Archivio per Progresso

104 – THE BEST AND THE BRIGHTEST – I MIGLIORI ED I PIU’ BRAVI

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on maggio 14, 2012 by beautiful41

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The Best and the Brightest – I Migliori ed i più Bravi

Alcuni anni addietro, quando il pianeta fremeva di ottimismo alimentato dall’idea che l’uomo avesse raggiunto un livello di intelligenza e di progresso insuperati nel passato e che gli permetteva pertanto di sconfiggere la povertà e qualsiasi avversità, all’improvviso arrivò la doccia fredda che tutto ciò era solo una illusione. Questa idea era nata e si era instaurata nelle migliori e più esclusive e prestigiose università occidentali, ed era che il progresso procede a linea retta e pertanto si poteva molto meglio vivere sul debito finanziando il futuro ed impacchettando e spacchettando crediti e debiti “tossici” e “derivati” secondo formule matematiche rigorose e “scientifiche” apprese in costosi “masters” universitari.

Le persone che lavoravano ed operavano intorno a quest’idea ritenuta all’avanguardia del pensiero razionale occidenrale venivano chiamati “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, cioè i migliori ed i più bravi del pianeta. “THE BEST AND THE BRIGHTEST” erano orgogliosi di essere gli araldi di questo magico pensiero dispensatore di ricchezze per tutti e per questa loro magia venivano lautamente ricompensati con paghe milionarie da parte di società bancarie e finanziarie che facevano a gara ad aggiudicarsene i servigi.

“THE BEST AND THE BRIGHTEST” ostentavano questi loro “sudati” privilegi e queste loro abilità finanziarie pavoneggiandosi guidando auto sportive Porsche ed acquistando i più costosi e ricercati appartamenti a New York, Londra, Parigi…..ed in tutte le più importanti capitali, ove essi operavano dando lezioni ai dirigenti bancari di tutto il mondo. Essi conducevano una vita da fiabe da mille e una notte, frequentavano i più esclusivi ristoranti ed assagiando i vini più costosi. Ma essi non sapevano che il tutto era solo una fiaba, perchè basato su ricchezza fittizia o rubata ai Cittadini della Terra.

Il pensiero e la dottrina di “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, in sintesi, come sappiamo, ha condotto il pianeta alla distruzione con l’economia paralizzata, Nazioni destabilizzate, disoccupazioni, chiusure di fabbriche, fallimenti, arricchimenti stratosferici per pochi, rovina e povertà per moltissimi, suicidi, recessioni, ed il peggio che forse dovrà ancora venire dato che il ciclone planetario provocato dai “THE BEST AND THE BRIGHTEST” non è ancora passato.

“THE BEST AND THE BRIGHTEST”, visti i tanti disastri provocati dalla loro magia, adesso vivono un pò più appartati e non si mostrano alle luci della ribalta, ma sotto sotto ed in sordina quando possono continuano ad operare, perchè il lupo perde il pelo ma non il vizio. Non uno di essi si è scusato o chiesto perdono per i tanti guai causati, nè alcuna delle prestigiose università dove “THE BEST AND THE BRIGHTEST” sono stati istruiti ed allevati ha mai chiesto scusa o perdono. Ciò perchè nessun Governo Occidentale ha osato riformare il sistema.

La discesa in campo dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, più o meno in concomitanza della caduta del muro di Berlino, oltre ai disastri sopra riportati, ha creato un nuovo spartiacque planetario e la creazione di due nuove opposte filosofie di vita. Il vecchio contrasto tra comunismo e occidente si è trasformato in un nuovo dualismo fra Paesi che vivono sul debto e Paesi che vivono sul risparmio o ciò che si ha. Questa nuova linea di separazione divide il pianeta quasi a metà ed interseca gli stessi Paesi occidentali.

Prendendo in esame solo questi Paesi abbiamo da una parte la Germania, senza debiti e decisa a non farne, autosufficiente, produttiva, ricca e sobria allo stesso tempo, perfetta in tutte le sue espressioni di Nazione. E dall’altra parte della linea di separazione abbiamo più o meno tutti gli altri Paesi occidentali carichi di debiti in misura variabile. Che male c’è, si potrebbe obiettare, se c’è chi preferisce vivere di debiti e chi di ciò che ha??? Le risposte potrebbero essere tante ma in quest’articolo proviamo a rispondere così: con i debiti si sceglie di vivere alla mercè dell’evoluzione, sognando e sperando che vada sempre tutto bene; mentre basandosi su ciò che si ha si domina sull’evoluzione. Nel primo caso si è schiavi, nel secondo si è padroni di sè stessi.

Non c’è da meravigliarsi pertanto se la Germania sia sotto attacco per la sua intransigenza ad essere autosufficiente. Si tratta di due opposte concezioni di vita ove l’una conduce alla Barbarie e l’altra alla Civiltà. Gli avvenimenti occorsi e determinati dal pensiero e dalle nozioni dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” dovrebbero indicare senza dubbio dov’è la strada della salvezza. Ma non è così. Il pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” perdura e prevale, a sinistra ed a destra, nel nostro ed altri Paesi occidentali, fra gli intellettuali ed in ogni settore della società ove si invoca la crescita con lo stesso sistema di prima, il sistema dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” che tanti disastri ha già prodotto.

Il “boom” di Grillo ha mostrato un chiaro segnale che i cittadini sono stanchi e non sono disposti più a sopportare le ingiustizie, le rapine, le corruzioni, lo spreco ed il furto di pubblico denaro, gli smodati arricchimenti e privilegi e le abissali disuguaglianze resi possibili dal perdurante pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” con il quale tutta la classe politica tradizionale vorrebbe ripristinare la tanto auspicata crescita economica.

