Archivio per Razionalità

116 – CICLO SOTIACO – RAZIONALITA’ E FOLLIA

Posted in ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, FOLLIE, STORIA, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on dicembre 26, 2012 by beautiful41

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Ciclo Sotiaco. Razionalità e Follia

Il Ciclo Sotiaco è nato in tempi recenti dalla convinzione che la storia debba essere letta ed interpretata come un “graduale” emanciparsi dell’Uomo dall’ignoranza dell’età della pietra. Più indietro si va nel tempo e più si è convinti che l’Uomo non “conoscesse”. Più avanti si va e più la “conoscenza” aumenta. Ma siamo sicuri che è così??? O stiamo assistendo ad una ben diversa prospettiva???

Ci viene detto dagli “esperti” che il calendario egizio civile iniziale era il calendario “Nilotico” di 365 giorni. Tale calendario è detto anche “vago”, dal latino “vagus”, proprio perché esso “vagava” nel corso degli anni dato che gli egizi non conoscevano la durata esatta dell’anno. All’inizio della Civiltà Egizia la decorrenza di tale calendario annuale fu stabilita in corrispondenza del sorgere eliacale di Sirio che si verificava sempre nell’occorrenza della piena annuale del Nilo che inondava tutti i terreni agricoli del Paese, apportandovi un limo fertilissimo, al solstizio estivo o ai primi di luglio.

Avendo gli egizi, proseguono gli “esperti”, il detto calendario fisso di 365 giorni, ciò faceva “slittare” l’anno civile di un giorno ogni 4 anni.  Così, per esempio, partendo dal 1° Luglio, dopo 4 anni il “Capodanno” civile capitava il 30 Giugno; dopo altri 4 anni il “Capodanno” civile capitava il 29 Giugno; dopo ancora 40 anni il “Capodanno” civile capitava il 19 Giugno;  e così via di seguito, il “Capodanno” civile “slittava” a Maggio, Aprile, Marzo, eccetera, coprendo l’intero anno finchè, dopo 1460 anni dall’inizio, il “Capodanno” civile ritornava al 1° Luglio iniziale.

Tale periodo di 1460 anni (365 x 4 = 1460) è stato chiamato CICLO SOTIACO, da Sothis, la denominazione greca della stella Sirio. Il ciclo Sotiaco non includeva, né lo poteva, le stagioni, che rimanevano sempre le stesse, ma solo il “Capodanno” e le festività annuali che si spostavano, o “vagavano”, coprendo tutto l’anno come detto. Ciò perché gli antichi egizi avevano diviso l’anno in tre stagioni immutabili e legate ai cicli astronomici e della natura. Queste stagioni erano “Akhet” – Inondazione, “Peret” – Crescita, “Shemu” – Raccolto. L’inizio della stagione dell’”Inondazione” determinava le altre due stagioni e non poteva allontanarsi dal sorgere eliacale di Sirio, evento astronomico a cui esso era legato, oltre ad essere strettamente connesso, attraverso la piena annuale del Nilo, con lo svolgersi della civile esistenza della popolazione.

Appare però  piuttosto singolare e dispregiativo dell’Homo Sapiens il ritenere che gli antichi egizi erano tanto mal messi di mente da aspettare ogni volta 1460 anni per poter riallineare il “Capodanno” ed il calendario civile delle festività,“vaganti”, con il sorgere eliacale di Sirio e con l’inizio della Inondazione!! Per poi ricominciare a farlo “vagare” per altri 1460 anni!! E non imparavano mai???

Gli antichi egizi, per sé stessi, non hanno mai accennato al loro calendario “vagante”, né hanno accennato al Ciclo Sotiaco, che non sapevano neanche che cosa fosse, né hanno accennato ad un fantasioso “Capodanno vagante”. Tutta questa storia è nata, come accennato, in tempi recenti, dalla lettura degli avvenimenti occorsi nel periodo tolemaico, ed in particolare di due antiche testimonianze: Una di Tolomeo ed una dello scrittore romano Censorino. Il primo, Tolomeo, nell’Almagest ha scritto che nel 135 DC il Capodanno egizio capitava il 21 Luglio. Circa un secolo dopo Censorino ha scritto che il Capodanno egizio cadeva nel 139 DC il 20 Luglio ed era in corispondenza  del sorgere eliacale di Sirio. Nel 22 AC il Capodanno egizio cadeva il 29 Agosto.

