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108 – LE IMPERITURE E INDISTRUTTIBILI – LE STELLE DELL’ANIMA

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Le Imperiture e Indistruttibili – Le Stelle dell’Anima

The Imperishable and Indestructible Stars

Questa è la descrizione del nostro viaggio nell’Universo, che prosegue immutato da millenni.

Questo mese di Cleopatra, con l’abbondanza di tante bellissime ed attraenti stelle cadenti che agitano l’immaginazione e l’anima, può essere definito il mese delle stelle. Il nuovo nome di Cleopatra dato a questo mese, in sostituzione di quello precedente che non pronunceremo più, si addice molto al generale contesto rappresentato da Cleopatra, Regina d’Egitto, amore e amante fatale di Giulio Cesare al quale la Regina tutto regalò e tutto diede in nome dell’Amore eterno e totale. Oltre a sé stessa, ricchezze, finanze, mezzi, uomini e navi dell’Egitto, Cleopatra regalò a Cesare ed a Roma le conoscenze astronomiche egiziane che permisero la riforma del calendario giuliano, oggi universale.

Oltre a quanto necessario per la riforma del calendario, Roma, presa dalle tante guerre imperiali, non ebbe mai la curiosità, la capacità, il tempo, la pazienza e la sapienza per capire ed interpretare le immense conoscenze astronomiche egiziane che andavano ben oltre il calendario e delle quali ai tempi di Cesare tanti brandelli erano ancora conservati e registrati nella antica famosa biblioteca di Alessandria d’Egitto.

Gradualmente la storia, le distruzioni e le sabbie seppellirono tutto, finché, dopo circa 2000 anni, Napoleone Bonaparte, con la sua spedizione in Egitto, inaugurò l’epoca moderna delle campagne archeologiche. Con la decifrazione dei geroglifici da parte di Jean François Champollion si aprì così la strada per la lettura e l’interpretazione di pressoché un infinito numero di reperti e scritti provenienti dalla notte dei tempi.

Per quanto la chiave di lettura dei geroglifici sia conosciuta, la loro interpretazione è ancora motivo di accalorati dibattiti fra gli studiosi. Non è come leggere i Promessi Sposi del Manzoni o finanche le opere di Platone. E forse è ancora lontano il giorno in cui potremo conoscere il vero significato di tante testimonianze venute fuori dalla sabbia. Possiamo forse dire che oggi abbiamo solo delle indicazioni di massima o generiche sul loro significato.

In aggiunta a ciò bisogna anche dire che gli arcaici esprimevano il loro pensiero, in special modo se trattavasi di pensiero scientifico, in modo diverso da come facciamo noi oggi o come usavano fare gli stessi classici greci. Essi usavano una maniera di esprimersi apparentemente “criptica”, sintetizzata da uno o pochi numeri, da disegni pittorici allegorici indicanti una intera dissertazione, ed in modo simile con le parole. Di ciò ci sono molte prove e testimonianza. L’impressione generale che se ne ricava è che essi volessero parlare alle menti dell’uomo molto di più che alle loro orecchie.

Questa incertezza ha fatto sì che tutti o quasi tutti gli scritti egizi ritrovati siano stati catalogati o classificati come “Formule magiche funerarie”. Ma se escludiamo che gli antichi egiziani passassero il loro tempo a comporre “formule magiche funerarie” forse potremo individuare il linguaggio scientifico e razionale sottostante ad essi.

Fra gli altri, questo sembra il caso delle Stelle Imperiture e Stelle Indistruttibili citate tante volte nei “Testi delle Piramidi”, gli scritti più antichi al mondo, narranti il viaggio delle anime dei Faraoni verso una nuova vita. Alcuni studiosi dicono che tutte, o quasi tutte, le tante citazioni astronomiche riportate sui Testi delle Piramidi sembrano essere state estrapolate in blocco da un corpo di conoscenze già belle e pronte, presumibilmente appartenente ad una scienza astronomica già formata, di cui però nessuno sa dare una datazione affidabile, e qui andiamo pertanto veramente nella notte dei tempi, molte migliaia di anni prima di Cristo o, per questo, prima della costruzione delle piramidi.