In altre parole i cittadini che hanno dato il voto alle 5 stelle hanno indirettamente dato la preferenza per il sistema in vigore in Germania ove, con il determinato rifiuto ad adottare le idee dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST” e con un sistema che nell’assenza di debiti, nella sobrietà, giustizia ed onestà, nel benessere per tutti, con il lavoro per tutti e nel rispetto di tutti, con il controllo armonico di costi, prezzi e tariffe da parte del governo, viene offerta e presentata una chiara scelta di progresso pacifico ed in armonia con tutte le sue componenti, una scelta cioè di Civiltà.

Il ripristino della crescita secondo il pensiero dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”, con una libertà infinita solo illusoria, è invece una sicura scelta di Barbarie.

Questo è ciò che vede la Germania assieme ai votanti per Grillo. E ciò è anche il pensiero degli “Indignati”, gli “Occupy Wall Street”, i “No Global”, assieme a tutti gli altri tanti movimenti di protesta che non hanno colore, sono trasversali, e copriranno presto tutto il pianeta perchè la Terra, il rispetto e la dignità sono di tutti, e non solo dei “THE BEST AND THE BRIGHTEST”.

97 – S.O.S. – SAVE OUR SOULS – S.O.S. DAL PIANETA TERRA

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S.O.S. – Save Our Souls

S.O.S. dal pianeta Terra

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Questo era il messaggio radiotelegrafico dei vecchi tempi della radiotelegrafia che veniva inviato quando una nave era in grave pericolo di affondare e chiedeva soccorso a chiunque potesse darlo. Nel codice Morse 3 punti sono “S” e 3 linee sono “O”, mentre una linea è “T”. Il messaggio era ripetuto tre volte ed era seguito da 12 linee le quali servivano ad attivare gli allarmi in tutte le stazioni radio delle navi che ricevevano il messaggio, ed anche nelle cabine degli ufficiali radiotelegrafisti in maniera che essi, se stavano dormendo, si svegliavano per precipitarsi nella stazione radio.

TI TI TI TA TA TA TI TI TI //TI TI TI TA TA TA TI TI TI// TI TI TI TA TA TA TI TI TI// TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA TA

Il messaggio SOS di soccorso, in questo anno 2012, è stato lanciato, per la prima volta nella storia conoaciuta, dal nostro pianeta, il pianeta Terra, che viaggia nello spazio infinito fuori controllo mentre le anime dei suoi abitanti rischiano l’estinzione. Chi risponderà alla richiesta di soccorso??? Chi sarà in grado di soccorrere un pianeta intero e chi sarà in grado di salvare l’umanità intera su di esso???

I Cittadini della Terra. Solo essi, i Cittadini della Terra, con la loro unione e partecipazione, potrebbero effettuare il soccorso ed il salvataggio del terzo millennio. Il salvataggio di una umanità che ha perso le sue certezze perchè i valori e le idee di riferimento, nelle quali l’uomo moderno è stato istruito ed allevato, sono improvvisamente svaniti, scomparsi, rivelandosi solo delle illusioni o utopie senza alcuna base di realtà.

Le illusioni di un capitalismo becero e rapinatore basato su montagne di debiti sono crollate con i noti disastri degli ultimi anni. Ma l’uomo, rifiutando di trarre la giusta lezione da questi recenti e ancora perduranti disastri, si sta dando da fare per rimettersi in corsa, ancora e più di prima, sulla stessa strada dell’arrembaggio già percorsa. A Wall Street hanno già iniziato a rituffarsi nel mare dell’avidità di arricchimento dopo che le economie dei Paesi occidentali sono state rappezzate, alla bell’e meglio, coi soldi, i sacrifici ed i suicidi di chi ha perso il lavoro e dei Cittadini della Terra.

E sembra che nessuno e nessun governo può far niente. Si invoca la crescita, la crescita ad ogni costo ed ancora e più di prima e con lo stesso sistema di prima, l’unico che i nostri dirigenti conoscono e da essi ritenuto una dottrina infallibile. Ma su questa tanto auspicata crescita vale la pena di fare qualche considerazione. La prima considerazione è di carattere storico. L’umanità attuale si trova ad esistere sul nostro pianeta a conclusione di un periodo di espansione demografica iniziata varie decine di millenni addietro alla fine di un “collo di bottiglia”, o “bottle neck”, ove pochi sparuti sopravvissuti si salvarono da catastrofiche eruzioni vulcaniche o altri grandi disastri naturali. Sopravvissero e si salvarono, per tutto il pianeta, 12 esseri umani.

Verso l’inizio di Roma antica si stima che l’umanità si fosse infoltita raggiungendo circa 50 milioni di persone. Alla fine di Roma antica, circa mille anni dopo, si pensa che la stessa umanità contasse circa 200 o 250 milioni di persone. Verso il 1810 si raggiunse il primo miliardo e nel 1925 la popolazione mondiale raggiunse due miliardi di persone, fino a che pochi giorni fa si sono contate 7 miliardi di anime. La Terra però è rimasta sempre la stessa. La sua superficie totale è circa 148 milioni di chilometri quadrati. La densità che ne risulta è quindi oggi di 48 abitanti per chilometro quadrato, ciò che significa 21000 metri quadrati a disposizione per ciascun abitante della Terra, incluso zone artiche, montagne e deserti.