Converrebbe forse rammentare che il periodo tolemaico si instaurò a seguito delle conquista di Alessandro Magno del IV° secolo AC, seguite a quelle di Cambise del VI° secolo AC, seguite a quelle assire del VII° secolo AC. Tali conquiste decretarono il decadimento e la fine della originale Civiltà egizia, con Alessandro Magno che decretò la fine e lo smantellamento del Centro Universale della Sapienza di “ON” (nell’attuale Heliopolis, vicino al Cairo). Quello che si salvò da tali conquiste e distruzioni fu raccolto dai greci del periodo tolemaico e conservato nella nuova città e Biblioteca di Alessandria d’Egitto. Molte nozioni andarono pertanto perse ed i greci poterono accedere solo ad una piccola parte delle antiche conoscenze.

Ed è sintomatico che nel 238 AC Tolomeo III, forse perché ancora consapevole delle antiche tradizioni egizie, ritenne di dover promulgare un editto, arrivato fino a noi, per l’introduzione (o la reintroduzione???) di un giorno in più ogni 4 anni del calendario civile egizio. Ma, nonostante tale ordine governativo, l’anno bisestile ogni 4 anni, un giorno in più di calendario, non fu mai più ripristinato. Il cuore pulsante della antica sapienza e civiltà si era ormai spento e la sua anima svanita. E di conseguenza Tolomeo dell’Almagest e Censorino, sopra citati, riportarono e credettero, facendolo credere anche a noi, che l’anno civile egizio era di 365 giorni “fissi”. E d’altrone Ipparco, vissuto verso il 150 AC ed istruitosi ad Alessandria d’Egitto, ci ha tramandato che la durata dell’anno tropicale era di 365 giorni più ¼ di giorno meno 1/300mo di giorno.

Il sorgere eliacale di Sirio era in realtà un ancoraggio cosmico sicuro millenario proprio per poter misurare e controllare la durata dell’anno tropicale, origine del calendario esatto di 365,2422 giorni. Sirio fu scelta quale sicuro ancoraggio cosmico perché essa è l’unica stella, fra tante dell’Universo, a non avere movimenti precessionali, e ciò significa che essa conserva sempre la stessa posizione relativamente alla Terra. Tanto sapiente, precisa ed indovinata fu questa scelta degli antichi egizi nel riferirsi a Sirio per marcare l’anno solare tropicale di 365,2422 giorni, ed il Capodanno civile con il suo sorgere eliacale, per millenni a venire, dato che millenaria era la loro Civiltà, che essa, Sirio, ancora oggi, dopo circa 6000 anni dall’inizio del calendario egizio, o circa 8000 anni secondo alcuni studiosi, continua ad essere allo stesso posto nel cielo e continua a sorgere eliacalmente, cioè assieme al Sole, agli inizi di Luglio.

La prova inconfutabile di ciò è che a mezzanotte del 31 Dicembre tutti gli abitanti della Terra possono ammirare Sirio, al centro del cielo, sul meridiano o in direzuine Sud, splendente e bella come negli antichi tempi. Sirio, davanti ai nostri occhi al centro del cielo a mezzanotte di ogni 31 Dicembre significa che nella opposta posizione orbitale della Terra, sei mesi prima o dopo, a mezzogiorno del 1° Luglio o dei primi di Luglio, essa marca il mezzogiorno, assieme al Sole, e di conseguenza essa sorge assieme al Sole ai primi di luglio, proprio come all’inizio del calendario egizzio, del 3000 AC ufficiali, nel suo cosiddetto sorgere eliacale.

E ciò ci illumina sul metodo usato dagli antichi egizi per determinare il sorgere eliacale di Sirio che non era quello impossibile e tanto strombazzato di osservare la stella sull’orizzonte mentre sorgeva assieme al Sole, dato che nel bagliore del Sole nessuna stella può essere visibile, bensì quello di osservare Sirio, con tutta calma e nelle migliori condizioni di osservazione, in pieno inverno quando essa è in meridiano, al centro del cielo stellato, nella posizione cioè opposta a quella di 6 mesi prima o dopo allorchè, trovandosi a mezzogiorno sulla stessa verticale del Sole, doveva necessariamente sorgere eliacalmente con esso.

In pratica Sirio, nel corso dei tanti millenni trascorsi, ha conservato una precisione, nella determinazione degli anni, dei calendari e dei Capodanni, pari o superiore alla precisione di un moderno orologio atomico. Ed è impensabile che gli antichi egizi, dopo tanta fatica nella determinazione di Sirio quale scanditrice perfetta degli anni tropicali di 365,2422 giorni, lasciassero poi “vagare” il calendario civile di 365 giorni!! 

