BENVENUTA E BENVENUTO, WELCOME – GODITI L’INDICE DEGLI ARGOMENTI PRIMA DI FARE LA TUA SCELTA.

Posted in PUBBLICITA' with tags on febbraio 23, 2011 by beautiful41

NOTA GENERALE – NESSUN ARTICOLO O PARTE DI ESSO PUO’ ESSERE RIPRODOTTO O RIPUBBLICATO SENZA ESPLICITO E DIRETTO CONSENSO DELL’AUTORE.

1 – PENSIERI DELL’UOMO – ORIGINE E SCOPO DEL BLOG

2 - DOVE SIAMO – FISCHI PER FIASCHI DELLA RIVOLUZIONE COPERNICANA

3 - CHI SIAMO – UNA ANTICA VERITA’

4 – DOVE ANDARE  – IL PARADISO POSSIBILE SU QUESTA TERRA

5 – LA TRAPPOLA DELLA RAGIONE DELLA RIVOLUZIONE COPERNICANA

6 - PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI – L’ABBAGLIO DI COPERNICO E DELLA SCIENZA

7 – L’UOMO CONTA O NON CONTA NELL’UNIVERSO??? VISIONI DIVERSE

8 – I NUMERI “NON CONTANO” – L’ORIGINE DELLA “”SUPERIORITA'”” DELL’OCCIDENTE – FATTI DIVERTENTI SULLE MISURE DELL’ANTICHITA’

9 - COMPETIZIONE – DA DOVE VIENE IL SIGNIFICATO DI QUESTA PAROLA IN TEMPI RECENTI STRAVOLTO

10 - GIUSEPPE IN EGITTO – UN MESSAGGIO NASCOSTO DEI PADRI DELLA CIVILTA’

11 – IL BLOG DELLA VITA – PUBBLICITA’ SU QUESTO BLOG

12 - FREE MARKET – COME L’IDEA DI MERCATO E’ STATA STRAVOLTA DALLA RAPACITA’ DEI “LIBERISTI”

13 – FREE TRADE – COME L’IDEA DI COMMERCIO E’ STATA STRAVOLTA DALLA RAPACITA’ DEI “LIBERISTI”

14 - GIUSEPPE GARIBALDI – LE POCO CONOSCIUTE ORIGINI PROFESSIONALI E CULTURALI DI QUEST’UOMO

15 – AKHENATEN – UNA SPIEGAZIONE NUOVA E TOTALMENTE DIVERSA DEL SUO OPERATO

16 - I PARADIGMI DELLA FOLLUA – LE FOLLIE DEL RECENTE COLLASSO FINANZIARIO

17 – LA BIBBIA E GLI EBREI – NOVITA’ RIVOLUZIONARIE CHE SI FA FINTA CHE NON ESISTANO

18 - GRANDI STUDIOSI DELL’ANTICHITA’ CONTROCORRENTE

19 - LA GERMANIA – MOTIVO DEL SUO SUCCESSO

20 – COMUNISMO – PERCHE’ E’ CROLLATO E SIMILITUDINE COL CAPITALISMO CHE POTREBBE FARE LA STESSA FINE

21 - SIRIO – CARATTERISTICHE DELLA STELLA PIU’ GRANDE, BELLA E LUCENTE DEL CIELO

22 – IL CAPOLINEA MILLENARIO – IDEE E PROGRAMMI DI NUOVE VISIONI DI CIVILTA’ PER POLITICI CHE NON NE HANNO

23 - ORIGINE DELLA MISURA E DEL “MAAT” – ORIGINE DELLE MITICHE MISURE QUALI CUBITO, PIEDE, STADIA, ARTABA, CUBITO REALE, CUBITO E PIEDE ROMANO, TALENTO….

24 – CHIESA E SCIENZA UNITE NELL’IGNORANZA DELLA STELLA DI NATALE – L’ELIMINAZIONE DI SIRIO DAL CIELO AD OPERA DI CHIESA E SCIENZA – PERCHE’

25 - IL GRANDE PAN E’ MORTO!! UNA NUOVA INEDITA INTERPRETAZIONE DI BEAUTIFUL41

26 – IL BLOG RIVOLUZIONARIO!! – PERCHE’

27 - ANCHE L’AMERICA INIZIA A DEFINIRE L’AUTOREGOLAMENTAZIONE DELLA LIBERA ECONOMIA UN “MITO”

28 - L’INCAPACITA’ DI ISRAELE A RICONOSCERE LA REALTA’

29 - CRISTOFORO COLOMBO E LA CIRCONFERENZA DELLA TERRA – PERCHE’ ERA SICURO DI ARRIVARE ALLE INDIE – COMMENTI

30 –  L’UOMO AL RUBICONE MILLENARIO  – 21 GIUGNO – L’UOMO VERSO UNA NUOVA STORIA

31 - ENGLISH VERSION OF ARTICLE N.30 – CALL FOR 21ST JUNE OF ALL CITIZENS OF THE EARTH!!

32 - IL COSMO E LE LUNE DI GIOVE – UNA FAVOLA VERITA’ – ELIOCENTRISMO E GEOCENTRISMO IN FORMA DI FIABA

33 - I FIORI, I CONFINI DELL’EGITTO E L’INTELLIGENZA DIVINA – STORIA DI UN ARCAICO PENSIERO RAZIONALE E SPIRITUALE

34 - CRISTOFORO COLOMBO, LA BUSSOLA MAGNETICA E LA SCOPERTA DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE

35 – GIUSEPPE E I SUOI FRATELLI – LA CIVILTA’ E LA BARBARIE – LA “CONFESSIONE NEGATIVA” CONCRETIZZATA NELLA VITA QUOTIDIANA DA QUESTA STORIA IMMORTALE VALIDA IERI, OGGI E SEMPRE

36 – AUGUSTO E IL NUOVO MESE DI CLEOPATRA – UNA PROPOSTA MILLENARIA E UNA POSSIBILE RIPARAZIONE DI UN’INGIUSTIZIA

37 – I “CLANDESTINI” E L’ITALIA – UN PROBLEMA ANCORA POCO CONOSCIUTO

38 - MARCHIONNE E I TEMPLARI DEL XXI° SECOLO – COME LA DIRIGENZA ATTUALE OPERA COI PREGIUDIZI DI MILLE ANNI ADDIETRO

39 – GESU’ E L’ORIGINE DELLA CIVILTA’ – UNA NUOVA VISIONE – FINALMENTE UN PO’ DI LUCE DI RAGIONE  SU UNA VICENDA ALTRIMENTI ABRACADABRA

40 – LA CONFESSIONE NEGATIVA E SUO SIGNIFICATO – IL VERO E UNICO RIFERIMENTO IMMORTALE DELLA CIVILTA’

41 - UN CLANDESTINO VERO

42 - OMAGGIO AD UNA STELLA

43 – TERREMOTO A ROMA E TERREMOTO NEL MONDO – IL PRO E IL CONTRO DELLA LIBERTA’ INFINITA NELLE TELECOMUNICAZIONI APERTE A TUTTI E LA NECESSITA’ DI RIPRISTINARE LA PERDUTA MISURA

44 – LA DETERMINAZIONE DELLA LONGITUDINE CON LA LUNA – STORIA DEL CALCOLO DELLA LONGITUDINE COL METODO DELLE DISTANZE LUNARI

FLASH 45 – L’ITALIANO CON I GENITORI TEDESCHI – UNA BREVE DESCRIZIONE DI PREGIUDIZI RIDICOLI DOVUTI AL MONDO CHIUSO DEI PRIVILEGIATI ITALIANI

FLASH 46 – ELENIN E LE BUFALE DELLA SCIENZA

47 – IL RISVEGLIO DELL’ANIMA MUNDI

48 – THE REAWAKENING OF ANIMA MUNDI – TRANSLATION OF ARTICLE  N. 47

FLASH 49 – LA LAMPADA DI ALADINO E LA BOMBA ANTIMATERIA

FLASH 50 - LA LIBERTA’ DI SPIARE

51 - I RINNEGATI DEL TERZO MILLENNIO – LO SCOPO PER CUI FU COSTRUITO IL MECCANISMO O CALCOLATORE DI ANTIKYTHERA

52 – IL MECCANISMO DI ANTIKYTHERA E SUO SIGNIFICATO

FLASH 53 - “0,5 NON E’ 0,50″

FLASH 54 – MURDOCH, DARWIN E LA CIVILTA’ – LA BARBARIE CHE AVANZA

FLASH 55 - LA BOTTE PIENA E LA MOGLIE UBRUACA –  COME I CINESI GUARDANO I MALI DEGLI ALTRI E NON VEDONO LA LORO TRACOTANTE AVIDITA’