Le stelle Imperiture ed Indistruttibili sono chiaramente indicate su questi Testi come le stelle della costellazione di Orione, di Sirio come guida per raggiungerle, e delle stelle circumpolari, queste ultime cioè situate intorno al polo nord dell’asse del mondo. Ci troviamo quindi in presenza di due zone del cosmo, o sfera celeste o cielo, ben delimitate e specificate, piccole e circoscritte. Ed è sintomatico che la parte di Cosmo di Sirio ed Orione sia rappresentata dalle due più importanti figure della civiltà egiziana: Iside ed Osiride.

Sulla base di quanto descritto all’articolo “61 – Precessione degli Equinozi – Una nuova spiegazione” la Terra, assieme a tutto il sistema solare, viaggia alla velocità di circa 800.000 km/h, o 220 km al secondo, verso la direzione di Sirio, la stella più bella e lucente del cielo, la stella di Natale e la stella del Nilo. Questa direzione  del nostro viaggio cosmico è riferita a Sirio perché Sirio è la stella più lucente e visibile del cielo stellato, ma la vera destinazione o direzione del nostro viaggio potrebbe essere la vicina stella della costellazione di Orione, e cioè Rigel, il piede di Orione o il piede di Osiride, citato molte volte sugli stessi Testi.

Volendo paragonare questo viaggio cosmico a quello con il treno da Milano a Roma è un po’ come dire che andiamo a Roma (Sirio) ma scendiamo a Roma Tiburtina (Orione o Rigel). Rigel, come Sirio, è una stella australe, è la più lucente stella della costellazione di Orione e sorge o passa in meridiano circa 100 minuti prima di Sirio.

Attribuire al caso o alla coincidenza la menzione continua e ripetuta di solo queste stelle o gruppi di stelle di due piccole parti di Cosmo, fra tante stelle e costellazioni della vasta sfera dell’Universo, sembra molto poco sensato, trattandosi qui di centinaia di citazioni. Se pertanto escludiamo il caso o la coincidenza o la semplice simpatia per queste stelle, resta una sola risposta. Le stelle di Orione, assieme a Sirio come guida, marcando la direzione del nostro viaggio esistenziale, assieme a tutto il sistema solare, indicano l’importanza che esse hanno per l’uomo, quali mete del suo viaggio, rispetto ad altre stelle, unitamente alle stelle circumpolari che, determinando l’asse  del mondo e l’inclinazione dell’asse terrestre sull’eclittica, indicano la fonte primaria dell’astronomia e la causa origine della vita sulla Terra.

Il viaggio delle anime dei Faraoni verso Sirio ed Orione era un viaggio che essi compivano da vivi, come anime viventi e come ancora noi oggi, ed esse proseguivano nello stesso viaggio dopo la morte. Queste anime si servivano anche della barca di Ra, il Sole, perchè il Sole è il conducente principale del sistema solare verso le stelle di Orione, le imperiture, imperiture perché esse sono sempre allo stesso posto da milioni di anni. I Testi delle Piramidi ci raccontano quindi del viaggio meraviglioso dell’uomo verso i confini della conoscenza, ai loro tempi ed ancora oggi.

Questo viaggio meraviglioso delle anime viventi di ieri e di oggi proseguiva nel Cosmo dopo la morte con l’attraversamento del Nilo del Cosmo, la Via Lattea, il “fiume ondulante” cosmico, con l’ausilio delle barche traghettatrici tante volte menzionate nei Testi, al fine di raggiungere l’altra riva del Nilo, o della Via Lattea, la riva orientale, per la resurrezione a nuova vita, la vita cosmica rigeneratrice, dove le anime diventavano stelle, stelle bellissime che, alimentate dalla scintilla dell’Amore Cosmico, davano inizio ad una nuova vita.

