Archivio per privatizzazioni

62 – IL NUMERO DELLA BESTIA

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on agosto 20, 2011 by beautiful41

– 666 – E’ il numero di Euro che i Cittadini della Terra concederanno a tutti i dirigenti dei Paesi occidentali che hanno rivestito cariche importanti di responsabilità nelle crisi economiche e finanziarie iniziate nel 2008 ed ancora perduranti, dentro e fuori dei governi, nelle amministrazioni ed attività pubbliche e private ed in tutti i campi, quale retribuzione mensile lorda, tutto compreso, fino alla fine dei loro giorni.

Il numerto della bestia si addice molto a questi grandi “managers” che hanno perso totalmente il senso della misura, e quindi il cervello, e che hanno portato il mondo sull’orlo del baratro e che ora minacciano di distruggere definitivamente. Le Borse sono lo specchio della realtà e quando esse crollano, come in questi giorni, vogliono significare che il sistema nel quale operano è errato e bisogna pertanto correggere il sistema.

I problemi economici e finanziari nei quali pressocchè tutto il pianeta si sta dibattendo si possono sintetizzare con eccessi di liberalizzazioni. Liberalizzazioni del mercato, finanza e privatizzazioni in un mondo senza regole. Quest’idea fu coniata e varata da Reagan con la sua “deregulation” e si può datare al 1990, in concomitanza della caduta del muro di Berlino. Tali eccessi si sono accompagnati ad eccessi di competizione (chiamatelo pure schiavismo se vi piace) procurando una sovracapacità di offerta ed una sovraproduzione.

La crisi del 2008 era solo una avvisaglia, un primo allarme, di un colossale furto che si stava perpetrando alle tasche dei cittadini della Terra a tutto vantaggio dei grandi speculatori liberi di rapinare dove e quando volevano. L’arresto dell’economia ha provocato una disoccupazione diffusa ed un aumento del debito delle Nazioni, il tutto pagato sempre dai Cittadini della Terra. Per chiarirci le idee diciamo che i Cittadini della Terra sono quelli che, secondo i dirigenti descritti, “non contano”.

Per circa tre anni da questo primo allarme, nonostante i tanti isolati avvertimenti ed inviti, fra cui quelli di questo blog, a regolamentare subito la finanza e l’economia rimettendo le regole che una volta vigevano, niente è stato fatto tranne che molto bla bla bla. La speculazione ha continuato imperterrita nella sua distruzione e rapina sotto il cielo facendo uso della sua arma preferita, ormai nota a tutti, dello “short selling” o “vendita allo scoperto” che in pochi minuti permette la moltiplicazione dei soldi, proprio come la moltiplicazione dei pesci di Gesù. Da mille si ricava un milione, per rendere l’idea, sempre naturalmente a danno dei Cittadini della Terra.

Qualche settimana addietro, la dirigenza dell’Europa, sull’orlo del collasso che minacciava i Paesi europei, finalmente si è decisa a vietare, sembra, per qualche mese l’operazione citata di “short selling”. Questa importante notizia ha fatto l’apparizione di un lampo sui giornali dopodichà buio totale, o, per meglio dire, silenzio di tomba. Ciò perchè la dirigenza, incluso editorialisti e giornalisti, è talmente imbevuta dell’idea che massima libertà e liberalizzazione senza regole significhino crescita economica sicura, che il solo accennare ampiamente, come si dovrebbe, al citato divieto è cosa da non fare.

Ora errare o prendere fischi per fiaschi è umano. Lo ha fatto Aristotele, lo ha fatto Copernico e Newton, lo possono fare tutti. Chi opera sbaglia, si dice. Ma dopo tutto questo pò pò di disastri che da tre anni stanno sotto il naso di tutti, perseverando nel non riconoscere la realtà è veramente diabolico. Gli eccessi di liberalizzazioni, scoppiati inizialmente negli Stati Uniti con il “bubble” della Lehman Brothwes, e poi propagatisi a tutto il mondo sono talmente giganteschi e talmente chiari nella loro sregolatezza che volerli negare è da folli e ciechi.

