Archivio per Zodiaco di Dendera

145 – LO ZODIACO DI DENDERA

Posted in ASTRONOMIA, EVOLUZIONE, STORIA with tags , , , , , , on settembre 17, 2017 by beautiful41

Lo zodiaco di Dendera fu ritrovato nei pressi dell’antica Tebe, nella Valle del Nilo, dai soldati di Napoleone, durante la sua campagna d’Egitto.
Non molto è stato detto su questo zodiaco e varie interpretazioni sono state offerte da più persone senza giungere tuttavia ad una conclusione certa e chiarificatrice.
Lo zodiaco di Dendera rappresentava la più elevata concezione astronomica egizia, dato che rappresentava l’eclittica, la più importante figura dell’universo conosciuto, dalla quale dipendeva la vita sulla Terra per tutti gli esseri animali e vegetali.

Gli antichi Egizi erano molto interessati all’eclittica, dato che su di essa poggiavano le fondamenta della Terra, i punti equinoziali e solstiziali, che definivano l’inclinazione dell’asse terrestre e la ripartizione della luce e del calore sulla Terra per la vita su di essa, come detto.
Lo zodiaco di Dendera mostra, pertanto, l’eclittica nella sua totalità assieme alle costellazioni zodiacali che ne definiscono la posizione nel cielo notturno.

La bellezza e la grandezza di questo zodiaco sono presentate da quattro figure femminili che appaiono reggere le accennate fondamenta della Terra nei quattro menzionati punti astronomici. La scelta di quattro figure femminili che reggono con le loro braccia la vita sulla Terra denota già di per sè una concezione di civiltà ed un rispetto per la donna di quei tempi oggi inimmaginabili.

L’importanza dell’eclittica era determinante per la concezione di equilibrio nell’esistenza umana.
Meglio delle parole che riesce o non riesce ad esprimere lo scrivente, colpisce l’eco, proveniente da quei lontani millenni, delle parole che sembrano essere uscite dalla bocca dell’autore (o del coautore) dello zodiaco, che in forma interrogativa ed affermativa allo stesso tempo, spiegano e chiariscono i menzionati fatti astronomici.
L’eco di queste parole è arrivato fino a noi attraverso miracolose vicende di traduzioni, trascrizioni, narrazioni e idee risalenti a quei lontani millenni, quando gli antichi Egizi costruirono ed immortalarono lo zodiaco di Dendera, le sue origini, il suo intento ed il suo significato:
“””DOV’ERI TU QUANDO IO PONEVO LE FONDAMENTA DELLA TERRA???

DILLO, SE HAI TANTA INTELLIGENZA!!

CHI HA FISSATO LE SUE DIMENSIONI, SE LO SAI,

E CHI HA TESO SU DI ESSA LA MISURA???

DOVE SONO FISSATE LE SUE BASI

E CHI HA POSTO LA SUA PIETRA ANGOLARE,

MENTRE GIOIVANO IN CORO LE STELLE DEL MATTINO

E PLAUDIVANO TUTTI I FIGLI DI DIO???

….

PUOI TU ANNODARE I LEGAMI DELLE PLEIADI

O SCIOGLIERE I VINCOLI DI ORIONE???

….

CONOSCI TU LE LEGGI DEL CIELO

O NE APPLICHI LE NORME SULLA TERRA???

…..

L’ACCUSATORE DI DIO RISPONDA!!!””””

Da queste parole appare chiaro che le Pleiadi si riferiscono al punto equinoziale di primavera e la costellazione di Orione si riferisce al punto solstiziale d’inverno.
I legami delle Pleiadi sono definiti tali dato che i punti equinoziali sull’eclittica sono dei punti fissi ed inamovibili ed indipendenti dall’inclinazione dell’asse terrestre.
La parola “vincoli” per il solstizio (o i solstizi) esprime il vincolo dell’inclinazione dell’asse terrestre, che rimane sempre parallelo a sè stesso nel suo giro intorno al Sole;
i detti vincoli possono essere sciolti di volta in volta dall’uomo quando l’inclinazione dell’asse terrestre cambia (oscillante tra 22,5 gradi e 24,5 gradi) e per riallineare di volta in volta i vari monumenti egizi esistenti ancora oggi, agli allineamenti solstiziali nel settore astronomico dell’orizzonte già menzionato in precedenza.