56 – IL CAPITALISMO DELLA FOLLIA

FLASH 57 – “ATTENTO ALLE IDI DI MARZO”!! – LA PRESIDENZA DELLA BCE MENTRE SI AVVICINANO LE NUVOLE DELLA TEMPESTA

FLASH 58 - “MA I MERCATI SONO RAZIONALI SOLO NELLA FANTASIA DEGLI ECONOMISTI” – MASSIMO MUCCHETTI – CORRIERE DELLA SERA

FLASH 59 - IL PRIMO DI CLEOPATRA – IL NUOVO MESE DENOMINATO IN SUO ONORE

60 - IL RE E LA REGINA DEL COSMO – COME SOLE E LUNA INDICAVANO LATITUDINI E LONGITUDINI NELL’ANTICHITA’

61 -PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI –  UNA  NUOVA SPIEGAZIONE – ED UNA NUOVA VISIONE DEI MOTI CELESTI

62 – IL NUMERO DELLA BESTIA – IL TRATTAMENTO CHE I CITTADINI DELLA TERRA RISERBANO PER I RESPONSABILI DEL DISASTRO GLOBALE

63 - SI MANGIA ITALIANO.!! – IL CIBO DEGLI DEI PER I PILOTI DI TUTTO IL MONDO

64 - LA DONNA AMERICANA – UNA TESTIMONIANZA ED UN TRIBUTO PER IL VALORE DELLA DONNA DIMENTICATA

65 – “CHARLATANS AND CRANKS”!! – LE FANTASIE DI COPERNICO E NEWTON – IL LIBRO DI GIOBBE – PERCHE’ LA SCIENZA PROCEDE CON GLI OCCHI BENDATI DA TRE MILLENNI

FLASH 66 - LA PAURA DELLA VERITA’ – CAPI DI STATO SENZA CORAGGIO CHE CONDUCONO I LORO PAESI ALLA ROVINA

67 - BANDIERE OMBRA E PARADISI FISCALI – L’ILLEGALITA’ RESA PERFETTAMENTE LEGALE ED OSSEQUIATA DALLA DIRIGENZA GLOBALE

68 – FURTO DI ARTICOLI

69 – ITALIA, RAGIONE E SECESSIONE – SUICIDIO DI UNO STATO – LA REALTA’ DELL’ITALIA AL MOMENTO DELL’UNIFICAZIONE SECONDO MODERNE RICERCHE

70 – LA CRESCITA E L’ARABA FENICE

71 - SEPPELLIMENTO IN MARE

72 – BENNU – L’UCCELLO DI FUOCO – UNA NUOVA INEDITA SPIEGAZIONE DEL SIGNIFICATO DEL SARCOFAGO DELLA GRANDE PIRAMIDE E DELL’ARABA FENICE

73 - IL DILUVIO UNIVERSALE – COME UNA CATASTROFE SIMILE POTREBBE ANCORA CAPITARE CON L’ECONOMIA INCONTROLLATA

74 – IL GATTO SULL’OCEANO

75 – IL GIORNALISMO ITALIANO 

76 - IL TRADIMENTO DELLE COSTITUZIONI – CHIAMATA PER IL SOLSTZIO D’INVERNO DEL 22 DICEMBRE – UNA NUOVA VISIONE DI CIVILTA‘ 

77 – THE BETRAYAL OF CONSTITUTIONS – CALL FOR WINTER SOLSTICE OF 22ND DECEMBER – A NEW AWAKENING – TRANSLATION OF ARTICLE N. 76

78 - TABU’ – LA MORTE DELL’EURO – FLASH

79 -FOLLIE – INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO – FLASH

80 – THE DAWN THAT IS COMING – CALL FOR 22ND DECEMBER

81 – L’ALBA CHE VERRA’….. – CHIAMATA PER IL 22 DICEMBRE - TRADUZIONE DELL’ART. 80

82 – TITANIC, ANDREA DORIA E OCCIDENTE – AFFONDAMENTO DI NAVI E CIVILTA’

83 - E’ NATA UNA STELLA – UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA PER SALVARE L’EUROPA E L’EURO ED I CITTADINI DELLA TERRA

84 - A STAR IS BORN – SAVING EURO AND THE WORLD – TRANSLATION OF ARTICLE N. 83

85 - GALILEO GALILEI, SIRIO E LA SENTENZA FINALE

86 – L’ANTITALIANO

87 - LA SVOLTA MILLENARIA DEL 2012

88 – EQUITALIA E MERKEL, LE DUE BEFANE

89 – LA RICERCA DEL SOLE 

90 - SAMIR

91 - MARIA DI SINGAPORE

92 – IRASSHAIMASE – BENVENUTA/O

93 – COSTA CONCORDIA – RAZZISMO E PREGIUDIZI

94 – GEORGE – ANIMA NOBILE

95 - PACT – LA CIVILTA’ DELL’ARMONIA

96 – OMPHALOS – L’UNIONE FRA CIELO E TERRA

97 - S.O.S. – SAVE OUR SOULS – S.O.S. DAL PIANETA TERRA

98 – S.O.S. – SAVE OUR SOULS – S.O.S. FROM PLANET EARTH

99 - LA PROFEZIA DI PASQUA MILLENARIA 2012

100 – CENERENTOLA – ORIGINE E SIGNIFICATO

101 - ARGO – LA COSTELLAZIONE DELLA CIVILTA’ E LA RICERCA DEL VELLO D’ORO

102 - TABU’ – LA SPESA PUBBLICA – FLASH

103 - IL CONTO SENZA L’OSTE – FLASH

104 - THE BEST AND THE BRIGHTEST – I MIGLIORI ED I PIU’ BRAVI

105 – LA RESURREZIONE DELL’EURO

106 – TWO SHIPS IN THE NIGHT – DUE NAVI NELLA NOTTE 

107 – IL SALVATAGGIO DEL TERZO MILLENNIO

Senza Numero ma con priorità – BLOG AFFIDABILE – Oscar Millenario

108 - LE IMPERITURE E INDISTRUTTIBILI – LE STELLE DELL’ANIMA

109 – EVOLUZIONISMO E CIVILTA’ – UNA NUOVA TEORIA

110 – LETTERE DAL FRONTE

111 – LETTERE DAL FRONTE – DUE

112 - LETTERE DAL FRONTE – FINE

113 - LA SUPERIORITA’ ARIANA E L’EURO-CENTRISMO

114 - LA MISURA DEL TEMPO

115 - 21 DICEMBRE 2012 – IL GRANDE RITORNO – – INVITO GENERALE PER I CITTADINI DELLA TERRA

116 - CICLO SOTIACO – RAZIONALITA’ E FOLLIA

117 – 2012 IN REVIEW

118 – FORMULA UNO MILLENARIA

119 - L’ETA’ DELL’ORO E DELL’ARGENTO

120 – IL GIARDINO DELL’EDEN

121 - THANK YOU!!!

122 – FORMULA UNO MILLENARIA – AGGIORNAMENTO

123 – REVISIONISMO??? SI’, GRAZIE

124 - ZEP TEPI – IL PRIMO TEMPO

125 - GRILLO. FOLLIA ITALIANA???

126 - LA MISURA SETTENARIA E IL CUBITO REALE – AI CONFINI DELLA STORIA

127 – IL CARRO DI HELIOS

Senza numero ma con priorità: LIEBSTER BLOG AWARD

128 - ETICA E CIVILTA’ DELLE ANIME CAPOVOLTE

129 – LO SCONTRO DELLE CONCEZIONI

senza numero – 2013 IN REVIEW

130 – PESCE D’APRILE COPERNICANO – IL REVISIONISMO DELLA SCIENZA

131 – ARCA DI NOE’ E ARGO. LA STESSA ED UNICA STORIA???

132 – LE DIMENSIONI DELLA TERRA ED I PAPOCCHI DI NEWTON

133 – LE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO – PARTE PRIMA

134 – LE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO – PARTE SECONDA

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Le Origini del Cristianesimo – Parte Seconda

L’Età dell’Argento fu l’Età delle stelle, l’Età del cielo e l’Età del cielo stellato. L’uomo era avvolto dalle stelle e da tutti gli astri che lo sovrastavano in una fantasmagorica sceneggiatura naturale formata da milioni e milioni di luci di intensità infinite e variabili, di tutti i colori dell’arcobaleno, alternate e pulsanti, quasi parlanti un linguaggio chiaro annunciante e manifestante la vita e l’evoluzione dell’universo e del cosmo sopra la sua testa. Dentro tale quadro si delineava, chiara e precisa, la fascia sinuosa e ondulante della Via Lattea formata da miliardi di miliardi di stelle lontanissime e che fin da subito sembrava un fiume cosmico, la esatta controparte celeste del sottostante Nilo sulla Terra. Questo era il cielo che si poteva osservare nel clima asciutto e desertico subtropicale della Valle del Nilo dalla prima cataratta fino all’estuario sul Mediterraneo.

Questo cielo divenne l’unica occupazione per l’uomo che abitava nella Valle, ed anche la sua sola preoccupazione, perché in questa Valle si verificava un fenomeno unico al mondo: i prodotti agricoli necessari per la sua alimentazione crescevano da soli grazie alla piena annuale del Nilo, ricca di limo fertilissimo, provocata dallo scioglimento delle nevi sull’altopiano etiopico.