Arrotondando a 20000 metri quadrati, ciascun odierno abitante della Terra ha a sua disposizione lo spazio, per la sua privacy e sopravvivenza, corrispondente ad una area di 400 x 50 metri, come circa 4 campi sportivi. Questo abitante, da questa superficie di 400 x 50 metri, potrà ricavare tutto ciò di cui ha bisogno per la sua sopravvivenza: grano, legumi, ortaggi, legno, petrolio, minerali, e tutti i prodotti della natura. Sempre che nessuno si impadronisca di tali prodotti sui quali egli può contare per la sua esistenza.

Questi 20000 metri quadrati, immutabili e non estensibili, fanno sì che essi siano un vincolo da non sottovalutare per uno sviluppo armonico globale. Il progresso delle Nazioni oggi viene misurato con percentuali di crescita del PIL. +1, +2, +3…., eccetera. La Nazione progredisce quando la crescita è positiva. Ma crescere continuamente comporta che si producano e si consumino sempre più cose e servizi, e ciò lo si può fare solo se le risorse del pianeta fossero illimitate, non vincolate cioè agli accennati metri quadrati a testa. A questa incongruenza se ne aggiunge un’altra, che è la seconda considerazione, e cioè il sistema o mezzo scelto dalle Nazioni per il perseguimento di tale “progresso” e che è il libero mercato. Ed il libero mercato è in pratica il braccio operativo del capitalismo

Il non capitalismo attuale, che è la negazione del vero capitalismo millenario come descritto all’art. n. 16, ed anche al n. 56, è basato sulla irrazionalità, cioè sulla follia, come confermato, anche se a malincuore, dall’ex capo della Federal Reserve, cioè la banca centrale americana, Alan Greenspan. Questa degenerazione dell’avidità dell’uomo ha provocato, e continua a provocare, quello che ormai viene chiamato il “Feudalesimo Economico”, cioè l’accentramento di tutte le ricchezze nelle mani di pochi. Questo processo continua sostanzialmente indisturbato perché non si vuole riconoscere l’incongruenza e la non sostenibilità della dottrina del libero mercato.

Non si può dichiararsi a favore della sostenibilità e del libero mercato contemporaneamente. La sostenibilità implica regole affinchè si possa crescere nel rispetto della natura e nel rispetto dei suoi ritmi di crescita che, per esempio, permettano di abbattere un albero solo quando un altro è cresciuto al suo posto. Altrimenti faremo la fine degli abitanti dell’Isola di Pasqua. Se poi teniamo presente il diritto di ciascuno a disporre dei prodotti ricavabili dai suoi 20.000 metri quadrati di superficie allora la necessità di regolamentare il libero mercato diventa ancor più una strada obbligata anzichè una scelta.

La dottrina del libero mercato autonomo che da solo, senza regole, determina costi, prezzi e quantità di produzione, fu pensata e ideata quando si pensava che le risorse del pianeta fossero infinite ed il numero degli abitanti della Terra era ancora relativamente molto piccolo. Questa dottrina di libertà infinita si è sviluppata per il passato nell’alternanza di guerre e ricostruzioni perchè questa è la sua naturale vocazione. Ma le cose sono cambiate e non possiamo non prenderne atto.

Appare pertanto che la soluzione sia di cambiare totalmente l’idea di “progresso”. Non più progresso quantitativo basato su percentuali positive del PIL, bensì progresso qualitativo basato su zero aumento di PIL in una economia del mercato regolato, della sostenibilità, basata sulla qualità della vita e non sulla maggior quantità di beni prodotti. Una crescita di qualità armonica dove gli smodati eccessi di arricchimento vengano ridotti secondo quanto già esposto nei precedenti articoli, ed in particolare abolendo i finanziamenti e le operazioni di Borsa, rallentando cioè l’economia e basandosi solo sul proprio risparmio. Crescere rallentando per vivere anzichè crescere convulsamente per alimentare il Feudalesimo Economico.

Il terzo millennio pertanto si è aperto con il lancio del messaggio S.O.S. di richiesta di soccorso del pianeta Terra. …..S.O.S. – S.O.S. – S.O.S. – ….. Il messaggio continuerà ad essere trasmesso finchè rimarrà l’ultimo metro quadrato di terra produttiva e finchè vi sarà l’ultimo uomo sul pianeta. Se i Cittadini della Terra lo raccoglieranno essi potranno ciò esprimere con una manifestazione pacifica in tutte le città del mondo il prossimo 21 Giugno, giorno del Solstizio, al fine di indicare a tutti i governanti delle Nazioni la strada per una nuova Civiltà basata su un progresso qualitativo regolato di pace, giustizia, equilibrio, misura, sobrietà, armonia, rispetto e libertà di tutte le persone e di tutte le meraviglie della natura.

S.O.S. – S.O.S. – S.O.S. – S.O.S. – S.O.S. – S.O.S. – ……………………………..

87 – LA SVOLTA MILLENARIA DEL 2012

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La svolta millenaria del 2012

Ci siamo!!! La tanto attesa svolta è arrivata!!! Tutti gli esseri viventi sul pianeta Terra hanno la fortuna ed il privilegio di stare assistendo alla grande svolta millenaria dei valori dellla Civiltà. Il ritorno dell’Amore Cosmico nel quale tutti gli esseri viventi si riconoscono accomunati è il grande avvenimento che stiamo vivendo in queste ore, dopo migliaia di anni durante i quali l’uomo se ne è progressivamente allontanato, voltandogli le spalle.