Le testimonianze di Tolomeo e di Censorino sull’anno egizio di 365 giorni fissi erano in realtà testimonianze di una perdita della conoscenza, conoscenza che era svanita e che essi non potevano comprendere perché l’osservazione continua del cielo si era arrestata già circa 1000 anni prima di loro.

Il Ciclo Sotiaco di 1460 anni fu una invenzione moderna basata sulle dette testimonianze nella presunzione che gli antichi egizi fossero dei ritardati mentali e che a stento sapessero contare sulle dita delle proprie mani. Il Ciclo Sotiaco invece è una dimostrazione di come l’Uomo possa regredire al livello scimmiesco quando vive nel pregiudizio di “graduale emancipazione”, inesistente, e abbandona l’osservazione visiva e continua del cielo.

Il Ciclo Sotiaco è anche un avvertimento ed un allarme per il modo di concepire l’attuale sistema scolastico ed educativo dei centri del sapere, finanche i più esclusivi e prestigiosi, produttori di menti malate e di nozioni folli di irrazionalità totale, promotrici quindi di un “graduale” regresso verso uno stato scimmiesco dell’Uomo, convalidando così ie idee dei teorici della devoluzione o “Devolution”. Le scimmie urlanti, come le chiama una persona di mia conoscenza, imperversano già in modo devastante sui tanti canali televisivi e via internet e sono molto pericolose.

I Cittadini della Terra sono avvisati. E chi è avvisato è mezzo salvato.

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Vedi art. n. 21 – Sirio e Iside – La Stella di Natale e Capodanno

60 – IL RE E LA REGINA DEL COSMO

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Quando, in principio, un vento cosmico divino spinse una nuvola magnetica speciale ad avvolgere la Terra donando all’Uomo un “pensiero razionale”, e la Civiltà fece la sua comparsa dandogli per la prima volta la possibilità di interpretare la realtà intorno a lui a mezzo della Misura, la più alta espressione della Ragione, i due astri più grandi del Cosmo visibile, il Sole e La Luna, furono riconosciuti nel loro valore acquisendo il loro rispettivo titolo e rango di Re e Regina dell’Universo.

Il Sole, di natura maschile, l’elargitore del fuoco e del calore della vita nel suo spazio vitale del sistema solare, e la Luna, di natura femminile, ricettiva, mutevole e bella, il Re e La Regina del Cosmo, erano due amanti naturali per l’Uomo. Essi si amavano da sempre ed il loro amore era per l’eternità. Essi manifestavano davanti ed intorno all’Uomo ed alla sua Terra continuamente la loro potenza, attrazione e distinta specificità.

La Misura, coi suoi tre parametri principali della misura temporale, misura angolare e misura lineare, tutti interconnessi, permetteva di interpretare correttamente le infinite manifestazioni della natura. Esse, queste manifestazioni o realtà, pur distinguendosi, attraverso il numero, le une dalle altre, erano considerate parte di un tutt’uno. A simboleggiare ed a rappresentare questo “tutto è uno”, i fondatori della Civiltà scelsero proprio il Re e la Regina dell’Universo. Il diametro del disco solare è di 0° 30′, allo stesso modo come il diametro del disco lunare che è di 0° 30′. Assieme, quindi, le due “metà”, il Re e la Regina dell’Universo, quando erano tangenti, formavano e formano l’unità di 1° 00′, un grado.

L’amore del Re e della Regina dell’Universo era affascinante e spettacolare. Pur dedicandosi a mansioni e compiti diversi, essi periodicamente si incontravano, manifestando la loro divina attrazione, e si fondevano, stretti in un tutt’uno nella loro ardente passione, durante le eclissi di Sole allorchè tutta l’attenzione della loro energia era rivolta ed era riservata esclusivamente al proprio o alla propria compagna. E’ per questo che durante tali momenti la luce del Sole viene oscurata e la bellezza della Luna svanisce: essi le donano solo al proprio partner.

Lo stesso profondo amore fra il Re e la Regina era manifestato durante le eclissi di Luna allorchè entrambi, lontani ed opposti, sembravano rivolgere l’uno con l’altro struggenti richiami di attrazione nell’attesa di ritrovarsi nuovamente insieme. Questo amore cosmico delineava anche la posizione dell’eclittica sullo sfondo del cielo stellato perchè tutte le eclissi si svolgono solo sul piano dell’eclittica.