La domanda che sorge spontanea è: sapevano questi arcaici egiziani che la Terra, trascinata dal Sole, la nostra stella, ed assieme a tutto il sistema solare, viaggia nel Cosmo alla velocità di 800.000 km/ora verso Sirio ed Orione??? Tutto sembra indicare che essi sapevano, non potendo trovare un’altra spiegazione logica alla chiara manifestazione di tanta sapienza astronomica e riscoperta solo in parte dalla moderna scienza appena qualche anno addietro.

Nel frattempo, anche se noi non ce ne accorgiamo, il viaggio meraviglioso ed evolutivo delle nostre anime continua al presente verso Sirio ed Orione alla velocità di 800.000 chilometri all’ora avendo la Dea dell’Amore, Iside, come Guida chiara e lucente, affinché le anime dell’uomo possano riconoscere il messaggio tante volte trasmessoci e ripetuto che la Civiltà è fatta di Amore e Conoscenza, da sempre e per sempre.

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Questo articolo è dedicato a Cleopatra, Regina d’Egitto, ed a una Stella Imperitura.

Vedi anche N. 36 – Augusto e il nuovo mese di Cleopatra

72 – BENNU – L’UCCELLO DI FUOCO

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I destini dell’Europa e di tutti i paesi del mondo sono stati decisi in età moderna dai poteri magici e misteriosi della Grande Piramide di Giza in Egitto, o Piramide di Cheope, baricentro di tutte le terre emerse, quando Napoleone Bonaparte decise di stendersi nel sarcofago vuoto della Camera del Re nella Grande Piramide. Mentre egli era disteso nel sarcofago alla ricerca forse di un’immortalità e di una eterna gloria, la sua flotta navale in attesa all’ancoraggio ad Abu Qir, alla periferia di Alessandria, veniva distrutta da un ardito del mare con un solo braccio ed un solo occhio, Horatio Nelson, che s’introdusse nottetempo con le sue navi fra quelle francesi all’ancora aprendo il fuoco con le batterie di dritta e di sinistra che portarono alla fine dei sogni di Napoleone, plasmando il mondo come oggi lo conosciamo.

Un caso??? Una coincidenza??? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che le coincidenze indotte da questo grande e misterioso monumento sono veramente troppe per essere considerate tali. E, nonostante la nostra tanto decantata e illuminata modernità, oltre ad interpretare le sue nude dimensioni esterne, noi oggi non possediamo ancora la sapienza che ci permetta di interpretare la complessità della sua architettura interna.

Le nude dimensioni esterne, dopo secoli di misurazioni e rimisurazioni, hanno indicato che la Grande Piramide è un monumento con le sue 4 facce allineate ai 4 punti cardinali con un errore massimo di solo 2 primi di arco, (per focalizzare nella propria mente quanti sono 2 primi di arco basti pensare che il diametro sia del disco solare e sia del disco lunare è di 30 primi), e la cui costruzione ingloba il valore del pi-greco, il valore dell’armonia ed il valore dei primi di arco di meridiano fra l’equatore ed il polo con una sorprendente precisione.

Il rapporto fra il perimetro della base (230,357 + 230,253 + 230,391 + 230,454 metri) e la sua altezza originaria, (921,455 metri diviso 146,474 metri), dà 6,29 che è una buona approssimazione di 2 x 3,14 la relazione fra raggio e circonferenza.

Nel triangolo verticale compreso fra l’apotema di 186,39 metri e la semibase di 115,227 metri (dal rapporto = 1,618) per il lato sud, nel loro rapporto è inclusa con una ottima approssimazione la sezione aurea di 1,618 derivante dal progetto generale della piramide basato su un rapporto di 7 a 11 e dal conseguente rapporto 89/55 della serie di Fibonacci.