Libero dalla necessità di procacciarsi il cibo, sempre abbondante intorno a lui, l’uomo della valle del Nilo indirizzò il proprio interesse alla comprensione dei segreti delle stelle e di tutti gli astri del cielo, dato che appariva sin dall’inizio che gli avvenimenti che si verificavano sulla Terra erano in stretta relazione con gli avvenimenti celesti. Ciò diede origine al concetto “come sopra così sotto”, che può considerarsi il motto dell’età dell’Argento nella valle del Nilo.

Questo processo di conoscenza fu favorito e facilitato dal fatto che questa valle era completamente isolata dagli altri popoli per la presenza del deserto su entrambe le sponde del Nilo. Con l’ausilio di pozzi verticali e di aste verticali collocati in vari punti lungo tutta la valle del Nilo fino al Mediterraneo, l’uomo dell’età dell’Argento iniziò ad osservare i corpi celesti che transitavano allo zenit ed anche l’ombra del sole in corrispondenza del mezzogiorno (o passaggio in meridiano). Queste iniziali osservazioni furono in seguito ripetute in varie parti di tutto il mondo antico conosciuto e portarono alla mappatura di tutte le stelle, alla mappatura e dimensioni della Terra e all’istituzione dell’unità di misura sessagesimale.

Con i suddetti elementi di base, l’uomo dell’età dell’Argento si accinse al passo successivo, ovvero quello di dipingere la sua storia e le sue conquiste sulla tela naturale del cielo stellato. Per poter realizzare ciò, proprio come farebbe un pittore nello “squadrare il foglio” al fine di ottenere delle linee di riferimento prima di rappresentare le sue opere, così l’astronomo dell’età dell’Argento ricavò dal cielo stellato tutte le linee di riferimento principali di quella che noi oggi chiamiamo meccanica celeste: equatore celeste, eclittica, punti equinoziali, solstizi. Tali linee di riferimento furono marcate da costellazioni per essere facilmente riconoscibili e per dare così la possibilità ai pittori celesti di rappresentare e narrare circa le figure più importanti della loro storia.

Per le figure più importanti della loro storia questi antichi pittori scelsero, certamente non senza ragione, Iside ed Osiride a rappresentare per l’eternità l’importanza dell’Amore Cosmico quale parte fondante dell’evoluzione.
Iside fu fatta rappresentare dalla stella più brillante, grande e bella del cielo, ovvero la stella Sirio, per le sue nobili e divine caratteristiche. Sirio marcava con la massima precisione l’anno solare di 365,2422 giorni; sorgeva eliacalmente all’inizio della piena annuale del Nilo, evento importantissimo per la vita nella valle, e le sue caratteristiche hanno dell’incredibile perché oggi, nel 2014, a 6000 anni di distanza dalla prima testimonianza storica di tale sorgere eliacale, questa stella continua a sorgere eliacalmente ai primi di Luglio, ciò che lascia supporre che anche all’inizio dell’età dell’Argento (18.000 a.C. circa) Sirio sorgeva eliacalmente come oggi. La sua scelta, pertanto, a rappresentare la grande Iside è stata una scelta ponderata, studiata nei minimi particolari e dopo osservazioni della durata, certamente, di vari millenni.

Osiride, invece, fu fatto rappresentare dalla costellazione di Orione. Le stelle che compongono Orione, anche se non sono lucenti come Sirio, sono altamente distinguibili ad occhio nudo e sono altrettanto fisse come Sirio. La costellazione di Orione fu scelta a bisecare precisamente l’equatore celeste proprio perché Osiride fu riconosciuto regnare sia sull’Alto Egitto che sul Basso Egitto, come pure fu riconosciuto il regnante sulla Vita e sulla Morte. Osiride ed Iside, assieme, erano anche i giudici supremi che sovrintendevano all’operazione della pesatura del cuore che assegnava alle anime dei morti la destinazione nei Campi Elisi o nel fuoco, a seconda delle loro azioni in vita. Osiride apre la strada alla sua amata Iside ogni Dicembre al centro del cielo stellato per rammentare a tutti gli uomini della Terra l’importanza del loro amore che è essenzialmente il motore della vita nell’Universo.

I pittori del cielo stellato, dopo aver rappresentato Iside ed Osiride, per soddisfare la curiosità del lettore, rappresentarono una terza figura importantissima nella loro storia, che è anche parte della storia dell’umanità, ovvero la figura di Argo (Arca di Noè), di cui abbiamo già parlato agli articoli n. 101 e 131.

Le tre figure di Iside, Osiride ed Argo, essendo le sole figure storiche rappresentate sulla tela del cielo stellato, devono essere state, per tale motivo, ritenute dagli antichi egizi di un’estrema e primaria importanza.

L’età dell’Argento si concluse definitivamente verso il 3000 a.C. quando essa cedette il passo all’età del Bronzo. Varie furono le ragioni di tale passaggio, fra le quali le più importanti, forse, furono: il formarsi di varie nazioni ed imperi dell’antichità (Sumeri, Assiri, Babilonesi, Persiani, Indiani, Cinesi, Ittiti, Ellenici, etc.), la costruzione, per la prima volta nella storia dell’uomo, delle armi di bronzo per uccidere il proprio simile, per uccidere altri popoli e per ottenere il predominio sulla Terra, ed inoltre l’abbandono dell’osservazione del cielo e l’istituzione della misura basata sul numero sette del cubito reale egiziano, il quale era un cubito di sette palmi, che si ricavava da una radice cubica (cioè lo spigolo di un cubo) e non più dal cosmo o dal cielo stellato che forniva uno spirito di equilibrio universale. Il pensiero di “come sopra così sotto” e l’Amore Cosmico, insieme con le regole della Confessione Negativa, tramontarono e lentamente svanirono, venendo così dimenticate.

Dopo circa mille anni di progressivo oblio e di declino delle regole morali e civili dell’uomo, in Mesopotamia fu istituito il Codice di Hammurabi, quello della legge del taglione e del famoso “occhio per occhio, dente per dente”, basato sulla vendetta. Sempre più dimentico della concezione dell’Amore quale forza generatrice di evoluzione, l’uomo si trovò nella condizione disperata di non conoscere nè di riconoscere la realtà dell’Universo intorno a lui.

Incapace di ragionare con la propria testa, avendone perso l’abitudine, l’uomo proseguì in questo declino  fino ad inventarsi un Dio antropomorfo che gli ordinava quali azioni compiere e quali no, dando così inizio al concetto di religione attuale. L’uomo divenne così uno schiavo del Dio antropomorfo, che fu il Dio delle religioni monoteiste esistenti tutt’ora e che si sono qualificate per secoli da sole con le rivalità belligeranti che ben conosciamo.

Nonostante tale oblio del passato, quindicimila anni non vengono cancellati senza lasciare profonde tracce sia nella memoria sia nella coscienza. Fu forse per questo motivo che in Egitto fu fondato e si sviluppò l’Ordine religioso degli Esseni Terapeuti che cercava di portare avanti confusamente ed inconsciamente l’antico spirito delle regole della confessione negativa. Il membro più importante di questo Ordine religioso egiziano fu un certo Gesù, che andava predicando, spiegando ed insegnando le idee degli Esseni Terapeuti, che erano idee di pace, fratellanza, amore e rispetto simili a quelle di Osiride di cui abbiamo già parlato nella prima parte dell’articolo. Il resto è storia conosciuta.

Della storia, poi diventata mito, di Iside ed Osiride il Cristianesimo prese le parti essenziali quali il sacrificio di Cristo-Osiride, la verginità della Madonna, il concepimento per opera dello spirito santo, la nascita del bambino Gesù saivatore, la figura della Madonna col bambino, la resurrezione di Cristo-Osiride, il giudizio delle anime dopo la morte, ma non riuscì mai a capire le implicazioni ed i significati derivanti dall’amore di Iside come descritto nella prima parte dell’articolo.

Seth, la forza demoniaca del Male, lungi dall’essere reso innocuo, si è lasciato sviluppare senza freni ed oggi è estremamente potente, munito delle armi e tecnologie più potenti e sofisticate. Il suo intento è quello di distruggere, ma solo fino a quando l’Amore evolutivo di Iside glielo permetterà.

Questo è il messaggio che appare dalla ricerca delle origini del Cristianesimo. 

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133 – LE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO – PARTE PRIMA

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Le Origini del Cristianesimo – Parte prima

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Iniziato il 15 del mese di Cleopatra 2014.

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Le origini del Cristianesimo affondano le loro radici in un grande amore fra un uomo e una donna, o, meglio, una donna ed un uomo, Iside ed Osiride. Essi si incotrarono sulle sponde del Nilo ed intuirono, attraverso lo scambio dei loro primi pensieri, che le loro anime erano molto affini e che stava per accendersi la scintilla di un grande e profondo amore. Ma essi non immaginavano che il loro amore sarebbe divenuto una luce di riferimento per tutti gli uomini sulla Terra e per tutti  i millenni a venire.