Quello alle norme del cosmo che dovrebbero essere replicate sulla Terra è un chiaro riferimento alle norme di equilibrio che l’eclittica rappresenta e che dovrebbero essere seguite dall’uomo. L’equilibrio cosmico in argomento può anche essere esteso ad un equilibrio universale dato che tutti gli elementi dell’intero cosmo, senza equilibrio, collasserebbero certamente. Era un evento che si verificava una sola volta all’anno e fu per tale motivo che la durata dell’anno solare egizio andava da equinozio ad equinozio di primavera.

16/01/2020.

In sostanza, lo zodiaco di Dendera mostra due circonferenze cosmiche delineate da costellazioni. Queste due circonferenze cosmiche sono l’eclittica, già descritta, e l’equatore celeste, entrambe delle circonferenze di riferimento astronomico basilari nella meccanica celeste. Queste due circonferenze sono intersecanti e i due punti di intersezione rappresentano i due punti equinoziali. L’importanza dei punti equinoziali veniva rivelata nei momenti del sorgere e del tramontare del sole sulla linea dell’orizzonte nei giorni degli equinozi, il 21 marzo ed il 23 settembre, dato che in tali momenti le tre circonferenze, eclittica, equatore celeste e linea dell’orizzonte, si intersecavano e si incontravano in un unico punto. Era un momento magico che si verificava una volta all’anno e fu per tale motivo che fin dagli inizi della civiltà egizia tradizionalmente la durata dell’anno di 365 giorni veniva misurata da equinozio a equinozio ogni 21 marzo. Delle due date, tradizionalmente si è sempre preferito riferirsi al punto equinoziale del 21 marzo dato che in tali momenti, inizio della primavera, ingresso del sole nell’emisfero nord, inizio di un nuovo giorno e di un nuovo anno coincidevano con l’usanza egizia di considerare la sponda orientale del Nilo, dove sorgeva il sole, come il regno della vita in contrapposzione alla sponda occidentale, dove tramontava il sole, considerata appartenente al regno dei morti.

Questo zodiaco fu ritenuto dai franesi un’importante antica testimonianza della civiltà egizia per cui essi ritennero utile portarlo a Parigi, dove oggi è conservato al museo dell’Ouvre dopo averlo scalpellato dal soffitto del tempio di Dendera che giaceva su un’ampia piattaforma sopraelevata di circa 40.000 metri quadri. La piattaforma facilitava l’osservazione del sorgere del tramonto e del sole dato che l’Egitto ad est ed a ovest del Nilo era circondato dal deserto che era anche un confine naturale che si confondeva più facilmente con la linea dell’orizzonte visibile dalla piattaforma del tempio di Dendera.  Il sorgere ed il tramontare del sole nei giorni del solstizio ed il sorgere ed il tramontare nei giorni dell’equinozio venivano marcati opportunamente poichè essi, questi tre punti fissi per molte migliaia di anni formavano con la posizione dell’osservatore al centro della piattaforma due triangoli rettangoli uguali per Agni setter, quello orientale e quello occidentale. La inamovibilità della posizione dei punti equinoziali faceva si che questi due punti, ad est ed a ovest, marcassero per l’eternità e con la massima precisione i punti cardinali est ed ovest. Questi punti, visibili ad occhio nudo da qualsiasi cittadino della terra determinavano la durata dell’anno solare egizio di 365 giorni 5 ore 48 minuti e 46 secondi rilevabile ancora oggi con la massina precisione dall’uomo sfruttando come strumento di misura lo stesso diametro del sole che è di mezzo grado, cioè 30 primi o due minuti di tempo, del quale l’occhio umano ne può valutare la più piccola parte fatta di soli pochi primi.

…continua…