Il citato perimetro di 921,455 metri è la metà di un primo di arco di meridiano all’equatore, convalidante la testimonianza di Agatarcide di Cnido, che oggi coi satelliti è stato confermato essere 1842,904 metri, con un errore quindi di soli 6 millimetri rispetto a 1842,910 metri.

L’apotema della piramide era uno “Stadia”, un decimo di un primo di arco di meridiano. Il primo di arco di meridiano ha la caratteristica di aumentare di valore progressivamente dall’equatore al polo a causa della forma ellissoidale della Terra, variando fra i circa 1842 metri all’equatore ai circa 1862 metri al polo. La sua conoscenza è della massima importanza per poter determinare le dimensioni del pianeta.

L’apex, o la sommità, della Grande Piramide, era costituita, in origine, da una piccola piramide, detta “PIRAMIDIONE”, metallica di argento o oro, per brillare alla luce del Sole. L’apotema di questo piramidione era di 2,100 metri e poteva essere inclusa o esclusa dalle misurazioni secondo le necessità.

L’apotema di tutta la Grande Piramide, col piramidione incluso, indicava la lunghezza di uno “Stadia” al Polo di 186,39 metri. Con il piramidione escluso, essa indicava la lunghezza dello stesso “Stadia” all’equatore, cioè 186,39 meno 2,1 = 184,29 metri. Un primo di arco all’equatore è, come abbiamo visto, 1842,9 metri, esattamente 10 volte questa apotema. La funzione del piramidione era quindi, oltre a quanto in seguito sarà esposto, quella di fornire. se lo si immagina graduato opportunamente e verticalmente lungo i suoi circa due metri di superficie, le lunghezze di tutti i primi di arco di meridiano dell’ellissoide terrestre dall’equatore al polo, ciò che appare essere stato l’obiettivo principale delle dimensioni esterne della Grande Piramide.

Il piramidione rappresentava in realtà il BENNU, l’Uccello di Fuoco, inviato nelle remote antichità da Ra, il dio Sole, ad Heliopolis ove, proprio in seguito a questo drammatico e sconvolgente avvenimento, sorse il centro universale e millenario della conoscenza di On, o Heliopolis, dedicato e consacrato appunto a Ra, il Sole, o dio Sole, che fu all’origine della millenaria civiltà egiziana e, per questo, di tutto il mondo. Gli stessi Sumeri si affacciarono sulla storia ben dopo lo svolgersi di questi avvenimenti.

Il BENNU, secondo alcune fonti, era un grosso meteorite che precipitò avvolto dalle fiamme ad Heliopolis. Questo meteorite aveva la forma di un “piramidione”, plasmatasi per l’attrito con l’atmosfera nel suo viaggio iniziato nelle lontane dimore stellari. Questo BENNU, simile ad un uccello di fuoco, quando atterrò ad Heliopolis e si raffreddò, si trasformò, nelle concezioni dell’epoca, nella pietra chiamata BENBEN che è pertanto solo un diverso aspetto dello stesso fenomeno. L’importanza del BENNU e della pietra BENBEN era tanta che da allora essi marcarono, come capsule, le sommità degli obelischi che furono eretti per la prima volta proprio ad Heliopolis, e poi in tutto l’Egitto e da dove furono rapiti o regalati come cimelio a varie Nazioni occidentali.

A Roma ci sono ben tre di questi obelischi egiziani che furono prelevati già all’epoca dell’antica Roma. Al centro di piazza San Pietro, a Piazza San Giovanni in Laterano e a Piazza del Popolo. Per lo meno uno dei tre era ricoperto di geroglifici che poi furono cancellati forse per la vergogna di riconoscere la grandezza di un’altra Nazione e di un’altra Civiltà. Che lillipuzianità e che vergogna!!!!!

Sembra anche che l’idea stessa di progettare le piramidi di qualsiasi tipo e grandezza sia stata un tentativo di celebrare questa antica idea del BENNU, poi diventato ARABA FENICE, di essere un veicolo recante con sè il seme della vita o il seme della conoscenza.