La svolta in corso permette all’umanità moderna di avere davanti a sè, in ogni istante, come un astro lucente, questa perduta e ritrovata giusta direzione verso la quale dirigere i passi della sua esistenza. La svolta di questo inizio del 2012 ci permette quindi di assaporare la felicità, l’allegria e il fremito di una nuova vitalità per questa inaspettata sicurezza e forza nascente che, come una macchia d’olio, inizia a pervadere ogni angolo dell’animo umano in ogni continente e ad ogni latitudine.

L’Amore Cosmico, con i suoi valori di Civiltà basati sull’Armonia, sull’Equilibrio, sulla Misura e sul Rispetto, in realtà è sempre stato lì a portata di mano per essere letto, interpretato e seguito. Ma l’uomo ha preferito dirigersi verso una serie infinita e millenaria di disastri per la sua superbia e tracotanza nell’illusione di essere sempre il più forte fra i suoi simili, con la pura forza bruta delle armi e con l’osannare la sua superiore “intelligenza” puramente cerebrale per le sue conquiste razionali, intellettuali e tecnologiche, non considerando che la forza bruta e l’intelligenza senza i valori immateriali dell’anima e senza la realtà cosmica circostante lo hanno allontanato paurosamente dalla Civiltà rendendolo piuttosto l’uomo della Barbarie.

L’ultimo di questi disastri è la depressione plametaria in corso che ha avuto però il grande merito, con ll far risaltare gli insostenibili squilibri e disuguaglianze causate dall’ignoranza dei valori di Civiltà menzionati, di permettere all’uomo la riscoperta di un immenso tesoro nascosto e dimenticato. L’uomo ha riscoperto la sua salvezza!! L’uomo ha riscoperto la felicità di un nuovo inizio!! E’ un nuovo cammino sul quale egli si sta incamminando e che lo ricompenserà adeguatamente se egli saprà concretizzare gli insegnamenti immortali che sono davanti a lui.

Il 2012 potrebbe marcare quindi la fine di questo ciclo distruttivo e marcare l’inizio del ciclo dell’Amore Cosmico, dell’Armonia, della Condivisione e della Ragione, Ragione che si concretizza solo quando include la spiritualità. Gli accennati insegnamenti di Civiltà sono antichissimi ed immortali e valgono pertanto in ogni tempo perchè essi includono il rispetto di tutti gli elementi della natura circostante e si fondono nelle leggi dell’evoluzione cosmica di cui sono parte integrante. Essi sono validi per chi ha una fede religiosa e per chi non ne ha perchè furono concepiti quando le religioni dell’uomo moderno non esistevano ancora.

Questi nuovi e antichissimi insegnamenti di Civiltà non contemplano l’avidità e neanche l’accumulo di ricchezze, ed essendo basati sulla libertà, dignità e condivisione essi sono l’unico strumento per un progresso pacifico fra i popoli. L’Equilibrio e la Misura sono di primaria importanza fra questi strumenti perchè attraverso di essi si può più facilmente concretizzare nella vita quotidiana la concordia, l’onestà e la giustizia cosmica.

Forse non è un caso che l’umanità abbia riscoperto, dopo varie migliaia di anni, che la stella di Natale, Capodanno ed Epifania sia in realtà la stella Sirio, la più bella e lucente stella del firmamento, la stella cioè che mantiene nel cielo la stessa posizione ove essa era migliaia di anni addietro quando essa fu scelta, proprio per la sua caratteristica di punto fermo nel Cosmo, a rappresentare la validità immortale delle accennate regole e norme di Civiltà, legando la sua esistenza a quella di una Donna bellissima e meravigliosa e che era Iside, volendo così mettere in risalto il posto d’onore che la Donna ricopre in queste concezioni immortali ed universali di Civiltà.

E non è neanche un caso che Iside portava in una mano la “Ankh”, la chiave della Vita, e nell’altra mano l’asta della Misura, come per voler dire che Vita è Amore ed Armonia è Misura. Iside, e quindi Sirio, testimoniava concretamente a uomini e popoli ancora di là da venire nei millenni seguenti la tangibilità semplice e divina dei segreti del divenire. Iside, la grande compagna del Cosmo e della Vita per ogni e qualsiasi viaggiatore, ci indica ancora, allora come oggi, la strada da percorrere, la via della saggezza e della ricchezza per l’anima, il cuore e la mente.

Il 2012 quindi si apre con sorprendenti nuove prospettive di progresso e di una ritrovata fiducia in noi stessi, cosa quasi impensabile nel generale impoverimento materiale e spirituale causato dalla depressione globale. Ed una volta che si è ritrovata la strada della Civiltà basta seguirla attenendosi ai suoi inconfondibili valori ai quali si potranno riferire anche tanti governanti e “leaders” che non hanno le idee chiare sul da farsi.

Auguri di Buon Anno con i ritrovati valori immortali della Civiltà!!

83 – E’ NATA UNA STELLA

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E’ nata una Stella

La nascita di una nuova vita è sempre un avvenimento bellissimo ed elettrizzante, ci coinvolge e ci proietta verso il futuro, il futuro dello spazio-tempo nel quale essa cercherà di imporre il suo sviluppo e il suo destino. Il sopraggiungente Natale di questo anno 2011 avrà il privilegio di celebrare la nascita di una nuova vita, una nuova stella di riferimento per i destini dell’umanità per i millenni a venire.