Per uscire dal pantano in cui si sono volontariamente infilati adesso lor signori invocano più libero mercato, più liberalizzazioni, più privatizzazioni al fine di rilanciare l’economia ed essere in grado di pagare i debiti colossali delle Nazioni. Ma che significano tutti questi più…??? Quanto devono guadagnare gli azionisti delle privatizzazioni: 5, 10, 20, 50, 100,…??? E chi controlla i prezzi quando non ci sono altri concorrenti per lo stesso prodotto??? Chi impedisce ad una fabrica di giraviti a farli fare nei paesi a costo dieci volte inferiore??? Chi impedirà ai grandi capitali di determinare i destini delle Nazioni??? Chi, Chi, Chi, eccetera,…., non ci sono risposte perchè non ci sono regole.

Le due opposte strategie ventilate, a seconda se provenienti dalla sinistra o dalla destra politica, per uscire dal pantano in cui lor signori si sono infilati, cioè un maggiore indebitamento per investimenti da una parte ed una maggior liberalizzazione con tagli alle spese dello Stato dall’altra,  se praticate senza regole, sono entrambe benzina sul fuoco e vanno ad alimentare il declino e la distruzione totale dell’economia occidentale. E’ un pò come il cane che si morde la coda. Il cane non deve mordersi la sua coda. Il cane deve aggredire e fronteggiare il vero nemico con tutte le sue forze. Ma chi è il vero nemico da combattere???

Il vero nemico da combattere è proprio la libertà infinita senza regole che ha prodotto l’idea che i soldi si possono ricavare da altri soldi, moltiplicandoli, indipendentemente dal capitale; l’idea che si possa competere in un mercato unico globale diviso in tante nazioni con sistemi e monete diverse; l’idea che il lavoro va dove costa meno ma per un qualche miracolo o magia si possa continuare a vivere da nababbi dove il lavoro non c’è; l’idea, conseguente, che possano coesistere pacificamente differenze abissali ed incolmabili fra Nazioni e fra persone. Tutta questa follia non è più sopportabile e bisogna escogitare una via d’uscita e presto.

Prima di continuare è bene chiarire che i veri padroni della Terra sono i Cittadini della Terra, quelli che “non contano”, e che sempre però pagano totalmente per le malefatte dei loro dirigenti. I Cittadini della Terra manifesteranno in tutte le città del mondo il prossimo solstizio invernale del 22 Dicembre e dimostreranno la loro esistenza e dignità indicando alla dirigenza la strada verso cui dirigersi. E’ un nuovo vento di comunismo??? No, questo non è un vento di comunismo. Questo è un nuovo vento di Ragione che si è alzato per correre in soccorso e ripristinare il vero Capitalismo millenario, che non è quello folle dell’uomo occidentale di oggi, ma è l’unico sistema che può assicurare all’uomo di progredire pacificamente.

E abbiamo noi dei punti di riferimento sicuri che ci possano guidare in questa nostra azione??? Incredibilmente e per fortuna sì, ce li abbiamo. Il riferimento più importante è la “Confessione Negativa“, il più antico riferimento immortale del significato di Civiltà creato dai padri fondatori della Civiltà dove al n. 40 enuncia: “Io non ho accresciuto le mie ricchezze ad eccezione dei miei propri possedimenti“. Questa semplice frase riconosce sia il principio di proprietà privata e sia il principio della sobrietà o moderazione dell’arricchimento, ciò che è alla base del capitalismo vero millenario.

L’altro punto di riferimento più importante per una crescita sostenuta ci viene dai tempi postbellici del “miracolo economico” allorchè il tasso di arricchimento generale era del 5% annualmente. Cioè pagate tutte le spese relative alla mia attività o lavoro, e risparmiando, alla fine dell’anno ho aumentato i miei possedimenti del valore del 5%, non di più.

Con questi punti di riferimento chiari e semplici, in futuro andremo ad indicare un nuovo cammino ove i Cittadini della Terra potranno incamminarsi con l’avvento del nuovo anno 2012 ed al quale si potranno riferire per i secoli e millenni a venire.