Erodoto, nel suo racconto di quanto gli fu riferito dai saggi, sapienti, o “sacerdoti” di Heliopolis, in merito alla Phoenix o Fenice, ha esternato un dato scientifico di enorme importanza che non è stato finora capito. La Fenice, nel preparare l’uovo di mirra per ospitare le ceneri del padre, scavò tanta mirra in modo che il peso dell’uovo senza lo scavo e senza i resti del padre fosse lo stesso peso dell’uovo di mirra contenente le ceneri o i resti del padre. Perchè menzionare una tale così dettagliata e precisa notizia scientifica???

Era un messaggio nascosto di Civiltà e di Evoluzione!!! Siamo di fronte ad un rapporto preciso di 2 a 1, o di 1 a 2!!!! Cioè il volume, o il peso, del contenuto, era perfettamente uguale al volume, o peso, dell’involucro esterno, oppure che le dimensioni, volume o peso totale o lordo erano il doppio di quelle interne o nette!!!! Ed è semplicemente fantastico ed incredibile che la parte più sacra della Grande Piramide, la Camera del Re, sigillata in origine per l’eternità con tre lastre verticali di granito e tre enormi blocchi di granito di varie tonnellate nel corridoio ascendente, abbondi di rapporti di 2 a 1, o 1 a 2!!! Il cuore di tanta sacralità era, ed è, il famoso sarcofago vuoto di granito il cui volume esterno è esattamente il doppio del suo volume interno!!!

Ma che significa tutto ciò??? Era il segreto dell’ARABA FENICE, portatrice del seme dell’Intelligenza Divina. Il suo seme è concettualmente composto da Conoscenza ed Amore Cosmico. Queste due entità si equivalgono ed assieme. e solo assieme, sono all’origine della Vita Intelligente, il grande propulsore del progresso umano. La parte esterna e visibile, come l'”hardware”, è la conoscenza fatta di tante nozioni scientifiche di cui la Camera del Re e la Grande Piramide abbondano. La parte interna è invisibile, come il “software” di un computer, ed è l’Amore, semplice, universale e cosmico, evolutivo, senza il quale tutte le conoscenze del mondo non servirebbero a niente. Il sarcofago quindi, supposto vuoto per secoli finora, era ed è invece pieno o strapieno della forza magnetica reale ed invisibile dell’Amore e Spiritualità, vero motore dell’evoluzione!!

Il BENNU, o UCCELLO DI FUOCO, o ARABA FENICE, o PIRAMIDIONE, potrebbe anche essere stata una vera capsula spaziale con esseri intelligenti proveniente da altre stelle o galassie, ma in tal caso ciò non farebbe gran differenza perchè noi siamo polvere di stelle e fratelli e sorelle di altre polveri di stelle. Il messaggio portato e consegnato è valido per noi come per loro. E’ un messaggio eterno ed universale di vero progresso possibile solo nella Conoscenza, Amore ed Armonia.

Ed il sarcofago vuoto nella Camera del Re della Grande Piramide rappresenta quindi l’uovo di mirra di Erodoto, il contenitore del seme della Conoscenza, dell’Amore Cosmico e dell’Armonia, gli elementi fondanti della Civiltà che periodicamente si rinnovano quando l’Uomo riesce a riconoscerli.

Napoleone Bonaparte portava dominio, guerre e morte che sono valori antitetici a quelli immensamente superiori dell’Amore e della Conoscenza racchiusi a sua insaputa nel sarcofago della Camera del Re. Tali valori, anzichè l’immortalità e la gloria a cui egli aspirava, non potevano non decretare invece la sua fine.

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Vedi articolo 70 – La Crescita e l’Araba Fenice – per una più specifica descrizione dell’Araba Fenice.

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P.S. del 22 Luglio 2012.