Iside era molto bella ma la sua bellezza non superava la bellezza della sua anima che si manifestava con mille bagliori di arcobaleno che dipingevano tutte le sue espressioni. I suoi capelli erano neri e lucidi ed erano da lei pettinati a volte “a caschetto”, come si usava da quelle parti, ed a volte erano annodati dietro la nuca con un nastrino color argento che lasciava cadere tre pendenti di boccoli a spirali e, ai lati del viso, due grandi cerchi neri come fossero orecchini.

Iside indossava tuniche di lino finissimo, orlate con fiori ricamati multicolori, a maniche corte con ampie scollature a “V” o quadrate ed abbottonature centrali, dai colori da lei preferiti, bianco e blu notte. La sua innata femminilità e personalità risaltavano in maniera naturale per la cura con la quale essa amava presentarsi.

L’amore che si sviluppò fra Iside ed Osiride era alimentato dalla loro reciproca fiducia che li univa dovunque essi fossero, lontani o vicini, in un crescendo senza fine. L’amore penetrò ogni angolo delle loro anime e, come un fluido magico, straripò diffondendosi per tutta la Terra con la sua Natura, proseguendo fino ad includere tutte le meraviglie dell’Universo.

Motivato dall’onda di questo profondo sentimento Osiride cominciò a capire cose che prima non aveva mai capito. Egli pertanto si mosse ed iniziò a viaggiare per tutto il mondo conosciuto per predicare, insegnare e spiegare a tutte le genti della Terra una nuova concezione dell’umana esistenza, basata sull’amore ed il rispetto per i propri simili, per tutte le forme della natura e per tutte le forme di vita sul palcoscenico della Manifestazione, dalle acque dei fiumi e dei mari con tutte le loro creature, a tutti gli uccelli del cielo, a tutte le creature della terra ferma, a tutti gli alberi e fiori della lussureggiante flora, affinchè nessuno di tali elementi potesse prevalere o sopraffarne un  altro.

L’amore di Iside aveva spinto Osiride a dare il via alla prima Rivoluzione sociale dell’homo sapiens. Egli ebbe un grande successo e fu acclamato ed osannato da tutti i popoli della Terra che riconobbero in lui il loro Maestro di Giustizia ed il sovrano della Pace e della Fratellanza e dell’Equilibrio fra tutti gli elementi della vita evolutiva.

Il Male però era in agguato. Il grande successo di Osiride causò una distruttiva inarrestabile invidia nell’animo di suo fratello Seth che per tale motivo decise di ucciderlo. A tale scopo Seth organizzò una festa o banchetto a cui fece partecipare 72 congiurati invitando anche Osiride. Lo svolgimento della festa prevedeva un gioco il cui vincitore sarebbe stato colui che fosse riuscito ad entrare perfettamente in una bara vuota, appositamente allestita al centro della sala. Tutti provarono ad entrare ma senza riuscirvi perchè la bara era stata costruita sulle misure di Osiride, finchè quest’ultimo vi prese posto. I congiurati immediatamente scattarono e chiusero la bara con il suo coperchio in modo ermetico. La bara contenente Osiride fu quindi gettata nel Nilo.

Iside venne a sapere di quanto accaduto e possiamo solo immaginare l’esplosione di emozioni, sentimenti, dolore, disperazione e tormento nella sua anima e nel suo cuore alla notizia di una tale terribile tragedia. Ma indomita e coraggiosa, dopo i primi momenti di sbandamento, essa si mise alla ricerca determinata della bara e del corpo di Osiride.

(Vi sono varie versioni per il ritrovamento del corpo  di Osiride ma esse tutte non alterano il senso generale di questa storia).

Seth, al fine di prevenire Iside, ripescò la bara dal fiume e smembrò il corpo di Osiride in 14 parti gettandole in varie aree del Nilo. Iside chiamò a raccolta tutte le sue forze ed i suoi poteri al fine di ritrovare il suo amato, pregando tutte le forze benevole dell’Universo di soccorrerla ed aiutarla. Le forze occulte dell’Amore Cosmico, che sono di gran lunga prevalenti sul Male, si commossero ed intervennero, concedendo ad Iside il ritrovamento delle parti di Osiride e la loro ricomposizione.

Perseguendo con determinazione il suo obiettivo fino in fondo, secondo la sua natura rigeneratrice, Iside riuscì, con i poteri magici della sua superiore femminilità, a resuscitare alla vita Osiride quel tanto da permetterle il concepimento di un figlio, il frutto del loro amore totale, mortale ed immortale e senza fine. Correva l’anno 20.000 A.C. circa.

Quello che Osiride capì sotto l’influsso dell’amore di e per Iside era l’idea del MAAT, l’idea del vivere in equilibrio, nell’armonia e nel rispetto di tutte le forme di vita dell’Universo. Il Maat costituì la filosofia portante della antica civiltà egizia e fu anche l’espressione più rappresentativa dell’Età dell’Argento che si protrasse per circa 15.000 anni dal 18.000 A.C. fino al 3.000 A.C..

L’Età dell’Argento, avvalendosi di regole di etica universali e valevoli in ogni tempo, vide lo sbocciare ed il fiorire di una pianta unica nella storia dell’uomo, la Conoscenza ed il pensiero razionale, in tutte le forme che conosciamo: agricoltura, addomesticamento degli animali, scrittura, astronomia, geometria, matematica, urbanizzazione, architettura, opere ingegneristiche e monumentali, pittura, scultura, letteratura, arte e musica, mappatura del cosmo  e delle stelle, mappatura della Terra, unità di misura e dimensioni della Terra, delle quali solo briciole ci sono pervenute attraverso i classici greci. Ma per sapere come e perchè sia stato possibile lo sviluppo di tutto ciò dobbiamo tornare ad Iside, questa Donna meravigliosa dalla quale tutto ebbe inizio.

Iside partorì e diede alla luce un bellissimo pargolo che lei chiamò Horus, nutrendolo ed allevandolo con tutte le cure che può offrire una madre per un figlio tanto voluto ed amato. Horus crebbe sano e forte e quando raggiunse la maturità e l’indipendenza dalla madre egli decise di vendicare la morte del padre dando inizio ad una lotta senza quartiere al fine di uccidere Seth. Horus era il figlio dell’Amore, Amore lui stesso, e cercava di uccidere Seth, il Male, per eliminarlo per sempre dall’Universo.

Il duello fu titanico e durò per lungo tempo mentre i suoi echi riverberarono per il Cosmo intero. Durante questa epica lotta Horus perse un occhio e Seth perse i testicoli, ma nessuno dei due riuscì a prevalere sull’altro, finchè le forze evolutive dell’Universo intervennero ed assegnarono la vittoria e lo scettro del comando ad Horus, l’Amore, designandolo Re, Signore e Governatore dell’Universo.

Horus imparò e capì la lezione vissuta sulla propria pelle. L’amore appartiene all’evoluzione perchè solo  l’amore genera e rigenera continuamente la vita nell’Universo e per questo motivo è infinitamente prevalente sul male. Il Male non può generare o rigenerarsi ma può diventare estremamente distruttivo e letale solo se lasciato crescere e svilupparsi liberamente senza freni o senza regole. Era la nascita del pensiero razionale.

Horus pertanto si accinse al concepimento, formulazione ed istituzione di regole universali e valevoli in ogni tempo al fine di assicurare un progresso pacifico rendendo il male totalmente innocuo, in condizioni tali da non potersi sviluppare.

Queste regole sono venute alla luce dalle sabbie in seguito a scavi archeologici e sono state chiamate “Confessioni Negative” dai moderni archeologi; tuttavia non sappiamo il titolo che in origine fu dato a queste regole. Di esse si sono trovate varie versioni scritte su papiri risalenti al 3000 a.C. circa, a testimonianza del fatto che gli scriba che si accinsero a scrivere queste regole riportavano concetti antichissimi finanche per loro, che pertanto si prestavano ad interpretazioni diverse, anche se accomunate ad un unico filo conduttore di etica. Queste regole sono:
1. NON INFERIRE SOFFERENZE
2. NON RAPINARE
3. NON FARE VIOLENZA VERSO ALCUNA PERSONA
4. NON RUBARE
5. NON UCCIDERE UOMO O DONNA
6. NON TRUFFARE SULLE QUANTITA’
7. NON AGIRE CON INGANNO
8. NON SFRUTTARE INGIUSTAMENTE LA NATURA
9. NON PRONUNCIARE IL FALSO
10. NON PRIVARE ALCUNA PERSONA DEI PROPRI BENI
11. NON BESTEMMIARE
12. NON SOTTRARRE CIBO AD ALCUNA PERSONA
13. NON AGIRE IN MALAFEDE
14. NON AGIRE CON RABBIA BRUCIANTE
15. NON INVADERE LA TERRA ALTRUI
16. NON UCCIDERE O VIOLENTARE ALCUN ANIMALE
17. NON DEVASTARE TERRENI COLTIVATI
18. NON CREARE IMBROGLI
19. NON CALUNNIARE ALCUNA PERSONA
20. NON ARRABBIARTI SENZA UNA GIUSTA CAUSA
21. NON FORNICARE, NE’ COMMETTERE SODOMIA
22. NON CORROMPERE TE STESSO
23. NON FAR L’AMORE CON LA DONNA ALTRUI
24. NON IMPAURIRE ALCUNA PERSONA
25. NON PARLARE CON RABBIA
26. PERSEGUIRE GIUSTIZIA E VERITA’
27. NON FAR PIANGERE ALCUNA PERSONA
28. NON ESSERE BLASFEMO
29. NON AGIRE CON VIOLENZA
30. NON  ESSERE PRECIPITOSO
31. NON MALTRATTARE TE STESSO
32. NON PARLARE PIU’ DEL NECESSARIO
33. NON COMMETTERE FRODE
34. NON INGIURIARE IL TUO SOVRANO
35. NON INQUINARE LE ACQUE
36. NON ESALTARE I TUOI DISCORSI
37. NON MALEDIRE LA NATURA
38. NON AGIRE CON INSOLENZA
39. NON FARE DISTINZIONI (O NON DISTINGUERSI)
40. NON ARRICCHIRSI OLTRE I PROPRI BENI
41. NON MALEDIRE LE COSE DI CUI DISPONI
42. RISPETTARE IL PATRONO DELLA PROPRIA CITTA’.