Il Natale, che nella religione cristiana celebra la nascita di Gesù, il portatore di un nuovo messaggio di amore e fratellanza fra uomini e popoli, fu stabilito dai padri fondatori della Chiesa per il giorno 25 Dicembre in concomitanza della storica celebrazione nell’antichità dell’inizio di un nuovo anno astronomico in occasione del Solstizio d’Inverno, ora occorrente il 22 Dicembre ma che in altri anni varia tra il 22 ed il 21 Dicembre.

Il Natale quindi simboleggia la nascita di una pluralità di eventi, in campo religioso ed in campo astronomico. E la celebrazione del Natale è riconosciuta come una festività da tutti gli abitanti del pianeta, a qualsiasi religione essi appartengono, proprio perchè essa, trascendendo dall’unicità religiosa della sola cristianità, è scolpita nella psiche e nella inconscia memoria di tutti i cittadini della Terra che riconoscono in tale occasione la nascita o la rinascita del divino che è nella loro anima immortale e nella natura cosmica e terrestre intorno a loro.

In questo giorno di celebrazione della “Nascita” dai tanti significati universali si è inserita una nuova nascita: la nascita di una nuova importante e millenaria stella. E’ la STELLA DELLA CONSAPEVOLEZZA o COSCIENZA dei Cittadini della Terra che essi sono arrivati ad un capolinea. I Cittadini della Terra sentono tutti confusamente che il cammino percorso fin qui li ha condotti in un luogo di spazio-tempo nel quale essi non si riconoscono nei valori ostentati dalle istituzioni democratiche che li rappresentano ed in cui essi vivono, perchè questi valori sono opposti a quelli umani ed immortali di Civiltà che i Cittadini della Terra inconsciamente hanno conservato, come in uno scrigno o in una cassaforte, nella loro anima attraverso i millenni.

Questo Solstizio d’Inverno del prossimo 22 Dicembre pertanto, quando la Terra comincerà, nella sua orbita, a correre verso il Sole, l’uomo moderno si troverà ad un bivio e dovrà decidere il suo destino. Egli dovrà decidere se continuare verso la Barbarie, indicata dai leaders ed istituzioni attuali, o se dovrà dirigere invece nella perduta direzione della Civiltà, indicata dai valori che egli conserva nella propria anima.

Inizia ad apparire che il proseguire con gli attuali valori ed istituzioni, e con il sorgere in più Paesi europei di movimenti autoritari di ordine e disciplina, potrebbe condurre ad una inevitabile catastrofe dalle imponderabili dimensioni. All’origine di questo malessere c’è un impoverimento generale e globale, morale e materiale, che ha causato il formarsi di valori quali contrapposizioni, eccessi di differenze, squilibri, odio, vendette, guerre, esclusioni, avidità, perduta concezione di rispetto e libertà altrui, corruzioni, e credo in un solo Dio: il Dio danaro.

Appare altresì sempre più evidente che questo malessere e questo impoverimento, con la grave crisi economica e finanziaria globale in corso, siano state conseguenti al libero mercato globale e planetario. E poichè appare anche evidente che i nostri leaders e governanti hanno dimenticato il significato di Civiltà noi, Cittadini della Terra, glie ne rammentiamo i componenti principali che sono Progresso nella Pace, Amore, Armonia, Conciliazione, Condivisione, Inclusione, Giustizia, Sobrietà, Onestà, Rispetto della Dignità e Libertà altrui, che sono cioè valori opposti di quelli menzionati verso i quali essi, i nostri leaders, ci stanno trascinando con la loro follia del libero mercato globale.

Per invertire la corsa verso il disastro, ed anche per salvare l’euro, oltre ai 6 punti enunciati all’articolo n. 76, bisognerebbe pertanto: 1 – ABOLIRE seduta stante il LIBERO MERCATO GLOBALE ammettendolo e ripristinandolo solo fra i Paesi dell’Europa con simili o uguali condizioni economiche; 2 – istituire la Nazione Europa fra questi Paesi abolendo i parlamenti nazionali; 3 – applicare il protezionimo a quest’area europea includente anche gli Stati Uniti; 4 – aggiungere gradualmente a questo primo nucleo tutte le altre Nazioni che lo decideranno liberamente, avviando la costruzione di una nuova Nazione Universale.

Una volta che si sarà formata questa Nazione Universale in essa si applicheranno le leggi dell’Armonia provenienti dal Cosmo per un progresso pacifico plurimillenario. Inutile dire che da tale momento sarà decretata la fine e l’estinzione del più grande monoteismo della storia dell’uomo, il monoteismo del Dio Danaro, come accennato nei precedenti articoli. Un leader con idee chiare e piglio deciso e carisma a sufficienza da convincere i Cittadini della Terra potrebbe realizzare questo programma in qualche decennio.

Potrebbe sembrare un programma attuabile durante uno stato di guerra. Ma noi già siamo in uno stato di guerra, la guerra in corso dei tanti disastri economici e sociali che appaiono condurci verso la disfatta, la sconfitta, la morte dell’euro e la resa senza condizioni. E’ in questo frangente che è nata una stella, la Stella della Consapevolezza che indicherà il giorno del Solstizio d’Inverno del 22 Dicembre a tutti i Cittadini della Terra di buona volontà la strada alternativa della Vita, della Fiducia, di un futuro luminoso ricco di speranze e di prospettive nei ritrovati valori immortali della Civiltà.