Il Sole, il Re dell’Universo, a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre, saliva e scendeva nel cielo, durante l’estate più a picco e durante l’inverno più basso, determinando le stagioni. Questo suo movimento da Nord a Sud e viceversa era, oltre a quello di fornire il calore, il compito o la mansione principale e specifica del Sole, e cioè la determinazione della ampiezza o larghezza della fascia di illuminazione solare sulla superficie terrestre, cioè la determinazione della latitudine. Il Sole quindi, con questa sua caratteristica, delineava e definiva l’asse verticale delle ordinate sul quale si misuravano le latitudini terrestri. Il suo calcolo era estremamente semplice bastando osservare l’altezza del Sole in meridiano o quella della stella Polare, o chi per essa, di notte.

La Luna, la Regina dell’Universo, quando libera dal fare all’amore con il Re, era occupata invece a svolgere un’altra mansione altrettanto importante. Essa scivolava silenziosamente e continuamente lungo l’eclittica distanziandosi dal Sole, stelle e pianeti alla velocità del suo stesso diametro, di 0° 30′, mezzo grado, ogni ora, in allontanamento o avvicinamento. Questa sua caratteristica dava la possibilità di calcolare la propria longitudine. Per esempio se a Roma il 3 agosto (pardon, il 3 di Cleopatra) alle ore 15.00 la distanza fra Sole e Luna è 52° 00′ e noi alla stessa data siamo in altra località dove rileviamo alle ore 10.00 la stessa distanza di 52° 00′ fra Re e Regina, ciò significa che la longitudine della nostra località è 5 ore, cioè 75° 00′, ad ovest di Roma. (Vedi articolo 44 – La determinazione della longitudine con la Luna).

La Luna quindi delineava e definiva l’asse orizzontale delle ascisse sul quale si misuravano le longitudini terrestri. Molte migliaia di anni prima che Cartesio, o chi per esso, “inventasse” il sistema di assi cartesiani, con ascissa e ordinata, questo stesso sistema di assi cartesiani di riferimento, ortogonale, con merdiani e paralleli, ci venne fornito dal Re e dalla Regina del Cosmo per la misurazione della latitudine e della longitudine su tutta la Terra, in modo semplice e preciso, e naturale.

Il Re e la Regina dell’Universo quindi, senza la necessutà di tanti orpelli moderni, fornivano, e forniscono ancora, all’Uomo che sapeva interpretare la realtà circostante con gli occhi della mente, la latitudine e la longitudine della sua posizione geografica, in qualsiasi parte della Terra egli si trovasse. Il Re e la Regina dellìUniverso erano il GPS naturale dei tempi remoti dei fondatori della Civiltà.

E’ esistito il vento cosmico che ha spinto la nuvola magnetica della “razionalità” a dare all’Uomo gli strumenti della Civiltà??? Non lo sappiamo. Possiamo solo dedurlo dallo sviluppo dei fatti storici conosciuti ed inconfutabili. Fra essi si annoverano certamente le vicende narrate del Re e della Regina dell’Universo, anche perchè continuano ancora oggi, nonostante l’Uomo moderno non vi presti più attenzione, preso come è a contare solo in milioni ed in miliardi, o trilioni, della modernità.

Ma se questo vento cosmico fosse veramente esistito ciò vorrebbe dire che un altro vento cosmico potrebbe far scomparire la nuvola di “razionalità” nella quale l’Uomo è immerso??? I sintomi purtroppo ci sono. L’Uomo moderno, ormai abituato a contare a milioni, miliardi, o trilioni, in ogni campo, ha perso la capacità di contare sulle dita delle proprie mani. Ma, cosa ancora più fondamentale, ha perso la cognizione della Misura ove la quantità è una funzione del tempo. Troppi cambiamenti, al di là della capacità di assimilazione dell’Uomo, portano alla distruzione ed alla morte.

Questo e molto altro ci viene manifestato dal Re e dalla Regina del Cosmo e dal loro eterno amore.

FLASH 58 – “MA I MERCATI SONO RAZIONALI SOLO NELLA FANTASIA DEGLI ECONOMISTI”. MASSIMO MUCCHETTI – CORRIERE DELLA SERA

Posted in ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, FOLLIE, RIFLESSIONI, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , , , , , , , , , on luglio 29, 2011 by beautiful41

Questo blog insignisce di MEDAGLIA D’ORO (virtuale, si capisce, perchè l’oro non ce l’ha) il sig. Massimo Mucchetti per avere il coraggio di guardare la realtà senza pregiudizi.