56 – IL CAPITALISMO DELLA FOLLIA

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, FOLLIE, MISURA E GIUSTIZIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on luglio 19, 2011 by beautiful41

Il Capitalismo esiste da molte migliaia di anni ed è parte della natura dell’uomo. Abitare nella propria casa e coltivare il proprio terreno per alimentarsi e possedere i propri utensili e beni necessari per un’esistenza confortevole sono delle necessità fondamentali dell’uomo ed il loro valore rappresenta il “Capitale” originario.

Da questo “capitale” originario si è venuta sviluppando, col passare dei millenni, una “economia capitalista” basata sul diritto di proprietà dei propri beni e dei propri guadagni. Persino il codice di Hammurabi, del 1750 A.C., per quanto un codice barbaro perchè il codice della legge del taglione, salvaguardava questo diritto naturale dell’uomo.

Anche nelle fasi di crescita moderne, in particolare durante il “miracolo economico”, la crescita era basata sul risparmio. Cioè io, proprietario di un bar o negozioo o gestore di una attività o lavorando, accumulando gradualmente quello che riesco a risparmiare facendo dei sacrifici, con questi risparmi miei se sarò fortunato aprirò un secondo bar o una seconda attività o mi ingrandirò o migliorerò la mia condizione. Era questo il capitalismo “buono” o “standard” millenario che permise all’Italia di essere ricostruita dopo l’ultima guerra.

Ed anche quando si faceva ricorso a dei prestiti, questi raramente oltrepassavano la metà del valore delle proprietà possedute dal ricevitore del prestito, ciò a garanzia del prestito stesso. Questo capitalismo classico era basato sul rispetto. Rispetto per chi riceveva il prestito che così veniva aiutato nel raggiungimento dei suoi obiettivi, e rispetto per chi elergiva il prestito, il cittadino depositante presso una banca, cittadino che riceveva degli interessi quale ricompensa per il suo gesto di fiducia. Questo capitalismo classico permetteva e permise la crescita di quella che si chiama “economia reale” basata sulla proprietà immobile e liquida dei cittadini.

Verso gli anni 70 dello scorso secolo un angelo ignorante scese dal cielo ed iniziò a fare propaganda fra gli uomini convincendoli gradualmente che essi erano dei moderni uomini all’apice della conoscenza e della civiltà e che pertanto avevano tutte le ragioni per ripudiare i concetti e gli insegnamenti dei trogloditi del passato con i quali sarebbe stato meglio recidere ogni legame, procedendo verso una nuova concezione di “libertà infinita”. Il crollo del comunismo alimentò ancora di più queste afrodisiache idee di “modernità” determinando i destini dell’attuale capitalismo.

Il capitalismo di oggi non è più un capitalismo, ma è l’antitesi, l’opposto, la negazione di esso. E’ un raggiro furbesco studiato nei minimi particolari da chi non ha sapienza e da chi è convinto che i soldi producano altri soldi indipendentemente dal “capitale” originario e che il cittadino proprietario dei depositi bancari non conti più niente e quindi non serve più concedergli rispetto perchè i suoi soldi non sono più una sua inalienabile proprietà, ma sono di proprietà della banca dove essi sono depositati.

La banca quindi, che effettuava solo la gestione dei soldi dei cittadini che ne erano proprietari, ora, in questo nuovo non capitalismo, se ne è proclamata essa stessa proprietaria insindacabile. Gli interessi che una volta venivano concessi ai cittadini ora non più, ed anzi al contrario è il cittadino che deve pagare la banca sotto forma di “tasse”, “spese tenuta conto”, “spese postali”, “assicurazioni” ed altre allucinazioni del genere. E naturalmente, dopo tanta decurtazione, bisogna anche ringraziare.

Con le liberalizzazioni e le privatizzazioni questo processo si è ancor più acutizzato. Tutti sentiamo che poche singole persone sono “azionisti” o “proprietari” di tale o tal altra banca e che, assieme ad altre banche, concorrono ad essere “azionisti” o “proprietari” delle banche centrali. Ed i cittadini che fine hanno fatto??? I cittadini sono semplicemente scomparsi. Non esistono. Con i soldi degli interessi non più pagati ai cittadini, tranne a qualche raccomandato, le banche hanno acquistato ogni ben di Dio di cui naturalmente i suoi “azionisti” o “proprietari” ne sono i goditori ed intestatari. E con gli stessi interessi non pagati i loro managers hanno potuto riconoscersi remunerazioni e stipendi milionari da mille e una notte.