Ma la decisione, di seguire la strada della disfatta o invece quella della rinascita nei valori della Civiltà, spetta ai Cittadini della Terra che lo potranno indicare chiaramente con una manifestazione massiccia spontanea e pacifica il prossimo 22 Dicembre.

Se l’Armonia discende dal Cosmo. non può essere più appropriata a esprimere questa nuova prospettiva dell’Anima e Civiltà la canzone di Natale:

“TU SCENDI DALLE STELLE, O RE DEL CIELO…..”.

81 – L’ALBA CHE VERRA’…… – CHIAMATA PER IL 22 DICEMBRE

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Traduzione dell’articolo n. 80

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Questo è un messaggio per tutti i Cittadini della Terra ma, più specificatamente, per tutti i cittadini dei Paesi occidentali. Ciò per rammentare l’invito a partecipare il giorno del Solstizio Invernale del 22 Dicembre alla più grande e pacifica manifestazione del genere umano. E’ una libera, spontanea manifestazione, aperta a tutti, che si terrà in tutte le città del mondo, al fine di forgiare il nostro proprio destino, effettuando un nuovo rivoluzionario cambiamento di percorso nel modo in cui progresso e civiltà sono intese.

I nostri governanti, di destra o di sinistra, democratici o repubblicani, sono pienamente immersi negli insegnamenti che essi hanno ricevuto alla scuola o università e pertanto i loro cervelli hanno subito il lavaggio, appunto, dei cervelli con le nozioni che il presente sistema, basato su una democrazia diretta dall’alto e su un libero illimitato mercato senza regole, sia l’unico possibile sistema dove, tagliando sul lavoro e sulle spese, ed aumentando le tasse in vari modi, essi possano risolvere il problema di uscire dalla presente depressione. Essi neanche immaginano che la giusta risposta per la soluzione del problema sia di riformare il “sistema” stesso che sta producendo insopportabili abissali differenze fra uomini e fra nazioni, indipendentemente da quanto si possa manovrare fra tagli e tasse, e che potrebbe minacciare un disastro globale.

Poichè noi, i Cittadini della Terra, siamo i pagatori finali di ciascun ed ogni atto dei nostri governanti, non abbiamo scelta che quella di caricare sulle nostre spalle il governo del destino che, per natura, è sempre appartenuto a noi. Noi, i Cittadini della Terra, iniziando dalla manifestazione globale del Solstizio d’Inverno del 22 Dicembre, stabiliremo una nuova forma di democrazia, una “democrazia diretta” che, con la presenza di centinaia di milioni di persone, mostri le nostre intenzioni ai nostri governanti che dovranno seguirle e realizzare. Noi capovolgiamo la vecchia idea che è il popolo a seguire ciò che i loro governanti decidono, cambiandola al suo opposto, e per sempre, dove sono i governanti a dover seguire ciò che il popolo decide.

La Terra appartiene a tutti gli esseri umani. E’ stata data da Dio a tutti noi al fine di prendercene cura, prenderci cura della natura e di noi stessi, nel rispetto, dignità e libertà di ogni singola anima ed essere. Questa visione e questo programma non possono essere perseguiti nell’attuale sistema che riconosce tutti i diritti ai possedimenti materiali, libertà, rispetto e dignità solo a poche persone privilegiate, mentre ciò viene negato a coloro che lo meritano realmente, la grande maggioranza dei Cittadini della Terra. Noi, pertanto, non vogliamo rimettere il treno in corsa verso il ladrocinio dove era diretto, ed ancora lo è, prima che il disastro accadesse; noi vogliamo dirigere il treno verso un’altra, nuova, più giusta e sostenibile direzione.

Noi, i Cittadini della Terra, abbiamo già stabilito nel precedente articolo n. 76 – Il Tradimento delle Costituzioni – in cosa consiste il nostro primo passo che intendiamo effettuare al fine di forgiare un nuovo “sistema” più adatto ad un futuro da condividere che ci attende. Questo primo passo sarà effettuato nel giorno del Solstizio Invernale del 22 Dicembre. Da questa data i nostri governanti avranno la scelta di due possibilità. La prima possibilità è di conformarsi alle regole richieste dal popolo, o Cittadini della Terra, La seconda possibilità è dare le dimissioni.

Ad ogni Solstizio noi effettueremo i passi successivi verso la semplicità e la sobrietà di un mondo dove i governanti di qualsiasi rappresentanza, sia essa una Nazione, uno Stato, una Regione, Provincia o Comune, saranno formati sempre da solo 12 persone, o Consiglieri, ed un Presidente o Primo Ministro. Questi 12 più uno saranno in carica per solo un anno. Essi non potranno possedere più della loro casa di residenza e dovranno espletare il loro lavoro senza paga o retribuzione, ad eccezione per l’alimentazione per loro e le loro famiglie, essendo la principale ricompensa composta da onore, onestà, prestigio, autorevolezza, fiducia, autostima, orgoglio e gloria nel rappresentare la leadership dei Cittadini della Terra.

In questo nuovo mondo il danaro perderà gradualmente la rilevanza e l’importanza poichè esso sarà sostituito dal valore del lavoro e dal conseguimento dei meriti e realizzazioni delle persone. Noi pertanto risusciteremo l’economia reale. Massima differenza ammessa nelle retribuzioni sarà uno a due, essendo uno il salario del meno pagato e due volte questa cifra per il più alto pagato. La proprietà privata sarà lasciata integra ma alla seconda o terza generazione essa sarà restituita alla comunità locale ad eccezione per la casa e gli oggetti personali appartenenti agli eredi. Questo nuovo mondo dove noi saremo diretti sarà, di conseguenza, un mondo senza, o molto ridimensionata, avidità o voracità, dove le persone non necessitano di chiudersi dentro e dove la buona fede e la solidarietà avranno più possibilità di avere successo che non ora, e dove lo scopo finale sarà lo spontaneo rispetto per la dignità, libertà e riservatezza, intangibili, di ciascun ed ogni donna e uomo.