Miracolo italiano! Finalmente una autorevole voce sulla follia del libero mercato. Che il libero mercato, come è inteso oggi e da alcuni decenni, sia irrazionale, e quindi follia, è qualcosa che non è mai voluta entrare in testa alla stragrande maggioranza di economisti, editorialisti, giornalisti, politici, dirigenza, dei paesi occidentali. Ed ancora oggi, nonostante quanto esternato dal sig. Mucchetti, è tabù il solo accennare che il mercato debba essere regolato.

C’è voluto il collasso finanziario di un paio di anni addietro perchè al sig. Alan Greenspan, capo della Banca Centrale Americana, la Federal Reserve, fosse fatto uscire dalla bocca, quasi con le tenaglie, che “sì, il loro errore fu di credere nella “razionalità” dell’uomo”. Ed ora, alla vigilia di un secondo incombente disastro, risentiamo le stesse cose. Meglio tardi che mai!!

Non è materia di questo blog fare una disquisizione sull’economia ma far sentire la voce del cittadino questo sì. Sarebbe bene rimettere immediatamente le regole che furono imposte dopo la grande depressione del 1930 e che furono tolte dalla “deregulation” di Reagan regalandoci questo pò pò di disastri. E sarebbe bene regolare l’economia ed il capitalismo secondo quanto descritto negli articoli precedenti perchè il capitalismo vero è fonte di arricchimento e non di impoverimento, ciò che sta avvenendo con la attuale follia in corso.

Regola fondamentale  di ogni marinaio che si rispetti, se vuole portare in porto la propria nave in sicurezza, è: “Ricordarsi di avere sempre cima a sufficienza da poter filare, perchè se ci si dovesse ridurre a non aver più cima da poter filare il pericolo è gravissimo”.

L’economia dei paesi occidentali purtroppo si è ridotta senza più cima da poter filare per voler credere pervicacemente nella “razionalità” del mercato. E la libertà infinita permette anche agli Stati Sovrani, per qualche miliarduccio in più, di rapinare le tasche dei Cittadini della Terra, gli eterni pagatori, e di mettere a nudo il Re facendo piazza pulita, una volta per sempre, dell’idea di Europa Unita.

16 – I PARADIGMI DELLA FOLLIA

Posted in ARMONIA, ATTUALITA', ECONOMIA E POLITICA, FOLLIE, MISURA E GIUSTIZIA, RIFLESSIONI, STORIA, TESTIMONIANZE, TUTTE LE CATEGORIE with tags , , , , , , on dicembre 4, 2010 by beautiful41

In un’intervista concessa al Times di Londra dopo il cataclisma del recente collasso finanziario principalmente dei paesi occidentali, Alan Greenspan, capo della banca centrale americana per circa 20 anni e fino a poco prima della crisi, ammise con riluttanza, a proposito della validità del potere auto-correttivo del libero mercato, che il loro errore è stato quello di  credere nella “razionalità” dell’uomo. Alan Greenspan fu nominato a capo della Federal Reserve americana, l’equivalente della nostra Banca d’Italia o, con l’euro, della Banca Centrale Europea, dal presidente Reagan, convinto assertore della “deregulation”, cioè di un mondo senza regole, in base ai principi di un capitalismo “puro” agente in una libera economia, senza intervento da parte delle istituzioni statali.

E quali sono questi principi del capitalismo “puro” alla base del “libero mercato” che ha causato questo pò pò di pandemonio??? Essi sono:
1) – Le istituzioni degli Stati e delle Nazioni si devono fare i fatti loro e non devono intervenire nelle faccende economiche dei cittadini. In pratica devono occuparsi solo dell’anagrafe, cioè redigere gli atti di nascita e di morte, magari aggiungendovi quelli di matrimonio, ma niente altro o quasi.
2) – Il progresso agisce secondo una linea retta ascendente, per cui domani sarà sempre meglio dell’oggi. Ciò giustifica di “finanziare” una qualsiasi impresa o attività con il 100%, o più, di debiti. Che è la crescita infinita.
3) – Il mercato, “libero” così da qualsiasi restrizione, è di per sè “razionale”, significando che esso autonomamente regola costi e prezzi sulla base della libera competizione.
4) – L’Uomo è sempre un essere “razionale” il quale, agendo in un sistema già di per sè “razionale”, rende l’intero sistema a prova di bomba, infallibile ed eterno.