Per la completezza dell’informazione bisogna dire che le dimenzioni della Grande Piramide di Cheope sono state oggetto di una analisi profonda da parte dell’ultimo grande studioso di metrologia antica, il fu LIVIO CATULLO STECCHINI, professore di Storia delle Scienze in università americane.

Quanto citato in questo articolo è solo una parte riassuntiva della detta analisi.

La parte non citata, perchè avrebbe reso l’articolo eccessivamente lungo, è che la Grande Piramide è un modello dell’emisfero nord terrestre con un rapporto di scala 1/43200. Secondo la detta analisi le differenze fra le lunghezze dei quattro lati della base sono differenze volutamente previste dal suo architetto per poter inglobare un gran nummero di dati geografici e di matematica.

Il libro ove è descritta tale analisi è “The Secrets of the Great Pyramid”  scritto da Peter Tompkins con una Appendice di Livio Catullo Stecchini. Di tale libro, scritto in inglese,  fu vietata la traduzione e pubblicazione in Italia per misteriosi ma immaginabili motivi, a testimonianza di quanto la verità faccia paura alla moderna scienza ed alle istituzioni civili e religiose.

36 – AUGUSTO E IL NUOVO MESE DI CLEOPATRA

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Ci sono degli uomini che nascono e sono già morti. Naturalmente essi non lo sanno e nè lo sanno i loro contemporanei, o estemporanei a volte per secoli o millenni a venire. La verità però col tempo viene sempre a galla. Perchè si nasce già morti??? Forse perchè durante tutta la vita non si hanno idee proprie o non si ha il coraggio di portarle avanti, o si rifiuta di riconoscere la realtà. Quando ci si riferisce a grandi Capi di Nazioni o Imperi, per idee si intendono visioni politiche di ampio respiro commisurate all’importanza della carica che essi rivestono.  La storia di Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma, si inquadra abbastanza bene in questa prospettiva. Non solo.

Gli studiosi della biologia genetica ci hanno detto e ci dicono che dallo studio del DNA di tutti gli uomini della Terra risulta che si possono riscontrare più differenze fra persone appartenenti ad una stessa etnia o stesso popolo o abitanti di una stessa città, che fra persone appartenenti a popoli diversi e lontanissimi. Codesta verità scientifica sembra essere dimostrata nel nostro caso dalla differenza fra due uomini appartenuti alla stessa città dell’antica Roma: Giulio Cesare ed Ottaviano Augusto. Pur essendo due romani appartenenti entrambi a nobili famiglie di patrizi, addirittura imparentati, essendo Ottaviano il pronipote e figlioccio di Cesare, sotto la scorza della comune romanità non si sarebbero potuti trovare uomini più diversi, lontani ed opposti.

Gli storici e tanti scrittori ci hanno informato ampiamente sulle vicende dei menzionati personaggi. Da queste vicende risulta che Giulio Cesare aveva la particolare caratteristica e capacità di riconoscere all’istante la realtà, comportandosi quindi di conseguenza. Forse questa capacità di riconoscere la realtà, oltre che essere una dote di natura appartenente al proprio DNA, si affina col tempo più facilmente quando è in gioco la propria stessa vita dato che in tal caso se non si è in grado di riconoscere la realtà semplicemente si muore, vittima del non aver capito la strada della sopravvivenza. Giulio Cesare ci ha lasciato due emblematici esempi di questa sua capacità a riconoscere la realtà. Il primo esempio fu in Gallia quando, durante la famosa battaglia contro le sovrastanti forze di Vercingetorige, riuscì all’istante a capovolgere le sorti dello scontro e della guerra passando da assediato senza vie di scampo ad assediante vittorioso.