Noi, i Cittadini della Terra, su queste basi, stabiliremo una Nuova Nazione, gli “Stati Uniti di Atlantide”, formata da tutte le Nazioni o Stati su ambe le sponde dell’Oceano Atlantico che, sulla libera scelta della maggioranza dei loro cittadini, decidano di farne parte. Questa Grande Nazione avrà come lingua comune ed ufficiale la lingua inglese, una Costituzione comune basata sui menzionati principi dei Cittadini della Terra, un governo con sede a Lisbona. La valuta degli Stati Uniti di Atlantide sarà l’ECU (per Earth Currency Unit) il cui valore sarà approssimativamente quello del dollaro di oggi. Gli Stati Uniti di Atlantide saranno aperti a qualsiasi altra Nazione che decida unirsi a loro, essendo lo scopo finale dei Cittadini della Terra la formazione di una Nazione per l’intero pianeta.

Tutto questo, e molto di più, tu puoi perseguire nel fare il tuo primo passo il 22 Dicembre!

L’alba di una nuova Civiltà si avvicina!

PASSA PAROLA A QUALSIASI CITTADINO/A DELLA TERRA TU VUOI.

10 – GIUSEPPE IN EGITTO

Posted in RELIGIONE, STORIA with tags , , , , , , , , , , on novembre 19, 2010 by beautiful41

Le mille e una notte. E’ dove il pensiero va leggendo la storia affascinante di Giuseppe, che, assieme ad altre fantastiche, ha dato forse origine nel tempo  anche alle favolose storie delle mille e una notte. Ed è una tristezza che questa storia, che fino a poco tempo fa era insegnata durante l’ora di religione a tutti gli studenti, ora non lo è più. Infatti qualche anno fa,  parlando con  un avvocato di circa 40 anni, mi sono accorto che non conosceva, nè aveva mai sentito menzionare, la storia biblica di Giuseppe in Egitto. Sono rimasto sbalordito ma poi ho capito che nell’abracadabra dei pregiudizi del pensiero moderno queste storie dell’antichità, per giunta bibliche, non hanno senso, sono inutili e dannose per i bambini o per gli studenti. Poichè non è così, vale la pena di raccontare questa storia che oltre che essere bella e farci sognare, è attualissima per i giorni che stiamo vivendo e per i messaggi di verità eterne in essa nascosti.

Giuseppe era il figlio prediletto di Giacobbe e fin da piccolo si dimostrò molto saggio e bravo nella interpretazione dei sogni. Ciò diede origine ad una invidia e gelosia da parte dei suoi altri 11 fratelli i quali per tale motivo decisero di sbarazzarsene vendendolo come schiavo ad una carovana di passaggio per 20 monete d’argento. Giunta in Egitto la carovana rivendette Giuseppe come schiavo a Potifar, capo delle guardie e consigliere del Faraone, che lo impiegò nelle faccende domestiche nelle quali Giuseppe si dimostrò persona leale, onesta e di fiducia per cui dopo qualche tempo fu promosso sovrintendente della casa di Potifar.

Giuseppe era giovane forte e bello ed attrasse l’attenzione della moglie di Potifar la quale lo invitò a fare l’amore con lei. Giuseppe rifiutò per non tradire la fiducia che Potifar gli aveva accordato ma la signora sentendosi offesa e rigettata decise di vendicarsi accusando Giuseppe, davanti al marito, di averla violentata per cui egli venne immediatamente imprigionato. Nella prigione Giuseppe incontrò il coppiere ed il panettiere del Faraone, imprigionati per avere offeso il loro Signore. Essi, dopo qualche tempo, fecero entrambi dei sogni premonitori che Giuseppe interpretò come la rimessa in libertà ed il ripristino del suo lavoro per il coppiere, e come la condanna all’impiccagione per il panettiere. E così fu perchè dopo tre giorni questi sogni divennero realtà.

Dopo un paio di anni il Faraone fece dei sogni premonitori. In uno di essi sognò che mentre era sulla sponda del Nilo vide salire dall’acqua sette vacche belle e grasse ed avviarsi per i campi circostanti mentre dal Nilo spuntarono altre sette vacche brutte e magre che andarono a divorare le sette vacche grasse. Ed in un altro sogno il Faraone vide, mentre era sulla sponda del Nilo, spuntare da uno stelo sette belle e piene spighe di grano seguite da sette spighe arse e vuote che inghiottirono le sette spighe piene. Turbato da tali sogni il Faraone al mattino chiamò gli indovini ed i saggi del palazzo affinchè fornissero una interpretazione ed una spiegazione di tali sogni, ma nessuno di essi riuscì a farlo. Fu allora che intervenne il coppiere reale il quale, ricordando quanto successe nella prigione un paio di anni prima, comunicò l’avvenimento al Faraone che, incuriosito, mandò a chiamare Giuseppe rimasto ancora nella prigione.