Chiaramente Alan Greenspan ed i tantissimi come lui non hanno letto la storia di Giuseppe in Egitto o, se l’hanno letta, non hanno potuto discernerne i significati reconditi perchè resi ciechi dal pregiudizio moderno che vede nell’antichità solo dei trogloditi sognatori. Ed è una tristezza pensare che questi signori sono laureati in università prestigiose americane e che molti o alcuni di essi sono finanche stati insigniti di Premi Nobel. I quattro punti menzionati, la spina dorsale ed i pilastri sui quali è fondata l’economia attuale e moderna, sono dei falsi e semplicemente irrazionali anche per un bambino perchè il primo punto non tiene conto che le Nazioni hanno una costituzione dove si parla di cittadinanza, di lavoro, di diritti e di tanto altro di cui non si può non tenere conto.

Il secondo punto è pura follia perchè si scommette sulla certezza del futuro. Come dire che domani, o fra una settimana, o fra un mese, siamo sicuri che pioverà o che non pioverà, cosa notoriamente impossibile da prevedere nonostante gli sforzi dei meteorologi che a stento si raccapezzano per un giorno solo. E la follia è tanto più impervia e tracotante nel ritenere tale certezza del futuro come un continuo miglioramento.

Il terzo punto dell’autogestione di costi e prezzi in modo razionale in un libero mercato è, se non vogliamo usare la parola follia, semplicemente ridicolo. Basti pensare all’istantaneo cambio di mille lire per un euro deciso da tante persone di propria iniziativa in palese spregio di qualsiasi forma di “razionalità”, senza contare i tantissimi ingiustificati aumenti di tanti prodotti e servizi avulsi da qualsiasi idea di mercato.

Il quarto punto, che l’uomo sia sempre un essere razionale, è solo un sogno, sempre per non chiamarlo follia. Basti pensare all’esistenza dei tanti terroristi, per non parlare dei tanti ladri, ladroni, ladrini, corrotti, eccetera. Il fatto che la follia di tale punto sia stata confermata da Alan Greenspan ci conforta molto poichè esso, da solo, invalida l’intera impalcatura della giustezza e “razionalità” del libero mercato.

L’uomo occidentale moderno ha chiaramente perso il contatto con la realtà. Preso nelle sue teorie e montaggi cerebrali irrazionali di modernità ormai non stà più, come si dice, coi piedi per terra.  Ciò mi rammenta che molto tempo fa ebbi la fortuna di conoscere alcuni uomini, fra coloro che erano stati i fondatori del benessere, ora svanente, dell’Italia di oggi. Molti di essi avevano solo la quinta elementare ma conoscevano l’importanza dei numeri e della spiritualità. Ciò ne faceva degli uomini coi piedi per terra, attenti alla realtà, i padroni di loro stessi ed i signori del loro mondo. Essi inconsapevolmente erano dei “creatori”, nel senso rinascimentale del termine e nel senso dei remoti e antichi fondatori della civiltà umana. col “Maat” come loro Stella Polare. Ricordo uno di essi che portava nel taschino della giacca un’agendina sulla quale annotava i numeri economici della giornata. L’agendina era il suo segretario. il suo ragioniere e il suo computer, e con la sua quinta elementare aveva le idee chiare, idee che Alan Greenspan non immagina neanche, nonostante la sua laurea americana e le tante onoreficenze ricevute.

Visti pertanto gli incommensurabili danni prodotti a centinaia di milioni di persone ed a tante nazioni intere potremmo ritenere a ragione che se al posto di Alan Greenspan, e al posto di tanti come lui, l’Uomo avesse nominato delle persone di buona reputazione e con la quinta elementare, magari un contadino che conosce il valore del lavoro e della terra, o un marinaio di quelli che sulle navi da pesca di altura stanno mesi all’intemperia prima di rientrare, avremmo avuto un risultato senz’altro migliore, risparmiando finanche sui costi di istruzione. Al punto in cui siamo arrivati appare pertanto necessario una presa di coscienza generale ed una sterzata coraggiosa verso un mondo più equilibrato fatto di Giustizia, Amore, Misura e Libertà, una nuova concezione dell’umana convivenza che rinneghi tutti gli estremismi, i pregiudizi ed i folli paradigmi del passato e  dove l’Uomo, liberato dalle sue odierne schiavitù, possa ritornare ad essere il padrone di sè stesso ed il signore del suo mondo, e, eliminando tutti gli eccessi, il governatore degli opposti e dei contrari.