradi sull’argomento.
Quando fu iniziato questo blog personale vi inclusi solo le dimostrazioni più importanti riportate e ricavate dai detti commenti che avevo già fatto. Altri pensieri al riguardo sono rimasti solo su quei detti commenti.
In seguito forse potrei fare un articolo su Galilei che purtroppo incappò involontariamente nelle conseguenze dei detti errori.