Così l’amore di Iside causò il sorgere del pensiero razionale e diede inizio all’Età dell’Argento.

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Continua con il prossimo articolo 134.

132 – LE DIMENSIONI DELLA TERRA ED I PAPOCCHI DI NEWTON

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LE DIMENSIONI DELLA TERRA ED I PAPOCCHI DI NEWTON.
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Ci è stato detto e ripetuto, da secoli, nelle scuole ed università, su libri di testo e divulgativi e su enciclopedie etc, che la Terra è schiacciata ai poli ed ha un rigonfiamento all’equatore, ciò che le conferisce una forma ellissoidale. Tale idea nacque da Newton, secondo il quale la rotazione della Terra sul suo asse produce delle forze centrifughe che determinano il suddetto rigonfiamento equatoriale. Newton, senza avere alcuna evidenza che potesse confermare questa idea, come sua abitudine, costruì delle formule matematiche per corroborare l’ipotesi dello schiacciamento della Terra ai poli che continua ancora oggi.

Ma, circa due secoli dopo Newton, si verificarono due eventi di tutto rispetto che avrebbero dovuto far suonare degli assordanti campanelli d’allarme nelle menti di molti cervelli del pianeta, affinché correggessero l’idea di Newton.
Il primo di tali eventi fu l’istituzione del sistema metrico decimale, fatto dai francesi poiché la vecchia unità di misura del piede aveva perso tutta la sua precisione e nessuno ne conosceva più l’origine, ragion per cui il piede variava da paese a paese, da contrada a contrada, da città a città, creando una “Babele” totale che si ripercuoteva su tutte le misure. I francesi si prefissarono di creare una nuova unità di misura che doveva rappresentare una decima milionesima parte dell’arco di meridiano fra l’equatore ed il polo. Sorse pertanto la necessità di misurare la distanza di questo arco di meridiano dall’equatore al polo.

L’impresa di misurare l’arco di meridiano dall’equatore al polo, fatta dai francesi, fu una memorabile, avventurosa ed affascinante pagina della scienza moderna.
Essi cominciarono dalla Lapponia e, scendendo sempre verso l’equatore per meridiano, a pezzo a pezzo, passando per Dunkerque, attraversando tutta la Francia fino ai Pirenei ed oltre, proseguendo in centro e sud America fino al Perù, per mezzo di triangolazioni oggi note a qualsiasi geometra, misero assieme una serie di lunghezze dell’arco meridiano che portarono alla misurazione totale della distanza dall’equatore al polo pari a 10 milioni di metri.

Tali misurazioni fatte dai francesi condussero alla scoperta del fatto che un primo, o un grado di arco di meridiano aumentava la propria lunghezza progressivamente dall’equatore al polo. Un primo di arco di meridiano all’equatore era 1.842 mt e lo stesso primo di arco di meridiano al polo era 1.862 mt, cioè circa 20 metri in più del primo di arco all’equatore. I francesi notarono questa discrepanza, la quale confermava che la Terra non era perfettamente sferica e, anziché essere schiacciata ai poli come a suo tempo teorizzato da Newton, era, in realtà, allungata ai poli e, di conseguenza, schiacciata all’equatore.
Dagli archivi storici risulta che i francesi espressero questa loro opinione riguardo la forma della Terra allungata ai poli, ma, forse per motivi politici e per altri motivi, dal momento che correvano i tempi convulsi della rivoluzione francese, essi non riuscirono a ribaltare la precedente teoria di Newton che, pertanto, continuò ad essere accettata.
Il sistema metrico decimale, fra i due estremi primi di 1842 mt all’equatore e di 1862 mt ai poli, stabilì che si usasse la lunghezza media di un primo di arco alla latitudine di 45°, pari a 1852 mt valevole per tutta la Terra, rendendola così sferica e perfetta ai fini dei calcoli cartografici e di navigazione.

Il secondo evento che si verificò, che avrebbe dovuto attirare l’attenzione generale su quest’argomento, furono le campagne archeologiche che ebbero inizio con Napoleone Bonaparte in tutto il “mondo antico” e che portarono alla luce gli “Omphalos”, descritti all’articolo 96. Questi Omphalos (oppure Onfalo in italiano), sia sotto forma di pietre originali sorte dagli scavi, sia come raffigurazioni rinvenute in alcune tombe e sui papiri e risalenti all’inizio della storia egizia, possiedono tutti una forma semisferica allungata verso l’alto. A giudizio di molti studiosi questi Omphalos rappresentavano l’emisfero nord terrestre, e la loro forma voleva mostrare che il grado di arco di meridiano progressivamente aumentava dall’equatore al polo. Questi studiosi, pur riconoscendo che gli Omphalos rappresentavano l’emisfero nord terrestre, non osarono trarne la logica conseguenza che la Terra era allungata ai poli, accecati forse dal pregiudizio di Newton, per cui, ancora una volta, si continuò a credere come una verità scientifica-dogmatica la teoria di Newton, rinunciando ad interpretare l’evidenza che si trovava sotto i loro occhi.

Su alcune di queste raffigurazioni degli Omphalos è posta un’unità di misura, piede o cubito, per indicare che gli Omphalos, oltre a quanto già detto all’articolo 96, servivano per misurare gli archi di meridiano dall’equatore al polo. La misura dell’arco di meridiano dall’equatore al polo è sempre stata fondamentale perché il possesso di tale misura permette la conoscenza delle dimensioni e della forma della Terra. Questo concetto, o idea, era valido ai tempi degli antichi egizi e fu perseguito, forse inconsciamente, anche dai francesi che istituirono il sistema metrico decimale. La sola differenza tra i francesi e gli antichi nel misurare la lunghezza dell’arco meridiano sta nel fatto che, mentre i francesi si riferirono alla lunghezza totale equatore-polo per ricavare il metro (come detto, una decima-milionesima parte di esso), gli antichi si riferirono alla lunghezza dell’arco di un singolo grado alle varie latitudini. Per esempio, un grado di meridiano all’equatore ha una lunghezza di 1842 x 60 = 110.520 metri, ed un grado di arco di meridiano al polo ha una lunghezza di 1862 x 60 = 111.720 metri.

A compendiare questi due eventi occorsi dopo Newton, bisogna aggiungere che, recentemente, con i satelliti artificiali, si è proceduto alla misurazione dell’arco di meridiano come mai in passato. I satelliti hanno, in pratica, corretto le precedenti misurazioni ottiche effettuate dai francesi, ed hanno dato, per l’arco di meridiano dall’equatore al polo, 2288 metri in più rispetto ai 10 milioni misurati dai francesi, per un circolo meridiano totale, che avvolge tutta la Terra, pari a 40.009.152 metri. Gli stessi satelliti hanno dato 1842,9 metri come lunghezza di un primo di arco di meridiano all’equatore e 1862,5 metri come lunghezza di un primo di arco di meridiano al polo, confermando con ciò il progressivo aumento del primo di arco di meridiano man mano che dall’equatore ci si avvicina al polo.

Ora non è necessario essere uno scienziato, né un astrofisico, né un matematico per accorgersi dell’evidenza che sta davanti agli occhi di tutti, e basterebbe finanche una massaia, magari impegnata fra un’omelette ed un cappuccino, a rendersi conto che uno stesso angolo sottende un arco di lunghezza inferiore per le superfici più vicine, e sottende un arco di lunghezza maggiore per le superfici più lontane. Se un primo di arco di meridiano all’equatore ha una lunghezza di 1842,9 metri, come detto, ed al polo la stessa lunghezza diventa di 1862,5 metri, ciò significa semplicemente che l’equatore è più vicino al centro della Terra mentre il polo è più lontano dallo stesso centro, e che la Terra è di conseguenza allungata ai poli e schiacciata all’equatore, cioè l’esatto contrario di quanto sostenuto da Newton e dalla scienza moderna.