Il secondo esempio di questa sua capacità di riconoscere la realtà e quindi di avere ampie visioni ci viene dal suo incontro con Cleopatra, Regina d’Egitto, allorchè riuscì a capire l’importanza del Sole nella definizione del tempo e degli anni che Cleopatra ebbe il tempo di illustrargli ampiamente, coi suoi più grandi astronomi di quel tempo, durante il loro meraviglioso anno d’amore che passarono insieme. Oltre che dall’amore per Cleopatra. questa meravigliosa creatura così espressiva di una terra ricca di una millenaria saggezza e bellezza cosmica, Giulio Cesare fu enormemente colpito da questo diverso sistema del misurare il tempo che Cleopatra gli offriva. Cleopatra, oltre che Regina, rappresentava il fiore dell’Egitto che era anche il fiore della conoscenza che lei regalò, col Sole e le stelle, assieme a se stessa, a Cesare. Era senza dubbio un dono meraviglioso, assieme al dono di un bellissimo figlio che fu chiamato Cesarione.

I romani a quei tempi, rispetto all’Egitto, erano culturalmente dei barbari primitivi. Essi misuravano il tempo e gli anni con la Luna anzichè con il Sole, usando le famose calende, gli idi e le none a cui si riferivano per definire i giorni. L’anno lunare è altamente impreciso e si sfasava continuamente dalle stagioni che sono determinate dal Sole e non dalla Luna, per cui gli anni romani erano una continua altalena nell’aggiungere o togliere mesi interi per cercare di stare al passo con le stagioni. Giulio Cesare capì al volo l’importanza del riferirsi al Sole nella misura del tempo ed appena rientrò a Roma avviò la riforma del Calendario che da lui prese il nome di Calendario Giuliano ma che era in realtà un calendario egiziano donato da Cleopatra la quale, per assistere Cesare in questa riforma universale e storica, incaricò l’astronomo Sosigene di seguirne e controllarne tutte le fasi.

Non si sa se fu lui stesso, Cesare, o Sosigene, o Cleopatra, a decidere, durante questa operazione della riforma, che il mese di “Quintilis” fosse denominato “Iulius” o “Luglio” in suo onore. Sappiamo che Cesare era allergico alle adulazioni ed agli onori per cui appare ragionevole pensare che questa decisione sia stata di Sosigene su ordine o suggerimento di Cleopatra.

Giulio Cesare ebbe appena il tempo di varare la riforma che fu assassinato. Cleopatra, in quei momenti tragici e drammatici, era a Roma sua ospite e dovette capire che il tempo della felicità era finito e partì di soppiatto e si imbarcò immediatamente per l’Egitto sulla sua nave portandosi appresso Sosigene. Con la sua nave e Sosigene partì anche la conoscenza della messa a punto finale del calendario e cioè dei circa 11 minuti annuali che conducono alla saltuaria soppressione dell’anno bisestile che dovette attendere quindi circa 1600 anni per essere ripristinato.

Ottaviano Augusto, un romano come Cesare, proprio perchè era un uomo lontanissimo per DNA e pensiero da Cesare, fece poi cose che Cesare non avrebbe mai fatto. Egli, dopo aver procurato la morte tragica di Cleopatra, questa splendida, magnifica e generosa donna che tanto aveva fatto per Roma nel profondere conoscenze, mezzi, finanze, uomini, navi e ricchezze, assassinò Cesarione e tutti i figli di Cleopatra e, copiando Cesare nell’assegnarsi il nome di un mese, cambiò il nome del mese “Sextilis” in quello del suo nome di “Augustus”, cioè “Agosto”.Mentre però Cesare non era un vanaglorioso e l’assegnazione di “Iulius” fu forse opera di Cleopatra, per “Augustus” fu certamente opera dell’interessato Ottaviano il quale dimostrò con ciò di essere un uomo senza idee. Sappiamo bene, fin dalla scuola, che chi non ha idee non può fare altro che copiare. Ottaviano era solo un amministratore, un semplice contabile divenuto “grande” grazie ad altri. Sembra pertanto che la denominazione di Agosto per tale mese sia completamente fuori di luogo. Un furto bello e buono. Un uomo che si appropria di qualcosa che ha disprezzato e condannato non può non fare la figura del meschino. Ottaviano di “Augustus” non aveva proprio niente e  fu un imperatore più di cui vergognarsi che di andarne fieri.