Questa manna caduta dal cielo, solo per modo di dire perchè in realtà è una manna proveniente dalle tasche dei cittadini che spesso hanno duramente lavorato, è andata ad alimentare un’altra idea geniale moderna, quella dei “finanziamenti” totali a progetto. In pratica un nullatenente che presenti un progetto giudicato ammirevole e funzionale, senza un solo soldo dei suoi, riceve il finanziamento del 100% o più per l’attività che vuole intraprendere. Ciò comporta un altissimo rischio ed un’alta percentuale di insolvenza. Questi “finanziamenti” sono anche chiamati “investimenti”.Chi paga??? Ma naturalmente il cittadino che non conta niente!!!

La ciliegina sulla torta del moderno non capitalismo è rappresentata dalla Borsa dove in pratica, a comando, si fanno salire o scendere le quotazioni scommettendoci sopra, ricavando in pochi secondi ingenti fortune dal niente e, con la nota “speculazione”, distruggendo in pari tempo capitali, nazioni, uomini, cose e lavoro. Ed i governi sono talmente debilitati dalla propaganda dell’angelo ignorante, che cioè questo sistema è il non plus ultra della sapienza e della Civiltà, che essi neanche hanno il coraggio di proibire per sempre per lo meno quello che si chiama “la vendita a breve” o “short selling”, ciò perchè la libertà del mercato è tabù “intoccabile”.

Ma è bene che il cittadino sappia che questo capitalismo non è capitalismo. Il capitalismo vero è uno strumento naturale di crescita e di produzione di ricchezza per tutti i cittadini della Terra quando praticato nel rispetto, senza eccessi e nella giusta misura, proteggendo il vero capitale che è fatto dei possedimenti e del lavoro dei cittadini, ora totalmente esclusi ed insignificanti. Questo moderno capitalismo invece, sinonimo di distruzione, è pura follia predatoria e lo vediamo tutti i giorni come, attoniti, assistiamo al baratro che si prospetta davanti a noi.

I cittadini della Terra, con la prossima manifestazione pacifica, spontanea e planetaria del solstizio invernale del 22 Dicembre, potranno ancora far sentire la loro voce, indicando il da farsi ai loro governi, perchè essi, i cittadini della Terra, sono i veri padroni della Terra e del loro destino.

43 – TERREMOTO A ROMA E TERREMOTO NEL MONDO

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 18, 2011 by beautiful41

E’ scritto!! Sta scritto su Internet!! E’ stato riportato dall’agenzia X…!! E’ scritto sul tal quotidiano!! Potenza della parola scritta!! E come suonano vere le parole di Platone quando ammoniva sui pericoli insiti nella parola scritta quando essa è solo letta come una nozione o informazione ma non è vagliata e assimilata con la ragione e la dovuta riflessione. L’esplosione delle comunicazioni con internet ha decuplicato o centuplicato i pericoli paventati da Platone.. In parole povere oggigiorno dar da bere delle bufale colossali all’umanità intera è quasi un gioco da ragazzi, come ha dimostrato il falso terremoto di Roma che tanto scompiglio ha provocato fra gli abitanti della nostra capitale.

La grande rivoluzione moderna della tecnologia apportata da internet è, senza dubbio, una conquista dell’umano intelletto di inestimabile valore, con l’istantanea possibilità di contatto fra tutti gli abitanti del pianeta. Questo nuovo sistema di comunicazione però, fra tanti incommensurabili vantaggi, ha anche un lato oscuro o diabolico, aperto a tutte le malversazioni possibili ed immaginabili, La facile diffusione di notizie false, come quella del terremoto di Roma, ne è solo un esempio. Inoltre l’istantanea presa di coscienze delle differenze e diversità abissali che dividono l’umanità non può non essere sconvolgente. Questo sistema, affiancato dalla tecnologia dei telefonini, dei computers e del sistema satellitare, è basato su un principio filosofico di libertà infinita senza regole, pensiero che ha avuto la sua massima valorizzazione dopo la caduta del muro di Berlino e l’attuazione della “deregulation”, un mondo senza regole, di Reagan.