La lunghezza dell’equatore di 40.076 km, come riportato su vari libri di testo e divulgativi, è una lunghezza risultante dalla teoria di Newton e non dalle evidenze sopra descritte, per poter conservare la vecchia idea dello schiacciamento della Terra ai poli. La lunghezza dell’equatore, invece, risultante dalle suddette evidenze, è in realtà 1842,9 x 21.600 = 39.806.640 metri, ovvero 39.806 km, o una misura molto vicina a questa cifra, comunque di molto inferiore alla lunghezza del circolo meridiano. Nei calcoli di navigazione e di cartografia è preso in considerazione un primo di arco di meridiano unico per tutta la Terra pari a 1852 metri, che è la misura media fra il primo di arco all’equatore e quello al polo. Pertanto la lunghezza dell’equatore non ha influenza alcuna nei calcoli di posizione, che sono sempre basati sul primo di arco di meridiano. Ciò ha reso possibile mantenere la lunghezza dell’equatore come un valore empirico, per confermare quanto teorizzato da Newton.

Nei secoli si è pertanto mantenuto intatto lo schiacciamento della Terra ai poli ipotizzato da Newton, pur avendo l’evidenza del contrario. Tutti facciamo degli errori e , come si dice, “chi opera sbaglia”, e nessuno si può erigere a giudice o a maestro sugli errori fatti dagli altri quando ciò avviene in buona fede. Ma quando questi errori non vogliono essere riconosciuti solo per salvaguardare la reputazione di un grande personaggio della scienza, allora il minimo che si può dire o gridare è: VERGOGNA!!!!

Forse Newton aveva preso in considerazione solo le forze centrifughe generate dalla rotazione della Terra intorno al proprio asse, dimenticandosi che la Terra gira anche intorno al Sole e che le forze centrifughe prodotte da questo moto di rivoluzione sono preponderanti rispetto a quelle da lui considerate. Ecco perché la Terra è allungata verso i poli.

Qualsiasi sia la causa di questo allungamento, esso è inconfutabile, data l’estrema precisione con cui è stato misurato l’arco meridiano.
Appare anche illuminante il fatto che gli antichi avessero già espresso questa nozione con i loro Omphalos, i quali, oltre che per stabilire l’unità di misura sfruttando il triangolo rettangolo formato dall’ombra del sole lasciata da un’asta verticale quando in meridiano, cioè a mezzogiorno (da cui la parola meridiano), marcavano dei centri geodetici dai quali si procedeva alla mappatura del cielo stellato e della Terra, come descritto all’articolo 96, e certamente la forma degli Omphalos così sistematicamente precisa ed uguale nelle sculture e nelle pitture, è una chiara indicazione che la Terra è allungata verso i poli ed è schiacciata all’equatore.

Le evidenze ed i fatti sopra descritti sono semplici e chiari e parlano da soli. Appare ormai chiaro che Newton, come altri cosiddetti “padri fondatori della scienza moderna”, senza la conoscenza del cielo, senza avere mezzi conoscitivi adeguati, e senza alcuna prova che potesse convalidare la sua teoria, era solo un dilettante allo sbaraglio che ha contribuito enormemente alla distorsione del pensiero razionale in tutti i settori della conoscenza, e da cui sarà molto difficile riprendere il filo perduto.

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P.S. – Naturalmente l’allungamento ai poli fa cadere anche l’altra sua teoria della rotazione dell’asse terrestre in circa 26.000 anni come già descritto all’articolo 61.

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131 – ARCA DI NOE’ E ARGO. LA STESSA ED UNICA STORIA???

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Arca di Noè e Argo – La stessa ed unica storia???

L’Arca di Noè ed il Diluvio Universale sono parti di un racconto biblico del Vecchio Testamento. Tale racconto è stato diffuso in tutto il mondo a mezzo dei popoli aderenti alle fedi monoteiste risalenti a Mosè. La sua narrazione è in sostanza la descrizione di una sopravvivenza di un gruppo di persone di fronte al pericolo mortale causato da innalzamento delle acque.

Il racconto biblico di un tale evento non è il solo. Nella mitologia classica greca esiste il mito di Deucalione che, come il Noè biblico, si salvò dalle acque del Diluvio con una nave che atterrò sulle pendici dell’Etna e poi sui monti del Parnaso. In una delle versioni che riportano tale mito viene precisato che il viaggio durò nove giorni prima dell’ arrivo nei pressi dell’ Etna. Da dove provenisse questa nave non è dato sapere. Tale mito, risalente ai tempi di Zeus, Prometeo, Pirra e Pandora, attesta naturalmente la sua estrema antichità.

In tempi moderni, a seguito di scavi archeologici, si è scoperta l’esistenza di un terzo racconto del Diluvio Universale scritto su tavolette di argilla rinvenute in Mesopotamia e descriventi la storia di Utnapishtin simile in tutto e per tutto a quella del Noè biblico. Questa versione, trascritta in accadico e babilonese, risale in origine ai Sumeri che la avevano messa per iscritto la prima volta forse verso il 3200 AC.

Oltre alle innumerevoli tradizioni orali di miti e leggende, comuni ai popoli di tutta la Terra, relativi ad un tale evento, abbiamo pertanto tre racconti diversi dello stesso avvenimento redatti in lingue, contesti e tempi diversi. Ciò fa supporre una fonte originaria comune da cui sono stati tratti i tre racconti.

La versione greca di Deucalione ci fu tramandata da Omero, che ne accennò l’esistenza nell’ Iliade, ma dello stesso Omero sappiamo ben poco di attendibile. Chi ne ha parlato in maniera più approfondita e certa è stato invece Apollodoro, che studiò ad Alessandria d’ Egitto, ove nella locale biblioteca attinse questo racconto che necessariamente proveniva dagli archivi precedenti di Heliopolis (la ON biblica), ove erano conservati tutti i papiri storici egizi prima che fosse costruita la città di Alessandria d’ Egitto.

La versione biblica di Noè sembra, a giudizio di molti studiosi, essere stata copiata dalla versione mesopotamica di Utnapishtin, quando i compilatori della Bibbia si trovarono in schiavitù verso il VI secolo A.C. a Babilonia, ove essi ebbero contatto con le antiche storie locali. Tale ipotesi di copia è fortemente rigettata dai fondamentalisti religiosi biblici, i quali asseriscono che la versione mesopotamica di Utnapishtin è una versione “corrotta” della storia del Diluvio, dato che la versione biblica di Noè è l’ unica versione non “corrotta”poiché scritta da Mosè personalmente. Se diamo credito a quest’ ultima asserzione dei fondamentalisti biblici, ne consegue che anche per la versione di Noè la fonte originaria di questo racconto è Heliopolis (la ON biblica) ove noi sappiamo che Mosè fu istruito in tutte le arti e scienze egizie.

La fonte originaria della versione mesopotamica di Utnapishtin appare in tal caso incerta ma, in considerazione del fatto che i sumeri e gli altri popoli della Mesopotamia ebbero continui contatti economici e culturali con gli egizi (dai quali essi attinsero le più importanti conquiste scientifiche, fra le quali il sistema di misure lineari, angolari, e del tempo, come descritto in articoli precedenti), possiamo ragionevolmente dedurre che detta fonte originaria sia anche in questo caso il centro della sapienza millenario di Heliopolis.

Gli interrogativi del quando/dove/perché sorti da queste narrazioni sono stati tanti e, specialmente durante il secolo scorso, molti tentativi sono stati fatti per rispondere a queste domande con molte spedizioni organizzate principalmente sulle pendici del monte Ararat, con la scrittura di molti libri e con la formulazione di molte teorie ed ipotesi che potessero definitivamente stabilire la vera natura di questa storia. Ma nessun punto fermo si è potuto raggiungere, nonostante i numerosi tentativi, forse perché non si è mai guardato nella direzione giusta. Si è guardato sempre con gli occhi rivolti verso la terra e nessuno ha mai pensato che si potesse stabilire una connessione con la realtà storica di quest’avvenimento se si fossero alzati gli occhi verso il cielo stellato.

Rivolgendo lo sguardo alla volta celeste ci si può accorgere che la piu’ grande costellazione del cielo stellato è la nave ARGO (Già descritta all’articolo 101 ), immensa e composta di circa 800 stelle includenti le attuali 4 costellazioni di Carena, Vela, Puppis e Bussola. ARGO si estende per circa 60° di latitudine e 60° di longitudine dell’emisfero celeste sud. La sua storia era tanto importante che i primi pittori delle antiche cartine del cielo stellato ritennero di doverla rappresentare per l’eternità, fra le stelle, per la particolarità di una memoria catastrofica riguardante tutta l’umanità.
 