Giuseppe, sbarbatosi ed indossato abiti puliti, si presentò al cospetto del Faraone col suo spirito di sempre non indebolito dalle tante sofferenze. Dopo avere ascoltato il racconto dei sogni del Faraone Giuseppe disse che i due sogni manifestavano la volontà di Dio di voler avvertire il Faraone che ci sarebbero stati sette anni di abbondanza, rappresentati dalle sette vacche grasse e dalle sette spighe piene, seguiti da sette anni di carestia rappresentati dalle sette vacche magre e dalle sette spighe vuote. Durante la carestia, che sarebbe stata brutta, la gente avrebbe dimenticato gli anni di abbondanza per cui Giuseppe suggerì al Faraone di mettere una persona saggia a capo del paese d’Egitto affinchè raccogliesse un quinto del raccolto durante gli anni di abbondanza e lo conservasse da essere usato per la sopravvivenza durante gli anni di carestia.

Il Faraone fu colpito da tanta saggezza e dallo spirito del Divino che pervadeva quest’uomo e, con l’unanime accordo di tutti i suoi ministri, lo nominò Vicerè d’Egitto. Si tolse l’anello del comando dalla sua mano e lo infilò in un dito di Giuseppe, gli mise al collo un monile d’oro e lo rivestì con abiti di lino finissimo, designando lui come la giusta e saggia persona atta a governare il paese d’Egitto. Lo fece montare sul suo secondo carro e, assieme, lo presentò a tutto il paese d’Egitto ordinando che nessuno potesse ergersi contro la sua volontà.  E gli diede in moglie Asenet, la figlia di Potifera, grande scienziato dell’Università di On (l’attuale Eliopoli vicino alla odierna Cairo).

Giuseppe si mise all’opera e, da quell’uomo che era, governò con determinazione ed estrema saggezza su tutto l’Egitto, costruendo intorno ad ogni città degli enormi depositi ove ammassò un quinto del raccolto del grano ed altri prodotti durante gli anni di abbondanza. La sua opera rimase nella storia per l’eternità perchè quando arrivò la terrificante carestia non solo il popolo d’Egitto riuscì a sfamarsi ed a sopravvivere egregiamente ma anche i popoli dei paesi vicini che cercavano e trovarono in Egitto e nella saggezza e previdenza di Giuseppe la loro salvezza.

Questa è la parte più importante della storia di Giuseppe ma, anche se essa continua fino alla fine in modo glorioso, noi ci fermiamo quì per fare alcune considerazioni. E’ piuttosto rimarchevole che, dopo la scoperta della decifrazione dei geroglifici da parte di Jean-François Champollion, sia stato riscontrato che questa storia era già raccontata come una fiaba ai tempi delle prime dinastie egiziane antiche, quindi la sua origine si perde nella notte dei tempi. Millenni dopo essa fu fatta propria dai compilatori della Bibbia ed è significativo il consistente numero di pagine ad essa accordato, quasi a sottolineare la grande importanza che già gli originatori le davano. Ciò ci dà l’idea che questa storia, come tante altre, potrebbe essere una delle verità svelate all’Uomo da questi antichi fondatori della civiltà umana i quali, come noto ai lettori di “Il Mulino di Amleto”, usavano trasmettere dati scientifici e verità eterne, oltre che con i monumenti, attraverso leggende e miti.

Al di là delle metafore di carattere morale che ciascuno con la propria sensibilità può ricavare da questa storia, appare piuttosto chiaro il messaggio scientifico di natura economica trasmessoci dagli antichi e che noi, facendo i finti tonti, non vogliamo capire. I sette anni di abbondanza seguiti dai sette anni di carestia significano che il progresso avanza secondo uno sviluppo a carattere sinusoidale, con alti e bassi, anzichè  come una crescita infinita, come oggi ritenuto. La storia di Giuseppe inoltre ci dice che durante gli anni di abbondanza bisogna mettere da parte, o “risparmiare”, il necessario per far fronte ai brutti periodi, che sempre seguono l’abbondanza. La stessa storia ci dice inoltre che si può e ci si deve reggere sulle proprie gambe basandosi solo su quello che si ha, evitando debiti e finanziamenti che sono una semplice scommessa e causa di rovina.

Tutto ciò è esattamente il contrario di quello che si fa o si è fatto oggi nella società occidentale  ove, credendo che il domani sarà sempre migliore dell’oggi, per soddisfare l’oggi non si bada al domani caricandosi di debiti e finanziamenti e dove quasi nessuno intraprende una qualsiasi attività con soldi propri. Ma iniziare una attività con soldi non propri, o con “finanziamenti”, e caricando nazioni intere di debiti senza fine è solo una follia dell’uomo moderno. O, meglio, è una follia dell’uomo occidentale perchè in un’altra parte di mondo si segue la filosofia di Giuseppe, cioè la crescita è fondata e costruita solo sui soldi risparmiati. E questa forbice, tra una parte di mondo che vive sul debito e l’altra parte che vive sul risparmio, che si va allargando, potrebbe diventare estremamente pericolosa.  E’  il problema del governo o controllo degli opposti e dei contrari e la storia di Giuseppe ci mostra come ciò possa essere adempiuto con saggezza attraverso l’uso della Ragione fatta di parole, numeri e spiritualità.

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P.S. del 15 Dicembre 2012 – A conferma ed a parziale correzione di quanto sopra descritto vale la pena di aggiungere che la storia di Giuseppe non è una fiaba. E’ la storia vera di IMHOTEP, vicerè del faraone Zoser della  terza Dinastia. IMHOTEP fu definito da alcuni come il Leonardo da Vinci egizio. La sua storia fu copiata dagli ebrei della Bibbia dandogli il nome di Giuseppe.