Prima di tale rivoluzione le comunicazioni erano regolamentate internazionalmente secondo accordi ratificati in tante convenzioni e conferenze da tutti i governi di tutte le Nazioni della Terra, Nazioni che garantivano l’applicazione di tali accordi e regole, accordi e regole incernierati e basati tutti sulla segretezza e la riservatezza delle comunicazioni, con l’istituzione di specifici professionisti delle comunicazioni addetti alla loro gestione. Tali professionisti erano resi responsabili civilmente e penalmente del loro operato, vincolato sempre alla segretezza, pena il ritiro del loro titolo professionale.

Con l’avvento delle nuove tecnologie tutto questo è saltato letteralmente per aria. Per quanto i trattati internazionali esistano ancora e sono ancora considerati “legali”, essi sono resi nulli e vuoti dalla pratica delle comunicazioni in corso. I Governi delle Nazioni, che prima garantivano il controllo delle comunicazioni, adesso non garantiscono più niente e nè sono in condizioni di poterlo fare. Sulla base del nuovo principio della “libertà infinita” e della “deregulation” tutti o quasi tutti i Governi dei Paesi occidentali hanno liberato le loro rispettive Nazioni dai vecchi obblighi e, sul principio delle “liberalizzazioni”, delegando ai singoli privati, con le privatizzazioni di pressocchè tutto, e cioè banche, comunicazioni, trasporto, assicurazioni, elettricità, energia, acqua, economia in genere, eccetera, la proprietà e la insindacabile gestione di tali settori, confidando che il potere di autocontrollo del “libero mercato” potesse sostituire gli obblighi di garanzia e controllo dei Governi.

Sappiamo bene e lo vediamo tutti i giorni, come è finita. Tutti questi poco rispettabili feudi privati di banche, comunicazioni, trasporti, assicurazioni, elettricità, energia, acqua, economia in genere, eccetera, dovendo fare gli interessi solo dei loro proprietari azionisti, non tengono in nessun conto nè i Governi e nè il rispetto e le esigenze dei cittadini, con singoli aumenti, come per esempio dell’acqua privatizzata, che hanno raggiunto in pochi anni il livello astronomico del mille per cento.

Il falso terremoto di Roma può essere quindi solo una avvisaglia, o un campanello di allarme, del pericolo che grandi motori di ricerca o i grandi portali di informazioni e comunicazioni, sostituendosi ai tanti singoli Governi e su una scala globale, possano controllare, indirizzare e dirigere le opinioni ed i comportamenti del genere umano facendolo passare dalla libertà alla schiavitù, con un potere di un immenso inimmaginabile valore perchè possono determinare a loro piacimento i destini dell’umanità intera.

La recente propagata notizia dell’acquisizione di “Skype”, una telefonia gratuita, tranne per pochi casi di eccezione, che non porta quindi molti soldi di incasso, per la astronomica cifra di 8,5 miliardi di dollari è la testimonianza o la prova che tale investimento non può essere finalizzato ad un semplice ricavo, ma a qualcosa di ben più importante e di carattere immateriale, oserei dire spirituale, che è il desiderio di potenza sul controllo delle anime del pianeta Terra.

Il caso citato di Roma è successo forse in buona fede ed è dovuto in tal caso alla pura libertà di comunicare nella sua più nobile accezione. Ma potrebbe avvenire per esempio in mala fede o con la premeditazione se, per esempio, si volessero allontanare gli abitanti di una determinata città per perpetrarvi atti di rapina e saccheggio più facilmente. Anche se non si può tornare indietro sarebbe auspicabile però che i Governi delle Nazioni siano rimessi in condizioni di controllare le comunicazioni nei loro territori attraverso dei portali e motori di ricerca nazionali e gestiti da professionisti che, pur se retribuiti dalle società private dalle quali essi dipendono, siano titolati e certificati dai Governi. Questo se si vuole che le Nazioni, già gravemente indebolite da una economia globalizzata, continuino la loro esistenza di popoli sovrani.