Di Argo ce ne ha parlato principalmente Apollonio Rodio, che nacque, studiò e visse ad Alessandria d’Egitto nel III secolo AC , dove fu bibliotecario nella famosa biblioteca, dalla quale lui attinse la storia di Argo; pertanto, anch’essa deriva dagli archivi precedenti di Heliopolis, la ON biblica. Nella storia o mito di Argo i legami con l’Egitto sono molto evidenti. A partire dalla fondazione sia di Argo sia dell’ Egitto stesso, quando Belo diede ai suoi due figli, Egitto e Danao, il Regno d’ Egitto e d’Arabia al primo ed il Regno di Libia al secondo. E fu lo stesso Danao a fondare Argo. Qui il mito sembra volerci suggerire che il viaggio di Argo avvenne all’inizio della storia egizia. Dal momento che le traduzioni effettuate sui papiri avvenivano dai caratteri geroglifici al greco antico, è molto probabile che la parola ARGO sia, in realtà, una traslitterazione della parola egizia ARCA e che, in sostanza, ARGO ed ARCA indichino lo stesso avvenimento.

Esse, cioè, potrebbero riferirsi alla descrizione di due aspetti dello stesso avvenimento: l’innalzamento delle acque e l’atterraggio finale nella storia dell’Arca contro il viaggio intrapreso dalla stessa nave nella storia di Argo. Questa può essere la sola spiegazione del fatto che, mentre nel cielo stellato non c’è nessun accenno dell’Arca di Noè, c’è invece tutto riguardo la nave Argo, incluso i membri dell’equipaggio più famosi, immortalati nella costellazione di Heracles (Ercole) e nella costellazione dei gemelli rappresentante gli altri membri dell’equipaggio Castore e Polluce.

Basandoci sulla cronologia dell’Egitto Antico rilasciata da Erodoto, secondo il quale Eracle visse circa 20.000 anni fa, possiamo dedurre che il viaggio della nave Argo avvenne all’incirca nello stesso periodo. Questa datazione è la meno antica fra quelle risultanti dalla stele di Palermo (25.000 anni fa) e quella data dal papiro di Torino (39.000 anni fa) riguardo l’inizio della storia egizia. Per dipingere il cielo stellato come la tela di un pittore, bisogna prima di tutto “squadrare il foglio”, come si dice, al fine di determinare le linee di riferimento principali in base alle quali poi si procede con la raffigurazione di qualsiasi cosa uno voglia dipingere. Concedendo alcune migliaia di anni a questi antichi “pittori – astronomi” per la determinazione delle linee di riferimento del cosmo, che sono principalmente l’eclittica, l’equatore celeste, i coluri equinoziali e solstiziali e la conoscenza dei moti celesti con estrema precisione, possiamo ritenere che la raffigurazione di Argo e di tutte le antiche costellazioni nel cielo stellato sia stata operata circa 15.000 anni fa.
Se la scelta della posizione di Argo nel cielo stellato non è dovuta al caso ma ad un disegno preciso, è possibile che gli antichi “pittori-astronomi” abbiano voluto segnalare con ciò che il luogo di provenienza di Argo, o Arca, situata nell’emisfero celeste sud e visibile dal Nord dell’Egitto fino all’equatore, era situato nell’emisfero sud.

In tutte le versioni che descrivono il viaggio di Argo è sempre menzionata la Libia (che a quei tempi significava Africa) quale punto di partenza, di arrivo o di attraversamento, tramite fiumi e deserti, per cui appare che l’origine del viaggio di Argo possa essere stata una grande Isola situata fra le attuali isole di Capo Verde e l’isola di Sant’Elena e/o l’isola di Ascensione, situate nell’Atlantico meridionale.

L’innalzamento delle acque potrebbe essere stato conseguenza dell’inabissamento di questa grande isola, causato dall’inversione quasi istantanea (durata poche ore) dei poli magnetici della terra, inversione attestata e testimoniata nel mito del carro di Elios ed anche dai sacerdoti di Heliopolis, quando riferirono ad Erodoto che “due volte il Sole sorse dove ora tramonta e due volte tramontò dove ora sorge”. Nello stesso mito del carro di Elios (Articolo 127) si accenna che questo sconvolgimento avveniva mentre gli Argonauti, con Argo, attraversavano il fiume Eridano, nel quale trovarono, già morto ed ancora fumante, il corpo di Fetonte. Ciò sarebbe una terza testimonianza del fatto che il viaggio di Argo avvenne durante quelle circostanze e quel periodo.

Alla luce di quanto precede, appare quindi non irragionevole ritenere, come accennato, che la storia di Argo e la storia dell’Arca di Noè siano in realtà la stessa ed unica storia.
Le connessioni della storia di Argo con tante vicende, storie e miti antichi sono molteplici, ed in questo piccolo articolo abbiamo soltanto accennato gli argomenti più importanti di questa storia, che meriterebbe una molto più lunga dissertazione.

Quest’articolo, pertanto, è una semplice offerta di una proposta di una nuova, più realistica prospettiva storica ai lettori, i quali potranno approfondirla ed anche verificarla di persona.

130 – PESCE D’APRILE COPERNICANO – IL REVISIONISMO DELLA SCIENZA

Posted in ASTRONOMIA, ATTUALITA', EVOLUZIONE, STORIA with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 16, 2014 by beautiful41

Pesce d’Aprile Copernicano – Il Revisionismo della Scienza

Lo scorso primo giorno di Aprile un annuncio singolare è stato diramato dalla trasmissione televisiva di RAI 3 – Leonardo – Il TG della Scienza. In sintesi l’annuncio informava che la scienza ritiene valido il sistema geocentrico dato che le proiezioni delle osservazioni del cosmo, partendo dall’uomo che si trova sulla Terra, determinano necessariamente un Universo Geocentrico.

Non sembrano esservi dubbi sulla autenticità della notizia. La bella signora giornalista di quel programma esprime passione e competenza per il suo lavoro e non ha assolutamente l’aria di raccontare frottole. L’annuncio quindi è una informazione vera, nuda e cruda della scienza.

Si rimane dubbiosi invece sulla capacità della scienza e della bella signora di valutare appieno l’incommensurabile vasta portata dell’importanza di tale notizia e delle implicazioni che ne potranno derivare. La sua presentazione tempistica come un pesce d’aprile sembra avvalorare questo dubbio, unitamente al timore di infondere una amara verità nelle menti non preparate a riceverla.

Dopo quasi mezzo millennio la pietra tombale si è calata sull’ignominia della rivoluzione copernicana intesa come sostituzione della visione eliocentrica con quella geocentrica. La prima rappresentava solo una nozione riferita al sistema solare ma che non poteva intaccare la coesistente superiore visione geocentrica riferita a tutto l’Universo per il semplice fatto che l’uomo vive sulla Terra e non sul sole ed è dalla Terra che ieri ed oggi sono partite e partono le proiezioni percettive di tutto l’Universo infinito nel quale il sistema solare vi occupa un punto meno che microscopico, una nullità se comparata alle infinite vastità centrate sull’Uomo e sul suo pensiero.

La sepoltura della rivoluzione copernicana ha, come per incanto, riportato in luce la antica pre-Aristotelica concezione descritta da Aristarco di Samo, e cioè che la Terra ruotava intorno al Sole e contemporaneamente ruotava su sé stessa. Questa concezione chiaramente esprimeva una visione geocentrica riferita ad una Terra libera e mobile nei suoi due moti, come lo è adesso, e non immobile al centro dell’Universo come elaborato da Aristotele.

Aristarco di Samo, vissuto circa mezzo secolo dopo Aristotele, si recò ad Alessandria d’Egitto ove, nella Biblioteca ancora in costruzione, scovò, fra i relitti della sapienza scampati alle guerre, una antica nozione riflettente la concezi0ne cosmica testè riportata. Ma purtroppo, forse a causa del carisma, autorevolezza e fama di Aristotele, egli non riuscì o non seppe imporre la antica e giusta idea e fu così che il mondo si avviò verso la nota “modernità”.

La visione geocentrica mobile, della Terra ruotante intorno al Sole, vide la nascita e la determinszione di tutti gli elementi di base della meccanica celeste quali eclittica, equatore celeste, angoli orari, ascensioni rette, equinozi, solstizi, paralleli e meridiani celesti, zodiaco, costellazioni, e così via. Il fine di questo millenario lavoro era la mappatura di tutte le stelle e degli astri in genere, cosa che avrebbe reso possibile la mappatura della Terra e la determinazione dell’unità di misura, tutte necessità di primaria importanza. Le dimensioni della Terra e l’unità di misura venivano ricavate dall’ombra meridiana del Sole che forma sempre un triangolo rettangolo la cui soluzione forniva la risposta. I numeri dicono che questo lavoro originò in Egitto, come descritto in vari articoli.

Il millenario o plurimillenario contatto con il clelo ed il cosmo, al centro della natura e dell’Universo, diede all’uomo una concezione di armonia, equilibrio, giustizia e di progresso secondo le sue leggi cicliche ed armoniche. In ottemperanza ad una filosofia di vita rispettosa di tutto ciò che lo circonda, l’uomo ricavò con la sua ragione e dalla sua coscienza le regole immortali della Civiltà per progredire pacificamenre, regole di etica che sono contenute nella “Confessione Negativa”.