Mai una donna è stata così ingiustamente oltraggiata e infangata come Cleopatra lo fu da Ottaviano. E come se non bastasse Ottaviano creò il precedente di lasciare che l’oblio della storia inghiottisse il merito che questa generosa ed ammirevole grande donna ebbe nella creazione del calendario che oggi usiamo.

Ma non è mai troppo tardi. Possiamo ancora restituire a Cleopatra l’onore, così ingiustamente sottrattole, di avere posto le fondamenta, assieme a Cesare, per l’istituzione dell’odierno calendario solare universale e ormai valido per tutti i paesi della Terra. Inoltre è assolutamente fuori di luogo, di buon senso e di logica, che i mesi dell’anno abbiano tutti nomi maschili. Dopo 2000 anni di oscurantismo e maschilismo dettato da arretratezza mentale sembrano essere arrivate a maturazione le idee ed i sentimenti di riconoscenza per  l’amore, il rispetto e l’ammirazione che la donna merita e che per troppo tempo le sono stati sottratti. Il detto di dare a Cesare quello che è di Cesare in questo caso non può essere più appropriato.

Si trasmette pertanto da questo sito un appello diretto a tutte le donne ed a tutti i tipografi del mondo che si accingono a stampare i calendari per il prossimo anno 2012 affinchè il mese di Agosto, che d’ora in poi non nomineremo più, sia sostituito dal mese di CLEOPATRA. Non c’è nessuna legge che lo vieti e la cosa è lasciata solo alle usanze ed abitudini della gente. Essendo il nome di Cleopatra universalmente conosciuto questa novità del nuovo mese di CLEOPATRA potrebbe essere a ragione motivo di buone vendite del nuovo calendario e causa di rapida emulazione su tutta la Terra.

Il nuovo mese di CLEOPATRA segue il mese di Luglio. Luglio e Cleopatra sono mesi che stanno bene insieme. Oltre che ricordarci i nomi dei creatori dell’odierno calendario universale, Luglio e Cleopatra sono anche i mesi dell’amore per tante persone che in questi mesi di vacanze e viaggi hanno più possibilità di incontrarsi ed innammorarsi. Luglio e Cleopatra sono i mesi della speranza e dell’avvenire. Luglio e Cleopatra sono anche i mesi indicativi dello spirito di condivisione, inclusione, solidarietà e conciliazione che questi due grandi personaggi inconsciamente avevano nelle loro anime, in anticipo di 2000 anni, ma che non riuscirono a concretizzare perchè l’opposto spirito di contrapposizione, esclusione e inconciliabilità era il grande dominatore al quale essi entrambi soccombettero.

Nella antica millenaria astronomia, perdurante ancora oggi, la più bella e lucente stella del cielo, Sirio, segue la costellazione di Orione nel loro eterno moto giornaliero. Orione, come un amante o un innammorato, sembra aprire la strada per la sua amata Sirio. Forse fu per questo che gli antichi rappresentarono Orione con Osiride e rappresentarono Sirio con Iside, la sua amata, che così lo seguiva nel cielo per l’eternità a testimonianza del loro amore cosmico. Il nuovo mese di Cleopatra, seguendo sempre il mese di Luglio, sarebbe una replica terrena di questa antica verità cosmologica rappresentante una nuova visione, anticipata da Cesare e Cleopatra, ove la Donna abbia il posto che merita nell’Armonia del creato.

…….GIUGNO, LUGLIO, CLEOPATRA, SETTEMBRE,…….

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E’ vero, è bello nella grafica e suona bene!!!

Ed è la realtà tanto attesa per il 2012, anno della grande rivoluzione culturale!!!

Benvenuti col nuovo mese di CLEOPATRA!!!