Il falso terremoto di Roma ha messo in risalto pertanto un colossale frainteso nel quale l’uomo moderno occidentale è incorso, e cioè che “liberalizzare” significhi “lasciar fare” senza regole. Questo lasciar fare senza regole ha già prodotto il disastro che conosciamo nell’economia e nella finanza e continua a produrre i suoi catastrofici effetti in tutti gli altri settori delle umane attività, apparentemente senza possibilità di radicali correzioni perchè ci è stato detto e ripetuto che “questo è l’unico sistema che conosciamo” dopo il collasso del comunismo, e che non esiste niente altro oltre il libero mercato senza regole.

Tanto forte è la forza del pregiudizio che questo è l’unico sistema economico-sociale possibile, che l’uomo non si cura nemmeno di cercare di indagare e di individuare se in questo unico sistema conosciuto manchi qualcosa e, se sì, che cosa è che ci sfugge. Siamo sicuri che non manca niente??? Siamo sicuri che non ci sfugge niente??? Se riflettiamo bene forse possiamo renderci conto che ci sfugge qualcosa di cui abbiamo perso la memoria da molte migliaia di anni e che è il fondamento stesso della Civiltà. Abbiamo perso la Misura!!!

Il progresso è un viaggio, è un viaggiare da un punto A ad un punto B. Questo viaggio può essere effettuato in due modi: nella barbarie con continue infinite guerre e disastri, o pacificamente nella Civiltà. Nel primo caso si viaggia dal punto A al punto B attraversando alterne fasi di pace-crescita, crisi-decrescita, guerre-distruzioni, di nuovo pace-crescita, e così via di seguito, a scossoni, che è la strada che abbiamo scelto da vari millenni e che stiamo percorrendo, la strada della libertà infinita o della barbarie. Nel secondo caso, pacificamente nella Civiltà, il viaggio può essere effettuato lentamente e continuamente, senza scossoni e senza guerre o disastri, ma per realizzare questo secondo caso c’è bisogno della Misura. La Misura, al fine di raggiungere l’Equilibrio necessario per la convivenza pacifica fra tutti i cittadini della Terra, forse è ancora possibile realizzarla, poco a poco e con tenacia e perseveranza, non perdendo mai di vista l’obiettivo finale.

Ma che significa Misura e Civiltà agli effetti pratici??? Significa per esempio che Marchionne, e i tanti Marchionne del pianeta, invece di percepire quello che percepiscono, dovrebbero essere remunerati sulla base del loro ultimo operaio, ad esso “commisurati”, cioè fatto mille il valore dell’operaio il valore del suo manager dovrebbe essere indicativamente una volta e mezzo mille, cioè mille e cinquecento. La loro capacità ed ascendenza sui sottoposti è già una più che sufficiente remunerazione “per sè”. Lo stesso dicasi per infinite altre follie simili in tutti i settori dell’attività umana.

La Misura originò per dare la possibilità all’Uomo di mantenersi in Equilibrio nell’Ordine Cosmico nella Civiltà. La Misura non originò per misurare la lunghezza di un tavolo, di un monumento, di un terreno, o qualsiasi altra cosa materiale. La Misura era centrata sull’occhio (occhio della mente), braccio e cuore dell’Uomo, interconnessi, per fare risaltare l’importanza dell’Equilibrio dell’Uomo nel Cosmo, come descritto nell’articolo n. 23. La Misura era una Misura morale e spirituale prima che materiale.

L’importanza della Misura per una pacifica convivenza è stata già indicata all’Uomo dai Padri della Civiltà. Sta a noi raccogliere il messaggio oppure no. L’evoluzione, in ambedue i casi citati di guerra-barbarie e pace-civiltà, continuerà comunque e sempre, perchè si può progredire nella Civiltà ma anche nella Barbarie.

Il falso terremoto di Roma è un terremoto che riguarda tutta la Terra.