Raggiunto lo scopo della conoscenza delle dimensioni della Terra e ricavando la nuova unità di misura settenaria dalla figura geometrica di un cubo, anziché dal cosmo, il pungolo della necessità si esaurì e l’uomo lasciò lentamente declinare verso l’oblio le sue conoscenze astronomiche fino a quando Aristotele produsse la prima testimonianza di regresso culturale e scientifico.

La rivoluzione copernicana capovolse i parametri aristotelici ma non fu mai neanche sfiorata dall’idea che il vero centro dell’Universo è l’Uomo, dato che è dal suo pensiero che partono tutte le proiezioni di tutte le osservazioni astronomiche. La rivoluzione copernicana, ancor più di Aristotele, ha segnato un nuovo più aberrante regresso, quasi a testimoniare che evoluzione ed emancipazione non sempre vanno nella stessa direzione. La lista dei disastri occorsi negli ultimi secoli, perduranti tuttora, è nota e troppo lunga, con guerre, predomini e fondamentalismi di ogni tipo, con liberismi e progressismi totalmente irrazionali, e dettati dalla follia alimentata da una rivoluzione copernicana illudente l’uomo di essere all’apice della Civiltà mentre invece egli era, ed è ancora, nel fondo della Barbarie.

Ma almeno siamo arrivati al cimitero dove questa immensa follia è calata nella tomba. Tira un venticello fresco di aria nuova. Le foglie sembrano veleggiare giulive. La pietà incombe. Sulla lapide si legge: “Qui giace la Rivoluzione Copernicana che visse nell’illusione che potessero esistere i moti celesti senza il pensiero”.

Alziamo gli occhi al cielo e, di colpo, vediamo che dovunque andrà nelle immensità dello spazio l’uomo porterà con sé la CENTRALITA’ UNIVERSALE DEL SUO PENSIERO, unico punto dal quale partono tutte le proiezioni percettive cosmiche.

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Altri articoli sull’argomento n. 2 e n. 5.

2013 in review

Posted in L'UOMO NEL COSMO on gennaio 3, 2014 by beautiful41

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 9,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 3 sold-out performances for that many people to see it.

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129 – LO SCONTRO DELLE CONCEZIONI

Posted in ECONOMIA E POLITICA, EVOLUZIONE with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on aprile 30, 2013 by beautiful41

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Lo Scontro delle Concezioni

I destini dell’uomo saranno, a medio o breve termine, decisi dall’esito di tre grandi scontri. Il primo scontro riguarda una concezione tradizionale di Nazione contro una concezione sopraggiunta recentemente di Stato o Nazione Unica planetaria.

Il secondo scontro riguarda una concezione darwinistica della storia della o delle civiltà (cioè domani sarà sempre meglio di oggi), contro una concezione opposta ove la Civiltà può progredire o regredire a seconda delle azioni dell’uomo.

Il terzo scontro è fra una concezione  liberista di una Nazione dove l’economia è lasciata ai cittadini in un libero mercato e contro una concezione opposta dove le redini dell’economia sono assunte dal Governo  della Nazione in uno stato, quindi, socialdemocratico.

Questi tre scontri fra concezioni evolutive diverse sono in atto ma in silenzio, sotto il tavolo, perché i governanti credono che i Cittadini della Terra siano troppo ignoranti per poterli comprendere, ed anche perché essi, i governanti, preferiscono avere le mani libere al fine di dirigere i destini dell’uomo dove essi vogliono, senza complicazioni, seguendo gli opportunismi dei loro privilegi e quelli dei poteri istituzionali civili e religiosi, immensamente forti, che sono legati a filo doppio allo status quo ed al sapere del sistema vigente. Vediamoli.

Il primo scontro nasce da una aspirazione universale dell’anima dei Cittadini della Terra di condivisione del loro stesso ed unico pianeta. Questa pur nobile aspirazione però è ostacolata da un latp dagli stessi Cittadini della Terra che non amano privarsi del loro Stato/Nazione o cederne la sovranità, mentre dall’altro lato questa aspirazione è ostacolata dagli stessi Governi per beneficiare dalle differenze fra le Nazioni. Per esempio la Cina si guarda bene dal rivalutare la sua moneta dato che ciò le assicura un vantaggio enorme sui mercati. Da questo primo perdurante scontro per ora esce vincente, pertanto, la concezione di Nazione.

Tl sexondo scontro di concezioni, già accennato in vari articoli, è uno scontro intellettuale, di pensiero, in linea di massima tra coloro che sono stati istruiti, hanno letto e studiato su libri e frequentato ambienti tradizionali del sapere classico, vincolati quindi in qualche modo a fonti, per così dire, “canoniche”, contro un nuovo tipo di pensiero, libero, indipendente, non asservito ad alcuna ideologia e ad alcun privilegio delle fonti istituzionali e religiose del sapere tradizionale. Questo scontro forse è il più interessante e ricco di mille sfaccettature, a volte divertente, e potrebbe essere definito come la conquista della Bastiglia del Terzo Millennio.

Gli arroccati nella Bastiglia, oltre alle tante nozioni apprese sui testi “canonici”, non hanno una idea chiara sulla consistenza del nuovo avanzante pensiero condiviso dai Cittadini della Terra, non asservito ad alcun nazionalismo, e basato sui valori immortali dell’anima, del numero e della ragione, che si accinge a dare l’assalto alla Bastiglia ove gli arroccati, potentissimi e agguerriti, sono i convinti difensori e propagatori dell’idea medioevale che la Civiltà è nata nella Grecia Classica e rinata con la scienza moderna nel Rinascimento ed è, pertanto, una prerogativa del pensiero rapace e predatore giudaico-cristiano .

Con la spedizione in Egitto di Napoleone Bonaparte e con la decifrazione dei gerohlifici iniziarono due secoli di scavi archeologici dai quali l’uomo moderno apprese per la prima volta dell’esistenza di una grande Civiltà, ricchissima di testimonianze, e antecedente di millenni a quella della Grecia Classica. Dalle prime traduzioni ed interpretazioni si cominciò a capire che una nuova prospettiva della storia  si ergeva nella sua maestosità, ma l’accettazione di una tale nuova prospettiva avrebbe comportato il riconoscere che la Civiltà non era nata nella Grecia Classica, ma in Paesi e popolazioni totalmente extra europei.

Era un boccone amaro che non si riusciva ad ingoiare. Troppo radicale e troppo rivoluzionario, e bisognava fare qualcosa per fermare questa follia del capovolgimento dello status quo.  La patata bollente, che si era venuta formando in sordina, scoppiò quando il professore tedesco August BOCKH pubblicò, tra fine ottocento ed inizi novecento, il risultato di una ricerca sulla metrologia antica da cui emergeva che tutte le unità di misura della Grecia Classica erano state importate in blocco dall’Antico Egitto (articolo 113) ove furono create e sviluppate. Ma che i Greci avessero potuto copiare gli Egizi era semplicemente insopportabile. Fu così che, molto brevemente, iniziò l’arrocco del pensiero tradizionale nella Bastiglia.

Negare l’evidenza fu da quel momento la regola perdurante ai giorni nostri. Occultando reperti, insegnando che “i numeri dell’antichità non contano”, affidandosi al silenzio, interpretando in modo mistificatorio, condannando all’emarginazione professori e studiosi di valore allontanatisi dai “canoni” tradizionali, e negando, negando e sempre negando, fu la risposta fondamentalista di questo pensiero rinchiuso nella Bastiglia.

Per non riconoscere le vere radici della Civiltà si è finanche cancellata dal cielo la stella più lucente, Sirio (articoli 21 – 24 – 61 – 65 – 116), la stella di Natale e dei Re Magi, che da non meno di 6000 anni a mezzanotte di ogni 31 Dicembre è in meridiano, al centro del cielo stellato, per tutti da vedere, e ciò significa che ancora oggi continua a sorgere eliacalmente, cioè assieme al Sole, ai primi di Luglio, annunciando oggi come allora la piena annuale del Nilo, sconfessando da sola le teorie di Copernico e Newton sulla precessione degli equinozi completamente fantasiose ed errate.

L’esito dell’accennato secondo scontro di concezioni è anch’esso, per il momento, a favore dei barricati nella Bastiglia dello status quo, ma non c’è dubbio che è solo questione di tempo prima che la Bastiglia sarà espugnata dai Cittadini della Terra che, con internet, sono in possesso dell’arma invincibile che è la comunicazione del nuovo pensiero.

L’esito del terzo scontro di concezioni  fra liberismo e socialdemocrazia resta nelle mani e nelle volontà dei Cittadini della Terra, ma appare chiaro ed evidente che per far tornare il lavoro, che è scomparso, in Italia ed altre Nazioni europee, occorre che ciascuna Nazione produca nelle sue fabbriche o aziende ciò che il Paese consuma, importando solo materie prime che non si possiedono.  

Il liberismo, com’è praticato oggi, è già stato sconfitto dalla storia e volerlo continuare ad imporre, e quindi rimanendo senza lavoro per le delocalizzazioni dei centri produttivi in Paesi a basso costo, porterà il Paese alla distruzione. Questo esito pertanto è già stato deciso dalla storia e sta ai Governi ed all’Uomo trarne le conseguenze.

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